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Anno 9 - Numero 26 - Dicembre 2013 - POSTE ITALIANE SPA - SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE - 70% - DCB VERONA

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3 PREMIO MASI, I TALENTI CHE DANNO SPERANZA MASI PRIZE, THE TALENTS THAT GIVE US HOPE di Isabella Bossi Fedrigotti

8 LE VIGNE DI VENEZIA, RITORNO AL FUTURO THE VINEYARDS OF VENICE, BACK TO THE FUTURE di Alessandra Piubello

36 COSTASERA IN SVEZIA SI VESTE D’ARTE COSTASERA ARTISTICALLY ARRAYED IN SWEDEN di Karsten Thurfjell

cultura e territorio


Madonna con il Bambino Madonna with Child Museo di Castelvecchio, Verona

Jacopo Bellini

Jacopo Bellini

Venezia, 1395 circa - 1470/1471 tempera su tavola, 72 x 49 cm

Venice, 1395 - ca. 1470/1471

La Vergine, seduta su un prato cosparso di fiori, è raffigurata come Madonna dell’umiltà (Meiss 1936). Il bimbo stringe nella mano destra un uccellino, probabilmente il cardellino che in genere allude al sacrificio di Cristo, mentre nella sinistra si intravvede un cartiglio. Non si hanno notizie circa l‘acquisizione del dipinto da parte di Andrea Monga, ma non è da escludere la possibilità di identificare l’opera qui discussa con la «Madonna in tavola con giardino» acquistata dal collezionista presso Giovan Francesco Sambonifacio negli anni trenta del XIX secolo. Il supporto ligneo è costituito da un’unica tavola rettangolare con venatura verticale (…). La Vergine, avvolta in un ampio manto che si dispiega sul prato in pieghe innumerevoli, nella composizione e nei caratteri fisionomici mostra affinità significative con la Madonna dell’umiltà con un donatore del Louvre, che la critica tende ormai a riferire alla prima attività di Bellini, pur variamente datandola «nella seconda metà degli anni trenta». Con questa il dipinto di Castelvecchio condivide anche una certa difficoltà da parte dell’artista nel risolvere la posa accovacciata della Vergine, mentre il bimbo, in entrambi i casi, fatica a trovare un appoggio sicuro per i piedini; d’altra parte, accomuna le due opere il debito profondo nei confronti del linguaggio figurativo di Gentile da Fabriano, del quale Jacopo fu allievo, chiaramente riconoscibile nel fitto drappeggio del manto, che sembra derivare diretta-

The Virgin is seated on a meadow strewn with flowers and depicted as the Madonna of Humility (Meiss 1936). The Child holds a bird in His right hand, probably a goldfinch, which is usually included as a reference to the sacrifice of Christ, while the left hand holds a scroll. There is no firm evidence about this purchase by Andrea Monga, but it could well be the work referred to as a «Madonna in a garden painted on wood» bought from Giovan Francesco Sambonifacio by the collector in the 1930s. The wooden backboard is a single rectangular piece with vertical grain (…). The Virgin is wrapped in a wide cloak that falls on the ground in numerous folds. The composition of the picture and the depiction of the faces shows a close connection to the Madonna of Humility with Donor in the Louvre, which is usually considered by the critics to be from Bellini’s first period of activity, despite giving it a range of dates «in the second half of the 1430s». The Castelvecchio picture has the same difficulty in successfully depicting the Virgin’s bent pose, while the Child in both versions has an uncertain foothold. Both works, however, show a significant debt to the figurative language of Gentile da Fabriano, whose pupil Jacopo was, which can be most clearly seen in the neat drapery of the cloak, which could almost come straight out of his teacher’s workshop (…).

tempera on wood, 72 x 49 cm

mente dallo studio di opere del fabrianese (…).

Sonia Chiodo

Sonia Chiodo


La copertina di Natale / Christmas cover

cultura e territorio

Auguri di buone feste dalla Fondazione Masi Seasons’ Greetings from the Masi Foundation


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cultura e territorio

sommario contents 3

I talenti che danno speranza The talents that give us hope di Isabella Bossi Fedrigotti

“Le battaglie della vita si vincono con l’ironia

4 “Life’s battles are won by using irony” Anno 9 - Numero 26 - Dicembre 2013 - POSTE ITALIANE SPA - SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE - 70% - DCB VERONA

di Maria Teresa Lamberti

Le sorprendenti “vigne di Venezia”

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8 strada antica del futuro

PREMIO MASI, I TALENTI CHE DANNO SPERANZA MASI PRIZE, THE TALENTS THAT GIVE US HOPE

The surprising “vineyards of Venice” an old route to the future

di Isabella Bossi Fedrigotti

di Alessandra Piubello

8 LE VIGNE DI VENEZIA, RITORNO AL FUTURO THE VINEYARDS OF VENICE, BACK TO THE FUTURE

La “fabbrica lenta” di Bonotto:

14 rivoluzione in nome dell’arte

di Alessandra Piubello

Bonotto’s “Slow Factory”: revolution in the name of art

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di Antonio Di Lorenzo

COSTASERA IN SVEZIA SI VESTE D’ARTE COSTASERA ARTISTICALLY ARRAYED IN SWEDEN

“I neuroni specchio sono il fondamento dell’empatia

18 e della solidarietà”

di Karsten Thurfjell

“Mirror neurons are the foundation for empathy and social cohesion”

In copertina. Le Vigne di Venezia: i vigneti di Mazzorbo. Cover photograph. The Vineyards of Venice, vines at Mazzorbo.

Direttore responsabile

Stephen Hobley

Isabella Bossi Fedrigotti Marzio Breda Giuseppe Brugnoli Lucia Buffo Gabriele Colleoni Maria Teresa Lamberti Alessandra Piubello Karsten Thurfjell

Progetto grafico

Referenze fotografiche

Neodesign Studio

Archivio Fondazione Masi Archivio Masi Biblioteca Internazionale La Vigna

Antonio Di Lorenzo

Segreteria di redazione Dora Stopazzolo

Traduzioni

di Piero Bianucci

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“La verità si cerca fuori dai riposanti luoghi comuni” “Truth is looked for outside comfortable public places”

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Recioto… “vintage” la riscoperta di un classico Recioto… “vintage” the rediscovery of a classic

di Marzio Breda

di Lucia Buffo

I premiati di Masi alla Mostra del Cinema di Venezia

32 Masi Prize Winners at the Venice Film Festival di Antonio Di Lorenzo

Impaginazione e stampa La Grafica Vago di Lavagno (Vr)

Hanno collaborato Mario Bagnara Piero Bianucci

Museo di Castelvecchio Ernst Billgren Nevio Doz Mattia Mionetto Jacopo Salvi

Arte, natura e cultura il nuovo stile dell’etichetta

36 Art, nature and culture the new label format di Karsten Thurfjell

Il prezioso “grosso” antica moneta delle Venezie

42 The precious “grosso” an ancient Venetian coin di Giuseppe Brugnoli

Uva, botti, vino e bicchieri nelle incisioni di due secoli

46 Grapes, barrels, wine and glasses in two centuries of prints

© 2013 – Fondazione Masi Villa Serego Alighieri Gargagnago di Valpolicella (Verona) Testi e immagini possono essere riprodotti, anche parzialmente, con autorizzazione

di Mario Bagnara

“Gli italiani devono costruirsi un autentico senso civico”

50 “The Italians must construct a real sense of civic duty” di Gabriele Colleoni

Pubblicazione realizzata con il contributo di Masi Agricola SpA Anno 9 - Numero 26 - Dicembre 2013 - pubblicazione quadrimestrale Registrata presso il Tribunale di Verona il 24 giugno 2005, n. 1669

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Novità dal mondo della Fondazione Masi News from the Masi Foundation


EDITORIALE EDITORIAL

I TALENTI CHE DANNO SPERANZA THE TALENTS THAT GIVE US HOPE Isabella Bossi Fedrigotti I mesi sono passati ma restano comunque vivi i ricordi del Premio, dei premiati, delle loro storie, delle loro parole. Come, per esempio, il ragionamento pessimista di Sergio Romano, venato, tuttavia, da un inatteso ottimismo, che conferma, in un certo senso, la buona ragione del Premio e della sua ricerca – dall’esito sempre felice – di talenti che ci permettono di sperare, pur nella stagione buia. Per non parlare degli intraprendenti vignaiuoli – vincitori del Premio “civiltà del vino” – che coltivano le vigne in piena Venezia, per passione, per divertimento, per non lasciar morire un’antica tradizione, facendone, però, anche, una storia di successo, con bottiglie che finiscono in ristoranti di gran nome. Oppure le parole della regista iraniana in esilio, Marjane Satrapi, sferzanti e insieme piene di amore per il suo grande paese – per lei – perduto. O il discorso limpido dello scienziato Giacomo Rizzolatti che in pochi minuti ci ha portati a comprendere il funzionamento dei neuroni a specchio, peraltro scoperti da lui stesso. O, infine, la narrazione di Giovanni Bonotto, simile a una fiaba, della sua “fabbrica lenta” e di come produce alla maniera antica, con telai governati a mano, i suoi impareggiabili, preziosi tessuti.

Isabella Bossi Fedrigotti, scrittrice e giornalista, collabora al “Corriere della Sera” con articoli di cultura e costume, tiene un forum di conversazione sul sito internet del Corriere. Tra i suoi maggiori successi letterari, Amore mio uccidi Garibaldi, Di buona famiglia (Premio Campiello) e La valigia del signor Budischowsky. È presidente della Fondazione Masi.

The months have gone by, but memories of the Prize, the prize winners, their stories and their words remain vivid. Like, for example, the pessimistic thinking of Sergio Romano shot through with unexpected optimism, which, in a sense, shows the worth of the Prize and how good its perennially successful search for talents that give us hope is, even if these are dark times. Not to mention the enterprising vineyard owners – winners of the “Civiltà del Vino” section – who cultivate their vines in the centre of Venice, with passion and a sense of fun, so as to keep an ancient tradition alive and make a success out of it with bottles of wine that will finish up on the tables of the finest restaurants. Or the words of the exiled Iranian film producer, Marjane Satrapi, corruscating and full of love at the same time for her great country, now lost to her. Or the lucid words of scientist Giacomo Rizzolati, the discoverer of mirror neurons, who enabled us to understand their workings in just a few minutes’ talk. Or, lastly, the fable-like tale of Giovanni Bonotto and his “Slow Factory” and how he makes his valuable and unique textiles in an oldfashioned manner on looms controlled by hand.

Isabella Bossi Fedrigotti, author and journalist, writes for “Corriere della Sera” on culture and modern life; she also has an interactive web forum on the Corriere site. Her most important literary successes include: Amore mio uccidi Garibaldi, Di buona famiglia (Campiello Prize) and La valigia del signor Budischowsky. President of the Masi Foundation.

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PREMIO MASI MASI PRIZE

“LE BATTAGLIE DELLA VITA SI VINCONO CON L’IRONIA” “LIFE’S BATTLES ARE WON BY USING IRONY” di Maria Teresa Lamberti

Alla scrittrice iraniano-francese Marjane Satrapi il “Grosso d’Oro Veneziano” The “Grosso d’Oro Veneziano” goes to the Franco-Iranian writer Marjane Satrapi Non la molla mai. La sigaretta sembra una parte della She never puts it down. Her cigarette seems to be part sua persona, quel filo di fumo quasi un accessorio delof her persona, the curl of smoke almost an accessory la sua immagine. Dice che non ha alcuna intenzione di to her image. She says she has no intention of giving smettere di fumare e lo sostiene con la forza e la conup smoking with just the same strength of conviction vinzione di ogni sua affermazione, di tutto quello in cui of all her other opinions, of everything she believes crede, con la consapevolezza di una donna adulta ma in, with the understanding of a grown-up woman but anche con l’ostinazione di una ragazzina indisciplinaalso with the obstinacy of an undisciplined child. It’s ta, di quella bambina troppo presto matura che ci ha rethe same precocious child she gave us in her first big galato con il suo primo, grande successo, Persepolis, la success, Persepolis, the autobiographical cartoon strip graphic novel autobiografica che narra la storia dell’Inovel that tells the story of Iran from the fall of the ran dalla caduta dello Scià all’instaurarsi della teocrazia Shah to the installation of Khomeini’s theocracy. khomeinista. Let’s start with these cartoon drawings, whose sharp Vogliamo partire proprio da quelle tavole, dall’espressiolines help the reader not just to enter the mind of ne grafica, dal tratto deciso che aiuta il lettore a entrare the protagonist but also into her entire persona. This is non solo nella testa del protagonista the cartoon strip as a half-way-house ma anche, completamente, nella sua between the cinema and literature: “Persepolis, mi ha reso “I haven’t done any cartoon drawing persona. Si scopre, così, il fumetto celebre, ma adesso come via di mezzo tra cinema e letfor nine years now and I’m now just teratura: “Da nove anni non faccio più involved in cinema. But cartoon strips mi dedico al cinema” fumetti e mi dedico solo al cinema. – explains Marjane Satrapi – have “Persepolis made me Ma i fumetti – spiega Marjane Satrabeen milestones in my career, and I famous, but now pi – hanno segnato e caratterizzato la was sure that they were the best way I am dedicating myself of expressing myself. Then I discovmia carriera, convincendomi che fosse quella l’espressione che si adatered the cinema and changed my to the cinema” tava meglio a me. Poi ho scoperto il mind, sure that it was the best form 4


La scrittrice iraniana naturalizzata francese Marjane Satrapi fotografata a Gargagnago di Valpolicella: ha ricevuto il Premio “Grosso d’Oro”. The Iranian, now naturalised French, author Marjane Satrapi photographed in Gargagnago di Valpolicella: hers was the “Grosso d’Oro” Prize.


cinema e ho cambiato idea, veof self expression. I like commudendolo come il mezzo espressivo nication using pictures, and both “La nostalgia è un dolore a me più confacente. Amo comucartoon strips and the cinema do privato, che non voglio nicare attraverso le immagini, e sia that.” mettere in piazza” il cinema sia il fumetto usano queAre stories and feelings really “Nostalgia is a private sta modalità”. best dealt with like that? PerseStorie ed emozioni si comunicano polis had, and still has, a way pain that I don’t want meglio così? Persepolis aveva, ed to bring out into the open” of communicating the truth in ha, la capacità di trasmettere cona fashion that was also undertenuti e verità in modo comprenstandable to a child, thanks to its sibile anche ad un bambino, grazie proprio al disegno: picture content. “And not just children – insists Satra“E non solo ai bambini – insiste la Satrapi – la scrittura pi – the words came after the design and the pictures, è nata dopo il disegno e l’immagine, proprio perché rebecause they were drawn by hand, so of course they alizzata con la mano, è per forza più comunicativa”. Cawere more powerfully communicative.” Heavy irony, rica ironica davvero forte, allegria, vaporosità, queste fun and light-heartedness, these were the watchwords le parole d’ordine: “Anche quando si vivono esperienof the day. “Even when you were going through hard ze dure, pesanti, bisogna essere frivoli e leggeri, perché times you had to be frivolous and light-hearted, bequesto è l’unico modo per superare certi momenti” dicause this was the only way some experiences could chiara la combattiva Marjane e ribadisce che “manifebe confronted,” says feisty Marjane, and she stresses stare troppo la tristezza è anche questione di maleduthat “showing too much sadness is a question of bad cazione, perché non tiene conto della sensibilità delle taste, because it takes no account of other people’s altre persone”. feelings.” Esiliata, lontana dalla sua terra, viene da chiederle quanExiled from her home country, I asked Marjane if she to possa star male e dispiacersi per quel che ha lasciawas sad for what she had left behind: “Nostalgia is a to: “La nostalgia è un dolore privato, le lacrime sono private pain – she said – the tears are mine alone, I solo mie, non mi va di esporle, di metterle in piazza: sadon’t like to show my grief or make it public: it would rebbe un’indecenza”. be unseemly.”

Sandro Boscaini e Isabella Bossi Fedrigotti con tutti i premiati 2013. Sandro Boscaini and Isabella Bossi Fedrigotti with all the 2013 prize winners.


Marjane Satrapi riceve il Grosso d’Oro Veneziano da Isabella Bossi Fedrigotti, presidente della Fondazione Masi, e da Piergaetano Marchetti, presidente della «Fondazione Corriere della Sera». Marjane Satrapi receives the Grosso d’Oro Veneziano from Isabella Bossi Fedrigotti, president of the Masi Foundation, and from Piergaetano Marchetti, president of the «Corriere della Sera Foundation».

