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Camping Management 27

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ANNO VIII N. 27 Poste Italiane SPA - Sped. Abb. Postale DL 353/2003 (conv. INL. 27/02/2004, nª 46) ART.1 comma 1 DCB ROMA • Luglio - Settembre 2014

P E R I O D I C O

D E L L A

F A I T A

F E D E R C A M P I N G

UNA

REGINA

DEL TURISMO: LA LOMBARDIA NASCE IL DISTRETTO TURISTICO DEL CILENTO DIECI MILIONI DI ARRIVI NEI CAMPEGGI ITALIANI L’ITALIA NELLA PERCEZIONE DEI TURISTI STRANIERI


ANNO VIII N. 27

CAMPING MANAGEMENT :EDITORIALE

N

on deve essere semplice per molti di noi, comprendere quanto e come il nostro mestiere sia cambiato. La circostanza è da addebitare al fatto che la grande maggioranza degli imprenditori dell’open air vivono una simbiosi stretta e continua con la propria azienda e così i molti e costanti cambiamenti che vi si producono finiscono per diventare familiari e consueti prima che evidenti. Non credo che questo influisca in maniera profonda sul modus operandi di ciascuno ma sicuramente segna, nello stile imprenditoriale e quindi in definitiva nella natura del servizio offerto e nella percezione dell’ospite, il limite proprio dell’adeguatezza dell’impresa. Infatti, l’ospitalità turistica, e l’open air non fa eccezione, per essere appetibile deve miscelare due in-

Maurizio Vianello

gredienti all’apparenza contrastanti tra loro, deve essere cioè al tempo stesso consueta e nuova. L’ospite cerca da noi ciò che già in passato lo ha gratificato e soddisfatto, ama il luogo e le persone che lì ha incontrato, rivive volentieri le esperienze che più lo hanno suggestionato. Ma per costruire questo clima bisogna che di anno in anno la vacanza presenti qualche novità che la caratterizzi e crei in lui ulteriore interesse ed affezione. Ecco perché una efficace manutenzione dell’insieme aziendale può realizzarsi solo se si sanno introdurre novità nel servizio o nella struttura che la rendano più efficiente e al tempo stesso lascino nell’ospite il sapore di un piacere nuovo rispetcontinua a pag.7

FAITA FEDERCAMPING Via Cola di Rienzo, 285 00193 Roma

Autorizzazione del Tribunale di Roma n. 363/2006 del 29/09/2006 Direttore responsabile: Salvatore Vingiani

tel. 06 32111043 - fax 06 3200830 www. faita.it

Redazione: Nicolcarlo Genovese Pietro Licciardi Andrea Spezzigu

Produzione e pubblicità: Contatto Comunicazione e Marketing s.r.l. Via Apuania, 5 - 00162 Roma Tel. 06 97616025 - Fax 06 97616034 cell. 3355774176 Progetto grafico: Emilio Procopio e.procopio@format-roma.it

Impaginazione: Format Roma s.r.l. www.formatvisual.com Stampa: Grafica Di Marcotullio sas - Roma Finito di stampare Settembre 2014

CAMPING MANAGEMENT :SOMMARIO

5 VILLAGGIO DEI PINI:

LA MAGIA DEL MARE, IL FASCINO DELLA MAGNA GRECIA Pietro Licciardi

8 UNA REGINA DEL TURISMO:

28 E’ DI NUOVO SIPAC! 30 AQUASKID E L’ACQUA CALDA E’ SUBITO SERVITA

a cura di Pietro Licciardi

33 PER GES GROUP VIENE PRIMA DI TUTTO LA QUALITA’

19 NASCE IL DISTRETTO

37 PROROGA VERSAMENTI DA UNICO E CREDITI D’IMPOSTA

LA LOMBARDIA

TURISTICO DEL CILENTO

23 DIECI MILIONI DI ARRIVI NEI CAMPEGGI ITALIANI

25 L’ITALIA NELLA PERCEZIONE DEI TURISTI STRANIERI

a cura di Maurizio Fantaccione


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CAMPING MANAGEMENT :PAROLE ATTORNO AL FUOCO

VILLAGGIO DEI PINI: LA MAGIA DEL MARE, IL FASCINO DELLA MAGNA GRECIA NEL RICORDO DI PEPPE BIFULCO UN’AVVENTURA DI CINQUANT’ANNI NELL’OPEN AIR di Pietro Licciardi

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l Campeggio Villaggio dei Pini è nella valle del Sele in Campania, ad appena un chilometro dalla celebre Paestum, con i resti dell’antica colonia greca, di cui restano visibili, tra l’altro, i celeberrimi templi dedicati alle dee Hera e Athena. Completamente immerso nel verde della pineta si affaccia su una lunga spiaggia e offre ai suoi ospiti una gamma completa di servizi: bar, ristorante, pizzeria, market, tavola calda, spiaggia privata. Ha inoltre campi di calcetto, animazione per grandi e piccini, parco giochi per i bambini, beach volley. Oltre alle piazzole per camper, tende e roulotte ci sono anche diversi bungalow. L’attività fu fondata da Mario Bifulco, decano dell’azienda e ancora saldamente alla guida, ormai più di cinquant’anni fa, nei “ruggenti” anni Sessanta, quando il boom economico fece scoprire agli italiani il piacere del turismo di massa. Per la verità, come ricorda Peppe Bifulco, figlio e braccio destro del fondatore, allora i tempi sembravano ancora prematuri e furono in tanti a dire che Mario «stava facendo una pazzia». In effetti la Campania era in gran parte economicamente depressa ed erano ancora parecchi quelli che con le valige di cartone tenute assieme con lo spago prendevano la via del Nord. Tuttavia i Bifulco – a sostenere e incoraggiare l’im-

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NELLA VALLE DEI TEMPLI UN MODERNO CAMPEGGIO,

CALAMITA PER NUMEROSI TURISTI STRANIERI presa c’era anche la moglie di Mario - seppero guardare lontano, certi che prima o poi la straordinaria bellezza del mare, della natura e il fascino dell’archeologia avrebbe presto richiamato frotte di turisti. Molti di più di quelli, non solo stranieri, che già si avventuravano in quegli anni con tenda al seguito e le prime rustiche roulotte.

«I primi anni furono un’avventura», ricorda ancora Peppe, «ma allora fare campeggio significava proprio questo: vivere avventurosamente nella natura incontaminata, accontentandosi di poco: una piazzola, acqua corrente e qualche servizio igienico comune. Gli investimenti sono arrivati solo dopo, un po’ alla volta, con i primi tucul, i giochi, i prefabbricati per il negozietto di alimentari…» Pian piano ha preso forma il moderno camping odierno, con le piazzole delimitate da siepi, ciascuna dotata di attacco per la luce e l’acqua, i confortevoli bungalow e tutto ciò che l’evoluta clientela “moderna” chiede per una vacanza, sia pure all’aria aperta, ma ricca di tutti i confort. «Però se penso agli inizi, quando anch’io seppure ragazzetto, giravo tutto il giorno per il campeggio dando una mano a papà e mamma», dice Peppe Bifulco abbracciando con lo sguardo i vialetti ombreggiati dai maestosi pini mediterranei, «sento una gran nostalgia e allo stesso tempo ringrazio i miei genitori per la coraggiosa scelta che fecero. Una riconoscenza che condivido con tutta la mia famiglia, anch’essa oggi impegnata a mandare avanti l’azienda, con tanti sacrifici ma anche soddisfazioni» Sicuramente ha contribuito al successo del campeggio il fatto che sorge in un’area bellissima non solo grazie alla natura generosa, ma anche perché la presenza dei templi greci ha fatto da irresistibile calamita per migliaia di turisti, che ogni anno, da decenni, invadono l’intera valle. Certo, lamenta Peppe Bifulco, non sempre la politica locale ha mostrato di comprendere quale tesoro si trovava

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CAMPING MANAGEMENT :PAROLE ATTORNO AL FUOCO

per le mani e soprattutto in passato c’è stata la tentazione di cedere alle sirene di forme di sviluppo poco confacenti al territorio, con il progredire del cemento e il “sogno” dell’industrializzazione. Per fortuna però i tempi cambiano e anche la mentalità della gente del posto, oggi più attenta all’ambiente e al cosiddetto “sviluppo sostenibile”. Anzi, per Bifulco è proprio arrivato il momento per l’open air del Cilento, se vuole consolidare le proprie posizioni e sperare di conquistare nuovi mercati, orientare sempre più le proprie strutture verso tecnologie e mentalità ecofriendly. Nel futuro del campeggio Villaggio dei Pini ad esempio ci saranno sempre più piazzole autonome dal punto di vista energetico, con l’utilizzo di generatori eolici e pannelli fotovoltaici, strutture realizzate con componenti non inquinanti, gestione più oculata delle risorse per minimizzare ogni tipo di impatto ambientale. Ma, sempre per Bifulco, mai come adesso, complice pure la crisi che continua a mordere,

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I SOCIAL NETWORK SI STANNO

DIMOSTRANDO UN PREZIOSO STRUMENTO,

ANCHE SE RICHIEDONO UN NOTEVOLE SFORZO DI AGGIORNAMENTO E UN CAMBIO DI MENTALITÀ, SOPRATTUTTO DA PARTE DEGLI IMPRENDITORI PIÙ ANZIANI. per reggere alle sfide del mercato c’è bisogno di collaborazione tra tutti gli operatori del settore. «Questo è sempre stato un problema», confessa, «e

anche qui da noi ciascuno ha sempre preferito fare da se ma forse adesso qualcosa sta cambiando. Grazie al presidente regionale della Faita, Mimmo


Iannazzone, si è arrivati alla creazione del distretto turistico del Cilento costiero: “Cilento Blu” e speriamo tutti che questo ci dia modo di trovare un po’ più di unità e di coordinamento, se non altro per far giungere in maniera univoca la nostra voce agli amministratori locali, dai quali dipende ancora in larga parte la sopravvivenza delle nostre aziende». Anche se questo è solo il primo passo e la strada resta ancora lunga. Da subito però, spiega Peppe Bifulco, stimolati dalle difficoltà che sta attraversando il turismo a causa del generale impoverimento delle famiglie italiane, occorre battere altre strade per conquistare nuovi clienti. In questo i social network si stanno dimostrando un prezioso strumento, anche se ciò richiede un notevole sforzo di aggiornamento e un cambio di mentalità, soprattutto da parte degli imprenditori più anziani. In questo senso per il nostro «tutto sommato la crisi può essere una opportunità di crescita, perché costringe a rimettersi in discussione, porre rimedio ad eventuali errori fatti

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L’ATTIVITÀ FU

FONDATA DA MARIO BIFULCO, NEI “RUGGENTI” ANNI SESSANTA, QUANDO IL BOOM ECONOMICO FECE SCOPRIRE AGLI ITALIANI IL PIACERE DEL TURISMO DI MASSA.

in passato, accogliere il nuovo vincendo certe naturali resistenze». Un “nuovo” che però non deve minimamente mettere in discussione la tradizione, che per l’open air significa «disponibilità verso i clienti, attenzione all’ambiente, capacità di innovarsi continuamente» e…. «saper sognare»

