Skip to main content

FCRL Magazine n. 23-2023

Page 1

23 | 2023

piega costola

rivista della fondazione cassa di risparmio di lucca

IMT DESTINAZIONE SOCIAL NETWORK FUTURO – CULTURA – MONDOANCORA FONDAZIONE CULTURA – DAL – SAN TERRITORIO FRANCESCO – CULTURA DIECI ANNI ANCORA – DALCULTURA TERRITORIO – SOCIALE

piega costola


23 | 2023

social NETWORK 4 «Social network»: ovvero il potere delle reti tra persone 7 Qui Versilia Verde speranza. Energia e risorse e il Parco La Fenice (7) – Includere, partecipare, recitare. Il Teatro sociale della Cooperativa Crea (7) – No alla violenza di genere, sì al teatro inclusivo. Policardia Teatro e Ubuntu, risulati del bando ‘Io sono l’altro’ (9)

11 Qui Lucca e Piana Caffè Alzheimer. Il progetto della cooperativa Iris (11) – Lavoriamoci su. Sviluppo Calafata 2023 (12) – Educativa di strada e di comunità. Progetto ‘EducAzioni’ della cooperativa Odissea (15) – ‘Xenia, in cammino verso l’altro’. Conoscere la diversità secondo l’Associazione Lillero (16)

17 Qui Valle del Serchio Inclusione e manualità: il connubio perfetto. La Misericordia di Corsagna e il ‘Social farming’ (17) – Una guida nei momenti del bisogno. Il Filo D’Arianna contro l’emarginazione (19) – Con il doppiaggio ci regaliamo un ‘doppio sorriso’. Esperimento riuscito per Experia (20)

FCRL MagaZine 23 | 2023 Iscrizione al registro stampa del Tribunale di Lucca n. 1/20 del 17 gennaio 2020

Maria Teresa Perelli direttore Andrea Salani direttore responsabile Comitato di redazione Maria Teresa Perelli, Andrea Salani consulenza editoriale Publied – Editore in Lucca progetto grafico e impaginazione Marco Riccucci hanno collaborato a questo numero Giulia Alberigi, Luciano Gallo, Barbara Ghiselli, Elena Innocenti, Lorenzo Maffei, Michele Morabito, Valeria Nanni, Eva Nuti, Valentina Picchi, Giulia Prete, Andrea Salani, Giulio Sensi, Donatella Turri

© 2023, Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca in copertina: Residenza IMT di via Brunero Paoli

22 Prima le mamme e i bambini: l’impegno del CUAMM che si rinnova 25 Condividendo valore 29 Ci stiamo lavorando

Mondo FONDAZIONE 34 «Stare bene qui» cultura ancora CULTURA 40 Time to Celebrate. San Francesco dieci anni 56 Nottolini in Val di Lima 65 Volto Santo. Work in progress un noMe un volto UNA STORIA 68 Gino Bertoncini, l’artista ‘discosto’ piccolo è BELLO 74 Gombitelli e Riomagno, la Versilia che non ti aspetti ieri oggi DOMANI 90 Tutti in pista. Il restauro degli impianti sportivi della Carducci ricerca & INNOVAZIONE 94 Una nuova struttura per continuare a crescere segnaLIBRO 100 Rubrica di novità editoriali


Da quando questo magazine ha cambiato volto si è pensato di dare grande spazio ad un tema specifico, ‘di copertina’, attraverso il quale raccontare in maniera diffusa e particolareggiata un ambito di intervento, un progetto specifico, un avvenimento memorabile. È stato così per Pianeta Terra Festival, come anche per il decennale della restituzione alla città del Complesso di San Francesco. Tutto questo sempre mantenendo uno spazio ‘protetto’ per le novità più importanti, per uno sguardo panoramico e disincantato verso le bellezze del nostro territorio, per i necessari approfondimenti delle rubriche, per aggiornare sulle novità editoriali. In questa new wave non potevamo attendere oltre per presentare una selezione di interventi, progetti e attività riferibili a quel mare magnum che tutti ormai identificano con ‘il Sociale’. Una selezione, si diceva, perché la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, se consideriamo le sole annualità 2022 e 2023, attraverso circa 13 milioni di euro di risorse stanziate, ha sostenuto una media di oltre 250 interventi la maggior parte dei quali tramite bandi specifici. Si tratta da sempre di un macro-settore che ha storicamente beneficiato di uno sguardo particolare da parte della Fondazione, non solo in termini di risorse assegnate, quanto anche di progettualità e pianificazioni nel segno dell’innovazione e del superamento di cliché e prassi assistenziali e sociosanitarie radicate, ma talvolta non più adeguate alle nuove esigenze e alle conoscenze che la ricerca mette oggi a disposizione di tutti gli operatori di quest’ambito. La nascita della Fondazione per la Coesione Sociale e, più recentemente, l’avvio dello studio condotto dalla Scuola Sant’Anna – l’ormai celebre Proximity Care – per creare un nuovo modello sociosanitario applicabile alle aree interne, ne sono l’esempio più evidente e ‘parlante’. Si tratta della volontà di interpretare il ruolo della Fondazione nel perimetro di una sussidiarietà rispetto agli enti del territorio che non rimanga passiva e meramente erogativa. Una sussidiarietà attiva, fatta di proposte e confronti, di ascolto e problem solving. Non si tratta di agire da protagonisti, non almeno nel senso più deleterio del termine, quanto della volontà di fare ognuno la propria parte, forti di un bagaglio esperienziale e progettuale che dopo oltre trenta anni di attività vede la Fondazione come ente al servizio del territorio e delle sue esigenze, con una visione d’insieme su tutte le realtà della provincia e per questo in grado di mettere a sistema energie, risorse e conoscenze al solo ed unico fine di un incremento del benessere di un’intera comunità.

Maria Teresa Perelli

FCRLMagaZine 23 | 2023

3


Andrea Salani

«Social network» ovvero il potere delle reti tra persone Il ‘Sociale’. Un aggettivo che si è trasformato in sostantivo. Una trasformazione spontanea causata dalla necessità, fortemente percepita nell’uso comune della lingua italiana, di dare un nome ad un insieme, indistinto ed enorme, di istanze che emergono in maniera ogni giorno più debordante da un tessuto collettivo talvolta sfilacciato, talvolta indebolito, talvolta ricucito con impegno e determinazione.


social NETWORK

Al Sociale, a tutte le anime che lo compongono, che contribuiscono a ricucirlo appunto, la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca dedica ormai da anni una speciale attenzione, ponendosi in un’ottica di ascolto e dialogo con le centinaia di realtà che in provincia di Lucca operano in questi ambiti. Se dovessimo scegliere un motto per questo tema, probabilmente sceglieremmo «nessuno si salva da solo» parafrasando un bel libro di Margaret Mazzantini. Lì la scrittrice si concentrava su gravi problemi individuali e di coppia, ma la sostanza del messaggio deriva proprio dalla necessità di creare una connessione, direi quasi un’empatia, per trovare soluzioni percorribili e dirette a problematiche diffuse e spesso condivise, ma che ad uno sguardo concreto riguardano sempre appunto un’individualità, una persona. Troppe volte infatti trattando questi argomenti abbiamo usato il termine ‘soggetto’: ‘soggetti disabili’, ‘soggetti a rischio’, ‘soggetti disagiati’. Talvolta questa parola ha aiutato la società a creare una sorta di barriera – un’altra! – tra il mondo dei ‘normali’ e tutti quelli distanti da questa definizione. Un soggetto è qualcosa di impersonale, un’astrazione, un codice a barre, un numero. Ma qui stiamo parlando di persone. Ed è ‘la persona’ che sta al centro del mondo del

6

Sociale, intesa simultaneamente nella sua unicità e nella sua capacità di aggregarsi e condividere. Alla ‘Coesione Sociale’, e quindi alle persone, non a caso è dedicata la fondazione di scopo creata nel 2016 proprio col fine di dar vita ad un’interfaccia diretta e operativa con le esigenze del territorio. Per monitorare le necessità, ma soprattutto per costruire nuove forme di supporto, di ascolto, di intervento. Alle persone delle aree interne della provincia è rivolto il progetto Proximity Care per la creazione di un modello socio-sanitario innovativo che sta già facendo scuola prima ancora di essere concluso. Alle persone si rivolgono gli interventi della Fondazione, un tempo concentrati nel grande ‘Bando categorie deboli’ e oggi sempre più particolareggiati in bandi specifici in grado di intercettare esigenze condivise ma comunque più puntuali. Alle persone, infine, sono rivolte tutte le iniziative dedicate alla sostenibilità, dalla grande divulgazione di Pianeta Terra Festival, alle ricerche green fino agli interventi del bando ‘Sviluppo sostenibile’ e al percorso di nuove piantumazioni di alberi: perché di certo cercare nuove vie per salvare la specie umana da un pericolo che appare sempre più imminente è una priorità di tipo sociale. Decisamente sociale. In una congiuntura storica come quella

che stiamo vivendo l’approccio nei confronti del Sociale, infatti, non può che essere fluido e dinamico. Si tratta di un mondo in continua evoluzione, o meglio, in costante movimento. Nuove sfide e vecchi problemi convivono quotidianamente e proprio per questo la Fondazione intende promuovere sempre più un paradigma nuovo e risolutivo. Se ‘nessuno si salva da solo’ fare rete diventa l’unica via da percorrere, secondo un criterio di ottimizzazione delle risorse, condivisione delle tematiche e individuazione di soluzioni che portino benefici ad un numero sempre maggiore di soggetti, pardon, persone, contemporaneamente. Quindi un vero e proprio ‘social network’ nell’accezione meno deleteria e più costruttiva del termine. Una rete che avvolge tutta la provincia, fatta di persone che aiutano persone. Uno salva uno, tutti salvano tutti. E se con ‘salvare’ si intende il riscatto da una situazione negativa, di difetto o disagio, sarà importante volgere l’equazione sempre più in positivo: non solo salvarsi insieme, ma soprattutto costruire insieme. Nelle pagine seguenti abbiamo raccolto solo alcune testimonianze, dei ‘pezzi di rete’ che riescono però a riannodare le fila di un racconto, rappresentando nella loro specificità esempi di un valore più universale, che richiama direttamente all’idea di bene comune, di solidarietà e coesione. FCRLmagazine 23 | 2023


Giulia Prete

QUI VERSILIA Verde speranza Energia e risorse e il Parco La Fenice Da zona degradata ad area verde in cui poter passeggiare, leggere e fare sport. Sembrava impossibile, eppure questo sogno è diventato realtà: il parco ‘La Fenice’ di Viareggio, in origine, era un’area abbandonata e fatiscente del quartiere Varignano dove problematiche psico-sociali e criminalità erano purtroppo all’ordine del giorno. Spaccio, delinquenza e vere e proprie discariche a cielo aperto facevano infatti vivere il parco con diffidenza e paura dalle famiglie che vivevano nei grandi palazzi del vicinato. Grazie all’intervento degli operatori sociali – e dei giovani da loro seguiti – questo luogo è però tornato a risplendere: oggi il parco è stato completamente ripulito e ospita un campo da calcio, aree relax, un orto urbano, un’area attrezzata per poter svolgere attività sportive e persino un’area dedicata ai nostri amici a quattro zampe. Nel cassetto, però, è rimasto ancora un sogno: costruire all’interno del Parco un piccolo edificio, una casa aperta a tutti per poter ospitare eventi, attività ludiche o semplicemente giovani che, nelle proprie abitazioni, non riescono a studiare o a fare i compiti in tranquillità. Il nuovo progetto ‘Calisthenics per tutti’ prevede infatti «un laboratorio del verde e di idee sostenibili» che mira a rendere una delle aree del parco una zona inclusiva, sicura e sostenibile tramite la realizzazione ed il completamento di infrastrutture e servizi, in modo da renderla pienamente fruibile e disponibile per la cittadinanza. L’idea è quella di offrire ai giovani più svantaggiati stimoli di vita sani attraverso forme di orientamento professionale, di sostegno scolastico, di avvicinamento allo sport, all’arte e alla cultura, creando opportunità, momenti di partecipazione e animazione. In tale ottica questa diviene un laboratorio di autoprogettazione e di autocostruzione anche di natura artigianale nel rispetto della sostenibilità ambientale. Come la Fenice, questo Parco – ormai divenuto simbolo di speranza e di resilienza – ha saputo rinascere dalle proprie ceneri insegnando a tutti che anche dagli ‘ultimi’ possono nascere cose straordinarie.

Includere, partecipare, recitare Il Teatro sociale della Cooperativa Crea L’arte e il teatro come valorizzazione delle differenze. È quello che succede da poco più di dieci anni alla Cooperativa Crea di Viareggio che organizza, all’interno delle proprie strutture, diverse attività ricreative e di socializzazione, tra cui veri e propri laboratori di teatro e drammatizzazione. Questi laboratori coinvolgono, attraverso l’impegno di operatori specializzati ed esperti, molti ospiti con disabilità che sono messi nella condizione di esprimere la proFCRLmagazine 23 | 2023

7


social NETWORK

1-4.E lei che verrà, Teatro sociale della Cooperativa Crea 5-6.Io sono l’altro, gli Alberi, Policardia Teatro

1

pria creatività nel modo che a loro è più congeniale. I laboratori proposti all’interno delle attività socioeducative sono infatti rivolti a favorire la libera espressività attraverso il linguaggio del corpo, il movimento nello spazio, la musicalità e l’immaginazione. Il linguaggio teatrale permette inoltre di effettuare un percorso di crescita, di messa alla prova delle capacità individuali e di collaborazione all’interno del gruppo. Nel 2020, con il lockdown, le attività della Cooperativa si sono purtroppo interrotte per poi riprendere qualche mese dopo con distanza e mascherine. È stato difficile, ma operatori e ospiti sono comunque riusciti a mettere in scena rappresentazioni commoventi e di qualità che hanno visto sul palco anche la partecipazione di musicisti. L’attività è ripartita con il progetto ‘C’ENTRA’ finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e, in particolare, con la messa in scena dello spettacolo Fili Sottili. La restituzione al pubblico di questa esperienza è divenuta occasione per una partecipazione condivisa che sottolinea il valore dell’inclusione e dell’impegno verso la promozione delle autonomie nonché un momento di emozionante condivisione e integrazione con la cittadinanza. La performance, in un susseguirsi di azioni sceniche, ha evocato luoghi e scoperte di viaggi vissuti ed immaginati in un percorso libero e creativo che passa dalla valorizzazione delle relazioni alla scoperta di sé e dell’altro. Grazie agli operatori specializzati e agli esperti che conducono queste attività inclusive di teatro sociale, la Cooperativa partecipa anche ad iniziative pubbliche e rassegne.

2

8

FCRLmagazine 23 | 2023


QUI VERSILIA

3

4

No alla violenza di genere, sì al teatro inclusivo Policardia Teatro e Ubuntu, risulati del bando ‘Io sono l’altro’ Dare vita ad un gruppo teatrale multietnico che possa mostrare il valore della diversità, sensibilizzando il pubblico contro la violenza sulle donne e verso il rispetto della natura. Progetti ambiziosi che accolgono mille sfumature quelli ideati da Policardia Teatro, la compagnia di Viareggio fondata da Andrea Elodie Moretti nata con lo scopo di diffondere l’arte del teatro tra i bambini e i ragazzi, e non solo. La mission è infatti anche quella di lavorare per un teatro inclusivo, capace di abbattere le barriere sociali e di mettersi al servizio dell’umanità contemporanea e del suo benessere psicofisico. Grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, la compagnia ha dato vita anche a ‘Ubuntu’, il festival-laboratorio della durata di una settimana che ha visto 5

FCRLmagazine 23 | 2023

9


social NETWORK

6

formatori e allievi lavorare insieme alla creazione artistica con laboratori di teatro e arti visive. ‘Ubuntu’ è un’espressione in lingua bantu, appartenente all’Africa subsahariana, che indica «benevolenza verso il prossimo». Una regola di vita, basata sulla compassione e, soprattutto, il rispetto dell’altro. ‘Io sono l’altro’ è invece il bando con cui la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca ha voluto sostenere la realizzazione

10

di progetti in ambito sociale, artistico-culturale e sportivo, finalizzati al contrasto di ogni forma di discriminazione. Una particolare attenzione è stata rivolta ai fenomeni di discriminazione e violenza di genere e alle azioni volte a prevederne l’insorgere prima che assumano le forme più pericolose. Grazie al progetto ‘Ubuntu’, pensate, alcune donne vittime di violenza sono riuscite addirittura a trovare la forza di denun-

ciare i loro aggressori, mettendo un punto a relazioni che, per anni, avevano tolto loro il sorriso. Un progetto forte ed estremamente empatico, questo, scaturito dalle esigenze evidenti di una società in continua mutazione dove l’inclusione e la solidità del tessuto sociale sono un bene prezioso da difendere e alimentare, partendo proprio dal riconoscimento ‘dell’altro’ come atto di grande valore civile.

