ANNO XI N. 39 Poste Italiane SPA - Sped. Abb. Postale DL 353/2003 (conv. INL. 27/02/2004, nª 46) ART.1 comma 1 DCB ROMA
P E R I O D I C O
D E L L A
F A I T A
F E D E R C A M P I N G
TREND SULL’ECONOMIA DEL TURISMO
2017
AMBIENTE, SFIDA E OPPORTUNITÀ PER IL TURISMO ACCORDO FAITA SINDACATI SULL’APPRENDISTATO UN DECALOGO PER SOPRAVVIVERE ALLE RECENSIONI
ANNO XI N. 39
:EDITORIALE
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i auguriamo che la stagione 2017 segni il percorso di una ripresa costante e stabile dell’intero settore turistico. Per l’open air è stata una buona annata con incrementi medi considerevoli e soprattutto con una stagione che in molte strutture si è protratta fino ad ottobre inoltrato. E’ superfluo ma doveroso rimarcare che questo andamento non è stato omogeneo e in molte aree il numero degli ospiti non è cresciuto. Purtroppo sembra che si vada verso una cronicizzazione dei trend; in pratica assistiamo ad una sclerotizzazione dei flussi. Si accentua il declino delle aree in depressione mentre aumenta lo sviluppo delle aree in crescita. L’incubo peggiore per chiunque ambisca ad un miglioramento di sistema si solidifica di anno in anno con un gap che anziché restringersi si divarica. Perché accade? E perché sembra ineluttabile che accada? Volendo rispondere a spanne, forse per affrontare in modo serio il problema si potrebbe dire che chi è lontano dal centro Europa declina; chi dispone di minori ed insufficienti servizi declina, chi ha meno infrastrutture declina. E’ una verità tanto scomoda quanto inaccettabile, specie per un imprenditore. I mezzi di trasporto low cost e l’alta velocità hanno azzerato le distanze che solo vent’anni fa sembravano incolmabili. Se si introducono nelle aziende servizi adeguati e di elevata qualità anche il secondo step diventa superabile. Quanto alle infrastrutture, l’ospite ne percepisce l’assenza o il malfunzionamento solo se deve utilizzarle, quindi se lo si assiste più del normale in house, si riduce il rischio di un confronto deludente con un contesto esterno arretrato o assente. Tutto facile a dirsi ma per farle queste cose bisogna che le imprese si integrino tra loro nel territorio; amplifichino i punti di forza ivi presenti; suppliscano alle carenze locali con ogni strumento in loro possesso. Nella consapevolezza che a farci invecchiare e declinare non è mai il tempo che passa, quanto la mancanza di entusiasmo e di iniziativa nelle cose che si fanno quotidianamente. Immettiamo nuove idee nel nostro lavoro. Facciamolo lasciando spazio alle nuove leve imprenditoriali e professionali oppure aggiornando i nostri modelli comportamentali. Raccogliamo le sfide ed invertiamo le tendenze senza aspettare che qualcuno faccia per noi quello che da imprenditori abbiamo l’obbligo di fare da soli: costruire il nostro successo.
:SOMMARIO 5
PIANI DI CLODIA, DOVE IL LUSSO E’ FORMATO FAMIGLIA a cura di Pietro Licciardi
11 SIPAC, L’OPEN AIR DA NON PERDERE a cura di Filippo Gentile
14 AMBIENTE, SFIDA E OPPORTUNITÀ PER IL TURISMO 25 TREND E STATISTICHE SULL’ECONOMIA DEL TURISMO 2017 33 PRESENTATO IL PRIMO PIANO DELLA MOBILITA’ TURISTICA a cura di Daniela Badea
36 ACCORDO FAITA SINDACATI SULL’APPRENDISTATO 38 STRUTTURE TURISTICHE, STANZIATI 12 MILIONI IN VENETO 40 TRAVELEXPO, LABORATORIO TURISTICO DELLA SICILIA
43 NUOVI ADEMPIMENTI FISCALI IN VISTA di Pietro Licciardi
FAITA FEDERCAMPING Via Cola di Rienzo, 285 - 00193 Roma tel. 06 32111043 - fax 06 3200830 | www. faita.it
Autorizzazione del Tribunale di Roma n. 363/2006 del 29/09/2006
Direttore responsabile: Salvatore Vingiani | Redazione: Nicolcarlo Genovese, Pietro Licciardi, Andrea Spezzigu |Produzione e pubblicità: 2Kind s.r.l. Via Arnaldo Cantani, 14 - 00166 Roma Tel. 335 5774176 filippogentile@2kind.it | Progetto grafico: Emilio Procopio e.procopio@format-roma.it Impaginazione: Format Roma S.r.l. www.formatroma.it Stampa: Tipografia CSR - Roma Finito di stampare Novembre 2017
46 UN DECALOGO PER SOPRAVVIVERE ALLE RECENSIONI di Dario Lambarelli
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CAMPING MANAGEMENT :PAROLE ATTORNO AL FUOCO
PIANI DI CLODIA, DOVE IL LUSSO È FORMATO FAMIGLIA a cura di Pietro Licciardi
SULLA SPONDA DEL GARDA UN PARCO VACANZE CHE DA SEMPRE OPERA AI VERTICI DELLA CATEGORIA
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l nostro ormai consueto peregrinare tra i campeggi e i villaggi aderenti alla Faita ci porta ancora una volta sul Lago di Garda, area ad alta concentrazione di strutture dedicate al turismo all’aria aperta. In particolare a Lazise, dove sorge Piani di Clodia, che possiamo definire un luxury village; da sempre considerato al top della qualità e che recentemente ha conquistato la sua quinta stella. Anche qui i servizi ci sono proprio tutti, come ormai nella maggior parte dei campeggi di buon livello, ma alcuni sono veramente sorprendenti. Le piscine, ad esempio, che qui sono ben sette, di cui due aperte in bassa stagione,
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COME NELLA MAGGIOR PARTE DEI CAMPEGGI DI BUON LIVELLO I SERVIZI CI SONO TUTTI
MA ALCUNI SONO VERAMENTE SORPRENDENTI,
COME LE PISCINE CHE SONO BEN SETTE dotate di otto scivoli “adrenalina”, sei scivoli per bambini, tre aree per idromassaggio. Ci sono anche due fiumi lenti e una zona dedicata al nuoto vero e proprio, il tutto forma
due distinti parchi acquatici, dove anche in pieno Agosto è veramente difficile sperimentare quella fastidiosa ressa stile Rimini che rischia di rovinare il soggiorno. Anche la ristorazione non è da meno, con i due ristoranti pricipali “Catullo” e “Marco Aurelio” dove assaporare piatti della migliore tradizione gastronomica italiana preparati da qualificati chef e la pizzeria la “Terrazza” dove si può gustare un’ottima pizza affacciati sul teatro, dove si esibiscono ogni sera professionisti del palcoscenico e lo staff di animazione che accompagna gli ospiti durante tutta la giornata nelle numerose attività ludiche, spor-
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CAMPING MANAGEMENT :PAROLE ATTORNO AL FUOCO
tive e ricreative. E per finire i bar a bordo piscina e la gastronomia take away. Completa l’offerta verso gli ospiti più esigenti il nuovo villaggio Borgo Dei Colli, in cui gli appartamenti sono stati realizzati in classe A e attrezzati con pannelli solari che li rendono autonomi dal punto di vista energetico. Il Borgo ricrea il calore ed il fascino degli antichi paesi italiani, ma con le più moderne soluzioni per una vacanza di comfort e completo benessere. Molti appartamenti tra l’altro hanno una loro vasca idromassaggio jacuzzi. Ma vero vanto di Piani di Clodia è il nuovo relais che pur facendo parte del parco vacanze sorge in un’area più tranquilla e appartata con alcuni servizi, come la mini spa dotata di bagno turco, sauna, docce sensoriali ed una laguna riscaldata, riservati. Questa oasi di pace, lusso e relax è “Villa Clodia”, che offre dieci appartamenti realizzati con materiali ecologici e arredi di ottima qualità e design. Potrebbe sembrare una scelta imprenditoriale in contrasto con la filosofia open air tipica di un camping ma la struttura è circondata da alberi e splendidi giardini molto curati mentre la piscina è incorniciata da riproduzioni di rocce e sabbia, l’acqua è riscaldata e alo-free, ovvero trattata senza uso di cloro e bromo ma con ossigeno, il che mantiene intatti i profumi della natura e non ha conseguenze sulle pelli più sensibili. Quest’anno il relais è stato aperto per la prima volta al pubblico e benché non sia stato possibile pubblicizzarlo con adeguato anticipo ha comunque registrato il tutto esaurito, con prenotazioni anche per la prossima stagione. L’ amministratore unico di Gestioni Benacensi S.p.a., la società proprietaria di Piani di Clodia è Massimo Ferro, erede di Luigi, che con gli altri soci Enrico Aldrighetti, Alberto Rigo e Mario Pellegrini fondò ventuno anni fa la società con la quale poi fu realizzato il primo nucleo di Piani di Clodia, su un terreno tra Lazise e Peschiera adagiato sulla sponda orientale del lago. «Terreno che», ricorda Ferro, «è stato poi ampliato con l’acquisto una decina di anni fa di un altro ap-
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pezzamento. Ogni anno infatti noi investiamo cifre significative per mantenere la struttura su livelli elevati di qualità e praticamente fin dagli inizi Piani Clodia ha avuto ottime recensioni sulla maggior parte delle guide europee del settore. Solo negli ultimi anni sono stati investiti in migliorie e ristrutturazioni ben 30 milioni di euro, uno sforzo evidentemente enorme e non alla portata di tutti ma, secondo l’amministratore unico neces-
sario per restare e crescere sul mercato: «Ormai i tempi ruggenti del campeggio sono tramontati: dalla semplice tenda si è passati alla roulotte e al camper, poi sono arrivati i bungalow e le case mobili. Se anche c’è un ritorno alla tenda non si tratta più di ricoveri in tela cerata ma di pluriaccessoriate case dotate di ogni confort. Ciò che i clienti chiedono è la qualità e per questo occorre costantemente investire e rinnovare, perché non c’è
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«OGNI ANNO NOI INVESTIAMO CIFRE SIGNIFICATIVE PER MANTENERE LA STRUTTURA SU LIVELLI ELEVATI DI QUALITÀ E PRATICAMENTE FIN DAGLI INIZI PIANI DI CLODIA HA AVUTO OTTIME RECENSIONI
SULLA MAGGIOR PARTE DELLE GUIDE EUROPEE AI CAMPING».
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«IL CONTATTO CON LA NATURA È ANCORA L’“ANIMA” DI QUESTO TIPO DI VACANZA; PERCIÒ ANCHE NOI METTIAMO LA MASSIMA CURA NELL’USO
DI MATERIALI ECOLOGICI ED ECOCOMPATIBILI, NELLA MANUTENZIONE DEGLI SPAZI VERDI E IN TUTTE QUELLE ATTIVITÀ ALL’ARIA
APERTA CARATTERISTICHE PER QUESTO TIPO DI VACANZA; COMPRESI I NOSTRI DUE PARCHI ACQUATICI ». niente di peggio che presentarsi ai propri ospiti con la medesima struttura e servizi di decenni fa». Ma così facendo non si rischia di snaturare l’open air, rendendolo simile alla classica vacanza in Hotel? «Il turismo all’aria aperta è cambiato», risponde Massimo Ferro, «e anche qui si cerca il confort e la qualità a tutto campo: nel modo di alloggiare, di rilassarsi, di mangiare… Ciò non toglie che il contatto con la natura sia ancora l’”anima” di questo tipo di vacanza; perciò anche noi mettiamo la massima cura nell’uso di materiali ecologici ed ecocompatibili, nella manutenzione degli spazi verdi e in tutte quelle attività all’aria aperta caratteristiche per questo tipo di vacanza. Una strategia imprenditoriale che, sempre secondo il manager, dà i suoi frutti. Il Parco Vacanze infatti registra ogni anno circa 500 mila presenze, per lo più di stranieri – la clientela italiana è solo l’ 8% – provenienti per lo più da Germania, Austria, Olanda e Danimarca, seguono belgi, svizzeri e francesi.