Oltre a queste “antiche” qualità cosa occorre oggi ad un buon imprenditore del turismo all’aria aperta? Bifulco non ha dubbi: «sono passati i tempi dell’esperienza solo sul campo e un buon percorso formativo è indispensabile. Formazione tecnica e anche pratica ma in scuole di forte specializzazione turistica perchè niente può più essere lasciato al caso». Infine il discorso non può, come sempre, che cadere sulla politica, croce e delizia – assai raramente in verità – di ogni imprenditore che opera nell’open air. E anche qui nel Cilento le richiese che si levano sono le stesse ascoltate un po’ in tutta Italia: «La politica deve imparare a dare risposte veloci, in un mercato che si evolve rapidamente, e di lungo respiro. Possiamo sapere oggi come sarà il turismo tra vent’anni? No, per questo è assurdo cercare di pianificare burocraticamente nel dettaglio le attività o impantanare per anni certi iter legislativi. E poi occorre che i politici amplino le loro competenze; abbiamo infatti bisogno di economisti, sociologi…». E sul piano della promozione? «La politica deve fare più marketing per i nostri territori, razionalizzando le risorse e con maggiore pianificazione. Soprattutto deve dire alle banche di essere più vicine alle imprese. E facciamola finita con certa assurda e asfissiante burocrazia. Chiedo troppo? Lo so, è un sogno ma mi piace crederci», conclude Peppe Bifulco. n

CAMPING MANAGEMENT :EDITORIALE segue da pag.3

to a quello che conservava nei suoi ricordi. Il succo del ragionamento dovrebbe essere chiaro, il nostro è un mestiere che deve rinnovarsi per conservare la qualità degli standard che abbiamo conseguito. Per rinnovarci professionalmente non esistono scorciatoie, bisogna avere molta curiosità e grande disposizione al confronto, e soprattutto bisogna intuire e prevenire gli umori della domanda ed orientare sempre al nuovo la propria offerta. Ci sono mille modi ed altrettante occasioni per conseguire questo risultato, tra i tanti FAITA-FederCamping ha scelto di patrocinare e incrementare il SIPAC di

Padova, ormai un appuntamento certo e ricorrente nel nostro panorama di imprenditori. L’edizione 2014 è volta integralmente ad offrire alle imprese la soluzione più avanzata per ognuno dei nostri settori gestionali ed ad offrire agli imprenditori l’occasione di un confronto ed un approfondimento necessario e formativo. Parteciparvi può essere l’occasione per ognuno di aggiungere al proprio bagaglio di esperienze qualcosa che mancava o che andava meglio definita, per questo vi invito a valutarne programma e contenuti ed a contribuire con la vostra presenza e la vostra esperienza alla sua crescita ed alla crescita ed al consolidamento del nostro settore. n

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CAMPING MANAGEMENT :AMBIENTE E TERRITORIO

UNA REGINA DEL TURISMO:

LA LOMBARDIA a cura di Pietro Licciardi

AI PRIMI POSTI NON SOLO COME PRESENZE MA ANCHE COME GRADIMENTO

L

a Lombardia è una delle regioni più turistiche d’Italia, sia per l’evidente appeal sui mercati internazionali, sia per la presenza di tre “prodotti” che possiamo considerare di punta: città, laghi e montagna che per la qualità dell’offerta con la elevata capacità di soddisfare le esigenze del turista. In generale questa regione è una destinazione che i turisti scelgono per i suoi paesaggi e i contesti naturalistici di pregio e per la possibilità di trascorrervi un soggiorno rilassante. In particolare dal rapporto 2011 dell’Osser-

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vatorio turistico di Unioncamere risulta che le province di Brescia, Lodi , Sondrio e Bergamo sono identificate come mete per la vacanza sportiva, quelle di Brescia e Mantova come destinazioni esclusive, e Lodi, Varese, Como, Milano e Mantova come mete nuove, da scoprire anche soltanto nel tempo di un week-end. Nelle province di Lodi, Milano Cremona e Mantova, i turisti vedono la possibilità di apprezzare la ricchezza del patrimonio artistico, mentre, grazie al Gran Premio automobilistico, la provincia di Monza e Brianza è identificata come

destinazione per gli eventi sportivi, che con oltre il 38%, rappresentano in assoluto la motivazione di scelta più importante per questa zona. La provincia di Lecco, ancora Milano ma soprattutto quella di Lodi sono le aree del turismo business e commerciale e quelle di Lecco e Pavia sono infine fortemente legate alla presenza di seconde case. Questo fondamentale processo di identificazione tra luoghi e specifiche tipologie di vacanza esiste anche per le aree prodotto, ma non ha la stessa forza che ha raggiunto nelle destinazioni. Le città, la montagna e i laghi rappresentano infatti degli scenari, dei teatri, dove si entra per molte diverse ragioni e non necessariamente per la forma di turismo specifico che offrono. Non si tratta di un fattore necessariamente negativo, ma che può diventare un limite, secondo gli analisti, nel momento in cui non permette un preciso posizionamento dei luoghi in quel particolare panorama competitivo creato dall’associazione tra motivazioni di scelta e destinazioni. I centri urbani della Lombardia sono mete polivalenti, scelti per un mix di motivazioni che si fonda sulla qualità della vita, sul valore e l’interesse del patrimonio artistico e su una certa immagine che porta i turisti ad inserirle tra le mete desiderate ancora da visitare. Tuttavia, se è vero che nelle città la leva dell’arte e della cultura è importante, è anche vero che essa viene dopo la voglia di relax e che, comunque, coinvolge poco più di un italiano su dieci e meno del 20% degli stranieri. In montagna e al lago l’interesse per la vacanza all’insegna dello sport segue di molto il relax e la bellezza del-


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I CENTRI URBANI DELLA LOMBARDIA SONO METE POLIVALENTI, SCELTI PER UN MIX DI MOTIVAZIONI CHE SI FONDA SULLA QUALITÀ DELLA VITA, SUL VALORE E L’INTERESSE DEL PATRIMONIO ARTISTICO E SU UNA CERTA IMMAGINE CHE PORTA I TURISTI AD INSERIRLE TRA LE METE DESIDERATE ANCORA DA VISITARE.

la natura e, soprattutto, si risolve spesso in una libera fruizione delle risorse naturali (passeggiate, nuoto) e soltanto in minima parte si avvale dei servizi dedicati alle attività sportive, limitando in tal modo anche l’impatto sulla spesa. Attraverso una ulteriore specializzazione e qualificazione dei servizi e del territorio vi sono, dunque, ancora molte possibilità per ampliare, ad esempio, quelle nicchie di turisti che cercano un’esperienza centrata sul benessere, sulla gastronomia o sugli eventi, servizi che potrebbero diversificare e arricchire il soggiorno ma anche creare ulteriori elementi di attrattiva. Tra le aree prettamente turistiche, le città sono quelle che hanno saputo valorizzare al meglio le possibilità of-

ferte dal turismo. Nei centri urbani, infatti, si colloca meno del 22% della capacità ricettiva alberghiera regionale, che però accoglie quasi il 34% delle presenze turistiche e assorbe quasi il 36% del giro d’affari complessivo. Le destinazioni lacuali hanno la maggiore concentrazione di posti letto, oltre il 31% del totale, ma la quota di presenze nelle strutture ricettive scende al 26,3% e il peso del giro d’affari complessivo è del 25,7%. Le località di montagna si discostano significativamente da questi valori: offrono il 12,7% dei posti letto alberghieri della regione, accolgono il 9,8% delle presenze turistiche e producono poco meno del 9% del giro d’affari complessivo. Anche includendo i pernottamenti nelle seconde case, la quota di

presenze e il valore aggiunto non crescono di molto (passano rispettivamente all’11,4% e al 9,9%). Per la crescita del turismo è anche importante individuare con precisione le aspettative e il livello di soddisfazione rispetto all’offerta; infatti, il passaparola – anche telematico - è sempre il primo fattore che incide sulla scelta della destinazione di vacanza e della struttura dove alloggiare, quindi la capacità del sistema turistico e territoriale di soddisfare gli ospiti e di generare un passaparola positivo assume il valore di un vero e proprio fattore competitivo. In Lombardia il livello di soddisfazione che i turisti esprimono è molto elevato, sia nel complesso, che per i diversi aspetti dell’offerta turistica. Tutte le aree e quasi tut-

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CAMPING MANAGEMENT :AMBIENTE E TERRITORIO

te le province, rispecchiano questo successo, con la sola, parziale, eccezione di Lecco, che se da un lato si inserisce nell’eccellenza del sistema turistico lombardo per la qualità della gastronomia, per l’accoglienza, la pulizia nelle strutture di alloggio e per l’ospitalità della gente del luogo, dall’altro è l’unica provincia che ottiene giudizi poco più che sufficienti su tutti gli altri aspetti: la ricchezza dell’offerta culturale e di intrattenimento, il costo dell’alloggio e della ristorazione, l’organizzazione del territorio e la presenza e la fruibilità delle informazioni turistiche. Questo dato sembra derivare dal fatto che questo territorio ancora non ha compiuto il passo verso un’offerta turistica che possa valorizzare il soggiorno di chi lo sceglie come meta di vacanza. Ciò è evidente anche per il fatto che la più importante motivazione di visita della provincia di Lecco è legata all’ospitalità di amici e familiari (per oltre il 43% dei turisti), seguita dalla presenza di seconde case (per il 16%) o a ragioni lavorative (8,8%). L’unica motivazione di tipo turistico si rintraccia nella presenza di una natura di un certo pregio, legata alla montagna, che tuttavia accomuna soltanto il 15,6% dei vacanzieri. Un salto qualitativo che gli operatori lombardi dovrebbero compiere riguarda invece le politiche e gli strumenti adottati per la promozione e commercializzazione. Infatti in Lombardia l’intermediazione specializzata nei viaggi riveste un peso molto limitato nell’indirizzare le scelte dei turisti, così come nell’organizzazione della vacanza, ed anche le offerte e le informazioni reperite su Internet non riescono ad influenzare più del 20% dei viaggiatori, lasciando una enorme rilevanza al giudizio personale dei turisti, trasmesso attraverso il passaparola.