Il carattere è forte ed inasprito negli anni. A lei che ha Hers is a strong character, hardened by the years. She scelto di fuggire per scampare a un regime intollerabichose to flee from an intolerable regime, and I ask her le, domando cosa pensi delle immigrazioni massicce, what she thinks of mass migrations, the sort that are dovute a guerre a miseria. “Bisogna essere pragmatici: caused by wars and poverty. “You have to be realistic: l’Europa non può accogliere tutta Europe can’t absorb all the world’s la povertà e la miseria del mondo. poverty and hardship. But em“L’Europa non può Ma esiste anche l’empatia, esiste pathy is a reality, and sympathy la simpatia. Abbiamo di fronte a is too. We are dealing with men, accogliere tutti i migranti noi bambini, uomini, donne, essema per loro serve giustizia” women and children; they are huri umani e dobbiamo capire che se man beings and if someone emi“Europe can’t una persona emigra non lo fa pergrates it’s not becuse he wants to accommodate ché vuole andare in discoteca o al go to the disco or the cinema in a cinema all’estero perché tutti amiaforeign country, since we all love all the immigrants, mo la nostra terra, le nostre radici, our land, our roots and our counbut they need justice” il nostro Paese. Li amiamo profontry. We do all love these things damente. Se una persona è codeeply. And if a person is forced stretta a partire un motivo c’è. Serve sicuramente più to uproot himself there’s a reason. We need more jusgiustizia nel mondo, e sinceramente penso che quetice in the world, and I really think that this would all be sto sia possibile ottenerlo e se io fossi il presidente del possible, and if I were president of the world then I’d mondo sinceramente lo farei. Ma non lo sono…” really do it. But I’m not…”

Maria Teresa Lamberti, laurea in giurisprudenza e giornalismo nel sangue, è una delle voci storiche della radiofonia italiana. Autrice di libri e docente universitaria, è caporedattore del Giornale Radio RAI, responsabile del magazine sociale Area di Servizio e conduttrice del settimanale in rosa “Doppio Femminile” su Radio Uno.

Maria Teresa Lamberti with her degree in jurisprudence and journalism in the blood is one of the historic voices of Italian radio. An author and university lecturer, she is editorin-chief of Giornale Radio RAI and director of the social magazine Area di Servizio as well as presenter of the weekly women’s programme “Doppio Femminile” on Radio Uno.

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PREMIO MASI MASI PRIZE

LE SORPRENDENTI “VIGNE DI VENEZIA” STRADA ANTICA DEL FUTURO THE SURPRISING “VINEYARDS OF VENICE” AN OLD ROUTE TO THE FUTURE Orti e vigneti della Venissa. Venissa - orchards and vineyards.

di Alessandra Piubello

Tre viticoltori hanno fatto rivivere una tradizione che si credeva perduta Three winemakers have brought a tradition believed lost to life again L’immagine della Serenissima si associa all’arte in priThe Serenissima is associated first of all with art, and mis e poi all’acqua, non certo al vino. Le vigne perduthen with water, certainly not with wine. The lost vinete di Venezia e della sua laguna parlano al turista distratyards of Venice and its Lagoon are a barely audible to con sussurri fin troppo discreti. Luci accese, dunque, sound in the background for distracted tourists. Let’s su questo terroir incredibile, dalle shine some light, then, on this inpotenzialità dimenticate e di una credible terroir, with its forgotten bellezza struggente. Il XXXII Prepotential and devastating beaumio Masi Civiltà del Vino, con l’atty. The XXXII Masi Civiltà del Vino tenzione ai valori enoici territoriali Prize, with fitting attention to the che gli è propria, è andato a scooenological values of the “Le Vivare e a premiare i protagonisti gne di Venezia” (“The Vineyards del progetto “Le vigne di Veneof Venice”) project, was awarded zia”. Tre “moschettieri” che hanno to three “musketeers” who have valorizzato un patrimonio antico, revived an ancient tradition that forse a rischio di essere smarrito was perhaps at risk of disapper sempre. Eccoli: Michel Thoupearing forever. Michel Thoulouze, ex imprenditore del settolouze is an ex-television media re televisivo, che sulla fertile isola baron, who has replanted four di Sant’Erasmo ha reimpiantato hectares of vineyards on the Gianluca Bisol ha riscoperto quattro ettari di vigneto; Gianluca fertile island of Sant’Erasmo. Gila “dorona”. Ecco “Venissa”… anluca Bisol, scion of an historic Bisol, discendente di una storica l’oro liquido famiglia di viticoltori di Valdobbiawine-producing family in Valdobdene, che sull’isola di Mazzorbo biadene, has revived plantations Gianluca Bisol rediscovered ha fatto rivivere l’antichissima doof the extremely ancient dorona the “dorona” grape. Here rona; Flavio Franceschet, architetgrape on the island of Mazzor-

is “Venissa”… liquid gold

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to ed ex insegnante, anima dell’associazione no profit “La Laguna nel bicchiere - Le vigne ritrovate”, che si prefigge, con il suo operato filologico, di recuperare la memoria storica e di mantenere viva una tradizione secolare veneziana sconosciuta ai più. La salvaguardia di una città unica al mondo non si basa solo sul mare, ma anche sulla terra, con il recupero dei vigneti storici: ne esce una Venezia insolita, con il suo lagunare fascino di terre emerse, della preziosità della terra che va difesa, strappandola all’acqua, riappropriandosi dell’antica funzione isolana degli spazi agricoli coltivati. Una Venezia che diventa espressione autentica di un terroir, gusto ancestrale, impressivamente peculiare nel bicchiere. Merito di questi tre personaggi d’autore. « Scopro per caso », racconta Gianluca Bisol, « un esemplare di dorona dodici anni fa in un giardino recintato a

bo. And Flavio Franceschet, architect and ex-teacher, is the guiding spirit behind the not-for-profit association “La Laguna nel bicchiere - Le vigne ritrovate” (“The Lagoon in a glass – the vineyards rediscovered”), which aims to uncover memories and keep a largely forgotten, centuries-old Venetian tradition alive. The preservation of the unique city of Venice is not only a question of the sea, but also the land, with the rediscovery of its ancient vineyards. The result is an unusual side of Venice, with the charm of its lost lands in the Lagoon, with its precious outcrops of land to be defended, to be ripped from the water and reappropriated to the ancient island practice of agricultural cultivation. This is a Venice that becomes the authentic expression of its terroir, part of a collection of ancient tastes, impressively different in the glass. All thanks to these three outstanding personalities.

Michel Thoulouze, Flavio Franceschet e Gianluca Bisol ricevono il Premio Civiltà del Vino da Ezio Rivella e Sandro Boscaini. Michel Toulouze, Flavio Franceschet and Gianluca Bisol receive the Civiltà del Vino Prize from Ezio Rivella and Sandro Boscaini.

Torcello, l’isola di fronte a Mazzorbo e, incuriosito, avvio le ricerche su questo vitigno autoctono che risultava essere quasi estinto. Poi ne recupero alcuni da antichi vigneti lagunari rimasti miracolosamente in vita nel corso dei secoli. Ho fatto eseguire delle microvinificazioni: una sorpresa. Piantiamo le prime viti nel 2004 a Venissa, sull’isola di Mazzorbo, completando la tenuta tre anni dopo. Le vigne, accarezzate dal vento proveniente dalla costa istriana, crescono nel particolare ambiente lagunare, traendone caratteristiche uniche. Con la vendemmia 2010 diamo vita a “Venissa”, l’Oro Liquido di Venezia ».

« It was a chance discovery », says Gianluca Bisol, « when I found an example of dorona twelve years ago in a walled garden on Torcello, the island facing Mazzorbo, and decided to start researching this apparently almost extinct native vine. Then I found other examples in ancient vineyards on the Lagoon that had miraculously survived the passing of time. I experimented with some micro-vinifications to make a surprise discovery. We planted the first vines at Venissa on the island of Mazzorbo in 2004, completing the task three years later. The vines are cosseted by the winds from the 9


I premiati CiviltĂ del Vino in visita alle tenute Serego Alighieri con Sandro Boscaini. The CiviltĂ  del Vino winners visiting Tenute Serego Alighieri with Sandro Boscaini.


Flavio Franceschet e i suoi cinquanta soci, con la preziosa collaborazione tecnica di Alfio Lovisa, si prendono cura di vigne vecchie, anche centenarie, senza ricorrere a trattamenti e diserbi chimici. « Abbiamo classificato ed identificato le vigne nascoste di giardini, chiostri, brandelli di paesaggio agricolo dimenticati, spesso incolti. È dal ’93 che vendemmio in laguna, anche se la produzione inizia nel 2008, anno di fondazione dell’associazione. Con le vigne del monastero San Michele dei Camaldolesi a Isola, delle Zitelle alla Giudecca, della Corte Sconta e della Vigna della Tana, prossimamente con

Istrian coast and grow in this special Lagoon environment, which gives them a unique character. “Venissa”, the Liquid Gold of Venice, started with the 2010 vintage». Flavio Franceschet and his fifty associates, together with the invaluable technical assistance provided by Alfio Lovisa, look after old vineyards, sometimes Michel Thoulouze centuries old, without using a Sant’Erasmo ha chemical treatments or weed killers. «We have classified and reimpiantato quattro ettari. identified vineyards hidden in Il suo vino è “L’Orto” gardens, cloisters and lost agriMichel Thoulouze replanted cultural strips, often left uncultifour hectares at Sant’Erasmo. vated. We began harvesting in the Lagoon area in 1993, even if His wine is “L’Orto” wine production only started in 2008, the year the association was founded. Using vineyards in the religious houses La famiglia Boscaini ha assegnato la Targa Giorgio Boscaini of San Michele dei Camaldolesi at Isola and of the Zicome riconoscimento di lunga e proficua collavorazione al proprio telle on Giudecca, using the Corte Sconta and Vigna importatore nel mercato svizzero “Bindella Weinbau-Weinhandel”. Da sinistra: Walter Fuchs, Karin Fuhrer, Christa Bindella, della Tana sites, and soon the site on the island of Le Sandro Boscaini, Rudolph Bindella, Paola Barberi e Geri Theiler. Vignole, we make the white wines called “In Vino VeriThe Boscaini family awarded the Giorgio Boscaini Plaque in recognition of a long and successful working relationship tas”, “Zitelle e Novizi Fertili e Scalzi” and the red called to Masi’s importer for the Swiss market, “Bindella WeinbauWeinhandel”. From left: Walter Fuchs, Karin Fuhrer, Christa Bindella, Sandro Boscaini, Rudolph Bindella, Paola Barberi and Geri Theiler.


quelle dell’isola Le Vignole, diamo vita ai bianchi “In “Gneca Zitelle Fertili”. Everything is made very naturally: Vino Veritas”, “Zitelle e Novizi Fertili e Scalzi” e al rosso we tread the grapes with our feet in the 16th-century “Gneca Zitelle Fertili”. Tutto è molto naturale, pigiamo cellars of San Michele and we produce wine that won’t con i piedi nella cinquecentesca cantina di San Michebe sold. Our aims are the betterment of society and le e produciamo bottiglie che non conviviality. We want to communisono in commercio: la nostra è cate a sense of territory for Venice una missione sociale e conviviale, in its deepest sense.» vogliamo far percepire il senso più In the year 2000, Michel Thoulouze, profondo del territorio veneziano ». the ex-president of Tele+, decided Michel Thoulouze, ex presidente to retire to Sant’Erasmo, the island di Tele+, nel 2000 decide di ritirarfamous for being the “garden of si a Sant’Erasmo, l’isola famosa per the Doges”, where he bought an essere stata l’orto dei Dogi, acquiabandoned farm with a wonderstando una tenuta abbandonata ful view over the Lagoon. As he ma con una meravigliosa vista sulmade friends with the island’s inla laguna. Prendendo confidenza habitants he discovered that he con gli isolani, scopre di avere achad bought the best farmland of quistato i migliori terreni dei dinthe locality and looking at ancient torni. Ricerca negli antichi mappali: maps, he found that his farm was questo podere è noto come “Vigna famous as the “Vigna del Nobil del Nobil Uomo”: qui c’erano viUomo” (“Vineyard of a Noblegne, qui si può far vino. Thoulouze man”). There were vineyards here chiede consulenza agli amici franonce, so there could be again. Flavio Franceschet cesi: ai famosi consulenti agronoThoulouze knew who to ask for adassieme a 50 soci mi Bourguignon e ad Alain Graillot, vice: his French friends, the famous ha costituito celebre per il suo Crozes-Hermiconsultant agronomist Bourguigtage della Côtes du Rhône. « Piannon and Alain Graillot, who is well“La laguna nel bicchiere” to nel 2004 vitigni antichi, su piede known for his Crozes-Hermitage Flavio Franceschet franco, e nel 2007 produco “Orto”. wines made in the Côtes du Rhône. founded “La laguna In vigna e in cantina (l’unica censi«I planted ancient vine types on unnel bicchiere” ta nel comune lagunare) mi aiutagrafted rootstock in 2004, and in no i santerasmini, legati al luogo e 2007 I started making “Orto”. With with 50 associates al suo spirito ». their true spirit of place, the inhabitNella difesa della tradizione sta la ants of Sant’Erasmo help me in the forza per affrontare l’avvenire: il futuro nasce dal radivineyards and in the winery, which is the only one recamento alla cultura e dai valori del passato che hanno corded in the Lagoon itself.» forgiato la civiltà. Il fil rouge del Premio Masi emerge in The defence of tradition provides the strength to contutta la sua consapevole attualità. front the future. And the future comes from the roots of culture and the values of the past that have forged civilisation itself. The key theme of the Masi Prize emerges here, with all its conscious modernity.

Alessandra Piubello, giornalista e scrittrice veronese, esperta degustatrice di vino e birra, si dedica a reportage enogastronomici in Italia e all’estero. Dirige alcune testate giornalistiche, collabora con “Spirito di Vino”, “Artù”, “Cook_ inc”, “Euposia”, e con le guide de “L’Espresso“ e “Slow Wine”. Scrive anche di ristorazione e ospitalità.

Alessandra Piubello, is a journalist and writer from Verona. She is also an expert wine and beer taster and writes on food and wine subjects in Italy and abroad. She manages various journalistic publications and contributes to “Spirito di Vino”, “Artù”, “Cook_inc”, “Euposia”, and the “L’Espresso” and “Slow Wine guides”.

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PREMIO MASI MASI PRIZE

LA “FABBRICA LENTA” DI BONOTTO: RIVOLUZIONE IN NOME DELL’ARTE BONOTTO’S “SLOW FACTORY”: REVOLUTION IN THE NAME OF ART di Antonio Di Lorenzo

Ha reinventato i processi produttivi: “Le tecnologie devono interagire con l’uomo” He reinvented the production process: “Technology must interact with man” Racconta di sé: «Yoko Ono, che a giugno ha festeggia«Yoko Ono, who was 80 this June, was my babysitter. to qui i suoi 80 anni, mi ha fatto da baby sitter. Joseph Joseph Beuys made my baby food. John Cage played Beuys mi ha dato le pappe da bambino. John Cage suoTibetan gongs at three in the morning. And my mother nava il gong tibetano alle tre di mattina. E mia mamma, used to hammer on the ceiling from below to make nella stanza di sotto, batteva il soffitto con la scopa per him stop». This is how Giovanni Bonotto, 46 years old, farlo smettere». Giovanni Bonotto, 46 anni, quarta genethe fourth generation entrepreneur from Molvena, razione di imprenditori di Molvena, sintetizza con queste sums up both his life and the progress of his family texfrasi la sua vita, ma anche quella dell’azienda familiare di tile manufacturing business, which is 101 years old this tessuti, attiva da 101 anni, e un (bel) pezzo di storia dell’aryear and plays a leading role in the history of contemte contemporanea. Perché non c’è differenza tra l’una e le porary art too. Because there’s no difference between altre dimensioni. È tutto un fluire. Cita Marcel Duchamp: its two functions – production and art. It all flows to«Vita e arte hanno lo stesso atteggiamento. Si deve vigether. As Marcel Duchamp said, life and art have the vere ogni giorno come una grande opesame dimensions, so every day must ra d’arte. Per questo motivo la nostra be lived as an artistic creation. «For this casa e l’azienda sono state sempre aperreason, continued Bonotto, our house I telai del 1956 te: quando un artista voleva, veniva qui e and our company have always had hanno dimostrato produceva. Gli operai parlavano in dialetopen doors. When an artist wanted to di produrre tessuto to e ascoltavano questi signori discorrere do so, he came inside and he made in inglese o tedesco. E comunque si di maggiore qualità something. The staff spoke dialect and capivano ». listened to artists speaking together in The looms of 1956 È questa la premessa per capire la sua English and German. But they all unwere able intuizione, diventata realtà nel 2007: la derstood each other nonetheless.» to make superior “Fabbrica lenta” per la quale ha ricevuto This is the background behind Bonotto’s il Premio Masi per la Civiltà Veneta. “Fabtheory of the “Slow Factory”, which bequality cloth brica lenta” vuol dire ribaltare i concetti came reality in 2007 and won him the 14


Giovanni Bonotto fotografato vicino alle “arele� di appassimento delle uve: produce anche un tessuto color Amarone. Giovanni Bonotto photographed next to grape-drying racks: he also makes Amarone colour textiles.


