Istruitevi che avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Organizzatevi che avremo bisogno di tutta la nostra organizzazione. Agitatevi che avremo bisogno di tutto il vostro entusiasmo. (A. GRAMSCI)
n. 5 - febbraio 1978
IL COMPAGNO DI LAVORO
A CURA DEL C. d. F. AUTOBIANCHI
MOZIONE CONCLUSIVA del Consiglio di Fabbrica Autobianchi Si è riunito oggi 9.2.78 il C.d.F. dell'Autobianchi per fare una sintesi del dibattito svoltosi in fabbrica sulla • Proposta di politica economica » del Direttivo Nazionale della CGIL-CISL-UIL in vista dell'Assemblea Provinciale dei delegati CGIL-CISL-UIL di Milano che si terrà domani 10.2.78 al Palazzo dello Sport di Cinisello Balsamo. Nelle assemblee (assemblee che hanno registrato una contenuta partecipazione dei lavoratori) si è sviluppato un dibattito vivace e partecipato che ha toccato sia aspetti specifici che l'insieme del documento CGIL-CISL-UIL. Sono stati particolarmente oggetto di discussione le questioni del bilancio dello Stato, della mobilità e dell'occupazione, del costo del lavoro collegato con la polita contrattuale, con fa riforma della struttura del salario, dei prezzi e delle tariffe, della legge sull'occupazione giovanile, della riforma del collocamento e della politica fiscale. II C.d.F. Autobianchi ritiene, sulla base anche del dibattito odierno, che una corretta sintesi politica di quanto emerso dai lavoratori possa ricondursi sostanzialmente, per il complesso del documento CGILCISL-UIL e per punti particolari di esso, a quanto espresso dal documento conclusivo del Direttivo Nazionale della F.L.M. che 20 giorni fa ha aperto lehponsultazione nella categoria, in;vista della Assemblea Nazionale dei quadri e dei delegati CGIL-CISL-UIL del 13 e 14 feb-
braio p.v. a Roma. Inoltre il C.d.F. Autobianchi ritiene di dover fare, in particolare, alcune valutazioni sull'andamento del dibattito nelle assemblee operaie, essendo stato, questo, oggetto sia di vivaci discussioni fra lavoratori che di volantini di forze politiche presenti in Azienda. Perché tutte le forze politiche democratiche possano dare un contributo positivo al dibattito che in questa importante fase il Sindacato ha aperto in tutti i luoghi di lavoro, nella sua autonoma iniziativa per contribuire ad imporre al padronato e al governo una politica che porti al superamento della crisi economica e politica del Paese, il C.d.F. Autobianchi ritiene indispensabile ribadire alcuni criteri fondamentali su cui si deve fondare il rapporto fra dibattito sindacale e ruolo delle forze politiche democratiche: necessità di riconoscere nell'unità e autonomia sindacale il patrimonio e il valore fondamentale su cui sempre si deve fondare ogni necessario sviluppo del dibattito sindacale, sia nel movimento che nell'interno dell'organizzazio'e unitaria di classe; importanza di riaffermare e riconoscere a pieno titolo il pluralismo dialettico e la massima libertà di sviluppare ogni espressione civile e democratica di consenso o dissenso nel dibattito sindacale; questo come garanzia che consente le più corrette e convin-
te sintesi unitarie. Riconoscere nei fatti e non solo a parole questi assunti vuol dire escludere, sia all'interno che dall'esterno del movimento sindacale, dagli strumenti di dibattito e anche polemica politica la più accesa e vivace, l'intolleranza e la discriminazione politica,. la denigrazione nei confronti di ogni manifestazione democratica di dissenso. Questo vale tanto più per le forze politiche democratiche che ausoichiamo debbano con le loro legittime posizioni politiche nel merito di questioni oggetto di discussione nel movimento e nel sindacato, favorire e non ostacolare, sviluppare e non degradare il clima unitario dei C.d.F. della F.L.M. e della CGIL-CISL-UIL, già messo a dura prova dall'attaci del pa-, dronato, dalla gravità dei problemi che attraversa il Paese e quindi anche il Sindacato. Su questi temi (rapporto Sindacato-Partiti politici di fabbrica, dibattito sindacale-dissenso, ruolo dei partiti-unità e autonomia sindacale) il C.d.F. Autobianchi ritiene comunque necessario, insieme alla F.L.M. di zona, la promozione di una iniziativa politica pubblica per il prossimo futuro con la diretta partecipazione di tutti i partiti politici democratici presenti all'Autobianchi. CONSIGLIO DI FABBRICA AUTOBIANCHI 9.2.78.
