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Periodico bimestrale - Sped. a.p. 45% - Art. 2 comma 20/b - Legge 662/96 - Filiale di Forlì - Contiene I.P. Direttore Responsabile: Giovanni Cioria - Aut. Trib. di Rimini n. 185 del 16/8/80 e del 26/8/92 Red. e Amm. Riccione - Via Montebianco 27 - Tel. 0541 643884 Stampa: La Pieve Poligrafica Editore Villa Verucchio - Grafica: Composet Riccione
Anno XXXV - n°2 -
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Ciao Giovanni... Nel Gennaio scorso Giovanni Olivieri, nostro Vice-Presidente, ha lasciato questa terra per altri lidi. Non è retorica affermare che la sua dipartita è stata fonte di un grande dolore per tutti coloro che lo hanno apprezzato per le sue qualità professionali (tantissime) e per quelle umane (infinite). In me è rimasto un grande vuoto, perchè Giovanni mi aveva donato la sua amicizia, con una spontaneità inusuale che andava ben oltre a quelli che possono essere i cordiali rapporti tra chi collabora al buon andamento di una associazione benefico-culturale quale Famija Arciunesa. Nella conduzione di F.A. è sempre stato il “riflessivo”, suggerendomi, di fronte ad ogni bivio, la direzione da prendere. E non ha mai sbagliato! Spesso era ospite alla mia tavola per un piatto di spaghetti con le telline -di cui andava ghiotto- innaffiati da due dita di prosecco. Non mancava mai di fare “la scarpetta” e poi si rivolgeva alla Liliana (sua cuoca prediletta) dicendo: “Veramente buoni” illuminando la frase col suo caldo e discreto sorriso. Ecco, così ricorderò sempre l'amico Giovanni. Giuseppe Lo Magro
Il sorriso di Giovanni, aspetto esteriore della sua anima.
Il saluto letto durante la funzione funebre dal Prof. Pietro Pasini In memoria di Giovanni Olivieri Lucia Olivieri, l’amatissima figlia di Giovanni ed Anna ha chiesto che tra i tanti amici del padre fosse un collega medico e, come Lui rotariano, a ricordare il Dottor Giovanni Olivieri ai numerosissimi concittadini, colleghi medici e rotariani oggi presenti. “Ho avuto la ventura di essergli stato collega, lui Primario di Anestesia e Rianimazione, io di Medicina, nell’Ospedale “G.Ceccarini” di Riccione per tanti anni. Anni nei quali il comune impegno professionale si è associato ad un’amicizia e ad una stima reciproche. Appartenevamo entrambi ad una generazione che aveva preso sul serio quell’antico giuramento col quale Ippocrate impegna il medico a “mantenere integra la propria vita e senza macchia la sua professione”. La religione del dovere e della responsabilità Giovanni l’aveva respirata in seno alla sua bella famiglia insieme con i fratelli Renato, Paolo, Maria Rosaria, con l’esempio della madre Lucia e e del padre Arduino. E poi nella scuola, quel Liceo Classico Giulio Cesare che entrambi abbiamo frequentato in tempi ormai remoti, dove Arduino Olivieri - rimasto nella memoria e nel cuore di noi antichi studenti e dell’intera cittadinanza - svolgeva la sua “missione” di insegnante, preside educatore , per tante generazioni di giovani. L’uomo Giovanni Olivieri è stato l’esempio del biblico “uomo che retto procede, che non siede a consiglio con gli empi, che non va nella via coi peccatori e non siede a consiglio coi tristi”. Con in più rare doti umane:
la capacità di apprezzare un sorriso e di passare sopra ad uno sgarbo, di interpretare sempre benevolmente gli atteggiamenti degli altri, l’intelligenza di non prendere troppo sul serio il proprio “IO”, la capacità, rara, di ascoltare, parlare e soprattutto, tacere al momento giusto. Lo ricordo capace e valente professionista, sagace nei giudizi clinici, disponibile coi colleghi, mai aspro con i collaboratori, rispettoso con i pazienti, gentile con tutti. La Laurea in Medicina, le Specializzazioni in Ostetricia e Ginecologia, in Anestesia e Rianimazione, in Medicina Legale fanno parte di un brillante curriculum; così come l’impegno di Consigliere e Tesoriere dell’Ordine dei medici di Rimini e quello di Segretario della Società Italiana di Medicina Legale. Ma l’evento che ha segnato la vita personale, oltre che quella professionale, di Giovanni è stato il periodo trascorso agli inizi della vita professionale nell’Ospedale Svizzero di Mendrisio nel Canton Ticino. Quì Giovanni ha fatto la qualificata esperienza professionale che ha avuto come seguito il Primariato e la Direzione Sanitaria prima a Riccione e poi nella Casa di Cura Villa Maria di Rimini. Ma, soprattutto a Mendrisio ha incontrato Anna. Anna è stata per Giovanni l’amore della vita, la gioia della famiglia con la nascita di Lucia, gli è stata moglie, amica, alleata nell’accompagnare l’instancabile attività medica di Lui con il contatto con la natura, la montagna, i funghi, lo sport della tavola a vela, il Tennis Club, l’impegno civico
e gli amici con la Famija Arciunesa; e il Rotary, in quel club Riccione-Cattolica nel quale ci siamo ritrovati oltre che nella professione. Come rotariano ha praticato seriamente la regola che impegna gli associati a questo sodalizio a “Servire Oltre l’Interesse Personale”. Un servizio che esige serietà nella vita individuale, familiare, professionale, civica, che impegna ad una solidarietà attiva e concreta nei confronti della propria comunità e nella comunità internazionale, soprattutto nei confronti delle giovani generazioni, per la pace e la comprensione tra le persone, i popoli, gli Stati, attraverso il miglioramento dell’Istruzione, il supporto alla salute, il sollievo dall’indigenza, Giovanni è stato Socio Fondatore del Rotary Club Riccione-Cattolica, ne è stato il Presidente, ha animato per almeno due decenni il Premio Rotary Scuola, con il quale vengono conferiti Assegni di Studio ai giovani maturati coi migliori risultati nelle Scuole del territorio, si è impegnato in progetti umanitari: l’ultimo portato a termine è stato quello di restituire a Felix, un bimbo africano, la possibilità di camminare dopo un delicato intervento chirurgico effettuato in Italia grazie al suo interessamento. Gli è stato assegnato il riconoscimento rotariano di Paul Harris Fellow. Giovanni è stato esemplare come uomo, come professionista, come rotariano. E’ un conforto per noi tutti pensare che ora si è ricongiunto con Anna venutagli a mancare troppo presto. Ma non se ne va: rimane nei nostri cuori”.
