Giugno 2015
n. 55
LA FILARMONICA È…
UN DUPLICE OMAGGIO DALLA FILARMONICA Il programma proposto in questo concerto vuole essere un duplice omaggio a due importanti avvenimenti. Il primo prevede una carrellata di musiche legate ai festeggiamenti per il centenario della Grande Guerra. Canti e Inni di trincea che ricordano uno dei momenti più sconvolgenti della storia contemporanea. Il secondo, invece, rappresenta un omaggio all’Expo. Musiche che ci portano nel clima della Belle Époque dell’esposizione di Parigi del 1900, che di fatto aprì le porte al nuovo secolo, ma anche brani legati al tema dell’esposizione milanese che, come sappiamo, pone al centro il problema del cibo e dell’acqua, beni fondamentali per l’esistenza dell’umanità. Il concerto sarà anche intercalato e arricchito da composizioni originali per banda: genere che la nostra Filarmonica sa eseguire con grande maestria.
Informatore musicale del COMPLESSO BANDISTICO LA FILARMONICA
Carlo Zappa
www.bandafilarmonica.it
Frontespizio della partitura dell’Inno delle nazioni, composto da Giuseppe Verdi per l’Expo di Londra del 1862
Sabato 13 giugno 2015 - ore 21.15
CONCERTO DI GIUGNO Quadriportico Basilica S. Maria Nuova - Abbiategrasso (MI) 1
NOVITÀ NELLA TRADIZIONE Quando qualche anno fa, seguendo la felice intuizione di alcuni Consiglieri, decidemmo di dare vita alle formazioni della Junior Band e della Big Band, ero preoccupato di possibili conflitti di interesse che potessero nascere tra le nuove formazioni e il resto del nostro Complesso Musicale. Temevo che potessero insorgere tensioni e incomprensioni tra le persone coinvolte a vario titolo, con il rischio di ripercussioni negative sulla vita della Banda. Ora, a distanza di qualche anno e di fronte ai progressi evidenziati da tutte le formazioni, penso si possa tranquillamente affermare che non solo i timori iniziali si sono rivelati infondati ma, anzi, la crescita dei singoli componenti e delle singole formazioni contribuisce ad accrescere da un lato lo spirito di appartenenza a un gruppo solido sia sotto l’aspetto artistico sia sotto quello umano e dall’altro a dare solidità e spessore sempre maggiori alla nostra associazione. Mi ha fatto molto piacere lo scorso 12 aprile, in occasione del concerto tenutosi in Piazza Marconi ad Abbiategrasso, nel quale era previsto si esibissero in sequenza la Junior Band, la Big Band e la formazione ufficiale di Banda Filarmonica, vedere la partecipazione di tutti alle varie esibizioni: molti di coloro che avrebbero dovuto esibirsi nell’ultima parte erano presenti fin dall’inizio per sostenere gli altri musicisti. Questo penso sia lo spirito giusto per la crescita del nostro gruppo, la condivisione degli obiettivi e la partecipazione attiva sono alla base
della vita associativa e favoriscono l’inserimento di nuove persone senza creare barriere o ostacoli. Tempo fa qualcuno mi fece notare che a suo avviso il proliferare di impegni avrebbe portato a un senso di stanchezza da parte dei musicisti con ripercussioni sulla presenza degli stessi alle prove e alle uscite programmate. Questa affermazione mi preoccupò, non volevo che una sorta di "ansia da prestazione" potesse deteriorare il clima della nostra Associazione, tanto è vero che ne parlai nel corso dell’annuale assemblea a cui partecipano tutti i musicanti, chiedendo loro di farmi notare se intravedevano tale rischio. La risposta mi è stata fornita anche nei fatti: in quest’anno particolarmente ricco di impegni, tanto è vero che è iniziato con il primo concerto a Cantello già il 4 gennaio, non si evidenziano infatti i rischi paventati. La presenza alle prove e ai vari impegni continua a essere costante e l’impegno di tutti continua a rivelarsi importante. Questa, a mio parere, è un’ulteriore dimostrazione del fatto che la comune passione, la fiducia nel lavoro degli altri e la voglia di crescere insieme sia sotto l’aspetto artistico che umano contribuiscono a creare il clima ideale per la vita della nostra Associazione. Tutti questi valori sono presenti nel DNA di Banda Filarmonica e lo dimostra il fatto che la nostra Banda il prossimo anno festeggerà i 170 anni di vita e continua a essere giovanissima. Alessandro Bagnaschi
produzione artigianale Galleria Mirabello, 20 Tel. 02.94967512 ABBIATEGRASSO
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COMPLESSO BANDISTICO LA FILARMONICA
Concerto di Giugno
La Filarmonica ringrazia quanti hanno collaborato alla realizzazione del Concerto di Giugno
PRIMA PARTE Heaven’s Valley Rondo for Winds and Percussions Gulliver’s Travels A Longford Legend
James L. Hosay John Edmondson Bert Appermont Robert Sheldon
SECONDA PARTE
Con il patrocinio della
Città di Abbiategrasso
La Grande Guerra
Michele Mangani
Inno delle nazioni
Giuseppe Verdi Marco Somadossi
Aqua L'Exposition Universelle
Robert Fienga
Direttore CARLO ZAPPA
GELATO e caffè ABBIATEGRASSO VIA PALESTRO, 1 TEL. 02.94964489 3
GUIDA ALL’ASCOLTO Heaven’s Valley
James L. Hosay
James L. Hosay descrive in questo brano, molto evocativo, la vita giornaliera nella splendida valle di Shenandoah in Virginia, in cui gli abbondanti alberi da frutta e i vigneti arricchiscono il paesaggio redendolo degno del nome di “Valle paradisiaca”. La composizione è ulteriormente impreziosita dalla citazione della canzone popolare Oh Shenandoah (termine il cui significato è “corna di cervo”), un canto tradizionale americano dall’incerta origine, risalente all’inizio del XIX secolo, il cui testo parla di un commerciante che si innamora della figlia di un capo indiano..
Rondo for Winds and Percussions
James L. Hosay
John Edmondson
Pezzo originale per banda di Edmondson, si avvale della forma di rondò (ABACABA) per sfruttare le peculiarità delle varie sezioni strumentali. A un inizio vitale e spumeggiante fa seguito una sezione più meditativa, che porta alla conclusione, in cui viene ripreso il tema iniziale. Ogni sezione strumentale trova in questo brano il momento per esaltare le proprie peculiarità, grazie anche all’alternanza di momenti più briosi o cantabili.
Gulliver’s Travels Bert Appermont I. Lilliput - II. Brobdingnag - III. Laputa - IV. The Houyhnhnms Ben noto è il romanzo I viaggi di Gulliver, opera che coniuga fantasia e satira, scritto da Jonathan Swift sotto lo pseudonimo di “Dr. Lemuel Gulliver”. Nel libro l’autore fa il resoconto di alcuni viaggi presso strani popoli, suddiviso in quattro parti corrispondenti ad altrettanti viaggi. Lemuel Gulliver, di professione dottore, medico di bordo e poi capitano di navi mercantili, si trova, a causa di diversi naufragi, a scoprire terre inesplorate e popolazioni diverse. Ci introduce, con l’acutezza che gli deriva dalla sua cultura e dalla naturale predisposizione a studiare usi e costumi della gente che incontra in giro per il mondo, alla scoperta di individui giganteschi o piccolissimi, o di altri ancora che sono dominati da animali sapienti, in un viaggio che è una stupenda metafora del mondo. Bert Appermont traduce in musica le esperienze vissute in questo romanzo allegorico-fantastico.
A Longford Legend Bert Appermont
Commissionato nel 1996 dalla Normal Community West High School Band di Normal, in Illinois, si basa su tre poemi tratti da una collezione di ballate di strada Irlandesi del XVIII secolo e, per il suo stile compositivo, è un chiaro tributo alla meravigliosa letteratura musicale di Granger, Holst e Vaughan Williams. Il brano si compone di tre movimenti: si passa dal piglio allegro del primo alla cantabilità struggente e dolce del secondo; la suite si conclude con un movimento dalla struttura più complessa che alterna un tema decisamente giocoso a echi più solenni.
La Grande Guerra
Robert Sheldon
Robert Sheldon
Michele Mangani
Da sempre la musica ha fatto parte della vita dei soldati nei campi di battaglia o nelle retrovie. Accompagnate da un testo facilmente memorizzabile, popolari canzoni vennero composte per aumentare il senso di appartenenza a un gruppo, per sollevare gli animi, oppure per esorcizzare la paura della morte sempre in agguato. Altre invece narrano di amori lontani, di speranze, di lontananza dalla propria casa e dall'affetto materno, o glorificano le gesta eroiche dei soldati esaltandone il coraggio e il sacrificio. La Grande Guerra, composto da Michele Mangani in occasione del centenario della I guerra mondiale, è un affresco musicale, che racchiude i canti più in voga di quel periodo. Le note della sveglia militare danno il via a questa raccolta che comprende poi Il Capitan della compagnia, La tradotta, La canzone del Piave, Sul ponte di Bassano, Ta pum, Sul cappello e Val Sugana, fino al gran finale con Il Canto degli Italiani, il nostro inno nazionale. 4
Inno delle nazioni
Giuseppe Verdi
Nel 1862 Londra ospitò l'Esposizione Universale: gli organizzatori chiesero a Verdi per l’Italia, Auber per la Francia, Meyerbeer per la Germania e Bennett per l’Inghilterra di comporre una musica per il concerto inaugurale del primo maggio; così nacque questa cantata, ispirata dal testo dello scapigliato Arrigo Boito. Il pezzo fu però bocciato, non essendo una “marcia” come richiesto, e non venne quindi eseguito. Tuttavia, la nota caparbietà di Verdi ebbe la meglio e la cantata venne presentata al pubblico, anziché all’apertura dell’Expo, durante un concerto complementare alla Royal Opera House. La strumentazione originale prevede due flauti, un ottavino, due oboi, due clarinetti, due fagotti, quattro corni, due trombe, tre tromboni, cimbasso, timpani, grancassa, percussioni, due arpe, archi; le parti vocali sono un tenore (il bardo) e un coro misto. Un breve preludio precede il coro introduttivo Gloria pei cieli altissimi; nella seguente parte solista (Spettacolo sublime!) il bardo mostra la miseria delle guerre del passato, e chiede “pace immediata e l'amicizia tra i popoli” (Fratellanza). Verso la conclusione, comincia la serie degli inni nazionali: prima quello inglese, per onore al Paese ospitante, poi quello francese e infine l'inno italiano Oh Italia, oh Patria, estratto dall'inno di Mameli forse per motivi politici, forse perché si prestava più della Marcia Reale dei Savoia a seguire l'inno francese e a essere sostenuto dall'inno inglese, ripreso dall'orchestra, mentre il materiale musicale si fonde e si sovrappone. Lo stretto finale si divide in tanti rivoli di contrappunto, finché l'orchestra riprende i temi dell'inizio della cantata. L'inno italiano, molto ritmico, finisce con il prevalere sugli altri per un effetto voluto dall’autore, fino alla conclusione, caratterizzata da rapidi e incisivi accordi in fortissimo.
