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Anno 2016 diabete

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19/04/2018

Anno 2016: Il Diabete nelle Regioni Valutazioni sull’Italian Diabetes & Obesity Barometer Report e Osservatorio ARNO

Ferdinando MInieri

MEDICO ESPERTO AGENAS (AGENZIA NAZIONALE DEI SERVIZI SANITARI REGIONALI)


Anno 2016:Il Diabete nelle Regioni

Esame dell’ “Italian Diabetes & Obesity Barometer Report” e “Progetto ARNO” In Italia, la recente pubblicazione dell’Osservatorio sul Diabete (Ibdo Foundation), che riprende i dati Istat, riferisce che nel 2016 i diabetici dichiaratisi tali, sono 3 milioni e 200.000 persone, passando così negli ultimi 30 anni da una percentuale del 2,9% al 5,6% della popolazione. Numerose sono le cause di questo incremento legato in parte all’aumento dell’età media della popolazione,in parte all’aumentata sopravvivenza, e poi alla anticipazione dell’età della diagnosi ed infine all’effettivo incremento della comparsa della patologia, soprattutto nell’età media delle popolazione e nell’età anziana. Le indicazioni dello studio Progetto ARNO nel Rapporto 2017, studio condotto in precedenza in partnership con il consorzio CINECA e SID, e rivolto ad un campione della popolazione italiana di circa 10.000.000 di persone, e quindi estremamente significativo, testimoniavano la rilevante crescita dei soggetti che risultavano affetti da diabete. Lo studio catturava una fotografia delle prestazioni sanitarie erogate nel 2016 dalle ASL prescelte nel campionamento, tenendo conto dei consumi sanitari relativi ai dati: • Farmaceutica territoriale • Schede SDO 1

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Specialistica e Diagnostica Dispositivi per il monitoraggio e la terapia

L’insieme del data warehouse, come detto di circa 10.000.000 di cittadini, ha consentito di individuare circa 640.000 persone affette da

diabete con una prevalenza estrapolata del 6,3%, percentuale quasi doppia rispetto a quella di 20 anni indietro. La quota maggiore di persone affette da diabete si colloca nell’età anziana della popolazione (65% dei soggetti hanno 65 anni o più). Un paziente su 5 di età superiore a 80 anni ed il 35 % sono pazienti in età lavorativa.

Costi dell’assistenza e Farmaci Tra i soggetti diabetici il 96% consuma almeno un farmaco per il diabete o patologie correlate, con quantità circa doppia rispetto ai consumi dei soggetti non diabetici. L’85% riceve almeno una prestazione/richiesta specialistica, ed anche qui le prescrizioni sono il doppio rispetto ai pazienti non diabetici. Il 16 % dei soggetti viene


di questi famaci incidono notevolmente sui costi assistenziali.

Ricoveri I diabetici ricorrono ai ricoveri molto più spesso dei soggetti non diabetici (+60%) per la gran parte per malattie o complicanze cardiovascolari e fra di esse al primo posto vi è lo scompenso cardiaco e le ischemie cardiache e cerebrali. ricoverato almeno 1 volta nell’anno. Il costo del monitoraggio e della cura di un soggetto diabetico è pari a circa 2.900 € annui rispetto ai 1.300 € del costo di un soggetto non diabetico. Il costo complessivo è legato per metà alla spesa per ricoveri, per il 17% alla specialistica e per il 23% è legata ai farmaci. La gran parte dei pazienti sono trattati con ipoglicemizzanti spesso in associazione e circa il 26 % assume insulina o insulina più ipoglicemizzanti. La metformina, da sola o in associazione è il farmaco più usato. Una elevata percentuale di pazienti assume anche altri farmaci per la cura delle malattie e /o complicanze compresenti ed il costo 2


L’Osservatorio Ibdo (Italian Barometer Diabetes Observatory) ha condotto in collaborazione con l’Istat un approfondito studio aggiornato sulla attuali condizione del Diabete in Italia esaminando numerosi parametri che rivelano la elevata crescita di questa patologia cronica fra la popolazione italiana.