FCRLmagazine 23 | 2023


Barbara Ghiselli

QUI LUCCA E PIANA Caffè Alzheimer Il progetto della cooperativa Iris «Quando il giardino della memoria inizia a inaridire, si accudiscono le ultime piante e le ultime rose rimaste con un affetto ancora maggiore». Questa frase dello scrittore e saggista Orhan Pamuk, vincitore del premio Nobel per la Letteratura nel 2006, si adatta perfettamente allo spirito che ha mosso la cooperativa Iris a presentare il progetto ‘Caffè Alzheimer’ e che si è potuto realizzare grazie al finanziamento della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca. «Abbiamo pensato al Caffè Alzheimer come a uno spazio – ha sottolineato Silvia Magnani, presidente della cooperativa Iris – per accogliere e sostenere i nuovi bisogni di persone con disturbi di memoria o demenza e delle loro famiglie (anche attraverso l’utilizzo di terapie non farmacologiche), oltre che per condividere le proprie esperienze. Ringraziamo la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca che ci ha permesso di concretizzare questa nostra proposta». Magnani ha specificato che il progetto si è svolto presso il centro diurno Il Girasole a Porcari per un totale di 15 incontri svolti da gennaio ad aprile 2023. Ciascun incontro, ha visto la partecipazione di professionisti che hanno trattato il tema della demenza secondo punti di osservazione e strumenti differenti. «L’intervento psicosociale dell’Alzheimer Caffè – ha poi spiegato – nasce dall’intuizione dello psicologo Bere Miesen (specializzato nell’ambito dell’invecchiamento al Marienhaven Psychogeriatric Center, Warmond, Olanda), di creare un luogo dove i malati e i propri familiari potessero incontrarsi, uscendo da una sfera di solitudine e che permettesse loro di sentirsi riconosciuti come individui, andando oltre la malattia». Seguendo la metodologia dell’ideatore dell’intervento, ogni incontro della durata complessiva di due-tre ore, è stato articolato in cinque fasi e coordinato dalla figura di un facilitatore. Le tematiche proposte sono state individuate e calibrate sulla base di un’indagine interna, tramite l’osservazione e l’ascolto dei partecipanti. Fondamentale lo spazio finale di ogni incontro, dedicato alla convivialità e al coinvolgimento personale, favorito dal facilitatore. Quali sono stati gli argomenti trattati? Il ventaglio dei temi ha spaziato dai primi campanelli d’allarme, al sostegno alle famiglie fino ai percorsi assistenziali sotto il profilo medico, sociale, legale. Oltre agli interventi dei professionisti sanitari sui trattamenti farmacologici e sullo stato della ricerca, è stato dato rilievo al tema della prevenzione e all’importanza degli spazi socio sanitari dedicati al sollievo. Una particolare attenzione è stata rivolta alle terapie non farmacologiche quali la pet therapy, l’arteterapia, lo yoga e la respirazione. Si è dato ampio spazio alla presentazione dei presidi FCRLmagazine 23 | 2023

11


social NETWORK

1

non farmacologici e alla condivisione di esperienze e associazioni attive, a supporto dei caregiver. I caffè hanno avuto quindi sia un ruolo informativo che formativo riguardo alla patologia dell’Alzheimer e alla demenza in generale. Al contempo, hanno anche promosso una condivisione socio-emotiva alleviando il sentimento di solitudine dei familiari, incrementando la percezione di vicinanza e di aiuto. È nata poi l’idea di organizzare un seminario pubblico sulle opportunità a oggi conosciute che è possibile offrire per migliorare la vita di chi affronta quotidianamente questo delicatissimo momento della propria esistenza; l’evento si è tenuto lo scorso 26 maggio a Porcari presso la Fondazione Giuseppe Lazzareschi.

12

Lavoriamoci su Sviluppo Calafata 2023 Potenziare la capacità di accoglienza di soggetti svantaggiati e/o provenienti da categorie sociali deboli e inserirli all’interno di percorsi di inclusione lavorativa in agricoltura sociale: un modo quindi per mettere al centro le persone, dando loro fiducia e permettendo così di crearsi un futuro. È stato questo l’obiettivo principale dello ‘Sviluppo Calafata 2023’, progetto ideato dall’omonima cooperativa e finanziato con 30 mila euro all’interno del bando 2023 ‘Welfare e Comunità’ della Fondazione Cassa di Risparmio. Il progetto, iniziato a marzo e terminato a fine luglio, oltre a occuparsi di azioni formative e professionalizzanti nei confronti dei soggetti scelti è stata anche FCRLmagazine 23 | 2023


QUI LUCCA E PIANA

un’occasione per migliorare la dotazione strumentale dei settori agricolo e manutenzione del verde. La cooperativa ha infatti potuto così acquistare uno scalzatore interceppo ventrale per trattore agricolo, tre decespugliatori, due soffiatori e due paia di forbici per potatura professionali elettriche a batteria; proprio grazie al potenziamento delle attrezzature agricole e di manutenzione del verde ha potuto così ampliare la gamma dei servizi offerti e avere la possibilità di intervenire con squadre maggiormente equipaggiate. Come ha infatti spiegato Marco Bechini, presidente della cooperativa ‘Agricola Calafata’: «Sono stati realizzati in corso d’opera alcuni adattamenti al progetto con la volontà di massimizzare il più possibile l’impatto dello stesso, partendo dagli obiettivi generali e specifici delle diverse azioni e cercando di garantire il maggior livello possibile di competenza tecnica oltre alla continuità lavorativa stagionale». Ha poi aggiunto: «Il numero di beneficiari presi in carico dal progetto è stato infatti aumentato da sei a otto grazie a queste azioni e anche al consolidamento della collaborazione con i partner Associazione Gruppo Volontari Carcere Lucca, UEPE Lucca, Coop Sociale L’Impronta, Coop Sociale Odissea, ASL Toscana Nord ovest Zona Piana di Lucca oltre alla Caritas Diocesana Lucca». Bechini ha ricordato che saper curare viti, olivi, giardini, meli e ortaggi offre l’occasione alle persone inserite di sviluppare un curriculum esperienziale tale per cui si riesce a garantire praticamente la copertura di impiego per la quasi totalità dell’anno. È stata migliorata anche la dotazione meccanico operativa che permette, in combinazione con le rifiniture manuali di precisione, di poter offrire alla clientela di differenti settori produttivi interventi efficaci e poco dispendiosi per la gestione del verde. «Al termine di questo periodo progettuale – ha aggiunto – ci sentiamo più forti in competenze, attrezzature e numero 2

FCRLmagazine 23 | 2023

13


social NETWORK

1-7. Attività della Cooperativa ‘Agricola Calafata’

3

4

di addetti accolti, segno tangibile del successo di quanto realizzato grazie al finanziamento ricevuto. Calafata, definendosi un soggetto del territorio, ha particolarmente a cuore l’interazione a scopo di beneficio sociale fra gli enti pubblici e privati che operano nella Piana mettendosi a disposizione di chiunque abbia interesse alla promozione del bene comune. Riconosciamo nella Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca un soggetto importantissimo per la comunità che, attraverso il suo apporto, può dare la possibilità a soggetti come noi di esprimersi nei propri campi di azione a sostegno della comunità, e soprattutto quella dei più fragili e la ringraziamo per averci dato il supporto necessario a realizzare il progetto».

5

14

FCRLmagazine 23 | 2023


QUI LUCCA E PIANA

Educativa di strada e di comunità Progetto ‘EducAzioni’ della cooperativa Odissea Che cosa si intende per servizio di educativa di strada? Lo ha spiegato Valerio Bonetti, presidente della cooperativa Odissea: «È una pratica formativa rivolta ai giovani preadolescenti e adolescenti che si svolge nelle piazze, nei parchi e in altri luoghi ‘informali’ della città. È importante sottolineare come questi luoghi rappresentino dei centri di aggregazione e di incontro dove i ragazzi crescono e costruiscono la loro identità personale. La progettualità dell’educativa di strada prevede infatti che siano gli educatori a rivolgersi ai ragazzi (e non il contrario) recandosi direttamente nei luoghi in cui i giovani si trovano spontaneamente. Proprio grazie a questo funzionamento e al suo approccio informale gli educatori hanno la possibilità di avvicinarsi e di conoscere anche i gruppi più diffidenti e maggiormente a rischio, riuscendo ad ascoltare le loro frustrazioni, raccogliere le loro idee, riflettere assieme a loro su come realizzare quanto desiderano e apportare modifiche quando risulta necessario». La cooperativa Odissea è riuscita a realizzare il progetto ‘EducAzioni – educativa di strada e di comunità’ rivolto a giovani dai 12 ai 20 anni. Già l’anno precedente la cooperativa, in collaborazione con la Caritas Diocesana e grazie al prezioso supporto della Fondazione, era riuscita a gestire un progetto di educativa di strada durante il quale tre operatori avevano lavorato nei quartieri di San Vito e del Centro storico. In un primo momento avevano mappato i luoghi di ritrovo dei giovani e i loro comportamenti, successivamente avevano instaurato un dialogo per arrivare a conoscere i ragazzi e le ragazze attraverso giochi, attività sportive ed eventi. «Con il progetto ‘EducAzioni’ partito ad aprile 2023 – ha sottolineato Bonetti – abbiamo sviluppato FCRLmagazine 23 | 2023

6

le attività a San Vito e a Pontetetto, due quartieri storicamente popolari nella prima periferia di Lucca caratterizzati da un’importante presenza di appartamenti di edilizia popolare, da un alto tasso di residenti di origine straniera, e da un numero elevato di adolescenti e bambini. In questi due quartieri da un anno sono stati aperti due centri civici, che grazie alle attività di educativa di strada e di animazione, sono diventati un luogo di ritrovo per i giovani». L’obiettivo principale del progetto è stato quello di realizzare un servizio educativo e culturale volto alla crescita e alla promozione del benessere con particolare attenzione a quelle condizioni di rischio generico che possono trasformarsi in concrete

situazioni di disagio. Diventa importante coinvolgere i singoli utenti e/o gruppi attraverso un approccio inclusivo e attento alle differenze sociali, culturali, economiche, fisiche e di disabilità. I giovani, all’interno di questo contesto, vengono visti come soggetti attivi e come risorsa per la comunità. «La Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca – ha concluso poi Bonetti – finanziando questo progetto ci ha permesso di ‘radicarci’ su due importanti quartieri di Lucca, in particolare ci ha appoggiato nel conquistare fiducia da parte dei ragazzi, un bel punto di partenza per avviare in futuro altre progettualità rivolte ai giovani».

15


social NETWORK

7

‘Xenia – in cammino verso l’altro’ Conoscere la diversità secondo l’Associazione Lillero Il termine empatia deriva dal greco ‘en-pathos’ (letteralmente significa sentire dentro) e rappresenta la capacità di mettersi ‘nei panni degli altri’, di calarsi nel loro vissuto per comprenderne il pensiero, le opinioni, le sensazioni, le emozioni e, attraverso tale processo, riconoscersi in loro. Proprio grazie al progetto ‘Xenia – in cammino verso l’altro’, ideato e promosso dall’Associazione Lillero e sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, i partecipanti hanno potuto ‘vestire’ i panni degli altri e – nel caso specifico – quelli dei migranti che fuggono dalle loro terre in cerca di un luogo senza guerre che li possa portare a sperare una vita migliore, un nuovo inizio. È stato quindi il migrante il protagonista delle attività messe in campo nel mese di giugno dai volontari dell’asso-

16

ciazione insieme ad altri attori che hanno collaborato alla realizzazione di questa iniziativa. Come ha infatti spiegato l’attrice, performer e videoartista Giulia Perelli, che ha condotto gli appuntamenti del laboratorio di teatro e di performance in un luogo simbolico e creativo come il Centro di educazione al riuso di materiali di scarto aziendale Bi-done: «Qui ho aperto uno spazio ‘creativizzante’ per stimolare e valorizzare la specificità e la capacità di ciascuno». Da questo percorso è nata la performance andata in scena il 28 giugno nei locali di Lillero dal titolo: ‘Qual è la tua terra promessa?: un momento di comunione con i migranti che proprio in questo momento stanno cercando di spostarsi verso nord. Durante l’esibizione il pubblico si è unito ai partecipanti per mettere a fuoco la propria percezione: partire dalla loro terra, dalla loro storia, da una loro afflizione e personale prigione, da una costrizione per-

cepita nel corpo e avanzare verso un proprio desiderio, una speranza, un sogno, una propria terra promessa. Quel movimento ha dato vita a danze del corpo, lente e uniche, come se fossero, insieme alle centinaia, migliaia di migranti che stanno andando verso quella speranza, nella stessa identica direzione. È stato come partecipare al loro viaggio, un esodo esteriore ed interiore. Ad accompagnare l’esibizione, le voci di cronaca dei telegiornali sulle traversate migratorie, la poesia Profezia di Pier Paolo Pasolini, e infine, il solo rumore del mare. Proiettata verso gli altri è stata anche l’attività proposta dall’artista Fabio Saccomani, altro protagonista del progetto di Lillero che nel mese di giugno ha accolto i ‘clienti’ del mercato del baratto con una singolare richiesta: quella di non voltarsi dall’altra parte di fronte ai morti in mare, ma scegliere di ‘metterci la faccia’. E farlo, non solo in senso figurato, ma letterale. Saccomani infatti invitava le persone a prestare il proprio volto per chi è scomparso fra le acque del Mediterraneo, nel tentativo di raggiungere l’Europa. Con l’obiettivo di creare una installazione, visibile sulle pareti esterne di Lillero, dal nome Face the wall: un’iniziativa che l’artista, da vari anni, porta in giro per l’Italia e l’Europa. «È stato un piacere farci portavoce del messaggio dell’accoglienza, dell’accettazione dell’altro e dell’inclusione – ha affermato Violetta Menconi, presidente di Lillero – anche tra coloro che frequentano la nostra associazione. Questo progetto è stato fondamentale per far riflettere e sensibilizzare quante più persone possibili sul tema migratorio, argomento con cui facciamo i conti tutti i giorni».

FCRLmagazine 23 | 2023


Giulia Alberigi

QUI VALLE DEL SERCHIO Inclusione e manualità: il connubio perfetto La Misericordia di Corsagna e il ‘Social farming’ Abbattere le differenze e gli stereotipi tra normodotati e persone diversamente abili è uno degli obiettivi principali dei progetti sociali della Misericordia di Corsagna. Sono moltissimi i volontari e gli operatori che si impegnano nel diffondere, con atti concreti e reali, l’importante messaggio dell’inclusione. Inclusione va a braccetto con comunità e lavoro. Nel difficile periodo della post-pandemia la Misericordia di Corsagna, con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, ha dato vita al progetto ‘Social Farming’, il progetto sociale dedicato alle attività di supporto per un gruppo di giovani diversamente abili. Ragazzi e ragazze si sono messi alla prova con la manualità e il contatto con la natura, abbracciando con entusiasmo la gestione di uno spazio verde dedicato all’agricoltura sociale, prendendosene cura e osservando, giorno dopo giorno, i suoi progressi e la sua evoluzione. Qui, hanno coltivato con impegno e passione ortaggi, destinati sia al consumo che alla loro ‘commercializzazione’ in quanto i prodotti coltivati sono stati venduti in alcuni negozi locali. Il contatto diretto con la natura è divenuto quindi un prezioso mezzo con cui trasmettere l’importanza del prendersi cura di qualcosa, di osservarne l’evoluzione e di capirne le eventuali esigenze, il tutto coronato dalla bellezza e dal senso di speranza e fiducia che solo lo stare insieme può trasmettere. Inoltre, il progetto è stato un ottimo strumento con cui trasmettere ai giovani il valore dell’impegno e della responsabilità, in quanto il benessere e la crescita degli ortaggi coltivati dipendeva dalle loro azioni: il progetto è stato infatti un impegno costante che ha coinvolto i ragazzi almeno tre giorni a settimana, occasioni di incontro dove hanno avuto modo di imparare, coltivare e crescere insieme. I ragazzi sono sempre stati affiancati dal tutor, una figura fondamentale che li ha aiutati a superare e a gestire i momenti di difficoltà, contribuendo a creare un ambiente di sostegno e crescita, adattando le varie attività alle esigenze individuali e di gruppo. Inclusione e manualità: un connubio perfetto. Il progetto ha favorito la riflessione, la consapevolezza e la responsabilità nei ragazzi coinvolti, rendendoli più sicuri in quanto si sono sentiti parte del processo produttivo, contribuendo positivamente alla comunità. Non solo ortaggi, ma anche squisiti dolci e biscotti. Anche il Centro Sportivo San Michele, entità affiancata alla Misericordia di Corsagna, ha accolto l’inclusività divenendo un luogo in cui i sogni e le aspirazioni si sono uniti in un mix di dolcezza e talento. Qui, una decina di ragazzi disabili hanno avuto l’opportunità di mettere le mani in pasta, letteralmente, in un progetto di cucina e pasticceria che ha apportato moltissimi benefici ai giovani coinvolti. Questi ragazzi, con un’incredibile passione e dedizione, hanno FCRLmagazine 23 | 2023

17


social NETWORK

1-3. Misericordia di Corsagna 4-6. Il Filo D’Arianna

1

sperimentato e si sono messi alla prova con la produzione di dolci e biscotti: dopo essersi rimboccati le maniche, hanno eseguito ricette, hanno imparato, si sono divertiti cimentandosi, insieme, nell’arte della pasticceria. Anche in questo caso, non solo i prodotti gastronomici hanno deliziato i palati dei partecipanti alle attività organizzate dallo stesso Centro Sportivo, ma sono stati donati con amore a terzi durante le festività più importanti. Un’iniziativa preziosa che ha permesso ai ragazzi di sviluppare abilità culinarie ma che, allo stesso tempo, ha rotto barriere sociali, dimostrando che le capacità di ognuno vanno ben oltre le apparenze. I due progetti sono un esempio lampante di come l’unità e la passione possano superare ogni barriera, donando gioia e speranza. La passione, l’inclusione e la generosità possono davvero cambiare il mondo e queste iniziative dimostrano che ogni persona ha un talento unico da condividere 2

18

3

FCRLmagazine 23 | 2023


QUI VALLE DEL SERCHIO

e che la speranza, soprattutto se in un contesto di comunità, può germogliare anche nei momenti più difficili.

