ANNO VII N. 22 Poste Italiane SPA - Sped. Abb. Postale DL 353/2003 (conv. INL. 27/02/2004, nª 46) ART.1 comma 1 DCB ROMA • Gennaio - Marzo 2013
P E R I O D I C O
D E L L A
F A I T A
F E D E R C A M P I N G
UMBRIA REGIONE OSPITALE, ANCHE TROPPO IL MONDO DEL WEB E DELL’E-COMMERCE NOTIFICA DEGLI ALLOGGIATI. IL RICORSO DELLA FEDERAZIONE
ANNO VII N. 22
Maurizio Vianello
CAMPING MANAGEMENT :EDITORIALE onsideriamo insieme la situazione economica che si è consolidata nell’ultimo quinquennio. Tutti gli indicatori espongono un segno negativo, l’economia nazionale e quella dell’area euro sono in recessione, per quel che ci riguarda si tratta di stagnazione, non ci sono segnali di ripresa per il breve periodo. Un quadro duro e sconfortante al quale dobbiamo, nostro malgrado, aggiungere una incertezza politica ed una latitanza amministrativa senza precedenti nella storia del nostro Paese. Questo lo scenario nel quale le imprese dovranno muoversi per tentare di sopravvivere e realizzare i loro obiettivi. Si tratta di un impegno difficile e dal quale tuttavia non possiamo esimerci, del resto non sempre si ha la fortuna di navigare in acque calme e fare l’im-
prenditore significa anche saper affrontare le crisi. L’open air può distinguersi, ancora una volta, in un panorama che vede il turismo in crisi per tutte le altre modalità. Per farlo è necessario comprendere come e con quali mezzi possiamo far fronte alla crisi e, soprattutto, come rilanciare e sviluppare la nostra offerta. Credo che più di ogni altra cosa sarà importante che si formi una nuova mentalità d’impresa, con manager e proprietari orientati a catturare e fidelizzare nuove fasce e segmenti di domanda. Occorrerà, per questo scopo, affinare e mettere in campo strumenti di marketing efficaci e non velleitari, pratici e relativamente economici, flessibili e penetranti. Sono disponibi-
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Produzione e pubblicità: Contatto Comunicazione e Marketing s.r.l. Via Apuania, 5 - 00162 Roma Tel. 06 97616025 - Fax 06 97616034 cell. 3355774176
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Redazione: Nicolcarlo Genovese Pietro Licciardi Andrea Spezzigu
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Progetto grafico: Emilio Procopio e.procopio@format-roma.it
Impaginazione: Format Roma s.r.l. www.formatvisual.com Stampa: Graphiscalve SpA Finito di stampare Maggio 2013
CAMPING MANAGEMENT :SOMMARIO
5 BAIA DEGLI ARANCI, DI PADRE IN FIGLIO
PROSPETTIVE DEL MERCATO 25 LE DELLE COSTRUZIONI IN ITALIA
di Pietro Licciardi
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UMBRIA REGIONE OSPITALE, ANCHE TROPPO di Pietro Licciardi
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BORGHI ANTICHI, L’ASSO NELLAMANICA DELL’UMBRIA a cura di Pietro Licciardi
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IL SIPAC SI CONFERMA E PREPARA LA III EDIZIONE
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L’INNOVAZIONE NEL TURISMO ALL’ARIA APERTA
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IL MONDO DEL WEB E DELL’E-COMMERCE
TURISMO DEI CAMPEGGI E DEI 23 IL VILLAGGI IN ITALIA a cura di Pietro Licciardi
DEGLI ALLOGGIATI. 27 NOTIFICA IL RICORSO DELLA FEDERAZIONE LA TARES, 29 ARRIVA ECCO A COSA FARE ATTENZIONE GUIDE ADAC, UNA BUSSOLA 32 LE NEL MONDO OPEN AIR Olaf Zwingenberger 2.0, PREFABBRICATI 33 CMC DA TRE GENERAZIONI Filippo Gentile LEADER 36 PULINGROSS, DEL PULITO VECCHIO E NUOVO 39 TRA REDDITOMETRO a cura di Maurizio Fantaccione
CAMPING MANAGEMENT :PAROLE ATTORNO AL FUOCO
BAIA DEGLI ARANCI, DI PADRE IN FIGLIO di Pietro Licciardi
NATO 40 ANNI FA IL CAMPING SI È EVOLUTO SULLA SPINTA DEL MERCATO DIVENTANDO UN VILLAGGIO DI QUALITÀ
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tefano Martucci è il titolare del Village & Camping Baia degli Aranci a Vieste, in provincia di Foggia. Immerso in un grande parco verde di undici ettari, il villaggio e camping offre ai suoi ospiti piazzole attrezzate per camper, tende e roulotte, confortevoli monolocali e appartamenti di due o tre stanze oltre ad una serie di servizi che vanno dalla piscina, al minimarket, al ristorante e pizzeria all’animazione per grandi e piccini e addirittura un hotel. Fondatore di Baia degli Aranci è stato il padre del signor Martucci, che all’inizio degli anni Settanta del secolo scorso ha avviato l’attività in questo meraviglioso angolo di Puglia, diventato celebre per il suo mare e i paesaggi ancora quasi selvaggi che il
Gargano riserva ai suoi visitatori. Stefano è cresciuto così assieme all’azienda di famiglia, «vivendola intensamente, dapprima con la spensieratezza di un bambino, poi col passare degli anni con maggiore coinvolgimento, passando dai primi lavoretti, fatti per gioco, alla gestione vera e propria di interi settori» come lui stesso ci dice. Se chiediamo a questo imprenditore quali sono state le tappe fondamentali della sua carriera rimane un po’ pensieroso, poi confessa: «a questa domanda è difficile rispondere, perché i momenti memorabili, quelli che col senno di poi ti rendi conto che sono punti di svolta, sono stati tanti. Ricordo quando, per via dell’erosione della spiaggia, abbiamo deciso di dotare il
campeggio della piscina. Nei primi anni Ottanta era un fatto mirabolante, nonché un investimento non di poco conto». Così da un evento che poteva mettere seriamente in forse la sopravvivenza del campeggio è scaturita una innovazione che ha rilanciato l’azienda. Ma molte altre sono state le tappe di quella costante evoluzione che ha trasformato il camping nell’attuale moderna ed efficiente struttura ricettiva, frutto della sapienza imprenditoriale dei Martucci, i quali hanno saputo far evolvere la loro impresa seguendo i desideri e i gusti del mercato. «Così abbiamo iniziato ad affiancare all’offerta di piazzole per tende e camper quella di bungalow e villini», prosegue Stefano, «ed abbiamo migliorato anche gli spazi comuni, costruen-
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CAMPING MANAGEMENT :PAROLE ATTORNO AL FUOCO
do un nuovo bar ristorante più bello e grande, poi l’anfiteatro, la palestra. La crescita comunque è soprattutto a livello dei servizi erogati. La progressiva affermazione come villaggio addirittura la nascita dell’hotel i Melograni all’interno dell’azienda storica ha decisamente accelerato lo sviluppo dei servizi offerti». Tuttavia c’è qualcosa che ha segnato più di altro la storia imprenditoriale di Stefano Martucci: la presidenza del consorzio turistico locale. «Per me che sono fondamentalmente un timido quella esperienza è stata una grande palestra di vita», confessa, «e non potete immaginare quanto sia stato duro per me dover parlare in pubblico, confrontarmi quotidianamente con problemi: dagli scontri con una burocrazia ottusa e inefficiente alla necessità di far capire ai colleghi che solo facendo fronte comune potevamo essere presi sul serio dagli interlocutori abituali, che per noi imprenditori turistici sono le pubbliche amministrazioni, i tour operator, i clienti». Tuttavia se potesse tornare indietro
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Martucci rifarebbe tutto, senza rinnegare niente della sua ormai lunga vita professionale e imprenditoriale. «Certo, tutti sbagliamo, è intrinseco nella natura umana essere fallibili», dice, «ma per mia fortuna, e anche grazie alla mia naturale prudenza, non sono mai incappato in scelte clamorosamente sbagliate, al punto da dover avere grandi rimpianti». Anche per questo motivo Stefano Martucci non si sente un pioniere e neppure un visionario. Abituato a soppesare e valutare ogni sua azione - «non dimentico mai che ho la responsabilità di una azienda che non è soltanto mia ma appartiene a tutta la famiglia», sottolinea – raramente, forse mai, ha preso decisioni senza coinvolgere altre persone dello staff. In ogni caso sono sempre stati i clienti a “guidare” in qualche modo la crescita dell’impresa, imponendo con il loro stile di vita, che si è andato man mano adeguando ai tempi e ai progressi tecnologici e di costume, ristrutturazioni e nuovi servizi; anche se «il tempo di risposta, di adeguamento al nuovo,
non può essere eterno, perché altrimenti si rischia di perdere la propria clientela, anche quella più affezionata!» Pensando al futuro il proprietario e gestore della Baia degli Aranci è sicuro che non cesserà la richiesta di sempre maggiore comodità e servizi di qualità. Ormai sono definitivamente tramontati i tempi degli esordi, quando la vacanza in campeggio era sinonimo di vita spartana, libera e un po’ selvaggia; quando anche dal punto di vista imprenditoriale tutto era molto semplice. «La gente viveva praticamente tutto il giorno in costume da bagno e maglietta», ricorda Martucci, «ed anche le famiglie venivano nella classica canadese. Ora la tenda canadese è quasi scomparsa ed anche roulotte e camper hanno aria condizionata, forno elettrico e tv satellitare». Ma ad esser diventato più complesso e difficile è anche il mestiere del gestore di camping e, guarda un po’, a causa della burocrazia; almeno secondo l’esperienza del nostro imprenditore il quale si chiede: «Dove sono fi-
nite tutte le iniziative come gli sportelli unici, che dovevano semplificare la nostra vita?». E pensare che la Puglia e il Gargano possono dare ancora molto al nostro turismo, potendo contare su paesaggi mozzafiato, un clima favorevole e innumerevoli bellezze artistiche. Soprattutto tenendo conto del fatto che nell’attuale congiuntura economica, particolarmente sfavorevole per il nostro paese, nessuno si può permettere il lusso di buttare via niente. Come ricorda Martucci «Si intravedono i primi segnali di ripresa; ancora timidi ma cominciano. Certo, credo che ci sarà un ripensamento di molte abitudini di consumismo oggi diventate eccessive ma la vacanza ormai è un bisogno primario, cui si rinuncia difficilmente e solo in caso di reale difficoltà. Il bisogno di ricaricarsi, di “cambiare aria”, non è un capriccio, ma una reale necessità». Proprio per questo, almeno per quanto riguarda la Puglia, sarebbe opportuno che «la politica regionale si confrontasse maggiormente con la realtà con cui si scontrano le piccole imprese e prendesse atto che la commercializzazione del prodotto turistico ignora le rigide classificazioni normative».
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«LA PROGRESSIVA AFFERMAZIONE COME VILLAGGIO ED ADDIRITTURA LA
NASCITA DELL’HOTEL I MELOGRANI
ALL’INTERNO DELL’AZIENDA STORICA HA DECISAMENTE ACCELERATO LO SVILUPPO DEI SERVIZI OFFERTI».
Invece alla politica nazionale il nostro imprenditore cosa chiede? «Di aprire gli occhi e guardare come sta davvero l’Italia. Di comprendere che le piccole imprese sono sempre state la nostra forza ma che troppo spesso sono state ridotte allo stremo, tra congiuntura economica e tassazione selvaggia. La politica nazionale deve rendersi conto che per le piccole imprese non esiste la possibilità di cassa integrazione e che è necessario pensare ed attuare politiche di sostegno e sviluppo, se si vuole che l’Italia riparta». In ogni caso, conclude Stefano
Martucci, «L’associazionismo ha un ruolo importante di sostegno al settore, potendo favorire la crescita imprenditoriale e il confronto tra persone ed idee. Tutti dovrebbero partecipare attivamente e ne trarrebbero grande vantaggio, personalmente e come imprese. Perché attraverso le associazioni di categoria si possono trovare soluzioni a problemi che per l’imprenditore singolo sono quasi insormontabili. È un fatto, come dire, di fare massa critica, di seguire l’adagio, vecchio ma sempre valido, secondo il quale l’unione fa la forza».