I NUMERI DEL TURISMO LOMBARDO Il turismo in Lombardia è comunque un settore che fa grandi numeri – anche se le cifre qui riportate debbono essere riviste al ribasso a causa della perdurante recessione economica - e

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PER LA CRESCITA DEL TURISMO È ANCHE IMPORTANTE INDIVIDUARE CON PRECISIONE LE ASPETTATIVE E IL LIVELLO DI SODDISFAZIONE RISPETTO ALL’OFFERTA; INFATTI, IL

PASSAPAROLA, ANCHE TELEMATICO, È SEMPRE IL PRIMO FATTORE CHE INCIDE SULLA SCELTA DELLA DESTINAZIONE DELLA VACANZA E DELLA

STRUTTURA DOVE ALLOGGIARE.

rappresenta un vero propulsore dello sviluppo economico. Oltre 45,7 milioni di presenze turistiche nel 2011, di cui più di 31 milioni registrate nelle strutture ricettive ufficiali, alle quali si aggiungono 14,6 milioni di notti stimate nelle seconde case. Una spe-

sa generata dal turismo che sfiora i 4,7 miliardi di euro, e che per il 56% circa è distribuita nei settori collaterali, che vanno dall’agroalimentare ai trasporti e all’industria, passando per il settore manifatturiero, che da solo, beneficia di un importo pari 1,2 mi-


L’OPEN AIR LOMBARDO SECONDO LA PRESIDENTE

REGIONALE DELLA FAITA

liardi di euro. Senz’altro positivo il fatto che i flussi turistici provengano prevalentemente dall’estero (54%) mentre la componente italiana, interna alla regione, è del 23,4%. In generale la Lombardia è una regione dalle molte sfaccettature, da vivere con ritmi lenti, inseriti nello scenario ambientale e paesaggistico, che rappresenta un asset turistico fondamentale. Per gli italiani la Lombardia rappresenta una destinazione conveniente e vicina, dove si possiede una casa e che offre spesso l’occasione di ritrovare amici e familiari. Diversamente, per gli stranieri la regione evoca un territorio di cui si è sentito parlare ma che non si è ancora visto e di una destinazione esclusiva, ricca di arte e cultura. Lo sport spinge oltre il 12% dei turisti a fare una vacanza in Lombardia. Le attività legate alla fruizione delle risorse naturali (come le passeggiate e il nuoto) sono le più diffuse, mentre gli sport più praticati sono il ciclismo, la vela, il trekking e l’equitazione, mentre il turismo originato dal business si attesta sul 5,7% del totale ed è legato prevalentemente a riunioni d’affari. A livello di prodotto, le città e i laghi rappresentano i veri pilastri del turismo lombardo e convogliano rispettivamente oltre il 48% e il 41% della domanda totale. I centri urbani sono il primo prodotto turistico, ma, diversamente dagli italiani, gli stranieri si confermano dei veri appassionati delle destinazioni lacuali (41,2%). Considerando la vicinanza ai luoghi di provenienza e la frequenza di visita in Lombardia, non sorprende che i turisti organizzino da soli il proprio viaggio e soltanto nel 14% dei casi si avvalgano della consulenza di agenzie e tour operator. Anche Internet riveste un peso relativo (20%) nelle scelte sul luogo di vacanza o sulla struttura ricettiva, lasciando un grande spazio al passaparola e all’esperienza diretta, che, nel caso della Lombardia, possono beneficiare della totale soddisfazione delle esigenze e delle aspettative dei turisti. Chi frequenta la montagna e i laghi è un amante della natura e si rivela particolarmente sensibile agli aspetti am-

I

n Lombardia è ragguardevole la percentuale di turismo intercettata dall’open air, le cui strutture sono dislocate prevalentemente attorno ai laghi e nelle aree montane. Margherita Facchini, presidente regionale della Faita illustra le principali caratteristiche del comparto in questa regione. Quali sono le caratteristiche che distinguono il turismo all’aria aperta lombardo, rispetto a quello di altre regioni? «Come altrove i nostri campeggi e villaggi puntano sulla natura, e in questa regione l’ambiente ci è particolarmente propizio nelle aree alpine ma soprattutto sui laghi, dal momento che qui abbiamo gli specchi d’acqua più grandi e belli d’Italia. E’ proprio sulle loro sponde che si trova la maggioranza dei campeggi, i quali sono generalmente aziende medio piccole ma che offrono una ospitalità ormai consolidata nel tempo». I vostri camping e villaggi da che tipo di clientela sono frequentati? «In montagna prevalgono gli italiani, mentre sui laghi prevalgono gli stranieri fra cui gli olandesi, i tedeschi, gli svizzeri, i belgi e gli inglesi» Come fronteggiate la concorrenza degli altri paesi europei, come Spagna e Francia, le cui strutture open air pure puntano alla clientela nord Europea? «Per noi le carte vincente sono: servizi di qualità e una elasticità di gestione» Secondo lei ci sono le condizioni per destagionalizzare il turismo open air in Lombardia? «E’ molto difficile, rimaniamo legati al tempo atmosferico e ai periodi di vacanza, anche se dei passi avanti sono stati fatti cercando di specializzarci in nicchie di mercato, come per esempio il bike hospitality e altri sport come la vela, il surf, il golf. Oppure approfittando di infrastrutture come velodromi,

kart, palestre, terme…» Ritenete adeguata la politica regionale in materia di turismo, specialmente per quanto riguarda il turismo all’aria aperta? «Abbiamo presentato la modifica per aggiornare la nostra legge regionale sul turismo, in modo da poter essere competitivi sul mercato interno ed estero e poter adeguare le nostre aziende». Secondo quali linee dovrebbe svilupparsi il turismo open air nella vostra regione per mantenere e accrescere il proprio giro d’affari? «Credo che investire nelle opere strutturali e nella formazione del personale siano due carte vincenti, che a lungo termine ripagano gli sforzi dell’imprenditore. Certo è difficile mantenere saldo il timone nell’incertezza politica ed economica del momento» Come pensate di sfruttare la tenuta e addirittura la crescita dei flussi nell’open air dovuti all’attuale crisi? «Dobbiamo continuare sulla strada intrapresa con fiducia ma con l’impegno di ricercare nuove forme e strade per dare sempre qualcosa di più e di diverso ma altrettanto personale ai nostri ospiti».

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CAMPING MANAGEMENT :AMBIENTE E TERRITORIO

bientali, tanto da considerarli fondamentali per la riuscita della vacanza. Dal punto di vista dei target la Lombardia è una destinazione per coppie, che con il 34,3% rappresentano il target di turisti più ampio. Seguono le famiglie con il 20%, i single che sfiorano il 16% e i gruppi di amici (14,9%). I vacanzieri individuali sono i turisti che hanno la maggiore capacità di spesa. Le famiglie sono quelle con il minore budget procapite. I consumi delle coppie si collocano in una fascia intermedia tra i due precedenti target.

CHI E PERCHÉ VISITA LA LOMBARDIA Il turismo straniero rappresenta circa la metà della domanda totale, e proviene soprattutto dalla Germania (31,4%), che rappresenta il primo grande mercato incoming, seguito dalla Francia (19%), dal Regno Unito (10,6%) e dagli Stati Uniti (9,7%). Quasi la metà di questi turisti ha già visitato l’Italia ma soltanto in parte conosce

anche la Lombardia. Circa il 23,5% degli italiani viene dalla stessa Lombardia mentre gli altri provengono per lo più da sei regioni: Campania, il Piemonte, l’Emilia Romagna, il Lazio, il Veneto e la Puglia. I connazionali scelgono senza esitazioni le città e i luoghi d’arte (50,9%), seguono la montagna (20,8%) e i laghi (20%). In generale le città e i laghi rappresentano i pilastri del turismo lombardo e specialmente questi ultimi sono i più gettonati dagli stranieri. Per questi ultimi inoltre la Lombardia ha le suggestioni di un territorio di cui si è sentito parlare ma che non si è ancora visto e di una destinazione esclusiva ricca di arte e cultura

L’ORGANIZZAZIONE DELLA VACANZA E IL COMPORTAMENTO DELLA DOMANDA Per raggiungere le destinazioni turistiche gli stranieri viaggiano in aereo (49%) o in auto (38,5%), mentre gli

italiani usano quasi esclusivamente la propria auto (64,3%), o in alternativa il treno (15% circa). La vacanza dura in media 11 notti che vengono trascorse in albergo in circa il 40% dei casi. Oltre il 21% degli italiani alloggia in una casa di proprietà (utilizzata anche dal 13% degli stranieri) e circa il 15% dei turisti può contare sull’ospitalità di amici e familiari. Nonostante la voglia di relax, per cui viene scelta la Lombardia, la vacanza può essere davvero attiva, in un mix di shopping, arte, gastronomia e cultura che la regione sa mettere a disposizione dei propri ospiti. Tra le attività più diffuse vi sono gli sport e le escursioni nei centri storici e nelle aree naturalistiche, durante le quali i turisti approfittano per fare shopping, visitare monumenti, mostre e musei e provare le specialità gastronomiche locali. Tra le attività ludiche e di animazione spiccano gli spettacoli musicali, ai quali partecipa il 15% dei visitatori, mentre la partecipazione agli eventi gastronomici e l’acquisto di prodotti

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SENZ’ALTRO POSITIVO IL FATTO CHE I FLUSSI TURISTICI PROVENGANO PREVALENTEMENTE DALL’ESTERO (54%) MENTRE LA COMPONENTE ITALIANA, INTERNA ALLA REGIONE, È DEL 23,4%.

tipici e dell’artigianato locale resta limitato ad una nicchia di turisti (intorno all’8%), così come la visita alle cantine e alle strade del vino (9,6%). Soltanto il 35% dei turisti dichiara di cercare informazioni una volta sul luogo di vacanza, rivolgendosi agli uffici informazioni o alle strutture ricettive. Cresce anche l’apporto delle tecnologie e nel 7% dei casi viene utilizzato un Internet point e nel 5,5% uno smartphone. Dalla vacanza in Lombardia i turisti si aspettano ospitalità e accoglienza cordiale da parte delle persone oltre ad una gastronomia di eccellenza che sappia raccontare il territorio e la sua storia. Accanto a questi fattori, la riuscita della vacanza è legata alla qualità dell’offerta culturale e di intrattenimento, all’attenzione e alla tutela verso l’ambiente naturale e il paesaggio e in generale alla buona organizzazione del territorio e all’accoglienza nelle strutture ricettive. I costi sono ritenuti importanti da una fascia

più ristretta di turisti (meno del 10%). Il giudizio espresso dai turisti generalmente dimostra che le aspettative vengono soddisfatte e questa è senz’altro una chiave della buona salute di cui gode il comparto, anche in tempi di pesante crisi.

IL TURISMO DELLE CITTÀ Dando uno sguardo più in dettaglio alle diverse offerte o aree turistiche della Lombardia si rileva che le città sono meta di un turismo perfettamente bilanciato, composto per la metà da italiani e per la metà da stranieri. Rispetto alla media registrata a livello regionale, non cambiano i mercati e le regioni di provenienza, ma varia la loro importanza, portando in particolare rilievo la Francia, che con il 24,6% diviene il primo mercato straniero, superando seppur di poco, la Germania (con il 23,6%) e facendo crescere anche la quota di statunitensi (15,8%) e di britannici (13,7%).

Per i centri urbani gli altri Paesi esteri non sembrano rilevanti e si attestano tutti al di sotto del 3%. Tra gli italiani si ridimensiona il peso del turismo interno alla Lombardia (poco meno del 12%, circa la metà rispetto alla media) e acquistano importanza le provenienze dalla Campania (10,5%) e dal Lazio (9,1%). Le attività che riempiono il soggiorno confermano che le città sono dei veri poli culturali e dello shopping. Tra i luoghi più frequentati vi sono i centri storici, i monumenti religiosi, i castelli e i musei, insieme ai parchi e alle aree naturalistiche. Circa il 15% dei turisti è stato in una bottega artigiana e il 10,4% ha percorso gli itinerari delle strade vino o ha visitato le cantine di produzione. Per la scelta del luogo di vacanza e dell’alloggio i turisti si affidano in primo luogo ai consigli di chi conoscono (38%) e in meno di un quarto dei casi decidono in base alle informazioni reperite navigando sulla rete o cogliendo le of-

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ferte e le promozioni che gli operatori inseriscono sul web. Il supporto degli intermediari di viaggio nell’organizzazione della vacanza è poco diffuso e, quando avviene, prevede l’acquisto di volo, alloggio e servizi collegati. Il soggiorno dura in media 9,6 notti e in città la scelta dell’alloggio ricade più frequentemente sugli hotel. L’offerta delle città lombarde riesce a rispondere pienamente alle esigenze dei propri ospiti, presentandosi come un vero e proprio sistema, dove la professionalità degli operatori turistici è garantita e si sposa a livelli di prezzo accessibili, dove la qualità della vita è un valore che traspare dall’organizzazione del territorio, dall’efficienza dei trasporti e dall’attenzione per l’ambiente, dove l’offerta culturale e di intrattenimento sanno mantenere le promesse delle grandi città.