Una guida nei momenti del bisogno Il Filo D’Arianna contro l’emarginazione Un filo che unisce, che accomuna, aiuta e non lascia sole le persone, che le guida nei momenti felici e nei momenti del bisogno. Così potrebbe essere descritta l’essenza del ‘Filo D’Arianna’, l’Associazione di promozione sociale con sede nel comune di Gallicano ma che accoglie persone da tutta la Garfagnana e Media Valle e che ha l’obiettivo di promuovere attività di utilità sociale volte a far uscire dall’isolamento e dall’emarginazione persone soggette a disagio psichico. L’associazione accompagna, passo dopo passo, chi ne ha bisogno nell’affrontare le difficoltà della vita, nei momenti in cui si è incerti e si ricerca conforto, una mano da poter stringere e che possa guidare. Il sostegno è la parola chiave per ‘Il filo presente’, uno dei progetti dell’associazione che ha realizzato attività di supporto all’autonomia abitativa e laboratori artigianali rivolti a soggetti con disagio psichico e a rischio di marginalità. Sono stati istituiti due laboratori dedicati alla produzione artigianale di oggetti in ceramica e legno, occasioni di incontro e un impegno regolare che ha coinvolto i partecipanti in diversi appuntamenti settimanali. Con l’obiettivo di abbattere stigmi e differenze, queste attività hanno gradualmente sviluppato abilità pratiche e manuali nei partecipanti, facendo loro acquisire maggiore consapevolezza e sicurezza nelle loro capacità. Laboratori che non sono solo dei luoghi di produzione, ma dei preziosi spazi in cui le persone si possono incontrare e stabilire nuove relazioni, al di fuori dei legami familiari o dell’isolamento che talvolta sperimentano nella loro vita quotidiana, facendole sentire

4

5

FCRLmagazine 23 | 2023

6

19


social NETWORK

7-8. Experia ‘Doppio sorriso’

getto ‘AbitAbilita’ è un inno alla vita, un messaggio di speranza per tutti coloro che credono che ogni persona meriti una seconda possibilità e una propria indipendenza. E così i partecipanti a questi progetti trovano la serenità nella certezza di non essere soli, di avere una mano amica a cui rivolgersi nei momenti di bisogno, un filo da poter seguire e che può guidare negli istanti bui della vita. Per non sentirsi persi.

Con il doppiaggio ci regaliamo un ‘doppio sorriso’ Esperimento riuscito per Experia

7

abbracciati e parte di una comunità. I laboratori rappresentano inoltre un ‘esercizio’ al mondo del lavoro in quanto vogliono creare un ambiente simile a quello professionale, che favorisca l’integrazione di individui svantaggiati, spesso emarginati o inclini all’autoisolamento, nella società. La speranza e il senso di unione dell’Associazione hanno portato anche alla realizzazione di ‘AbitAbilita’, il progetto che vuole creare possibilità di vita autonoma per soggetti con bassa capacità di contrattazione sociale e ad elevato rischio di emarginazione, rivolgendosi principalmente a coloro senza una solida rete familiare a cui appoggiarsi o che vivono in una situazione di disagio economico: un concreto ponte tra i soggetti coinvolti e il tessuto sociale. Dopo dei mirati percorsi di preparazione all’autonomia abitativa rivolti agli interessati a vivere fuori dalla famiglia o da strutture sanitarie, il progetto ha dato vita ad una coabitazione in un appartamento che ha avuto

20

la durata di ben sei anni: un’occasione in cui storie di vita e vissuti si sono incontrati ed hanno convissuto in un ambiente di scambio e interazione, il tutto alla presenza di un tutoraggio continuo. Da quest’avventura sono nate storie straordinarie, vite che si sono intrecciate come ‘fili d’Arianna’ in un labirinto di sfide, difficoltà e gioie quotidiane, affrontate insieme e mai da soli, giorno dopo giorno. Oggi, due delle partecipanti di questa coabitazione hanno raggiunto la loro indipendenza in una casa tutta loro: il tutoraggio si è trasferito dai confini dell’appartamento alla realtà individuale delle due donne, aiutandole ad affrontare le difficoltà legate ad azioni quali fare la spesa, rapportarsi con gli enti e provvedere alla manutenzione della casa, ricercare la giusta abitazione e traslocare, firmare il contratto d’affitto o provvedendo al loro trasporto quotidiano. Questo è il potere della solidarietà, della comunità e dell’amore per il prossimo. Il pro-

Quando il doppiaggio diventa un’attività dagli enormi benefici, primo tra tutti quello del sorriso. Superare difficoltà, stare bene insieme ma soprattutto ridere, sono queste alcune delle colonne portanti di ‘Doppio Sorriso’, il progetto realizzato in collaborazione con Experia – Associazione di Promozione Sociale. Tutto inizia nel 2011 quando ‘Doppio Sorriso’ inizia a prendere forma, il progetto nasce infatti dalla necessità di portare avanti attività ludico-formative rivolte a pazienti pediatrici attraverso l’attività del doppiaggio. Nel 2016 il programma entra nelle corsie dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Meyer, presentandosi in questo ospedale come il primo progetto rivolto ai pazienti adolescenti. I ragazzi vengono accolti in una sorta di sala da doppiaggio ‘movibile’ in quanto, grazie alle innovative attrezzature tecnologiche adoperate nel progetto, diventa possibile trasportare in semplici valige tutto ciò che occorre all’attività del doppiaggio. ‘Doppio Sorriso’ diventa l’unico in Italia a portare avanti tale attività in un contesto ospedaliero, così i ragazzi possono prendere la voce dei personaggi dei loro film preferiti, immergendosi in storie fantastiche e prendendo le vesti di chi si è soliti vedere su uno schermo. I giovani doppiano, cantano FCRLmagazine 23 | 2023


QUI VALLE DEL SERCHIO

e, soprattutto, sorridono e non passa troppo tempo prima che ci si renda consapevoli degli innumerevoli benefici che il doppiaggio apporta sulla salute e sull’umore dei piccoli pazienti, anche subito dopo il primo incontro. Il lavoro svolto e gli istantanei benefici riscontrati sui giovani pazienti portano ‘Doppio Sorriso’ a crescere sempre di più, coinvolgendo realtà a Firenze, Pistoia, Prato, Viareggio e Lucca. Ad oggi il progetto coinvolge moltissime scuole del territorio, per un totale di circa 3 mila studenti, dalle elementari alle superiori. Con impegno e dedizione gli operatori offrono la loro proposta laboratoriale a scuole di ogni ordine e grado, prestando particolare attenzione alle classi con studenti con disabilità fisiche e/o psichiche, come bambini o ragazzi in fase di post-ospedalizzazione o con patologie fisiche, con Sindrome di Asperger e disturbi dello spettro autistico, bambini o ragazzi down e giovani studenti con disturbi comunicativi-linguistici, come ritardi o balbuzie. Il progetto si rivolge anche a bambini e ragazzi con dislessia evolutiva o di nazionalità straniera. Sono infatti moltissimi i benefici che il doppiaggio offre agli studenti con scarsa padronanza della lingua italiana in quanto, tale attività, trasmette un efficiente e soprattutto rapido apprendimento della lingua. Il progetto ‘Doppio Sorriso’ si è rivolto anche a studenti affetti da mutismo selettivo. In questo caso, gli operatori hanno pensato di sottoporre i ragazzi a delle sessioni rumoristiche dove dei rumori ben riconoscibili vengono ricreati utilizzando oggetti di recupero. Anche in questo contesto i benefici sono stati eccezionali in quanto, al termine dell’anno scolastico, la ragazza coinvolta nell’iniziativa ha riscoperto il piacere del cantare una canzone. Ogni singolo incontro ruota intorno ad una componente ludica, frutto dell’interazione dei partecipanti con i professionisti Experia e la moderna tecnologia. Le sessioni di FCRLmagazine 23 | 2023

8

doppiaggio prevedono la possibilità di approfondire la conoscenza del settore dell’audiovisivo, la capacità di realizzare un prodotto finito lavorando a fasi, step o addirittura in momenti e luoghi diversi, adattando sempre il progetto e le sue fasi ai più disparati ambienti, che siano scolastici o ospedalieri. La sede principale del progetto è al Ciocco, dove bambini e ragazzi possono entrare e scoprire una sala di doppiaggio professionale, ma è in piano l’apertura di una nuova sede. L’attività non si ferma e non si limita però solo alla sede principale, il progetto riesce infatti a muoversi e ad arrivare in tutta la Lucchesia, cercando sempre di non gravare mai sull’economia delle scuole o dei gruppi a cui si riferisce. Perché il sorriso è un diritto di tutti.

21


social NETWORK

Valeria Nanni

Prima le mamme e i bambini: l’impegno del CUAMM che si rinnova Medici con l’Africa per ridurre la mortalità materna e neonatale Un impegno che si rinnova e si fa ancora più ampio e profondo, per la salute di mamme e bambini africani. La Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, di fatti, dal 2022 aderisce e sostiene – insieme ad altre quattro fondazioni di origine bancaria – al programma di cooperazione internazionale sanitaria ‘Prima le mamme e i bambini. Persone e competenze’. Il Programma ‘Prima le mamme e i bambini’ ha preso il via nel 2012 grazie alla storica collaborazione tra Medici con l’Africa CUAMM, le istituzioni pubbliche e quelle cattoliche del settore sanitario operanti in 4 distretti di 4 Paesi africani e poi esteso nella seconda fase ai 7 paesi africani e 10 ospedali e distretti dove era presente Medici con l’Africa CUAMM. Dall’obiettivo primario di

ridurre mortalità materna e neonatale, si è allargato al supporto alla crescita e sviluppo del bambino nei primi 1.000 giorni di vita, cruciali per uno sviluppo integrale del bambino e determinanti le caratteristiche non solo fisiche ma anche intellettive dell’individuo. La proposta della nuova edizione del progetto (partito, appunto, nell’annualità 2022), ‘Persone e competenze’, presenta elementi di continuità, come l’accesso al parto sicuro, che rimane garanzia di ‘sopravvivenza’ per la madre e il neonato (Organizzazione Mondiale della Sanità, 2011), il partenariato pubblico-privato e il rafforzamento del sistema sanitario, che restano punti essenziali per garantire sostenibilità istituzionale e finanziaria, e come strategia efficace di integrazione dei diversi livelli del sistema a garantire la continuità delle cure fino ai primi 1.000 giorni di vita del bambino. Ma tale proposta presenta anche elementi di innovatività rispetto alle edizioni precedenti. In particolare, il nuovo programma si caratterizza per l’enfasi sullo sviluppo del capitale umano come motore di miglioramento della performance dei

22

FCRLmagazine 23 | 2023


PRIMA LE MAMME E I BAMBINI: L’IMPEGNO DEL CUAMM CHE SI RINNOVA

sistemi sanitari e quindi dell’accesso e della qualità degli stessi, in particolare di quelli materno-infantili, ma anche fattore determinante per la garanzia di sostenibilità e continuità nel tempo. Si svolge in tutti gli 8 paesi dove il CUAMM è presente, in 14 ospedali e i distretti di riferimento, in supporto a 4 scuole di formazione professionale per ostetriche e infermiere e al tutoraggio di specializzandi locali di 5 scuole di specializzazione diversa. Inoltre, il programma prevede l’invio di specializzandi italiani e garantisce un supporto formativo in ambito manageriale ai diversi quadri ospedalieri e distrettuali. «Puntiamo a dare competenze e formazione – dice Don Dante Carraro, storico direttore di CUAMM – ai giovani studenti africani, nei cui occhi sembra di poter leggere il futuro migliore del continente. Valorizzare, far crescere e supportare le risorse umane, in particolare i nuovi operatori sanitari in Africa, significa infatti contribuire al futuro, non solo della salute, di un continente intero». Nata nel 1950, Medici con l’Africa CUAMM è la prima ONG in campo sanitario riconosciuta in Italia e la più grande organizzazione italiana per la promozione e la tutela della salute delle popolazioni africane. Realizza progetti a lungo termine in un’ottica di sviluppo, intervenendo con questo approccio, anche in situazioni di emergenza, per garantire servizi di qualità accessibili a tutti. Oggi Medici con l’Africa CUAMM interviene in 8 paesi dell’Africa sub-Sahariana: Angola, Etiopia, Mozambico, Repubblica Centrafricana, Sierra Leone, Sud Sudan, Tanzania, Uganda. Impegna circa 4.500 operatori tra europei e africani che si spendono perché l’accesso alla cura sia garantito a tutti, specie ai più poveri. Sostiene 23 ospedali e 80 distretti con interventi di sanità pubblica, assistenza materno-infantile, lotta all’Aids, alla tubercolosi, alle malattie croniche, e di management ospedaliero. InFCRLmagazine 23 | 2023

23


social NETWORK

veste sui giovani in Italia e in Africa, formando medici, infermieri, ostetriche, operatori di comunità e si impegna perché anche dal più piccolo villaggio si possa raggiungere in sicurezza un centro di salute o un ospedale con un adeguato collegamento tra i diversi livelli di assistenza. La cura della mamma e del bambino durante il parto e nel periodo che va dal concepimento ai primi due anni vita (i primi 1.000 giorni) è supportata da CUAMM – tramite il programma che vede l’adesione di Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca – con interventi puntuali che sono resi possibili attraverso il rafforzamento del sistema sanitario e la formazione del personale locale. Oggi in Africa, ogni 1.000 abitanti, si stimano 10 infermiere/ ostetriche e 0,34 medici. In pratica, fuori dalla formalità delle statistiche, nemmeno uno. Per continuare a garantire accesso e qualità dei servizi materni e infantili sono fondamentali le risorse sanitarie qualificate, la cui scarsità e inadeguata distribuzione incidono negativamente sui servizi sanitari dei contesti in via di sviluppo. La pandemia da Covid-19 ha costretto alla chiusura di scuole e Università con un ulteriore impatto negativo sulla quantità e qualità della formazione sanitaria. Inoltre, il personale sanitario locale, in questi anni, ha subìto un forte aggravio dei carichi di lavoro unita ad una scarsa disponibilità di strumenti di protezione (dai DPI ai vaccini). Per questa ragione il nuovo programma ‘Prima le mamme e i bambini. Persone e competenze’ mette al centro lo sviluppo del capitale umano, o meglio, utilizzando le parole del Direttore Carraro, «le persone»: quelle che fanno la differenza, sempre, e su cui – come Fondazione – non smettiamo di investire in Italia come in Africa.