APRIRE LA VERTENZA SULLA STRUTTURA DEL SALARIO SALARIO IN GABBIA e PADRONI LIBERI DI DIVIDERE I LAVORATORI Da qualche tempo nel nostro paese si discute in un modo più organico della GIUNGLA RETRIBUTIVA del « costo del lavoro » e della STRUTTURA del salario. Su queste questioni si è espressa anche una commissione parlamentare la quale ha potuto solo dare ragione al Sindacato nel senso che dove il Sindacato ha contrattato tutti gli aspetti del rapporto di lavoro questo si rivela sempre improntato all'EGUALITARISMO, alla abolizione al controllo o comunque alla RIPROVAdegli elementi individuali e alla divisione fra i lavoratori. Tutto questo ha dimostrato che il Sindacato non è colpevole della GIUNGLA RETRIBUTIVA, ma se non è PARTE LESA OFFESA nel senso che la dove esso non è presente si sono create situazioni vergognose che hanno premiato la NON LOTTA, la non maturazione di una COSCIENZA DI CLASSE fra i lavoratori in particolare nel pubblico impiego. In questo settore in particolare a causa di una proliferazione di leggi e leggine promosse da esponenti della DC si è creato un'atmosfera di CLIENTELISMO e corporativismo del quale ne pagano le conseguenze tutti i cittadini. Lo stesso ha fatto la confindustria dap-
prima negli ANNI BUI del movimento operaio dividendo i lavoratori da fabbrica a fabbrica e in particolare questo continua fra gli impiegati dove con l'utilizzo di una legislazione vecchia e antidemocratica e gaia politica di aumenti individuali ha fatto del settore IMPIEGATIZIO un CUSCINETTO di persone che non devono scioperare PERCHE' ESSI SI DEVONO SENTIRE DIVERSI dagli operai. In questo momento di PROFONDA CRISI ECONOMICA uno dei nodi da scia gliere è la STRUTTURA del SALARIO che deve essere affrontato a livello generale e con una discussione di MASSA non solo tra i lavoratori ma anche nei quartieri e nel territorio non è un caso che una parte della stampa tende a fare su questa QUESTIONE UN POLVERONE per far sì che la gente comune NON CAPISCA il livello dello scontro sulla STRUTTURA del SALARIO, si tratta nei fatti di andare a RETRIBUIRE in un modo più GIUSTO il lavoro PRODUTTIVO e MANUALE e di LIBERARE GLI IMPIEGATI dalla loro subalternità nei confronti del padrone. Questo scontro non è né semplice e né SCONTATO in quanto nel nostro paese le forze più retrive e conservatrici faranno di tutto per MANTENERE LE COSE COME STANNO anche perché questo serve a MANTENERE DIVISI QUELLI CHE PER VIVERE DEVONO “ VENDERE LA PROPRIA FORZA LAVORO ». Appare quindi
oramai non più rinviabile una iniziativa del Sindacato che affronti la questione,. in quanto se non la si affronta la strada per una soluzione sarebbe PROPOSTA DA ALTRI i quali costringerebbero il movimento operaio a giocare di rimessa e la storia ci insegna che FARCI IMPORRE le cose da altri è estremamente perita loso. Inoltre NON AFFRONTARE questo nodo significherebbe non essere COERENTI e CONSEGUENTI con le nostre scelte del passato ed in particolare delle lotte por tate avanti dal 1969 in poi. in quanto da quella data noi abbiamo perseguito una politica contrattuale tesa a privilegiare gli aumenti uguali per tutti, l'omogeneizzazione dell'istituto delle ferie, l'uguaglianza nel trattamento di malattia tutto questo è stato possibile grazie alla lotta UNITARIA e DI MASSA. In questo momento di profonda crisi economica dove la crisi morde in modo diverso e differente c'è il pericolo che altri decidano per noi come mantenere le sperequazioni che ancora esistono. Per impedire che la MONETA SPORCA individualismo aumenti di merito, buste nere « faccia fuori » la MONETA BUONA occorre affrontare la questione in tempi brevi far sì che non solo la F.L.M. afrenta questa questione ma che con il dibattito e la discussione si giunga ad una posizione unitaria del Sindacato.