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Nuovo C.d.A. 2017/2020
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Assemblea Generale dei soci di Famija Arciunesa CANDIDATuRE A CONSIGLIERE
AVVISO CHE VALE COME INVITO PERSONALE I soci sono invitati all'assemblea Generale ordinaria che avrà luogo presso la sede sociale in via montebianco n.27, nel Parco pubblico (ex casa della “micia”) per discutere e deliberare sul seguente Ordine del giorno: 1) Approvazione del bilancio sociale chiuso al 31.12.2016 e relative relazioni; 2) Proposta di bilancio preventivo 2017; 3) Candidature per l'elezione del nuovo C.d.A. triennio 2017/20 che avverrà nel prossimo mese di Luglio (data e orari saranno comunicati nel prossimo numero di Famija Arciunesa).
I soci in regola col tesseramento per il 2017 che ritengono di poter svolgere la carica di Consigliere per il prossimo triennio 2017/20 possono proporsi a candidati a tale carica comunicando il loro intendimento alla sede, nei giorni Martedi, Giovedi e Sabato dalle 16.30 alle 18.30 oppure telefonando al 0541/ 64 38 84 inderogabilmente ENTRO IL 30 APRILE 2017. Se ami Riccione e vuoi dare un contributo per conservare le tradizioni e offrire solidarietà ai meno fortunati fatti avanti e porta idee nuove. Non occorre essere Archimede Pitagorico. Basta la buona volontà!
L'Assemblea si riunirà il giorno SABATO 22 APRILE 2017 in prima convocazione alle ore 08.00; qualora il numero dei presenti non raggiungesse la maggioranza degli iscritti, l'assemblea tornerà a riunirsi nello stesso giorno e col medesimo O.d.G. alle ore 17.30 e sarà valida qualunque sia il numero dei soci presenti. Il Consiglio
Il C.d.A. uscente: da sinistra Gianni zangheri, Antonio Batarra, Cristina Dabbeni, Paolo Santovito, Antonio Cianciosi, Silvia Dabbeni, Giuseppe Lo Magro, Giovanni Olivieri, Riccardo Angelini.
REDAZIONE Direttore Responsabile: Giovanni Cioria • Capo Redattore: Giuseppe Lo Magro • Redazione: Nives Concolino, Maria Grazia Tosi • Hanno collaborato a questo numero: Elena Brezza, Edmo Vandi, Roberto Betti, Lorenzo Scola, Piero Serafini, Bruno Bezzi, Novella Zammarchi, Marco Travaglini, Pietro Pasini, Matteo Capelli, Fabio Severi, Claudio Villa, Salvatore Tonti, Albo Casadei (Archivio)• Foto: Pico e Gianni Zangheri • Pubblicità: Tel. 338 4304667 • Grafica e impaginazione: Studio Grafico Composet Riccione: 0541 606680 • Stampa: La Pieve Poligrafica Editore Villa Verucchio S.r.l.
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All’A.I.S.M. è arrivato il pulmino attrezzato! Sabato 28 gennaio 2017 è stato inaugurato, presso la sede dell’A.I.S.M. Provinciale di Rimini, in viale Abruzzi a Riccione, il Pulmino attrezzato per il trasporto delle persone affette da Sclerosi Multipla. L’automezzo è stato donato da tanti sostenitori, singoli e associazioni (elenco in bella evidenza sulle fiancate) che hanno festeggiato l’evento assieme al gruppo dell’A.I.S.M. Tanta commozione per tutti i presenti l’aver raggiunto questo traguardo di vitale importanza per lo svolgimento delle attività di ogni giorno. Il vecchio pulmino, dono di Famija Arciunesa nel 1999, era arrivato al capolinea. Anche stavolta la nostra associazione è stata presente con 10.000 euro, ricavi di due Feste (compleanno di riccione comune autonomo del 2014 e Festa di Fine estate 2015) organizzate, grazie alla ospitalità di Costa Endutainment, al Parco Oltremare. Al nuovo pulmino Auguri di migliaia di chilometri... per il bene di tanti.
Il Presidente Giuseppe Lo Magro coi consiglieri Gianni zangheri e Paolo Santovito presenti alla consegna del nuovo pulmino.