IL TURISMO MONTANO Le destinazioni di montagna continuano ad attrarre un turismo prevalentemente italiano (64,4%), che proviene soprattutto dall’interno dei confini regionali e soltanto in seconda battuta da regioni limitrofe. Gli stranieri rappresentano il 35,6% per lo più provenienti da Germania, Francia, Svizzera. Gran Bretagna. L’organizzazione della vacanza è effettuata in modo indipendente e soltanto tra gli stranieri il 21% si rivolge a tour operator o agenzie di viaggi acquistando di preferenza un pacchetto comprensivo del viaggio, dell’alloggio e dei servizi aggiuntivi. La vacanza in montagna è per eccellenza quella dedicata al relax, alla natura e soprattutto allo sport, che costituisce la ragione di scelta più importante per quasi il 22% dei turisti. Per gli italiani la scelta è legata anche a motivazioni di ordine pratico e logistico come la presenza di una casa di proprietà, l’ospitalità di amici o la presenza di servizi dedicati ai più piccoli. Nella metà dai casi per la scelta sono decisivi i consigli di chi si conosce e Internet acquista un certo peso soltanto per gli stranieri. La vacanza in montagna dura in media quasi 12 notti, anche perché per

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LA LOMBARDIA È UNA

DESTINAZIONE PER COPPIE, CHE CON IL 34,3% RAPPRESENTANO IL TARGET DI TURISTI PIÙ AMPIO. SEGUONO

LE FAMIGLIE CON IL 20%, I SINGLE CHE SFIORANO IL 16% E I GRUPPI DI AMICI (14,9%). lo più non si soggiorna in hotel ma in seconde case o da amici. Al successo di questo tipo di offerta turistica contribuisce la tutela ambientale cui si affiancano la buona organizzazione del territorio e la pulizia dei luoghi. Da parte loro i turisti attribuiscono all’offerta turistica montana della Lombardia un punteggio di 8,2 su un massimo di 10, mettendo ai primi posti la qualità del cibo, la pulizia dell’alloggio e l’accoglienza ricevuta dai residenti e nelle strutture ricettive.

IL TURISMO DEI LAGHI Nella graduatoria regionale, i laghi rappresentano il secondo prodotto turistico con ben 7 turisti su 10 provenienti dall’estero, confermando che questo tipo di vacanza fa profondamente parte della cultura di alcuni Paesi stranieri. Come sempre i tedeschi sono i primi frequentatori, seguiti a distanza dai francesi e dagli austriaci. Tra gli italiani, che rappresentano meno del 30%, il turismo lacuale è praticato quasi soltanto dai residenti in Lombardia, seguiti dai piemontesi (8,3%). La bellezza degli scenari naturali e del paesaggio rappresenta in assoluto il fattore di attrattiva determinante per queste destinazioni, inoltre, gli stranieri vedono nella vacanza al lago la possibilità di rilassarsi e di praticare uno sport. Considerano questi posti anche delle destinazioni tutte da scoprire e spesso esclusive . Durante la vacanza al la-

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CAMPING MANAGEMENT :AMBIENTE E TERRITORIO

IL TURISMO RURALE IN COLLINA-PIANURA

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IL TURISMO STRANIERO RAPPRESENTA CIRCA LA METÀ DELLA DOMANDA TOTALE, E PROVIENE

SOPRATTUTTO DALLA GERMANIA (31,4%), CHE È IL PRIMO GRANDE MERCATO INCOMING,

SEGUITO DALLA FRANCIA (19%), DAL REGNO UNITO (10,6%) E DAGLI STATI UNITI (9,7%).

go i turisti dedicano il loro tempo alle escursioni nella natura, allo shopping, alla cultura e alla ricerca dei sapori della gastronomia locale; meglio se la vacanza si arricchisce di spettacoli, di visite ai monumenti e di gite in barca. Pur restando molto di nicchia, rispetto alla media regionale è maggiore la frequentazione dei centri benessere. La vacanza al lago dura in media 12 notti, grazie anche al fatto che le scelte ricettive privilegiano soluzioni di alloggio non onerose, come la casa di proprietà o l’ospitalità di

amici e parenti, e comunque a costi contenuti, come il campeggio. Gli hotel sono scelti dal 35,3% degli stranieri e dal 27% degli italiani. Anche le destinazioni lacuali si rivelano all’altezza delle aspettative, con punti di eccellenza individuati nella gastronomia e nell’ospitalità della gente del luogo ma i turisti sono soddisfatti anche del rapporto qualità–prezzo dell’alloggio e della ristorazione, del valore attribuito alle risorse ambientali e naturali e dell’offerta culturale e di intrattenimento.

Le località collinari continuano ad attrarre un turismo quasi del tutto italiano (74%) che proviene dalla Lombardia stessa e da regioni limitrofe, oltre a Puglia, Lazio e Campania. Una buona parte degli italiani vi trascorre la vacanza principale dell’anno, ossia quella di maggiore durata o spesa. Si tratta molto spesso di un turismo abituale, tanto che il 53% degli italiani dichiara di essere già stato in vacanza in Lombardia, per una media di quasi 8 volte. Gli stranieri rappresentano appena il 26% dei turisti che soggiornano delle località di campagna e provengono da tre Paesi: Germania, Francia, Regno Unito. L’organizzazione della vacanza è del tutto autonoma per gli italiani, mentre il 23% degli stranieri si rivolge a tour operator o agenzie di viaggi acquistando di preferenza un pacchetto comprensivo del viaggio, dell’alloggio e dei servizi aggiuntivi. Nonostante la vicinanza geografica con i luoghi di residenza, quasi la metà dei turisti stranieri raggiunge le località collinari lombarde con l’aereo, mentre gli italiani utilizzano quasi sempre la propria auto o il treno. Per i turisti italiani la vacanza in campagna è decisamente dedicata alla natura e al relax; le altre motivazioni di scelta sono molto meno diffuse e sono legate alla casa di proprietà o all’ospitalità di amici e familiari, alla convenienza dei prezzi o alla vicinanza al luogo di residenza. Anche per gli stranieri la natura e il relax rivestono un ruolo importante, ma la scelta di soggiornare nelle colline lombarde è ispirata anche dal desiderio di vedere posti nuovi, anche esclusivi, famosi per la loro gastronomia, facilmente raggiungibili e particolarmente adatti alle esigenze dei più piccoli. Il passaparola e i consigli di chi si conosce sono decisivi per la scelta del luogo e della struttura ricettiva, mentre Internet ha un peso molto relativo. La vacanza dura in media quasi 11 notti, grazie anche al fatto che la scelta dell’alloggio ricade molto spesso sulle seconde case o sugli appartamenti in affitto. In albergo soggiorna circa il 30% degli italiani e il 34% degli stranieri, scegliendo nella metà dei casi strutture a tre stelle. n

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CAMPING MANAGEMENT :PIANETA TURISMO

NASCE IL DISTRETTO TURISTICO DEL CILENTO UN NUOVO STRUMENTO NELLE MANI DEGLI IMPRENDITORI PER RILANCIARE LA COSTA CAMPANA

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ome abbiamo avuto modo di dire anche su Camping Management, raccogliendo le impressioni e le esperienze degli operatori del turismo all’aria aperta, uno dei problemi che assillano non solo l’open air ma il comparto turistico in genere, è la scarsa propensione da parte degli organismi pubblici alla programmazione e al coordinamento delle politiche. A dire il vero neppure i vari soggetti privati in Italia hanno ben compreso l’importanza e il valore della cooperazione in un settore che oltretutto è sottoposto alla fortissima concorrenza internazionale e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: mentre l’Italia è prima assoluta in Europa per le sue potenziali attrattive turistiche è soltanto terza o quarta tra le nazioni più visitate. Per cercare di ovviare a questa situazione si è pensato di introdurre, anche nel turismo, i “distretti”, analogamente a quanto avviene con i distretti industriali, ma fino a questo momento sembra che non abbiano avuto un grande seguito. Ad eccezione della Campania, dove ne sono stati avviati ben tredici. L’ultimo in ordine di tempo, essendosi costituito nel febbraio 2014, è il Cilento Blu, che copre circa 100 chilometri di costa da Paestum a Camerota coinvolgendo 151 alberghi con 8034 posti letto; 95 imprese dell’aria aperta per circa 33279 posti letto, 244 imprese

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LA PRIMA INIZIATIVA È LA PROGRAMMAZIONE

DELLA PROMOZIONE TERRITORIALE, ALLA

QUALE PARTECIPANO IN SINERGIA SIA GLI IMPRENDITORI CHE LE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI. della ristorazione. Nel complesso la forza lavoro impiegata è di 6460 unità, sia pure in gran parte stagionali. Domenico Iannazzone, proprietario del villaggio-campeggio “Soleado” e presidente della Faita regionale della Campania, è anche il presidente dell’associazione Costa Cilentana. A lui chiediamo innanzitutto perché è

nato il distretto turistico del Cilento. «I distretti per il turismo sono nati perché le Regioni non sono in grado di programmare e legiferare in materia di turismo con la competenza e la sollecitudine che il settore richiede», risponde Iannazzone, «e per risolvere questo problema si è pensato di utilizzare lo strumento del distretto, che per l’industria ha dato buoni risultati» Quali benefici sperate di ottenere con la creazione del distretto? «I distretti turistici alberghieri sono stati pensati per riqualificare e rilanciare l’offerta turistica dei territori costieri, sia in campo nazionale che internazionale. Inoltre speriamo di migliorare l’efficienza nell’organizzazione e nella produzione di servizi; soprattutto di assicurare garanzie e certezze giuridiche alle aziende che ne fanno parte, con un’attenzione particolare per l’accesso al credito e la semplificazione nei rapporti con le pubbliche amministrazioni». Quali altri distretti turistici ci sono in Campania? «Oltre al “Cilento Blu”, nato dalla sinergia delle associazioni Costa Cilento e Costiera Cilentana di cui sono il presidente, abbiamo il distretto di Policastro, di Ischia, del Flegreo e Napoli» In questo momento su cosa state lavorando? «La prima cosa alla quale abbiamo messo mano è la programmazione della promozione territoriale, alla quale partecipano in sinergia sia gli im-

