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IL BUSINESS VA IN PIAZZA SAGRE, FESTE DELLA BIRRA E MANIFESTAZIONI POSSONO DIVENTARE UNA FONTE STABILE DI RICAVI PER IL DISTRIBUTORE HORECA SE ATTREZZATURE, NOLEGGI E CONSEGNE VENGONO GESTITI CON METODO. DIGITALIZZARE I FLUSSI AIUTA A RIDURRE IMPREVISTI, VIAGGI A VUOTO E COSTI NASCOSTI D I S T E V E N C RO S AT O
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agre di paese, feste della birra, tavolate all’aperto: l’Italia ha la peculiarità di essere un paese che si racconta a tavola e in piazza, dove la convivialità di
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prossimità, più che le grandi vacanze, definisce l’estate. E di conseguenza non c’è evento che non veda al lavoro un distributore Horeca, chiamato a consegnare, installare e ritirare spine, impianti e attrezzature in
tempi stretti e su territori spesso periferici. È un business fatto di volumi concentrati in poche settimane, di eventi e di noleggi che si sommano alla distribuzione ordinaria: proprio qui, tra migliaia di micro-consegne e
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QUANTO RENDE DAVVERO UN EVENTO?
lo descrivono “in rallentamento”, con il distributore che, schiacciato tra produttore e cliente, vede prezzi di acquisto in salita e volumi troppo bassi per diluire i costi fissi. Ed è proprio nel business degli eventi (sagre, feste di piazza, feste della birra, manifestazioni estive, sempre più numerose e partecipate) che si nasconde una delle occasioni di crescita più interessanti per il distributore. Qui non si vende solo prodotto: si noleggiano e si movimentano attrezzature (spillatrici, banchi frigo, impianti mobili e molto altro), spesso in tempi strettissimi e in più location. Un segmento che può diventare davvero un nuovo business, a patto di avere un’organizzazione impeccabile, capace di tenere insieme la complessità del lavoro di più attori - agenti, magazzino, logistica.
noleggi temporanei, si gioca parte della marginalità reale del distributore. Una parte oggi ritenuta accessoria, ma che - se organizzata efficacemente - può diventare una business unit o un solido ramo d’azienda. Parliamoci chiaramente: oggi siamo di fronte a consumi fuori casa in calo, costi di energia e trasporti alti, personale difficile da trovare e trattenere. Italgrob denuncia rincari “impossibili da riversare a valle”. Il fuori casa resta comunque un comparto enorme - oltre 100 miliardi di euro, 380.000 punti di consumo - ma nel 2026 gli analisti
DOVE SI NASCONDE IL MARGINE NEGLI EVENTI Parlando con chi gestisce quotidianamente attrezzature ed eventi, emergono dei problemi ricorrenti. Il primo è la mancanza di certezza su cosa sia davvero presente in magazzino: quantità, stato, disponibilità reale di spillatrici, banchi frigo, impianti mobili e attrezzature varie. Senza questo dato, ogni promessa fatta al cliente resta più un atto di fiducia che una certezza operativa. Il secondo è l’assenza di un processo strutturato nella comunicazione tra le parti: agenti, magazzino e logistica si scambiano richieste in modo informale, senza uno standard condiviso, con il rischio di informazioni che si perdono o arrivano tardi.
I volumi consegnati non bastano a misurare la redditività. Per conoscere il margine reale occorre confrontare tutti i ricavi generati con i costi sostenuti. Ricavi da considerare Margine sulle bevande, noleggio delle attrezzature, trasporto, montaggio, assistenza e altri servizi addebitati al cliente. Costi da calcolare Ore di magazzino, consegna e ritiro, chilometri percorsi, installazione, sanificazione, manutenzione, ammortamento delle attrezzature, rotture, mancate restituzioni e viaggi aggiuntivi. Gli indicatori utili Margine per evento, ricavo per attrezzatura, numero di utilizzi stagionali, costo per consegna, percentuale di viaggi aggiuntivi e giorni necessari per rendere nuovamente disponibile il materiale. Il dato che conta Un evento genera valore quando il margine complessivo copre non soltanto il prodotto, ma anche il costo reale del servizio. Senza un consuntivo completo, ciò che appare come un buon fatturato può nascondere una redditività molto più bassa.