Invece per caratterizzare la propria offerta, in un’area come il Garda, ad alta densità di strutture ricettive open air, Piani di Clodia ha puntato sulle famiglie e sui bambini per i quali «abbiamo una cura ed una attenzione quasi maniacale», come dice Ferro. Piani di Clodia per i suoi piccoli ospiti ha da poco aperto una zona tutta per loro: il nuovissimo parco giochi Fantasy Village che accompagna i più piccoli in un gioco che diventa una fiaba quotidiana, un minigolf di dodici “buche” tematizzato con tutti gli elementi tipici del lago di Garda e del territorio circostante, un miniclub climatizzato dove fare teatro, laboratori e ricreazione di ogni genere. Grande successo ha avuto anche Fun academy, un’antica dimora completamente ristrutturata ed ampliata su tre piani che comprendono un teatro interno ed esterno, sale polivalenti, sale laboratorio, area fitness, area gioco e scuola di cucina dove i giovani ospiti quest’anno hanno imparato a fare la pizza con l’esperta guida degli chef dei ristoranti di questa
imponente struttura ricettiva open air. Anche a Massimo Ferro chiediamo quale pensa possa essere il futuro del turismo all’aria aperta nella zona del Garda. Secondo lui, nonostante quest’anno tutto il comparto abbia beneficiato della particolare congiuntura internazionale: l’instabilità dell’area nord africana e il pericolo di attentati nelle città europee, noi tutti non possiamo fare a meno di avere la massima cura per il turismo e ogni sforzo deve essere fatto per far crescere in tal senso il nostro Paese. Per quanto riguarda in particolare l’open air sul Lago di Garda questo non può che continuare a puntare sulla qualità delle strutture e dei servizi per mantenere la propria competitività, ma da questo punto di vista gli imprenditori del settore hanno raggiunto livelli ragguardevoli. Lo sforzo da fare, secondo Ferro, è cercare adesso di allungare la stagione, puntando sui centri benessere, le attività e i corsi per gli ospiti, la copertura delle piscine… Certo occorrerebbe un aiuto anche da parte della politica;
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CAMPING MANAGEMENT :PAROLE ATTORNO AL FUOCO
sia nazionale, la quale dovrebbe cominciare a considerare il turismo una risorsa nei fatti e non solo con le parole, che locale, la quale dovrebbe tutelare di più chi opera nella legalità e scoraggiare quelle forme di ricettività border line che fanno concorrenza sleale. Magari sarebbe anche opportuno cominciare ad investire risorse, come la tassa di soggiorno, per la tutela e la conservazione del patrimonio culturale finendola di buttare tutto nel calderone del deficit e dello spreco. «La tassa di soggiorno» precisa tra l’altro Massimo Ferro, «può essere sopportata dal turismo soltanto se serve a migliorare ciò che va a beneficio del comparto, altrimenti diventa un balzello dannoso che non fa altro che aumentare i costi per il turista, che potrebbe scegliere di trascorrere altrove la sua vacanza. Al contrario chi viene in Italia sa di visitare uno dei Paesi più belli e ricchi d’arte del mondo e se ha la certezza che il suo contributo serve a tutelare questo immenso patrimonio può accettarlo di buon grado».Ma per avere
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una buona qualità non basta disporre di strutture aggiornate e ben curate, occorre anche e soprattutto un personale all’altezza, competente e capace di un ottimo rapporto con i clienti. A Piani di Clodia lavorano circa 250 persone, di cui 14 con contratto a tempo indeterminato ma secondo Massimo Ferro, proprio il personale «rischia di diventare una criticità. Facciamo infatti sempre più fatica a trovare figure professionali idonee e disposte a lavorare nel turismo. Il tipo di qualifica richiesto è alto, ad esempio chi non sa parlare almeno due lingue non lo prendiamo neppure in considerazione, Purtroppo la scuola sembra essere sempre meno in grado di sfornare giovani preparati. Qui in Veneto poi abbiamo una ulteriore difficoltà, quasi paradossale. Come ogni imprenditore e addetto sa bene, lavorare nel turismo comporta dei sacrifici, specialmente in alta stagione, quando non possono esserci sabati e domeniche libere e gli orari di lavoro per forza di cose si allungano; così molti
giovani preferiscono lavorare in altri settori, che qui fortunatamente continuano a fornire occasioni di impiego. Insomma soffriamo una carenza di lavoratori perché c’è “troppa” offerta. Eppure possiamo garantire contratti stagionali abbastanza lunghi e provvediamo anche a far frequentare ai nostri dipendenti corsi di aggiornamento e professionalizzanti». Sembra esserci pure un problema di mancato incrocio tra domanda di lavoratori e offerta formativa, dal momento che mancano ad esempio giardinieri, manutentori, falegnami, pittori, i quali sul Garda potrebbero lavorare tutto l’anno. Diventa quindi inevitabile l’assunzione di stranieri nonostante molti giovani, specialmente del Sud, siano alla ricerca quasi disperata di un impiego. Altra criticità per il turismo e anche per il turismo all’aria aperta, sempre secondo Massimo Ferro, è l’eccessivo individualismo degli imprenditori, i quali hanno scarsa propensione a collaborare per una crescita complessiva
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UNA CRITICITÀ PER IL TURISMO E ANCHE PER IL TURISMO ALL’ARIA APERTA È L’ECCESSIVO INDIVIDUALISMO DEGLI IMPRENDITORI, I QUALI HANNO SCARSA PROPENSIONE A
COLLABORARE PER UNA CRESCITA COMPLESSIVA DEL SETTORE. del settore. «La nostra è una grossa azienda e siamo in grado di fare da soli: abbiamo i nostri professionisti e consulenti per le questioni fiscali e amministrative, gestiamo i ristoranti, i bar e il minimarket in proprio, senza subappalti, ma per i piccoli e medi
campeggi, specialmente quelli a gestione familiare, associarsi significherebbe poter condividere servizi all’impresa o realizzare economie di scala che migliorerebbero certamente la competitività delle singole imprese e dell’intero comparto». L’unico settore
in cui, almeno in parte, l’unione fa la forza sembra essere quello della promozione turistica, che per quanto riguarda il comprensorio del Garda è ben coordinata e capace di assicurare flussi costanti di vacanzieri. Tirando le somme possiamo dire che un’azienda ben strutturata e capace di sostenere importanti investimenti oggi riesce ancora non solo a reggere bene su un mercato pur competitivo come quello del turismo all’aria aperta ma anche espandersi, contando su una congiuntura favorevole e sulle bellezze di un Paese unico al mondo. Resta da vedere fino a quando ciò sarà ancora possibile, con una politica italica miope, sempre più autoreferenziale e sempre meno orientata al bene comune, che al di là delle buone intenzioni non riesce a valorizzare più di tanto il potenziale turistico dell’Italia e con un sistema legislativo, fiscale e burocratico che ha ormai assunto la fisionomia tipica di una economia socialista di sovietica memoria. I
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CAMPING MANAGEMENT :PIANETA TURISMO
SIPAC, L’OPEN AIR DA NON PERDERE a cura di Filippo Gentile
A PADOVA A NOVEMBRE IL CONSUETO APPUNTAMENTO PATROCINATO DA FAITA
IL SIPAC È UNA OCCASIONE UNICA CHE SI OFFRE AI PROPRIETARI E AI GESTORI DI CAMPEGGI PER TENERSI AGGIORNATI SULLE NOVITÀ DI
UN MERCATO CHE NON CESSA DI CRESCERE E RINNOVARSI.
P
rosegue il successo del Sipac, il salone internazionale e professionale di attrezzature per campeggio e outdoor che ancora una volta si svolgerà presso la Fiera di Padova il 22 e 23 Novembre. Arrivata alla sua XVII edizione la manifestazione, che ha come partner e patrocinante la FAITA FederCamping, è ormai un punto di riferimento per chi opera nel turismo all’aria aperta. Anche quest’anno vi sarà una novità; ai visitatori sarà data l’opportunità di parlare direttamente, su appuntamento, con degli esperti, scelti per rispondere a chiarimenti e quesiti rivolti dai proprietari e dai gestori di campeggi e
villaggi riguardanti alcuni importanti temi riguardanti le professioni del turismo all’aria aperta. In particolare saranno affrontate le questioni legali riguardanti la gestione dell’azienda, la sicurezza, la tutela e conservazione del paesaggio, fondamentale per questa tipologia turistica. A conferma del fatto che il Sipac è il principale appuntamento professionale per le strutture turistico ricettive all’aria aperta, il costante interesse di aziende straniere, francesi in particolare, che ogni anno vengono sul salone ad esporre i loro prodotti. Tra l’altro gli organizzatori del salone padovano sono anche gli stessi che
allestiscono il Sett di Montpellier, la più grande manifestazione d’Europa per questo settore, e proprio loro assicurano che nonostante il Sipac sia ancora relativamente giovane ha tutte le carte per crescere ancora, diventando anch’esso un riferimento internazionale. In ogni caso il salone padovano è una occasione unica che si offre ai proprietari e ai gestori di campeggi per tenersi aggiornati sulle novità di un mercato che non cessa di crescere e rinnovarsi. Ad ogni edizione infatti vi sono aziende grandi e piccole che presentano al Sipac prodotti e idee, anche originali, realizzate appositamente per l’open air. Da non dimenticare poi il contributo della FAITA, che proprio a Padova tiene la sua conferenza nazionale, portando numerosi esperti ed affrontando temi di estrema attualità. In definitiva è possibile affermare che il Sipac sta contribuendo con la FAITA a consolidare l’immagine e la consapevolezza di un settore economico e professionale che negli ultimi anni è cresciuto più di altri nel panorama turistico nazionale. All’esploit ha senz’altro contribuito l’affermarsi del Glamping, un nuovo modo di vivere la vacanza all’aria aperta, che proprio il Sipac ha visto dapprima proporsi con alcuni prodotti per poi diventare una vera e propria “filosofia”, capace di influenzare l’evoluzione delle strutture abitative mobili. Altro significativo progresso tecnologico a cui è stato possibile assistere nelle passate edizioni è senz’altro quello dei sistemi di prenotazione e dei software gestionali. E infatti al SIPAC partecipano ormai almeno sette o otto aziende molto importanti in questo campo. I
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CAMPING MANAGEMENT :PIANETA TURISMO
22 e 23 novembre dalle ore 10.00 alle ore 18.00 BUY CAMPING: incontri diretti B2B, tra domanda ed offerta, realizzati attraverso una Piattaforma Telematica di matching. www.buyccamping.eu
10.00 10 00 10.30 11.00 14.30
Apertura della VII edizione d Apertur del SIPAC Visita Stand espositivi Cocktail di benvenuto press so Area Faita FederCamping Convegno - FULL GREEN H HOLIDAY: la riconversione al total green dell’offerta open air C Coordinamento l i – Giorn i alista i ta de d ““IIIll Sole S l 24 Ore” O ” di t Ma M rzio i Bartoloni I Interventi Introduzione Maurizio Vianello – Pre esidente Nazionale Faita-FederCamping Il ruolo e le misure del tu urismo open air nel PST 2017-2022 Francesco Palumbo - Direttore D Generale Tu urismo MIBACT Le prospettive della dom manda di turismo ed ambiente dente Comitato Turismo dell’OCSE Armando Peres - Presid Sostenibilità ambientale e ed adeguamento dell’offerta Ma ag gda Antonioli - Univ versità Bocconi n air Le opportunità di collega amento e conoscenza del territorio dell’offerta open Giovanni Lolli - VicePre esidente Regione Abruzzo Coordiinatore assessori regionali al turismo Conclusione dei lavori Maurizio Vianello
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10 00 10.00
ve all’aria aperta La C Convenzione FAIT TA A-S SCF: i diritti connessi nelle aziende turistico ricettiv Mariano Fiorito - SCF
10.20
I 7 errori capitali della ge estione dei social network e come evitarli Cristian Cap pizzi - Darrio Lambarelli - CREATIWEB & KOOBCAMP
10.40
Nuove tendenze per il tu urismo en plein air: dal glamping alle digital pr Antonio Maz zzucchelli e Elisabetta a Croce - GOLDEN CAMPING
11.00
mpione p e: “Le persone di solito usano le statistiche come f a un ubriaco con un lam più per sostegno che pe er illuminaz zione” - Af orism o a di Andrew Lang L’analisi Statistica: pattrimonio Aziendale Gaetano Petruzziello - OUTDOOR TOURISM & MANAGEMENT
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CAMPING MANAGEMENT :PIANETA TURISMO
AMBIENTE, SFIDA E OPPORTUNITÀ PER IL TURISMO IL PRIMO REPORT DELL’ISPRA PER FAR EMERGERE IL LEGAME TRA TURISMO E AMBIENTE
L’
Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) ha realizzato un report in concomitanza dell’Anno internazionale del turismo sostenibile (2017) col quale contribuire a far emergere i principali legami tra il turismo e l’ambiente, ponendo in rilievo la sostenibilità, spesso scarsamente monitorata in ambito turistico, nell’intento di fornire ai decisori politici e ai gestori delle destinazioni turistiche degli spunti di riflessioni per la loro governance turistica. Il rapporto è basato su una lettura integrata degli indicatori dell’Annuario dei dati ambientali di Ispra, legati più o meno
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L’ITALIA, CON OLTRE 113 MILIONI DI ARRIVI E CIRCA 393 MILIONI DI PRESENZE, NEL 2015, È TRA I PAESI EUROPEI PIÙ VISITATI CON GRAVI RIPERCUSSIONI AMBIENTALI. direttamente al turismo, che in prevalenza scaturiscono dall’attività statistica prevista nel progetto Ispra “Indicatori nazionali su “Turismo e ambiente” presente nel Programma statistico nazionale dal 2016. Secondo il rapporto l’Europa continua a essere la prima destinazione turistica al mondo, nonché la principale fonte
di turisti in tutto il mondo, contribuendo con circa la metà degli arrivi internazionali. L’Italia, con oltre 113 milioni di arrivi e circa 393 milioni di presenze, nel 2015, è tra i Paesi europei più visitati con gravi ripercussioni ambientali. Le infrastrutture turistiche e ricreative, le modalità di trasporto, in particolare quelle stradali e aeree, l’energia, l’alimentazione e l’approvvigionamento idrico legati ai diversi tipi di attività turistiche influiscono direttamente e indirettamente sulla qualità del beni ambientali, sullo status delle risorse naturali e sulla qualità della vita dei cittadini, soprattutto per le mete maggiormente visitate, quali città d’arte, isole, coste o regioni montane. In Europa non esiste una specifica legislazione in materia di “turismo e ambiente”, poiché, il turismo non è considerato come un settore a sé, ma composto da sottosettori (infrastrutture, ristorazione, trasporto, ecc.), in cui gli aspetti ambientali e le sfide della sostenibilità sono frammentati e dispersi nelle varie politiche settoriali e nell’intero corpus della legislazione comunitaria. A livello nazionale, sul fronte legislativo, è fondamentale il recentissimo Piano strategico del turismo (20172022) elaborato dal Comitato permanente del turismo, con il coordinamento del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (Mibact), strumento che darà piena operatività all’indirizzo strategico di dotare di una visione unitaria l’Italia del turismo e della cultura. Il concetto di sostenibilità, non solo ambientale, ma in tutte le sue diverse accezioni, rappresenta uno dei tre principi trasversali sui quali è stato disegnato l’intero sistema delle strategie, degli
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PER MONITORARE IL CARICO DEL TURISMO SUL TERRITORIO, IN PARTICOLARE I FATTORI RESPONSABILI DELLE PRESSIONI E DEGLI IMPATTI ESERCITATI SULL’AMBIENTE, SI CONSIDERA IL RAPPORTO “NUMERO DEGLI ARRIVI PER POPOLAZIONE RESIDENTE”, INDICE DEL PESO DEL TURISMO SULLA REGIONE, E IL RAPPORTO “PRESENZE PER POPOLAZIONE RESIDENTE”, CHE OFFRE L’IDEA DELLO SFORZO SOPPORTATO DAL TERRITORIO E DALLE SUE STRUTTURE. obiettivi e degli interventi del Piano che, in sintesi, intende rilanciare la leadership dell’Italia sul mercato turistico, accrescendo il contributo del turismo al benessere economico, sociale e sostenibile del proprio territorio.