Servizi a 360 gradi, più spediti col nuovo pulmino Sempre più lavoro e coinvolgimento di volontari per l’Aism (Associazione italiana sclerosi multipla), che ora conta anche su mezzi più efficienti. Sostituisce il più vecchio dei due finora in uso all’associazione che, nella sede di viale Abruzzi di Riccione, opera per tutta la provincia, dal 1989. Ampio il raggio d’azione del’Aism, presieduta da Luca Bergnesi che, a chi soffre di questa malattia offre diverse prestazioni. Si opera a 360 gradi? “Non offriamo servizi solo a persone affette da sclerosi multipla, ma anche a tante altre persone di Riccione, Rimini e dintorni, che hanno altre patologie e disabilità causate pure da incidenti stradali”. Siete sempre attivi? “La sezione resta aperta tutti i giorni, dal lunedì al venerdì (8,30 - 12,30 a volte fino alle 13), ma se qualcuno ha bisogno di sottoporsi a una visita medica fuori di questo orario e avvisa qualche giorno prima, ci si organizza per accompagnarlo di pomeriggio”. Il servizio è gratuito? “Completamente gratuito. A chi si rivolge a noi per il trasporto chiediamo solo di prendere la nostra tessera che costa 25 euro all’anno. Il servizio è garantito a tutti gli associati, ma nel limite delle possibilità cerchiamo di accontentare anche altri”. Con il nuovo pulmino si viaggia più spediti? “Certo, il nuovo sostituisce il più vecchio che avevamo. Famija Arciunesa ci ha
dato un grosso contributo, che si è affiancato a diverse donazioni, raccolte nel giro di due anni”. Tanto lavoro, un aiuto potrebbe arrivare dai giovani che prestano servizio civile? “Certo, ma nonostante avessimo a disposizione tre posti e fosse previsto un contributo statale di 430 euro mensili, per quest’anno non si è presentato nessuno. Forse ha influito anche la scadenza del bando, a fine giugno, che coincideva con l’inizio della stagione balneare. Siamo andati anche a parlare nelle scuole, ma nessuno ha recepito il messaggio”. Quanti soci conta la vostra sezione? “Siamo 120, ma contiamo di andare oltre, stiamo infatti facendo una campagna ad hoc. D’altra parte secondo i dati della Neurologia nella provincia di Rimini le persone affette da sclerosi multipla sono circa 600, ma dei 120 tesserati quelli affetti da sclerosi multipla sono appena settanta/ottanta”. Eppure svolgete tante attività? “Noi non forniamo risposte mediche, ma diamo tante risposte ai problemi, ci confrontiamo e insieme cerchiamo soluzioni, diamo informazioni sui diritti e altro. Da noi si trova sostegno anche nel gruppo di auto-aiuto, intanto organizziano incontri e convegni, come quello del 25 marzo sull’alimentazione con un noto nutrizionista”. Nives Concolino
palazzo del turismo
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di Nives Concolino
Rimesso a norma riapre dopo l’incendio
Notizie dall’aNaGraFe
Novità in vista per il Palazzo del Turismo, che all’ inizio di novembre aveva subito un incendio nell’interrato con la completa distruzione dell’archivio di abiti di Riccione Moda Italia. Le maestranze sono all’opera per metterlo a norma entro Pasqua per poi riaprirlo subito al pubblico. Al di là dell’incidente, infatti, la struttura andava adeguata da tempo alle nuove leggi che disciplinano l’antincendio. Ripuliti quindi gli spazi anneriti, per perfezionare il Cpi (Certificato prevenzione incendio) e ottenere l’agibilità, si è provveduto a cambiare l’impianto elettrico, porte e tende e ad adeguare i muri “rei”, ossia resisten-
ti al fuoco. Nel frattempo, su decisione dell’assessore al Turismo, Claudio Montanari, è stato rivoluzionato il piano rialzato del palazzo per riaprire al pub-
blico la saletta chiusa da anni. Questo con l’intento di sfruttarla per mostre e incontri e per raccontare la storia di Riccione attraverso una serie di gigantografie e maxischermi multimediali sui quali proiettare filmati d’epoca. Di conseguenza sono stati spostati tutti gli uffici, quelli delle Attività economiche sono stati trasferiti nella sala comunale del Centro Abissinia, in viale San Martino, mentre quelli dello Sport hanno trovato spazio al pianterreno del municipio, dov’erano una volta. L’unico a restare in piazzale Ceccarini è il settore Turismo, allargato nell’ambiente dello Iat, che ora si trova sul lato opposto della hall.