Memoria e cultura artigiana possono creare nuovo Dna industriale Memory and artisan culture can create a new DNA for industry

usuali di produzione. Tutti. È una rivoluzione fondata sull’arte: «È la ricerca di un nuovo possibile modello manifatturiero nel quale è messa al centro la cultura delle mani. Per trent’anni abbiamo vissuto sulla comunicazione del prodotto. Basta. Siamo alla saturazione. Si deve recuperare la memoria. Non serve essere campioni del mondo di strucare un botòn. È fondamentale riuscire a reinventare i processi. Come? Con gli occhiali della fantasia che ha bene spiegato Proust. Non siamo un artigianato nostalgico». Quali sono questi occhiali? Due esempi. Giovanni Bonotto ha recuperato in un’asta in Giappone vecchi telai meccanici belgi del 1956. Li ha rimessi in produzione e questi macchinari rendono unici i suoi prodotti: «Con questa vecchia tecnologia, si aumenta del 40% la densità del tessuto, qualità assai apprezzata dall’alta moda. Del resto, una volta un vestito durava trent’anni, no? Non si deve dimenticare che noi, in fondo, siamo un’azienda di subfornitura». Già, l’azienda come i suoi titolari sceglie il low profile, possibilmente l’anonimato. Però alla prossima sfilata di Chanel guardate bene i vestiti e pensate che parecchi di quei tessuti sono lavorati e usciti da Molvena. Le materie prime rare sono una specialità di Bonotto: l’azienda sa trasformare in tessuto – lasciando in vita gli animali, naturalmente – il pelo grigio della lepre della Terra del Fuoco, quello del cammello albino del Deserto del Gobi, il pelo voluminoso e leggero dello yak tibetano, quello della pecora nera (ne nasce una ogni cinquemila capi). Il suo non è un magazzino: «È un caveau della memoria, che attira tutti gli stilisti. Produrre valore aggiunto è un aspetto della fabbrica lenta». Aggiunge Bonotto: « Abbiamo perso la battaglia del costo orario ma possiamo vincerne delle altre: quella della memoria e della qualità.

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Masi Civiltà Veneta Prize. “Slow Factory” means overturning the usual production norms. All of them. To make a revolution based on artistic principles: «It is a search for a new manufacturing model where handwork is placed centre stage. For thirty years we have lived by promoting the product. No more. We’re up to here with it. We must start by recovering our memory of how things used to be done. It is no good being world champion widget makers. We have got to reinvent our production processes. How? With Proust’s famous “spectacles of fantasy”. But we’re not artisans going back in time for the sake of it». What is this “fantasy vision”? Two examples. Giovanni Bonotto picked up some old Belgian mechanical looms dating back to 1956 in an auction in Japan. He put them back into production, and they have made his products unique: «Using this old technology we have increased the density of our textiles by 40%, which has been a great success with the fashion industry. Apart from anything else, clothes used to last thirty years, didn’t they? It shouldn’t be forgotten that we are essentially a company that believes in under-production». OK, the company and its owners prefer a low profile, even anonymity. But look at the next Chanel fashion parade and consider that many of the textiles on display were made in Molvena. Rare raw materials are a Bonotto speciality: without harming the animal, of course, the company can make fabrics out of the pelt of the grey hare from the Land of Fire, the coat of the albino camel from the Gobi Desert, the voluminous and airy coat of the Tibetan yak, and the wool of a black sheep (one in every five thousand is suitable). Bonotto does not have a warehouse; instead he has: «A cavern full of memories which attract all the stylists. Giving added value is a Slow Factory speciality.» Bonotto adds: «We have lost the battle to make the cheapest and quickest, but we can win other battles, with things done how they used to be, and quality. I wanted to put works of art in every factory, to break things up. In fact, I am convinced that every workman, every factory hand, is an artist in miniature, and every day


Nella pagina accanto. L’ideatore di “Fabbrica lenta” Giovanni Bonotto riceve il Civiltà Veneta dalle mani di Sandro Boscaini. In the previous page. The inventor of the “Slow Factory” Giovanni Bonotto receives the Civiltà Veneta Prize from Sandro Boscaini. I telai artigianali delle fabbrica di Molvena. Hand operated looms at the Molvena factory.

Ho voluto disseminare le aziende con le opere d’arte: rompono lo schema. Sono convinto, infatti, che ogni addetto, ogni operaio siano dei piccoli artisti; e ogni giorno lavoriamo a regola d’arte. All’inizio qualcuno mi chiedeva: “Perché hai messo qui queste opere, che nessuno vede?”. “Come non le vede nessuno, le vedi tu. È importante, perché il tuo lavoro vale altrettanto”. La “Fabbrica lenta” produce pezzetti di nuovo Dna industriale, perché il maestro deve interagire con la macchina. Così i prodotti hanno una quantità di amore in più: materie prime rare sono tradotte con savoir faire. Da prodotto segnaletico diventa prodotto maieutico ». « Mi piace pensarmi come uno dei propulsori del Terzo Rinascimento. Il secondo ha prodotto il miracolo economico italiano. Adesso non bastano più i figli degli imprenditori che studiano alla Bocconi. Serve l’arte, che destruttura il pensiero in fabbrica. Lo rende pensiero libero. Il che non vuol dire essere più furbo a concludere gli affari. Eseguendo la mia idea, con la fabbrica lenta aumento ogni anno un pezzetto di fatturato ».

Antonio Di Lorenzo, giornalista, è caporedattore de “Il Giornale di Vicenza”. Ha scritto vari libri su argomenti di storia locale, economia, architettura e gastronomia. È stato direttore tecnico del “Master in Giornalismo” all’Università di Padova.

we work in an artisanal fashion. At the beginning they used to ask me: “Why have you put these works of art that no-one looks at here?”. “What do you mean no-one looks at them, you’re looking at them yourself. It’s important, because your work is just as important as they are.” « The “Slow Factory” produces a new type of industrial DNA, because the artisan workman must interact with the machine. In that way our products have an extra charge of love and rare raw materials are treated with savoirfaire as a statement product, and a statement product becomes a dialogue product ». «I like to think of myself as one of the architects of the Third Renaissance. The Second Renaissance produced the Italian economic miracle. Now it is not enough for the children of the entrepreneurs to have studied at the Bocconi. We need art, to deconstruct thought in the factories. Art makes thought free. Which does not mean that we get clever clever in conducting business. In fact, following my ideas the Slow Factory gives us a little bit more money every year».

Antonio Di Lorenzo, journalist, is the editor of “Il Giornale di Vicenza”. Author of various books on local history, economics, architecture and gastronomy. Past technical director of the “Master in Giornalismo” at Padua University.

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“I NEURONI SPECCHIO SONO IL FONDAMENTO DELL’EMPATIA E DELLA SOLIDARIETÀ” “MIRROR NEURONS ARE THE FOUNDATION FOR EMPATHY AND SOCIAL COHESION” di Piero Bianucci

Così il professor Rizzolatti ha cambiato il modo di intendere anche le relazioni How Professor Rizzolatti changed our understanding of relationships too Una persona muove una mano, e subito capisco le sue intenzioni. Vedo uno sconosciuto soffrire, e partecipo al suo dolore. Un calciatore segna un gol, e quasi la mia gamba si muove con la sua. Ad anticipare, interpretare, predisporre il gesto provvede una speciale famiglia di neuroni scoperta da Giacomo Rizzolatti e dal suo team dell’Università di Parma. Li hanno chiamati “neuroni specchio” perché riflettono azioni e sentimenti delle persone intorno a noi. Stavano osservando come si attiva il cervello delle scimmie quando prendevano una nocciolina, e ogni tanto anche qualche ricercatore ne sgranocchiava una. Sorpresa: il cervello delle scimmie si attivava pure se a prendere la nocciolina era lo scienziato. Questa scoperta ha portato Rizzolatti nella rosa dei candidati al Nobel e gli ha meritato importanti premi che del Nobel sono l’anticamera. Ma a lui, origini friulane e laurea in Medicina a Padova, il Premio Masi “Civiltà Veneta” ha dato la gioia della festa in famiglia. Professor Rizzolatti, qual è lo sviluppo più importante in vent’anni di studi sui neuroni specchio? La scoperta si è estesa: i neuroni specchio sono diventati un principio genera18

A person moves his hand, and I understand his intentions immediately. I see someone I don’t know suffering, and I sympathise with his pain. A footballer scores a gaol, and my legs are almost making the same movements as his. Anticipation, interpretation and gesture imitation are all functions of a special family of neurons discovered by Giacomo Rizzolatti and his team at the University of Parma. They gave them the name “mirror neurons” because they reflect the actions and feelings of people around us. They were looking at the brain activity of monkeys when picking up nuts, and every so often a researcher would pick up a nut too. Surprise: the monkey’s brain showed the same activity even if it was just the researcher who had picked up the nut. This discovery has propelled Rizzolatti into the list of candidates for the Nobel Prize and has already gained him the prizes that are on en route to such high recognition. But for him, with his origins in Friuli and degree in medicine at PadFriulano d’origine ua, the Masi Civiltà Veneta Prize has givè candidato en him the joy of a “home” celebration.

al Premio Nobel From Friuli by origin, a Nobel Prize candidate

Professor Rizzolatti, what is the most important discovery in twenty years’ study of mirror neurons?


Il professor Giacomo Rizzolatti firma il libro degli ospiti illustri a Villa Serego Alighieri. Nella pagina accanto, posa scherzosamente con Sandro Boscaini… a specchio. Prof. Giacomo Rizzolatti adds his name to the illustrious signatories in the Villa Serego Alighieri guest book. Opposite page, joking with Sandro Boscaini… in a “mirror” image.


le che collega le aree cerebrali per agiThe discovery has widened. Mirre e le aree per capire gli altri. ror neurons have become a general “Rapporti sociali Come se i neuroni specchio formasprincipal that connects the areas of e pensiero razionale sero un cervello parallelo dedicato the brain involved with activity to the hanno una sola alle relazioni sociali? areas involved with understanding spiegazione” Questo vale per le emozioni e azioni others. di vario tipo. Ma c’è anche un’altra moSo mirror neurons make up a kind “Social relationships dalità: possiamo capire il mondo con il of parallel brain dedicated to social and rational pensiero razionale. Newton che calcorelationships? thought have just la come cade la mela… That’s correct for emotions and for Qual è la domanda alla quale più some types of actions. But there’s one explanation” vorrebbe rispondere? another way of working: we can unSogno di spiegare il meccanismo che derstand the world through rational lega queste due modalità: il repertorio di soluzioni thought. Newton calculated how an apple falls… “pronte” offerto dai neuroni specchio che si applica ai What is the thing you would most like to discover? rapporti sociali, e il pensiero razionale che si applica alle My dream is to explain the mechanism that links these cose. Non ci sono, per così dire, neuroni in tuta e, ben two ways of working together: the “ready made” soseparati, neuroni con il colletto bianco. Qualcosa deve lutions offered by mirror neurons with social relationtenerli insieme. ships, and the world of rational thought. È più interessato alla scienza di base o alle sue There are no “blue overall” neurons to contrast with applicazioni? “white collar” neurons, so to speak. Something has got A entrambe. Sto lavorando sull’autismo. Se a un bambito hold them together. no geneticamente predisposto vengono a mancare gli Are you more interested in science or in its affetti familiari nell’età più sensibile, la funzione dei neuapplications? roni specchio non si sviluppa e l’autismo esplode. La diBoth. I’m working on autism. If family affection is lacksgregazione sociale e familiare sono cause scatenanti. ing at a crucial age for a child who is genetically pre-

Il Teatro Filarmonico gremito per il talk show del Premio Masi, presentato da Antonello Piroso. A packed Teatro Filarmonico for the Masi Prize talk show, presented by Antonello Piroso.


Filosofi, insegnanti, genitori hanno raccolto il mesdisposed to it, mirror neurons do not develop and saggio della sua scoperta? autism breaks out. Social and family break-up are the I filosofi per primi, e subito dopo tutti gli altri. Le magcauses that trigger this. giori resistenze sono venute dagli psicologi, ma non Has your conclusion been accepted by philosoquelli che lavorano con i bambini. phers, teachers and parents? Qual è il segreto del suo team? The philosophers were the first, and the others folSi studiava il sistema motorio in modo meccanicistico. lowed immediately afterwards. The greatest resistance Noi abbiamo usato un metodo etologico, lasciando le came from the psychologists, but not those who work scimmie libere di agire. Nella scoperwith children. ta il caso ci ha aiutati, ma avevamo la What was the secret of your mente preparata a coglierlo. E poi siateam’s success? mo ben assortiti: Fadiga risolve i proThe motor system was being studblemi tecnici, Fogassi è un grande osied in a mechanistic way. However, servatore, Gallese un entusiasta, io ci we used an ethological method, ho messo la libertà intellettuale per leaving the monkeys to act freely. uscire dalle strade già battute… Chance was a great help for us, Teatro e cinema funzionano grazie but we were also ready to take adai neuroni specchio? vantage of it. And then we’re a well I filosofi hanno capito Il teatro certamente, e anche lo sport. mixed group: Fadiga is good at I giocatori di basket capiscono da technical problems, Fogassi is an per primi l’importanza come sono messe le mani dell’avveracute observer, Gallesse is an endella scoperta sario se la palla andrà nel canestro. thusiast, and I let them have the inPhilosophers were the Nonostante i neuroni dell’empatia, tellectual freedom to come off the vediamo guerre, violenze, razzismo. well-trodden paths of research… first to understand the Come lo spiega? discovery’s importance Is it mirror neurons that make theC’è stato uno slittamento verso l’inatre and cinema work? dividualismo dovuto al declino delle Theatre certainly, and also sport. idee socialiste e cristiane. Ora forse si avvicina un’inverBasketball players understand if the ball is going to go sione di tendenza. through the basket from the way an opponent’s hands Che ne pensa della scarsità di finanziamenti alla are holding it. ricerca? Despite empathy neurons, wars, violence and racNon mi piacciono i piagnistei. Diventano alibi per non ism abound. How do you explain this? fare niente. La ricerca in Italia è sempre stata povera. Le The move towards individualism in the wake of the buone idee contano più dei soldi. decline of socialist and Christian ideas. Now perhaps we’re coming towards a swing in the pendulum. What do you think of the lack of finance for research? I don’t like the whingers. It becomes an excuse for not doing anything. There’s never been any money in Italy for research. Good ideas are more important than money.

Piero Bianucci è editorialista de “La Stampa” e responsabile del mensile “Le Stelle”. Ha scritto una trentina di libri divulgativi, l’ultimo è Storia sentimentale dell’astronomia (Longanesi, 2012). Cura musei e mostre scientifiche. La International Astronomical Union gli ha intitolato il pianetino 4821.

Piero Bianucci is a leader writer for “La Stampa” and editor of the monthly publication “Le Stelle”. He is the author of some thirty books on science, the most recent being “Storia sentimentale dell’astronomia” (Longanesi, 2012). He is a curator of museums and exhibitions. The International Astronomical Union named planet 4821 after him.