IL TURISMO IN ITALIA E NEL MONDO Secondo l’Organizzazione mondiale del turismo delle Nazioni Unite (Unwto), il turismo è un fenomeno sociale, culturale ed economico che comporta il movimento delle persone a paesi o luoghi al di fuori del loro ambiente abituale per il tempo libero, per affari o per altri scopi. Infatti, rappresenta il più grande movimento di persone in tutto il mondo e, in quanto tale, il turismo ha implicazioni sull’economia, sull’ambiente naturale e artificiale, sulla popolazione locale e sui turisti stessi. A livello internazionale, nel
2015 si registrano 1.186 milioni di arrivi, secondo i dati Unwto, con un aumento del 4,6% rispetto al 2014, il che significa oltre 50 milioni di viaggiatori in più nel mondo. Per la combinazione di attrattiva naturale e culturale, accompagnata da una lunga tradizione di ospitalità, l’Europa è la prima destinazione turistica del mondo, con il 51% degli arrivi totali di turismo internazionale nel 2015, pari a 608 milioni di arrivi, con Francia, Spagna, Italia, Turchia, Germania e Regno Unito tra i primi dieci paesi. Nel 2015, in Italia, il flusso dei clienti, nel complesso degli esercizi ricettivi, aumenta, sia per gli arrivi sia per le presenze, rispettivamente del 6,4% e 4%. Questo andamento è riscontrabile su quasi tutto in territorio nazionale, con un picco di arrivi in Basilicata (+16,3%) e di presenze in Molise (+17,3%). Fanno eccezione la Sicilia e l’Abruzzo. Le infrastrutture turistiche a livello
nazionale, nel 2015, presentano una crescita del 5,9% rispetto all’anno precedente, dovuta prevalentemente ai B&B, tipologia di struttura ricettiva con i tassi di crescita annuali più elevati (6,4% rispetto al 2014). Per la maggior parte delle regioni, i mesi estivi (luglio e agosto) sono quelli in cui i valori dell’indice superano il 50%, mentre in quelli invernali tra le regioni alpine primeggiano il Trentino-Alto Adige e la Valle d’Aosta. In particolare, il Trentino-Alto Adige presenta l’indice di utilizzazione netta maggiore del 50% per ben otto mesi su dodici. Negli ultimi decenni il turismo europeo è cambiato notevolmente in termini di stagionalità, frequenze, destinazioni, interessi e demografia. Oltre ai flussi del turismo di massa che, di solito, si verificano nei periodi di punta e comportano aumenti di richieste idriche, di energia e di cibo, oltre a sprechi, emissioni
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CAMPING MANAGEMENT :PIANETA TURISMO
nel settore dei trasporti e degrado della biodiversità, si aggiunge la nuova tendenza del “fuori stagione”, anche nelle città maggiormente visitate. Nel 2015, i residenti dell’UE-28 hanno compiuto 1.158 milioni di viaggi (per scopi personali o professionali) per un totale di 5,8 miliardi di pernottamenti. Più della metà di questi viaggi (58,2%) ha come principale scopo vacanze, tempo libero e ricreazione, e il 29,9% la visita a parenti e amici. Il maggior numero di viaggi è stato effettuato dai residenti della Germania (247,9 milioni di viaggi) e della Francia (199,1 milioni di viaggi). Il 58,5% dei viaggi dei residenti dell’UE sono stati brevi, per un massimo di tre pernottamenti. Nel 2015, in Italia, le località marine restano le destinazioni preferite dai residenti (36,1%), mentre gli stranieri prediligono le città d’arte (33,9%).
LE PRESSIONI GENERATE DAL TURISMO
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IL TURISMO CONTRIBUISCE IN MANIERA Per monitorare il carico del turismo PREPONDERANTE sul territorio, in particolare i fattori responsabili delle pressioni e degli impatti esercitati sull’ambiente, si considera il rapporto “numero degli arrivi per popolazione residente”, indice del peso del turismo sulla regione, e il rapporto “presenze per popolazione residente”, che offre l’idea dello sforzo sopportato dal territorio e dalle sue strutture. Inoltre, tramite il numero di posti letto per 1.000 abitanti è possibile quantificare la capacità ricettiva di una regione. I flussi turistici sono, in sostanza, un ampliamento provvisorio della popolazione, con tutti i problemi connessi quando si supera la capacità di un sistema calibrato sul carico dei residenti. L’eccessivo aumento della popolazione comporta un degrado della qualità della vita, incidendo sulla viabilità, sicurezza, trasporti, depurazione, smaltimento rifiuti, ecc. Questa situazione è riscontrabile soprattutto in alcune regioni italiane, come Trentino-Alto Adige e Valle d’Aosta, dove si registrano valori dei rapporti “arrivi/ abitanti” (9,7 e 8,6) e “presenze/abitanti” (43 e 25,4) notevolmente superiori
ALL’AUMENTO DEL TRAFFICO AEREO,
GRAZIE ANCHE ALLA CRESCITA DELLE COMPAGNIE LOW-COST. a quelli nazionali (1,9 e 6,5 rispettivamente per arrivi e presenze). Le pressioni, associate alla sistemazione turistica, possono essere valutate in termini di permanenza media: valori superiori alla media nazionale (3,5) si hanno in 11 regioni, in particolare Calabria (5,5), Marche (5,2), Sardegna (4,7), Trentino-Alto Adige (4,4) e Abruzzo (4,1). Per contro, regioni con una permanenza media bassa, indice di un turismo short break, presentano altre problematiche. Tuttavia, nonostante la tendenza positiva degli arrivi, saliti del 50% tra il 2001 e il 2015, associato anche al vincente connubio tra turismo e cultura, va segnalato un elemento che ha impatto negativo sull’economia turistica nazionale. L’Italia, infatti, pur restando uno dei Paesi più attrattivi, ha registrato un decremento della presenza
media dei turisti. I giorni di permanenza media sono infatti diminuiti, passando da 4,1 a 3,6 giorni, nello stesso arco temporale. Si stima che questo abbia comportato una riduzione della spesa procapite, con una perdita quantificabile in 38 miliardi di minori entrate valutarie. Per contrastare questa dinamica la stagionalità è un elemento importante da considerare, poiché la concentrazione delle presenze in certi periodi dell’anno può influire sulla sostenibilità, generando delle pressioni sia sulla comunità sia sulle risorse naturali. A livello globale, il turismo è fortemente dipendente dalle modalità di trasporto ad alta intensità energetica, quali gli aerei e le automobili. Ad oggi contribuisce per circa il 5% del totale globale delle emissioni di carbonio, tuttavia si prevede un raddoppio entro 25 anni (Unesco, Turismo del patrimonio mondiale e cambiamenti climatici, 2016). I mezzi di trasporto scelti, generalmente, sono legati al tipo di viaggio e alle distanze: per viaggi superiori ai 1.500 km è utilizzato principalmente il trasporto aereo, mentre per distanze più brevi sono coinvolte tutte le modalità, con la quota dei viaggi in aereo che si avvicina allo zero sotto 200 km di distanza
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di percorrenza. Nel 2015, nonostante l’aumento dei flussi turistici stranieri alle frontiere nazionali (+4,4%), i viaggi per vacanza degli italiani continuano a diminuire notevolmente (-6,6%). In Italia, la quasi totalità dei transiti (96,4%) avviene alle frontiere stradali e aeroportuali, in particolare, in quest’ultima si rileva una crescita notevole (+9,3%). Aumenti meno consistenti si hanno alle frontiere navali (+6,5%), ferroviarie (+2,4%) e stradali (+1,9%). I veicoli a motore sono il principale mezzo di trasporto utilizzato per compiere un viaggio sia per gli stranieri (61,8%) sia per gli italiani (60,6%). Per gli italiani, l’81% dei viaggi in generale è effettuato all’interno del territorio nazionale, scegliendo come mezzo di trasporto l’auto, soprattutto per le vacanze (71,9%). Relativamente al trasporto su rotaia, rappresenta quasi il 20% di tutti i viaggi turistici, ma è responsabile di una percentuale molto ridotta degli impatti ambientali. Il turismo contribuisce in maniera
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preponderante all’aumento del traffico aereo, grazie anche alla crescita delle compagnie low-cost. Dai recenti dati Istat, nel 2015, in Italia prosegue la crescita del traffico aereo in generale, con delle variazioni percentuali annuali rispetto all’anno precedente più nette per il traffico di passeggeri, che registra un +4,4%. Nel 2015 i passeggeri transitati negli aeroporti italiani sono stati complessivamente poco più di 157 milioni, il 43,7% dei quali nell’aeroporto di Roma Fiumicino, e nei due aeroporti milanesi (Malpensa e Linate). Tra il 2014 e il 2015 l’aumento dei passeggeri in arrivo e in partenza ha riguardato più della metà degli aeroporti italiani. A livello regionale, si vola di più in Lombardia, Lazio, Sicilia e Sardegna: le prime due regioni - che ospitano i principali snodi aeroportuali di Milano Malpensa, Milano Linate, Roma Fiumicino e Ciampino - presentano un alto numero di voli internazionali; a queste si aggiungono la Sicilia e la Sardegna con riferimento alla domanda di voli
nazionali. Dette regioni assorbono il 66,6% dei passeggeri in arrivo e in partenza a livello nazionale e il 78,8% dell’utenza a livello internazionale. A livello europeo, l’Italia è al quinto posto per quota di passeggeri trasportati (9,3%) sul totale dei paesi dell’Unione Europea, dopo Regno Unito (16,8%), Germania (14%), Spagna (12,6%) e Francia (10,2%). Per quanto riguarda il movimento passeggeri nei porti italiani, inteso come somma degli imbarchi-sbarchi e transiti registrati dai porti crocieristici, è cresciuto ininterrottamente fino al 2011, quando è stato stabilito un vero e proprio record per il settore, superando la soglia degli 11 milioni. Poi fino al 2014 presenta un andamento altalenante, mentre nel 2015 si registra un aumento del 6,5%, tornando a superare gli 11 milioni di passeggeri movimentati, pur sempre inferiore al record del 2011. A livello regionale, Liguria, Lazio e Veneto concentrano insieme, nel 2015, il 58% dei passeggeri movimentati.
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L’INDUSTRIA DEL TURISMO ESERCITA PRESSIONI SULLE RISORSE NATURALI SOPRATTUTTO IN AREE DOVE SONO GIÀ SCARSE. IN GENERALE, SI HA UN SOVRA SFRUTTAMENTO DELLE RISORSE IDRICHE, CON LE CONSEGUENTI PROBLEMATICHE, QUALI: CARENZA DI ACQUA, DEGRADO DELLE FORNITURE IDRICHE, GENERAZIONE DI GRANDI VOLUMI DI ACQUE REFLUE. Oltre alle pressioni generate dai flussi turistici per le principali modalità di trasporto, sono le stesse infrastrutture turistiche a impattare sull’ambiente. Ad esempio, i porti turistici possono condizionare l’ambiente costiero e marino se non correttamente progettati, gestiti e monitorati, infatti, possono modificare la dinamica costiera (cambiamenti sull’erosione e deposizione dei sedimenti), influenzandone la morfologia. La manutenzione delle imbarcazioni e le attività ricreative di trasporto, inoltre, hanno un impatto sulla qualità dell’acqua e sugli ecosistemi marini presenti nei dintorni dei porti turistici (ad esempio uso di prodotti antivegetativi, pulizia delle barche, scarichi di petrolio, ecc.). La massima pressione dei porti, considerato il numero di ormeggi per km di costa, nel caso del Mar Mediterraneo, è concentrata nelle regioni costiere del Golfo del Leone (a sud della Francia e nord-est della Spagna), mentre quella più bassa si riscontra in Grecia e nei Balcani occidentali.
L’Europa ha il maggior numero di marine (circa 9.000), nonostante la sua flotta di navi sia generalmente la più piccola se comparata con il resto del mondo. Le coste italiane si sviluppano per circa 8.300 km, lungo esse sono presenti, nel 2015, oltre 157.000 posti barca/ormeggi, cresciuti rispetto al 2010 del 5,3%. Gli aumenti più considerevoli, rispetto all’anno precedente si hanno in Toscana (+20,3%), Sardegna (+14,4%) e Sicilia (+12,6%). Rapportando i posti barca ai km di costa, si riscontra un’elevata variabilità regionale, in alcuni casi, notevolmente superiore al valore nazionale (19). Il Friuli-Venezia Giulia detiene il valore più alto, pari a 145,1, segue la Liguria con 61 e il Veneto con 34,8, mentre il minino si registra in Calabria (8,2)13. Per la pressione demografica esercitata, tutte le forme di turismo che implicano uno spostamento da un luogo di origine a una determinata destinazione, comprese le modalità di trasporto scelte per muoversi localmente,
nonché i modi di soddisfare le esigenze di base (dormire, mangiare, acquisti, ecc.), possono determinare pressioni e impatti ambientali. La competitività del settore è strettamente legata alla sua sostenibilità, in quanto la qualità delle destinazioni turistiche è fortemente influenzata dall’ambiente naturale e culturale e dall’integrazione nelle comunità locali. Le politiche ambientali sostenute dal settore turistico dovranno tener conto delle sfide di sostenibilità proprie dei sub settori di cui si compone (esercizi ricettivi, trasporto, tempo libero, alimentare, ecc.). Queste sfide riguardano principalmente: consumo e produzione di energia, nonché le emissioni di gas serra collegate al trasporto, agli esercizi ricettivi, alle attività ricreative, alla produzione alimentare; qualità, consumo e gestione della risorsa idrica; produzione e gestione dei rifiuti; perdita di biodiversità; gestione del patrimonio paesaggistico, naturale e culturale. Nonostante sia difficile quantificare la pressione del turismo sull’ambiente,
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alcuni studi europei di riferimento ritengono che esista una correlazione tra i consumi di energia elettrica e i livelli di densità turistica, ovvero, i consumi di energia elettrica più alti si registrano nelle aree a maggiore densità turistica. In Italia, i consumi di energia elettrica per il settore “turismo” diminuiscono, nel periodo 2007-2015, del 7,3% molto di più rispetto a quanto tra il 2007 e il 2014 cresce il valore aggiunto di settore (2,9%), pertanto, l’andamento dei consumi di energia elettrica potrebbe essere dovuto all’utilizzo di modalità più efficienti di gestione dell’energia elettrica nel settore. In termini di incidenza, tra il 2007 e il 2015 il settore “turismo” pesa meno sia rispetto al settore terziario complessivamente (13,3% nel 2007 e 10,8% nel 2015) sia rispetto al totale dei consumi nazionali (3,8% nel 2007 e 3,7% nel 2015). Le regioni che consumano maggiormente energia elettrica sono le stesse che hanno il valore aggiunto più elevato per il settore, a dimostrazione che i due fenomeni sono fortemente correlati. In particolare, nel 2014, Lombardia, Lazio e Veneto sono le regioni con i valori più alti sia di consumi di energia elettrica sia di valore aggiunto di settore. L’industria del turismo esercita pressioni sulle risorse naturali soprattutto in aree dove sono già scarse (ad esempio regione mediterranea). In generale, si ha un sovra sfruttamento delle risorse idriche, con le conseguenti problematiche, quali: carenza di acqua, degrado delle forniture idriche, generazione di grandi volumi di acque reflue. In Europa, nonostante il settore servizi sia responsabile solo dell’11% dell’utilizzo totale di acqua, a fronte del 60% dovuto all’agricoltura e al 32% dalla fornitura di acqua pubblica, la presenza di turisti genera una domanda supplementare della risorsa idrica. In Italia, nel 2012, il consumo pro capite di acqua potabile attribuibile al settore turistico è pari a 4,1 litri/ab. equivalenti. Il valore è ottenuto dalla differenza tra il consumo giornaliero pro capite di acqua per uso potabile, calcolato per la popolazione residente, pari a 240 litri, e il consumo giorna-
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LA CERTIFICAZIONE O L’ETICHETTATURA
AMBIENTALE NEL SETTORE DEL TURISMO È UNO DEI
MODI PER VALUTARE COME LE IMPRESE (IN PARTICOLARE NEL SOTTOSETTORE DI ALLOGGI TURISTICI) ATTIVAMENTE INCORPORANO I PRINCIPI DI SOSTENIBILITÀ
liero pro capite di acqua per uso potabile, calcolato per la “popolazione equivalente”, ricavata aggiungendo alla popolazione residente il numero di presenze turistiche registrate nel corso dell’anno ripartite su 365 giorni, pari a 236 litri. In considerazione del fatto che il principale segmento turistico per l’Italia è il turismo balneare, è di fondamentale importanza tenere conto anche delle potenziali pressioni ambientali sulle aree costiere e, in particolare, del consumo di suolo. Le aree costiere possiedono di per sé risorse ecologiche, culturali ed economiche insostituibili e rappresentano pertanto un patrimonio unico nel suo genere. Il con-
sumo di suolo determina irreversibili alterazioni del paesaggio e degli equilibri ecologici, sedimentologici e geomorfologici, incrementa le problematiche relative ai processi di salinizzazione e di inquinamento dei suoli e delle acque superficiali e sotterranee, nonché dirette ricadute sulla qualità delle acque marine. A tal proposito dai dati sul consumo di suolo è possibile quantificare l’entità della superficie a copertura artificiale nelle zone costiere, dove particolarmente intense sono la pressione turistica ed edile, e l’evoluzione del fenomeno. Dai dati del 2016 si evince che il consumo di suolo nella fascia costiera ha valori nettamente superiori rispetto al resto del territorio nazionale. È ormai artificializzato il 23,2% della fascia entro i 300 m, il 19,6% tra i 300 m e 1.000 m e il 9,3% tra 1 km e 10 km, a fronte di un 7% nel resto del territorio. Nonostante il fenomeno sia in netto rallentamento, circa 230 ettari sono stati persi entro 1 km dalla linea di costa nel periodo 2015-2016. Più di un quinto della fascia compresa entro i 300 metri dal mare è ormai consumato: tra le regioni con valori più alti si evidenziano Marche e Liguria con oltre il 45% di suolo consumato, Abruzzo, Campania, EmiliaRomagna e Lazio con valori compresi tra il 30% e il 40%.
