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Fa sett 2014

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Periodico bimestrale - Sped. a.p. 45% - Art. 2 comma 20/b - Legge 662/96 - Filiale di Forlì - Contiene I.P. - Dir. Resp. Giovanni Cioria Aut. Trib. di Rimini n. 185 del 16/8/80 e del 26/8/92 - Red. e Amm. Riccione - Via Montebianco, 27 - Tel. 0541 643 884 Stampa: La Pieve Poligrafica Editore Villa Verucchio - Grafica: Composet Riccione - Anno XXXIII- N°4 - SETTEMBRE/OTTOBRE 2014

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NUOVO C.d.A. DI FAMIJA ARCIUNESA

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Pronti per il triennio 2014-2017

Pokerissimo per Giuseppe Lo Magro: è “babbo” per la quinta volta! La giornata del 12 luglio scorso dedicata al rinnovo del Consiglio di Amministrazione di F.A., che sarà in carica nel triennio 2014/2017, è stata caratterizzata dal record di soci votanti invitati ad indicare 9 preferenze sulla lista unica di 18 candidati. In vetta Giuseppe Lo Magro seguito a ruota da Giovanni Olivieri e poi da Antonio Batarra, Paolo Santovito, Riccardo Angelini, Cristina Dabbeni, Silvia Dabbeni, Antonio Cianciosi e Gianni Zangheri. Questi i nove componenti del nuovo C.d.A che il lunedì successivo si sono riuniti per l’attribuzione delle cariche sociali. Riconfermati alla grande Giuseppe Lo Magro (Presidente), Giovanni Olivieri (Vice Presidente), Antonio Batarra (Tesoriere); mentre il compito di segretario è andato ad Antonio Cianciosi. Ad affiancare i “vecchi” consiglieri Paolo Santovito e Riccardo Angelini ecco i giovani Cristina e Silvia Dabbeni e Gianni Zangheri, forze fresche per portare nuove idee ed entusiasmo. Un doveroso grazie per l’impegno profuso nel triennio 2011/2014 va ai consiglieri uscenti Franco Baratti, Teresio Spadoni e Marco Zangheri. Sarà

Da sinistra: Gianni Zangheri, Antonio Batarra, Cristina Dabbeni, Paolo Santovito, Antonio Cianciosi, Silvia Dabbeni, Giuseppe Lo Magro, Giovanni Olivieri, Riccardo Angelini.

quindi un Consiglio pimpante che tenterà di portare a termine nel migliore dei modi gli appuntamenti classici: Compleanno di Riccione, Caldarroste in Viale Ceccarini, Presepe Animato, pubblicazione di libri di storia locale e dialetto, bimestrale F.A.

in tutte le case di Riccione, donazioni alle associazioni di volontariato, rassegna teatrale dialettale e, nel contempo, cercherà nuove strade per raccogliere fondi e motivi di aggregazione sociale. Allora... buon lavoro!

Un nuova targa per Dante Tosi Nel Luglio scorso Famija Arciunesa ha posato una targa in bronzo sul muretto che fa da sfondo sul mare alla Piazzetta dedicata a Dante Tosi (porto canale di Ponente). Questo piccolo intervento ci è sembrato necessario in quanto la vecchia targa, sistemata all’atto dell’intitolazione, aveva perso i colori dei disegni e delle scritte a causa della salsedine e degli agenti atmosferici. Ci auguriamo che questa duri molto più a lungo: Dante Tosi se lo merita.

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COMUNE DI RICCIONE

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Compleanno di Riccione Domenica 19 Ottobre 2014 dalle 10,00 alle 18,00

Il Parco Oltremare è aperto per i soci, i familiari e gli amici di F.A. Il BIGLIETTO-INVITO (numerato) al costo di 5,00 euro, è abbinato alla sottoscrizione a premi “Splendore in Laguna” coi favolosi premi offerti dai gioiellieri di Riccione. Si può ritirare solo nella sede di F.A. in via Montebianco 27 (nel Parco) A OTTOBRE nei giorni sottoindicati DALLE 16,00 ALLE 19,0O gio 2 / sab 4 / MAR 7 / GIO 9 / SAB 11 / MAR 14 / GIO 16 / SAB 18 I bambini con altezza fino ad UN METRO entrano GRATIS.

Entrata Via Ascoli Piceno con Parcheggio gratuito. INFO: F.A. 0541 643884 - GIUSEPPE 338 4304667

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All’acquisto del biglietto verrà fornito il programma della giornata Che prevede gli emozionanti incontri con i DELFINI e i RAPACI.

A seguire I FESTEGGIAMENTI • SALUTO DEL SINDACO E DEL “BABBO” DI F.A. • PREMIAZIONE DEI CITTADINI MERITEVOLI • ESTRAZIONE BIGLIETTI DELLA SOTTOSCRIZIONE • TAGLIO DELLA TORTA E BRINDISI

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COmune di riccione

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è caduto anche l’Impero romano Una data storica per Riccione quella dello scorso 7 giugno. Dopo 68 anni di governo ininterrotto la sinistra è finita all’opposizione. Renata Tosi ha sconfitto Fabio Ubaldi al ballottaggio. Nel campo del Pd c’è smarrimento ed un certo fuggi fuggi generale che quella mente affilata e raffinata di Ennio Flaiano derubricherebbe con il cosiddetto salto della quaglia, oppure che il vincitore viene sempre soccorso. Si aspettano benefici dal cambio di campo; per la cultura italica la politica non significa solo essere al servizio degli altri ma più semplicemente anche una buona dose di tornaconto. Della serie: tengo famiglia. Quello che Enrico Berlinguer, leader del Pci, chiamò mercimonio. Una, cento, mille, le ragioni per cui la sinistra dal dopoguerra ha guidato la città. E sempre una, cento, mille le

motivazioni per le quali questa volta i riccionesi hanno deciso di cambiare cavallo se non rotta. Quest’ultima spetta a loro e non alla “donna della provvidenza”. Sulla sconfitta e sulla vittoria, ognuno si può dare una risposta ed in ogni risposta c’è del vero. Chi scrive è curioso di vedere cosa farà, come lo farà e per chi amministrerà Renata Tosi, tanto per usare una trilogia cara all’economista Paul SamuelTargaGrande

20-07-2007

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1923. Cerimonia in Comune.

son. Spera che possa trovare la giusta soluzione al Trc, al Palazzo dei congressi, al turismo, agli umori e alla felicità sociale della città. Che possa trattare da adulto il riccionese che a sua volta lo pretende. L’aspettano, al riccionese, anni difficili perchè l’Italia è alle prese con problemi apparentemente difficili. E pensare di potercela fare da soli o nell’ambito della propria famiglia significa che davanti si spalanca il baratro. Apparentemente difficile, si diceva, perchè sul paziente-Italia sappiano tutto. Sappiano anche la cura, ma nessuno ha il coraggio, la forza e la civiltà di iniziare ad assumersi responsabilità. Si preferisce nascondersi dietro un dito e ad un po’ di bolsa retorica. Gli italiani hanno nelle banche risparmi per 4mila miliardi di euro (pari a due volte il Pil, Prodotto interno lordo), ma la paura sta paralizzando gli investimenti che innescano la deflazione. Cioè per vendere si diminuiscono i prezzi, ma il compratore non compra per paura del futuro. Così le aziende sono costrette a tagliare la forza lavoro. Uomini che hanno meno

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capacità di spesa... Un cerchio che diventa un cappio per l’economia e per la comunità. Tom è un tedesco della Saarland. Da una decina d’anni, fa il direttore di stabilimento in una multinazionale tascabile della Lombardia (flaconcini di plastica per profumi). Viene in vacanza a Riccione. Racconta: “L’Italia, mia seconda patria, si aggiusterebbe con un nulla; non capisco come mai non accada. Basterebbe un po’ di serietà ad ogni livello”. Come mai non accada lo sappiamo benissimo. Siamo la nazione dei privilegi, delle corporazioni che affondano la cultura nel lontanissimo Medio Evo, dei cento aeroporti e delle cento università. Di due mega palacongressi in provincia (Riccione e Rimini). Insomma, ci sono milioni di italiani che hanno privilegi tristi ma nessuno fa nulla (politica e cittadini) per iniziare a svoltare. C’è una classe dirigente che si è data i privilegi ed un popolo consenziente che non si sa per quale ragione non è ancora riuscito ad indignarsi. Siamo vicini alla svolta? g.c.

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primo cittadino

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Renata Tosi è il nuovo sindaco di Riccione

ARIEL GIULIA

Una donna al potere: Renata Tosi è il nuovo Sindaco. Una vittoria nella quale forse non confidava neanche lei sino in fondo, ma di sicuro una vittoria maturata giorno per giorno con la voglia di cambiare Riccione. “La città si è ripresa il suo Comune”: è questa la prima cosa che ha dichiarato dopo la constatazione che con il 54% aveva vinto il ballottaggio che l’ha fatta accomodare sull’autorevole poltrona. L’aspetto attraente e sorridente, valorizzato da una sobria eleganza dalle tonalità delicate, crea un interessante contrasto con una personalità granitica e piena di energia. La consapevolezza, poi, di essersi conquistata un incarico altamente prestigioso in un contesto ampio qual’é un comune di 35.000 abitanti di antica e ottima reputazione turistica, di certo conferisce ora un pizzico di più indulgente ‘aplomb’ alla grinta che sempre e comunque in questi anni non ha mai celato di possedere. Nata l’8 maggio del 1967, Renata è figlia di Rina Troni e Fausto Tosi (una Martlouna), che assieme dal 1955 gestivano una nota sartoria nella zona dell’Alba; il nonno Oreste poi si occupò di quasi tutta la lottizzazione Mattioli, nella zona attorno alla Punta dell’Est. Le sue radici, quindi, affondano appieno nella terra riccionese, sicuramente elemento significativo di un così forte amore dichiarato per la sua città e i suoi cittadini. Una concisa intervista che vuole far sì che i tanti riccionesi che leggono questa testata mettano più a fuoco non tanto il programma che affronterà il nuovo Sindaco ma la donna che sorprendentemente è riuscita a ricoprirne il ruolo. Da quanto tempo porta avanti un impegno che ha fatto sì conseguisse un successo così importante? “Da più di quindici anni: per i primi cinque ho fatto politica ‘all’ombra’ di Marzio Cesarini col quale ero già in Lista Civica, e poi sono stata dieci anni in Consiglio Comunale: nei primi cinque c’era Flora Fabbri quale capogruppo e negli ultimi cinque lo sono stata io. C’è spesso una tempistica lunga nell’ambito di questo tipo d’interesse politico-amministrativo, ma è la passione che ti fa andare avanti. Fare poi l’opposizione è molto più dura… è stata una strada in

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salita, ma anche la così detta ‘palestra’ che mi ha portata sino a qui, in un soddisfacente crescendo”. Come concilierà un ruolo pubblico molto gravoso con la sua consueta attività lavorativa? “Sono laureata in Giurisprudenza e dipendente ‘di concetto’ di uno studio notarile, e cercherò di ritagliarmi un adeguato spazio per il mio lavoro a cui tengo tanto: almeno due pomeriggi a settimana. Io adoro la delega, e nello svolgimento del mio ruolo di Sindaco non voglio accentrare ma invece lavorare in squadra. I miei Assessori sono tutti animati da un grandissimo entusiasmo e voglia di fare, felici di mettere le loro specifiche esperienze e professionalità a servizio dei cittadini, nella precisa intenzione di mantenere un forte legame con la loro città della quale sono figli. Le loro conoscenze amministrative sono ancora da affinare… ma per questo ci sono io. Il mio principale compito sarà quello di essere per loro, sempre e comunque, un determinante e solido punto di riferimento… e non solo naturalmente per seguire la correttezza e trasparenza delle procedure adottate, ma anche per mantenere saldo l’indirizzo politico”. Con quale filosofia intende muoversi, mettendo in pratica il suo desiderio di cambiare le cose? “La prima cosa che voglio fare è quella di infondere un senso di Amministrazione diversa, che ti cam-

mini a fianco e non che ti sovrasti; e non solo rispetto ai singoli cittadini ma anche all’essere impresa in questa città, per tutti coloro cioè che vogliono investire mettendo in pratica ogni progetto elaborato. Voglio che l’operare dell’Amministrazione si fondi sul dare certezze e sull’esserti il più vicino possibile, non ostacolandoti… perché si deve camminare nella stessa direzione. Le mie e nostre risposte saranno sempre certe, che non vuol dire sempre positive, e voglio che perseguano la medesima visione di città”. “I miei cittadini saranno tutti uguali”: cosa intende con questa solenne affermazione? “Sarò il Sindaco di tutti e non di una parte. Non rifiuterò il confronto né il dialogo con chicchessia. Accetterò e valuterò proposte da chiunque arrivino e le farò mie se si dimostreranno valide. Di fronte alla grave situazione che abbiamo davanti è ora di abbandonare l’approccio ideologico e impostare realisticamente soluzioni adatte e praticabili. È questa la direzione che dovrà seguire l’intera mia Amministrazione e di cui mi faccio garante per assicurare a Riccione un ‘ritorno alla normalità’ che in fondo è la vera aspirazione di tutti noi. C’è molto da fare e dobbiamo farlo con il massimo del coinvolgimento e della condivisione pur nel rispetto dei ruoli”. L’essere donna crede conferisca al suo incarico una ricchezza in più? “Sì, a lettere cubitali! Ho spinto molto in campagna elettorale sulle donne, proprio perché ritengo, senza togliere niente a nessuno, che l’essere donna possa apportare del valore aggiunto soprattutto nel fare Amministrazione e comunque nella visione globale della città. Il pragmatismo femminile abbinato ad una particolare sensibilità sono convinta possa risultare fondamentale nel trattare le tante questioni da risolvere. Credo in verità di aver preso più voti dalle donne: questa volta la famosa solidarietà femminile pare si sia finalmente concretizzata nei fatti”. Che messaggio vuole dedicare ai fedeli ed attenti lettori di Famija Arciunesa? “Invitatemi a pranzo! Avremo tempo e modo di approfondire la conoscenza del cittadino... primo”. Maria Grazia Tosi

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consiglio comunale

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Ecco il nuovo Parlamentino riccionese

Con il giuramento del nuovo sindaco, Renata Tosi, lo scorso 7 giugno, a Riccione si è insediato il nuovo consiglio comunale. Una seduta epocale che, dopo settant’anni, per la prima volta vede in maggioranza la coalizione di centro-destra. Un giro di boa che nella prima seduta centinaia di riccionesi hanno seguito come testimoni oculari, anche invadendo platea, gradinate e spazi esterni dell’au la consiliare. In primo piano i sostenitori della Tosi e i grillini, ma anche diversi membri e simpatizzanti del centro sinistra, intenti a recitare l’amaro “mea culpa”. Ed ecco il parlamentino riccionese che, rispetto alla scorsa legislatura, conta sei consiglieri in meno. In maggioran-

za siedono Gabriele Galassi (capogruppo), Lele Montanari, Filippo Urbinati, Lea Ermeti, Fabio Mercatelli, Samuele Stefanacci, Luigi Santi per Lista Civica Noi Riccionesi-Lega Nord). Al loro fianco Giulio Mignani, Davide Rizzoli, Patrizia Fabbri, Andrea Dionigi Palazzi (capogruppo), Francesco Montalto e Michele Mingucci tutti di Forza Italia, poi, Luciano Achilli dei Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale (capogruppo) e Elena Raffaelli (Lista civica Giovanni Bezzi) anche lei capogruppo. In minoranza siedono il candidato a sindaco sconfitto, Fabio Ubaldi, William Casadei, Tommaso Pazzaglini, Cinzia Bauzone, Daniela Marchetti, Ulrike Bonfini e Alberto Arcangeli, tutti del

Pd. Quindi Vincenzo Cicchetti (capogruppo) e Morena Ripa del Movimento 5 Stelle. Del primo consiglio hanno fatto parte anche Stefano Caldari (Noi Riccionesi) che poi eletto presidente della News PalaRiccione, ha lasciato il posto a Montanari e Giovanni Bezzi che, accettata la presidenza dell’Istituzione della cultura, ha lasciato la poltrona alla Raffaelli. Eletti anche il presidente e il vicepresidente del parlamentino riccionese. A svolgere questo ruolo, con il placet della maggioranza, è stato chiamato il farmacista Giulio Mignani, presidente dell’ordine dei farmacisti di Rimini. Voto contrario dalla minoranza che aveva candidato l’avvocatessa Ripa. Invano Vincenzo Cicchetti del M5S ha ricordato alla Tosi le parole che lei stessa aveva pronunciato cinque anni fa, quando nella seduta d’insediamento del suo predecessore Massimo Pironi, aveva lottato per far affidare quella poltrona alla coalizione perdente, proprio perché ritenuto più giusto. Ma la Tosi ha liquidato la minoranza, dicendo: “Ho cambiato idea”. All’unanimità, invece, è stata affidata la vicepresidenza al giovane Tommaso Pazzaglini del Pd. Lo screzio con i grillini è stato “sanato” con la nomina dei vertici delle commissioni. La presidenza della prima va a Luigi Santi di Noi Riccionesi e la vicepresidenza a Ulrike Bonfini del Pd. La seconda é guidata da Morena Ripa del Movimento 5 Stelle con il vice Fabio Mercatelli di Noi Riccionesi. La terza è in capo ad Andrea Dionigi Palazzi di Forza Italia, affiancato dalla vice Morena Ripa del Movimento Cinque Stelle. La commissione Controllo e Garanzia è stata affidata a Fabio Ubaldi del Pd. Nives Concolino

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nuovi assessori

di Maria Grazia Tosi

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La Giunta comunale del sindaco Tosi Questi i sette Assessori della nuova Giunta comunale che affiancherà il sindaco Renata Tosi nel suo mandato da poco iniziato. Lasciamo loro una piccolissima ‘bacheca’ per auto presentarsi ai numerosi nostri lettori, sicuramente interessati e curiosi di chi siano i componenti dell’attuale Amministrazione. Luciano Tirincanti Vice Sindaco e Assessore alla Polizia Municipale – Sicurezza urbana Attività economiche – Protezione civile. “Luciano Tirincanti, 65 anni, imprenditore, una passione per la sua città, per le novità imprenditoriali e per la politica intesa come impegno per il territorio. Oltre ad essermi lanciato temerariamente nell’avveniristica realizzazione del “mare in collina”, l’Aquafan, di cui sono stato promotore e direttore, ho intrapreso negli anni tanti altri progetti nel campo dell’intrattenimento e del divertimento. Di pari passo all’attività privata è proseguita la mia lunga militanza politica sui banchi dell’opposizione, sempre con estrema attenzione alle esigenze dei cittadini e costruttivamente al bene della città . Potermi finalmente oggi dedicare a tempo pieno al governo di Riccione, con la rinnovata visione e la dinamica progettualità che vogliono essere il segno del cambiamento della Giunta di cui faccio parte, è davvero uno stimolo ulteriore che mi entusiasma e coinvolge nel profondo. L’importanza delle deleghe che mi sono state affidate nonché l’incarico di Vice Sindaco, sono una grande opportunità per conoscere ancora meglio ciò che esprimono di vitale e propositivo le tante componenti della nostra realtà, per comprenderne le esigenze, valorizzando e integrando le risorse del pubblico con il privato in un progetto declinato esponenzialmente al bello e alla qualità. Tutto questo per consentire ai riccionesi di continuare a investire con fiducia e intraprendenza, restituendo loro l’orgoglio di essere parte di una comunità non solo con un’autorevole storia, ma con un brillante futuro.” Claudio Montanari Assessore al Turismo - Eventi - Politiche Comunitarie Innovazione “Claudio Montanari, 44 anni, laurea in Economia e Commercio, albergatore e docente universitario.

