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l’INDUSTRIAMECCANICA 687 SETTEMBRE OTTOBRE 2013 | l’INDUSTRIAMECCANICA

impresa. economia. politica. norme. export.

FONDATA NEL 1919

687 SETTEMBRE OTTOBRE 2013

MAGAZINE UFFICIALE ANIMA | CONFINDUSTRIA

INTERVISTA AL PM GUARINIELLO SICUREZZA le vie dell’antincendio

ACQUA

chi la tratta bene

RINNOVABILI cogenerazione verso il 20/20/20


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una Guida Per La meccanica

ecco come siamo cambiati C

i siamo impegnati molto per trasformare una testata con 94 anni di storia in uno strumento di condivisione di contenuti, idee, stimoli al passo con le esigenze degli imprenditori e dei manager di oggi. Ecco come è cambiata L’Industria Meccanica, una guida che accompagna le imprese nell’evoluzione del loro business attraverso la definizione delle regole del mercato di domani. Integrata quotidianamente dalla testata on line industriameccanica.it attraverso articoli, interviste, servizi e contributi video, diffusi anche grazie all’integrazione con Twitter (@indMeccanica) e il canale dedicato su You Tube. La struttura del magazine è suddivisa in una prima parte dedicata a tre Focus tematici, tradotti in inglese per favorire la conoscenza delle nostre peculiarità ed eccellenze su un panorama internazionale. Nella seconda parte vengono affrontati temi legati all’economia e alla rappresentanza delle diverse categorie e settori federati in Anima, oltre a notizie di mercato.

In questo numero troverete il resoconto dell’intervista esclusiva al Procuratore Guariniello al Palazzo di Giustizia di Torino che ci ha raccontato la sua “Ricetta per la Sicurezza in Italia” e un approfondimento sul tema dell’Antincendio protagonista di Sicurtech Village, un evento itinerante che parte da Napoli il 23 ottobre. Passiamo dal fuoco all’acqua con un Focus dedicato che ci fa comprendere i meccanismi della normativa Europea e le dinamiche Comunitarie con cui le aziende si trovano a dover fare i conti. I “settori protagonisti” di questo numero sono l’Aeraulica con l’intervista ad Alessandro Riello, nuovo Presidente dell’Associazione Co.Aer e con i segreti della Finitura raccontati dall’Associazione Ucif. La parola poi ai Presidenti di Anasta, Luigi Frasson, e di Assoferma, Franco Cavestri, eletti negli scorsi mesi. Proseguiamo con notizie di mercato, l’industria del mese, news dal mondo delle fiere, contributi specialistici su Internazionalizzazione, import/export. Chiudono infine una serie di recensioni di testi e saggi selezionati per voi dalla redazione, per esservi vicini anche quando non leggete L’Industria Meccanica…

28 40 14 In copertina: foto © Giovanni Alfieri - www.giovannialfieri.com

l’industria meccanica 687 | 8

52


sOmmariO | numerO 687

“C’é un solo modo per avere una nuova idea: combinare in modo diverso due o più idee che già si hanno per scoprire nuove relazioni tra esse” Francis A. Cartier (manager)

Pubblicazione bimestrale di ANIMA. Registrazione Tribunale di Milano N. 427 del 17.11.73

editOriaLe | cambiamento, motore dello sviluppo

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ruBrica | donne e uomini al timone

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FOcus | sicurezza sicurezza, il sogno che (a volte) si avvera - safety, a dream that (at times) is confirmed

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antincendio, gli strumenti ci sono - Fire prevention, what we need is available

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La manutenzione degli impianti antincendio - the maintenance of the fire management systems

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La nuova analisi del rischio di incendio - the new analysis of the fire risk

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FOcus | edilizia ”Panta rei”, a contatto con l’acqua - “Panta rei”, in contact with water

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Passaporto per l’efficienza - a passport for efficiency costruzioni giù, l’edilizia vuole reagire - Building down, construction industry want to fights back

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FOcus | energia cogenerazione. L’europa volta pagina - cogeneration europe turns over a new leaf

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iL settOre PrOtaGOnista climatizzazione a 360 gradi

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surfisti della finitura

60

mercatO | industria del mese Qualità e flessibilità, per l’automazione italiana nel mondo.

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Responsabile della pubblicità Mario Salvi - salvi@anima.it

anima | Presidenti Fronte comune nel settore saldatura e taglio Punto chiave: investire in sicurezza

56 58

PrOGettO dOGana FaciLe | anticontraffazione Lotta al falso, nuovi strumenti e nuove soluzioni

Gestione, amministrazione, abbonamenti e pubblicità A.S.A. Azienda Servizi ANIMA S.r.l. Via Scarsellini 13 - 20161 Milano Tel. 02 45418.200

62

ecOnOmia mare nostrum. La crescita dell’italia parte dal mediterraneo

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eVenti | Fiere da mce per far ripartire il mercato Programma fieristico 2013 di anima e delle associazioni federate

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Carlo Fumagalli Luciano Nigro

Natale Mozzanica Tiziano Zuccaro

Alessandro Maggioni

Alessandro Fontana

Carlo Fumagalli Marcello Zinno

Silvia Caponera

mercatO innovazione ed esperienza nel settore antincendio nuovi cataloghi rulli rulmeca accordo tra il Gisi e il cis carrelli di Om still per il nuovo hub logistico di materis Paints italia novità da caprari

72

neWs | dalle aziende

78

recensiOni

83

taBeLLe aranciO Listino prezzi materiale di interesse della meccanica varia - n. 675 (settembre 2013)

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9 | settemBre OttOBre 2013

Direttore responsabile Giuseppe Bonacina - bonacina@anima.it Direttore editoriale Alessandro Durante - durante@anima.it Comitato editoriale Michele Bendotti, Giuseppe Bonacina, Sandro Bonomi, Maurizio Brancaleoni, Alberto Caprari, Alessandro Durante, Paola Ferroli, Andrea Orlando, Mario Salvi, Emanuela Tosto Comitato tecnico-scientifico Pierangelo Andreini, Antonio Calabrese, Roberto Camporese, Pietro Luigi Cavallotti, Alessandro Clerici, Rodolfo De Santis, Marco Fortis, Ennio Macchi, Giovanni Riva, Pietro Torretta, Giuseppe Zampini Direzione e Redazione ANIMA Federazione delle Associazioni Nazionali dell’Industria Meccanica Varia ed Affine Via Scarsellini 13 - 20161 Milano Tel. 02 45418.500 - Fax 02 45418.545 www.anima.it - anima@anima.it Redattore Carlo Fumagalli - fumagalli@anima.it Segretaria di redazione Cinzia Alchieri - alchieri@anima.it Tel. 02 45418.211 Impaginazione Alessia Garbujo - garbujo@anima.it Fabio Lunardon - lunardon@anima.it

Abbonamento annuo (6 numeri) Italia 80 euro - Estero 110 euro Copia Italia 8 euro - Copia Estero 10 euro Numeri arretrati il doppio Si comunica ai Sigg. abbonati che, avvalendosi del contenuto dell’art. 74 lettera C del D.P.R. 26.10.1972 N. 633 e del D.M. 28.12.89, A.S.A. S.r.l. non emetterà fatture relative agli abbonamenti

Progetto editoriale e grafico ANIMA - L’Industria Meccanica Stampa Bonazzi Grafica - Sondrio www.bonazzi.it

È vietata la riproduzione di articoli e illustrazioni de “L’Industria Meccanica” senza autorizzazione e senza citarne la fonte. La collaborazione alla rivista è subordinata insindacabilmente al giudizio della Redazione. Le idee espresse dagli autori non impegnano né la rivista né ANIMA e la responsabilità di quanto viene pubblicato rimane degli autori stessi. .

Associato all’Unione Stampa Periodica Italiana ROC N. 4397


EDITORIALE

L’

industria meccanica è cambiata molto in questi ultimi decenni, per essere competitiva nei confronti di mercati e dei nuovi protagonisti del settore, espressione delle nuove economie in crescita.

Cambiamento

motore dello sviluppo

L’imprenditore, il manager, l’impresa si trovano ad affrontare sfide nuove ogni giorno ed hanno bisogno di strumenti adeguati, utili e dinamici per continuare a sostenerle. Questa rivista, L’Industria Meccanica, da quando è stata fondata nel 1919 è l’organo ufficiale della meccanica varia di Confindustria rappresentata dalla Federazione Anima e dalle sue Associazioni. Da allora ha accompagnato le imprese meccaniche nel fare impresa, in Italia e nel mondo, contribuendo ad arricchire di approfondimenti tecnici, normativi ed economici il bagaglio culturale e specialistico delle aziende. Il cambiamento è il motore dello sviluppo. Ebbene, oggi la Rivista L’Industria Meccanica cambia, corre coi tempi per proporsi come nuovo punto di riferimento per le aziende che credono nella manifattura meccanica e hanno fiducia nei propri mezzi, credono nell’innovazione quotidiana e sono orgogliose dei propri prodotti. Nonostante questo lungo e perdurante quinquennio di crisi, sono tante in Italia le imprese con queste caratteristiche che resistono, alcune prosperano, ma numerose sono in grave difficoltà. Al di là della situazione contingente vissuta da ogni singola azienda, questa rivista è fatta per chi getta il cuore oltre l’ostacolo ogni giorno, e ogni giorno si rimbocca le maniche e riparte. Come tutti quelli che fanno impresa di questi tempi. Come gli uomini della meccanica fanno da sempre.

Sandro Bonomi

Presidente ANIMA, Federazione delle Associazioni Nazionali della Meccanica Varia e Affine di Confindustria

Questa è la nostra rivista, è la rivista che fa per noi. È la nostra voce. Leggiamola, facciamola nostra, contribuiamo a diffonderla e a farla conoscere. Continuerà ad aiutare tutta l’industria italiana e non, ogni impresa meccanica, anche la nostra. Buon Lavoro e buona lettura.

11 | SETTEMBRE OTTOBRE 2013


ruBrica | donne e uomini al timone

Emma Marcegaglia Nuovo Presidente di BusinessEurope

Emma Marcegaglia è il nuovo presidente di BusinessEurope, guiderà la Confindustria Europea con un mandato di due anni rinnovabile una sola volta. “Sono onorata e contenta di essere stata scelta per succedere a Jurgen R. Thumann come presidente della principale organizzazione di imprese europea - ha commentato l’ex presidente di Confindustria - Le sfide che l’economia europea deve affrontare richiedono cambiamenti significativi. Io sono pronta a contribuire costruttivamente alla necessaria rifocalizzazione delle politiche europee su competitività e crescita, con il direttore generale Markus J. Beyrer”. BusinessEurope riunisce 41 associazioni nazionali di rappresentanza delle imprese, provenienti da 35 paesi (i 27 paesi membri dell’UE e gli otto paesi candidati all’adesione o membri dello Spazio Economico Europeo). Emma Marcegaglia ha guidato Confindustria dal 2008 al 2012, prima donna a ricoprire l’incarico e presidente più giovane dell’associazione degli industriali italiani. Primato che bisserà ora alla guida di BusinessEurope: sarà infatti la prima donna a guidare l’associazione che rappresenta le “Confindustrie europee”.

Sergio Scanavino È il nuovo Segretario Generale dell’Istituto Italiano della Saldatura Il nuovo Segretario Generale dell’Istituto Italiano della Saldatura è Sergio Scanavino, e subentra a Mauro Scasso. 57 anni di Maissana (SP), laureatosi in Ingegneria Elettrotecnica presso l’Università di Genova nel 1981, è entrato a far parte dell’Organico dell’Istituto Italiano della Saldatura, nel gennaio 2013 Ad della stessa società. Tra le linee guida tracciate dal nuovo Segretario Generale, quella di continuare il percorso intrapreso ”proseguendo nello svolgimento del compito istituzionale, ovvero promuovere e favorire in Italia il progresso della saIdatura in ogni suo campo”. Con la nuova carica, Scanavino è anche da luglio il nuovo Direttore Responsabile della Rivista Italiana della Saldatura, organo ufficiale dell’Ente.

Joost Berting Nominato Direttore Generale Emea di Kennametal Kennametal Inc. ha annunciato che Joost Berting ha accettato la posizione di Direttore generale di Kennametal Europe GmbH. Berting avrà la responsabilità di guidare l’attività di Kennametal e di rappresentare l’azienda nella regione Europa, Medio Oriente e Africa (Emea). Prima di entrare in Kennametal, Berting è stato direttore dell’integrazione per Eastman Chemical Company. Joost Berting ha quasi 30 anni di esperienza in ingegneria, tecnologia, integrazioni e gestione aziendale internazionale e parla sei lingue. Berting succede a Gérald Goubau, che ha guidato le attività Emea di Kennametal negli ultimi tre anni. Goubau sarà ora responsabile del business globale come Vice President Kennametal Tooling.

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ruBrica | donne e uomini al timone

Giuseppe Sofia Nuovo Consigliere Gifi Nel nuovo direttivo di Gifi, nominato lo scorso giugno, entra a far parte anche Giuseppe Sofia, AD di Conergy Italia, da anni fonte autorevole nazionale del comparto. “Sono per favorire il continuo sviluppo del fotovoltaico, perché questo possa contribuire alla diminuzione di emissione di CO2 e conseguente riscaldamento globale. Metterò a disposizione ove possibile le mie competenze e il mio impegno, per sostenere il processo verso la piena grid parity. Sono convinto che l’evoluzione del fotovoltaico sia ormai irreversibile”- commenta Sofia. Il GIFI, il Gruppo Imprese Fotovoltaiche Italiane, aderente ad Anie Confindustria, rappresenta 165 fra le più importanti aziende della nostra Penisola operanti nel settore.

Roberto Franza Eletto Convenor del Wg 9 Il CEN/TC 33 Doors, windows, shutters, building hardware and curtain walling ha nominato Roberto Franza Convenor del Working Group CEN/TC 33/WG 9 “ Powered Pedestrian Doors (Ppd)” (Porte pedonali motorizzate) per un periodo di tre anni. Il WG9 ha il compito di redigere le nuove norme e di revisionare quelle esistenti in materia di porte automatiche pedonali. Roberto Franza, consulente tecnico di Unac/Anima e suo rappresentante in seno al Cen, ha già portato a termine due importanti norme europee: la EN 16005:2012 (Porte pedonali motorizzate - Sicurezza in uso - Requisiti e metodi di prova), e la norma di prodotto EN 16361 relativa alle porte pedonali motorizzate senza resistenza al fuoco e al fumo.

Nicoletta Lo Turco

Paola Gigli

Raffaella Valeriani

Viviana Mariani

Quattro nomine “in rosa” per Mwh MWH (azienda multidisciplinare che fornisce consulenza e servizi di ingegneria nei settori dell’acqua, dell’energia, dell’ambiente e delle infrastrutture) nell’ambito della propria strategia di espansione nei settori energia e infrastrutture in Italia, annuncia la nomina di quattro nuove figure professionali. Paola Gigli con il ruolo di Direttore tecnico e Direttore commerciale con l’obbiettivo di rafforzare la divisione commerciale italiana guardando in particolare a nuovi mercati internazionali e nuovi clienti multinazionali operanti in Italia; Viviana Mariani è Direttore tecnico e responsabile del settore Energia e infrastrutture che comprende le divisioni Energia, Infrastrutture e Federal che offrono servizi di progettazione e consulenza a clienti privati, Utilities e alle principali basi militari del Governo Federale americano in Europa; Raffaella Valeriani è responsabile della divisione Energia e si occupa di numerosi progetti nel campo della produzione energetica, delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica; Nicoletta Lo Turco è responsabile della divisione Acqua e Infrastrutture e si occupa di una serie di progetti nell’ambito delle infrastrutture portuali e viarie, reti idriche, trattamento acque e opere civili.

13 | settemBre OttOBre 2013


Foto © Ansa

FOcus | sicurezza

L

di Carlo Fumagalli

a sicurezza è un pilastro del lavoro, eppure la sua introduzione nel contesto culturale che circonda il mondo industriale è molto giovane. All’inizio del ‘900 una legge che regolava il lavoro in materia di infortuni scatenò la furia di un imprenditore edile che previde il “finimondo”, immaginandosi un mondo industriale assediato da multe e pene soffocanti. Non fu così. La sicurezza sul lavoro ha vissuto una crescita culturale straordinaria da parte di imprese e lavoratori. Sicuramente il cambiamento non ha interessato tutti gli attori coinvolti – nella penisola il clima adatto a tale sviluppo è presente macchia di leopardo – ma si registra una certa progressione. Fino a poco più di cinquant’anni fa l’idea della fatalità dominava la concezione dell’infortunio, ed è stata l’introduzione del principio di prevenzione ad aver cambiato le carte in tavola. Tutto ciò grazie sia

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FOcus | sicurezza

Intervista a Raffaele Guariniello, PM Procura di Torino

sicurezza

il sogno che (a volte) si avvera alla maggiore coscienza della gente («Lavora l’amianto, in cambio avrai un litro di latte» è una frase che davvero appartiene a un’altra epoca), e grazie all’attenzione dei datori di lavoro di oggi. Non si tratta quindi soltanto di leggi, ma anche di etica. Come si coniugano le due dimensioni? L’etica dell’impresa, è importante. Così come l’ottima legislazione già vigente in materia. Ma tutti questi elementi non possono essere di per sé risolutivi se non si accompagnano a ulteriori fattori: in particolare mi riferisco ai controlli, ad oggi ancora insoddisfacenti. Gli organici dedicati alla vigilanza, infatti, non sono sempre sufficienti a coprire l’orizzonte di competenza, e troppo spesso gli stessi ispettori non hanno la competenza necessaria. Di fatto il sistema ispettivo è formato da tante

safety, a dream that (at times) is confirmed Interview with Raffaele Guariniello Safety is fundamental at work, and yet its introduction in the cultural context that surrounds the industrial world is very young. At the start of the 1900s, a law concerning accidents at work incited the rage of a building entrepreneur, who foresaw “pandemonium”, imagining an industrial world full of fines and suffocating penalties. It wasn’t so. Safety at the workplace has seen an extraordinary cultural growth on behalf of enterprises and workers. Surely the change did not interest all of the actors involved – in Italy the suitable climate to such development is present only in a haphazard

15 | settemBre OttOBre 2013


FOcus | sicurezza

Asl che si comportano in maniera diversa fra di loro, tanto da provocare, a ragione, le lamentele delle aziende che ricevono indicazioni diverse a seconda di dove si trovi lo stabilimento in questione. Insomma, una frammentazione congenita lungo la penisola. Una frammentazione dovuta principalmente alla mancata uniformazione del coordinamento prevista dal Testo unico. Spesso la prima preoccupazione degli ispettori è quella di accumulare un buon numero di sopralluoghi, ma è una pratica che non ha nulla a che fare con la prevenzione. Invece di azioni superficiali e generiche è fondamentale operare più a fondo, e occuparsi dei problemi reali. D’altra parte, perché funzionino i controlli, è necessario che funzioni anche la magistratura. Ma non è facile se si pensa che la Repubblica conta oltre 120 procure, e i 2 o 3 magistrati presenti in ciascuna di esse non sempre hanno l’occasione di specializzarsi a fondo in materia di sicurezza sul lavoro.

Sicurezza sul lavoro: le leggi ci sono, ora necessari i controlli Quali conseguenze comporta questa prassi? In alcune aree di Italia i processi penali non si vedono, a meno che non sia coinvolto un evento clamoroso. Ma, anche in questi casi, può capitare che il magistrato a cui sia affidato il caso si occupi per la prima volta di sicurezza sul luogo di lavoro, e venga così a mancare l’aiuto dell’esperienza, tanto più che la lentezza di molti processi finisce per provocare la prescrizione del reato. Ma l’aspetto più preoccupante è la mancanza di processi in materia di prevenzione, laddove cioè, sarebbe invece necessario insistere. Non un problema di legge, dunque, ma di applicazione. Una sua ricetta personale per risolverlo? Il “sogno” è la creazione, all’interno del sistema giudiziario italiano, di una procura nazionale contro gli infortuni sul lavoro che faccia leva sulla prevenzione. Per favorire un approccio unitario al problema coordinando l’azione

way – but it has registered a certain progression. Until just around fifty years ago it was the idea that fate dominated the conception of accidents, and the introduction of the principle of prevention changed everything. All that thanks to the greater conscience of the people (“Work with asbestos, in exchange you will have a litre of milk” is a sentence that really belongs to another era), and thanks to the attention of today’s employers. So it is not only a matter of law, but also of ethics. How can the two dimensions be joined? The ethics of the business is important. Just like the excellent legislation already in force on this aspect. But all these elements cannot of themselves be decisive if they are not accompanied by further factors: in particular I am referring to controls, which to this day are still unsatisfactory. The organs dedicated to surveillance are not always sufficient to cover the horizon of skill, and much too often the inspectors themselves do not have the necessary skills. In fact the inspection system is comprised of many divisions of the National Health Service that act in different manners from one another, so much as to provoke, logically, the complaints of the businesses that receive different indications according to where their business is located. In other words, there is a congenital fragmentation in Italy. A fragmentation due mainly to the lack of uniform application of the coordination set out by the consolidated regulations. Often the first worry of the inspectors is that of accumulating a considerable number of inspections, but this a practice that has nothing to do with prevention. Instead of superficial and generic actions it is fundamental to operate more deeply, and to deal with real problems. On the other hand, so that controls work, it is necessary that also the courts work as well. But it is not easy if you realise that our country has over 120 public attorney’s headquarters and the 2 or 3 magistrates present in each has not always had the chance of specialising deeply in the issue of work safety. What results does this situation bring? In some areas of Italy, there are no criminal trials brought forth, unless there is a very sensational event involved. But, even in these cases, it can happen that the magistrate appointed to the case is dealing for the first time with workplace safety, and this means there is the lack of experience, all the more that the slowness of many penal procedures ends up causing the prescription of the offence. But the most worrying aspect is the lack of procedures regarding prevention, where it would have been instead necessary to insist. So it is not a problem of law, but one of application. What is your personal solution? The idea is the creation, within the Italian legal system, of a national public attorney’s office against accidents in the workplace which will have an effect on prevention. To favour an unitary approach to the problem, coordinating the action of the authorities established to contrast accidents and thus to overcome the interpretive and application differences of the regulations. If, on the contrary, each public attorney’s office continues to concentrate on its own small piece, the entire design of the mosaic is lost and the power of the image is diminished.

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FOcus | sicurezza

Dal caso Thyssenkrupp a Eternit, una vita per la sicurezza sul lavoro Raffaele Guariniello si è laureato in Giurisprudenza nel 1964 e ha proseguito gli studi con Giovanni Conso, conseguendo la libera docenza in procedura penale all’Università di Torino. Magistrato di Cassazione, dal 1992 esercita le funzioni presso la Procura c/o il Tribunale di Torino e si occupa in particolare dei settori relativi al lavoro, alla salute e all’ambiente. Nel corso della sua attività di Magistrato, numerosi sono stati i procedimenti penali di cui si è occupato riguardanti infortuni sul lavoro, malattie professionali e tutela del consumatore. Di grande rilevanza, da ultimo, sono il procedimento riguardante i lavoratori degli stabilimenti Eternit e le popolazioni delle aree circostanti, colpiti da tumori associabili all’amianto e il procedimento riguardante l’incendio presso la Thyssenkrupp di Torino. Collabora a riviste giuridiche e mediche. Ha pubblicato nel 1985 il volume “Se il lavoro uccide”, nel 1994 “Il processo penale nella giurisprudenza della Corte di Cassazione” e “Sicurezza del lavoro e Corte di Cassazione”, nel 2001 “ La Sicurezza del Lavoro ai Videoterminali”; “Rumore e vibrazioni negli ambienti di lavoro” in Manuale di Acustica a cura di Renato Spagnoli - Utet 2001; “Prevenzione degli infortuni e igiene del lavoro (Diritto Penale)”, in Trattato di diritto commerciale e di diritto pubblico dell’economia”, volume venticinquesimo - Cedam 2001. D.Lgs. 81/2008 “Il Testo Unico Sicurezza sul lavoro” commentato con la giurisprudenza. Ipsoa Novembre 2013.

Fino agli anni ‘50 l’idea di infortunio era legata alla fatalità. Tavoletta votiva da “Iconografia votiva e simbologia di sicurezza”, Inail 2000 17 | settemBre OttOBre 2013


FOcus | sicurezza

degli enti preposti al contrasto degli incidenti e superando così le differenze interpretative e applicative della normativa. Se, al contrario, ogni procura continua a concentrarsi concentra sul proprio tassello, si perde il disegno del mosaico e si sminuisce la forza dell’immagine. Quali sono i tempi perché si raggiunga davvero un sistema che garantisca anche alle aziende la certezza del diritto? Difficile definire una tabella di marcia, del resto è in gioco un problema di modifica dell’ordinamento giudiziario. Ho già avuto modo di presentare l’idea ai Ministri e anche alla persona del Presidente Napolitano. Un sogno? A volte si realizzano. Esistono già in Europa modelli funzionanti su scala nazionale: in Francia è già presente un’organizzazione simile (il Pôle Santé), che se fosse unita all’autonomia che la Costituzione italiana costituzionale garantisce al Pubblico ministero nei confronti del potere politico, garantirebbe un cambio epocale. La manutenzione delle macchine può essere una strada per aiutare la prevenzione? Sicuramente. In giurisprudenza i casi di incidenti dovuti alla non corretta manutenzione sono all’ordine del giorno. È un obbligo, ma soprattutto una strada fondamentale per la sicurezza, che non dipende dal singolo a cui è affidata ma dall’intera politica dell’azienda che decide quanto investire in sicurezza. Anche il manutentore è coinvolto, talvolta accade che questa figura divenga tali solo pagando l’apposito bollettino alla Camera di Commercio: è invece importante, oltre che prescritto dal Testo unico, che la formazione non rimanga soltanto un rituale burocratico.