DAI REPARTI
Finizione :zona rulli IL PROBLEMA Le vetture che escono dalla produzione vengono in parte provate su strada, in parte provate su rulli che si trovano all'interno del reparto. Questa prova su rulli crea condizioni di rumorosità e di sprigionamento fumi che mettono i lavoratori in grande difficoltà. Il comitato A. ha richiesto l'eliminazione dei fumi e del rumore: a questa richiesta l'A. ha risposto applicando degli aspiratori per eliminare i fumi; tuttavia questa parziale soluzione ha aggravato il problema della rumorosità poiché i motori degli aspiratori sono posti anch'essi all'interno del reparto.
A questo punto l'Azienda invece di aderire alla richiesta del C.A. di portare i motori all'esterno ha preferito procede. re all'insonorizzazione dei motori, che pur abbassando parzialmente la rumorosità non ha risolto il problema. A questa situazione già precaria si è aggiunto il problema del controllo degli . scarichi della combustione (CO.). Questa operazione tendente a ridurre l'inquinamento provocato dagli scarichi delle vetture, crea ai lavoratori addetti ulteriori problemi di fumi, esposizione ai rumori ed un intasamento di vetture in un luogo già congestionato. La richiesta del C.A. di inserire questa area in quelle da sottoporre a periodici controlli sull'udito ha dato come primo rissultato la scoperta di un numero note-
vole di lavoratori con riduzioni della facoltà di udito. Di fronte a questa situazione di notevole gravità il C.A. sostenuto pienamente dai lavoratori interessati ha fatto alcune proposte, che aggiunte a quelle di un tecnico esperto in problemi di insQnorizzazione, vanno nella direzione di una radicale soluzione di questi problemi d'Ambiente. Sarà compito dei lavoratori interessati, far sì che gli impegni assunti dalla Direzione col C.A. proseguono con la celerità che i i problema richiede, riservandoci qualora questi impegni non vengano rispettati di adottare tutte le iniziative di lotta che verranno giudicate più opportune, al fine di una reale tutela della salute dei lavoratori.
Lettere dei lavoratori L'ABORTO E' UN DRAMMA NON UN REATO Parlare di questo argomento non è facile: parlare di aborto nonostante la campagna che si fa è ancora un argomento che scotta. Ma è giusto che sia sempre la donna a pagare? Cosa si fa per prevenire queste tragedie, dove migliaia di donne perdono la vita ogni anno; poco o nulla, oggi come ieri che paga è sempre la donna. L'aborto libero deve consentire a tutte le donne di qualsiasi condizione sociale, di salvaguardare la propria vita. E' giusto che chi può disporre di denaro possa abortire liberamente, assistita da ginecologi, oppure da Primari di ospedale che, magari pubblicamente, condannano l'aborto; ma per lucro lo fanno, mentre la maggioranza delle donne muore per mancanza di mezzi di assistenza? Sarebbe necessaria un'opera di prevenzione, con adeguate strutture sanitarieper intervenire prima, per far si che ogni bambino concepito sia veramente voluto e desiderato dai genitori. Abortire non è un destino, nessuna donna abortisce con piacere, lo fa solo se vi è costretta da condizioni fisiche, economiche, psicologiche e sociali. UN'OPERAIA DELLA SELLERIA
Il Comitato ambiente si è riunito nei giorni scorsi per fare il punto sulla fabbrica dal punto di vista ambientale. Prima di andare alla individuazione dei problemi si è aperta una discussione sul come lavorare per affrontarli e risolverli nel modo più proficuo. Ne è uscito che il metodo migliore non è quello di affrontare i problemi in modo disgregato ma bensì affrotarini in modo complessivo. Si è poi andati ad analizzare i dati ottenuti con l'indagine fatta dal Comitato ambiente in collaborazione con i delegati di reparto. Questo ha permesso di avere una visione complessiva della realtà e trarne delle valutazioni. Dall'indagine risulta che i fumi i rumori e le sostanze usate nelle lavorazioni sono problemi presenti in quasi tutti i reparti. Le cause sono le più diverse. Ad esempio un problema che tocca in modo particolare la selleria è l'uscita durante determinate lavorazioni di vapori che riempiono l'ambiente di umidità e di sapori sgradevoli. E' stato discusso anche il problema delle tute e di tutti quei piccoli problemi che giornalmente nascono nei vari reparti. E' stata anche discussa la possibilità di fare t,n C.d.F. prettamente per i problemi ambeintali in modo da portare a conoscenza di tutti i delegati la realtà ambientale di tutta la fabbrica ma anche per andare ad una discussione più approfondita e più aderente alla necessità di ogi singolo gruppo omogeneo.
