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FCRL Magazine n. 28-2026

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rivista della fondazione cassa di risparmio di lucca

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Iscrizione

Maria Teresa Perelli direttore

Andrea Salani

direttore responsabile

Comitato di redazione

Maria Teresa Perelli, Andrea Salani

consulenza editoriale

Publied – Editore in Lucca

progetto grafico e impaginazione

Marco Riccucci

hanno collaborato a questo numero

Adele Cogno, Michele Morabito

Maria Teresa Perelli, Valentina Pierotti

Mondo FONDAZIONE

4 Cultura, sostenibilità, innovazione Intervista a Massimo Marsili, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca cultura ancora CULTURA | new GENERATION

12 Cultura per nuove generazioni

14 Bando progetti e attività

19 Bando spettacolo dal vivo

22 Francesco. Ottocento anni dopo: pensiero, storia, poesia, musica social NETWORK

30 La casa come comunità: l’eredità sociale della Fondazione Pasquale e Olga Pezzini piccolo è BELLO

38 La Culla: crocevia di territori

segnaLIBRO

52 Rubrica di novità editoriali

FCRL Maga Zine 28 | 2026
© 2026, Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca
in copertina: Viareggio, il ‘condominio solidale’ realizzato dalla Fondazione Pasquale e Olga Pezzini
al registro stampa del Tribunale di Lucca n. 1/20 del 17 gennaio 2020
rivista della fondazione cassa di risparmio di lucca
rivista di risparmio lucca
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Giovani
nostre domande al Presidente

Un numero veramente singolare quello del Magazine che presentiamo in questo inizio d’estate 2026. Già, perché con l’intento di dare spazio alla voce della Commissione Giovani all’interno della rivista è nata l’idea di questa edizione ‘double face’, con cui da un lato si propone una versione ‘tradizionale’ e dall’altro è stata data piena libertà di espressione a ragazze e ragazzi che da più di due anni vivono la realtà della Fondazione sul doppio binario di un percorso formativo che dovrà arricchire le loro conoscenze e la loro percezione del territorio in cui vivono, ma anche un periodo di lavoro e studio che alla Fondazione stessa ha già consentito di intercettare esigenze, sogni e speranze di generazioni troppo spesso inascoltate.

Parafrasando il titolo di un recente lavoro di Francesco Piccolo, questo Magazine potrà apparire, ad un primo e superficiale sguardo, il risultato di una ‘bella confusione’, in cui tutto è però ordinato e simmetrico. Come ad esempio la doppia intervista al Presidente, più formale nella metà tradizionale del volume, più aperta e colloquiale ‘nell’area giovani’.

Ma troviamo comunque sempre il racconto del territorio, coi suoi minuscoli borghi, le associazioni che provano a spiccare il volo nel mondo della cultura, le iniziative più rilevanti e innovative nell’ambito del sociale. Il tutto accanto alle parole e le immagini pensate e proposte dalla Commissione Giovani, dove si parla di futuro utilizzando il presente, trattando le idee come un qualcosa che diventa concreta realtà, mettendo insieme le aspettative con i processi della fattibilità, dell’effettiva possibilità di dar vita a quello che si è immaginato.

Un numero speciale per dare spazio a pensieri speciali.

In un’epoca segnata da rapidi mutamenti sociali e incertezze economiche, il ruolo delle Fondazioni di origine bancaria sta evolvendo radicalmente: non più solo «enti erogatori», ma veri e propri promotori di sviluppo e di laboratori di innovazione sociale. Al centro di questa metamorfosi si colloca il rapporto con le nuove generazioni, non più considerate semplici beneficiarie passive di risorse, ma attori strategici capaci di ridisegnare il futuro del territorio.

In questa intervista abbiamo voluto far emergere i temi cardine che stanno guidando l’azione della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, offrendo un ampio spaccato di una strategia che mette a sistema cultura, sostenibilità e innovazione. Attraverso le risposte del suo Presidente esploreremo i punti di forza del dialogo sempre più stretto con la Commissione Giovani, l’organo che ha saputo indicare e suggerire nuovi approcci alla comprensione delle necessità del territorio. Dall’ambizioso progetto del Cinema Nazionale come nuovo polo per le arti, alla sfida etica e pratica dell’Intelligenza Artificiale, fino al concetto fondamentale di «diritto a restare»: l’obiettivo è fornire strumenti concreti affinché i giovani possano trasformare le proprie idee in fatti. Un colloquio che muove dal rigore della gestione patrimoniale per arrivare alla costruzione di una rete sociale interconnessa, collaborativa e capace di valorizzare il talento locale in un’ottica globale.

intervista a Massimo MARSILI presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca

cultura sostenibilità innovazione

I giovani sono stati a lungo visti come beneficiari passivi dei bandi. In che modo la nostra Commissione può influenzare le scelte strategiche del Consiglio di Amministrazione?

L’attenzione che i recenti bandi hanno riversato verso organizzazioni del Terzo Settore composte da under 35 è la prova tangibile di come la Commissione Giovani abbia influenzato le scelte del Consiglio di Amministrazione e dell’Organo di Indirizzo. Dal confronto con i componenti della Commissione è sorta la volontà di stanziare un budget dedicato all’interno dei due bandi dedicati alla cultura. Si tratta di una scelta, che credo possa essere estesa in futuro. La Fondazione si è resa conto che unitamente al contributo di associazioni e fondazioni attive da decenni sul territorio, è doveroso riconoscere anche il ruolo di nuove realtà, che iniziano oggi a attivare progetti e iniziative e lo fanno con visione e strategia. La Fondazione ha potuto constatare che esistono giovani che si organizzano in spazi autogestiti per curare piccoli eventi, gestire attività e realizzare persino dei servizi di natura sociale. Il nostro obiettivo non è ‘istituzionalizzare’ queste esperienze, ma aiutarle a essere ciò che scelgono autonomamente di essere. Anche per questo abbiamo istituito un corso di formazione di natura gestionale, amministrativa, economica: trasferire strumenti è necessario per passare dalle idee ai fatti. Il percorso della Commissione ci ha anche aiutato a focalizzare il tema della richiesta di spazi per svolgere attività associativa e di confronto. La Fondazione è consapevole oggi dell’esistenza di alcuni insediamenti diffusi e di spazi potenziali, che la stessa Fondazione ha tra l’altro sostenuto in fase di realizzazione – ad esempio tramite il progetto Pinqua o interventi di rigenerazione urbana –. La sfida delle amministrazioni pubbliche e delle associazioni è quella di riempirli di contenuti e la Fondazione intende favorire la relazione tra enti e giovani generazioni. Personalmente noto che alcune realtà hanno cominciato a lavorare in questo senso. Spero che il prossimo bando dedicato alla progettazione, che conterrà anche una quota destinata per la co-progettazione socioculturale, possa essere uno strumento utile a questo fine.

Nell’indagine di Demopolis, si è parlato molto del desiderio dei giovani lucchesi di ‘restare’ nel proprio territorio. Come può la Fondazione trasformare questa aspirazione in opportunità concrete?

Recentemente un noto politico ha scritto che se esiste un diritto a partire, esiste altrettanto un diritto a restare. La troviamo un’affermazione molto giusta. Scuola, sanità e trasporti sono le condizioni primarie che cerca chi vuole restare o chi vuole arrivare nelle aree interne. La Fondazione ha sostenuto negli

anni la qualità delle strutture scolastiche, dei servizi sanitari, della rigenerazione di borghi storici e la conservazione degli spazi sociali e degli impianti sportivi. Non si tratta di funzioni proprie, ma la Fondazione ha collaborato con le Amministrazioni Pubbliche per garantire servizi e strutture. Oggi la Fondazione guarda con attenzione agli sviluppi della sanità territoriale e in egual misura alla telemedicina. Per favorire la ‘restanza’ sono poi necessarie professionalità, competenze e saperi funzionali alle attività economiche locali e tra queste oltre la coraggiosa presenza della manifattura, vi è un crescente ruolo del turismo che si alimenta di identità culturale, paesaggio, prodotti tipici e enogastronomia. I dati recenti sulla crescita turistica in Media Valle, Garfagnana e Alta Versilia sono incoraggianti. Il patrimonio culturale e paesaggistico può diventare la leva su cui costruire opportunità di reddito attraverso la conoscenza del valore da preservare del territorio. La Fondazione può sostenere soggetti del Terzo Settore, che intendono assumere il rischio della sfida. Anche in questo caso il ruolo delle Amministrazioni Pubbliche è determinante per favorire le condizioni amministrative ad esempio della valorizzazione dei beni culturali. Ricordavo prima il tema della co-progettazione. Le amministrazioni devono aprirsi a tutte le possibili forme di collaborazioni, che coinvolgano direttamente i giovani che vogliono lavorare sul territorio. Se attivassimo questo ciclo la possibilità di contenere dispersione dei servizi, fuga dalle aree interne e inverno demografico potrebbe diventare concreta. Inoltre, laddove un progetto non dovesse andare a buon fine, i giovani coinvolti avrebbero comunque maturato un’esperienza preziosa, pronta per essere giocata in altri ambiti del mondo del lavoro.

Riguardo al progetto di recupero del Cinema Nazionale per farne un Centro per le arti: immagina che questo spazio possa dialogare con le nuove generazioni? La Fondazione è pronta a scommettere su forme d’arte contemporanee che parlino la lingua dei giovani di oggi?

Si tratta di una domanda da rivolgere più propriamente al Presidente e al Direttore della Fondazione Centro delle Arti, che gestirà la proposta culturale del polo espositivo. La Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca lo ha pensato per soddisfare due aspettative. La prima riguarda la valorizzazione della nostra collezione, che ad oggi non è fruibile al pubblico e che consta invece di quadri di autori di valore, come Matteo Civitali, Pietro Paolini, Giovan Domenico Lombardi, Pompeo Batoni … la nostra prossima sfida sarà quella di procedere all’acquisizione di opera di autori assenti nell’attuale configurazione. Anche per

tal fine abbiamo redatto uno specifico regolamento per l’acquisizione delle opere d’arte. La seconda è offrire alla città e al territorio una proposta artistica capace di catturare anche flussi di turismo culturale di qualità. La Fondazione Centro delle Arti produrrà propri progetti espositivi e l’intenzione è quella di organizzare due mostre l’anno. Una di carattere storicistico con uno sguardo al territorio, ma all’interno del contesto nazionale e internazionale di riferimento; l’altra attenta ai linguaggi contemporanei. Tra i due maggiori eventi, gli spazi per le esposizioni temporanee potranno ospitare le mostre dei grandi Festival della città, che troverebbero così risposta alla domanda di spazi certi e adeguati. La Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca auspica con convinzione che la gestione dei servizi – accoglienza, didattica, mediazione, comunicazione e social – coinvolga giovani professionalità con formazione e competenze adeguate.

Visto che è sulla bocca di tutti, pensa che la fondazione potrebbe avvicinarsi all’utilizzo dell’AI a beneficio del territorio? Ci sono idee o progetti a riguardo?

In queste ultime settimane il Consiglio di Amministrazione della Fondazione ha approvato un piano di formazione del personale finalizzato all’uso consapevole e sicuro dell’Intelligenza artificiale. La complessità normativa, i necessari presidi di sicurezza e la sensibilità dei dati gestionali e finanziari sono le premesse per un uso virtuoso dell’intelligenza artificiale e per l’elaborazione conseguente dei data set verticali. L’intelligenza artificiale ha immense potenzialità e nasconde insidie e pericoli. Siamo impegnati a stabilire criteri rigorosi di protezione e limiti all’attingibilità dei dati e dei flussi. Ho avuto interessanti incontri con importanti imprenditori del territorio in questi mesi. Ho riscontrato la consapevolezza delle opportunità e dei rischi che l’intelligenza artificiale parimenti propone alle imprese. La Fondazione non può operare a vantaggio delle singole imprese in modo diretto, lo può fare in termini di sistema. La Scuola IMT – Alti Studi Lucca è uno dei centri di eccellenza internazionali in materia di analisi dei Big Data, di Cybersecurity e di studio dell’AI e delle già prossime frontiere d’interazione tra intelligenza umana e intelligenza artificiale. La Scuola IMT è ad esempio il soggetto capofila del Dipartimento Nazionale di Eccellenza sui temi dell’innovazione e della resilienza economica. Il sostegno della Fondazione alla Scuola IMT persegue tra i molti fini anche quello di sostenere la ricerca in questi ambiti nella speranza che direttamente e indirettamente possa essere d’ausilio ai bisogni imprenditoriali. Una domanda retorica: chi ci dice che un programma di si-

curezza informatica, l’ottimizzazione di un algoritmo o il per fezionamento di sistema di controllo da remoto su una macchi na o su un materiale, l’applicazione di una modellazione di eco nomia comportamentale, impiegati dalle imprese, non sia il frutto di gruppi di lavoro nazionali e internazionali in cui sono coinvolti professori e ricercatori della Scuola? Io la risposta la so. Resta il tema dell’educazione all’AI delle giovani generazioni e questa vostra domanda mi ha sollecitato un’idea che in fase di programmazione condividerò con gli Organi della Fondazione

La Fondazione si sta muovendo con decisione verso obiettivi di sostenibilità: come riuscite a bilanciare la tutela del patrimonio storico con le necessità di una società sempre più moderna e green?

La sostenibilità è per sua natura un concetto trasversale e così la Fondazione lo interpreta. Dall’educazione delle giovani generazioni alla strategia di investimenti finanziari. Nel tempo molti contributi hanno sostenuto progetti didattici finalizzati all’educazione ambientale nelle scuole dei diversi cicli ed altri interventi sono stati finalizzati a preservare aree di interesse naturalistico o alla piantumazione. Un progetto pluriennale è indirizzato alla formulazione di processi e di analisi per promuovere innovazione e sostenibilità nei principali settori economici del territorio. Pianeta Terra Festival è il luogo simbolico che raccoglie l’impegno dei molti soggetti del territorio e lo mette in relazione con i testimoni del dibattito nazionale e internazionale. Il Festival raccoglie contributi per accademici e ricercatori, ma è anche un laboratorio che accoglie l’apporto di scuole, imprese e altri enti pubblici e privati. La Fondazione esprime questa sensibilità anche attraverso interventi e bandi, che prevedono l’efficientamento energetico e l’uso di materiali ecologicamente compatibili e criteri di valutazione improntati alla sostenibilità. Il sistema di riscaldamento del Centro delle Arti sarà di tipo geotermico. Infine tutto il portafoglio di investimento è oggetto di un assessment degli indicatori ESG. I risultati e le valutazioni che emergono da un’analisi capillare –oltre 40.000 posizioni – orientano poi le scelte di investimento in direzione della sostenibilità economica, sociale e ambientale.

Se volesse spiegare uno dei principali contributi che la Commissione Giovani ha portato finora all’interno degli organi della Fondazione, quale sceglierebbe?