Aqua
Marco Somadossi
L’Exhibition Palace di Londra 1862
L’Esposizione Universale di Londra 1862 in un disegno a matita e acquerello di Joseph Nash
Per una piccola e fortunata parte del mondo è la conseguenza di un semplice gesto: ruotare una manopola o sollevare una minuscola leva, ed ecco che l’acqua scorre veloce, fresca e pulita in un flusso continuo e abbondante. Acqua. Altrove, donne e bambini portano vasi vuoti verso un pozzo lontano ore di cammino. Al ritorno cantano al ritmo dei loro passi, e più lento sarà il canto del ritorno, più pesanti sui loro capi saranno i vasi colmi d’acqua: speranza e vita in equilibrio su esili corpi che avanzano su una terra arida e riarsa dal sole. L’acqua è “fonte" d’ispirazione di questo brano dedicato a una località del Friuli famosa, oltre che per la produzione di ottimi vini, anche (ironia della sorte) per le numerose e caratteristiche risorgive d'acqua: Bertiolo.
L'Exposition Universelle
Robert Fienga
Non si può non citare musicalmente uno degli eventi che hanno aperto il XX secolo, ovvero la grandiosa esposizione universale di Parigi del 1900. Se quella del 1889 è nota soprattutto per la Tour Eiffel, quella del 1900 è ricordata per gli spettacolari apparati temporanei, lo sfarzo di luci elettriche e la comparsa della forma di intrattenimento contemporaneo per eccellenza, il cinema, i cui primi prodotti vennero presentati al pubblico proprio in tale occasione. Gli oltre cinquanta milioni di visitatori poterono per la prima volta spostarsi velocemente attraverso Parigi utilizzando la nuova metropolitana, che tagliava la città dalla porta di Vicenne a quella di Maillot; le stazioni, ancora oggi celeberrime, furono decorate da Hector Guimard, e restano tra i monumenti più conosciuti dell’Art Nouveau, movimento che proprio in quel l’occasione vide la luce. Come l’Expo di Milano 2015 si occupa principalmente del tema della nutrizione, anche l’Expo parigina del 1900 tentò di essere in qualche modo “didattica”, sottolineando come alla base del progresso umano vi fosse la formazione scolastica. Fu così che i padiglioni nazionali accolsero quelli che vennero giudicati i migliori esempi dei rispettivi sistemi scolastici, con speciale rilievo dato a scuole di indirizzo scientifico, o a scuole di arti e mestieri. L’impressione di ecumenismo e onnipotenza viene ripresa da questo brano del compositore francese Fienga, la cui musica esprime l’ottimismo e la spinta verso il futuro di quell’epoca. Quattro sono i temi descrittivi portanti: Paris 1900, La valse de la Tour Eiffel, Le Pont Alexandre III et le Grand Palais, e infine un travolgente French can can. A cura di Paola Magnaghi 5
Marco Somadossi
Robert Fienga
CONCERTO DI NOVEMBRE 2014
La tradizionale foto di gruppo a fine concerto, con la splendida scenografia donata alla Filarmonica dalla Sezione di Abbiategrasso dell’AVIS
“Un gran spettacolo!” è il commento più frequente sentito sabato sera al termine della 37ª edizione del Concerto di Novembre della Filarmonica, tenutosi il 22 novembre presso il Teatro Fiera di Abbiategrasso. Un gran bel modo di rendere omaggio a Santa Cecilia, patrona della nobile arte della musica, e di chi ad essa si dedica: due ore di ottima musica, eseguita e diretta in modo impeccabile, come è nella storia e nella tradizione della Filarmonica. Il concerto, al quale ha partecipato un foltissimo pubblico (per molti solo posti in piedi), si apre come d’abitudine con l’Inno di Mameli; a seguire, il programma ufficiale, che quest’anno si declinava sul duplice filo conduttore del balletto e dell’operetta. Notevoli per la resa dell’atmosfera le note de Lo schiaccianoci e Il lago dei Cigni di Tchaikovsky, grazie al lavoro di orchestrazione di Carlo Zappa, sempre attento a condurre la sua banda nelle atmosfere sfaccettate proprie di questo compositore. Ultimo pezzo della prima parte, un brano che ha un altissimo significato
per la Filarmonica: l’Inverno, tratto scimento a tre elementi da ben dalla Danza delle quattro stagioni vent’anni in organico: Federico Abinserita nell’opera I Vespri siciliani di biati, Marco Garzetti e Michele BeGiuseppe Verdi. Prima dell’esecuziorardino. Proprio quest’ultimo si è rene è stata infatti chiamata la Sig.ra so protagonista di un simpatico e Maria Teresa Abriani, moglie di Corsentito siparietto, cedendo simbolicarado Abriani, che da quando salì sul mente il riconoscimento ricevuto a podio la prima volta fu “istigatore” del Giorgio Magistrelli, che fu suo insenuovo corso della Filarmonica, e del gnante e che ancora oggi opera nella quale ricorrono quest’anno i vent’anscuola di musica (oltre a essere valini dalla scomparsa. Alla Sig.ra Abriadissimo solista, come dimostrato anni è stato consegnato un libro a ricorche sabato). do del Maestro, con tutto l’affetto e la Se la prima parte del concerto ha gratitudine della sua banda. fatto sognare, la seconda, dedicata La seconda parte si è aperta con la consegna dei diplomi ai nuovi entrati, quattro nuovi elementi usciti dalla Scuola di musica (intitolata proprio ad Abriani), uno dei vanti della Filarmonica. Si tratta di Lorenzo Bassi, Francesco Street, Stefano Pareti e Ivan Dusi. Dai nuovi bandisti, si è poi pasMaria Teresa Abriani riceve il libro in ricordo del Maestro Corrado Abriani sati a dare un ricono6
all’operetta, ha letteralmente trascinato il pubblico in un turbine di note evocative. Si è partiti con la brillante Eva di Lehár, ricca di motivi conosciuti, ma è con Orfeo all’inferno di Offenbach che la Filarmonica ha dato il meglio di sé per precisione nelle dinamiche e pulizia del suono. Momenti lirici e di matrice bucolica si sono alternati fino allo scoppiettante can-can, “tirato” da Zappa a folle velocità. Applausi scroscianti (e anche una standing ovation) hanno sottolineato l’esecuzione. Ultimo pezzo del concerto, La vedova allegra, ancora Lehár, ancora operetta; lavoro simbolo del genere, alterna parti lirico-melodiche (il valzer Tace il labbro) a temi brillanti come il divertente È scabroso le donne studiar. Ancora applausi convinti, e il bis, di nuovo il can-can da Orfeo all’inferno, sottolineato questa volta dal pubblico che, come nelle più prestigiose sale da concerto, ha accompagnato l’esecuzione battendo le mani a tempo. Bilancio quindi più che ottimo per il bandòn, che si dimostra essere una realtà solida in cui, sia nelle parti solistiche sia nei pezzi d’assieme, nulla
La Filarmonica sul palco del Concerto di Novembre
è lasciato al caso ma l’esecuzione è frutto di costante impegno e lavoro, come sottolineato sia dal Presidente Bagnaschi sia dalle altre personalità intervenute, ovvero il nuovo parroco di Santa Maria Monsignor Innocente Binda e il Vice-Sindaco, l’Assessore Graziella Cameroni. Un gruppo che non è solo parte della storia abbiatense (la fondazione data 1846), ma
orgoglio di una città capace di offrire serate di qualità. Riconoscimenti anche per il Cav. Pietro Galbiati e il Sig. Matarazzo, Presidente del consiglio Comunale.
IL MIO “PRIMO” CONCERTO DI NOVEMBRE Per quanto riguarda il mio primo concerto voglio dire che sono stato molto contento di averlo fatto e soprattutto di essere entrato in banda. La cosa più bella sono state ovviamente le prove, perché fino all’inizio di quest’anno non ero abituato ad andare a letto così tardi e in certe giornate dove sono stanco trovo la forza di andare alla prove per la compagnia .
Infatti secondo me la Filarmonica è un ottimo ambiente dove ci si diverte e dove si trovano dei veri amici, disposti ad esserti amico anche se si hanno differenze d’età. Lorenzo Bassi
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Paola Magnaghi
PRANZO SOCIALE E RIPRESA DELL’ATTIVITÀ Il pranzo sociale, che da molti anni generalmente si svolge nella prima domenica di Febbraio, per i musicanti della Filarmonica è simbolicamente segno di ripresa dell’attività bandistica rivolta al nuovo anno e improntata alla preparazione di concerti e servizi che si avvicenderanno nei mesi a seguire. Come da tradizione, quindi, la giornata dedicata a questo evento è stata Domenica 1 Febbraio e ha avuto inizio con la sfilata di Banda Filarmonica dalla sede, per proseguire in direzione del cimitero. Qui, il corpo musicale si è schierato di fronte al monumento dedicato ai defunti componenti del complesso, e in segno di continuo ricordo e gratificazione verso di essi ha suonato Il signore delle cime. Usciti dal cimitero, i bandisti hanno marciato alla volta del centro cittadino, con una breve sosta in Piazza Marconi, per allietare con alcuni brani il pubblico presente.