24

FCRLmagazine 23 | 2023


Donatella Turri

Condividendo valore Il lavoro di monitoraggio dei progetti in ambito sociale 2022, finanziati da Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca «Gli esseri umani hanno una struttura motivazionale più complessa e una maggiore capacità di risolvere i dilemmi sociali rispetto a quanto ipotizzato nella precedente teoria della scelta razionale. Progettare le istituzioni per forzare (o spingere) individui completamente egoisti a ottenere risultati migliori è stato l’obiettivo principale che gli analisti politici hanno proposto ai governi di raggiungere per gran parte dell’ultimo mezzo secolo. Un’ampia ricerca empirica mi porta a sostenere che, invece, un obiettivo fondamentale delle politiche pubbliche dovrebbe essere quello di facilitare lo sviluppo di istituzioni che tirino fuori il meglio dagli esseri umani. (Elinor Ostrom, discorso in occasione del Premio Nobel, 8 dicembre 2009) Un viaggio nel ‘di più’ Durante il 2023, Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e Fondazione per la Coesione Sociale hanno promosso un’azione di monitoraggio dei progetti sostenuti da FCRL tramite i bandi a tematica sociale pubblicati nel 2022, i cui esiti sono stati raccolti nel volume Condividendo valore, uscito nel mese di giugno. L’intenzione era di condurre un’analisi che meglio chiarisse quali fossero gli elementi di quella fitta rete di solidarietà sostenuta da Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca sul territorio e promossa da organizzazioni di Terzo Settore e partenariati pubblico-privati. Ben presto, però, l’analisi è diventata viaggio e il viaggio ha generato incontri e gli incontri scoperta, fino a ricostruire la fisionomia di un organico sistema di welfare di comunità, fortemente orientato alle relazioni, capace di solidarietà di bassa soglia e innervato in modo capillare nei luoghi, tra le comunità. Conoscere da vicino le azioni messe in campo, incontrare gli animatori di storie perfettibili, certo, ma ispirate al bene comune ha fornito ulteriori chiavi di lettura sul mondo definito ‘secondo welfare’ o più comunemente ‘welfare mix’ o ‘community welfare’ ovvero «quell’insieme di interventi che si affiancano a quelli garantiti dal settore pubblico – il ‘primo welfare’ – per offrire risposte innovative a rischi e bisogni sociali che interessano le persone e le comunità».1 Si è potuto osservare quel ‘di più’ difficilmente descrivibile eppure ben percepito dalle persone coinvolte e spesso racchiuso nella parola ‘gratuità’, per come la definisce la Scuola di Economia Civile: «La vita in comune sarebbe impensabile senza comportamenti FCRLmagazine 23 | 2023

25


social NETWORK

ispirati a gratuità. Senza gratuità non c’è incontro pienamente umano con l’altro; senza gratuità non si può generare fiducia, senza la quale né la società né il mercato possono funzionare. La sfida dell’economia civile è riconsiderare il valore, anche economico, di una relazionalità a più dimensioni, aperta al contratto ma anche all’eccedenza, all’incontro con l’altro ispirato a gratuità. La gratuità non equivale al gratis, di cui spesso è il suo opposto: l’atto gratuito non corrisponde infatti ad un prezzo nullo ma ad una assenza di prezzo o, più propriamente, ad un prezzo infinito. Solo l’umano conosce il gratuito perché è mosso da motivazioni interiori intrinseche e non da incentivi esterni».2 Prende forma, dunque, attraverso il gesto della partecipazione e della cittadinanza attiva una nuova trama di risposte sociali impregnate di gratuità e di relazione, che possono indicare strade nuove anche alle politiche sociali pubbliche e che continuano a resistere nonostante le difficoltà crescenti del post-pandemia, tra luci e ombre, calo di partecipazione e fame di idee buone. Cosa guardare Il monitoraggio dei progetti nel corso del 2023 ha riguardato il 15% del totale dei beneficiari di un contributo per il sostegno di progetti specifici in ambito sociale, ovvero 29 progetti su un totale di circa 200. Sono state escluse dal monitoraggio le richieste di sostegno per l’attività ordinaria. I progetti che hanno composto il campione sono stati individuati considerando una suddivisione per le tre macroaree geografiche (Valle del Serchio, Versilia, Piana di Lucca), per grado di complessità del progetto, per tipologia (focus sociale, cooperazione internazionale, focus disabilità) e per entità del contributo ricevuto. Il monitoraggio si è svolto attraverso incontri presso le sedi dei soggetti, con la partecipazione anche di consiglieri di ammini-

26

FCRLmagazine 23 | 2023


CONDIVIDENDO VALORE

strazione di Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e Fondazione per la Coesione Sociale. I colloqui sono diventati l’occasione per approfondire insieme la conoscenza degli interventi e più complessivamente trarre elementi descrittivi del sistema di solidarietà territoriale sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca per orientare linee di azione future. L’ipotesi di lavoro era che fosse necessario un criterio di prossimità all’esperienza, di incontro sul campo per comprendere meglio cosa è utile fare in ottica di sussidiarietà e di promozione: «Nella città delle differenze, nel territorio plurale delle nuove e vecchie cittadinanze distinte per età, genere, provenienza culturale, stile di vita, modalità di lavoro e di consumo, la necessità della partecipazione diventa ancora più acuta e stringente. Il processo di piano è costretto a tenere conto di una morfologia sociale frantumata […] e ciò è possibile solo con strumenti di indagine sottili, attraverso l’ascolto attivo e sensibile, e con modalità di lavoro il più possibile “vicine” alle molte facce della città».3 Le cose sulle quali possiamo contare La consolidata esperienza degli attori sociali e una certa propensione a lavorare in reti più o meno formalizzate, anche in dialogo con le istituzioni locali, è risultato uno dei punti più interessanti dei progetti osservati. La presenza dei volontari resta generalmente preponderante e costituisce la risorsa più grande dell’insieme di esperienze osservate, anche per il forte patrimonio valoriale che rinnova quotidianamente e che semina nel territorio pratiche di vicinanza e attenzione alle fragilità e al bene comune. In tutti i progetti si coglie una grande attenzione all’aspetto delle relazioni e alla promozione dell’autonomia dei destinatari, spesso con rapporti peer to peer e approcci innovativi per i meccanismi di reciprocità FCRLmagazine 23 | 2023

27


social NETWORK

che riescono ad attivare e per l’ibridazione di linguaggi e ambiti di azione diversi. Gli interventi promossi dal Terzo Settore si fanno carico di dare risposte nuove a bisogni recenti, inediti e lo fanno spesso in contesti ‘micro’, la cui dimensione ben si coniuga con le esigenze dei più fragili, soprattutto dopo l’esperienza del distanziamento sociale dovuto alla pandemia e al bisogno di creare nuove occasioni di incontro, relazione e ascolto. Spesso i progetti sortiscono poi effetti secondari sulle comunità, riuscendo a innescare processi di cittadinanza attiva e partecipazione anche oltre le iniziali previsioni. Fatiche trasformative D’altro lato, il dialogo con gli enti ha fatto emergere alcuni punti nodali, particolarmente faticosi da affrontare e per i quali non sono ancora state individuate strategie risolutive adeguate. Molti hanno condiviso una difficoltà nell’entrare in contatto con il target che avevano individuato per i loro interventi, fino a mancarlo quasi del tutto. Il problema deriva spesso da mancanza di comunicazione, ma si capisce che le azioni prendono avvio anche sulla base di una percezione dei bisogni, per lo più connessa all’esperienza e al punto di vista del singolo ente, poco corroborata da dati quantitativi di supporto o da un’analisi condotta a più voci. La lettura del contesto, costosa e impegnativa, poche volte viene praticata in modo oggettivo.

28

Gli enti faticano a operare in una logica di scaling up, a far salire un gradino ai propri interventi in chiave di importanza. I progetti restano bloccati ad uno stadio di sviluppo che li cristallizza, ne fissa le pratiche e finisce per essere un ostacolo alla loro disseminazione. Tale limite si trasforma in un’estrema frammentazione delle risposte e una conseguente dispersione in termini di energie. Si continua a sperimentare molto, con il rischio di creare un sistema parallelo di risposte, dalla vita poco longeva, che terminano, una volta finiti i finanziamenti. Dall’altra parte, il sistema dei servizi resta obsoleto e poco contaminato da tutta questa capacità di innovazione. Si sconta la fatica della mancanza di una filiera organica di servizi: raramente si riesce a sviluppare connessione tra progetti diversi, immaginando sinergie e sconfinamenti, utili per risparmiare risorse ed efficientare esiti. Tra le difficoltà raccontate dai soggetti monitorati, c’è poi quella di raccontarsi. La comunicazione è percepita come un’ulteriore fatica, all’interno di vite associative dure da portare avanti. In alcuni casi, l’età media dei volontari rende più complesso l’utilizzo di linguaggi diversi e l’animazione delle piattaforme social. Non tutti dispongono di un sito internet e, nel caso in cui il sito esista, risulta complicato aggiornarlo: c’è sempre tanto da fare e a fare sono sempre i soliti. Dopo il Covid, la tendenza alla diminuzione dei volontari in atto da tempo è stata confermata. Le persone sono meno disponibili a incontrarsi, a partecipare, a ‘far parte di’. E per tutti è complicato incontrare e coinvolgere i giovani. Pochi fanno e pochi trovano spazio negli organi di governo. C’è poi fatica nel trovare fonti, nel differenziare la fonte dell’aiuto: per molte associazioni, la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca rimane l’unico interlocutore. Un problema ricorrente e spesso drammatico per la quasi totalità delle organizzazioni che

abbiamo incontrato è il coinvolgimento dei giovani. Si registra una generale fatica a coinvolgere giovani nelle attività e complessivamente a garantire un ricambio tra i volontari e ancor più negli organi di governo. L’intelligenza degli elettricisti Monitorare i progetti non è stata un’attività fine a sé stessa, non si è strutturata come esercizio di stile valutativo, né tanto meno ispettivo. Incontrarsi ha piuttosto nutrito «l’intelligenza degli elettricisti», come la direbbe Paolo Conte:4 quella comprensione artigiana, fatta guardando le cose per bene e da vicino. Capire, sporcandosi le mani, infilandole tra i fili, quello che non va e quello che si può rimediare, cominciando a fare, a provare. I sistemi sociali sono anche sistemi complessi nei quali si intrecciano mille fattori, dove succedono molte cose e, di queste, solo una piccola parte si può controllare. Resta una parte di confusione ineludibile, una parte di non visto e non considerato. Ma si possono praticare manutenzioni piccole. Si può comprendere come funziona la macchina e farla andare. Insieme. Collegare i fili. Saldare connessioni. Dare avvio. Mettere in moto. Testare. E magari capire che funziona meglio se si fa diverso, a volte. O che va benissimo com’è. Accendere le idee, insomma, come si accendono le lampadine. Click.

1

https://www.secondowelfare.it/ https://www.scuoladieconomiacivile.it/ 3 Giancarlo Paba, Partecipazione progetto locale, movimenti sociali, 2002, in Giancarlo Paba, scritti per La Nuova città, in «La Nuova città», nona serie, n. 8, dicembre 2019. 4 Gelato al limon, Paolo Conte: «E ti offro l’intelligenza degli elettricisti / Così almeno un po’ di luce avrà / La nostra stanza negli alberghi tristi / Dove la notte calda ci scioglierà». 2

FCRLmagazine 23 | 2023


Giulio Sensi

Ci stiamo lavorando Il lavoro è un fattore chiave per favorire l’autodeterminazione e l’inclusione sociale. Intorno a questo tema si è sviluppata una campagna nazionale di comunicazione in occasione della Giornata Europea delle Fondazioni, il 1° ottobre. La campagna ha voluto raccontare da nord a sud del Paese i progetti e le realtà che favoriscono l’inserimento nel mondo del lavoro di persone in condizione di fragilità (Neet, donne, persone con disabilità, detenuti, migranti) e che affiancano giovani imprenditori nell’apertura di start-up e imprese sociali. A promuoverla Acri (l’Associazione nazionale di Fondazioni e di Casse di Risparmio) e Assifero (Associazione italiana fondazioni e enti filantropici) con le fondazioni che sui territori hanno dato vita ad una molteplicità di iniziative ed eventi per coinvolgere i cittadini e il tessuto sociale. Centinaia le storie e le buone pratiche raccontate: mostrano come sia possibile offrire possibilità di inclusione creando lavoro e percorsi di autonomia in ristoranti, spazi di agricoltura sociale, ostelli e luoghi di accoglienza, in cui vengono impiegati persone con disabilità, migranti ed ex detenuti. Ma anche in laboratori di artigianato e sartorie, che coinvolgono donne in condizioni di fragilità o vittime di violenza, oppure in corsi di formazione e percorsi di tutoraggio per giovani che vogliono avviare nuove attività imprenditoriali. Esperienze di cui anche il territorio della provincia di Lucca è ricco. Ma il focus della campagna è stato anche sui percorsi di formazione per giovani donne e Neet, dedicati al tema delle competenze digitali, nell’ambito delle iniziative del Fondo per la Repubblica Digitale. A Lucca la campagna ha preso le forme di una giornata di festa e animazione organizzata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca in collaborazione con la Fondazione per la Coesione Sociale con il patrocinio e la collaborazione di Legacoop Lucca e Confcooperative Lucca. La giornata si è svolta sabato 30 settembre e ha coinvolto in una vera e propria mostra mercato diverse realtà che lavorano sul fronte dell’inclusione lavorativa. Associazioni e cooperative – come Anffas, Calafata, Crea Cooperativa Sociale, Il Filo D’Arianna, Il Sogno, La Mano Amica, Misericordia di Corsagna, Nanina, Oikos, Podere Biagi, Solidando e Terra di Tutti – che quotidianamente offrono occasioni di inclusione a centinaia di persone. La giornata ha coinvolto anche le scuole: al mattino, con la collaborazione dell’Informagiovani e Informadonna del Comune di Lucca, nei chiostri di San Francesco si sono svolti due laboratori cui hanno partecipato cinquanta alunni e alunne delle classi terze delle scuole medie del territorio della piana di Lucca intitolati Alla scoperta del proprio talento. Un piccolo percorso appassionante e partecipativo, utile ai giovani anche nell’ottica dell’orientamento per le loro scelte formative future. La maggior parte degli studenti proveniva dalla scuola secondaria di primo grado Carducci, altri da Montecarlo, altri ancora dalla Chelini e Carlo del Prete. I giovani hanno partecipato attivamente a FCRLmagazine 23 | 2023

29


social NETWORK

tutte le attività proposte, mirate a far emergere una maggiore consapevolezza rispetto alle proprie capacità. Se al mattino i protagonisti sono stati i ragazzi e le ragazze, nel pomeriggio la mostra mercato è stata animata da una performance artistica condotta dal performer Fabio Saccomanni. Con la collaborazione delle pittrici Ilaria Brotto e Martina Volandri e la partecipazione delle famiglie che hanno visitato l’iniziativa, è stato composto un affresco collettivo intitolato (U)topia. O della città ideale. L’idea di performance interattiva, che ha coinvolto anche i bambini e le bambine, è nata per proporre la visione di una città ideale: un affresco di cinque metri per due, lungo tutta una parete realizzato nel corso della giornata, che poneva delle domande e che voleva essere realizzato a partire dalle idee del pubblico. Il grande disegno è stato ispirato dal celebre affresco del 1338 circa di Ambrogio Lorenzetti intitolato L’allegoria

30

FCRLmagazine 23 | 2023


CI STIAMO LAVORANDO

degli effetti del buon e del cattivo governo sulla città in cui il pittore senese raffigurava le due città ideali, quella utopica e quella distopica. L’affresco è posto nella Sala del Consiglio del palazzo pubblico di Siena, il luogo in cui cittadini e governanti si riunivano per decidere. Il risultato dell’esperimento nel corso dell’iniziativa lucchese di ‘Ci stiamo lavorando’ è stato un grande dipinto coi desideri dei partecipanti che hanno contribuito a disegnare una città accogliente e inclusiva, una città da costruire insieme. Il disegno è custodito nella sede della Fondazione per la Coesione Sociale. A raccontare l’intera giornata, che si è chiusa con un aperitivo offerto ai partecipanti e realizzato dalla Pecora Nera con la collaborazione di Calafata e Solidando, un video lanciato la mattina dell’1° ottobre che è visibile sulle piattaforme social (facebook e instagram) della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.

