FFORI - BOVISASCA RUZZANO OMASINA L. 300
mensile di politica,cultura,attualita'
ANNO 1 - N. 5 - MAGGIO 1978
Un crimine mostruoso Chiarezza e fermezza A quasi due mesi dall'inizio, la tragica vicenda di via Fani ha raggiunto l'orribile epilogo: il barbaro assassinio di Aldo Moro. Ucciso, a freddo, inerme quasi i suoi carnefici dovessero compiere un atto di ordinaria amministrazione, quasi non avessero davanti un essere umano come loro, ma un animale. Non abbiamo parole sufficientemente dure per esprimere l'orrore e il raccapriccio nei confronti di chi si è macchiato di un altro crimine, il più obietto perchè trascende e travalica l'essere e la persona della illustre vittima. Ecco chi ci troviamo di fronte: una banda di assassini pronta a tutto, che di rosso può vantare solo il sangue sparso dalle vittime dei suoi attentati, dei suoi eccidi. Altro che "compagni che sbagliano", altro che avanguardie che troppo precorrono i tempi della rivoluzione o guerriglieri che "lottano per una società più giusta, per la eliminazione della società divisa in classi"! No. Abbiamo davanti una organizzazione terroristica che non si arresta di fronte ad alcune crudeltà pur di perseguire il suo scopo - piegare e distruggere il nostro sistema democratico: questo è ciò che forse da alcuni non si è ben compreso - o non si è voluto comprendere. Non a caso la violenza dell'attacco alle istituzioni si è accentuata proprio nel momento in cui si stava attuando una svolta politica di rilevanza notevole nel nostro paese, caratterizzata dall'entrata nell'area di governo di forze politiche rappresentative della classe operaia e dei suoi interessi - tenute nel ghetto dell'opposizione per oltre un trentennio; e ciò anche per un mutato atteggiamento del partito di maggioranza relativa nel confronto di tali forze. Non a caso tale partito oggi è più di ogni altro colpito dal terrorismo: facendo leva sulle sue contraddizioni, sui suoi difficili equilibri interni si cerca di farlo chiudere su se stesso, di fargli percorrere a ritroso la nuova via imboccata, di fargli "saltare i nervi" e costringerlo al cedimento. In tal caso si aprirebbe un facile varco alle mai sopite velleità di coloro che ancora caldeggiano una svolta reazionaria nel nostro paese; e a tal fine lavora il nuovo terrorismo politico. Siamo chiari, è in gioco l'esistenza della nostra democrazia, del nostro Stato, di questo stato che non è una entità immanente, astratta o metafisica ma il risultato di dure lotte pagate col sangue delle masse operaie'e popolari - dalla lotta di liberazione ad oggi -, nel quale moltitudini di persone ancora riconoscono uno
strumento insostituibile per nuove avanzate e conquiste sulla via del progresso e dell'emancipazione. Certo, sappiamo che i principi su cui esso poggia sono stati in parte disattesi, sappiamo che le sue strutture hanno mal funzionato, hanno fornito "servizi di parte" per decenni e ne conosciamo i maggiori responsabili; ma da ciò a condannare lo Stato "in toto" ne corre: solo chi non ha conoscenza od è in malafede circa la sua origine, il suo divenire e le sue presenti e future potenzialità progressiste può assumere tale atteggiamento. Oggi ognuno dì noi, se veramente ha a cuore la salvezza della democrazia, deve scegliere: o col terrorismo o con lo Stato democratico, nato dalla Resistenza, questo Stato e non altri in astratto; i sottili bizantivisrni, i "distinguo", gli arzigogoli che mettono sullo stesso piano la violenza eversiva e quella delle istituzioni sono solo maschere trasparenti che lasciano intravedere al di là di qualche caso di buona fede un riconoscimento, una legittimazione politica al "partito armato" e alla sua ragione d'essere; a una masnada che per crudeltà nulla ha da invidiare ai nazifascisti di ogni epoca - né nei metodi di trattare le sue vittime né nel linguaggio, mutuato non a caso da quello di Franco Freda, "ideologo" del neonazismo accusato per la strage di Piazza Fontana. "Né con le Br, né con lo Stato", "Contro le Br, contro lo Stato" è la linea politica di chi non sa o non vuole scegliere con chi schierarsi, di chi ha verzeggiato e ancor verzeggia le frange più violente del cosiddetto" movimento", fertile terreno di coltura e di manovalanza per la delinquenza e il terrorismo politico. Né con lo Stato o contro lo Stato oggi significa o porsi in posizione di aventiniana attesa ed osservare con distacco i colpi mortali che vengono inferti alle istituzioni democratiche, o offri(segue in seconda)
Roma, 10 Maggio. Un'immagine che resterà nella storia: il ritrovamento del corpo di Aldo Moro trucidato dalle Brigate "rosse"
Una profonda ferita L'assassinio di Moro ha operato nei nostri cuori, nella vita stessa del nostro paese, una profonda ferita; la sua vita, così come la sua morte non appartiene alla D.C. La sua morte non può essere confinata negli affetti seppur sacri della sua famiglia. Il suo esempio, le sue parole, i suoi atti sono sempre stati rivolti a tutti s quegli uomini di buona volontà che hanno fatto della giustizia e della libertà i loro ideali, della pazienza e della Si al confronto pag. 2 tolleranza gli strumenti per conseguirli. L'assassinio di Tribuna aperta pag. 2 Moro è contro questi ideali e questi metodi ed è quindi "Sole rosso" a villa Litta: contro l'umanità intera. La Libertà di stampa, per chi, per che cosa? Democrazia Cristiana insieUn'iniziativa di A.B.C. pag. 3 me alle altre forze politiche, La D.C. di zona a Congresso pag. 4 come era nelle indicazioni di Moro, ha difeso trent'anni Esempio di democrazia pag. 4 questi ideali. Si può quindi sconfiggere L'impegno del P.C.I. per la zona pag. 5 questo terrorismo che con Incontro con l'Assessore Sangiorgio pag. 5 un simile atto e la strage che Io ha preceduto, si è già Dalle "minime" ai grattacieli pag. 6 condannato da solo.
sommario
Direttivo D.C. Zona 8 Sezione Franco Verga
Sport €
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