In seguito, banda Filarmonica ha proseguito fino alla Chiesa di San Pietro, ove ha preso parte alla Santa Messa delle ore 11, accompagnando la comunione con il medesimo brano eseguito al cimitero. Al termine della funzione, nella piazza a lato della chiesa, i musicanti hanno intrattenuto i presenti eseguendo alcune marce. Il corteo si è infine diretto a passo di musica in direzione della sede della banda. Ha così avuto inizio il pranzo, che ha visto lietamente partecipare, insieme ai componenti del corpo musicale, molti amici e parenti. Le diverse portate sono state servite da alcuni dei bandisti più giovani, che si sono successivamente divertiti a cimentarsi nell’estrazione dei numeri e nella consegna dei premi della consueta tombolata che si svolge al termine del pranzo. Un doveroso ringraziamento spetta all’associazione "La Cappelletta", che come
ogni anno ha messo a disposizione la propria cucina, in cui uno dei cuochi, il sempre disponibile Matteo Lazzarin, ha potuto preparare le diverse pietanze. All’allegra giornata non è mancata nemmeno la partecipazione della signora Maria Teresa Abriani, da molti anni legata affettivamente al complesso bandistico e sua sostenitrice. Il pranzo sociale si rivela essere, oltre che un’occasione di ritrovo tra amici e parenti, anche un’opportunità per consolidare amicizie e stringerne di nuove. Non resta che augurare il meglio al complesso bandistico la Filarmonica, che si predispone ad affrontare un anno ricco di nuove esperienze che, siamo certi, porteranno i loro frutti migliori. Chiara Magistrelli
JUNIOR BAND - NON È MAI TROPPO TARDI “Sì, forse non è mai troppo tardi”. Questo ho pensato quando mi è stato chiesto di scrivere qualcosa a proposito della Junior Band. Perché da sempre ho nutrito rispetto e considerazione per chi vedevo capace di suonare uno strumento e di leggere uno spartito. Cosa che è sempre stata un mio desiderio, ma che per mancanza di tempo, di occasioni, ma soprattutto di volontà, non sono mai riuscito a realizzare.
E invece… non è mai troppo tardi. Complice il regalo da parte di moglie e figli di una tromba, mi sono trovato a bussare alla Filarmonica e a iniziare - proprio da zero - lo studio del solfeggio, dello strumento e, grazie alla pazienza di Emanuele (Dal Secco, insegnante della Scuola di musica C. Abriani - NdR), a scoprire con continuo stupore di riuscire, mooolto lentamente, a riprodurre in suoni (non dico musica) le note che leggevo sullo spartito.
Da qui, dopo un doveroso tirocinio, l’inserimento nella Junior Band. Esperienza molto particolare: all’inizio ero quasi paralizzato dal timore di sbagliare le note, di non stare a tempo, di “perdere il segno” e non sapere più a che punto si fosse arrivati e che cosa stavano suonando tutti gli altri. Poi, a poco a poco… le cose sono migliorate! Grazie soprattutto alla direzione dal nostro Maestro Carlo Zappa (di cui tutti voi conoscete senz’altro meglio di me la professionalità, la disponibilità, l’umanità) e nondimeno ai consigli, alle correzioni e alla comprensione dei miei giovani compagni, che si sono dimostrati e si dimostrano oltremodo pazienti nei confronti di un “vecchio” principiante. E ora, è con sempre maggiore piacere e convinzione che partecipo alle prove e alle prime esibizioni in pubblico, consapevole di essere l’ultimo arrivato e di avere ancora tutto da imparare, ma deciso a continuare e, se mi riesce, a migliorare… Non è mai troppo tardi! Mario Brezigia A pagina 20, l’articolo sul concerto della Junior Band della Filarmonica, insieme agli amici della Junior Band del Corpo Musicale Pietro Mascagni di Cisliano.
La Junior Band durante l’esibizione del 25 Aprile 8
UNA BAND SEMPRE PIÙ BIG È passato oltre un anno e mezzo, ma mi sembra fosse ieri che seduto a questa stessa scrivania e con lo stesso PC scrivevo il mio primo articolo sulla Big Band della Filarmonica, eppure di tempo ne è passato! In questo lasso di tempo con la “Big” mi sono divertito, si sono susseguite parecchie prove e qualche bel concerto; qualche nuovo pezzo è entrato in repertorio, qualche collega musicante è rientrato nelle fila dopo un breve periodo di assenza, qualcun altro si è momentaneamente congedato, ma tornerà. La "Big" è una sorta di piccolo mondo intimo protetto dalla mamma Filarmonica in cui noi “vecchi” facciamo gruppo e - detto sinceramente - ce la spassiamo alla grande. Guardando le giovani promesse che brulicano nella “Junior” percepisco il loro entusiasmo e lo stesso senso di appartenenza che provo io… Il futuro della Filarmonica è garantito! Sono quasi passati due anni da quel memorabile venerdì 19 luglio 2013, la data del debutto in piazza Marconi: ricordo ancora la tensione prima e la soddisfazione mista
ad orgoglio poi. Io quella sera c'ero, ho ancora la locandina della serata appesa nello studio, proprio di fronte alla scrivania. Domenica 12 aprile si è replicato in piazza Marconi, stessa emozione con maggiore sicurezza e padronanza del genere musicale, anche in questa occasione un buon risultato apprezzato dal pubblico e sottolineato da generosi applausi, anche se… eh sì, molto bello ma… è inutile negarlo, la "Big" è fatta per le belle serate in piazza o in qualche bel locale, insomma dalle 22 in poi e magari con una birr… ops, una bibita fresca da sorseggiare! È il genere musicale che lo suggerisce, anzi lo richiede. Ci siamo quasi: il prossimo 3 luglio nella bellissima cornice di piazza Castello avremo un'altra fantastica serata con jazz e swing sotto le stelle di Abbiategrasso e
speriamo con tanto pubblico a cui regalare emozioni. Troppo? Ho esagerato? No, ve l’assicuro, provate ad assaggiare l'emozione di esibirvi con un bel gruppo come la "Big" e allora capirete! Se la redazione dovesse chiedermi per la terza volta di scrivere un articolo sul tema, credo proprio che prenderò in considerazione l'idea di propormi come reporter, storico e cantastorie ufficiale della "Big". Ciao e buon ascolto a tutti! Andrea Ramezzana
UN GRADITO RITORNO L’inizio prova del 28 Aprile è stato rallegrato e impreziosito dalla visita
del nostro Felice Locatelli, che per tanti anni ha militato nelle file della Filarmonica. Felice ci ha accompagnato, suonando magistralmente (come sottolineato dal Maestro Carlo Zappa) il triangolo, nell’esecuzione della sua marcia preferita, Misurina, meglio nota ai filarmonici come “Felix March”. In attesa di rivedere presto Felice mandiamo un caro saluto a lui e ai suoi cari.