FCRLmagazine 23 | 2023

31


social NETWORK

32

FCRLmagazine 23 | 2023


CI STIAMO LAVORANDO

FCRLmagazine 23 | 2023

33


mondo FONDAZIONE


Elena Innocenti

«Stare bene qui» Entra nel vivo il progetto di ricerca e sperimentazione per definire un nuovo modello sociosanitario a favore delle aree interne di Valle del Serchio e Alta Versilia


mondo FONDAZIONE

Si tratta del principale progetto strategico individuato di qui al 2025 dalla Fondazione, che ha stanziato la cifra di ben 5 milioni di euro per la realizzazione della ricerca. Proximity Care nasce nel 2021 grazie alla sinergia tra i due soggetti promotori, la Scuola Superiore Sant’Anna – attraverso il Centro Interdisciplinare Health Science – e la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, e alla loro capacità di interagire con un network territoriale composto da attori istituzionali, partner scientifici e professionali, realtà sociali, impegnato nel raggiungere l’obiettivo di «costruire la salute del futuro» a partire da un contesto sociale e territoriale reale: l’area interna della provincia di Lucca. Proximity care è un progetto d’avanguardia interdisciplinare che si propone di capovolgere il paradigma delle aree interne, perché da fanalini di coda del sistema sanitario possano diventare territori di sperimentazione e di innovazione tecnologica

36

FCRLmagazine 23 | 2023


«STARE BENE QUI»

e organizzativa, partendo dalla prevenzione e dal coinvolgimento della popolazione residente e dei principali portatori di interesse del territorio. Il progetto, di durata quinquennale, avvia un processo di modellizzazione che potrà essere implementato in una pluralità di contesti: le linee progettuali in cui Proximity care si articola sono basate sull’analisi dei bisogni rilevati nella popolazione residente e si propongono di sviluppare soluzioni che rispondano alle sfide di sostenibilità economica, organizzativa, sociale e ambientale che le aree interne si trovano ad affrontare. È questo uno dei punti di forza del progetto: le innovazioni proposte sono funzionali al superamento di problematiche riscontrate nel territorio, approfondite attraverso un’analisi preliminare che ne ha consentito la messa a fuoco e che ha posto le basi per la definizione delle progettualità specifiche, in un percorso partecipato da ricercatori, amministratori locali, servizi, realtà del terzo settore, cittadini. Al crescente disagio giovanile e alle difficoltà di accesso ai servizi territoriali dedicati si sta dando risposta attraverso azioni e strumenti di prevenzione e promozione del benessere e della salute degli adolescenti e dei giovani (Proxy Young). La bassa adesione alle campagne di screening e l’alta mortalità per tumori hanno determinato la sperimentazione di una formula itinerante per lo screening oncologico con unità mobile (Proxy Screening). L’alta presenza di malati di diabete e di malati cronici ha motivato l’introduzione di forme innovative di empowerment e di automonitoraggio, con soluzioni di telemedicina avanzata, quali la cartella informatizzata, la sensoristica per il telemonitoraggio dei parametri clinici, gli strumenti di diagnosi in remoto (Diabetes Expert Patients e Chronic Care Telemedicine). La natura impervia e l’ampiezza del territorio hanno spinto a introdurre tecnologie di collegamento e FCRLmagazine 23 | 2023

supporto alle squadre di emergenza urgenza e alle centrali operative locali (Telemergency), hanno motivato lo sviluppo di una collaborazione istituzionale rinforzata tra i vari interlocutori locali e il terzo settore nelle aree della disabilità (Mapping disability) e della programmazione (Prog Care). Azioni specifiche sono state dedicate anche ai professionisti, coinvolti in percorsi di formazione avanzata con tecnologie e simulatori (Health Training), in sperimentazioni di supporti ergonomici nelle attività di cura (Esoscheletri per i Care giver), nella sperimentazione di tecnologie in grado di migliorare l’interoperabilità dei sistemi informativi. Negli ultimi mesi Proximity Care è entrato in una fase di operatività caratterizzata da interventi diretti nel territorio: La sperimentazione dello screening oncologico itinerante, con unità mobile attrezzata, è attualmente in servizio presso i cinque comuni che hanno aderito alla prima fase di sperimentazione, in vista della messa a regime in tutti i comuni della Valle del Serchio da gennaio 2024; L’azione rivolta agli adolescenti e ai giovani (Proxy Young), sta coinvolgendo entrambi gli Istituti Superiori della Valle del

Serchio, con laboratori di coproduzione degli strumenti di comunicazione di progetto (web app) e con la realizzazione di screening cardiologici per la prevenzione delle aritmie cardiache nella popolazione giovanile; I percorsi sperimentali rivolti alle cronicità (telemedicina, percorsi per pazienti diabetici), stanno entrando nella fase di arruolamento dei pazienti, con una stretta collaborazione con i medici di medicina generale e con i servizi territoriali; Il monitoraggio delle azioni e delle esperienze della popolazione è in corso attraverso un osservatorio permanente, alimentato attraverso questionari di rilevazione autocompilati dai cittadini oppure a compilazione assistita presso sedi di sindacati ed enti di terzo settore (PEO: Population Experience Observatory). Molte delle azioni di Proximity Care sono realizzate in sinergia con altri progetti di ricerca regionali, quali il THE (Tuscany Health Ecosystem) e nazionali (progetto Health Tech, PNR), in un circuito virtuoso di valorizzazione, implementazione e disseminazione delle soluzioni più avanzate per facilitare l’accesso a cure di eccellenza nelle aree interne. 37


mondo FONDAZIONE

Le linee progettuali P0_Comunicazione: Linea di azione trasversale, dedicata al coordinamento P0_Comunicazione: e alla comunicazione Referenti: prof.ssa Sabina Nuti (rettrice@santannapisa.it) Referenti: dott.ssa Elena Innocenti (elena1.innocenti@santannapisa.it) P1_Proxy Young: Prevenzione proattiva per giovani adolescenti Referenti: dott.ssa Francesca Pennucci (francesca.pennucci@santannapisa.it) Referenti: prof. Alberto Giannoni (alberto.giannoni@santannapisa.it). P2_Proxy Screening: Prevenzione oncologica Referenti: prof.ssa Sabina Nuti (rettrice@santannapisa.it) Referenti: prof. Gastone Ciuti (gastone.ciuti@santannapisa.it) P3_Diabetes Expert Patients: Diabetes peer education Formazione P3_Diabetes Expert Patients: per pazienti diabetici esperti Referenti: dott.ssa Anna Maria Murante (annamaria.murante@santannapisa.it) Referenti: prof. Stefano Del Prato (stefano.delprato@santannapisa.it) P4_Tele Emergency: Sistemi di tele emergenza a supporto P4_Tele Emergency: del trasporto di emergenza-urgenza Referente: prof. Piero Castoldi (piero.castoldi@santannapisa.it) P5_ Chronic Care Telemedicine: Telemedicina per la presa in carico P5_ Chronic Care Telemedicine: e il monitoraggio dei pazienti cronici Referente: Prof. Claudio Passino (claudio.passino@santannapisa.it) P6_Health professionals innovative training: Centro per la formazione P6_Health professionals innovative training: degli operatori sanitari Referenti: prof.ssa Arianna Menciassi (arianna.menciassi@santannapisa.it) Referenti: prof. Michele Emdin (michele.emdin@santannapisa.it) P7_Taking Care of Care Giver: Esoscheletri a sostegno dei caregivers P7_Taking Care of Care Giver: di persone non autosufficienti Referenti: dott.ssa Simona Crea (simona.crea@santannapisa.it) Referenti: prof. Nicola Vitiello (nicola.vitiello@santannapisa.it) P8_Mapping Disability: Mappatura delle disabilità e dei servizi dedicati Referenti: dott. Luca Gori (luca.gori@santannapisa.it) Referenti: prof.ssa Elena Vivaldi (elena.vivaldi@santannapisa.it) P9_Population Experience Observatory: Osservatorio per il monitoraggio P9_Population Experience Observatory: dell’esperienza e degli esiti P9_Population Experience Observatory: della popolazione Referente: prof.ssa Sabina Nuti (rettrice@santannapisa.it) P10_Prog-Care: Rete per la programmazione sociosanitaria nelle aree interne Referenti: dott. Luca Gori (luca.gori@santannapisa.it) Referenti: prof. Emanuele Rossi (emanuele.rossi@santannapisa.it)

38

FCRLmagazine 23 | 2023


«STARE BENE QUI»

Proxy Screening Operativo il camper È ormai familiare a molti abitanti della Valle del Serchio il ‘famoso’ camper per gli screening oncologici ‘sotto casa’. La sperimentazione è stata avviata in cinque comuni (Castelnuovo di Garfagnana, Piazza al Serchio, San Romano, Gallicano, Bagni di Lucca) e si estenderà dal 2024 a tutta la zona distretto della Valle del Serchio. Tutti gli screening oncologici previsti dalla Regione Toscana potranno essere eseguiti praticamente ‘a domicilio’, in via sperimentale, utilizzando l’unità mobile – corredata di tutte le tecnologie sanitarie e di connessione necessarie – inaugurata il 20 settembre a Castelnuovo di Garfagnana. Partecipare ai controlli a tappeto per individuare l’insorgenza di malattie oncologiche diventa più facile e non richiede più la necessità di spostarsi dal proprio comune di residenza. L’azione ‘Proxy Screening’ ha tra l’altro registrato percentuali di adesione decisamente positive, dimostrandosi uno strumento in grado di facilitare la partecipazione agli screening oncologici, attraverso un modello innovativo di organizzazione, che, in prospettiva, potrà essere esteso a ulteriori zone interne nella Regione Toscana e d’Italia. Fissando un unico appuntamento, ‘sotto casa’, sono garantiti alla popolazione tutti gli screening previsti a livello regionale toscano (mammografia, Pap-test o HPV-test, consegna della provetta con le feci). Sempre in via sperimentale, i cittadini e le cittadine che hanno ricevuto invito a presentarsi agli screening si possono anche sottoporre a dermatoscopia (tecnica per esaminare la pelle) macchie o lesioni cutanee che ritengano necessario far valutare. La prossimità del servizio alla cittadinanza riduce gli ostacoli che gli abitanti delle aree interne affrontano per partecipare alle campagne di screening, grazie alla diminuzione del numero di volte che il cittadino deve recarsi presso gli ambulatori della Ausl, dei tempi di raggiungimento degli ospedali, riducendo in modo significativo i costi ambientali, sociali ed economici.

FCRLmagazine 23 | 2023

39


Andrea Salani

TIME TO CELEBRATE Dieci mesi di Eventi per dieci anni del San Francesco Dieci anni di San Francesco, quasi undici ormai. L’anno del decennale non è certo passato inosservato grazie ad uno speciale programma di eventi che ha riscosso notevole successo di pubblico. Un programma che ha in tutto e per tutto rispecchiato un mantra culturale che si è evoluto e consolidato in due lustri di spettacoli, concerti, incontri e performance di vario tipo. All’epoca la Fondazione realizzò una memorabile operazione di restauro funzionale, dando il via a una stagione di eventi che da subito consolidò il ruolo dell’edificio come nuovo centro ‘irradiatore’ della cultura per il territorio. Un restauro che trascinò tutto un quartiere nel circuito virtuoso della riqualificazione, secondo cui il bene chiama bene e al bello risponde il bello.


Ad aprire le celebrazioni a maggio, ha preso il via la rassegna Canone in verso, il ciclo di incontri dedicato a musica e poesia, nato nel 2021 per volere della Fondazione e già alla terza edizione. Una manifestazione che racconta molto dell’idea di cultura della Fondazione. La poesia infatti è un’arte difficile, talvolta sottovalutata e complessa da comunicare. Di qui l’intuizione di proporla in una versione attrattiva e inclusiva, con interpretazioni e spettacoli in grado di trasmettere il senso più puro di un verso nella maniera più inclusiva e divulgativa possibile. La rassegna è stata aperta da Le voci di Alda. Serata Alda Merini, spettacolo con la regia di Cristina Puccinelli, in cui le parole della poetessa, portate sul palco grazie a video inediti realizzati durante alcune interviste rilasciate a Milano, si sono intervallate con il monologo dell’attrice Lorenza Indovina e con le musiche dal vivo di Giovanni Cosma, compositore e polistrumentista, e di Michele Santoleri. È stata dunque la volta di una leonessa del palco, Lucia Poli, artista e attrice che, nella sua lunga carriera, ha spesso investito su un teatro colto e ironico, di timbro letterario: in scena con Animalesse, questa ‘mattatrice’ ha presentato uno spettacolo dove, accompagnata dall’organetto di Rita Tumminia, accosta le poesie di Stefano Benni e la scrittura di Patricia Highsmith e Aldo Palazzeschi, in una narrazione di storie curiose nelle quali il protagonista è sempre un animale. L’ultimo appuntamento di Canone in verso è invece arrivato dopo l’estate, l’8 settembre 2023, con la presentazione di Confessioni di un malandrino (Baldini+Castoldi, 2022), l’autobiografia in cui Angelo Branduardi, allo scoccare dei settant’anni, ha scelto di raccontarsi per la prima volta. L’incontro lo ha visto dialogare con Fabio Zuffanti, scrittore, musicista e critico musicale che ha elaborato le preziose testimonianze raccolte nel libro, con una inevitabile conclusione in musica che ha privilegiato brani dedicati a San Francesco dal suo memorabile album L’infinitamente piccolo.

Ma facciamo un passo indietro con un inizio d’estate caratterizzato da ben due Anniversari in concerto. Il primo ha incontrato un grande successo nel pubblico più giovane grazie alla presenza sul palco del cantautore Francesco Motta, profondamente legato alla Toscana, portato al successo dal Festival di Sanremo e due volte vincitore del Premio Tenco. Un’esibizione best of, in cui tra sonorità elettriche e chitarre ruvide siamo entrati nel mondo intimo e toccante di un autore dalla grande penna. Venerdì 30 giugno è stato il turno di Ci vuole orecchio. Elio canta e recita Enzo Jannacci, con la regia di Giorgio Gallione e con arrangiamenti musicali di Paolo Silvestri, uno spettacolo a metà tra teatro e canzone dove Elio, accompagnato da cinque musicisti, rivisita e reinterpreta il repertorio dell’amato Enzo Jannacci nel decennale della sua scomparsa.


TIME TO CELEBRATE

In autunno, grande successo per la seconda edizione di Pianeta Terra Festival dal 5 all’8 ottobre. Apertura ‘col botto’ grazie allo speech di Alessandro Barbero, seguito in chiesa da circa seicento persone, cui si sommano le oltre settecento nelle sale adibite allo streaming e alle circa 4.500 collegate online. Poi grandi riflessioni sullo stato del pianeta tra filosofia, scienza, alimentazione, arte e ancora musica e spettacolo. Una festa di tutti nel nome della consapevolezza.

Il 10 novembre 2023 immancabile appuntamento con le Conversazioni in San Francesco, la rassegna che, nel corso degli anni, ha invitato personaggi quali Michael Cunningham, Alessandro Baricco, Patti Smith, Bernard-Henri Lévy, Massimo Recalcati e molti altri per dialogare sui temi di attualità, cultura e società proposti dalla manifestazione. Per questa X edizione, intitolata Appunti di viaggio, sul palcoscenico lo storico dell’arte Claudio Strinati, il ‘viaggiatore cronico’ Patrizio Roversi, lo scrittore Fabio Genovesi e l’attivista di origine iraniana Pegah Moshir Pour accompagnata dalla storica Farian Sabahi per una bellissima serata intitolata I mille colori della Persia, con la conduzione di Rory Cappelli.

A chiudere le celebrazioni, il 26 novembre 2023, un evento dedicato ai più piccoli. Le stagioni in città, Giuseppe Cederna racconta Marcovaldo, uno spettacolo tratto dalla celebre raccolta di novelle di Italo Calvino ideato e prodotto appositamente per la Fondazione nel centenario della nascita dello scrittore. Un momento diverso per la chiesa di San Francesco che con questa programmazione ha potuto includere una prospettiva nuova per i prossimi dieci anni e oltre: arte, musica e bellezza per i giovani e le future generazioni.