Sposato, felice padre di due figlie. Ho amministrato e/o fondato numerosi consorzi di Albergatori locali e nazionali tra cui Riccione Bike Hotels, Riccione Family Hotels, Promhotels Riccione, Italy Bike Hotels, impegnandomi anche come Consigliere dell’Associazione Albergatori e come responsabile dell’Osservatorio turistico. Una esperienza che mi permette di guardare alle cose del turismo con grande responsabilità e competenza. Ho scelto perciò di dare il mio contributo per migliorare la qualità e soprattutto la prospettiva del futuro di questa città che amo profondamente. Ho un obbiettivo che vede Riccione ritrovare lo slancio e la passione della sua storia migliore per correre verso grandi opportunità nel turismo, nella valorizzazione del territorio e anche nel sociale. Sono convinto che i riccionesi sapranno costruire un nuovo modo di fare economia integrando le competenze dei singoli e mantenendo una coesione sociale che solo gli investimenti e la crescita del nostro sistema turistico possono garantire. Riccione vincerà o perderà le sfide dei prossimi anni se sarà in grado di reagire come territorio, rivendicando la sua identità libera dal giogo di chi vuole decidere il nostro futuro ma non abita qui con noi.” Susanna Vicarelli Assessore all’Ambiente- Sviluppo sostenibile Affari Generali – Buon Vicinato “SusannaVicarelli, 49 anni, sposata, due figlie, giornalista, laureata in Giurisprudenza con master in Mediazione familiare e civile. Per diciotto anni ho fatto la giornalista per testate locali in provincia di Rimini, seguendo da vicino soprattutto la cronaca di Riccione e di San Marino. Quando mi hanno proposto l’incarico di assessore, piuttosto inatteso, ho pensato che probabilmente era il momento di fare la propria parte, con molta umiltà e senso civico, ben sapendo che sono più gli oneri degli onori. Ho alcune idee per la città di Riccione, altre arriveranno grazie all’ascolto e al contatto che avrò coi cittadini. Per ora accanto a obiettivi ambiziosi, come possono esserlo la raccolta differenziata porta-a-porta con tariffa puntuale

(per cui meno rifiuti produci meno spendi) e lo studio dell’impatto dell’inceneritore di Raibano sull’ambiente e dunque sulla salute di tutti noi, ve ne sono altri apparentemente meno complicati da affrontare, ma altrettanto importanti, come il miglioramento della pulizia delle strade e il decoro dei nostri parchi, piuttosto che rendere più semplice per il cittadino il ritiro di un certificato anagrafico. Temi così legati alla vita quotidiana da diventare fondamentali per vivere piacevolmente la nostra Riccione, ogni giorno.” Roberto Monaco Assessore al Bilancio, Patrimonio, Partecipate - Personale “Roberto Monaco, dottore commercialista e revisore contabile. Sposato da 11 anni con Simona Protti e padre di due gemellini. Nonostante il nuovo incarico politico ho mantenuto, intendendo la politica come servizio alla comunità, l’impegno nel mio lavoro. Ho deciso di scendere in politica quando ho maturato la convinzione che per cambiare le cose bisogna impegnarsi di persona, e da lì a schierarmi pubblicamente a favore di Renata il passo è stato brevissimo. Quando ho assunto l’incarico di assessore ho subito chiesto a tutto il personale dei miei settori la massima disponibilità e collaborazione per riuscire ad abbassare la pressione fiscale locale. Questo è l’obiettivo che cercherò di perseguire con tutte le mie forze per far si che non resti l’ennesima promessa elettorale ma che la gente la possa riscontrare in modo tangibile. Ci rendiamo conto che è un obiettivo molto ambizioso ma condiviso e auspicato da tutti, e già in questi primi mesi abbiamo mosso qualche passo in questa direzione; ma sarà con il prossimo bilancio che cercheremo di far sentire ulteriormente il peso del nostro operato. Ci troviamo di fronte ad un momento difficile, sia per l’Amministrazione Comunale che si trova da un lato a vedersi ridurre i trasferimenti statali, che per i cittadini che si trovano a dover fare i conti con sempre più imposte e tasse. La sfida non ci spaventa, e sono convinto che con la collaborazione di tutti e il dialogo ci riusciremo.”


LA NUOVA GIUNTA

Laura Galli Assessore alla Scuola - Promozione Politiche Sociali Educative per l’infanzia e l’adolescenza - Casa “Laura Galli, 43 anni, sposata con 4 figlie, diplomata ragioniera, impiegata in Banca. Dedita al mondo del volontariato ed attenta alla vita in tutti i suoi aspetti; questo interesse è maturato grazie alle mie esperienze di vita trascorse in ambito parrocchiale dagli anni della giovinezza fino ad oggi. Sono presidente del Movimento per la Vita di Riccione da alcuni anni: questa carica mi ha dato modo di partecipare alla Consulta della Solidarietà di Riccione portandomi a conoscere le varie associazioni di volontariato, con tutto ciò che comporta in termini di bisogni e difficoltà della nostra comunità riccionese. Durante la campagna elettorale ho condiviso con interesse la proposta politica di Renata e con lei mi sono ritrovata a riflettere sugli argomenti che riguardano il mondo della scuola, il volontariato e il sociale. Nell’attuale momento di complessità economica, dove sempre più persone si trovano a vivere situazioni di disagio, il mio assessorato sarà “il volto” della nostra amministrazione verso i suoi concittadini. Mi impegnerò affinché i servizi scolastici e quelli sociali alla persona siano il più possibile alla portata di tutti coloro che ne hanno necessità, erogati con qualità, equità e attenzione.”

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Roberto Cesarini Assessore all’Urbanistica – Edilizia privata - Pianificazione strategica – Lavori Pubblici “Roberto Cesarini, 49 anni, architetto, felicemente sposato con Laura, padre di tre figlie adolescenti, vivo a Riccione da sempre dove la mia famiglia d’origine ha profonde radici. Ho iniziato a lavorare presso un noto studio tecnico della città sino a questa nuova avventura a cui ho deciso di dedicarmi completamente. Con Renata ci conosciamo da tanti anni, anni nei quali abbiamo affrontato, con passione e spirito civico molte battaglie, la più nota quella del TRC, che hanno segnato la storia politica della città e cementato la nostra amicizia. Come obiettivo primario del mio mandato sento la necessità di una radicale semplificazione della normativa urbanistica con dosi massicce di liberalizzazione in modo da permettere agli operatori di agire per creare lavoro e ricchezza in un ambito di solidarietà sostenibile con l’ambiente e con l’uomo. Sogno un vasto piano di completa riqualificazione dell’edilizia scolastica e una forte attenzione alla manutenzione urbana e alla trasformazione di pezzi di città con gli strumenti propri della sussidiarietà.”

CARLO CONTI Assessore alla Sport - Demanio “Carlo Conti, sono nato a Rimini e mi occupo di sport da sempre, oggi anche professionalmente come agente sportivo. Per i primi 10 anni ho vissuto tra Roma, Bari, Genova, Firenze e ovviamente Riccione. Quando ho smesso di seguire mio padre negli spostamenti della sua lunga carriera sportiva mi sono fermato definitivamente a Riccione che è la città di origine di tutta la mia famiglia. Prima di ricevere questo incarico che già dai primi giorni mi ha veramente appassionato per le possibilità che mi da di stare in mezzo ai giovani e alle loro tante speranze di successo e di sport, ho attraversato per 15 anni gli ambienti dello sport professionistico facendo l’agente di calciatori e vivendo continuamente in tutti gli ambiti sportivi. Arrivo alla politica con quel misto di sorpresa per essere stato scelto e con la gran voglia di poter essere davvero utile alla mia città ed ai giovani che amano un sport e che vogliono praticarlo. Lavorerò ponendomi sempre l’obiettivo di dare loro la possibilità di vivere in una realtà che li fa sentire importanti. Sarò a fianco delle associazioni sportive, di chi gestisce gli impianti e proverò a rendere Riccione un punto di riferimento dell’accoglienza turistica sportiva. Non mi manca certo l’entusiasmo.”


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Una targa per ricordare il dono della Famiglia Manicone

Domenica 15 Giugno u.s. Famija Arciunesa ha installato una targa esplicativa a fianco della Fontana del Nuotatore in piazzale Vincenzo Ceccarini davanti al Palazzo del Turismo. Grazie alla fontana Riccione ha una delle cartoline più belle e suggestive da spedire per il mondo. Non per nulla è finita su moltissime emissioni filateliche di numerose nazioni. Ammirata per la sua originalità da turisti e da cittadini locali suscitava domande presso gli esercenti commerciali che si affacciano sul piazzale e presso gli uffici-informazione del Palazzo del Turismo. C’era curiosità, desiderio di conoscerne la storia. Così, alla presenza di numerosi turisti e riccionesi orgogliosi della loro pur piccola storia locale, il “babbo” di F.A. Giuseppe Lo Magro, coadiuvato dal neo sindaco Renata Tosi, pimpante nella fascia tricolore che indossava ufficialmente per la prima volta, ha scoperto la targa che, si spera, possa soddisfare gli interessati. Testimoni della vicenda relativa alla posa della fontana- avvenuta il 15 giugno 1958- direttamente collegata all’evento sportivo della Maratona di Nuoto, erano presenti i riccionesi d.o.c. Emanuela Cicchetti e Paolo Cortesi. La prima, figlia dell’ideatore della manifestazione Cav. Augusto ha arricchito quanto esposto nella targa con particolari sulla vita della famiglia Manicone. Il secondo, in quanto partecipante a quattro edizioni della gara ha raccontato curiosi ed originali aneddoti capitati in quelle giornate ricche di agonismo e di personaggi straordinari.

15 giugno 1958. Alcune suggestive immagini dell’inaugurazione della Fontana del Nuotatore.

Mostra pittorico-fotografica Riccione dal ‘900 in poi nelle tele di Ruberto e nelle foto di Zangheri

Il taglio del nastro da parte del neo consigliere comunale Luigi Santi.

Ha avuto un successo oltre le aspettative la Mostra organizzata da Famija Arciunesa al Palazzo del Turismo dal 02 al 17 Agosto u.s. esponendo le tele che Giuseppe Ruberto ha appositamente creato per fare coppia con le vecchie foto della collezione di Pico e Gianni Zangheri. Un connubio indovinato sottolineato dai mille visitatori che hanno apposto le loro firme e commenti entusiasti. Turisti di ogni parte d’Italia e molti nativi riccionesi che vivono lontano hanno lasciato pensieri carichi di emozione poiché grazie alle immagini, sono entrati nell’anima della Perla verde (i primi) e hanno rinverdito gli spensierati anni della gioventù (i secondi).Per gli organizzatori una bella soddisfazione.


MARATONA DI NUOTO

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Memorie del riccionese Paolo Cortesi Dai 18 ai 22 anni ho partecipato, alla fine degli anni ‘50, a quattro edizioni della Maratona Adriatica di nuoto di 6 km dedicata alla memoria di Franchito Manicone tragicamente scomparso a 18 anni in un incidente motociclistico. La mia migliore prestazione è stata un ottimo terzo posto dietro due eccellenti primatisti europei, Angelo Romani (400 stile libero) e Fritz Dennerlein (200 delfino). La famiglia Manicone, costituita dal cav. Teodoro Manicone, cui sarà assegnata poi la cittadinanza onoraria di Riccione, dalla moglie Olga e dai figli Gabriella, Luisa e Lanfranco “Franchito”, abitava dal ‘42 in una villa di viale Tasso. Vicino a questa villa risiedeva la famiglia riccionese del dottor Gino Moro, stimatissimo primario chirurgo dell’ospedale Ceccarini di Riccione. Le due famiglie erano diventate amiche e così la figlia Maria Teresa Moro poteva seguire tutta la maratona sull’imbarcazione dei Manicone. Io ero diventato molto amico di questa famiglia che mi coccolava perché avevo la stessa età del loro figlio tragicamente scomparso. La gara era stata ideata ed organizzata magistralmente dal cavalier Augusto Cicchetti, direttore dell’Azienda di Soggiorno di Riccione, dalle solerti, giovani e belle segretarie Marina Giannini, Marolì Lettoli e Lucia Lo Magro, e da Raffaello Mantani, ufficio stampa e pubbliche relazioni. Quando iniziavo i miei allenamenti in mare, il mio cane Snoopy, ottimo nuotatore, mi accompagnava fino alla boa bianca, distante 200 metri dalla riva, poi tornava con me sulla spiaggia e si metteva alla guardia del mio accappatoio mentre io proseguivo a nuotare per altri 90 minuti. La gara aveva un’ottima assistenza data da alcuni medici che seguivano sui motoscafi, ciascun nuotatore era assistito da un moscone dei bagnini di salvataggio, c’era una grande partecipazione internazionale, sono state effettuate 20 edizioni dal ‘54 al ‘74. La gara si effettuava su un percorso di 6 km da Marina centro oltre la zona dell’Alba, poi in parallelo rispetto alla riva fino alla boa posta oltre la zona di San Martino e fino al ritorno nel porto dove era posto il traguardo.

Durante la posa della targa. Da sin.: Emanuela Cicchetti, il Sindaco Renata Tosi, Paolo Cortesi, Giuseppe Lo Magro.

Il regolamento aveva posto un preziosissimo trofeo in argento ed oro del tutto simile alla fontana che si trova nel piazzale del turismo, che sarebbe stato assegnato al nuotatore che avesse vinto la maratona per tre anni consecutivi. Si pensava che questa fosse un’impresa difficilissima ed invece quando è arrivato Rogosic, un gigantesco nuotatore slavo, si è portato via il prestigioso trofeo perché ha dominato la gara per tre anni consecutivi. La gara si effettuava ai primi di Settembre e qualche anno l’acqua era talmente fredda che ci si doveva spalmare di grasso l’addome e le spalle per cercare di proteggersi da questa rigida temperatura. Un altro riccionese prima di me ha disputato la maratona, il carissimo amico Enrico Pullè, prematuramente scomparso, ha compiuto un’impresa eccezionale effettuando tutto il percorso con lo stile a rana, che prevede continuamente una divaricazione delle gambe debilitante, ed è molto più lento dello stile libero adottato da tutti gli altri nuotatori. Un altro anno c’è stata in mare una grande bur-

rasca per cui era impossibile effettuare la maratona e dopo una lunga fase di incertezza la giuria ha deciso di farci gareggiare nelle acque non salubri del porto ponendo due bandierine a distanza tra loro di 100 metri, per cui i nuotatori hanno dovuto virare 60 volte e, data la ristrettezza del porto canale, erano frequenti vigorose e scorrette spallate ed anche calci in faccia dal nuotatore che precedeva. In questi ultimi decenni l’unità sanitaria locale non avrebbe certamente dato il permesso per ragioni di sicurezza igienica. C’era anche un curioso gruppo di nuotatori della polizia di Dusseldorf, guidati dall’allegro allenatore Alfred Wandrey. Questi erano dei veri dilettanti, poco brillanti nella gara ma sempre felici e contenti, durante e dopo la premiazione apprezzavano molto i vini romagnoli. Nel mese di Ottobre di un altro anno, sono andato a sostenere l’esame di biochimica all’università di Bologna ottenendo un ottimo voto, ed il professor Marchetti, che mi aveva esaminato e che aveva una villa a Riccione in viale Tito Speri, mi ha chiesto se era stato più faticoso allenarsi per la maratona o studiare la biochimica, spiegandomi sorpreso che si trovava sul molo del porto canale ed aveva visto l’arrivo quando ero arrivato terzo, e mi aveva riconosciuto! In un’altra edizione, a metà gara, ero alla pari con un nuotatore pesarese che risultava molto inferiore rispetto ai miei tempi nuotati in piscina, ed era assai strano che io non riuscissi a superarlo... poi mio fratello Michele, che come allenatore mi incitava dal moscone di salvataggio, si è accorto che questo avversario teneva in bocca un sottile filo di nylon e si faceva trascinare dalla sua imbarcazione. Allora è stata chiamata la giuria che gli ha fatto togliere questo filo ed io l’ho superato subito in tromba! Mi hanno accompagnato nelle quattro edizioni dei bravissimi bagnini di salvataggio: uno era soprannominato “Livre” (lepre, si chiamava Silvano e gestiva in spiaggia la zona 31), per segnalare la sua sveltezza ed acrobaticità (sul molo del porto canale spesso prendeva una folle rincorsa con la bicicletta e poi si tuffava nel porto con grande ammirazione dei turisti esterrefatti). Questo giovane era appunto molto sveglio e quindi durante la gara era in grado di trovare le correnti più favorevoli per guidarmi durante la nuotata. L’altro che ricordo aveva il soprannome addirittura di “Crést” (Cristo), e quindi più protetto di così non potevo esserlo! Negli anni ‘60, è stata ospite di questa maratona Novella Calligaris, la prima donna italiana a conseguire una medaglia olimpica, e primatista mondiale degli 800 stile libero. Era famosa come lo è attualmente Federica Pellegrini. Si era sparsa la voce non fondata che questa nuotatrice avrebbe partecipato direttamente alla gara, unica donna a sfidare i nuotatori maschi. Pertanto quando la Calligaris è rientrata in porto sulla barca della famiglia Manicone, è stata ingenerosamente fischiata dalla folla che aspettava i nuotatori al traguardo, delusa per non averla vista gareggiare. Un trattamento indegno e incivile per una campionessa di tale livello. Come sappiamo in Italia si passa molto facilmente dall’altare alla polvere! Paolo Cortesi


Oltremare compie 10 anni

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Taglio della torta con Sindaco e Ministro Maxitorta con dieci candeline per il parco Oltremare, che lo scorso luglio ha festeggiato il compleanno con 5.000 persone, in gran parte riccionesi. Tra gli ospiti l’europarlamentare Marco Affronte e il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti che dice: “Oltremare è educazione e intrattenimento, spettacolo e sapere, un ambiente che funziona come punto d’incontro tra le generazioni. Diciamo che qui portiamo i nipotini, ma alla fine i nonni si divertono quanto loro. Avere un gruppo importante come il Costa, che ha deciso di investire in Romagna e che l’ha fatto sui parchi e lo può fare in prospettiva futura, facendoli crescere – osserva -, é una cosa molto bella. Significa che questo ambiente continua a generare idee e voglia di fare e questo è importante per il nostro Paese, perché veniamo da una fase in cui abbiamo cominciato a credere che le cose non possono cambiare, mentre non è così. Siamo il Paese delle diversità, quindi dobbiamo avere una sorta di culto della capacità di gestire questa stessa diversità, di considerarla un grande valore e sostenerla”. Su Riccione incalza: “Questa città è la capitale della voglia di fare, di una grande area, la Romagna, che ha capito che ci sono tanti potenziali diversi che vengono dall’industria turistica, dalla gastronomia, dalle caratteristiche locali e che fanno investimenti importanti come questo. Da buon imolese il ministro frequenta la costa romagnola, ma svela: “Da 24 anni vado al mare a Pinarella di Cervia e non la posso tradire, però, in camper sono stato in campeggio anche qui a Riccione”. Mentre sullo schermo dell’Imax sfilano le immagini più significative della storia dei delfini a Riccione, il decano Leandro

Da destra: Nicola Costa (Consigliere delegato),Renata Tosi (sindaco di Riccione), Patrizia Leardini (Direttore generale Costa Parchi), Giuseppe Costa (Vice presidente esecutivo Costa Parchi).