PIAZZA MARCONI, 59 TELEFONO (02) 94.96.64.79
Paola Magnaghi
ELDANCAR www.eldancar.it NUOVA SEDE Vermezzo, Via Ravello, 2 - 4 - 6 - Tel. 02 944 0676 (a 200 mt dalla Strada Statale Vigevanese) Vigevano, V.le Leopardi, 15 - Tel. 0381 348 142 Trezzano S/N, Via L. da Vinci, 170 - Tel. 02 4840 3789
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CONCERTO A CANTELLO LA FILARMONICA PORTA UN SALUTO A DON EGIDIO Nella splendida cornice offerta dai colli che circondano la piccola cittadina di Cantello, in provincia di Varese, domenica 4 Gennaio la Filarmonica è stata protagonista del “Concerto dell'Epifania”, presso la Chiesa Parrocchiale SS. Pietro e Paolo. Ben due pullman sono partiti alla volta di Cantello: oltre a musicanti e accompagnatori, al viaggio si sono uniti molti cittadini abbiatensi, che hanno colto l'occasione di salutare Don Egidio Corbetta, per anni sacerdote e coadiutore nella parrocchia di San Pietro ad Abbiategrasso e ora Parroco a Cantello. Per il concerto, organizzato per raccogliere fondi a favore di iniziative sul ter-
ritorio, viene solitamente contattata una corale di Varese o del Canton Ticino, ma quest’anno Don Egidio ha pensato di offrire alla nostra banda l'opportunità di partecipare alla manifestazione. È il caso di ricordare l'amicizia che da anni lega la Parrocchia di San Pietro di Abbiategrasso e la Filarmonica: da tempo la banda si esibisce in un tradizionale concerto in occasione della festa di San Pietro, dopo una processione nelle vie limitrofe alla Chiesa. Alle ore 16 ha avuto inizio il concerto: il programma comprendeva brani noti e apprezzati come Lo schiaccianoci di Tchaikovsky, I Vespri siciliani - Inverno di Verdi, Persian March di J. Strauss,
Highland Cathedral di Röver e Korb, Bahn frei di Strauss, Symphonic Overture di James Barnes e per concludere la melodiosa Sinfonia n. 3 di Mahler. Il pubblico fin da subito ha manifestato il suo gradimento esprimendosi in entusiastici applausi al termine di ogni esecuzione. Al termine dell’esibizione il signor Rivolta, Vicesindaco e Assessore, si è congratulato con la Filarmonica e ha richiesto che i musicanti riproponessero alcuni brani. Dopo alcuni bis, il Direttore Carlo Zappa ha scelto di chiudere il concerto con un brano fuori programma, brioso e frizzante come l'atmosfera dell'uditorio, eseguendo il Valzer brillante di Giuseppe Verdi. Dopo un delizioso rinfresco preparato per l'occasione dagli abitanti di Cantello, che hanno espresso il desiderio di invitare di nuovo la Filarmonica per l'anno a venire, la banda e gli accompagnatori si sono diretti verso un ristorante nelle vicinanze, per una piacevole cena insieme a Don Egidio, che ha avuto occasione di trascorrere una piacevole serata in compagnia di vecchi amici e conoscenti. Dopo gli ultimi saluti, la banda Filarmonica è rientrata ad Abbiategrasso con il sentito desiderio di fare ritorno l'anno prossimo nella cittadina del varesotto per partecipare nuovamente alla manifestazione, sperando che sia un'occasione per mantenere ancora più saldi i contatti con il caro Don Egidio. Chiara Magistrelli
La Filarmonica raccoglie gli applausi del pubblico di Cantello
Via C. Cantù, 9 20081 Abbiategrasso (MI)
Tel. 02 9462215 www.galleriadellimmobile.it 10
APPLAUSI ALLA FILARMONICA Riceviamo e pubblichiamo l’intervento del Vice Sindaco di Cantello, pubblicato sull’informatore comunale “Cantello in Comune” numero 1 - Aprile 2015. Continua da oltre tre lustri la bella iniziativa della Caritas parrocchiale, in collaborazione con il Comune di Cantello, per l’organizzazione del concerto dell’Epifania. Domenica 4 gennaio la banda “Filarmonica” di Abbiategrasso composta da 70 musicisti ha presentato, nella gremitissima chiesa di Cantello, alcuni pezzi del proprio repertorio, tra cui il Valzer n. 2 di Shostakovich, I Vespri siciliani nella trascrizione di Corrado Abriani, e il suggestivo Finale dalla III Sinfonia di Mahler. La Filarmonica, da me definita una vera e propria orchestra per la bravura e la perfezione nella presentazione dei brani sopra descritti, nasce nel 1846 quando Abbiategrasso e tutta la nostra regione sono sotto l’Impero Asburgico ed è molto elevato il desiderio di indipendenza nazionale. Nel
successivo periodo risorgimentale partecipa ai festeggiamenti della vittoria francopiemontese contro gli Austriaci, nella famosa battaglia Magenta. Ai tempi nostri la Filarmonica è diretta magistralmente dal Maestro Carlo Zappa, ha ottenuto e ottiene numerosi successi in Italia e all’estero e partecipa a manifestazioni pubbliche civili e religiose, arrivando a contare 90 bandisti, grazie al grande lavoro e alla passione del Presidente onorario Pietro Galbiati e dell’attuale Presidente Alessandro Bagnaschi. I cantellesi che hanno avuto l’onore di assistere alla manifestazione hanno richiesto diversi bis ai musicanti che volentieri hanno eseguito dei pezzi a scelta del pubblico. Grandi complimenti e ringraziamenti sono stati espressi da Don Egidio che per anni è stato coadiutore della Parrocchia S. Pietro di Abbiategrasso e dal sottoscritto che ha invitato la Filarmonica a bissare il grande evento l’anno prossimo. Il segreto di tanta bravura del complesso
bandistico consiste nella programmazione dei corsi musicali nella propria scuola di musica che regolarmente culmina con il saggio musicale degli allievi nel mese di maggio di ogni anno e fornisce l’insegnamento di “Educazione musicale e strumentale” nelle scuole primarie della città di Abbiategrasso. Un grande esempio da seguire da parte di tutti noi cantellesi per coinvolgere e avviare giovani allievi alla musica d’insieme e poter finalmente far rinascere, anche nel nostro paese, la filarmonica “Gaetano Donizetti” che per tanti anni ha accompagnato tutti gli eventi civili e religiosi della nostra comunità. Clementino Rivolta Vice Sindaco e Assessore ai Lavori Pubblici e Grandi Opere
CONCERTO DELLA LIBERAZIONE Ottima performance della Filarmonica durante l’annuale Concerto della Liberazione, che si tiene ormai da anni il 25 Aprile all’interno dell’Istituto Golgi. Unica variante, vista la minaccia di pioggia, è stata il rapido spostamento di sedie e leggii all’interno del bar. Minaccia che però non ha spaventato il numerosissimo pubblico, stipato e attento a non perdere nemmeno una nota. Come sempre si parte col pubblico in piedi durante l’esecuzione dell’Inno di Mameli, poi gli oltre sessanta elementi diretti da Carlo Zappa (che, come ricordava il presentatore Giuseppe Comincini, vanta ormai una collaborazione più che ventennale alla guida del bandòn, il che ha portato ad una perfetta sintonia con l’intero organico). Ottima la scelta musicale: dalla musica classica e operistica - con l’Aida di Giuseppe Verdi, perfettamente eseguita e con la consueta ovazione alla sezione trombe per la celeberrima Marcia trionfale - passando per Manuel De Falla e la sua spagnoleggiante Danza rituale del fuoco, per l’esecuzione della quale menzione speciale va a tutti i solisti impegnati (flauto, oboe e sax), per arrivare a dei brani originali per banda, composti per esaltare e mettere alla prova le peculiarità tipiche del timbro e dell’organico bandistico. Prova nettamente superata, sia nelle atmosfere di Gulliver’s Travels, sia
nel Rondo for Winds and Percussions e livello di eccellenza attuale. negli altri brani in programma, tra i quali La Significative e in linea con la giornata (il 25 Grande Guerra, pot-pourri di canzoni militari Aprile è sempre Festa di Liberazione dagli in voga durante la I Guerra Mondiale. incubi della II Guerra Mondiale) le parole Durante l’intervallo ci sono poi stati due model delegato ANBIMA, Leonardo Pecoraro, menti diversamente e altrettanto significatial momento della consegna dei diplomi: vi: dapprima si è esibita la Junior Band che, quelli che oggi sono diritti acquisiti, lo sono sempre diretta da Carlo Zappa, ha eseguito perché qualcuno ha lottato per averli. Setmagistralmente alcuni brani (tra i quali la tant’anni fa alcune libertà erano solo un socolonna sonora del film Shrek), poi il confegno (e lo sono ancora, in alcune parti del rimento del riconoscimento ANBIMA (Asso- mondo, per milioni di persone) e bisogna ciazione Nazionale Bande Italiane Musicali essere grati a chi ha permesso che divenisAutonome) a due membri dell’associazione: sero realtà. il professor Giorgio Magistrelli che, oltre a essere uno dei migliori musicanti del comPaola Magnaghi plesso e della Big Band, è da più di vent’anni infaticabile insegnante di clarinetto e sassofono; con il suo lavoro e la sua passione ha inserito in banda decine e decine di allievi. L’altro riconoscimento è andato a Giuseppe “Pinto” Comincini, che a vario titolo (è stato Presidente ed è tuttora Vice Presidente, oltre a essere la “voce” ufficiale del complesso in qualità di presentatore) ha contribuito a portare la Filarmonica al La Filarmonica nell’inedita cornice del Concerto della Liberazione 2015 11
NUTRIRE IL PIANETA… MUSICA PER LA VITA! Evento che una volta nella vita capita di avere in casa, l’Esposizione Universale di Milano 2015 sta giustamente calamitando l’attenzione di pubblico, organi di stampa e operatori di tutto il mondo. Tema portante, come è ben noto, è l’alimentazione... e allora anche noi ci permettiamo di fare qualche riflessione su questo argomento, collegandolo ovviamente al nostro consueto ambito di interesse, ovvero la musica. A prima vista la sfida appare ardua: coniugare quanto di più impalpabile ed etereo esista, ovvero la musica, con il cibo e l’alimentazione, uno dei bisogni primari dell’uomo, fonte di discussioni e tavole rotonde: nella parte più agiata del mondo esso diventa gioco, sperimentazione e soddisfazione edonistica, mentre per tanti, troppi milioni di esseri umani si tratta di un mero discorso di sopravvivenza. Oggi nessuno osa negare tratti poetici a una creazione di alta cucina; inoltre, sociologie e semiotiche leggono da tempo gli atti alimentari come identitari, significativi, frutto di creatività, di desiderio e non di bisogno: esattamente come una danza comunitaria accompagnata da musica. Alimentarsi è cultura, senza dubbio. Il sistema del cibo è simile al sistema delle arti, i bisogni di un musicista sono i bisogni di uno chef. In realtà, basterebbe volgere lo sguardo al passato per trovare innumerevoli trait d’union tra musica e alimentazione. Innanzitutto, parliamo di universalità: un indigeno dell’Amazzonia e un europeo hanno senz’altro in comune la necessità e il piacere di nutrirsi, così come l’attitudine a tradurre in ritmo e suoni le emozioni e ad accompagnare i momenti salienti della vita con la musica.
Musicista che suona l'aulos, raffigurata su un cratere a campana dipinto da Nicia (Museo archeologico nazionale di Spagna, Madrid)
Al tempo stesso, si assiste ovunque a una differenziazione tra musica “colta”, teorizzata e riconosciuta come tale, e musica “popolare”, di più larga diffusione e di più semplice fruibilità. La stessa distinzione, sarebbe inutile dirlo, è presente nel panorama alimentare: in parallelo corrono le abitudini più quotidiane e frugali (che potremmo definire tutto sommato “pop”) e quelle riservate ai giorni di festa o definibili di “alta cucina”, più ricercata. Non solo: dal punto di vista scientifico si è potuta dimostrare una correlazione diretta, ovvero che musica e suoni in qualche modo “cambiano” il sapore del cibo che stiamo assumendo, in alcuni casi amplificandone la percezione, in altri smorzandone la brillantezza. Venendo invece a un discorso prettamente storico, sappiamo bene che, fin dall’antichità, chi poteva faceva accompagnare i propri banchetti da musica e canti.