Le voci di Alda. Serata Alda Merini venerdì 12 maggio 2023

44

FCRLmagazine 23 | 2023


TIME TO CELEBRATE

Lucia Poli. Animalesse venerdì 19 maggio 2023

Angelo Branduardi. Confessioni di un malandrino venerdì 8 settembre 2023

FCRLmagazine 23 | 2023

45


Motta. Live in trio sabato 17 giugno 2023

46

FCRLmagazine 23 | 2023


TIME TO CELEBRATE

Ci vuole orecchio. Elio canta e recita Enzo Jannacci venerdì 30 giugno 2023

FCRLmagazine 23 | 2023

47


Pianeta Terra Festival 5-8 ottobre 2023 48

FCRLmagazine 23 | 2023


TIME TO CELEBRATE

FCRLmagazine 23 | 2023

49


Claudio Strinati Capire la bellezza è la funzione dell’anima venerdì 10 novembre 2023

50

FCRLmagazine 23 | 2023


TIME TO CELEBRATE

Patrizio Roversi Oltre il petrolio domenica 12 novembre 2023

FCRLmagazine 23 | 2023

51


Fabio Genovesi L’America si scopre per caso sabato 18 novembre 2023

52

FCRLmagazine 23 | 2023


TIME TO CELEBRATE

Pegah Moshir Pour Farian Sabahi Canti, preghiere, resistenze e letteratura; i mille colori della Persia sabato 25 novembre 2023

FCRLmagazine 23 | 2023

53


54

FCRLmagazine 23 | 2023


TIME TO CELEBRATE

Le stagioni in città, Giuseppe Cederna racconta Marcovaldo domenica 26 novembre 2023

FCRLmagazine 23 | 2023

55


Luciano Gallo

NOTTOLINI IN VAL DI LIMA Terminato il restauro del Ponte delle Catene

Dietro ogni persona ci sono storie, dietro ogni impresa si celano avventure da raccontare. Ma anche dietro la costruzione di un ponte ci sono fatti e vicende che ne documentano l’ideazione, la progettazione e l’effettiva realizzazione. Ne è un esempio il Ponte delle Catene: sospeso sul torrente Lima in Valle del Serchio che unisce la frazione di Chifenti, nel comune di Borgo a Mozzano, a quella di Fornoli (Bagni di Lucca), è stato recentemente oggetto di lavori di messa in sicurezza, adeguamento e restyling da parte della Provincia di Lucca che ha la competenza sulla storica struttura.


58

FCRLmagazine 23 | 2023


NOTTOLINI IN VAL DI LIMA

Il progetto iniziale porta la firma del grande architetto lucchese Lorenzo Nottolini che, nel 1837, ideò la struttura. Il ponte sospeso, realizzato in quercia e catene di ferro, rappresentava un radicale mutamento di campo della tesi dello stesso Nottolini a sostegno della convenienza economica e della superiore qualità estetica dei ponti in pietra su quelli di ferro. Ma principalmente il Ponte delle Catene è la testimonianza di una notevole abilità costruttiva. Nottolini, accettando l’incarico, volle dimostrare la possibilità di impostare e realizzare un’unica campata in grado di scavalcare il letto del fiume. Ma, dopo alcuni forti perplessità iniziali sia dell’impresa costruttiva sia dello stesso Nottolini, fu soltanto nel 1839 al ritorno da un viaggio a Londra che il professionista lucchese, si chiarì le idee su come doveva e voleva progettare il ponte. A distanza di oltre 180 anni il ponte è ancora lì che si erge attraversando le sponde della Lima. Nel corso degli anni ha subìto i segni del degrado e degli agenti atmosferici. Per questo periodicamente la Provincia di Lucca si adopera per la sua manutenzione ordinaria e straordinaria. Come nel caso degli ultimi lavori effettuati la scorsa primavera e conclusi all’inizio di agosto. L’11 agosto il Ponte delle Catene è stato riaperto al transito pedonale al termine di una cerimonia a cui hanno preso parte il presidente della Provincia, Luca Menesini, il primo cittadino di Borgo a Mozzano e consigliere provinciale, Patrizio Andreuccetti, il sindaco di Bagni di Lucca, Paolo Michelini, e Luca Marchi in rappresentanza della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca che ha contribuito finanziariamente all’intervento di restauro e riqualificazione. I lavori – eseguiti dalla ditta Fabio Francesconi di Pescaglia e avallati dalla Soprintendenza ai beni artistici e architettonici – hanno visto un investimento iniziale di 173mila euro, di cui 100mila messi a disposizione dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e i restanti suddivisi tra Provincia di Lucca e Comuni di Borgo a Mozzano e Bagni di Lucca. Dopo le indagini sull’effettivo stato di conservazione delle strutture lignee portanti e del rinforzo strutturale necessario, la Provincia ha approvato un aggiornamento della spesa che ha portato l’investimento totale a 265mila euro, di cui ulteriori 50mila della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, 27mila dell’ente di Palazzo Ducale e 15mila da parte dei due Comuni interessati. Le opere di consolidamento hanno riguardato in particolare la sostituzione delle parti lignee che, nel tempo, si erano deteriorate. I lavori effettuati, quindi, hanno visto la sostituzione delle parti superiori della passerella – il ‘piano di calpestio’ – come il tavolato centrale e quello dei marciapiedi, quello dei travicelli sottostanti, così come il tavolato centrale. FCRLmagazine 23 | 2023

59


La ditta incaricata, inoltre, ha effettuato il rinforzo strutturale dei quattordici traversi principali, la sistemazione dei quadrelli fermaipiede ed è stato sistemato il corrimano in legno. Inoltre si è proceduto alla rimozione delle plafoniere con corpo in alluminio, che si trovavano nella parte sottostante il corrimano, così come i relativi alimentatori. Le 37 plafoniere sono state sostituite con altre che, pur avendo una prestazione analoga, hanno anche dimensioni tali da permettere la sistemazione dei nuovi corrimano.

62

Occorre ricordare, infine, che un altro importante intervento di manutenzione era stato effettuato nei primi anni 2000 grazie ai fondi devoluti dall’American Express Company: risorse che erano state impiegate per completare il restauro del paramento lapideo di uno dei portali monumentali di accesso al ponte. Alcuni studi e analisi sulla struttura, infatti, avevano individuato la sofferenza di una parte dell’arenaria che riveste il ponte (archi, muri, decori e cornici) che erano state sottoposte alle insidie del clima indebolendone la stabilità.

FCRLmagazine 23 | 2023


NOTTOLINI IN VAL DI LIMA

LA STORIA Sospeso sulla Lima, il Ponte delle Catene fu costruito come risoluzione alle criticità di collegamento pedonale e carrabile tra le due rive del fiume, troppo spesso devastante per i ponti murati succedutisi nel tempo. Commissionata da Carlo Lodovico e progettato da Lorenzo Nottolini (1787-1851), architetto del Duca di Lucca, la struttura venne ideata nel 1837 quando si dovette affrontare la ricostruzione del precedente Ponte sulla Lima compromesso dalla memorabile piena del 1836. Il 21 aprile 1837, la filiale fiorentina dell’impresa di costruzioni dei Fratelli Sèguin, (multinazionale francese del 1825 che ha realizzato numerosi ponti, tra cui il Ponte Leopoldo ed il Ponte Ferdinando a Firenze) propose, in cambio di un pedaggio centenario, la costruzione di un ponte sospeso a catene di ferro, per non correre il rischio di fondare nuovamente nel letto del torrente. Inizialmente l’intero apparato tecnico del Ducato di Lucca espresse forti perplessità mentre il Nottolini lo giudicò troppo costoso. Il viaggio di Nottolini a Londra nel gennaio del 1839, dove esistevano analoghi esempi di strutture, ebbe un impatto determinante nella scelta della tipologia di architettura e materiali da adottare per la costruzione del Ponte. Al ritorno dal suo viaggio, infatti, il noto architetto lucchese elaborò il progetto del ponte, la cui costruzione fu avviata verso la fine del 1840. Nei desideri del Duca, il ponte non doveva ricalcare soltanto una matrice puramente funzionale, ma altresì collocarsi nello scenario dei bagni termali come elemento qualificante, quasi oggetto di arredo, per diventare un episodio di vita, certamente l’aspetto più importante del progetto del Nottolini. Il ponte si stacca da una piattaforma in pietra, in realtà una terrazza panoramica e luogo di sosta e incontro. Il perimetro è FCRLmagazine 23 | 2023

63


marcato dalle ringhiere neoclassiche e dallo stesso arcone. Il semplice assetto della piazzola, il sistema di vincolo dei tiranti e la tensione stessa delle catene diventano elementi plastici, pur senza perdere nulla in immediatezza tecnologica e strutturale. Il tema è grandioso: 48 metri di lunghezza, 82 braccia di luce fra gli appoggi, pari a 54,30 metri; le catene hanno una freccia massima di circa 7,50 metri; l’impalcatura ha una montata centrale di 1,70 e i due portali d’ingresso hanno un’altezza di circa 12,30 metri. L’attraversamento del torrente Lima è costituito da un impalcato sospeso in legno della larghezza di metri 4,75. La superficie calpestabile dell’impalcato si compone di due marciapiedi della larghezza di 70 centimetri e di una zona centrale di 2,60 metri. La costruzione del ponte venne interrotta durante il passaggio del Ducato di Lucca al Granducato di Toscana (1847). Nottolini rifiutò la migrazione nel settore tecnico dei Lorena, esautorandosi dalla continuazione dei lavori del ponte. Alla morte del Nottolini, nel 1851, il ponte era privo dell’impalcato e quindi non ancora utilizzabile. I lavori ripresero nel 1860, anno in cui il ponte venne inaugurato alla presenza di Bettino Ricasoli. Durante la Seconda guerra mondiale (1944) i tiranti del ponte e l’impalcato vennero distrutti dai tedeschi in ritirata. Solo nel 1953, sotto la direzione dell’ingegnere Luigi Pfanner, vennero ricostruiti seguendo il progetto originale.

64

FCRLmagazine 23 | 2023


Lorenzo Maffei

Volto Santo WORK IN PROGRESS Dalle analisi dei mesi scorsi sul Volto Santo sono emerse davvero tante informazioni. Ad esempio la policromia di croce e crocifisso, prima solo ipotizzabile. I restauri fatti nel tempo su piedi e mano sinistra, prima mai documentati. La conferma di essere di fronte a una croce a un crocifisso altomedievale, grazie a nuove analisi al Carbonio 14. Che il braccio orizzontale della croce è in cedro, prima non si sapeva. Poi c’è l’inatteso ritrovamento di decorazioni medievali nel tempietto del Civitali. Ecco di questo e non solo si è parlato in un convegno molto partecipato, nella chiesa di San Giovanni a Lucca, il 16 settembre scorso. Certo la curiosità di ognuno è quella di capire come sarà, il simbolo della Chiesa e della città di Lucca, alla fine dei restauri. Ma al convegno questo argomento non è stato affrontato. Tutte le maestranze coinvolte hanno relazionato sui vari aspetti dei lavori che, di fatto, sono iniziati un anno fa. Prima con la messa in sicurezza del Volto Santo nel Tempietto del Civitali e poi con lo smontaggio degli apparati interni. Ed è subito arrivata la prima vera sorpresa: un muro con decorazioni pittoriche, presumibilmente antecedente al sacello quattrocentesco, forse appartenente al tempietto medievale che custodiva il Volto Santo. Poi a dicembre 2022 l’estrazione della sacra effigie per portarla nel laboratorio allestito nel transetto nord della Cattedrale. E in questi mesi è stata portata avanti sia un’opera di pulitura e fissaggio degli strati pittorici, sia l’analisi di ogni parte della croce e del crocifisso. E adesso ne sappiamo davvero di più. Le analisi realizzate con il Carbonio 14 hanno rivelato che anche la croce è di epoca altomedioevale come il Cristo. Altra grande sorpresa è giunta dalla analisi delle specie legnose che ha rivelato la presenza nella croce di due legni diversi: castagno per l’asse verticale e cedro per il braccio orizzontale. Mentre il castagno è una pianta di ampia diffusione europea, il cedro venne trapiantato in Europa, dal Medio Oriente, solo nel XVI secolo. Si tratta quindi di un reperto di importazione, il cui utilizzo per la croce del Volto Santo fu probabilmente dovuto a una finalità simbolica, nell’intento di confermare la provenienza dalla Terra Santa di quello che era ritenuto il veridico ritratto del Salvatore scolpito dal discepolo Nicodemo. Attestano l’antichità della croce, al di sotto della tardiva tinteggiatura scura attuale, anche i diversi strati di colore che la rivestono, ed è stata rilevata la presenza di vere e proprie decorazioni a contorno della figura del Cristo. Il corpo del Cristo è ricavato da un unico grande tronco di noce interamente scavato all’interno dalla testa ai piedi cui sono innestate le braccia tramite un sistema di giunti (tenoni) che si inseriscono in appositi alloggi (mortasa). La giuntura delle braccia è rafforzata da una fascia di tessuto mentre l’unione del crocifisso alla croce è garantita da 6 perni (4 in rovere e 2 in cedro che fissano le braccia alla croce sottostante). Inoltre, dato importante, è confermata l’antichità del Cristo ligneo (VIII-IX secolo) da nuove analisi al CarboFCRLmagazine 23 | 2023

65


nio 14 effettuate sulla fascia di tessuto all’altezza della giuntura del braccio sinistro con il torso del Crocifisso. Le indagini hanno poi rivelato due interventi di restauro, finora sconosciuti dalle fonti: un rifacimento in antico di parte della punta di entrambi i piedi, forse consumati dalla devozione dei fedeli, e un più recente rifacimento di pollice e indice della mano sinistra del Cristo. Lo stato di salute del legno, comunque, è stato riscontrato come ottimale. Ma è emerso che gli incarnati, la croce e la veste sono stati ridipinti più volte nel corso della sua millenaria esistenza, celando la sua colorazione originaria. Per la comprensione delle policromie che si sono succedute in antico sulla scultura, come pure per le tinteggiature brune applicate a più riprese sono in corso tutto66

ra analisi chimiche che hanno rilevato i diversi pigmenti e leganti impiegati, tra cui spiccano i lapislazzuli utilizzati dal primo strato che conferivano una colorazione blu alla veste. Tutti i lavori in corso, realizzati con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, sono promossi dall’Ente Cattedrale grazie a un accordo con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Lucca e Massa Carrara e l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze. Ma, tornando alla curiosità di tutti, come sarà il Volto Santo alla fine dei lavori? L’ardua scelta di come procedere nel restauro, per rispettare la tradizionale immagine dell’effigie, non certo su tecniche che sono materia degli esperti, spetterà al Comitato promotore del restauro stesso. Quindi a

mons. Paolo Giulietti arcivescovo di Lucca, a Mario Pardini sindaco di Lucca, a Luca Menesini presidente Provincia Lucca, a Marcello Bertocchini presidente Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, ad Angela Acordon soprintendente Abap Lucca e Massa e infine a Emanuela Daffra Soprintendente dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze. Saranno loro a indirizzare un intervento che certamente renderà in una certa misura più chiara e pulita, più sicura e protetta, un’immagine millenaria della devozione popolare. Del resto come in passato il Volto Santo già è stato restaurato, anche oggi è nelle mani di esperti perché continui nel futuro a essere il simbolo della Chiesa e della città di Lucca.

FCRLmagazine 23 | 2023


VOLTO SANTO WORK IN PROGRESS

FCRLmagazine 23 | 2023

67


un nome un volto UNA STORIA

Gino Bertoncini, l’artista ‘discosto’

Gino Bertoncini da Castelnuovo di Garfagnana. No, probabilmente non troverete questo nome sui manuali di Storia dell’Arte o nei cataloghi di importanti case d’aste mondiali. Probabilmente perché Gino Bertoncini era un pittore che consacrò la propria produzione alla ricerca, al confronto e al dialogo, in un percorso, fluido, continuo e ininterrotto, che lo vide sempre come narratore della sua terra.


un nome un volto UNA STORIA

in apertura: 1. Gino Bertoncini, Piella controluce, olio su tela, collezione privata 2. Gino Bertoncini in una foto di Italo Adami 3. Gino Bertoncini, Il ponte sul fiume, olio su tela, collezione privata 4. Gino Bertoncini, Dietro le mura innevate, olio su tela, collezione Iacopo Regoli

2

70

FCRLmagazine 23 | 2023


GINO BERTONCINI, L’ARTISTA ‘DISCOSTO’

Un artista ‘discosto’, quindi, come un po’ periferici, non metropolitani, sono i luoghi – molti dei quali ‘del cuore’ – che ha illustrato sulle sue tele. Nato il 27 dicembre 1930 al numero 24 di via XX Settembre, dove poi ha sempre abitato e dove oggi una targa lo ricorda, dimostrò una precoce disposizione alla pittura, ispirata in prima battuta dalla mostra collettiva, visitata all’età di undici anni, con opere di artisti locali, quali Giovan Battista Santini, Rubens Cavani e soprattutto Vasco Cavani. Diplomato al Liceo classico subito dopo la fine della Seconda guerra mondiale, la pittura è al centro della sua vita anche durante gli studi universitari, grazie ai quali riuscì a dar vita ad un dialogo interiore anche con filosofia e musica, passioni che lo hanno poi accompagnato per tutto il resto della sua vita. Qui ha occasione anche di seguire le lezioni di Carlo Ludovico Ragghianti per poi avviarsi ad una carriera di insegnamento che seppe sempre intendere come momento di conoscenza, di arricchimento di sé come uomo e come artista. La fantasia, l’immaginazione sono un terreno su cui la pittura di Bertoncini si cimenta solo in giovanissima età; dopo ci sarà solo il granitico ma confortante mondo della realtà. Tra il 1953 e il 1954 poté visitare le due mostre che rappresentano le stelle polari del suo cammino di pittore. Prima Giovanni Fattori a Livorno e poi lo sconvolgente incontro con l’opera di Camille Corot a Firenze, nell’esposizione Capolavori dell’Ottocento francese. Da ora in poi non c’è più spazio per l’invenzione, per il fantastico e l’immaginifico. C’è solo una riproduzione della realtà che comunque risente di un’interpretazione, di una soggettività forte e non superabile. Per questo la sua pittura è tonale: le scelte prospettiche, la qualità e l’intensità dei colori e dei loro toni nascono da un confronto tra la realtà osservata e l’interiorità. Un mondo esterno attraverso la lente della me-

3

4

FCRLmagazine 23 | 2023

71


un nome un volto UNA STORIA

5. Gino Bertoncini, Autoritratto con berretta, olio su tavola, 1963, collezione privata 6. Gino Bertoncini, Vicolo alle mura innevato, olio su tavola, 1960, collezione privata 7. Gino Bertoncini, Natura morta, olio su tela, collezione privata

6

ditazione che rivolge a un ambito geografico sempre più ristretto, che di fatto arriva a circoscriversi nella città di Castelnuovo e nei ‘contadi’ più prossimi. Una forma di intimismo tutta particolare, da non confondere con la volontà di chiudersi al mondo esterno, quanto piuttosto di selezionare, coscientemente. Tendenza che si rafforza al momento del suo incontro con l’opera di Morandi, alla Biennale del 1966 dove – lui stesso afferma – «trovai la conferma più giusta del mio indirizzo pittorico». E da lì una produzione ancora lunga e feconda, fino alla scomparsa, avvenuta nel 2010 di questo personaggio ‘discosto’ che di cui il professor Umberto Sereni ha saputo cogliere la vena intima, definendolo «un mite garfagnino».