Stanzani passa in rassegna eventi, protagonisti e ospiti che si sono avvicendati in città nei 50 anni di attività con i cetacei. Mezzo secolo di testimonial come Licia Colò e Piero Angela, e di dirette Rai in trasmissioni condotte da Enzo Tortora (Portobello) e Nino D’Amato. Il set del film con Franco Nero, lo spot con il mitico Pelè, i progetti di ricerca con il Cnr, la nascita di Fondazione Cetacea e della nursery nell’acquario di Cattolica. A fare gli onori di casa è stato tra un nugolo di autorità militari e civili, ora è il patròn Beppe Costa, affiancato dal nuovo Ad di Costa Edutainment, Nicola Costa, e dal Direttore generale, Patrizia Leardini. Confermata la nuova linea del parco che vuole meno spettacolarizzazione e più didattica in laguna, dove i dieci delfini, a partire dal mitico Pelè, hanno piuttosto il compito di far capire al pubblico

chi sono, senza rispondere ai comandi a bacchetta. Lo aveva preannunciato in primavera lo stesso Costa che dall’autunno 2013, attraverso la gestione Costa Edutainment riunisce tutti i parchi della provincia: Oltremare e Aquafan di Riccione, Acquario di Cattolica di cui è proprietaria, nonché l’Italia in Miniatura per il momento in affitto. Per il decennale del parco, figlio del delphinarium più antico d’Europa, nato nel 1964 sul lungomare di Riccione, sono arrivati il sindaco Renata Tosi e l’ex sindaco Daniele Imola che aveva tagliato il nastro del parco nel 2004. Prima di immergersi nelle atmosfere del parco, che ha previsto un fatturato di 36milioni di euro, gli invitati hanno partecipato al buffet, preparato dalla scuola alberghiera Ial e al taglio della torta dono di Staccoli. ni.co


NUOVO CdA AL PALACONGRESSI

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Al timone Stefano Caldari Marcello Tonini Il mese scorso è stato nominato il nuovo Cda del News PalaRiccione, del quale fanno parte i rappresentanti di alcune categorie economiche, in primis l’ex presidente della Confcommercio Stefano Caldari, ora al timone della società, i membri effettivi Andrea Ciavatta per gli albergatori e Riccardo Zangheri per i bagnini, nonché Orfeo Grossi per gli industriali, quale rappresentante di opposizione. I neoconsiglieri sono subentrati al presidente Lucio Berardi e ai consiglieri Bruno Bernabei, Tommaso Berni e Roberto Angeli, amministratore delegato, dimissionari per via del cambio di governo della città. Altrimenti il loro mandato sarebbe scaduto nel 2015. Mentre andiamo in stampa si provvede anche alla nomina di un direttore commerciale che, come annunciato dal sindaco Renata Tosi “avrà il compito di gestire e implementare il “core business” del Palas in un quadro di maggiore redditività e di incremento economico e finanziario”. Sarà una figura professionale che dovrà guidare al meglio il Palas. Prima dell’insediamento del nuovo direttivo, l’assemblea dei soci della News PalaRiccione srl ha approvato il bilancio del 2013, che ha raggiunto un utile di 87.075 euro. Dato in controtendenza rispetto alla maggior parte delle strutture congressuali italiane ed europee che hanno bilanci in passivo -osserva l’ex A.d. Angeli-. Il fatturato é in costante crescita, si attesta su 1.750.000 euro nel primo semestre 2014, con un aumento di circa 300mila euro rispetto al primo semestre 2013”. “Abbiamo privilegiato eventi di alto livello anche per incrementare la ricaduta economica sulle attività commerciali (circa 30 milioni di euro d’indotto all’anno) - incalza Berardi -. Le strategie hanno evitato il fallimento della spa, favorito il mantenimento della proprietà del Palas in mani riccionesi e portato l’azienda in utile ai fini della privatizzazione”. “Il nostro palacongressi ha le potenzialità per diventare il Palazzo dei congressi e delle celebrazioni, un palazzo Multitasking – sostiene il neo presidente Caldari -. Oltre al mercato tecnico congressuale, ha l’obbligo di allargarsi all’Europa e a nuovi mercati delle aziende, mood ideale per le presentazioni e lancio di nuovi prodotti. Può essere punto di riferimento per eventi e manifestazioni di grande respiro nazionale, o come moltiplicatore delle manifestazioni già esistenti da implementare con eventi satellite”. Il nuovo CdA non ha mancato di sollevare proteste tra Cna e Confesercenti che hanno inviato una lettera al sindaco, lamentando l’assenza di alcune componenti basilari dell’economia riccionese. “Giudichiamo grave l’esclusione nella rappresentanza di questi segmenti – sbottano -, che al pari del settore alberghiero è complementare nell’offerta dei servizi rivolta al Congressuale”. Nives Concolino

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a capo dell’I.S.R.R. di Meldola

Marcello Tonini ha giocato a calcio a buoni livelli, ma il suo nome è legato alle Fontanelle, il suo quartiere. Giocava dieci, cioè da regista. Testa alta e piedi sensibili, gli piaceva urlare, cosa che divertiva se non i suoi compagni, gli amici-tifosi sulle gradinate. Mitici i suoi “scagnaramenti” col fratello. Gli esperti affermano che aveva testa e tocco da carriera; forse non l’ha fatta perchè semplicemente non gli interessava. Pensava a studiare da dottore. La carriera inveca l’ha fatta sul lavoro. E’ appena stato nominato “boss” dell’Irccs (Istituto di ricerca e cura a carattere scientifico) di Meldola. Una delle eccellenze che varca i confini dell’Emilia Romagna. Fino a pochi mesi, per nove anni, Marcellino (come lo chiama con affetto un amico) è stato il direttore generale dell’Ausl di Rimini. Con risultati ottimi, sia sul fronte della qualità, sia su quello della gestione economica. Tonini appartiene a quella categoria di uomini che racchiude in sè intelligenza e carattere. E’ persona perbene e generosa. Sposato, tre figli, ha una caterva di passioni e a maggioranza legate alla natura: gli asini, il cavallo, gli ulivi.

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CURIO ITà senzaeta’ di Maria Grazia Tosi

PUNTO DI VISTA ‘A TEMA’ Parlando di turismo a Riccione e della sua evoluzione non si può che aprire con una breve riflessione dell’Avv. Claudio Montanari, forte di una storica e poliedrica esperienza nel campo dell’attività turistica nonché del suo nuovo incarico quale Assessore al Turismo. “Riccione è un’importante destinazione turistica nel panorama italiano, caratterizzata da una forte identità che la rende diversa rispetto a tanti concorrenti vicini e lontani. E’ proprio sull’identità del territorio, sulla capacità di differenziarsi, sulla consapevolezza di fare sistema ma contemporaneamente sulla necessità di distinguersi, che bisogna sviluppare il modello di turismo sostenibile dei prossimi anni. I dati raccolti dalla provincia convergono con chiarezza nel definire un modello turistico caratterizzato da un mono mercato nazionale. Evidentemente questa dipendenza dall’andamento del mercato Interno è molto pericolosa per il territorio e la sua economia. L’analisi delle presenze turistiche e l’annuale discussione sugli aumenti e diminuzione dei flussi è un falso problema, che distoglie dall’attenzione dal vero elemento rilevante che è piuttosto il valore delle presenze stesse in termini di fatturato e redditività per il territorio che con il turismo vive e lavora. Crescere sterilmente in termini di presenze vedendo crollare prezzi medi, qualità dei servizi e marginalità delle aziende è un percorso fallimentare. Dobbiamo migliorare la

Turismo a Riccione:

sereno o poco nuvoloso percepita e lo stato di fatto. In questi anni nonostante siano state realizzate opere importanti da parte di privati e pubblici è mancata un’integrazione credibile delle eccellenze di Riccione che si sono mosse in ordine sparso senza una regia comune, la cui assenza ha fatto perdere fondamentali opportunità di promozione e comunicazione. Possiamo rendere questa città ancora più bella e accogliente non solo per i turisti, ma anche e soprattutto per i Riccionesi che la abitano tutto l’anno.”

qualità dell’offerta turistica nel senso di servizi offerti e infrastrutture pubbliche e private declinando la qualità urbana della nostra città. Cominciamo a comunicare adeguatamente quello che già oggi siamo ma ancora di più che saremo, con i progetti e le innovazioni del territorio e degli operatori. Credo sia necessario adottare una forma di “strabismo strategico” che consenta di affrontare rapidamente i piccoli e grandi problemi quotidiani, come il tema del decoro urbano e la manutenzione della città, ma contemporaneamente guardare al futuro e pensare cosa vorremmo essere non tra 10 mesi ma tra 10 anni. Prodotto, comunicazione, promozione sono solo alcuni ma importanti ingredienti della ricetta di un successo. L’attrattività di un territorio è direttamente correlata alla coerenza tra l’immagine

METEO TERRORISMO… E METEO DA TERRORE Quello delle previsioni metereologiche anche quest’anno è risultato divenire uno dei principali deterrenti rispetto all’afflusso della clientela. È successo infatti più di una volta che previsioni catastrofiche, rivelatesi poi infondate o parzialmente infondate, abbiano provocato catastrofici danni. L’Associazione Albergatori di Riccione si è così industriata attraverso una protesta scritta per contrastare quella che si è rivelata una spiacevole ‘ingiustizia’, inviando a ciascun suo associato la richiesta di adesione per far sì che una denuncia in massa potesse acquisire un maggior peso: “ Gentile Socio, stiamo intraprendendo un’importante battaglia per tutelarci dalle insidie derivanti dal così detto meteo terrorismo, efficace espressione entrata ormai nell’uso comune per rappresentare quel grandissimo flusso di informazioni sul meteo,

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15 proveniente prevalentemente dal web, che raggiunge tantissimi consumatori turistici. Troppo spesso le informazioni errate sulle previsioni meteo hanno indotto i viaggiatori a non prenotare le vacanze, oppure a disdirle dopo averle prenotate, quindi un ingente danno economico per il nostro territorio. E’ nostra intenzione procedere, convocando i rappresentanti dei siti web più diffusi e/o presentando la problematica all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato che dovrebbe esaminare la situazione sia sotto il profilo della pubblicità ingannevole, sia sotto il profilo generale dello svolgimento di pratiche commerciali scorrette a danno dei consumatori”. Tale inquietante fenomeno ha fatto così istituire a luglio la prima postazione Web virtuale targata Epson Meteo e con l’avvallo del Comune di Riccione,per un’inedita pagina face book, “Epson Meteo per Riccione”, dove si possono trovare (e così anche sul sito del Comune) le previsioni a tre giorni e con un indice di affidabilità decisamente alto. Lotta al meteo terrorismo sino ai primi dieci giorni di luglio… dopodiché il tempo, almeno sino alla fine del mese, ma anche oltre è stato concretamente ‘terrorizzante’. BONUS DA SCONTARE La fantasia del Consorzio Riccione Turismo non finisce mai di sorprendere: dopo il progetto della scorsa estate che prevedeva da parte degli albergatori una sorta di rimborso IMU nel caso di nuove e specifiche prenotazioni, anche quest’anno è rimasto aderente alla realtà prevedendo un incentivo che è andato a potenziare l’offerta di strutture locali ancora in difficoltà per la crisi del turismo: “Per chi va in vacanza a Riccione gli 80 euro del governo Renzi raddoppiano”. Il Consorzio (che associa 140 tra hotel, campeggi e residence ma anche spiagge e ristoranti) ha incrementato così la cifra del decreto governativo trasformandola in buoni villeggiatura. Il funzionamento è stato semplice: chi prenotava per almeno 7 notti negli hotel aderenti all’iniziativa riceveva un buono da 80 euro a persona. A quel punto il turista poteva decidere se allungare la sua vacanza, trasformando il corrispondente importo in giorni gratis, o farsi emettere un buono per un soggiorno futuro. Il turista doveva però certificare che il suo reddito lordo nel 2013 fosse pari o inferiore a 26mila euro. L’opportunità è stata aperta a tutti lavoratori ma anche ai pensionati, e valida per soggiorni prenotati e fruiti entro al 3 agosto. L’iniziativa ha riguardato anche prenotazioni di singole e il valore del buono cresceva all’aumentare delle stelle dell’hotel. Il risparmio oscillava infatti da un minimo di 80,00 euro per una singola da 1-2 stelle, 120,00 per una singola 3 stelle, e arrivava fino ai 320,00 previsti per chi riservava una doppia o una tripla a 4-5

stelle. “Siamo orgogliosi di essere ancora una volta noi imprenditori turistici riccionesi a premiare gli Italiani che scelgono il nostro mare, la nostra spiaggia, i nostri hotel - ha dichiarato alla stampa il presidente Stefano Giuliodori -. La vacanza al mare dovrebbe essere un diritto per tutti i lavoratori, e per noi è un grande dovere di ospitalità”. BONUS DA PAGARE Cambiando radicalmente angolazione. Ma il celebre (ed autentico) bonus di 80 euro in busta paga, così come stabilito con Dl 66/2014 del Governo di Matteo Renzi è stato di fatto pagato dagli albergatori ai propri dipendenti per i mesi di occupazione estiva? Sì, perché anche i lavoratori stagionali ne avevano diritto: i 640 euro annui che spettavano a ciascun singolo lavoratore dovevano essere

divisi per 365 giorni e moltiplicati per il periodo lavorato. Erano poi tante le variabili rispetto all’erogazione di tale somma, attinenti non solo alla durata del rapporto, ma anche dal reddito complessivo annuo e da diversi altri fattori. “I bonus sono stati regolarmente messi in busta paga – spiega un addetto paghe - ; si tratta poi di vedere come gli albergatori abbiamo gestito la cosa. Se prima della stagione, cioè, fosse stato concordato col dipendente un compenso mensile forfettario che comunque superasse il minimo sindacale, forse qualcuno di loro si sarà chiesto se fosse il caso di aggiungere anche il bonus, ritenendo che se, al contrario, fosse subentrata una tassa in più da pagare da parte del dipendente l’importo forfettario non sarebbe stato comunque modificato…” INGIUSTIZIE TELEMATICHE Come ormai tutti ben sappiamo le consultazioni su TripAdvisor da parte di persone che vogliono venire in vacanza da

noi rappresentano una modalità acquisita. Se da una parte questo comporta una sempre maggior attenzione da parte degli albergatori (ma non solo loro) nel portare avanti un’attività al massimo della propria qualità… dall’altra permette al potenziale cliente di rilevare informazioni in più sulle caratteristiche e i punti di forza di ogni singola struttura, al fine di decidere verso la quale indirizzare la prenotazione di una stanza in un determinato periodo estivo. Ma purtroppo le cose non sono sempre così ‘limpide’. Nonostante ci siano tantissimi piccoli e grandi hotel molto impegnati a fare del proprio meglio, il risultato delle consultazioni spesso non è attendibile. Non per colpa dell’efficiente sito, ma per una scorretta sua strumentalizzazione tramite recensioni false, cioè quelle che ‘inquinano’ la veridicità delle informazioni pubblicate; ci sono

specifiche aziende di comunicazione, infatti, che dietro compenso si impegnano ad inviarle sottoforma di ‘vere’ recensioni. Non è cosa nuova… ma è curioso leggere alcuni stralci di una lettera che un’agenzia oltretutto straniera ha inviato a metà stagione ad alberghi della zona per promuovere il potenziamento della loro reputazione: “La contatto perché ho notato che la sua visibilità su TripAdvisor potrebbe essere intensificata sia come qualità che posizione. La nostra agenzia può, grazie a nuovi inserimenti, aumentare il suo ranking, farLa salire di posizione nella classifica della città di appartenenza. Noi abbiamo la possibilità di inserire recensioni genuine e scritte da potenziali veri utenti di tutta Italia, perché con solo 5 recensioni positive si sale notevolmente la classifica. Due costano euro 40,00 e per un pacchetto di dieci si pagano euro 150,00”. Pare evidente che un piatto di buone tagliatelle, una stanza perfettamente pulita ed un’affabile e professionale accoglienza ormai non bastano più.


nuova rotonda

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Grazie a Coop Adriatica, Liceo Volta-Fellini e Comune Solidarietà, partecipazione, cooperazione sono le parole chiave del progetto che ha coinvolto l’indirizzo Artistico del Liceo “Volta - Fellini” e che ha visto i ragazzi protagonisti nella realizzazione dell’arredo della rotatoria di Riccione, all’incrocio tra via Berlinguer e la Statale 16. Il progetto, proposto al Liceo “Volta Fellini” nell’anno scolastico 2012-13 dalla Società Coop Adriatica e dal Comune di Riccione, è stato completato grazie alla preziosissima collaborazione dell’artista Anselmo Giardini che ha seguito il lavoro in itinere ed ha curato la realizzazione finale. La rotatoria è stata inaugurata il 23 Maggio 2014 alla presenza della Dirigente del Liceo “Volta Fellini”, delle Autorità Comunali, dei Dirigenti di Coop Adriatica, di tutti i ragazzi che hanno partecipato al progetto biennale, dei docenti che hanno curato il lavoro nella parte ideativa e progettuale e dei docenti che hanno allestito nel mese di Maggio la mostra esplicativa presso il punto vendita Coop. La volontà di proporre la città di Riccione come città di cultura e di benessere ha unito le finalità di Coop, Comune e Scuola creando forti sinergie per la valorizzazione di un tratto di strada che si trova in posizione strategica: in uscita dall’Autostrada la rotonda è ben visibile e rappresenta un primo impatto con la città di Riccione. I ragazzi del Liceo Artistico hanno iniziato l’iter progettuale studiando le forme ed il significato dei colori. Hanno destrutturato la forma del logo Coop , studiato il lettering, analizzato il cerchio come struttura portante, modulare, proiettiva, hanno recuperato gli elementi e la

filosofia yin-yang, analizzato le forme della cooperazione ed hanno dato vita ad una struttura dinamica e solare composta da due anelli intrecciati di grandi dimensioni (circa tre metri) che ricordano le macine del mulino, il grano, la base dell’alimentazione. Nell’intendimento dei ragazzi, la rotonda doveva rappresentare tutti gli elementi: gli anelli, le macine, simbolo dell’alimentazione e gli studenti lettori con i libri che sono cibo e ricchezza per la mente. I colori dovevano essere caldi come il sole e la sabbia della città di Riccione. La struttura si eleva su una duna ed è realizzata con procedimenti di sabbiatura dove il colore dominante scelto è quello della sabbia. Il pino marittimo è stato salvato ed è rimasto a decorazione della rotonda, le sagome che rappresentano studenti – lettori sono in resina sabbiata come le pagine dei libri che sono state rese con colori

Tante idee per un

estremamente vivi, esplosivi, a sottolineare la bellezza della lettura che è piacere, divertimento, scoperta e che promuove il sapere e la conoscenza. La scuola stessa si è posta come Ente che crea cultura, consapevolezza, conoscenze. Capace di generare collaborazione, solidarietà, lavoro in team, capace di interagire con il territorio per dare ai giovani studenti l’opportunità di uscire dall’ambito prettamente scolastico, di lavorare con entusiasmo a progetti “nuovi”, di essere protagonisti, di sentire la città in cui vivono e/o studiano più vicina a loro. Hanno lavorato al progetto le classi prima sezione A e prima sezione E a.s. 2012-13 ( 2A e-2E a.s.2013-14) seguite da Calliope Tonus, Paola Lamponi e Cristina Arduni per la parte progettuale e ideativa. Per l’allestimento della mostra Roberto Caldari e Davide Fraternali. Ileana Belluzzi

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Strage di alberi. Tosi indagata! Sempre più esasperata la battaglia contro il Trasporto Rapido Costiero, che lento avanza nel territorio riccionese. La massiccia protesta del comitato No al Trc, sfociata nell’invasione del cantiere, non è bastata a fermare le ruspe che, per realizzare il nuovo tracciato, in viale Portovenere hanno compiuto la peggiore strage di alberi della città. L’estenuante braccio di ferro va avanti tra colpi di scena. Il neosindaco Renata Tosi, da circa quindici anni paladina della lotta contro la biasimata opera, è indagata per le

proteste messe in atto nel cantiere. I reati che le vengono contestati riguardano: il concorso nell’ interruzione di pubblico servizio (art.110 340 cp), il danneggiamento (art.635 cp) e l’abuso di ufficio (art. 323). A proposito la prima cittadina in agosto è stata convocata dai Carabinieri di Riccione per procedere alla formale identificazione. Oltre alla Tosi sono stata invitate a presentarsi in caserma altre persone, una trentina in tutto, tra le quali l’ex vicesindaco socialista Mario Maggioli. Nella lista nera nessun black block, solo politici, giovani mamme e

papà , scesi a protestare con figli e nonni. Persone che, mentre le ruspe avanzavano da nord, nel tentativo di fermare la strage di pini, erano entrate nel cantiere, bloccando così i lavori. Tra le tante, oltre alla prima cittadina, anche il parroco dei Ss. Angeli Custodi, don Giorgio Dell’Ospedale, arrivato sul posto per capire cosa stesse succedendo. Chi ha varcato la rete del cantiere nei giorni della resistenza, sia in giugno, sia in luglio, è finito nella black list, completata dagli uomini della Forestale e della Polizia municipale. Altissima la tensione, tra urla, imprecazioni e lanci di uova contro un camion della ditta esecutrice dei lavori. Il 7 luglio, eludendo la sorveglianza delle divise, nel cantiere sono entrate solo dieci persone tra le quali alcune nonne. E’ stata l’ultima invasione, il giorno seguente, infatti, viale Portovenere è stato addirittura militarizzato da un centinaio di carabinieri, poliziotti con il reparto dei celerini, uomini della forestale e vigili in assetto antisommossa. Uno spiegamento mai visto prima d’ora a Riccione, se non in guerra. Non sono mancati i tentativi di scavalcare la recinzione. Ci ha provato il consigliere riminese Gianni Piacenti, pidiellino settantenne, bloccato dai poliziotti. Accesso negato al cantiere perfino all’assessore ai Lavori pubblici, Roberto Cesarini, che si era già premunito di scarpe e casco. I lavori avevano ormai preso la rincorsa, incuranti perfino delle ordinanze comunali che impongono la pausa nel primo pomeriggio e della multa scattata all’arrivo del comandante Graziella Cianini. La strage di oltre trenta pini, consumatasi tra l’agghiacciante scricchiolio dei rami strappati dalle benne e la mattanza di tanti uccelli, che avevano nidificato su quegli alberi, è stata compiuta in due/ tre giorni. A nulla sono valse le proteste e le richieste formali delle associazioni ambientaliste, Enpa (che si è rivolta pure ai legali) e Wwf in primis, per far rispettare almeno il periodo della nidificazione, come previsto dai regolamenti locali,

statali e perfino europei. Sul posto anche Lipu e Farembiente. Per la questione dei volatili, secondo Cecilia Bravo dell’Enpa, che ha chiesto l’intervento di un istituto scientifico, pare s’intravveda anche il reato di maltrattamento agli animali. Con la sua tv, Roxy Bar per un ampio servizio è arrivato pure Red Ronnie. In vista della prosecuzione dei lavori in viale Rimini, il comitato No al Trc ha avviato un’ennesima campagna. Le scorse settimane ai tronchi di tutti i pini che ombreggiano

viale Rimini sono state attaccate alcune locandine con nomi e foto dei politici ritenuti responsabili di questa biasimata opera, nonché slogan che fanno parlare gli alberi: “Il Trc mi condanna a morte… Salvatemi”, “Per colpa del Trc, questo è il mio futuro”. Sono 1.500 quelle distribuite nelle attività riccionesi. Diffusi pure 5.000 volantini che in otto punti spiegano cos’è il Tc per non poter più dire: “io non sapevo” e migliaia di adesivi, che anche i tassisti hanno voluto attaccare subito alle loro auto. Nives Concolino