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Negli ultimi 30 anni vi è stato, come detto in precedenza, un raddoppio del diabete e lo studio ha posto in evidenza come l’obesità sia uno dei fattori di rischio più importanti legato al diabete. Ha evidenziato come nel 44 % dei casi la malattia sia attribuibile all’obesità soprattutto fra i 4565enni. La patologia è diffusa in ogni parte del mondo ed ha assunto le caratteristiche di vera e propria pandemia. Il diabete è più diffuso fra gli uomini rispetto alle donne (5,3/5,6 % verso 4,4%) ed si evidenzia infine un progressivo incremento della malattia con l’avanzare dell’età. Il diabete come è noto è una patologia multiforme che colpisce numerosi organi e apparati (cuore, occhio, reni, fegato,anche per ipertensione arteriosa spesso associata). Essa ha una grande importanza come causa di iniziale di morte ma anche e soprattutto come concausa di decesso in numerose altre malattie.


Le scelte sanitarie degli ultimi anni di privilegiare l’assistenza territoriale dei pazienti affetti da diabete, con la presa in carico complessiva dei soggetti diabetici unita ad una migliore organizzazione delle cure, ad un aggiornamento delle terapie, con nuovi farmaci, ha fatto si che vi fosse una rilevante riduzione dei ricoveri ospedalieri sia del diabete non complicato che di quello con complicanze. Nel 2014 sono stati 74.022 i decessi in cui è presente il diabete come causa multipla (causa iniziale o concausa),con incremento rispetto agli anni precedenti. Tornando ai fattori di rischio del diabete ricordiamo che i principali fattori sono strettamente interconnessi e sono dati da : • L’obesità • La sedentarietà 4

Il diabete si può certamente contrastare positivamente adottando sempre, nella vita di tutti i giorni, comportamenti igienicamente sani, tali da essere essi stessi validi strumenti di


prevenzione primaria e secondaria. Considerando l’indice di massa corporea, secondo la classificazione OMS, nelle persone diabetiche della stessa fascia d’età si riscontrano percentuali di obesità più elevate per gli uomini e soprattutto per le donne rispetto ai non diabetici. Ai dati relativi agli adulti in Campania bisogna poi aggiungere il preoccupante fenomeno dato dell’obesità infantile che è visto come fattore predisponente al manifestarsi del diabete. In Campania, dalle informazioni ricavate dallo studio “PASSI”, si rileva che la percentuale di bambini e ragazzi in sovrappeso o francamente obesi è di gran lunga la più alta d’Italia; a fronte di una media italiana, nella fascia d’età 8-9 anni, di 21,2 %, in

Anche relativamente al fumo fattore anch’esso critico e predisponente per le patologie e complicanze cardiovascolari i dati del 2016 che ricalcano quelli del 2015 e 2014 segnalano sempre la Campania la Regione con maggior prevalenza di fumatori 23,4% rispetto ad una media italiana di 19,8%. (indagine multiscopo Istat).

Campania si riscontra una percentuale di 28,6 % di bambini in sovrappeso e, inoltre ad una percentuale italiana di bambini obesi di 9,5% si riscontrano invece valori di obesità di più del doppio (19,2%). Analogo non invidiabile primato si ha in Campania per il cosiddetto indice di sedentarietà o mancanza di attività fisica. In Campania più di 1 persona su 2 non svolge alcun tipo di attività fisica (56,9%) rispetto invece al 13,6% della Prov. Di Bolzano e 17,4% della provincia di Trento.

Molti dei dati qui riportati sono sintetizzati nell’infografica conclusiva che evidenzia in un’ unica rappresentazione le principali variabili ed i parametri relativi alla malattia diabetica, considerati nel documento.

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E’ del tutto evidente la necessità di profondere ancor più rilevanti sforzi nella riorganizzazione a livello territoriale dell’assistenza primaria, nella ricerca di PDT comuni e condivisi, nella individuazione, soprattutto al sud ed in


Campania in particolare, di percorsi di cura facilmente accessibili, con interventi di verifica e controllo dei risultati e del grado di adesione da parte degli utenti. Occorre maggiore stimolo e continue verifiche sull’adesione alle indicazioni terapeutiche, anche utilizzando i recentissimi strumenti tecnologici, (app di gestione con smartdevice, controllo continuo della glicemia con cerotti o device e chip, microinfusori, etc.….), che rendono possibile un più puntuale, facile e continuo monitoraggio della malattia diabetica e della sua terapia. Infine, particolare attenzione deve essere rivolta a tutti gli interventi di prevenzione primaria e secondaria, alla precocità della diagnosi, all’individuazione delle complicanze della malattia. che solo in questo modo potrebbe essere maggiormente tenuta sotto controllo e confinata in limiti più accettabili, soprattutto in Campania. https://infogram.com/app/#/edit/03103f4b-89214f6a-b271-3629460465d7

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