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LE AZIONI PER LA SOSTENIBILITÀ Recenti indagini da parte della Comunita Europea dimostrano che le caratteristiche naturali della destinazione continuano a essere la ragione principale per voler tornare nello stesso luogo per una vacanza. Ciò conferma l’immutata importanza del capitale naturale per il turismo e della sostenibilità del settore per l’integrità ambientale delle destinazioni, soprattutto per le aree con elevate porzioni di ecosistemi sensibili, come le zone costiere o montane. Tra le opzioni per aiutare i turisti a orientarsi nella scelta delle destinazioni costiere, la Bandiera Blu - assegnata dalla Fondazione per l’educazione ambientale - ha una presenza e un riconoscimento significativo, come strumento di certificazione per spiagge e porti turistici, in molte destinazioni europee (e non) nel bacino del Mediterraneo. Spagna, Francia, Grecia, Turchia, Italia, Portogallo e Danimarca
sono i paesi con il maggior numero di bandiere blu per le spiagge nel 2016 (più di 200 per paese). In particolare, in Italia, è preponderante l’assegnazione per le spiagge; infatti ne sono etichettate 293, mentre gli approdi turistici solo 66. La certificazione o l’etichettatura ambientale nel settore del turismo è uno dei modi per valutare come le imprese (in particolare nel sottosettore di alloggi turistici) attivamente incorporano i principi di sostenibilità nel loro funzionamento e se sono coinvolte in una certificazione di qualità ecologica riconosciuta. Un aumento della percentuale di imprese turistiche certificate/etichettate significherà una maggiore attenzione per la gestione ambientale sia per il settore specifico sia per le destinazioni. Relativamente all’etichettatura ecologica, l’Europa ha programmi di certificazione molto più “verdi” di qual-
siasi altra regione del mondo, che copre tutti i tipi di forniture turistiche. L’Ecolabel UE, ovvero, il marchio di qualità ecologica dell’Unione Europea, per i servizi di alloggio turistico e campeggi presenta una crescita sin dalla sua creazione nel 2003. Inoltre, si ha una distribuzione irregolare delle certificazioni in tutta Europa: la maggior parte si concentra in pochi paesi, quali Francia, Italia, Austria e, in misura minore, Spagna. In Italia, al dicembre 2016 il gruppo di prodotti con il maggior numero di licenze Ecolabel UE è il “Servizio di ricettività turistica” con 201 prodotti/servizi. Le regioni in cui il marchio è maggiormente diffuso sono il Trentino-Alto Adige, Puglia, Toscana e Sicilia, con una progressiva diminuzione del numero di etichette nelle altre regioni. Questo a indicare che la diffusione di Ecolabel UE non sempre rispecchia la vocazione turi-
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IL REPORT DI ISPRA CERCA DI FORNIRE UNA
PRIMA MAPPATURA DEL LIVELLO CONOSCITIVO DELLA RELAZIONE TRA TURISMO E AMBIENTE IN ITALIA, FACENDO
EMERGERE, E DOVE POSSIBILE CONTRIBUENDO A COLMARE, ANCHE I PRINCIPALI GAP INFORMATIVI.
stica delle singole regioni. I dati riflettono, altresì, l’influenza che possono avere gli strumenti legislativi di finanziamento sulla scelta di un percorso di certificazione. In termini pratici, anche le amministrazioni locali hanno dei vantaggi reali dall’adesione delle strutture ai “protocolli” Ecolabel UE che, essendo volti a diminuire l’impatto ambientale, determinano un minor costo di gestione per l’amministrazione (ad esempio raccolta differenziata, scarichi nelle fognature e, quindi, gestione dei depuratori, ecc.). Inoltre, il maggior afflusso turistico generato dal miglioramento della salubrità del luogo, dalla conservazione degli habitat naturali, si ripercuote positivamente anche sull’economia locale, creando così un circolo virtuoso. Nel caso dell’attuazione della certificazione Emas (sistema di gestione ambientale dell’UE) nel settore dell’alloggio turistico, i numeri sono ancora meno consistenti di quelli dell’Ecolabel UE. Ad aprile 2016 sono
appena 227 le strutture alberghiere registrate nel sistema Emas in tutta Europa, pari allo 0,04% del totale, concentrate in soli tre paesi: Germania, Spagna e Italia. In Italia il numero di registrazioni per “servizi di alloggio/strutture ricettive” è pari solo 26, di cui 10 in Toscana.
CONCLUSIONI Il report di Ispra cerca di fornire una prima mappatura del livello conoscitivo della relazione tra turismo e ambiente in Italia, facendo emergere, e dove possibile contribuendo a colmare, anche i principali gap informativi. Tra essi spicca la limitatezza degli indicatori ambientali, dovuta alla raccolta sistematica dei dati turistici prettamente di impronta economica e sociale e non ambientale. Allo stesso tempo vuole far riflettere sul fatto che la carenza di iniziative di produzione dei dati di base, utili alle attività di reporting basato su
indicatori, deriva prevalentemente dalla frammentazione delle politiche europee e di conseguenza nazionali in materia. Ciò è determinato senz’altro anche dalla complessità nel trattare tematiche fortemente trasversali come i due settori in questione (turismo e ambiente) e alla scarsa attenzione al monitoraggio della relazione tra essi. Si auspica che con l’attuazione del Piano strategico di sviluppo del turismo 20172022, e in particolare con la linea di intervento “Identificazione e implementazione di sistemi di indicatori rilevanti”, si attivino dei processi di produzione statistica in grado di fornire dati di base utili al popolamento degli indicatori rilevanti per la relazione ambiente e turismo. Soltanto un sistema di monitoraggio continuo della relazione turismo-ambiente potrà colmare le lacune informative relative sia ai consumi (di acqua, energia, rifiuti, acque reflue, suolo) delle strutture ricettive, per monitorare i potenziali impatti sull’ambiente utili alla governance dei territori ospitanti; sia alle azioni eco-compatibili dei turisti e le relative percezioni sull’ambiente, per orientare e promuovere l’offerta turistica verso specifici aspetti ambientali di interesse turistico. I
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TREND E STATISTICHE SULL’ECONOMIA DEL TURISMO 2017 NELLA RICERCA DI DATATUR PER FEDERALBERGHI LA FOTOGRAFIA E LE PREVISIONI PER IL COMPARTO
tassi d’incremento superiori a quelli medi di lungo termine, contribuendo allo sviluppo economico e alla creazione di posti di lavoro in molti paesi.
PER QUANTO RIGUARDA L’ITALIA
A
nche la settima edizione di Datatur, realizzata da Federalberghi e dall’Ente bilaterale nazionale del settore turismo con il supporto tecnico scientifico di Incipit Consulting, illustra in modo sintetico le dinamiche dell’economia turistica, con particolare attenzione a quelle del comparto alberghiero. Le previsioni per l’anno in corso e per il prossimo prefigurano una crescita globale solo di poco superiore e ancora instabile e incerta. In questo contesto internazionale l’Italia, pur con un andamento sensibilmente più lento rispetto a quello del resto del Mondo e dell’Europa, ha comunque consolidato nel 2016 la ripresa iniziata nel 2015. Il Paese dovrebbe proseguire su questo
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NEL CORSO DEL 2016
LA CRESCITA DELL’ECONOMIA MONDIALE SI È MANTENUTA MODERATA, FACENDO
REGISTRARE UN INCREMENTO DEL PIL DEL 3,1%.
trend anche nel biennio 2017-2018 con incrementi ancora molto modesti, inferiori all’1%. Nonostante il basso profilo dell’economia globale, nel 2016 il turismo internazionale è cresciuto per il settimo anno consecutivo con
Nel 2016 secondo le stime dell’Organizzazione mondiale del turismo (Omt), i viaggiatori internazionali nel mondo sono stati 1,235 miliardi, facendo registrare un incremento del 3,9% rispetto al 2015 (tab.2.1 e graf.2.2). Si conferma dunque anche nel 2016 la forza del settore turistico e la sua capacità di contribuire alla crescita economica e alla creazione di posti di lavoro in molte aree del mondo, nonostante le crescenti sfide e le minacce rappresentate dagli attacchi terroristici, dalle tensioni internazionali e dalla diffusione di alcune malattie. Le previsioni dell’Omt per il 2017 continuano ad essere positive: sulla base dei trend in corso, delle proiezioni del panel di esperti dell’organizzazione e delle dinamiche economiche, la crescita del turismo mondiale dovrebbe proseguire anche quest’anno ad un tasso compreso tra il 3% e il 4%. Gli arrivi turistici internazionali dovrebbero aumentare tra il 2% e il 3% in Europa, tra il 5% e il 6% in Asia e Pacifico e in Africa, tra il 4% e il 5% nelle Americhe e tra il 2% e il 5% in Medio Oriente. All’interno di questo quadro generale, il turismo inbound dell’Italia, che nel 2014 aveva registrato dinamiche più modeste rispetto a quelle di altri paesi leader nel mondo, nel 2015 ha mostrato ampi segnali di recupero, migliorando il suo posizionamento in ambito internazionale:
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gli arrivi alle frontiere italiane sono aumentati del 4,4%, più di quanto registrato da Francia (+0,9%), Stati Uniti (+3,3%) e Cina (+2,3%) e poco al di sotto della crescita della Spagna (+5%). Soddisfacente, pur se di minore entità, è stato anche l’incremento delle entrate generate dalle spese dei viaggiatori stranieri (+3,8%, se misurate in euro). Dinamiche analoghe hanno caratterizzato anche il 2016. Le positive performance dell’Italia nel contesto internazionale nel corso del 2015 trovano riscontro anche nei dati sul movimento dei clienti presso le strutture ricettive dell’Unione Europea, che mostrano una crescita delle presenze nel nostro paese del 4%. Pur mantenendo la terza posizione nella graduatoria dei paesi europei dietro Spagna e Francia, l’Italia ha notevolmente ridotto lo scarto con quest’ultima, dove l’incremento delle presenze si è fermato all’1,9%. Considerando le altre principali mete turistiche del continente, le performance italiane sono state migliori di quelle registrate in Germania (+3,1%), Austria (+2,6%), Paesi Bassi (+3,8%) e Grecia (+3,7%). Grazie al dinamismo del settore, nel 2015 l’Italia sembrerebbe aver scavalcato il Regno Unito (superato anche dalla Spagna) nella graduatoria delle destinazioni europee preferite dai turisti extracomunitari, raggiungendo la prima posizione. Il condizionale è però d’obbligo in questo caso, in quanto i dati della Gran Bretagna sono ottenuti per via indiretta tramite stima. Gli Stati Uniti si sono confermati primo mercato extraeuropeo del nostro Paese, seguiti dalla Russia e dalla Cina. L’Italia ha mantenuto inoltre saldamente il primo posto anche nelle preferenze dei viaggiatori extraeuropei che scelgono di alloggiare in albergo. Focalizzando l’attenzione sul solo comparto alberghiero italiano, leader in Europa insieme a quello spagnolo e tedesco, i dati del 2015 evidenziano un incremento del 3,1%, inferiore al trend medio europeo ma comunque in netto recupero rispetto al dato assai più contenuto del 2014 (+0,1%). Il dato degli alberghi è la risultante di dinamiche diverse dei due mercati di
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L’ANALISI DEL MERCATO DEL LAVORO NEL TURISMO, BASATA SUI DATI INPS ELABORATI DA FEDERALBERGHI E FIPE, RAFFIGURA UN SETTORE IN CUI NEL 2015 CIRCA 171 MILA
AZIENDE CON ALMENO UN DIPENDENTE HANNO IMPIEGATO, IN MEDIA, CIRCA 964 MILA LAVORATORI origine della clientela che per la prima volta dopo molti anni hanno visto prevalere quello domestico, in crescita del 4,5% su quello estero, in crescita dell’1,8%. Con riferimento al 2016, i dati ancora provvisori relativi ai flussi di clientela nelle strutture ricettive dei paesi dell’UE evidenziano dinamiche ancora positive per l’Italia, ma più modeste rispetto al 2015 e nei confronti di gran parte dei principali paesi dell’Unione, ad eccezione della Francia (in calo di circa il 2,5%). La crescita delle presenze totali nel nostro Paese si sarebbe infatti mantenuta intorno all’1%, a fronte di una crescita stimata del 7,5% in Spagna, del 3% in Germania e del 4% in Austria. Ancora più deboli del valore medio di settore sarebbero state le performance alberghiere.