Il Sindaco spiega... Il mio intervento era stato dettato dalla preoccupazione di non esporre i miei concittadini al rischio di eventuali pericoli per la salute e l’incolumità’ – sottolinea la Tosi -, resta da segnalare che su quel cantiere sono ancora in essere delle verifiche amministrative per chiarire lo stato di concessione. Non posso non rilevare il mio forte rammarico per le continue azioni di delegittimazione della vecchia politica con le quali si prova a condizionare la nostra azione e le nostre istanze per fermare un’opera così devastante per la nostra città. A questa ultima considerazione rispondiamo con la convinzione che la nostra battaglia per rendere diverso e sostenibile il Trc, salvaguardando gli interessi della nostra città, non si fermerà certo così. La nostra azione nei confronti dell’opera procede sia sul piano politico che giudiziario. Ci sono diversi aspetti di dubbia legittimità anche sulle concessioni delle aree di cantiere, per non parlare della copertura finanziaria dell’opera e della validità dell’accordo di programma”.


inceneritore

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Tosi per il referendum. Ok al decalogo verde Dopo Coriano, Cattolica e Provincia, anche Riccione ha approvato all’unanimità il decalogo sull’inceneritore, redatto e sottoscritto da otto associazioni ambientaliste del Riminese. Tra i punti chiave il monitoraggio del suolo per verificare la presenza di eventuali diossine, la demolizione strutturale del terzo forno, l’istituzione del registro dei tumori, incentivi per i negozi che differenziano e che danno un taglio all’uso dei contenitori. Nonostante le pressioni dei proponenti, il documento invano era stato sottoposto all’attenzione della precedente amministrazione comunale, ora il via libera, che presto dovrebbe arrivare anche da altri comuni del circondario. Il sindaco Renata Tosi, intanto, si dice intenzionata a indire un referendum popolare sull’inceneritore di Raibano. Iniziativa che, a suo parere, deve coinvolgere anche le altre località che vivono all’ “ombra” dell’impianto dei smaltimento. Soddisfatti gli ambientalisti, comitati e associazioni (Ambiente & salute Riccione e dintorni, Wwf, Legambiente Santarcangelo, Rigas Rimini, Comitati Sant’Andrea Besanigo - Cerasolo Ausa - Rimini Up Town e Santa Giustina) per l’unanimità del voto. “In questo modo tutte le forze politiche convergono verso l’obiettivo finale, che è quello di una visione alternativa post inceneritore. Dopo la clamorosa bocciatura del Pd, il documento è rientrato dalla porta principale del Palazzo, attraverso i gruppi di maggioranza, a partire da Noi Riccionesi, e con il sostegno convinto sia del Pd rinnovato di Fabio Ubaldi, nonché dei grillini di Vincenzo Cicchetti”. Da parte sua l’assessore all’Ambiente Susanna Vicarelli ha così commentato: “Il futuro per la città di Riccione non è incenerire, ma riciclare”. Leda Zoffoli, presidente del comitato “Ambiente & salute Riccione e dintorni” esprime soddisfazione: “Siamo molto contenti di questo voto unanime, che nella nostra città è una conquista. Ora ci auguriamo che quest’attenzione per l’ambiente si concre-

Passeggiando... a cura di Giuseppe Lo Magro

ang. Via Rismondo

tizzi con azioni immediate”. Il comitato dei cittadini di Sant’Andrea in Besanigo, in seguito alla nube rosa che si è sprigionata dall’inceneritore lo scorso maggio chiede, intanto, l’attivazione di una “scatola nera” e invoca controlli quotidiani sulle emissioni. Tanto più che Hera per spiegarne le cause (probabilmente dovute all’incenerimento di iodio), ha usato il condizionale. Il presidente Giancarlo Bizzocchi Punta il dito sulle quattro/cinque ore intercorse tra quando è stato dato l’allarme per il primo pennacchio colorato e la trasmissione della notizia ad Arpa, che sul suo sito ha riportato l’ora in cui ne ha ricevuto notizia. “Perché questo ritardo? - Si chiede - Non si può non dubitare che nel frattempo possa esserci stata un’azione correttiva che possa aver rimosso le fonti della colorazione”. Nives Concolino

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REDAZIONE Direttore Responsabile: Giovanni Cioria • Capo Redattore: Giuseppe Lo Magro • Redazione: Nives Concolino, Maria Grazia Tosi • Hanno collaborato: Paolo Cortesi, Ileana Belluzzi, Paola Piarelli, Andrea Tirincanti, Lorenzo Scola, Roberto Betti, Thomas Arcangeli, Edmo Vandi, Salvatore Tonti, Riccione Corre, Sauro Tontini, Maurizio Montanari • Foto: Pico e Gianni Zangheri • Pubblicità: Tel. 338 4304667 • Grafica e impaginazione: Studio Grafico Composet Riccione: 0541 606680 • Stampa: La Pieve Poligrafica Editore Villa Verucchio S.r.l.


amici che se ne vanno

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Scomparso Gaspare Tirincanti Clarinettista di fama internazionale

Per decenni si è esibito nei maggiori teatri italiani e stranieri, dal Bolshoi Theatre di Mosca al National Opera di Washington, fino al Metropolitan di New York. Al suo fianco artisti del calibro di Claudio Abbado, che nei concerti più importanti lo voleva sempre con se. Gaspare Tirincanti, nato a Riccione nel marzo 1951, se n’è andato per sempre lo scorso 8 agosto, dopo aver inutilmente lottato contro un male che non perdona. La sua scomparsa ha suscitato dolore e commozione, non solo a Riccione, ma anche nel mondo della musica italiana e straniera. Non è un caso che per le esequie, officiate da don Antonio Moro nella nuova chiesa di San Martino, gremita all’inverosimile, siano arrivati tanti amici anche da fuori regione. D’altra parte con Gaspare, che fino al 2009 è stato anche titolare della cattedra di clarinetto presso l’Istituto “Peri” di Reggio Emilia, dove insegnava dagli anni Ottanta, se n’è andata una “colonna” della musica italiana, un artista doc. La musica era nelle sue vene, nella sua anima, tanto da farne un “enfant prodige”. Questione di Dna. Non è un caso che anche il figlio Claudio ricalchi le sue impronte e quelle del nonno Nello, anche lui bravo clarinettista.

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Da destra: Elio Tiburzi, Saverio Giavolucci “Nafta”, Gaspare e Onorino Tiburzi.

La carriera di Tirincanti, che lascia la moglie Manuela e i figli, Claudio e Veronica, è cominciata a 17 anni quando ha cominciato a esibirsi in pubblico. Dopo essersi diplomato al Conservatorio “Gioachino Rossini” di Pesaro, prima in clarinetto e strumenti a percussione, poi in armonia, nel 1970 ha vinto il concorso dell’orchestra “Santa Cecilia” in Roma, dov’è rimasto per tre anni come percussionista. Nel 1972 ha poi vinto il concorso per primo clarinetto al Teatro “Carlo Felice” di Genova e nel 1973 quello per il Teatro alla Scala di Milano, che per anni ha contraddistinto la sua brillante carriera. Interprete indiscusso di musica contemporanea, ha partecipato a numerosi eventi italiani e stranieri, come il Festival Berg (Milano), il Festival internazionale di Zagabria e di Lisbona, le biennali di Venezia e di Berlino. Ma Tirincanti è stato famoso anche per il jazz, tanto che Henghel Gualdi, ritenuto il miglior clarinettista jazz italiano di tutti i tempi, lo considerava suo erede. Gaspare, che s’ispirava al grande Benny Goodman, nel 1963 ospite del Grand Hotel di Riccione, ha suonato con numerosi e importanti artisti italiani e stranieri in gran parte dei jazz club d’Italia”. Questa sua passione l’aveva portato a stringere amicizie con diversi personaggi, come Abbado, il chitarrista Franco Cerri, il compositore e direttore d’orchestra Fio Zanotti e il percussionista e cantante Tullio De Piscopo che dice: “Gaspare è stato uno dei più grandi musicisti che l’Italia abbia avuto, un multistrumentista e un grande percussionista. Aveva doti straordinarie”. E Zanotti: “La notizia della scomparsa di Gaspare mi è arrivata come un pugno nello stomaco. Credo che i musicisti come Tirincanti siano l’esempio di quello che è la musica reale da studiare e da capire. Sono esempio per chi oggi intraprende questa strada. Oltre a essere musicista e un ascoltatore, era un grande filosofo della musica. Con lui perdiamo uno dei più grandi musicisti esecutori italiani e questo mi rattrista moltissimo”. “Alla Baita, dove lavoravo, l’ho visto muovere i primi passi da ragazzino – ricorda l’amico d’infanzia Edmo Vandi . Si piazzava al bar e con due cucchiaini lunghi da frappé, poi su bicchieri e altri oggetti, batteva il ritmo dei motivi eseguiti dall’orchestra. Lo faceva così bene, che i clienti dimenticavano il complesso per seguire le sue evoluzioni”. “In lui si fondevano musica e umanità – osserva il noto sassofonista Mario Marzi -. Al di là del clarinetto, aveva una grande bontà d’animo che traspariva nel suo modo di essere artista”. Nives Concolino


amici che se ne vanno

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Mario Bologna:

genio delle calzature Le sue scarpe hanno fatto il giro del mondo. Le vendevano nei lussuosi Magazzini Harrods di Londra e persino in esclusivi negozi d’oltreoceano. Quasi un “mito” che incantava anche le donne di spettacolo come Jennifer Lopez. Patròn di quella che osiamo definire un’autentica maison delle calzature era Mario Bologna, scomparso lo scorso 3 luglio a 87 anni. Con lui se n’è andato un pezzo di storia della città, ma soprattutto una tradizione che per oltre mezzo secolo ha contribuito a diffondere il nome di Riccione dall’America alle Filippine. Nato il 25 marzo 1927 a San Mauro Pascoli, patria delle calzature, Mario aveva ereditato l’arte della manifattura calzaturiera dai genitori Pietro Bologna e Maria Succi. Come ricorda la sorella Carla Mirella (76 anni): “si lavorava tutti insieme intorno al tavolo in cucina, papà e mamma, esperta di tomaie, con noi quattro figli, Mario, Pino, scomparso

quattro anni fa, io e Ilva. Così è stato per anni, finché il 5 febbraio del 1950, facendo un po’ di debiti, ci siamo trasferiti a Riccione. A convincerci a fare questo passo era stato l’amico Fabbri che ci aveva informato della vendita di una casina, in viale Lazio, accanto alla Vecchia Riccione. Partivamo dalla miseria più nera. Ma pian piano abbiamo cominciato a fare scarpe su misura per le signore riccionesi, molte con numeri alti. Allora si usavano calzature cucite dentro e fuori con spaghi. L’attività andava bene, così ci siamo allargati in viale Lazio, finché nel 1961 abbiamo fatto il grande salto, aprendo la prima fabbrica a Villaggio Papini (dove poi c’è stata la Fiat)>. La signora Carla racconta che la ditta, nata con il marchio “Bologna e figli”, rimase lì per diversi anni. Poi

nati i figli, i due fratelli in attività si sono separati, formando due ditte autonome: “Pino Bologna” e “Mario Bologna” che è andato avanti fino al 2006. Insieme a me erano rimasti i figli di Mario, Luca e Sandro”. All’inizio degli anni Settanta, nel frattempo, Mario aprì due negozi, uno in Galleria Viscardi e l’altro a Parigi. Eravamo in pieno boom economico. L’azienda quotidianamente produceva fino a mille paia di calzature che venivano esportate in tutto il pianeta, fino all’America, dove avevamo anche un rappresentante. La ditta si era talmente allargata, da arrivare a Manila, dove Mario dava lavoro a delle ditte gestite da filippini. Producevano per lui, quindi ogni tanto si andava là a insegnare l’arte delle tomaie. Questo rapporto è durato per circa sette anni. Si esportava intanto in Svizzera, in Germania… eravamo arrivati ad avere fino 140/150dipententi. Per noi lavoravano anche un paio di piccole aziende di San Mauro, gestite dai nostri parenti, che facevano arrivare a 1.200 le calzature prodotte ogni giorno. Avevamo anche un centinaio di donne esterne che ci facevano ricami e applicazioni con paillettes e perle. Mio fratello Pino, intanto produceva sandali”. Le calzature di Mario erano così originali, comode e belle da attirare l’attenzione di donne di fama. “Tra queste -racconta Carla- Amii Stewart, che tra l’altro è stata nostra testimonial. L’abbiamo ospitata a Riccione tante volte. Le piaceva mangiare i fagioli! Tra le clienti che avevamo all’estero c’era poi Jennifer Lopez, innamorata dei nostri stivali, e Marcella Bella che con la signora Bianca del ristorante Il Pescatore, veniva da noi per comprare le scarpe con tacchi altissimi. La fama raggiunta da Mario è stata tale che ancora adesso su internet cercano le sue scarpe, all’epoca pubblicizzate dalle note riviste, come Amica”. Poi purtroppo è arrivata la plastica e il declino, una nuova era che si scontrava con l’alta qualità del materiale usato da Mario. Il suo marchio, come ricorda la Bologna, è stato venduto a un russo che di scarpe non s’intendeva affatto, sicché presto è fallito. A mantenere sotto certi aspetti la tradizione di famiglia ora è Sandro (figlio di Mario), stilista che disegna borse e le realizza, suo fratello Luca che imposta tacchi in una ditta di San Marino e il marito di Carla, Pio Fraternali, titolare della Dicar, che vende scarpe all’ingrosso nella zona artigianale di Riccione. Nives Concolino

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Sono trascorsi sei anni da quando l’Anna se ne è andata per sempre... e all’Abissinia manca “qualcosa”. Manca la figura eretta di una signora discreta e affabile che con la sua bicicletta percorreva le strade del quartiere per andare a fare le iniezioni “al punture”; con la sua borsa colma di semplici ed insostituibili strumenti in equilibrio sul manubrio, fedele compagna di oltre quarant’anni di professione. Il brusco freddo dell’inverno o l’opprimente afa estiva non l’hanno mai fermata, magari entrava nelle case trafelata ma mai in ritardo, la puntualità era dei suoi saldi principi. E non lesinava parole di conforto e di incoraggiamento ai più sofferenti. Sapeva ascoltare e la serenità del suo volto era per loro ben più di un semplice sollievo. Tutti le erano affezionati. Nell’ultimo periodo di vita, si godeva un meritato riposo, eppure, quando i figli andavano a trovarla non riusciva a frenare un poco di nostalgia e guardando dalla finestra i pochi passanti se ne usciva immancabilmente con: “L’Abisinia d’inverne l’è un murtorie!”. L’Anna è stata una donna di carattere forte, non si è mai fatta soverchiare dalle difficoltà della vita, che ha affrontato col suo Adolfo con decisione, ricca di generosità ed onestà. E con una punta di fierezza esclamava: “Quatre fiul... ai avém crisù e ai avém fat studì tòt quatre!”. Così la ricordano, con un pizzico di emozione, i quattro figli Mignani: Lea, Maurizio, Mariolina e Giovanni. G.L.M.

E adesso, nel nostro cimitero vecchio, oltre a Colino e Giancarlo, riposerà anche il mio Riccardo, con cui ho avuto l’indiscusso e assoluto privilegio di condividere 40 anni di vita. Tre generazioni di Casali: Nicola, il “Sindaco del popolo” dell’immediato dopoguerra, Giancarlo (Arenga), alto, magro e con il suo barboncino nano, e adesso il Rick (il Maestro). Riccardo ha vissuto una vita piena, intensa, da romanzo. San Sepolcrista convinto, eccellente karateka (ha ricevuto la cintura nera dalle mani del maestro Shirai), ha viaggiato per e in tutto il mondo. Dirigente d’azienda industriale e giornalista a Milano, tornato a Riccione ha svolto attività sindacale per la Confcommercio/Fipe, poi, si era dedicato a varie forme di volontariato, in particolare con il Nucleo di Protezione Civile dell’A.N.C.. Il mio Riccardo era a dir poco un essere umano straordinario. Carismatico, coraggioso, combattente nato: un vero “cuor di leone”. Un duro “sensibile”: sempre attento ai più deboli, disprezzava ogni forma di sopruso, codardia, pusillanimità. Un amico leale, discreto, presente. Un’anima aperta, generosa, sensibile. Un “capo” giusto, presente, rimpianto. Un “animale” sociale, affabulatore “puro”, divertente: mescolava ampia cultura, capacità di analisi e sintesi, con acume, arguzia, sarcasmo. Ironia e autoironia. E per questi e per altri mille motivi è stato amato e rispettato da tutti coloro i quali lo hanno conosciuto. Ciao Rick, con immutato, immenso, infinito amore. Tua moglie. Per sempre. Paola


Amici che se ne vanno

Liliana Paesani, donna coraggio Riccione ha dato l’addio a Liliana Paesani, moglie del gioielliere Luciano Bartorelli, scomparso tre anni fa. Nata a Roma l’11 aprile 1925, conobbe il suo futuro marito a Montescudo. Presto arrivò il matrimonio e quindi la nascita dei quattro figli: Carlo, Renato, Paolo e Leda. Dopo aver abitato per anni a Cattolica, dov’era stata aperta la prima gioielleria, la coppia si trasferì a Riccione per l’apertura, nel 1955, del negozio in viale Dante. La Paesani, donna molto riservata,ma tenace, per lungo tempo affiancò il marito nell’attività, finché negli anni Settanta si ritirò per dedicarsi totalmente alla famiglia. Come ricorda il figlio Carlo: “Era molto coraggiosa ed energica. Negli anni Sessanta, quando i ladri spaccarono la vetrina della gioielleria in viale Dante, mentre la famiglia si trovava all’interno, senza tentennare rincorse il ladro e lo afferrò. Non aveva paura di niente!”. La signora Liliana nella nota maison trascorse gli anni d’oro, quando i clienti s’intrattenevano fino alle 2 di notte. Era l’epoca delle celebrità, tra le quali il miglior calciatore di

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tutti i tempi: Pelè che da Bartorelli con la moglie e Ronald Hendler, presidente della squadra di calcio Santos, comprò le fedi per il suo matrimonio. Prendeva così quota l’attività avviata dal capostipite Lorenzo Lorenzi di Montescudo. ni.co.

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Era un decano dei bagnini e dei pescatori di Riccione, un vero genio delle reti. Luciano Pronti, 82 anni, uno dei soci fondatori della Cooperativa Bagnini, è scomparso lo scorso 17 luglio, dopo aver lottato inutilmente contro un male che non perdona. Già titolare della zona 119, Pronti è stato un grande uomo di mare, tant’è che ha sempre alternato la sua attività di concessionario di spiaggia a quella di pescatore. Come ricorda

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il cugino Marino Pronti: “Era un ingegnere delle reti”. Le realizzava lui stesso con particolari tecniche per catturare con facilità il maggior numero di pesci”. Fin da piccolo ha fatto vita di mare, anche affiancando il padre Italo e lo zio Pio. Già nel periodo prebellico cominciò poi a fare il bagnino con la moglie Elvina nella concessione ottenuta dal nonno Jusef. “Oltre che cugini siamo stati soci per trent’anni -racconta Pronti-. Luciano è stato un mio maestro di vita e uscivamo in mare insieme con le barche Angela e Dea. Era un burbero dal cuore d’oro, molto intelligente e appassionato anche di caccia”. “Era un uomo molto generoso - incalza Enzo Manzi, ex presidente della Cooperativa Bagnini - riusciva a pescare anche quando i suoi colleghi tornavano a reti vuote. Ha sempre lavorato con serietà e nell’interesse dei soci, lasciando un buon ricordo. Anche quando si organizzava qualche evento, in particolare le “rustide” era sempre in prima linea”. Pronti, che lascia le figlie Monica e Ninive, riposerà per sempre nel vecchio camposanto di Riccione. ni.co.