(411.(151 UIL NUOVA QUALITÀ DELLA VITA
Applicazione accordo FIAT - 7 luglio 1977 Cosa dice I' accordo Nell'accordo firmato il 7-7-1977 tra la F.L.M. e la FIAT un intero capitolo è dedicato all'organizzazione del lavoro. Vogliamo con questo articolo sottolineare i punti salienti di tale capitolo e che riguardano in modo particolare l'Autobianchi. Il Capitolo è preceduto da una introduzione di cui riportiamo una parte: La Fiat ribadisce il proprio impegno nel continuare ad affrontare i problemi connessi alla organizzazione del lavoro avendo come obiettivi prioritari modifiche impiantistiche connesse ad una nuova quc:ità dell'O.d.l. al fine dell'eliminazione dei lavori che presentino elementi ai elevate gravosità o disagio e del miglioramento delle condizioni di lavoro sia in termini di ambiente, sia in termini di modalità della prestazione, ed anche in processi di qualificazione professionale «. Vengono poi identificate varie aree di lavorazione quelle che interessano la trattativa in corso tra C.d.f. e Direzione Autobianchi sono principalmente l'area di carrozzeria, di verniciatura, di lastroferratura. Per queste aree riportiamo alcuni passi significativi dell'Accordo 7-7-1977. AREA Dl MONTAGGIO In questa linea l'Azienda intende effettuare un esperimento nell'area di montaggio vetture per la creazione di una nuova figura professionale di revisionista di delibera completa. Tale ipotesi prevede la costituzione di un nucleo di operai utilizzati in modo programmato su qualsasi stazione di ogni tipo di vettura per la revisione finale di delibera di sellatura, meccanica, carrozzatura, nonché sul piazzale riparazione vetture. In particolare dovranno essere definiti i criteri tecnici e le modalità per la realizzazione di tali esperimenti; i tempi sono previsti dall'Azienda in 15 18 mesi. Detti (.iteri saranno verificati a livello di Stabilimento. AREA DI VERNICIATURA In questo settore la Fiat si impegna su un vasto articolato programma di rinnovo degli impianti e di miglioramento delle condizioni dell'ambiente di lavoro: Dopo un elenco di miglioramenti ambientali e innovazioni tecnologiche per la Verniciatura l'accordo cosi prosegue: Dopo un punto di vista organizzativo, al di là quindi delle innovazioni di natura tecnologica e impiantistica, l'Azienda darà avvio ad un esperimento nelle Officine di verniciatura, interessando le aree dei levabolli e revisionisti finali dei circuiti smalto, attraverso le realizzazione di una nuova figura professionale di: « rappezzista levabolli «, i cui tempi e modalità di addestramento, indicati dall'Azienda in 18/24 mesi per gli attuali rappezzisti ed in 15/18 mesi per gli attuali levabolli, saranno verificati a livello di Stabilimento, fatto salvo quanto previsto dall'accordo 31/3/1976 per la verniciatura nello Stabilimento di Rivalta.
" LOTTIAMO PER UNA NUOVA ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO " più vuole essere protagonista e lega indissolubilmente il concetto del « dove e cosa » produrre, che in definitiva significa il governo della società al « come » produrre e cioè il governo della fabbrica.
AEREA DI LASTROFERRATURA La FIAT si impegna a dare un ulteriore sviluppo, anche in connessione con la realizzazione di nuovi modelli, al pr&esso di meccanizzazione e di automazione. Negli Stabilimento di Rivolta e Cassino è prevista l'entrata in funzione nel 1978 di una nuova tecnologia (robogate) che consente la eliminazione dei carichi sospesi, la movimentazione delle scocche su carrelli teleguidati, l'esecuzione dei lavori di saldatura mediante robots. Oltre che per la lavorazione della scocca, il sistema è previsto anche per l'assemblaggio delle fiancate, sostituendosi alle tradizionali saldatrici multiple. L'Azienda dichiara inoltre la propria disponibilità all'avvio di una fase sperimentale che preveda l'inserimento dei ferratori nell'area di nuova istituzione del riparatore deliberatore di scocche lastrate, previo esame a livello di Stabilimento delle condizioni tecnico-produttive e organizzative. IMPIEGATI Per quanto riguarda il settore impiegatizio l'Accordo dice: L'Azienda dichiara la propria disponibilità ad esaminare con i Comitati Qualifiche Impiegati e riflessi che le ristrutturazione organizzative produttive possono comportare sulle professionalità impiegatizie tenendo conto di criteri che, nell'ambito delle esigenze tecnico-organizzative, consentano la valorizzazione della tive, consentano la valorizZazione delle capacità professionali dei lavoratori Interessati. In tale linea l'Azienda promuoverà iniziative volte a studiare e sperimentare, previa verifica con il Comitato Qualifiche Impiegati, forme di riorganizzazione del lavoro impiegativio nell'ambito di aree definite, con particolare riguardo alle aree amministrative.