IL MERCATO DEL LAVORO
L’analisi del mercato del lavoro nel turismo, basata sui dati Inps elaborati da Federalberghi e Fipe, raffigura un settore in cui nel 2015 circa 171 mila aziende con almeno un dipendente hanno impiegato, in media, circa 964 mila lavoratori. Il confronto con i dati dell’anno precedente evidenzia un leggero recupero dei livelli occupazionali, dovuto al miglioramento del quadro economico nazionale, uscito dalla fase recessiva, che ha generato positive ricadute anche nel settore turistico. Con l’unica eccezione dei parchi divertimento, l’incremento dell’occupazione ha riguardato tutti i
comparti in maniera sostanzialmente analoga: i pubblici esercizi, dove si concentra il maggior numero di aziende e lavoratori dipendenti del settore turistico, hanno registrato un aumento dell’1,5%, i servizi ricettivi sono cresciuti dell’1,4%, mentre servizi d’intermediazione e stabilimenti termali dell’1,6%. Ad eccezione degli apprendisti, calati del 4,8%, tutte le categorie di lavoratori hanno registrato degli aumenti, anche se di diversa intensità (tab.7.4). Gli operai, che costituiscono la netta maggioranza dei dipendenti nel turismo, sono cresciuti del 2%, mentre gli impiegati di appena lo 0,3%. I dirigenti e i quadri, nettamente minoritari all’interno di tutti i comparti, hanno avuto dinamiche diverse, seppure accomunate dal segno positivo: i primi, pochissimi e in costante calo negli anni precedenti, sono cresciuti solo dello 0,8%, i secondi hanno registrato un incremento dell’1,8%. Se si considera il settore turistico nel suo complesso, i lavoratori full-time e part-time sostanzialmente si equivalgono nei numeri, con i secondi diventati leggermente prevalenti già dal 2014. Il dato medio settoriale è però la risultante di realtà contrapposte: da un lato ci sono i pubblici esercizi, dove prevalgono i contratti di lavoro part-time; dall’altro troviamo tutti gli altri comparti, dove il tempo pieno rappresenta la forma contrattuale più diffusa: il 78,1% negli stabilimenti termali, il 74,4% nei servizi ricettivi, il 65,5% nell’intermediazione e il 57,1% nei parchi divertimento. Il valore medio del settore è anche la conseguenza di un processo che, a seguito della crisi economica, ha visto progressivamente ridursi la quota dei lavoratori a tempo pieno a favore di quelli part-time. Questo trend, molto consistente nel biennio 2012- 2013, è proseguito, seppure con minore intensità, anche nel corso del 2014 e del 2015, durante il quale il numero dei lavoratori full-time è calato dell’1,6% e quello dei lavoratori a tempo parziale è cresciuto del 4,1%. Circa un quarto dell’occupazione turistica dipendente è rappresentata da lavoratori stranieri: essi sono relati-
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PER QUANTO RIGUARDA L’ATTIVITÀ FORMATIVA ORGANIZZATA DALLE IMPRESE DEL SETTORE, INTERESSANTI INFORMAZIONI EMERGONO DALL’INDAGINE EXCELSIOR DI UNIONCAMERE. SECONDO TALE INDAGINE, CIRCA L’11,5%
DELLE IMPRESE TURISTICHE HA SVOLTO NEL 2015 CORSI DI FORMAZIONE PER IL PROPRIO PERSONALE vamente più numerosi nelle imprese della ricettività e nei pubblici esercizi, mentre rivestono un ruolo marginale negli altri campi. I trend del 2015, in crescita per entrambe le provenienze, evidenziano nel complesso un incremento leggermente maggiore del numero di lavoratori stranieri. L’alta partecipazione femminile al lavoro, più elevata che in altri ambiti dell’economia nazionale, è un’altra caratteristica del settore turistico, seppure il peso delle lavoratrici abbia subito una costante contrazione nel corso degli ultimi anni. Va infatti segnalato che è stata essenzialmente l’occupazione femminile a subire gli effetti negativi delle due fasi recessive attraversate dal complesso dell’economia italiana e dal turismo, da cui stenta ancora a riprendersi: infatti a fronte di un incremento dei lavoratori maschi, il numero delle lavoratrici dipendenti del comparto si è ulteriormente contratto nel 2015. Le donne restano comunque
nettamente preponderanti nelle imprese dell’intermediazione, dove rappresentano il 74,3% dei dipendenti, e nelle strutture termali, dove superano il 60% (61,8%). Predominanti anche nelle strutture ricettive e nei pubblici esercizi fino al 2014, sono scese di poco al di sotto del 50% nel corso del 2015. Il settore, infine, come è noto, si caratterizza per uno spiccato andamento stagionale che determina evidenti effetti sulla dinamica dell’occupazione, soprattutto nel comparto ricettivo. Il rallentamento dell’attività in alcuni mesi dell’anno e la sua sospensione in altri generano forti oscillazioni dei livelli occupazionali: nei mesi estivi del 2015 (da giugno a settembre) il numero medio dei dipendenti è stato del 16% superiore al valore medio calcolato sull’intero anno. All’interno del comparto ricettivo, gli alberghi rappresentano la tipologia prevalente, incidendo per il 78,3% in termini di
lavoratori dipendenti e per il 67,8% in termini di aziende. Nel 2015 rispetto al 2014 i loro livelli occupazionali sono aumentati dell’1,6 a fronte di un incremento dell’1,4% dell’occupazione dipendente nelle strutture ricettive extralberghiere.
FABBISOGNI PROFESSIONALI E FORMATIVI
La quota d’imprese turistiche intenzionate ad assumere, tornata a crescere nel 2015 dopo anni di costante declino, è ulteriormente aumentata nel corso del 2016. I dati del sistema informativo Excelsior di Unioncamere la individuano al 25,9%, con un incremento di quasi quattro punti percentuali rispetto al 2015. Il valore medio settoriale è, come sempre, la risultante di dinamiche differenziate al suo interno, con le imprese del comparto alberghi e servizi turistici (agenzie di viaggio e tour operator) maggior-
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mente intenzionate ad effettuare assunzioni (33,4%) rispetto a ristoranti e pubblici esercizi (24,2%). La crescita consistente del numero di assunzioni previste, quasi 178.000, ha fatto sì che il saldo occupazionale atteso per il 2016 sia tornato finalmente positivo e pari a 4.250 unità. Questo saldo, seppure modesto, ha contribuito a posizionare il tasso di variazione del settore turistico al di sopra di quello medio rilevato nel complesso delle imprese. Sul versante territoriale, la crescita occupazionale è stata prevista dalle imprese turistiche della maggior parte delle regioni, ad eccezione di Calabria, Puglia e Abruzzo; gli incrementi più consistenti, in termini assoluti, sono stati indicati in Lombardia, Veneto e Toscana. Nel 2016 hanno trovato conferma alcune delle principali caratteristiche delle assunzioni e professioni richieste dalle imprese che operano nel turismo. E’ stata confermata innanzitutto la prevalenza del ricorso a contratti stagionali a tempo determinato, elemento distintivo del settore, soprattutto nel comparto degli alberghi e servizi turistici. Con riferimento al livello d’istruzione, le imprese turistiche che hanno previsto per il 2016 l’assunzione di laureati o diplomati sono state il 32,4% del totale, con un buon recupero rispetto al forte calo del biennio precedente. Dal momento che tendenze analoghe hanno caratterizzato anche l’intero sistema economico, il divario tra il turismo e il resto dei settori non ha subito variazioni di rilievo ed è rimasto comunque significativo. Nell’insieme dell’industria e dei servizi, infatti, la maggior parte delle imprese intenzionate ad assumere cerca candidati con livelli d’istruzione medioalti, tra cui una quota non marginale di laureati, che sono invece scarsamente richiesti nel turismo. Le imprese turistiche sono viceversa maggiormente indirizzate all’assunzione di personale senza alcun tipo di formazione specifica oppure in possesso di qualifiche professionali, tendenza, quest’ultima, che ha assunto dimensioni sempre più rilevanti negli ultimi anni. La quota dell’istruzione e della formazione professionale è andata in-
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CIRCA UN QUARTO
DELL’OCCUPAZIONE TURISTICA DIPENDENTE È RAPPRESENTATA DA LAVORATORI STRANIERI: ESSI SONO
RELATIVAMENTE PIÙ NUMEROSI NELLE IMPRESE DELLA RICETTIVITÀ E NEI PUBBLICI ESERCIZI, MENTRE RIVESTONO UN RUOLO MARGINALE NEGLI ALTRI CAMPI.
fatti via via aumentando, passando dal 12,6% nel 2010 al 37,3% nel 2016. Questo incremento è andato a scapito, da un lato, delle assunzioni di diplomati e, dall’altro, delle assunzioni di personale senza formazione, che hanno perso rispettivamente, 12,8 e 12,3 punti percentuali. Per quanto riguarda il grado di professionalità richiesto, la maggior parte degli imprenditori del turismo ha ribadito il proprio orientamento verso l’assunzione di personale di livello intermedio. Si è invece contratta leggermente la percentuale d’imprese intenzionate ad assumere figure di elevato profilo (high-skill), contribuendo a ridurre ulteriormente il loro peso,
già tradizionalmente molto modesto e nettamente inferiore a quello rilevato nel complesso dell’economia. L’esperienza specifica nel settore è un requisito molto ricercato per la maggior parte delle professioni, da cui sono in parte esonerati solo gli addetti alla preparazione, cottura e distribuzione di cibi nelle mense e gli animatori turistici. Nel settore turistico, oltre all’esperienza specifica, contano molto anche le competenze “trasversali”, considerate molto importanti per quasi l’80% delle assunzioni programmate. La “capacità di lavorare in gruppo” e la “flessibilità e capacità di adattamento” sono quelle ritenute più rilevanti, indicate come tali per quasi la metà delle assunzioni programmate. Sono comunque molto ricercate anche la “capacità comunicativa” e la capacità di lavorare in autonomia” (ritenute molto importanti nel 43%-44% dei casi). Segue da ultima la “capacità di risolvere problemi”, segnalata come molto importante nel 31% dei casi.
ISTRUZIONE E FORMAZIONE
L’istruzione secondaria superiore ad indirizzo turistico viene impartita nei 495 Istituti tecnici con indirizzo “turismo” presenti in Italia e nei 340 Istituti professionali ad indirizzo “servizi per l’enogastronomia e l’ospitalità al-
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CAMPING MANAGEMENT :PIANETA TURISMO
berghiera”. Il numero di ragazzi che scelgono un’istruzione superiore di tipo tecnico-professionale ad indirizzo turistico è elevato: nel corrente anno scolastico essi rappresentano l’11,7% degli alunni frequentanti gli istituti tecnici e ben il 39,9% di quelli frequentanti gli istituti professionali (graf.9.3). Tra questi particolare successo sembra inoltre riscuotere la specializzazione in “enogastronomia”, scelta dal 58,3% dei frequentanti il terzo, quarto e quinto anno. Dall’anno scolastico 2015-2016 l’istruzione secondaria italiana, e dunque anche quella turistica, si è arricchita dei percorsi di alternanza scuola-lavoro che prevedono lo svolgimento di periodi di formazione in azienda per gli studenti dell’ultimo triennio. Oltre ai corsi dell’istruzione secondaria superiore, esiste la possibilità di frequentare percorsi formativi, proposti dal sistema dell’istruzione e formazione professionale di competenza delle Regioni, per il conseguimento di una qualifica triennale e di un diploma quadriennale riconosciuti a livello nazionale. L’offerta universitaria italiana in ambito turistico si basa su una struttura a due cicli, con un primo ciclo triennale che porta al conseguimento della laurea di primo livello, ed un secondo ciclo biennale, che porta al conseguimento della laurea di secondo livello, definita “magistrale”. Nel territorio nazionale sono attivi 35 corsi di laurea di primo livello e 27 corsi di laurea di secondo livello ad indirizzo turistico. Nonostante siano state istituite classi di laurea specifiche per gli studi sul turismo, sia per la triennale (L-15) che per la magistrale (LM-49), sono presenti diversi corsi attivati in classi differenti e in diverse facoltà di vari atenei. Nell’ambito dell’istruzione superiore, ai corsi di laurea si affiancano i master universitari, percorsi formativi post laurea o post laurea specialistica a carattere di perfezionamento scientifico e di alta specializzazione. I corsi I.f.t.s e I.t.s. appartengono all’area dell’istruzione tecnica superiore e consistono in corsi fortemente professionalizzanti alla cui organizzazione partecipano scuola, formazione professionale regionale, università ed imprese.