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“LA VERITÀ SI CERCA FUORI DAI RIPOSANTI LUOGHI COMUNI” “TRUTH IS LOOKED FOR OUTSIDE COMFORTABLE PUBLIC PLACES” di Marzio Breda

Sergio Romano riesce a mettere insieme storia, cultura e analisi del presente Sergio Romano succeeds in combining history, culture and analysis of the present Ti fa venire in mente figure come quella di Marin SanuHe makes you think of figures like Marin Sanudo, the do, l’umanista veneziano che tra Quattro e Cinquecento Venetian humanist between the 15th and 16th centuries, alternò un’opera da storico e politico alla guida di diverse who combined the work of a politician and historian missioni per conto della Serenissima e dal quale abbiawith carrying out various missions for the Serenissima, mo ereditato 58 volumi di diari affollati di personaggi (in and from whom we have inherited 58 volumes of diaqualche pagina appare perfino il terror mundi, il terrore ries packed with personality studies (even Tamburlaine, del mondo Tamerlano). Ma evoca anche un grande scritthe terror mundi, appears in one of them). He’s also tore e viaggiatore come il vicentino Guido Piovene, la cui like the great writer and traveller from Vicenza, Guido inchiesta sull’America per il Corriere (32 mila chilometri Piovene, whose examination of America for the Corriattraverso 38 Stati, cento reportages scritti nel 1950) resta ere (32,000 km across 38 States, and 100 stories filed un esempio della capacità di cogliere i segnali dei perioin 1950) remains an example of how to benefit from di di limite, quando l’atlante geopolitico sta per mettersi being in one place when the geopolitical atlas is about in movimento. E, ancora, ti richiama alla memoria l’enerto shift. And he reminds you of the energy and subtlety gia di ricerca e la sottigliezza di uno studioso come Ferpacked into research by scholars like Fernand Braunand Braudel, caposcuola degli “Annales”, che con il suo del, the leader of the Annales School, whose book The Mediterraneo ci ha dato un sagMediterranean was described by gio definito da André Burguière “paAndré Burguière as “comparable Rifugge dal conformismo ragonabile al famoso buco magito Borges’ famous black hole”, bedi chi vuole distribuire co di Borges”, perché “attraverso di cause “through it we see the smallesso vediamo il più piccolo granelest grain of sand as well as the le facili “verità totali” lo di sabbia insieme a tutti i deserti, deserts, the past as well as the fuHe fl ees from the il passato insieme all’avvenire, la priture, spring as well as winter…”. conformism of those who In fact, Sergio Romano (winner of mavera insieme all’inverno…”. Ecco: Sergio Romano (al quale è want to spread complete the Masi Civiltà Veneta Prize) has stato assegnato il Premio Masi per the historian’s sedentary fantasy of

and easy truths

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Sergio Romano, ambasciatore, giornalista e scrittore, ha ricevuto il Premio Masi per la CiviltĂ Veneta. Sergio Romano, ambassador, journalist and writer, was awarded the Masi CiviltĂ  Veneta Prize.


la Civiltà Veneta) fa pensare alla sedentaria fantasia di vawandering in the circularity of time, the leader writer’s gabondare nella circolarità del tempo tipica dei cultori di ability to marshal revelatory details, and the cosmostoria, alla capacità di artigliare dettagli rivelatori propria politanism of diplomats with two or more languages dei cronisti di rango, al cosmopolitismo di quei diplomatiwho sympathise with both sides and feel torn between ci che, disponendo di due e più linguaggi, si sentono allo two worlds at the same time. This complex identity can stesso momento da due parti e tra due mondi. Un’idenbe seen in the many different careers and passions tità multipla confermata da una biografia in cui s’incrociarevealed in his biography: journalist (feature writer for no diversi percorsi e passioni: di giornalista (commenthe Corriere), historian (of European civilisation, but tatore per il Corriere), di storico (della civiltà europea, not only), university lecturer (from Harvard to the Bocma non solo), di docente universitario coni), and ambassador (from NATO (da Harvard alla Bocconi), di ambasciato Moscow), all crowned by a prodiLa sua è un’identità tore (alla Nato e a Mosca), e confermagious capacity for work (as seen in ta da una prodigiosa capacità di lavoro the sixty years of critical studies and multipla ricca (come dimostra la sessantina di studi di percorsi e passioni comparative analyses that bear his critici e di analisi comparate che portasignature). His life has been full no la sua firma). These are the professional clothes Abiti professionali che Romano indosthat Romano wears with naturalness of different jobs sa ogni volta con naturalezza ed eleand elegance, which is to say withand commitments ganza, dunque senza ipocrisie e senza out hypocrisy and without unseemly stucchevolezze autoreferenziali. Non ne self-reference. He doesn’t need it. ha bisogno. Forse perché le sue ascendenze familiari riPerhaps this is because his family comes from the chiamano una terra dall’imprinting meticcio e popolata di melting pot of a free and mobile people, the Venegente mobile e libera: cioè quel Veneto che per più di un tian lands that were an independent nation for more millennio fu nazione indipendente e dove anche oggi un than a thousand years and where even today there’s certo sottofondo conservatore (egli stesso è un conservaa certain conservative tradition in the background (he tore, per quanto atipico in Italia) non si lascia quasi mai himself is a conservative, unusual though it is in Italy), asfissiare da un’ottusa obbedienza alle ortodossie. E forand he never allows himself to be strangled by any 24


Nella pagina accanto, un momento della conferenza stampa a villa Serego Alighieri. Opposite page: the press conference at Villa Serego Alighieri. L’ambasciatore Sergio Romano riceve il Premio dal giornalista esperto del Quirinale, Marzio Breda. Ambassador Sergio Romano receives his Prize from journalist and Quirinale-watcher, Marzio Breda.

se perché ha voluto educarsi alla verità, coltivandola sempre come un’idea che sta fuori dai riposanti luoghi comuni e, insomma, come un valore in evoluzione rispetto al conformismo statico di chi pretenderebbe invece di dettare agli altri le classiche “verità totali”, politiche. Del resto, fu esattamente un’orgogliosa “dissonanza” rispetto a una verità politica che non condivideva, a fargli interrompere l’esperienza di capo della nostra diplomazia nella Russia dove si stava chiudendo la stagione della guerra fredda. Sono qualità che molti italiani conoscono bene. Sia coloro che seguono Sergio Romano attraverso i suoi libri, sia quelli che dialogano con lui attraverso il Corriere, dove da anni tiene una seguitissima rubrica di posta con i lettori. Pagine nelle quali, un giorno dopo l’altro, “l’ambasciatore” – perché così viene chiamato dai colleghi di via Solferino – fa crescere una preziosa “storia del tempo presente”. Preziosa in quanto “ondeggia tra la densa sincerità del diario e l’asciuttezza di un editoriale”, con l’obiettivo di accendere per tutti qualche lampo nella nebbia del nostro tempo.

Marzio Breda, giornalista del “Corriere della Sera” da più di trent’anni, segue la politica italiana dal Quirinale. Ha al suo attivo diverse pubblicazioni, tra cui La guerra del Quirinale, Biblioteca di Tangentopoli e In questo progresso scorsoio con il poeta Andrea Zanzotto. È membro della Commissione Civiltà veneta del Premio Masi.

obtuse obedience to orthodoxy. And perhaps because he aimed at educating himself as to what truth is, cultivating it always as an idea that is to be found outside comfortable public places and is to be seen as a value in evolution when compared to the static conformism of those who pedal the politics of classic “total truths”. Apart from anything else, it was proud anti-conformism that made him resign his post as head of our diplomatic mission in Russia in the closing stages of the cold war. These are qualities that many Italians will recognise. Both those who follow Sergio Romano through his books and those who talk to him through his much loved readers’ page in the Corriere. This is where “the ambassador”, as he is called by his colleagues in Via Solferino, writes his valuable “stories of our time.” Valuable in that they “vary in tone between the dense sincerity of a diary and the sharpness of an editorial”, with the aim of lighting a lamp for everyone in the mists of our time.

Marzio Breda has been a journalist with “Corriere della Sera” for more than 30 years and is an expert on Quirinale politics. His publications include: La guerra del Quirinale, Biblioteca di Tangentopoli and In questo progresso scorsoio co-authored with poet Andrea Zanzotto. Member of the Commissione Civiltà Veneta for the Masi Prize.

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VITE E VINO NELLE VENEZIE VINES AND WINE IN THE VENETIAN AREA

RECIOTO… “VINTAGE” LA RISCOPERTA DI UN CLASSICO RECIOTO… “VINTAGE” THE REDISCOVERY OF A CLASSIC Filetto di Cinta Senese leggermente affumicato con piccola tatin di mele alle mandorle e mirtilli al ginepro. Filet of lightly smoked Cinta Senese pork with a small tatin of apples, almonds and blueberries flavoured with juniper.

di Lucia Buffo

La nuova stagione di un vino prestigioso non più limitato ai dolci A new life for a prestigious wine no longer limited to the dessert course Anche il mondo del vino non si sottrae al fascino del The world of wine is another one that cannot get away “vintage”. E così se per la moda tornano in voga i fafrom the fascination of “vintage” materials. If the fabvolosi anni Sessanta, abiti optical e scarpe con la zepulous seventies are now all the rage in the world of pa, per la musica il vinile e la Vespa per gli appassionati fashion with their angular clothes and platform shoes, di moto, un vino antico come il Recioto vive una stagiovinyl music and Vespas for the motor-bike lovers, ne nuova. the ancient wine that is Recioto has come round for Non più relegato al ruolo di vino dolce, da uve appasanother season too. site, da abbinare a cioccolato e pasticceria, si riscopre a No longer relegated to the role of a sweet wine, made pieno titolo protagonista della tavola. Non tutti però rifrom dried grapes, to drink with chocolate and pastries, cordano che è dal Recioto che nasce uno dei vini italiait is now a wine with its own life at table. Not everyni più famosi nel mondo, l’Amarone. Così come accade one, however, remembers that Recioto is the forebear che la nuova generazione spesso si allontani dai genitoof one of Italy’s most internationally famous wines, ri, anche il Recioto è stato “ingiustamente” oscurato dalAmarone. In exactly the same way as the new generala fama del proprio figlio. Ma solo quando i ragazzi cretion often distances itself from its parents, Recioto too scono, riscoprono il fascino del loden del padre o degli is often “unfairly” obscured from fame by its own child, stivali sopra il ginocchio della madre. Amarone. But it’s just that when the chilNon si tratta di un semplice “amarcord”. dren grow up, though, they discover the Il Gruppo Tecnico Il Recioto di oggi non è quello tradizionafascination of their father’s loden coat le del consumo familiare con le cosiddetand their mother’s thigh-length boots. Masi ha puntato te uve di “filagna”, ma è il frutto maturo This is no mere nostalgia. Today’s Recioto sulla “Nasa” della passione e di uno studio rigoroso. is no longer the traditional family wine Masi Technical Dopo 26 anni di verifiche sul campo, il made from surplus overripe grapes; inGroup relies Gruppo Tecnico Masi ha individuato critestead it is the mature result of research ri e modalità per ottenere l’eccellenza. A and passion. After 26 years of field study, on “Nasa” cominciare dalla terra, con la scelta di vithe Masi Technical Group has identified 26


gneti vocati alle uve Corvina, Rondinelthe way to produce a wine of excellence. la e Molinara, per poi passare all’appasConquista i giovani Starting with the soil, and vineyards sesimento con il N.A.S.A. (Appassimento lected to grow Corvina, Rondinella and nella versione Naturale Super Assistito) su graticci di Molinara grapes, going on to appassihappy hour bambù per garantire la massima conmento using the N.A.S.A. (Natural ApThe happy hour centrazione degli zuccheri fino alla perpassimento Super Assisted) system and dita del 45 per cento del peso iniziale bamboo racks to guarantee the maxiversion is a hit delle uve, favorendo l’attacco di Botrytis mum concentration of sugars and the with young people come impronta inconfondibile dello stiloss of 45% of the original weight of the le Recioto. E ancora, la selezione di un grapes, and encouraging attacks of botceppo di lieviti adatto alla fermentazione che ha conrytis to give the Recioto its unmistakable style. There’s sentito di brevettare un lievito aziendale: un risultato more too: the identification and patenting of a “comche solo pochi al mondo possono vantare. pany” strain of yeast that is ideal for the fermentation Nei primi giorni di novembre, in uno dei vigneti delprocess – an achievement that few wineries in the world la Valpolicella Classica, a San Ciriaco, in uno scenario can boast of. dai colori autunnali, Sandro Boscaini e l’enologo AnIn the glorious autumnal weather of early Novemdrea Dal Cin, hanno invitato un gruppo di amici per ber, in a Valpolicella Classica vineyard at San Ciriaco, condividere una verticale-orizzontale dei tre Recioto Sandro Boscaini and oenologist Andrea Dal Cin indi Masi. Una collezione preziosa per una degustazione vited a group of friends to a vertical & horizontal tastunica che ha finito col sorprendere tutti a cominciare ing of three Masi Recioto wines. The result surprised dagli stessi produttori. Insuperabile la versione classieven the producers themselves. The classic “Angeloca “Angelorum”, come vino dolce da dessert che ha inrum” Recioto proved unbeatable as a sweet dessert cantato per equilibrio e raffinatezza nelle annate ’90 e wine and charmed everyone with its balance and ’97 (quando si chiamava ancora Amabile degli Angeli). refinement in the ’90 and ’97 vintages, when it was Profumi e rotondità che non ti aspetti sono scaturiti dal still called “Amabile degli Angeli”. The aromas and Recioto “Casal dei Ronchi”, prodotto nelle antiche posbalance were much greater than expected for Recioto sessioni Serego Alighieri, nel comune Sant’Ambrogio, “Casal dei Ronchi”, produced on what is perhaps Italy’s forse il più antico cru d’Italia: l’annata 1988 è capace di most ancient cru site: the Possessioni Serego Alighieri

Undici le annate dal 1988 al 2010 assaggiate nel corso della verticale-orizzontale di Recioto Masi. Eleven vintages from 1988 to 2010 examined during a Masi Recioto vertical and horizontal tasting.


CARPACCIO DI TROTA MARINATO ALL’ANGELORUM SU MISTICANZA DI SPEZIE E GERMOGLI Per il pesce: 300 grammi di filetto di trota salmonata fresco, senza pelle, 100 grammi di Recioto Angelorum, 600 grammi di sale marino grosso, 300 grammi di zucchero di canna, 1 buccia di limone, 3 anice stellato, 1 stecca di cannella, 1 pizzico di polvere di cardamomo. Per il dressing: 100 grammi di Recioto Angelorum, 1 anice stellato, 1 stecca di cannella, 1 pizzico di polvere di cardamomo. A completamento del piatto: 50 grammi di crostini di pane bianco, 30 grammi di misticanza, 20 grammi di germogli assortiti. Procedimento: in un piccolo recipiente porre tutti gli ingredienti per la preparazione del dressing, coprire con della pellicola trasparente e lasciare in infusione a freddo per almeno 6 ore. Trascorso questo tempo, filtrare con un colino a trama sottile e tenere da parte. Lavare e asciugare il filetto di trota controllando che non vi siano residui di lische e squamette. Mescolare il sale, lo zucchero, la buccia di limone e le spezie e stenderne uno strato sottile sul fondo di una pirofila di vetro. Sistemare il salmone, versare il recioto direttamente sul pesce e ricoprire interamente con il resto del sale già mescolato agli altri ingredienti. Coprire con un foglio di carta da forno e chiudere bene il contenitore con della pellicola trasparente. Sistemare dei pesi sul sale e conservare in frigorifero per 24 ore. A questo punto il filetto di trota risulterà assottigliato e compatto. Risciacquare sotto l’acqua corrente ed asciugare con cura. Affettare sottile e servire su una base di misticanza e germogli, decorando con crostini di pane e il dressing al Recioto.

Recioto Angelorum di Masi abbinato a Carpaccio di trota marinato allo stesso vino su misticanza di spezie e germogli. Masi’s Recioto Angelorum paired with a carpaccio of trout marinated with the same wine and served on a bed of spices and bean sprouts.


CARPACCIO OF TROUT MARINATED IN ANGELORUM ON A BASE OF SALAD LEAVES, SEEDS AND SPICES For the fish: 300 g fresh salmon trout fillets, skinned, 100 g Recioto Angelorum 600 g rough sea salt, 300 g cane sugar, Zest from one lemon, 3 star anise, 1 cinnamon stick, 1 pinch ground cardamom. For the dressing: 100 g Recioto Angelorum, 1 star anise, 1 cinnamon stick, 1 pinch ground cardamom. To finish the dish: 50 g white bread croutons, 30 g salad leaves, 20 g assorted seeds. Preparation: Put all the ingredients for the dressing in a small bowl, cover with clingfilm and leave to infuse for at least six hours in the fridge. At the end of this time, filter with a fine sieve and reserve. Wash and dry the salmon trout fillets, making sure there are no bones or fatty residue left. Mix together the salt, sugar, lemon zest and spices and lay a thin layer of the mixture out on the bottom of an ovenproof glass dish. Place the salmon in the dish in a single layer, cover with the remaining 100 g of Recioto and the remaining salt and spices mixture. Cover the dish with kitchen paper and wrap the container in clingfilm, tighten after having put weights on the fish. Keep in the fridge for 24 hours. At the end of this time, the trout fillets will be thinner and more compact. Rinse the salt and liquid off the fillets and pat dry carefully. Slice the fillets thinly and serve on a base of salad leaves and seeds, with croutons and the original reserved Recioto dressing.


regalare ancora, dopo 25 anni, il fruttato della ciliegia estate in the commune of Sant’Ambrogio. After 25 per poi proseguire con spezie, cacao amaro e note di years, the 1988 vintage was still able to give us cherry frutta candita, e un’acidità che sfida il tempo. E, infine, fruit followed by spices, bitter chocolate, a hint of canil Recioto “Mezzanella Ammandorladied fruit, and acidity to keep time at to”, cru prodotto nell’omonimo vignebay. Lastly, there was Recioto “MezAbbinamento to di alta collina, che nelle annate ’90, zanella Ammandorlato”, a cru pro’97 e 2007 esprime una complessità duced in the eponymous high hillside sorprendente che lo incorona come vino a tutto pavineyard whose ’90, ’97 and 2007 vincon la “non-tartare” sto, dal finale ammandorlato che ti fa tages had a complexity that made di trota apparire banale e ingiusta l’equazione it a through-the-meal wine and an Surprisingly good Recioto-dolcezza e che ti fa apprezzaalmond-tasting finish that made the re a pieno il fattore tempo. “Recioto-is-sweetness” equation seem match with the Qui, nel confronto tra le diverse anna“non-tartare” of trout banal and unfair and which made te, la sfida nel gusto tra generazioni, the time factor the most important il valore delle stagioni che passano si consideration. traducono in complessità dei profumi, robustezza dell’aHere, with the comparison of the different vintages and cidità e morbidezza dei tannini che vanno oltre la sola the taste preferences of the generations, time became categoria di vino dolce. valuable, time which confers complexity of aroma, roLa sfida del Recioto-Vintage, però, è vinta nell’abbinabustness of acidity and softness of tannins that go bemento con il cibo. Se nel tempio della gastronomia yond the attributes of the “sweet wine” category. veronese, il ristorante “12 Apostoli”, il Recioto AngeloRecioto-Vintage came into its own, however, when rum mostra il suo volto tradizionale con il pandoro delit came to food pairing. If in the temple of Veronese la casa e l’abbinamento al cioccolato, è invece con un gastronomy that is the “12 Apostoli” restaurant Recioto altro chef, il giovanissimo Vitangelo Galluzzi, che venAngelorum showed its traditional side as the accomgono fuori le doti di modernità. Il Recioto Mezzanelpaniment of home-made pandoro and chocolate, it la sorprende con la “non-tartare” di trota marinata con was with another chef, the extremely youthful Vitansale marino, zucchero di canna, cannella e cardamomo gelo Galluzzi, that it showed its modern worth. Recioto dell’antipasto; diventa poi ingrediente dell’impasto delMezzanella surprised us as used in the “non-tartare” of le orecchiette al ragù di anatra e incanta con il filetto di trout marinated with sea salt, cane sugar, cinnamon cinta affumicato per i sentori speziati che dal piatto ritroand cardamom in the antipasto, and was used then vi nel bicchiere. as an ingredient in the pasta dough for the orecchiette


L’inedita degustazione proposta da Sandro Boscaini e dall’enologo Andrea Dal Cin ad una cerchia di amici esperti presso le tenute di San Ciriaco. Sandro Boscaini and oenologist Andrea Dal Cin conducted this unusual tasting for a circle of friends at Tenute of San Ciriaco. L’annata 1990 ha suscitato la sorpresa e l’apprezzamento di tutti gli esperti degustatori. The 1990 vintage surprised and delighted all the expert tasters.