How long do we have to wait to have a system that guarantees the businesses certainty of law? It is difficult to define a timetable, besides, the problem of amending the legal system remains. I have already presented the idea to the Ministers and to the President of the Republic, Napolitano. Is that a dream? Sometimes dreams come true. There already are working models on a national scale in Europe: in France there is already a similar organisation (the Pôle Santé), that if were united with the autonomy that the Italian Constitution guarantees to the Public Ministry towards political power, it would guarantee an epochal change. Is the maintenance of the machinery a road towards helping prevention? Of course. In law the cases of accidents due to incorrect maintenance is a common occurrence. It is an obligation, but above all a fundamental route for safety, that does not depend on the individual to which it is entrusted but on the overall policy of the business that decides how much to invest in safety. Even the maintenance staff is involved, sometimes it happens that this figure becomes such only upon paying the specific bill towards the Chamber of Commerce: it is instead important, beyond what is set out by the consolidated regulations, that training does not remain nothing more than a bureaucratic ritual. Taking into account regionalism, how do you judge the current level of safety in Italian industry? We have noticed that in the areas in which the subject of safety has been consolidated over time it has created a virtuous climate in which the workers and businesses become aware that considering safety needs is an advantage for all. This is the path that we should continue to travel, to ensure that all of the actors involved breathe a culture of safety supported by useable tools.

Prendendo atto del regionalismo, come giudica il livello attuale di sicurezza nell’industria italiana? CI siamo accorti che nelle zone in cui il tema della sicurezza è consolidato da tempo si crea un clima virtuoso in cui sia lavoratori che imprese prendono coscienza che fare sicurezza è un vantaggio per tutti. È questa la via che dovremo continuare a percorrere, per far sì che tutti gli attori coinvolti respirino una cultura della sicurezza supportata da strumenti concreti. □

l’industria meccanica 687 | 18


FOcus | sicurezza

antincendio, gli strumenti ci sono L’

impiantistica antincendio rientra, nel nostro paese, nell’ambito più generale, dell’impiantistica tecnologica degli edifici, ed è pertanto ricompresa fra le materie regolamentate dalla legge 46 del 1990 e, più recentemente, dal Dm 37 del 2008, che ne ha esteso l’applicabilità a tutti gli edifici, qualunque ne sia la destinazione d’uso. Nella realizzazione di un sistema antincendio la normativa vigente richiedeva già che la realizzazione fosse eseguita da un’impresa specificamente abilitata e che la realizzazione avvenisse a seguito di progetto a firma di professionista iscritto negli albi professionali “secondo le specifiche competenze”, sebbene quest’ultima espressione non abbia poi trovato mai una effettiva decodifica. Nel tempo questa impostazione non ha però trovato una propria sistemazione efficace nella pratica quotidiana, anche a causa della scarsa sensibilità che gli organi competenti (in questo caso proprio i Vigili del Fuoco che hanno compiti di vigilanza in materia di sicurezza contro l’incendio) hanno dimostrato negli anni in materia di qualità dei sistemi antincendio installati. Ad ogni buon conto, secondo la normativa vigente l’impianto deve essere realizzato da un’impresa abilitata, ed il Dm 37/2008 specifica cosa s’intende per abilitazione, e deve essere da questa certificato al termine dei

lavori per garantirne la conformità alla regola dell’arte. Per l’impianto occorre redigere un progetto e tale progetto, nella versione “come costruito” ed a firma di professionista iscritto ad un albo professionale, deve essere allegato obbligatoriamente alla suddetta dichiarazione di conformità. Fin qui tutto bene, ma se andiamo ad analizzare più nel dettaglio il contenuto di queste affermazioni, tro-

di Luciano Nigro

tecnico avente un minimo di preparazione tecnica o anche di semplice pratica in un’impresa del settore, e l’abilitazione del professionista è la semplice conseguenza dell’iscrizione ad un albo professionale, senza alcuna verifica di competenza. Sull’abilitazione di imprese e professionisti dovrà probabilmente attivarsi il mercato e le organizzazioni di categoria che saranno chiamate sempre più, nel tempo, a sviluppare

Il quadro normativo in materia di impianti di protezione contro l’incendio viamo una serie di problemi che da tempo attendevano una regolamentazione e che, almeno in alcune parti, hanno ottenuto risposta proprio dal nuovo provvedimento legislativo, il Decreto Impianti appunto. Non si parla ovviamente di aspetti legati all’abilitazione, e alla qualifica che ad essa deve sottintendere; questo è un argomento molto complesso e probabilmente impossibile da affrontare con provvedimenti di tipo legislativo. Nel nostro Paese l’abilitazione delle imprese è conseguenza pressoché automatica dell’iscrizione dell’impresa alla Camera di Commercio, con la presenza di un direttore l’industria meccanica 687 | 20

processi di qualifica basati sulla competenza e certificati da enti di certificazione di carattere privatistico. Un primo importante aspetto non risolto nell’ambito del Dm 37 è quello dell’applicazione pratica delle norme tecniche relative all’impiantistica antincendio per le quali rimaneva da definire tutta una serie di parametri, fra i quali principalmente la classificazione del livello di pericolo delle diverse attività soggette ed il livello di affidabilità dell’alimentazione idrica dei sistemi antincendio ad acqua, che le norme tecniche da sempre rimandano alla cosiddetta “autorità competente” e che nel nostro paese


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si esprime attraverso le regole tecniche di prevenzione incendi. Questi parametri sono adesso fissati dal recente Decreto 20/12/2012 e pertanto il procedimento si è fatto più “certo” almeno a livello tecnico. Un altro dei punti importanti su cui il Dm 37 poneva delle difficoltà per gli operatori del settore era inoltre quello inerente la normativa tecnica al cui rispetto si attribuisce la presunzione di conformità alla regola dell’arte. Il Dm 37, essendosi originato nell’ambito del Ministero dello Sviluppo Economico, è legato principalmente al processo di unificazione del mercato comune europeo e fa riferimento in maniera marcata, alla normazione tecnica europea, ponendo sullo stesso piano tutte le norme tecniche pubblicate dall’Europa, ma anche quelle pubblicate da uno qualsiasi dei paesi che hanno sottoscritto gli accordi See per lo spazio economico europeo, escludendo pertanto qualsiasi normativa di origine extraeuropea. Nel settore antincendio questo creava una limitazione marcata rispetto a tutte le tecnologie più avanzate e moderne del settore, che sono di origine principalmente americana, con non poche difficoltà per quei progettisti e quegli installatori che intendevano realizzare impianti secondo le più avanzate tecnologie. L’attuale assetto normativo, costituito dalla combinazione fra Dm 37 del 2008 sulla realizzazione dei sistemi tecnologici per gli edifici, ed il Decreto Impianti che lo integra per la specificità che è rappresentata dai sistemi antincendio, costituisce un “pacchetto normativo” tutto sommato completo e moderno per il settore. Da qui a vederne gli effetti concreti ne passa e sicuramente un ruolo essenziale sarà ricoperto dalla efficacie ma anche dalla ragionevolezza dei controlli che verranno via via eseguiti dalle autorità competenti. □

Fire prevention, what we need is available An overview on legislation regards fire prevention equipment Fire prevention equipment in Italy comes under the more general category of building systems and equipment, and is thus subject to regulation according to Italian law 46, from 1990, and more recently DM 37 from 2008, which extended application to include all buildings whatever their designated use. In the creation of a fire management system the applicable legislation already required that the set-up was managed by a specifically competent company and that the set-up was conducted according to a project signed off by an industry specialist registered as a trade professional possessing the specific skills required, although the specific skills in question were not precisely defined. Over time the above instruction never really found real application to real life situations, partly due to poor awareness which the relevant services (in this instance the Fire Department whose job it is to oversee safety in fire management) have shown over the years regards the quality of the fire management equipment installed. In any event, according to governing legislation the installation must be conducted by a qualified company, and the Italian law DM 37/2008 defines what “qualified” means and the installation must be certified by the company who guarantee total compliance with governing legislation. In order to install equipment, a project must be developed and the “how to build” section must be signed by a qualified trade professional, and must obligatorily be attached to the above-mentioned declaration of compliance. So far so good. But if we analyse the contents of these statements in detail, a series of problems surface which have been crying out for regulation and which, at least in 21 | settemBre OttOBre 2013

part, were dealt with via the new legislative measure, the Decreto Impianti (Decree on Installations). We’re not talking here about the aspects regards licensing, nor we are defining the specific requirements of the licensing. This is a highly complex subject and it’s probably impossible to tackle it with legislative measures. In Italy qualification of companies is virtually automatic following registration with the Chamber of Commerce, where a technical director with a basic level of technical qualification or who simply has experience in a business in the sector is present, and the qualification of a trade professional is simply a result of registration with a trade association, with no checks on skills. Regards the qualification of business and trade professionals, it will probably have to be the market and the trade associations who are increasingly called upon to take up the issue and over time develop qualification processes based on skills and certificates issued by private certification companies. One important aspect not covered by the DM 37 is the practical application of the technical legislation regards fire management systems for which a whole series of parameters still have to be defined. Those parameters include the classification of the danger level of various activities involved and the reliance of the water supply for water-run fire fighting systems, which technical legislation have always referred to the “competent authorities” which in Italy is simply expressed via technical regulations for fire prevention. These parameters have now been defined by the recent Decree 20/12/2012 and thus the procedure has been made “more certain” at least at a technical level. (Segue a pagina 26)


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La manutenzione

degli impianti antincendio L

a peculiarità del mercato dell’antincendio, per eccellenza il mercato del “bene non goduto”, rende particolarmente importante la “manutenzione degli impianti antincendio” alla luce dei contenuti del DPR 01.08.2011 n. 151 e dei Decreti Ministeriali del 07.08.2012 e del 20.12.2012, che scaricano sul “professionista antincendio” tutte le responsabilità legate alla garanzia della loro efficienza. Infatti, se nella fase di inizio attività, l’asseverazione del tecnico abilitato può essere considerata relativamente più facile, in quanto le verifiche che deve mettere in atto sono più tendenti alla valutazione di tutti i riscontri legati alla pratica antincendio, al progetto dell’impianto, alla sua norma di riferimento, alla dichiarazione di conformità e alle documentazioni fine lavori, nella fase di rinnovo periodico il professionista antincendio, per tutelare la sua attività, deve avere tutte le certezze che l’impianto che dovrà asseverare sia rispondente al progetto approvato dai Vigili del Fuoco, sia stato realizzato a norme, sia realmente funzionante e che la sua funzionalità sia stata garantita da interventi manutentivi ad hoc. In una verifica di questo tipo, solo la corretta manutenzione documentata può garantire il professionista antincendio. Su quest’argomento, l’associazione

di categoria Uman ha già prodotto una specifica “Linea Guida per la corretta manutenzione dei sistemi antincendio”, rivolta sia agli operatori di settore che a tutte le figure interessate all’argomento, siano essi tecnici abilitati, professionisti antincendio, utenti finali o Enti di controllo. In questa Linea Guida sono indicati impianto per impianto tutte le azioni necessarie che l’azienda di manutenzione deve effettuare per mantenere efficiente e funzionante ogni tipologia di impianto antincendio. L’asseveratore, quindi, deve per forza acquisire le tutele che il titolare dell’attività e l’azienda di manutenzione dovranno produrgli, perché sono loro che hanno impostato e attuato, negli anni intercorrenti tra le varie verifiche, le procedure e le azioni di mantenimento dell’impianto antincendio nel tempo. La relazione ha proprio questo obiettivo: dare al professionista antincendio tutti gli elementi indispensabili per poter valutare se l’asseverazione dell’impianto in esame potrà costituire un’assunzione di responsabilità con rischio o senza rischio. Ecco quindi l’importanza di conoscere e approfondire il mondo della manutenzione antincendio. Ogni impianto ha esigenze e periodicità di verifiche specifiche, scopriremo quindi, che la certezza di avere un buon servizio di manutenzione l’industria meccanica 687 | 22

di Natale Mozzanica

sarà la corretta miscelazione tra chiare richieste da parte del titolare dell’attività e chiari adempimenti da parte dell’azienda di manutenzione; mancando questi elementi fondamentali sarà ben difficile che l’asseveratore possa essere rassicurato sul servizio che andrà a svolgere. In questo contesto si inserisce tutto il corollario legato alla legislazione vigente, alle norme tecniche di riferimento, alla preparazione del personale, alle attrezzature necessarie, alle modalità di svolgimento del servizio e alle peculiarità di verifica proprie di ogni impianto. Il professionista antincendio dovrà poi conoscere le specifiche modalità di prova che dovrà eseguire su ogni impianto e che saranno diverse a seconda della tipologia del sistema. Da conseguenza, la prova di funzionamento diventerà l’ultima tappa di un percorso di verifica che, partendo dal progetto iniziale, avrà preso in considerazione tutti gli elementi in gioco, fino alle operazioni previste dal contratto di manutenzione stipulato. Acquisiti tutti gli elementi e terminate le prove, al termine della sua prestazione il professionista antincendio dovrà avere la certezza di avere ben operato, perché le verifiche da lui stesso effettuate, saranno supportate dai riscontri positivi generati dalle azioni di manutenzione condotte nel tempo. □

Foto © Depositphotos

quale supporto alle attività del professionista per il rilascio dell’asseverazione in fase di rinnovo periodico


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the maintenance of the fire management systems As a support system for the activities of the professional worker in issuing compliance during the periodical renewal phase The hallmark traits of the “fire prevention market”, the perfect example of a “unused product”, make the “maintenance of fire management systems” particularly important given the contents of DPR 01.08.2011 no. 151 and the Ministerial Decrees of 07.08.2012 and 207.08.2012, which lay all responsibility related to the guarantee of their correct functioning with the “fire management specialist”. Indeed, if during the initial start-up phase, the issue of compliance by a qualified technician can be considered fairly easy, insofar as the checks he/she must perform are aimed at evaluating validation regarding the fire management procedure, the system’s project, the governing legislation, the declaration of compliance and closure of works documentation, then in the process of periodical renewal the fire management specialist, in order to maintain professional standards, must be certain that the system for which he/she must issue compliance is as stated in the project approved by the Fire Department, is built to standard, that it functions perfectly and that its performance has been guaranteed by by-the-book maintenance. For this kind of checking, only the correct maintenance documentation can provide a form of guarantee for the fire management specialist. On this subject, the trade association UMAN has issued specific publication “Guide Lines for the correct maintenance of fire management systems”, aimed at industry operators and all those involved in the matter, whether they be skilled technicians, fire management specialists, end users or inspection agencies. Within these Guide Lines, for each separate installation, all interventions necessary for the maintenance company to conduct to keep the system efficient and working for every single kind of fire management system are listed. The compliance assessor, therefore is obliged to acquire the guarantees which the business owner and the maintenance company 23 | settemBre OttOBre 2013

must provide him/her with, because they are the ones who enforced and arranged the various checks, procedures and maintenance activities of the fire management system over time. The report has exactly this goal: to give the fire management specialist all the indispensable elements necessary to evaluate the specific installation compliance and thereby create an undertaking of responsibility with or without risk. And that is exactly why it is so important to truly understand the fire management maintenance sector. Each system has requirements and a cyclic nature for specific checks. We will discover, therefore, that the guarantee of a good maintenance service is the perfect mix between over requests by the business owner and clear fulfillment of obligations by the maintenance company. If either of these vital elements is missing it will be practically impossible for the compliance assessor to be reassured about their service function. And on top of all this we must take into account the weight of governing legislation, including sector technical regulation, staff training, necessary equipment, how the service is operated and the performance checking of every single installation. The fire management specialist must also know the specific test methods which he/ she must conduct on each installation and which will differ according to the type of system. Consequently, performance tests are the very last step in a procedure which, kicking off from the initial project will have taken into account every single element involved, right through the interventions foreseen by the stipulated maintenance contract. Once all various elements have been gathered and the tests finished, at the end of his/her service the fire management specialist should certain to have performed well, as the tests they have conducted will be supported by positive comeback generated by maintenance interventions conducted over time. □


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La nuova analisi del rischio di incendio

I

l Dm 20.12.12: “Regola tecnica per la progettazione degli impianti antincendio di protezione attiva nelle attività soggette” ha introdotto novità importanti sia da un punto di vista tecnico come l’apertura alle norme di buona tecnica europee ed internazionali, sia da un punto di vista metodologico – anche se non esplicitamente – per la valutazione del “rischio incendio”. Consideriamo infatti il Dm 20.12.12 alla luce delle indicazioni del Dm 7.8.12: “Disposizioni relative alle modalità di presentazione delle istanze concernenti i procedimenti di prevenzione incendi e alla documentazione da allegare, ai sensi del DPR 1 agosto 2011, n. 151”, con riferimento ai punti A.1.3 e A.1.4 dell’allegato I. Il punto A.1.3: “Valutazione qualitativa del rischio incendio” stabilisce: «La terza parte della relazione contiene la valutazione qualitativa del livello di rischio incendio, l’indicazione degli obiettivi di sicurezza assunti e l’indicazione delle azioni messe in atto per perseguirli». Il punto A.1.4: “Compensazione del rischio incendio (strategia antincendio)” cita invece: «Relativamente agli impianti di protezione attiva la documentazione indica le norme […] nonché l’idoneità dell’impianto in relazione al rischio di incendio presente nell’attività».

In merito agli impianti è opportuno evidenziare come la loro “idoneità” citata dal Dm 7.8.12 non passa dalla semplice constatazione: “l’impianto c’è”, ma soprattutto da analisi relative al progetto (il livello di prestazione previsto è adeguato al livello di rischio incendio? In caso di modifiche all’attività l’impianto è ancora adeguato?), alla realizzazione (l’impianto garantisce i livelli di prestazione previsti? Sono presenti le certificazioni e le attestazioni che lo dichiarano? Sono aggiornate rispetto alla realtà dell’attività?), sia infine al mantenimento nel tempo dei livelli di prestazione stabiliti (e quindi la manutenzione). La valutazione del rischio, seppur di tipo qualitativo, dovrà quindi risultare la più oggettiva possibile, stabilendo in primo luogo gli obiettivi di sicurezza da raggiungere, e di conseguenza le misure idonee al loro raggiungimento. In una procedura di questo genere si introduce quindi il concetto di “rischio residuo” che dovrà risultare accettabile, e tale sarà solo se tutti gli obiettivi di sicurezza saranno stati raggiunti. Come sempre avviene negli aggiornamenti normativi, una nuova impostazione valida per un settore dell’attività, essendo più avanzata e completa, può ed anzi deve essere applicata anche agli altri settori. Così la nuova metodologia per la valutazione del rischio di incenl’industria meccanica 687 | 24

di Tiziano Zuccaro

dio si dovrà applicare non solo agli impianti, ma anche a tutti gli altri aspetti correlati alla gestione del rischio di incendio, e cioè: sostanze pericolose ed eventuali sorgenti di innesco potenziali, le carenze delle strutture, degli impianti di processo e tecnologici e carenze degli aspetti gestionali. Come realizzare tutto questo nella maniera più oggettiva possibile? Il riferimento non può che essere il Requisito di Base n. 2: “Sicurezza in caso di incendio” del Regolamento Prodotti da Costruzione Ce 305/2011 (e del relativo Documento Interpretativo), che ha sostituito dal 1° luglio di quest’anno la Direttiva Prodotti da Costruzione 89/106/Ce. Tale requisito stabilisce i seguenti obiettivi di sicurezza da perseguire in caso di incendio (obiettivi che vengono citati anche nelle più recenti norme di prevenzione incendi emanate dal Ministero dell’Interno): • la capacità portante dell’edificio sia garantita per un periodo di tempo determinato; • la produzione e la propagazione del fuoco e del fumo all’interno dell’opera siano limitate; • la propagazione del fuoco ad opere vicine sia limitata; • gli occupanti possano lasciare l’opera in sicurezza; • sia garantita la sicurezza per le squadre di soccorso.


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the new analysis of the fire risk Sicurezza tecnica in Europa

Come si stanno muovendo le associazioni professionali europee nel settore antincendio? Quali possono essere le collaborazioni che si possono sviluppare tra associazioni pro-fessionali e settoriali? La risposta a queste domande su industriameccanica.it

Technical safety in Europe

What’s about the European associations in fire prevention? What might be the partnerships that can develop between professional associations and sector? The answers on industriameccanica.it LeGGi L’articOLO OnLine WWW.industriameccanica.it / HOmePaGe / sPeciaLe sicurtecH

Solo nel momento in cui il raggiungimento di tali obiettivi potrà essere attestato in maniera documentata attraverso progetti, dichiarazioni di conformità, certificazioni, procedure di emergenza e di gestione, sarà possibile affermare in maniera oggettiva che il rischio residuo all’interno dell’attività risulta accettabile. Da tutto questo consegue che la metodologia per la valutazione del rischio di incendio in tutti gli ambienti di lavoro va innovata e aggiornata per tener conto delle indicazioni che emergono dalle nuove impostazioni previste dal Dm. 7.8.12. In considerazione poi dell’emana-

zione della Legge 4/2013 si potranno creare delle figure professionali in grado di avere la massima competenza nel settore specifico: nel nostro caso quello dell’analisi del rischio di incendio. Per questo è necessario un elevato livello di qualificazione e un continuo aggiornamento formativo delle figure che operano in tale campo. Qualificazione ed aggiornamento conti-nuo sono requisiti che potranno essere certificati attraverso l’European Qualification Framework (Eqf) e garantiti da associazioni professionali non organizzate di cui alla Legge 4/2013. □ 25 | settemBre OttOBre 2013

Ministerial Decree 20/12/12: “Technical rules for the planning of the fire protection sprinkler system in the activities subject to it” has introduced important additions from a technical point of view such as the opening to the European and international best practice norms, as well as from the methodological point of view – even if not explicitly – for the evaluation of the “fire risk”. We consider in fact the Ministerial Decree 20/12/12 in the light of the indications of the Ministerial Decree 7/8/12: “Relevant norms to the formal procedure of presentation of the petitions concerning the procedures of fire prevention and to the documentation to attach, pursuant the DPR 1 August 2011, n. 151”, with reference to points A.1.3 and A.1.4 of An-nex I. Point A.1.3: “Qualitative evaluation of fire risk” establishes: “The third part of the report contains the qualitative evaluation of the level of fire risk, the indication of the safety objectives and the indication of the actions carried out to pursue them”. Point A.1.4: “Compensation of the fire risk (fire prevention strategy)” instead cites: “Relatively to the active fire protection systems the documentation indicates the norms […] as well as the suitability of the installation in relation to the fire risk present in the activity”. Regarding the installations it is opportune to emphasise how their “suitability” cited in the Ministerial Decree 7/8/12 does not stop at the simple observation: “the installation is present”, but above all from relevant analysis of the project (is the level of service expected adequate to the level of fire risk? In case of changes of the activity, is the installation still adequate?), to its realisation (does the installation guarantee the levels of service expected? Are there certifications and attestations that declare it? Are they updated with respect to the actual situation?) and lastly, is the mainte-


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nance over time at the established service levels (and therefore its maintenance?). The evaluation of the risk, even if of a qualitative type, will have to be therefore as objective as possible, establishing in the first place the objectives of safety to reach, and as a result the appropriate measures for their achievement. In a procedure of this type the concept of “residual risk” is thus introduced, which could be deemed acceptable, and will be such only if all the safety objectives have been reached. As always occurs in normative updatings, a new setting, valid for a sector of the activity, being more advanced and complete, can also be applied to the other sectors. In this way the new methodology for the evaluation of the fire risk applies not only to the installations, but also to all the other aspects correlated to the management of the fire risk, and that is to say: dangerous substances and eventual sources of potential ignition, the deficiencies of the structures, of the process and technological installations of trial and deficiencies of the administrative aspects. How to realise all this in the most objective manner possible? The reference can only be to the Base Requisite n. 2: “Safety in case of fire” of the Ce Construction Products Regulations 305/2011 (and of the relevant Interpretation Document), that replaced since this 1st of July of this year the Construction Products Directive 89/106/Ce. Such requirement establishes the following safety objectives to pursue in case of fire (ob-jectives that are cited also in the most recent fire prevention rules of issued by the Ministry of the Interior):

• the supporting capacity of the building is guaranteed for a specific period of time; • the production and the propagation of fire and of smoke within the structure are limited; • the propagation of the fire to nearby structures is limited; • the occupants may leave the structure in safety; • the safety for the emergency squads is guaranteed. Only in the moment in which the obtaining of such objectives can be attested in a manner that is documented across projects, declarations of conformity, certifications, procedures of emergency and of management, will it be possible to affirm in an objective manner that the residual risk of the activity is acceptable. From all of this derives that the methodology for the evaluation of the fire risk in all of the work environments is innovated and updated to take into account the indications that emerge from the new rules set out by the Ministerial Decree 7/8/12 In consideration then of the issuing of Law 4/2013 some professional figures are created that will have the greatest competence in the specific sector: in our case, that of the analy-sis of fire risk. For this reason, a high level of qualification and a continuous updating and training of the figures that operate in such field is necessary. Qualification and continuous updating are requisites that will be able to to be certified by means of the European Qualification Framework (Eqf) and guaranteed by professional associations that are not organised pur-suant to Law 4/2013. □

l’industria meccanica 687 | 26

(Continua da pagina 21)