Due delle più grandi opere dell’umanità sono giunte fino a noi per ricordarcelo: l’Iliade e l’Odissea. Infatti, che l’autore di questi due poemi sia stato unico (impersonificato nella figura di Omero) o che si tratti di opere tramandate per bocca di più creatori, una cosa pare certa: erano gli aedi ad allietare, con il canto e il suono della cetra, i banchetti dei nobili greci. E ovviamente, più la storia si allungava, più gli “inviti” a cena si prolungavano. Più avanti nel tempo, sono i nostri conterranei latini - per la precisione Petronio Arbitro, autore del I secolo d.C. - a presentarci nel Satyricon la famosa “cena di Trimalcione”, in cui grande importanza rivestono sia la musica sia i musicisti assoldati per allietare l’evento. Anche nelle culture ebraiche ed egizie si trovano riferimenti all’abitudine di accompagnare i pasti (per chi se lo poteva permettere) con la musica, segno che 12
fin dall’antichità cibo e musica sono sempre andati a braccetto come espressioni della cultura umana e segno di benessere e ben vivere. La tradizione, che non si spegne neanche nel cosiddetto “buio” Medioevo, riemerge con vigore dal XV secolo, quando cantori e musici sono presenza abituale nel conviti solenni privati come in quelli ufficiali delle corti e delle magistrature municipali. Ad esempio, liutista e arpista del Concerto Palatino di Bologna avevano l’incarico di “deliziare, con delicate danze strumentali, le orecchie degli illustri commensali durante il pranzo e la cena”; di domenica, e nelle occasioni speciali, si aggiungevano a questi due strumenti i “trombetti”, i “corni” e i “piffari”. Ma è soprattutto dal XVII e XVIII secolo e Oltralpe (in Germania e Francia) che la musica da tavola si configura come un vero e proprio genere, espresso normalmente nella forma della suite di danze. Solo per fare qualche esempio, citiamo Johann Hermann Schein (Banchetto musicale, 1617), Andreas Hammerschmidt e Heinrich Ignaz Franz von Biber in Germania; Giovan Battista Lulli (nominato “surintendant de la musique de la chambre du roi” ai tempi di Luigi XIV) e Michel-Richard de Lalande in Francia. Tra le più note vi è certamente la Tafelmusik di Georg Philipp Telemann (o Musique de Table, 1733), che si struttura in un’ouverture, un quartetto, un concerto, un trio, un brano solistico e un finale nella medesima tonalità. Cenni a questo genere musicale si trovano anche nel Syntagma musicum, trattato del 1619 di Michael Praetorius. Riconducibili alla musica da tavola sono le brevi composizioni per piano di Gioachino Rossini (sul quale ritorneremo) intitolate ad antipasti e dessert (alcuni titoli: Le beurre, Les radis, Les figues
sèches, Les noisettes), sole infrazioni alla decisione presa nel 1829 di non scrivere più musica. Anche Beethoven compose musica da tavola (l'Ottetto per fiati in mi bemolle maggiore, op. 103 del 1792, destinato ad allietare la mensa dell’Elettore di Bonn) e, non può certo mancare il genio italiano per eccellenza, ovvero Giuseppe Verdi, che agli innumerevoli accenni a cibo e buon vivere nelle sue opere (dal Brindisi di Traviata in poi, passando per Si colmi il calice di Macbeth) associava anche la più concreta passione per la cucina. Allo stesso modo Leonard Bernstein si cimentò nel “genere”, con La bonne cuisine, quattro “ricette” per voce e pianoforte (Plum pudding, Queueus de bœuf, Tavouk Guenksis e Civet à Toute Vitesse) composte nel 1948 e ispirate dalla lettura del manuale La Bonne Cuisine Française di Emile Dumont, pubblicato nel 1873. E per finire, Vi proponiamo un paio di esempi culinari… partendo dal più noto dei gourmand: Gioachino Rossini!
Gioacchino Rossini in una caricatura dell’epoca, rappresentativa del suo amore per la buona tavola
“Lo stomaco è il maestro di musica che infrena e sprona la grande orchestra delle grandi passioni; lo stomaco vuoto suona il fagotto del livore e il flauto dell’invidia; lo stomaco pieno batte il sistro del piacere e il tamburo della gioia”. È proprio lui a unire musica e cibo in questa riuscita metafora. E ancora: “L’amore sta al cuore come l’appetito allo stomaco. Lo stomaco è il maestro di musica che frena o sprona la grande orchestra delle passioni. Mangiare e amare, cantare e digerire, sono i quattro atti dell’opera buffa che ha per titolo la vita, e che non dura che un momento, come una sbornia di champagne. Colui che se lascia sfuggire non è
che un folle”. Appassionato di cibo, vino, cucina e gastronomia in generale, leggenda vuole che a sei anni scolasse le ampolle di vin santo nelle sacrestie delle chiese di Pesaro. Su di lui almeno un aneddoto merita di essere raccontato: nel 1816, la prima rappresentazione de Il barbiere di Siviglia al Teatro Argentina di Roma fu un grande insuccesso per malevolenze e invidie del mondo musicale. Le repliche furono invece molto applaudite. Comunicando l'accaduto alla cantante Isabella Angelica Colbran, tenne a precisare: "Ma ciò che mi interessa ben altrimenti che la musica, cara Angela, è la scoperta che ho fatto di una nuova insalata, della quale mi affretto ad inviarti la ricetta…". La più nota ricetta a lui attribuita è senz’altro quella dei “tournedos alla Rossini”, così descritta dallo stesso compositore: "Prendete quattro fette di filetto di bue alte due centimetri, legatele con lo spago in giro così che conservino la forma. Salatele, aggiungete pepe e saltatele al burro da ambo le parti. Friggete nel burro quattro crostoni di pane alti quanto i tournedos e disponeteli su un piatto di portata. Su ogni tournedos ponete una bella scaloppa di fegato grasso saltata nel burro e tre lamelle di tartufo, scaldate nello stesso burro di cottura. Disponete sui crostoni i tournedos, quindi, al sugo di cottura della carne, unite mezzo bicchiere di vino (Madera o Marsala) e ricoprite con l'intingolo i tournedos. Servite caldo". L'origine del nome "tournedos" è abbastanza incerta, dato che la parola francese scomposta: "tournez" e "dos" vuol dire letteralmente fondo schiena. Per alcuni sarebbe stato il maggiordomo di Rossini a determinare il nome del ta-
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glio, perché al fine di mantenerne segreta la procedura dava le sue finiture voltando sempre la schiena agli invitati. Per altri la nascita del termine sarebbe avvenuta durante un pranzo fatto al Café des Anglais di Parigi. Qui Rossini, consigliando la ricetta allo chef e ricevendo delle sentite rimostranze, fu costretto a rispondere: "et alors, tournez le dos!".
Tournedos alla Rossini
Di spirito senz’altro più rustico almeno quanto sublime fu nelle sue composizioni, il “burbero” Beethoven, del quale si racconta che, preso dalle sue note, dimenticava anche di mangiare. Quando poi sedeva a tavola le sue preferenze andavano a dei “semplici” maccheroni col cacio o alla zuppa di almeno dodici uova affogate. Sappiamo anche che alla carne preferiva il pesce, in particolare il nasello con patate. Piatti semplici e sostanziosi quindi, possibilmente annaffiati da vino austriaco. Paola Magnaghi
APPLAUSI PER I “PULCINI” DELLA FILARMONICA IL SAGGIO DEI BAMBINI DELLE SCUOLE MATERNE ED ELEMENTARI Mercoledì 25 marzo è stato un giorno importante per la scuola di musica della Filarmonica “C. Abriani”, in particolare per i bambini del corso “Musichemozioni!”, progetto di propedeutica musicale e di psicoeducazione emotiva dedicato ai più piccoli e realizzato dalle insegnanti Francesca e Manuela. I “pulcini” della Filarmonica si sono esibiti insieme agli studenti di terza elementare durante il saggio primaverile diretto dal Maestro Mario Arrigoni, saggio a cui hanno partecipato le classi terze, quarte e quinte della scuola primaria F.lli Di Dio Istituto Comprensivo Tiziano Terzani di Abbiategrasso. Davanti a un folto ed entusiasta pubblico
di familiari, i nostri bambini hanno accompagnato ritmicamente le melodie interpretate dai flauti dolci dei compagni più grandi, raccogliendo al termine dell’esibizione un caloroso e meritatissimo applauso. Protagonisti indiscussi della sezione ritmica sono stati i legnetti, i tamburelli, i triangoli e le maracas, che con la loro presenza hanno conferito festosità, energia e ballabilità ai brani. Durante l’ultimo pezzo, i nostri bimbi si sono invece trasformati in simpatici nanetti e, attraverso il ritmo preciso dei loro legnetti, hanno simulato con vera maestria tutti i rumori e i picchiettii di un fiabesco laboratorio di giocattoli. Infine una menzione speciale va rivolta ai
più grandicelli del corso, i quali si sono cimentati nell’utilizzo dei metallofoni, strumenti principi nella rievocazione dei suoni argentei e puri dell’infanzia: antichi carillon, magici campanelli, dolci ninne nanne. Un vero omaggio all’età più serena, più innocente e più teneramente rimpianta della nostra vita. Manuela Bassetti
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MUSICHEMOZIONI!!! Vuoi entrare in un mondo di SUONI, MUSICA e COLORI? Vieni a scoprire le tue emozioni e a metterle in gioco con noi!
Corso di musica ed emozioni per bambini (tra i 4 e i 7 anni)
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1851 INIZIA LA GRANDE ESPOSIZIONE UNIVERSALE DI LONDRA... E POI? Il 1° maggio 1851 inizia la Grande Esposizione Universale di Londra; resterà aperta fino al 15 ottobre. Fu la prima e gigantesca fiera delle invenzioni, delle merci e dei macchinari; ma in quell’anno quali furono i più importanti eventi accaduti in Italia e nel mondo?