Infine, il Recioto-Vintage, non ancora stanco delle sue prestazioni, conquista i giovani nella versione happy hour da Corrado Benedetti: nella meravigliosa gastronomia a Sant’Anna d’Alfaedo, è proposto con taglieri di salumi e formaggi della Lessinia, con le immancabili gelatine al Recioto della signora Silvia. E per chi ama i cocktail tutto da provare il Reciojito! Una dimostrazione di forza e dolcezza, di nostalgia e modernità che fanno del Recioto un vino che mette d’accordo genitori e figli, giovani di oggi e nostalgici di ieri, in nome di una qualità tutta italiana che non teme la banalità dei vini dolci, messi sul mercato troppo presto da chi ama vincere facile e che ripudia la mania esterofila di chi loda solo Porto e Sauternes. Grazie Recioto per questa lezione di stile “vintage”, profondamente moderno.

Lucia Buffo, dal 1980 giornalista in Rai, nella redazione Cronaca del Tg2. Da diversi anni è Caporedattore Desk e coordina la messa in onda dei principali telegiornali del Tg2. Dal 2004 si occupa di enogastronomia per la Rubrica “Eat Parade”, di cui è Coordinatrice. Da quest’anno si occupa anche della rubrica “Cibo e Dintorni” a Tg2 Insieme.

dressed with duck ragù, and finally as a delightful drink with the smoked pork, as the spicy tastes of the food were reflected in the glass. Lastly, Recioto-Vintage had some further magic to perform when it went down well with young people in Corrado Benedetti’s happy hour version: in the wonderful delicatessen at Sant’Anna d’Alfaedo it is served with plates of cheese and cured meats from Lessinia, together with Silvia’s unmissable Recioto jelly. And anyone who likes cocktails should try the Reciojito! This performance of strength and softness, nostalgia and modernity, makes Recioto a wine to bring parents and children together, pleasing the youth of today and those with memories of the past, in the name of an Italian quality product that has nothing to do with the boring sweet wines that are sold too young to those who like facile flavours, and it challenges the lovers of foreign wines, who heap their praise only on Port and Sauternes. Thank you, Recioto, for this lesson in “vintage” style, so profoundly modern.

Lucia Buffo: journalist with the RAI since 1980, and with Tg2’s Cronaca news programme. Chief Desk Editor for many years and principal news programmes co-ordinator for Tg2. She covers food and wine for the “Eat Parade” programme, which she also co-ordinates. Starting this year, she also looks after the “Cibo e Dintorni” part of the Tg2 Insieme programme.

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VENEZIE ART DE VIVRE VENETIAN ART DE VIVRE

I PREMIATI DI MASI ALLA MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA MASI PRIZE WINNERS AT THE VENICE FILM FESTIVAL Il regista Andrea Segre. The producer Andrea Segre.

di Antonio Di Lorenzo

Da Battiston a Paolini fino a Bonsembiante, in risalto gli amici della Fondazione From Battiston to Paolini and up to Bonsembiante, prominence of friends of the Foundation C’è un legame, un nodo d’arte, tra la Mostra del Cinema di Venezia e il Premio Masi. Alcuni attori e produttori che hanno brillato in laguna, infatti, sono stati insigniti del riconoscimento in Valpolicella o sono amici di Masi. La Fondazione, infatti, è sempre stata sensibile al mondo del cinema, tanto è vero che, nel corso de-

L’immagine della locandina del film “La prima neve” di Andrea Segre. On the set of the film “La prima neve” by Andrea Segre.

There’s a link, an artistic connection, between the Venice Film Festival and the Masi Prize. Various actors and producers who have been acclaimed as stars in the Lagoon have been Prize winners in Valpolicella too, or are friends of Masi. In fact, the Foundation has always been very aware of the world of cinema,


gli anni, molti grandi nomi di registi e so much so that over the years attori hanno ricevuto il Premio Civiltà many illustrious producers and acGiuseppe Battiston Veneta. tors have been awarded the Civiltà protagonista di Ma andiamo con ordine. Alla Mostra Veneta Prize. “Zoran” del goriziano del Cinema quest’anno ha ottenuto But first things first. One of the sucMatteo Oleotto un vivo successo La prima neve, film cesses of the Film Festival this year di Andrea Segre che ne ha curato anwas La prima neve, the film with set Giuseppe Battiston, che la sceneggiatura assieme a Marco design by Andrea Segre, assisted by the star of “Zoran” Pettenello. Il film è prodotto da FranMarco Pettenello. The producer was by Matteo Oleotto cesco Bonsembiante, figlio del profesFrancesco Bonsembiante, the son of sor Mario, per anni componente della Prof. Mario, who was a member of from Gorizia Commissione Civiltà Veneta del Prethe jury for the Masi Civiltà Veneta mio Masi) e da Marco Paolini, celePrize for years; and one of the actors bre attore al quale è andato il Premio Masi Civiltà Venewas Marco Paolini, who won the Civiltà Veneta Prize for ta nel 2000 per Jolefilm. Jolefilm in the year 2000. “La prima neve – racconta il regista – è quella che “La prima neve, or the first snow – says the producer – tutti in valle aspettano. È quella che trasforma i colois what everyone in the valley is waiting for. It’s what

Foto ricordo di attori, regista e produttori de “La prima neve” alla Biennale di Venezia. Team photo of actors, director and producers of “La prima neve” at the Venice Biennale.

ri, le forme, i contorni. Dani però non ha mai visto la neve, perché Dani è nato in Togo, ed è arrivato in Italia in fuga dalla guerra in Libia. È ospite di una casa accoglienza a Pergine, paesino nelle montagne del Trentino, ai piedi della Val dei Mocheni. Ha una figlia di un anno, di cui però non riesce a occuparsi. C’è qualcosa che lo blocca. Un dolore profondo. Dani viene invitato a lavorare nel laboratorio di Pietro, un vecchio falegname e apicoltore della Val dei Mocheni, che vive in un maso di montagna insieme alla nuora Elisa e al nipote Michele, un ragazzino di 10 anni la cui irrequietez-

changes the colours and the shapes in the valley. Dani, however, has never seen snow. Dani was born in Togo and arrived in Italy as a refugee from the war in Libya. He is a guest in a hostel in Pergine, a little town in the mountains of Trentino, at the foot of the Val dei Mocheni. He has a one year old daughter, which he has never got time for. There’s something that stops him. A great internal pain. Dani is offered work by Pietro, an old carpenter and beekeeper in the Val dei Mocheni, who lives on a mountain farm with his daughter-inlaw Elisa and her son Michele, a 10 year old boy whose 33


za colpisce subito Dani. Il padre di Michele è morto da restlessness is instantly noticed by Dani. Michele’s fapoco, lasciando un grande vuoto nella vita del ragaz-zither has just died and there is a large hole in the boy’s no, che vive con conflitto e tensione il rapporto con la life and he struggles in a troubled relationship with madre e cerca invece supporto e his mother and finds support and amicizia nello zio Fabio”. friendship with his uncle Fabio “La neve prima o poi arriverà – instead.” prosegue il regista – e non rimane “Snow will come sooner or later molto tempo per riparare le arnie – the producer goes on – and e raccogliere la legna. Un tempo there’s not much time to repair the breve e necessario, che permette hives and collect the wood. Time a dolori e silenzi di diventare ocis needed to allow pain and silencasioni per capire e conoscere. Un ces to become the opportunities tempo per lasciare che le foglie, for understanding and jfriendship. gli alberi e i boschi si preparino a Time is needed for the leaves, cambiare. In quel tempo e in quei trees and woods to get ready for boschi, prima della neve, Dani change. In that time and in those e Michele potranno imparare ad woods, before the snow comes, ascoltarsi”. Dani and Michele learn to listen to Alla Mostra del Cinema il premio each other.” Fedic per il miglior film italiano è The Fedic Prize at the Film FestiMarco Paolini e Francesco val for the best Italian film went to andato a Zoran, mio nipote sceBonsembiante produttori mo del goriziano Matteo Oleotto, al Zoran, mio nipote scemo (Zoran, suo debutto con un lungometragmy idiot nephew) by the Gorizian del film di Andrea Segre gio. Il protagonista del film è Giuproducer Matteo Oleotto, with his Marco Paolini and seppe Battiston, che nel 2011 ha first full-length production. The Francesco Bonsembiante, ricevuto il Premio Masi per la Civiltà hero of the film is Giuseppe BatVeneta. Con quest’opera, Oleotto tiston, who won the Masi Civiltà producers of Andrea 34

Segre’s film


Due scene del film “Zoran”, del quale è protagonista Giuseppe Battiston e altre due del film “La prima neve”. Sotto: la locandina di “Zoran”, del goriziano Matteo Oleotto. Two scenes from the film “Zoran”, in which the hero is Giuseppe Battiston, and another two from “La prima neve”. Below: the set of “Zoran”, designed by Matteo Oleotto from Gorizia.

ha messo insieme i personaggi della sua terra e la bizzarra relazione tra due caratteri opposti, protagonisti del film. L’inaffidabile quarantenne Paolo (Giuseppe Battiston) dedito a trascorrere le sue giornate tra l’osteria di un piccolo paese e l’infantile stalking ai danni dell’ex moglie, incontra suo nipote Zoran, strano sedicenne cresciuto sui monti della Slovenia. Paolo, nel prendersi cura del ragazzino, scopre che il nipote è un vero fenomeno a lanciare freccette. L’uomo intravvede così l’occasione giusta per prendersi la rivincita che aspettava sul mondo intero. Oltre a Paolini e Battiston, negli anni il Premio Masi è stato assegnato a importanti personalità del mondo culturale, teatrale e cinematografico: Anna Proclemer (1984), Ermanno Olmi (1991), Tullio Kezich (1999), Carlo Mazzacurati (2009).

Veneta Prize in 2011. Oleotto has created a film using a cast from his home territory and highlights the bizarre relationship of two people with contrasting characters. The unreliable Paolo (Giuseppe Battiston), in his forties, who spends his days between a small-town osteria and the childish persecution of his ex-wife, meets his nephew, Zoran, a strange sixteenyear-old who grew up in the mountains of Slovenia. While looking after the child, Paolo discovers that his nephew is a real genius at playing darts, which gives him the means to take his long-awaited revenge on the whole world. Beside Paolini and Battiston, winners of the Masi prize over the years have included various important personalities from the cultural, theatrical and cinematographic world: Anna Proclemer (1984), Ermanno Olmi (1991), Tullio Kezich (1999), and Carlo Mazzacurati (2009).

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UN VINO UNA STORIA WINE STORIES

ARTE, NATURA E CULTURA IL NUOVO STILE DELL’ETICHETTA ART, NATURE AND CULTURE THE NEW LABEL FORMAT di Karsten Thurfjell

Masi inaugura con Ernst Billgren il progetto “Costasera Contemporary Art” Masi inaugurates the “Costasera Contemporary Art” project with Ernst Billgren La Svezia e paesi scandinavi hanno sviluppato una straSweden and the Nordic countries have developed a reordinaria passione per i vini veneti, in particolare per l’Amarkable passion for wines from the Veneto, especially marone, tanto che lanciando il progetto Costasera ConAmarone, and the choice of Swedish artist Ernst Billtemporary Art, la scelta di Masi per l’artista svedese gren for the launch of the first Costasera Contemporary Ernst Billgren è stata quasi naturale. Art project felt natural for Masi. Il risultato è un’etichetta innovativa, che coniuga natura The result is a very innovative label, with a design mare cultura, per un’edizione speciale di Costasera Amarorying nature and culture, used for a special edition of ne, annata 1998. Costasera Amarone from the top 1998 vintage. Dopo più di trent’anni di promozione della cultura e della After thirty years as a patron of the arts and civic life civiltà (veneta) tramite la Fondazione Masi, la cantina vethrough the Masi Foundation, Masi’s idea was to work ronese ha voluto accostarsi all’arte contemporanea, commore closely with the contemporary art scene, commismissionando ad artisti internazionali opere che esprimessioning international artists to create their interpretasero la loro idea del vino, per dar vita ad tion of a wine and thereby start an art una vera e propria collezione d’arte. collection. Ernst Billgren, nato nel 1957, è uno tra i Ernst Billgren, born in 1957, has been più famosi artisti svedesi, il cui nome si well known since his years at the Acaddistinse già quand’era all’Accademia nei emy in the early eighties, and is now Il ricavato servirà primi anni ’80. Pittore e scultore, con il one of the most famous contemporary a finanziare una suo modo di riabilitare motivi e tecniche Swedish artists. As a painter and sculptradizionali, spesso considerate banator, his way of reclaiming traditional borsa di studio li in un ambiente artistico più sofisticato, motifs and techniques, often regardEarnings will creò una combinazione disorientante tra ed as “banal” by the sophisticated art be used to finance amore e ironia, dando vita così ad un discene, had a mixed reception of love battito tra i critici, che ebbe come effetto and disdain at the same time. It caused a study bursary il riconoscimento del suo ruolo particoa lot of dissent among the critics, but it 36


La bottiglia di Amarone Masi con l’etichetta creata dall’artista svedese Ernst Billgren (nella pagina accanto) per il progetto “Costasera Contemporary Art”. Bottle of Masi Amarone with the label designed by Swedish artist Ernst Billgren (opposite page) for the “Costasera Contemporary Art” project.


larmente importante ed influente sulla sua generazione, anche a livello internazionale. Docente in varie accademie, è stato mentore di molti giovani artisti, e anche per questo suo impegno è stato coinvolto nel progetto. Il frutto della vendita del limitato numero di bottiglie di Costasera Amarone prodotte con l’etichetta da lui creata, sarà destinato ad una borsa

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quickly gave Billgren a position as one of the most influential artists in his generation, and he frequently exhibited his works abroad. As professor of art in several academies, he has been an important mentor for younger artists, which made his selection for this project particularly suitable. The money raised from the sale of the limited edition bot-


Ernst Billgren, uno dei più noti artisti svedesi, al lavoro per la realizzazione del dipinto “Natura e Cultura”. Ernst Billgren, one of Sweden’s most famous artists, at work on the picture “Nature and Culture”.

di studio presso una prestigiosa accademia d’arte di Venezia per un giovane artista svedese. Il talento espressivo di Ernst Billgren si è allargato all’editoria, al cinema, alla televisione, al teatro, alla musica, all’architettura e al design. L’etichetta per Costasera Amarone 1998 è un ottimo esempio di questo innovativo approccio.

tles of Costasera will be used to finance a scholarship for a young Swedish artist, enabling him or her to travel to Venice for a study course in a prestigious art academy. Ernst Billgren’s choice of media has expanded to books, films, television, drama, music, architecture and design and the Costasera Amarone 1998 label is a good example of his innovative approach.