La popolazione invecchia, aumentano i nuclei monofamiliari Per la prima volta nella sua storia Riccione ha mantenuto la popolazione stabile a tal punto da registrare l’identico numero di residenti rispetto l’anno procedente. Al 31 dicembre 2016, infatti, l’elenco dell’Ufficio Anagrafico ne riportava 35.487 (18.724 donne e 16.763 maschi), stesso numero registrato il 31 dicembre 2015. Nonostante tutto i nuclei familiari lievitano, sono 16.108 contro i 16.082 del 2015, dato che si spiega con il crescente trend delle persone, che vivono sole, soprattutto anziani. Meno lavoro per la cicogna che ha portato 238 bebé (116 femmine e 122 maschi) contro i 249 (11 in meno) del 2015, mentre i decessi sono stati 354 contro i 368 dell’anno prima (14 in meno). I flussi migratori: da fuori comune sono arrivate 1.335 persone, 174 in più rispetto l’anno precedente, quando se ne contavano 1.161. Lieve incremento anche per gli emigrati 1.219 (15 in più rispetto i 1.204 dell’anno scorso). Pressoché invariati gli stranieri (al primo posto gli albanesi) a fine anno erano 3.524 (3.539 nel 2015), vale a dire un decimo della popolazione riccionese, che intanto invecchia. L’anno scorso, infatti, gli ultra 65enni sono diventati 8.837, vale a dire 472 in più dell’anno precedente. La riccionese più longeva è Augusta Stella Savoretti che in agosto compirà 106 anni. Tra gli 11 supernonni figurano anche, Serafino Bologna del 1913, Eugenia Di Giacomi e Ines Ronci del 1914, Nerina Bompadre e Guerrino Tenti classe 1915, ma nella lista degli ultracentenari del 2016
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fanno parte altri sei riccionesi, la più giovane centenaria è Marina Marconi che ha compiuto gli anni il 15 gennaio. Altro capitolo è quello dei matrimoni con i dati forniti dallo Stato Civile. A Riccione nel 2016 ne sono stati celebrati 114, due in più del 2015. In live flessione i civili, 76 contro gli 80 del 2015, e in ripresa i religiosi, 38 contro i 32 dell’anno precedente. Per la prima volta, intanto, sono state celebrate le due prime unioni civili. Stabili le coppie in frantumi. Se da un lato calano le separazioni , 51 contro le 64 l’anno precedente , dall’altro aumentano i divorzi, 66 contro i 54 del 2015 (12 in più). Nives Concolino
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Dal notiziario del Comune n. 5/6 1987
10 Maggio 1987: si inaugura la fontana “Ai Caduti del Mare” Con una imponente cerimonia è stata inaugurata domenica mattina 10 maggio a Riccione, la fontana-monumento edificata al centro del Piazzale Nenni nella zona Terme. La fontana, il cui progetto è stato realizzato dall’Arch. Censi, è sorta per volontà della locale sezione dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia (A.N.M.I.) con il contributo dell’Amministrazione Comunale, di enti, associazioni e privati cittadini. La cerimonia è stata introdotta da una sfilata lungo le vie cittadine della Banda della Marina Militare giunta poi sul Piazzale Nenni per presenziare, insieme al picchetto d’onore, all’intera manifestazione. Numerose le autorità civili, militari e religiose intervenute. Era presente il Capo di Stato Maggiore della Marina Ammiraglio Giasone Piccioni, il Presidente Nazionale dell’A.N.M.I., Ammiraglio Vittorio Marnili, l’Ammiraglio di Divisione Giuseppe Jaccheri, il Capitano di Fregata Re, il vice Prefetto, il vice Questore, il Sindaco di Riccione Terzo Pierani, il Comandante del Porto di Rimini unitamente ai Comandanti delle locali stazioni Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Stradale, Vigili Urbani, ecc. Numerose le rappresentanze dei Marinai in congedo aderenti all’A.N.M.I., provenienti da ogni parte d’Italia. Accolto con applausi e particolare commozione il medagliere della Marina Militare che conta oltre 200 medaglie d’oro assegnate al valor militare. Mons. Imola, della Diocesi di Rimini,
ha celebrato sul Piazzale la Santa Messa ricordando, nell’omelia, il grande significato umano derivante da questa nobile testimonianza. Successivamente il Presidente dell’A.N.M.I. riccionese, il Cav. Uff. Danilo Rossi ha consegnato simbolicamente il monumento alla città di Riccione attraverso un documento sottoscritto dal Sindaco Pierani e dallo stesso Presidente. Per i discorsi inaugurali e celebrativi hanno poi preso la parola lo stesso Danilo Rossi (il quale ha anche declamato la commovente e sentita Pre- ghiera del Marinaio), quindi ha parlato il Sindaco Terzo Pierani, il Presidente della A.N.M.I. na-
zionale Ammiraglio Vittorio Marulli e, infine, il Capo di Stato Maggiore della Marina Ammiraglio di Squadra Giasone Piccioni, i quali, con accorate parole, hanno ricordato il sacrificio di tanti giovani e la dura vita degli uomini di mare, sottolineando il profondo significato della fontana-monumento eretta a Loro ricordo. La bella fontana, con la scritta «Ai Caduti del Mare» e, sul retro, una suggestiva frase tratta dalla Preghiera del Marinaio, fa ora mostra di sè sulI’ampio Piazzale, meta di gruppi e comitive che intendono ricordare e rendere omaggio alle vittime del mare di tutti i tempi e di tutte le guerre.