CAMPING MANAGEMENT :EDITORIALE li, bisogna imparare soltanto a conoscerli ed utilizzarli meglio e su scale più ampie. Si chiamano booking on line e promozione sui social networks ed ormai quasi in ogni regione esistono aziende in grado di gestirli ed applicarli alle esigenze del nostro settore. C’è poi la risorsa rappresentata dai tour operators, invisa a molte imprese per la limitazione dei margini di profitto che impone e per la rigidità degli standard richiesti, ma mi sembra che si tratti di forche caudine comode e tollerabili se si considera il vantaggio di assicurare un fatturato ed una operatività in tempi di incertezza. Migliorare l’offerta, diversificarla e modellarla sulle esigenze della clientela è un’altra freccia al nostro arco; servono investimenti sia di capitale che di management ma è un passaggio obbligato se vogliamo che le imprese conservino la loro competitività sul piano interno ed internazionale. Infine si può e si deve razionalizzare i costi di gestione e di approvvigionamento delle strutture, in questo ci possono soccorrere strumenti volontari quali i gruppi di acsegue da pag.3
quisto o politiche di settore come il comarketing o la promozione territoriale mirata ed efficace. Tutte queste cose la Federazione le conosce e le propone alle imprese da tempo, l’ultima occasione è stata a Padova al SIPAC. Ci crediamo tanto da considerare le fiere professionali di gran lunga più utili di rassegne generiche e generaliste, spesso autoreferenti fino al limite di esprimere una mera “liturgia della promozione” nella quale il mezzo diventa più importante del fine. Puntiamo con convinzione in questa direzione impegnandoci a favorire la crescita di appuntamenti che offrano alle imprese l’occasione di interagire con gli imprenditori ed i rappresentanti di ciascuno dei settori che ho indicato sopra. Ovviamente l’ultima e definitiva parola spetta all’imprenditore, sarà solo lui, infatti, a determinare con la sua presenza e partecipazione il successo ed il futuro di manifestazioni quali quelle messe in campo da FAITAFederCamping nell’ultimo biennio. Il dovere della Federazione, a mio giudizio, è fare proposte e creare opportunità , quello delle imprese è giudicarle e coglierle secondo la sensibilità e la capacità di ciascuno.
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CAMPING MANAGEMENT :PAROLE ATTORNO AL FUOCO
UMBRIA REGIONE OSPITALE, ANCHE TROPPO di Pietro Licciardi
LE DIFFICOLTÀ DEGLI IMPRENDITORI UMBRI NEL RACCONTO DEL PRESIDENTE FAITA MONICA MIGLIORATI
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u questa rivista abbiamo avuto modo più volte di lamentare la distanza tra il mondo dell’impresa e gli amministratori pubblici, i quali non sembrano voler comprendere le potenzialità dell’open air per il turismo e l’economia, a cominciare da quella locale. Ciò è fonte di innumerevoli difficoltà per i proprietari e i gestori di campeggi che hanno la necessità di competere in un mercato dinamico e volubile, che non conosce i tempi della burocrazia e della politica. Questa volta è l’Umbria ad esporre il proprio cahiers de doléances, attraverso le parole del presidente regio-
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nale della Faita, Monica Migliorati, la quale entra subito nel merito lamentando come le aree di sosta per i camper e motorhome nella regione superino di gran lunga i posti disponibili nei campeggi, senza contare il fatto che in molti comuni la sosta dei mezzi non è regolamentata. Facile comprendere come ciò, soprattutto durante i weekend e i ponti festivi, comporti una “invasione” di mezzi, che occupano aree e slarghi sui quali si fa tranquillamente campeggio. «Il fatto è», dice la presidente della Faita umbra, «che tutti questi camperisti pretendono poi di scaricare i loro reflui nei nostri campeggi pagan-
do non più di cinque euro, una cifra che non copre neppure i costi di smaltimento e la tassa comunale». La Faita alcuni anni fa ha elaborato una bozza di regolamento che ha sottoposto ai principali comuni dell’Umbria, ma ancora oggi non c’è stata alcuna risposta. «Noi non siamo contro i camper». Precisa Monica Migliorati, «ma chiediamo che non si consenta la sosta “selvaggia” dei mezzi in aree sprovviste di servizi. Nonostante la modifica alla legislazione turistica e nonostante le pressioni alle varie amministrazioni a tutt’oggi poco è cambiato». Eppure i proprietari e i gestori di camping e villaggi hanno manifestato più volte la volontà di fare dell’Umbria una regione ospitale per i camperisti e i campeggiatori in genere, che possono rappresentare una fonte di guadagno per gli stessi comuni. Senza contare l’evidente disparità che la sosta libera e non regolamentata introduce tra gli stessi turisti. Come sottolinea la presidente della Faita, nel caso i comuni introducessero la tassa di soggiorno anche per i turisti dell’open air questa colpirebbe soltanto i clienti dei camping e non coloro che usufruiscono delle piazzole attrezzate, ma non sono entrambi turisti? Altra questione aperta è quella delle case mobili. L’Umbria è probabilmente l’unica regione italiana ad aver ottenuto di poter occupare con moduli abitativi su ruote fino al 69% delle piazzole autorizzate, definendo tali strutture camping village; però, nonostante la legge regionale per il turismo definisca tali moduli “mobili” la normativa urbanistica dei singoli
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LE AREE DI SOSTA PER I CAMPER E MOTORHOME NELLA REGIONE SUPERANO DI GRAN LUNGA I POSTI DISPONIBILI NEI CAMPEGGI comuni chiede la concessione edilizia per l’istallazione dei mezzi. Come fa notare Migliorati «secondo i programmi di finanziamento dell’offerta turistica gli allestimenti su ruote vengono definiti “mobili” e dunque non beneficiano di alcuna agevolazione economica, il che, a parer mio, è una evidente contraddizione di termini». Insomma è il solito paradosso: in Italia uffici diversi di una stessa struttura pubblica riescono a parlare lingue differenti, a scapito della coerenza e creando enorme confusione. E quel che è peggio mettendo in questo modo sabbia negli ingranaggi dell’unica “industria” che ancora tira: il turismo, e che può ancora fare da volano per lo sviluppo. «L’ospitalità si basa ormai su queste due forme di alloggio: camper e mobilhome» prosegue la presidente della Faita, «la tenda e il caravan stanno scomparendo, soprattutto nella nostra regione, e siamo tutti obbligati a fare i conti con questa realtà. Noi gestori dobbiamo fornire aree attrezzate e strutture adeguate alla richiesta di mercato ma anche le istituzio-
ni, a tutti i livelli, hanno il dovere di non creare inutili impedimenti o, peggio, di favorire forme di concorrenza sleale. Tanto più che in questi anni i tributi comunali sono diventati sempre più gravosi e quasi insostenibili per le nostre aziende» Ma secondo la presidente Migliorati un’ultima questione pesa sempre di più sull’open air: l’essere considerato un settore “extralberghiero” «un termine», dice, «che non rispetta le diverse tipologie di ospitalità che comprende, anche il campeggio. Il camping ormai non è affatto “complementare” all’hotel, sia sul piano dei comfort che su quello dei servizi. Anzi, in molte zone è diventata la principale forma di ospitalità, con un numero di posti letto più che doppio rispetto all’alberghiero». La rappresentante della Faita umbra cita alcuni fatti per spiegare meglio il concetto. Il nuovo piano strategico dell’Enit, presentato a ridosso delle elezioni politiche, cita sempre il settore alberghiero, la ristorazione, i trasporti ma mai l’extralberghiero: «Ricordo che in Italia gli esercizi alberghieri sono
circa 30.000 mentre gli esercizi definiti complementari 110.000 e questi ultimi coprono l’80% dell’intera ricettività del nostra paese sicuramente perché rispondono meglio al mercato. L’incidenza in Umbria del settore alberghiero è addirittura del 30% figuriamoci!» Un altro fatto riguarda la permanenza: 6 giorni la media nelle strutture “extra”, quasi il doppio degli hotel. Ciò significa che è proprio il cosiddetto extralberghiero, e quindi anche i camper e i villaggi, che procurano le maggiori ricadute dirette nel territorio dei flussi turistici. Analogamente sono proprio queste strutture che generano l’82,4% dei contratti stagionali a tempo determinato. Insomma i dati parlano da soli e, conclude Monica Migliorati, «è veramente incomprensibile come non si cerchi di risolvere i problemi del nostro settore ma, anzi, si continui a non rendersi conto delle potenzialità insite nel turismo creando sempre nuove difficoltà a chi potrebbe fare ancora di più per l’economia di questa regione e dell’intero Paese».
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CAMPING MANAGEMENT :PIANETA TURISMO
BORGHI ANTICHI, L’ASSO NELLA MANICA DELL’UMBRIA a cura di Pietro Licciardi
UN PATRIMONIO DA VALORIZZARE PER ATTIRARE GLI STRANIERI
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l turismo umbro sta ancora attraversando un periodo di crisi dovuta alla stagnazione economica internazionale che ha cominciato a far sentire i suoi effetti fin dalla seconda metà del 2007, interrompendo un trend positivo che aveva portato, l’anno precedente, a superare i sei milioni di presenze. Crisi resa ancora più pesante dalla vera e propria recessione dell’economia italiana che associata ad una irresponsabile pressione fiscale ha falcidiato i redditi e la capacità di spesa degli italiani facendo inoltre lievitare la disoccupazione. La speranza è che la ripresa sul piano internazionale possa portare un maggior numero di stranieri in questa regione. Speranza suffragata dall’analisi sui dati degli arrivi internazionali del World tourism organization (Unwto) che nel
2010 ha registrato rispetto all’anno precedente un miglioramento medio degli arrivi di turisti del 6,6%, anche se l’Europa non è riuscita a recuperare rispetto al 2008. Nonostante i dati non esaltanti tuttavia l’offerta umbra – secondo il Rapporto annuale 2010 stilato dalla Direzione regionale sviluppo economico e attività produttive - è costantemente aumentata, soprattutto nel settore extralberghiero, dove l’incremento nel 2010, rispetto al 2008, è stato del 13,10% nel numero degli esercizi e del 6,69% nel numero dei posti letto. Una scommessa sul futuro che sembrerebbe poter essere vincente dal momento che già nel periodo GennaioGiugno 2011 è stato registrato un aumento di arrivi e presenze rispetto allo stesso periodo dell’anno preceden-
te rispettivamente del 6,37% e 5,96%; anche se tale ripresa non ha beneficiato tutti i comprensori turistici della regione. Il comprensorio del Trasimeno e del ternano ad esempio hanno risentito in maniera più marcata del calo di arrivi e presenze di connazionali. I dati ufficiali del 2012 fanno invece registrare 2.193.305 arrivi e 5.957.628 presenze turistiche, con una riduzione minima degli arrivi (- 1,19) e delle presenze (-2,78) rispetto al 2011 secondo il quadro dell’andamento turistico in Umbria rilevato dal servizio turismo e promozione integrata della Regione, che nei prossimi giorni pubblicherà tutti i dati riguardanti i flussi turistici umbri nel portale istituzionale www.turismo.regione.umbria.it. «E’ evidente, come la crisi economica ha prodotto un rilevante impatto sugli italiani che costituiscono il primo mercato del turismo in Umbria», ha commentato l’assessore regionale al turismo Fabrizio Bracco, il quale ha rilevato anche come nel 2012, tenuto conto dell’inflazione, il potere di acquisto delle famiglie si è ridotto notevolmente rispetto all’anno precedente facendo segnare il dato peggiore dal 2000. Una dato allarmante se si considera che il 71% degli arrivi ed il 63,5% delle presenze turistiche in regione sono di italiani. Ma se il flusso degli stranieri è rimasto sostanzialmente stabile negli arrivi, con un incremento del 2% nelle presenze, resta la preoccupazione per il futuro considerata la flessione del potere di acquisto del 3,5% rispetto al 2011 rilevata dall’Istat unita ad una propensione al risparmio delle famiglie italiane pari all’8,1%, che rappresenta il dato
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CAMPING MANAGEMENT :PIANETA TURISMO