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var. % su anno precedente
numeri indice 2000=100 ϭϰϬ͕Ϭ
Italiani Stranieri Totale
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2001
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2002
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2003
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2004
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2006
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2007
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2008
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2009
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2010
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2011
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2012
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2013
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2014
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2015
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Fonte: Istat
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NEL 2016 SECONDO LE STIME DELL’ORGANIZZAZIONE MONDIALE DEL TURISMO (OMT), I
VIAGGIATORI INTERNAZIONALI NEL MONDO SONO STATI 1,235 MILIARDI, FACENDO
REGISTRARE UN INCREMENTO DEL 3,9% RISPETTO AL 2015 Il Fondo sociale europeo cofinanzia, insieme a Regioni e Province, corsi di formazione professionale, organizzati da centri di formazione pubblici e da enti privati accreditati, a tutti i livelli: post-scuola dell’obbligo, post-diploma e post-laurea (corsi di alta formazione e master). Questi corsi, in prevalenza gratuiti, consentono di acquisire competenze e qualifiche richieste dal mercato del lavoro. Nell’ambito della formazione professionale un ruolo rilevante assume la formazione continua, rivolta ad adulti che hanno perso il lavoro e/o ad occupati che intendono riqualificarsi in vista di un nuovo o di un migliore inserimento lavorativo. Per quanto riguarda l’attività formativa organizzata dalle imprese del settore, interessanti informazioni emergono dall’indagine Excelsior di Unioncamere
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che consente anche di analizzare le caratteristiche dei tirocini ospitati, compresi i percorsi di alternanza scuola-lavoro citati precedentemente. Secondo tale indagine, circa l’11,5% delle imprese turistiche ha svolto nel 2015 corsi di formazione per il proprio personale, una percentuale molto più bassa di quella rilevata nel totale dei settori ma giustificata dal fatto che le grandi imprese, dove la formazione dei dipendenti è pressoché generalizzata, sono meno numerose nel turismo rispetto all’industria e agli altri settori dei servizi. L’attività formativa, che ha riguardato il 14,5% dei dipendenti, è stata attivata dalle imprese di tutte le regioni, con una leggera prevalenza in quelle del Nord-ovest del Paese e col fine principale di aggiornare il personale sulle mansioni già svolte. La quota di imprese del turismo che hanno ospitato personale in tirocinio/stage è stata dell’8,2%, anche in questo caso inferiore a quella rilevata nella media degli altri settori. In valore assoluto i tirocini/stage sono stati 23.420, di cui circa il 60% retribuiti e il 15,8% trasformati in assunzioni (tab.9.12). Maggiore è invece stata la propensione ad accogliere studenti in alternanza scuola-lavoro: le imprese turistiche che si sono rese disponibili sono state circa il 15% del totale, contro l’8,8% riscontrato mediamente negli altri settori. I
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CAMPING MANAGEMENT :PIANETA TURISMO
PRESENTATO IL PRIMO PIANO DELLA MOBILITÀ TURISTICA a cura di Daniela Badea
LA MOBILITÀ UNA DELLE PRIORITÀ PER LO SVILUPPO DEL TURISMO DIFFUSO NEL NOSTRO TERRITORIO
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l 12 Settembre scorso i ministri Graziano Delrio e Dario Franceschini a Roma presso la sede del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti hanno presentato “Viaggiare in Italia”, il primo piano della mobilità turistica che intende inaugurare un percorso specifico per approfondire il tema della mobilità turistica insieme alle Regioni. Il Piano della mobilità turistica è stato redatto dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti mettendo al centro il turista inteso come viaggiatore mentre il settore turistico è considerato prioritario nella pianificazione delle infrastrutture del Paese. Come ha detto il Ministro Graziano Delrio nel
corso della conferenza stampa di presentazione, «il documento di indirizzo strategico del Ministero, “Connettere l’Italia”, allegato al Documento di economia e finanza 2017 che individua 108 opere prioritarie, identifica per la prima volta i poli turistici quali asset strategici per lo sviluppo del Paese, al pari delle città e dei poli manifatturieri industriali». Il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini ha invece messo in evidenza come «Il Piano strategico del turismo identifica nella mobilità una delle priorità per lo sviluppo del turismo diffuso nel nostro territorio. Il settore è in forte crescita, come dimostrano
i dati del primo semestre e di questa estate, e va accompagnato da una corretta pianificazione degli investimenti infrastrutturali per governare lo sviluppo del settore nel modo più armonioso possibile» Perché un piano della mobilità turistica? Perché il turismo fa bene al paese: genera economia, competenze, idee, lavoro e innovazione. Nel 2016 il turismo ha contribuito per l’11,1% sul Pil nazionale con oltre 168 miliardi di euro. In Italia nel 2016 il numero di viaggiatori è stato di oltre 66 milioni, con un aumento di oltre 8 milioni di viaggiatori rispetto al 2015. Non accadeva dal 2010. I turisti hanno generato una spesa di oltre 45 miliardi di euro sul territorio nazionale Il piano strategico del turismo del Mibact ha un orizzonte temporale di sei anni: dal 2017 al 2022, e agisce su leve fondamentali come l’innovazione tecnologica e organizzativa, la valorizzazione delle competenze, la qualità dei servizi. Elaborato con la piena partecipazione delle istituzioni pubbliche, degli operatori di settore, di ciascuno dei soggetti direttamente o indirettamente coinvolti e delle comunità, attraverso un monitoraggio annuale, diventerà uno strumento costantemente aggiornato in grado di far evolvere in modo condiviso obiettivi e politiche e creare un sistema stabile di governo del settore “Connettere l'Italia”, l’allegato Infrastrutture al Documento economico e finanziario del 2016 e del 2017 per la prima volta riconosce i poli turistici come elementi costitutivi della rete del Sistema nazionale integrato dei trasporti (Snit) e individua 108 progetti e programmi di investimento prioritari Questi interventi, distribuiti
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CAMPING MANAGEMENT :PIANETA TURISMO
su strade, ferrovie, porti, aeroporti, ciclovie e sistemi di trasporto rapido di massa, hanno un forte impatto atteso su accessibilità e mobilità turistica e attiveranno una mole importante di risorse con diversi strumenti di programmazione. Si tratta in larga parte di risorse nazionali per la politica infrastrutturale che provengono dal Contratto di programma Anas 2016/2020 (5,6 miliardi di euro di cui 1,3 nel periodo 2017-2022), dal Contratto di programma Rfi (10,3 miliardi di euro di cui 2,3 nel periodo 20172022), dal Pon Infrastrutture e reti (821 miliardi di euro per Cielo Unico Europeo), da Legge di Bilancio (comma 140), Fsc, Pon Metro (2,36 miliardi di euro per materiale rotabile su gomma e 2,4 miliardi per materiale rotabile su ferro destinato al trasporto pubblico locale nel periodo 20172022), dalla Pac 2014-20 complementare al Pon I&R (140 milioni di euro per "Recupero Waterfront" e 90 milioni per "Accessibilità turistica") e dal piano operativo Mit e ancora dalla Legge di Bilancio (comma 140) (2,6 miliardi di euro per potenziamento del trasporto rapido di massa nelle aree urbane e metropolitane), alle quali possono aggiungersi ulteriori risorse dalla UE attraverso il Connecting European Facility (CEF) 2014-2020, dal Programma Horizon 2020 dai Pon “Infrastrutture e Reti” e “Imprese e Competitività”. Il Piano disegna un modello di accessibilità basato sulle “porte di accesso al Paese” – porti, aeroporti e stazioni ferroviarie - particolarmente rilevanti per il turismo in termini di arrivi internazionali e restituisce, per la prima volta, una mappa unitaria che sovrappone le reti di mobilità e l'offerta di turismo. Al pari dell'infrastruttura fisica, anche l'infrastruttura digitale è considerata in modo sistematico come elemento determinante per garantire la qualità
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FRANCESCHINI: «IL PIANO STRATEGICO DEL TURISMO IDENTIFICA NELLA MOBILITÀ UNA DELLE PRIORITÀ PER
LO SVILUPPO DEL TURISMO DIFFUSO
NEL NOSTRO TERRITORIO».
dell'offerta di mobilità turistica. Quattro gli obbiettivi: accrescere l'accessibilità ai siti turistici per rilanciare la competitività del turismo; valorizzare le infrastrutture di trasporto come elemento di offerta turistica; digitalizzare l'industria del turismo a partire
dalla mobilità e promuovere modelli di mobilità turistica ambientalmente sostenibili e sicuri. Grazie alla visione unitaria del ministero delle infrastrutture e del ministero del turismo si instaura, almeno nelle intenzioni, una sinergia tra mobilità e turismo per massimizzare l’efficacia delle azioni di Governo e ottimizzare l’utilizzo delle risorse disponibili per l’attuazione degli interventi. Il Piano ha un carattere straordinario e si colloca in un momento di transizione che dovrà culminare nella “istituzionalizzazione” di una collaborazione sinergica tra i due dicasteri. Seguendo l’approccio partecipato inaugurato con il Piano strategico del turismo, il governo della mobilità turistica sarà assicurato da un tavolo di lavoro permanente per la mobilità turistica che, oltre al Mit e al Mibact, vedrà il coinvolgimento dei soggetti coinvolti, dei gestori dell’infrastruttura, degli operatori di trasporto, degli operatori del settore e delle comunità locali. I
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CAMPING MANAGEMENT :FAITA INFORMA
ACCORDO FAITA SINDACATI SULL’APPRENDISTATO REGOLATA LA DISCIPLINA CONTRATTUALE DEI GIOVANI CHE ALTERNERANNO LO STUDIO CON L’IMPIEGO NELLE AZIENDE
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l primo agosto 2017 Faita, Federalberghi e le organizzazioni sindacali dei lavoratori Filcams CGIL, Fisascat CISL e Uiltucs hanno sottoscritto un accordo per la disciplina contrattuale dell’apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore, il cosiddetto apprendistato di primo livello, e dell’apprendistato di alta formazione e di ricerca, il cosiddetto apprendistato di terzo livello, secondo quanto previsto dagli articoli 43 e 45 del decreto legislativo n. 81 del 15 giugno 2015. L’accordo è stato stipulato per favorire il ricorso da parte dei titolari di aziende alle diverse tipologie di apprendistato che consentiranno ai giovani di ac-
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quisire i titoli di studio nell’ambito dell’istruzione e formazione professionale, dell’istruzione tecnica e professionale, nonché di titoli dell’alta formazione e per la ricerca, L’articolo 43 del sopra citato decreto legislativo n. 81 disciplina l’apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore quale tipologia contrattuale strutturata in modo da coniugare la formazione effettuata in azienda con l'istruzione e la formazione professionale svolta in aula a cura degli istituti scolastici che operano nell'ambito dei sistemi regionali di istruzione e formazione sulla base dei livelli essenziali delle prestazioni. Possono essere assunti con tale tipo-
logia contrattuale i giovani che hanno compiuto i 15 anni di età e fino al compimento dei 25 anni; la durata del contratto è determinata in considerazione della qualifica o del diploma da conseguire e non può in ogni caso essere superiore a tre anni o a quattro anni nel caso di diploma professionale quadriennale. Il medesimo articolo prevede che possano essere stipulati contratti di apprendistato, di durata non superiore a quattro anni, con giovani iscritti a partire dal secondo anno dei percorsi di istruzione secondaria superiore, per l'acquisizione oltre che del diploma di istruzione secondaria superiore di ulteriori competenze tecnico-professionali rispetto a quelle già previste dai vigenti regolamenti scolastici; utili anche ai fini del conseguimento del certificato di specializzazione tecnica superiore. Sempre l’articolo 45 del decreto legislativo n. 81 disciplina l’apprendistato di alta formazione e ricerca, prevedendo che possano essere assunti con contratto di apprendistato per il conseguimento di titoli di studio universitari e della alta formazione, compresi i dottorati di ricerca, i diplomi relativi ai percorsi degli istituti tecnici superiori, per attività di ricerca, nonché per il praticantato per l'accesso alle professioni regolamentate dai rispettivi Ordini, i soggetti di età compresa tra i 18 e i 29 anni in possesso di diploma di istruzione secondaria superiore o di un diploma professionale conseguito nei percorsi di istruzione e formazione professionale integrato da un certificato di specializzazione tecnica superiore o del diploma di maturità professionale all'esito del corso annuale integrativo.
Per entrambe le tipologie contrattuali il decreto legislativo n. 81 del 2015 stabilisce che per le ore di formazione svolte in aula presso gli istituti scolastici il datore di lavoro è esonerato da ogni obbligo retributivo; per le ore di formazione a carico del datore di lavoro è riconosciuta al lavoratore una retribuzione pari al 10% di quella che gli sarebbe dovuta. Per i giovani assunti con contratto di apprendistato di primo livello, fermo restando quanto previsto per le ore di formazione svolte nella istituzione formativa e per le ore di formazione svolte presso il datore di lavoro contenute nel piano curriculare, la retribuzione per le ore svolte presso il datore di lavoro, eccedenti quelle contenute nel piano di formazione, è stabilita in misura percentuale rispetto a quella corrisposta ai lavoratori qualificati di pari livello secondo quanto riportato nella tabella 1: Successivamente al conseguimento della qualifica o del diploma professionale, nonché del diploma di istru-
zione secondaria superiore, allo scopo di conseguire la qualificazione professionale ai fini contrattuali, è possibile la trasformazione del contratto in apprendistato professionalizzante, nei limiti di durata complessiva previsti dall’Accordo per la disciplina contrattale dell’apprendistato nel settore turismo del 17 aprile 2012 come modificato dal Contratto collettivo di lavoro del turismo del 18 gennaio 2014 (circolare federale n. 40 del 2014). Per gli apprendisti di alta formazione e ricerca, fermo restando quanto previsto per le ore di formazione svolte nell’istituzione formativa e per le ore di formazione contenute nel piano curriculare e svolte presso il datore di lavoro, si applica - anche ai fini della retribuzione delle ore eccedenti quelle contenute nel piano di formazione curriculare - quanto previsto dall’accordo per la disciplina contrattale dell’apprendistato nel settore turismo del 17 aprile 2012 come modificato dal Contratto nazionale di lavoro del turismo del 18 gennaio 2014
con riferimento ai lavoratori assunti con contratto di apprendistato professionalizzante (Tabella 2). Grazie all’intesa tra Faita e sindacati sarà possibile procedere all’applicazione di quanto previsto dalla normativa, consentendo ai giovani che intendono cercare impiego nel mondo del turismo di affiancare alla loro preparazione teorica periodi di effettivo lavoro “sul campo” presso aziende del settore e agli imprenditori di conoscere e “provare” personale qualificato, sempre più necessario per poter competere sul mercato. TABELLA 1 1° anno 2° anno 3° anno 4° anno (eventuale)
50% 50% 65% 70%
TABELLA 2 1° anno 2° anno 3° anno dal 4° anno
80% 85% 90% 95%
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CAMPING MANAGEMENT :PIANETA TURISMO
STRUTTURE TURISTICHE, STANZIATI 12 MILIONI IN VENETO
APPROVATI I PRIMI INTERVENTI DI RIQUALIFICAZIONE, NEL SEGNO DEI NUOVI SERVIZI.