Posare una targa: proposta “indesiderata” In occasione del prossimo 30° anniversario dell'inaugurazione della Fontana dei Marinai d'Italia dedicata “Ai Caduti delMare” (10 Maggio 1987), avevamo proposto come Famija Arciunesa all'Associazione Nazionale dei Marinai d'Italia gruppo di Riccione “G.M. Augusto Belloni”, parlando con l'attuale presidente della sezione signor Gilberto Cevoli, la sistemazione di una targa recante il testo integrale della preghiera del marinaio. Targa con supporto a leggio, da sistemare a bordo aiuola per una facile lettura. Targa che avrebbe impreziosito la fontana stessa, in sostituzione di quella attualmente affissa sul lato mare, che in verità è solo l'ultimo verso e, a nostro parere con formato e caratteri alquanto dozzinali. Al primo colloquio l'idea era di acquistarla in collaborazione, poi sentito che l'associazione marinai non aveva fondi da destinare a quello scopo, abbiamo proposto di offrirla noi interamente chiedendo l'interessamento per la parte burocratica. Tentennamenti vari, entusiasmo a “livello
di G.L.M
stradale”....e alla fine un bel: “Basta quella che c'è”. E' rimasta una grande delusione, perchè l'occasione del 30° anniversario capitava a fagiolo per dare il giusto risalto ad una invocazione cara a tutti coloro che sul mare hanno vissuto, gioito, sofferto o perso la vita. Riproveremo in futuro, magari con un presidente dei marinai più lungimirante. A Te, o grande eterno Iddio, signore del cielo e dell'abisso cui obbediscono i venti e le onde, noi uomini di mare e di guerra Ufficiali e Soldati d'Italia da questa sacra nave armata dalla Patria, leviamo i cuori! Salva ed esalta nella sua fede, o grande Dio, la nostra nazione, dà giusta gloria e potenza alla nostra bandiera, comanda che le tempeste e i flutti servano a lei, poni sul nemico il terrore di lei, fa che sempre la cingano in difesa petti di ferro più forti del ferro che cinge questa nave, a lei per sempre dona vittoria. Benedici o Signore le nostre case lontane, le care genti, benedici nella cadente notte il riposo del popolo, benedici noi che per esso vegliamo in armi sul mare. Benedici
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Anselmo Giardini e l’ecletticità espressiva
Un artista, un esploratore della materia… un artigiano. Non facile definire al meglio l’estro eclettico dello scultore Anselmo Giardini che, come spesso accade, non è stato forse ancora sufficientemente valorizzato proprio qui, nella sua città; un po’ come un tesoro nascosto, che una volta trovato sa svelare un patrimonio di conoscenze e tecniche artistiche che non possono che arricchire le opportunità sono solo di ammirare la sua conclamata capacità, ma anche di trovare in lui originali strumenti operativi. Dietro un’aria riservata e gentile Giardini racconta il piacere di mettersi a disposizione, come sta già facendo, di disegni e
progetti anche non suoi, ma che grazie alle sue peculiarità può concretizzare. “Mi interessa molto realizzare strutture dietro richiesta di privati o studi di architettura –racconta mentre sta levigando una parte di un enorme banco bar costruito con il polistirolo resinato-, come mi fa piacere condividere il mio sapere con coloro che regolarmente frequentano i miei corsi, appassionandosi all’arte della scultura in senso ampio”. I suoi corsi sono iniziati a febbraio nel laboratorio di Via dell’Artigianato 23, uno spazio un po’ fuori dal tempo e affollato di sculture e dipinti, e si avvicenderanno sino all’estate. Due lezioni settimanali che perseguono più obiettivi: sviluppare la manualità attraverso le tecniche di modellazione dell’argilla, plasmare la materia e percepirne il potenziale, conoscere gli attrezzi appropriati di modellatura e tecnica di svuotamento per cottura finale… e naturalmente sollecitare la creatività individuale di cui tante volte non si è neanche consapevoli. Nonostante la maggior parte delle sue energie le abbia indirizzate verso tante altre parti d’Italia, in realtà interessanti interventi artistici di Giardini hanno regalato lustro anche qui in città, come la statua in bronzo della rotatoria in zona Punta dell’Est, le cartoline di ceramica di quella di Spontricciolo, la grandiosa facciata in maiolica della farmacia di via Diaz e l’alto rilievo dedicato a Igino Righetti in C.so F.lli Cervi. Ma il percorso più prettamente artistico di Giardini ha una storia lunga, che l’ha visto per un ventennio a disegnare collane, bracciali e orecchini per i più prestigiosi
marchi dell’oreficeria; innalzare sculture di bronzo per cattedrali, e con la creta e il polistirolo resinato esplorare forme e messaggi emozionali che hanno abbellito mostre e impreziosito importanti spazi. Il suo primo lavoro, appena dopo essersi diplomato nel ’73 all’Accademia delle Belle Arti di Roma, fu qui a Riccione, per il mitico Dancing Savioli: in occasione di ogni grande festa che frequentemente il locale organizzava ne creava la cartellonistica della plancia pubblicitaria. E da lì è spaziato molto ma molto oltre… modellando la sua carriera con la spatola del talento. www.anselmogiardini.it
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di Nives Concolino