5

72

FCRLmagazine 23 | 2023


GINO BERTONCINI, L’ARTISTA ‘DISCOSTO’

7

FCRLmagazine 23 | 2023

73


Michele Morabito

Gombitelli e Riomagno, la Versilia che non ti aspetti Storie di bellezza, persone e sapori


in apertura: Veduta del paese di Gombitelli 1-2. Scorci del paese di Gombitelli 3. La chiesa di San Michele

1

La ricchezza della Toscana non sono solo le città: Firenze, Siena, Pisa, oggi anche Lucca, sono patrimoni dell’umanità. L’oro della Toscana risiede nei piccoli borghi. La Versilia è un esempio di questa ricchezza diffusa. Se si procede da Camaiore verso la Freddana, passato Montemagno, dove trovò il suo buen retiro Giorgio Gaber, e prima di arrivare a Valpromaro, estrema propaggine del Comune di Camaiore, un cartello verso sinistra indica il piccolo borgo di Gombitelli, con la dicitura «Isola linguistica» in cui si parla, ormai in disuso, una lingua con influenze, si dice, gallogermaniche, piemontesi e altro ancora. Tutto a Gombitelli è avvolto dal mistero, la lingua, l’origine del nome, l’origine dell’antica lavorazione del ferro. Di sicuro c’è il fascino del borgo che si arrocca attorno all’antico castello, di cui restano alcune vestigia, la bellezza della chiesa dedicata a San Michele e la bontà dei salumi che ancora oggi arricchiscono le tavole di tutta la Versilia, e non solo, e che costituiscono una ghiottoneria assoluta. Sull’origine del nome si dibatte molto: qualcuno lo associa a una volgarizzazione toscana del termine ‘Cumitellio’ (utilizzato in epoca medievale per indicare Conte), come viene chiamato per la prima volta, all’interno di un elenco (VII e IX secolo) dei beni appartenenti al Vescovato di San Martino. Per altri il nome del paese avrebbe un’origine tutta locale partendo dal vocabolo ‘Gombete’ che indica il gomito nel complesso dialetto locale o dal latino Cubitus, che si sarebbe evoluto nel dialetto ‘gumbus’. Il paese si arrocca sul monte Calvario che prende il nome da una croce posta in vetta a poco più di 500 metri di altezza: era una antica fortificazione del popolo dei Liguri Apuani, in seguito rafforzata dai Romani, su cui sorse poi un castello edificato in località ‘La Rocca’ a cavallo fra l’XI e il XII secolo, che vide tutte le contese per il possesso del territorio tra i comunelli locali e il più forte comune di Lucca in espansione. I

2

76

FCRLmagazine 23 | 2023


GOMBITELLI E RIOMAGNO, LA VERSILIA CHE NON TI ASPETTI

3

Commissari lucchesi nel 1255 espugnarono e saccheggiarono Gombitelli e passarono pochi anni che, come scrisse il Sercambi nelle sue cronache «Lucca disfecie Gombitelli», attraendola così definitivamente sotto la sua sfera di influenza. Nel 1308 divenne uno degli otto comuni appartenenti alla Vicaria di Camaiore a cui ancora oggi è legato amministrativamente. Ma a segnare la storia del paese fu la discesa in Italia di Carlo V d’Asburgo, Imperatore del Sacro Romano Impero, che sancì il suo dominio su gran parte del territorio italiano. Si racconta che al seguito di Carlo V a Gombitelli arrivarono anche alcuni fabbri FCRLmagazine 23 | 2023

tedeschi, che qui si stabilirono. Fu così che iniziò una fiorente produzione di chiodi (detti ‘gavorchi’ nel dialetto lucchese) usati in carpenteria. Un chiodo di grande presa ma rozzo a vedersi, con la testa quadra e presto utilizzato per fissare travi per pavimenti e navi; ancora oggi il ‘gavorchio’ in provincia di Lucca è sinonimo di bruttezza. Da anni si parla di un museo sulla lavorazione del ferro in questa enclave e recentemente l’Amministrazione comunale di Camaiore ha rilanciato questo desiderio della popolazione locale. Un miscuglio di genti e di esperienze che per altre fonti è dovuto all’arrivo di popolazioni dal nord 77


4. Creatura marina a decoro della fontana 5-7. Manufatti in ferro battuto esposti nelle strade del paese 8-9. Gavorchi e altri strumenti nella bottega di un fabbro

5

4

6

78

7

FCRLmagazine 23 | 2023


GOMBITELLI E RIOMAGNO, LA VERSILIA CHE NON TI ASPETTI

Italia, che si ripercosse anche nello sviluppo dell’idioma locale. Simbolo oggi del paese è il castello, di cui oggi restano i ruderi di due torri e di due abitazioni e la pianta quadrangolare visibile che fa intuire lo sviluppo delle fortificazioni. La chiesa di San Michele ed il campanile sono coevi al castello, e alcuni elementi nel campanile testimoniano la costruzione originaria, mentre la chiesa è stata completamente rinnovata all’inizio del Seicento e ampliata a metà dell’Ottocento. Oggi si va a Gombitelli per i suoi prelibati salumi, che arrivano sulle tavole di tutto il mondo: la norcineria è una tradizione del paese che ha sviluppato una sua produzione originale come il prosciutto ‘penitente’ e il lardo rosa che niente ha da invidiare al più famoso ‘cugino’ di Colonnata. I prosciutti crudi di seconda qualità venivano portati nei metati, le piccole costruzioni deputate all’essiccazione delle castagne, «a fare penitenza» ed erano destinati non alla vendita, ma al consumo dei braccianti in quanto era più economico. Si scoprì però che il prosciutto intriso degli aromi delle castagne lentamente essiccate nei metati acquisiva straordinarie note di dolcezza e di sottobosco e oggi viene prodotto secondo l’antica ricetta testimoniata già nei documenti da fine Settecento. Il Lardo Rosa di Gombitelli è un lardo leggermente rosato, morbido e profumato realizzato e stagionato secondo metodi tradizionali con maiali allevati allo stato brado. A differenza di altri tipi di lardo, il grasso ha la scioglievolezza del burro, un colore leggermente rosato con una delicata e caratteristica venatura di magro e un sapore delicatissimo. Il lardo per fregiarsi del nome di Gombitelli deve maturare dieci mesi in una speciale salamoia.

8

9

FCRLmagazine 23 | 2023

79


10-11. La preparazione del prosciutto ‘penitente’ nel salumificio Triglia 12-13. Il Lardo Rosa di Gombitelli e altri insaccati del salumificio Triglia 14. Veduta da Gombitelli verso l’Alta Versilia

10

11

12

80

13

FCRLmagazine 23 | 2023


GOMBITELLI E RIOMAGNO, LA VERSILIA CHE NON TI ASPETTI

14

FCRLmagazine 23 | 2023

81


15. Verso le Alpi Apuane (alle pagine precedenti) 16. Il paese di Riomagno 17. Oratorio di San Giovanni Battista

Dall’altra parte della Versilia sopra Seravezza si trova invece, il borgo di Riomagno lungo la riva sinistra del fiume Vezza, che a differenza della vulgata non dà il nome al capoluogo. Riomagno è borgo vivace, denso di storia, con una propria società filarmonica, oggi attraversato da tanti bagnanti che alla calura delle spiagge preferiscono le acque fresche del torrente che sopra il paese forma delle ‘pozze’ che d’estate si popolano di turisti che si trovano in località Malbacco. Anche il nome di Riomagno ha generato grande dibattito tra gli storici locali: alcuni fanno riferimento proprio al torrente che fiancheggia tutto il borgo, il Rivus Magnus o «riimagno, altrimenti appellato Serra», per altri risalirebbe alla dominazione longobarda che ha lasciato tanti toponimi in Versilia. La storia di Riomagno è una storia di lavoro e di fatica che ne ha fatto un luogo di grande tradizione estrattiva legata alle cave della Cappella. Nei Commentarii di Vincenzo Santini si portano le origini fino alla fine del Quattrocento quando il toponimo compare come appartenente al Comune di Pietrasanta. L’arrivo di Michelangelo fece sì che il villaggio di poche case e qualche orto si ingrandisse con la presenza dei suoi scalpellini venuti da Settignano e alloggiati in paese, tra i quali si ricorda Donato Benti. La carrareccia prima del ponte era chiamata «strada per la carra de’ marmi» si distaccava per attraversare con un guado il torrente. Il Benti, già esperto della zona per averne rettificato i confini, diresse l’apertura della nuova strada rotabile con l’interessamento di Michelangelo che si era recato a Seravezza per controllare l’escavazione dei marmi occorrenti per il rivestimento della fonte e della facciata della chiesa fiorentina di San Lorenzo, progetto che a causa degli eventi politici non verrà mai realizzato. A fine Cinquecento il paese divenne comunello e nel Seicento fu costruita la chiesa di San Giovanni. Nacquero anche segherie e opifici per la lavorazione 16

84

FCRLmagazine 23 | 2023


GOMBITELLI E RIOMAGNO, LA VERSILIA CHE NON TI ASPETTI

17

delle pietre scavate. Una tradizione operaia che portò alla nascita nell’Ottocento della Società Operaia di Mutuo Soccorso tra i cavatori, la cui fondazione si deve a Bettino Pilli, il medico dei poveri. Nacque così anche il Circolo Ricreativo Operaio ancora oggi anima della vita sociale e culturale della frazione. Il personaggio più famoso che ebbe i natali nel paese è Amos Paoli, nato nel 1917, che a seguito della poliomielite, rimase paralizzato e fu costretto alla sedia a rotelle. Allo scoppio della Guerra e durante la Resistenza, non potendo essere un partigiano in prima linea a causa del suo handicap, aiutò i suoi compagni raccogliendo armi e munizioni che trasportava proprio FCRLmagazine 23 | 2023

sulla sua carrozzella sfruttando così il suo stato di invalido. Una soffiata ne comportò la cattura, la prigionia, la tortura, ma Amos Paoli non rivelò mai i nomi dei suoi compagni e scagionò familiari e amici. Fu ucciso due giorni dopo la sua cattura. Nel 1978 lo Stato Italiano gli riconobbe la Medaglia d’oro al valor militare e la comunità innalzò un busto a sua memoria. Di interesse vi è l’oratorio di San Giovanni Battista posto nella parte centrale del paese la cui costruzione viene fatta risalire agli inizi del Seicento, dotato nel 1823 di un campanile, indipendente dalla struttura della chiesa che fu poi alzato per posizionarvi un orologio. La chiesa fu arredata in85


19

20

21

88

FCRLmagazine 23 | 2023


GOMBITELLI E RIOMAGNO, LA VERSILIA CHE NON TI ASPETTI

18. Veduta del paese di Riomagno (alle pagine 86-87) 19-20. La pieve romanica di San Martino de La Cappella 21. Le Alpi Apuane attorno a Riomagno 22. Le pozze di Molbacco

ternamente con un maestoso altare dedicato alla Madonna del Soccorso da due affreschi, d’autore ignoto, molto danneggiati, rappresentanti La natività e La deposizione di Cristo. Cinquant’anni fa una frana distrusse la sacrestia e la chiesa rimase a lungo inutilizzabile prima del recupero e del restauro. Ma più che per le sue opere Riomagno è apprezzato per la vita culturale che anima il paese. Dalla fine degli anni Settanta questo borgo ormai abitato da poche anime, ha una sua Filarmonica, fondata da Mario Luisi, ex operaio del marmo che insieme al fratello e a un altro gruppo di amici, decise di formare una piccola orchestra, spinti anche dal successo che stava riscuotendo il carnevale seravezzino. A spingerlo era il desiderio di fare comunità, di non perdere la voglia di stare insieme. Si tappezzò il paese con volantini con cui invitava i cittadini a partecipare alla prima lezione di musica che si tenne in piazza a Riomagno nel febbraio del 1974. Partirono in undici. Le lezioni erano a cielo aperto, nelle piazze. L’anno successivo erano in quaranta. Fu trovato uno spazio nella saletta sopra il circolo del paese. Il numero degli elementi però cresceva e a fine anni Settanta, senza che lo chiedessero, un’abitante, Giulia Maria Tonini, donò loro una casa sopra Malbacco per farne una sala di musica. Ancora oggi, quell’abitazione è la sede dell’associazione della Filarmonica di Riomagno. In estate da qualche anno si svolge una apprezzata manifestazione che richiama quasi cento fotografi espositori, per oltre cinquecento fotografie che tappezzano le anguste strade del piccolo centro, con i residenti che trasformano le proprie case in temporanei spazi espositivi. Anche il greto del fiume e perfino i fili per stendere i panni divengono buoni per appendere ovunque foto. Nomi di richiamo nazionale si mescolano a appassionati e giovani promesse delle fotografie, in un paesino che ha fatto dello spirito di comunità il suo punto di forza. 22

FCRLmagazine 23 | 2023

89


ieri oggi DOMANI

tutt

il restaur deg


i in pista Andrea Salani

ro gli impianti sportivi della Carducci


ieri oggi DOMANI

Per tanti è un luogo del cuore. Generazioni di lucchesi si sono ‘sfidati’ sui campi di basket e pallamano della Scuola Carducci, hanno corso sulla pista e hanno saltato da quella pedana. Ma erano veramente tanti, troppi, gli anni sulle spalle di quegli impianti. Finalmente studenti della scuola e appassionati di sport avranno a disposizione un polo sportivo tirato a lucido grazie ad una riqualificazione meticolosa e funzionale. A promuovere l’iniziativa la Fondazione San Ponziano, proprietaria dell’immobile dove ha sede la scuola media e le relative pertinenze. A raccogliere la segnalazione di una impellente necessità la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca che ha messo a disposizione le risorse necessarie ad una campagna di restauro terminata giusto in tempo per l’inizio dell’anno scolastico. Torna, dunque, nella disponibilità dell’istituto e delle realtà associative un’area polivalente dove possano essere integrate le esigenze sportive, ludiche-ricreative e didattiche. Parliamo di una superficie totale di circa 6.900 metri quadrati che ha visto la riqualificazione interna ed esterna dell’immobile adibito a spogliatoio, la cosiddetta ‘Limonaia’ adiacente il cancello di via degli Orti, in realtà di proprietà del Comune di Lucca che con

92

FCRLmagazine 23 | 2023


TUTTI IN PISTA IL RESTAURO DEGLI IMPIANTI SPORTIVI DELLA CARDUCCI

una convenzione con la Fondazione Istituto di San Ponziano ne concede l’uso gratuito trentennale. Poi il grande intervento delle aree esterne e dei campi sportivi: basket, calcetto e pallavolo, una pista lunga 80 metri per la corsa a quattro corsie, la pedana del salto in lungo e quella del lancio del peso. Gli impianti presentavano diverse situazioni critiche di degrado già segnalate dalla Scuola, adesso interamente superate. In sostanza l’intervento ha riguardato per lo più la sostituzione della pavimentazione e l’allestimento di un nuovo manto sportivo sintetico altamente performante, oltre alla sistemazione dell’intera zona a verde e della strada asfaltata interna. Il tutto grazie ad un investimento complessivo di oltre 360.000 euro, di cui 100mila derivanti dal contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e 260mila dall’investimento fatto dalla Fondazione San Ponziano. Il recupero ed il potenziamento generale dell’intera area, grazie a un accesso diretto indipendente permetterà, previo accordo con la scuola Carducci ed il Comune di Lucca, anche l’utilizzo in orario extrascolastico degli impianti. Un bene pubblico che torna dunque alla comunità rinnovato e con maggiori possibilità di fruizione.