Another important aspect on which DM 37 highlighted some difficulties for sector operators was that regards the technical legislation which defines total compliance to installation standards. DM 37, which originated with the Ministry for Economic Development, is principally tied to the unification process of the common European market, and makes specific reference to European technical legislation, placing all the published technical legislation from Europe and that for any of the countries who have signed the EEA agreements (European Economic Area) on an equal footing, thus excluding any legislation originating outside Europe. In the fire management sector this created a noticeable limit regards the more modern and advanced sector technologies, which mostly originate in the USA, which introduce evident difficulties for those project designers and installers who wished to create systems using cutting edge technologies. The current legislative position, made up from the Dm 37 from 2008 on the settingup of technological systems for buildings, and the Decree for Installations which integrates the former regards the specific fire management systems, make up a “legislative package” which is effectively complete and up to date for the sector. From now until we actually see concrete results a fair amount of time will pass, and undoubtedly an important role will be played by the efficiency and common sense of the checks which will be conducted by the authorities. □


“Panta rei” a contatto con l’acqua scenari in divenire Drinking Water Directive, regolamento Prodotti da Costruzione e 4Ms: i punti chiave del panorama normativo nazionale ed europeo di Alessandro Maggioni l’industria meccanica 687 | 28

Foto © Giovanni Alfieri - www.giovannialfieri.com

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I

materiali e i componenti a contatto con acqua potabile devono sottostare a un complesso quadro legislativo di riferimento, il cui obiettivo è garantire in primo luogo che l’acqua erogata risponda pienamente ai requisiti qualitativi per essa previsti come obbligatori in tutto l’ambito europeo, così assicurando la salvaguardia della salute degli utilizzatori. La situazione normativa nazionale e comunitaria è oggi in piena evoluzione: nell’ambito dei materiali e componenti utilizzati a contatto con acqua potabile, in Italia il Decreto Ministeriale 174/2004 vede ormai necessario l’aggiornamento delle sue liste positive relative alle diverse tipologie di materiali. In Europa, inoltre, quattro Stati Membri (Germania, Francia, Regno Unito e Olanda) hanno formalizzato nel 2011 un’iniziativa volta a far convergere in un unico schema le legislazioni dei propri paesi. Alla luce di tale scenario, riteniamo utile fare il punto sull’attività in corso in ambito sia nazionale sia europeo. Per materiali a contatto con acqua potabile si intendono tutti i materiali ed i componenti che vengono utilizzati negli impianti fissi di captazione, trattamento, adduzione e distribuzione delle acque destinate al consumo umano. Esempi di apparecchiature che rientrano a pieno titolo nel campo di applicazione della normativa di riferimento sono prodotti della rubinetteria sanitaria, valvolame, raccorderia, tubazioni, pompe, contatori per acqua, filtri, scaldacqua elettrici e a gas, bollitori solari, pompe di calore per la produzione di acqua calda sanitaria, apparecchiature per il trattamento dell’acqua. Il quadro legislativo di riferimento cui devono sottostare tali apparecchiature (e i materiali utilizzati nella produzione) è molto complesso e distinto in due livelli, comunitario e

prettamente nazionale. A livello europeo, esistono due testi legislativi di riferimento: • La Direttiva 98/83/Ce Dwd - Drinking Water Directive; • Il Regolamento (Ue) 305/2011 Cpr - Prodotti da Costruzione. La correlazione tra le due leggi comunitarie è dovuta al fatto che l’articolo dieci della Direttiva Drinking Water richiama esplicitamente la Direttiva Cpd (dal primo luglio 2013 definitivamente sostituita dal Regolamento Cpr). In primo luogo, la Direttiva 98/83/ Ce Dwd definisce le caratteristiche qualitative che l’acqua destinata al consumo umano deve avere all’uscita dal rubinetto finale: questo significa che tutti i materiali con cui l’acqua entra a contatto per arrivare al rubinetto finale devono avere requisiti tali da non comprometterne le caratteristiche qualitative. In base alla Direttiva 98/83/Ce Dwd, per acque destinate al consumo umano, s’intendono: a) tutte le acque trattate o non trattate, destinate a uso potabile, culinario o per la preparazione di cibi o per altri usi domestici, a prescindere dalla loro origine, siano esse fornite tramite una rete di distribuzione, mediante cisterne, in bottiglie o in contenitori; b) tutte le acque utilizzate in un’impresa alimentare per la fabbricazione, il trattamento, la conservazione o l’immissione sul mercato di prodotti o sostanze destinate al consumo umano, escluse quelle la cui qualità — secondo quanto determinato dalle autorità nazionali competenti — non può avere conseguenze sulla salubrità del prodotto alimentare finale. Per «impianto di distribuzione domestico» s’intende invece le condutture, i raccordi e le apparecchiature installati e fra i rubinetti normalmente utilizzati per il consumo umano e la rete di distribuzione. 29 | settemBre OttOBre 2013

“Panta rei”,

in contact with water scenarios underway The point on the normative regarding materials and equipment in contact with drinking water. The materials and the components in contact with drinking water should undergo a complex legislative framework, whose objective is to guarantee in the first place that the water distributed fully responds to the obligatory qualitative requirements as set out in the entire European sphere, thus ensuring the safeguarding of health of those who use it. The national and EC norms are today in full evolution: in the sphere of the materials and components used in contact with drinking water, in Italy the Ministerial Decree 174/2004 now sees as necessary the updating of its positive lists relative to the different typologies of materials. In Europe, furthermore, four Member States (Germany, France, the United Kingdom and Holland) formalised in 2011 an initiative aimed at the convergence of the legislations of their own countries into a sole scheme. In the light of such a scenario, we believe it is useful to understand the activity underway both in the national and European spheres. For materials in contact with drinking water, one considers all of the materials and the components that are used in the fixed plants of captation, treatment, adduction and distribution of the waters destined for human consumption. Examples of equipment that are fully considered in the field of application of the reference norm are sanitary faucet products, valves, joints, tubes, pumps, water metres, filters, electrical and gas water heaters, solar boilers, heat pumps for the production of hot sanitary water, equipment for water treatment. The legislative reference framework that such equipment must adhere to (and the materials used in their production) is very


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I parametri di riferimento delle sostanze ammissibili nell’acqua destinata al consumo umano sono definiti dagli allegati tecnici della Direttiva Dwd. In particolare, gli allegati definiscono i valori limite dei parametri microbiologici e chimici ammissibili e le caratteristiche organolettiche dell’acqua affinché possa essere considerata potabile (a titolo di esempio, segnaliamo che da dicembre 2013 il contenuto massimo di Piombo ammissibile in acqua potabile passerà da 25 μg/l a 10 μg/l). Continuando l’analisi dei contenuti della Direttiva, come detto particolare importanza riveste l’articolo dieci (dal titolo “Garanzia di qualità del trattamento, attrezzature e materiali”) che attribuisce a ogni stato europeo il compito di adottare le disposizioni nazionali necessarie affinché nessuna sostanza o materiale per i nuovi impianti utilizzati per la preparazione o la distribuzione delle acque sia presente in concentrazioni superiori al necessario. Per rispettare tale mandato, l’Italia ha pubblicato il Decreto Ministeriale 6 aprile 2004 n. 174 “materiali e oggetti utilizzati a contatto con acque destinate al consumo umano”, le cui principali caratteristiche sono le seguenti: • richiede l’osservanza di “liste positive” per la composizione dei materiali ammissibili (metalli, materie plastiche, gomme, acciai, ecc.); • per alcuni materiali (ad es. gli acciai inossidabili) il Decreto rimanda al Dm 21 marzo 1973 relativo ai materiali a contatto con alimenti; • regolamenta specificatamente altri materiali, per i quali definisce i limiti di composizione e di presenza di impurezze; • impone che ogni fornitura sia accompagnata da opportuna etichettatura, stampigliatura o marcatura (ove non possibile, da dichiarazione) per indicare che gli oggetti sono conformi alle disposizioni del decreto; l’industria meccanica 687 | 30

complex and distinguished in two levels, the EC level and the strictly national one. At the European level, there are two reference frameworks: • The Directive 98/83/Ce Dwd - Drinking Water Directive • Regulation (Eu) 305/2011 Cpr - Construction Products Regulation The correlation between the two European laws is due to the fact that article ten of the Drinking Water Directive explicitly refers to the Cpd Directive (from 1 July 2013, definitively substituted by the Cpr Regulation). In the first place, the Directive 98/83/Ce Dwd defines the qualitative characteristics that water destined for human consumption must have at the exit of the final faucet: this means that all of the materials with which the water enters into contact in order to arrive the final faucet should have such requirements so as not to compromise its qualitative characteristics. Based on the Directive 98/83/Ce Dwd, for waters destined for human consumption, it is understood: • all the waters treated or not treated, destined for drinking, culinary use or for the preparation of foods or for other domestic uses, not taking into account their origin, are supplied by means of a distribution network, through tanks, in bottles or in containers; • all the waters used in a business of food production, the treatment, the conservation or the issuing on the market of products or substances destined for human consumption, excluded those whose quality — according to what is determined by the competent national authorities — cannot have consequences on the healthiness of the final food product; By “installation of domestic distribution” it is understood instead as the tubes, pipes and instruments installed between the faucets normally used for human consumption and the distribution network. The parameters of reference of the acceptable substances in the water destined for human consumption are defined by the technical annexes of the Dwd Directive. In particular, the annexes define the limit values of the acceptable microbiological and chemical parameter and the sensory characteristics of the water so that it can be considered potable (by way of example, we


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indicate that from December 2013 the maximum allowed Lead content in drinking water will pass from 25 μg/l to 10 μg/l). Continuing the analysis of the contents of the Directive, as stated, special importance will be given to article ten (entitled “Guaranteed quality of the treatment, instrumentation and materials”) that attributes to every European state the task of adopting the national dispositions necessary so that no material or substance for the new installations used for the preparation or the distribution of the waters is present in concentrations superior to that which is necessary. To respect such mandate, Italy has published the Ministerial Decree 6 April 2004 n. 174 “materials and objects used in contact with waters destined for human consumption”, whose main characteristics are the following: • requires the observance of “positive lists” for the composition of the acceptable materials (metals, plastic materials, rubber, steel, etc.); • for some materials (for ex. stainless steel) the Decree refers to the Ministerial Decree 21 March 1973 relative to the materials in contact with food; • it specifically regulates other materials, for which it defines the limits of composition and presence of impurities; • it imposes that every supply is accompanied by opportune labelling, printing or marking (where not possible, by a declaration) to indicate that the objects are in line with the dispositions of the decree; • it authorises the manufacturers to autocertify the conformity to the decree of the products put on the market. The second European measure that should be considered is the Regulation (Eu) 305/2011 Cpr, relative to construction products. The Cpr Regulation entered fully in force on the 1st of July of this year (abrogating the old Directive 89/106/Cee Cpd) and sets the rules for the commercialisation of the products incorporated in a permanent manner in the buildings, including all those materials and instruments that enter in contact with drinking water. Among the requirements that have to be respected from such equipment, there is, in fact, the lack of dispersal of dangerous substances or of substances having a negative

• autorizza i costruttori ad autocertificare la conformità al Decreto dei prodotti da essi immessi sul mercato. Il secondo provvedimento comunitario che deve essere considerato è il Regolamento (Ue) 305/2011 Cpr, relativo ai prodotti da costruzione. Il Regolamento Cpr è entrato pienamente in vigore dal primo luglio di quest’anno (abrogando la vecchia Direttiva 89/106/Cee Cpd) e fissa le regole per la commercializzazione dei prodotti incorporati in maniera permanente negli edifici, compresi tutti quei materiali e apparecchiature che entrano in contatto con acqua potabile. Tra i requisiti che devono essere rispettati da tali apparecchiature, vi è, infatti, la non dispersione di sostanze pericolose o di sostanze aventi un impatto negativo sull’acqua potabile. Come detto in precedenza, l’articolo. 10 della Direttiva Dwd richiama esplicitamente la Direttiva 89/106/ Ce Cpd relativa ai prodotti da costruzione, oggi sostituita dal Regolamento Cpr. Questo significa che: • i prodotti che rientrano nel campo di applicazione del Regolamento Cpr e che sono impiegati a contatto con acqua potabile (ad esempio i rubinetti domestici) devono avere requisiti tecnico-igienici compatibili con le norme tecniche armonizzate alla Direttiva stessa, e tali requisiti devono garantire il rispetto dei parametri fissati dalla Direttiva Dwd; • le specifiche tecniche del Regolamento Cpr devono essere conformi alle prescrizioni della Direttiva Dwd. Quanto finora illustrato fa ben comprendere quale sia la complessità del quadro legislativo di riferimento per i materiali e i prodotti a contatto con acqua potabile. L’aspetto più evidente è che, a differenza di altri settori inerenti la sfera della salute dei cittadini, e malgrado gli sforzi profusi in anni di lavoro, 31 | settemBre OttOBre 2013

non si è riusciti a definire una legge comunitaria completa che avesse l’obiettivo di definire un unico schema di valutazione armonizzato dei materiali e prodotti in contatto con acqua destinata al consumo umano valida in tutta Europa. In questo contesto, quattro stati europei hanno avviato un’importante iniziativa che sta avendo grosse ripercussioni anche a livello italiano: Germania, Francia, Olanda e Regno Unito stanno infatti collaborando, su base volontaria, per fare convergere in un unico schema le proprie legislazioni nazionali per i materiali a contatto con acqua potabile. Questa importante collaborazione è stata informalmente denominata “Iniziativa 4 Member States” ed è stata sancita dalla firma, a gennaio 2011, di una “Dichiarazione di Intenti”, ossia di un documento non vincolante che attesta il mutuo impegno dei quattro Stati firmatari. L’aspetto principale di questo accordo è che i paesi aderenti al gruppo 4Ms si sono posti l’obiettivo di sviluppare un approccio comune per: • la definizione dei criteri di accettazione degli elementi costituenti i materiali idonei per l’uso a contatto con acqua potabile; • la definizione delle procedure di prova dei materiali stessi; • l’utilizzo delle stesse procedure di prova e la definizione di valori soglia uguali per tutti i paesi aderenti; • la definizione delle procedure di prova per i prodotti idonei per l’uso a contatto con acqua potabile • l’accreditamento di un numero adeguato di organismi di certificazione e laboratori di prova. L’elemento caratterizzante l’attività del Gruppo 4Ms è la definizione delle procedure di prova e dei criteri di accettazione di sostanze, materiali e prodotti idonei per l’uso a contatto con acqua potabile. Per procedere operativamente nei lavori, è stato creato un Joint Mana-


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gement Committee, il cui compito è coordinare l’attività dei rappresentanti degli stati aderenti all’iniziativa. Si può inoltre dire che gli stati aderenti all’iniziativa si siano “divisi i compiti”, in quanto ognuno di essi sta lavorando su una determinata tipologia di materiali: • Germania responsabile per materiali metallici; • Olanda responsabile per materiali organici. • Francia responsabile per materiali cementizi; • UK responsabile per norme per crescita microbiologica e materiali non metallici.

Soltanto la Germania ha dichiarato l’intenzione di far entrare in vigore da dicembre di quest’anno la nuova legislazione di riferimento per i materiali metallici, risultato del lavoro congiunto del Gruppo 4Ms; è comunque previsto un periodo transitorio di due anni in conseguenza del quale l’obbligo di utilizzo esclusivamente dei materiali inseriti nella lista positiva partirà dal primo dicembre 2015. Come detto, per gli altri paesi e per le altre tipologie di materiali non è ancora possibile prevedere quando saranno introdotti gli obblighi derivanti dall’Iniziativa 4Ms. Per quanto riguarda il contesto

La situazione normativa è in piena evoluzione Inoltre, i quatto paesi aderenti non costituiscono un “circolo chiuso”: il Portogallo ha infatti già formalizzato la volontà di aderire all’iniziativa mentre la Spagna è candidata come prossimo paese aderente Senza entrare nei dettagli tecnici del lavoro che stanno portanti avanti i paesi aderenti al Gruppo 4Ms, è importante sottolineare come le nuove procedure in corso di definizione diventeranno cogenti solo dopo la loro implementazione nel corpo legislativo nazionale dei singoli paesi aderenti. Questo processo di integrazione prevede tempistiche e modalità differenti in ciascuno dei paesi aderenti, al momento di difficile previsione.

nazionale, le istituzioni competenti (Ministero della Salute che si avvale della collaborazione dell’Istituto Superiore di Sanità) stanno seguendo con grande attenzione l’evolversi della situazione a livello europeo. Occorre, infatti, considerare che l’Italia dovrà in tempi brevi procedere con la revisione degli allegati tecnici del Decreto Ministeriale 174/2004 in quanto il termine di validità degli stessi, pari a 5 anni, è ormai scaduto. Il lavoro prettamente tecnico dovrà però essere preceduto da una precisa scelta di carattere politico: l’adesione o meno del nostro paese all’Iniziativa 4Ms (si prevede che la scelta definitiva venga presa entro la fine dell’anno). □

LeGGi OnLine WWW.industriameccanica.it seZiOne ediLiZia materiali a contatto con acqua potabile. il 3 luglio scorso la giornata tecnica organizzata dall’istituto tifq in collaborazione con anima per fare luce su tutti gli aspetti normativi. l’industria meccanica 687 | 32

impact on drinking water. As stated previously, article 10 of the Dwd Directive explicitly refers to Directive 89/106/Ce Cpd relative to construction products, today replaced by the Cpr Regulation. This means that: • the products that fall into the application field of the Cpr Regulation and that are employed in contact with drinking water (for example, domestic faucets) should have technical-hygienic requisites that are compatible with the technical norms matched to the Directive itself, and such requirements should guarantee the respect of the parameters set by the Dwd Directive. • the technical specifics of the Cpr Regulation have to be in line with the prescriptions of the Dwd Directive. What has been up to now illustrated makes it quite clear what the complexity of the legislative reference framework is for the materials and the products in contact with drinking water. The most evident aspect is that, differently from other sectors regarding the sphere of the health of citizens, and despite the extensive efforts in years of work, there has not been a definition of a complete European law that has as its objective defining a sole scheme of evaluation in line with the materials and products in contact with water destined to human consumption valid in all of Europe. In this context, four European states have launched an important initiative that is having important repercussions also at the Italian level: Germany, France, Holland and the United Kingdom in fact are collaborating, on a voluntary basis, to converge in a sole scheme their own national legislations for the materials in contact with drinking water. This important collaboration has been informally called “4 Member States Initiative” and it has been sanctioned by the signature, on January 2011, of a “Declaration of Intent”, a non-binding document


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demonstrating the mutual commitment of the four signing states. The main aspect of this agreement is that the adhering countries of the 4MS group have set the objective for themselves of developing a common approach for: • the definition of the criteria of acceptance of the constituent elements for suitable materials for use in contact with drinking water; • the definition of the test procedures of the materials themselves; • the use of the same test procedures and the definition of threshold values of that are equivalent for all of the adhering countries; • the definition of the test procedures for suitable materials for use in contact with drinking water; • the accrediting of an adequate number of certification organisms and test laboratories. Characterising the activity of the 4MS Group is the definition of the test procedures and of the criteria of acceptance of the substances, materials and products suitable for use in contact with drinking water. To proceed in the activities in an operative way, a Joint Management Committee was created, whose task is to coordinate the activity of the representatives of the adhering states to the initiative. It can also be said that the adhering states to the initiative have themselves “divided the tasks”, in that every one of them is working on a specific typology of materials: • Germany responsible for metallic materials. • Holland responsible for organic materials. • France responsible for cement materials. • UK responsible for norms regarding microbiological and material growth and non-metallic materials. Furthermore, the four adhering countries do not constitute a “closed circuit”: Portugal in fact already has formalised the will

to adhere to the initiative while Spain is a candidate as the next adhering country. Without entering into the technical details of the work that the adhering countries to the 4MS Group are bringing ahead, it is important to stress how the new procedures in course of definition will become binding only after their implementation in the national legislative body of the individual adhering countries. This process of integration sets out different times and procedures in each of the adhering countries, which at the moment are difficult to predict. Only Germany has declared its intention of making the new reference legislation for metallic materials go into effect from December of this year, result of the joint work of the 4MS Group; it is however expected that there is a transitory period of two years as a consequence of which the obligation of use only of the materials introduced in the positive list starting from 1 December 2015. As stated, for the other countries and for the other typologies of materials it is not still possible to foresee when the obligations derived from the 4MS Group Initiative will be introduced. With reference to the national context, the competent institutions (Ministry of Health, which makes use of the collaboration of the Higher Institute of Health) are following the evolution of the situation at a European level with great attention. It is necessary, in fact, to consider that Italy will have to in a short time proceed with the revision of the technical annexes of the Ministerial Decree 174/2004 in that the limit of validity of the same, equivalent to 5 years, has now expired. The strictly technical work will have to however be preceded by a precise choice of political nature: the adherence or lack thereof of our country to the 4MS Group Initiative (it is expected that the definitive choice will be taken within the end of the year).. □

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Intervista a Ugo Pettinaroli, Vice Presidente Ceir

Passaporto per

Foto © Yuri Vazzola - www.yurivazzola.com

l’efficienza

Promosso dal Ceir (European Committee for the Valve Industry), l’European Water Efficiency Label è il nuovo sistema di classificazione per la misura del consumo d’acqua dei prodotti della rubinetteria sanitaria.

I

l marchio Ceir “European Water Efficiency Label” offre informazioni sulle prestazioni in termini di consumo di acqua dei prodotti. Qual è l’importanza dell’iniziativa? Il nuovo label ha la funzione di un vero passaporto per i prodotti. In un’ottica di miglioramento continuo di prestazioni e qualità, l’iniziativa fornisce informazioni ai consumatori europei sull’effettivo consumo di acqua dei prodotti acquistati, in modo da promuoverne l’utilizzo dei prodotti efficienti e definire criteri uniformi per la misura delle prestazioni dei prodotti in termini di consumo di acqua. Uno strumento, dunque, di trasparenza per valorizzare ancora di più le qualità intrinseche del made in Europe, augurandoci in un’ulteriore ripresa del marchio made in Italy nel mondo. Peraltro, proprio nella recente riunione marketing di Avr (Associazione italiana costruttori di valvole e rubinetteria), la testimonianza dei fabbricanti del “settore cromato” ha enfatizzato la sinergia in atto fra tutti i settori di Avr verso il perfezionamento dell’efficienza energetica a livello nazionale. Come aderire all’iniziativa? E a quali prodotti si applica? Il label si assegna a rubinetti e miscelatori per bagno e cucina, ovvero rubinetti singoli e gruppi miscelatori (manuali o a chiusura automatica), miscelatori termostatici, rubinetteria sanitaria ad apertura e chiusura elettronica; a dispositivi di uscita doccia e flessibili doccia

per rubinetteria sanitaria, e dispositivi per il controllo di flusso di acqua. Alla base dell’etichetta Ceir ci sono le dichiarazioni delle aziende che, su base volontaria, decidono di aderire a questa iniziativa, offrendo informazioni supportate da prove e test effettuati presso laboratori accreditati. Per aderire è sufficiente compilare l’application form e la dichiarazione di conformità dall’apposito sito web. L’iniziativa Ceir si inserisce in un ampio quadro normativo per il settore degli impianti idraulici. I prodotti della rubinetteria sanitaria devono sottostare a un complesso quadro legislativo volto a garantire il primo luogo la salvaguardia della salute degli utilizzatori di acqua potabile. Esistono ormai da molti anni numerosi provvedimenti comunitari e nazionali relativi ai materiali a contatto con acqua destinata al consumo umano, provvedimenti che sono in continua evoluzione di pari passo con il progresso scientifico. La vera novità degli ultimi anni è però la sempre maggiore attenzione data dal legislatore europeo alla riduzione dell’impatto ambientale e del consumo energetico dei prodotti della rubinetteria sanitaria. Sono, infatti, numerose le iniziative in corso, sia da parte della Commissione Europea che dell’industria del settore, che avranno un impatto significativo sul mercato e sulle scelte dei consumatori. c.f.

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A passport for efficiency Promoted by Ceir (European Committee for the Valve Industry), the “European Water Efficiency Label” is the new classification system for measuring water consumption by household taps. The Ceir “European Water Efficiency Label” brand supplies information on performance in terms of water consumption by the products. So what is important about this move? The new label will work as a real passport for the various products. In terms of continuous improvement in performance and quality, this move supplies information to European consumers on the real water consumption by the products acquired, thus promoting the use of efficient products and defining uniform criteria to measure product performance in terms of water consumption. A easily analysable tool which affords further value to Made in Europe products, assisting in a further recovery for Made in Italy brands in the world marketplace. In addition, during the recent AVR ( Associazione Italiana Costruttori di Valvole e Rubinetteria - Italian Association for the Construction of Valves and Taps) marketing meeting, reports by producers for the “chrome-plating” industry emphasised current synergy by all AVR sectors in perfecting energy efficiency nationally.

Valvole innovazione e acqua, ceir si rinnova a Ghent Il Congresso 2013 del Ceir (Ghent, 23-25 maggio) ha nominato i nuovi vertici del Comitato. Il Presidente Bulent Hacirafoglu ha lasciato la guida, per il biennio 2013-2015, a Klaus Schneider, Presidente dell’Associazione svizzera. Fra gli italiani Ugo Pettinaroli, già Chairmain della Marketing & Communication Committee, è stato eletto secondo Vice Presidente. Pascal Vinzio è Primo Vice Presidente e Chairman del Committee Building and Industrial Valves. Mentre tra i Membri del Board viene confermato il Presidente Avr Maurizio Brancaleoni.

Valves innovation and water, ceir is renewed in Ghent The Congress Ceir 2013 (Ghent, 23-25 May) has appointed a new leadership of the Committee. For 2013-2015 the new President is K. Schneider, Chairman of the swiss association. Among Italians Ugo Pettinaroli already Chairmain of Marketing & Communication Committee, was elected second Vice President. Pascal Vinzio is First Vice President and Chairman of the Committee Building and Industrial Valves. While among the Members of the Board is confirmed President Maurizio Brancaleoni Avr.