Santi in pensione, resta come volontario Contiene la mappa delle aree di ammassamento, di attesa e accoglienza, nonché informazioni su cosa fare in caso di incendi devastanti, allagamenti, incidenti industriali e terremoti. E’ il nuovo depliant che la Protezione civile distruibuirà alle famiglie di Riccione e dei comuni limitrofi per trovarsi pronti in caso di qualsiasi disastro o calamità. Ne dà notizia Riziero Santi, a capo del Centro Operativo Intercomunale di Protezione Civile (Coi), che prevede il servizio associato tra i comuni di Riccione, Cattolica, Misano Adriatico, Coriano e San Giovanni in Marignano. Pressoché in contemporanea con l’insediamento ufficiale del centro, lo scorso 10 febbraio, il 60enne Santi, tra l’altro sindaco di Gemmano, ha rassegnato le dimissioni in comune per pensionamento. Alle spalle oltre quarant’anni di carriera, dei quali quindici ai vertici della Protezione civile, alle dipendenze dello stesso ente. Santi, che sarà in pensione dal primo ottobre, promette di non mollare del tutto quella che sotto certi aspetti è stata una sua creatura. “Anche se vado in pensione, non lascio la Protezione civile, resto come volontario – premette - in Arcione siamo una trentina con circa cinquanta iscritti. Nel frattempo stiamo istituendo un altro gruppo per gli altri comuni del circondario formando 45 ragazzi che in qualche mese potremo inserire tra i volontari operativi e investiamo in mezzi e attrezzature”. Non si esclude comunque neppure un incari-
co. Eccolo intanto, come sempre in prima linea. “Con l’associazione dei comuni -spiega Santi - abbiamo elaborato anche il piano di emergenza intercomunale, facendo riferimento a quello che ogni singolo comune aveva già, abbiamo tradotto tutto in un piano unico, semplificato e modernizzato. Questo è stato riportato poi sul depliant che gli amministratori hanno deciso di stampare e distribuirre a tutte le famiglie dei comuni dell’area consorziata. Nel frattempo installiamo le insegne nelle aree interessate”. Sarà così in quella di ammassamento nel parcheggio di Viale Berlinguer, all’uscita dell’A14, nelle aree di accoglienza nei centri sportivi di Spon-
tricciolo, in viale Moncalieri, della stadio comunale, in viale Forlimpopoli, di San Lorenzo, in viale Bergamo, di Menaggio in viale Brunate, della zona artigianale nel viale dell’Artigianato, di viale Arezzo e a Fontanelle in viale Puglia, come pure nelle aree di attesa, che si trovano nella piazza di viale Casale, nei parcheggi del parco della Resistenza, in viale Romagna, della scuola materna di viale Bergamo, dei parchi di viale Sandrio, in viale Valtellina, di viale Marche, in viale Novafeltria, e del ristorante Piada d’oro in viale Berlinguer e della scuola di Fontanelle in viale Ionio”. Il piano è pronto , fa sapere Santi “sul territorio ho una ventina di collaboratori, ognuno dei quali sa già che cosa fare e come intervenire in caso di necessità. Prima dell’estate, si prevede anche un’importante esercitazione”. D’altra parte in una terra così “ballerina” e con fabbricati costruiti prima del 1983 senza i criteri dell’antisismica, bisogna essere pronti. “La nostra zona _ ricorda Santi _ si trova sul livello tre in una scala di rischio quattro, in quanto litoranea è interessata dal fenomeno di liquefazione delle sabbie”. Anche per questo motivo giunge il consiglio di dotare le proprie abitazioni di una “carta d’identità” per sapere com’è fatta la struttura, quale evoluzione ha avuto ed eventualmente metterla in sicurezza, usufruendo pure dei contributi pubblici, ora messi a disposizione dal progetto Casa Italia.
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amici che se Ne vaNNo
di Nives Concolino
Il Cav. Mariani, una vita per l’edilizia
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E’ stato un protagonista dell’imprenditoria riccionese, dinamico e lungimirante, tanto da ricevere il titolo di Cavaliere della Repubblica. Leonardo Mariani noto costruttore che ha fimato tante opere importanti tra Riccione, Rimini e dintorni, se n’è andato per sempre lo scorso 20 gennaio. Nato a Sogliano sul Rubicone nel 1930, ma residente a Riccione dal 1944, ha fatto una lunga e stimata carriera, partita in sordina, facendo la gavetta. Come ha riportato lui stesso nel libro pubblicato nel 2014 in occasione delle nozze di diamante con la sua adorata Natalina Serafini, la sua ascesa nell’edilizia è stata rapida. All’opera come manovale a soli 14 anni, è diventato muratore a 15 e capo cantiere a 16. A 17 anni, mentre il fratello era militare, eccolo impegnato a costruire la casa per la famiglia in viale Foscolo, poi trasformata in Hotel Novalba. A 20 Leonardo col fratello Gastone fonda l’impresa edile Fratelli Mariani, che nel tempo realizza importanti costruzioni a Rimini (Palazzo Fabbri in Piazza Ferrari, piscina coperta, talassoterapico, concessionaria della Bmw e chiesa della Riconciliazione) e a Riccione (chiesa della Pentecoste, copertura della tribuna dello stadio comunale
reunion organizzata per il sessantesimo anniversario della sua attività. Per l’occasione si attornia di tutte le persone care, tra le quali monsignor Pietro Sambi, nunzio apostolico negli Stati Uniti. Ed è lungo anche l’elenco degli incarichi rivestiti da Leonardo Mariani che nel 1952 fonda l’Associazione Industriali di Rimini. Nel
e altri fabbricati). A queste costruzioni, in tutto il Riminese si aggiungono numerosi hotel, capannoni industriali, palazzine e ville. Un impero dell’edilizia che in una sessantina di anni arriva a contare 2.237 operai e che per decenni s’intreccia con quello del fratello Gastone, scomparso in un drammatico incidente stradale nel 1999. Il timone dell’impresa intanto passa al figlio di Leonardo, l’ingegnere Gianni Mariani. Socievole e cordiale, in tutti questi anni imbastisce un’intensa rete di relazioni e amicizie nel mondo dell’imprenditoria, delle istituzioni e della chiesa. Fa ormai parte della storia la grande
1984 diventa socio fondatore del Rotary Club Riccione-Cattolica, che presiede tra il 1995 e il 1996, diventa membro del consiglio nazionale Andil, associazione che in Italia rappresenta l’intero settore dei laterizi, e partecipa alla stesura di un contratto di lavoro, mentre la controparte dei sindacati è rappresentata dal noto triunvirato nazionale composto da Lama, Marini e Benvenuto. Per un lasso di tempo è stato pure presidente del Collegio dei costruttori della provincia, nonché dei fornaciai e dei prefabbricatori, nonché consigliere della Banca di credito cooperativo di Ospedaletto (ora Banca Malatestiana).