Un po’ di risposte a questa domanda le ho già date. Credo che gli Organi della Fondazione immaginasse una relazione diversa con la Commissione Giovani al momento della prima riflessio-

ne e poi della sua istituzione. Oltre ai numerosi spunti che ha dato, la Commissione Giovani ha proposto molti interrogativi. In primo luogo il suo apporto ha cambiato le relazioni tra Fondazione e territorio. Per sua natura la Fondazione interloquisce con le amministrazioni pubbliche, con gli enti del terzo settore con grandi e importanti organizzazioni nazionali. Esiste un tessuto sociale che pone domande e intende partecipare alla formulazione delle risposte. La Fondazione non crede all’analisi un po’ demagogiche dei soli dati negativi: giovani disimpegnati, chiusi in un mondo egoistico e solipsistico e schiavi della comunicazione via social. Non sottovalutiamo l’esistenza di queste manifestazioni e le loro conseguenze talvolta drammatiche, compresa la disaffezione e la sfiducia verso le istituzioni, ma lo scenario è molto più complesso e articolato. La risposta non è sempre l’abbandono del sociale. Al contrario la Commissione ha proposto contenuti concreti e di possedere una conoscenza del territorio. Ci avete spinto a guardare in direzioni non consuete, di cui conoscevamo l’esistenza, ma di cui non avevamo piena cognizione. Il rischio maggiore per un’istituzione è non ascoltare veramente, ma scegliere sulla base di aspettative preconcette e, quando la realtà si rivela diversa, evitare i quesiti che propone. Spesso si pretende dai giovani una spiccata maturità progettuale. Si tratta di un paradosso: la maturità progettuale si esprime con l’esperienza affinando il proprio linguaggio e le proprie idee. Non si può chiedere di saltare due metri se non si dispone degli strumenti e delle risorse per saltarne uno e ottanta. Non valutare quindi secondo le aspettative, ma dare strumenti e accettare anche di vedere i giovani sbagliare. Lo fanno del resto anche gli adulti.

Quale segno vorrebbe lasciare come Presidente alle generazioni che verranno?

Nel libro Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar un capitolo è intitolato Tellus stabilita sta all’incirca per terra stabile, nel senso di equilibrata, costante. Un conio imperiale dell’imperatore ha inciso le parole terra stabilis. Mi colpì anni dopo assistere all’uso di questo testo e dei suoi concetti in una scuola di managment. Credo che i Presidenti e i componenti degli Organi che negli anni si sono susseguiti al governo della Fondazione abbiamo tutte e tutti lavorato per rendere costante e concreto il ruolo erogativo della Fondazione a vantaggio del territorio. Il primo valore da perseguire è proteggere il patrimonio per garantire alle future generazioni le stesse opportunità delle attuali e delle precedenti. Allo stesso modo, il primo obiettivo della presidenza non è l’espansione o l’innovazione a tutti i costi, ma la responsabilità di consegnare alle generazioni

future una Fondazione solida, sana e competitiva esattamente come quella che mi è stata affidata in un contesto che almeno ad ora sembra segnato da maggiore preoccupazione e volatilità dei mercati finanziari. La qualità dei progetti e la costruzione di reti sono altri due obiettivi sia in generale, sia per assecondare le idee delle giovani generazioni. Credo fermamente che, in un contesto ricco di proposte come quello cui guarda la Fondazione, la vera sfida sia far dialogare tra loro le tante eccellenze: fare in modo che i molti progetti anche se pensati e prodotti autonomamente possano essere collegati in un quadro generale di intervento verso obiettivi e bisogni del territorio. Credo che la Fondazione non sia più percepita come un mero ente erogatore; ma insieme ai nostri propri progetti, penso che la Fondazione possa veramente contribuire ad una visione comune dell’importanza e delle opportunità di sviluppo del territorio di cui devono godere anche le nuove generazioni.

new generation

Cultura per nuove generazioni

L’idea, il progetto, le risorse. Ecco i tre passaggi con cui i giovani della provincia di Lucca hanno la possibilità di vedere la concreta realizzazione delle proprie intuizioni negli ambiti della cultura e dello spettacolo.

Infatti l’impegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca a favore delle giovani generazioni si conferma come una delle sue priorità della propria azione sul territorio. Lo dimostra il ruolo sempre più centrale attribuito alle associazioni che coinvolgono giovani under 35, alle quali, per il 2026, sono stati destinati specifici stanziamenti nell’ambito dei bandi «Cultura. Progetti e attività» e «Spettacolo dal vivo».

Il presidente Massimo Marsili, durante una conferenza stampa dedicata proprio a queste specifiche assegnazioni di contributi, ha sottolineato che «dall’analisi delle iniziative proposte emerge una capacità di progettazione ampia e articolata: concerti, performance artistiche, attività di archivio, valorizzazione del patrimonio locale, animazione culturale, gestione di spazi associativi e ancora rivitalizzazione delle aree periferiche della provincia. Giovani impegnati anche nelle funzioni di rilievo della governance per garantire un continuo ricambio generazionale, stimolare nuove idee e contribuire al rinnovamento del tessuto associativo, per rispondere ai bisogni di un territorio in costante evoluzione».

Il coinvolgimento dei giovani

Nella più ampia cornice dei due bandi cultura sono stati riservati –per ciascuno – 100mila euro alle realtà associative che prevedono il coinvolgimento diretto dei giovani, sia come destinatari delle iniziative, ma anche e soprattutto come promotori e organizzatori. Nell’individuazione delle progettualità che rispondessero a queste caratteristiche, si è tenuto anche conto della loro capacità di generare opportunità concrete di occupazione attraverso l’attivazione di incarichi professionali rivolti a giovani professionisti o progettisti. E i risultati confermano l’efficacia di questa strategia: delle risorse inizialmente previste, ben 94.000 euro sono stati assegnati nell’ambito del bando «Cultura. Progetti e attività» e 61.000 euro per il bando «Spettacolo dal vivo», per un totale di 18 progetti sostenuti. Un percorso in linea anche con le risultanze della recente indagine statistica commissionata a Demopolis dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, in cui si riconoscevano, tra i molti motivi di preoccupazione, anche dati positivi, come la volontà delle giovani generazioni di esprimere la propria creatività, le proprie idee e il proprio modo di stare dentro la società. «Alle nuove generazioni occorre fare esperienza – ha precisato il presidente Marsili – e per farla occorre fornire strumenti e opportunità. Ecco perché abbiamo deciso di promuovere percorsi di formazione organizzati e stanziare risorse dedicate nei bandi».

bando progetti e attività new generation

ASSOCIAZIONE MASSAROSA

Antonella Moscardini, presidente dell’Associazione Musicale Massarosa ETS, racconta come il «il Concorso Pianistico Internazionale di Massarosa, attivo da 16 anni ed esaltato dalla direzione artistica di Riccardo Risaliti, oggi si rinnova grazie all’ingresso di giovani talenti e a nuovi progetti di apertura e sviluppo internazionale».

MUSICA ARTE CULTURA

L’Associazione Musica Arte Cultura Aps (A.M.A.CULTURA) propone il progetto, (Arte Ricerca Territorio Eventi) alla IV edizione in cui sarà proposto il Castiglione Dance Festival con conferenza, laboratorio sulla danza di comunità e spettacolo e il festival musicale «Corbezzoli» con due concerti, canto del Maggio e letture nella chiesa della Corba appena restaurata a Castiglione, oltre a celebrare l’anniversario di Gaetano Giani-Luporini. Saranno inoltre aperti i musei e le chiese di Castiglione e Benabbio oltre al museo di Palazzo Carli di Sillico e il Museo della Garfagnana Archeologica di Pieve Fosciana, mettendo in atto contratti di lavoro occasionale per quattro giovani under 30 oltre a un progetto di inclusione sociale.

MAGMA FUCINA CREATIVA «MAGMA Fucina creativa APS nasce a Lucca come spazio indipendente dedicato all’arte contemporanea, alla ricerca e alla partecipazione culturale. L’associazione promuove mostre, laboratori, workshop e progetti condivisi con l’obiettivo di sostenere giovani artisti, attivare il territorio e rendere la cultura un luogo aperto di incontro, sperimentazione e crescita collettiva».

CLASSICUM

new generation bando progetti e attività

«Classicum è una associazione giovanile che si occupa di divertimento, coinvolgimento culturale, partecipazione e cittadinanza attiva, riscoperta e promozione del patrimonio culturale. Il progetto “GenerazioneFuturo”, che ci vedrà impegnati nei prossimi anni, mira proprio a promuovere quel valore che è la partecipazione di ragazzi e ragazze come noi».

MICHEL DE MONTAIGNE

«Da 18 anni la Fondazione Michel de Montaigne valorizza il territorio di Bagni di Lucca – dice Agnese Benedetti, presidente dell’associazione – con un nuovo consiglio composto per oltre il 60% da under 35, la missione si rinnova: unire l’eredità del passato a linguaggi e tecnologie digitali congeniali alle nuove generazioni. L’obiettivo è trasformare la cultura in un’esperienza accessibile, coinvolgendo giovani professionisti in eventi e ricerche».

ĀTMAN OFFICINA APS

«“Ātman Journal” è una rivista culturale indipendente nata a Lucca nel 2022 con l’idea di raccontare la cultura attraverso articoli, fotografia, podcast e documentari. Dopo tre anni di pubblicazioni online –spiega Alfredo Tessieri, editore della rivista e presidente dell’associazione Ātman Officina APS – è uscito il primo volume cartaceo. “Ātman Journal” si pone l’obiettivo di affrontare il tema della scomodità: sociale, culturale, simbolica e relazionale».

POLYEDRIC VISIONS

Racconta Lavinia Andreini, presidente dell’associazione: «Polyedric Visions APS, nata a Lucca nel 2019, crea progetti tra arte, eventi e audiovisivo. Tra le sue iniziative spicca “I Salotti delle Muse”, un format che reinterpreta i salotti culturali in chiave contemporanea. Il progetto offre spazi di dialogo e creatività, unendo formazione e partecipazione per riportare al centro il dialogo tra pensiero e arti».

IMMAGINA

«In otto anni con Immagina abbiamo costruito una comunità giovane che si incontra ogni settimana per studiare, progettare e realizzare insieme un Festival. Siamo volontarie e volontari che mettono in comune, in modo orizzontale, energie e competenze per fare cultura e immaginare futuri diversi attraverso il potere dell’immaginazione».

LO STUDIORUM

«Lo Studiorum – Lucca a.p.s. è una giovane realtà di rievocazione storica, nata nel 2023 e composta in gran parte da under 35 uniti dalla passione per il passato e per la cultura come occasione di incontro e condivisione. Con rigore, studio e dedizione, i soci si dedicano alla ricostruzione della danza storica e degli aspetti della vita del XV secolo, tra usi, costumi e pratiche quotidiane, mantenendo un ambiente dinamico e coinvolgente. L’associazione anima eventi sul territorio e fuori regione, portando la storia a contatto con il presente».

EDUNARCHE APS

«Con Cantiere MUGAr, coordinato da Edunarche APS, il nuovo Museo della Garfagnana Archeologica diventa una risorsa viva per le giovani generazioni. Il progetto attiva il museo come spazio di partecipazione attraverso la formazione di giovani under 30, coinvolti nella progettazione e conduzione di laboratori per le scuole. Una iniziativa corale che trasforma la storia locale in motore di coesione sociale, opportunità professionali e legame stabile con il territorio».

RES9

Teatro Res 9 è un’Associazione di Promozione Sociale con sede a Viareggio, fondata nel gennaio 2023 da nove giovani attori under 30. In soli tre anni di attività ha portato in scena numerose produzioni, raggiungendo più di 5.000 spettatori e raccogliendo diversi premi e riconoscimenti. Grazie al contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, ogni anno realizza il progetto Studenti a Teatro, coinvolgendo centinaia di studenti delle scuole superiori della Versilia nella visione di uno spettacolo teatrale con successivo dialogo a scuola con il cast, in un percorso integrato di educazione al teatro e cittadinanza.

PROGETTO ‘MISCELA’

L’evoluzione dello spettacolo dal vivo riparte dagli under 30. «Vogliamo svelare un volto diverso del ‘fare clubbing’ e dello stare insieme – dice Matteo Ortili dell’associazione Miscela ETS – abbiamo preso uno spazio in disuso e l’abbiamo rimesso in piedi con le nostre mani per farne un hub creativo: talk, networking e live performance d’élite sono il nostro obiettivo. È un progetto nato dai giovani, dedicato a chi nella nostra città vive di creatività».

bando spettacolo dal vivo

POLICARDIA TEATRO

«Il centro di esplorazione umana e tecnica per artisti e performers, ideato da Teatro Policardia nasce con un duplice intento. – spiegano il referente dei laboratori teatrali in Versilia Andrea Moretti e Arianna Giuliani, una delle ragazze associate – Un percorso di formazione per giovani artisti attraverso la conoscenza del proprio corpo, unito all’opportunità di indagare gli aspetti più personali e caratteriali degli individui al fine di costruire un benessere che sia tanto fisico quanto psicologico. Perché gli artisti siano formati prima di tutto come persone e acquisiscano una consapevolezza di sé e delle loro potenzialità».

COMITATO STUDENTI PER DIRITTI ALLO STUDIO

«Con i bandi per la cultura di Fondazione Carilucca, potremo allestire un festival nella meravigliosa Tenuta Lenzini per sostenere l’arte e cultura della Lucchesia. Con artisti emergenti del territorio condivideremo con la cittadinanza spazi e esperienze per l’intrattenimento e la crescita culturale. Tutto questo sarà possibile grazie a una cordata di associazioni giovanili che, da questo festival, rinsalderanno la cooperazione e potranno dare il via a progetti futuri» spiega Claudio della Nina, legale rappresentante del Comitato Studenti per i Diritti allo Studio 2008 ODV.

new generation

SEMI VOLANTI

«Tra terra e stelle», la rassegna di Teatro del territorio a cura della Compagnia Semi Volanti. «La raessegna, quest’anno alla terza edizione, – ricorda Eva Malacarne dell’Associazione – andrà in scena da luglio ad agosto con spettacoli teatrali itineranti e ‘site specific’ nei borghi antichi di molti comuni delle province di Pisa e Lucca, in particolare della Garfagnana tra lo scorrere delle acque, i castagni, le pietre delle sue case e panorami mozzafiato. Sarà un viaggio nella bellezza, tra sorrisi, magia e emozioni, attraverso il teatro. Grazie alla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca per aver creduto nel progetto».

NEXT

ARTIST VERSILIA APS

«Next Artists APS nasce con l’obiettivo di avvicinare i giovani al teatro e alla lingua inglese con percorsi artistici inclusivi e di qualità – racconta Laura Bertuccelli, presidente dell’associazione – coinvolgiamo ogni anno tanti ragazzi in produzioni originali, dallo Shakespeare Festival ai musical, favorendo crescita personale e competenze espressive. Il nuovo progetto musical “Stranger Shop of Horrors” ne fa parte, valorizzando collaborazione e creatività».

bando spettacolo dal vivo

KAMMERKONZERT APS

«L’associazione KammerKonzert APS nasce dal desiderio di sette giovani musicisti under 32 uniti dall’amore per la musica e dallo stesso percorso professionale e di formazione, di diffondere la cultura musicale in tutte le sue forme. Dall’associazione prende vita l’ensemble strumentale KammerKonzert costituito da archi e pianoforte che ha già all’attivo numerosi concerti in Italia e all’estero e due pubblicazioni discografiche».