How to join? And for which products it is applicable? The label can be given to taps and mixers for kitchens and bathrooms, that is for single taps or mixer groups (manual or automatic), thermostatic mixers, electronically controlled taps; for shower attachments and shower hoses, and devices to manage water flow. The Ceir brand simply expresses a declaration by the various business, who on a voluntary basis decide to take part, supplying information supported by tests conducted in certified labs. In order to join it is sufficient to complete the application form and the compliance declaration on the designated web site. The Ceir venture is part of a wider legislative programme for the hydraulic installations sector. Household taps are subject to a complex legal requirements stature, the aim of which is to ensure primarily the health of drinkable water users. Numerous community and national measures have been in place for several years with reference to materials that come into contact with water destined for human consumption and they must be applied to businesses in this sector. These are measures change continually and keep pace with scientific progress. The real conquest of recent years however is greater focus on European legislation with reference to reduced environmental impact and the energy consumption of household taps. There are many ventures underway, both by the European Commission and by the industry itself, which will have a significant impact on the market and on consumer choice.

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Foto © Giovanni Alfieri - www.giovannialfieri.com

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costruzioni giù, l’edilizia vuole reagire

I Presidenti Produzione nelle costruzioni: -2% II trimestre vs I trimestre: -5,3% dei settori Anima Maggio 2013 (Dati Istat)

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non ci stanno


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Carlo Banfi | Assopompe

Building down, construction industry want to fights back

L’industria delle pompe per il mercato italiano dell’edilizia è purtroppo al collasso. L’unica possibilità di sopravvivenza è legata ai lavori di ristrutturazione dei vecchi edifici per incrementarne l’efficienza energetica. È però necessario creare opportunità per favorire la domanda. La detrazione fiscale per gli interventi di efficientamento energetico dovrebbe diventare strutturale per stimolare una crescita significativa degli investimenti nel settore. La recente estensione dell’Ecobonus del 65% alle pompe di calore e agli impianti di riscaldamento è beneagurante a tal riguardo. L’efficienza energetica è sì una norma di legge ma può essere vista come un’opportunità commerciale. L’industria delle pompe si è dimostrata immediatamente sensibile alla politica europea di riduzione dei consumi di energia e, tramite Europump, ha lanciato il progetto Ecopump, ed è inoltre attiva nell’elaborazione dei Regolamenti relativi ad altre tipologie di pompe per utilizzi nell’edilizia, quali quelle per acque chiare e reflue e per impianti di trattamento e depurazione.

The pump industry for the Italian construction market is regrettably on the point of collapse. The only possibility for survival is linked to renovating old buildings to improve their energy efficiency. Opportunities, however, must be created to promote demand. Tax deduction for energy efficiency improvements should become the norm to stimulate significant growth of investments in the sector. The recent extensions of the 65% Ecobonus for heat pumps and heating systems is welcome in this regard. Energy efficiency is not only a legal requirement but can also be seen as a business opportunity. The pump industry reacted immediately to European policy on reducing energy consumption and, through Europump, launched the Ecopump project. It is also actively working on regulations regarding other types of pumps for building use, such as those for clear water and wastewater and for water treatment and purification.

Maurizio Brancaleoni | Avr Non si può negare che la produzione delle valvole e rubinetteria per usi civili risenta di una fase di stagnazione del mercato, dovuta soprattutto al fermo delle costruzioni in Italia. Se ciò vale per il mercato domestico, migliore è la situazione all’estero dove, nonostante la contrazione di alcuni paesi, le esportazioni continuano a sostenere il settore. Permanendo la fiducia di una ripresa del mercato, le associate Avr continuano a investire anche sulla qualità e sicurezza del prodotto, sul risparmio energetico e nel rispetto dell’ambiente. Uno degli esempi più concreti è l’iniziativa dei produttori di rubinetteria sanitaria che hanno promosso, in ambito Ceir - l’associazione europea dei produttori di valvole e rubinetti - il marchio European Water Efficiency Label, per fornire ai consumatori informazioni sui consumi effettivi dell’acqua erogata. Dobbiamo riconoscere alle nostre associate la volontà di stare sul mercato continuando a presentarsi in maniera tecnologicamente avanzata e competitiva e, come Avr, riteniamo doveroso fare il possibile per supportare e promuovere il loro impegno.

The production of taps and valves for domestic use is unquestionably affected by a period of market stagnation, principally caused by the building freeze in Italy. So much for the domestic market, but the situation is better abroad where, despite contraction in some countries, exports continue to sustain the sector. With continuing confidence in a market upturn, AVR members continue to invest in product quality and safety, in energy saving and respect for the environment. A very practical example is the action by bathroom fittings producers who are promoting, under the banner of CEIR, the European Association for the Taps and Valve Industry, the European Water Efficiency Label, to provide consumers with information on the actual consumption of their water supply. We salute our members’ commitment to remaining on the market, continuing to demonstrate their advanced, competitive technology and, as AVR, we shall do all we can to support and promote this commitment.

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Paola Ferroli | Assotermica The building recession has repercussions on the air conditioning sector, which is closely connected to the performance of the construction market. For some time we have been saying that the major challenge is that of further promoting renovation of existing buildings, because there is practically no new building and the prospects are not encouraging. In this sense, the important objectives decreed for Italy by the European Community in terms of energy saving, reduction of emissions and development of renewable energy should act as stimulus in activating a virtuous circle, on the vast heritage of buildings and systems we have in our territory. This requires avant-garde legislation, with new performance requirements for systems and structural incentives that aim to really transform the market. We are also involved in drawing up practical, sustainable proposals for industry, partly in preparation for when European legislation on Energy Labelling and Eco-design enters into force.

La crisi del settore delle costruzioni ha ripercussioni anche sul comparto dell’impiantistica per la climatizzazione, fortemente connessa all’andamento del mercato dell’edilizia. Già da diverso tempo stiamo dichiarando che la grossa sfida è quella di dare maggior impulso alla riqualificazione degli edifici esistenti perché le nuove costruzioni sono pressoché ferme e le prospettive non sono incoraggianti. In quest’ottica gli importanti obiettivi assegnati dalla Comunità europea all’Italia in termini di risparmio energetico, contenimento delle emissioni e sviluppo delle rinnovabili dovrebbero fungere da stimolo per attivare un circuito virtuoso proprio sull’enorme patrimonio edilizio e impiantistico presente sul nostro territorio: ciò significa leggi all’avanguardia, con nuovi obblighi prestazionali sugli impianti e incentivi strutturali mirati a una reale trasformazione del mercato. Siamo inoltre impegnati a formulare proposte concrete e sostenibili dall’industria, anche in prospettiva dell’entrata in vigore dei Regolamenti europei sull’Etichettatura Energetica ed Ecodesign.

Giorgio Moro | Aqua Italia Although some politicians foresee timid signs of recovery, a date for coming out of the tunnel cannot be seen. The crisis, however, has less effect on companies with a large proportion of production for export. Our sector, too, is aligned with ISTAT’s statistics. It should be noted that the statistics also include the “product” exported. If we were to separate the latter from production, we would discover that the product “absorbed” by the market has a percentage of loss that is probably more than 20%. Our hope for the future is that politicians might induce the banking sector to get back to doing their job. On our part, the reaction has been that of technological innovation supported by research. Innovation both in work methods (equipment, energy savings etc.) and in putting new, high-tech products onto the market. Those who have gone down this road have been less hard hit by the crisis.

Nonostante parte della politica preveda timidi segnali di ripresa, non si è in grado si vedere una data per l’uscita dal tunnel. Una crisi che tuttavia investe in maniera inferiore le aziende che hanno una grossa percentuale del prodotto esportato. Anche il nostro settore è allineato sulle cifre dell’Istat. C’è da osservare che la statistica comprende anche il “prodotto” esportato. Se andassimo a scorporare quest’ultimo dalla produzione si scoprirebbe che il prodotto “assorbito” da mercato ha una percentuale di perdita che probabilmente supera il 20%. Per il futuro c’è da sperare che la politica possa indurre il settore bancario a ricominciare a fare il suo mestiere. Da parte nostra la reazione è stata quella della innovazione tecnologica supportata dalla ricerca. Innovazione intesa sia come metodi di lavoro (attrezzature, risparmi energetici, ecc.) sia come immissione nel mercato di nuovi prodotti di alta tecnologia. Chi ha percorso questa via ha risentito della crisi in maniera molto bassa.

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Alessandro Riello | Coaer Il dato evidenzia una situazione di estrema difficoltà, peraltro costante di trimestre in trimestre. Le aziende Coaer vivono questa realtà con grande preoccupazione, i risultati del mercato interno, infatti, mostrano flessioni di tali entità. La vocazione delle nostre aziende all’export è di fatto la nostra vera valvola di sfogo. Ma la via da percorrere con ancora più forza è la ricerca di soluzioni innovative e, soprattutto, la capacità di puntare su soluzioni di efficientamento degli impianti esistenti. Se riusciremo a dimostrare a un investitore che le nostre tecnologie permettono un rinnovo efficiente degli impianti in tempi di ritorno dell’investimento contenuti (circa 5 anni) è certo che potremmo sbloccare anche chi pur avendone la possibilità, è frenato negli investimenti per il timore suscitato della crisi. Il processo è già in atto, fondamentale sarà sviluppare la capacità di sensibilizzare sempre di più il mondo professionale.

The figures show a very difficult situation, that does not change from one quarter to another. Coaer member companies are going through a very worrying time, with domestic market results showing a considerable drop. Our members’ capacity for exporting is actually our real safety valve. But the road to go down with increased conviction is that of looking for innovative solutions and, above all, concentrating on energy-saving solutions for existing systems. If we manage to show an investor that our technologies efficiently restructure systems within a reasonable time of return on investment (about 5 years), we will certainly be able to encourage even those who are able to invest, but are held back by fears arising from the recession. This process is already underway, and it will be essential to develop the capacity for raising awareness among professionals.

Luca Turri | Ucomesa L’intero comparto del macchinario per le costruzioni è sensibilmente calato rispetto all’anno scorso. Il trend negativo ha colpito in particolare, negli ultimi mesi, le macchine stradali e quelle per il movimento terra. Rimane l’export, per i settori rappresentati da Ucomesa, a mostrare un andamento più favorevole. In particolare, per il comparto della perforazione gli Stati Uniti rimangono il principale mercato di sbocco, seguiti dalla new entry Etiopia e dalla Turchia; le macchine per le cave vedono ancora nell’Algeria la principale destinazione, seguita dalla Russia e, un po’ a sorpresa, dalla Grecia; per macchine e impianti per il calcestruzzo Francia e Arabia Saudita si riconfermano i primi due mercati, seguiti da Algeria, Russia e Svizzera; Germania, Francia e Turchia restano le prime destinazioni dell’export di gru a torre; ai vertici dei paesi di destinazione delle macchine stradali rimangono Russia, anche se in calo, Turchia, Francia. Anche per le macchine movimento terra la Francia rimane la principale destinazione, seguita da Germania e Russia.

The entire sector of construction machinery has seen a considerable decline over the previous year. This negative trend has particularly hit, in recent months, road and earthmoving machinery. For the sectors represented by Ucomesa the export market continues to show a more favourable trend. In particular, for the drilling sector, the United States remain the principal outlet, followed by new entry Ethiopia and by Turkey. The main destination for quarry machines is still Algeria, followed by Russia and, rather surprisingly, by Greece. For concrete machinery and equipment, France and Saudi Arabia are still the top two markets, followed by Algeria, Russia and Switzerland. Germany, France and Turkey are the main destinations for tower cranes. Top destinations for road machines remain Russia, although falling, Turkey and France. France is also the main destination for earthmoving machines, followed by Germany and Russia.

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cogenerazione

l’europa volta pagina

7 BRE saVe tHe date! KeY enerGY 2013

M NOVE

Per inFO WWW.industriameccanica.it

A Rimini, nell’ambito di Key Energy, il convegno promosso da Italcogen sulla Energy Efficiency Directive di Alessandro Fontana l’industria meccanica 687 | 40


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a cogenerazione è ormai da anni riconosciuta a livello europeo come uno dei principali strumenti di efficienza energetica, fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi 20/20/20. Il suo potenziale ha ancora un notevole margine di sviluppo e la recente direttiva “Eed” si propone di fornire gli strumenti per poterlo sfruttare. La direttiva 2012/27/Ue, meglio nota come “Energy Efficiency Directive” o “Eed”, emessa da Parlamento e Consiglio Europei il 25 ottobre 2012, va ad abrogare e sostituire due precedenti direttive: la 2004/8/Ce “sulla promozione della cogenerazione basata su una domanda di calore utile nel mercato interno dell’energia”, implementata in Italia con il Decreto Legislativo 20/2007 e la Direttiva 2006/32/Ce “sull’efficienza degli usi finali dell’energia e i servizi energetici”, implementata in Italia dai Decreti Legislativi 115/2008 e 56/2010. L’inserimento nel panorama legislativo italiano di questa Direttiva crea comunque qualche perplessità, almeno per il settore della cogenerazione, giacché si era da poco giunti ad avere un quadro legislativo relativamente stabile e completo. Infatti il completamento dell’implementazione della Direttiva 2004/8/Ce è avvenuto solo con la pubblicazione dei due decreti attuativi del 4 agosto e 5 settembre 2011, mentre la nuova Eed era già in progetto. Nelle intenzioni della nuova direttiva gli obiettivi di efficienza energetica sono raggiungibili per mezzo di svariati strumenti: ristrutturazioni degli immobili, promozione degli audit energetici, obbligo di adottare regimi di efficienza energetica a livello nazionale, informazione ai consumatori, trasparenza delle bollette, promozione dei servizi energetici, efficienza della “catena” dell’energia e, infine, promozione della cogenerazione/teleriscaldamento-

Cogeneration Europe turns over a new leaf The adoption of the Energy Efficiency Directive into Italian legislation has rewritten for the cogeneration sector the instruments for exploiting its potential, leaving, however, some perplexities and difficulties of interpretation. Here is how to understand it all. Located in Rimini, in the context of Key Energy, the conference sponsored by Italcogen on the Energy Efficiency Directive Cogeneration has now been recognised for years at European level as one of the main instruments of energy efficiency, fundamental in reaching the 20-20-20 objectives. There is still an ample margin of development for its potential and the recent EED directive aims to provide the instruments for exploiting this. EU directive 27/2012, better known as the “Energy Efficiency Directive” or “EED” was issued by the European Parliament and Council on 25th October 2012 and annuls and replaces two previous directives, the 2004/8/EC “on the promotion of cogeneration based on a useful heat demand in the internal energy market”, implemented in Italy under Legislative Decree 20/2007 and Directive 2006/32/EC “on energy enduse efficiency and energy services” implemented in Italy under Legislative Decrees 115/2008 and 56/2010. The adoption of the new directive into Italian legislation, however, creates some perplexity, at least in the cogeneration sector, as a reasonably stable, complete legislative situation had only recently been reached. Directive 2004/8/EC was only completely implemented with the publication of two implementing decrees on 4th August and 5th September 2011, when the new EED was already being formulated. The new directive envisages that energy efficiency objectives can be reached using a variety of means: restructuring buildings, promoting energy audits, mandatory 41 | settemBre OttOBre 2013

adoption of energy efficiency at a national level, consumer information, transparent bills, promoting energy services, an efficient energy “chain” and, lastly, promoting cogeneration/district heating and cooling. A lot of instruments for just one directive that, following a long and fairly troubled gestation period, has given rise to rather complex text, the result of compromises between the European Parliament and Council. The complexity of the test is inevitably causing problems of interpretation and guidelines are being prepared to resolve these. As far as cogeneration is concerned, the articles of greatest interest in the directive are number 7 “energy efficiency obligation schemes”, article 14 “promotion of efficiency in heating and cooling”, 15 “energy transformation, transmission and distribution”, as well as article 18 “energy services” of general interest. In a nutshell. Article 7 requires that energy efficiency obligation schemes be adopted by energy distributors/sellers in order to save at least 1.5% of sales volumes each year between 2014 and 2020. Italy has an advantage on this front, having invented its energy performance certification mechanism, recently updated under Min.Decree 28/12/12. However, the directive requires adoption of other measures/provisions including: carbon tax, credit instruments, incentives, standards and specific standards on energy efficiency etc.


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teleraffreddamento. Molti strumenti per una sola direttiva, che dopo una gestazione lunga e piuttosto travagliata ha dato origine a un testo piuttosto complesso, frutto di compromessi tra Parlamento e Consiglio europeo. Inevitabilmente la complessità del testo sta generando problemi interpretativi, tanto che sono in preparazione delle linee guida per poterli risolvere. Per quanto concerne la cogenera-

L’articolo 14 è sicuramente uno dei più importanti di tutta la direttiva e oltre a riprendere quanto già indicato dalla Direttiva 2004/8/Ce in tema di cogenerazione (compresa la valutazione del potenziale di sviluppo della cogenerazione), introduce l’obbligo di redigere un’analisi costi benefici – Acb per la realizzazione di impianti aventi input termico maggiore di 20 Mw, sia nuovi, sia oggetto di rifacimento. La rilevanza dell’Acb sta nel fatto

La direttiva dovrà essere recepita entro il 30 giugno 2014 zione, gli articoli di maggior interesse contenuti nella direttiva sono il numero 7 “regimi obbligatori di efficienza energetica”, l’articolo 14 “promozione dell’efficienza per il riscaldamento e il raffreddamento”, 15 “trasformazione, trasmissione e distribuzione dell’energia”, oltre all’articolo 18 “servizi energetici” di validità trasversale. In sintesi. L’articolo 7 prevede l’adozione di regimi obbligatori di efficienza energetica da porre in capo ai distributori/rivenditori di energia al fine di ottenere un risparmio pari almeno all’1,5% annuo dei volumi di vendita, per il periodo dal 2014 al 2020 compresi. Da questo punto di vista l’Italia è in una posizione di vantaggio, potendo vantare l’invenzione del meccanismo dei Cb/Tee, recentemente aggiornati con il Dm 28/12/12. La direttiva prevede comunque l’adozione di altre misure/provvedimenti, tra i quali: imposte sulla CO2, strumenti di finanziamento, incentivi, standard e norme specifiche su efficienza energetica, eccetera.

che, qualora essa dia esito positivo, l’impianto dovrà essere realizzato in assetto cogenerativo. Ad esempio, uno stabilimento industriale sito in prossimità di un quartiere abitativo o di un’altra industria dovrà prendere in esame la realizzazione di un impianto di teleriscaldamento/ raffreddamento a servizio del quartiere, oppure la cessione di calore all’industria adiacente, realizzando quindi l’impianto in assetto cogenerativo qualora l’analisi costi benefici sia positiva. L’allegato IX della direttiva fornisce indicazioni in merito all’elaborazione dell’Acb; i criteri di valutazione per l’Acb sono di carattere ambientale, economico e finanziario e includono anche aspetti occupazionali relativi all’indotto. Tuttavia rimangono ancora diversi aspetti da chiarire sull’analisi. Ad esempio, la direttiva non richiede la certificazione delle società chiamata a eseguire l’Acb: in mancanza di criteri certi di valutazione ci si potrebbe anche trovare nel caso limite in analisi sullo stesso impianto, ma l’industria meccanica 687 | 42

Article 14 is certainly one of the most important of the whole directive. As well as restating what Directive 2004/8/EC said about cogeneration (including the evaluation of cogeneration’s potential for development), it introduces a mandatory costbenefit analysis (CBA) for installations with total thermal input over 20 MW, whether new or refurbished. The importance of the CBA lies in the fact that, if its outcome is positive, the installation must use cogeneration. For example, an industrial plant close to a residential district or other industry must consider installing a district heating/cooling system to serve the residential area, or transferring heat to nearby industry, building a cogeneration installation if the cost-benefit analysis is positive. Annex IX of the directive gives indications on preparing the CBA. Its criteria of evaluation are environmental, economic and financial and also include aspects of local employment. Several aspects of the CBA, however, require further clarification. For example, the directive does not require the company carrying out the CBA to be certified, so without fixed evaluation criteria, the situation might arise where two different companies might find different results, making the CBA worthless. Another doubt stems from the lack of guarantee in continuity of heat supply to local users over the years, with consequent risk of non-return on capital invested in building the cogeneration plant. Generally speaking, the directive risks complicating further the authorisation process, while the opportunity is that of highlighting the energy/environmental benefits of cogeneration with respect to traditional systems. Article 15 deals with improving efficiency of the electricity network, promoting development of smart grids with incentives both for transmission service operators (TSO) and distributors (DSO). This article give cogeneration energy despatch priority, with priority access to the network. In short, the EED reiterates the importance of cogeneration in meeting energy efficiency objectives and considers it a fundamental instrument of distributed


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generation, comparing it with renewable sources. A word on timing - the EED must be adopted by 30th June 2014, although before that date member states must provide information including: an energy strategy (April 2013), measures to be adopted to reach the annual energy-saving target of 1.55 (December 2013), an inventory of public buildings (December 2013) and an APEE (April 2014). Other deadlines – by the end of 2015 MS must compile an up-todate report on potential for cogeneration and district heating. But what is the potential of cogeneration in Italy? And which sectors are more promising for its development? In 2010 Italy produced about 56 TWh of electricity and 41 TWh of heat from Hec (High-efficiency cogeneration). It is estimated that these values could be doubled. In the industrial sector, two recent studies have highlighted the potential of cogeneration in energy saving: The first is the European project “HREII – Heat Recovery in Energy Intensive Industries”, aimed at reducing CO2 emissions in energy-intensive companies, which led to a pilot plant generating electricity and heat from waste from electric furnaces. The second study, by Aigici-Oir, commissioned by Italcogen and other partners, evaluated in particular cogeneration potential from waste heat in energy-intensive industrial processes and the agricultural sector. In the industrial field, this study focused on heat recovery from cement, glass and steel works. It found that more than 1 TWh/year of electricity could potentially be produced from waste heat, a considerable amount, about 2% of electricity consumption of base manufacturing. In more detail, taking the period 20132030 and comparing the current scenario with potential exploitation in the sector, we get the following: • Electricity production: ~1140 GWh/year; • Reduction in energy bills: 33 M€/year; • Overall reduction in CO2 emissions: ~24 Mt; • Creation of about 350 jobs;

svolte da società diverse, abbiano esiti differenti, rendendo quindi inattendibile l’Acb. Un altro dubbio deriva dalla mancanza di garanzie sulla continuità della fornitura di calore negli anni alle utenze limitrofe servite dall’impianto, con ovvio di non rientro dei capitali investiti nella realizzazione dell’impianto in assetto cogenerativo. In generale, il rischio che si profila è quindi quello di una direttiva che appesantisce ulteriormente gli iter autorizzativi di un impianto, l’opportunità, invece, e quella di poter mettere in maggior luce i benefici energetico/ambientali creati dalla cogenerazione rispetto alle soluzioni tradizionali. L’articolo 15, è dedicato al miglioramento dell’efficienza della rete elettrica, promuovendo lo sviluppo di smart grids anche tramite incentivi sia per i gestori dei servizi di trasmissione (Tso), sia per i distributori (Dso). L’articolo assicura

Un cenno alla tempistica: la Eed dovrà essere recepita entro il 30 giugno del 2014, tuttavia alcuni documenti dovranno essere preparati dagli Sm prima di tale data: è il caso della strategia energetica, (aprile 2013), delle misure da adottare per il raggiungimento del target annuo di risparmio energetico dell’1,55 (dicembre 2013), dell’inventario degli immobili pubblici (dicembre 2013) e della presentazione del Paee, Piano Azione Italiano per l’Efficienza Energetica (aprile 2014). Tra le altre scadenze successive alla data ultima di recepimento, entro il 2015 gli Sm dovranno presentare il rapporto aggiornato sulla potenzialità della cogenerazione e teleriscaldamento. Ma qual è il potenziale della cogenerazione in Italia? E quali sono i settori più promettenti per il suo sviluppo? In Italia nel 2010 si sono prodotti circa 56 TWh di energia elettrica e

La nuova Energy Efficiency Directive crea perplessità nel mondo della cogenerazione all’energia da cogenerazione la priorità di dispacciamento con accesso prioritario alla rete. In sintesi, la Eed ribadisce l’importanza della cogenerazione al fine del raggiungimento degli obiettivi di efficienza energetica considerandola uno strumento fondamentale per la diffusione della generazione distribuita ed equiparandola alle fonti rinnovabili. 43 | settemBre OttOBre 2013

41 TWh di calore da Car. Le stime di potenziale indicano che questi valori potrebbero essere raddoppiati. Nel settore industriale il potenziale di risparmio energetico tramite cogenerazione è stato recentemente messo in luce da due studi: Il primo è il progetto europeo “Hreii”

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impianti a biomassa, la qualità si misura in decibel G

li impianti di produzione di energia che utilizzano come combustibili le biomasse sono premiati con un regime di incentivazione tanto più favorevole quanto più la biomassa utilizzata viene prodotta nelle vicinanze dell’impianto stesso (“filiera corta”); tanto migliore è la localizzazione dell’impianto al fine di ottenere una biomassa da una filiera di produzione locale, tanto più il processo si avvicina ad essere realmente carbon neutral, ovvero minimizza l’incremento di anidride carbonica in atmosfera. Non da ultimo, il rispetto del Decreto del presidente del Consiglio dei Ministri del 14/11/1997 che qualifica, per ciascuna classe di destinazione d’uso del territorio, i valori acustici limiti definiti dalla legge quadro, premia ancor di più detti impianti e ne permette la loro realizzazione a fronte di un ridotto inquinamento acustico sul territorio circostante

l’impianto. Pertanto, al fine di valutare la sostenibilità di un progetto, è fondamentale l’impatto derivante dalle emissioni causate dall’impianto, siano esse relative ai composti chimici generati dalla combustione e immessi in atmosfera, oppure relative alle emissioni sonore delle apparecchiature che costituiscono l’installazione. Si vuole qui descrivere come siano state ridotte in modo consistente le emissioni acustiche – oltre che quelle di polveri, acidi ed ossidi di azoto – in un impianto di produzione di energia elettrica da combustione di biomassa solida. L’impianto, collocato in un’area della provincia di Pavia scelta in funzione dell’ottimizzazione della filiera della biomassa, è stato dimensionato con lo scopo di ridurre al minimo (abbondantemente sotto i limiti di legge) l’impatto sul territorio circostante.