peggiore dal 1999. Consolante, sempre per l’assessore Bracco, il fatto che a fronte di un crollo del numero di italiani che quest’anno è andato in vacanza: -22,2% ovvero solo uno su tre secondo Federconsumatori, in Umbria l’andamento è stato decisamente migliore rispetto a quello medio nazionale Per quanto riguarda il turismo straniero il 2012 si è chiuso con dati molto significativi per i flussi provenienti dall’Olanda (+ 2,28 negli arrivi e +9,40% nelle presenze), dalla Germania (+5,80% e +4,70%), dal Belgio (+8,58% e +11,37%), dalla Cina (+17,20% e +19,24%), dai paesi scandinavi, dall’India e dalla Turchia. Stabili i flussi da Francia, Regno Unito e Stati Uniti. Per quanto riguarda i singoli settori, le strutture alberghiere hanno fatto registrare il 68 per cento di arrivi rispetto al totale ed il 51 per cento di presenze. Nel 2011 il rapporto era del 70% negli arrivi e del 52,3 nelle presenze. E’ andata meglio invece nelle strutture extralberghiere che hanno
migliorato sia negli arrivi (+2,04) degli italiani, ma con un calo nelle presenze del 4,05 per cento, sia negli arrivi (+ 6 per cento) e nelle presenze (+5,50) degli stranieri. In totale dunque nelle strutture extralberghiere si è registrato un aumento del 3,15 per cento degli arrivi ed un calo lievissimo dello 0,18 nelle presenze. Per quanto riguarda i territori, è andata bene all’alta valle del Tevere, cresciuta sia negli arrivi (+5,40) che nelle presenze(+9,63), seguita da Spoleto con il 4,21 in più negli arrivi ed il 3,20 nelle presenze e Orvieto(+0,95 arrivi e +1.68 presenze). Ma, al di là dei freddi dati statistici, su che tipo di turismo può contare l’Umbria? Senz’altro sul quello culturale, poiché il 68% dei suoi visitatori è attirato soprattutto dalle città e borghi d’arte, dai musei e dalle chiese e proprio a questo turismo è stata riservata dalla Regione una delle dotazioni finanziarie più significative. Rispetto alle regioni leader, Lazio e Toscana, le città umbre sono posizionate abbastanza bene, riuscendo a vendere le
proprie camere in percentuale analoga a quella di queste due regioni realizzando anche una sostanziale tenuta nel periodo invernale (25-30% delle camere disponibili da Gennaio a Marzo). Purtroppo oltre il 60% del totale è costituito da italiani e ciò rappresenta una incognita nell’attuale continuo peggioramento delle condizioni economiche, a fronte di un poco più del 30% di stranieri. Comunque il turismo culturale si identifica per gli uni e gli altri con una serie di motivazioni di vacanza che comprendono non soltanto l’interesse per il patrimonio artistico e monumentale ma anche l’enogastronomia, il folclore e le tradizioni religiose. Cattedrali e luoghi dello spirito in particolare risultano tra i più visitati durante la vacanza. Sempre secondo il Rapporto annuale 2010 la maggior parte degli stranieri che arrivano in Umbria desidera vedere cose nuove, non solo bellezze artistiche ma anche naturalistiche (31,5%) con un 11,7% che cerca anche riposo e relax. La decisione di vi-
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RISERVATA DALLA REGIONE UNA DELLE DOTAZIONI FINANZIARIE PIÙ SIGNIFICATIVE sitare l’Umbria è influenzata da amici e conoscenti ma internet è un canale fondamentale nel circa 30% dei casi, tanto più che oltre il 70% dei visitatori organizza la vacanza in forma autonoma, mentre agenzie e tour operator organizzano un 27% dei viaggiatori. Positiva l’alta soddisfazione rilevata per l’esperienza di vacanza effettuata, soprattutto grazie alla qualità del cibo, all’ospitalità offerta dalle persone del luogo, al valore dell’offerta culturale e alla disponibilità di una rete di informazioni turistiche che aiutano i visitatori a orientarsi e muoversi sul territorio. Nel tentativo di valorizzare da un lato la propensione al viaggio culturale e dall’altro di ampliare l’offerta turistica la Regione Umbria si è impegnata in un progetto interregionale dedicato alla ricerca, alla promozione, alla identificazione e alla promozione di itinerari etruschi denominato “Terre degli Etruschi” di cui capofila è stata la Regione Toscana. Tale progetto è stato considerato una risorsa importante per collegare tra loro i principali siti ricchi di testimonianze su questo antico popolo del centro Italia e far emergere le “ispirazioni etrusche” ancora presenti oggi nell’enogastronomia e nell’artigianato. Grazie ad esso sono stati prodotti materiali a stampa in italiano, inglese e tedesco e an-
che un fascicolo dedicato al cicloturismo, integrato con materiali realizzati per gli itinerari in bicicletta in tutta la regione a supporto del turismo sportivo. Sempre nel tentativo di diversificare i suoi target turistici la regione Umbria nel 2010 ha continuato l’opera di valorizzazione del segmento religioso con un altro progetto interregionale: “Itinerari della Fede-Cammini di Fede”, col quale negli anni precedenti si è contribuito alla realizzazione di un prodotto turistico complessivo che ha integrato da una parte l’eredità religiosa e culturale umbra legata alla figura di San Francesco e a San Benedetto da Norcia; dall’altra la percorribilità “lenta” del territorio mediante sentieri e percorsi pedonali identificati con una apposita segnaletica. Nel 2010 il progetto “Itinerari di San Francesco è stato inserito tra i dieci temi finanziati dal bando per la promozione e commercializzazione turistica mediante progetti collettivi con il quale la Regione ha inteso favorire l’aggregazione di soggetti pubblici e privati. Se il turismo religioso è scelto per lo più da italiani (toscani, campani e laziali) esso offre tuttavia interessanti spunti pure agli stranieri, anche se non cattolici, che hanno modo di vivere una esperienza allo stesso tempo “sportiva”, naturalistica, cul-
turale e gastronomica. Facilita la scelta il fatto che poco più del 50% decide di visitare luoghi dello spirito dopo averli “incontrati” nel corso di una navigazione su internet mentre un’altra buona metà dopo aver ascoltato i racconti di viaggio di conoscenti e amici. Tra l’altro questa tipologia di turisti sembra preferire decisamente l’hotel e ha una buona capacità di spesa (tra i 102 e i 135 euro). Altra tipologia degna di attenzione per l’Umbria è il turismo enogastronomico, il quale pur essendo ancora marginale come principale motivazione al viaggio, è comunque in grado di arricchire le proposte del sistema turistico regionale e rappresenta una occasione di spesa significativa, oltre ad un elemento promozionale importantissimo. Si tratta di un turismo trasversale, che – per quanto riguarda gli italiani - interessa fasce di età che vanno dai 51 ai 60 anni (26,3%) e dai 21 ai 30 anni (25,7%). La ricerca del prodotto tipico o prelibato porta spesso alla scoperta dei centri storici o a seguire percorsi tematici con la visita dei centri di produzione; ovviamente in questo caso è importante poter contare su una ristorazione che punta sulla qualità, i prodotti e le ricette locali, senza necessariamente essere a buon mercato. Una caratteristica questa che accomuna italiani e stranieri, i quali, soprattutto se organizzano in proprio la vacanza, arrivano a spendere in media oltre 50 euro a notte e circa 68 euro al giorno. Comunque ciò che affascina dell’Umbria è innanzitutto la sua ricchezza di borghi e centri storici. Spesso sono loro la vera motivazione al viaggio e alla vacanza, essendo in grado di soddisfare sia l’aspetto culturale, che spirituale e gastronomico. In ogni caso rappresentano un corollario anche per le vacanze improntate al relax e al contatto con la natura. A favorire la loro “ascesa” anche il fatto che all’interno del turismo culturale si è assistito al superamento delle proposte tradizionali, basate esclusivamente sulla presenza di ben conosciuti attrattori, per favorire offerte più innovative basate su originalità, atmosfere, emozioni sensoriali. Tutto ciò ha portato quindi ad individuare come mete non soltanto
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le grandi città d’arte ma anche i centri minori, di cui l’Umbria è particolarmente ricca. Borghi e piccoli centri che oltretutto consentono una personalizzazione del viaggio, favorendo l’individuazione e la soddisfazione di una molteplicità di target. Ciò però implica un maggiore sforzo da parte degli operatori del settore il cui impegno strategico è diventato quello di attirare non solo turisti motivati dalla cultura ma anche quella maggioranza solo “accidentalmente” motivata dalla cultura e alla ricerca, assieme ad essa, di una ampia varietà di stimoli ed esperienze. Dunque per ogni località è importante disporre di una varietà di prodotti: patrimonio architettonico e artistico, spettacoli, mostre, eventi e soprattutto una ampia offerta non culturale a carattere generalista in cui assumono rilevanza elementi come ristoranti, strutture ricettive, trasporti, infrastrutture, shopping e altro ancora. Probabilmente è questo il terreno su cui l’Umbria si dovrà misurare per mantenere e possibilmente migliorare le proprie performance turistiche, dal momento che le recenti indagini sulle linee strategiche per lo sviluppo del turismo segnalano come sopratutto sul mercato estero la domanda verso le città d’arte e i centri minori sia in aumento, tanto da cominciare a parlare di un prodotto specifico, che può contare su una diffusa rete di destinazioni. I borghi non sono più visti come prodotti di nicchia ma percepiti come “eccellenze” turistiche del nostro Paese e per aumentare la loro visibilità sul mercato tali realtà devono essere arricchite di servizi e proposte, magari creando reti per poter offrire al mercato sistemi funzionali capaci di ricevere flussi consistenti, basti pensare al fatto che parecchi centri umbri pur essendo di richiamo turistico non hanno strutture ricettive. Il panorama delle città d’arte umbre è ricco e articolato, con realtà eterogenee sia sotto il profilo delle dimensioni che dell’attrattiva. Perugia e Assisi sono senz’altro da questo punto di vista i catalizzatori turistici della regione, essendo ormai inseriti nei circuiti del turismo internazionale di massa, ma non c’è dubbio che altre citta-
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SPESSO SONO I BORGHI LA VERA MOTIVAZIONE AL VIAGGIO E ALLA VACANZA, ESSENDO
IN GRADO DI SODDISFARE SIA L’ASPETTO CULTURALE, CHE SPIRITUALE E GASTRONOMICO.
IN OGNI CASO RAPPRESENTANO UN COROLLARIO ANCHE PER LE VACANZE IMPRONTATE AL RELAX E AL CONTATTO CON LA NATURA.
dine riescano ormai ad attirare ingenti flussi di visitatori, anche se ancora difficilmente rilevabili. Anzi, il turismo dei centri minori è il segmento di domanda che cresce con più vigore rispetto a quello tradizionale. Tanto che i dati relativi alle presenze nel biennio 2007-2009 indicano che il prodotto borghi in Umbria ha mantenuto le posizioni raggiunte negli an-
ni precedenti nonostante il contesto generalizzato di crisi economica. Altra risorsa turistica dell’Umbria è il lago Trasimeno, che tuttavia, sempre secondo il rapporto della Direzione regionale sviluppo economico e attività produttive, attrae poco meno del 18% delle presenze turistiche e mostra un andamento stabile. Il lago comunque è un importante attrattore che ben si integra con gli altri elementi dell’offerta complessiva poiché chi sceglie questo tipo di turismo facilmente compie escursioni per esplorare il territorio circostante o vista mostre e musei. Specialmente gli stranieri sembrano apprezzare la possibilità di abbinare alla vacanza all’aria aperta e a contatto con la natura la possibilità di scoprire le bellezze artisticoarchitettoniche del territorio. Infine il turismo sportivo, per il quale l’Umbria è una palestra a cielo aperto in cui praticare attività organizzate e non. Negli anni si sono sviluppati diversi segmenti di turismo sportivo, soprattutto orientati alle attività “estreme”: rafting, parapendio, arrampicata; praticate in alcune zone della regione, ma la Regione ha prestato particolare attenzione all’accoglienza dei gruppi sportivi organizzati e al cicloturismo, che è uno dei prodotti di punta dell’Umbria. Sono state prodotte e recentemente ristampate guide dedicate alla mountain bike, e alla bici da corsa oltre ad un libro dedicato ai quattro principali assi ciclabili della regione da percorrere a tappe: via di Francesco, Tevere, Lago Trasimeno, Pista ciclabile Assisi –Spoleto.