Uno degli obiettivi fondamentali del Movimento Sindacale è quello della trasformazione della O.d.l. oggi esistente in Italia come in quasi tutti i paesi a civiltà industriale avanzata. I motivi di questa lotta sono immediatamente desumibili da un'analisi, anche veloce, dell'O.d.l. attuale, degli scompensi che produce su chi lavora ma anche più in generale sull'economia dell'intera nazione. II Principio base dell'attuale O.d.i. è quello dei taylorismo e cioè della divisione del lavoro, della parcellizzazione, dell'espropriazione ai lavoratori di ognì potere di autonomia, di d.3cisinalità e di creatività.
La divisione del lauoro non avviene soltanto, ed è l'esempio più macroscopico, con la catena di montaggio ma anche all'interno di aziende stesse (alla FIAT abbiamo sezioni che si occupano soltanto di carrozzeria, altre di motori e così via). Volendo spingere lo sguardo ancora più in là si può dire che tale divisione del lavoro avviene anche tra paesi, abbiamo infatti Paesi ricchi esportatori di tecnologia ed altri che invece sono soltanto fornitori di materie prime o esportatori di mano d'opera. Le conseguenze dei Princìpi del taylorismo sono oggi sotto gli occhi di tutti ed anche i padroni si rendono conto che non è oggi Più sostenibile. Le lotte dei lavoratori hanno infatti da un lato fatto crescere la coscienza della classe operaia che non accetta Più un ruolo di semplice « prolungahlento della macchina » ma sempre
D'altro lato le condizioni di alienazione e cioè di estraneità dell'operaio in termini professionali e umani a ciò che produce, determina una serie di conseguenze sull'organismo dell'operaio stesso ed è causa prima di quella che i padroni chiamano assenteismo, ma che per il movimento sindacale (che pure condanna tale fenomeno nei suoi aspetti abnormi) è il frutto di tutta una organizzazione padronale che ha come fine soltanto il profitto e si serve della sfruttamento della forza lavoro. n aspetto particolare delle conseguenze determinate dal taylorismo è quello della separazione tra lavoro manuale ed intellettuale, divisione strumentalizzata dal padrone che ha sempre cercato, talora riuscendovi, di creare una barriera tra lavoratori impiegati e lavoratori operai questa divisione da un lato ha espropriato agli operai ogni facoltà di decisione e di autonomia, dall'altro ha estraniato gli impiegati amministrativi dalla produzione concreta ed ha burocratizzato i tecnici valorizzando sempre più il loro ruolo gerarchico e perfino disciplinare e mettendo invece in secondo piano il ruolo di ricerca e di creatività. L'esame dei danni provocati nella fabbrica e conseguentemente nella società dall'attuale O.d.l. potrebbe continuare a lungo, ma è importante esaminare con quali proposte il Sindacato si presenta di fronte ad un problema la cuì soluzione sarà senza dubbio lunga e complessa. L'obiettivo che in prospettiva ci si pone è quello della costituzione, per dirla con parole usate da Bruno Trentin, di « unità funzionali di lavoro », cioè di gruppi omogenei che al loro interno « realizzando una articolazione transitoria di diversi valori professionali, garantiscono un processo di formazione professionale e culturale continua di cui il gruppo sia anche uno degli agenti — consentendo a quel punto — senza ignorare le diverse professionalità che inizialmente coesisteranno — un'intercambiabilità cre-