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CAMPING MANAGEMENT :PIANETA TURISMO

prenditori che le pubbliche amministrazioni. E’ un programma triennale che parte dal censimento di tutte le imprese del territorio e dalla messa in qualità della ricettività. Riteniamo infatti fondamentale poter individuare i nostri mercati di riferimento in base al tipo di offerta che il territorio è in grado di mettere a disposizione dei potenziali clienti. Fino ad oggi la promozione del territorio campano riguardava prevalentemente le aree a forte vocazione turistica, come Napoli, Capri, Sorrento e la Costiera Amalfitana. Con il distretto avremo l’opportunità di far conoscere anche la terra del Cilento e le sue bellezze». In genere non c’è molta collaborazione tra gli operatori. Come pensate di riuscire a coordinare i vari attori per giungere a quella offerta “globale” che fa parte, tra l’altro, degli obiettivi del distretto turistico? «Il compito più arduo sarà proprio quello di far perdere la mentalità individualistica dell’impresa turistica cilentana e di avviarla ad un’impresa di sistema. Del resto la futura politica economica per le imprese è sicuramente l’associazionismo e le reti di impresa. Si dovranno perciò met-

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DOPO IL CENSIMENTO E LA RIQUALIFICAZIONE DELLE STRUTTURE TURISTICHE RICETTIVE E DELL’INDOTTO CI SARÀ UN VERO

PROGRAMMA DI PROMOZIONE PUNTANDO SU DUE GRANDI EVENTI A

LIVELLO NAZIONALE E INTERNAZIONALE.

tere in campo strategie comuni; l’isolamento non farà migliorare la condizione economica. Il messaggio chiaro che vorrei inviare a tutti i miei colleghi imprenditori perciò è di essere più uniti per dare forza al distretto che è il solo strumento utile a poter mediare con le istituzioni». I distretti dovrebbero essere tra l’altro “Zone a burocrazia zero”. Non crede sia un obiettivo un po’ troppo audace, considerato il modo con cui funzionano i nostri enti locali e l’apparato pubblico in generale? Riuscirà il distretto turistico a rendere reale questo beneficio? «La legge di stabilità in Italia ha av-

viato in via sperimentale fino a dicembre scorso le zone a burocrazia zero ZBZ. E’ chiaro che se il governo non intende chiarire come applicarla anche ai distretti turistici sicuramente non sarà facile avere rapporti con gli enti locali, anche perché sono proprio gli enti locali, nel nostro caso i sindaci, che dovranno utilizzare le risorse finanziarie per la concessione di contributi diretti alle iniziative produttive avviate nelle ZBZ». Come è stato accolta la nascita del distretto turistico Cilento Blu dagli interlocutori pubblici dell’area? «La nascita del distretto Cilento Blu è stata accolta positivamente dalle amministrazioni pubbliche, le quali con interventi consiliari hanno, perimetrato le aree, dando così la possibilità al Ministero di poter convalidare l’area distrettuale». Quali obiettivi vi siete dati a breve e medio termine dopo il “varo” del distretto? «Gli obiettivi primari sono il censimento delle aziende, La riqualificazione delle strutture turistiche ricettive e dell’indotto ed avviare un vero programma di promozione territoriale puntando su due grandi eventi a livello nazionale e internazionale». n

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CAMPING MANAGEMENT :FAITA INFORMA

DIECI MILIONI DI ARRIVI NEI CAMPEGGI ITALIANI LA PREVISIONE IN UNA INDAGINE CONDOTTA DA FAITA PRESSO LE PROPRIE ASSOCIAZIONI REGIONALI

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onostante la perdurante crisi il mercato dell’open air nella stagione 2014 sarà complessivamente stabile, con una domanda che si attesterà sui 10milioni di arrivi; più o meno lo stesso dato registrato lo scorso anno. La previsione, contenuta in una indagine condotta da FAITA-FederCamping presso ciascuna delle proprie associazioni regionali, dovrà essere confermata al termine dell’estate ma in base alle prenotazioni nei 2650 campeggi e villaggi turistici italiani si dovrebbero avere circa 70 milioni di presenze (sono state 69milioni nel

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L’ANALISI HA MESSO IN EVIDENZA ANCHE

UNA FLESSIONE CONTENUTA DEL MERCATO INTERNO,

CON UN TENDENZIALE –2% DI ARRIVI E UN PIÙ CONTENUTO MINOR NUMERO DI PRESENZE. 2013). Il dato è significativo se si considera l’andamento nel complesso negativo del turismo nazionale e che oltre il 40% degli ospiti delle strutture open air sono stranieri.

L’indicazione pervenuta alla FAITA nazionale è ancora di una sostanziale tenuta dell’incoming dall’estero, anche se grava l’incognita delle condizioni meteo; che sono state generalmente buone ad inizio stagione incoraggiando l’arrivo di molti ospiti. L’analisi ha messo in evidenza anche una flessione contenuta del mercato interno, con un tendenziale –2% di arrivi e un più contenuto minor numero di presenze. Il fatturato complessivo del settore si aggirerà intorno ai 4miliardi di euro con una lieve flessione rispetto al 2013 (-1%) e una spesa media procapite intorno ai 50 euro al giorno. Va ricordato però che il peso della pressione fiscale comporterà una diminuzione della spesa per il pernottamento fino al 10%, spingendo gli ospiti, specialmente italiani, a risparmiare sia sui consumi per svaghi e servizi che sulla permanenza nelle strutture, attualmente di 7 giorni. Risulta consolidata la tendenza in atto negli ultimi anni circa la scelta delle modalità di soggiorno. Prevalgono infatti i soggiorni in bungalow e case mobili (40% delle presenze), mentre dovrebbe essere in lieve crescita la scelta del camper e delle roulotte (35% delle presenze); ancora in diminuzione invece la quota degli “stanziali” (meno del 25% delle presenze). Analizzando i dati regione per regione al nord il Trentino avrà il 4% delle presenze, con una diminuzione di olandesi e aumento di tedeschi; in Veneto si prevede una moderata crescita degli arrivi e delle presenze, per lo più attribuibile a stranieri, che saranno 25% del totale; in Emilia, con

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CAMPING MANAGEMENT :FAITA INFORMA

un 9% di presenze sul totale, la situazione si presenta stazionaria o in lieve crescita; il Piemonte al contrario (3% delle presenze complessive) registrerà un lieve calo. La Valle d’Aosta dovrebbe aumentare le proprie presenze ma sarà condizionata dall’evoluzione delle condizioni meteorologiche; infine la Lombardia (5% delle presenze complessive) sarà stabile ma con una contrazione del periodo di permanenza. Per quanto riguarda il centro la Toscana (13% delle presenze complessive) dovrebbe registrare una lieve crescita degli arrivi dall’estero; anche il Lazio (4% delle presenze) dovrebbe veder aumentare gli stranieri pur con un fatturato stabile. In Umbria e Abruzzo (2,5% delle presenze complessive) è attesa una diminuzione delle presenze mentre nelle Marche (5% delle presenze) la situazione resterà stazionaria ma con una diminuzione degli ospiti di passaggio. Al sud e isole: Campania (5,5% delle presenze complessive) si attende

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un calo di arrivi e presenze, sensibile diminuzione anche in Sicilia (2% delle presenze). In Sardegna (4% delle presenze) dovrebbe esserci una lieve flessione rispetto allo scorso anno; in flessione anche la Puglia (5%

delle presenze complessive) anche perché l’80% dei suoi ospiti sono italiani, sui quali grava la recessione. Nessuna previsione è giunta da Basilicata e Calabria (2% la stima delle presenze complessive).n


CAMPING MANAGEMENT :PIANETA TURISMO

L’ITALIA NELLA PERCEZIONE DEI TURISTI STRANIERI IN UN RAPPORTO CIÒ CHE PIACE E COSA DELUDE DELL’ITALIA DALL’ESAME DI 570 MILA POST DI TURISTI STRANIERI

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CIÒ CHE EMERGE È CHE L’ITALIA PIACE, MA NON “TRAVOLGE”. IL SENTIMENT DEI TURISTI

INTERNAZIONALI CHE LA VISITANO È POSITIVO, MA COMPLESSIVAMENTE INDICA QUALCHE MARGINE DI MIGLIORAMENTO

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osa pensano i turisti stranieri dell’Italia? Per rispondere a questa fondamentale domanda Expert System, società di tecnologia semantica per la gestione delle informazioni, e Sociometrica, specializzata in ricerche socio-economiche e dei comportamenti collettivi, hanno condotto una indagine il cui risultato è il primo Rapporto sulla percezione

dell’Italia turistica, uno studio basato sull’analisi semantica di 570mila post in inglese pubblicati sui social media da persone che sono state in vacanza in Italia negli ultimi quattro mesi. Il sistema utilizzato da Expert System è in grado di “comprendere” i testi dei post analizzati e di attribuire loro una valenza positiva o negativa, tracciando in questo modo non solo la map-

pa degli argomenti più discussi dagli utenti internazionali, ma anche quella del sentimento che li governa. Ciò che emerge è che l’Italia piace, ma non “travolge”. Il sentiment dei turisti internazionali che la visitano è positivo, ma complessivamente indica qualche margine di miglioramento: su un punteggio che misura, da 1 a 100, la percezione che gli stranieri hanno del paese, l’Italia spunta un 77, ben oltre la soglia dei 60 punti, il minimo per poter parlare di percezione positiva, ma anche un po' lontano dal traguardo dei 100 punti che denoterebbe eccellenza su tutti i fronti. L’argomento più trattato nei post dei turisti stranieri sono i trasporti, con suggerimenti ed esperienze sul come raggiungere i luoghi da visitare e come la qualità dei mezzi di trasporto influisce sul tenore del viaggio. Subito dopo ci sono la cultura, l’arte e l’intrattenimento, mentre al terzo posto vi somno i temi correlati allo shopping, alle opportunità d’acquisto e alla ricerca di servizi “pratici” per il soggiorno. Seguono, per quantità, i post relativi a internet e a tutto ciò che riguarda i collegamenti digitali e connessioni wi-fi, e poi quelli che parlano della criminalià e del timore di subire furti o aggressioni. Le destinazioni turistiche che secondo i commenti raccolti sul web regalano ai visitatori stranieri le migliori esperienze sono Taormina e il Salento, prime indiscusse nella classifica dei post positivi. Altre località balneari che registrano un sentiment positivo sono Portofino, Santa Margherita Ligure, il Garda, la Costa Smeralda e Amalfi, Capri, Forte dei Marmi e Tropea.