INSIEME ETS

Il Mediceo Young Festival nasce dall’ascolto dei giovani, che oggi esprimono con forza il bisogno di spazi di aggregazione capaci di unire divertimento, sicurezza e sostenibilità. A questa esigenza vogliamo rispondere con un progetto concreto che, nel tempo, sappia mettere sempre più i giovani al centro, nei loro linguaggi, nei loro stili e nelle loro forme di partecipazione.

«Chi era Francesco – si chiede il presidente della Fondazione

Massimo Marsili – prima del racconto che leggiamo nella seconda biografia di Tommaso da Celano e nel testo di Bonaventura di Bagnoregio? Francesco era un uomo colto di ideali cavallereschi e un uomo ricco.

Lo indicano il corpus dei trenta documenti scritti in latino e la scelta di vivere secondo i valori della pauperitas, non dell’indigenza».

Nel 2026 ricorrono gli ottocento anni dalla morte di San Francesco d’Assisi. Una ricorrenza che non invita soltanto alla memoria, ma che sollecita una riflessione profonda sui significati del suo messaggio spirituale, umano e civile tanto nella storia quanto nel presente. Nasce allora così, dal desiderio di raccontare la storia dell’uomo ancor prima di quella del Santo evitando una lettura semplicistica e meramente devozionale, il programma Francesco. Ottocento anni dopo: pensiero, storia, poesia, musica, ideato e promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca. Al centro di questa riflessione, una domanda: chi era davvero Francesco? E perché il suo messaggio continua a parlarci?

Ma il rapporto della Fondazione, e della città tutta, con il Santo di Assisi non è solo di tipo spirituale; è molto più storicamente radicato di quanto si pensi. L’ente, infatti, custodisce e anima uno dei luoghi francescani più significativi di Lucca: la Chiesa di San Francesco con l’intero complesso conventuale, restituito ai cittadini attraverso un importante intervento di restauro. La Chiesa oggi, ancora consacrata, accoglie stabilmente concerti di musica classica e sacra, lectio magistralis, letture poetiche, incontri culturali e appuntamenti promossi dai principali festival cittadini. Le fonti storiche documentano come quello lucchese sia stato uno dei primissimi insediamenti francescani sorti dopo la morte del Santo: le prime attestazioni della presenza di una comunità francescana risalgono infatti già al 1228 – due anni dopo la morte di San Francesco – quando fu edificata l’originaria chiesa dedicata a Santa Maria Maddalena. Una precocità che testimonia quanto rapidamente la parola e l’esperienza di Francesco abbiano attraversato queste terre, lasciando un’eredità ancora viva.

È un calendario ricco di appuntamenti quello ideato e realizzato dalla Fondazione in occasione di questa importante ricorrenza, e ciascuno contribuisce a delineare con chiarezza l’identità del progetto: un itinerario culturale che guarda a Francesco come a una figura poliedrica e universale, ancora assolutamente capace di interrogare il nostro tempo.

Il programma si è aperto il 21 marzo – proprio in occasione della Giornata Mondiale della Poesia – con l’incontro dedicato a Valerio Magrelli, Letteratura e letteralità in San Francesco, inserito all’interno del ciclo di appuntamenti di Canone in verso. Attraverso una riflessione sul rapporto tra Francesco e la parola, Magrelli ha proposto una lettura del Santo come uomo dell’ascolto e del linguaggio, capace di trasformare il testo evangelico in esperienza concreta e vissuta. L’incontro ha inaugurato il percorso culturale ponendo subito al centro uno dei temi fondamentali dell’esperienza francescana: il rapporto tra parola, interpretazione e vita. Il 29 marzo la Chiesa di San Francesco ha ospitato il concerto pasquale Cantando la Pasqua di San Francesco, affidato tradizionalmente alla Filarmonica Gaetano Luporini di San Gennaro. La musica ha accompagnato il pubblico in un itinerario spirituale e artistico dedicato al significato della Pasqua nell’esperienza francescana, intrecciando dimensione liturgica, contemplazione e suggestione sonora.

Per il secondo appuntamento di Canone in verso l’8 maggio, sono stati protagonisti il professor Alberto Casadei e l’attrice lucchese Matilde Bernardi: insieme hanno affrontato il tema della presenza e della rappresentazione del Santo nella Divina Commedia. Attraverso la lettura e l’interpretazione dei canti del Paradiso dedicati

a San Francesco – in particolare le terzine dell’XI canto – il pubblico è stato guidato dentro uno dei più intensi ritratti poetici di Francesco consegnati dalla tradizione letteraria italiana. Nel calendario dell’Anno Francescano trova spazio anche la XII edizione del Lucca Classica Music Festival, manifestazione promossa dall’Associazione Musicale Lucchese e sempre molto apprezzata dai cittadini di Lucca e non solo. La Fondazione ha infatti scelto di ospitare, all’interno del suo programma, lo spettacolo Francesco, con Aldo Cazzullo e Angelo Branduardi, dedicato alle molteplici immagini del Santo: il Francesco della devozione, della poesia, del Cantico delle Creature e della tradizione che attraversa la cultura italiana fino ai giorni nostri. La collaborazione con le realtà associative locali, come appunto l’Associazione Musicale Lucchese, ma anche il Photolux Festival e il Lucca Film Festival, ben racconta la volontà della Fondazione di costruire una cultura che si sviluppi attraverso il dialogo, la partecipazione della comunità e la sinergia tra competenze diverse. Il percorso proseguirà nei prossimi mesi con nuovi incontri, concerti e momenti di approfondimento dedicati alla figura di Francesco e alla permanenza del suo messaggio nella cultura contemporanea. Il calendario continuerà a intrecciare discipline e linguaggi diversi – dalla riflessione storica alla musica, dalla poesia al pensiero filosofico – all’interno delle tradizionali cornici ideate dalla Fondazione, come i Concerti di Compleanno, le Conversazioni in San Francesco, nel tentativo di restituire una figura quanto più complessa e tridimensionale, sottraendola a ogni rappresentazione semplificata e restituendone la profondità umana, fatta di tensioni, coerenze e apparenti contraddizioni.

CANONE IN VERSO

21 marzo 2026 | Oratorio degli Angeli Custodi | ore 18 e ore 21

Valerio Magrelli Letteratura e letteralità in San Francesco

8 maggio 2026 | Chiesa di San Francesco | ore 21

Alberto Casadei con Matilde Bernardi Un’ignota ricchezza. San Francesco e Dante

CONCERTO DI PASQUA

29 marzo 2026 | Chiesa di San Francesco | ore 17:30

Filarmonica Gaetano Luporini, San Gennaro, Lucca Cantando la Pasqua di Francesco

LUCCA CLASSICA FESTIVAL

2 maggio 2026 | Chiesa di San Francesco | ore 21

Aldo Cazzullo e Angelo Branduardi FRANCESCO

ANNIVERSARIO IN CONCERTO

26 giugno 2026 | Chiesa di San Francesco | ore 21

Cappella Musicale della Basilica Papale di San Francesco d’Assisi, Orchestra da Camera Fiorentina Francesco è vivo! | padre Peter Hrdy direttore

LUCCA FILM FESTIVAL

26 settembre–4 ottobre 2026 | Auditorium San Micheletto Rassegna di lungometraggi dedicati a San Francesco

CELEBRAZIONE EUCARISTICA E CONCERTO

4 ottobre 2026 | Chiesa di San Francesco | ore 17

Celebrazione eucaristica dell’arcivescovo Mons. Paolo Giulietti a seguire Concerto organizzato in collaborazione con la Caritas diocesana, eseguito da allievi e allieve del Conservatorio Boccherini e del Liceo Musicale Passaglia

CONVERSAZIONI IN SAN FRANCESCO

15 novembre 2026 | Chiesa di San Francesco | ore 18

Fabio Genovesi Il bosco cosmico e la gioventù bruciante

20 novembre 2026 | Chiesa di San Francesco | ore 21

Mariangela Gualtieri Fraternità solare

21 novembre 2026 | Chiesa di San Francesco | ore 21

Massimo Cacciari Inattualità di Francesco

28 novembre 2026 | Chiesa di San Francesco | ore 21

Chiara Mercuri Francesco D’Assisi. Col corpo e con le parole

PHOTOLUX FESTIVAL

28 novembre 2026 – 6 gennaio 2027 | Sala dell’Affresco (Complesso di San Micheletto)

Elio Ciol FRANCESCO: i suoi luoghi e il senso del sacro che vi si respira mostra fotografica

CANONE IN VERSO

21 marzo 2026 | Valerio Magrelli | Letteratura e letteralità in San Francesco

8 maggio 2026 | Alberto Casadei con Matilde Bernardi | Un’ignota ricchezza. San Francesco e Dante

FRANCESCO. OTTOCENTO ANNI DOPO: PENSIERO, STORIA, POESIA, MUSICA

CONCERTO DI PASQUA

29 marzo 2026 | Filarmonica Gaetano Luporini, San Gennaro, Lucca Cantando la Pasqua di Francesco

LUCCA CLASSICA FESTIVAL

FRANCESCO. OTTOCENTO ANNI DOPO: PENSIERO, STORIA, POESIA, MUSICA
2 maggio 2026 | Aldo Cazzullo e Angelo Branduardi | FRANCESCO
foto di Matteo Ortili

LA CASA COME COMUNITÀ: l’eredità sociale della Fondazione Pasquale e Olga Pezzini

A Viareggio, a pochi passi dal mare, un’eredità privata si trasforma in bene collettivo. È la storia della Fondazione Pasquale e Olga Pezzini, nata nel 1998 per volontà di Marco Pezzini – figlio di Pasquale e Olga, appunto – per rispondere ad una delle sfide più urgenti e attuali del nostro tempo: il supporto alle fasce più fragili della popolazione che si trovano a vivere spesso in condizioni di solitudine ed esclusione.

Già dai primi anni dopo la sua fondazione, l’ente si adopera per attivare una rete di servizi a disposizione degli anziani non autosufficienti che non si concretizza solo nell’assistenza tradizionale, ma che ambisce a sviluppare una dimensione relazionale e sociale più moderna e virtuosa, grazie anche alla collaborazione con altre realtà del terzo settore come Croce Verde, Misericordia e Caritas. La vera svolta, però, arriva nel 2017, quando prende forma un intervento che va oltre l’architettura: un modello abitativo innovativo pensato come vera e propria risposta sociale. A guidare il progetto di co-housing è un’idea più ampia di benessere, che include cura, socializzazione, sostegno alle famiglie, e che si manifesta come una delle espressioni più interessanti dell’abitare contemporaneo. Viene così messo in cantiere un complesso di 22 appartamenti, progettati per ospitare fino a 40 persone over 65, con superfici comprese tra i 30 e i 45 metri quadrati. Tutti gli appartamenti, situati al piano terra per garantirne l’accessibilità, includono ambienti separati tra la zona giorno e la zona notte e sono dotati di giardino privato. E tutti hanno accesso ad ampi e spazi comuni –giardini, aree condivise, luoghi di incontro – che non sono accessori, ma componente essenziale dell’idea da cui ha origine questo intervento.

Con un investimento di oltre 4 milioni di euro – supportato anche dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca con un contribuito di oltre 350.000 euro – la Fondazione Pezzini ha dato vita a un “condominio solidale” che si inserisce nel tessuto urbano non come enclave, ma come nodo attivo del quartiere. Non uno spazio che isola, ma uno spazio che accoglie e crea ponti tra le persone. E uno spazio che non si esaurisce nelle sue mura, ma che ogni giorno assiste i suoi abitanti grazie ad un costante servizio di supporto sociale pensato per affrontare insieme le piccole sfide della vita quotidiana, come fare la spesa o svolgere i piccoli lavori domestici.

Nel marzo del 2025, a 7 anni dall’inizio dei lavori, la struttura viene inaugurata. Oggi, il progetto della Fondazione Pezzini è un esempio di successo nel panorama dell’housing sociale e propone una risposta diversa alla fragilità, che non è solo sanitaria o assistenziale. Un modello in cui la solidarietà smette di essere un principio astratto e diventa organizzazione sistemica capace di produrre risultati tangibili e reali.

foto di Irene Taddei

LA CULLA crocevia di territori

Michele Morabito

Se c’è un paese di confine quello è La Culla, che da sempre vive a cavallo tra il territorio di Camaiore e Stazzema, tra il ducato di Lucca e il Granducato di Toscana, tra le diocesi di Lucca e Pisa. Possedimento di Farnocchia un tempo, la Culla oggi è legata territorialmente alla comunità di Camaiore, mantenendo però un legame con il Comune di Stazzema molto forte, anche perché la gran parte dei suoi abitanti risiede nella parte stazzemese, dove ricadono anche le più importanti strutture, la Chiesa dedicata a Sant’Antonio da Padova e ai SS. Angeli Custodi l’apprezzato ristorante ed il circolo ricreativo che da poco grazie anche all’intervento della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e del Parco Nazionale della pace è stato dotato di un apparecchio Dae. Alla Culla si arriva percorrendo una strada panoramica che passa per Monteggiori, sfiora Santa Lucia e la chiesina al bivio che porta verso Montebello e prosegue poi per Sant’Anna di Stazzema. A metà tra il bivio e Sant’Anna, si trova la Culla, sdraiata al sole verso il mare e con le spalle coperte della montagna, caratteristiche che ne fanno una località dove si sta bene, si ristora l’anima affacciati sul mare godendo della tranquillità del posto, tra i castagni e la bella vista sulla Versilia e su Camaiore che viene dominata dall’alto. La storia del paese è secolare. Scriveva Vincenzo Santini nei suoi Commentarii sulla costruzione della chiesa costruita attorno al 1680: «coll’opera e con il denaro degli abitanti di questo paese… Fu pertinenza questa borgata del comune di Farnocchia, come ora a cappellania curata dipendente da quel rettore, e mezzo locata sull’antico suolo toscano e mezzo sul lucchese. Essa a posta appunto su una località che in antico chiamavasi ‘Acuti’». Al tempo del Lodo del Tesauro aveva 27 case nel fiorentino e 5 nel lucchese: oggi non sono molte di più. Alla Culla si racconta vi fosse una torre detta ‘Torre Mozza’ di cui non vi sono vestigia. Presso il Canale di Argina vi sono le rovine

di fornaci, dove si fondeva il ferro di proprietà del Paci e di certi ricchi mercanti fiorentini e del tedesco Escoviel, che furono abbandonate per il poco guadagno. Era un territorio ricco di miniere lungo le pendici del monte Gabberi. Bruno Antonucci, studioso e già sindaco di Stazzema per due volte dopo la guerra, farnocchino di nascita trovò vicino alla Culla un cippo mediceo come limite del Capitanato di Pietrasanta della forma di parallelepipedo, lo stemma dei Medici da una parte e la scritta ‘Libertas’, simbolo della città di Lucca, dall’altra.

La Culla è un paese vivo grazie alle sue tradizioni giunte fino ad oggi: la più originale quella testimoniata dalle foto nel Ristorante da Luciano è quella di sparare in aria da parte dei paesani al momento dei matrimoni, come se la comunità si stringesse a protezione della nuova coppia.