scente delle prestazioni (dalle più povere » alle più « ricche o). Un tale processo permette di concepire in prospettiva l'attribuzione al lavoratore collettivo » l'attribuzione della « qualifica collettiva o... Il gruppo in questo caso assumerà progressivamente, come collettivo, mansioni di controllo, di collaudo, di manutenzione e anche di progettazione, pur conservando sempre una autonomia conflittuale nei confronti della direzione tecnica ». Se per giungere a questo obiettivo la strada sarà comunque lunga e difficile il movimento sindacale si pone obiettivi intermedi, primi esperimenti che vogliono tuttavia riuscire a provocare una reazione a catena per giungere ad una diversa O.d.l. « Un risultato, come obiettivo intermedio, che può essere un primo passo verso una nuova O.d.l. è l'intesa che si sta per raggiungere tra Comitato qualifiche e Direzione per l'applicazione dell'accordo 7-7-77 ». Cardine di questa intesa è la ricomposizione delle mansioni: in lastratura tra ferratori - revisionisti e collaudi; in verniciatura tra rappezzista e levabolli ed in montaggio tra tutte le stazioni dí revisione. Tale ricomposizione permetterà di avere una nuova figura professionale in grado di svolgere una serie completa di mansioni e di deliberare la vettura. La durata dell'addestramento e dei corsi previsti per acquisire la nuova professionalità varia a seconda delle aree e si aggira comunque dai 20 ai 22 mesi. Il Comitato qualifiche controllerà punto per punto con verifiche periodiche il regolare e corretto svolgersi dell'intera operazione. I risultati in termini di sbocchi al 4. livello sono piuttosto consistenti; saranno 231 nuovi quarti livelli così ripartiti: 53 alla lastratura, 71 alla verniciatura e finizione e 101 al montaggio. Per quanto riguarda gli impiegati è stato distribuito un documento che sarà la base di discussione fra I lavoratori al fine di concretizzare proposte di nuovo O.d.l. ed al fine di giungere ad un Incontro con la direzione su questo tema.
TRIBUNA APERTA Apriamo un dibattito tra le forze politiche organizzate in fabbrica sull' attuale momento di crisi che attraversa il paese e sul ruolo della classe operaia A partire dal prossimo numero il giornale del Consiglio di Fabbrica pubblicherà articoli di lavoratori che militano in vari partiti e movimenti antifascisti presenti in fabbrica. Quale il motivo di questa decisione? Essa nasce da una analisi che il movimento sindacale fa del tipo di crisi che sta attraversando il nostro paese, della sua gravità e della consapevolezza che per risolverla occorre fare in modo che i lavratori, le masse assumano un ruolo attivo, di protagonisti, un ruolo dirigente. E' per questo che anche in fabbrica occorre discutere, ragionare, occorre saper distinguere tra chi vuole una società migliore soltanto a parole, e chi la vuole veramente, con gli atti concreti di tutti i giorni. Il qualunquismo, il vezzo di dire che, tanto, sono tutti uguali, è il nemico da battere, sapere che è l'arma più pericolosa in mano al padrone. Per questo apriamo un dibattito tra le forze politiche, per poter sempre più imparare e giudicare. La strategia che il Sindacato da anni porta avanti, che è quella della piena occupazione, degli investimenti produttivi, della programmazione economica richiede a tutti I lavoratori un impegno di qualità superiore.
Occorre riuscire a vedere più in là delle rivendicazioni immediate di fabbrica o di categoria, saper trovare una unità di classe con i disoccupati, con il mondo giovanile, le donne, i pensionati e con quei ceti che la classe operaia può aggregare intorno a sé perché oggi rappresenta in Italia una forza che deve trovare indicare la strada del rinnovamento e della trasformazione della società italiana. Rivendichiamo che il governo faccia scelte coraggiose che pongano le basi per uno sviluppo che privilegi i bisogni sociali che intraprenda una lotta seria e definitiva contro l'evasione fiscale, l'esportazione di capitali, il clientelismo e la corruzione in una parola che si risani tutto l'apparato dello stato e si costruisca un rapporto corretto tra Stato e cittadini. Da parte sua il Sindacato è impegnato a portare avanti rivendicazioni che per il loro carattere complessivo non privilegiano anzi combattono posizioni corporative che non tengono conto degli interessi di tutta la collettività. E' per questo impegno coerente e serio che riteniamo improponibile l'ipotesi di patto sociale, come è improponibile ipotizzare la cessazione della lotta politica democratica.