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“Ho inteso rispettare il disegno originale dell’etichetta, ma contemporaneamente rendere visibile l’opera per intero. Così l’etichetta ha due strati: il primo con il testo è trasparente e staccabile, in modo che si possa togliere per vedere l’etichetta con il quadro e poi riattaccarlo”. Il dipinto originale si intitola “Natura e Cultura”, un paesaggio tipico di Billgren che richiama la caratteristica forma a ghirlanda dell’etichetta dell’Amarone. “Il capriolo col suo cerbiatto simbolizza la conoscenza che si trasmette di generazione in generazione, gli edifici esprimono il desiderio di costruire una società basata sulla viticoltura e i grappoli rappresentano l’abbondanza stessa del vino”. La generosità dell’Amarone potrebbe essere la chiave per capire il suo grande successo nei paesi nordici. La prima bottiglia apparsa sul mercato svedese a metà degli anni ’90 fu il Vaio Armaron Serego Alighieri, che subito incontrò i favori dei giornalisti di settore, seguito da Costasera Amarone ed altri prodotti Masi quali Campofiorin, che quest’anno celebra i vent’anni di presenza sul mercato. 40

“I wanted to respect the original design of the label, but also make it possible to enjoy the entire picture,” he says. “So the label has two layers. The first one with the text is transparent and removable. It also has a reusable adhesive coating, so you can pull it off when you want to see the picture, and then put it back.” The original painting is called “Nature and Culture”, a very typical Billgren landscape, reflecting the characteristic garland form of the label. “The deer with its fawn symbolizes the knowledge passed down from generation to generation, the buildings depict the desire to construct a society that lives by viticulture, and grapes depict the bounty of the wine itself,” he explains. The bounty, or generous nature of Amarone is probably the key to its remarkable success in Northern Europe. The first bottle to appear on the Swedish market in the middle of the nineties was Serego Alighieri Vaio Armaron, which immediately became a favourite for the wine writers, soon to be followed by Amarone Costasera and other Masi bottlings, not to mention Campofiorin,


Accanto, Raffaele Boscaini ed Ernst Billgren. This page Raffele Boscaini and Ernst Billgren. Nella pagina accanto. I promotori del progetto: Raffaele Boscaini di Masi Agricola, il suo importatore in Svezia Philipson Soderberg e l’artista Ernst Billgren. Far left, project sponsors Raffaele Boscaini from Masi Agricola and the staff of Masi’s Swedish importer, Philipson Soderberg, with artist Ernst Billgren. Nella pagina accanto, sotto. Ernst Billgren esperimenta vari materiali: qui il vetro “Gold coin”. Bottom left, Ernst Billgren experiments in various media, here the glass “Gold coin”.

Dopo qualche anno di conoscenza dell’Amarone, la which was already there in 1993 and is now celebrating sua popolarità salì in un modo inaspettato. La richietwenty years in Sweden. sta raggiunse livelli impensabili, tanto che i produttoAfter a few years getting to know Amarone, its popularri veneti si chiedevano cosa stesity increased in a way nobody had se succedendo al Nord. Come mai expected. Demand reached unforeAmarone 1998. gli importatori continuavano ad auseen levels, and the Veneto producIn Svezia una serie mentare le richieste? Una rispoers wondered what was happening sta possibile è la modernizzazione in the North. Why were the importers limitata con un artista dell’Amarone. constantly asking for bigger quantidi primo piano Quando Sandro Boscaini prese in ties? One of the answers is, of course, Amarone 1998. mano l’azienda di famiglia iniziò a the modernisation of Amarone itself. A limited edition label sviluppare uno stile più moderno When Sandro Boscaini took over as di Amarone, adatto all’abbinamento in Sweden from a front director for Masi, he started to decon il cibo, piuttosto del vecchio stivelop a more contemporary Amarrank artist le barocco, che richiamava al Porto. one style that would go with food, Quello fu il punto di inizio del sucinstead of the old, baroque, port-like cesso internazionale. tradition. That was the starting point for international “Ora è un vino moderno, pieno e fruttato, con una comsuccess. plessità amata dal consumatore”. “Amarone is now a modern wine, full and fruity, with a complexity that people appreciate.”

KarstenThurfjell lavora per la Swedish National Radio Company come produttore, critico d’arte ed esperto di vino. Contribuisce regolarmente alle riviste del settore enogastronomico ed è membro dell’Accademia gastronomica svedese.

Karsten Thurfjell works as a producer, art critic and wine writer for the Swedish National Radio Company. He is a frequent contributor to wine and food magazines and is a member of the Swedish Gastronomic Academy.

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SERVIZI FEATURES

IL PREZIOSO “GROSSO” ANTICA MONETA DELLE VENEZIE THE PRECIOUS “GROSSO” AN ANCIENT VENETIAN COIN

Il “grosso” d’oro veneziano di Alberto Zucchetta. The “grosso” d’oro veneziano by Alberto Zucchetta.

di Giuseppe Brugnoli

La straordinaria collezione di Tiziano Fraccaroli: un viaggio nella Storia Tiziano Fraccaroli’s extraordinary collection: a voyage through history Quando, sul finire del Millennio, il presidente dei PreAt the turn of the Millennium, when the president of mi Masi Civiltà Veneta Demetrio Volcic decise, in accordo the Masi Civiltà Veneta Prize, Demetrio Volcic, together con il titolare dell’azienda Sandro Boscaini, che l’idea di with Masi’s owner Sandro Boscaini decided to start a dare un riconoscimento a chi aveva prize for the best exponent of the bene interpretato i valori di una civiltà values of a civilisation that had been che per mille anni aveva informato di an example to the world for a thousé il mondo era troppo bella e tropsand years, it was too important and po importante per tenerla confinata too good an opportunity to miss to in un ristretto recinto regionale, fece keep the context confined to a small nascere il Premio “Grosso d’Oro Vegeographical region. This was the neziano”, da consegnare ogni anno a birth of the “Grosso d’Oro VeneziaItalia Venezia, Giovanni Soranzo, chi, nel mondo, fosse benemerito per no” Prize, which would be given to Doge 1312-1328 - grosso aver promosso e difeso i valori che whoever had promoted and ded: S·M·VENETI· ·IO·SVRANTIO· San Marco e il Doge stanti di fronte avevano fatto grande Venezia e mefended the values that made Venice r: Il Redentore su trono morabile la sua civiltà. E la scelta, sotgreat and her civilisation memoraItaly Venice, Giovanni Soranzo, Doge tolinea Volcic, non poteva non cadere ble. The choice of the prize itself, un1312-1328 - grosso f: S·M·VENETI· ·IO·SVRANTIO· sulla riproduzione del “grosso”, anche derlines Volcic, could not be other Saint Mark with the Doge in the se con un piccolo falso storico voluthan a reproduction of the “grosso”, foreground b: The Redeemer enthroned to dal maestro orafo Alberto Zuccheteven if the master jeweller Alberto ta, che ebbe l’incarico di incastonare Zucchetta, who had the task of deil “grosso” in un artistico trofeo di sua vising an artistic trophy out of the invenzione, in quanto la moneta origi“grosso”, stretched truth a little by nale non fu mai in oro, ma in argenmaking it out of gold, when the origito. Come ricordava Volcic, ma come nal coin had only ever been made era noto anche ai numismatici e agli out of silver. 42


studiosi di storia veneta, la nascita del “grosso”, risale As Volcic reminds us, and as is well known to numisal 1102 con il doge Enrico Dandolo, che la usò per pamatists and scholars of Venetian history, the “grosso” gare gli operai dell’Arsenale di Venezia impegnati nel dates back to 1102 when Doge Enrico Dandolo used potenziamento della flotta. Di peso certo e di qualità it to pay the shipwrights of the Arsenale di Venezia. sicura del metallo, fu una moneta con corso non solo With a guaranteed weight and metal content this was nella Repubblica Veneta, ma anche in a coin used not just in the territories una vasta area mitteleuropea e mediof the Venetian Republic, but also Un “signore terranea, che risentì della presenza di in a vast area of Mitteleuropea and Venezia e dei suoi traffici anche dopo the Mediterranean which traded with di campagna” che la Serenissima cadde sotto il colVenice even after the Serenissima fell di grande cultura po infertole da Napoleone. foul to Napoleon. A highly cultured Lo sottolinea il signor Tiziano FraccaThe story is confirmed by Tiziano roli, che conduce una fiorente azienFraccaroli, who heads a flourishing “country gentleman” da agricola nella vallata di Mezzane winery in the Mezzane valley east of ad est di Verona, dove fa degli ottimi Verona, where he makes excellent Valpolicella e Amarone. Fraccaroli, che ci parla dei suoi Valpolicella and Amarone. Fraccaroli talks about his amati “grossi” stando davanti a due panoplie con stubeloved “grossi” standing in front of two panoplies pende alabarde che risalgono ai secoli dal 1300 al 1600, with stupendous halberds dating back to between si definisce semplicemente “agricoltore”, ma si capisce 1300 and 1600. He describes himself as an “agrisubito che egli impersona quel tipo d’uomo che nel coltore”, but it is instantly obvious that he is exactly corso dei secoli ha fatto grande il Veneto: quel “signothe kind of man who once made the Veneto great: re di campagna” che nei campi ci va davvero, e non li a country gentleman who is indeed at home in the governa stando in città, ma che alle colture agricole acfields, and doesn’t issue instructions about farming costa, come negli esempi dei grandi della Roma classifrom the town, but who knows about other things ca e del Rinascimento, da Marin Sanudo in qua, besides agriculture, like his forebears in Classical anche una cultura solida, umanistica e Rome and the Renaissance, from Marin Saletteraria. nudo onwards, and has a solid humanistic

Tiziano Fraccaroli al tavolo con la sua collezione di antiche monete veneziane. Tiziano Fraccaroli with his collection of antique Venetian coins.

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Repubblica di Venezia, Ranieri Zeno Doge 1253-1268 - Grosso o matapane d: S·M·VENET· RA·GENO· San Marco e il Doge r: IC·XC·Il Redentore seduto sul trono Repubblica di Venezia, Ranieri Zeno Doge 1253-1268 - Grosso or matapane o: S·M·VENET· RA·GENO· Saint Mark and the Doge r: IC·XC·Redeemer seated on throne

Antonio Venier 1382-1400 - grosso III tipo Dorotheum Antonio Venier 1382-1400 - Type III grosso Dorotheum

Venezia, Silvestro Valier Doge 1763-1778 - Leone (massaro FT) Grosso d: San Marco e il Doge stanti di fronte r: Il Leone con una croce Venezia, Silvestro Valier Doge 1763-1778 - Leone (massaro FT) Grosso o: Doge before Saint Mark r: Lion with cross

Alvise Mocenigo II 1722-1732 - Grosso d: Levante r: leone Alvise Mocenigo II 1722-1732 - Grosso o: Levant r: lion

Venezia, Andrea Dandolo Doge 1343-1354 - mezzanino o mezzo grosso d: AN DADVL SM VENE DVX, il doge consegna un cero a San Marco. All’esergo la lettera M inziale del nome del “massarius ad argentum”. r: XPS RESVRESIT,Gesù Cristo in atto di uscire dal sepolcro

Venezia, Andrea Dandolo Doge 1343-1354 - mezzanino or half grosso o: AN DADVL SM VENE DVX, The Doge gives a candle to Saint Mark. The letter M in the exergue denotes “massarius ad argentum”. r: XPS RESVRESIT, Jesus Christ emerging from the sepuchre

Moneta della Serenissima del valore di 5 soldi in corso nelle colonie greche A 5 soldi coin from the Serenissima in circulation in the Greek colonies


Il “Grosso d’Oro Veneziano” tra gli altri simboli del Premio Masi. The “Grosso d’Oro Veneziano” among other symbols of the Masi Prize.

Fraccaroli è attualmente forse il più conosciuto coland literary grasp of culture. Fraccaroli is probably lezionista di “grossi veneziani” (“Sono discepolo del the best-known collector of “grossi veneziani” today grande maestro numismatico Walter Muschietti di Udi(“I’m a disciple of the great master numismatist from ne”, confida) ed ha un mezza dozzina Udine, Walter Muschietti”, he confides) di ricercatori che per lui girano il monand he has half a dozen scouts looking do. “No, non mi domandi quante moout for examples round the world. “No, Un “Grosso” nete ho, non si usa con i collezionidon’t ask me how many coins I have, è stato ritrovato sti veri”, mette le mani avanti, ma poi you don’t do that to real collectors,” anche nel Tibet racconta che recentemente un antiand he holds his hands up in admoniA “Grosso” was quario dell’India ha messo in vendita il tion, and then he relates how an anpendaglio di una vecchia cuffia tibetafound in Tibet too tiques dealer in India had the pendant na, che, come si usa ancora nei villagfrom a Tibetan baby’s bonnet up for gi del Nepal, riportava un oggetto presale recently. Even today, such a thing zioso: in questo caso una moneta d’argento venuta da is usually a valuable object, and in this case it was a lontano nel tempo, perché risalente a quasi mille anni silver coin coming from long ago, about a thousand fa, e nello spazio, perché coniata a Venezia: un “grosyears old, and from far away. From Venice to be exso” che ancora continuava la sua esistenza alle falde act, because it was a “grosso” which had had its own dell’Himalaya. life in the slopes of the Himalayas.

Giuseppe Brugnoli, direttore per molti anni de “L’Arena” e in precedenza de “Il Giornale di Vicenza”, nonché fondatore e direttore di questa rivista. Per vent’anni è stato presidente dell’UCSI Veneto. Una vita dentro e dietro la notizia, la sua, per un giornalismo attento ai fatti e agli uomini. Nel 2012 è stato pubblicato il suo libro L’ironia di Dio. Quasi un romanzo.

Giuseppe Brugnoli, director of “L’Arena” for many years, and before that director of “Il Giornale di Vicenza”, not to mention founder and director of this magazine. He was president of UCSI Veneto for twenty years. His life has been spent in the newspaper world, writing about events and people. His book L’ironia di Dio. Quasi un romanzo was published in 2012.

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IL MESTIERE DEI CAMPI E DELLA CANTINA THE ART OF CULTIVATION AND OF THE CELLARS

UVA, BOTTI, VINO E BICCHIERI NELLE INCISIONI DI DUE SECOLI GRAPES, BARRELS, WINE AND GLASSES IN TWO CENTURIES OF PRINTS di Mario Bagnara

“Le venti giornate dell’Agricoltura” è il testo fondamentale di Agostino Gallo “Le venti giornate dell’Agricoltura” is the textbook written by Agostino Gallo “Dall’uva alle botti… fino all’allegra ubriacatura”. Potreb“From the grape to the barrel… up to a state of tipsy be essere questo il simpatico percorso suggerito da alhappiness”. This could be the delightful prospect as cune immagini tratte da incisioni storiche del XVI e XVII described by many an historic XVI and XVII-century secolo. Nel periodo rinascimentale, oltre all’incunaengraving. In the Renaissance period, the most imporbulo di Pietro De Crescenzi, di particolare importanza tant work besides Pietro De Crescenzi’s incunabulum sono Le Vinti giornate dell’agricultura, et dei piaceri delis M. Agostino Gallo’s Le Vinti giornate dell’agricultura, la villa di M. Agostino Gallo, oggetto di numerose ediet dei piaceri della villa, which came out in numerous zioni: da quella veneziana del 1572 è tratta l’immagine editions. The 1572 one from Venice shows a man and che mostra, sullo sfondo statico delle botti già sistemaan animal engaged in transport work against a static te in cantina, l’uomo e l’animale impegnati nel trasporbackground of barrels already arranged in the cellars. to. Sono rappresentati in modo così incisivo, che semThe engraving of the figures is so sharply delineated brano essere in reale movimento. Si tratta di immagini that they really do seem to be moving. Images like che nei secoli successivi sono ricorrenti nella trattatistica this are often repeated in wine treatises in the followvitivinicola, sempre più affascinante anche sotto l’aspeting centuries with ever more fascinating graphic varito grafico-artistico, talora arricchita da riferimenti ad auations, often enriched with references to authors from tori classici. Classical times. Ne è un esempio l’edizione roA good example is the 1781 Roman Un percorso che nasce mana del 1781 dei Symposiaca edition of the Symposiaca emiamnel XVI secolo emiambia di Anacreonte di Teo bia by Anacreon of Teos (VI-V cen(VI-V sec. a.C.), in greco antico con tury B.C.), in ancient Greek with con “i piaceri della villa” traduzione latina a fianco, con due parallel Latin translation, containA journey that begins splendide incisioni di grande foring two splendid large format enin the XVI century with mato che, interpretando le odi LVIII gravings with scenes from Odes e XLVIII, illustrano le operazioni del“the pleasures of the villa” LVIII and XLVIII, depicting harvest la vendemmia e un ubriaco danactivities and a dancing drunkard 46


La sistemazione delle botti da Le Vinti giornate dell’agricultura, et dei piaceri della villa di M. Agostino Gallo, Venezia, 1572. The barrel cellar from Le Vinti giornate dell’agricultura, et dei piaceri della villa by M. Agostino Gallo, Venice, 1572. Cromolitografia del Barbera da Ampelografia italiana: tavole/ pubblicata dal Ministero d’agricoltura e commercio; per opera del Comitato Centrale Ampelografico e delle Commissioni provinciali, Torino, Litografia Fratelli Doyen, 1879-1890. Chromolithograph of Barbera from Ampelografia italiana: tavole/ pubblicata dal Ministero d’agricoltura e commercio; per opera del Comitato Centrale Ampelografico e delle Commissioni provinciali, Torino, Litografia Fratelli Doyen, 1879-1890.