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CAMPING MANAGEMENT :PIANETA TURISMO

Tra le destinazioni di montagna prevalgono l’Alto Adige e il Trentino, Courmayeur e Cortina e poi Merano, tutte contraddistinte anche da una spiccata identità territoriale. Fra le città d’arte, ai primi tre posti ci sono Parma, Lucca e Siracusa: le grandi città d’arte (Roma, Firenze e Venezia) sono le più citate, ma sono superate dalle prime tre per la qualità dell’esperienza. In particolare, segnala il Rapporto, gli stranieri apprezzano dell’Italia la qualità della cucina e del cibo, il fascino delle piazze cittadine intese come contesti urbani di socializzazione

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I COMMENTI NEGATIVI RIGUARDANO LA SPESA ECCESSIVA, UNA

OFFERTA NON ABBASTANZA VELOCE, LE TROPPE CODE E QUALCHE DIFFICOLTÀ INCONTRATA NELLA VACANZA

e rappresentative di uno stile di vita molto ammirato, le spiagge, lo shopping di prodotti made in Italy, cui è legato un valore emozionale, il pae-

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saggio e la varietà delle situazioni di cui fare esperienza. I commenti negativi, invece, sono espressi da parole “negative”, la più ricorrente delle quali è “expensive”, relativa a prezzi troppo elevati, poi “difficult”, legata ai problemi incontrati durante il soggiorno; seguono “wait” indicativa di una fruizione dell’offerta non abbastanza veloce, magari con troppe code, “crowded”, cioè affollato, e “miss”, cioè mancante di qualcosa e probabilmente deludente rispetto alle aspettative. Il rapporto sembra essere quindi uno strumento prezioso a disposizione di operatori, associazioni e amministratori pubblici per individuare con certezza gli aspetti sui quali intervenire con interventi formativi o politiche adeguate per migliorare l’offerta turistica complessiva del nostro paese. Inoltre sembra sfatare qualche luogo comune, come ad esempio il fatto che la nostra indubbia ricchezza di opere d’arte e bellezze naturali possa esimerci da un serio impegno di promozione attraverso un ben congeniato marketing turistico o da una assidua cura di aspetti come la sicurezza, i trasporti e i servizi in genere; aspetti essenziali per il turismo ma anche per una soddisfacente convivenza civile. n

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CAMPING MANAGEMENT :FAITA INFORMA

È DI NUOVO SIPAC! IL 19 E 20 NOVEMBRE IL SALONE DELLA FAITA-FEDERCAMPING, IL PIÙ IMPORTANTE APPUNTAMENTO PER L’OPEN AIR ITALIANO

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l Sipac, salone ufficiale di FAITA FederCamping, giunto quest’anno alla quarta edizione, si svolgerà il 19 e 20 Novembre 2014 presso il parco esposizioni di PadovaFiere conservando la sua principale caratteristica: essere un salone al cento per cento professionale. Il Sipac è la sola manifestazione nazionale che consente a tutti i professionisti dell'open air di partecipare alla conferenza annuale, ai meeting ed al Buy Camping – che nel 2013 hanno riscosso un grande successo organizzati in prima persona dalla federazione Italiana di camping e villaggi turistici, FAITA FederCamping. Il salone richiama anche i proprietari di camping e villaggi turistici di nazioni con noi confinanti: Croazia, Slovenia, Svizzera conferendo alla manifestazione anche un carattere internazionale. Ma il motivo che rende indispensabile la partecipazione è che nel corso delle due giornate in cui si svolge il Sipac sarà possibile incontrare le più importanti aziende del settore italiane e straniere abbracciando con una unica visita tutte le novità che riguardano il turismo all’aria aperta. Si tratta di un notevole e indubbio risparmio di soldi e di tempo, soprattutto se si considera che per avere un risultato identico sarebbero necessari mesi di ricerche, studi e trasferte presso diverse altre fiere-mercato. In una congiuntura delicata come quella attuale, contrassegnata da una forte crisi economica e con la maggior parte dei settori produttivi in recessione, è importante dare segnali forti di fiducia e partecipare alla manifestazione annuale di riferimento per il proprio comparto è certo uno

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IL SIPAC DI PADOVA, IN CONTINUA, COSTANTE CRESCITA IN QUESTI ANNI, STA DIVENTANDO, GRAZIE ALLA PARTECIPAZIONE DEGLI IMPRENDITORI, NON SOLTANTO UN SALONE ESPOSITIVO IN SENSO CLASSICO, MA ANCHE

UN MOLTIPLICATORE DI FORZA E RAPPRESENTANZA PER L’INTERA CATEGORIA. di questi segnali ma soprattutto è proprio nei momenti di difficoltà del mercato che occorre investire ed innovare, per essere più competitivi e quantomeno conservare i propri livelli di fatturato. Ebbene, il salone della FAITA è la migliore occasione per farlo nonché una formidabile vetrina per proporre la propria azienda ricettiva, senza contare l’opportunità di formarsi professionalmente e culturalmente offerta dai meeting e le conferenze che fanno ormai parte integrante del programma. Il Sipac però ha anche un altro obiettivo. Lo spunto è dato dal SETT di

Montpellier, arrivato ormai alla trentaseiesima edizione e al pale partecipa il 95% delle circa 10.000 strutture dell’open air francese. Con numeri simili il settore ha acquistato in Francia un peso, anche politico, di tutto rispetto e non c’è alcun dubbio che anche l’Italia debba avere il suo SETT. Ebbene il Sipac di Padova, in continua, costante crescita in questi anni, deve diventare, grazie alla partecipazione degli imprenditori, non soltanto un salone espositivo in senso classico, ma anche un moltiplicatore di forza e rappresentanza per l’intera categoria. n

Per evitare code all’ingresso consigliamo di riempire l’invito allegato a Camping Management o di registrarsi on-line al sito sipac.myaccessbadge.com


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FAITA-FEDERCAMPING - SIPAC 2014 Padova 19-20 Novembre 2014 - Programma provvisorio I GIORNATA: H 10,30 INAUGURAZIONE Istituzioni FAITA Consiglio Direttivo Istituzioni Turistiche (MIBAC, ENIT, Confturismo) Istituzioni Regionali (Assessorato, Camera Comm.) Associazioni regionali di area Altri d’interesse (EFCO, Austria, Croazia) H 11,30 VISITA STAND h 12,30 cocktail H 14,30 CONVEGNO-SEMINARIO: Risk management per l’impresa open air Introduzione Maurizio Vianello Presidente FAITA-FederCamping Perché, cosa e chi dell’incontro e prospettive FAITA in materia Relazioni: - Prevenzione degli incendi: la nuova Regola Tecnica e le sue applicazioni

- Disaster Management Planning, best practice - Quale copertura assicurativa per la ricettività turistica all’aria aperta H 16,30 VISITA STAND II GIORNATA: H 10,00- 18,00 TRE INIZIATIVE (in alternativa) - Buy Camping - Risparmio energetico nella ricettività open air, nuove proposte - Marketing territoriale, idee ed esperienze - Focus Regione - Open Air accessibile, una risorsa aziendale - Social networks - In house advertising - Analisi costi dei rapport bancari, una nuova disponibilità per i bilanci aziendali - Carte Fedeltà, utile strumento per la fidelizzazione della clientela h 13-18 visita stand ed iniziative espositori

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AQUASKID È UN SISTEMA PLUG&PLAY PER MEDIE E GRANDI UTENZE, IL QUALE PER ESSERE MESSO IN OPERA HA BISOGNO UNICAMENTE DI ESSERE COLLEGATO ALLE RETI DI GAS, ACQUA ED ELETTRICITÀ ATTRAVERSO GLI INGRESSI E LE USCITE PREDISPOSTE.

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a Adsum di San Benedetto del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno, progetta impianti termo-idraulici modulari per la produzione di acqua calda sanitaria per medie e grandi utenze. Con competenza ed esperienza si avvale delle più recenti tecnologie per dotare di ottimi impianti palestre, piscine, industrie e soprattutto strutture ricettive, dai piccoli hotel ai campeggi e villaggi turi-

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stici. Si tratta di un’azienda tutto sommato giovane e in crescita ma proprio per questo flessibile e attenta a soddisfare in tutto la propria clientela, a cominciare dalla gestione dei costi. La Adsum è arrivata a poter produrre cinquecento impianti all’anno, sia per il mercato nazionale che estero, dei quali il prodotto di punta è Aquaskid, struttura modulare, autoportante e compatta particolarmente indicata per

le strutture ricettive all’aria aperta potendo essere istallata in brevissimo tempo e senza che sia necessario prevedere costruzioni in muratura per il contenimento delle attrezzature. E’ Sergio Lolli, amministratore delegato di Adsum, ad illustrare le principali caratteristiche di Aquaskid: «è un sistema Plug&Play per medie e grandi utenze, il quale per essere messo in opera ha bisogno unicamente di essere collegato alle reti di gas, acqua ed elettricità attraverso gli ingressi e le uscite predisposte. E' un impianto completo e pronto all’uso, caratterizzato da semplicità di gestione, efficienza, affidabilità con costi contenuti anche per le attività di manutenzione». Aquaskid è anche dotato di generatori di calore a condensazione ad alta efficienza, scambiatori di calore per la produzione istantanea di acqua calda sanitaria, predisposizione per il funzionamento con pannelli solari termici, circolatori per la linea di ricircolo e possibilità di installazione di accessori per il riscaldamento di piccole vasche piscina o eventualmente piccoli ambienti. «Il sistema è gestito e monitorato dal nostro sistema brevettato EMS (Energy Management System)», prosegue Lolli, «che garantisce un funzionamento sempre efficiente con il minimo utilizzo di energia e permette di visualizzare ed impostare in base alle diverse esigenze i parametri di lavoro del sistema. Aquaskid può essere fornito con armadio dedicato in acciaio inox, garanzia di durata nel tempo». Ma oltre alla praticità Aquaskid, essendo stato progettato adottando le migliori tecnologie attualmente disponibili, garantisce una particolare attenzione all'efficienza e quindi al ri-


sparmio energetico. Le economie quantificabili con certezza nel caso di sostituzione di vecchi impianti è stimabile in una riduzione tra il 25-35% della spesa necessaria alla produzione di acqua calda per uso sanitario, percentuale che può arrivare a valori anche più elevati se l’impianto è affiancato da pannelli solari termici. E’ poi da considerare il fatto che con l’acquisto di Aquaskid si usufruisce dello sgravio fiscale per risparmio energetico molto interessante, che senz’altro và considerato nella valutazione complessiva da parte del cliente. A questo proposito Sergio Lolli tiene a sottolineare che l’azienda ha creato un prodotto specifico, in collaborazione con il Gruppo Intesa San Paolo, grazie al quale non è necessario disporre immediatamente della liquidità per l’acquisto del bene. Anzi, con lo speciale finanziamento è probabile che il costo dell’impianto venga ripagato nel tempo mediante la riduzione del costo della bolletta energetica per la parte destinata alla produzione di acqua calda sanitaria, che per qualsiasi struttura ricettiva rappresenta una voce non trascurabile del bilancio. Secondo l’amministratore delegato «l’obiettivo della Adsum è di poter offrire i propri impianti non solo a costo zero, ma addirittura potendo realizzare un sostanziale guadagno nel tempo» Come accennato caratteristica principale di Aquaskid è di avere montate tutte le componenti dell’impianto su di un telaio autoportante. Ma qual è il vantaggio di una simile soluzione? «Il telaio autoportante e quindi lo “skid”, sistema integrato, è un concetto fondamentale per tener fuori problemi relativi al progetto in sé»,

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RIGUARDO LA SICUREZZA, IN PARTICOLARE PER