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a Regione Veneto mette a disposizione dodici milioni di euro in tre anni, attraverso i fondi Por-Fesr 2014-2020, per la riqualificazione di immobili e servizi turistici. I soldi finanzieranno cinquantasei interventi per un valore degli investimenti di oltre 60 milioni di euro, come ha spiegato l’assessore regionale al Turismo Federico Caner, che dovranno essere rendicontati entro maggio 2019. Con questa duplice operazione il Veneto, sempre secondo l’assessore, aiuterà le imprese a rendere più belli e più moderni i propri alberghi e in generale le proprie strutture ricettive, dai campeggi ai B&B. Tra i primi cinquantasei assegnatari vi sono gli alberghi e campeggi del litorale, residence e strutture di ac-
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coglienza sulle sponde del lago di Garda e nelle città d’arte. «Non finanziamo muri e nuove colate di cemento», ha continuato Caner, «ma nuovi servizi, come wellness e spa, interventi “verdi” ed ecosostenibili, progetti di domotica, formazione e riqualificazione professionale». Dei centoquattro progetti presentati in Regione, sono dunque risultati subito
finanziabili circa la metà. «Una seconda mossa strategica», ha concluso Caner, «a una settimana dalla presentazione dei risultati del programma “Montagna veneta”, con il quale la Regione ha stanziato 12,5 milioni di euro del proprio bilancio mettendo in moto operazioni di restyling nelle aree turistiche delle Dolomiti e delle Prealpi per oltre 42 milioni di euro». I
CAMPING MANAGEMENT :PIANETA TURISMO
TRAVELEXPO, LABORATORIO TURISTICO DELLA SICILIA
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rosegue il suo percorso di rinnovamento ed innovazione, già avviato nel 2017 quando ha assunto la dizione di Borsa Globale del Turismo, Travelexpo 2018 la cui XX edizione è in programma dal 6 all’8 aprile 2018 alla Fiera del Mediterraneo di Palermo. Come spiega Toti Piscopo, amministratore unico della Logos srl Comunicazione e Immagine, la società che organizza Travelexpo, «L’organizzazione sta lavorando per realizzare un programma realmente innovativo che prenda spunto dalla positività della stagione turistica che sta continuando, considerando anche che per consolidare questo andamento positivo servono nuovi e diversi interventi rispetto al passato, anche per intercettare nuovi flussi». Nel programma della manifestazione eventi ed avvenimenti pensati per offrire una grande vetrina per la Sicilia che con i suoi cinque milioni di abitanti costituisce un mercato particolarmente appetibile per l’intero mondo turistico internazionale di cui Travelexpo, come Borsa Globale del Turismo, si conferma essere struttura di riferimento per gli operatori pubblici e privati. Secondo gli auspici anche per il 2018 l’appuntamento fieristico intende essere un centro propulsore di idee e progetti innovativi, facilitatore di opportunità oltre che sede naturale per sostenere la commercializzazione dell’intero prodotto turistico regionale, valorizzando tutta la filiera turistica anche attraverso il sistema distributivo delle agenzie di viaggio. Per centrare tale obiettivo, la Logos si avvarrà di un Comitato d’onore,
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LA XX EDIZIONE DAL 6 ALL’8 APRILE 2018 ALLA FIERA DEL MEDITERRANEO DI PALERMO
già individuato e di prossimo insediamento, a cui parteciperanno “I magnifici sette” del turismo siciliano designati durante Travelexpo 2017, ovvero Leoluca Orlando, Francesco Italia, Matteo Rizzo, Antonio Presti, Antonio Mangia, Giuseppe Cassarà, Andrea e Florinda Bartoli. Inoltre,
non è esclusa l’istituzione anche di un comitato tecnico-scientifico di alto profilo professionale in grado di interpretare e dare nuovi spunti al mercato turistico, in evoluzione e trasformazione, finalmente in positivo. Del resto, Travelexpo – come sottolineano gli organizzatori - ha da sempre anticipato le tendenze del mercato turistico grazie a un know how riconosciuto dall’assessorato regionale al Turismo, che l’ha inserito nel Piano strategico di sviluppo turistico 20142020, e dal Comune di Palermo. Travelexpo infatti è nato nel capoluogo, è cresciuto a Terrasini diventando un Salone del turismo sede d’incontro della domanda e dell’offerta per il mercato outgoing, per poi, tre anni fa, tornare a Palermo, anche per vo-
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SECONDO GLI AUSPICI ANCHE PER IL 2018 L’APPUNTAMENTO FIERISTICO INTENDE ESSERE UN CENTRO PROPULSORE DI IDEE E PROGETTI INNOVATIVI OLTRE CHE SEDE NATURALE PER SOSTENERE LA COMMERCIALIZZAZIONE DELL’INTERO PRODOTTO TURISTICO REGIONALE. lontà dell’amministrazione comunale, dove ha contribuito alla riapertura della Fiera del Mediterraneo, ampliando la sfera d’interesse verso il settore dell’incoming siciliano. Palermo già da due anni vive una
primavera turistica e nel 2018 si prepara ad affrontare due momenti particolarmente significativi per il suo sviluppo. Travelexpo è appunto il tassello di una strategia complessiva su cui poggia il rilancio turistico del-
l’intera città, la quale sarà il prossimo anno Capitale italiana della cultura. Senza contare che la ventesima edizione della manifestazione si svolgerà proprio alla vigilia di Manifesta, biennale europea itinerante di arte contemporanea in programma dal 16 giugno al 4 novembre che promette di portare nel capoluogo siciliano migliaia di turisti ed esperti di arte, come avvenuto nell’edizione di San Pietroburgo dove Manifesta ha fatto registrare oltre un milione di visitatori. I
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CAMPING MANAGEMENT :LE AZIENDE INFORMANO
NUOVI ADEMPIMENTI FISCALI IN VISTA IN ARRIVO LA TRASMISSIONE DEGLI INCASSI DELLE GETTONIERE ALL’AGENZIA DELLE ENTRATE di Pietro Licciardi
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DAL PRIMO SETTEMBRE FINO AL 31 DICEMBRE I GESTORI DEI CAMPEGGI E VILLAGGI DOVRANNO
CENSIRE LE LAVATRICI E LE ASCIUGATRICI AUTOMATICHE
DI PROPRIETÀ MUNITE DI GETTONIERE O ALTRI SISTEMI AUTOMATICI DI PAGAMENTO ISTALLATE NELLE RISPETTIVE STRUTTURE E A DISPOSIZIONE DEI CLIENTI,
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al primo Settembre fino al 31 Dicembre i gestori dei campeggi e villaggi dovranno censire le lavatrici e le asciugatrici automatiche di proprietà munite di gettoniere o altri sistemi automatici di pagamento istallate nelle rispettive strutture e a disposizione dei clienti, analogamente a quanto è stato fatto a partire dal primo Aprile 2017 per i distributori automatici di bevande e prodotti. Secondo la normativa infatti tutti coloro che posseggono macchine lavatrici o asciugatrici diventano gestori, alla pari di chi di mestiere si occupa di fornire in comodato d’uso o noleggio proprie macchine presso clienti terzi. Ciò vuol dire che anche chi ha una sola lavatrice di proprietà che funzioni con gettoniera dovrà adeguarsi. Come spiega Arturo Carbone, socio
e coordinatore commerciale della Pasvens S.r.l., azienda che con le formule di comodato d’uso o noleggio di macchinari per lavanderie gestisce circa tremila apparecchi su tutto il territorio nazionale, la norma è stata architettata e costruita dall’Agenzia delle entrate
dopo un confronto durato due anni con i rappresentanti di categoria del settore vending (distributori automatici di prodotti e bevande). Purtroppo però non sono state prese in considerazioni le dovute eccezioni, applicabili ad esempio alle lavanderie selfservice, ai car wash, tabacchi e farmacie cui poi il provvedimento è stato esteso, le quali si trovano a dover fronteggiare ulteriori adempimenti per un numero anche molto limitato di impianti. La spiegazione ufficiale è che il varo del provvedimento ha richiesto così tanto tempo che non poteva essere cambiato e dunque occorrerà attendere che eventuali problemi e lacune si evidenzino per poi procedere con l’adeguamento. Intanto quasi tutti dovranno adempiere ad una norma inizialmente pensata esclusivamente per i distributori automatici
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di prodotti e bevande. Come spiega ancora Carbone la sua azienda ha varie tipologie di contratti di comodato d’uso o noleggio per i propri clienti nel turismo all’aria aperta; alcuni contemplano l’installazione di macchine con gettoniere a moneta, altri con schede vendute da casse centralizzate e torri di ricarica credito e queste dovranno essere censite e soggette alla trasmissione dei dati sul portale dell’Agenzia delle entrate «ma abbiamo anche clienti che hanno preferito conservare nostre macchine con sistema di pagamento a gettoni che comprano regolarmente da noi e poi rivendono a loro volta in reception ai loro clienti. Ecco, costoro al momento sono esclusi dalla geolocalizzazione delle macchine quindi dalla successiva trasmissione telematica. Però sono obbligati ad emettere scontrino fiscale ogni volta che vendono i gettoni. Tuttavia qualora questi stessi gettoni non fossero venduti in reception ma erogati da una cambiamonete o distributore automatico - definiti sistemi di pagamento o casse master come tali vanno censiti, geolocalizzati e quindi assoggettati alla trasmissione telematica». La trasmissione dei corrispettivi d’incasso inizierà dal primo Gennaio 2018, mentre le strutture ricettive stagionali che non sono in funzione a quella data dovranno comunque essere pronte all’inizio della prossima stagione, ovvero con i macchinari censiti e pronti all’invio telematico. A complicare ulteriormente le cose vi è il fatto che la maggior parte delle gettoniere installate e oggi presenti sul mercato non sono munite di porte di comunicazione dati, per cui è stata data la possibilità temporanea di imputare manualmente i dati su un dispositivo accreditato dall’Agenzia delle entrate di cui tutti si dovranno dotare per poi trasmetterli nel formato richiesto attraverso il software anch’esso accreditato dall’Agenzia. Le aziende produttrici hanno cinque anni di tempo per immettere sul mercato dispositivi in grado di ricavare e trasmettere, senza intervento manuale, i dati di incasso al Fisco In pratica cosa dovranno fare i gestori
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LA PASVENS S.R.L., È GIÀ PRONTA SOTTO MOLTI PUNTI DI VISTA, IN QUANTO UTILIZZA GIÀ DA QUALCHE ANNO I DISPOSITIVI E IL SOFTWARE ACCREDITATI DALL’AGENZIA DELLE ENTRATE DAL MOMENTO CHE SI TRATTA DI UN’AZIENDA STRUTTURATA E CONSOLIDATA CHE NEL SUO SVILUPPO HA GIÀ AFFRONTATO INVESTIMENTI E SCELTE ORGANIZZATIVE COERENTI CON QUANTO OGGI RICHIESTO.
di camping e villaggi in cui sono istallate macchine di loro proprietà con gettoniera? Innanzitutto entro il 31 Dicembre di quest’anno dovranno comunicare all’Agenzia delle entrate la matricola identificativa di ciascun macchinario, l’informazione che la stessa non è dotata di una porta di comunicazione e altri ulteriori dati indicati nelle specifiche tecniche allegate al provvedimento. A questo punto viene generato un QRcode da apporre sulla macchina che contiene l’indirizzamento alla pagina web, gestita dalle Agenzia, dove chiunque potrà verificare i dati identificativi di quella macchina e del relativo gestore. Inoltre dal primo gennaio 2018 tutti coloro che utilizzano macchine prive di una
porta di comunicazione dovranno iniziare a trasmettere telematicamente le informazioni manualmente. La trasmissione dovrà avvenire al momento della rilevazione dei dati di incasso, con una frequenza entro e non oltre sessanta giorni, in prossimità della macchina geolocalizzata tramite un apposito dispositivo mobile oppure attraverso la stessa macchina qualora fosse munita di porta di comunicazione dati. L’operazione verrà confermata dall’emissione di una ricevuta da parte dell’Agenzia e i dati saranno “sigillati” elettronicamente, per garantirne l’autenticità, la sicurezza e la riservatezza. Come è facile capire la normativa avrà delle conseguenze sulla gestione delle strutture. Innanzitutto occorrerà provvedere al censimento, alla geo-
CAMPING MANAGEMENT :LE AZIENDE INFORMANO
localizzazione e all’acquisto dell’apparato di trasmissione dati e del relativo software; poi vi sarà un appesantimento del lavoro di controllo sui macchinari di proprietà essendo necessaria anche la periodica rilevazione e trasmissione dati. Saranno poi da gestire tutte le problematiche derivanti, ad esempio, dalle restituzioni delle monete ai clienti per mancata erogazione del servizio o dalle prove sulle gettoniere effettuate per ripristinare eventuali anomalie. Una soluzione, suggerisce Arturo Carbone, coordinatore commerciale della Pasvens S.r.l., potrebbe essere l’affidarsi a gestori esterni, sgravandosi da qualsiasi onere relativo all’adeguamento e al successivo invio di dati, ma si dovrà fare attenzione alla serietà delle aziende fornitrici, assicurandosi che queste ultime prendano sul serio tutta la normativa e gli adempimenti connessi perché, atteggiamenti superficiali da parte di fornitori esterni potrebbero compromettere indirettamente la struttura. «Per alcune aziende di ser-
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LA TRASMISSIONE DEI CORRISPETTIVI D’INCASSO INIZIERÀ
DAL PRIMO GENNAIO 2018,
MENTRE LE STRUTTURE RICETTIVE STAGIONALI CHE NON SONO IN FUNZIONE A QUELLA DATA DOVRANNO COMUNQUE ESSERE PRONTE ALL’INIZIO DELLA PROSSIMA STAGIONE, OVVERO CON I MACCHINARI CENSITI E PRONTI ALL’INVIO TELEMATICO vizio del nostro settore», dice ancora Carbone, «che essendo relativamente giovane, ha imprenditori per lo più artigiani con solo qualche collaboratore interno o esterno, la normativa rappresenterà un grosso problema, tenuto conto che richiederà investimenti importanti per adeguare i si-
stemi di pagamento sulle macchine già installate, per dotarsi dell’hardware e del software necessario alla gestione degli incassi, nonché per l’acquisto delle future lavatrici e asciugatrici idonee al rilevamento automatico dei dati che nei prossimi cinque anni dovranno andare a sostituire il parco macchine esistente». La Pasvens S.r.l., è già pronta sotto molti punti di vista, in quanto utilizza già da qualche anno i dispositivi e il software accreditati dall’Agenzia delle entrate dal momento che si tratta di un’azienda strutturata e consolidata che nel suo sviluppo ha già affrontato investimenti e scelte organizzative coerenti con quanto oggi richiesto. «Il prossimo anno», conclude Carbone, «taglieremo il traguardo dei trent’anni di attività, abbiamo venticinque dipendenti di cui undici tecnici dislocati sul territorio nazionale e circa tremila macchine tra lavatrici e asciugatrici installate presso clienti appartenenti a quarantotto differenti categorie merceologiche». I
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CAMPING MANAGEMENT :PIANETA TURISMO
UN DECALOGO PER SOPRAVVIVERE ALLE RECENSIONI di Dario Lambarelli
COME COSTRUIRSI UNA WEB REPUTATION SUI SOCIAL
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avorando quotidianamente con le strutture turistiche CreatiWeb e a KoobCamp hanno un’ampia panoramica di come viene percepita e gestita la possibilità di essere giudicati dagli utenti, con la necessità di fornire un supporto dedicato per affrontare situazioni che influiscono sulla web reputation. Sulla base dei dati in nostro possesso possiamo subito affermare che le recensioni non sono il male assoluto. Alzi la mano chi non le hai mai utilizzate su TripAdvisor per decidere in quale ristorante andare o quale articolo comprare su Amazon. Se non siete così tecnologici provate a pensare quante volte avete scelto un luogo piuttosto che un altro solo perché ve lo hanno consigliato. Ecco, questo dovrebbe essere lo spirito di condivisione delle esperienze. Ma facciamo un piccolo passo indietro.