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amici che se Ne vaNNo
Adriano, reduce dai Lager nazisti E’ scomparso pochi giorni prima di compiere 93 anni Adriano Vandi riccionese scampato ai Lager nazisti fratello del nostro collaboratore Edmo. Adriano aveva iniziato a lavorare a 12 anni come verniciatore nella fabbrica di letti "Calza-Manzi e Castracani". Verniciava a spruzzo (alla nitro) senza mascherina (non si usava). Per lenire le incrostazioni delle vie respiratorie doveva bere molto latte. Per questo chiese per anni un piccolo aumento sulla modesta paga da eterno apprendista. Quando finalmente gli fu concessa per pochi spiccioli, il suo capo reparto gli disse: "Ti auguro tu li debba spendere tutti in farmacia". Adriano prese il barattolo della vernice e glielo tirò addosso. Fu licenziato in tronco, appena in tempo per ricevere la Cartolina Precetto e venire aggregato al Battaglione San Marco di stanza a Pola. Il fatidico 8 settembre del '43 lo trovò col suo Reparto a Tolone in Francia. I tedeschi posero il noto aut-aut: "..o con noi o contro di noi". Adriano scelse "...contro di noi" e così fu deportato nei campi di concentramento prima in Germania poi in Polonia dove per due anni soffrì fame, freddo e patimenti di ogni genere. Si salvò dai forni crematori in quanto si inventò "calzolaio". Infatti quando il Kapò chiese se c'era qualcuno che faceva il "Schumaker" Adriano alzò la mano e disse: io ! Lui il calzolaio non l'aveva mai fatto, ma aveva visto lavorare di lesina "Bandloun" il ciabattino del suo rione. (Tuttavvia l'escamotage non gli impedì di venire più volte pestato a sangue perchè sorpreso a recuperare bucce di patate nella fossa dei rifiuti). Per oltre due anni la sua famiglia non ricevette nessuna notizia, ma sua madre (la Lucina) spediva ogni mese un pacco contenente indumenti di lana, qualche pezzo di pane e la piada, all'indirizzo: "Per Adriano Vandi - Lager Birkenau/Polonia". Diceva alla Posta:"Spero che lo riceva mio figlio ma a qualcuno sicuramente farà del bene". I medici delle truppe alleate che lo liberarono, lo visitarono e pesarono: 43 chili contro gli 80 originari. Il ritorno fu alquanto avventuroso. Camion militari, qualche tratto in treno, molti a piedi,
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di e.v.
in tutto 27 giorni. Un camion carico di frutta lo depositò a Coriano da dove raggiunse a piedi, attraverso i campi, l'inizio di Via Malta dove abitava. La famiglia lo aspettava in mezzo alla strada avvertita dai vicini. "Adriano, l'è arvàt! Ui è Adriano !". Magro, barba lunga, capelli a ciuffi e una valigia di cartone legata con uno spago. Impiegò almeno mezz'ora per arrivare dai suoi poichè veniva abbracciato e baciato dai vicini di quel tratto di strada. I genitori lo accolsero piangendo. Entrò in casa guardandosi attorno incredulo, con gli occhi spiritati. Aprì la valigia; conteneva panni sporchi e un paio di scarponi lucidi e perfetti. La valigia aveva l'odore del Lager, della fame e del dolore, l'odore dei luoghi della morte. Adriano si riprese alla svelta (le tagliatelle della madre fecero miracoli). Divenne poi Vigile Urbano, discreto e silenzioso in servizio, quanto loquace e spiritoso in famiglia e con gli amici. Ha fatto vita ritirata fino agli ultimi giorni, con la memoria lucida e viva riguardo gli eventi terribili vissuti negli anni più importanti della sua gioventù. Una vita che va raccontata e sottolineata, soprattutto ai giovani, per non dimenticare un passato che ci auguriamo non ritorni mai più.
Cirillo, il tennista amico dei gabbiani
di ni.co.
Ha insegnato a tenere le racchette in mano a diverse generazioni di riccionesi. Maurizio Ricci è scomparso all’improvviso lo scorso 27 dicembre a 59 anni. Amato e stimato da residenti e turisti, è stato per anni un buon istruttore, soprattutto per chi praticava il piccolo campo da tennis che gestiva al Marano. Al di là dell’attività sportiva, Cirillo, come lo chiamavano gli amici, a Riccione era conosciuto come l’ “uomo dei gabbiani”. Chi era solito percorrere a piedi o in bicicletta la passeggiata di viale D’Annunzio, a ridosso dell’arenile, soprattutto in prossimità dell’Hotel Beaurivage in
viale D’Annunzio, lo incontrava con il suo sacchetto di pane che distribuiva ai volatili, soliti a radunarsi in quel punto. Al suo arrivo era uno spettacolo, i gabbiani, infatti, tra lo stridio generale, svolazzavano verso di lui in massa per accaparrarsi il cibo. Era una sorta di rito che si ripeteva ogni giorno, tra lo stupore dei bambini e di tante persone che si fermavano a immortalarlo con clic e videocamere, fin quando scendeva dal suo mezzo con il sacchetto di pane raffermo. Al di là della sua passione per gli animali e la natura in genere, Cirillo era apprezzato per la sua genuinità romagnola, per il suo essere espansivo e gioviale e per la sua disponibilità, sempre pronto ad aiutare soprattutto in campo qualsiasi persona, anche bambino, che si avvicinasse al tennis. Custode degli antichi valori, era apprezzato per quelle piccole cose che lo rendevano grande, come quel buongiorno che era solito dare anche a chi conosceva solo di vista.
amici che se Ne vaNNo
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di Nives Concolino
Maria Cristina, un grande amore per gli Orsi della Luna
Era una colonna di “Animals Asia Foundation”, tant’è che per anni, anche come docente con i suoi alunni si è battuta contro lo spudorato sfruttamento degli orsi della luna (moon bears) in Asia vittime di una terribile pratica che alimenta il business della cosmesi.