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Quella casa colonica sul mare... Uccidere la perfezione nel nome di un progresso di panna montata. “Bisogna togliere dalla sua facciata ogni importanza, dobbiamo sopprimere l’uso dei materiali massicci, voluminosi, duraturi, antiquati e costosi”. Questo è uno dei tanti passaggi commoventi dell’ultimo libro di Rodolfo Francesconi: “Come un fiocco di neve al sole” (Raffaelli, 68 pagine, euro 12). E’ un dialogo tra due tecnici che devono polverizzare una casa colonica in riva al mare per farne un edificio di vetro e acciaio per uffici e negozi, “dove si senta bene il rumore del mare”. L’esatto contrario del meraviglioso “silenzio del mare” del prestigioso scrittore francese Vercors. Queste pagine di Francesconi raccontano le riflessioni di un’abitazione perfetta mentre i suoi ignari “carnefici” pensano ad altro. Ad una triste speculazione. E’ la metafora di una civiltà che lascia il passo ad una comunità vagante che non sa come convivere con se stessa prima, e poi con il mistero della natura e delle proprie

competenze misteriosamente smarrite. E’ come gettare acqua e bambino. Si diceva che la casa colonica è una forma perfetta, come la descrivono quelle rapide pennellate iniziali di cui sopra. Perfetta non perché il frutto del caso, priva di errori perché dietro ci sono centinaia di secoli di migliorie e osservazioni che tengono conto della generosità della natura: del

sole in primo luogo. Non è un caso che i portici e le zone giorno siano rivolti a sud-ovest e le cantine a nord. Gli uomini sanno fare cose meravigliose; in proporzione l’esatto contrario. Se come dice il giornalista Franco Bertini i libri non si raccontano ma si leggono, quello di Francesconi ti fa fare straordinarie passeggiate nel giardino della mente. E lo fa con “rapidità, esattezza, leggerezza” non inferiore ad un raffinato senso dello humor. E’ un piacevole narratore. Anzi, incantatore. Ingegnere chimico, già dirigente di azienda, ha alle spalle saggi e numerosi libri che raccontano Riccione e dintorni. Sempre con il brio di una penna magica. E’ persona curiosa e dalla schiena dritta Francesconi. Da ragazzo, sfollato a Misano dai nonni, nella primavera/estate del 1944, dopo ogni bombardamento inforcava la bicicletta e si recava sul posto. Annotava quello che vedeva sulla carta. Presto ci sarà la ristampa del libro che pennella quelle tragiche giornate.

spiagge per bambini

A Riccione sventola “Bandiera verde” Riccione ha riconquistato la “Bandiera verde”, che ogni anno viene assegnata alle spiagge “a misura di bambino”. A conferire il prestigioso riconoscimento, che rinforza e dà lustro alla vocazione di turismo familiare, è stato un pool di 147 pediatri,

tra i quali il promotore Italo Farnetani, tra l’altro giornalista e autore di diciotto libri. Tra gli 83 comuni premiati in Emilia Romagna figurano anche Bellaria-Igea Marina e Cattolica (Rimini), Cervia-Milano Marittima-Pinarella (Ravenna) e Cesenatico (Forlì Cesena). Il giudizio degli esperti ha tenuto conto di particolari caratteristiche, come l’ acqua pulita e il fondale basso, indispensabile per garantire sicurezza ai bambini, Poi sabbia (e non roccia) per giocare e costruire castelli e piste, efficienti servizi di salvataggio e presenza nei dintorni di gelaterie, pizzerie, locali per l’aperitivo, spazi e strutture per praticare lo sport. Quanto basta a garantire una sana e sicura vita all’aperto. A proposito Farnetani sottolinea: “ I bambini non vanno più in spiaggia per curarsi, come si faceva nell’Ottocento, quando affollavano le colonie marine , ma per stare all’aria aperta con i genitori, giocando e divertendosi. Quasi tutti i pediatri sono convinti che i bambini stiano bene, quando stanno bene anche i genitori, per cui i requisiti delle località di mare per gli under 18 sono semplici: sabbia vellutata, spazio tra gli ombrelloni per giocare e fondale basso, necessario a garantire sicurezza”. Nives Concolino

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ARTE CONTEMPORANEA

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F.A.M.E. pronti per la terza edizione E' già tempo di bilanci per F.A.M.E., evento dedicato all'arte contemporanea nato da un 'idea dell'Associazione FuoriCentro in collaborazione con il Comitato d'Area Fontanelle. La manifestazione, patrocinata dall'Istituzione Riccione per la Cultura, in questo secondo anno di vita è stata inserita nella programmazione culturale comunale "Segmenti d'Arte", infatti le 42 opere finaliste sono state esposte dal 2 al 30 maggio nelle sale della galleria d'arte moderna e contemporanea Villa Franceschi. La prestigiosa anteprima ha fatto conoscere le opere degli artisti in concorso ad un pubblico numeroso prima di tornare nel quartiere Fontanelle (l'acronimo F.A.M.E. Fontanelle Art & Music Exhibition gioca con la "fame" di arte) per la kermesse finale di due giorni il 31 maggio e 1 giugno. Quest'anno nell'intento di valorizzare quanto di nuovo pulsa nel panorama artistico italiano si è adottata la formula della "competizione fra artisti", con un premio in denaro ai vincitori delle 4 categorie in concorso: Pittura e grafica, fotografia, video, scultura e installazione.Una giuria di professionisti nel campo delle arti ha dovuto selezionare le finaliste su un totale di 82 opere iscritte da tutt'Italia prima di riunirsi a Riccione e nominare i 4 vincitori della prima edizione del Premio ed attribuire due menzioni speciali della giuria. "Il successo della manifestazione è senz'altro da attribuire alla prestigiosa giuria del Premio che ha creduto nel progetto e aiutato la nostra associazione dalla composizione del bando alla selezione finale", afferma il Presidente di FuoriCentro Andrea Fuzzi, "un ringraziamento spetta in primis a Guido Candela, energico presidente della giuria legato da anni alla nostra cittadina, che ha coordinato con competenza ogni fase del nostro lavoro". Di rilievo anche gli altri nomi dei giurati: Vera Fortunati, docente di storia dell'arte (Università di Bologna), Francesca Melania Marini, critica dell'arte (International Studies Institute Firenze), Stefano Farsetti, gallerista ed esperto d'aste (Farsetti Arte Prato - Milano - Cortina), Valeria Rubbi, docente di storia dell'arte (Università di Bologna) più l'artista riccionese Roberto De Grandis nominato dall'Associazione Culturale FuoriCentro. L'edizione 2014 è stata arricchita anche dalla stampa di un catalogo delle opere finaliste curato dai coordinatori del Premio Andrea Tirincanti e Alessandra Dini, contenente un testo critico della Prof.ssa Paola Babini, docente dell'Accademia di Belle arti di Ravenna, che ha accettato di contribuire al Premio con entusiasmo e professionalità. "Un ringraziamento per la riuscita dell'edizione 2014 va anche ai partner (Tenuta del Monsignore, Nuove Forme snc, Costa Hotel e Bar Frenk) e tutti quanti ci hanno aiutato nell'organizzazione credendo nel progetto fin da subito" afferma il vicepresidente di FuoriCentro. Per la promozione e organiz-

zazione della terza edizione bisognerà mettersi al lavoro fin da settembre, sempre che il progetto sia gradito agli amministratori perche è vero che "nella crisi sorgono l'inventiva, le scoperte e le grandi strategie" parafrasando Einstein ma un supporto agli organizzatori che lavorano all'evento come volontari non guasta. La presenza in piazza Fontanelle dei due principali competitors alle elezioni di maggio (Renata Tosi e Fabio Ubaldi) durante la due giorni fa ben sperare per il futuro, certo non potranno dire di non conoscere l'evento... Andrea Tirincanti Opere vincitrici del I° Premio F.A.M.E. per l'arte contemporanea Categoria Pittura e Grafica: Alessandra Liverani, "Pericolo, opportunità". Categoria Scultura e Installazione: Lorenzo Zanetti Polzi, "Profugo". Categoria Video: Matteo De Santis, "HOME". Categoria Fotografia: Francesco Camassa, "Amore senza tempo". Le due menzioni speciali della giuria sono state assegnate a Stefano Bruscolini per l'opera "Vittoria sul sole" nella categoria scultura e Installazione e a Michele Zanfanti per la fotografia "Lampada in tempesta".

AMICI CHE SE NE VANNO

Addio professor Rossetti Orio Rossetti se n’è andato lo scorso 5 luglio, anzitempo. Lascia la moglie e la figlia Francesca. Era una delle persone più colte di Riccione. Argomentava con precisione e competenza storia e filosofia, letteratura e religione. Orio era un intellettuale puro; era amico di prestigiosi filosofi e scrittori che invitava in conferenza a Riccione: Remo Bodei, Domenico Losurdo, Umberto Piersanti. A Riccione aveva avuto una caterva di allievi; uno dei prediletti era Massimo Masini, sindaco della città negli anni Novanta. Dopo l’insegnamento era entrato in Comune. Ha dato a Riccione

anche tensione culturale; a cavallo tra gli anni ‘80 e ‘90, con un gruppo di amici, aveva fondato la casa editrice la Sfera celeste. Era lo strumento che faceva sentire scrittore chi si pubblicava la propria opera. Negli anni Novanta, Orio fu al centro di una piccola polemica politico-culturaleartistica. Con un gruppo di amici, fece scolpire (e poi fondere in bronzo a cera persa) la testa del filosofoeconomista Marx. Lo voleva installare in biblioteca. Gli fu negato. Oggi, si trova all’ingressso della biblioteca Berni, fuori. Che la terra gli sia lieve.


premio Baleani 2014

Serietà e Professionalità sono le parole d'ordine di quest'azienda. Il nostro lavoro ci porta ad essere accanto a persone che soffrono, il nostro obiettivo è prenderci cura di loro nel momento più difficile della loro vita e far sì che non debbano occuparsi anche delle numerose faccende formali del caso. In questi momenti pensiamo a tutto noi e facciamo in modo che le famiglie stiano accanto al loro caro.

Riccione • Corso fratelli Cervi, 56


parrocchia di san martino

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Don Antonio subentra a don Maurizio Storico avvicendamento nella parrocchia di San Martino. Don Maurizio Fabbri (classe 1958) è stato chiamato a svolgere il suo servizio a Morciano. Al suo posto è subentrato don Antonio Moro (1961), fino alla scorsa primavera parroco alla Colonnella a Rimini. Il passaggio di consegne è avvenuto il 20 giugno, durante la messa concelebrata da tutti i sacerdoti di Riccione e dal vescovo Monsignor Francesco Lambiasi nella chiesa gremita di fedeli. Don Maurizio, che ha subito assecondato il vescovo nella sua decisione, consapevole delle esigenze della nuova parrocchia, si era insediato alla San Martino nel 2000. Grazie alla sua capacità di comunicare e al suo carattere aperto e gioviale, a Riccione aveva imbastito una vasta rete di ottime relazioni. In questi anni è stato vicino ai giovani, ma anche agli anziani, che spesso andava a trovare anche in ospedale. Particolare la sua attenzione nei confronti degli stranieri. Tant’è che durante la sua missione riccionese ha dedicato diversi incontri e feste, in particolare quella del Beato Alessio, all’integrazione tra le etnie. Così è stato fin dall’anno del suo arrivo attraverso iniziative promosse per il Giubileo. Don Maurizio ora è parroco nella nuova Unità pastorale di Morciano che comprende le parrocchie di Montefiore, Gemmano e Onferno, dove opera la fraternità sacerdotale che include anche don Egidio Brigliadori e don Massimiliano Cucchi, in collaborazione con don Emilio Maresi, don Ferruccio Capuccini al timone del santuario di Bonora e don Gialuca Agostini, parroco di San Clemente. “Ringrazio per l’esperienza, di certo costruttiva, acquisita in questi anni a Riccione, per il rapporto instaurato con la gente e per la responsabilità che avevo con altri parroci e istituzioni – commenta don Maurizio -. Questo mi ha aiutato a crescere come persona e a consolidarmi. A Riccione credo che faranno bene il lavoro co-

mune, dando continuità al cammino avviato. In Valconca siamo stati accolti volentieri, anche in piccole comunità ci sono risorse da valorizzare”. A San Martino, che con le sue 12mila anime è la più popolosa parrocchia della città (conta un terzo del totale dei residenti 35.620 al 31 dicembre 2013), si è insediato intanto don Antonio, che ha subito trovato un ottimo feeling con i suoi parrocchiani. Ordinato sacerdote nel 1990, è stato prete operaio e tuttora è responsabile dell’Ufficio di Pastorale sociale del lavoro della Diocesi di Rimini. Molto vicino ai poveri ha una particolare attenzione per la Caritas. Nella parrocchia di San Martino è tuttora affiancato dal cappellano don Alessio Alasia. “Sono contento di essere qui a Riccione e di condividere il mio servizio con nuove persone – sottolinea don Antonio -. Tra l’altro sono entusiasta per l’accoglienza che mi è stata riservata all’arrivo. Ci siamo subito messi all’opera, quest’estate per cominciare ho incontrato tutti i gruppi della parrocchia”. Nives Concolino

cooperativa bagnini riccione

Diego Casadei è il nuovo presidente Diego Casadei (52 anni), concessionario della zona 53 , è il nuovo presidente della Cooperativa Bagnini di Riccione. In consiglio per il quinto mandato, è stato eletto a pieni voti al posto di Enzo Manzi, al vertice da dieci anni. Già docente di Educazione fisica all’Isef dell’Università di Urbino e tuttora allenatore di pallavolo, è coadiuvato dal vice Andrea Gambuti (Zona 104). Al loro fianco i new entry Cristian Casadei della 123 e Alessandro Vici della 65. Dopo anni di assenza sono rientrati Gianluca Forlesi della 32 e Massimo Angelini dell’80. Sono stati, invece, riconfermati Andrea Dionigi Palazzi della 18, Andrea Fratesi della 77, lo stesso Manzi della 79, Otello Tontini della 99 e Marco Fabbri della 95. Sono usciti per propria volontà Elio Parma, Riccardo Zangheri, Cesare Villa e Fabio Corazza. A chi chiede se si tratta di un ribaltone Casadei risponde: “E’ un cambio generazionale. Il nuovo direttivo nell’eleggere presidente e vice, ha tenuto conto delle indicazioni date dall’assemblea, ossia di chi ha ottenuto il maggior numero di voti dagli associati. Dopo sessant’anni di cooperativa, di cui 10 come presidente e altri come vice, Manzi aveva chiesto di essere alleggerito dagli impegni. Ma noi gli abbiamo chiesto di continuare a mettere a disposizione la sua grande esperienza e tenacia in consiglio, soprattutto nei confronti con le istituzioni sindacali, come l’Oasi Confartigianato e la Lega delle Cooperative delle quali è un grande conoscitore”. Il

nuovo direttivo si è intanto messo in moto in un momento non certo roseo. Da una parte la crisi che attanaglia ancora il nostro Paese e anche la nostra riviera, dall’altra il tempo inclemente che quest’estate ha messo in fuga migliaia di turisti. Ma come osserva il neo presidente “bisogna andare avanti, perché i problemi sono tanti. Si va da quelli legati alla Bolkestein, a quelli che relativi al Piano spiaggia. Strumento urbanistico che speriamo venga approntato dalla nuova amministrazione, dopo averlo finalmente discusso, condiviso e concertato con le categorie che operano in spiaggia”. In primo piano anche l’unità della cooperativa, dove una fetta di soci lo scorso inverno minacciava di andare via. “Intendiamo compattare il più possibile la categoria - anticipa Casadei - per far fronte comune ai problemi che emergono”. Conferma di essersi voluto tirare indietro Manzi, classe 1934. “Sono entrato in cooperativa nel 1953 -ricorda – ora comincio a stancarmi! Per via degli impegni da cinque/sei anni non sono più riuscito a concedermi una vacanza, ma io voglio vivere la mia vita. Quindi in cooperativa ho detto: ragazzi cominciate a camminare con le vostre gambe. Darò una mano, collaborerò, ma me la prenderò con più calma. Alla cooperativa penso d’aver dato tanto, è ora che anche gli altri comincino a far qualcosa!”. Nives Concolino


edilizia scolastica

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All’ex Fornace la nuova scuola media Taglio del nastro per il nuovo edificio scolastico, ricavato dalla vecchia fornace “Piva” in viale Einaudi (prosecuzione di Viale Berlinguer) parallelo a Via Massaua. Dopo svariati rinvii, questioni burocratiche e vicende che nel tempo hanno interessato le ditte appaltatrici, la scuola ha spalancato le porte ai ragazzi delle medie “Geo Cenci”, già “PascoliManfroni” di viale Reggio Emilia, che quest’anno sono circa 357, suddivisi in 15 classi (cinque corsi completi). Si aggiungono 187 già previsti a quelli dello stesso istituto comprensivo, distribuiti in nove classi in viale Mantova, a San Lorenzo. In ottobre, come anticipa il preside Paride Principi: “Dovrebbe essere pronta anche la palazzina adiacente,

che ospiterà gli uffici e la biblioteca. Nella nuova sede sono invece già attivi sette laboratori, dei quali uno con 26 nuovi computer, due di arte, uno di scienze, uno d’informatica, uno per le lingue e un altro ancora di cucina per i diversamente abili e per chi li affianca nel percorso scolastico. Allestite anche un’aula interculturale, un’ampia palestra con spogliatoi e due aule perfettamente insonorizzate per la musica.All’esterno sono stati predisposti un campetto di pallavolo e un’area per il salto in lungo”. Fin qui la scuola. Come confermato dall’assessore all’edilizia privata, Roberto Cesarini, presto sarà pronto anche l’anfiteatro, mentre nella parte della vecchia fornace, rimasta intatta, sarà realizzato un museo della terracotta per ricordare le origini della fornace, dove si producevano mattoni in cotto. ni.co.

Il “gesso” di Ulisse dai ricordi di Edmo Vandi Ulisse negli anni ‘60 frequentava le prime classi della scuola elementare di Riccione. Era vivace, molto vivace e, purtroppo, assai manesco. Nel mio ufficio in Comune, nella mia qualità di coordinatore delle Istituzioni Integrative della Scuola, arrivavano segnalazioni di un Ulisse simpaticamente birichino ma spesso anche molesto, al punto che veniva escluso, su parere delle insegnanti, dai gruppi di scolari che in estate trascorrevano, a cura del Comune, due settimane di vacanze in montagna. Negli ultimi tempi Ulisse sembrava migliorato per cui convinsi le maestre-accompagnatrici a portarlo a Feltre nell’Alto Veneto. Felicità dei genitori che mi ringraziarono sentitamente. Partenza il sabato. Ma al lunedì mi arriva una telefonata angosciata delle maestre: “Ulisse distribuisce bastonate a destra e a manca (anche a ragazzi di altri gruppi) per cui preghiamo i genitori di venire a prenderlo”. Disperazione della famiglia che mi chiede di aspettare almeno fino a sabato per impegni di lavoro. Le insegnanti acconsentono seppure con molte riserve. Ma al martedì mi giunge un’altra telefonata: ”Non c’è bisogno di venirlo a prendere perchè si è rotto un braccio e perciò con il gesso sembra si sia calmato”. “Felicità !” dei genitori alla notizia. Ma al mercoledì la doccia gelata. Di primo mattino la

maestra, con voce concitata: “Ulisse lo dovete venire a prendere immediatamente. Adesso mena con il gesso e ne ha mandati già due al Pronto Soccorso”. Ho avuto modo di avere notizie di lui ultimamente. Adesso è titolare di una impresa che ha a che fare con l’edilizia. Ha cinque dipendenti, è apprezzatissimo nel suo lavoro e, a quanto pare, gli và tutto a gonfie vele. Dicono gli psicologi che chi è “birichino” da piccolo diventa poi un ottimo adulto. Ragione a quanto pare ancora una volta confermata.


riccionesi in auge

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Bonci, il cervellone che guida 500 ricercatori Antonello Bonci è un riccionese da esportazione. Guida, a Washington, una corazzata di 500 neurologi in una cittadella della ricerca medica fatta da 20mila persone. L’avamposto è del governo americano e si chiama National Institut of Wealth (Istituto nazionale della salute). A Washington dal 2010, ha a disposizione per le sue ricerce (le dipendenze) 83 milioni di dollari l’anno. La sua scoperta scientifica più importante risale al 2001. Ipotizza che le droghe creano nel cervello una memoria più a lungo dell’effetto della stessa droga. Racconta Bonci: “Se do della cocaina ad un topolino, dopo tre ore scompare. Il mio laboratorio ha dimostrato che l’effetto mnemonico dura una settimana. Ha vinto due premi importanti: il Waletzky e l’Efron. Un riconoscimento di cui va orgoglioso è di essere stato insignito dallo stato italiano di Ufficiale dell’Ordine della Stella d’Italia. Viene dato agli italiani che si sono fatti valere all’estero. Quarantasette anni, sposato con Maria Chiara, ha una figlia, Bianca, ha studiato al Volta di Riccione e la famiglia, originaria di Casteldelci, gestiva una pensioncina all’Abissinia.

Le sue passioni: il violoncello, la bicicletta, l’arte, lo yoga, il tae-kwon do e la vela. Ma com’è quest’Italia vista da fuori? Bonci: “Credo che sia cambiata in meglio; lo vedo sia a Washington, sia quando torno a casa. Vedo gli italiani più responsabili, più vogliosi di cambiare in prima persona e quando incontro i giovani in loro vedo grande entusiamo, intelligenza e voglia di essere attivi. Alla loro età non ero assolutamente così, ero molto più indietro. Sono ottimista sul loro futuro”. L’anno della svolta di Bonci è il 1997. Siamo a Roma; era tornato

da 18 mesi, dopo un paio d’anni di specializzazione a Portland (Stati Uniti). In un meeting scientifico incontra Robert Malenka, uno psichiatra di livello assoluto. Ricorda Bonci: “Malenka mi chiede se sono io quel Bonci autore di articoli scientifici letti sulla rivista “Neuron”. Gli rispondo di sì. Mi dice: “Vuoi venire a lavorare con me a San Francisco?”. Ci vado. Dopo 9 mesi si apre un concorso. Spedisco il curriculm; vinco”. A 39 anni è ordinario di neurologia alla Ucsf (University California San Francisco). Bondi è un altro di quei cervelloni che lasciano il Belpase perchè inserito in un sistema antiquato, malfunzionante. Senza speranza per i giovani. In un modo o in un altro decido di andarmene. A chi gli chiede perchè ha voluto fare il medico risponde: “Perchè niente mi da soddisfazione nella vita come aiutare gli altri. Per questo ho scelto sia di fare il medico che il ricercatore. Sin da piccolo, il cervello, la neurologia e la psichiatria mi hanno affascinato. Non c’è nulla al mondo che mi affascini di più dei comportamenti umani, e cercare di capire le leggi biologiche e chimiche che li spiegano”.