Da vedere è senz’altro la chiesa da cui per anni dipendeva anche quella di Sant’Anna e la sua piazzetta che si affaccia sul mare delimitata da un muretto di pietra a strapiombo. Sul lato est del sagrato, a una quota più elevata rispetto alla chiesa, si erge il campanile in pietra lasciata a faccia vista con quattro ampie aperture arcate e conclusa da una copertura a cupola. Al centro della facciata si apre il portale principale, mentre a sinistra è inserito un portone secondario. Sul portone secondario aperto nel fianco destro della chiesa, in corrispondenza dello stipite in pietra, è presente un’incisione che riporta la data 1670. A lato della chiesa di Sant’Antonio da Padova e SS. Angeli Custodi si trova un monumento in bronzo del 1981 commissionato dal paese ed eseguito da Alfredo Belluomini, raffigurante un uomo munito di elmetto e fucile che guarda il cielo. Il monumento poggia su di una struttura in pietra con incisi i nomi delle vittime della guerra e vi sono alcuni colpi di artiglieria inseriti ad adornamento. Poco distante si trova un bronzo realizzato da Romano Cosci raffigurante don Giuseppe Vangelisti che è stato

parroco della Culla per sei decenni e sempre in sua memoria è la croce in legno che nel 1996 è stata posta sul sentiero che porta a Sant’Anna. Don Giuseppe Vangelisti il giorno dopo la strage di Sant’Anna di Stazzema andò con una squadra di volontari a seppellire le oltre 500 vittime: a lui si devono le poche fotografie che testimoniano il massacro.

La Culla è un ottimo punto di partenza per varie escursioni. In 35 minuti si può raggiungere Valdicastello a piedi. C’è anche un sentiero per Sant’Anna, per Greppolungo e per il monte Gabberi. Lungo il sentiero 107

a breve distanza dalla Culla a 605 metri di quota, si trovano le Case dei lecci ormai abbandonate e preda della vegetazione un antico borgo contadino in cui si riconoscono ancora pozzi di raccolta dell’acqua piovana e vasche scavate nella pietra. A circa 950 metri di quota si trova il Ripiano dei pennati dove sono state incise nella roccia un gran numero di roncole a formato naturale, poco dopo c’è la vetta del monte Gabberi. Nel 1966 la strada che originariamente giungeva dalla Strada Sarzanese sino alla Culla fu estesa sino al paese di Sant’Anna di Stazzema. In quell’occasione fu eretta una margi-

netta a spese di Massimo Bernardini e Eufrusina Gamba della Culla su una precedente cappella ormai distrutta. Sottostrada si trova una apprezzata fonte la cui acqua viene dal Gabberi cui si giunge attraverso un piccolo sentiero di pochi metri.

La Culla è un luogo in cui si mangia particolarmente bene e che conserva antiche ricette ‘cullarine’ come l’‘invinata’, servita la sera nelle case quando si andava a ‘veglio’, oppure nelle serate invernali quando si ‘scartocciava’ il granturco: consiste nel cuocere la farina di castagne in acqua e vino e servita come piatto conviviale, che

‘metteva caldo’, aiutava a superare le serate invernali, accompagnata da un bicchiere di ‘picciolo’, il classico vino di strizzo. Particolare la zuppa, in dialetto ’nzuppa, è una variante della «zuppa toscana di magro dei contadini», una zuppa di cavolo nero, bieta borragine e fagioli rossi, precedentemente cotti nei tipici fornelli a carbone presenti ancora in alcune abitazioni del paese, si serve con aggiunta di pane raffermo abbrustolito. E ancora la torta di Pasqua: nota a Camaiore come ‘torta di pepe’ o ‘torta coi becchi’.

Comunicare… con umanità

Viviamo un’epoca dominata dall’iper-connessione frenetica e dalla polarizzazione dei discorsi, in cui il concetto di ‘comunicazione’ rischia spesso di svuotarsi, riducendosi a puro marketing o, peggio, a rumore di fondo. È in questo scenario problematico che si inserisce Comunicare vuol dire fiducia. La comunicazione sociale per il cambiamento, il saggio di Fabrizio Minnella recentemente edito da Rubbettino, un testo che si configura non tanto come un semplice manuale tecnico, ma, piuttosto, come un vero e proprio manifesto etico e politico. Il punto di partenza di Minnella – sociologo e giornalista, responsabile Comunicazione e relazioni esterne della Fondazione con il Sud – è quasi una provocazione filosofica: la comunicazione non è l’invio di un messaggio, ma la costruzione di un legame. Non un semplice ‘accessorio’ del fare, ma l’architettura stessa su cui poggia l’impatto sociale. Senza fiducia, ogni progetto di sussidiarietà o di rigenerazione urbana cade nel vuoto. L’autore sottolinea come la trasparenza e la coerenza tra il dire e l’agire siano gli unici strumenti in grado di generare quel capitale sociale necessario per attivare le comunità. In questo senso, comunicare non significa ‘vendere’ una buona causa, ma invitare il cittadino a diventarne parte integrante. Un aspetto centrale del testo è la transizione dalla comunicazione intesa come semplice ‘notizia’ alla comunicazione come motore di cambiamento. Minnella esplora il potere del social storytelling, mettendoci però in guardia dalle sue potenziali derive patetiche o pietistiche. La comunicazione sociale efficace è quella che restituisce dignità ai protagonisti, che non sfrutta il bisogno ma valorizza la possibilità. Comunicare vuol dire fiducia è un testo necessario per chiunque operi nel settore della solidarietà e dello sviluppo territoriale. Ci ricorda che le parole hanno un peso e che, se usate con responsabilità, possono davvero spostare l’asse della percezione pubblica verso un orizzonte di maggiore equità. In definitiva, il libro di Minnella è un invito a riscoprire la bellezza di una comunicazione lenta, meditata e, soprattutto, umana. Una lettura che conferma quanto sia fondamentale, oggi più che mai, investire non solo in progetti, ma nelle relazioni che quei progetti rendono possibili.

Fabrizio Minnella, Comunicare vuol dire fiducia. La comunicazione sociale per il cambiamento, Rubbettino, Catanzaro 2025

Una carriera, un’amicizia

Lucca è, per antonomasia, terra di musica e di voci. Eppure, tra le pieghe della grande storia, capita che profili di straordinario rilievo restino custoditi gelosamente solo nella memoria di pochi testimoni o negli archivi di famiglia. Il volume «Ed ora fra noi parliam da buoni amici». Guido Malfatti, orgoglio lucchese, un grande baritono cittadino del mondo, scritto a quattro mani da Sirio Del Grande e Fabrizio Malfatti e pubblicato da Tralerighe Libri, colma un vuoto documentale con la passione della ricerca e l’affetto del ricordo. Il libro non è solo la biografia di un artista – Guido Malfatti, che con la sua voce brunita e la sua presenza scenica magnetica ha saputo portare il nome di Lucca nei templi della lirica mondiale – ma il ritratto a tutto tondo di un’epoca d’oro del melodramma. Il titolo stesso, una citazione dalla pucciniana Tosca che richiama l’intimità del palcoscenico e il calore del rapporto umano, suggerisce l’approccio adottato dagli autori: una narrazione che rifugge l’accademismo arido per farsi racconto vivo. Attraverso documenti inediti, locandine d’epoca e testimonianze dirette, Del Grande e Malfatti ricostruiscono una carriera folgorante, fatta di sacrifici e successi, che ha visto il baritono lucchese confrontarsi con i più grandi direttori e interpreti del Novecento. Lucca come baricentro emotivo Malfatti emerge come un esempio di quella ‘lucchesità’ operosa e cosmopolita: un uomo che ha saputo farsi ambasciatore di bellezza, mantenendo però intatto quel legame profondo con le mura cittadine. Il volume ha il pregio di analizzare non solo l’aspetto tecnico della sua arte, ma anche l’uomo dietro la maschera di scena. La ricerca iconografica è particolarmente preziosa, offrendo al lettore un suggestivo spaccato visivo del mondo della lirica nella seconda metà del Novecento. Il valore della memoria sociale In un tempo che consuma tutto rapidamente, l’operazione culturale compiuta da Sirio Del Grande e Fabrizio Malfatti assume un significato civile. Scrivere di Guido Malfatti significa ricordare alle nuove generazioni che il talento richiede disciplina e che la cultura è il primo terreno di riscatto e di dialogo tra i popoli.

Sirio Del Grande e Fabrizio Malfatti, «Ed ora fra noi parliamo da buoni amici». Guido Malfatti, orgoglio lucchese, un grande baritono cittadino del mondo, Tralerighe Libri, Lucca 2025

Storia di un’eredità sociale

Cinquant’anni non sono solo un traguardo cronologico; per una comunità, rappresentano una stratificazione di gesti, sacrifici e speranze condivise. Il volume 50 anni sulla strada della solidarietà. 1975-2025: Pubblica Assistenza CAV Pieve Fosciana, curato da Francesco Angelini, non è semplicemente la cronistoria di un’associazione, ma il racconto corale di un’intera vallata che ha scelto di non lasciare indietro nessuno. Il lavoro di Angelini – sindaco di Pieve Fosciana e volontario attivo del CAV, scomparso nel maggio dello scorso anno – ripercorre le tappe fondamentali di questa straordinaria avventura umana, nata nel 1975 in un contesto sociale e geografico, quello della Garfagnana, dove la solidarietà non è un concetto astratto, ma una necessità vitale. Dalle prime intuizioni dei fondatori alla crescita strutturale che ha portato il CAV a diventare un punto di riferimento imprescindibile, l’autore guida il lettore attraverso cinque decenni di evoluzione del soccorso e dell’assistenza, restituendo il racconto di un volontariato capillare, vero presidio di cittadinanza. Angelini ha il merito di non limitarsi all’elenco delle attività tecniche (soccorso sanitario, protezione civile, trasporti sociali): il testo scava nell’impatto culturale che lil CAV ha avuto su Pieve Fosciana, attraverso la formazione di centinaia di giovani, l’innovazione costante e il soccorso offerto in occasione di tante emergenze nazionali e locali, sempre sulla strada, in prima linea. Il libro di Francesco Angelini è un’opera necessaria per preservare la memoria storica del territorio. Attraverso interviste, documenti d’archivio e aneddoti carichi di umanità, emerge il ritratto di un’istituzione che è diventata ‘famiglia’ per molti. Celebrare i cinquant’anni del CAV di Pieve Fosciana significa riconoscere che la tenuta sociale di una provincia come la nostra dipende dalla forza di questi legami, invisibili ma fortissimi, a conferma che la solidarietà è l’investimento più redditizio per il futuro di una comunità.

Francesco Angelini, 50 anni sulla strada della solidarietà. 1975-2025: Pubblica Assistenza CAV Pieve Fosciana, Unione Comuni Garfagnana –Edizioni Effigi, Lucca 2025

Scommettere sul valore umano

Esistono storie che non si limitano a narrare una vita, ma diventano strumenti di analisi sociale e bussole etiche. Poor. Una storia vera di determinazione e coraggio, l’autobiografia dell’irlandese Katriona O’Sullivan, è esattamente questo: un viaggio incredibile dalla povertà più degradante alle vette dell’accademia, che interroga profondamente chiunque si occupi di welfare, istruzione e inclusione socio-economica. Il racconto di O’Sullivan inizia in un contesto di marginalità e di deprivazione estrema. Figlia di genitori tossicodipendenti nell’Inghilterra degli anni Ottanta e Novanta, l’autrice descrive una fame che non è solo mancanza di cibo, ma assenza di prospettive, decoro e sicurezza. La sua è una parabola che sembra già scritta: la gravidanza a quindici anni, l’abbandono scolastico, la vita nei centri per senzatetto. Tuttavia, il memoir – che ha riscosso un successo straordinario nel mondo anglosassone – non scade mai nel pietismo. È, al contrario, un’analisi lucida di come la povertà condizioni il cervello, le scelte e le ambizioni. Ma anche una testimonianza preziosa: la povertà è una barriera sistemica, ma la traiettoria di vita di un individuo può cambiare, se interviene un supporto di comunità. Il punto di svolta nella vita di Katriona non è frutto di un miracolo, ma dell’incontro con persone – insegnanti, tutor, operatori sociali – che hanno saputo guardare oltre lo stigma della sua condizione. Grazie a un programma di accesso all’università per persone svantaggiate presso il Trinity College di Dublino, O’Sullivan è riuscita a trasformare la propria esistenza, diventando oggi una nota e rispettata docente universitaria esperta in Digital Skills. Molti – attualissimi e urgenti – i temi cardine al centro del testo di O’Sullivan: l’enorme e complesso problema della povertà educativa, l’importanza di figure di riferimento in grado di percepire il potenziale di ciascuno, la necessità di investire in percorsi di studio che siano davvero inclusivi. Poor è un libro che scuote le coscienze. Ci ricorda che dietro ogni statistica sulla povertà o sull’abbandono scolastico ci sono volti, storie e sogni che attendono solo una possibilità per germogliare. La storia di Katriona è un inno alla determinazione, ma è anche un monito per le istituzioni: il successo del singolo è spesso il risultato di un sistema che ha messo al centro la ‘cura’ e ha deciso di scommettere sul valore umano. In un momento storico in cui le disuguaglianze sembrano farsi più rigide, questa lettura suggerisce che la solidarietà e l’istruzione restano gli unici veri ascensori sociali capaci di cambiare il mondo, un’anima alla volta. Un testo che ispira e che conferma l’importanza di sostenere, con visione e coraggio, chi lavora ogni giorno per abbattere le mura dell’esclusione e della marginalità.

Katriona O’Sullivan, Poor. Una storia vera di determinazione e coraggio, People, Busto Arsizio 2025

Periodico della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca

Referenze fotografiche (con riferimento alle pagine della rivista)

Adobe Stock: 4-5, 22 e copertina Foto Alcide, Lucca: 27, 28, 29 – Matteo Ortili: 6, 13

Le foto pubblicate alle pagine 15, 18, 21 sono state fornite dalle associazioni coinvolte L’illustrazione della rubrica ‘segnalibro’ è stata realizzata da Diletta Impresario

Il logo ‘Francesco 800’ è stato realizzato da Ilaria Ferrari

La Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, scusandosi anticipatamente per l’involontaria omissione di referenze fotografiche, è disponibile ad assolvere eventuali diritti.

Finito di stampare nel mese di giugno 2026 da Tipografia Tommasi

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Giovani
Le nostre domande al Presidente

Maria Teresa Perelli

Andrea Salani

Maria Teresa Perelli

Andrea Salani

Publied – Editore in Lucca

Agnese Benedetti / Gaia Bernardini / Elena Bonini / Tommaso Ariani / Giulia Gemignani / Giada Giusti / Leonardo Guerra / Matteo Marcalli / Pietro Isaia Scanavacca

QZRstudio.com

Acumin, by Adobe Originals

Matteo Ortili - Blend Studio © 2026, Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca Iscrizione al registro stampa del Tribunale di Lucca n. 1/20 del 17 gennaio 2020

Giovani

SPAZIO AI GIOVANI

Quando si dice “spazio ai giovani”, lo si fa spesso per una comunicazione e ficace, inclusiva, un ritornello che caratterizza le istituzioni da decenni ma raramente si concretizza. Fortunatamente le cose stanno cambiando e in molti trovano nei giovani un nuovo punto di vista, una sincera attenzione al territorio e una grande voglia di mettersi in gioco e diventare protagonisti del cambiamento che afronta il mondo.

La Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca punta sulle nuove generazioni con percorsi formativi, studi e bandi: quello che la Commissione Giovani vuole presentare nella rivista è solo una parte di ciò che è stato fatto in questi due anni di mandato, di quello “spazio ai giovani” di cui sopra, delle opportunità che la Fondazione ha messo in campo per le ragazze e i ragazzi della Provincia di Lucca.

Crea nuova cartella
Commissione Giovani

Adesso

tocca a te! PG 4

Scelta di campo PG 6

Venerus in concerto PG 14

Questo (non) è un paese per giovani PG 22

3 proposte dalla Commissione PG 36

Le nostre domande al Presidente PG 44

ADESSO TOCCA A TE NOI!

La prima Commissione Giovani della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca

“Adesso tocca a te!” è la call aperta dalla Fondazione nel gennaio 2024, lanciata per individuare 9 giovani destinati a comporre la prima Commissione Giovani. I requisiti: ragazze e ragazzi tra i 18 e 30 anni, residenti nella Provincia di Lucca e volenterosi di esprimere il proprio punto di vista, i bisogni, i progetti e i sogni per un territorio a misura di giovani.

Una scelta storica della Fondazione, tra i primi enti a rendere protagonista una fascia di età che fatica a trovare il proprio spazio nella società. Oggi, a distanza di due anni, sono molte le amministrazioni pubbliche e gli enti privati che stanno mettendo in atto un processo di coinvolgimento simile. Fin da subito è giunta una risposta positiva, oltre 100 candidature pervenute, segnale di una voglia di partecipazione veramente significativa.

I 9 giovani sono stati selezionati con criteri di provenienza geografica, rapporto di genere paritario e valutando percorsi, esperienze, interessi.

Per il primo mandato in carica fino al 2027 sono stati scelti Tommaso Ariani, Gaia Bernardini, Giada Giusti per Lucca e Piana; Giulia Gemignani e Leonardo Guerra dalla Versilia; Agnese Benedetti, Elena Bonini e Matteo Marcalli da Mediavalle e Garfagnana.

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maps.google.it

Bonini

Appassionata di cinema e di storie, lavora per difondere la sostenibilità in una ESCo del territorio lucchese, ma è solo una parte della storia. Instancabile curiosa, riempie il tempo tra volontariato, nuove idee e progetti che nascono spesso quasi per caso, come mettersi davanti a un microfono e registrare un podcast. Da sempre innamorata della provincia di Lucca, dalle montagne al mare, passando per la città, porta avanti i suoi progetti con un′idea semplice: raccontare e valorizzare questo territorio attraverso i suoi occhi, farlo scoprire agli altri e, ogni tanto, aiutarlo a riconoscere tutto quello che ha da ofrire.

Musicista e docente di corno al Liceo Musicale di Massa, riveste in più occasioni il ruolo di direttore musicale e artistico di eventi, è attivo nell′associazionismo ed è fondatore e presidente di A.M.A.CULTURA APS con cui organizza progetti di valorizzazione del patrimonio storico-artistico, iniziative culturali e di promozione dei giovani. Si dedica alla ricerca storica e alla cura delle tradizioni anche attraverso pubblicazioni. Vive con amore il legame con la sua terra.

Gemignani

Medico di medicina generale a Viareggio, città in cui è nata e a cui è profondamente legata, sia sul piano professionale che personale.

Accanto all′attività clinica, ricopre il ruolo di consigliera comunale, portando avanti progetti per le politiche sociali, con particolare attenzione alle politiche giovanili e allo sviluppo della sanità territoriale. È ideatrice e direttrice di Viareggio Magazine, una piattaforma social dedicata alla valorizzazione della città, tra tradizioni, storia, bellezze naturalistiche e simboli identitari come la Fondazione Carnevale e Festival Pucciniano.

Studente di Ingegneria Informatica, divide le sue giornate tra infinite righe di codice e le classiche passioni da nerd, come leggere fumetti e sfidare gli amici ai giochi da tavolo. Tuttavia, non rinuncia a staccare gli occhi dallo schermo per godersi un po′ di natura: adora fare lunghe camminate in montagna o, quando le temperature lo consentono, sfrecciare con gli sci ai piedi.

Leonardo Guerra Silicani
Versilia
Garfagnana
Matteo
FCRL Giovani

Mediavalle

Gaia Bernardini

• Mediavalle

Vive a Loppeglia, una piccola frazione del comune di Pescaglia, è laureata in Scienze Politiche e da giugno 2025, dopo un anno di Servizio Civile, lavora come collaboratrice per Caritas Lucca. La sua più grande passione sono i cavalli e l′equitazione, che pratica da quando aveva 7 anni, passione che nel 2018 la porta anche a diventare istruttrice. Ama viaggiare, ma è profondamente innamorata dei luoghi in cui vive. Proprio questo amore l′ ha spinta ad attivarsi come consigliera comunale, dal 2019 al 2024, e come parte di un′associazione giovanile del suo territorio.

Pietro Isaia Scanavacca

• Lucca e Piana

Opera da undici anni come meccanico e guida cicloturistica con le certificazioni dell′Unione Ciclistica Internazionale e della Federazione Ciclistica Italiana. Lavora inoltre come Sport and Facility Manager per conto di privati e dal 2024 studia Economia Aziendale a Pisa. Coniuga la sua professione alle passioni per il ciclismo e per il contatto con la natura.

Giada Giusti

• Lucca e Piana

Progettista sociale di giorno e studentessa di Sociologia (UniUrb) di notte (l′unico momento in cui si concentra). Libri e sogni non le bastano: ha bisogno di “sporcarsi le mani” e testare le idee. Lo fa con il volontariato in Lillero APS, realtà che le ha fatto capire cosa vuole fare nella vita. Crede nelle iniziative nate dal basso e nella cultura come incontro: il suo obiettivo è trasformare le idee in cantieri sociali concreti, costruendo luoghi vivi e opportunità reali per i giovani.

Agnese Benedetti • Mediavalle

Dopo la laurea in Scienze dei Beni Culturali, ha proseguito gli studi magistrali a Pisa in Storia dell′Arte. La sua tesi sul trittico di Baldassarre di Biagio è diventata un libro pubblicato nel 2024. Oggi divide il suo tempo tra la ricerca accademica e il territorio. È borsista per il progetto “Un Corpo di Segni” dell′Università di Pisa e operatrice didattica presso il Complesso Museale della Cattedrale di Lucca; presiede inoltre la Fondazione Michel de Montaigne di Bagni di Lucca, guida come volontaria il Gruppo FAI Media Valle e cura il Museo d′Arte Sacra di Benabbio.

Dopo la carriera universitaria e un tirocinio in un laboratorio di biofisica in Germania, torna a Lucca e diventa professore di Scienze Naturali per due semplici motivi. Il primo: stare con i giovani è una figata pazzesca. Il secondo: riprendersi il tempo che la vita da “lab-rat” gli aveva tolto, tornando a coltivare le sue passioni: il cinema, la musica, il gioco di ruolo e, più nello specifico, il game design. Il suo sogno sarebbe riuscire a vivere della condivisione di queste passioni.

Lucca e Piana
Tommaso Dylan Bruce Ariani • Lucca e Piana
FCRL Giovani

SCELTA DI CAMPO

La Fondazione si apre ai giovani anche con bandi specifici per associazioni o gruppi informali. Lo ha fatto nel 2024 con la “Call for Ideas - Scelta di campo”: vari i progetti presentati da tutto il territorio e nei vari settori. Il protagonismo delle nuove generazioni è testimoniato anche dall′impiego della Commissione Giovani nella valutazione delle domande pervenute. A distanza di due anni siamo andati alla ricerca di queste realtà per sapere com′è andata.

Correva l′anno 2024.

I nove prodi giovani della neonata Commissione non ebbero neanche il tempo di riprendersi dopo lo studio delle carte sulla storia e il funzionamento della Fondazione, che subito gli fu assegnato il primo incarico uficiale dall′ormai ex-presidente Bertocchini.

Avrebbero dovuto ispezionare 19 progetti partecipanti a un bando sperimentale, l′ormai leggendario ‘’Call for Ideas’’. In questo bando si prevedevano 2 fasi.

Nella prima si raccoglievano idee, progetti, sogni da parte di associazioni e gruppi informali di giovani. Il bando era strutturato in modo tale che non fosse richiesta una particolare esperienza pregressa proprio per incentivare chiunque avesse un′idea a fare un tentativo. Nella seconda fase, dopo una scrematura delle idee ritenute migliori, veniva assegnato un ente accompagnatore, una sorta di aiutante che avrebbe permesso all′idea di sbocciare in un progetto concreto.

WHATSAPP

Tommaso — Commissione Giovani ti ha aggiunto al gruppo "Interviste Call for Ideas "

La Commissione Giovani era incaricata di questa prima scrematura. Fu così che i nove si chiusero nella cripta della Fondazione sotto San Francesco e per sette giorni e sette notti discussero. Rifiutarono anche cibo e acqua. Riemersero alla luce con una lista di idee degne della benedizione della grande madre Fondazione. Sette di queste vennero scelte.

Due anni dopo, uno dei nove della Commissione Giovani è stato incaricato di viaggiare tra le lande della lucchesia per incontrarne cinque: quanto segue è ciò che rinvenne lungo il suo cammino.

Tommaso — Commissione Giovani Ok, si parte!

Per prima cosa vi chiederei di descrivere i vostri progetti: in cosa consistono?

Dove si sono sviluppati? Sono sempre attivi o sono conclusi?

Interviste Call for Ideas

Adesso

Tommaso — Commissione Giovani Ciao!

Ho creato questo gruppo per fare una indagine su come si sono sviluppati i progetti di ciascuno

Luca — The Dungeon Ciao, sono Luca di

Il progetto è nato dal bisogno di avere un posto dove ritrovarsi per giocare ai giochi di ruolo, in particolare a Dungeons & Dragons.

Lo portiamo avanti al centro di aggregazione giovanile di insieme all′associazione CREA, dove organizziamo laboratori artistici e ricreativi per i ragazzi, ispirati al mondo fantasy.

Il progetto è ancora attivo e in sviluppo, infatti abbiamo creato alcune scenografie con pannelli, stampe e oggetti di scena e a breve partiranno anche corsi introduttivi sul gioco di ruolo, per creare uno spazio di socialità e creatività.

Volevamo dar voce a tutte le persone giovani che sofrono d′ansia, soprattutto legata allo studio. Abbiamo girato un cortometraggio nella biblioteca Artémisia a Capannori a gennaio 2025.

Il cortometraggio è concluso e sta finendo il suo percorso festivaliero.

Negli ultimi mesi abbiamo realizzato anche due proiezioni che prevedevano un laboratorio rivolto ai giovani sul tema insieme a una psicologa.

Il nostro obiettivo ora è portare il cortometraggio nelle scuole, cosa che stiamo già facendo in vari comuni, per sensibilizzare ancora di più.

Rebecca — Neccio Podcast Ciao! Sono Rebecca di .

Eravamo partiti con l′idea di creare una web radio, ma poi dopo un′analisi interna e un confronto con la Cooperativa Nanina, ente che ci ha afiancato e supportato in questo percorso, abbiamo compreso che fosse invece migliore l′idea di realizzare di un podcast.

È in corso a Castelnuovo di Garfagnana e ha coinvolto giovani del territorio.

Oggi sono attive quattro rubriche: “Il salottino”, “C ′era una volta in Garfagnana”, “Chit Chat” e “Lo Spifero”.

Ogni lunedì esce una nuova puntata su YouTube e su Spotify! Seguiteci

Veronica — Accanto a te Ciao, sono Veronica di

Rebecca — La Brilla

Io sono Rebecca del progetto - Opificio delle Idee.

Il progetto è nato durante il mio tirocinio universitario presso La Brilla porta del Parco a Massarosa. Insieme ai ragazzi del Servizio Civile abbiamo riflettuto sul significato di questo luogo per la comunità.

Lo abbiamo immaginato come un punto di ritrovo adatto allo scambio di idee dei giovani del territorio, un luogo dove queste potessero essere ascoltate e prendere forma dando loro degli strumenti per la realizzazione dei loro progetti.

Per dare inizio a questo percorso abbiamo fortemente voluto con noi proprio due giovani (Rebecca Tozzetti e Silvia Menchini) a fare da relatrici. Rebecca per illustrare l′arte digitale e le sue possibilità e Silvia a spiegarci come nasce un podcast.

Ettore — Andirivieni Sono Ettore del progetto .

A Viareggio la biblioteca è sempre piena ed è dificile da raggiungere dalle periferie. Così abbiamo deciso di aprire un′aula studio in una zona tanto bella quanto complicata: il quartiere Varignano.

Grazie a Don Luca, un′istituzione della zona, ci è stata data la possibilità di crearla in una stanza dentro la parrocchia della Resurrezione.

Poi tutto è venuto di conseguenza. Da aula studio a un vero e proprio centro aggregativo aperto cinque giorni a settimana! Siamo partiti con un corso di grafica, poi una jam session , un corso di street art , fino a un laboratorio di animazione

L′esperienza più bella è stata quella di uscire da Andirivieni . I ragazzi, accompagnati dai volontari, sono partiti per un viaggio sociale a Napoli

Siamo stati ospitati dal centro Ciro Colonna di Ponticelli che non ci ha fatto mancare proprio nulla

Abbiamo incontrato familiari di vittime innocenti della camorra e tante realtà e associazioni che lottano tutti i giorni per contrastarla!

In progetto non è finito per niente, stiamo organizzando nuovi laboratori per il 2026 e un nuovo viaggio!

Luca — The Dungeon Sentivamo la necessità di creare uno spazio dove i ragazzi potessero ritrovarsi, socializzare e usare la fantasia in modo creativo

Veronica — Accanto a te Volevamo raccontare l′ansia. Più siamo andati avanti col progetto e più abbiamo capito quanto fosse importante sensibilizzare su questa tematica ancora molto tabù nella nostra società.

Quando abbiamo iniziato a parlarne con le persone che sono venute alle proiezioni abbiamo notato quanto il cortometraggio tocchi gli spettatori.

Interviste Call for ideas

Tommaso — Commissione Giovani

Tutto ganzissimo! Bravi!

Dite un po′, perché avete sentito la necessità di portare avanti questi progetti?

Rebecca — Neccio Podcast Tutti avevamo voglia di metterci alla prova con qualcosa di nuovo, sentivamo il bisogno di raccontare la Garfagnana in modo fresco e autentico, dando voce alle storie e alle persone straordinarie che la abitano.

Sono stati mesi intensi: trovare la formula giusta, definire lo stile del podcast... In questo percorso siamo stati aiutati da tantissimi giovani. Questo ci ha confermato quanto il territorio avesse bisogno di uno spazio così.