zante e inneggiante alle Muse e a Bacco. L’atmosfera è with elegies to the Muses and to Bacchus. The scene particolarmente gioiosa: la raccolta dell’uva diviene così is a particularly happy one: grape picking is shown as una vera festa popolare, durante la quale per i maschi, a real festa popolare, during which the men are enimpegnati soprattutto nella pigiatura, le “vergini”, elegangaged mostly in grape pressing activities while eleganttemente vestite, portano i canestri ricolmi di grappoli, e ly dressed maidens are gawped at as they supply them sono oggetto di attenzioni un po’ with grape-filled hods. morbose. Variations on the theme provide Sono testimonianze, sia pure dithe evidence for the Italian world verse nel tempo e nello spazio, of wine that is the subject of the di una cultura dei vini italiani, ogrecent exhibition in the Vittoriano getto della recente mostra allestiin Rome called Verso il 2015. La ta al Vittoriano di Roma con il titocultura del vino in Italia, (“Towards lo Verso il 2015. La cultura del vino 2015. The culture of wine in Italy”), in Italia, per la quale la Bibliotefor which Vicenza’s Biblioteca Inca Internazionale “La Vigna” di Viternazionale “La Vigna” has procenza ha fornito la documentaziovided the printed section with 33 ne libraria con 33 volumi pregiati, valuable works, including those compresi quelli qui citati. Il curadescribed here. Exhibition curaCromolitografia del Trebbiano da Ampelografia tore Massimo Montanari nel sagtor Massimo Montanari describes italiana: tavole/ pubblicata dal Ministero d’agricoltura e commercio; per opera del gio introduttivo del catalogo Skira the Italian world of wine very preComitato Centrale Ampelografico e delle è stato molto preciso nel delineacisely in the catalogue published Commissioni provinciali, Torino, Litografia re la cultura dei vini italiani: “L’Italia by Skira, saying: “Italy is the counFratelli Doyen, 1879-1890. Chromolithograph of Trebbiano from è il paese del vino… Da millenni try of wine… which has been an Ampelografia italiana: tavole/ pubblicata il vino è parte integrante della nointegral part of our history for dal Ministero d’agricoltura e commercio; per opera del Comitato Centrale Ampelografico stra storia”. millennia”. e delle Commissioni provinciali, Torino, Ma una vera idea di unità, pur nelAny kind of unifying theme, howLitografia Fratelli Doyen, 1879-1890. la diversità, dei vini italiani si afferever, even if only in the description 48


La vendemmia da Anacreon – Symposiaka emiambia. Anacreontis Teii Convivialia semiambia, Romae, 1781, ode LVIII. Harvest from Anacreon – Symposiaka emiambia. Anacreontis Teii Convivialia semiambia, Romae, 1781, Ode LVIII. Ubriaco danzante da Anacreon – Symposiaka emiambia. Anacreontis Teii Convivialia semiambia, Romae, 1781, ode XLVIII. Dancing drunkard from Anacreon – Symposiaka emiambia. Anacreontis Teii Convivialia semiambia, Romae, 1781, Ode XLVIII.

ma solo dopo l’unità d’Italia. Per iniziativa del conte Giuof Italy’s diversity, had to wait until after the Unificaseppe di Rovasenda, nel 1877 viene infatti costituito il tion. It was Count Giuseppe di Rovasenda who set up Comitato Centrale Ampelografico che si propone di dethe Comitato Centrale Ampelografico in 1877 with the lineare un quadro completo della viaim of comprehensively cataloguticoltura italiana. In oltre un decennio ing Italian viticulture. The results of a L’importante mostra di ricerche, furono pubblicati a Torino, decade’s work were published by the da parte del Ministero d’Agricoltura e Ministry of Agriculture and Commerce a Roma di Montanari Commercio, 28 fascicoli che, relativi in Turin in 28 volumes dedicated to sulla civiltà del vino ad altrettanti vitigni, comprendevano 28 grape varieties, together with techMontanari’s important le schede tecniche e le grandi incisionical sheets and large format colexhibition in Rome ni cromolitografiche a colori di Giuour chromolithographs by Giuseppe seppe Falchetti. “La Vigna” li possiede on the culture of wine Falchetti. “La Vigna” has them all, tutti, rilegati in un corposo ed eleganrebound into a hefty but elegant volte volume. Tra queste, anche le tavoume. They include the plates for Barle del Barbera e del Trebbiano. Il progetto del Comitabera and Trebbiano. Sadly, with the exception of a few to Ampelografico, purtroppo, a parte qualche fascicolo less-important volumes, the Comitato Ampelografico’s successivo di minore importanza, non ebbe seguito. project was never continued.

Mario Bagnara, presidente della Biblioteca Internazionale « La Vigna » di Vicenza. È stato docente e preside nei licei statali, assistente universitario, assessore alla Cultura nel Comune di Vicenza e presidente dell’Associazione nazionale delle città e siti Unesco italiani. È pubblicista e saggista, autore di varie monografie di carattere storico e scientifico.

Mario Bagnara is president of the Biblioteca Internazionale « La Vigna ». His career includes posts as a lecturer, school head, university assistant, town councillor for culture in Vicenza and president of the Association of Italian unesco Cities and Sites. He is a publicist and writer, as well as the author of various historical and scientific monographs.

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INIZIATIVE DI FONDAZIONE FOUNDATION INITIATIVES

“GLI ITALIANI DEVONO COSTRUIRSI UN AUTENTICO SENSO CIVICO” “THE ITALIANS MUST CONSTRUCT A REAL SENSE OF CIVIC DUTY” di Gabriele Colleoni

Sapersi dare delle regole e rispettarle è la ricetta per uscire dalla crisi Knowing how to make the rules and respecting them is the solution to the crisis Ma allora a che serve la politica? La domanda che oggi So what’s the use of politics? This is the question asked tenta la maggioranza degli italiani, affiora spontanea by most Italians today and it leaps spontaneously from scorrendo le pagine di Un salto nel voto. Ritratto politithe pages of Un salto nel voto. Ritratto politico dell’Italia co dell’Italia di oggi, il volume che Ilvo Diamanti ha dedi oggi, (A leap into the unknown. Portrait of Italian dicato agli esiti (ed agli effetti) delle elezioni politiche politics today), the book that Ilvo Diamanti has written italiane dello scorso 24 e 25 febbraio in Italia. about the political elections held on 24 and 25 February L’interrogativo, per cinico che appaia, ha il suo fondain Italy. mento nell’attuale scenario politico italiano. Ad ammetThe question mark may seem cynical, but it has its terlo è lo stesso sociologo e politologo, membro del roots in the current Italian political situation. Which is Consiglio direttivo della Fondazione Masi. Perché l’ultiexactly what Diamanti, a sociologist and politician mo appuntamento con le urne ha sì certificato lo sfaldawatcher as well as a member of the executive board mento dei due blocchi politico-sociali che per vent’anfor the Masi Foundation, thinks. The last election saw ni hanno retto le sorti (al consuntivo: né magnifiche the levelling of the two socio-political blocks that have né progressive) della cosiddetta Seconda Repubblica, decided the fate (all in all, neither magnificent nor proma lo ha fatto senza offrire soluzioni gressive) of the so-called Second adeguate per pilotare l’Italia fuori dal Republic for the last twenty years. La società deve declino economico e sociale che da But without offering a way of piloting imparare a sottomettersi Italy out of the social and economic oltre un decennio incombe sul suo orizzonte. decline that has been the cloud on alle istituzioni. Dalle urne è infatti uscita una mapits horizon for the last decade. Se diventano credibili pa politico-parlamentare rivoluzionaIn fact, the elections produced a Society must learn ta, perché per la prima volta carattewhole new politico-parliamentary rizzata da tre “grandi minoranze” – landscape, because for the first time to follow the lead ciascuna con meno di un terzo dei there are now three “big minorities” of institutions, if they consensi e senza alcun chiaro vinci– each of them with less than a

become trustworthy

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Il continuo ricorso alle elezioni non può essere la soluzione alla crisi Continual recourse to elections cannot be the solution to the crisis

tore – che per consistenza sono in grado solo di sbarrarsi reciprocamente la strada nel formare un governo stabile. Minoranze poco comunicanti tra loro, due in teoria inconciliabili in quanto alternative, anche se costrette alla convivenza forzata e litigiosa nella maggioranza delle “larghe intese”. In questo scenario, il Movimento Cinquestelle di Beppe Grillo, protagonista della “rivoluzione” che tra le altre cose ha segnato il superamento del bipolarismo della Seconda Repubblica, rappresenta uno scomodo coinquilino che gioca alla deflagrazione definitiva del sistema politico italiano. Siamo, insomma, sull’orlo di quel salto nel vuoto cui Diamanti allude evocando uno scenario dove il continuo richiamo al ricorso al voto come soluzione liberatoria e dirimente di ogni empasse, si rivela nei fatti l’ali-

third of the votes and no clear winner – the make-up of which makes them reciprocally unable to do anything but bar the way to the formation of a stable government. These minorities hardly talk to each other, and two are in theory irreconcilable since they stand for opposites, even if they are forced to live together in a forced and quarrelsome marriage in the “wider interest”. This is the context that saw the emergence of Beppe Grillo’s Movimento Cinquestelle, the protagonist of a “revolution” that among other things has marked the disappearance of the bipolarsim of the Second Republic, and saw its characterisation as the “difficult flatmate” in the house determined to put a bomb under the Italian political system once and for all. We are, then, on the brink of that leap into the unknown

La presidente della Fondazione Masi, Isabella Bossi Fedrigotti, con Ilvo Diamanti alla presentazione del suo libro a Verona. The Masi Foundation president, Isabella Bossi Fedrigotti, with Ilvo Diamanti at his book launch in Verona.

bi più a buon mercato per una politica che ha abdicato alle proprie funzioni essenziali: dare un senso e delle alternative alla convivenza civile, gestire e governare la res publica, formare la classe dirigente. Mai come in queste circostanze l’Italia invece avrebbe bisogno di politica. E a richiederlo sono in primo luogo le sfide che la globalizzazione ha imposto all’economia e alla società. Non ha dubbi su questo Diamanti, oggi una delle voci più autorevoli in fatto di analisi del sistema politico italiano. Per un nuovo inizio, tuttavia, occorre convincersi che la “destrutturazione” del quadro politico,

that Diamanti talks about, in a situation where the continual recourse to elections as the way to resolve every impasse turns out in fact to be the cheapest alibi for a political system that has abdicated all its essential functions: making sense of and providing alternative ways of achieving social harmony, governing the res publica, and creating the managerial classes to do it. Italy has never, however, needed politics more than it does now. The biggest demands on the system are the challenges that globalisation has made on the economy and on society. Diamanti is one of the most authoritative 51


lungi dall’essere un’inevitabile deriva verso un fallimento complessivo del sistema-Paese, costituisce anche l’occasione per una sua “ricostruzione”. Ma si deve partire dalla consapevolezza che lo stallo in cui siamo finiti, rispecchia quello che siamo noi come italiani e quello che in fondo vogliamo sia la politica in un Paese nel quale “la società è sempre stata troppo forte per accettare di sottomettersi alle istituzioni”. Un Paese fondato su perni come l’arte di arrangiarsi, la centralità della famiglia, l’attaccamento al territorio che da punti di forza quali sono stati e possono continuare ad essere, si trasformano in limiti drammatici se non si articolano con il rispetto delle regole e con l’affermarsi di istituzioni garanti per tutti i cittadini e da tutti riconosciute come tali. Regole e istituzioni sono il presupposto di un’organizzazione complessiva che permetta all’Italia di andare incontro al futuro evitando il vicolo cieco di un presente ad una sola dimensione, quella del “giorno per giorno” angoscioso e asfittico che conosciamo. “Se non vediamo è perché non vogliamo vedere”, è la conclusione di Diamanti. “Non siamo condannati ad essere per forza e per sempre un popolo senza senso civico, del resto ce lo dimostra il volontariato diffuso che caratterizza i nostri territori. Quindi anche noi italiani dovremo prima o poi “rassegnarci” a costruircelo questo senso civico, ad avere delle regole, a strutturarci… e in questa prospettiva il futuro, per quanto in piccola misura, è a tutti gli effetti nelle nostre mani”. Sì, forse proprio a questo dovremmo pensare, parlando di politica.

Gabriele Colleoni, giornalista bergamasco, dal 2010 è caporedattore de “L’Arena”, dove è approdato nel 1992 dopo essersi occupato per un decennio di America Latina, di cooperazione internazionale e di Europa, temi di cui è stato commentatore anche per i notiziari in italiano di Radio Vaticana.

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voices in the analysis of the Italian political system, and he has no doubts about this. Nevertheless, a new beginning means believing that the “deconstruction” of the political system, as well as being an unavoidable drift towards the complete systemic shut-down of the country, is also actually an opportunity for its “reconstruction”. But one must start from the realisation that the stalemate we have reached reflects what we are as Italians and in the end what we want politics to be in a country where “society has always been too strong to accept obedience to institutions.” A country where l’arte di arrangiarsi (the art of getting by), the centrality of the family and attachment to one’s home territory have been its strong points, will see these strengths transformed into weaknesses if they are not combined with respect for the rules and support for the institutions that give rights to all citizens and are recognised to do so by everyone. Rules and institutions are the prerequisites for the complex organisation that will allow Italy to progress towards the future avoiding the blind alley of our one dimensional present situation – the day-by-day agony that we all know now. “If we can’t see it’s because we don’t want to see,” is Diamanti’s conclusion. “We are not condemned to be a people without a sense of civic duty forever or by force of circumstance. The existence of the voluntary sector all over Italy shows that. So, even we the Italians must sooner or later “resign ourselves” to the building up of a sense of civic duty, to having rules and systems… and then the future to all intents and purposes will be in our hands.” Yes, that’s what we’ve really got to think about, talking of politics.

Gabriele Colleoni journalist from Bergamo, editor-in-chief of “L’Arena” since 2010, where he began worked in 1992 after a decade covering Latin America and international and European co-operation, which he has also reported on in Italian for Vatican Radio.


NOVITÀ DAL MONDO DELLA FONDAZIONE MASI NEWS FROM THE MASI FOUNDATION

A TREVISO LE SCULTURE DI PINO CASTAGNA Con i “Salotti del Gusto di Treviso: Dripping Taste 2013” l’arte di Pino Castagna ha invaso il centro storico. L’evento è stato ideato dal Gruppo ristoratori della Marca Trevigiana. La personale di Castagna, incentrata sulle sue sculture monumentali, s’è sviluppata tra piazza Università e il museo di Santa Caterina. Nei “salotti”, che uniscono arte e gastronomia, le esposizioni artistiche sono curate da Chiara Casarin e i finger food sono presentati dai cuochi del gruppo.

PINO CASTAGNA’S SCULTURE IN TREVISO Pino Castagna's art stormed the historic city centre in the “Salotti del Gusto di Treviso: Dripping Taste 2013” event as conceived by Gruppo Ristoratori della Marca Trevigiana. Castagna's one-man show, based on his monumental sculptures, was located between Piazza Università and the Santa Caterina museum. In the special “salotti” that combined art and food, the artistic exhibitions were curated by Chiara Casarin and the finger food was presented by chefs in the Group.

LORENZETTO VINCE IL “PREMIO SULMONA” Stefano Lorenzetto, editorialista del quotidiano “Il Giornale” e del settimanale “Panorama” ha vinto il Premio Sulmona. La giuria, presieduta da Paolo Corsini, vicedirettore del Giornale radio Rai, lo ha premiato per la carta stampata assieme a Sarah Varetto, direttrice di Sky Tg 24, per la televisione. Lorenzetto dall’agosto 1998, ininterrottamente, ha pubblicato ogni settimana su “Il Giornale” un’intervista di un’intera pagina. La serie “Tipi italiani” è in assoluto la più lunga che sia mai apparsa sulla stampa mondiale.

LORENZETTO WINS THE “PREMIO SULMONA” Stefano Lorenzetto, leader writer for the daily “Il Giornale” and for the weekly “Panorama” has won the Premio Sulmona. The jury, headed by Paolo Corsini, vice-director of Giornale Radio Rai, gave him the print news prize together with Sarah Varetto, the director of Sky Tg 24, who received it for her contribution to television. Lorenzetto's pagelong interviews have appeared in “Il Giornale” every week since August 1998, without a break. The “Tipi Italiani” series is the longest ever published in the world’s press.

A ULDERICO BERNARDI IL “PREMIO TOMMASEO” L’Associazione dei Dalmati Italiani nel Mondo, nel suo 60°, e il Libero Comune di Zara in esilio hanno conferito al prof. Ulderico Bernardi dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, il premio “Niccolò Tommaseo”, che gli è stato consegnato dal presidente Franco Luxardo. La motivazione: «Ha studiato con passione le caratteristiche del gruppo nazionale di Istria Fiume e Dalmazia, esaminando i processi di sviluppo e l’importanza del protrarsi nel tempo di fattori culturali rispetto al mutamento sociale».