Carlini in libreria col nuovo thriller E’ ambientato sulla riviera romagnola e, tra il dipanarsi di colpi di scena e inaspettate verità, accompagna il lettore fino al sorprendente finale. Parliamo di “Simmetria mortale”, (collana Luoghi del delitto, edizioni Robin, Roma) nuovo thriller firmato dal riccionese Enrico Carlini (classe 1969), già autore di un altro giallo: “Il contrabbandiere”. Ci svela qualche particolare della sua ultima fatica? “Questa seconda vicenda comincia una domenica di fine febbraio, quando in una pineta lungo la spiaggia viene rinvenuto il cadavere di una ragazza. Perché ambientare un giallo in riviera, piuttosto sinonimo di divertimento? “Il libro è ambientato in Riviera, perché è un luogo che mi da stimoli sulle trame. E’ vero che sta per pubblicare un terzo romanzo? “Si, questa volta è ambientato nell’entroterra romagnolo, durante la seconda guerra mondiale. E’ basato sui ricordi di mio padre, tra Montefiore e Gemmano. Carlini, ci parla un po’ di lei? “Conseguita la maturità al “Volta” di Riccione, mi sono laureato in Storia e poi in Scienze dell’Informazione all’Università di Bologna, dove ora lavoro come informatico. E a Riccione ci torna ogni tanto? “Non ho abbandonato la mia città. Torno nella casa di famiglia ogni fine settimana. Vengo volentieri, perché qui sono nato e qui ho studiato”. Nives Concolino

Daluiso, un’altra voce riccionese in Rai “Mai Stati Meglio”, s’intitola così la nuova trasmissione di Radiorai2 con la quale il 21enne giornalista Gianluca Daluiso ha debuttato in Rai lo scorso 5 luglio. Al suo fianco la tweet star conterranea, Lia Celi, scrittrice, giornalista, nonché autrice televisiva che conduce il programma ogni sabato e domenica dalle 9 alle 11. L’inedita coppia racconta agli italiani il mondo del benessere, cercando di far scoprire nuove tecniche per migliorare la propria qualità della vita, attraverso l’ironia, quella di una giornalista frizzante e mordace, e l’entusiasmo di un ventenne sognatore alle prese con una complicata storia d’amore. In ogni

puntata, Daluiso presenta un aspetto della sua situazione sentimentale, nella quale lei, straniera, è tornata nel suo paese: dovrebbe seguirla o no? Per far chiarezza, chiede consiglio a Lia, dal canto suo reduce dall’ennesimo trattamento o dall’ultima attività fisica per “signore” (dal nordic walking ai massaggi papuasici fino all’ultima dieta trendy). I due filoni, in un paio di ore a puntata, s’intrecceranno con tono leggero, ironico e scanzonato, alternandosi alle notizie del giorno e di costume, ai contributi di ospiti ed esperti e alla musica, il tutto, chiaramente, in chiave estiva. ni.co


ospedale ceccarini

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34.776 accessi nel 2013 Ma solo 723 codici rossi e 7.137 gialli Reale necessità e urgenza: gli accessi al Pronto Soccorso devono essere dettati da queste condizioni, ma spesso non è così. Tante persone, infatti, si presentano al triage per prestazioni che dovrebbero essere erogate dai medici di base o guardie mediche. Da qui l’appello all’appropriatezza del servizio da parte dei medici del reparto di Pronto Soccorso-Medicina d’Urgenza dell’ospedale di Riccione che, a riprova della loro tesi, hanno pubblicato i dati del 2013. L’anno scorso al triage del “Ceccarini” sono stati registrati 34.776 accessi (35.265 nel 2012). Scorrendo i colori dei codici si scopre che i rossi, di massima gravità, sono stati 723 (793 nel 2012) e i gialli, di media gravità, 7.137, contro i 6.560 dell’anno prima. I numeri salgono vertiginosamente con i codici verdi, 25.403 (26.433 nel 2012), ai quali

si aggiungono i bianchi: 1.513 contro i 1.479 dell’anno precedente. Di fronte al lieve calo di accessi (-1,3 per cento) diminuiscono i rossi, 500 in meno (-6,8 per cento), ma lievitano i verdi e i bianchi, definiti “inappropriati”. L’anno scorso sono stati 1.000 in più (+ 3,5%). Proprio alla luce di questi dati, come osserva il primario Marina Gambetti, supportata dai colleghi Mauro Fallani, direttore di Medicina di urgenza e Alessandro Valentino, direttore del Pronto intervento di Cattolica, “nasce la necessità di sensibilizzare la gente”. Va in questa direzione anche l’iniziativa messa in campo a Riccione e a Cattolica durante la Settimana nazionale del Pronto soccorso. Medici e infermieri sono stati in piazza tra la gente anche per parlare dell’ospedale senza dolore e dei ticket, per dare dimostrazioni di rianimazione cardiovascolare

(in collaborazione con Rimini cuore) e per distribuire materiale sui corsi e sul Dafne, progetto che ha consentito di soccorrere tante donne, vittime della violenza dei propri partner, e di metterle in sicurezza. Nives Concolino

Ansia e attacchi di panico: guarire in tempi brevi “Può capitare in una giornata come tante. Sono al lavoro o fuori in mezzo alla gente, alla fermata dell’autobus, oppure a tavola con la mia famiglia. Improvvisamente la testa, come sul ciglio di un precipizio sbanda in preda alle vertigini, il cuore impazzito inizia a battere furiosamente. Inizio a tremare, sudare, mi sento soffocare, mi sembra di perdere il contatto con il mondo in preda alla paura di morire o di perdere il controllo...”. Questa è una delle tante testimonianze di chi soffre di quello che viene definito “disturbo da attacchi di panico”. Ma di cosa si tratta? Il panico può essere definito come la forma più estrema dei disturbi d’ansia, caratterizzata dalla paura di morire o di perdere il controllo associato a tanti altri sintomi: vertigini, dolori addominali, sensazione di soffocamento e dolori al petto ecc.. (che spesso mal interpretati come un attacco cardiaco portano la persona al pronto soccorso dove puntualmente non si riscontra nessuna anomalia fisica). Gli episodi possono durare anche pochissimi minuti ma lasciano chi ne è vittima “stordito” spesso completamente esausto. Il soggetto sa bene che non c’è un motivo razionale di avere paura, ma è più forte di lui, innescando nel tempo ulteriori preoccupazioni: quando sarà la prossima volta? E se mi capitasse in quella situazione? Magari con gli amici o al lavoro? Nasce la paura della paura. Di fronte a tutto questo la vita si modifica. Ci confidiamo con qualcuno oppure ci chiudiamo in noi stessi, chiediamo aiuto ad uno specialista per il timore di avere una grave malattia, fino ad arrivare ad evitare sempre più situazioni per paura degli attacchi. Il panico può inoltre essere associato a una miriade di altri disturbi che lo scatenano: la paura delle malattie (ipocondria), fobie degli animali, una crisi depressiva, la paura delle altezze o di volare, l’ossessione-fobica di far del male alle persone care, la paura di allontanarsi da luoghi ritenuti sicuri ecc... La ricerca ha dimostrato che di fronte a tali problematiche la persona mette in atto tre tipiche reazioni fallimentari, cioè atteggiamenti che apparentemente aiutano il soggetto, ma che a lungo termine costruiscono le patologie fobiche-ossessive descritte, peggiorandole sempre di più. La prima reazione tipica è il continuo controllo e ascolto volontario dei propri segnali di paura: il fobico orienta continuamente l’attenzione alle proprie sensazioni psicofisiche di paura tentando di controllarle, reprimerle e scacciarle volontariamente con l’effetto

paradossale che più tenta di controllare, più queste aumentano fino a diventare panico. In secondo luogo il “panicante” evita tutte le situazioni che potrebbero generare la paura fino ad arrivare, in casi estremi, a costruirsi un “recinto protettivo” fatto di pochi luoghi che lo rassicurano: ogni evitamento confermerà la paura incrementandola sempre più. L’ultima reazione disfunzionale è la richiesta di aiuto e rassicurazione a persone di fiducia, aiuto che se concesso alimenta sempre più la paura e la sensazione di incapacità di fronteggiare le situazioni temute. Ma ecco la buona notizia: la soluzione esiste e si chiama Psicoterapia Breve Strategica, un innovativo trattamento non farmacologico in grado di far superare e quindi guarire completamente e definitivamente il panico. L’approccio strategico si avvale di raffinate tecniche di comunicazione suggestiva e manovre comportamentali che si traducono in rigorosi protocolli di trattamento dotati di un altissimo spessore scientifico in grado di guidare la persona al di fuori del problema. Il tutto in tempi brevi, evitando quindi terapie che durano anni o una permanente dipendenza da psicofarmaci; in altri termini evitando eccessivi costi economici ed esistenziali.

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NUOVO SOTTOPASSO

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Sparisce un altro semaforo lungo la Flaminia

In attesa dell’inaugurazione ufficiale e degli ultimi ritocchi, davanti al vecchio camposanto è stato aperto il nuovo sottopassaggio ciclopedonale che collega Villaggio Papini, Riccionedue, parchi acquatici, zona artigianale e centro commerciale al resto della città. Pochi minuti e, sfrecciando in bici, si percorre l’intero territorio comunale da monte a mare. Lungo la Flaminia é così stato eliminato il semaforo a chiamata, che fino poche settimane fa causava lunghe file, non solo per il continuo via vai di pedoni e biciclette, che facevano scattare il rosso senza tregua, ma anche per i motori che infrangevano il codice della strada,

usando in modo indebito la pista. Brutto vizio che tra l’altro metteva a repentaglio la sicurezza dei ciclisti e dei pedoni. Un tormentone. Per chi marcia in direzione Rimini-Riccione e viceversa il traffico ora è più scorrevole. Non succederà più di rimanere inchiodati per diversi minuti sulla strada in attesa del verde tra borbottii e imprecazioni. Era un caos quotidiano, tant’è che sul posto sono stati rilevati gravi incedenti, qualcuno anche mortale. L’assessore ai Lavori pubblici, Roberto Cesarini, intanto, per abbellire l’opera, costata circa un milione di euro, intende rinverdire le aiuole e di far realizzare una serie di graffiti, da writer affermati. “Si

valuta l’iniziativa in base al budget disponibile, ai preventivi e ai bozzetti presentati”, fa sapere, fermo restando che intende dare seguito al decreto ministeriale che per l’abbellimento artistico di nuovi edifici pubblici prevede una quota della spesa totale prevista dal progetto non inferiore alle seguenti percentuali: due per cento per gli importi pari o superiori a un milione di euro e inferiore a cinque milioni di euro; l’uno per cento per gli importi pari o superiori a cinque milioni di euro e inferiore a venti milioni, e lo 0,5 per cento per gli importi pari o superiori a venti milioni di euro. Nives Concolino

poesia dialettale

XXII° Concorso “Giustiniano Villa” Si è svolto a San Clemente nel giugno scorso, con l’organizzazione del Cumitèd “Com una volta”, il XXII° concorso dialettale per poesie e zirudèle intitolato a Giustiniano Villa, il poeta ciabattino che nei mercati del riminese, a cavallo tra fine ‘800 e primi ‘900, declamava le sue rime. In esse narrava la civiltà contadina, i problemi delle tasse, del lavoro, del commercio, del matrimonio, e dei contrasti tra padroni, fittavoli e mezzadri. Sull’onda di questa fama la partecipazione dei poeti romagnolo-emiliani lievita ad ogni edizione. Questa XXIIª annata ha visto partecipare gli autori di 32 poesie e 20 zirudèle. Cinque I dialettologi riccionesi gettatisi nella mischia: Enzo Travaglini e Rino Cevoli (poesia), Giuseppe Lo Magro (zirudèla), mentre i prolifici Ferdinando Montebelli e Mario Tonini erano presenti in entrambe le categorie. Non hanno ricevuto premi, ma l’essere pubblicati nel tradizionale libretto è già di grande soddisfazione. Nota finale: il bravo Mario Tonini con 21 partecipazioni ha il record di presenze.


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fantacalcio

23 anni di sfide... Fanta...stiche! Al via il 23° anno di vita della "mitica" Lega di fantacalcio "Avanzi Riccione '92". Con l’immutata voglia di rimanere "bambini" e giocare con i voti dei campioni. La nostra è una delle leghe di Fantacalcio più vecchie d'Italia e risiede proprio qui a Riccione! Nell’agosto u.s. alla presenza delle 10 società fantacalcistiche si sono svolte le premiazioni al Ristorante Brigante di Misano - sponsor della Lega. Classifica 2013/14 1) SENTENDRIUS Luca e Alberto Fabbri, Enrico Rosa vincitore CAMPIONATO 2) PUERTO BALON Giuseppe Falconi e Angelo Amati 3) ATLETICO VESPASIANO Valerio Tullio 4) SPORTING Marco Maggioli 5) OLYMPIC TITANO Daniele Bernardi 6) SANTOS Franco e Andrea Santovito vincitore COPPA AVANZI

Galleria Merceria

7) ACES TEAM Francesco e Giovanni Cesarini 8) REAL MASSA Paolo Massarente e Graziano Ceresa

Casa del Parco

L’intimo di Paola

346 0905808

9) INDIANS Gordon Morganti e Simone Laurenti 10) VIRTUS CACIOTTA Jimmy Gims e Paolo Cervetti

Viale Dante 76 Riccione

Lo Specchio di Narciso Bottega d’Arte

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90 anni fa

L’Aida a Riccione

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da “Una Rotta nel Vento” di Dante Tosi

Quella estiva 1924 doveva essere una stagione memorabile per i Bagnanti amanti della lirica e un dolce ricordo da serbare per i riccionesi. Non tutto, però, si svolse secondo programma, colpevole il tempo che a memoria non si era visto così piovoso nel mese di agosto. L’Organizzazione Ragazzini allestì allo Stadio Ceschina, in via San Martino, un’imponente arena per la rappresentazione dell’opera lirica Aida, di Giuseppe Verdi. Un grande allestimento scenico con mille comparse e un cast di interpreti di grande valore e un’orchestra con solisti della Scala, diretta dal maestro Ravagnoli; e la straordinaria partecipazione del tenore Bernardo De Muro. Ma la pioggia fu implacabile e lo spettacolo alla fine naufragò in un mare di contestazioni e di debiti. Il contributo di 5.000 lire del Comune fu una goccia in questa alluvione di spese. I riccionesi furono mobilitati in massa -adulti e bambini- per ricoprire i ruoli delle comparse. Probabilmente non tutti ricevettero il dovuto. Pur tuttavia restò loro un ricordo appassionato dall’aver partecipato ad un evento così importante. Le note della “marcia trionfale” risuonarono per molti anni nelle orecchie di molti, come un ricordo da custodire.

La foto della platea e la locandina sono tratte da: Riccione in camicia nera e costume da bagno di Roberto Mignani.


arredo urbano

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Rotonde... “splucche!” Trotterellando per Riccione ci si imbatte, fortunatamente, in tante rotonde, una vera panacea per il traffico caotico che ci aggredisce inesorabile. La maggior parte hanno un arredo originale che fornisce un tono estetico alle nostre strade (oddio, qualcuna è assai discutibile, ma sempre meglio di niente). Ma ci sono anche rotonde “splucche” (dal dialetto: splòch= spoglio, ridotto all’osso, pelato) che sono una visione desolante e danno l’idea di trovarsi in lande sperdute più che in una città di mare che vive di turismo. Ecco tre esempi significativi: Rotonda della Pace: uscita autostrada/Viale Berlinguer - Rotonda della Solidarietà: Viale Berlinguer/ Via Fiesole, Rotonda senza nome: Viale Einaudi/ Viale Vittorio Emanuele II.Tutte situate sull’arteria più importante, cioè quella che dall’autostrada conduce al mare. Eppure avremmo di che adornarle. Ricordate la Brandina gigante... e il Secchiello gigante... e le tre grandi maschere che impreziosivano la facciata del Cinema Teatro Turismo prima del

Rotonda della SOLIDARIETà

Mentre andiamo in stampa sono iniziati i lavori di arredo della Rotonda senza nome in Viale Einaudi/V. Emanuele II°, con la collocazione delle tre maschere del teatro. Ne siamo felicissimi! E continuiamo a sperare in un prossimo arredo delle altre due.

Rotonda dalla pace suo abbattimento? Voci di popolo dicono che sono “dimenticate” nei magazzini comunali perchè danneggiate; le prime due qualche anno fa dai soliti cretini che sfogano le loro “sfighe” spaccando il bene pubblico e le altre tre durante il recupero e il trasporto successivo. Provare a ripararle costerebbe sicuramente meno di nuovi arredi. E’ chiedere troppo? Giriamo la domanda a chi... avendone il potere... potrebbe... G.L.M.


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STAR BENE

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Prepariamoci... all’inverno! Il sistema immunitario può essere considerato come una macchina perfetta, creata per difenderci contro possibili attacchi esterni da parte di agenti patogeni. Tuttavia, le nostre difese immunitarie possono anche indebolirsi, rendendo l’organismo più vulnerabile a malattie e infezioni. L’inverno, ad esempio, è la stagione dell’anno in cui siamo maggiormente esposti alle malattie e in cui l’attività del nostro sistema di difesa viene maggiormente sollecitata. Stress, patologie, abuso di medicinali e fattori ambientali possono però indebolirci. In queste occasioni, dobbiamo essere pronti ad aiutare e rafforzare il nostro organismo. Ecco come. La prima soluzione naturale per rafforzarci passa per la bocca, attraverso i cibi che immettiamo nel nostro organismo. Ecco i più efficaci: l’aglio e la cipolla, contengono zolfo sono considerati un toccasana, Frutta secca, Agrumi, Carote, Cavolo e cavolfiori, zenzero, pomodori, peperoni, lenticchie, fagioli, ceci e piselli... e l’uva soprattutto rossa. Si sta dando molta importanza anche ad alcuni tipi di funghi che risultano veramente efficaci:tra cui Funghi Shiitake, e Reischi (Ganoderma lucidum). Questi tipi di funghi contengono betaglucani, dei carboidrati complessi che migliorano l’attività del sistema immunitario, oltre a ridurre le allergie legate ad un cattivo funzionamento del sistema immunitario. Sono ricchi di proteine vegetali, ferro, fibra, minerali e

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vitamine sono poveri di contenuti calorici. Contengono vitamine B1, B2, B6, B12 e D2, alti contenuti in Riboflavina e Niacina. Fin da fine estate fare una bella cura con dell’echinacea o in estratto o in capsule. Sempre in campo fitoterapico è consigliata l’assunzione di astragalo che, ricco di saponine e flavonoidi, ha proprietà toniche e stimolanti favorendo le difese naturali del nostro corpo. Stimolando la veglia è sconsigliato a chi soffre di insonnia. Anche l’uncaria, immunostimolante naturale e l’eleuterococco, della stessa famiglia del ginseng, si possono trovare in varie combinazioni efficaci. Ottima da non dimenticare la vitamina C, (acerola, rosa canmina, agrumi) che potenzia le difese e si può assumere anche in gravidanza e allattamento. Associamo con oligo elementi con zinco e rame. Tra i fermenti lattici il Lactobacillus acidophilus è ospite abituale dell’intestino umano; normalmente non è presente negli yogurt ed appartiene al gruppo dei batteri lattici probiotici. Rientrano nella categoria numerosi altri fermenti lattici, alcuni dei quali sono stati resi noti dalla pubblicità: LC1, Lactobacillus gasseri, Lactobacillus Casei e Bifidobacterium. Questi fermenti lattici, tutti di origine umana e resistenti all’azione digestiva, hanno la capacità di arrivare vivi sino all’intestino dove possono riprodursi e migliorare la salute umana, rinforzando e coadiuvando le nostre difese, anche quando siamo costretti ad assumere qualche antibiotico. Quindi non dimentichiamo la salute del nostro intestino, facciamo dei cicli con i fermenti, e ne trarremo enorme beneficio anche per gonfiori, stitichezza ed altre problematiche intestinali. Fatevi consigliare dal Vostro farmacista/erborista di fiducia, ed affronterete piu’ sereni l’inverno. Scola dr Lorenzo

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freschi. Lavarli e lasciarli scolare. Tagliare la cipolla rossa a rondelle e farla appassire in padella con poco olio d’oliva, sale e pepe. In una teglia stendere la carta forno e depositare sul dorso quattro sardoncini aperti vicini tra loro. Cospargerli di sale, pepe, poco pan grattato e cipolla. Poi coprirli con altri quattro sardoncini col dorso in alto (come fare un panino). Spolverare di pan grattato. Ripetere questa operazione tante volte per quanti sardoncini si vogliono cucinare. Mettere in forno già caldo a 180° per 10/12 minuti. La cottura giusta è comunque quando si vede una bella crosticina. Togliere dal forno, mettere sul piatto di portata e spruzzare con succo d’arancia (senza esagerare). Buon appetito!