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CAMPING MANAGEMENT :PIANETA TURISMO
IL SIPAC SI CONFERMA E PREPARA LA III EDIZIONE
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o scorso 13 e 14 febbraio 2013 si è svolta la seconda edizione del SIPAC, il salone realizzato in collaborazione con FAITA- FederCamping dedicato ai professionisti dell’open air. Anche questa edizione della manifestazione si è confermata come la sola ed unica tenuta in Italia esclusivamente professionale ed ha visto la partecipazione di oltre 50 aziende che nei due giorni hanno incontrato oltre 700 proprietari e gestori di campeggi e villaggi turistici, provenienti non solo dall’Italia, ma anche dai Paesi limitrofi, infatti si è registrata la presenza di 28 campeggi croati e 16 sloveni oltre che francesi e belgi. Il punto di forza del SIPAC è l’assoluta professionalità dei visitatori che seppur di numero inferiore rispetto ad altre fiere, offrono la possibilità alle aziende presenti di poter usufruire di contatti di assoluta qualità, in un contesto esclusivamente “bu-
siness to busisiness”. La chiave interpretativa della rassegna è l’unica in grado di procurare, nell’arco di qualche mese, veri e propri ordini commerciali per le aziende espositrici. Il Salone ha avuto luogo nell’ambito di Padova Fiere in un’unica hall, ma siamo di fronte ad una manifestazione ai suoi primissimi passi e dunque molto giovane che, tuttavia, si sta rapidamente affermando e che intende svilupparsi sul modello del Salon SETT di Montpellier che oggi rappresenta il più grande ed importante salone europeo dedicato al mondo dei professionisti dell’open air con circa 500 espositori, in 11 padiglioni, ed oltre 13000 visitatori. Anche quest’anno il Salone ha potuto contare sulla presenza fondamentale di FAITA FederCamping, che ha organizzato il 14 febbraio la conferenza annuale dal titolo “Impresa camping: agenda 2013”. che ha visto la
partecipazione di oltre 350 persone tra associati e professionisti del settore ed ha trattato tematiche molto vicine al mondo “open air”. Dopo un breve saluto ed un inquadramento generale dell’incontro di Maurizio Vianello, presidente di FAITA-FederCamping, Riccardo Di Meo e Philippe Quichaud, rispettivamente direttore del Sipac e presidente di Code Events hanno dato il benvenuto alla platea ed ai relatori ed annunciato le future strategie che il Salone si propone di realizzare. I lavori sono, proseguiti coordinati da Mario Isoldi, giornalista professionista. Lo schema dell’incontro era centrato su due distinti panel di relatori: da una parte uno sguardo alle esigenze della domanda ed alle possibilità offerte da nuovi strumenti di promozione e proposizione dell’offerta, dall’altra le importanti novità introdotte dalla nuova normativa per la sicurezza ambientale e la prevenzione degli incendi. Si è quindi entrati nel vivo con le relazioni tenute da: Cristian Capizzi AD CREATIWEB “Il web come mezzo di promozione del campeggio” e da Loek Van De Loo Presidente Viaselect con una “Analisi dei flussi turistici open air e nuovi indirizzi del mercato”. ‘E stata quindi, la volta dell’ing Fabio Dattilo direttore generale prevenzione Vigili del Fuoco con un intervento sulla “Prevenzione incendi: regola tecnica “; seguito dalla relazione del prof. Stefano Grimaz Università di Udine, sulle “Applicazioni per la sicurezza aziendale”. Maurizio Vianello, ha concluso l’incontro dopo aver dato occasione ad alcuni dei presenti di rivolgere domande dirette ai relatori. La terza edizione del SIPAC si avvarrà della partnership esclusiva tra Code Events e FAITA-FederCamping. CODE-EVENTS azienda organizzatrice, infatti, annunciato tramite il direttore del salone il dott. Riccardo Di Meo ed il proprietario della stessa Philippe Quichaud, che si è trovato un’accordo di massima che sarà presto ufficializzato e formalizzato, attraverso il quale il SIPAC diventerà l’unica iniziativa istituzionale e di riferimento
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della Federazione Italiana dell’open air. Di conseguenza il SIPAC diventerà il salone di FAITA-FederCamping. La scelta di FAITA-FederCamping intende, da una parte, valorizzare l’iniziativa del SIPAC e, dall’altra, implementarne la portata ed i contenuti considerando il delicato momento che coinvolge il settore dell’open air italiano, unico comparto turistico in crescita nello scorso anno con oltre 9.459.000 arrivi per un totale di oltre 70 milioni di presenze, realizzate in 2500 strutture turistico ricettive dell’open air che offrono 1,3 milioni di posti letto. Gli ospiti richiedono sempre più un contatto con la natura coniugato al confort ed alla convenienza in questo senso le aziende che hanno registrato i risultati più interessanti sono quelle che hanno investito in centri benessere, installazione di case mobili, in costante aumento soprattutto al centro nord, in servizi di kindergarden e babysitting con puericultrici professioniste, nei bungalows destinati alle coppie, collocati in un ambiente riservato e con ser-
vizio di mezza pensione, nonchè in postazioni wi-fi e servizi wireless completamente gratuiti. Questo scenario spinge la Federazione a porre in essere ulteriori iniziative che stimolino le imprese al rinnovamento ed alla crescita e favoriscano la maturazione di un management aziendale preparato ed adeguato a catturare e fidelizzare nuovi segmenti di
domanda che la congiuntura economica avvicina al mondo dell’aria aperta . L’esigenza di creare un’occasione di incontro tra gli imprenditori e le aziende d’avanguardia di strutture e servizi per campeggi e villaggi turistici, è particolarmente sentita e considerata come una opportunità da non mancare per la crescita del settore open air nazionale.
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CAMPING MANAGEMENT :PIANETA TURISMO
L’INNOVAZIONE NEL TURISMO ALL’ARIA APERTA SEI I TREND IN ASCESA TRA I CLIENTI NORD EUROPEI CHE OCCORRE SAPER SODDISFARE
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a convention della Faita che si è svolta durante il Sipac di Padova lo scorso febbraio è stata anche l’occasione per un confronto tra gli operatori sui trend attuali del mondo della ricettività en plain air e sugli sviluppi futuri che coinvolgeranno il mondo dei camping e dei villaggi. A “guidare” l’intera riflessione è stato Loek van de Loo, fondatore del
gruppo Viaselect, che vanta marchi come Selectcamp, Vacanceselect , Camp2Relax , Tendi e Campingnavigator, il quale ha esordito dicendo: «Out of the box thinking requires out of the box doing» ponendo così fin da subito l’accento su come il cliente nordeuropeo che sceglie le strutture ricettive italiane come meta delle sue vacanze sia sempre più
alla ricerca di soluzioni nuove, originali e capaci di “ispirarazione”. Le tendenze in forte ascesa sul mercato nordeuropeo per il manager e imprenditore sono sei. La prima l’ha definita la “nostalgia-mania”, ovvero la ricerca da parte del cliente di immagini nostalgiche durante i suoi viaggi all’estero che sappiano ispirarlo e far rivivere seppure per brevi periodi , le emozioni del passato. A seguire quella che van de Loo ha chiamato «storytelling», ovvero il desiderio degli ospiti di avere una storia da raccontare al loro rientro a casa riguardo l’esperienza turistica vissuta durante la vacanza. La “social travel” invece è da intendersi come il tentativo di stabilire durante la vacanza relazioni con la cultura locale e le tradizioni dei paesi visitati. “Escape to nature”, sempre per van de Loo, è sicuramente il trend che riguarda più da vicino il mondo dell’open air, ed è tipico dell’ospite che vuole immergersi nella natura durante le proprie vacanze, pur senza rinunciare ai comfort della vita moderna, e vivere un’esperienza a stretto contatto
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con l’ambiente che lo circonda. Nell’attuale momento storico, in cui il principale argomento di discussione sui media e anche tra la gente comune è la crisi economica e le difficoltà in cui si dibattono un po’ tutti gli Stati, non soltanto europei, trasmettendo negatività e inquietudine non c’è dubbio che sia ricercato lo “sweet dreams”; i turisti sono cioè alla ricerca di vacanze che permettano loro di dimenticare , seppur temporaneamente, i problemi quotidiani e di trascorrere un periodo di vero relax. Infine una ulteriore tendenza è per il “fair travel “; sempre più clienti cioè puntano sulla vacanza sostenibile, in acquistano importanza aspetti come il rispetto dell’ambiente nelle strutture e l’autenticità del servizio offerto. Molto in voga a questo riguardo nel nord Europa la cucina a “chilometro 0” . Nel mondo della ricettività all’aria aperta pertanto, secondo Loek van de Loo ci si stà muovendo per fornire all’ospite soluzioni di villeggiatura che non nascono più, come ac-
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Loek van de Loo
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«UN’ISPIRAZIONE IN GRADO DI TRASMETTERE EMOZIONI», QUESTO È
CIÒ CHE HA PORTATO ALLA NASCITA DELLA NEXT GENERATION MOBILE HOME;
cadeva dagli anni ‘70 agli anni ‘90 del secolo scorso, dalla massima razionalizzazione degli spazi e dallo sfruttamento il più efficiente possibile di ogni metro quadrato di superficie, ma da «un’ispirazione in
grado di trasmettere emozioni». Sono questi gli aspetti fondamentali che hanno portato alla nascita della next generation mobile home; come la lodge suite: una vera e propria stanza d’albergo in tela, con tanto di vasca da bagno, a fianco di un romantico letto a baldacchino in stile coloniale; oppure il cottage clever , il primo ibrido tra casa mobile e tenda, dove il contatto con la natura e il design degli spazi interni si coniugano perfettamente in un prodotto creato per rispondere alle esigenze dell’ospite contemporaneo. Queste nuove strutture, ha concluso van de Loo , non sono però sufficienti, da sole, a trasmettere le giuste emozioni. Lo sforzo degli operatori dovrà sempre essere quello di integrare il confort delle strutture con la capacità di fornire agli ospiti privacy e un’esperienza di vacanza in grado di soddisfare le aspettative in termini di cortesia, ospitalità, gusto del nuovo, ricerca dell’inconsueto o scoperta di realtà locali “impreviste” e affascinanti…
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IL MONDO DEL WEB E DELL’E-COMMERCE OGGI È INEVITABILE INVESTIRE SU INTERNET. MA CON L’AIUTO DI PROFESSIONISITI
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ra i seminari che si sono svolti nel corso della convention della Faita, che si è tenuta nell’ambito del Salone internazionale e professionale di attrezzature per campings (Sipac) di Padova il 14 febbraio 2013 c’è n’è stato uno dedicato al Web come mezzo di promozione del campeggio, il cui relatore è stato Cristian Capizzi, amministratore delegato della naturalBOOKING S.r.l. e amministratore unico della CreatiWeb S.r.l. di Torino. Cristian Capizzi, classe 1978, si occupa di web per campeggi e villaggi dal 2000 ed è stato fondatore del network turistico CreatiWeb, la società che ha realizzato alcuni tra i portali di maggior successo, come:
www.campeggi.com, www.campings.it, www.villaggi.it, www.bungalow.it, www.casemobili.com, www.guidacampeggi.com, www.camper.it. Il seminario, comunque interessante per il tema trattato, ha preso in esame dati molto aggiornati (Ottobre 2012) e questo ha reso il panel anche molto utile per comprendere le ultime evoluzioni del web, del web marketikng e dei social media. I punti salienti affrontati da Capizzi sono stati i movimenti turistici monitorati dall’Osservatorio nazionale del Turismo; i numeri dell’e-commerce in Italia confrontati con gli altri paesi europei; l’evoluzione del turismo web 2.0; il Search engine optimization (Seo)
e Search engine marketing (Sem); le applicazioni web e la loro odierna utilità; i sistemi di statistiche avanzati e il monitoraggio delle conversioni. Per quanto riguarda i movimenti turistici e il tipo di vacanze degli italiani, l’occupazione delle camere negli esercizi ricettivi, la spesa turistica e i movimenti turistici in Europa, i dati hanno messo in evidenza tra Gennaio 2012 e Ottobre 2012 un vistoso calo: -6,2% rispetto allo stesso periodo del 2011, reso ancor più evidente dal fatto che negli anni precedenti, 2011 e 2010 il trend è sempre stato positivo. Negativo anche il numero dei viaggi in Italia, in flessione dell’8,1% rispetto al 2011. In flessio-
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se si tratta di un settore non ancora nel suo pieno sviluppo dal momento che il commercio via web da noi è il 50% di quello della Francia, il 25% di quello della Germania e 1/6 di quello della Gran Bretagna. Tuttavia è proprio il turismo quello con maggiore quota di mercato con il 55% delle transazioni. Tutto lascerebbe prevedere che il futuro del turismo è proprio in Internet, grazie al quale vi è stata una evoluzione essendo passati in relativamente pochi anni dal turista semplice viaggiatore a viaggiatore informato e tecnologico. Dimostrazione di questa evoluzione sarebbero fra l’altro i siti internet dedicati alle recensioni di viaggio e allo scambio di informazioni, come: Tripadvisor e Zoover. Tripadvisor è il primo sito di recensioni al mondo, sul quale vengo registrate circa 18 recensioni al minuto e dal quale risulta anche che il 50% dei turisti è molto sensibile alle recensioni che trova in rete. Ma l’”evoluzione” è ancora ben lontana dall’esaurirsi; infatti mentre qualche anno fa c’era “solo” il sito internet, oggi i social media
hanno cambiato ancora una volta la fisionomia del mondo del web. A cominciare da Facebook, che è stato il primo e il più diffuso, ancora oggi “vetrina” per un miliardo di persone in tutto il mondo. A questo si affiancano altri sistemi che via, via sono riusciti ad imporsi, come Twitter, Youtube, Flickr, Google Plus, Google Places, Google Street View, Seo , Sem e il Mobile. Tutti sistemi che oltre a cambiare il modo di utilizzare la rete hanno anche avvicinato un numero incalcolabuile di nuovi utenti all’informatica. Tanto che oggi circa l’83% dei turisti organizzano online la propria vacanza. Di frionte a questa realtà è dunque inevitabile investire nel web, ma occorre farlo affidandosi a dei professionisti, perché lo strumento si è enormemente evoluto e raffinato, evidenziando sempre nuove tendenze ed elaborando nuove possibilità che necessitano di una “cura” continua e competente se si voglionio cogliere i grossi risultati che questo “mondo” rende possibile.