Il Crystal Palace, un’enorme struttura in vetro e ferro costruita per ospitare la prima Esposizione Universale
Per uno strano gioco del destino il 1851 viene ricordato più per le notizie che per le guerre. L’inizio dell’anno ci riguarda da vicino perché il 1º gennaio viene emesso il primo francobollo in Italia. Il 26 maggio inizia a Londra il primo torneo internazionale di scacchi. All'osservatorio astronomico di Capodimonte, a Napoli, il 29 luglio Annibale de Gasparis scopre l’asteroide Eunomia, paragonato da lui stesso a una stella di nona magnitudine. Fu battezzato così in onore di Eunomia, una delle Horae (Ore) insieme a Irene e Dike, personificazione dell’ordine e della legge nella mitologia greca. Il 22 agosto vi è l’inaugurazione dell’America's Cup e l’esposizione della coppa, una brocca ispirata a un vaso romano antico. La coppa in palio si chiama "Coppa delle cento
ghinee" (tanto infatti era costata) o anche "Queen’s Cup", ma dopo la vittoria gli americani la ribattezzano dandole il nome attuale in onore della barca vincitrice. Il Royal Yacht Squadron britannico con 14 imbarcazioni sfida il New York Yacht Club, che decide di partecipare con lo schooner America; dal nome di questa agguerritissima goletta deriva quindi il nome di "America's Cup". In un percorso attorno all'Isola di Wight, America vince con otto minuti di distacco sulla seconda barca, la britannica Aurora, aggiudicandosi la coppa che era stata messa in palio per celebrare proprio la prima Esposizione Universale di Londra. Interessante è un aneddoto che riguarda la regina Vittoria: saputo della vittoria di America, avrebbe chiesto quale barca fosse giunta seconda, sentendosi rispondere "There is no second, your Majesty". Da qui nascerebbe il motto dell'America's Cup "there is no second", non c'è secondo. A New York, il 18 settembre esce il primo
Annibale De Gasparis, lo scopritore di Eunomia
Riparazione Gioielli Antichi Produzione propria Marchio di fabbrica 1907 ABBIATEGRASSO (MI) Corso S. Pietro, 39 - Tel. 02.94965929
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William Lassel, fabbricante di birra e astronomo
numero del quotidiano New York Times. William Lassell, fabbricante di birra con la passione per l’astronomia, scopre il 24 ottobre Ariel e Umbriel, due nuove lune di Urano. Il 13 novembre un cavo telegrafico sottomarino fra Dover a Calais mette in comunicazione la Francia e l’Inghilterra. Grazie a questa innovazione tecnologica il tedesco Paul Julius Reuter si trasferisce a Londra, dove apre un ufficio per la trasmissione telegrafica delle quotazioni di borsa. A Belfiore, fuori Mantova, il 5 novembre il sacerdote Giovanni Grioli viene fucilato con l’accusa di aver incitato alla diserzione i soldati dell'esercito imperiale austriaco. Il 14 novembre Herman Melville pubblica il famoso romanzo Moby Dick. Il 2 dicembre Luigi Napoleone Bonaparte occupa militarmente il Parlamento francese e ne impone lo scioglimento. Un anno dopo
Illustrazione di Moby Dick di A. Burnham Shute, da un’edizione del 1892
si dichiara imperatore con il nome di Napoleone III, ponendo fine alla Seconda Repubblica. Negli Stati Uniti d'America il 24 dicembre va a fuoco la Biblioteca del Congresso. E in campo musicale? L’11 marzo Giuseppe Verdi rappresenta per la prima volta, con successo, Rigoletto alla Fenice di Venezia. Rigoletto è un’opera in tre atti su libretto di Francesco Maria Piave, tratta dal dramma di Victor Hugo Le Roi s’amuse (Il re si diverte). Con Il trovatore (1853) e La traviata (1853) è parte della cosiddetta "trilogia popolare" di Verdi. il 16 aprile 1851 viene rappresentata per la prima volta, al Teatro dell'Opera di Parigi nella Salle Le Peletier, l’opera in tre atti Saffo di Charles Gounod con libretto in france-
se di Émile Augier. L’opera è stata poi restaurata in un formato di due atti (1858) e quattro atti (1884). Franz Liszt compone la terza e ultima versione dei 12 studi di esecuzione trascendentale (Études d'exécution transcendante), composizioni pianistiche iniziate nel 1826. La S139, che è quella che viene più spesso suonata attualmente, è dedicata a Czerny. Si tratta di una revisione della versione del 1837 che ne attenua la difficoltà (riportandola su un piano più accettabile, seppure notevole), ne acuisce l’eleganza e ne nobilita il disegno formale complessivo, ripulendo un po’ il materiale musicale da una scrittura talvolta eccessivamente sovraccaricata da figurazioni tecnicistiche. Il 6 ottobre, presso il Teatro del Circo a Madrid, viene rappresentata in anteprima Giocare con il fuoco, un’operetta in tre atti, primo esempio di zarzuela grande in tre atti, con libretto di Ventura de la Vega e musica di Francisco Asenjo Barbieri. Sono nati nel 1851: Giuseppe Gallignani compositore, organista e direttore d'orchestra italiano.
Franz Liszt in un ritratto di Miklós Barabás, olio su tela, 1847
Stanislao Falchi, compositore italiano. Pietro Abbà Cornaglia, compositore italiano Emile Pierre Ratez, violista, compositore e musicista francese Philip A. Herfort, violinista e direttore d'orchestra tedesco Marie Heilbron, soprano belga Alberto Pestalozza, compositore italiano Adol'f Davidovič Brodskij, violinista russo Vincent d'Indy, compositore francese Ruperto Chapí, compositore spagnolo Fonti: http://it.wikipedia.org/wiki/12_Studi_d% 27esecuzione_trascendentale http://es.wikipedia.org/wiki/ Categoria:Musica_en_1851 http://www.sapere.it/enciclopedia/Barbieri% 2C+Francisco+Asenjo.html http://it.wikipedia.org/wiki/ Annibale_De_Gasparis http://it.wikipedia.org/wiki/William_Lassell
Il grande baritono Titta Ruffo nei panni di Rigoletto
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A cura di Gianni Milanese
BREVE STORIA DELLA RIPRODUZIONE DEL SUONO 2A PUNTATA - IL FONOGRAFO Come abbiamo visto nella prima puntata, il 25 marzo 1857 l’editore parigino, ÉdouardLéon Scott de Martinville, brevetta il fonoautografo, il precursore della riproduzione musicale. Il 21 novembre 1877, appena 20 anni dopo, Thomas Edison annuncia l’invenzione del fonografo, gettando un’altra solida base nel futuro della riproduzione del suono.
Thomas Alva Edison con il fonografo Edison, che circa trent’anni prima aveva inventato il telegrafo, realizza infatti un ripetitore telegrafico in grado di incidere i punti e le linee del codice morse su un disco, disegnando una traccia a spirale con una piccola punta, in modo che un messaggio possa essere ripetuto senza l'intervento dell'operatore. Il 17 luglio si accorge che, se il disco ruota a una velocità sufficientemente alta, la puntina emette vibrazioni che ricordano il timbro della voce umana. È la grande intuizione che fa nascere nell’inventore il desiderio di registrare la voce umana. Vorrei qui ricordare che Edison realizza tutto questo pur essendo parzialmente sordo fin dall’adolescenza, dopo aver lavorato per un periodo prima vendendo giornali e dolciumi sui treni, poi nella macellazione di suini, e dopo aver avviato un'attività di verduriere. Alla fine verrà considerato uno dei più prolifici progettisti del suo tempo, avendo ottenuto il record di 1093 brevetti registrati a suo nome.