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Da settembre abbiamo un valore in più. L’esperienza ittica ventennale di Luigi.


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I VenerdĂŹ de... “I VILLAGGIâ€? Da Ottobre non perdere gli appuntamenti del VenerdĂŹ sera a... “I VILLAGGIâ€?. Una occasione per non poltrire sul divano, incontrare gli amici e ampliare le tue conoscenze.

Le serate a tema cominciano alle 20,30 Cultura, sport, informazione, dibattiti, sanitĂ , solidarietĂ , giochi, animazione, teatro, curiositĂ ... e tanto altro.

E non dimenticare gli incontri danzanti del Sabato sera! Attendiamo la tua collaborazione, per cui se hai qualche idea-novitĂ , vuoi ascoltare un personaggio o discutere un argomento particolare, non devi fare altro che segnalarcelo: e-mail: ivillaggi@nonloso.rc

Le attivitĂ sono aperte ai soli soci. Nel rammentarti che organizzeremo Corsi di computer e Ginnastica dolce collettiva, ti invitiamo a sottoscrivere la tessera personale.

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Sport Information: tutto quel che c’è da sapere Anche quest’anno la Polisportiva ha pubblicato lo Sport Information, un libretto che contiene tutte le informazioni utili sui corsi, in piscina e in palestra, organizzati direttamente dalla Polisportiva, oppure dalle sezioni e società che ne fanno parte. V’invitiamo a consultarlo e a prendere spunto da esso, vagliando

Simona Del Secco

Lo Stadio del Nuoto non è solo grandi manifestazioni nazionali o semplice nuoto libero per chi ha già un buon grado di confidenza con l’acqua. Nella struttura della Polisportiva, in realtà, si tengono molte attività rivolte a uomini e donne, siano essi adulti, ragazzi, bambini o anche persone della terza età. Si va dall’acqua d’argento all’aquawellness, ai corsi di ambientamento, alle lezioni private, ai corsi baby e tanto altro. Ci siamo fatti raccontare un po’ di quel che succede in piscina (fare una panoramica di tutte quante le attività occuperebbe tantissimo spazio e in ogni caso i riccionesi possono sempre consultare lo Sport Information che ogni anno la Polisportiva dà alle stampe) da Simona Del Secco, responsabile di vasca e coordinatrice Scuola Nuoto della Polisportiva Comunale Riccione. “Con noi si può imparare a nuotare a tutte le età, dagli zero ai 90 anni. – Esordisce Simona - Nell’ambientamento per i bambini dai 3 ai 6 anni, ad esempio, i piccoli utenti imparano a nuotare giocando e utilizzando tappetoni, cerchi, scivoli, e oggetti che vanno sul fondo. Così, anche i bambini più restii a entrare in acqua, dopo un’accoglienza quasi familiare che permette loro di farsi conoscere e di conoscere a loro volta il loro istruttore, si preparano ad affrontare l’attività con grande tranquillità. Le lezioni sono svolte in maniera serena e

tutte le proposte che il nostro mondo sportivo mette a disposizione di grandi e piccini. Chi non ne fosse in possesso, lo può ritirare presso la reception e il punto informativo all’interno dello Stadio del Nuoto (tel. 0541 644410), oppure alla segreteria della Polisportiva in via Forlimpopoli 15 (tel. 0541 643559).

Stadio del Nuoto: opportunità d’imparare, davvero per tutti paziente. Nell’ambientamento i bimbi imparano a galleggiare in maniera autonoma e tranquilla. Il corso viene effettuato in una vasca didattica la cui altezza è di un metro e 20 centimetri e l’acqua ha una temperatura di 28 gradi”. Se un bambino vuole continuare a nuotare con voi che succede? “Terminato questo cammino in vasca didattica, si prosegue il percorso in vasca grande da 25 metri, la cui profondità è di due metri e la temperatura a 27 gradi. Lì si tengono i corsi di nuoto per ragazzi, nei quali s’imparano gli stili. Il percorso viene monitorato dando dei brevetti, in base alle capacità raggiunte al termine di ogni trimestre”. E per i più grandi? “Esistono i corsi di nuoto per adulti divisi in base alle capacità: principiante, intermedio, perfezionamento, avanzato. Gli adulti (ma anche i bambini), possono scegliere di imparare a nuotare frequentando un corso o usufruendo di lezioni private. I corsi di nuoto per adulti si svolgono durante tutto l’arco della giornata, dalla mattina alla sera, mentre l’ambientamento e i corsi di nuoto per ragazzi si tengono dal lunedì al sabato negli orari pomeridiani e il sabato anche la mattina. Le lezioni private, invece, si concordano con l’istruttore di volta in volta. I nostri istruttori devono possedere qualità quali pazienza, serenità e tranquillità e sono tutti tesserati per la

Federazione Italiana Nuoto. Molti di loro sono anche laureati o laureandi in Scienze Motorie. Inoltre, mediante corsi d’aggiornamento federali o interni allo Polisportiva, continuano ad accrescere le loro capacità tecniche e didattiche”.

Nelle foto: insegnanti dello Stadio al lavoro con i bambini.


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Un 2014... ME-MO-RA-BI-LE ! Stagione clamorosa del T.K.D. Riccione che ha disputato nell’anno in corso 8 gare. 6 in Italia e 2 Internazionali (Belgio e Spagna -Barcellona) che hanno visto gli atleti della Perla verde sempre a podio e spesso all’apice. Un grande risultato è venuto da Fiano Romano (Maggio/Giugno) per il Campionato Italiano CSEN. Gli allievi del M° Betti Roberto si sono aggiudicati 4 ori, 2 argenti e 2 bronzi per un palmares ormai straboccante. Un plauso speciale per Linda Sacripanti con 2 ori – combattimento e poomsae- ottenuti brillantemente: il primo “asfaltando” 5 avversarie una dopo l’altra e il secondo surclassando in finale l’avversaria di turno per “superiorità di punteggio”. Grande prova di forza da parte di Luna Uguccioni che, reduce da un infortunio, ha stretto i denti

fino all’oro nella sua categoria. Una vittoria di valore assoluto in quanto giunta al golden-point dopo un match tutto tattica ed esperienza. L’ultimo oro è di Doralice Marzialetti – categoria cadetti A- una vera furia trionfante alla “terminator” con scarto finale del punteggio abissale. Gloria anche per altri atleti: a medaglia Alice Dionigi e Tobia Celli (combattimento) e Roberto Gennari e Marcello Bernardi (poomsae). Purtroppo solo “medaglia di legno” per Elisa Romagnuolo nella cat. Poomsae senior cint. nera. Ha tutte le qualità per rifarsi alla prossima competizione. Possiamo dire che tutta la palestra del Taekwondo Riccione, che fa sport nella Perla Verde dal 1978 è fiera del risultato ottenuto dai nostri rappresentanti. Sono stati ripagati dei tanti sacrifici fatti durante I’anno, il duro lavoro in palestra le tante trasferte. Mancava giusto l’ultimo tassello per chiudere bene la stagione. Nel momento del successo, vorrei ringraziare chi ci da una mano tutti i giorni: la Palestra Blue Line dove ci alleniamo e la Polisportiva Riccione,

alla quale siamo associati. Tutti questi risultati ai Campionati nazionali Csen combattimento Uguccioni Luna - ORO (cat. cint. nere -57 kg) Sacripanti Linda - ORO (cat. cint. nere -73kg) Marzialetti Doralice - ORO (cat. cint. colore cadetti A - 55 kg) Dionigi Alice ARGENTO (cat. cint. colore Juniores - 59 kg) Celli Tobia - BRONZO (cat. cint. colore 63 kg). Poomsae (tecnica) Sacripanti Linda - ORO (cint. Nere Senior) Gennari Roberto - ARGENTO (cint. Nere Master Bernardi Marcello - BRONZO (cint. Nere Master). A settembre iniziano i nuovi corsi con grandi novità e molte aspettative. Tanti eventi e città ancora da visitare. In anteprima comunichiamo che i nostri atleti visti i risultati ottenuti nel corso della stagione, sono stati invitati a partecipare al ‘Campionato Mondiale WTKA di Taekwondo al Festival dell’Oriente a Massa Carrara dal 28 ottobre al 1 novembre. I corsi si dividono in: bambini dai 6 fino ai 14 anni (altenamento due volte a settimana-agonisti tre); adolescenti e adulti tre volte a settimana (agonisti-quattro/ cinque). I nuovi iscritti potranno chiedere informazioni alla segreteria della Polisportiva Riccione o direttamente al M° Roberto Betti. Avranno a disposizione 4 prove gratuite consecutive. Maestro: BETTI ROBERTO - 6° DAN Istruttore: UGUCCIONI LUNA - 3° DAN POLISPORTIVA RICCIONE Istruttore: SACRIPANTI LINDA - 3° DAN D.T.: Ottaviani Geo - 7° DAN (diplomati Kukkiwon Corea) Allenamenti 3 volte per settimana MARTEDì - GIOVEDì - VENERDì INFO CORSI: Betti Roberto: cel. 335 5337789 - Blue Line: 0541 6433248 Polisportiva 0541 643559 - info@polcomriccione.com) www.taekwondoriccione.com - facebook: TAEKWONDO RICCIONE

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The winner is: Simoneeee Sabbioniiiiiii! Se sei alto 180 centimetri e per parlare con un ragazzo devi alzare il mento per guardarlo negli occhi significa che “quel ragazzo” è un ragazzone! Parliamo di Simone Sabbioni il talento natatorio appena “sfornato” dallo Stadio del nuoto di Riccione, uno statuario metro e novanta “trapezoidale” da far impallidire i bronzi di Riace e le “tartarughe” da esibizionisti dei rotocalchi. Potrà prendere la patente di guida solo dopo il 3 di ottobre (quando compirà i fatidici 18 anni) ma intanto dà lezioni di nuoto (nel senso di “sbritède”) ai coetanei del mondo intero nelle gare del dorso – sulle tre distanze dei 50/100/200 metri- vasca corta o lunga non importa; ma si fa rispettare anche in tutti gli altri stili dimostrando una non comune ecletticità. Elenchiamo SOLO i risultati dell’ultimo periodo. Campionati Europei Giovanili (luglioOlanda): 50 dorso 1° cl. medaglia Oro e record del mondo juniores; 100 dorso 2° cl. Argento; 4x100 mx 2° cl. Argento; 4x100 mx-mx 3° cl. Bronzo. Campionati Italiani juniores (agosto-Roma): 50 dorso 1° cl. Oro; 100 dorso 1° cl. medaglia Oro. Olimpiadi della Gioventù (agosto-Cina); 100 dorso 1° cl. Oro; 4x100 st. lib. 2° cl. Argento; 50 Dorso 3° cl. Bronzo. Quali aggettivi “scomodare” per rendere merito alle sue imprese? Per rimanere alla lettera “S” del suo nome e cognome partiamo dall’immediato Super e scioriniamo uno via l’altro: Superbo, Sorprendente, Sensazionale, Stratosferico, Stupefacente, Sbalorditivo, Spaziale, Splendido, Superlativo, Straordinario, per chiudere con l’irriverente Sfacciato. Queste lodi Sperticate (e dai con le “S”) sono esagerate? No, ce le permettiamo perché Simone è un ragazzo con la testa sulle spalle, conscio

dei suoi mezzi e ben consapevole che questa gloria durerà fintanto che rimarrà nella sua dimensione, saprà sacrificarsi quotidianamente sopportando i tosti allenamenti del coach Luca Corsetti e, nel contempo, godersi le gioie della sua età: l’intimità con la sua morosa Alessia, pizza e birra con gli amici... ma senza stravizi! Perché un sogno ricorre nella sua mente, con ritmo tambureggiante e sempre più incalzante: Giochi Olimpici 2016 – Rio de Janeiro. Allora avrà vent’anni, tanta esperienza in più e forza mentale al top! Dai Simone... il groppo in gola che hai avuto ascoltando l’inno di Mameli agli Europei si tramuterà in caldi goccioloni quando avrai una medaglia olimpica al collo. E noi piangeremo con te... stanne certo! G.L.M.

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Con l’autunno ricomincia l’attività fisica

Con l’estate che volge al termine, molti pensano che sia giunta l’ora di tornare a praticare regolarmente dell’attività fisica. Durante la stagione estiva, si tende al relax, ci si muove meno, e capita di accumulare qualche chilo in eccesso. Quindi, non appena si vedono le prime foglie cadenti e ci si accorge che le temperature diventano più fresche, si fa strada il desiderio di rimettersi in movimento per recuperare la forma perduta e si iniziano a pianificare corsi ed attività sportiva. Svolgere attività fisica è importante per la propria salute. Si stima che nei paesi evoluti circa il 12% della mortalità totale sia da imputare alla sedentarietà della popolazione ed è fondata convinzione che l’esercizio fisico possa contribuire a mantenere e migliorare lo stato di salute. Teniamo conto però che il nostro organismo non è una macchina che possiamo spegnere e poi riaccendere a piacimento, bisogna evitare che l’entusiasmo ci induca a commettere errori. Occorre tornare all’attività fisica gradualmente, altrimenti si corre il rischio di non ottenere alcun beneficio, se non di andare incontro a qualche infortunio. Le caratteristiche minime

ideali dell’esercizio fisico dovrebbero essere tre. Innanzitutto si dovrebbe lavorare ad una frequenza cardiaca compresa fra il 60 e l’80% di quella massimale; in secondo luogo la durata di ogni seduta di allenamento: 35-40 minuti; non certo ultima, la frequenza settimanale di allenamento dovrebbe essere di 3-4 sedute. Con questi accorgimenti è possibile avere un miglior controllo dei fattori di rischio quali diabete, colesterolo elevato, obesità , ipertensione e anche osteoporosi. Esagerare non serve.Programmi più intensi non migliorano il risultato, ma al contrario possono aumentare il rischio di complicanze cardiovascolari. Invece sedute anche più brevi o di modesta intensità possono giovare ai soggetti sedentari. Questo protocollo ottiene non solo un effetto riequilibrante e anti depressivo, ma serve anche a sviluppare e a mantenere l’allenamento cardiorespiratorio. Cosa scegliere tra le molte attività che vengono proposte da palestre e centri sportivi? Non esiste una regola. Le tipologie di esercizio fisico si differenziano essenzialmente tra il training di tipo aerobico di resistenza e quello anaerobico di potenza. Entrambe hanno effetti positivi sul cuore: l’attività aerobica (cardiofitness, zumba, jazzercise per esempio) determina un aumento di volume delle cavità cardiache; l’attività anaerobica (sollevamento pesi o simili corsi di gruppo) aumenta prevalentemente lo spessore del muscolo cardiaco. Gli studi scientifici più significativi si sono focalizzati sull’attività aerobica dimostrando l’efficacia ipotensiva (cioè riduzione della pressione arteriosa) dell’esercizio fisico. Sono preferibili le attività aerobiche di resistenza, caratterizzate dalla successione ritmica tra contrazione e rilasciamento delle fibre muscolari: così l’or-

ganismo impara a consumare ossigeno in modo ottimale bruciando anche i grassi ai fini energetici, le resistenze periferiche dei vasi arteriosi di piccolo e medio calibro si riducono e la pressione arteriosa è più stabile. Oggi è questa l’attività più consigliata dalle principali linee guida su prevenzione e trattamento dell’ipertensione e raccomandate dall’American College of Sport Medicine». Perché sia attuato scrupolosamente e risulti efficace, il programma fitness necessita di un supporto strutturato e coordinato. È opportuno eseguire preventivamente una valutazione medica accurata, prima di affrontare un programma di attività fisica, completando

gli accertamenti con una prova di sforzo. Solo così si avrà la certezza di non correre gravi inutili rischi anche affrontando sforzi prolungati e intensi.Per ultimo ci piacerebbe ricordare che lo sport ha anche un grande impatto sociale. Secondo un recente studio gli 11 milioni di italiani che praticano regolarmente attività fisica fanno risparmiare alla Sanità italiana circa 3,6 miliardi di euro all’anno. E quindi cosa aspettere?..... REMISE EN FORME

Pizzata coi portalettere E la tradizione continua... Come ormai da qualche anno il C.d.A. di Famija Arciunesa invita i portalettere di Riccione, nel mese di Giugno al Ristorante Ranch Saloon, per saldare, davanti a buone pizze, crostini multigusto e piade farcite, l’intesa professionale volta ad effettuare un servizio sempre più soddisfacente di consegna del bimestrale edito dall’associazione che, rammentiamo, stampa 17.500 copie. I nostri simpatici “distributori” coscienti che la rivista F.A. è un mezzo informativo unico per la nostra città hanno promesso di dedicare alla penta-operazione tutto il loro impegno. E hanno aggiunto che, se malauguratamente, qualche numero non raggiungesse gli appassionati lettori è importante avvisare direttamente il recapito alle Poste centrali.


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Asar Dreamteam Rosa A.D.T 2013/2014

Il gruppo sportivo Asar Dreamteam nasce tre anni fa, da un’idea di alcuni amici uniti dalla passione per il calcio. Il successo dell’iniziativa, resa possibile anche dal sostegno di generosi sponsor, è tale che la squadra cresce ben presto di numero, arrivando oggi a contare una trentina di atleti dai pochi dell’inizio. Oltre ai tesserati, però, aumenta subito anche il numero di vittorie, merito dell’impegno costante dimostrato da ciascuno dei componenti. Nonostante impegni lavorativi e infortuni, infatti, le soddisfazioni non tardano ad arrivare e questo grazie soprattutto all’affiatamento tra i compagni di squadra. L’amicizia che lega le “tigri” non si limita infatti agli spogliatoi: ogni traguardo personale, matrimonio o compleanno è una festa per l’intero gruppo, per non parlare poi dei risultati raggiunti insieme. E che risultati! I sacrifici compiuti sono stati infatti ampiamente ripagati dalle vittorie dell’ultima stagione, dal campionato alla coppa. Partita come piccola scommessa tra amici, il gruppo ha così dimostrato di meritare davvero il nome che porta: Dream Team, una squadra da sogno!

Portieri: Nicolò Muccioli, Nicola Vannoni, Ottavio Carbone. Difensori: Matto Maffei Capitano, Roberto Del Moro, Maicol Muccioli, Roberto Agliuzza, Luca Veschi, Enea Bugli, Davide Calli, Daniele Sapucci, Patrick Iencinella, Marco Colombari. Centrocampisti: Stefano Piccioni, Marco Frutti, Filippo Tacchi, Alberto Riccardi, Gianluca Montebelli, Francesco Fornari, Mattia Bracceschi, Marco Guerra, Michele Mauri, Alessandro Vico, Marco Rossi Attaccanti, Roberto Sapucci, Giacomo Bernardi, Marco Ricato, Andrea Bugli, Gilberto Simoncini, Tonti Enrico. Dirigenti: Denis Iencinella, Fabio Mordini, Marco Bracci, Alessandro Ciotti.