FCRLmagazine 23 | 2023

93


ricerca&INNOVAZIONE

Eva Nuti

Una nuova struttura per continuare a crescere Già a pieno regime il funzionamento della nuova residenza universitaria della Scuola IMT


ricerca&INNOVAZIONE

96

FCRLmagazine 23 | 2023


UNA NUOVA STRUTTURA PER CONTINUARE A CRESCERE

È in funzione già da febbraio, ma mancavano solo alcune ‘rifiniture’ e finalmente a luglio è stata ufficialmente inaugurata la nuova residenza universitaria della Scuola IMT Alti Studi in via Brunero Paoli, angolo via del Bastardo. Grazie a lavori eseguiti a tempo di record, la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca ha già da tempo consegnato le chiavi della struttura al Rettore Rocco De Nicola, che grazie a questo intervento vede la Scuola guadagnare 100 posti letto in ambienti corredati da tutti gli elementi previsti dalla normativa per le residenze universitarie. L’obiettivo? Aumentare il numero di studenti residenti e proseguire lungo un percorso di crescita, che inevitabilmente necessita del potenziamento delle infrastrutture, nell’intento di arrivare presto ad una ‘popolazione’ di oltre 400 persone fra docenti, visiting professors, dottorandi e personale amministrativo. La Scuola IMT Alti Studi Lucca è ormai da anni una realtà in continua crescita che può permettersi di guardare al futuro in modo ambizioso. Questo anche grazie al sostegno che riceve dal territorio e dalla città di Lucca. Gli ottimi risultati ottenuti nell’ambito della ricerca, l’attrattività verso nuovi dottorandi permettono alla Scuola IMT di contare su una base salda e ben consolidata. Nelle parole del Rettore Rocco De Nicola c’è infatti tutta la soddisfazione di un importante step raggiunto: «Da qui la Scuola può guardare lontano e proseguire sul percorso di crescita intrapreso, un percorso che necessita però di essere sostenuto con spazi adeguati, come quelli in via Brunero Paoli messi a disposizione dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, che ringrazio sentitamente. La Scuola può disporre adesso di una nuova, grande e moderna ala del campus universitario, in aggiunta al campus in San Francesco, grazie a un’operazione che è il frutto di una sinergia di forze e di intenti che porterà un grande beneficio alla Scuola IMT, ma anche alla stessa città di Lucca». Una soddisfazione condivisa anche dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca che esattamente dieci anni prima, il 6 luglio 2013, inaugurava il Complesso Conventuale di San Francesco. Con la nuova residenza si aggiunge un ulteriore tassello in un mosaico che negli anni si è andato componendo. Le buone notizie per la città e il territorio sono due infatti: sapere di una realtà universitaria in salute e in piena espansione e vedere un bene privato in completo degrado recuperato ad un fine di pubblica utilità. Un tassello che procede sul cammino della riqualificazione della zona est di Lucca, in cui il recupero del San Francesco ha svolto il ruolo di ‘primo motore’, e che proseguirà con la nascita di una Casa del Dopo di Noi in via Elisa.

FCRLmagazine 23 | 2023

97


ricerca&INNOVAZIONE

LA STRUTTURA La Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca ha acquistato il complesso immobiliare nel 2018 dall’ente Provincia Romana dei Frati Predicatori (Domenicani) con sede in Roma. Si trattava di un complesso di fabbricati posto lungo via Brunero Paoli con un ampio giardino confinante con il Museo di Villa Guinigi. La superficie complessiva del lotto è di oltre 3.500 metri quadrati, per una superficie coperta di 1.332 metri quadrati, oltre a un terreno di proprietà esclusiva di circa 2.250 metri quadrati. La nuova residenza può ospitare fino a 100 studenti in camere dotate di servizi suddivise in due piani, entrambi forniti di cucina comune e spazi condivisi. Al piano terra, oltre a una reception in cui è stata adottata una soluzione architettonica ‘luminosa’ e di grande impatto, sono stati ricavate diverse aule studio. Fondamentale per la realizzazione dell’opera il contributo ministeriale a fondo perduto di 4.230.000 euro a valere su un bando emanato nel 2017 dal Ministero dell’Università e della Ricerca, finalizzato alla ristrutturazione o alla costruzione di immobili da adibire ad alloggi o residenze per studenti universitari. Un’occasione che la Fondazione ha colto per attrarre ulteriori risorse sul territorio.

98

FCRLmagazine 23 | 2023


UNA NUOVA STRUTTURA PER CONTINUARE A CRESCERE

FCRLmagazine 23 | 2023

99


Parole e frasi con una storia dietro Un volumetto senza dubbio piacevole e gustoso quello firmato da Giovanni Macchia e dedicato ad alcune iscrizioni lucchesi particolarmente curiose e insolite. L’ex professore e preside lucchese, attualmente socio ordinario dell’Accademia Lucchese di Scienze, Lettere e Arti, passa in rassegna circa 34 tra epigrafi e iscrizioni disseminate sul territorio compilando un testo pieno di curiosità storiche e gustosi aneddoti. Il campionario che Macchia prende in considerazione è estremamente vario: le epigrafi sono comprese in un arco di tempo che va dal XIII al XX secolo, alcune sono poco conosciute – in alcuni casi addirittura inedite – altre legate a personaggi o episodi particolarmente singolari. Per ciascuna iscrizione l’autore ha cercato di compiere le necessarie ricerche per collocarle nel corretto contesto temporale e ricostruirne le possibili connessioni storiche e culturali, permettendo ai lettori, anche non specialistici, di osservare il procedere della ricostruzione e dell’indagine storica. Il risultato è un gradevole ibrido a cavallo tra storia e narrazione, che ripercorre tanto passato della città grazie al racconto di aneddoti, fatti e fatterelli: dall’iscrizione che ricorda le vacanze che Giosue Carducci trascorreva presso la figlia Beatrice a San Quirico di Moriano, all’iscrizione «Giuoco del Pallone», ancora ben leggibile sugli spalti fuori Porta Elisa, vicino al monumento a don Aldo Mei: in quel luogo, infatti, nel XIX secolo la Società di Ginnastica lucchese aveva fatto allestire un campo per l’allora popolarissimo gioco del pallone «col bracciale», sorta di precursore del tennis. Macchia racconta anche l’origine del toponimo «Alle parole d’oro», che identifica una delle località preferite dai lucchesi per passeggiate e picnic: l’espressione prende origine dall’iscrizione in lettere d’oro incisa sul parapetto del ponte che scavalca il rio di San Quirico e fa da ingresso a Guamo alla zona delle sorgenti, da cui l’acquedotto del Nottolini prende l’acqua che affluisce in città. L’iscrizione, ora di nuovo leggibile grazie a un’opera di restauro, fu commissionata nel 1831 dal duca Carlo Ludovico di Borbone per celebrare appunto la grande opera pubblica che aveva fornito le fonti cittadine di acqua potabile e di qualità. Giovanni Macchia, Curiose e insolite iscrizioni lucchesi, BdC, Lucca 2022

100

FCRLmagazine 23 | 2023


RUBRICA DI NOVITÀ EDITORIALI

Una perla nelle apuane È uscito per PubliEd il volume La Chiesa di Santa Maria Assunta a Vitoio, che racconta il percorso di conservazione e restauro che ha interessato la chiesa della piccola frazione di Vitoio, a Camporgiano. Vitoio è un piccolo gioiello dell’Alta Garfagnana, un borgo minuscolo incastonato tra le Alpi Apuane e l’Appennino, e proprio qui, grazie allo sforzo congiunto della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, della Fondazione Banca del Monte di Lucca e della Fondazione Ricci Onlus è stato possibile restaurare e restituire alla comunità i tesori custoditi all’interno di questa piccola chiesa risalente al Trecento, che, con le sue geometrie severe, le mura spoglie e il tozzo campanile, non lascia presagire le ricchezze ospitate al suo interno. Il restauro, fortemente voluto da don Jean Berchmans Turikubwigenge, parroco di Vitoio e Casatico, ha interessato in particolar modo due terrecotte policrome, risalenti verosimilmente alla metà del Quattrocento e opera di un artista con ogni probabilità di origini emiliane. La terracotta meglio conservata raffigura San Giovanni Battista, rappresentato in accordo alla sua tipica iconografia, mentre l’altra, di cui restano soltanto i piedi e la parte inferiore dell’abito, potrebbe rappresentare San Pietro o San Paolo. Il restauro delle terrecotte è stato condotto con la consulenza dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze e ha consentito di restituire all’antico splendore due rare testimonianze di scultura del XV secolo. Oggi quindi è possibile ammirare le due terrecotte nel loro contesto naturale, la chiesa di Santa Maria Assunta, che si configura come un vero e proprio «piccolo museo di arte sacra»: al suo interno è infatti possibile ammirare la pala d’altare dipinta da Pietro da Talada e raffigurante Sant’Antonio, San Pietro, San Giovanni e San Domenico e una statua marmorea della Madonna col Bambino in trono, inizialmente attribuita alla Bottega dei Civitali e solo recentemente a un affascinante ma ignoto scultore del XV secolo, incastonata nella parete del coro. La chiesa di santa Maria Assunta a Vitoio, PubliEd, Lucca 2023

FCRLmagazine 23 | 2023

101


Un tour cittadino con guide illustri Un po’ guida, un po’ saggio storico, un po’ graphic novel: non è semplice descrivere Lucca insolita. A zonzo per la storia con Franco Cardini, Dante e Uguccione, il volumetto scritto da Alessandro Bedini e illustrato da Maurizio Guidi. L’opera, edita da Maria Pacini Fazzi con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, racconta un curioso viaggio nei meandri della storia cittadina che ha per protagonista il celebre medievista fiorentino Franco Cardini, il quale, durante una visita alla chiesa di Santa Maria Nera nel giorno di San Giovanni, si assopisce e – come nella miglior tradizione medievale – fa un sogno in cui gli appaiono nientemeno che Dante e Uguccione della Faggiola. In compagnia di queste due emblematiche figure storiche, Cardini compie un percorso che si snoda nei luoghi canonici della città: partendo dalla Buca dell’Inferno in Santa Maria Nera, si raggiungono San Frediano, San Martino, piazzale Verdi – noto ai tempi di Uguccione come il «prato del Marchese» – la torre Guinigi e le Mura, fino al Museo Puccini e al Caffè di Simo, sulle tracce degli interessi storicoculturali di Cardini che sottolinea nei colloqui con Dante avvenimenti, luoghi e personaggi legati alla storia politica e religiosa della città, e in quelli con Uguccione fatti e avvenimenti legati a guerre e conflitti, sempre spaziando nel tempo e nello spazio. Durante la passeggiata il professor Cardini intrattiene i suoi interlocutori raccontando, secondo la sua prospettiva, temi come la via Francigena, la figura di Santa Zita, la vita politica tra XIV e XV secolo, le vicende religiose, spesso integrando e aggiornando Dante e Uguccione su personaggi ed eventi a loro ignoti perché risalenti a epoche successive alla loro scomparsa. Il risultato è un racconto godibile e fresco che, grazie anche alle belle tavole di Maurizio Guidi, ci restituisce in maniera ironica e leggera tanti luoghi e personaggi della storia lucchese, offrendoci un ritratto della città molto intimo e senza dubbio inedito. Alessandro Bedini, Maurizio Guidi, Lucca insolita. A zonzo per la storia con Franco Cardini e Uguccione, Maria Pacini Fazzi editore, Lucca 2023

102

FCRLmagazine 23 | 2023


RUBRICA DI NOVITÀ EDITORIALI

La biblioteca di una vita Bianca Pitzorno è un’autrice che ha senza dubbio contribuito all’educazione sentimentale di tante che, bambine e ragazze tra gli anni Ottanta e Novanta, hanno letto i suoi fortunati romanzi per ragazzi, da Extraterrestre alla pari a L’incredibile storia di Lavinia, da Ascolta il mio cuore a Speciale Violante. Storie ancora oggi modernissime, ricche di avventure e amicizia con al centro giovani protagoniste libere, autonome, curiose, allergiche alle ingiustizie. In questo volume pubblicato da Salani nel 2022 l’autrice ci racconta invece quale sia stata la sua educazione sentimentale, tracciando un personale autoritratto attraverso le letture che hanno segnato la sua vita, da quelle disordinate e piene di meraviglia dell’infanzia nella Sardegna del secondo dopoguerra a quelle degli anni più maturi. Il risultato è una tenera e piacevolissima autobiografia piena di titoli e di ricordi, un lessico famigliare ironico e lieve che mette in scena un microcosmo relazionale fatto non solo di parenti ma anche di amici e conoscenti in cui la lettura è un’attività praticata da tutti, maschi e femmine, giovani e anziani, senza distinzione. Un mondo in cui ci si accapiglia tra fan di Sandokan e fan del Corsaro Nero e in cui le nonne parlano dei personaggi de La saga dei Forsyte come di cari amici di vecchia data. Ci sono poi i romanzi dell’adolescenza e della giovinezza, i grandi classici, le scrittrici che raccontano la condizione femminile, la letteratura contemporanea, i gialli e la letteratura di genere. Leggendo Donna con libro sfogliamo la biblioteca della vita di Pitzorno, riscoprendo, a nostra volta, la gioia della narrazione e la meraviglia del riconoscimento che ogni lettore ha sperimentato almeno una volta nella vita, scaturita dall’incontro con un certo libro, con una certa storia. A cavallo tra costume, storia editoriale e biografia, la voce limpida e ironica dell’autrice ci stimola e spinge anche noi lettori a ripercorrere il sentiero delle letture della nostra vita, per capire cosa siamo diventati e cosa, ancora, possiamo diventare. Bianca Pitzorno, Donna con libro. Autoritratto delle mie letture, Salani, Milano 2022

FCRLmagazine 23 | 2023

103


Periodico della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca

Referenze fotografiche (con riferimento alle pagine della rivista) Irene Taddei copertina, 56-57, 58, 60-61, 62, 63, 64, 74-75, 76, 77, 78, 79, 80, 81, 82-83, 84, 85, 86-87, 88, 89, 94-95, 96, 97, 98 Italo Adami: 70 – Andrea Aquilante: 8, 9, 10 – Archivio Azienda Agricola Calafata: 12, 13, 14, 15, 16 – Archivio Maria Pacini Fazzi editore (foto Lucio Ghilardi): 68-69, 71, 72, 73 – Archivio Scuola superiore San’Anna: 36, 37, 38, 39 – Archivio sito web Medici con l’Africa: 23 – Nicola Berti (sito Medici con l’Africa): 24 – Chinnapong, Adobe Stock: 34-35 – Experia, Associazione di promozione culturale: 20, 21 – Foto Alcide, Lucca: 44, 45, 46, 47, 50, 51, 52, 53, 55, 90-91, 92, 93 – Fabio Genau: 30, 31, 32, 33 – Luca Giorgi: 49 – Il Filo D’Arianna, Associazione di promozione sociale: 19 – Misericordia di Corsagna: 18 – Matteo Ortoli: 48 – Sean, Generative AI, Adobe Stock: 4-5 – Tierney, Adobe Stock: 26-27 – Ufficio stampa Arcidiocesi di Lucca: 66, 67 Le illustrazioni alle pagine 2, 4, 74, 95, 100 sono state realizzate da Diletta Impresario L’illustrazione alla pagina 54 è stata realizzata da Sara Colaone La Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, scusandosi anticipatamente per l’involontaria omissione di referenze fotografiche, è disponibile ad assolvere eventuali diritti.

Finito di stampare nel mese di dicembre 2023 da Tipografia Tommasi


23 | 2023

piega costola

rivista della fondazione cassa di risparmio di lucca

IMT DESTINAZIONE SOCIAL NETWORK FUTURO – CULTURA – MONDOANCORA FONDAZIONE CULTURA – DAL – SAN TERRITORIO FRANCESCO – CULTURA DIECI ANNI ANCORA – DALCULTURA TERRITORIO – SOCIALE

piega costola


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
FCRL Magazine n. 23-2023 by Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca - Issuu