LeGGi L’articOLO OnLine WWW.industriameccanica.it HOme PaGe | case HistOrY

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di Franco Abbiati, Matteo Giavazzi e Luca Monzardo


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• Creation of associated industry and services in 2030 for the Italian market of about 400 ME. Total global net benefits for Italy would amount to about 1.4 GE, against a cost of about 128 ME in incentives (energy performance certificates). The study also points out that energyintensive companies could reduce their production costs and increase their gross margins, especially for steel and cement, by an average of 5% and 8% respectively. The critical issues concern, above all, finding the necessary funds for investing, to which might be added a certain cultural laziness in perceiving the advantages of energy efficiency. The legislative aspect also worries some self-producers, especially regarding system costs. The analysis of biomass potential highlighted a different order of dimension, albeit with greater barriers and difficulties to its full development. The study looked at agro-industry, biogas and forestry sectors. Full exploitation of potential would result in: • Production of about 26 TWh/year of electricity; • 62 Gm3 reduction in gas consumption (2013-2030) with cumulative savings of 15.6 G€ in bills; • Overall reduction in CO2 emissions: ~97 Gt; • Creation of about 36000 jobs; • Creation of a total market by 2030 for Italian businesses of about 7.6 G€. The biggest portion of potential comes from biogas (estimated annual production 23 TWh of electricity), while economic factors make cogeneration in agriculture and forestry much less attractive. In general, inability to guarantee heating use for a high number of hours/year greatly hampers the financial feasibility and return on investments for these plants. And in agriculture, the low margins of businesses make finding funds difficult. In the biomass sector, fragmentation and complex legislation do not help development, nor does reliance on incentives, which are not guaranteed to last over time. Exploitation of woods and forests would merit separate treatment, as this could

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– Heat Recovery in Energy Intensive Industries, volto alla riduzione delle emissioni di CO2 da aziende energivore, che ha portato alla realizzazione di un impianto pilota con generazione di energia elettrica e calore utile dagli effluenti di forni elettrici; il secondo studio, condotto da Aigici-Oir, commissionato da Italcogen e altri partner, ha valutato in particolare il potenziale della cogenerazione da recuperi termici nei processi industriali energivori e nel settore agricolo. In campo industriale lo studio Agici-Oir si è focalizzato sui recuperi termici da cementifici, vetrerie e acciaierie. Secondo lo studio il poten-

circa 400 M€. I benefici cumulati globali netti per l’Italia ammonterebbero a circa 1,4 G€, a fronte di una spesa di circa 128 M€ in incentivi (certificati bianchi). Lo studio evidenzia anche che le aziende energivore potrebbero ridurre i costi di produzione e aumentare il loro margine lordo, in particolare per acciaio e cemento, mediamente del 5 e 8% rispettivamente. Le criticità riguardano soprattutto il reperimento dei necessari fondi per gli investimenti, oltre a una certa inerzia culturale nel percepire i vantaggi dell’efficienza energetica. Anche il quadro regolatorio, suscita qualche preoccupazione agli autoproduttori, in particolare per quan-

La cogenerazione apre in Italia scenari favorevoli al risparmio energetico ziale di energia elettrica producibile da cascami termici è maggiore di 1 TWh/anno, un valore considerevole, pari a circa il 2% dei consumi elettrici dell’industria manifatturiera di base. Più in dettaglio, considerando il periodo 2013-2030 e confrontando lo scenario attuale con uno di sfruttamento delle potenzialità del settore, si sono ottenuti i seguenti dati: • Produzione di energia elettrica: ~1140 GWh/anno; • Riduzione dei costi energetici in bolletta: 33 M€/anno; • Riduzione complessiva delle emissioni di CO2: ~24 Mt; • Creazione di circa 350 posti di lavoro; • Creazione di un indotto complessivo al 2030 per il mercato italiano di 45 | settemBre OttOBre 2013

to riguarda la questione degli oneri di sistema. L’analisi del potenziale sulle biomasse, ha messo in luce un potenziale di un altro ordine di grandezza, anche se con maggiori barriere e difficoltà al suo pieno sviluppo. Lo studio ha considerato i settori agroindustriale, biogas e forestale. Sfruttando appieno il potenziale si otterrebbe: • Produzione di circa 26 TWh/anno di energia elettrica; • Riduzione dei consumi di gas per 62 Gm3 (2013-2030) con risparmi cumulati per 15,6 G€ sulla bolletta; • Riduzione complessiva delle emissioni di CO2: ~97 Gt; • Creazione di circa 36000 posti di lavoro;


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• Creazione di un mercato complessivo al 2030 per le imprese italiane di circa 7,6 G€. La grossa fetta del potenziale spetta al biogas (producibilità annua stimata in 23 TWh/anno di energia elettrica), mentre i fattori economici rendono molto meno attraente la cogenerazione nel settore agroforestale. In generale, la garanzia di sfruttamento del calore per un elevato numero di ore/anno rimane un vincolo stringente per la fattibilità economica e il ritorno degli investimenti di questi impianti. Inoltre, anche nel settore agricolo le basse marginalità delle aziende rendono poi difficile il reperimento dei fondi. La frammentazione e la complessità del quadro normativo nel settore delle biomasse non aiutano il suo sviluppo, così come la dipendenza da incentivi, la cui durata nel tempo non è peraltro assicurata. Un discorso a parte merita lo sfrut-

tamento dei boschi e delle foreste, che può dare indubbi vantaggi soprattutto in aree montane dove un sistema a filiera corta può generare considerevoli risparmi. Per completezza va doverosamente menzionata anche la microcogenerazione, quale importante elemento nel quadro dell’efficienza energetica nel terziario e nel residenziale. Grazie al quasi ideale matching tra richiesta di calore e di elettricità, la microcogenerazione gioca un ruolo determinante nel garantire la stabilità della rete elettrica, soggetta a forti oscillazioni nella potenza immessa da fonti energetiche non rinnovabili. La micro cogenerazione ha un forte potenziale di sviluppo e rappresenta oggi il passaggio ideale verso una tecnologia low-carbon, laddove lo scenario futuro a medio termine lasci presagire una generazione di base ancora legata ai combustibili fossili. □

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bring undoubted advantages, especially in mountainous areas where a short supply chain could generate considerable savings. In the interests of completeness, we must also mention micro-cogeneration, as an important element of energy efficiency in the third and residential sectors. Thanks to an almost perfect match of heat requirement and electricity, micro-cogeneration plays a key role in ensuring stability of the electricity network, subject to strong surges in power input from non-renewable sources. Micro-cogeneration has great potential for development and today represents the ideal step towards low-carbon technology, where the mid-term future scenario envisages base generation still linked to fossil fuels. □


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iL settOre PrOtaGOnista | coaer / anima

climatizzazione a 360 gradi Intervista ad Alessandro Riello, Presidente Coaer

di Carlo Fumagalli

Elaborazione grafica su immagini Robur SpA

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iL settOre PrOtaGOnista | coaer / anima

I

l potenziale delle pompe di calore è ormai universalmente riconosciuto. Le documentazioni italiane ed europee relative alle strategie energetiche ambientali sottolineano l’importanza dei benefici relativi a minori emissioni di CO2, tanto più che, vista la carenza di fonti energetiche in Italia, riuscire a spostare una parte dei consumi dal fossile alle rinnovabili ha effetti positivi anche sulla bilancia dei pagamenti. Tuttavia queste premesse trovano spesso ostacoli nella realtà dei fatti: la “battaglia” di Coaer per la proroga del 65% è stata spesso una rincorsa, le tariffe elettriche penalizzano sensibilmente l’utilizzo della pompa di calore nel residenziale. Tanto da chiamare ora a gran voce per questa tecnologia una legittimazione anche dal mondo della politica.

La questione energetica in Italia pone spesso dubbi alle imprese del settore, ritiene necessaria una cambio di rotta della politica? Il nostro è un Paese che non ha mai veramente affrontato una politica energetica. Si può dire che abbia vissuto molto di “emozioni”, con i risultati visti nel referendum abrogativo del 2011. Abbiamo il costo dell’energia più alto d’Europa, e non vorremmo vedere il profilarsi di scenari in cui dover importare da centrali nucleari di paesi confinanti, energia a prezzi altissimi. La questione non può essere liquidata con la scusa dell’ambientalismo: tutti siamo ambientalisti, ma per collaborare a una politica energetica nel nostro paese, è un errore cadere nel radicalismo. È quindi necessario un forte cambiamento culturale per sperare in una politica energetica italiana che sia sì rispettosa, ma, non dimentichiamolo, anche vantaggiosa.

in questo scenario accade che Paesi in cui la manifattura è pressoché assente impongano norme drastiche come quella in discussione relativa agli F-Gas. Ma l’Italia è la seconda potenza manifatturiera europea, non si può agire senza salvaguardare il lavoro in Italia, soprattutto in un momento di già diffusa disoccupazione. Peraltro, non si è ancora trovato un sostituto adeguato agli Hfc oggi utilizzati per le varie fasce di potenza e che si vorrebbero eliminati dal 2020; ciò pone grossi dubbi sulla possibilità effettiva di modificare i cataloghi e renderebbe necessaria una riprogettazione totale in tempi che siano compatibili. La conseguenza finale sarebbe un’impossibilità di operare sul mercato.

Cosa potrebbe comportare per le aziende del Coaer la proposta di revisione del regolamento F-Gas sui gas fluoranti ad effetto serra che si sta discutendo a livello Europeo? Come Coaer siamo molto preoccupati per le ripercussioni che queste norme, così come sono state ad oggi descritte, potrebbero avere. In un simile scenario cosa dovremo fare? Chiudere le nostre aziende? Le economie delle varie realtà d’Europa sono molto diverse fra loro. E

A ciò si aggiungerebbe il divieto di vendere apparecchiature già caricate di gas. Un’altra follia. Soprattutto perché il cosiddetto divieto di precarica ha implicazioni che incidono sulla sicurezza. Le eventuali ricariche dovute alla manutenzione delle macchine, infatti, dovrebbero necessariamente essere fatte “sul campo”, senza poter aver sistemi di collaudo che garantiscano la corretta funzionalità delle macchine. Non solo, in una simile ipotesi crescerebbe esponenzialmente

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iL settOre PrOtaGOnista | coaer / anima

In occasione dell’Assemblea associativa, Alessandro Riello è stato eletto all’unanimità Presidente Coaer, l’Associazione dei costruttori di apparecASSOCIAZIONE COSTRUTTORI chiature ed impianti aeraulici federata ANIMA, per il biennio 2013-2015. APPARECCHIATURE ED IMPIANTI AERAULICI Fondatore, nel 1977, di Rpm Spa, azienda produttrice di motori elettrici di cui è tuttora Presidente, Alessandro Riello ricopre anche i ruoli di Amministratore Delegato e Vice Presidente di Aermec SpA, storica azienda di famiglia nel campo della climatizzazione, Amministratore della finanziaria Giordano Riello International Group Spa e Amministratore Delegato di Sierra SpA, azienda del Gruppo che produce scambiatori di calore. Vice Presidente Coaer dal 2007 al 2009, Riello è molto attivo anche in campo associativo, con ruoli di rilievo in Confindustria. Nel 2012 è stato insignito della Stella al merito del Lavoro.

il rischio di rilasciare emissioni di refrigerante nell’atmosfera, perché avverrebbero in ambiente pressoché privo di norme di sicurezza, mezzi adeguati e, soprattutto, personale specializzato. E c’è di più: le aziende produttrici si troverebbero ad affrontare, oltre a maggiori costi, un prevedibile aumento dei contenziosi relativi alla garanzia. I produttori dovrebbero, insomma, farsi carico di una responsabilità delicatissima che non dipende dal proprio operato, con il rischio di rimetterci in immagine e credibilità. Quanto è consapevole il consumatore finale della convenienza della pompa di calore per il risparmio energetico? Oggi la pompa di calore non è più un termine sconosciuto agli italiani, anche in virtù delle detrazioni fiscali che comporta; l’incentivazione, insomma, ha fatto sì che l’utente lo consideri ormai un prodotto efficiente. Esiste, tuttavia, un’altra faccia della medaglia, su cui lavoreremo come aziende e come associazione: non sono ancora pienamente chiari all’utente le possibilità e le effettive implicazioni tariffarie legate all’energia elettrica. Per assurdo, oggi, chi decide di installare un sistema a pompa di calore rischia di non vedere nella bolletta i risparmi che si immaginava. Un elemento che definirei “perverso”, dovuto alle tariffe. A inizio anno si prevedeva per il 2013 un lieve aumento di produzione (0,7%) dopo un 2012 comunque stabile nonostante la crisi dell’edilizia. Conferma questi dati? La speranza di inizio anno, che prevedeva una progressiva uscita dalla fase recessiva, di fatto non è avvenuta. In questi mesi, addirittura, la congiuntura negativa ha morso in modo ancora più duro rispetto a un 2012 già di per sé difficile. I cantieri fermi, i magazzini colmi di invenduto sono spie di una crisi drammatica: servirà ancora tempo prima che l’aspetto dell’edilizia a cui le nostre aziende sono legate si rimetta in moto.

La sua ricetta per la crescita? Le aziende Coaer hanno guardato molto all’estero per poter sostenere la propria produzione (in particolare stanno crescendo le esportazioni verso l’est Europa e nei mercati del Sud America). Ma il vero punto di forza è aver lavorato soprattutto in innovazione, ad esempio affinando le tecnologie volte all’efficienza, al recupero, alla silenziosità. Ecco la chiave per crescere: dimostrare agli investitori che le nostre tecnologie permettono un rinnovo efficiente degli impianti con tempi di ritorno dell’investimento che non superano i 5 anni. È l’unico modo per sbloccare chi negli investimenti è frenato unicamente dalla paura dovuta alla crisi. Un tale processo è già in atto, si tratta di sviluppare capacità professionali di sensibilizzazione: i dati sono dalla nostra. Quali saranno i punti del suo programma come Presidente di Coaer? Parto dal presupposto che è fondamentale per noi seguire la stesura delle normative europee, per evitare di trovarci a subire norme che possano compromettere la vita delle nostre aziende. Proprio per questo vorrei muovermi, con il supporto degli associati, per avviare una sana e incisiva opera di sensibilizzazione verso la classe politica per arrivare a scelte energetiche coerenti che coincidano con gli interessi del Paese. Dobbiamo essere un fronte unito in una lobby trasparente, agendo sia a livello italiano che europeo, per far sì che siano in Europa i nostri rappresentanti, e non i rappresentanti di interessi ideologici. □

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Qualità e flessibilità

per l’automazione italiana nel mondo L

a crisi della domanda interna copre ormai la quasi totalità del mercato nazionale, come state vivendo la situazione economica? Stiamo registrando risultati interessanti anche quest’anno, per certi versi davvero sorprendenti. Certo, il mercato italiano sta vivendo una realtà di recessione pressoché assoluta in cui il segno meno è sempre più presente. Eppure proprio quest’anno abbiamo raggiunto risultati notevoli, toccando in luglio il record di fatturato nelle vendite. E questo è ancor più significativo considerando che il fatturato del 2012, con 21,5 milioni di euro, ha segnato una crescita del 7,3% rispetto al 2011.

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Foto © Redazione - www.industriameccanica.it

Intervista a Sergio Villa, Country Manager Igus Italia


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Qual è la ricetta che rende possibile questo trend? Da sempre si dice che la miglior difesa sia l’attacco, è questo il principio che sta alla base del nostro lavoro. Più nel dettaglio è senz’altro vero che l’impostazione generale della Igus è rivolta a forti investimenti in ricerca e sviluppo. La casa madre, per fare un esempio concreto, ha presentato all’ultima edizione della fiera di Hannover 134 novità (fra cui anche estensioni di gamma già esistenti), in un’ottica che punta a un ampliamento della gamma anno per anno. Igus Italia ha saputo coniugare queste caratteristiche rendendole efficaci sul mercato italiano: grazie a questo la nostra è una delle filiali più importanti e apprezzate del gruppo. Tutto nasce, quindi, da progetti e test sui nuovi prodotti. Il cuore dell’innovazione è il laboratorio di ricerca di Colonia, dove viene testato non solo il funzionamento e il ciclo di vita del prodotto, ma anche specifiche applicazioni per singoli clienti. Per scelta la casa madre non ha mai delocalizzato la produzione, che avviene per il 90% a Colonia. Il ruolo delle filiali è essenzialmente quello di distributore specializzato, e vista l’imponente industrializzazione italiana nel campo dell’automazione la posizione di Igus Italia è strategica. Quali sono i prodotti principali della vostra gamma? In particolare ci concentriamo su due linee di prodotti: sistemi per catene portacavi e cuscinetti autolubrificanti. I primi hanno il loro punto di forza nella catena preassemblata “readychain”, pronta da montare in macchina: di fatto il cliente può ordinare il kit, che noi confezioniamo su misura, completo di catena, cavi e connettori. Cuscinetti autolubrificanti e guide lineari hanno possibilità di applicazione in diversi settori e grazie alla ricerca e sviluppo continuo di materiali sono sempre più apprezzati dai progettisti che cercano le migliori soluzioni per le loro macchine. Puntiamo a fornire ordini “su misura”: il servizio al cliente è il vero contributo vincente di Igus Italia, sia in termini di customizzazione e affidabilità, sia in termini di tempo con spedizioni anche in 24 ore. Si può dire che parte del successo è aver coniugato la qualità della tecnologia all’abilità italiana di capire il cliente. È la nostra forza. Siamo specialisti nei progetti su commessa, ma apprezziamo anche ordini di pochi metri di catena o di poche boccole. A differenza di molti, infatti, non abbiamo un minimo ordinabile, e siamo in grado di soddisfare piccoli progetti speciali così come di contribuire a enormi piani. Tanto più che l’innovazione ci

Sergio Villa, Country Manager Igus Italia

Ricerca e Sviluppo A Colonia vengono testati nuovi prodotti e applicazioni customerizzate in uno dei più grandi laboratori del settore: oltre 1.750 m² di area. Ogni anno si contano:

3.000 test

per sistemi per catene portacavi

2 miliardi di cicli di test per cavi estremamente flessibili

1 milione di misurazioni elettriche

15.000 test di tribologia

- attrito e usura su più di 300 banchi prova in parallelo

53 | settemBre OttOBre 2013


mercatO | industria del mese

consente di raggiungere capillarmente, avendo un’estesa varietà di prodotti, i clienti di svariati settori. Un’orizzontalità che, peraltro, è la chiave per non subire gli alti e bassi di un singolo settore. Stiamo puntando molto sul campo dell’arredamento, dove trova spazio l’utilizzo dei cuscinetti, ma fra i settori tradizionali, il bacino più importante rimane sempre quello delle macchine utensili (con tutte le sue declinazioni), ma anche il mondo legato alla lavorazione del legno, o ancora il settore packaging alimentare, farmaceutico e industriale in genere. Come sta cambiando il mondo dell’automazione industriale? Sta prendendo forza, perché chiaramente migliora e velocizza i processi produttivi. Fra gli aspetti più importanti del cambiamento, relativamente al nostro campo, lo studio di nuovi sistemi di trasmissione che porta a una notevole riduzione degli spazi. Mi aspetto per il futuro una crescita nella richiesta di catene portacavi sempre più ridotte con miglioramenti di capacità di scambio di dati, attraverso conduttori di diametro sempre minore.

Igus Italia festeggia proprio quest’anno 20 anni di storia. È stata, e sono sicuro continuerà ad essere, un’avventura molto stimolante, punteggiata da una crescita continua e andata oltre le aspettative. Non è semplice il mercato di oggi, ma abbiamo imparato che per combattere la crisi è indispensabile aumentare sempre più la base di clienti. E proprio in quest’ottica vanno i nostri investimenti sia sui servizi web, sia nella massiccia partecipazione alle tante fiere specializzate in cui italiani di talento presentano al mondo macchine sempre più automatizzate e performanti.

c.f.

Foto © Redazione - www.industriameccanica.it

Quanto è presente il fenomeno della contraffazione nella vostra realtà? Spesso nelle fiere vediamo copie dei nostri prodotti, anche se questo è soprattutto un problema di cui si occupa la casa madre. Ma questo non ci preoccupa più di tanto: la nostra forza è, dal punto di vista del pronto, aver standardizzato una serie enorme di materiali. Un eventuale concorrente sleale dovrebbe, per assurdo, “contraffare” la straordinaria varietà del nostro magazzino.

Una casa madre con 50 anni di storia Creata nel 1964 a Colonia dai coniugi Gunter e Margret Blase che avevano iniziato allora a lavorare come terzisti per la produzione di particolari in plastica, Igus impronta fin da subito una strategia volta al miglioramento continuo. Nel 1983, con l’ingresso in azienda del figlio dei fondatori, Frank Blase, Igus individua due tipologie di prodotti – i sistemi per catene portacavi e i cuscinetti autolubrificanti - che sviluppa e inizia a produrre in proprio. Oggi l’azienda multinazionale con sede a Colonia, conta oltre 1.600 dipendenti e una presenza attiva con proprie filiali e rivenditori in 69 paesi del mondo, e può disporre di un catalogo di 80 mila articoli.

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Intervista a Luigi Frasson, Presidente Anasta

Fronte comune nel settore

saldatura e taglio Luigi Frasson è Presidente di Anasta dal 2013, anno che celebra i 40 anni dell’associazione che rappresenta saldatura e taglio. Originario di Cittadella, è laureato in Economia Aziendale all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Già membro del Consiglio Direttivo di Anasta e Presidente del 3° Gruppo Consumabili di Saldatura, Frasson ha maturato la propria esperienza presso l’azienda Ine SpA Industria Nazionale Elettrodi, di cui è Amministratore Delegato.

nia ha rallentato. Una buona domanda viene, invece, costantemente dalla Russia, così come in generale dai Paesi dell’est. Dopo un’apertura di anno deludente, anche gli Stati Uniti stanno recuperando terreno.

S

aldatura e taglio: un mercato oggi non facile ma fondamentale per l’industria meccanica. Il mercato sta seguendo l’andamento dell’industria nazionale. In termini di fatturato le aziende italiane hanno dovuto registrare un calo del 15% rispetto ai valori dell’anno scorso. Certamente si aprono opportunità all’estero (circa il 70% del fatturato degli associati Anasta è rappresentato dall’export), opportunità che, tuttavia, non compensano attualmente il calo della domanda interna. Nei primi mesi del 2013 è, infatti, in rallentamento, anche se non marcato e a macchia di leopardo: perdono ultimamente percentuali minime Spagna e Francia, anche la Germa-

Sicurezza del prodotto, un punto chiave sul quale lavorare? Vero. Per quanto riguarda le aziende produttrici il documento di riferimento è il “Reach”, regolamento europeo tramite il quale le aziende devono registrare le sostanze che impiegano. I consumabili di saldatura sono coinvolti Lo scopo del regolamento è, in ultima analisi, la ricerca di maggiore tutela della salute e dell’ambiente. Per le aziende utilizzatrici dei consumabili di saldatura è invece molto importante il nuovo regolamento Cpr (Construction Product Regulation), che sostituisce il Cpd (Construction Product Directive) precedentemente in vigore. Il Cpr introduce i principi relativi alla dichiarazione di prestazione dei prodotti che vengono utiliz-

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anima | Presidenti

zati. In questo modo aumenta in maniera esponenziale la qualità richiesta ai prodotti da costruzione per poter soddisfare i requisiti dell’impiego. Quali novità, invece, per quanto riguarda il risparmio energetico delle saldatrici? Oggi le saldatrici, e l’industria delle saldatrici, in Italia devono conformarsi a direttive europee che tendono al risparmio energetico. Ciò comporta forti investimenti. Sono infatti stati definiti i passaggi per i quali nell’arco temporale di sei anni le macchine dovranno rispondere ai requisiti standard per il risparmio energetico. Un vero e proprio cambio di rotta. La direttiva sta partendo, si sta ultimando la fase in cui le aziende devono presentare osservazioni che verranno poi portate in Europa. Prevedo sarà un percorso difficile, anche perché nel panorama italiano le aziende della saldatura sono posizionate in maniera eterogenea: alcune, in base al tipo di saldatrice prodotta, alcune che dovranno lavorare di più, ma a livello di Anasta ci sarà una risposta univoca a tutte queste richieste. Quali eventi segneranno il mondo della saldatura in questo 2013? L’evento più importante che ha visti quest’anno la partecipazione di Anasta è la fiera quadriennale mondiale dedicata a Saldatura e Taglio di Essen (“Schweissen und Schneiden 2013”), che ha avuto luogo dal 16 al 21 settembre scorso; la nostra presenza a questa manifestazione si concretizza attraverso Ewa l’Associazione europea della saldatura. Più direttamente Anasta è quest’anno coinvolta insieme ad Iis (Istituto Italiano della Saldatura) alla manifestazione Weld Cup, dedicata ai giovani saldatori. Riservata

ai ragazzi fino ai 23 anni di età, la competizione vede coinvolta una squadra per ogni nazione. Dopo una prima fase di selezione tra le squadre dei vari paesi europei si è giunti, il 19 settembre, allo scontro finale contro la compagine cinese. Insomma, Europa contro il resto del mondo. Quali saranno le priorità del suo mandato di presidenza? Raccolgo un’eredità importante prendendo il testimone da Giuseppe Maccarini, figura storica nel nostro settore. Punto principale della nuova gestione sarà implementare un fronte comune, all’interno di un economia globalizzata, insieme a tutte le istituzioni che sono coinvolte nel nostro settore. È necessario per far sentire la voce dell’Italia, che rappresenta il secondo mercato a livello europeo e uno dei principali competitor nel mondo della saldatura. Siamo primi attori, non secondari. Importante sarà per questo allargare la base associativa, oggi Anasta rappresenta circa 40 aziende che occupano 4mila addetti per una produzione di 1 miliardo di euro, ma sono almeno altre 70 le realtà che gravitano nel mondo della saldatura e taglio. L’attività dell’associazione è importante per tutti questi soggetti, associati e non associati, ricordiamo bene che le nostre commissioni tecniche elaborano il futuro normativo per tutti gli attori. □

c.f.

