Il Punto
GBI
Dino Di Marino direttore Italgrob
IL FUTURO NON ASPETTA Quanto vale oggi un distributore Horeca? E quanto varrà domani? La distanza tra queste due domande riguarda ciascuno di noi. Perché il posto che abbiamo conquistato nella filiera non è garantito per sempre. Va fatto crescere. In questi ultimi mesi dell’anno, mentre le imprese preparano il lavoro delle festività e le scelte per il 2027, una domanda si impone: siamo pronti a cambiare con il mercato? Conosciamo i nostri clienti, presidiamo i territori, abbiamo costruito rapporti che durano da decenni. Eppure questa forza rischia di essere sottovalutata, persino da noi, se non sappiamo darle una prospettiva. Il distributore entra nei locali, ascolta gli esercenti, intercetta difficoltà e opportunità. Quando cambiano i consumi, è tra i primi a vederlo. Agli Stati Generali del Food & Beverage dello scorso ottobre, a Milano, il confronto è partito da questo ruolo e da come rafforzarlo, potendo contare su un punto fermo: il riconoscimento giuridico del distributore Horeca, sancito dalla legge sulle piccole e medie imprese. Ora quel riconoscimento deve tradursi in un percorso concreto. La certificazione, di prossima presentazione, accompagnerà le imprese verso l’inserimento nell’elenco speciale dei Distributori Horeca previsto dalla legge. Qualificazione, affidabilità e trasparenza potranno così diventare un valore riconoscibile anche per produttori ed esercenti, rafforzando i rapporti lungo tutta la filiera. La formazione è il terreno sul quale quel valore può crescere. L’Executive Programme in Horeca Business della Luiss Business School, realizzato in collaborazione con AFDB, di cui Italgrob è socio fondatore, porta le esigenze della distribuzione dentro un percorso di alta formazione.
Il suo senso è avvicinare la conoscenza del settore alla capacità di guidare un’impresa: leggere il mercato, valutare le scelte, organizzare il lavoro. Per chi ogni giorno deve decidere, significa affiancare all’esperienza un metodo e strumenti di gestione. È un investimento che richiede tempo e convinzione. Nelle nostre imprese l’urgenza quotidiana assorbe energie e rinvia progetti. Ma è proprio quando il lavoro incalza che serve qualcuno capace di guardare oltre la prossima consegna. Formare imprenditori e collaboratori significa fare in modo che le conoscenze acquisite entrino nelle decisioni dell’azienda. Per tornare a investire con fiducia servono anche condizioni fiscali e normative che favoriscano lo sviluppo delle imprese. È un terreno sul quale la Federazione deve continuare a portare le esigenze della distribuzione nel confronto con le istituzioni. Formazione, competenze e aggregazione: le direttrici indicate dal presidente Antonio Portaccio chiamano ciascuno a partecipare. Condividere esperienze, conoscenze e buone pratiche richiede fiducia. È così che una categoria costruisce risposte comuni, senza lasciare ogni impresa sola davanti agli stessi problemi. Per Italgrob essere una casa comune significa dare continuità a questo lavoro: ascoltare anche le aziende più piccole, raccogliere le esigenze dei territori e portarle nel confronto con la filiera. La forza della Federazione dipende da quanto le imprese vi si riconoscono e sono disposte a contribuirvi. Italgrob deve essere la casa in cui questo confronto diventa possibile. Il 2027 comincia nelle scelte che facciamo adesso.
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