Rebecca — La Brilla

Volevamo restituire alla comunità un luogo scarsamente valorizzato dove i giovani potessero ritrovarsi e progettare il futuro insieme.

Un simbolo per un territorio come quello massarosese, visto troppo spesso come solo ‘di passaggio’ o ‘paese dormitorio’.

La creatività dei giovani diventa l′antidoto al senso di immobilità e di impotenza, motore di idee condivise e progetti.

Chiaramente grazie alla Fondazione abbiamo potuto fare un piccolo passo verso questa direzione ma è un′idea ambiziosa e necessita di mezzi e risorse per portare i giovani, anche dei comuni limitrofi, a conoscere il luogo.

Ettore — Andirivieni

Noi, da studenti ci siamo resi conto che Viareggio non ofre abbastanza luoghi dove studiare insieme, specialmente nelle periferie.

Fin da subito abbiamo deciso di fare di più, sognando di creare un vero e proprio centro aggregativo, dove organizzare attività ricreative e culturali proposte dai ragazzi stessi.

Luca — The Dungeon

Per una possibile “fase 2” ci piacerebbe ampliare le scenografie, organizzare eventi e sessioni di gioco più strutturate aperte anche a più persone, e continuare con corsi e laboratori.

Le risorse che ci servirebbero sarebbero più spazi da allestire e magari qualche supporto per organizzare corsi ed eventi in modo continuativo.

Interviste Call for ideas

Tommaso — Commissione Giovani

Immaginate una sorta di "fase 2"? E nel caso che risorse vi servirebbero?

Veronica — Accanto a te Vogliamo continuare a sensibilizzare su diverse tematiche, attualmente stiamo lavorando sul prossimo cortometraggio per parlare di altri argomenti a noi cari

Rebecca — Neccio Podcast

Il progetto è partito da poco e ha ancora bisogno di crescere. Per farlo servono nuove risorse, sia economiche che umane.

Cerchiamo persone curiose, con voglia di scoprire cosa c′è dietro. E se qualcuno volesse proporre una propria rubrica Neccio Podcast è uno spazio aperto, nato per dare voce alle idee

Rebecca — La Brilla

Vorremmo implementare quanto già fatto e attivare corsi tenuti da ragazzi per altri ragazzi in un′ottica di peer to peer. Organizzare momenti di incontro e creazione condivisa.

Il sogno sarebbe immaginare che questa risorsa diventi anche una fonte di occupazione per i giovani coinvolti.

Ettore — Andirivieni

La fase due è già partita!

Abbiamo deciso di spingere con le attività perché sono state il vero successo della scorsa annata. Per questo abbiamo presentato e vinto un progetto, il bando "Siete Presente!" , con cui finanzieremo nuovi laboratori e un nuovo viaggio!

Tuttavia, Andirivieni ha bisogno di un operatore che si occupi dell′apertura delle aule e della progettazione dei laboratori , oltre che dei professionisti che li eroghino

Quindi, la ricerca di finanziamenti non è terminata!

Tommaso — Commissione Giovani

@The Dungeon In un′epoca dove l′attenzione dura pochi secondi, dove ogni informazione è accessibile in un click, le immagini e video si possono generare a comando, cosa dovrebbe spingere un ragazzo ad aprire un manuale di un Gioco di Ruolo?

Luca — The Dungeon

Secondo me quello che spinge una persona ad aprire un manuale di gioco di ruolo oggi è soprattutto la creatività e la voglia di fare qualcosa di originale, ma anche di provare qualcosa di diverso da quello che abbiamo intorno tutti i giorni.

Il gioco di ruolo ti fa fermare, immaginare e creare una storia tua insieme ad altre persone. Non stai solo guardando qualcosa, lo stai costruendo tu e forse è proprio questo il bello.

Tommaso — Commissione Giovani

@Neccio Podcast Perché secondo voi il podcast è un media di così grande interesse per noi giovani? Perché funziona così bene?

Tommaso — Commissione Giovani

@Accanto a te Pensando all′ansia, alla terapia e più in generale alle emozioni non posso che pensare al diverso rapporto che ragazzi e ragazze hanno con tutto ciò. Spesso ingiustamente queste ultime vengono incolpate di essere troppo sensibili mentre molti di noi maschietti tendiamo appunto "a fare i veri uomini" reprimendo tutto.

Da cosa pensi che derivi questo modo di fare? Come possiamo sconfiggerlo?

Ormai esistono podcast di qualunque genere: politici, comici e perfino macabri ahahah (i miei preferiti). È uno strumento veramente interessante.

Rebecca — Neccio Podcast

Il podcast è proprio della nostra generazione, unisce due elementi fondamentali: flessibilità, nei tempi e nei modi di fruizione, e autenticità, nelle voci che ascolti, che spesso raccontano esperienze vere, non filtrate, non costruite.

E poi c′è la particolarità del Neccio Podcast: le voci sono quelle della zona, persone che raccontano la loro normalità, la loro quotidianità, le loro esperienze di vita. Non personaggi lontani o irraggiungibili. Storie che parlano di noi, del nostro territorio, della nostra comunità

Tommaso — Commissione Giovani

@la Brilla Avete portato avanti progetti interessanti ma per fare questo avrete sicuramente dovuto coinvolgere molti giovani, come siete riusciti a raggiungerli? Avete usato i social? Se no cos′altro?

Veronica — Accanto a te

Ehh bella domanda hahaha. È proprio per questo che vogliamo sensibilizzare.

Parlandone con persone di diverse età abbiamo notato che le generazioni più “anziane" tendono a considerare l′ansia come qualcosa che "non esiste", anche se spesso sono loro stessi i primi a sofrirne. Questo modo di afrontare l′ansia purtroppo deriva dall′educazione ricevuta, e viene "passata" semplicemente alle generazioni successive. Però le generazioni più giovani sono molto aperte a queste tematiche. C ′è tanta voglia di parlarne e di condividere i propri pensieri a riguardo.

Tommaso — Commissione Giovani

@Andirivieni Il tema delle risorse, soprattutto umane, è sempre cruciale per la sopravvivenza di queste iniziative. A proposito di quello, nell′ottica di una sostenibilità nel lungo periodo, avete mai pensato a un modo per autofinanziarvi? Almeno in parte. Che forma potrebbe prendere?

Rebecca — La Brilla Certo, oggi i social sono uno strumento prezioso e imprescindibile per arrivare ai giovani e in generale alle “community” di ragazzi.

In generale c′è voglia di partecipare, sta tutto nel sottoporre ai giovani eventi che parlino la loro lingua.

Nei paesini anche il passaparola e il vecchio volantinaggio sono comunque mezzi da non sottovalutare.

Ettore — Andirivieni

Non vorremmo che Andirivieni diventasse un luogo in cui i ragazzi pagano per seguire corsi o per avere un luogo dove studiare

La nostra idea è di continuare, avendo ancora tanto da imparare, per preservare la gratuità di cui il quartiere ha bisogno, e che a nostro avviso ci è d′obbligo dato che "abitiamo gratuitamente" le stanze di un oratorio .

Parlando invece di tempo e persone, il nostro sogno è quello che un domani Andirivieni diventi un progetto "autoportante".

Avere un educatore che apra e animi il centro è un lusso da cui in futuro vorremmo distaccarci. Il nostro obiettivo è quello di trovare un gruppo di ragazzi frequentatori del centro aggregativo a cui poter lasciare libertà per quanto riguarda l′apertura e la scelta delle attività da organizzare. Noi, invece, continueremo a occuparci della burocrazia e del mantenimento dell′aula

Tuttavia l′esperienza di questi due anni ci fa dire che sia per le peculiarità del quartiere, sia per le dificoltà che afrontano i ragazzi di oggi, questa fase di autonomia di Andirivieni richiede ancora tempo prima che possa avverarsi

Interviste Call for ideas

Tommaso — Commissione Giovani

Ora due domande per TUTTI E TUTTE! Vi conoscevate prim a di questo gruppo?

Abbiamo visto di cosa siete capaci da soli, cosa riuscirete a fare insieme?

Rebecca — La Brilla

Conoscevo i ragazzi in quanto vincitori del bando di fondazione, ma non avevo avuto modo di confrontarmi con loro direttamente.

Nell′ambito dell′associazionismo è fondamentale il ‘fare rete’ tra associazioni, anche per poter progettare in maniera ancora più ambiziosa.

Avendo visto come già questo accade tra associazioni ‘senior’ con un forte radicamento territoriale, penso che sarebbe bello replicare questo modello anche tra le associazioni con una governance giovanile.

Per quanto mi riguarda i vostri progetti sono tutti molto belli e in linea con lo spirito che vorremmo portare negli spazi della Brilla.

Potrebbe essere bello organizzare delle attività coordinate che portino interessanti contaminazioni ai nostri progetti.

Luca — The Dungeon

In realtà io e il mio gruppo non conoscevamo gli altri progetti, purtroppo, però siamo davvero felici di avervi scoperti ora perché sono tutte realtà molto belle e con obiettivi molto simili ai nostri.

Per quanto riguarda una possibile collaborazione, secondo me con Andirivieni potrebbe nascere qualcosa di molto carino, ad esempio potremmo organizzare una giornata o un piccolo evento a tema gioco di ruolo e narrazione, facendo un laboratorio creativo e poi concludere con una sessione di gioco di ruolo tutti insieme.

Sarebbe un modo per unire la parte artistica, quella sociale e quella narrativa, e far provare ai ragazzi qualcosa di diverso dal solito, ma molto coinvolgente

Veronica — Accanto a te

Noi ragazzi non conoscevamo nessuno degli altri progetti. È davvero bello, però, poter scoprire tutte le bellissime idee che sono state sviluppate grazie al sostegno della Fondazione e poter entrare un po′ nel loro mondo

Secondo noi sarebbe molto interessante provare a collaborare con i progetti "Neccio Podcast" e "La Brilla - Opificio delle Idee" visto che sono in linea con alcuni progetti che abbiamo in mente di realizzare in futuro! Però ci piacerebbe poter rimanere in contatto con tutte le realtà qui presenti… chissà, magari nascono altre idee interessanti

Rebecca — Neccio Podcast

Non conoscevo questi progetti, ma scoprirli è stata davvero una bella sorpresa

Mi sembrano tutti molto interessanti e collegati a temi importanti, soprattutto riguardanti le politiche giovanili. Sarebbe davvero bello dedicare una puntata del Neccio podcast per raccontarli, farli conoscere meglio e aprire anche un confronto su questioni rilevanti per il mondo dei giovani

Ettore — Andirivieni

Devo dire che prima di entrare in questo gruppo non conoscevo gli altri partecipanti! però è stato illuminante perchè vedo moltissime possibilità di collaborazione per il futuro!

Andirivieni è uno spazio aperto a tutti, che ha voglia di ospitare ma che è anche frequentato da ragazzi che hanno voglia di uscire per andare a scoprire altre realtà.

Per esempio sarebbe bellissimo pensare ad un corso di realizzazione di miniature o perché no un gruppo di gioco in collaborazione con i ragazzi di "The Dungeon"

Oppure potremmo ospitare una proiezione di "Accanto a te" assieme ad uno psicologo. Credo che sia un tema caro a molti ragazzi.

Inoltre, come Contesto APS, da tre anni organizziamo un campo di Libera a tema podcast, frequentato da ragazzi di tutta Italia. Direi che con i ragazzi di "Neccio podcast" potremmo trovare facilmente una maniera di collaborare! Lo stesso vale per i ragazzi della Brilla date che Viareggio e Massaciuccoli sono molto vicine!

Insomma io credo che, se vogliamo, questo possa essere solo l′inizio di molte collaborazioni interessanti!

Interviste Call for ideas

Tommaso — Commissione Giovani Siamo giunti al termine della nostra intervista. Grazie per il vostro impegno sul territorio. Nessun bando potrà mai essere all′altezza di quanto avete fatto...

Ah, a proposito di bandi! La Fondazione ha apportato un grande cambiamento nei suoi criteri di selezione: quest ′anno, nel 'Bando Cultura', una parte dei fondi è stata riservata a progetti proposti da giovani, che li coinvolgano o che li abbiano come target beneficiario.

Come commissione non possiamo che sentirci in parte responsabili di questa scelta. Speriamo quindi di rivedervi presto e di scoprire quali altre idee e sogni folli si nascondono nelle vostre teste, ma anche in quelle di altri giovani che ancora non si sono fatti sentire.

Nel 2024 con la “call for ideas -

scelta

di campo” vari

Interviste Call for ideas

i progetti

presentati d a

tutto

il territorio nei vari settori. Il protagonismo delle nuove generazioni

E che la Forza Fondazione sia con voi!

è testimoniato

anche dall ′impiego della Commissione Giovani nella valutazione delle domande pervenute.

Tommaso — Commissione Giovani Buona fortuna a tutte e tutti! Facciamo il tifo per voi!

VENERUS IN CONCERTO

L′intento è chiaro: avvicinarsi ai giovani, parlare il loro linguaggio, creare opportunità che non siano calate dall′alto, ma capaci di generare un dialogo autentico. Un messaggio implicito ma forte: forse non ci conoscete ancora, ma noi siamo qui per voi. E crediamo che il futuro del territorio passi anche, e soprattutto, dalla possibilità per chi lo abita, di sentirsi coinvolto, valorizzato e parte attiva.

I concerti nascono dalla più pura e genuina volontà di riunire persone, che si conoscano oppure no, attorno alla musica. Sono momenti sospesi, in cui le diferenze individuali si intrecciano e trovano un punto di incontro in qualcosa di universale. La musica, da sempre uno dei più potenti mezzi di comunicazione, ha infatti la straordinaria capacità di far vivere a molte persone, contemporaneamente, la stessa emozione, pur lasciando a ciascuno la libertà di interpretarla in modo unico e personale.

Ogni canzone, ascoltata individualmente, assume significati diversi, si lega a ricordi, stati d′animo, frammenti di vita. Ma durante un concerto accade qualcosa di diverso: come sotto un incantesimo, si crea una sorta di bolla collettiva in cui il pubblico si lascia trasportare, sospeso tra dimensione intima e condivisione. È un equilibrio delicato, quasi impercettibile, in cui si è contemporaneamente soli e insieme agli altri. Ed è proprio in questa dimensione che il concerto diventa esperienza, e non solo spettacolo.

Oggi, però, questa dimensione di incontro assume un valore ancora più profondo se letta attraverso lo sguardo delle nuove generazioni. I giovani si trovano sempre più spesso a vivere in un contesto segnato da incertezza, precarietà e trasformazioni rapide, in cui non è sempre facile trovare spazi di ascolto, occasioni di confronto autentico e punti di riferimento solidi. A questo si aggiungono, spesso, la frammentazione delle relazioni e una crescente dificoltà nel sentirsi davvero parte di una comunità.

Per la Commissione, il concerto ha rappresentato molto più di un semplice evento: è stata la prima occasione concreta per entrare in contatto diretto con i giovani della Provincia. La Commissione ha scelto di presentarsi in modo semplice e immediato, mettendosi fin da subito alla prova attraverso brevi interviste: domande spontanee, pensate per entrare in confidenza con i ragazzi e, allo stesso tempo, indagare il loro punto di vista sul territorio e la loro conoscenza della Fondazione.