Ma ritorniamo al fonografo: Edison non perde tempo e il 6 dicembre dello stesso anno è già pronto per dare una dimostrazione pratica ai propri collaboratori. L’apparecchiatura è costituita da un rullo di ottone (cilindro fonografico) di circa 10 cm di diametro e di lunghezza, sostenuto da un asse filettato. Sul cilindro è tracciato un solco a spirale di 2,5 mm di larghezza e la superficie del cilindro è ricoperta da un foglio di stagnola. Durante la registrazione, il cilindro ruota e la stagnola viene sfiorata dalla puntina collegata alla membrana vibrante. La puntina, seguendo le oscillazioni della membrana, incide una traccia profonda nella stagnola che, tesa sopra al solco, può cedere sotto la pressione. Per la riproduzione, il processo è invece inverso, con l'unica differenza che in questo caso viene utilizzata una seconda membrana, molto più elastica, posta all'altra estremità dell'apparecchio. Il solco nella stagnola, con le sue variazioni di profondità, mette in vibrazione la membrana restituendo il suono registrato. Il funzionamento risulta quindi alternativamente di registratore o riproduttore. Pur tra lo scetticismo dei suoi collaboratori, Edison inizia così a girare la manovella che mette in moto il sistema e parlando in direzione del diaframma pronuncia la seguente frase: "Mary had a little lamb" ("Mary aveva un agnellino", l’incipit di una nota filastrocca americana). Una volta riportato il cilindro al punto di partenza, sistema l’ago sulla seconda membrana nel solco impresso nella stagnola dalla prima, riprende a girare la manovella e il fonografo ripete un suono vagamente simile alla frase pronunciata poco prima. La qualità è pessima, ma la strada è ormai tracciata. Il 19 febbraio 1878 Edison ottiene il brevetto della propria invenzione e a questo punto ha un’altra grande intuizione: capisce che deve migliorare ancora molto la qualità della registrazione, prima che questa possa diventare realmente utile per gli uffici per i quali Edison l'aveva pensata; così, insieme ad alcuni finanziatori, crea la "Edison Speaking Phonograph Company", per installarlo nelle fiere di paese e nei luna park, dove il pubblico può farlo funzionare utilizzando dei gettoni. In questo modo inizia a sfruttare la curiosità creata dalla novità e comincia a diffondere una certa conoscenza delle possibilità della 18
nuova invenzione. Infatti Edison, che a differenza di molti altri inventori aveva una perfetta visione del futuro, intravede già per il fonografo un futuro, non tanto per la registrazione della musica, ma soprattutto per la dettatura di lettere negli uffici, la creazione di libri per non vedenti e l’insegnamento della dizione. Addirittura, senza saperlo, preconizzava così la prima segreteria telefonica: "Un abbonato del telefono può installare su un apparecchio un fonografo che, a ogni chiamata, comunicherà all'ufficio centrale che è uscito, e che sarà di ritorno a una certa ora. Allo stesso modo un abbonato, chiamandone un altro e non trovandolo a casa, potrà fare la sua comunicazione e registrarla sul fonografo della persona chiamata". Questo indirizzamento a un uso prettamente "professionale" del fonografo è giustificato dal fatto che Edison conta sull’esistenza di migliaia di uffici a cui la propria invenzione permetterebbe di aumentare i profitti, riducendo i tempi necessari a compiere alcune operazioni. La registrazione di musica, al contrario, sarebbe un mercato totalmente nuovo ed Edison, che pochi anni prima era rimasto "scottato" dall’insuccesso ottenuto dal suo innovativo sistema di voto elettronico, non è più disposto a rischiare puntando risorse su un mondo sconosciuto. In realtà nel 1894 Edison sperimenterà l'aggiunta del suono alle immagini dei film inventando il cinetofono, apparecchiatura che sincronizza in maniera approssimativa le immagini del cinetoscopio con il suono del fonografo a cilindro… ma questa è già un’altra storia. Chiudo ricordando una sua frase pronunciata oltre un secolo fa, nel 1913, che avvalora ulteriormente la sua grandezza: “Entro breve tempo i libri saranno obsoleti nelle scuole... è possibile insegnare ogni branca del sapere umano con l'aiuto dei documentari. Il nostro sistema scolastico cambierà radicalmente nell’arco di dieci anni”. Fonti: http://it.wikipedia.org http://biografieonline.it Gianni Milanese
NONSOLOMUSICA GRAZIE, SIGNORA THATCHER (BRASSED OFF)
La locandina tedesca del film Non capita spesso che una banda musicale abbia il ruolo di protagonista in un film, ancora meno una banda composta dagli operai di una miniera. Il regista Mark Herman assegna questo ruolo alla banda della miniera di Grimley, un nome immaginario, una cittadina inesistente che rappresenta i tanti paesi dell’Inghilterra settentrionale legati all’industria del carbone che hanno subito i tagli decisi dal governo Thatcher (165 miniere furono chiuse). Da qui l’ironico ringraziamento nel titolo italiano (il titolo originale Brassed off sfrutta un gioco di parole: brassed significa letteralmente “cacciati via”, mentre brass indica gli ottoni, sezione portante della banda). A Grimley tutti gli uomini lavorano nella stessa miniera e suonano
nella banda, che diventa l’anima stessa della cittadina e della lotta dei suoi abitanti per un posto di lavoro e per la loro dignità. Con la chiusura della miniera sarebbe inevitabile anche la fine della banda, ma a questa eventualità si oppone ostinatamente il direttore Danny (Pete Postlethwaite), dai polmoni devastati dalla polvere di carbone e una vita dedicata alla miniera e alla musica; per lui la banda è tutto, gioia, conforto e spinta ad andare avanti, ma molti dei componenti non hanno più entusiasmo, la perdita del lavoro ha spento in loro ogni volontà di lottare. Sarà l’arrivo in paese della giovane Gloria (Tara Fitzgerald), nipote del precedente direttore e bravissima musicista, a ridare entusiasmo e speranze al gruppo, nonché a risvegliare la passione in Andy (Ewan McGregor). Ma la situazione sembra precipitare: Danny si aggrava ed è ricoverato in ospedale, suo figlio Phil lasciato dalla famiglia è costretto a fare il clown per i bambini agiati: Si scopre oltretutto che Gloria lavora per la compagnia mineraria e la giovane perde così la fiducia e l’ammirazione di tutti. Quando tutto sembra ormai senza speranza e la banda sta per rinunciare alla prevista partecipazione al concorso nazionale per bande, Gloria riesce a far scattare in loro una reazione d’orgoglio. Se non sono apprezzati come lavoratori lo vogliono essere come musicisti! La banda diventa l’unico modo per ottenere il riscatto personale e pubblico. La banda come segno di solidarietà e coesione, come necessità di muoversi all’unisono contro le avversità. Nella musica i minatori riscattano la loro condizione imponendosi al riconoscimento generale e andando a vincere il concorso nazionale alla Royal Albert Hall di Londra, raggiunti nel finale da Danny (fuggito dall’ospedale) che
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al momento della premiazione tiene un commovente discorso sulle loro condizioni di vita. La musica diventa quindi strumento sia di liberazione interiore sia di rivolta, capace di trasmettere il forte grido disperazione e rabbia di quegli uomini a una opinione pubblica indifferente. Gianni Rainoldi
STRUMENTI IN DISUSO Prosegue la rassegna sugli strumenti musicali che facevano parte dell’organico delle bande del passato e che sono oggi meno diffusi. La rubrica è curata da Gianfranco Rocca, archivista e memoria storica della nostra banda, ed Emanuele Parma, responsabile dell’archivio strumenti della Filarmonica.
IL CLARONE Il clarone è il soprannome dato in banda al clarinetto basso e fortunatamente non è mai andato in disuso, ma è semplicemente poco diffuso. La ragione di ciò è semplicemente il fatto che il clarone si è sviluppato tardi rispetto agli altri strumenti (nella seconda metà dell’Ottocento) e non riesce a sviluppare un forte volume, perciò non è mai stato visto come strumento a sé stante né in orchestra, dove gli si preferisce ancora il fagotto, né in banda, dove le parti gravi sono
affidate prevalentemente agli ottoni o al sax baritono. Tuttavia, in qualità di voce grave della famiglia dei clarinetti, ha avuto fortuna nelle formazioni cameristiche di fiati, come ad esempio l’Ebony Quartet formatosi negli anni Novanta in seno alla Filarmonica, che ripropongono efficacemente brani originariamente pensati per quartetto d’archi. Nell’archivio storico delle partiture della Filarmonica è presente le seguente parte
per clarone: - Parte strumentale della Sinfonia Il Guarani del M° Carlo Gomes copiata da G. Lucini. A cura di Gianfranco Rocca ed Emanuele Parma
FLASH NEWS DALLA FILARMONICA LA JUNIOR BAND IN CONCERTO CON GLI AMICI DI CISLIANO Sabato 9 maggio, presso l’Auditorium Magenti di Cisliano si è svolto un concerto che ha coinvolto i giovani musicanti del Complesso Bandistico la Filarmonica di Abbiategrasso e del Corpo Musicale Pietro Mascagni di Cisliano. Il rapporto di reciproca collaborazione e stima che lega da lungo tempo i due gruppi bandistici è la solida base sulla quale le Direzioni hanno voluto organizzare questa serata. Per la Junior Band di Cisliano è stata la prima assoluta, mentre per i musicanti della nostra Junior Band è stata la prima esibizione al di fuori del proprio comune. Il concerto è stato aperto dalla for-
mazione abbiatense, diretta dal Maestro Carlo Zappa, con l’esecuzione dell’Inno di Mameli. Nella seconda parte della serata il palco è stato occupato dai giovani di Cisliano diretti dal Maestro Emanuele Dal Secco nell'esecuzione di altre colonne sonore e originali sempre per junior band. Le due formazioni sono composte dai giovani che saranno il futuro di queste bellissime realtà musicali presenti nel nostro territorio. Giovani non solo nel senso anagrafico, ma musicanti di tutte le età, che si sono da poco avvicinati al mondo della musica e che si apprestano a entrare prossimamente nel
GIRI DELLE CASCINE - LA FILARMONICA VISTA DALL’ALTO
pieno delle rispettive attività bandistiche. Il pubblico accorso numeroso ha potuto assistere all’esibizione dei due complessi che hanno suonato insieme il pezzo conclusivo del programma. L’affiatamento tra i ragazzi si è dimostrato talmente evidente che il Maestro Zappa si è potuto permettere di lasciarli suonare per qualche battuta senza battere il tempo. Meritatissimi applausi e acclamato a gran voce il bis. Ottima serata che avrà sicuramente seguito in altre occasioni. Ornella Zattin
AUGURI NATALIZI Come ogni anno, durante le festività natalizie i nostri musicanti hanno sfidato i rigori dell’inverno per portare per le strade gli auguri in musica. E durante la notte di Natale, gli immancabili pivaioli hanno rallegrato l’atmosfera con le tradizionali musiche festive.