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ne pure l’occupazione delle camere che nel 2012 è stata inferiore del 3,2% rispetto al 2011 portandoil dato complessivo a 40,6% contro il 43,8% dell’anno precedente. La spesa turistica ha invece mostrato l’importanza del mercato straniero, infatti tra Gennaio e Ottobre 2012 gli stranieri in Italia hanno speso 28.790 milioni di euro, ovvero il 3,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Infine un dato noto ma comunque di rilievo è che nel 2011 i primi quattro paesi europei per i movimenti turistici sono stati la Francia, la Spagna, l’Italia e la Germania. Dopo la breve analisi sui dati congiunturali l’analisi di Cristian Capizzi è entrata nel merito del web e dei numeri dell’e-commerce in Italia, messo a confronto con gli agli altri paesi. Nel 2012 in Italia vi è stato un incremento del 18% rispetto al 2011 del commercio telematico, con una spesa tramite sistemi e-commerce di 9,6 miliardi di Euro. Nel nostro paese ci sono 12 milioni di acquirenti e 3 milioni sono stati acquisiti tramite computer, anche
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CAMPING MANAGEMENT :PIANETA TURISMO
IL TURISMO DEI CAMPEGGI E VILLAGGI IN ITALIA Articolo pubblicato per gentile concessione di: “Impresaturismo” - ISNART
DAL 2005 A OGGI TUTTO IL SETTORE È IN CRESCITA
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rend positivo per il turismo open air italiano. Dal 2005 ad oggi, infatti, hanno segno “più” i vari aspetti del fenomeno turistico dei campeggi e dei villaggi: cresce il numero delle strutture, aumenta la disponibilità di posti letto e si rafforza l’appeal sulla domanda turistica. Nel dettaglio, nel 2011 l’offerta ricettiva italiana conta quasi 2.700 campeggi e villaggi (pari a circa il 2,32% delle strutture extralberghiere), cifra in crescita del +10,3% rispetto al 2005 (Fonte: Istat). Al crescere del numero di imprese, inoltre, corrisponde un incremento della capacità ricettiva: quasi 1,4 milioni di posti letto nel 2011 (+2% rispetto al 2005) che coprono il 55% dei posti letto totali del com-
parto complementare. A livello territoriale è il Trentino Alto Adige la regione con il maggior numero di campeggi e villaggi (271, circa il 10% del totale) – a cui seguono la Toscana (244 imprese) e la Puglia (228 imprese). In termini di posti letto è invece il Veneto al primo posto (224 mila - il 16,4% del totale), dopo il quale si posizionano la Toscana (quasi 180 mila posti letto) e la Puglia (oltre 106 mila). Con quasi 67 milioni di presenze turistiche presso i campeggi e villaggi nazionali, queste strutture catturano circa il 53% delle presenze turistiche dell’intero comparto extralberghiero, registrando un aumento del +8,3% rispetto al 2005 (sostanzialmente in linea con le dina-
miche del comparto). Una domanda che conta 37 milioni di italiani e 30 milioni di stranieri (Fonte: Istat). Cresce l’appeal sui mercati internazionali (+17,5% di presenze presso i campeggi e villaggi italiani rispetto al 2005). L’Osservatorio Nazionale del Turismo – dati Unioncamere mette in luce le strategie di promo commercializzazione delle imprese: l’86,3% dei campeggi e villaggi è presente online, quota sostanzialmente vicina alla media del comparto extralberghiero (84,3%), mentre ancora solo il 56,6 % consente il booking online. La vetrina di Internet restituisce alle imprese il 42,1% di turisti che utilizzano il web per prenotare il soggiorno (quasi il 45% nell’extralberghiero). Diverso lo scenario del circuito dei viaggi organizzati: solo il 19,1% delle imprese si affida agli operatori dell’intermediazione organizzata per vendere la propria offerta turistica, contro
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il 26,5% delle imprese extralberghiere nel complesso. Un canale, quello dell’intermediazione, che restituisce alle imprese circa il 13% della clientela e che dunque non andrebbe sottovalutato come potenziale attrattore di flussi turistici soprattutto in momenti di bassa stagione. Ma chi sono i turisti che scelgono di soggiornare nei villaggi e campeggi? Sono turisti motivati in primis dalle bellezze naturalistiche dei luoghi (30,4%), dal desiderio di relax (28,8%) e di divertimento (18,4%), ma anche dal desiderio di vedere un posto mai visto (17,6%) e dalla possibilità di praticare sport (17%); tra le altre motivazioni emergono anche quelle di ordine pratico legate alla convenienza (13,2%). La vacanza open air conferma anche il suo appeal sul target delle famiglie con bambini,:infatti il 9% dei turisti italiani e stranieri che scelgono di soggiornare nelle strutture open air lo fa perché le ritiene un posto adatto ai bambini piccoli, contro una media Italia del 4,8%. Tra i canali di comunicazione che influenzano la scelta del soggiorno al
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primo posto, dopo il passaparola (39,6%) e l’esperienza personale (29,7%), si posiziona Internet che guida le scelte del 27,8% dei turisti molto più che nella media Italia (23,1%). Al di là di quali siano le motivazioni che inducono i turisti a scegliere una destinazione, una volta sul posto le attività che svolgono ci restituiscono un quadro di un turista attivo che si dedica sì allo sport (60,5%) ma anche alla scoperta del territorio facendo escursioni (40,8%), fruendo dell’of-
ferta culturale del luogo (l’11,1% visita musei e mostre, il 10,5% visita monumenti), degustando i prodotti tipici locali (21,7%) e assistendo a spettacoli musicali (15,2%). Attività che fanno emergere, accanto al tradizionale binomio natura – relax quali motivazioni principali per la scelta della vacanza, un turista che una volta sul posto scopre di potersi immergere nell’offerta del territorio che va dalle ricchezze culturali all’interesse per le produzioni tipiche locali.
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CAMPING MANAGEMENT :PIANETA TURISMO
LE PROSPETTIVE DEL MERCATO DELLE COSTRUZIONI IN ITALIA
PARLA DAVIDE BONORA, DIRETTORE GENERALE DI ONDULINE ITALIA S.P.A. sul mercato delle costruzioni. «L’edilizia è sempre stato un indicatore chiave per valutare lo stato dell’economia e lo sviluppo di un Paese», esordisce Bonora, secondo il quale questo settore ha cominciato a mostrare di esavide Bonora è dal 2011 diret- sere in forte difficoltà fin dal 2008, tore generale di Onduline Ita- fin quasi dall’inizio della crisi econolia Spa, con alle spalle una plu- mica internazionale. «In Italia, seconriennale esperienza di direzione an- do le ultime stime del Cresme», proche nel settore commerciale sia per il segue, «nel biennio 2012-2013 si permercato nazionale che per quelli este- derà il 10% del mercato, ossia 15 miri, maturata in aziende dell’automa- liardi di euro, che si va a sommare al zione industriale, civile e delle costru- 10% perso nel biennio precedente e zioni. Il suo dunque è un ottimo pun- al 9,3% del 2009. Il settore che softo di vista per fare qualche riflessione fre maggiormente è decisamente quel-
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lo delle nuove costruzioni, mentre la ristrutturazione, la manutenzione straordinaria e la riqualificazione, anche energetica, contribuiscono a controbilanciare il trend negativo. Onduline Italia con i suoi prodotti beneficia di questo andamento positivo di alcuni segmenti di mercato grazie al rifacimento delle coperture in diverse tipologie di costruzioni». Per mettere un freno all’emorragia di posti di lavoro e alla crisi del settore edile sempre secondo Bonora, occorrerebbe innanzitutto far si che gli enti, pubblici e privati, si decidano a pagare i lavori già effettuati rispettando
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le scadenze per quelli da effettuare. Già questo rimetterebbe in moto molte aziende. In Italia, inoltre, circa ventiquattro milioni di persone vivono in circa un milione di edifici condominiali in gran parte bisognosi di interventi di riqualificazione. E’ necessario prevedere un piano nazionale di lungo respiro per sostenere il risanamento del patrimonio immobiliare costruito a partire dal secondo dopoguerra. Questo avrebbe un effetto positivo non solo in termini occupazionali, ma darebbe un contributo significativo agli obiettivi di riduzione dei consumi energetici e delle emissioni di CO2 oltre a generare un risparmio per le famiglie, che sarebbero in grado di investire diversamente quel denaro oggi disperso a causa di sprechi energetici» E qui entra in gioco l’attività di Onduline Italia, che nello stabilimento di Altopascio, in provincia di Lucca, produce una vastissima gamma di prodotti, sia tradizionali, come le lastre da sottocopertura e copertura, sia innovativi e strategici, come le tegole Onduvilla. Onduline Italia per le sue capacità e i suoi prodotti svolge un ruolo fondamentale all’interno del gruppo di aziende cui fa capo distribuendo in tutto il mondo oltre a dare supporto agli altri siti produttivi europei nella realizzazione degli altri modelli di lastre, a seconda delle esigenze, con impianti all’avanguardia completamente automatizzati. Onduline ha recentemente lanciato a livello mondiale Onduvilla, la prima tegola fibrobituminosa ondulata. Un “sistema tetto” completo che offre affidabilità, estetica gradevole, comfort termico ed acustico, e che consente di creare progetti originali e sempre diversi. «Una delle novità che stiamo presentando in questo periodo sono le colorazioni 3D di Onduvilla», spiega il direttore generale «che consentono di ottenere un effetto ancora più naturale, molto apprezzato sia da progettisti che dagli utilizzatori finali. Data la speciale fisionomia e l’estrema maneggevolezza, le tegole ondulate Onduvilla, oltre che per le ristrutturazioni o la copertura di edifici di nuova costruzione, sono particolarmente indicate per la copertura
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ONDULINE ITALIA, COME TUTTE LE ALTRE AZIENDE DEL SETTORE EDILE, SI ASPETTA
DAL NOSTRO GOVERNO UNA POLITICA INDUSTRIALE DEGNA DI QUESTO NOME PER SOSTENERE IL RILANCIO. A
COMINCIARE DALLA PROROGA DEGLI INCENTIVI ALLE RISTRUTTURAZIONI VARATI DAL GOVERNO MONTI IN SCADENZA A GIUGNO di garage, tettoie, gazebo, casette in legno. La loro versatilità e facilità di applicazione le rende il prodotto ideale anche per i lavori di fai-da-te» Che si tratta di prodotti interessanti lo conferma il successo di Onduline Italia, che in questo momento di estrema difficoltà del settore edilizio ha registrato nel corso del 2012 nella grande distribuzione margini di miglioramento in doppia cifra. Anche se il 2013 ha avuto un avvio più lento, anche a causa anche delle condizioni meteo avverse, il trend resta positivo e vi sono ottime prospettive per i prossimi mesi. Tuttavia Onduline Italia ha messo in atto alcune strategie per affrontare un mercato che si prospetta difficile; in particolare si è impegnata nell’ottimizzare e razionalizzare le risorse curando ancora di più i merca-
ti di riferimento, sia definendo nuove strategie per il proprio target, sia cercando di entrare in segmenti di mercato poco esplorati. Quest’anno, come spiega Davide Bonora, suo direttore generale, Onduline ha lanciato anche una strategia di comunicazione per riposizionare il proprio marchio, già molto noto ed apprezzato dai professionisti e dagli utilizzatori. L’obiettivo è di rafforzare i valori chiave di Onduline nel consumatore finale. «Abbiamo inoltre lanciato una attività di web e social media marketing, che prevede la presenza di Onduline sia in social di ampia portata, come Facebook, sia in network per specialisti, come il social Archilovers dedicato al mondo dell’architettura. Anche la nostra forza vendita è stata istruita all’utilizzo di questi mezzi, che offrono grandi opportunità di dialogo con i nostri clienti diretti e con gli utilizzatori finali», precisa Bonora. Ovviamente anche Onduline Italia, come tutte le altre aziende del settore edile, si aspetta dal nostro Governo una politica industriale degna di questo nome per sostenere il rilancio. A cominciare dalla proroga degli incentivi alle ristrutturazioni varati dal governo Monti in scadenza a giugno e il rilancio degli investimenti locali attraverso lo sblocco dei fondi disponibili presso i comuni e ad oggi non utilizzabili a causa del patto di stabilità. Nel 2012 circa 62.000 imprese hanno chiuso i battenti e circa 81.000 hanno perso il lavoro. Per questo, conclude Bonora, «occorre agire e in fretta»
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NOTIFICA DEGLI ALLOGGIATI. IL RICORSO DELLA FEDERAZIONE sussistano problematiche di natura tecnica al sistema web che impediscano la trasmissione informatica/telematica. Dati da comunicare (Art. 2 comma 2 – Punto 1.1 dell’allegato) – L’articolo 109 Tulps prevede l’obbligo di comunicare “le generalità delle persone alloggiate”. Tra i dati da comunicare il Decreto ricomprende invece anche il numero dei giorni della loro permanenza, dato che può non essere conosciuto al momento dell’arrivo e può variare nel corso del soggiorno.
ASSIEME A FEDERALBERGHI AL TAR CONTRO IL DECRETO DEL 7 GENNAIO 2013
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AITA FederCamping, insieme alla Federalberghi, ha presentato ricorso presso il Tar Lazio per l’annullamento, previa sospensiva, del decreto del Ministero dell’Interno del 7. gennaio 2013 recante “Disposizioni concernenti la comunicazione alle autorità di pubblica sicurezza dell’arrivo di persone alloggiate in strutture ricettive”. Il provvedimento, atteso da tempo, è stato emanato senza che le Federazioni potessero rappresentare le problematiche esistenti e le possibili soluzioni al Dipartimento di pubblica sicurezza. Esso inoltre vanifica l’obiettivo di semplificare gli adempimenti a carico delle imprese, e introduce nuovi obblighi non previsti dalla normativa di riferi-
mento. Di seguito, i punti evidenziati nel ricorso: Comunicazione giornaliera (Art. 1) Come previsto dall’articolo 109 Tulps, il Decreto conferma l’obbligo di trasmettere alle questure le generalità delle persone alloggiate entro le 24 ore successive al loro arrivo. Il Decreto stabilisce però che in caso di soggiorni inferiori alle 24 ore la comunicazione deve essere fatta all'arrivo stesso. Trasmissione della comunicazione mediante fax o posta elettronica certificata (Art. 3) – Il Decreto, in contrasto con l’alternatività prevista dall’articolo 109 Tulps, prevede che la comunicazione a mezzo fax ovvero tramite posta elettronica certificata possa essere effettuata solo nei casi in cui
Conservazione della ricevuta di trasmissione (Art. 2 comma 2 e art. 3 comma 2 – Punto 3 dell’allegato) Come riscontro dell'avvenuta comunicazione, ciascuna struttura ricettiva ha l’obbligo di scaricare e conservare un apposito documento di ricevuta in formato pdf, firmato digitalmente e contenente esclusivamente il numero di schedine trasmesse in una data giornata. E’ previsto inoltre l’obbligo di conservare tali ricevute per 5 anni. Tale obbligo non è previsto dall’articolo 109 Tulps, e supera il periodo di prescrizione della violazione alla norma stessa, stabilito in quattro anni (la norma è sanzionata come contravvenzione ai sensi dell’articolo 17 Tulps). Si evidenzia che le disposizioni contenute nel Decreto sono in vigore, anche se alcuni dati non sono ancora trasferibili a causa del mancato aggiornamento del “Portale Alloggiati Web”. Sarà cura della Federazione informare tempestivamente le associazioni e le imprese in caso di accoglimento della richiesta di sospensiva da parte del Tribunale amministrativo.