VIOLENZA : DISCUTIAMONE La nostra pratica quotidiana si fonda su una scelta non solo di opportunità, ma di vita, una scelta che si rivolge contro ogni forma di violenza, ma che non vuole limitarsi ad essere passiva per diventare attiva e consapevole. Operare, quindi, a favore di quanti subiscono le innumerevoli violenze nei rapporti interpersonali, delle migliaia di vittime del lavoro, dello sfruttamento, dell'arbitrio, della miseria, di quanti sono vittime del terrorismo, per combattere tutto ciò che alimenta, esplicitamente o implicitamente, il terrorismo e la violenza. Insieme alla condanna di ogni forma di violenza e all'impegno dl operare a favore di chi la riceve, è necessario individuare le cause di questi fenomeni e le responsabilità, dirette e indirette della situazione che si è creata, scoprire la verità sottesa alla strategia della tensione e del terrore. La condanna dl ogni forma di violenza parte dal profondo della nostra coscienza, e per essere vera norma educante, la condanna dell'atto criminoso non deve subire nessuna amplificazione o riduzione in relazione all'appartenenza politica di chi coloro la commettono, di chi o coloro la subiscono, o di chi coloro la commentano. E' necessario, respingere ogni atteggiamento di chi abitua
agli episodi di violenza chiudendosi o di chi reclama una dura repressione, e sensibilizzare all'impegno comune per sconfiggere la violenza e per costruire una società più giusta e pii.1 umana. Questi due obiettivi non sono disgiunti perché non è credibile poter pensare di distruggere il terrorismo senza eliminare certe contraddizioni dalla nostra società. Non possiamo dimenticare che violenza e disordine sono insiti nel modo di funzionare del sistema. La responsabilità della violenza cade dunque non solo sugli esecutori, ma anche su quelli che per anni hanno predicato praticato il disprezzo per l'onestà dell'azione politica e su quelli che hanno praticato la gestione della cosa pubblica in modo scorretto. L'impegno contro il terrorismo deve perciò passare anche attraverso l'eliminazione delle situazioni di violenza e di bisogno che vediamo nella nostra società (crisi economica, occupazionale, condizione giovanile). Insieme all'isolamento politico del confronti dei • pitrentottisti » siamo chiamati a costruire in positivo una società più giusta a partire dal terreno comune di valori e di umanità propri del movimento sindacale e delle diverse componenti storiche della società italiana.
E' evidente che il signor Longaretti considera i suoi capi oltre che delle pecore anche dei perfetti deficienti, incapaci di avere delle proprie idee e convinzioni, ma poiché evidentemente il ritenere che tutti coloro che lo circondano sono asini, lo fa sentire asino capobranco: egli si preoccupa, come giustamente si conviene ad un capo, di pensare a tutte le necessità dei suoi subordinati. Pare che l'ultima sua geniale trovata consista nel ricercare su una rivista alcune frasi che al suo genio appaiono come la spiegazione di tutti i problemi che ci circondano, a questo punto, molto diligentemente le sottolinea, le fa fotocopiare (con i soldi dell'Azienda, ovviamente) e scrive a fianco le seguenti lapidarie parole: « Farla leggere a tutti i capi - Longaretti Quello che noi pensiamo di tutto ciò è che un simile modo d'agire sia un insulto vergognoso alle persone a cui una simile cosa è diretta, e che, anche a prescindere da motivazioni sindacali, ma soltanto per dignità personale, le suddette persone abbiano rinviato le fotocopie all'Asino pregandolo di pensare alla sua di cultura dal momento che essi sono perfettamente in grado di farsi la propria da soli.