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Fino a fine anni Novanta del secolo scorso il potere della comunicazione era in mano principalmente ai brand che potevano parlare ai consumatori a suon di slogan per convincere della bontà dei propri prodotti e servizi. I consumatori ascoltavano, se convinti acquistavano e solamente in un secondo momento scoprivano se le promesse dell’annuncio pubblicitario erano mantenute o meno. Nel customer journey - il processo di acquisto di un prodotto o servizio - i marketing manager si basavano principalmente tre fasi: lo stimolo, ovvero il momento in cui una persona entra in contatto con un messaggio pubblicitario o spontaneo, come il passaparola; il primo momento della verità, cioè l’acquisto del bene o servizio a seguito dello stimolo, ovvero il momento in cui una persona diventa cliente; il secondo momento della
verità, l’esperienza del servizio, il consumo del prodotto, il momento in cui il cliente scopre se le sue aspettative promesse nelle precedenti fasi vengono confermate o meno. È nel “secondo momento della verità” che si crea l’opinione circa un brand, un prodotto, una destinazione turistica o una struttura, ed è in questa fase che si costruisce quella che viene definita la brand reputation, cioè il “cosa pensano le persone”. Nell’era pre-social quindi la brand reputation era una conseguenza, spesso tenuta poco in considerazione. Una esperienza negativa aveva una cassa di risonanza minima, in proporzione al network di persone conosciute dal cliente, ma una positiva era difficile e troppo costosa da valorizzare. In questo scenario era facile “gonfiare” i dati, fare indagini di mercato pilotate per aumentare la brand reputation positiva di una marca senza che ci potessero essere smentite. La comunicazione era mono-direzionale: il brand parlava, il pubblico ascoltava. Gli slogan dovevano essere convincenti a qualsiasi costo. La vendita quasi l’unico obiettivo di ogni campagna. Il web-dinamico - e con esso la nascita delle comunità virtuali, dei social network e dei portali – è stata una rivoluzione sia dal punto di vista tecnologico che da quello comunicativo. Gli utenti hanno cominciato a riunirsi e a scambiarsi idee e opinioni: sono nati i forum di viaggi, gli appassionati di attività specifiche e di tipologie di viaggi. Il passaparola che veniva considerato come un canale secondario cominciava a diventare sempre più importante e prepotente per la brand reputation. Il network di ogni persona
poco per volta non era più limitato a parenti e amici, ma raggiungeva le diverse comunità virtuali, sempre più numerose e sempre più desiderose di conoscenza. È stato subito chiaro che lo scenario delle comunicazioni aziendali era stravolto, ma ovviamente non a favore dei brand che hanno perso di colpo il potere degli slogan. Nella “catena alimentare” della comunicazione, la preda, il cliente, di colpo diventava capace di decidere da chi farsi “mangiare”, quindi di valorizzare i prodotti o servizi che avevano offerto esperienze positive e penalizzare quelli negativi creando contenuti spontanei in grado di influenzare le altre persone, anche se non conosciute direttamente. I consumatori moderni sono più propensi a credere alle parole di un suo pari che alle promesse di un brand. Queste informazioni – che il più delle volte conosciamo come recensioni – svolgono un importantissimo compito all’interno del customer journey, andando a ridefinire lo scenario: dopo essere entrato in contatto con un messaggio, il possibile consumatore si documenta, si confronta, ricerca in rete le opinioni. Possiamo per assurdo dire che conosce quasi tutto del brand in oggetto: pregi e difetti e con l’esperienza impara a dargli un peso, quindi un valore. È stato necessario riscrivere quindi il customer journey, inserendo quello che è stato chiamato il momento zero della verità (ZMOT – Zero Moment of Truth) e la condivisione, che ora diviene davvero uno strumento di comunicazione fondamentale 1. Stimolo 2. ZMOT 3. Primo Momento della Verità 4. Secondo Momento della Verità 5. Condivisione Anche una vacanza non fa eccezione. Il suo processo di acquisto passa dalla fase di sogno a quella di prenotazione ed esperienza: 1. Sogno (Stimolo) 2. Pianificazione (ZMOT) 3. Booking (primo momento della verità) 4. Esperienza (secondo momento della verità) 5. Condivisione
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IL WEB-DINAMICO – E CON ESSO LA NASCITA DELLE COMUNITÀ VIRTUALI, DEI SOCIAL NETWORK E DEI PORTALI – È STATA
UNA RIVOLUZIONE SIA DAL PUNTO DI VISTA TECNOLOGICO CHE DA QUELLO COMUNICATIVO. Il customer journey diviene quindi circolare, in cui i contenuti - le recensioni - creati dagli utenti nella fase cinque saranno di ispirazione, stimolo e pianificazione per altri utenti nelle fasi precedenti. Chi riesce ad inserirsi in questo percorso in maniera propositiva e senza prepotenza riesce ad ottenere la merce di scambio più preziosa di tutta la comunicazione: l’attenzione. Il segreto è quindi quello di partecipare ai dialoghi, creare contenuti positivi utili e stimolare gli utenti a crearne a loro volta. Ma non lo diciamo subito, non è una cosa semplice e scontata.
COME DIALOGARE CON GLI UTENTI?
Ovviamente per poter prendere parte a una discussione bisogna conoscere prima di tutto le regole della piattaforma su cui si parla, rispettarne le policy e soprattutto evitare i messaggi autoreferenziali o smaccatamente promozionali. Se la piattaforma utilizzata è per esempio Facebook sarebbe op-
portuno saper utilizzare il social network non dal punto di vista dell’utente, ma come strumento aziendale e di marketing. Per questa ragione noi di CreatiWeb e KoobCamp consigliamo di seguire dei corsi specifici per campeggi e villaggi sul social media marketing. Gli utenti mentre cercano un campeggio e villaggio in Sardegna, in Salento o sul Lago di Garda desiderano sapere dove riporre fiducia, dove possono vivere una vacanza a loro misura, e la fiducia è data dall’esperienza di chi ha già vissuto l’esperienza, non da chi la promette.
COME FARE QUINDI?
Prima di tutto bisogna avere bene presente dove conversano gli utenti, ovvero dove si ispirano e dove si informano nelle fasi di sogno e pianificazione. È fondamentale presidiare i canali e sapere cosa si dice di noi, come struttura e destinazione turistica, come viene detto e da chi. Individuare gli aspetti positivi, da valorizzare con contenuti ad-hoc sulle nostre pagine, e quelli negativi, da gestire vedremo dopo come. In poche parole bisogna analizzare quello che si definisce il sentiment. Ci sono due strade: frequentare pagine, gruppi tematici, forum, leggere blog etc alla ricerca di post, recensioni e foto che ci riguardano, oppure affidare questo compito a strumenti che esplorano la rete per noi e ci forniscono report dettagliati sulle attività degli utenti online, da Google a Facebook passando
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CAMPING MANAGEMENT :PIANETA TURISMO
per Zoover e TripAdvisor. Uno di questi è per esempio TrustYou, facile da usare e da configurare, ideale per gestire le criticità e rispondere in maniera puntuale alle varie evenienze.
COME GESTIRE UNA RECENSIONE NEGATIVA?
Le recensioni negative sono fisiologiche e sono più facili da realizzare rispetto a quelle positive perché sono dettate spesso da sentimenti forti come la rabbia o la rivalsa. Per questa ragione rispondere ad una recensioni negativa è forse la fase più delicata, anche perché spesso dietro alle recensioni si nascondono delle vere e proprie trappole. Rispondere agli utenti non è un lavoro semplice e non è un compito da svolgere d’impulso, anche perché una recensione negativa gestita male è più dannosa della recensione stessa, e allo stesso modo saperla affrontare in maniera professionale può dimostrare agli altri utenti che non solo siete disposti al dialogo ma che prendete in considerazione le critiche in maniera costruttiva. Ovviamente c’è critica e critica e recensione e recensione, ma se seguiamo delle regole sarà tutto più facile. Potremmo fare un decalogo di regole che aiutano nella corretta gestione: 1. dotare la presenza online di regole per gli utenti sul vostro spazio -
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in che modo verrà moderato, cosa
rispondere argomentando, citando
LE INFORMAZIONI – CHE IL PIÙ DELLE VOLTE CONOSCIAMO COME RECENSIONI – SVOLGONO UN IMPORTANTISSIMO COMPITO ALL’INTERNO DEL CUSTOMER JOURNEY, ANDANDO A RIDEFINIRE LO SCENARIO
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è ammesso e cosa no- anche per un uso interno all’azienda in modo da affrontare le “crisi” in maniera professionale. Rispondere a tutte le recensioni e non tralasciare quelle negative. Quelle positive vanno premiate poiché l’utente ha speso del tempo per aiutarvi a costruire una webreputation positiva, mentre quelle negative vanno gestite. Non adattarsi al tono della critica, ma seguite le policy aziendali che avete scelto. Non insultare mai. Mai, anche a seguito di attacchi pesanti. Documentarsi circa l’identità di chi ha rilasciato una recensione negativa. Lo conosco? È stato realmente in struttura? Si è lamentato in loco con il personale? In una parola: indagare se quello che viene affermato corrisponde al vero e quindi avere delle armi per rispondere. Dopo aver riscontrato il problema
episodi che vi hanno coinvolti; esempio se il turista si è lamentato che il condizionatore non funzionava potreste segnalare di aver immediatamente inviato un vostro tecnico e quindi affermare che siete attenti alle richieste dei clienti, ovviamente se questo corrisponde alla verità. 7. Se il problema poteva essere gestito in struttura fate presente che lamentarvi dopo due settimane su TripAdvisor non risolve il problema, non permette al turista di godersi la vacanza e alla struttura di coccolare il cliente; per esempio, se la pizza del ristorante è arrivata bruciata è inutile dirlo a posteriori lamentandosi di aver mangiato male poiché sarebbe stata prontamente rifatta. 8. Se la critica è costruttiva e corretta prenderne atto. Scusatevi e fare intendere che prenderete in carico la lamentela per migliorare il servizio. Questo servirà an-
che nella costruzione del piano editoriale per la vostra pagina di Facebook. Insomma, se una cosa la dice una persona è un conto, se è detta da otto o dieci persone probabilmente è vera. Prendetene atto. 9. Se le condizioni lo permettono o se ci sono state evidenti mancanze da parte del personale, trovate il modo per farvi perdonare; uno sconto sulla prossima vacanza o un servizio extra che sarebbe stato a pagamento mettono sempre in ottima luce la struttura. 10. Monitorare costantemente tutti i canali, sia per analizzare il sentiment sia per verificare la presenza di profili non gestiti. Succede su Facebook e succede su Google Maps (Google My Business) con pagine duplicate o di attività interne alle strutture che vengono considerate ufficiali. In questo caso bisogna intervenire con le corrette procedure che possono richiedere anche diversi giorni.
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IL CLIENTE Ăˆ TALE DAL PRIMO CONTATTO; UNA
BUONA REPUTAZIONE SI CREA GIĂ€ DAI TEMPI DI RISPOSTA ALLE MAIL E AI CONTATTI
CHE AVVENGONO SEMPRE PIĂ™ SPESSO TRAMITE I SOCIAL NETWORK, E NEL PRIMO CONTATTO CHE UN UTENTE HA CON IL BRAND, CASE HISTORY 1: COME ROVINARE LE BUONE INTENZIONI CON UNA GESTIONE SBAGLIATA.
dai toni accesi su Facebook. I giornali cominciano a riportare la notizia e ciò non fa che alimentare le visite alla pagina, ai profili su Google My Business, TripAdvisor etc. Cosa voleva dire il ristorante con “dolcetto o terremoto?â€?. L’intento era nobile: per la serata di Halloween tutti i proventi dei dolci della cena sarebbero stati devoluti alle popolazioni colpite dal terremoto, ma tutto ciò non è emerso dalla comunicazione come sottolineato dalle critiche attraverso i messaggi pubblici. Il ristorante si è trovato con una bomba inesplosa in mano e non è riuscito a disinnescarla, anzi ha risposto alle critiche con sufficienza, con arroganza e spesso accusando di ignoranza gli utenti, amplificando ancora di piĂš l’episodio e
Un ristorante vegano del sud Italia è particolarmente apprezzato. La sua comunicazione è sempre stata abbastanza forte, il tono di voce irriverente e politically scorretto come generalmente lo è quello di chi non sempre è allineato alla maggioranza. Fin qui tutto bene, se non che per una serata di Halloween decidono di lanciare la campagna “dolcetto o terremoto?â€? a pochi mesi da uno dei tanti sismi che hanno colpito l’Italia. E si scatena l’inferno. Gli utenti della rete non percepiscono il reale intento del ristorante e arrivano i primi commenti
UN A GAM M A CO M PLE TA D I RUB BINE T T I E A CCESSO RI ST UD I ATA APPO SI TAM EN T E PER R IL CAM PEGGIO IL RISPARM IO ID IRICO NELL L’ O PE EN AIR
I VANTAGGI DELL A RUBINE T TER RI A PRESTO ÉœĹ?Risparmio idrico ed energetico Éœ Utilizzo semplice, adatto a tutti ÉœĹ? 4VSHSXXM ERXMZERHEPS anutenzione facile, rapida ed economica ÉœĹ?Ma PR E ST O FORNISCE TUT TI GLI AMBIEN TI BA GNO DE EL MONDO O PE N AIR PISCINE
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Crediti foto: Tof Locoste - Feisty - Galyna Andrushko - Fotolia - Camping Valle Gaia
CAMPEGGI
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CAMPING MANAGEMENT :PIANETA TURISMO
richiamando maggiore attenzione da parte dei media e anche di chi “studiaâ€? social media marketing. Il risultato è stato che in pochi giorni le valutazioni su tutti i canali sono crollate con un danno quasi irreparabile in termini di web-reputation
CASE HISTORY 2: ASCOLTARE LE CRITICHE E RIMEDIARE A UNA COMUNICAZIONE NON IMPECCABILE
Se il ristorante di cui sopra non ha saputo analizzare e comprendere che la comunicazione percepita era totalmente differente da quella intesa, diverso è stato il caso di una catena di negozi sportivi che online e offline a fine estate di qualche anno fa ha lanciato una campagna per promuovere lo sport giovanile in occasione del ritorno dalle vacanze. E’ stato scelto correttamente l’hashtag per tematizzare la campagna e trasportarla su tutti i canali #lofaccioperchè, rendendosi visibile tramite diversi visual e copy nei punti vendita, nei materiali di comu-
nicazione e consumo e sui social network. Uno di questi visual e copy però ha colpito piĂš di tutti non per la creativitĂ ma per il messaggio: “#lofaccioperchè, in campo non servono libriâ€?. L’idea era ovviamente quella di promuovere la spensieratezza del giocare e fare sport, ma la contrapposizione tra sport e cultura ha fatto discutere. L’azienda ha ricevuto diverse critiche soprattutto dal mondo della scuola: professori, docenti e genitori. Seguendo le sue policy l’azienda si è accorta che il percepito dagli utenti era un messaggio negativo e probabilmente non solo non avrebbe raggiunto il suo obiettivo di marketing, ma tutto questo avrebbe potuto influire negativamente sulla reputazione del brand, intaccando i valori dell’azienda stessa. Il risultato è stato la rimozione della campagna incriminata e una comunicazione ufficiale su tutti i canali e tramite ufficio stampa, per scusarsi dicendo “abbiamo sbagliatoâ€? e dimostrandosi pronti al dialogo. La crisi è stata gestita nel migliore dei
modi e la web-reputation ne è uscita rafforzata. In definitiva, la gestione dei canali come Facebook, delle criticitĂ e delle recensioni su Google o TripAdvisor devono essere gestite da persone competenti, che conoscono a fondo i valori in cui crede l’azienda e che non agisce “di panciaâ€? ma segue delle policy e delle regole ben precise. Ricordiamoci sempre che: il cliente è tale dal primo contatto; una buona reputazione si crea giĂ dai tempi di risposta alle mail e ai contatti che avvengono sempre piĂš spesso tramite i social network, e nel primo contatto che un utente ha con il brand, magari leggendo un post o una recensione su Facebook. La comunicazione non è quello che dici, ma quello che le persone percepiscono; per questa ragione se una vostra comunicazione, una risposta o un vostro annuncio non viene inteso nella maniera corretta dalla maggior parte dei vostri interlocutori probabilmente state sbagliando modo o forma di comunicare. I
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