Le risposte sono state, per molti aspetti, sorprendenti. Agli occhi delle nuove generazioni, Lucca appare un po′ come il cantautorato: autentica, unica e indimenticabile, anche per chi vi è cresciuto; eppure, allo stesso tempo, sembra talvolta superata, capace di suscitare una dolce nostalgia ma anche la sensazione che non sia il luogo in cui i giovani possano davvero costruire il proprio futuro.

Un riscontro che ha confermato quanto fosse necessaria e importante l′apertura del dialogo con la Fondazione CaRiLucca, che può avere un ruolo fondamentale nel trasformare questa visione. In questo senso, il concerto di Venerus non rappresenta semplicemente un evento culturale, ma una risposta, seppur simbolica, a queste esigenze. Un′occasione pensata per ofrire ai giovani della provincia uno spazio in cui ritrovarsi, riconoscersi e sentirsi, anche solo per una sera, meno soli.

Che cosa manca alla tua città?
Commissione Giovani

Sofia, 22 anni

Più serate come quella di stasera, che coinvolgano i giovani.

Mi ricollego alla viabilità: qualcosa che da fuori porti più comodamente al centro.

26 anni

32

Molte più manifestazioni musicali e culturali. Abbiamo già il celebre Lucca Comics, però servirebbero più attività per la vita notturna e per l′intrattenimento dei giovani.

Esperienze come questa sono necessarie.

Michela, 30 anni

E qualcosa come questa serata, che sia accessibile a tutti.

Beh, qualcosa da fare la sera per divertirsi, o il pomeriggio, per uscire.

Più punti di ritrovo per i ragazzi e anche più spazi dove studiare, noi abbiamo solo la biblioteca Agorà.

Servirebbero più spazi di ritrovo che non implicano un consumo e un costo. Servirebbero più cose come questa di stasera.

22 anni

Mancano dei punti di ritrovo per i ragazzi, soprattutto la sera. Non c′è niente da fare praticamente...

Impianti sportivi come gli skatepark!

Viola, 19 anni
Matilde,
Elena,
Gianluca, 19 anni
Martina,
anni
Ginevra, 18 anni
Giulia, 25 anni

Venerus è un artista che rappresenta una traiettoria. Con il suo stile inconfondibile, ha costruito negli anni un′identità musicale che mescola sonorità elettroniche, influenze soul e suggestioni cantautorali, dando vita a un universo sonoro intimo, stratificato e profondamente evocativo. La sua musica non si limita a essere ascoltata, ma invita all′immersione, creando atmosfere sospese tra sogno e realtà.

La sua voce, delicata ma al tempo stesso intensa, diventa uno strumento espressivo capace di raccontare fragilità e forza, introspezione e apertura. È proprio questa capacità di parlare a una dimensione emotiva profonda, spesso afine al vissuto delle nuove generazioni, che rende la sua presenza particolarmente significativa in questo contesto. Non un semplice performer, ma un interprete capace di accompagnare il pubblico speciale e inedito per la Fondazione in un′esperienza condivisa.

Durante quella serata, la musica ha fatto ciò che sa fare meglio: ha unito. Ha creato connessioni invisibili tra persone diverse, dato forma a emozioni condivise, trasformato un evento in un′esperienza. In quella “bolla” sospesa, fatta di suoni, luci e presenze, ognuno ha potuto trovare il proprio spazio, sentendosi allo stesso tempo parte di un insieme.

Ed è forse proprio questo il risultato più importante: aver dato vita a un momento autentico, nato da un′attenzione reale verso i giovani e il loro presente. Un piccolo gesto, ma significativo, che prova a rispondere a un bisogno più grande: quello di sentirsi visti, ascoltati e, soprattutto, parte di qualcosa.

È in questa prospettiva che la Fondazione rinnova il proprio impegno verso le nuove generazioni: non come semplice promotrice di eventi, ma come realtà che si mette in ascolto e che prova a costruire occasioni significative.

QUESTO NON È UN POSTO PER GIOVANI

Questo capitolo è il risultato dei nostri primi due anni di lavoro come Commissione Giovani della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca. Non abbiamo voluto scrivere un elenco di richieste astratte, ma un vero documento di progettazione, nato dall′ascolto e dalla verifica sul campo. Per raccontarvelo nelle prossime pagine vi apriremo letteralmente i nostri "documenti di lavoro".

Il nostro mandato come Commissione Giovani è iniziato con un obiettivo chiaro: instaurare un dialogo autentico e costruttivo. Volevamo comprendere a fondo quali fossero le reali necessità delle ragazze e dei ragazzi per immaginare e realizzare a Lucca il loro futuro. Per avvicinarci ai nostri coetanei in modo diretto, abbiamo scelto un linguaggio visivo d′impatto. "Questo (NON) è un posto per giovani" è stata la nostra provocazione costruttiva, trasformata in una locandina distribuita fisicamente il 13 giugno alla Chiesa di San Francesco. Da quella sera abbiamo mantenuto aperto un sondaggio online sul sito della Fondazione per raccogliere i primi dati quantitativi su cui basare le nostre proposte.

Il 27 giugno abbiamo aperto le porte della Fondazione. Non per un convegno, ma per un laboratorio. Seduti in cerchio, alla pari, i partecipanti hanno lavorato nei tavoli tematici, validando i dati del sondaggio e formulando le prime soluzioni.

Per strutturare questo lavoro con metodo, siamo stati supportati da Lucca Creative Hub attraverso un breve percorso di accompagnamento all′innovazione sociale. Grazie ai loro strumenti di facilitazione, abbiamo imparato a intercettare i bisogni dei nostri coetanei e ad analizzarli in modo costruttivo. Questo percorso ha trovato la sua sintesi perfetta nell′evento partecipativo del 27 giugno, dove i facilitatori dell′Hub ci hanno afiancato traducendo le ore di dibattito in una grande mappa concettuale in tempo reale.

Girando pagina, esplorerete il live scribing dell′evento: la sintesi visiva che ha fatto da base ai nostri tre progetti.

Documenti

Progetti

Altrove

R.A.Di.C.I.

B.E. Young

CG 16:37 Oggi

Centro di aggregazione giovanile

Elena + Giada + Tommaso.

Valorizzazione aree interne

Gaia + Agnese + Matteo.

Benessere ed emancipazione

Giulia + Pietro + Leonardo.

3 PROPOSTE DALLA COMMISSIONE

Durante l′incontro del 27 giugno abbiamo avuto modo di incontrare i giovani e confrontarci su molti argomenti che stanno loro a cuore. L′ascolto ha confermato le intuizioni che, come Commissione, stavamo già maturando. I nostri 9 membri si erano infatti già suddivisi naturalmente in tre gruppi di lavoro, in base alle proprie inclinazioni. Abbiamo quindi prodotto un documento che riassume le nostre proposte, che qui presentiamo in modo sintetico.

Progetto “Altrove” centro di aggregazione giovanile

Nel territorio della provincia di Lucca si rileva una carenza strutturale di spazi di aggregazione giovanile svincolati da logiche di consumo. I giovani esprimono l′esigenza di luoghi di incontro accessibili, sicuri, stimolanti e ricreativi. Le strutture esistenti appaiono distanti dalla quotidianità, dai linguaggi e dalle aspirazioni delle nuove generazioni.

Il progetto mira ad attivare uno spazio di riferimento nel Comune di Lucca per la popolazione giovanile di tutta la Provincia con un′identità forte e di rottura. Un centro giovani che pur rispettando il linguaggio contemporaneo faccia riafiorare i valori dimenticati della socialità ofrendo una programmazione settimanale con un′ampia varietà di occasioni di incontro e intrattenimento. Si prevede di destinare la fascia mattutina e il primo pomeriggio a progetti scolastici, mentre il tardo pomeriggio e la sera a iniziative rivolte ai giovani adulti tra i 18 e i 35 anni. Le attività toccheranno tutte e sette le arti e le loro declinazioni. Una proposta eterogenea che favorisca la contaminazione di interessi, stimolando la curiosità che appartiene ad ogni individuo e portando alla scoperta. A tal proposito è necessaria l′individuazione di una sede appropriata da valorizzare.

Cantiere culturali alla Zisa di Palermo, Manifatture Knos di Lecce, Oficina giovani di Prato. Lo spazio sarebbe co-progettato e co-gestito secondo una modalità di governance simil-orizzontale con al “vertice” un′impresa sociale in cui ciascuno si possa riconoscere e capace di rendere chiunque lo voglia parte attiva di un cambiamento concreto e condiviso. In prospettiva, l′obiettivo è costruire un modello sostenibile e replicabile su scala provinciale in modo da raggiungere più agevolmente e valorizzare le aree interne.

Elena + Giada + Tommaso 16:40 Oggi

I pochi casi virtuosi risultano sporadici nell′oferta, ineficienti nella gestione e nella comunicazione e quindi non sostenibili nel lungo periodo.

Elena + Giada + Tommaso 16:53 Oggi

Cantiere culturali alla Zisa di Palermo: 31 realtà pubbliche e private animano ogni giorno questo spazio straordinario: teatro, musica, cinema, arte e comunità convivono in un luogo dove la creatività non si ferma mai.

CG 16:58 Oggi

Manifatture Knos: incubatore di collaborazioni e laboratorio di comunità. Uniscono arte, cultura e innovazione sociale in un unico spazio partecipato, dove la gestione del bene comune è un atto creativo e condiviso.

Zisa
Manifatture Knos
Elena + Giada + Tommaso

Gaia + Agnese + Matteo 17:10 Oggi

A.M.A.CULTURA promuove un progetto di apertura di quattro musei della Valle del Serchio e punti informazione in rete, selezionando giovani sotto i 30 anni e dando loro opportunità lavorativa stagionale.

“R.A.Di.C.I. - Rete Aree interne per la Di fusione di Cultura e Identità (Aree Interne)”

Le aree interne della nostra provincia (Media Valle, Garfagnana e Alta Versilia) stanno andando incontro a un crescente fenomeno di spopolamento, anche a causa dell′allontanarsi dei giovani, che sono costretti a spostarsi alla ricerca di nuove opportunità lavorative. Queste zone, però, dispongono allo stesso tempo di un enorme patrimonio culturale, paesaggistico e tradizionale, che risulta scarsamente promosso a fini turistici. Attraverso la valorizzazione, si potrebbero rendere nuovamente attrattivi questi territori, sia per i giovani sia per i turisti, incentivando, così, lo sviluppo economico locale.

Legare i giovani al proprio territorio attraverso una conoscenza delle proprie radici e delle potenzialità delle strutture presenti nel loro luogo di origine, sviluppando conseguentemente un attaccamento che favorisca la loro permanenza e contrasti lo spopolamento e l′abbandono giovanile.

Promuovere il lavoro giovanile attraverso la partecipazione attiva nella gestione e nelle progettualità relative al patrimonio (es: apertura piccoli musei, organizzazione visite guidate, gestione info point sul territorio) andando a valorizzare anche quegli interventi di restauro realizzati dalla Fondazione CariLu, spesso non fruibili al pubblico. Inoltre, il progetto può contribuire anche alla crescita e allo sviluppo delle realtà associazionistiche, che sono sempre in prima linea nel portare avanti eventi e iniziative di promozione territoriale. In questo modo si crea la possibilità per queste ultime di raforzare la propria struttura organizzativa e di lavorare in rete con altre realtà, pubbliche e private.

Caso studio: A.M.A.CULTURA di Castiglione.

Progetto

“B.E. Young - Benessere ed Emancipazione”

La quotidianità dei più giovani è ormai caratterizzata da insicurezze, precarietà e disagi che incidono in maniera evidente e complessa sia sulla persona, sia sulla collettività: la mancanza di alternative alle tradizionali prospettive di carriera lavorativa, l′indipendenza economica sempre più dificile da raggiungere, lo sviluppo difuso di disturbi psicologici. Di fronte a questo scenario, sono state individuate alcune linee di intervento finalizzate al miglioramento del benessere psicofisico e a una maggior emancipazione giovanile per quello che riguarda due aspetti fondamentali: l′indipendenza economica e l′autonomia negli spostamenti.

Per quanto riguarda l′aspetto psicologico, si propongono attività di supporto e sensibilizzazione negli ambienti scolastici da parte di giovani professionisti (quali psicologi, medici, nutrizionisti) a livello individuale e collettivo. Rispetto al benessere fisico, lo scopo è quello di promuovere occasioni di aggregazione e una maggiore accessibilità per i giovani nella pratica di sport e attività all′aperto, attraverso il contributo a iniziative quali l′organizzazione di ritrovi frequenti (escursioni di gruppo, “social runs”, “social rides” , ecc.), e promuovendo corsi introduttivi alle discipline sportive di gruppo.

Si mira a intervenire sui temi del lavoro e della mobilità, criticità emerse dai sondaggi rivolti ai giovani del territorio. Per stimolare l′intraprendenza e la creatività lavorativa, si possono attivare percorsi di mentoring rivolti ai giovani tra i 16 e i 30 anni: spazi in cui curiosità, passioni e talenti prendono forma e diventano direzione professionale, oltre a creare momenti di aggregazione, socialità e confronto.

Per favorire la mobilità e gli spostamenti, si intende contrastare la scarsità di trasporto pubblico e la mancanza di infrastrutture ciclabili, che rappresentano ostacoli concreti alla vita quotidiana dei giovani. Pur non rientrando tra le aree d′intervento dirette della Fondazione, il tema merita attenzione: favorire l′accessibilità agli spostamenti all′interno della Provincia significa abbattere una delle barriere più silenziose al benessere giovanile.

Queste contribuiscono pesantemente a quel malessere che porta i giovani a rassegnarsi e a ridimensionare le proprie aspirazioni, anziché coltivarne di nuove.

Social runs e social rides sono uscite di corsa o in bici in gruppo, organizzate sui social e aperte a tutti, indipendentemente dal livello. Non gare, non allenamenti: il vero obiettivo è stare insieme e costruire comunità.

Giulia
Giulia + Pietro + Leonardo 17:16 Oggi
Giulia + Pietro + Leonardo 17:37 Oggi

Il lavoro di ascolto e di sintesi condotto nei mesi precedenti si è concretizzato in un breve documento formale, richiesto per la stesura del Documento Programmatico Previsionale.

Il 25 settembre abbiamo avuto l'opportunità di fare un passo ulteriore. In un incontro ristretto con il Presidente, la Direttrice e il Consiglio di Amministrazione, abbiamo analizzato insieme le anticipazioni di una grande indagine demoscopica commissionata all′Istituto Demopolis, con un focus specifico sulla fascia 15-20 anni.

Questo momento di dialogo profondo sui dati Demopolis è stato essenziale per calibrare e afinare le nostre priorità. Ha rappresentato, inoltre, il momento preparatorio ideale in vista della Giornata Europea delle Fondazioni (ACRI) del 1° ottobre, un′edizione significativamente intitolata "Germogliazioni - giovani, primavere di comunità".