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ARRIVA LA TARES, ECCO A COSA FARE ATTENZIONE LE LINEE GUIDA PER LA REDAZIONE DEL PIANO FINANZIARIO E PER L'ELABORAZIONE DELLE TARIFFE.
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l Ministero dell’Economia e delle Finanze ha redatto le Linee guida per la predisposizione del regolamento comunale istitutivo del Tributo amministrativo comunale sui rifiuti e servizi (Tares), introdotto con il DL n.201/2011, e per l’elaborazione delle relative tariffe . E’ stato inoltre predisposto un prototipo di regolamento come supporto tecnico a disposizione degli enti locali, i quali potranno apportarvi tutte le integrazioni e modifiche che riterranno opportune, nei limiti della potestà regolamentare locale e delle direttive stabilite nella norma introduttiva del nuovo tributo. Il prototipo e le linee guida sono disponibili su richiesta alla segreteria della
Federazione. Come è noto, il nuovo tributo comprenderà, oltre alla quota ambientale per lo smaltimento dei rifiuti, anche una quota “servizi” per l’illuminazione pubblica, la manutenzione delle strade e le attività connesse a quegli ambiti definiti a domanda individuale (cosiddetti servizi indivisibili). La Tares si baserà, in sede di prima applicazione, sulle medesime superfici dichiarate ai fini Tarsu o Tia, e solo quando sarà attivata l’interazione dei data base fra Catasto e Comuni, la tassa avrà la propria base imponibile effettiva, cioè l’80% della superficie catastale dell’immobile. A tal riguardo,
si richiama l’attenzione sulla necessità di seguire i procedimenti di regolamentazione del tributo da parte dei Comuni, al fine di verificare che siano tenute in debito conto le specifiche caratteristiche dell’attività turistico ricettiva all’aria aperta. Si evidenziano di seguito i punti su cui è necessario porre maggiore attenzione. Riduzioni per l’uso stagionale (art. 24 del prototipo) – Il Comune ha la facoltà, ma non l’obbligo, di prevedere riduzioni per le utenze non domestiche non stabilmente attive. E’ quindi necessario attivarsi affinché il Comune inserisca nel regolamento la riduzione delle tariffe nella misura massima consentita del 30% per le utenze non domestiche, diverse dalle abitazioni, ad uso stagionale o ad uso non continuativo (art. 14, comma 15, DL 201/2011). La fruizione della predetta riduzione è subordinata al fatto che i relativi presupposti risultino da licenza o atto assentivo rilasciato dai competenti organi per l’esercizio dell’attività o da dichiarazione rilasciata dal titolare a pubbliche autorità. Agevolazioni o esenzioni (art. 27 del prototipo) – Il Comune ha la facoltà (art. 14, comma 19, DL 201/2011) di deliberare ulteriori agevolazioni rispetto a quelle prefigurate dalla legge, che possono anche giungere alla totale esenzione. Rispetto alle altre agevolazioni previste dalla legge, le agevolazioni in questione richiedono di essere iscrit-
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te in bilancio come autorizzazioni di spesa e che la relativa copertura sia assicurata da risorse diverse dai proventi del tributo di competenza dell’esercizio al quale si riferisce l’iscrizione stessa. Si tratta, quindi, di una previsione del tutto opzionale che consente all’ente locale di individuare le fattispecie agevolative e l’entità della riduzione, con ampia discrezionalità, pur se nel rispetto dell’obbligo della copertura finanziaria. Riduzioni per inferiori livelli di servizio (art. 26 del prototipo) – La legge prevede che per le utenze “fuori zona” il tributo è dovuto in misura non superiore al 40% della tariffa. Il Comune può graduare tale percentuale in relazione alla distanza dell’utenza dal più vicino punto di conferimento. Il tributo è dovuto nella misura massima del 20% in caso di mancato svolgimento del servizio di gestione dei rifiuti, ovvero di effettuazione dello stesso in grave violazione della disciplina di riferimento, nonché di interruzione del servizio per motivi sindacali o per impreve-
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dibili impedimenti organizzativi che abbiano determinato una situazione riconosciuta dall'autorità sanitaria di danno o pericolo di danno alle persone o all'ambiente. Maggiorazione per i servizi indivisibili (art. 29 del prototipo) – La legge prevede che alla tariffa determinata dai Comuni si applica una maggiorazione pari a 0,30 euro per metro quadrato, a copertura dei costi relativi ai servizi indivisibili dei Comuni. Il Consiglio comunale, con la deliberazione che stabilisce le tariffe, può modificare in aumento la misura della maggiorazione fino a 0,40 euro per metro quadrato, anche graduandola in ragione della tipologia dell’immobile e della zona dove è ubicato. Determinazione delle tariffe – Il Comune, con apposita delibera e sulla base del Piano finanziario, stabilisce i coefficienti per la determinazione delle tariffe, sulla base dei criteri di cui al DPR n. 158/1999 (coefficienti kc e kd per le utenze non domestiche; tabelle 3a, 3b, 4a e 4b allegate al DPR n. 158/1999).
Nell’ambito dei minimi e massimi stabiliti nelle tabelle del DPR n. 158/1999, il Comune gode di ampi spazi di discrezionalità. Le linee guida del Ministero invitano i Comuni ad evitare di fissare valori troppo prossimi a quelli massimi per scongiurare eccessive disparità di trattamento tra le varie categorie di utenza, salvo che non sussistano attendibili e specifici motivi per una scelta diversa. Il Comune potrà anche derogare ai limiti minimi e massimi indicati nel DPR n. 158/1999, a condizione però che dimostri, in base a una specifica e rigorosa indagine, l’esistenza di circostanze particolari riferite ad una specifica situazione locale e produttiva. Vista la natura puramente propositiva del prototipo elaborato dal Ministero, sarà fondamentale sensibilizzare gli amministratori locali sulle specifiche problematiche del segmento turistico ricettivo rappresentato, in sede di approvazione delle delibere e dei regolamenti concernenti la Tares.
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LE GUIDE ADAC, UNA BUSSOLA NEL MONDO OPEN AIR di Olaf Zwingenberger (Marketing e annunci pubblicitari)
AZIENDA LEADER SUL MERCATO TEDESCO PUBBLICA DEI VERI MUST PER GLI APPASSIONATI DEL SETTORE
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al turista appassionato della vacanza attiva al turista amante dei comfort il mondo del campeggio appassiona milioni di tedeschi. L’aumento dei pernottamenti e la crescita delle concessioni ne sono una prova eloquente. Attualmente sono proprio i giovani con un alto livello di istruzione e di reddito ad appassionarsi sempre più a questa forma di turismo. Infatti, quasi la metà dei turisti itineranti ha meno di 40 anni e il 32% possiede un diploma di scuola superiore o una laurea universitaria. Il reddito netto di più della metà di questi turisti (campeggiatori o utilizzatori di veicoli ricreazionali) supera i 3.000 euro il che fa dei turisti itineranti tedeschi un target molto interessante. Un vero e proprio must per tutti coloro che in Germania e Austria amano il campeggio sono le pubblicazioni che l’ADAC dedica a questo mon-
do e grazie alle innumerevoli informazioni contenute e alle verifiche svolte annualmente da ispettori indipendenti, queste pubblicazioni sono ormai a buon diritto leader incontrastate nel settore. Campingführer -l a guida ADAC ai campeggi - viene pubblicata tutti gli anni in due volumi con una tiratura totale di più di 200.000 copie: le due guide (una per la Germania e l’Europa settentrionale, una per l’Europa meridionale) riportano un totale di 5.400 campeggi di 37 paesi europei ed elencano tutte le informazioni in modo dettagliato e riassuntivo. Ogni anno un gruppo ben istruito di incorruttibili ispettori gira per tutta Europa per ispezionare da cima a fondo i vari campeggi. Le guide ai campeggi redatte dall’ADAC forniscono al lettore una panoramica delle attrezzature e dei servizi offerti; i testi e i pittogrammi con-
tengono fino a 300 singole informazioni. Di grande aiuto nella scelta della meta più adatta è la nuova valutazione complessiva che vede assegnate fino a 5 stelle e che, insieme alla classificazione ADAC dei campeggi suddivisa per 10 diversi settori, mostra a colpo d’occhio i punti forti di ogni singolo campeggio. In più, i 14 pittogrammi spiegano se un campeggio è adatto per famiglie, per naturisti, per gli amanti del wellness, degli sport nautici o della pesca. Le coordinate gps rilevate sul posto e una precisa descrizione della via d’accesso permettono di raggiungere tranquillamente la struttura. Anche i prezzi sono elencati in modo dettagliato, compresi tutti i costi accessori, e per farsi velocemente un’idea c’è anche lo specchietto dei prezzi redatto dall’ADAC, con i costi riferiti a una famiglia tipo. Le guide ai campeggi si rivelano essere la scelta giusta per tutti coloro che
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vogliono risparmiare anche andando in vacanza; in esse è infatti allegata la tessera ADAC CampCard che permette di usufruire di prezzi speciali durante la bassa stagione, di offerte vantaggiose, di sconti durante l’alta stagione e di riduzioni valide in molti campeggi per le unità abitative e in molte aree di sosta per camper in tutta Europa. ADAC Stellplatzführer è invece la guida alle aree di sosta per camper, il cui numero nell’ultimo decennio si è moltiplicato in tutta Europa. Anche a questo target pertanto è stata attribuita la dovuta considerazione. Sempre più luoghi vengono trasformati in aree-sosta o addirittura in veri e propri parchi camper, sia su suolo comunale, sia presso alberghi, ristoranti, o parchi di divertimento e, perché no?, stabilimenti termali. L’ultima edizione della guida ADAC alle aree di sosta descrive circa 4.250 siti in 35 paesi europei fornendo informazioni complete sulla presenza di servizi ai camper, sulla posizione e sulle vie di accesso (con i dati gps rilevati sul posto per quasi 4.000 aree-sosta) e sulle attrezzature e i servizi offerti, come ad esempio le strutture igienico-sanitarie, i collegamenti alla rete elettrica, gli esercizi commerciali e le offerte per il tempo libero. Di grande aiuto nella scelta dell’areasosta è la scala di valutazione utilizzata dall’ADAC, elaborata in base alle verifiche effettuate dagli ispettori con tutto il loro know-how. Inoltre, grazie a un pittogramma dedicato, si vede subito in quali aree-sosta sono permesse anche le roulotte. Le ultime tariffe accertate sono riportate in modo dettagliato e l’utile specchietto dei prezzi evidenzia immediatamente le differenze nei costi. Pure in ciascuna copia di questa guida dedicata ai camperisti è allegata la tessera ADAC Camp-Card. ADAC Freizeit Mobil è invece la rivista per i campeggiatori e camperisti nel mondo ADAC. Degli 1,2 milioni di campeggiatori e camperisti soci ADAC, uno su tre si è abbonato a Freizeit Mobil, essendo per loro questo il modo migliore per ottenere informazioni aggiornate e attendibili. La rivista tratta di tutto il “mondo del
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campeggio”, raccogliendo e illustrando tutto ciò che può interessare l’open air: dai prodotti, alle news del settore turistico, avvincenti reportage di viaggi, alle nuove tecnologie. La redazione applica tutto il proprio know-how turistico per redigere articoli sempre obiettivi e dettagliati, in modo che il lettore possa tranquillamente pianificare i propri viaggi o fare le proprie scelte senza mai pentirsi. Campingwelt Online - Il mondo del campeggio ondine – infine è presente sul sito dell’ www.adac.de/campingfuehrer ed è ormai un veloce strumento di pianificazione per molti dei 10 milioni di appassionati frequentatori di campeggi in Germania. In questo portale tutte le informazioni sono accessibili con un click. Oltre a descrivere dettagliatamente i campeggi, si trovano sul sito le notizie più importanti e gli approfondimenti sul mondo del campeggio, i test e i reportage di viaggio dell’ADAC Freizeit mobil, insieme alla banca dati turistica e a numerosi giochi a premi e approfondimenti che fanno aumentare il traffico di visitatori, non soltanto di lingua tedesca. Il portale dunque offre interessanti possibilità di pubblicità mirata: sia che si usino banner, articoli publiredazionali, presentazioni multimediali o giochi a premi. L’ADAC Campingwelt offre sia ai proprietari dei campeggi sia ai turisti pacchetti particolarmente convenienti. Questo portale, continuamente aggiornato, completa la famiglia delle guide ADAC ai campeggi ed è un ulteriore prova della posizione di leadership che le pubblicazioni di questa azienda editoriale ha conquistato nel
mondo dell’open air. ADAC è ormai presente non soltanto nel settore editoriale ma è approdata con successo alle nuove tecnologie, mettendo a disposizione l’App ADAC Camping- und Stellplatzführer , una applicazione per la ricerca di campeggi e aree di sosta per camper utilizzando dispositivi mobili che mette a disposizione dell’utente un’offerta informativa completa. I dati scaricabili riguardano anche bungalow e case mobili, mentre e lo specchietto dei prezzi è consultabile online e offline. Altro punto di forza dell’applicazione è l’intelligente funzione “ricerca”, la quale grazie a diversi filtri di mostra in breve tempo e suddivisi per regione i luoghi più interessanti, ma in alternativa si può effettuare una ricerca cartografica per zona in tutta Europa. Con la funzione “preferito” e “social media” è poi possibile condividere con i propri posti preferiti su Facebook o Twitter. Nel nuovo Mobile-Package, con illustrazioni e posizionamento preferenziale, l’App ADAC Camping-und Stellplatzführer mette a disposizione dei gestori dei campeggi uno strumento ideale per estendere la propria pubblicità anche sugli smartphone del gruppo target. Tutto questo rende l’App ADAC Camping-und Stellplatzführer un indiscusso leader di mercato tra le guide destinate agli appassionati del turismo itinerante. Non importa se la vacanza dei propri sogni debba svolgersi in roulotte, in camper o in tenda. Le numerose pubblicazioni e le offerte online dell’ADAC riusciranno in ogni caso a soddisfare qualsiasi desiderio.