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Nato a Riccione il 14/08/1980 in possesso del diploma di Ragioniere e si è anche laureato Dottore in Legge presso l’Università degli Studi di Bologna. Durante la stagione estiva aiuta il padre Giorgio nella conduzione di uno stabilimento balneare a Riccione Alba. Dopo aver arbitrato la serie D per alcuni anni, quattro anni fa è passato al ruolo di Assistente Arbitrale in serie C ora LEGA PRO. Al termine di questa annata sportiva costellata da numerose gare di alto livello tra cui la finale di Coppa Italia, la finale di Supercoppa Italiana di Prima Divisione ed una finale Play-off per accedere alla serie B, è stato promosso Assistente Arbitrale nel Campionato Nazionale di Serie B. Salvatore Tonti

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Riccione Corre: 33ª Classica d’Autunno

L’appuntamento è di quelli irrinunciabili: domenica 26 ottobre alle ore 9,30 si darà il via alla 33° Classica d’autunno, manifestazione ludico motoria organizzata dal Gruppo Podistico Riccione Corre, in collaborazione con la Società Calcistica 3V e l’Associazione “I Villaggi”, sotto il patrocinio del Comune di Riccione. Il ritrovo è fissato presso il Campo da Calcio 3V, in via

Arezzo n. 28. La gara non competitiva si disputerà su percorsi di diversa lunghezza: è possibile scegliere tra la mezza maratona (km 21,100) e la distanza intermedia (km 9,100), aperta anche agli amanti del Nordic Walking, mentre i meno allenati potranno optare per la camminata di km 2. La manifestazione prevede anche una gara competitiva riservata alla categoria “Pul-

TENNIS CLUB RICCIONE a cura di Piero Serafini

Trasmettiamo l’elenco dei risultati ottenuti nell’anno 2014 dagli allievi maschi e femmine nelle cat. U10 - U12 - U14. Il direttore tecnico M° naz. Fabrizio Serafini e il Presidente del T.C. Riccione Mauro Giovanni Ciapparelli, esprimono la loro viva soddisfazione ai giovani e a Federica Cerri settore agonistico. Risultati individuali giovanili (Agosto 2014): Vincitori di Tornei più varie S.F. e F.: Migani Letizia U 10 = 5 vittorie – Serafini Marcello U 12= 2 V. e U 14 = 2 V. Spimi Nicolas

Da sx.: gli allievi Nicolas Spimi e Marcello Serafini con i tecnici Federica Cerri, Fabrizio Serafini e Paolo Rossi.

cini” valida per il calendario “Le Migliori Giovani Promesse”. Dopo la pausa estiva quale migliore opportunità, dunque, per rimanere attivi e in forma? Per questo gli amici della Riccione Corre invitano tutti coloro che amano praticare una sana attività sportiva all’aperto ad unirsi a loro in occasione degli appuntamenti domenicali nelle varie località del circondario. Un’ottima occasione per stare piacevolmente insieme e apprezzare le bellezze del territorio, con indiscutibili benefici per corpo e mente. Per ulteriori informazioni sulla 33° Classica d’Autunno e sulle modalità di iscrizione al Gruppo consultare il sito www.riccionecorre.it, oppure contattare: Walter Tosi (cell. 3287661697), Domenica Pietropaolo (email: domidomi1@alice.it). Si ricorda che è possibile anche unirsi al Gruppo Ciclistico della Riccione Corre( referente: Remo Ubaldi tel. 0541730316. Il motto è uno solo: “Camminare, correre o pedalare insieme è meglio”. (C.O. Riccione Corre) U 12 = 3 V. e U 14 = 1 V. Con 1 S.F. E 1 F. abbiamo Ceccarini Maya U 12 e Manconi Tommaso U 14. 3 S.F. per Silva Tomano Noah; 2 S.F. per Marchi Giacomo e con 1 S.F. A testa Arduini Davide U 14, Cancellieri Giorgia U 12, Barbarito Andrea U 12 e Di Ghionno Lucia U 14. Migliori risultati nelle competizioni a squadre: U12 masch. “A” Marcello Serafini, Nicolas Spimi primi nel campionato regionale Coppa Belardinelli campionato italiano delle regioni vice campione italiano E.Romagna con in squadra Alessandro Pecci e Marcello Serafini.

S.F.= Semifinali - F= Finali - V= Vittoria

Judo - Piccole cinture... crescono! Il giovane atleta Matteo Pari nato a Rimini nel 2001 e residente a Riccione, pratica dall’ottobre 2006 l’attività sportiva del judo con la nostra Associazione nella palestra di Riccione. Matteo Pari segue costantemente i corsi/allenamenti di judo 3 volte a settimana e con un allenamento complementare al sabato pomeriggio almeno 1-2 volte al mese. Fin dal primo anno di pratica del judo, ha partecipato a tutte le manifestazioni propedeutiche all’agonismo denominate “Judo protetto giovanile delle 4 Città” per le categorie Bambini (6-7 anni), Fanciulli (8-9 anni) Ragazzi (10-11 anni) ed Esordienti “A” (12 anni) con ottimi risultati, ha vinto tutti gli anni, conquistando sempre il particolare premio alla fine delle quattro prove. Fino al 2012 Matteo iscritto alla UISP, ha partecipato a gare a livello, interprovinciale, provinciale, interregionale e re-

gionale; nel 2013 diventa un Esordiente “A”, inizia così a gareggiare a livello nazionale e di conseguenza, viene iscritto alla Federazione Fijlkam, inoltre, partecipa al Trofeo dei Giovani Samurai, svoltosi a Osimo (AN) dove si posiziona al 2° posto. In novembre vince nella sua cat. Esor. “A” kg. 40 il “9° Trofeo di Judo Giovagnotti” svoltosi a Bologna. Quest’anno ha esordito in Esord. “B” in due grandi competizioni: “3° Trofeo Judo Città di Modena” class. 5° ed al “Trofeo Judo L. Romagnoli” a Cesena class. 3°. Matteo Pari è un atleta che si sta preparando con molta dedizione e serietà per affrontare al meglio i prossimi impegni agonistici, ai Camp. Regionale e Nazionale UISP, alle qualificazioni Reg.li per la partecipazione ai Camp.ti Italiani di Cat., e a tutte le competizioni ad invito che serviranno come preparazione alle predette gare più importanti. Sauro Tontini


libri

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La strada di Ilaria racconta i fatti sui quali lavoravano Ilaria Alpi e Miriam Hrovatin e sulle ragioni della loro morte. Un caso scomodo, che è stato insabbiato velocemente per le tante implicazioni fra Italia e Somalia. Un caso che per la giustizia italiana non è ancora chiuso, e rimasto fino ad oggi senza responsabili. Traffici di armi e di rifiuti tossici, corruzione, misteri nello storico raporto fra Somalia e Italia: una storia che deve essere raccontata, e che nella sceta stilistica volutamente non giornalistica, riesce a coniugare narrazione pura e informazione. E si fa ascoltare da tutti, adulti e ragazzi. Un romanzo rigoroso nelle informazioni e poetico nelle parole, che riesce a raccontare tante storie, unite tra loro dal filo sottile, ma vero e indispensabile, della verità e del rispetto della memoria.

Questo libro, frutto di diversi viaggi sul campo, darà vita anche a una rappresentazione teatrale che girerà per l’Italia. Francesco Cavalli è fra coloro che da vent’anni si occupa del caso Ilaria Alpi, ideatore e direttore dell’omonimo Premio di Giornalismo, ma soprattutto è colui che, insieme ad alcuni colleghi altrettanto tenaci, non ha mai smesso di indagare. Produttore televisivo e responsabile di un gruppo editoriale radiotelevisivo, ha realizzato come autore diversi reportage tra i quali Somalia Italia e Un clown a Gaza. Autore di testi teatrali tra cui Occhi scritti, interpretato da Lella Costa. E’ tra i curatori di Carte False. L’assassinio di Ilaria Alpi e Miriam Hrovatin. Quindici anni senza verità (Edizioni Ambiente/ Verdenero, 2009). E’ stato Assessore alla Cultura del Comune di Riccione.

La Mototemporada Romagnola Questo libro, ancora una volta, dimostra quanto amore e passione riservi la Romagna per il “motore”. E qui per motore s’intende una cosa sola: la motocicletta. Il progetto dell’Associazione “Otello Buscherini” di scrivere la cronistoria della “Mototemporada Romagnola”, una gara che vide la partecipazione dei più grandi campioni del momento, va ben oltre il tentativo di rispolverare una delle più belle espressioni della tradizione sportiva romagnola. Raccontare, con testi ed immagini, quelle splendide corse sui vari circuiti cittadini, è stata una bella idea, capace di colmare un vuoto storiografico e di permettere la realizzazione di un’opera veramente apprezzabile, che consegna agli annali una manifestazione sportiva di forte impatto emotivo, cui non era mai stata dedicata alcuna pubblicazione.

terra misteriosa per la quale la baronessa-scrittrice sacrifica tutto e, dall'altra, quello che - come il mal d'Africa - prende l'Autore per una Aeronautica che i giorni del congedo rendono sempre più lontana, sempre più diversa dalla "sua". Una autobiografia serrata che, come il bilancino dell'orafo, mette sui "piatti" eventi leggeri e drammi, notizie locali ed eventi internazionali. In altri termini, la vita stessa. Con le amicizie, gli amori giovanili (quelli che, con una ritrosia d'altri tempi, vengono chiamati dall'Autore "affettuose conoscenze"), la riconoscenza degli Allievi a cui sono state "messe le ali" dall'istruttore Bezzi, gli elogi dei Superiori...

Questo interessante memoir di Bruno Bezzi richiama alla mente il romanzo autobiografico "La mia Africa" della scrittrice danese Karen Blixen. Non certo per le vicende, quanto per l'amore che, come essenza profumata, emana da entrambe le letture. Da una parte quello per una

Bruno Bezzi è nato a Riccione nel 1935. Sposato con Silvana Palladino (leccese di nascita), ha due figli: Stefano, affermato chirurgo plastico, ed Elisabetta (Desirée), insegnante. Si è congedato dall’Aeronautica nel 1993 con il grado di Generale di Brigata Aerea. Ha pubblicato, su riviste specializzate, scritti riguardanti la Sicurezza del Volo ma anche, su quotidiani e periodici, argomenti vari e racconti. Vive a Brindisi.

Matteoni Roberto è nato a Riccione nel 1945 dove risiede. Interessato fin dalla infanzia alla storia di Roma Antica e conseguita l'età pensionabile, si è dedicato allo studio di questa antica civiltà. Ha già pubblicato il libro "RomA - Impariamo a conoscere RomA AnticA", un compendio sulle origini della Città, sulle istituzioni, sulla religione, sugli edifici privati e pubblici e sulle infrastrutture.


E sghétle - il solletico

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a cura di Giuseppe Lo Magro

Piccola rubrica di battute surreali, barzellette seminuove, fantasie oniriche, filosofia popolare. Da leggere in relax e magari “degnare” di un sorriso come quando si è sottilmente sollecitati

L’infermiera me ricuverèd: “Perchè tat vò uperè per cambiè sesso?” “Ho santù dì che al done al chèmpa ad piò!”

“Ech-la la grota” i ha dét i Tre Magi. I s’è mès d’inznòc e ui è pas sora un TIR che e scapèva dla galeria ad Scacèn.

E mi Bà l’ha spusè la mi Mà. E mi Zì l’ha spusè la mi Zia. E mi Non l’ha spusè la mi Nona. Me perchè ho da spusè ouna ch’an cnès?

Tcapés che tzi dvènt vèc quand al candlèine al costa piò dla torta.

E mi Non quand e guidiva un mitiva mai la freccia. L’era un om riservèd, un vlèva fè savé du ch’l’andèva.

Aghèst l’è e mes che tan irve che finestrèin de treno ch’un si ciud te mès ad dicembre.

Sla moto e fèva dal pighe che inveci di musèin te mus e duveva stè tenti mi bigat.

L’era isè gras che per fès e bidè e duvrèva e spicèt retrovisor.

E fridor l’è un malan che se tvè de dutor e dura sèt dè. Se te cur da par te e dura una stèma.

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pallanuoto

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Quelli dell’Acquagol! Rieccoci a parlare della Pallanuoto Riccione dopo il termine dei campionati (giugno) con gli U.20- U.17 e U. 15 giunti al quarto posto mentre la Prima squadra ha dominato in Promozione meritandosi la Serie “C”. Ma questa è una storia che vi racconteremo un’altra volta, ora ci preme narrarvi quanto accaduto allo Stadio del Nuoto di Riccione il 7 Giugno u.s. C’è il Torneo nazionale A.I.C.S. al quale è iscritta la nostra U. 13; senonché vengono anticipate le finali F.I.N. di Categoria allo stesso giorno e la concomitanza ci impone una scelta. Di primo acchito si pensa di rinunciare al Torneo, ma poi, l’orgoglio della sezione pallanuoto che ha sempre onorato gli impegni, ci spinge a partecipare con i ragazzini dell’Acquagol, i nati nel 2003/4 che solo nell’ottobre precedente hanno indossato la prima cuffia con paraorecchie. A quell’età già un anno fa la differenza, immaginate se questa diventa di due o tre! Avete presente il “Ti piace vincere facile?”. Incoscienza di noi tecnici e dei loro genitori ? Sfacciataggine dei mini-atleti ? Fatto certo è che sono stati “immolati” 10 di loro e gettati in acqua. Primo incontro con Pesaro, città che vanta una tradizione centennale nella pallanuoto, e i ragazzini si beccano la loro bella “asfaltatura”. Però...però l’atteggiamento è di chi non ha paura, non indietreggia e cerca di ribattere colpo su colpo. Al secondo incontro c’è Fermo, squadra un po’ più accessibile, e i 10 “senza paura” tirano fuori tutto quello imparato in pochi mesi...e assimilato benissimo! Le alternanze nei ruoli – portiere, boa (sarebbe il centravanti), marcatore del boa- sono state accettate e sono state di stimolo. Quando Davide Corazza (il nome biblico è risultato una forza aggiunta), un “gigante” di 110 cm. è andato in

porta e ha fatto le sue belle parate si è meritato tutte le strette di mano e i complimenti del dopo partita. E poi c’è stato un momento bellissimo! Buona difesa di Pietro Migani, Diego Foffa e Matteo Di Pietro, la palla giunge a Enrico Montanari che lancia Nicola Lazzari, che smarca Edoardo Ricci che non ci pensa un istante...”fucilata”, palla nell’incrocio... GOL DELLA BANDIERA ! Applausi da far venir giù lo Stadio del Nuoto; si gettano in acqua anche Lorenzo Filocamo, An-

drey Say e Cristian Gessaroli che dopo aver dato il loro contributo festeggiano l’apoteosi coi compagni. Alla fine sorrisi a 32 denti di tutti: tecnici, genitori, avversari, arbitri, soddisfatti di essere stati presenti in una giornata di sport puro i cui ingredienti sono il coraggio, l’autostima e ...il divertimento. Per info: Corsi Acquagol 0541 644410 Segr. Polisportiva Riccione Maurizio Montanari 333 6769374

Riccionesi speciali Laurea 110/110 cum laude. Non è cosa da tutti i giorni La nostra concittadina Ilaria Felici nel Luglio scorso ha conseguito la Laurea Magistrale in Giurisprudenza presso l’Università di Bologna con voto 110/110 cum laude. In Famija Arciunesa vorremmo ricevere tutti i giorni notizie del genere. Non ci resta che congratularci con la neo-dott.sa e stringerla in un affettuoso abbraccio.

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...come eravamo! Classe 3/A Scuola Elementare di Via Michelangelo Anno scolastico 1959-1960 Maestro Fabi Manlio che non compare. Chi si riconosce nei non menzionati ? Da sinistra in alto: Andreani Alfio, Andreani Sergio, Bossoli Stelio, Fabbri Daniele, X, Gasperini Natalino, X, Raschi Franco, Battelli Luciano. Da sinistra in basso: X, Savoretti Renata, X, Sarti …, Loredana .. , Miriam …, X

Dall’album di Riccardo Sorci. 1956 – La rappresentativa dell’Emilia Romagna al Torneo di Viareggio. Tra i protagonisti due riccionesi (da sin. indicati dalle frecce): Riccardo Sorci e Walter Patrignani.

Auguri, auguroni, augurissimi

NOZZE DI DIAMANTE RICCIONESI DOC Tonti Nino (Bruclèt) classe 1931 e Battana Gabriella (per tutti Lavinia) classe 1933 si sono sposati giovanissimi il 20 Giugno 1954. Per questo ambito traguardo, 60 anni insieme, i figli Tina, Tania e Ivano, nell’emozione di questo giorno vogliono ringraziarli per il loro grande amore e per gli insegnamenti e l’esperienza di vita che gli hanno donato e che continueranno a donare. Gli auguri piu’ calorosi sono in primis dall’amatissimo nipote Tommaso.

1962 – I super campioni dell’Inter mondiale di Helenio Herrera inaugurano il nuovo Stadio Comunale di Riccione. Riccardo Sorci non poteva mancare (è il 1° a dx).

La foto curiosa

Laboratorio riparazione elettrodomestici di Via Fiesole. Il buon D'Ercoli è senza ombra di dubbio un grande ecologista-ottimista. Stanco di “aggiunte o sottrazioni” (probabilmente notturne) ha sistemato un bel cartello che recita: VIETATO PORTARE O RUBARE LAVATRICI! Mitico!


LA ZIRUDèLA

Un suris e una risèda

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di Giuseppe Lo Magro

Un sorriso e una risata

Zita e Domenico i era i piò bèi gièvne d’Arcioun.

Zita e Domenico: i più bei ragazzi di Riccione.

Isé inamurèd com un era mai capitè ma nisoun.

Così si erano innamorati come nessuno mai.

Lia èlta, slancèda, carboun t’j’èc e cavél me vènt.

Lei, alta, slanciata, occhi neri, capelli al vento.

Lò l’era isé bèn fat da fè invidia m’un monumènt.

Lui bel fatto da far invidia a un monumento.

Zita ad lavor la priparèva agl’erbe me farmacésta,

Zita di lavoro preparava le erbe al farmacista,

Domenico ch’l’eva un caval, e fèva e fiacarésta.

Domenico aveva un cavallo, era il fiaccheraio.

Un amor grand , snè stè insèn l’eva impurtèza.

Un amore grande, stare assieme era vitale.

Is vleva isé bèn che ma lia la ha crisù la pènza.

Si amavano tanto e a lei è cresciuta la pancia.

Mo e campè dal volte e porta surprese margiose

Ma lavita a volte porta sorprese amarissime

ut mèt se cul saltrèin quand tpèns snè mal rose.

ti sbatte culo a terra quando pensi roseo.

E manchèva una stmèna ma l’ariv de lor fiulèin

Mancava una settimana alla nascita del figlio

che ma Zita e Domenico ui s’è rvultè e distèin.

che a Zita e Domenico si è rivoltato il destino.

Lò e guvarnèva e caval e quèl l’ha dè da mat

Lui governava il cavallo e quello è ammattito

senza un perchè l’ha scalcè, un l’eva mai fat.

senza un perchè ha scalciato, cosa mai fatta.

Tla frounta un colp da sèch, ui ha rubì la vita

In fronte un colpo secco, gli ha rubato la vita

gnint carèze me fiul, gnint risède sla su Zita.

niente carezze al figlio, né risate con la Zita.

Snè quand la ha parturì la ha smès da piègn:

Solo quando ha partorito ha smesso di piangere:

l’era una pisota, d’una blèza ch’la lasa e sègn.

era una bimba, di un bello che lascia il segno.

“L’è spudida me su Bà, e alora, s’un vi dispis,

“E' come suo babbo, e allora, se non vi dispiace,

mitij e su bèl nom”. E po’ la è ‘ndè te Paradis.

datele il suo nome”: E poi è andata in Paradiso.

Isé i vsèin ad chèsa i la ha crisù com una fiola

Così i vicini di casa l'hanno cresciuta da figlia,

i l’ha mandè tl’asil e po’ ènca a studì tla scola.

madata all'asilo e poi anche a studiare a scuola.

Domenica, per tòt Minghina, sempre piò bèla

Domenica, per tutti Minghina, sempre più bella

la eva poch giudizie e e ciarvèl d’una sardèla.

aveva poco intelletto e il cervello d'una sardella.

Agl’ore sora i libre lin era per lia, senza testa,

Le ore sopra i libri non erano per lei, senza testa,

isé la ha cmènz a lavurè da Toni a fè la barésta.

così ha iniziato a lavorare da Toni a fare la barista.

La incantèva tòt j’avantur s’un suris e una risèda

Incantava gli avventori con un sorriso e una risata

e i giuvnòt in fèva èlt che sbarlucè tla su sanèda.

e i giovanotti stavano solo a sbirciare il suo seno.

I su pidgòl i guardèva e ciel, i abre fat se pnèl,

I capezzoli verso il cielo, labbra fatte col pennello,

j’èc i era e spèc de Sol sla dulcèza d’un agnèl.

gli occhi specchio del Sole e dolcezza dell'agnello.

Si la invidèva a fè una pasigèda giò a marèina?

Se la invitavano per una passeggiata giù a marina?

“A vagh s’lam s’acènd te còr la lampadèina”.

“Vado se mi si accende, nel cuore, la lampadina”.

Sa tòte stal manfrèine e servizie l’era pìn ad dan

Con tutte queste smancerie il servizio era sballato

mo cla fitòcia ad Toni e badèva a fè e guadagn.

ma quel furbo di Toni badava a fare guadagno.

Da padroun ui aracmandèva: “Sta sempre tènta

Da padrone le raccomandava di stare attenta:

ta iè da cuntantè, un gnè na roba? Dajine un’ènta”.

“Quando hai finito una cosa dagliene un'altra”.

Un dé l’èntra un s-gnor, bèn vistid, propria fighèt,

Un giorno entra un signore, vestito da damerino

ch’ui dmanda tòt giantil, sla vosa stila:”Tualèt?”

che le chiede gentile con voce sottile:” Toilette?”.

Minghina la punta e déda vèrs la scansia dal boce

Minghina punta il dito alla scansia delle bottiglie

“A l’ho apèina fnì, ai dagh un brandy Santacroce?”.

“L'ho appena finito, le dò un brandy Santacroce?”.


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