In campo gli Azzurri del welding Con lo spirito innovativo che la contraddistingue, Anasta ha avviato lo scorso anno, in collaborazione con l’Istituto Italiano di Saldatura, le selezioni nazionali dei giovani saldatori che formano la Squadra Ufficiale Italiana per concorrere alla Weld Cup 2013. Il 18 e 19 settembre si sono svolte le fasi finali della gara durante la manifestazione fieristica Schweissen und Schneiden (13-21 settembre) a Essen in Germania. Gli azzurri del welding, tre ragazzi di vent’anni Francesco Capone, Antonio Potente e Alberto Roma – in tasca un diploma dell’Istituto Tecnico Nautico e Aeronautico “Carnaro” di Brindisi – si sono così confrontati sul palcoscenico internazionale ottenendo apprezzatissimi risultati.

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Intervista a Bruno Cavestri, Presidente Assoferma

Punto chiave: investire in

sicurezza L’associazione Assoferma, che tutela i fabbricanti di serrature, ferramenta e maniglie, ha nominato Bruno Cavestri della Antipanic Srl come nuovo Presidente dell’associazione per il biennio 2013-2015. Bruno Cavestri da 40 anni opera in questo settore, prima per una importante azienda torinese, in seguito come socio e dirigente di una società bolognese, esperienze durante le quali ha riscontrato sempre molta soddisfazione. Dal 2005 conduce insieme ai familiari una nuova azienda che, nonostante le enormi difficoltà dei mercati, continua a crescere giorno dopo giorno. Giacomo Alban (Alban Giacomo SpA) è stato confermato Vicepresidente Assoferma.

È molto difficile rispondere con dei numeri. La mia sensazione, condivisa da altri operatori esperti di questo settore, è che ancora il 70% delle sostituzioni non è stata eseguita. Anche se è realistico pensare che soltanto una parte di questi si metteranno in regola.

S

ostituzione dei maniglioni antipanico: la proroga è scaduta e non ce ne sarà un’altra. Un suo commento a riguardo? Non ci saranno nuove proroghe. Ma è una constatazione che non deve stupirci: si pensi che il decreto è entrato in vigore nel febbraio 2005 con scadenza entro il febbraio 2011, vale a dire ben 6 anni di tempo. Senza contare che la proroga della scadenza entro febbraio 2013 aveva già allungato fino a 8 anni il periodo a disposizione. Il tempo, insomma non è mancato. In quanti non hanno ancora provveduto alla sostituzione? Possiamo abbozzare una percentuale o un ordine di grandezza?

Quali sono i rischi per chi non provvede alla sostituzione, e quanto è pericoloso in termini di sicurezza? I rischi sono quelli che si corrono ogni volta che si incorre in un incidente o disgrazia e si è chiaramente fuori regola. Per quanto riguarda i maniglioni antipanico può succedere che una porta posta su una via di fuga non si apra e impedisca la fuga di una o molte persone. Può essere interessante creare una cultura dell’utente finale e del manutentore sensibilizzandolo al tema della sicurezza? Lo sarebbe certamente anche se raggiungere davvero l’universo dei possibili interessati non è semplicissimo.

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anima | Presidenti

ASSOCIAZIONE NAZIONALE FABBRICANTI SERRATURE, FERRAMENTA E MANIGLIE

La qualità della maniglia made in Italy garantisce innanzitutto sicurezza, quanto è diffusa l’immissione sul mercato di prodotti asiatici o contraffatti? Quando si parla di prodotti asiatici si pensa soprattutto alla Cina e, per ora (e per fortuna) vi sono dati ufficiali che valutano questo tipo di importazione nel nostro Paese in circa il 5%-10%. Mercato. Nel settore “Serrature, ferramenta e maniglie” per il 2013 si prevede una sostanziale stabilità, nonostante pesi il crollo dell’edilizia e delle nuove abitazioni. Mi auguro che nel 2013 vi sia una sostanziale stabilità. Questa speranza non è per ora suffragata dai fatti poiché i dati complessivi degli associati Assoferma relativamente agli ordini acquisiti nel primo semestre del 2013 denunciano un calo del 4,6% rispetto allo stesso periodo del 2012. Per raggiungere una sostanziale stabilità con l’anno scorso occorrerebbe una forte ripresa nel secondo semestre. È lecito augurarsela ma è difficile crederci. Quali saranno i punti del suo mandato alla guida di Assoferma? Credo che il punto principale sia quello di aumentare in modo significativo il numero degli associati (cosa molto difficile da fare soprattutto in tempi come questi dove ogni nuovo costo è visto con grande sospetto e fastidio). L’unico modo forse è quello di riuscire a spiegare ai molti non associati che partecipare significa acquisire dati, notizie, valutazioni generali quantitative e qualitative, che possono aiutare ciascuno di noi a ragionare meglio, fornire importanti spunti di riflessione su nuove strategie che non siano, come spesso accade, solo frutto della nostra personale limitata esperienza. Il mondo cambia ad una velocità impressionante e dobbiamo, per forza, imparare a cavalcare il cambiamento. Farlo da soli non è facile. □

c.f.

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ucif / anima iL settOre PrOtaGOnista | anima / ucif

surfisti della finitura

ucif festeggia 40 anni di storia È

di Marcello Zinno

da molto tempo che Ucif attendeva con ansia questa fatidica data. Il 2013 è l’anno con cui Ucif, Associazione dei Costruttori di Impianti di Finitura, ha compiuto 40 anni di vita. L’associazione ha voluto festeggiare al meglio questo importante momento scegliendo una data simbolica: il 20 giugno. È esattamente il 20 giugno 1973 il giorno di nascita di Ucif, in quel giorno 17 aziende firmarono un atto costitutivo, ancora presente nell’archivio storico dell’associazione, consci della necessità di “stare insieme” e sviluppare progetti comuni. Da all’industria meccanica 687 | 60

lora Ucif è cambiata, è sicuramente cresciuta, ma ha mantenuto lo spirito di coesione e di rappresentanza di un tempo: il fatto che 9 di quelle 17 aziende fanno ancora oggi parte della base associativa di Ucif ne è la testimonianza più viva. Oggi Ucif è popolata da ben 29 aziende tra cui 5 riviste tecniche che alimentano le idee e la cultura del settore. Negli ultimi anni l’associazione ha vissuto una vera e propria accelerazione di attività e servizi, dalla formazione alla comunicazione senza tralasciare le attività istituzionali. Organizzare una festa proprio il 20


iL settOre PrOtaGOnista | ucif / anima

resistenza superficiale

di organi meccanici sottoposti ad attrito e usura Foto © Yuri Vazzola - www.yurivazzola.com

Il 14 novembre il seminario Poliefun presso il Politecnico di Milano

giugno 2013 per raccogliere tutti gli imprenditori che oggi rappresentano i trattamenti di finitura era per Ucif un’occasione troppo ghiotta. L’evento ha avuto inizio a Boffalora Sopra Ticino, dove un battello e un motoscafo hanno accompagnato tutti i partecipanti per una gita sul fiume fino ad arrivare a Cassinetta di Lugagnano. Lì prima un aperitivo e poi una cena (curata dal famoso chef stellato Fabio Barbaglino) hanno reso unica la serata. La location scelta, di grande pregio ed eleganza, ha contribuito a rendere storico il momento, un incontro conviviale tra gli

La strategia del condizionamento delle superfici quale tecnica per incrementare la resistenza a fatica, a usura e le condizioni di lubrificazione di elementi meccanici raccoglie una serie di opportunità, a volte trascurate o non sempre conosciute, che si affiancano a quelle offerte dai tradizionali trattamenti termici, termo-chimici o Pvd per molti settori dell’industria meccanica. Il seminario ha lo scopo di tracciare uno stato dell’arte in questo contesto, raggruppando una serie di relatori, tra i maggiori esperti del settore, provenienti sia dal mondo accademico sia dal mondo industriale. L’incontro vuole costruire un momento di aggiornamento e di scambio di idee e potrà essere anche un’occasione per una visita ai laboratori del Dipartimento di Meccanica del Politecnico di Milano presso il Campus Bovisa. imprenditori dei vari comparti della finitura che si sono trovati a vivere insieme un momento così speciale. Proprio il quarantesimo è stato il momento per fare un salto nel passato, scoprire i personaggi che un tempo avevano mosso la finitura, rileggere i verbali battuti a macchina (perché allora il personal computer non esisteva), rivivere i confronti tra gli imprenditori di allora, che sembrano appartenere ad un’altra epoca ma al tempo stesso sembrano trattare temi così vicini a quelli di oggi. Proprio per questo è nata l’idea di preparare un libro per l’occasione, una raccolta di interviste a tutti i principali attori dei trattamenti di superficie facendo emergere quando il settore sia mutato in questi decenni e quale sia il percorso del suo futuro sviluppo. Inoltre il libro, curato con tantissima passione da Giovanna Goi (Tecnofirma SpA), raccoglie anche le interviste ai Presidenti di Ucif e alle riviste tecniche che hanno offerto interessanti spunti da chi vive il settore non dal punto di vista meramente industriale ma da quello tecnologico e informativo. Il libro (distribuito a tutti coloro che 61 | settemBre OttOBre 2013

hanno partecipato all’evento e richiedibile a pagamento contattando la Segreteria Ucif) ha visto anche la partecipazione di Chiara Castagna, giovane artista che ha già esposto presso la Espacio Gallery di Londra. Chiara Castagna ha lavorato sulla copertina del libro cercando di riassumere tutti i caratteri distintivi della finitura: una donna che rappresenta la bellezza che può avere una superficie trattata; gli strumenti di lavoro, insostituibili alleati per gli imprenditori del settore che da sempre si “sporcano le mani” per portare migliorie e per innovare, uno sfondo dorato come ogni superficie di prestigio merita e infine la sagoma di un surfista, ripreso dal nome “i Surfisti della Meccanica” dato per l’occasione a chi opera da decenni sui trattamenti di superficie. L’evento e il relativo libro hanno rappresentato un successo talmente tanto significativo per l’associazione che il primo pensiero nel giorno successivo è stato ai prossimi 40 anni, ai futuri festeggiamenti e a cosa diranno i futuri protagonisti della finitura guardando le foto di questa festa. Noi ad oggi ne siamo orgogliosi. □


Tokyo Tower - Foto © Depositphotos

Progetto dogana Facile | anticontraffazione

lottaal falso

nuovi strumenti e nuove soluzioni 21MBRE saVe tHe date ! a milano l’eVento dedicato all’anticontraFFaZione

NOVE

Lotta alla contraffazione e la tutela della proprietà industriale Organizzato da Direzione Generale Lotta alla Contraffazione del Ministero dello Sviluppo Economico, Confindustria e Anima. di Silvia Caponera Easyfrontier, Progetto Dogana Facile

Per inFo WWW.industriameccanica.it l’industria meccanica 687 | 62


Progetto dogana Facile | anticontraffazione

P

osto che le aziende della meccanica, come quelle di ogni altro settore industriale, hanno l’esigenza di tutelare l’originalità e l’efficienza dei propri prodotti dalla contraffazione preoccupandosi che le caratteristiche tecniche dei beni proposti al mercato non vengano replicate a indebito vantaggio di commercianti senza scrupoli, viene di primo acchito spontaneo pensare di ricorrere alla protezione dei modelli o disegni industriali; senonché, la normativa ad oggi vigente propone una tutela a scadenza assai ristretta, soprattutto per aziende operanti sul mercato da molto tempo: disegni e modelli infatti godono di una protezione di massimo 25 anni dalla data della prima registrazione, non rinnovabile. Una volta scaduto il termine previsto dalla legge, sembra che alle imprese non rimanga che rassegnarsi e sperare che nessuno tenti con successo di contraffare i loro prodotti. È proprio per evitare di affidarsi solo ed esclusivamente alla buona fede del prossimo che risulta indispensabile per le industrie meccaniche, non più coperte dalla protezione di modelli o disegni, tutelarsi con il marchio2, che sintetizza e rappresenta la storia delle imprese titolari, raccogliendone tutti gli elementi distintivi. La ragione risiede nel fatto che questo diritto di proprietà intellettuale, può essere registrato ogni dieci anni, senza limiti alla facoltà di rinnovo. La lotta alla contraffazione condot-

ta con costanza dall’Agenzia delle Dogane risulta essere una vera e propria arma di difesa al servizio dell’impresa italiana3. Il Decreto legislativo n. 30 del 10 febbraio 2005 e gli articoli 473, 474 e 517 del codice penale4, rappresentano le fondamenta normative nazionali su cui poggia la tutela dei diritti di proprietà intellettuale, che va ad integrare la legislazione comunitaria di cui il regolamento 608 rappresenta il cardine. Il regolamento Esso ha ampliato il novero dei soggetti legittimati a presentare domanda di intervento alle autorità doganali, aggiungendo all’elenco, oltre ai titolari dei diritti di proprietà intellettuale, anche organi di difesa professionali ed “organi di gestione di diritti di proprietà intellettuale collettivi regolarmente riconosciuti come aventi la facoltà di rappresentare i titolari dei diritti di proprietà intellettuale”. Inoltre il regolamento garantisce adeguata protezione al marchio anche a livello unionale; è infatti possibile procedere alla registrazione di un marchio comunitario presso l’Ufficio Armonizzazione del Mercato Unitario di Alicante (Uami), rinnovabile ed avente efficacia per 10 anni a decorrere dalla domanda di registrazione in tutto il territorio comunitario. Per quest’ultimo, come per il mar-

Il 29 giugno 2013 è stato pubblicato il regolamento (Ue) N. 608/20131 del Parlamento europeo e del Consiglio del 12 giugno 2013 che introduce significative novità in materia di lotta alla contraffazione 63 | settemBre ottoBre 2013


Progetto dogana Facile | anticontraffazione

chio nazionale, la tutela dalla contraffazione5 viene garantita, oltre che ex officio dagli uffici doganali, a seguito di una domanda nazionale (con cui si richiede l’intervento solo nello stato in cui viene presentata) o unionale (con cui si domanda l’intervento in più Stati membri) gestita dall’Ufficio centrale antifrode dell’Agenzia delle Dogane (Uca). Proprio la distinzione fra istanza nazionale e unionale è un altro degli elementi di novità del 608. Entrambe le tipologie di istanze possono essere avanzate dai titolari di diritti di proprietà intellettuale tramite l’utilizzo di appositi formulari descritti nell’art. 6 (per gli elementi del formulario - anch’essi una novità - si veda il dettaglio in Tabella 1). In tale contesto è fondamentale la presentazione dell’elenco di dati relativi alle merci riconosciute come contraffatte da chi propone istanza, in quanto conferisce alle autorità la possibilità di effettuare un raffronto diretto tra prodotti originali e non, valutando correttamente e rapidamente le ipotesi di contraffazione. Dopo la ricezione della domanda, l’ufficio centrale competente può decidere se accoglierla o rigettarla entro trenta giorni dalla presentazione e, per un anno a partire dalla data di accoglimento, le autorità doganali potranno procedere alla sospensione dello svincolo o al blocco delle merci quando queste siano «dichiarate per l’immissione in libera pratica, esportazione o riesportazione; in entrata o in uscita dal territorio doganale dell’Unione; vincolate ad un regime sospensivo o poste in una zona franca o deposito franco»6, come si legge all’articolo 1 del regolamento, «se individuano merci sospettate di violare un diritto di proprietà intellettuale coperto da una decisione di accoglimento». Come accennato sopra, la dogana può in ogni caso

nuovo formulario previsto dall’ art.6 del regolamento 608/2013 • indicazione di informazioni dettagliate riguardanti il richiedente • dati specifici riguardo le merci autentiche (comprese, se del caso, marcature quali codice a barre, le immagini)

• il diritto o i diritti di proprietà intellettuale da tutelare • gli Stati membri in cui si richiede l’intervento se si tratta di una do• • •

• • •

manda unionale. lo status del richiedente documenti che forniscono le prove al servizio doganale competente che il richiedente ha facoltà di presentare la domanda; ove il richiedente presenti la domanda tramite un rappresentante, i dati delle persone che lo rappresentano e le prove dei poteri di rappresentanza di tale persona, in conformità alla legislazione dello Stato membro in cui la domanda è presentata; il diritto o i diritti di proprietà intellettuale da tutelare; le informazioni necessarie per consentire alle autorità doganali di individuare prontamente le merci in questione; informazioni pertinenti al fine di consentire alle autorità doganali di analizzare e valutare il rischio di violazione del o dei diritti di proprietà intellettuale interessati, quali i dati relativi ai distributori autorizzati.

Tabella 1: Formulario per la presentazione della domanda secondo l’art.6 del regolamento 608/2013

decidere di operare d’ufficio, anche senza che vi sia una richiesta da parte di un avente diritto. Il processo innovativo non si arresta qui In quest’armonizzato contesto normativo, spicca infatti un elemento fondamentale per la lotta alla contraffazione, che con le più recenti disposizioni viene introdotto e potenziato: lo scambio delle informazioni tra autorità nonché tra le stesse e le imprese relativamente ai prodotti originali, alle aziende produttrici e, ove noti, ad eventuali contraffattori dei marchi di cui le suddette imprese sono titolari. In quella complessa arena che è il mercato, infatti, solo la condivisione delle conoscenze permette ai giocatori di tutelarsi: le aziende che partecipano alle iniziative di scambio di informazioni, l’industria meccanica 687 | 64

vedranno remunerati i loro investimenti nella produzione di beni o servizi, senza essere usurpate dei frutti dei loro sforzi da free riders del marchio, gli acquirenti nel commercio B2B dei prodotti della meccanica italiana, quali beneficiari indiretti, godranno dal canto loro della riduzione di forme di concorrenza sleale, mentre i consumatori potranno fidarsi dell’originalità dei marchi. Le novità consistono nella realizzazione di un circuito in cui il flusso di informazioni scorra fra i servizi doganali competenti e la Commissione europea, e di uno scambio di dati fra la medesima e le autorità competenti di paesi terzi che si rendano disponibili. Perciò si affida alla Commissione il compito di istituire una banca dati da rendersi operativa entro il 1° gennaio 2015 e da alimentare con le decisioni di accoglimento


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normativa comunitaria Regolamento UE n. 608 del 26 giugno 2013

normativa nazionale

Normativa di base in merito alla tutela dei diritti della proprietà intellettuale

Decreto Legislativo n.30/2005

È il codice della proprietà industriale

Regolamento UE n. 207/2009

Disciplina del marchio comunitario

Circolare 32/D del 23 giugno 2004

Rafforza il ruolo della dogana in merito alle violazioni dei diritti di proprietà intellettuale

Direttiva CE n. 48/2004

Misure e alle procedure – civili ed amministrative - volte ad assicurare il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale

Circolare 74/D del 3 dicembre 2004

Integra la circolare 32/D del 2004

Direttiva UE n. 62/2011

Misure relative ai medicinali contraffatti

Determinazione n. 282/ UD del 28 febbraio 2004

Inerente all’attivazione di una banca dati multimediale

Tabella 2: Quadro normativo in tema di tutela dei diritti di proprietà intellettuale

delle domande fornite dalle autorità doganali, comprensive delle domande stesse e dei relativi allegati, oltre alle eventuali decisioni di proroga del periodo di intervento, di modifica o sospensione della decisione di accoglimento. La Commissione e le autorità doganali competenti si occuperanno congiuntamente della manutenzione e sicurezza delle informazioni, mentre solo le seconde provvederanno ad inserire i dati di cui sopra, a correggerli, cancellarli o implementarli. L’accesso alle autorità doganali di tutti gli Stati membri alla banca dati della Commissione, permetterà di velocizzare e rendere più efficiente il processo di identificazione e valutazione delle eventuali violazioni. L’Agenzia delle Dogane italiana ha peraltro anticipato i tempi, dando il via al “progetto Falstaff” (Fully Automated Logical System Against Forgery Fraud) nel luglio 20047.

Entro il 1° gennaio 2015 una banca dati tra aziende e dogana Tale progetto si caratterizza per la realizzazione di un archivio che riceve dati multimediali forniti dalle aziende a corredo delle istanze di tutela; queste informazioni sono rese disponibili in tempo reale ai funzionari doganali, affinché possano riconoscere più agevolmente i prodotti contraffatti ed individuare quelli non conformi agli standard di qualità e sicurezza previsti dalla normativa comunitaria. Le istanze di tutela constano di una scheda azienda con le informazioni anagrafiche del soggetto richiedente, in aggiunta alle relative segnala65 | settemBre ottoBre 2013

zioni di contraffazione e di schede prodotto in cui sono riportate informazioni di natura merceologica quali la denominazione e la classifica del prodotto, la descrizione, il tipo di diritto di proprietà intellettuale, la classificazione internazionale per i marchi (Classificazione di Nizza), eventuali immagini dei prodotti e dati identificativi della persona da contattare in caso di insorgenza di problemi tecnici. A ciò si aggiunge la possibilità per l’utente di consultare costantemente lo stato dell’istanza inviata e va anche ricordato che, dal 1° marzo 2010, è operativa la procedura telematica per la trasmissione on line delle istanze di tutela8. Visti i grandi passi avanti realizzati negli ultimi anni, non resta che ben sperare in un ulteriore impulso volto al perfezionamento e alla intensificazione dello scambio di informazioni tra le autorità doganali da un lato e tra le aziende e la dogana medesima dall’altro.