RAPPRESENTANTE PUBBLICITARIO: IGL Werbedienst GmbH Innsbrucker Bundesstrasse 47 A-5021 Salzburg – Austria Tel.: (0043) 662/453615-13 oppure (0039) 0471/053244 Contatto: Signora Verena Wimmer Email: v.wimmer@igl.at La IGL Werbedienst, con sede principale a Salisburgo – opera da oltre 46 anni nel campo della promozione turistica. La specializzazione su questo settore ha consentito di diventare leader di mercato; ciò anche grazie alla estesa rete europea presente ormai in oltre 15 Paesi. La specialità della IGL Werbedienst, sono i media nel settore turistico.
CAMPING MANAGEMENT :PRIMO PIANO
CMC 2.0, PREFABBRICATI DA TRE GENERAZIONI di Filippo Gentile
DALLE CABINE MARE IN CEMENTO ALLE SOLUZIONI INNOVATIVE E DI QUALITÀ PER CAMPING E VILLAGGI
Bungalow - su misura
L
a storica azienda CMC Prefabbricati è alla terza generazione, a guidarla oggi Andrea Barbuiani, nipote del fondatore Enrico. L’azienda nel 2010 ha cambiato il proprio nome in C.M.C.2.0 volendo sottolineare il desiderio di stare al passo con i tempi, perché come dice entusiasticamente Andrea: «Oggi occorre essere in costante evoluzione, informarsi, adeguarsi alle nuove tecnologie ed essere sempre pronti ad affrontare le nuove sfide che si presentano» C.M.C.2.0 è una realtà imprenditoriale che esiste ormai da molti anni, ed è attiva in diversii settori; in tutti questi anni di attività l’impegno più grande che ha affrontato è stato elevare il concetto di prefabbricazione, non sempre associato a qualità ma molto più spesso solo a rapidità e bassi costi. «Per noi non è così», dice Andrea Barbuiani, «C.M.C.2.0 considera da sempre la prefabbricazione come un valore aggiunto ed il settore dei campeggi è uno dei campi di eccellenza della nostra prefabbricazione. Siamo operativi da mol-
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SALUS È L’ULTIMA NOVITÀ: UN’AREA
PER IL WELNESS DI 64MQ INTERAMENTE
PREFABBRICATA.
Mini house - design architettonico
ti anni per cercare di ampliare il numero dei servizi e le possibilità offerte a chi decide di rivolgersi a noi». L’idea alla base della prefabbricazione di questa azienda è che nella progettazione degli spazi pubblici, gli elementi prefabbricati contribuiscono notevolmente ad innalzare il livello della qualità dell’ambiente e dello spazio progettato: «Noi ci stiamo im-
pegnando per dare una risposta alla sempre più crescente richiesta di qualità nei paesaggi urbani e non», precisa il manager e imprenditore. Parte di rilievo ha anche la notevole esperienza accumulata. C.M.C.2.0 infatti opera nel settore turistico dal 1964, quando a seguito di una norma che vietò la fabbricazione dei serbatoi e separatori in cemento, che fino a quel momento erano alla base dell’intera produzione aziendale fin dagli inizi del 1900, il figlio del fondatore e padre dell’attuale general manager, Franco Barbuiani, reinventò l’azienda con la nuova linea di cabine per il mare in cemento utilizzando gli stessi stampi dei serbatoi. In poco tempo le cabine modello Adriatico spopolarono in tutta la riviera romagnola e CMC iniziò la sua ampia e produzione di prefabbricati in cemento». Ormai la prefabbricazione rappresenta una risorsa importante per il turismo all’aria aperta, che deve offrire il massimo del confort attraverso le case mobili e i bungalow, che stanno pian piano sopravanzando i camper e le roulotte nella domanda. I vantaggi sono evidenti, sottolinea Andrea Barbuiani: «La nostra prefabbricazione ha in sé il concetto di garanzia di qualità, tempi, costi, certificazioni, scelta; la nostra produzione si basa su due linee: su misura e design architettonico. Su misura raccoglie la produzione classica, ed è in grado di soddisfare le esigenze del cliente mettendo a disposizione capacità costruttive, competenze tecniche, e la vasta esperienza acquisita negli anni nei più svariati settori.
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CAMPING MANAGEMENT :PRIMO PIANO
Design architettonico è la nuova linea di edifici prefabbricati, nata dall’unione tra il nostro saper fare e la sensibilità tecnica e formale dello studio di architettura PRR Architetti, con il quale collaboriamo ormai da circa tre anni; questa linea offre delle soluzioni di dimensioni, materiali, finiture, colori a catalogo per garantire in tempi rapidi un risultato formale e funzionale eccellente». Per il settore turistico la C.M.C.2.0, in entrambe le sue due linee produttive, realizza servizi igienici, reception, cabine mare, chioschi, blocchi di servizi, bungalow e case mobili. Proprio su questi ultimi due “articoli” l’azienda vanta una lunga e consolidata tradizione, e a questo proposito Andrea Barbuiani cita l’aneddoto di suo padre, che in un giorno, aiutato da tre operai, completò tre bungalow in un campeggio di Terracina che aveva la necessità di tirar su in gran velocità delle strutture su un terreno in cui si trovavano dei reperti archeologici di cui si voleva evitare il trafugamento. La CMC si aggiudicò il lavoro perché il progetto proposto prevedeva bungalow che all’occorrenza potevano essere smontati e fu proprio questa caratteristica a convincere i Beni Culturali. «Tra le altre caratteristiche di questi bungalow, che furono altrettanti punti di forza nella vendita», prosegue Barbuiani, «la mancanza di coppi sul tetto, di grondaie vicino agli alberi e le pareti senza intonaco realizzate già a faccia vista da CMC». Attualmente con lo studio PRR Architetti per la linea Design architettonico è stato sviluppato un nuovo progetto per case mobili, le mini house, di dimensioni contenute con spazi interni adattabili a molteplici soluzioni grazie alle divisioni funzionali e arredi su misura per nuclei composti da 2 a 5 persone e capaci di garantire una totale flessibilità. La più recente novità per i campeggi è però una Spa prefabbricata, chiamata Salus - nata proprio per ampliare l’offerta di servizi da parte dei titolari di strutture ricettive. Con essa qualsiasi struttura ricettiva che non ha altri spazi disponibili può comunque dotarsi di un’area wellness e
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Complessi di servizi igienici per campeggi su misura
può farlo senza affrontare interventi invasivi sulle strutture murarie e gli impianti, con costi contenuti e in poco tempo; avendo anche tutte le certificazioni necessarie. Salus ha un’area di 64 mq ed è costituita da tre moduli assemblati in loco; diversi percorsi benessere completano il progetto: vasca idromassaggio, area relax, doccia emozionale, sauna e bagno turco. Salus è nata sulla base di un’idea suggerita da Arco studio ed è poi stata sviluppata da PRR Architetti, si inserisce quindi all’interno del programma Design architettonico ed è un esempio di come l’ampia possibilità di materiali e finiture disponibili permetta ad ogni progetto di inserirsi in tutti i contesti, dal mare alla montagna, dalla città alla campagna, diventando un elemento di valorizzazione del paesaggio. Ma per C.M.C.2.0 non è tutto; altro fiore all’occhiello sono i tempi di esecuzione. «Posso dire di aver stabilito un record», dice a questo proposito Andrea Barbuiani, «poiché abbiamo realizzato quattro scuole dopo aver vinto il bando emanato nel mese di luglio dalla Regione Emilia a seguito del terremoto del maggio 2012 e dopo solo 123 giorni dal sisma abbiamo fatto in modo che i bambini riprendessero le lezioni, rispettando tutti i tempi fissati». E per quanto riguarda il futuro? «Per quanto ci riguarda il settore turistico
non è più un settore puramente costruttivo», dice l’imprenditore, «noi non vogliamo essere un’azienda che si identifica solo nel ruolo del costruttore, ma vogliamo ampliare sempre di più i servizi ai nostri clienti. Per questo motivo la C.M.C.2.0 ha da qualche tempo iniziato una collaborazione con un’altra realtà storica del settore dei campeggi, la famiglia Prohn, che da più di trent’anni opera nel settore dal punto di vista commerciale, confrontandosi direttamente con le esigenze dei gestori. Il sodalizio tra queste due famiglie porta ad un risultato ottimale. Ciò che offriamo al cliente è completo e alla qualità costruttiva di C.M.C.2.0 si affianca una qualità di servizio per i gestori dei campeggi cui va una “consulenza” che si traduce in esperienza, progettazione, realizzazione, tempi e costi certi». In conclusione il ruolo della C.M.C.2.0 non è più solo quello di una azienda che produce e vende, ma di vero e proprio consulente globale con cui il cliente può confrontarsi già nel momento in cui prende forma la sua idea di camping. CMC Prefabbricati Srl Sede legale e stabilimento: Strada Statale Adria Rovigo, 8 45011 Adria (RO) Tel.: 0426.900442 Fax: 0426.900808 E-Mail: info@cmcadria.it www.cmcduepuntozero.com
CAMPING MANAGEMENT :PRIMOPIANO
PULINGROSS, LEADER DEL PULITO
L’AZIENDA CHE RISOLVE OGNI PROBLEMA DI PULIZIA DI CAMPING E VILLAGGI
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a Pulingross si è specializzata in oltre venticinque anni di attività nella vendita di macchine, attrezzature e prodotti per la pulizia professionale, oltre a fornire le soluzioni più appropriate per la pulizia e sanificazione degli ambienti interni ed esterni ai campeggi e villaggi turistici. Quest’anno il gruppo Pulingross, assieme all’azienda partner Eureco Italia srl, era tra gli espositori presenti al Sipac di Padova dove, oltre alla spazzatrice compatta con uomo a bordo a marchio Tennant, ha esposto i veicoli elettrici da lavoro e da trasporto a marchio Eureco Italia, che danno la possibilità di circolare su strada agli ospiti dei campeggi, garantendo comodità e facilità alla guida. Presente nello stand dell’azienda anche il vei-
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colo da lavoro Carryall 232–verde, un mezzo indispensabile per la manutenzione all’interno dei campeggi e delle aree verdi. Il gruppo Pulingross è presente in diversi segmenti di mercato: non solo imprese di pulizia ma anche industrie, settore agricolo, del turismo, del commercio e dei servizi, oltre a farmaceutico e cosmetico, della grande distribuzione, sanitario, horeca e settore sportivo. Per ciascuno di essi le soluzioni sono personalizzate e la consulenza commerciale, per individuare la soluzione ideale, è rigorosa. A tutti viene garantita qualità e attenzione nella selezione dei migliori prodotti per la pulizia, precisione nella consegna rispettando i tempi e un servizio post vendita impeccabile. Come ci
tiene a precisare il titolare dell’azienda, Giuseppe Cenati: «La profonda conoscenza nel settore ci consente di affrontare il mercato in maniera efficace offrendo i migliori marchi accuratamente selezionati in base al miglior rapporto qualità-prezzo, all’affidabilità, alla durata e alla funzionalità e tutto ciò si traduce in una grande attenzione per il cliente, che con noi rimane sempre soddisfatto». Pulingross, oltre ad una ampia serie di macchinari propone ai clienti anche una gamma di detergenti professionali e detersivi industriali, destinati a quanti vogliono elevare lo standard delle pulizie e della sanificazione degli ambienti. “Think Clean Do it Green” è la filosofia eco-sostenibile adottata dal gruppo Pulingross per il rispetto dell’ambiente, attraverso la vendita di prodotti Eco-Label, macchine per la pulizia e veicoli elettrici ad impatto zero, adottando soluzioni di sicurezza e di benessere all’interno dell’ambiente lavorativo. “Innovazione green” è la nuova chiave di Pulingross per garantirsi la presenza su tutto il territorio nazionale. In tutti questi anni la presenza dell’azienda si è notevolmente ampliata e attualmente sono cinque le divisioni aziendali, ciascuna con la sua specializzazione, il che consente ai clienti, specialmente campeggi e villaggi, di avere un interlocutore unico per ogni tipo di esigenza. Si è ampliato anche il “catalogo” dei marchi proposti per ciascuna specifica situazione che riguarda la detergenza degli ambienti: Sorma e Werner & Merz; per i disinfettanti a P.M.C., non può mancare la fornitura dei marchi Amuchina e Farmec. Analogamente per quanto riguarda i macchinari; le spazzatrici, lavasciuga, aspiratori e motoscope, proposte da Pulingross sono le migliori del settore: Tennat, Sorma, RCM e Dulevo; come le altre attrezzature, dai carrelli
per la pulizia alle scope e panni: Vileda e Filmop; Lucart. Quando il cliente richiede idropulitrici e aspiratori, Pulingross garantisce i propri prodotti dai marchi Kärcher e Kränzle. Infine la qualità dei veicoli elettrici Eureco è garantita dai marchi americani leader del settore: Club Car e Gem, oltre alla danese Garia. Pulingross insomma lavora ogni giorno per la completa sod-
disfazione dei propri clienti e per questo è alla costante ricerca di prodotti per la pulizia industriale e soluzioni di qualità, imponendo alle aziende partner di operare secondo standard certificati ISO 9001. Il vantaggio di scegliere Pulingross consiste soprattutto nell’offerta di soluzioni personalizzate, per individuare le quali si comincia dall’analisi del-
l’ambiente, seguita da studi di fattibilità, capitolati di pulizia, progetti tecnici, sopralluoghi e controllo di gestione, garantendo quindi una diagnosi su misura e soluzioni specifiche per ogni tipo di esigenza, il tutto garantito da un partner unico e specializzato. A questo si aggiunge l’esperienza accumulata negli anni , grazie alla quale i consulenti commerciali sono oggi tutti validi professionisti del pulito, pronti a fornire le informazioni necessarie nella scelta dei prodotti, nel rispetto delle normative, della sicurezza e dell’ottimizzazione dei costi.