Il terzo è il magazzino costretto a “fare i salti mortali”: senza dati affidabili a monte, chi opera deve continuamente rincorrere e mitigare i problemi all’ultimo momento, in un contesto alta variabilità e sotto pressione.
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che come costo. Ma un mezzo che riparte a vuoto, o un magazzino sempre in emergenza, rappresentano la quota più elevata dei costi in un consuntivo di fine stagione.
Steven Crosato steven crosato È consulente in grafica e comunicazione con un background tra architettura e moda attraverso il quale unisce visione progettuale e sensibilità estetica. In Neoma si occupa della comunicazione dei servizi dedicati al mercato Horeca & beverage, traducendo soluzioni tecnologiche e processi complessi in messaggi chiari, visivi ed efficaci. Nel suo lavoro aiuta le aziende a comunicare in maniera mirata e ad affrontare il cambiamento digitale, lavorando su marketing e sviluppo del brand.
Il quarto riguarda i mezzi, autotrasporti che viaggiano a vuoto o devono rifare un percorso per una dimenticanza - un pezzo non caricato, un’attrezzatura lasciata indietro con costi diretti di tempo e carburante che si ripetono a ogni weekend di eventi. Sono quattro criticità che raramente vengono lette come un problema di marginalità, perché si manifestano come “imprevisti” più
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DAL COSTO NASCOSTO ALLA LEVA: IL RUOLO DEL DATO Il punto di svolta arriva quando questi pain vengono ricondotti a un unico processo operativo strutturato e supportato da un flusso di informazioni condiviso e digitale. Un catalogo digitale delle attrezzature per eventi, aggiornato in tempo reale e visibile sia agli agenti sia a chi lavora in magazzino, elimina alla radice le problematiche legate alle prenotazioni: l’agente vede davvero cosa è disponibile prima di promettere qualcosa al cliente, e chi prepara il materiale sa con esattezza cosa serve e quando. Lo stesso vale per la comunicazione tra rete vendita e struttura interna: sostituire telefonate e messaggi sparsi con richieste tracciate, con uno storico consultabile, riduce gli equivoci e permette di intervenire prima che un problema arrivi al cliente finale, in un weekend di eventi dove non c’è tempo per rimediare. Anche i giri di consegna ne beneficiano: pianificare i carichi su dati aggiornati, invece che su comunicazioni frammentate, riduce le corse a vuoto e i rientri in magazzino per un pezzo dimenticato. È un cambio di paradigma che alcune realtà specializzate in trasformazione digitale del settore Horeca, tra cui l’azienda trevigiana Neoma, stanno proponendo presso i distributori italiani attraverso progetti strutturati e
tailor made: l’idea non è sostituire l’esperienza di chi lavora ogni giorno sul territorio, ma dargli strumenti che trasformino informazioni sparse in decisioni operative immediate. In quest’ottica, ad esempio, soluzioni digitali dedicate alla gestione di prenotazioni e noleggi per eventi permettono di pianificare con precisione la disponibilità delle attrezzature e di tracciare in tempo reale ogni consegna e ogni rientro in magazzino, riducendo le inefficienze che normalmente restano invisibili fino a fine stagione.
LA MARGINALITÀ COME DISCIPLINA, NON COME EMERGENZA C’è, a monte di tutto, una scelta di campo che riguarda la volontà stessa del distributore: investire nella trasformazione digitale per presidiare un mercato in crescita come quello degli eventi. Perché rinunciarci? Proprio perché oggi si tratta di un segmento poco presidiato e spesso gestito nel caos, la gestione eventi nasconde un potenziale enorme - lo stesso che si è già visto con gli impianti di spillatura, dove portare dati e ordine dentro processi fino a quel momento affidati all’abitudine si è tradotto in un vantaggio competitivo reale, non solo in un risparmio. Il rischio per un distributore, adottando questo approccio strutturato alla gestione eventi, è quello di trasformare il caos in un intero settore aziendale ad alto rendimento, un’azienda nell’azienda capace di supportare, addirittura trainare, l’intero business.
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