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A proposito di controlli e tutela… In tema di scambio, inteso stavolta come un rapporto di do ut des, è necessario far riferimento al rapporto che intercorre fra la Dogana e le imprese in tema di agevolazioni doganali. Queste ultime, infatti, concorrono con lo scudo della lotta alla contraffazione, al potenziamento della competitività internazionale delle imprese italiane, rendendole beneficiarie dirette di “armi” (certificazione Aeo, procedura di domiciliazione ed esportatore autorizzato) che l’Autorità affida a chi dimostra di condividere, e lavorare per perseguirli, obiettivi di conoscenza, trasparenza e legalità. In un contesto economico globalizzato quale quello contingente, la Dogana veste, infatti, i panni di controllore, indirizzando la condotta degli operatori economici e provvedendo a punirli e premiarli. Ebbene, come per altri ambiti dell’esistenza

Solo la condivisione delle conoscenze permette ai giocatori di tutelarsi umana, anche per quello doganale, all’aumentare della consapevolezza e dell’autodisciplina, corrisponde un allentamento dei controlli che si concretizza in vari modi, dalla riduzione dei tempi di accertamento e dei controlli fisici e documentali all’atto delle operazioni, alla diminuzione di costi e tempi di attesa, fino all’agevolazione delle istruttorie per il conferimento delle diverse semplificazioni previste, ove se ne possieda già almeno una. Ben più importante e consistente risulta il beneficio implicito derivante dalla concessione delle agevolazioni verso coloro che siano in grado di autocontrollarsi, conformandosi ai

requisiti di efficienza e qualità propugnati dalla Dogana. Tale vantaggio non è facile da scorgere in prima battuta, poiché ingloba tutte le facilitazioni inerenti le quotidiane operazioni svolte dalle imprese per poi superarle e concretizzarsi nell’incremento della loro competitività sul piano internazionale, attraverso la riduzione al minimo degli errori nella gestione delle formalità doganali, nella corretta codifica delle merci e quindi nell’applicazione di dazi appropriati. Insomma, quella appena delineata si configura come una vera e propria arma d’attacco al servizio di chi è sufficientemente astuto da identificarla, comprenderne l’efficacia e farla propria. □

1 - Regolamento (UE) N. 608/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 12 giugno 2013 relativo alla tutela dei diritti di proprietà intellettuale da parte delle autorità doganali e che abroga il regolamento (CE) n. 1383/2003 del Consiglio, in GUUE GU L 181 del 29.6.2013 2 - Secondo il Decreto Legislativo n. 30 del 10 febbraio 2005, art. 7, il marchio va inteso come “tutti i segni suscettibili di essere rappresentati graficamente, in particolare le parole, compresi i nomi di persone, i disegni le lettere, le cifre, i suoni, la forma del prodotto o della confezione di esso, le combinazioni o tonalità cromatiche, purché siano atti a distinguere i prodotti i servizi di un’impresa da quelli di altre imprese”. 3 - Vale la pena di ricordare l’affermazione del Direttore dell’Agenzia delle Dogane Giuseppe Peleggi in occasione della giornata sulla lotta alla contraffazione del 6 dicembre 2011 che ebbe ad affermare: “Sulla lotta alla contraffazione abbiamo armi legali formidabili: manca solo la pena di morte”. 4 - Come modificati dalla legge n. 99 del 23 luglio 2009, l’art. 474 c.p. circa l’introduzione e commercio di prodotti con segni falsi, statuisce che “chiunque introduce nel territorio dello Stato, al fine di trarne profitto, prodotti industriali con marchi o altri segni distintivi, nazionali o esteri, contraffatti o alterati è punito con la reclusione da uno a quattro anni e con la multa da euro 3.500 a euro 35.000”. Inoltre, “chiunque detiene per la vendita, pone in vendita o mette altrimenti in circolazione, al fine di trarne profitto, i prodotti di cui sopra è punito con la reclusione fino a due anni e con la multa fino a euro 20.000”. 5 - Merci contraffatte: le merci oggetto di un atto che viola un marchio nello Stato membro in cui si trovano e cui sia stato apposto senza autorizzazione un segno che è identico a quello validamente registrato per gli stessi tipi di merci, o che non possa essere distinto nei suoi aspetti essenziali da tale marchio; Fonte: regolamento (UE) n. 608 del 2013, art.2, 5)a). 6 - Art. 1, comma 1a), 1b), 1c) del regolamento (UE) n.608 del 12 giugno 2013. 7 - Agenzia delle Dogane: Determinazione n. 282/UD del 28 febbraio 2004 e Circolare 32/D del 23 giugno 2004 8 - Agenzia delle Dogane: Protocollo 169333/RU del 4 febbraio 2010

l’industria meccanica 687 | 66


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ecOnOmia

«N

mare nostrum La crescita dell’italia parte dal mediterraneo secondo uno studio di euler Hermes

Quali mercati per l’export nel mediterraneo? Quali i settori interessati? Quali asset sono da sviluppare in Italia? I problemi frequenti nell’export? E quali sono gli strumenti per superarli e assicurare i rischi? La risposta a tutte queste domande su industriameccanica.it

Guarda iL VideO deLL’interVista a WiLfried Verstraete, micHeLe PiGnOtti, LudOVic subran su industriameccanica.it l’industria meccanica 687 | 68

onostante l’ulteriore slittamento della tanto attesa ripresa, la ricostruzione dell’Italia può partire dalle opportunità presenti nell’export verso Paesi non così lontani come si potrebbe pensare. Ogni anno il potenziale di domanda di paesi del Mediterraneo e del Golfo in infrastrutture, meccanica acciaio, tessile, mobile ecc. rappresenta un valore pari a 5 miliardi di euro addizionale che le imprese italiane possono captare in termini di crescita all’estero». Euler Hermes ha descritto le evoluzioni economiche registrate in questi Paesi nonché le loro implicazioni per quanto riguarda le esportazioni di prodotti italiani. Secondo quanto riportato da Wilfried Verstraete, Ceo del Gruppo Euler Hermes, entro la fine dell’anno la crescita mondiale del Pil dovrebbe attestarsi sul +2,4%, in calo rispetto a quanto inizialmente previsto, prima di salire al +3,1% nel 2014. Ma «una stabile crescita economica e un elevato grado di apertura commerciale fanno del Medio Oriente e di Gcc aree fondamentali per l’espansione delle esportazioni italiane» spiega Michele Pignotti, Capo della regione Mediterranea, Medio Oriente e Africa di Euler Hermes, «Le costruzioni, l’energia, la meccanica e il tessile sono i settori principali di esportazione. Tuttavia, ci può essere anche un rischio più elevato di mancati pagamenti in alcune aree. Fino alla metà del 2013, abbiamo registrato un aumento a tre cifre in Turchia». Presentando i risultati preliminari dello studio comparativo sul Mediterraneo, il Capo Economista di Euler Hermes Ludovic Subran ne ha sottolineato i temi centrali: «A fare da protagonista nella crescita regionale a tre velocità del Mediterraneo saranno la Vecchia Europa, i Futuri “Campioni arabi” (Abtal) ed i paesi della Porta dell’Asia. Lo sviluppo economico generale a livello regionale che nel 2013 farà registrare un


ecOnOmia

+0,4%, dovrebbe salire al +1,7% nel 2014, con tassi di crescita divergenti fra la “Vecchia Europa” (-1,3% nel 2013 e +0,4% nel 2014) e il resto della regione (+3,5% e +4,1%). Anche se le economie avanzate continuano ad essere il fulcro commerciale e logistico della regione, le dinamiche, le opportunità ed rischi della crescita variano notevolmente da una regione all’altra». L’incremento degli investimenti nazionali in percentuale sul Pil potrebbe stimolare la crescita regionale del Mediterraneo a livello generale. Tuttavia, il prolungato limbo economico in cui versa l’Eurozona potrebbe impattare negativamente sull’intera regione, dove le inquietudini politiche e sociali insieme alle incertezze sulla domanda di consumo nei paesi Mena e Gcc determineranno maggiormente il clima economico. In quanto appartenenti alla “Vecchia Europa”, l’esportazione è il fattore chiave per ricreare la crescita in Francia, Italia e Spagna. La loro forza si basa sulle forti capacità di Ricerca e Sviluppo, la manodopera specializzata, le industrie a valore aggiunto e la presenza di consolidate infrastrutture e istituzioni per gli scambi commerciali. Tuttavia la domanda e l’offerta, così come la fiducia economica restano stagnanti, in parte perché questi paesi continuano a deindustrializzarsi. Fra i paesi di lingua araba nel bacino del Mediterraneo, il Marocco, l’Algeria e la Tunisia si affermano come i maggiori “Abtals”. Fra i paesi della “Porta dell’Asia”, l’Arabia Saudita, gli Uae e la Turchia hanno le migliori possibilità di utilizzare a proprio vantaggio i legami commerciali, sia tradizionali che di recente sviluppo, con l’Asia. I loro punti di forza comprendono l’attuale industrializzazione abbinata alla crescita delle classi medie. I rischi di questa sottoregione sono rappresentati dalla vulnerabilità rispetto ai forti flussi

12% Grafico 1

6% 37%

11%

14% 5%

15% 8%

25%

Algeria Egitto Marocco Tunisia Turchia Arabia Saudita Emirati Arabi Uniti

5% Grafico 2

5% 5% 5%

2% 5%

8% 16%

■ ■ ■ ■ ■ ■ ■

12%

■ ■ ■ ■ ■ ■

Energetico Agroalimentare Tessile Cartaceo Chimico Siderurgico

■ ■ ■ ■ ■ ■

Non ferroso Meccanico Autoveicoli Elettrico Elettronico Altri

6% Grafico 1: Quota delle esportazioni italiane per paese, % dell’export verso i “Futuri Campioni“ e la “Porta dell’Asia“ | Grafico 2: Struttura delle esportazioni italiane per prodotto, % dell’export totale (Fonte: Chelem)

di capitale, le tensioni sociali e politiche (Turchia) e la forte dipendenza dai costi energetici (Gcc). Per le imprese italiane, l’innovazione, la competitività di costo e le esportazioni rappresentano lo strumento per riportare in vita e sostenere la crescita. Le esportazioni italiane sono attualmente orientate verso prodotti tecnici di media gamma, rispetto ai leader del valore aggiunto come la Germania e gli Usa. In ogni caso, la struttura delle esportazioni italiane resta una delle più diversificate al mondo: prodotti chimici, elettronica, energia, meccanica, acciaio, tessili e auto. La vivace domanda globale che si riscontra in ciascuno di questi settori offre opportunità sia per il momento attuale che per il futuro. L’ulteriore miglioramento delle eccellenze e della produttività permetterà alle imprese italiane di ridurre i costi del lavoro e di rafforzare le capacità di servizi 69 | settembre OttObre 2013

a valore aggiunto. Anche lo sviluppo di nuove catene di fornitura e di valore potrà stimolare le esportazioni. Le imprese italiane, già messe alla prova in patria dai forti ritardi nei pagamenti e dalle insolvenze, avranno bisogno di adottare pratiche di gestione del credito più solide per affrontare i maggiori rischi che incontreranno nei paesi emergenti. Mentre i percorsi economici e commerciali a livello mondiale continuano ad allinearsi, l’Italia si trova ad un crocevia per sfruttare le opportunità di esportazione. Lo slancio globale crea delle prospettive per quei settori italiani che presentano una concentrazione intensiva di ricerca e sviluppo e di forte specializzazione. La posizione geografica del paese si traduce in opportunità logistiche e per il settore dei trasporti, grazie ai crescenti requisiti di strutture aeroportuali e portuali imposti dalle esportazioni intorno al bacino mediterraneo. □


eVenti | fiere

da mce

per far ripartire il mercato

n questa difficile congiuntura economica la ripresa del nostro paese passa dal rilancio dell’edilizia e, in particolare, per il mercato delle ristrutturazioni che ricopre uno spazio importante sul totale del nostro patrimonio edilizio di cui il 60% risale a più di 35 anni. La riqualificazione energetica degli edifici può rappresentare il volano per la ripartenza del mercato delle costruzioni e a cascata di quello dell’impiantistica nonché favorire la transizione verso edifici a maggior efficienza energetica in linea con gli obiettivi del “pacchetto 20/20/20”. «Penso che la scelta di valorizzare il patrimonio edilizio esistente sia un primo segnale positivo – dichiara Massimiliano Pierini, Business Unit Director di Reed Exhibitions Italia – per sostenere uno dei comparti più importanti della nostra industria che si distingue in tutto il mondo per eccellenza e innovazione. Mi auguro che l’estensione dell’eco-bonus – grazie anche alla pressione delle principali Associazioni di settore come Anima (Federazione delle Associazioni Nazionali dell’Industria Meccanica Varia ed Affine di Confindustria), Aicarr (Associazione Italiana Condizionamento dell’aria, Ri-

e del freddo, delle valvole, della tecnica sanitaria, degli impianti e apparecchiature per acque primarie civili e industriali, impianti di cogenerazione; un mondo produttivo di forte competitività, di innovazione, di grande successo all’estero, costituto spesso da piccole aziende che danno corpo a quell’economia dei distretti che ancora oggi, nonostante le difficoltà della crisi, riesce a competere e a fare la differenza». «Certamente – conclude Pierini – il limite temporale del 31 dicembre 2013 della detrazione del 65% rappresenta un ostacolo, specialmente per la realizzazione dei grandi impianti, mi auguro vivamente che la misura sia presto estesa

I

Massimiliano Pierini, Business Unit Director di Reed Exhibitions Italia

scaldamento e Refrigerazione), e di Mce – a caldaie e pompe di calore ad alta efficienza e alla geotermia possa rappresenta un’occasione per contribuire a supportare tutta la filiera collegata alla produzione ed installazione di impianti di nuova generazione migliorando allo stesso tempo l’ambiente in cui viviamo. Mce è infatti la manifestazione mondiale di riferimento per le tecnologie del caldo

l’industria meccanica 687 | 70

Mostra Convegno Expocomfort 18-21 marzo 2014: Eco bonus e Conto termico primo passo verso politica a sostegno delle imprese e rappresenti un primo passo di una strategia politica più ampia in grado di assicurare certezze alle nostre imprese e al nostro paese». Mce - Mostra Convegno Expocomfort, ogni due anni richiama in Fiera Milano oltre 155mila operatori professionali, di cui 35.342 stranieri e che ad oggi registra oltre 1262 espositori per la prossima edizione, in calendario dal 18 al 21 marzo 2014, considera positive le nuove disposizioni in materia di efficienza energetica e riqualificazione edilizia, approvate in questi mesi dal nuovo Governo. □


eVenti | fiere

da eFFettuare

eFFettuate

Programma fieristico 2013 di anima e delle associazioni federate (*)

data

Nome

Sede

Associazioni di Riferimento

B

15 - 18 gennaio

Chemtech +Pharma World Expo

Mumbai, India

Anima / Settori Industria Chimica

A

24 - 27 gennaio

Macef Primavera

Milano, Itallia

Fiac

A

12 - 15 marzo

Mipim

Cannes, Francia

Anima/Federcostruzioni

B

12 - 16 marzo

ISH

Francoforte, Germania

Anima / Settori Comfort

B

20 - 22 marzo

Omc Offshore Mediterranean Conference

Ravenna, Italia

Anima / Settori Oil&Gas

B

3 - 5 aprile

Made In Steel

Milano, Italia

Anima, Aisem, Cicof, Ucc

B

8 - 12 aprile

Comvac/ Hannovermesse

Hannover, Germania

Anima, Compo

A

9 - 12 aprile

Djazagro

Algeri, Algeria

Assofoodtec

A

15 - 17 aprile

Wetex

Dubai, U.A.E.

Anima / Settori Energia- Ambiente

T

15 - 21 aprile

Bauma

Monaco, Germania

Ucomesa

A

19 - 21 aprile

Kbis Kitchen & Bath Industry Show

New Orleans, Usa

Anima, Avr

T

4 - 9 maggio

Iffa

Francoforte, Germania

Assofoodtec

A

19 - 23 maggio

Libya Build

Tripoli, Libia

Anima / Settori Edilizia

A

21 - 23 maggio

Sps / Ipc / Drives Italia

Parma, Italia

Anima, Assofoodtec

18 - 21 settembre

Bauma Africa

Johannesburg, S. Africa

Ucomesa

B

24 - 26 settembre

Chem Med

Milano, Italia

Anima / Settori Industria Chimica

B

26 - 28 settembre

Gis Giornate Italiane del Sollevamento

Piacenza, Italia

Aisem, Ucomesa

3 - 5 ottobre

Airet Italian Air Industry Renaissance

Rimini, Italia

Anima

B

9 - 10 ottobre

Oil&Nonoil-S&Tc

Roma, Italia

Acism

B

16 - 19 ottobre

Saie / Saie Movint

Bologna, Italia

Anima, Aisem, Ucomesa

(*)

(*)

Nome

Sede

Associazioni Di Riferimento

A

23 ottobre

Sicurtech Village

Napoli, Italia

Uman

A

29 ott. - 1 nov.

Pcv Expo (Pumps, Compressors, Valves)

Mosca, Russia

Assopompe, Avr, Compo

A

17 - 18 ottobre

Tt Expo Mostra Convegno Trattamenti Termici Piacenza, Italia e Tecnologie Collegate

Cicof

B

18 - 22 ottobre

Host

Milano, Italia

Assofoodtec

A

6 - 9 novembre

Ecomondo

Rimini, Italia

Anima

A

6 - 9 novembre

Key Energy

Rimini, Italia

Italcogen

A

21 - 25 novembre

S.I.T.P. Salon Int. Travaux Publics

Algeri, Algeria

Ucomesa

(*) frequenza : A=annuale, B=biennale, T=triennale, Qa= quadriennale, Qi=quinquennale

LeGenda siGLe assOciaZiOni e uniOni ACISM associazione costruttori italiani strumenti di misura; AISEM associazione italiana sistemi di sollevamento, elevazione e movimentazione; ANASTA associazione nazionale aziende saldatura, taglio e tecniche affini; ASSOFERMA associazione nazionale fabbricanti serrature ferramenta maniglie; ASSOFOODTEC associazione italiana costruttori macchine, impianti e attrezzature per la produzione, la lavorazione e la conservazione alimentare (costituita da: ACOMAG associazione costruttori macchine arredamenti attrezzature per gelato - COMACA costruttori macchine per la lavorazione delle carni - UCIMAC costruttori macchine per caffè espresso ed attrezzature per bar - UCMA costruttori macchine per l’industria alimentare - unione costruttori affettatrici, tritacarne e affini - unione costruttori impianti frigoriferi); ASSOGRIGLIATI associazione nazionale tra i produttori italiani di grigliati elettrosaldati e pressati in acciaio e leghe metalliche; ASSOPOMPE associazione italiana produttori pompe; ASSOTERMICA associazione produttori apparecchi e componenti per impianti termici; AVR associazione italiana costruttori valvole e rubinetteria; CIADI unione costruttori impianti e apparecchiature di insonorizzazione; CICOF comitato italiano dei costruttori di forni industriali; CLIMGAS associazione costruttori e distributori di apparecchiature a gas per la climatizzazione; COAER associazione costruttori apparecchiature ed impianti aeraulici; COMPO associazione costruttori compressori, pompe e accessori trattamento aria; FIAC unione fabbricanti italiani posateria, coltelleria, vasellame, pentolame e affini; ITALCOGEN associazione dei costruttori e distributori di impianti di cogenerazione; UCC unione costruttori caldareria; UCoMESA unione costruttori macchine edili, stradali, minerarie e affini; UMAN associazione nazionale aziende sicurezza e antincendio; UNAC associazione costruttori di infissi motorizzati e automatismi per serramenti in genere.

71 | settemBre OttOBre 2013


mercatO

innovazione ed esperienza nel settore antincendio U

niverso Srl (www.universoestintori.com) è un’azienda specializzata nella produzione di estintori e nella distribuzione e formazione sul corretto utilizzo di prodotti per l’antincendio. Ha costuito a partire dal 2012 il network Universo Gold (www.universogold.com), un gruppo di 35 imprese selezionate per l’elevato livello di professionalità nella manutenzione antincendio in grado di assicurare ad aziende con filiali sul territorio uno standard elevato e uniforme. Tina Bosica, Direttore Finanziario di Universo afferma: “Universo è un

35 imprese specializzate in manutenzione, ecco il network Universo Gold

l’industria meccanica 687 | 72

azienda innovativa non soltanto nei prodotti ma anche nelle soluzioni. Infatti, abbiamo sviluppato per il settore antincendio un nuovo software chiamato Taylor, che permette la massima efficienza al manutentore e offre al cliente finale diversi vantaggi: il registro antincendio sempre disponibile on line, la gestione automatizzata delle non conformità ecc. Come Universo crediamo molto nella qualità dei prodotti che proponiamo, ma riteniamo altrettanto importante la corretta formazione sul loro utilizzo. Infatti, Universo offre un calendario completo di corsi certificati Uman per le diverse esigenze di sicurezza tra i quali segnaliamo quelli per il lavoro in quota o in spazi confinati.” Lorenzo Bosica, Direttore Commerciale di Universo aggiunge: “Nel 2012 abbiamo lanciato sul mercato quattro nuove linee di estintori, rigorosamente made in Italy, caratterizzate da una ricerca nel design e nello stile per rispondere alla richiesta di un prodotto sicuro e bello da posizionare anche in ambienti eleganti.” Le competenze di Universo sono riconosciute e apprezzate sia dai clienti (Ikea, Amadori, Saint Gobain, Garofoli ecc.) sia dai fornitori in quanto Centro Assitenza Certificato MSA e Centro Formazione Petzl. Universo fa parte di Uman (Associazione di categoria di Confindustria) e dal 2008 è stata tra le prime aziende in Italia ad applicare la norma sullo smaltimento dei rifiuti da manutenzione offrendo tale servizio a tutti i suoi partner su tutto il territorio nazionale. □


mercatO

nuovi cataloghi rulli rulmeca R

ulli Rulmeca presenta i nuovi cataloghi generali “Unit Handling”: rulli e componenti per la movimentazione dei colli nei trasporti industriali; mototamburi; magazzini dinamici. Il primo catalogo illustra una numerosa serie di prodotti che sono frutto di una intensa attività di ricerca e sviluppo quali: • Serie 111, rulli realizzati in tecnopolimero e caratterizzati da leggerezza, scorrevolezza e silenziosità, adatti al trasporto di carichi leggeri; • Serie 117, rulli di universale utilizzo che trovano impiego in una vasta gamma di situazioni, silenziosi e adatti anche ad alte velocità; • Serie 135/138, rulli comandati e frizionati con pignone o puleggia PolyV; ideali per carichi leggeri e medi, questi prodotti trovano applicazione anche nel settore alimentare e consentono di ottenere diverse soluzioni applicative con flessibilità di tra-

Presentano la rinnovata gamma di componenti per la logistica interna, da ora tutti prodotti da Rulmeca sporto e modularità dell’impianto; • Kro, rulli conici in polipropilene per curve a gravità o comandate con catena o cinghie Poly-V.

accordo tra il Gisi e il cis I

n occasione dell’assemblea generale svoltasi nel 27 giugno scorso il Presidente di Gisi, Sebastian Fabio Agnello, ha siglato un protocollo di intesa con il Vicepresidente e Segretario Generale di Cis (China Instrument & Control Society), Youhua Wu, con l’obiettivo di aprire un canale di collaborazione internazionale tra due delle più importanti associazioni di riferimento del set-

Italia e Cina unite dalle imprese di strumentazione e controllo tore strumentazione e automazione a livello mondiale. L’accordo prevede, da un lato, una serie di attività istituzionali, come l’industria meccanica 687 | 74

Il catalogo generale “Mototamburi” presenta i mototamburi dal diametro 80 al 320 mm, con riduttore sia in acciaio che in tecnopolimero anche nelle versioni con gommature e pulegge per nastri modulari in abbinamento all’esecuzione in acciaio inox per applicazioni alimentari. Sono anche presentati i mototamburi nella versione con cuscinetto encoder per applicazioni che richiedono il controllo della velocità e della posizione del carico. Infine, il catalogo dei Magazzini Dinamici, oltre a una mirata introduzione in cui si delineano i vantaggi del dinamico verso il magazzino statico, presenta la gamma completa delle corsie a rulli Fifo e Lifo, la gamma dei telai a rulli per i carichi leggeri anche in versione Lean Flow, il LIFO a carrelli Push Back e, nuovo sul catalogo ufficiale Rulmeca, i piani estraibili per la gestione di carichi pesanti. □

ad esempio lo scambio dei dati relativi ai mercati rappresentati, dall’altro lato l’obiettivo è quello di sviluppare nel tempo una serie di attività promozionali che possano rendere più semplice per le aziende italiane approcciare il mercato cinese dal punto di vista della complessità legislativa, logistica e promozionale. Cis è l’indiscusso punto di riferimento del mercato cinese per quanto riguarda il comparto della strumentazione e del controllo. Con circa 45.000 associati, tra imprese, università, centri di ricerca e professionisti di vario livello, e 29 sezioni lo-


mercatO

cali, Cis rappresenta un mercato che in ambito di misura, strumentazione e automazione nel 2012 è stato stimato in 114,5 miliardi di dollari e il cui potenziale di crescita, nonostante qualche segnale di rallentamento economico, è ancora enorme. Tra le attività che fanno capo a Cis vi è anche l’organizzazione di Miconex, la più importante manifestazione di strumentazione e automazione che ogni anno ha luogo in Cina, alternandosi tra i quartieri fieristici di Pechino e Shanghai. Proprio Miconex ha rappresentato il primo e concreto step di collaborazione tra Gisi e Cis. Infatti, Gisiservizi srl (la società di servizi che fa capo a Gisi che eroga le attività e i servizi pro-

Il Presidente del Gisi, Sebastian Fabio Agnello, ha siglato nel giugno scorso un protocollo di intesa con Youhua Wu, Vicepresidente e Segretario Generale di Cis (China Instrument & Control Society)

mossi dall’Associazione) ha siglato un agreement in base al quale rappresenterà sul mercato italiano la manifestazione cinese. Fondata nel 1974, Gisi è l’Associazione delle Imprese Italiane di Strumentazione che riunisce e rappresenta le aziende operanti nel campo della strumentazione e dell’automazione dei processi produttivi, nella veste sia di costruttori che di operatori economici. Gisi rappresenta oggi 250 aziende. Nella sua compagine associativa trovano pariteticamente voce le grandi multinazionali accanto alle piccole realtà, i costruttori italiani accanto a quelli esteri, gli operatori economici accanto a quelli tecnico-scientifici. □

carrelli di Om still per il nuovo hub logistico di materis Paints italia

M

ateris Paints Italia, azienda leader in Italia nella produzione di pitture per l’edilizia, ha scelto Om Still come partner per la movimentazione delle merci nel nuovo hub logistico di San Miniato (in provincia di Pisa). Con una superficie totale di circa 50.000 metri quadrati, l’hub impiega circa 70 dipendenti e gestisce oltre 100.000 tonnellate di merci l’anno, corrispondenti a circa 280.000 pallet movimentati e 75.000 ordini evasi. Per movimentare una simile quantità di merci e pallet, Materis Paints Italia ha scelto 31 carrelli Om Still, principalmente commissionatori verticali ma anche retrattili, frontali, sdoppiatori e transpallet con pedana. Inoltre, per gestire al meglio la fase di sostituzione e ricarica delle batterie la società si è dotata di un modernissimo estrattore automati-

Nel magazzino, che impiega 31 carrelli, sono state adottate soluzioni all’avanguardia: estrattore automatico delle batterie e fleet manager co di batteria, grazie al quale è possibile sostituire la batteria senza alcun intervento manuale, minimizzando così il rischio di infortuni. Nell’ottica di gestire al meglio la flotta, a breve tutti i carrelli in funzione presso lo stabilimento di San Miniato saranno connessi al Fleet Manager, un 75 | settemBre OttOBre 2013

sistema che attraverso la tecnologia wireless è in grado di raccogliere le informazioni, inviate in automatico dai carrelli, in merito all’utilizzo e allo stato dei mezzi. Attraverso questa tecnologia è possibile, da un lato, programmare con semplicità e immediatezza gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, e dall’altro monitorare l’effettivo utilizzo della flotta, stabilendo con precisione i fabbisogni logistici. □


mercatO

novità da caprari C

aprari è da sempre all’avanguardia nella concezione di soluzioni tecniche e tecnologiche ad alto impatto. Oggi l’azienda, tra i pionieri del settore nell’impiego dei più innovativi strumenti software applicati all’attività di progettazione, può contare su un eccellente know-how specialistico, a livello sia tecnico applicativo sia progettuale, in grado di garantire la perfetta armonizzazione tra progettazione fluidodinamica e meccanica. L’area della ricerca & sviluppo rappresenta una leva fondamentale per la piena attuazione della strategia di crescita sul mercato. È nata così Next Generation: un progetto ad ampio raggio, ideato per lanciare sul mercato le nuove linee di prodotto, capace di trasmettere efficacemente le dimensioni di innovazione e valore del prodotto, tramite una comunicazione completamente rinnovata. Attraverso Next Generation l’eccellenza delle soluzioni Caprari, unitamente all’appeal del marchio e del nuovo design, si riflettono pienamente nell’immagine coordinata e nella strategia di comunicazione, per essere declinati sui più moderni supporti tecnologici: mobile application, video e web.