LA FILOSOFIA DEI PADRONI LA FILOSOFIA DEL PADRONE IL MORALISMO DI LOR SIGNORI Una serie di personaggi che oramai all'Autobianchi si ritengono degli « ARRIVATI » cioè di quelli che dicono: « CHI VALE VOLA » nel senso che oramai si ritengono UOMINI DEL POTERE FIAT e spesso invitano i lavoratori a comportamenti leali seri e onesti; nei confronti della Direzione e dei «LORO COMPAGNI DI LAVORO» questo appello alla UNITA' DELLA CLASSE OPERAIA sulla bocca di questi signori SUONA COME UNA BESTEMMIA SCANDITA SILLABA PER SILLABA da un sacerdote quando è sull'altare. In quanto LOR SIGNORI per « SALIRE » hanno usato tutti i mezzi e ne hanno fatte di tutti i colori. Per esempio uno di loro, quando era un magazziniere, nelle assemblee sindacali invitava il responsabile dei sorvegliariti ad allontanarsi perchè LE SPIE DEL PADRONE NON POTEVANO STARE CON I LAVORATORI, mentre ora che è arrivato riesce anche a litigare con un sacerdote solo perchè questi sosteneva di essere venuto a benedire e NON A SALUTARE e RIVERIRE la direzione aziendale. Un altro pur essendo stato studente di SOCIOLOGIA a TRENTO dove ha appreso L'ARTE DELLA RIVOLUZIONE CONTINUA e le teorie sul RIFIUTO DEL LAVORO si è ritrovato a riprendere i lavoratori che si ammalano, magari perchè loro lavorano con le mani e fanno davvero fatica, mentre lui mette a frutto i suoi STUDI SUI COMPORTAMENTI SOCIALI per far sì che i LAVORATORI ABBIANO PAURA DI AMMALARSI. Altri ancora quando qualcuno che lavora e vive in officina rischia di aggravare la già sua grave salute a causa di cure non proprio pronte
e adeguate pur di NON FAR CADERE LE COLPE SUL LUMINARE DELLA SCIENZA MEDICA DI FABBRICA, IL DOTTOR VASELINA, e di conseguenza far emergere le responsabilità dell'azienda dicono che fatti così gravi SONO PROBLEMI PERSONALI dei lavoratori. Questi personaggi hanno una tale volontà di lottare per SE STESSI che la sera prima dello sciopero del 2 dicembre uno di loro è stato SORPRESO con un sacchetto contenente le vivande perchè intendeva RIMANERE IN FABBRICA IL GIORNO DELLO SCIOPERO NAZIONALE, così avrebbe potuto dimostrare ai suoi capi che lui è UN CANE FEDELE anche quando non serve al suo padrone. Simili personaggi prima di parlare di moralità e di dignità con í lavoratori dovrebbero pensarci perchè LOR SIGNORI NON HANNO IL DIRITTO di fare appello a certi valori ai quali essi NON CREDONO. LOR SIGNORI si dimostrano del tutto uguali al FAMOSO TESTAPELATA il quale quando i lavoratori sono ammalati e non sono in grado di eseguire certi lavori gravosi, anzichè cercare una soluzione dignitosa per il lavoratore, gli dice: QUANDO IL CENTROAVANTI DELL'INTER . NON STA BENE VIENE MESSO A RIPOSO, CIOE' IN MALATTIA, il che equivale a creare le condizioni perchè l'ex PSEUDO RIVOLUZIONARIO CHE OGNI MATTINA VA ALL'INAM per vedere chi si ammala possa dire: questi operai NON HANNO ANCORA CAPITO che li posso sempre prendere in castagna e POSSO ANCHE « PERDERE » le CARTOLINE e i CERTIFICATI MEDICI; certo che per un ex ULTRARIVOLUZIONARIO queste AZIONI sono una dimostrazione delle sue GRANDI CAPACITA' di CAMBIARE MODO DI VIVERE, di PENSARE e di FARE. COSA NON SI FA PUR DI « SENTIRSI QUALCUNO ».
ADEGUAMENTO QUOTA TESSERA La F.L.M. provinciale e il Sindacato unitario nel suo complesso, in questo difficile momento si trova a dover affrontare un padronato che tenta con tutti i mezzi di annullare i risultati di anni di lotte. Rafforzando le sue organizzazioni come la Federmeccanica, la Federlombarda, associazione a livello regionale, inoltre il padronato ha rilanciato quelle della zona di Monza e Milano. E' chiaro che il padrone ha più mezzi di noi e utilizza queste strutture per organizzare il suo consenso. Di fronte a questo attacco organizzativo dei padroni, oltre l'attacco continuo alla classe operaia che il nostro avversario di classe ci porta tutti i giorni, la F.L.M. di Milano pur restringendo le sue spese non può più far fronte ai nuovi impegni organizzativi senza adeguare la quota tes-
sera all'1% sulla retribuzione minima mensile, in pratica si tratta di un'ora di lavoro al mese. Le nuove contribuzioni sindacali saranno le seguenti: 1° livello 1.800 - 2° livello 1.900 3° livello 2.100 - 4° livello 2.200 5° livello 2.400 - 5° livello 2.900 7° livello 3.400 Appare comunque evidente che per rispondere all'attacco padronale dobbiamo anche aumentare gli iscritti alla F.L.M. in quanto un sindacato che sia autonomo e di classe che non dia pace al padrone, che sappia vivere la battaglia delle le idee, deve anche avere i mezzi finanziari che gli consentano una capacità organizzativa per vincere il padrone dentro e fuori la fabbrica.