THE “PREMIO TOMMASEO” GOES TO ULDERICO BERNARDI The 60th award by the World Association of Dalmatian Italians and the Free Commune of Zara-in-exile has gone to Prof. Ulderico Bernardi of the Ca’ Foscari University in Venice, in the form of the “Niccolò Tommaseo” prize, which was given to him by association president Franco Luxardo. The citation was: «For his work on the characteristics of the national group in Istria Fiume and Dalmatia, examining the processes of development and the importance of extending cultural factors in time with respect to social change».

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NOVITÀ DAL MONDO DELLA FONDAZIONE MASI NEWS FROM THE MASI FOUNDATION

IL CASO-AMARONE ANTIDOTO ALLA CRISI “Eccellenze enologiche e imprese vitivinicole di successo: quali vincoli bloccano la crescita?”. Questo il titolo di un convegno svoltosi a Trieste, organizzato da “Il Piccolo” e “Venezie Post”, condotto da Paolo Possamai, direttore del quotidiano triestino. Protagonista Sandro Boscaini che ha presentato il “caso Amarone” come esempio di un vino di successo nel mondo. Altre esperienze sono state portate da Loris Follador per il Prosecco di Valdobbiadene e da Giuseppe Rinaldi per il Barolo.

THE CASE OF AMARONE - ANTIDOTE TO THE CRISIS “We ask icons of winemaking and successful wine producing companies: what are the blocks on your growth?” This was the title of the conference held in Trieste, organised by “Il Piccolo” and “Venezie Post”, and moderated by Paolo Possamai, publisher of the Triestine daily paper. Speakers included Sandro Boscaini, who presented the “Amarone case” as an example of a successful wine in the world. Other contributions came from Loris Follador for Prosecco di Valdobbiadene and Giuseppe Rinaldi for Barolo.

LE FOTO DI BERENGO GARDIN A VERONA A Verona, al Centro Internazionale di Fotografia Scavi Scaligeri, nel Cortile del Tribunale, è aperta sino al 26 gennaio la mostra fotografica di Gianni Berengo Gardin. Curata da Denis Curti, presenta più di 180 immagini in bianco e nero raccolte in dieci sezioni: Berengo Gardin espone le storie senza pregiudizi, raccontando la vita politica, i cambiamenti sociali, gli eventi che hanno segnato la storia dell’Italia, oltre che momenti di vita quotidiana.

BERENGO GARDIN’S PHOTOS IN VERONA The Scavi Scaligeri International Centre for Photography in the courtyard of the Tribunale in Verona is holding a photographic exhibition by Gianni Berengo Gardin until 26th January. Curated by Denis Curti, the exhibition consists of more than 180 blackand-white images in ten sections. Berengo Gardin depicts political life, social changes, events which have been part of Italy's history and moments of daily life alike, without prejudice.

IL VIAGGIO, SCUOLA DI UMILTÀ DI MAGRIS Claudio Magris è stato ospite a Verona di “Incontri al Banco”, organizzati dal Banco Popolare, presieduto da Carlo Fratta Pasini, sul tema “Gli incontri e il senso del viaggio”. Magris, che ha scritto Infinito viaggiare, spiega che «viaggiare è una scuola di umiltà perché fa toccare con mano i limiti della propria comprensione, la precarietà degli schemi e degli strumenti con cui una persona o una cultura presumono di capire o giudicano un’altra».

TRAVEL, A SCHOOL FOR HUMILITY FOR MAGRIS Claudio Magris came to Verona for the “Incontri al Banco”, organised at the Banco Popolare and chaired by Carlo Fratta Pasini, on the theme “Encounters and the sense of travel”. Magris, the author of Infinito viaggiare, explains that «travelling is a source of humility, because it means coming face-to-face with the particular way of thinking and the precariousness of the schemes and ways in which a person or a culture imagines understanding or judging another ».

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NOVITÀ DAL MONDO DELLA FONDAZIONE MASI NEWS FROM THE MASI FOUNDATION

PAOLINI E BRUNELLO SPIEGANO GIUSEPPE VERDI Marco Paolini e Mario Brunello sono stati i protagonisti di “Verdi, narrar cantando” al teatro Ristori di Verona. Paolini ha raccontato Verdi non solo come musicista ma anche come impresario e patriota. Brunello ha proposto al violoncello le più celebri arie di Verdi. Spiega Paolini: «Verdi non è stato solo un musicista, ma un uomo di teatro che pensava a un disegno generale e ne curava ogni dettaglio per arrivare ad un effetto mirato».

PAOLINI AND BRUNELLO PRESENT GIUSEPPE VERDI Marco Paolini and Mario Brunello have performed “Verdi, narrar cantando” at the Ristori theatre in Verona. Paolini spoke about Verdi not only as a musician, but also as an impresario and a patriot. Brunello performed Verdi’s most famous arias on the cello. As Paolini explained: «Verdi was not only a musician, but a man of the theatre who conceived a complete project and looked after every detail so as to arrive at his desired end. »

L’ORIENTE E I LEGAMI CON VENEZIA È stato pubblicato dall’Editrice Veneta di Vicenza il libro Studia orientis: Venezia e l’Oriente, un’eredità culturale a cura di Giovanni Pedrini, ricercatore a Ca’ Foscari. La Fondazione Masi, come spiega il vicepresidente Sandro Boscaini nell’introduzione del libro – «è in piena sintonia con questi studi che valorizzano Paesi e uomini che trovarono a Venezia ispirazione di civiltà e apertura culturale. Questi incontri hanno generato rispetto e reciproca conoscenza».

THE ORIENT AND ITS LINKS WITH VENICE Editrice Veneta of Vicenza has published the book Studia orientis: Venezia e l’Oriente, un’eredità culturale edited by Giovanni Pedrini, a researcher at the Ca’ Foscari University. As the Masi Foundation’s vice-president Sandro Boscaini explains in the book's introduction, he is «in complete agreement with research that promotes countries and peoples that find in Venice an inspiration for civilisation and cultural openness. Such encounters generate respect and reciprocal awareness ».

ZANZOTTO E BOLOGNA: 30 ANNI DI AMICIZIA Per la NEM (Nuova Editrice Magenta) è stato pubblicato Dirti Zanzotto: Zanzotto e Bologna (1983-2001) a cura di Niva Lorenzini e Francesco Carbognin. Il volume raccoglie interventi audio e video di Andrea Zanzotto, in parte inediti o difficilmente reperibili, compresa la sua lezione dottorale per il conferimento della laurea “honoris causa” a Bologna nel 2004. Nel libro è presente anche un testo relativo all’incontro fra Zanzotto e Baj del 2001.

ZANZOTTO AND BOLOGNA: 30 YEARS OF FRIENDSHIP NEM (Nuova Editrice Magenta) has published Dirti Zanzotto: Zanzotto e Bologna (1983-2001) edited by Niva Lorenzini and Francesco Carbognin. The book contains texts for audio and video work by Andrea Zanzotto, either hitherto only partly available or difficult to find, including his lecture on the occasion of his honorary doctorate at Bologna in 2004. The book also contains a dialogue between Zanzotto and Baj in 2001.

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L

a Fondazione Masi è impegnata a promuovere e valorizzare il territorio, la popolazione, il patrimonio culturale, le grandi capacità dell’ingegno e produttive della Civiltà Veneta. Particolare attenzione è riservata alla cultura e alla produzione vitivinicola, che rappresentano caratteri peculiari del territorio veneto. Le finalità sono perseguite operando a livello nazionale e internazionale anche in collaborazione con Amministrazioni, Enti pubblici e privati, Fondazioni e altri organismi italiani e stranieri. La Fondazione Masi nasce nel 2001 dall’esperienza ventennale del Premio Masi, del quale intende assicurare la continuità e l’indirizzo, affiancandolo con una serie di iniziative in ambito culturale e ampliando così la propria attenzione a tutto quel mondo che ha fatto dei valori della civiltà veneta motivo ispiratore e stimolo per un progresso produttivo, culturale e civile su scala internazionale. Il 16 aprile 2007 la Regione Veneto ha conferito alla Fondazione Masi personalità giuridica, riconoscendone i valori e le finalità statutarie.

T

he Masi Foundation has as its aim the promotion and development of the territory, the population and the cultural inheritance of the Venetian territories, as well as the skill and productive capabilities that are part of the civiltà veneta (Venetian culture). Particular attention is given to the art of winemaking, which is a special characteristic of the Venetian regions. The Masi Foundation acts at both national and international levels in collaboration with governments, public and private institutions, foundations and other Italian and foreign entities. The Masi Foundation was established in 2001 as a product of a twenty year experience with the Masi Prize to guarantee the continuity of it. At the same time the Masi Foundation began a cultural programme to highlight the values of the civiltà veneta that are the inspiration behind manufacturing, cultural and civil progress on an international scale. On 16 th April 2007 the Masi Foundation was given official status as a legal entity by Regione Veneto, with full recognition of its values and statutory aims.

La “rotonda” scattata dall’interno verso l’esterno, simbolo di Masi Agricola, foto Fulvio Roiter Archivio Masi, tratto da Masi, valori veneti, Artegrafica. “Rotonda” taken from the inside facing outwards, photo Fulvio Roiter Archivio Masi, extract from Masi, valori veneti, Artegrafica.

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE BOARD OF DIRECTORS

Presidente / President Isabella Bossi Fedrigotti Presidente Onorario Honorary President Demetrio Volcic Vicepresidente Vice-President Sandro Boscaini Consiglieri / Board Members Francesco Benedetti Bruno Boscaini Giuseppe Brugnoli Maurizio Marino Giuseppe Nicolò Ezio Rivella Pieralvise di Serego Alighieri Marco Vigevani Revisore / Accountant Giovanni Aspes

MEMBRI DELLE COMMISSIONI SELEZIONATRICI DEL PREMIO MASI MASI PRIZE COMMITTEE

Piero Antinori Fernando Bandini Gabriella Belli Ulderico Bernardi Isabella Bossi Fedrigotti Marzio Breda Giuseppe Brugnoli Federico Castellucci Ilvo Diamanti Antonio Di Lorenzo Massimo Ferro Angelo Gaja Stefano Lorenzetto Piergaetano Marchetti Jens Priewe Pilade Riello Ezio Rivella Pieralvise di Serego Alighieri Roberto Stringa Marco Vigevani Demetrio Volcic Stefano Zecchi Alvise Zorzi


ALBO D’ONORE DEL PREMIO MASI MASI PRIZE ROLL OF HONOUR 1981 Civiltà Veneta ELIO BARTOLINI BIAGIO MARIN GIULIO NASCIMBENI ALVISE ZORZI

1982 Civiltà Veneta I SOLISTI VENETI UTO UGHI

1983 Civiltà Veneta CASA MARZOTTO BRUNO VISENTINI

1984 Civiltà Veneta ANTONIO CIBOTTO GIANFRANCO DE BOSIO ANNA PROCLEMER

1986 Civiltà Veneta CASA BENETTON OTTAVIO MISSONI LUCIANO VISTOSI

1987 Civiltà del Vino ANGELO BETTI

1988 Civiltà Veneta GAETANO COZZI GIANCARLO LIGABUE PILADE RIELLO FULVIO TOMIZZA

1989 Civiltà del Vino EMILE PEYNAUD

1990 Civiltà Veneta CLAUDIO MAGRIS ZORAN MUŠIC HUGO PRATT

1991 Civiltà del Vino ZELMA LONG

1992 Civiltà Veneta FERNANDO BANDINI GIUSEPPE GOZZETTI DEMETRIO VOLCIC

Civiltà del Vino

Civiltà del Vino

Civiltà del Vino

NORIS SILIPRANDI

NICOLÒ INCISA DELLA ROCCHETTA

GEORGE SANDEMAN [WINE IN MODERATION]

1996 Civiltà Veneta IVANO BEGGIO DON ANTONIO MAZZI PIERRE ROSENBERG

Civiltà del Vino PHILIPPINE DE ROTHSCHILD

1997 Civiltà Veneta ENZO BETTIZA PIERRE CARDIN FEDERICO FAGGIN

1998 Civiltà Veneta CARLO GUARIENTI PAOLA MALANOTTE LUIGI MENEGHELLO

Civiltà del Vino EZIO RIVELLA

1999 Civiltà Veneta TULLIO KEZICH CLETO MUNARI GIORGIO ZANOTTO

Civiltà del Vino MONDAVI & FRESCOBALDI [LUCE JOINT VENTURE]

2000 Civiltà Veneta FONDAZIONE GIORGIO CINI TOMMASO PADOASCHIOPPA MARCO PAOLINI GIUSEPPE SINOPOLI

Civiltà del Vino SIRIO MACCIONI

2001 Civiltà Veneta MARIO RIGONI STERN RENZO ROSSETTI WOLFGANG WOLTERS ANDREA ZANZOTTO

1993 Civiltà del Vino HUGH JOHNSON

Civiltà del Vino FRATELLI TORRES

1994 Civiltà Veneta PIER GIUSEPPE CEVESE RENATO OLIVIERI ERMANNO OLMI APOLLINARE VERONESI

1995 Civiltà Veneta ISABELLA BOSSI FEDRIGOTTI CECILIA DANIELI PAUL GIROLAMI LUCIA VALENTINI TERRANI GIUSEPPE ZIGAINA

2002 Civiltà Veneta SILVIO BERTOLDI ILVO DIAMANTI FULVIO ROITER SUSANNA TAMARO

Grosso d’Oro Veneziano MILAN KUCAN

2004 Civiltà Veneta FERRUCCIO DE BORTOLI NADIA SANTINI ETTORE SOTTSASS

Civiltà del Vino ANDREA MUCCIOLI E LA COMUNITÀ DI SAN PATRIGNANO

2005 Civiltà Veneta GUIDO BERTOLASO GILLO DORFLES FRANCESCO MACEDONIO ALESSANDRO MAZZUCCO

Civiltà del Vino FEDERICO CASTELLUCCI

DIANA BRACCO DE SILVA MARIO BRUNELLO FRANCESCO TULLIO-ALTAN

Civiltà del Vino SERGI DI NEKRESI

Grosso d’Oro Veneziano PETER ESTERHAZY

2011 Civiltà Veneta GIUSEPPE BATTISTON ARRIGO CIPRIANI MASSIMO MARCHIORI

Grosso d’Oro Veneziano

Civiltà del Vino JACQUES ORHON

2006 Civiltà Veneta PINO CASTAGNA FONDAZIONE CARIVERONA MARSILIO EDITORI

Civiltà del Vino ANTONIO CARLUCCIO

Grosso d’Oro Veneziano ALVISE ZORZI

2007 Civiltà Veneta ANTONIA ARSLAN GIANNI BERENGO GARDIN MILO MANARA

Civiltà del Vino PETER HAYES

Grosso d’Oro Veneziano HANS-DIETRICH GENSCHER

2008 Civiltà Veneta BEPI DE MARZI LIONELLO PUPPI GIOVANNI MARIA VIAN

Grosso d’Oro Veneziano MONS. LUIGI MAZZUCATO

2012 Civiltà Veneta ANDREA BATTISTONI GIOVANNI RADOSSI GIAN ANTONIO STELLA

Civiltà del Vino LYNNE SHERRIFF [MASTERS OF WINE]

Grosso d’Oro Veneziano KUKI GALLMANN

2013 Civiltà Veneta GIOVANNI BONOTTO GIACOMO RIZZOLATTI SERGIO ROMANO

Civiltà del Vino GIANLUCA BISOL MICHEL THOULOUZE FLAVIO FRANCESCHET

Grosso d’Oro Veneziano MARJANE SATRAPI

Civiltà del Vino DONALD ZIRALDO

Grosso d’Oro Veneziano

FAMIGLIA KRUG

SANJIT BUNKER ROY

GABRIELLA BELLI NOVELLO FINOTTI CESARE MONTECUCCO

2010 Civiltà Veneta

VARTAN OSKANIAN

Civiltà del Vino 2003 Civiltà Veneta

Grosso d’Oro Veneziano LUIGI LUCA CAVALLI-SFORZA

2009 Civiltà Veneta LINO DAINESE CARLO MAZZACURATI PAOLO RUMIZ


L’etichetta staccabile che svela l’opera di Ernst Billgren per Costasera Amarone 1998. The detachable label that covers Ernst Billgren’s design for Costasera Amarone 1998.

Villa Serego Alighieri in Valpolicella 37015 Gargagnago - Verona - Telefono +39 045 6832511 www.fondazionemasi.com · www.premiomasi.com · www.premiomasi.it

Le Venezie, Cultura e Territorio - Dicembre 2013  

Dal 2005 la Fondazione Masi pubblica il suo periodico bilingue italiano e inglese. E' l’house-organ della Fondazione: ne descrive la vita e...

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