LE 5 DIVISIONI AZIENDALI DEL GRUPPO PULINGROSS: PULINGROSS specializzata nella pulizia professionale e industriale. Dispone, di una gamma completa di macchinari e attrezzature in pronta consegna, nuove o usate, sia per l’acquisto che per il noleggio a medio-lungo termine; oltre ai detergenti, carta e disinfettanti a P.M.C. PULINSHOP il primo ecoshop cash & carry, interno alla sede del gruppo, a Pordenone in via Roveredo 1, dove si ha la possibilità di acquistare soluzioni complete ed ecocompatibili per la pulizia di tutti gli ambienti: attrezzature e prodotti per il cleaning professionale ed hobbistico.
PULINTECH: il servizio di assistenza e riparazione garantito dal servizio tecnico dell’officina Pulingross, è lo strumento che permette di mirare all’eccellenza del servizio offerto, garantendo una prestazione efficace e continuativa nelle riparazioni e assistenza tecnica, grazie anche da un magazzino di ricambistica sempre aggiornato e rifornito. EURECO ITALIA: azienda partner del Gruppo, che segue la stessa filosofia “green”, specializzata nella vendita e noleggio di veicoli elettrici, come golf & utility car per il trasporto di persone e merci, oppure veicoli elettrici da lavoro - www.eurecoitalia.it IDROLINE: divisione aziendale del Gruppo, specializzata nella vendita e assistenza di prodotti per il lavaggio ad alta pressione, garantiti dai migliori marchi delle idropulitrici, come Kaercher e Kranzle.
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CAMPING MANAGEMENT :TRIBUNA DEL LAVORO
TRA VECCHIO E NUOVO REDDITOMETRO a cura di Maurizio Fantaccione
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l redditometro – e dunque l’art.38 del DPR n.600/73 – è previsto dal Testo unico sull’accertamento sin dalla sua introduzione, pertanto il clamore degli ultimi giorni è legato non alla sua introduzione ma all’inasprimento del suo potere accertativo e all’innalzamento delle sanzioni dallo stesso comminabili. L’Amministrazione finanziaria, sempre alla ricerca di automatismi accertativi, ha rispolverato questa norma per andare a verificare in modo automatico i contribuenti persone fisiche. L’accertamento sintetico del reddito, di cui il redditometro costituisce una species, è sempre stato uno degli strumenti più incisivi di controllo del tenore di vita dei contribuenti. La fonte normativa di tale tipo di accertamento si origina dal concetto cardine: se si spende una certa cifra è necessario aver guadagnato (o risparmiato) importi congrui a sostenere tale spesa.
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L’ACCERTAMENTO SINTETICO DEL REDDITO, DI CUI IL REDDITOMETRO COSTITUISCE UNA SPECIES, È SEMPRE
STATO UNO DEGLI STRUMENTI PIÙ INCISIVI DI CONTROLLO DEL TENORE DI VITA DEI CONTRIBUENTI.
La previgente formulazione dell’art.38 (ante modifiche di cui all’art.22 del D.L. n. 78/10) si applicherà ancora per quest’anno, atteso che il termine per la notifica degli avvisi di accertamento per l’anno d’imposta 2008 scade il 31 dicembre 2013. A partire dall’anno d’imposta 2009 si applicherà, invece, il nuovo disposto normativo. L’articolo 38, comma 4 del DPR n.600/73, nella versione previgente permette all’ufficio finanziario, in base
ad elementi e circostanze di fatto certi, di determinare sinteticamente il reddito complessivo netto del contribuente, quando il reddito accertabile si discosta per almeno un quarto da quello dichiarato. Il comma 5 dispone che qualora l'ufficio determini sinteticamente il reddito complessivo netto in relazione alla spesa per incrementi patrimoniali, la stessa si presume sostenuta, salvo prova contraria, con redditi conseguiti, in quote costanti, nell'anno in cui è stata effettuata e nei quattro precedenti. In altri termini la quota di incremento patrimoniale attribuibile all'anno oggetto di accertamento sintetico è pari a un quinto degli investimenti effettuati. Il contribuente ha la facoltà di dimostrare, attraverso idonea e probante documentazione, sia prima che dopo la notificazione dell’avviso di accertamento, che il maggior reddito determinato o determinabile sinteticamente è costituito in tutto o in parte da redditi esenti o da redditi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d'imposta.
LE NOVITÀ Le nuove norme stabiliscono che, per adeguare lo strumento accertativo al mutato contesto socio-economico, vengono sostituiti i commi da 4 a 8 dell’art. 38 del DPR n.600/73 sopra esplicitati. In particolare l’ufficio può sempre determinare sinteticamente il reddito complessivo del contribuente sulla base delle spese di qualsiasi genere sostenute nel corso del periodo d’imposta, salva la prova che il relativo finanziamento è avvenuto con redditi diversi da quelli posseduti nello stesso periodo d’imposta, o con redditi esenti o soggetti a ritenuta alla fonte a
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CAMPING MANAGEMENT :TRIBUNA DEL LAVORO
titolo di imposta o, comunque, legalmente esclusi dalla formazione della base imponibile. La determinazione sintetica può essere altresÏ fondata sul contenuto induttivo di elementi indicativi di capacità contributiva individuato mediante l’analisi di campioni significativi di contribuenti, differenziati anche in funzione del nucleo familiare e dell’area territoriale di appartenenza; è fatta salva per il contribuente la prova contraria. La determinazione sintetica del reddito complessivo di cui ai precedenti commi è ammessa a condizione che il reddito complessivo accertabile ecceda di almeno un quinto quello dichiarato. L’ufficio che procede alla determinazione sintetica del reddito complessivo ha l’obbligo di invitare il contribuente a comparire di persona o per mezzo di rappresentanti per fornire dati e notizie rilevanti ai fini dell’accertamento e, successivamente, di avviare il procedimento di accertamento con adesione ai sensi dell’art.5 del D.Lgs. n.218/97. Dal reddito complessivo determinato
sinteticamente sono deducibili i soli oneri previsti dall’art.10 del Tuir; competono, inoltre, per gli oneri sostenuti dal contribuente, le detrazioni dall’imposta lorda previste dalla legge. La Circolare Ministeriale ha chiarito che tra le spese “di qualsiasi genere sostenute nel periodo d’impostaâ€? e che rilevano nella determinazione sintetica del reddito rientrano anche quelle che nella disposizione normativa previgente erano individuate come “spese per incrementi patrimonialiâ€?. Lo stesso documento di prassi ha rilevato che, in presenza di acquisto di un bene di natura patrimoniale effettuato tramite finanziamento (mutuo, leasing ecc.), ai fini dell'accertamento sintetico, rileveranno solamente le quote o i canoni pagati nell'anno, che andranno ad aggiungersi alle altre spese sostenute nel corso del periodo d'imposta esaminato. Al contribuente è data, comunque, la possibilitĂ di provare/dimostrare che il relativo finanziamento è avvenuto con redditi diversi da quelli posseduti nello stesso periodo d’imposta, o con
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redditi esenti o soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta o, comunque, legalmente esclusi dalla formazione della base imponibile. La nuova modalità è utilizzabile in qualsiasi momento, anche per una sola annualità , qualora l’ufficio è in possesso di un elemento di spesa, spostando sul contribuente l’onere della prova.
RIASSUMENDO LA NUOVA NORMA RISPETTO ALLA PRECEDENTE PREVEDE: • uno scostamento oggi è del 20% anzichÊ del 25%; • la sufficienza di un solo anno di scostamento (e non piÚ due); • la possibilità di imputare il maggior reddito tutto nell’anno e non piÚ spalmato in quello in corso e nei quattro precedenti. Ne discende che il contribuente che abbia sostenuto delle spese per incrementi patrimoniali in un determinato periodo d’imposta, sarà accertato sinteticamente con l’imputazione di un reddito pari all’intera spesa soste-
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nuta in tale periodo d’imposta, e non più soltanto per un quinto di essa, come avveniva con le disposizioni previgenti. Un’ulteriore innovazione normativa è l’introduzione dell’obbligo di contraddittorio preventivo con il contribuente, finalizzato, peraltro, all’accertamento con adesione di cui all’art.5 del D.Lgs. n.218/97. Il soggetto controllato, pertanto, d’ora in poi, sarà sempre invitato dall’Ufficio al contraddittorio, e a tale invito questi potrà anche prestare adesione ottenendo così la riduzione delle sanzioni e la possibilità di rateizzare gli importi dovuti senza prestazione di alcuna garanzia. Diventa questo, in pratica, l’unico strumento di fuga per il contribuente. Infine, ultima novità, la deducibilità degli oneri di cui all’art. 10 del Tuir sostenuti dal contribuente; nonché l’applicabilità delle altre detrazioni previste della legge, che devono essere scomputate dall’imposta lorda dovuta sul reddito sinteticamente accertato. Si è discusso a lungo sulla valenza del
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LA DETERMINAZIONE SINTETICA DEL REDDITO COMPLESSIVO È AMMESSA A CONDIZIONE CHE IL REDDITO COMPLESSIVO ACCERTABILE ECCEDA DI ALMENO UN QUINTO QUELLO DICHIARATO.
nuovo redditometro. In un primo momento, quando l’Agenzia delle Entrate ha presentato le caratteristiche del nuovo strumento (era il 25 ottobre 2011), veniva evidenziato a chiare lettere che esso aveva funzione di mera selezione dei soggetti da accertare. Una sorta di studio di settore per i soggetti non dotati di partita iva. A quanto pare però, la strada è mutata e siamo entrati nuovamente nell’ambito delle presunzioni legali volte a recuperare materia imponibile ad ogni costo. Sul punto però occorre rilevare come la nuova formu-
lazione, inserendo riferimenti al nucleo familiare ed all’area geografica di riferimento implicitamente riconosce l’esigenza di una sorta di ponderazione critica dei meri risultati di calcolo; componente determinata dall’alea stessa intrinseca ai metodi di computo. Ne discende che, a giudizio dello scrivente, il nuovo connotato del redditometro mantiene la sua natura di indicatore di potenziale evasione, superano il connotato della precedente formulazione del redditometro di presunzione legale. Del resto come già osservato da esperti di settore l’accertamento redditometrico non è “autosufficiente” ma necessita di un nesso motivazionale capace di far assurgere al rango di prova i risultati provenienti dall’applicazione dei coefficienti approvati a livello ministeriale. In tale ottica è già orientata la Corte di Cassazione con la sentenza n. 23544/12 dove si è ritenuto che anche l'accertamento sintetico operato con il vecchio disposto normativo era da considerarsi presunzione semplice.
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