Inoltre, la giornata è stata l′occasione per presentare apertamente le nostre tre idee progettuali in forma estesa. Liberi dai vincoli di sintesi del documento programmatico iniziale, e supportati da una presentazione visiva dinamica, abbiamo potuto raccontare nel dettaglio al CdA l′essenza dei progetti nati dal confronto con il territorio.

La risposta della Fondazione è andata oltre il semplice ascolto: ha scelto di accogliere queste idee e di trasformarle in linee guida uficiali per la programmazione del 2026. Questo traguardo segna un cambio di metodo concreto per il nostro territorio. Dimostra che la partecipazione giovanile, se strutturata e supportata, può superare la retorica: i giovani smettono di essere considerati solo come i destinatari delle iniziative, per diventarne a tutti gli efetti co-progettisti.

Stiamo cercando di costruire un percorso graduale per migliorare la situazione delle nuove generazioni

fondazionecarilucca

Come la mancanza di spazi per associazioni, sport, o produzione artistica, e di infrastrutture tecnologiche nelle aree interne

Abbiamo parlato anche di salute mentale, di educazione sessuale ed emotiva, di sicurezza e mobilità pubblica

LE NOSTRE DOMANDE AL PRESIDENTE

In questa parte della nostra intervista al Presidente emergerà la voce più giovane della nostra redazione, portavoce delle nostre curiosità più autentiche. Siamo abituati a vedere le istituzioni attraverso i numeri dei bilanci o i testi formali dei bandi. Ma cosa succede quando mettiamo da parte i protocolli e ci rivolgiamo al lato umano di chi le guida?

In questo spazio dedicato alla Commissione Giovani, abbiamo incontrato il Presidente per un colloquio che rompe gli schemi. Non troverete solo strategie territoriali, ma il racconto di un adulto, che non ha dimenticato il suo “essere giovane”. Ne emerge un ritratto inaspettato: quello di chi non vuole dare lezioni, ma che riconosce nei giovani di oggi le stesse paure, lo stesso desiderio di libertà e le stesse aspettative vissute in precedenza, seppur con inquietudini diverse da afrontare.

Un invito a non mollare mai e a riscoprire la cultura non come un orpello, ma come l′unico vero strumento di emancipazione e felicità.

→ Se dovesse scegliere una canzone che rappresenti la colonna sonora della giovinezza, quale sarebbe? Che tipo di musica ascoltava il giovane Massimo Marsili?

Se dovessi indicare il brano che più di ogni altro mi ha accompagnato e mi accompagna nella vita, direi senza esitazione Confessioni di un malandrino di Angelo Branduardi; una canzone tratta da una poesia del poeta russo Esenin. L′ascoltai per la prima volta a undici o dodici anni. Per me da allora ha un valore e esprime un messaggio profondo: la fedeltà alla propria appartenenza alle radici familiari e territoriali e la volontà di coltivare le proprie aspirazioni sapendo di essere passeggeri di una nave – la vita – sospinta dai venti verso un paese senza nome. Sono cresciuto tra gli anni settanta e ottanta e quindi inevitabilmente influenzato dall′ascolto del cantautorato italiano. Lo apprezzavo, ma talvolta ne avvertivo l′insopportabile pesantezza. Tutto tremendamente serio, complicato, intellettuale e impegnato. Per fortuna arrivò Bennato a ricordare che sono solo canzonette! Avevo poi una predilezione per la voce di Anna Oxa, per il modo in cui cantava. La più profonda educazione musicale è passata attraverso i Pink Floyd: grazie alla loro musica ho imparato a capire e ad amare persino l′opera lirica, che fino ai miei ventitre anni era una perfetta sconosciuta. Mi afascinava dei Pink Floyd la capacità di creare strutture tematiche complesse, che tenevano insieme interi album e una rivoluzione sonora che includeva rumori quotidiani e suggestioni fino ad allora inascoltate. Questa attrazione per la sperimentazione mi ha portato a riscoprire in seguito anche il lato più avanguardista di Ennio Morricone e il Concerto Grosso del New Trolls. Da allora è nato l′amore per la musica classica, in particolare per quella tra cinquecento e settecento. La perfezione della simmetria musicale di Bach mi afascina da sempre.

→ C ′è un concerto o uno spettacolo, visto magari proprio qui a Lucca o nei dintorni, che le è rimasto impresso e che ha cambiato il suo modo di vedere la musica o l′arte?

Ricordo con grande emozione uno spettacolo di flamenco, intitolato Sguardo sull′Alhambra o qualcosa di simile. Era uno spettacolo in cui si mostravano con un crescendo di complessità le radici del flamenco. Il ballo era scomposto in tutte le sue componenti gestuali: le dita, le mani, le braccia, i piedi, le gambe, i fianchi e il corpo e nell′uso degli oggetti come lo scialle e il ventaglio. Dell′azione di ognuna di queste parti del corpo e del modo in cui venivano mosse venivano svelate le diverse radici gestuali e culturali che costituiscono il flamenco: indo-persiana, greca, romana, ebraica, araba e gitana. Lo spettacolo mi fece riflettere su come ogni espressione artistica contiene interi e complessi mondi. Lo spettacolo non fu solo una performance, diventò una chiave di lettura, un metodo di osservazione: anche il gesto più semplice è il risultato di stratificazioni millenarie. L′arte ha talvolta il potere di rendere accessibile in un solo istante la complessità di una storia universale.

→ Qual era il suo 'posto del cuore' quando era un ragazzo? È ancora lo stesso o è cambiato?

Nonostante le mie origini versiliesi il mio rifugio non è mai stato il mare, ma la montagna. In gioventù, il mio luogo dell′anima era la Pania: era lì che scappavo appena potevo. Colmare la distanza tra il pontile e la cima della Pania, che nei giorni freddi di tramontana sembra essere così vicina da sovrastare Forte dei Marmi, era un richiamo inarrestabile. La Pania resta il luogo dell′anima, ma gambe e fiato non sono più quelle di un tempo e le ascese diventate molto più rare. Il luogo del cuore è ora diventato il Lago della Gherardesca e il suo paesaggio che va verso l′oasi del Bottaccio del WWF e poi oltre verso Tanali. Sento il bisogno di camminare in quei luoghi: il lago, gli sterrati, le case abbandonate, i resti del vecchio monastero, i segni del campo di concentramento, la cappella abbandonata, la fauna… i colori. Se un tempo cercavo la fatica della salita verso la cima, oggi trovo lo stesso rigenerante senso di pace lungo le rive del lago. È una bellezza che mi cura e riposa.

→ Prima di diventare un dirigente e poi il Presidente della Fondazione, qual era il "progetto folle" o il sogno nel cassetto del giovane Massimo? C ′è qualcosa di quel sogno che è riuscito a portare nel suo lavoro attuale?

Ho sempre avuto grandi passioni e grandi curiosità. Non ricordo di avere coltivato un "progetto folle" o un sogno predefinito. Ho sempre avuto però un′ambizione quasi connaturata con il mio essere: poter alimentare una preparazione culturale che mi rendesse libero. Una libertà non necessariamente materiale, anzi per nulla materiale, ma mentale. Ho cercato di portare in Fondazione il bagaglio di esperienze professionali che ho avuto la sorte di potere attraversare. Da giovane ho vissuto in ambienti dove la cultura era interpretata come un orpello inutile rispetto alla produzione di valore e alla concretezza del lavoro. Io credo che al contrario sia elemento essenziale, penso che un approccio culturale ai problemi del lavoro, della professione, dell′impresa sia utile e importante. Se devo trovare un filo conduttore che unisca il "Massimo giovane" al "Massimo di oggi", è proprio questo: il desiderio di trasmettere il valore della cultura come strumento di emancipazione, di libertà e di supporto al ruolo professionale che una donna e un uomo svolgono. Nelle scuole di management insegnavano che occorre sapere, saper fare, ma soprattutto saper essere.

→ Se potesse incontrare il se stesso ventenne seduto su una panchina delle Mura, quale consiglio gli darebbe?

Se dovessi riassumerlo in un′espressione, userei l′inglese: never give up; mai farsi vincere dalla sfiducia, mai mollare. Spesso noi adulti commettiamo l′errore di trasferire ai giovani una visione cupa del futuro, sostenendo che i tempi passati fossero migliori del presente. Ma non è così: ogni generazione deve afrontare i mostri e le paure dei propri tempi. Quando si è giovani, si può avere l′impressione di essere disarmati di fronte alle grandi sfide della vita: crescere, trovare lavoro, coltivare ambizioni e progetti. Inoltre il mondo rimanda immagini di guerre, cataclismi, rischi ambientali, illusioni tradite, speranze malriposte… Si finisce con il credere che ogni sforzo individuale sia inutile o che i propri sogni non troveranno mai spazio nella realtà professionale o personale. In verità, credo che questa narrazione negativa sia spesso un riflesso delle paure di noi adulti, del timore di non aver fatto abbastanza per consegnare un mondo migliore alle future generazioni. Ogni generazione deve superare ostacoli e credo che ciascuno ha il dovere di cercare la propria felicità e di lavorare con la consapevolezza che il proprio contributo è una tessera fondamentale nel mosaico complicato del mondo. La felicità non è un atto egoistico, ma un impegno verso se stessi e la collettività. Mai mollare dunque e se penso a me giovane seduto su una panchina, devo essere grato a chi mi ha insegnato ad avere fiducia e a sapere guardare avanti. Molto meno ai maestri del pessimismo e del rovesciamento ribellistico del mondo. Erano altri tempi!

→ Da giovane ha fatto mai parte di un’associazione?

Ho vissuto una stagione di forte impegno giovanile, tra i 13 e i 16 anni, legata alla frequentazione della vita parrocchiale. All’epoca gli oratori e le parrocchie erano ancora il fulcro della vita comunitaria. Nonostante vivessi a Forte dei Marmi, frequentavo la parrocchia di San Francesco a Vittoria Apuana, seguendo l′insegnamento e il carisma di un padre francescano, Padre Domenico Remaggi. In quegli anni ho imparato moltissimo. La parrocchia svolgeva in parte quelle attività che oggi definiremmo di "terzo settore": ad esempio aiutava bambini e ragazzi con dificoltà scolastiche o familiari. Ricordo con particolare nitidezza le raccolte di carta e giornali, che organizzavamo per finanziare i progetti. C ′era una cura quasi meticolosa nel distinguere la carta comune da quella stagnola, che valeva di più. Ci si dedicava ad attività per raccogliere risorse per alleviare dificoltà altrui. Poi vi erano le sfide di calcio e di ping pong, che creavano legami ancor oggi vivi. Non si trattava di un′associazione formale, quell′esperienza in parrocchia è stata una vera scuola di solidarietà, un luogo dove ho capito che ogni piccola attività può generare valore, se messa al servizio del territorio.

→ Sappiamo del suo impegno per il Cinema Nazionale. Ma privatamente: è più un tipo da grande schermo e popcorn o da maratona di serie TV sul divano?

Si tratta di una scelta compiuta dal Presidente Marcello Bertocchini e dai precedenti Organi di Governo. Una sfida e un progetto molto complesso da seguire con cura e elaborando funzione e contenuti con grande attenzione. Amo il cinema, ma sono prevalentemente diventato un grande appassionato di serie TV: mi capita spesso di fare notte fonda sul divano perché voglio scoprire la fine di una storia. Preferisco le miniserie. Sono spesso molto elaborate sul piano dell′immagine e dell′interpretazione. Inoltre le produzioni –svedesi, tedesche, turche, indiane, polacche, spagnole, statunitensi, cinesi – riflettono anche la diversità dei luoghi e degli approcci narrativi. Sono interessanti. Quelle dedicate ai giovani le trovo un mezzo straordinario per esplorare linguaggi e dinamiche che a noi adulti spesso sfuggono. Due serie, in particolare, mi hanno colpito per come ritraggono il mondo giovanile. Una è la celebre Euphoria; l′altra è una miniserie britannica molto intensa che ruota attorno all′omicidio di un adolescente, Adolescence. Non voglio spoilerare, ma l′indagine apriva uno spaccato sull′uso dei social e dei simboli e richiami a comportamenti di gruppo che i post possono contenere del tutto sconosciuti al nostro mondo adulto e inoltre capaci di innescare gesti estremi e drammatici. Ne emerge l′inconsapevolezza di un′intera società e quella della famiglia, anche di una famiglia presente e attenta. Di queste due serie mi ha colpito anche l′evidente coinvolgimento nella loro ideazione di professionalità, che bene disegnano le relazioni interpersonali, le fobie, la tossicità… in questo senso hanno anche un ruolo educativo.

→ I giovani vivono in un paradosso: da una parte vengono considerati come persone che beneficiano dei sacrifici delle generazioni precedenti e delle comodità oferte dalle nuove tecnologie. I giovani invece si sentono come una delle generazioni più martoriate dalla storia: la pandemia, le guerre e la dipendenza dai social. Secondo lei può esserci un punto d′incontro tra queste due visioni per rompere la barriera tra giovani e adulti?

A chi lo dite, appartengo ad una generazione a cui veniva rimproverato di non avere visto la guerra e di non avere fatto il ′68! Gli adulti cadono talvolta nell′errore di paragonare i beni materiali o le sicurezze di oggi con le privazioni del passato. Non possiamo limitarci a indicare ai giovani i benefici tecnologici o materiali di cui oggi godono: i giovani chiedono di più, chiedono di essere capiti. Tutti i giovani di tutte le epoche hanno chiesto agli adulti di essere capiti e aiutati. Ogni generazione afronta i propri mostri. Quelli dei nostri nonni erano la guerra e la fame; per la mia sono stati il terrorismo e la tossicodipendenza dilagante. Una mattina a Forte dei Marmi mi svegliai e scoprii a scuola che nella notte oltre trenta ragazzi erano stati arrestati per droga. Alcuni di loro negli anni a venire morirono di AIDS e di incurabili epatiti. Ricordo una celebre vignetta di Alberto Fremura, che mi rammarico di avere perso, dove un adulto rassicura un bambino sul suo futuro ricordandogli la guerra, la fame, la ricostruzione del paese… Lo fa mentre salgono una scala i cui gradini portano i nomi delle piaghe sociali dell′epoca: mafia, camorra, terrorismo, pericolo atomico, catastrofi ambientali, eroina… Oggi i giovani salgono i gradini della loro vita afrontando mostri diversi, ma altrettanto temibili. Credo che il vero valore da trasmettere non è l′elenco delle conquiste materiali che danno almeno in Occidente migliori condizioni di vita, ma la condivisione dello sforzo. Si tratta dello stesso timore, delle stesse disillusioni e degli stessi sogni che abbiamo vissuto noi, i nostri padri e i nostri nonni prima di loro. Sub specie diversa, ma con efetti simili. L′inter-generazionalità, che oggi va di moda citare non è un concetto astratto.

Non si tratta solo di passare informazioni circa la vita del tempo andato per rendere i giovani custodi dei valori del passato o per i giovani di essere utili per aiutare gli adulti nel mondo digitale e disintermediato, che è già arrivato. Si tratta di condividere le emozioni percepite da ogni giovane generazione della propria epoca, consapevoli che siamo tutti parte di un unico faticoso cammino. Never give up!

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