LA PREVENZIONE DELLA LEGIONELLA,

I SISTEMI AQUASKID PREVEDONO IN MANIERA AUTOMATICA IL TRATTAMENTO TERMICO DI DISINFEZIONE

risponde Sergio Lolli, «il cliente infatti desidera evitare o ridurre tutti i problemi che possono presentarsi dopo la messa in opera dell’impianto e magari risparmiare sulla manodopera necessaria per realizzare tutti gli allacci in un sistema appositamente creato; manodopera che fra l’altro può anche non risultare completamente all’altezza. Ecco, Aquaskid risolve brillantemente la questione in quanto può essere installato direttamente all'esterno, senza il bisogno delle costose opere in muratura per la centrale termica, o dove questa è già presente permette destinare lo spazio ad altri usi. Inoltre gli allacci sono estrema-

mente semplici». In ogni caso l’assistenza da parte di Adsum è globale, nel senso che il cliente riceve il necessario supporto prima, durante e dopo l’installazione. Innanzitutto il personale incaricato suggerisce il prodotto più idoneo alle esigenze, successivamente, nella fase di acquisto – dove sono proposti tool finanziari molto competitivi - l’azienda accompagna il cliente effettuando il monitoraggio dei parametri di funzionamento dell’impianto mediante un sistema “remoto” da applicare alla macchina in continuo e dialogo con i sistemi informatici di Adsum, la quale provvederà ad avvisare se si verificano problemi. Riguardo la sicurezza, in particolare per la prevenzione della legionella, i sistemi Aquaskid prevedono in maniera automatica il trattamento termico di disinfezione come indicato nelle “Linee guida per la prevenzione ed il controllo della legionellosi” del 4 aprile 2000 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n.103 del 5 maggio 2000. Il sistema viene mantenuto alla temperatura di 65°-75°C per un periodo di due ore, nelle ore notturne, con frequenza settimanale. Durante questo periodo negli impianti provvisti di ricircolo viene erogata su tutta la linea, acqua calda alla temperatura di 65°C. Inoltre la produzione istantanea dell’acqua calda è essa stessa una garanzia, poiché evita fenomeni di ristagno. Infine, quanto tempo passa dalla progettazione, e quindi dall’individuazione dell’impianto più adatto, all’erogazione della prima acqua per uso sanitario? «Dalla richiesta di offerta, attraverso dati che Adsum richiede compilando un semplice questionario che si trova sul proprio sito, tramite contatto telefonico e se necessario tramite sopralluogo, alla proposta di impianto più adatto trascorrono in genere 24 ore. L’Aquaskid sarà spedito, certificato, collaudato e garantito entro quattro settimane mentre l’allaccio avverrà in poche ore». n AQUASKID SARÀ PRESENTE CON UN PROPRIO STAND AL SETT E AL SIPAC.

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Garanzia di estetica, qualitĂ , certificazioni, tempi e costi. I valori della prefabbricazione C.M.C.2.0

C.M.C.2.0 Prefabbricati produce edifici prefabbricati in cemento per diverse destinazioni d’uso e con dimensioni variabili da 3 a 2000 mq e oltre. Con sistema costruttivo a monoblocchi o a pareti, C.M.C.2.0 per le strutture turistiche realizza:

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CAMPING MANAGEMENT :LE AZIENDE INFORMANO

PER GES GROUP VIENE PRIMA DI TUTTO LA QUALITÀ L’AZIENDA VERONESE È SPECIALIZZATA IN SPOGLIATOI E SERVIZI REALIZZATI IN LAMINATO STRATIFICATO HPL

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ono oltre 200 le strutture turistiche in tutta Italia le quali hanno scelto di affidarsi a Ges Group (www.gesgroup.it) per arredare i propri spazi comuni con attrezzature robuste, inossidabili e modulari. Fin dalla nascita questa azienda veronese si è specializzata nella produzione e vendita di spogliatoi e servizi igienici in laminato stratificato HPL (High Pressure Laminate) per istallazioni sportive, turistiche, scolastiche, ospedali e industrie e dopo vent’anni di attività può contare sul lavoro qualificato di un team di professionisti e una fitta rete commerciale che consente di effettuare sopralluoghi e rilievi direttamente sul cantiere; in più, a garanzia della sua alta qualità, è in possesso della

certificazione del sistema di gestione secondo le norme ISO 9001:2008. Nei campeggi ogni singola area è destinata a uno scopo ben preciso ed è fondamentale tenerne conto già in fase di progetto, affinché le soluzioni proposte risultino la pratiche e funzionali. Tra l’altro i titolari dei campeggi sono diventato oggi dei veri e propri manager, il cui compito è far si che la struttura non solo rispetti gli standard qualitativi obbligatori, ma che ogni scelta effettuata per renderla funzionale rispetti i criteri di economicità, che comprendono anche e soprattutto la durata e l’affidabilità, e anche estetici, senza trascurare l’innovazione. Con tale insieme di elementi ogni imprenditore si assicura la

tranquillità di gestione e la fedeltà della propria clientela, la quale ha tutto l’interesse di preferire camping e villaggi efficienti, confortevoli e esteticamente all’altezza delle aspettative. Ges Group è in grado di garantire tutto questo, consigliando ai propri clienti, sistemi e metodi su misura ed economici per dotare le strutture ricettive di bagni e wc adattati a ogni esigenza. I tempi di installazione sono velocissimi e questo permette di diminuire di molto il tempo di esecuzione di un blocco servizi all’interno di un campeggio. I prodotti sono facilmente igienizzabili e lavabili grazie al nuovo trattamento antibatterico Sanitized che utilizza le proprietà antibatteriche dell’argento per assicurare fino al 99,9% di riduzione batterica in sole 24ore e garantire un alto grado di sicurezza per la persona e per l’ambiente. I prodotti Ges Group utilizzano, come accennato, componenti in HPL di altissima qualità la cui gamma di colori standard è stata aumentata fino a oltre 30 tonalità in magazzino. Altro vanto dell’azienda è il servizio e l’affidabilità del proprio team, che l’hanno ben presto fatta diventare un punto di riferimento nel settore. Basti pensare che nonostante l’azienda si sia dotata di una efficiente squadra di assistenza post vendita, negli ultimi cinque anni non sono mai stati compiuti interventi di manutenzione durante la stagione; questo perché una cura ordinaria consente ai prodotti Ges Group una durata nel tempo senza paragoni.

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CAMPING MANAGEMENT :DAL MONDO DELLE AZIENDE

Ma come ogni azienda dinamica di successo Ges Group è sempre alla ricerca di novità per i suoi clienti e attualmente sta investendo in una nuova linea inedita di componenti: pareti modulari e wc-doccia ideati per valorizzare il colore, eliminando alla vista accessori come cerniere, piedini e morsetti.

GIALLE COME IL SOLE LE NUOVE AREE DEL FONTINO DI SCARLINO Ges Group ha tra i suoi clienti oltre 200 tra campeggi e villaggi turistici in Italia. Tra quelli acquisiti più recentemente vi sono il Campeggio Maroadi di Arco (TN), il Camping Europa di Torbole (TN), l’Agriturismo Figline di Figline Valdarno (FI) e Il Fontino a Scarlino, in provincia di Grosseto. Da 30 anni, il Camping Il Fontino accoglie campeggiatori da tutto il mondo in un’area tranquilla e serena lontana dal caos cittadino e vicino ai piaceri della spiaggia. Su incarico della proprietà del campeggio Ges Group ha realizzato le nuove aree dedicate ai servizi comuni, dal progetto al post vendita, ottenendo la riduzione dello spazio occupato e il rispetto delle severe norme igieniche. Per la prima volta è stata anche allestita una baby room, per dare la possibiltà ai genitori di prendersi cura dei più piccoli in un ambiente organizzato e sicuro. Ogni blocco servizio è stato equipaggiato con lavapiatti, lavapanni, area stireria e i singoli spazi sono stati organizzati grazie ai pannelli in HPL, come anche l’area dedicata ai portatori di handicap. Con un occhio sempre attento alla tutela e al rispetto dell’ambiente, la struttura gode di un’illuminazione notturna a LED, un riscaldamento con caldaia a condensazione e la produzione dell’energia utile per l’intero campeggio è fornita tramite pannelli fotovoltaici. Per quanto riguarda il colore è stato preferito il giallo, perché richiama il colore della terra toscana, del sole, infonde allegria e perchè al rientro da un’escursione o da una giornata di divertimento è bello recuperare le energie in una ambiente piacevole anche per gli occhi. n

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GES GROUP ATTUALMENTE STA INVESTENDO IN UNA NUOVA LINEA INEDITA DI COMPONENTI: PARETI MODULARI E WC-DOCCIA IDEATI PER VALORIZZARE IL COLORE, ELIMINANDO ALLA VISTA ACCESSORI COME CERNIERE, PIEDINI E MORSETTI.


CAMPING MANAGEMENT :TRIBUNA DEL LAVORO

PROROGA VERSAMENTI DA UNICO E CREDITI D’IMPOSTA a cura di Maurizio Fantaccione

CON IL “DECRETO CULT-TURISMO” ALCUNE SPECIFICHE AGEVOLAZIONI DI CARATTERE FISCALE PER IL SETTORE ALBERGHIERO Società di comodo - interpelli per le immobiliari Un gran numero di imprese immobiliari ha effettuato la rivalutazione degli immobili ai sensi del D.L. 185/2008; com’è noto i relativi effetti fiscali si producono a partire dall’esercizio 2013 (ammortamenti) e 2014 (realizzo di plusvalenze). Per l’esercizio 2013 accanto all’effetto favorevole derivante dai maggiori ammortamenti (da calcolare sui valori rivalutati) si produce anche l’effetto negativo della crescita dei ricavi presunti ai fini della normativa sulle società non operative (anch’essi da rapportare ai valori rivalutati degli immobili). E’ evidente che, in presenza di un generalizzato calo dei canoni di locazione, molte imprese immobiliari si troveranno a calcolare un risultato di non operatività. Anche se tutto ciò appare completamente irragionevole non resterà altra possibilità che quella di presentare interpello disapplicativo. Le domande potranno essere presentate alla Direzione regionale dell’Agenzia delle Entrate competente mediante plico raccomandato nell’intervallo fra il 17 marzo ed il 2 luglio 2014 (dopo questa data l’interpello può essere dichiarato inammissibile dovendo pervenire all’Ufficio almeno 90 giorni prima della scadenza di presentazione di UNICO 2014.

Le società immobiliari dovranno motivare gli scostamenti evidenziando la rivalutazione effettuata e producendo i contratti d’affitto e le eventuali riduzioni di canone concordate; fondamentale l’evidenziazione che le controparti dei contratti non sono soci o familiari di soci e che i canoni effettivi sono comunque allineati con quelli di mercato. In caso di immobili sfitti, occorre dimostrare, anche con la produzione degli incarichi conferiti alle agenzie immobiliari o avvisi pubblicitari, che la mancata locazione non dipende da scelta della impresa ma dalla situazione di mercato.

Proroga versamenti da Unico Secondo quanto previsto dal DPCM, per i contribuenti che applicano gli studi di settore e per i contribuenti minimi i versamenti in scadenza ordinaria al 16 giugno 2014 potranno essere effettuati: • entro il 7 luglio, senza alcuna maggiorazione; • dall’8 luglio al 20 agosto con lo 0,40% in più. La proroga dei versamenti di Unico 2014 interessa i contribuenti che: • adottano il regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità ex art. 27, commi 1 e 2, del D.L 98/2011 (c.d.