Tradizione che si rinnova anno dopo anno, i Filarmonici hanno portato la musica nelle cascine e negli agriturismi della zona durante i mesi di Aprile e Maggio. Una buona occasione per passare un pomeriggio nel verde e a contatto con la realtà tradizionale del
nostro territorio. In una di queste occasioni, il musicante Luca Galasso ha guidato un drone per scattare alcune foto dall’alto alla banda, diretta dal Vice Maestro Mauro Bianchi. Pubblichiamo una veduta aerea che dà una prospettiva inedita della nostra banda! 20
LA FONDAZIONE ADKINS CHITI: DONNE IN MUSICA Mi sono ripromesso da tempo di porre ANBIMA (Associazione Nazionale delle Bande Italiane Musicali Autonome, dei Gruppi Corali e della Musica Popolare Italiana) al fianco di questa importante Fondazione, perché credo nel Loro lavoro e nell’impegno profuso da molto tempo per tutte le donne e la Loro musica. Lo ritengo un punto d’impegno personale e un dovere sociale verso quella metà di umanità, il mondo femminile appunto, che tanto regala a Noi uomini in variegate forme spesso private del giusto riconoscimento. Colgo quindi l’occasione di questo spazio dell’Informatore musicale, gentilmente concessomi dalla Filarmonica di Abbiategrasso, per portare a tutti Voi, e in particolare alle cortesi appartenenti al gentil sesso abbiatense, visibilità e conoscenza di questa prestigiosa Fondazione internazionale che risiede in Italia, patria del bel canto, della bella musica e delle più belle e affascinanti donne. La “Fondazione Adkins Chiti: Donne in Musica” è un’organizzazione internazionale non governativa, con sede a Fiuggi (FR), nata nel 1978 dalla volontà della musicista e musicologa Patricia Adkins Chiti (*). Da 35 anni la Fondazione promuove e sostiene il ruolo delle donne come creatrici e compositrici di musica attraverso una rete che riunisce oltre 27.000 donne - compositrici, creatrici di musica, pedagoghe, musicologhe e musiciste che operano in centootto paesi - e ottantaquattro associazioni partner legalmente costituite. In Italia le associazioni che collaborano con la Fondazione hanno sede in molte città quali ad esempio: Bari, Reggio Calabria, Vibo Valentia, Salerno, Pescara, Ancona, Venezia, Milano, Torino e Roma. Il mandato della Fondazione è stato sancito nel 1996 nella Dichiarazione di Fiuggi, facilmente reperibile via internet, documento tradotto in trentadue lingue e firmato dai membri della rete per riconoscere il contributo delle donne alla cultura e allo sviluppo, assicurare la loro partecipazione nella formulazione e implementazione di politiche culturali a ogni livello, garantire l’accesso a posti decisionali nel mondo della cultura e dello spettacolo e preservare, promuovere, sostenere e salvaguardare i diritti artistici delle musiciste in ogni comunità. Per portare avanti la propria missione in Europa la Fondazione ha partecipato, sia come leader sia come partner, a numerosi bandi di gara indetti dall’Unione Europea, tra cui il progetto
“Women in Music Uniting Strategies for Talent”. Essa coinvolge molte organizzazioni affiliate in Europa con l’obiettivo di produrre una Enciclopedia delle Compositrici, Scrittrici di Canzoni e Creatrici di Musica e di sollecitare l’implementazione da parte dei ventotto Stati membri dell’UE della Risoluzione del Parlamento Europeo sulle pari opportunità nel mondo dello spettacolo, che langue nei cassetti della burocrazia parlamentare europea sin dal 10 marzo 2009. Nell’ambito del progetto WIMUST la Fondazione ospita ogni anno, a cadenza trimestrale, musicologhe, compositrici e musiciste, affinché possano acquisire una reale esperienza internazionale atta a diffondere la missione di questo grandioso progetto. La Fondazione, inoltre, invita costantemente compositrici di tutti i paesi a scrivere nuovi lavori per poterli presentare presso scuole, conservatori e associazioni musicali, favorendo incontri con le compositrici stesse. In un’ottica di coordinamento e messa in comune del sapere e della musica prodotta al femminile, la Fondazione fino ad oggi ha prodotto ventiquattro volumi, partecipato alla stesura di altri cinquanta volumi con enti istituzionali e organizzato festival, rassegne, eventi e concerti volti a dare visibilità e dignità alle musiciste e musicologhe attive in ogni parte del mondo. Attraverso queste iniziative la Fondazione intende promuovere le pari opportunità nella musica, affinché le compositrici, musiciste e musicologhe di tutto il mondo vengano riconosciute come “artiste” e non come mere “lavoratrici atipiche”. A livello internazionale la Fondazione ha creato il progetto “Music for the Mind”, collaborando alla costruzione di scuole di musica nei paesi in difficoltà e alla ricostruzione della biblioteca del conservatorio de L’Aquila, distrutto dal terremoto del 2009. Qui mi permetto ricordare il concerto che ANBIMA promosse a L’Aquila nell’immediatezza dell’evento a sostegno anche morale delle popolazioni colpite dal sisma. La Fondazione coopera attivamente con istituzioni europee, commissioni nazionali per le pari opportunità, organi di governo, stakeholder in campo musicale, scuole, università e istituzioni artistiche. In Europa, la Fondazione ha partecipato direttamente a molti progetti finanziati dalla Commissione Europea. Vi menziono fra le molte il “Cultural Gatekeeping”, “Women in Media, Extra”, “Women in Media in Europe”, solo per citarne alcune. Grazie alla Fondazione la produzione
Uno dei grandi traguardi del XX secolo è stato l'ingresso delle donne nei settori dell'economia, del commercio e delle attività intellettuali. Una delle maggiori sfide del XXI secolo sarà garantire alle compositrici, autrici e creatrici di musica pari opportunità di accesso, avanzamento di carriera e riconoscimento del proprio lavoro nel settore della musica. Solo in questo modo sarà possibile superare una visione parziale e di parte del patrimonio culturale e artistico internazionale, a vantaggio dell'umanità intera.
artistica creata solo in Italia conta oltre milleduecento programmi di concerti diversi, con l’esecuzione di musiche di quasi tremila compositrici di ottantaquattro paesi. A questo patrimonio artistico si aggiunge il Fondo musicale, contenente oltre 43.000 partiture di compositrici internazionali di varie epoche, enciclopedie, dizionari, materiali bibliografici, libri, saggi e tesi sulle pari opportunità per le donne, studi, riviste, raccolte di programmi, quadri, litografie, banche dati di oltre 27.000 compositrici. Il lavoro di ricerca e catalogazione della Fondazione ha permesso di identificare e riconoscere a livello mondiale centinaia di compositrici storiche, tra cui: Hildegarda von Bingen, Francesca Caccini, Isabella Leonarda, Maria Teresa d’Agnesi Pinottini, Giulia Recli, Elisabeth Jacquet de la Guerre, Alma Mahler, Fanny Mendelssohn, Clara Schumann e Carlotta Ferrara, per la quale ho personalmente contribuito al recupero del ricordo. La Fondazione ha inoltre permesso a molte donne di raggiungere posizioni di eccellenza, come creatrici di ogni genere di musica e come protagoniste della programmazione dei maggiori festival nazionali ed internazionali. Veramente tanto, non credete? ANBIMA lo sa ed ora anche Voi. Grazie Donne! Leonardo Pecoraro ANBIMA - Consigliere Provinciale Milano
(*) Patricia Adkins Chiti: mezzosoprano, musicista, musicologa, Presidente della “Fondazione Adkins Chiti: Donne in Musica”, Direttore artistico, consulente per le politiche culturali presso istituzioni internazionali, governi, amministrazioni europee e progetti della Commissione Europea. Dal 2005 è Membro del Direttivo del Consiglio Internazionale per la Musica dell'Unesco. Inglese di nascita, ha collaborato con diversi Ministeri italiani per progetti riguardanti il ruolo della donna italiana nella storia e nella cultura. Parla e scrive in varie lingue: ha scritto oltre trecento saggi sulla storia delle compositrici e direttrici musicali. Dal suo debutto al Teatro dell'Opera nel '72, ha lavorato sia nel teatro lirico sia con orchestra sinfonica ed è conosciuta in tutto il mondo; ha una notevole discografia, che include innumerevoli prime esecuzioni mondiali e molti lavori composti per la sua voce da alcuni dei maggiori compositori viventi. Crea e produce eventi e rassegne musicali in diversi generi: dal '78 ha programmato oltre mille lavori contemporanei, tra cui 147 solo per il Grande Giubileo. La Fondazione è l'unica affiliata europea dell'Arab Music Academy. 21
NOTIZIE IN BREVE Maturità La Filarmonica fa il suo più sincero “in bocca al lupo” ai suoi quattro musicanti impegnati quest’anno con gli esami di maturità: a Daniele Cavallotti, Ivan Milanese, Luca Ragona e Riccardo Savioli un grande incoraggiamento per le prossime prove. Lutto La Filarmonica si stringe ad Alberto Meloni e alla sua famiglia per la scomparsa del caro papà. La banda partecipa al dolore di Francesco e Luca Ragona e alla loro famiglia per la perdita dell’amata mamma e nonna.
PROSSIMI APPUNTAMENTI MAGGIO Domenica 24
Concerto vocale-strumentale
San Benedetto Po (MN)
Sabato 30 Domenica 31
Saggio di fine anno Scuola di Musica “Corrado Abriani”
Sede della Filarmonica - Abbiategrasso
Domenica 31
Processione
Ospedale C. Cantù - Abbiategrasso GIUGNO
Martedì 2
Corteo del 2 giugno
Abbiategrasso
Sabato 13
Concerto di giugno
Quadriportico Santa Maria - Abbiategrasso
Sabato 20
Concerto Junior Band Festa europea della musica
Piazza Marconi - Abbiategrasso
Sabato 27
Concerto Junior Band per l’Expo
Varese
Processione e concerto di San Pietro
Piazza San Pietro - Abbiategrasso
Domenica 28
LUGLIO Venerdì 3
Concerto Big Band
Piazza Castello - Abbiategrasso
LA FILARMONICA È… Informatore musicale del COMPLESSO BANDISTICO LA FILARMONICA Redazione Andrea Capelli, Giuseppe Comincini, Serena Comincini, Damiano Lazzarin, Paola Magnaghi, Gianni Milanese, Gianni Rainoldi Hanno collaborato Alessandro Bagnaschi, Manuela Bassetti, Lorenzo Bassi, Mario Brezigia, Chiara Magistrelli, Emanuele Parma, Andrea Ramezzana, Leonardo Pecoraro, Gianfranco Rocca, Ornella Zattin
Abbiategrasso - Via V. Alfieri, 1 Tel. 02 94.08.74.42 Tel./Fax 02 946.29.73 f il arm on ic a @a l ic e. it ww w. ba n daf i larm o nic a .i t 22
LA FILARMONICA Presidenti onorari Maria Teresa Abriani Pietro Galbiati
Consiglio Direttivo Alessandro Bagnaschi Giuseppe Comincini
Presidente Vicepresidente
Ornella Zattin
Segretario
Mauro Bianchi
Vicemaestro - Economo
Andrea Bartsch Michele Berardino Giorgio Borghi Sede: V.le Papa Giovanni XXIII, 32 Abbiategrasso (MI) Tel. 02.94967517 r.a. Fax 02 9466280 www.landriani.it e-mail: info@landriani.it
Annamaria Cittadinetti Marco Masperi Sonia Paiano Stefano Pareti Leonardo Pecoraro Mauro Pizi Andrea Ramezzana
Responsabili della Scuola di Musica “Corrado Abriani� Annamaria Cittadinetti Ornella Del Pero Carlo Marnati Debora Motta
Quartiere Industriale Mirabella - Ozzero (MI) - Tel. 02.94699415 - Fax 02.94699414 - E-mail: amministrazione@orioimpianti.com 23
LA FILARMONICA È…
… ENERGIA PER LA VITA! OMAGGIO A EXPO MILANO 2015