Innovative soluzioni e linee di prodotti per il settore delle pompe e della fluidodinamica Nuove linee di prodotto Materiali innovativi, processi produttivi sofisticati e metodi di ricerca all’avanguardia sono i tratti distintivi delle nuove linee di prodotto Caprari lanciate sul mercato: Energy, Desert, Endurance, Hi-Tech e Hi-Tech Desert. La sostenibilità ambientale dei prodotti e l’efficienza energetica sono le caratteristiche intrinseche delle nuove soluzioni, che garantiscono altissime prestazioni, massima affidabilità e resistenza. Con la consueta attenzione alle esigenze dei clienti, l’azienda si è posta l’obiettivo di rendere i prodotti competitivi sul piano dell’investimento iniziale, dei costi di esercizio e di manutenzione. Elettropompe Energy La nuova linea Energy si contraddistingue per rendimenti e prestazioni benchmark, che garantiscono il minor impatto sull’ambiente.

l’industria meccanica 687 | 76

Il risparmio energetico è raggiunto da Caprari attraverso il rigido monitoraggio dei processi produttivi, a partire dalla filosofia progettuale, che da sempre privilegia il minor assorbimento di energia possibile, per continuare con la scelta dei materiali impiegati e degli strumenti di produzione e di lavoro adottati. Grazie alla comprovata affidabilità e durata dei prodotti, l’azienda è in grado di offrire il miglior vantaggio economico per il cliente e il minor impatto sull’ambiente. Pompe sommerse Desert Le nuove sommerse per piccoli e medi pozzi rappresentano la risposta Caprari all’esigenza di coniugare elevate prestazioni con durata in condizioni di utilizzo estremamente gravose. Compatte e inossidabili, uniscono potenza ed affidabilità grazie alla qualità dei materiali utilizzati e alle innovative soluzioni costruttive. Motori sommersi Hi-Tech e High Tech Desert Questi motori entrano prepotentemente sul mercato come la nuova generazione di motori sommersi e si impongono per innovazione, tecnologia e unicità. Sono il risultato di una costante ricerca, con l’applicazione delle più moderne metodologie di progettazione, integrate nelle più avanzate tecnologie produttive. Garantiscono elevatissime prestazioni, massima affidabilità in condizioni di utilizzo gravose ed elevata resistenza alle alte temperature. □


www.aimnet.it/tt2013.htm

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0 convegno

nazionale trattamenti termici

Piacenza, 17-18 ottobre 2013

Associazione Italiana di Metallurgia

Segnati in agenda sede e data: Piacenza, 17-18 ottobre 2013 La fiera di Piacenza accoglierà la prossima edizione del Convegno Nazionale Trattamenti Termici e la tradizionale mostra si unirà a TT Expo, giunto nel 2013 alla sua terza edizione.   • Il CONVEGNO: sessioni tecnico-scientifiche con presentazioni di alta qualità sia orali che poster che copriranno in modo esaustivo ed approfondito tutte le tematiche più significative e di interesse per il settore; • La MOSTRA: massima visibilità per le aziende espositrici, che avranno modo di presentare in modo efficace e mirato prodotti, strumenti, tecnologie e servizi a tutti gli operatori del settore. La partecipazione alla mostra sarà promossa ampiamente anche tra i tecnici non iscritti al convegno, consentendone loro l’ingresso su invito

SEdE L’evento si terrà presso Piacenza Expo presso il quartiere fieristico di Piacenza (Fraz. Le Mose) CONVEGNO Temi principali • Cementazione e carbonitrurazione • Nitrurazione e nitrocarburazione • Trattamenti termici massivi • Trattamenti superficiali e rivestimenti • Trattamenti termici e comportamento meccanico • Trattamenti termici e Failure Analysis • Simulazioni numeriche e modellazione • Efficienza energetica ed impatto ambientale Segreteria organizzativa

NON pERdERE lA più iMpORTANTE OCCASiONE di CONfRONTO E di AGGiORNAMENTO TECNiCO-SCiENTifiCO NEl SETTORE dEi TRATTAMENTi TERMiCi E dEi TRATTAMENTi SupERfiCiAli: pARTECipA Al 24° CONVEGNO NAziONAlE TRATTAMENTi TERMiCi!

Associazione Italiana di Metallurgia P.le R. Morandi, 2 · 20121 Milano tel. 0276021132 · fax. 0276020551 e-mail: info.aim@aimnet. it

MOSTRA Ed ESpOSiziONE Per informazioni e adesioni, si invita a contattare: Piacenza Expo tel. 0523602711 commerciale@piacenzaexpo.it I moduli di adesione sono disponibili sul sito www.ttexpo.it


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www.caprari.com

• eliminazione della sede seeger posteriore al cuscinetto: totale eliminazione del tipico effetto intaglio; • albero in acciaio inox a elevato carico di snervamento: ottima resistenza alla fatica; • lubrificazione dei cuscinetti a grasso permanente: possibilità di reintegro che conferisce estrema affidabilità e sicurezza. • tenuta meccanica ad elevate prestazioni su richiesta

full inverter e ai carichi parziali dai compressori a vite a velocità fissa. Disponibile con un range di potenza da 567 a 1273 kW, il chiller è certificato Eurovent e risponde agli standard imposti dal protocollo internazionale di sostenibilità ambientale Leed.

Innovativa gamma di pompe Si caratterizza per affidabilità, resistenza e durata Negli ultimi anni si è registrata un’evoluzione nel mercato dei motori diesel impiegati sulle motopompe. I motori sono più leggeri e dal funzionamento “ruvido”: ciò ha avuto un forte impatto sulle pompe flangiate ad essi accoppiate sui cui componenti rotanti sono trasferiti tutti gli urti. Caprari ha adottato soluzioni progettuali innovative per ottenere il massimo dell’affidabilità e della durata sulla serie MEC-MG. È nata così la gamma “MEC-MG HT - HI Torque” che ottimizza le caratteristiche di resistenza alle sollecitazioni meccaniche. Inoltre, le nuove soluzioni tecniche hanno consentito l’estensione dell’attuale gamma MEC-MG alla nuova grandezza “MEC-MG125 HT - HI Torque”. In sintesi, le innovazioni e i vantaggi della nuova gamma sono: • nuovo calettamento delle giranti a profilo scanalato di precisione (Caprari International Patent): ripartizione ottimale del carico su albero e mozzo; • possibilità di eliminazione della linguetta di trascinamento del giunto con impiego di calettatore a bussola conica (senza linguetta): totale eliminazione dell’effetto intaglio sull’albero;

www.siemens.it

Control unit www.climaveneta.com Chiller ad alta efficienza Disponibile con un range di potenza da 567 a 1273 kW Climaveneta ha realizzato “i-FX (1+i)”, primo chiller con compressore vite inverter driven caratterizzato da elevati valori di EER ed ESEER sia a pieno carico che a carichi parziali. La soluzione, unica nel suo genere, prevede l’abbinamento di un compressore vite a velocità fissa (1), con un compressore vite inverter (+i). I singoli compressori, frutto della collaborazione con Bitzer, azienda leader nella produzione di compressori per la refrigerazione e il condizionamento, sono stati progettati secondo specifiche Climaveneta e per uso esclusivo dell’azienda. Gestiti da logiche di controllo evolute, i due compressori lavorano in sintonia, privilegiando l’efficienza della macchina in ogni condizione e superando i limiti tradizionalmente imposti a pieno carico dai sistemi l’industria meccanica 687 | 78

Offre il supporto del controllo vettoriale con retroazione encoder La Divisione Drive Technologies di Siemens presenta la nuova variante di control unit “CU250S-2” con capacità di posizionamento all’interno del sistema di azionamento Sinamics G120. Rispetto alle versioni precedenti, questa control unit offre il supporto del controllo vettoriale con retroazione encoder. Le funzioni di sicurezza sono già integrate nell’unità standard. La nuova unità sostituisce la control unit “CU240S” con interfaccia encoder. Sono ora supportate anche le applicazioni mono-asse con motori a induzione, i compiti generali di posizionamento e le applicazioni che richiedono molteplici I/O. Inoltre, tutte le varianti includono anche le funzioni di sicurezza STO (Safe Torque Off), SBC (Safe Brake Control) ed SS1(Safe Stop 1). Funzioni di sicurezza aggiuntive possono essere attivate attraverso una licenza software opzionale.


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Appuntamento internazionale con la tecnologia laser The international appointment with laser technology

2013 Piacenza 14 -16 novembre In contemporanea con:

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www.savio.it

Cerniera per bilici Portate fino a 120 kg ad asse orizzontale e 80 kg ad asse verticale Savio presenta “Pivoty”, nuova cerniera a frizione per bilici che ha portate fino a 120 kg ad asse orizzontale e 80 kg ad asse verticale. I limiti dimensionali sono 1600 mmm di lunghezza × 2200 mm di altezza. Il nuovo sistema di fissaggio con contropiastre e l’utilizzo di spessori di compensazione aumentano l’universalità delle applicazioni, riducendo drasticamente il numero dei codici d’ordine. Le principali caratteristiche tecniche sono: grande versatilità (pochi modelli coprono la maggior parte delle applicazioni); semplicità e robustezza; fissaggio con contropiastre; regolazione verticale ±1,5 mm; facilità di regolazione; ampio campo d’applicazione.

La “serie VXD” di elettrovalvole servopilotate a 2 vie della SMC si caratterizza, rispetto ai modelli precedenti, per dimensioni ridotte (7% in meno) e maggiore efficienza energetica. Sono ideali per applicazioni con aria, acqua, olio anche ad alta temperatura. La nuova serie è disponibile in una vasta gamma di materiali (alluminio, resina, ottone e acciaio inox). È stato inoltre ridotto il tempo di installazione per la versione ad aria con corpo in resina, che offre un’opzione con raccordo istantaneo integrato. L’introduzione di paracolpi elastici riduce il livello di rumore durante il funzionamento della valvola mentre la struttura assicura una vita operativa particolarmente lunga.

www.brammertips.com

Guanto di protezione Offre elevata protezione al taglio

www.efa.it

Pannelli operatore Ideali per applicazioni in ambito industriale e building automation

www.smcitalia.it

Elettrovalvole servopilotate a 2 vie Ideali per applicazioni con aria, acqua, olio anche ad alta temperatura

ta le operazioni di configurazione. I pannelli sono gestibili da remoto tramite Tellus e V-Server e controllano fino a 8 driver di comunicazione attraverso 3 interfacce seriali (RS 422485 e RS 232) e una porta Ethernet (solo per iSeries). La comunicazione è garantita con tutti i principali PLC, inverter, termoregolatori e con la maggior parte dei dispositivi presenti del mercato. Inoltre, i Technoshot sono dotati di 2 porte USB (tipo A e B) che incrementano la connettività verso le periferiche.

La famiglia di pannelli operatore “Monitouch” della Hakko Electronics, distribuita da Efa Automazione, si è arricchita con la linea di prodotti wide screen “Technoshot”, ideali per applicazioni in ambito industriale e building automation. I modelli sono due, “TS1070” e “TS1011”, disponibili rispettivamente nei formati da 7’’ e 10.2’’ in versione Wide (16:9), con risoluzione 800 × 480 px e display LCD TFT da 65.536 colori. Il software di programmazione è V-SFT, un ambiente semplice e intuitivo che facilil’industria meccanica 687 | 80

Brammer presenta il nuovo guanto “Ansell modello PowerFlex 80-813”, che protegge le mani da incendi e fiamme, rischi legati agli archi elettrici e tagli pur mantenendo flessibilità e garantendo una presa sicura. Il guanto è realizzato con un filato composito inserito in una trama capace di offrire elevata resistenza al taglio, mentre i materiali in Kevlar usati nel guanto sono resistenti alle fiamme, anche dopo essere stati lavati. Questo contribuisce a proteggere dai pericoli legati agli archi elettrici fino ai rischi di categoria 2. La copertura è in schiuma di Neoprene. Il design è ergonomico, offre grande comodità e non affatica le mani. Il nuovo guanto è quindi ideale per una grande molteplicità di impieghi in ambienti diversi.


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to di procedere a velocità superiori a quella nominale quando la benna è vuota. Le gru CXT per biomassa sono disponibili nelle classi di esercizio M6 fino a 10 t ed M7 fino a 8 t.

posizionata con cinque angolazioni diverse. È garantita per grado di sicurezza all’impatto “B”.

www.konecranes.com

Gru speciali per biomasse Hanno dimensioni compatte e grande potenzialità “CXT Biomass” della Konecranes è una gru automatizzata progettata per la movimentazione di vari tipi di biomassa. Uno dei principali vantaggi di queste gru è rappresentato dalle dimensioni, più compatte rispetto alle soluzioni tradizionali basate su pale caricatrici e trasportatori, con un corrispondente aumento della capacità di stoccaggio di combustibile presso le centrali. Inoltre, queste gru sono più silenziose delle soluzioni basate su trasportatori, hanno costi di esercizio e manutenzione inferiori rispetto ai sistemi idraulici a pavimento e riducono anche le emissioni di polveri e gas combusti. Le gru sono dotate delle funzioni Konecranes Smart Features, come la Prevenzione Allentamento Funi, che impedisce alla benna di rovesciarsi e alle funi di sollevamento di allentarsi, evitando possibili danni e arresti dell’impianto. Anche il Controllo Pendolamento è una funzione molto utile in quanto assicura una notevole riduzione del tempo medio dei cicli di lavorazione, mantenendo il carico stabile e allineato nella traiettoria prevista, senza oscillazioni. Un’ulteriore funzione per il miglioramento della produttività è costituita dalla Sovravelocità Intelligente ESR (Extended Speed Range), che permette al sollevamen-

www.haulotte.com www.esab.se

Maschera per saldatura Massima protezione da radiazioni UV e IR, calore e schizzi Progettata per l’uso in qualsiasi tipo di saldatura, la nuova maschera “Warrior Tech” di Esab assicura la massima protezione da radiazioni UV e IR, calore e schizzi. La maschera dispone di quattro sensori per l’arco di saldatura e di un’ampia area visiva (98 mm × 48 mm). È inoltre prevista la funzione di regolazione dell’oscuramento (tra DIN9 e DIN13) grazie alle lenti con filtro autoscurante. Il controllo della sensibilità è una funzione aggiuntiva utile quando si effettuano saldature a bassi amperaggi, come per esempio nelle saldature TIG, che migliora la reazione a luci più scure. Progettata con una conformazione ergonomica, la maschera è completamente regolabile sulla testa e dispone di tre posizioni longitudinali impostabili per aumentare il campo visivo. Per un comfort elevato, la fascia frontale del caschetto interno è angolata in modo da appoggiarsi in posizione piatta sulla fronte e ridurre la pressione sul lobo frontale. Con un sistema di regolazione a cinque punti, la maschera può essere 81 | settemBre OttOBre 2013

Sistema di sicurezza per piattaforme aeree Avverte e protegge l’operatore da rischi potenziali Haulotte Group ha realizzato il sistema “Activ’Shield Bar”, innovativo accessorio di prevenzione degli infortuni causati da intrappolamento e schiacciamento degli operatori durante l’utilizzo di piattaforme aeree. Il sistema avverte e protegge l’operatore in caso di potenziali situazioni di rischio da intrappolamento ed è dotato di un “safety gap” per consentirgli di mettersi in salvo. Con l’allarme attivato, infatti, sono consentiti solo i movimenti di discesa, in modo da permettere all’operatore, anche in caso di panico, di mettersi in salvo senza peggiorare la situazione. Dopo l’attivazione il sistema può essere facilmente resettato e riattivato dalla cesta, evitando il fermomacchina. Il sistema è stato progettato in modo da evitare qualsiasi modifica alla macchina e preservare un facile accesso ai comandi, senza costringere l’operatore a cambiare le proprie abitudini di lavoro. Le piattaforme Haulotte sono conformi alle più recenti normative in tema di sicurezza, sia quelle europee (marcatura CE, EN 280) sia internazionali (ANSI, CSA, AS ecc.).


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www.montech.com

Sistema di trasporto Ha velocità fino a 20 m/min e capacità di carico di 16,8 kg Il sistema di trasporto “LT40” sviluppato da Montech AG si caratterizza per la tecnica di azionamento compatta e integrata. L’azionamento, con diametro di soli 60 mm e incorporato nell’albero, è privo di parti sporgenti e movimenta con silenziosità i nastri. Ha un motore con sistema di regolazione continua della velocità per cui l’operatore può regolare le rampe di accelerazione e decelerazione e invertire la direzione di trasporto. Il sistema di trasporto è costituito da un doppio nastro sul quale scorrono singoli portapezzi con velocità fino a 20 m/min e capacità di carico di 16,8 kg; possono essere provvisti di RFID per l’identificazione in qualsiasi momento. Il sistema è disponibile con portapezzi quadrati e rettangolari, in sei diverse dimensioni, con larghezze e lunghezze da 200, 240, 320 e 480 mm, realizzati in materiale ad alta resistenza ma anche di elevata leggerezza. L’estrazione dei portapezzi avviene mediante nastri trasversali o rinvii a 90°. Grazie agli ampi spazi di accessibilità del sistema è facile effettuare lavorazioni dal basso. Ogni tratto del sistema di trasporto è programmato e assemblato dall’azienda per cui al cliente non resta che collegare le varie sezioni preconfezionate.

www.legrand.it

Guidacavi in poliammide Garantisce un grado di protezione IP68 Legrand presenta i guidacavi “RTA” in poliammide nella nuova gamma “LGP”. La struttura anulare garantisce flessibilità e capacità di adattamento geometrico, pur conservando buone doti di resistenza meccanica e termica. Il sistema, completo di accessori, garantisce un grado di protezione IP68. La gamma è in grado di offrire soluzioni adeguate a ogni tipo di esigenza installativa perché offre un’ampia scelta di guidacavi e raccordi in tre tipologie di filettatura: isometrica, PG e gas. Realizzato con materiali riciclabili, il sistema LGP certificato in ambito nazionale e internazionale (in particolare ha ottenuto le certificazioni IMQ e UL). I guidacavi LGP sono disponibili nelle seguenti versioni: LGP standard (per applicazioni elettriche); LGP (compromesso per applicazioni nell’automazione pesante); LGP per robotica (ideali per applicazioni dinamiche); LGP trecciato (per applicazioni in presenza di trucioli taglienti, scintille, oggetti abrasivi).

l’industria meccanica 687 | 82

www.vortice.com

Termoventilatore portatile e da parete Può essere usato anche in ambienti umidi “Caldopro Plus” della Vortice è un termoventilatore destinato al riscaldamento di grandi ambienti (cantieri, negozi, magazzini ecc.). È protetto dagli spruzzi d’acqua (grado di protezione IPX4) quindi può essere usato anche in ambienti umidi. I modelli sono tre, differenti per potenza da 3 a 5 kW e per tensione di alimentazione (monofase e trifase). La struttura è cilindrica in acciaio e chiusa alle estremità con griglia di aspirazione e mandata. Il gruppo motoventilatore comprende un motore a poli schermati a singola velocità e ventola in alluminio a 5 pale, direttamente calettata sull’albero motore. Il termostato ambiente è del tipo a bulbo, mentre il timer meccanico (max 180 minuti) consente lo spegnimento ritardato. I piedi di appoggio sono in lamiera verniciata e piegata con supporti antivibrazioni. Le dimensioni sono: larghezza della base 238 mm, diametro massimo 300,5 mm, altezza 335 mm; il peso è 4 kg.


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Il corpo che parla

Margherita Cicchetti - Albatros 2013 - Euro 9,50 In una società che sembra ormai troppo concentrata sulla comunicazione scritta e parlata, si dimentica che il corpo ha la capacità di comunicare anche involontariamente, tanto che si può addirittura affermare che, a volte, “il corpo contraddice le parole”: “Significa che il corpo, attraverso il suo linguaggio, non è capace di mentire e pertanto di fronte ad un messaggio in cui con il corpo nega ciò che si sta comunicando con le parole, siamo più portati a fidarci di quello che il non verbale ha trasmesso”. Margherita Cicchetti, attraverso il suo saggio, analizza le forme di comunicazione del corpo, in una maniera chiara ed efficace, che permette anche ai non esperti di avvicinarsi alla materia trattata. Un viaggio nel mondo della comunicazione non verbale per riconoscere i segnali del corpo.

Riunioni che servono davvero

Ducan Peberdy, Jane Hammersley - Ed. FrancoAngeli 2013 - Euro 23,00 Tutto quello che dovete sapere, dire e fare per partecipare a riunioni efficaci. Magari siete convinti di perdere troppo tempo in riunioni improduttive quando invece dovreste dedicarvi a questioni più “serie”. Beh, sappiate che anche le riunioni sono questioni molto serie, e che, quando davvero efficaci, sono il trampolino di lancio per raggiungere ottimi risultati. Questo libro vi fornisce consigli, strumenti e tecniche per trasformare ogni vostra riunione in un’esperienza positiva. Grazie ad esso potrete: prepararvi al meglio in vista di una riunione; ottenere esiti migliori dalle riunioni a cui prendete parte; usare gli incontri di lavoro per migliorare il vostro profilo professionale e fare carriera.

Social media marketing. Consumatori, imprese, relazioni Ed. FrancoAngeli 2012 - Euro 15,00

Il nuovo consumatore - sia di idee che di prodotti e servizi - è pertanto un consumatore avveduto e informato, talvolta disincantato e frequentemente anche annoiato dalla tanta comunicazione che lo avvolge nei momenti del tempo libero come, in modo ancor più oppressivo, nei momenti del lavoro e della vita privata. I social media - ovvero tutti i nuovi mezzi che uniscono tecnologia e interazione sociale e che consentono la “connessione” continua dell’individuo con gli altri - mezzi intesi sia come piattaforme sia come formati di incontro e colloquio (social network, blog, wiki, citizen journalism, aggregatori) - stanno pertanto svolgendo un ruolo assolutamente innovativo: quello di collegare imprese, istituzioni, consumatori e cittadini attraverso un nuovo collante.

Atlante Zanichelli 2013 Ed. Zanichelli 2013 - Euro 54,00

L’Atlante Zanichelli 2013 conferma le caratteristiche che hanno determinato il suo crescente successo sia come opera di consultazione sia come strumento didattico. In particolare il puntuale aggiornamento, l’attenzione ai mutamenti che interessano il quadro politico globale, l’efficacia didattica dei metodi scelti per la rappresentazione del territorio lo hanno fatto diventare un sicuro punto di riferimento editoriale italiana. Le voci dell’Enciclopedia Geografica Zanichelli sono derivate con modifiche e integrazioni dall’Enciclopedia Zanichelli. Motore di ricerca a cura di I.CO.Ge. Il cd-rom dell’Enciclopedia comprende 20000 voci. A completamento dell’opera, un laboratorio di carte mute da esportare e stampare per qualsiasi utilizzo didattico.

Elogio del Rischio

Luciano Landoni - Ed. GMC editore 2011 - Euro 30,00 Un viaggio ideale all’interno della cosiddetta “economia reale”, fatta di piccole, medie e grandi imprese manifatturiere presenti e operanti nelle province di Milano e Varese, fra le aree più industrializzate e più avanzate dell’intera Unione Europea. Le testimonianze dirette degli imprenditori conferiscono al testo un valore intrinseco attraverso il quale è possibile cogliere con immediatezza e chiarezza la natura e la portata di quei problemi che oggi come ieri (e probabilmente domani) frenano la crescita e lo sviluppo del (non)sistema Italia: un contesto sociale, politico ed economico che sembra essere condannato all’immutabilità, secondo la maledizione gattopardesca del… tutto cambia affinché tutto rimanga come prima. 83 | SETTEMBRE OTTOBRE 2013


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l’INDUSTRIAMECCANICA 687 SETTEMBRE OTTOBRE 2013 | l’INDUSTRIAMECCANICA

impresa. economia. politica. norme. export.

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687 SETTEMBRE OTTOBRE 2013

MAGAZINE UFFICIALE ANIMA | CONFINDUSTRIA

INSERTI ECONOMICI Listino prezzi materiale di interesse della meccanica varia Computo costo orario medio di un operaio del settore della meccanica generale Rilevazioni statistiche delle quotazioni medie delle tariffe prestazioni di personale Italia / estero

SUPPLEMENTI ANIMA PER in italiano e in inglese INTERVISTA AL PM GUARINIELLO SICUREZZA le vie dell’antincendio

ACQUA

edilizia energia

acqua comfort

sicurezza movimentazione

industria costruzioni

chi la tratta bene

RINNOVABILI cogenerazione verso il 20/20/20

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INSERTI ECONOMICI a cura della redazione e dell’Ufficio Studi ANIMA - per richieste contattare: alchieri@anima.it

Listino prezzi materiale di interesse della meccanica varia | Tabella arancio ultimo aggiornamento n. 675 - 1^ Quindicina di settembre 2013 pubblicata su questo numero de L’Industria Meccanica n.687 (settembre-ottobre 2013)

Computo costo orario medio di un operaio del settore della meccanica generale | Tabella azzurra ultimo aggiornamento n. 19 - 14 gennaio 2013 pubblicata su L’Industria Meccanica n. 685 (maggio-giugno 2013)

Rilevazioni statistiche delle quotazioni medie delle tariffe prestazioni di personale Italia / estero | Tabella bianca 1° gennaio 2013 “Settore industria meccanica varia ed affine” e “Settore impianti e componenti di grande dimensione per la produzione di energia” - pubblicata su L’Industria Meccanica n. 683 (gennaio-febbraio 2013)


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