“regime dei superminimi”); • interessati dagli studi di settore, ossia: - le persone fisiche (imprenditori o lavoratori autonomi) che esercitano un’attività d’impresa/lavoro autonomo per la quale è stato elaborato il relativo studio di settore; - i soggetti diversi dalle persone fisiche (ad esempio, sas, snc, srl, spa) a condizione che: - esercitino un’attività per la quale è stato elaborato lo studio di settore e non siano esclusi dall’applicazione dello stesso a causa di ricavi/compensi superiori a € 5.164.569. Non possono fruire della proroga i soggetti che, avendo ricavi/compensi 2013 superiori a €5.164.569 ma non a €7.500.000, non applicano gli studi di settore ma sono comunque tenuti a compilare i relativi modelli; - siano tenuti, in base al termine ordinario, ad effettuare il versamento delle imposte derivanti dal mod. UNICO/IRAP 2014, entro il 16.6.2014. Non possono quindi fruire della proroga, ad esempio, le società che approvano il bilancio nel mese di giugno usufruendo del maggiore termine di 180 giorni dalla chiusura dell’esercizio, in quanto le stesse sono “naturalmente” tenute ad effettuare i versamenti entro il 16.7 (20.8 con la maggiorazione dello 0,40%). L’operatività della proroga prescinde dell’effettiva applicazione dello studio di settore e pertanto riguarda anche i soggetti interessati da una causa di esclusione/inapplicabilità, così come chiarito dall’Agenzia delle Entrate nella Circolare 6.7.2007, n. 41/E, ferma

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CAMPING MANAGEMENT :TRIBUNA DEL LAVORO

restando l’esclusione dalla proroga per coloro che hanno conseguito ricavi/compensi superiori a €5.164.569. Il beneficio è esteso anche ai soggetti titolari di redditi di partecipazione in società che esercitano attività per le quali è previsto lo studio di settore, ossia ai: • collaboratori impresa familiare; • soci di società di persone; • soci di associazioni professionali; • soci di società di capitali trasparenti. Non possono beneficiare della proroga i soggetti non interessati dagli studi di settore, quali: • le persone fisiche “private”; • i soggetti tenuti all’applicazione dei parametri; • gli imprenditori agricoli titolari esclusivamente di reddito agrario; • i soggetti che hanno conseguito ricavi compensi di ammontare superiore a €5.164.569. I predetti soggetti devono pertanto provvedere al versamento entro i termini ordinari, ossia entro il 16.6.2014 (16.7.2014 con la maggiorazione dello 0,40%).

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La proroga in esame trova applicazione, in generale, con riferimento a tutti i versamenti risultanti dal mod. UNICO (anche in forma unificata)/IRAP 2014 il cui termine di versamento “ordinario” è fissato al 16.6.2014. Di conseguenza, oltre al versamento del saldo 2013 e dell’acconto 2014 di IRPEF, IRES e IRAP sono da ritenersi differiti anche i versamenti relativi a: • addizionali IRPEF; • saldo IVA per i soggetti che presentano la dichiarazione in forma unificata; • contributi previdenziali (IVS, Gestione separata INPS, contributi CIPAG); • imposta sostitutiva regime nuove iniziative; • cedolare secca, acconto del 20% per i redditi a tassazione separata, IVIE/IVAFE per immobili/attività detenuti all’estero dovute dalle persone fisiche che usufruiscono della proroga; • diritto camerale; • adeguamento Iva agli studi di settore e per la maggiorazione del 3%

applicabile per l’adeguamento agli studi di settore in caso di scostamento superiore al 10% tra entrate presunte dagli studi ed entrate contabili.

RIEPILOGO La platea Rinvio al 7 luglio per il versamento del saldo 2013 e della prima rata di acconto per il 2014 da parte dei contribuenti soggetti agli studi di settore, persone fisiche, superminimi compresi che pagano il forfait del 5%, e altri soggetti con esercizio che coincide con l'anno solare. Il pagamento può essere fatto in modo rateale. Sulle somme rateate, a partire dalla seconda rata, il contribuente deve pagare gli interessi del 4% annuo, che decorrono dal 1° giorno successivo alla scadenza della prima rata.

L'adeguamento IVA Entro il 7 luglio va effettuato l'adeguamento Iva agli studi di settore dei contribuenti che presentano l'Unico 2014. Per l'adeguamento Iva agli studi di settore è possibile pagare a rate


CONTRIBUENTE

Persona fisica

Imprenditore individuale o Lavoratore autonomo esercente attività per le quali sono stati elaborati gli studi di settore

Socio/collaboratore disocietà/impresa familiare esercente attività per le quali sono stati elaborati gli studi di settore

Soggetto diverso da persona fisica per il quale sono stati elaborati gli studi di settore

Maggiorazione del 3% Entro il 7 luglio si deve versare la maggiorazione del 3% per i ricavi o compensi non annotati. I contribuenti che adeguano le entrate contabilizzate, se inferiori al ricavo o compenso che risulta dagli studi di settore, devono versare una maggiorazione del 3% calcolata sulla differenza tra i ricavi (o i compensi) derivanti dall'applicazione degli studi e quelli annotati nelle scritture contabili. La maggiorazione non è dovuta: se la differenza è inferiore al 10% dei ricavi o compensi annotati nelle scritture contabili; per gli studi approvati per la prima volta, o per il primo anno di applicazione dello studio revisionato. La maggiorazione del 3% deve essere calcolata sull'intero ammontare dello scostamento, qualora esso sia superiore al suddetto limite del 10% e, pertanto, il suddetto limite del 10% non costituisce una sorta di “franchigia”. È escluso il pagamento rateale.

Credito di imposta per gli alberghi Con la pubblicazione sulla G.U. 31.5.2014, n. 125, è entrato in vigore, a decorrere dall’1.6.2014, il D.L. n. 83/2014, c.d. “Decreto Cult-Turismo”, nell’ambito del quale sono contenute alcune specifiche agevolazioni di carattere fiscale per il settore alberghiero a favore delle strutture ricettive (hotel, alberghi, campeggi, residence, ostelli, ecc.). In essa sono previsti 2 crediti d’imposta: • il primo relativo alla digitalizzazione

VERSAMENTI

derivanti da mod. UNICO

TERMINI ORDINARI

TERMINI PROROGATI Senza 0,40%

Con 0,40%

16.6.2014 (16.7 con 0,40%)

derivanti da: - mod. UNICO - mod. IRAP

16.6.2014 (16.7 con 0,40%)

7.7.2014

20.8.2014

derivanti da mod. UNICO

16.6.2014 (16.7 con 0,40%)

7.7.2014

20.8.2014

derivanti da: - mod. UNICO - mod. IRAP

16.6.2014 (16.7 con 0,40%)

7.7.2014

20.8.2014

delle strutture, • il secondo per la riqualificazione e l’accessibilità delle stesse.

Digitalizzazione delle strutture Il credito in esame spetta con riferimento alle spese relative a: • impianti wi-fi; • siti web ottimizzati per il sistema mobile; • programmi per la vendita diretta di servizi e pernottamenti e la distribuzione sui canali digitali purchè in grado di garantire gli standard di interoperabilità necessari all'integrazione con siti e portali di promozione pubblici e privati e di favorire l'integrazione fra servizi ricettivi ed extraricettivi; • spazi e pubblicità per la promozione e commercializzazione di servizi e pernottamenti turistici sui siti e piattaforme informatiche specializzate, anche gestite da tour operator e agenzie di viaggio; • servizi di consulenza per la comunicazione e il marketing digitale; • strumenti per la promozione digitale di proposte e offerte innovative in tema di inclusione e di ospitalità per persone con disabilità; • servizi relativi alla formazione del titolare o del personale dipendente, finalizzati alle attività di cui sopra. Sono esclusi dalle spese agevolate i costi relativi all’intermediazione commerciale.

Determinazione del credito Il credito d’imposta è pari al 30% delle spese sostenute, fino ad un massimo di €12.500. Lo stesso, ripartito in 3 quote annuali di pari importo, è riconosciuto per i periodi d’imposta 2015, 2016 e 2017.

Modalità di utilizzo del credito Il credito in esame è utilizzabile in compensazione tramite il mod. F24 “esclusivamente attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall'Agenzia delle Entrate, pena lo scarto dell'operazione di versamento, secondo modalità e termini definiti con provvedimento del Direttore della medesima Agenzia”. Inoltre: • non è tassato ai fini IRPEF/IRES e non concorre alla formazione del valore della produzione IRAP; • non rileva ai fini del rapporto di deducibilità degli interessi passivi e dei componenti negativi ex artt. 61 e 109, comma 5, TUIR. L’operatività dell’agevolazione in esame è subordinata all’emanazione di un apposito D.M. da parte del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (di concerto con il MEF, sentitoil MISE), entro 3 mesi dall’entrata in vigore della legge di conversione. Il Decreto dovrà definire: le tipologie di spese ammesse al ben-

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CAMPING MANAGEMENT :TRIBUNA DEL LAVORO

eficio; • le procedure per l’accesso all’agevolazione in esame; • le soglie massime di spesa per singola voce di spesa sostenuta; • le procedure di recupero nel caso di utilizzo illegittimo del credito d'imposta.

Riqualificazione delle strutture L’art. 10 riconosce altresì, al fine di “migliorare la qualità dell’offerta ricettiva per accrescere la competitività delle destinazioni turistiche” un credito d’imposta per le strutture ricettive “esistenti alla data del 1° gennaio 2012”.In particolare sono spese gevolabili: • ristrutturazione edilizia ex art. 3, comma 1, lett. d), DPR n. 380/2001; • eliminazione delle barriere architettoniche ai sensi della Legge n. 13/89 e del DM n. 236/89.

Determinazione del credito Il credito d’imposta è pari al 30% delle

spese sostenute fino ad un massimo di €200.000. Il predetto credito, ripartito in 3 quote annuali di pari importo, è riconosciuto “per il periodo d'imposta in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto [2014] e per i due successivi [2015-2016]”. La prima quota del credito relativo alle spese 2014 è utilizzabile dall’1.1.2015.

Modalità di utilizzo del credito Il credito in esame è utilizzabile esclusivamente in compensazione tramite il mod. F24.Analogamente al credito digitalizzazione: • l’agevolazione in esame non rileva ai fini del rapporto di deducibilità degli interessi passivi e dei componenti negativi ex artt. 61 e 109, comma 5, TUIR. In mancanza di una specifica disposizione quest’ultimo risulta tassato ai fini IRPEF/IRES e concorre alla for-

mazione del valore della produzione IRAP; - l’operatività del bonus in esame è subordinata all’emanazione di un D.M. da parte del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (di concerto con il MEF e il MISE, sentita la Conferenza Permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano), entro 3 mesi dall’entrata in vigore della legge di conversione, il quale dovrà definire: - le tipologie di strutture ricettive ammesse al beneficio; - le tipologie di interventi ammessi al beneficio; - le procedure per l'ammissione al beneficio, che avviene secondo l'ordine cronologico di presentazione delle relative domande; - le soglie massime di spesa per singola voce di spesa sostenuta; - le procedure di recupero nel caso di utilizzo illegittimo del credito d'imposta.

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