Maria Cristina Bazzotti (62 anni), insegnante d’inglese nelle scuole primarie della città, è scomparsa il primo gennaio, dopo una lunga malattia. Al di là della sua professione, la Bazzotti, socia onoraria di Animals Asia Foundation, era diventata popolare proprio per aver sposato la causa degli orsi della luna. Proprio per sensibilizzare le persone, con un’amica qualche anno fa aveva fatto anche una maratona di 3.000 chilometri in moto. In quell’occasione, a Saint Tropez, l’attrice Brigitte Bardot l’aveva incoraggiata a continuare la sua battaglia, parlandone anche al Gran galà del Polo Club a Cirencester nel Cotswolds, ospite della presidentessa Lady Ashcroft, alla presenza dei reali d’Inghilterra. Per il suo impegno nella salvaguardia della natura, in particolare degli animali, la Bazzotti aveva ottenuto anche un riconoscimento durante la manifestazione “Talentuosa 2012”. Era pure diventata socia onoraria dell’associazione Arcabaleno onlus di Gem-
mano, dove si era fatta promotrice del progetto “Gli animali? Conosciamoli in Biblioteca!”, seguito dalla donazione di duecento libri sugli animali alla Biblioteca “Ledino Casadei”, sempre a Gemmano, dove si portano ancora avanti dei progetti dovuti a lei. Con “doctorate” in Scienze ambientali a indirizzo equestre e una qualifica d’interprete parlamentare simultaneista in inglese e francese, la singolare’“amazzone riccionese”, aveva sensibilizzato i suoi scolari con diverse iniziative, ricerche e mostre in luoghi pubblici. Non solo, nel frattempo si occupava pure della salvaguardia del lupo appenninico, sempre sopportata dal marito Roberto Bonetti. Come ricorda Sandra Villa, dirigente del Liceo Giulio Cesare di Rimini, e già preside dell’Istituto comprensivo 2 di Riccione: “Maria Cristina era estroversa, creativa, sempre piena di iniziative e di grandissima energia. Era disposta a fare qualsiasi cosa, pur di portare avanti quello in cui credeva, trasmettendo energia a tutti”.
Anna Maria, una vita per la scuola E’ stata una storica docente delle scuole medie “Pascoli”, apprezzata e stimata da colleghi e alunni. Anna Maria Grassi, 79 anni, che, come professoressa di Lettere, per decenni nella seconda metà del secolo scorso ha formato diverse generazioni di riccionesi, è se n’è andata per sempre lo scorso 22 febbraio. I colleghi e altre persone che l’hanno conosciuta la ricordano come insegnante e mamma esemplare, cortese, affabile, di buone maniere, sempre disposta ad aiutare i suoi scolari e chiunque le chiedesse una mano. La Grassi era anche molto credente, tant’è che era diventata ministro
straordinario dell’eucarestia e per anni è stata pure responsabile dei ministri della parrocchia Gesù Redentore, dove il marito è lettore.Ne dà comferma il parroco della chiesa Gesù Redentore, don Franco Mastrolonardo, che commenta: “Anna Maria era una donna di grande fede, attiva, precisa, capace di prendere in mano le situazioni, risolvendo i problemi”. La Grassi lascia cinque figli, Marco, Diego, Andrea, Filippo e Linda e il marito Otello Merli, anche lui molto conosciuto in città, in quanto titolare della farmacia di Riccione, la Basigli di Riccione Paese, e di quella estiva di viale Gramsci.
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Il teorema dell’equilibrio Matteo Capelli, nato a Parma nel 1983 da madre calabrese, Elena Lucia, e padre riccionese, Piero, il quale si trovava nel capoluogo emiliano per motivi di lavoro. Nel 1985 il definitivo rientro a Riccione. Ho un fratello maggiore, Stefano, e sono nipote dei “famosi” Maestri Capelli, Goliardo (1909) e Sofia (1910), entrambi insegnanti delle scuole elementari nel tempo che fu e oggi purtroppo scomparsi. Ho frequentato le scuole elementari presso le Maestre Pie di Riccione Paese, le medie alle Pascoli e mi sono diplomato al Liceo Scientifico Statale A. Volta di Riccione. Successivamente ho conseguito la pergamena in Economia e Gestione dei Servizi Turistici, indirizzo triennale all’Università di Rimini. Sono stato copywriter ed esperto SEO presso un’agenzia web di Santarcangelo per alcuni anni e poi ho gestito per tre anni un albergo, Hotel Ambasciata di Riccione, insieme alla mia attuale compagna di vita e di avventure Vienna Bacchini, inarrivabile direttrice della struttura. Dopo una breve parentesi torinese legata al lavoro, oggi progettiamo insieme un’esperienza all’estero. L’abilità nella scrittura emerge fin dai primi anni di scuola e prende la forma del racconto nella dimensione del romanzo sul finire dell’università. L’occasione di pubblicare quanto scritto mi viene offerta da Watson Edizioni, una casa editrice di Roma dichiaratamente schierata contro l’editoria a pagamento in ogni sua forma, sia di contributo economico che di acquisto copie. www.watsonedizioni.it SuL ROMANzO “Il teorema dell’equilibrio” è un libro per adulti che parla di ragazzi. Non è un semplice romanzo, ma piuttosto una riflessione che scaturisce dall’aforisma di De La Rochefoucauld posto all’inizio del racconto. Esiste davvero una qualche compensazione fra bene e male nella vita dell’individuo? La narrazione supera i limiti di genere, cercando
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l’equilibrio non nella percorrenza di sicure vie di mezzo, bensì in una costante contrapposizione fra realtà estreme. Dove non esistono confini fra la giusta morale del protagonista e l’etica corrotta dell’antagonista, dato che tutti i personaggi possono ricoprire qualsiasi ruolo e divenire tutto. Senza pregiudizi, né regole prestabilite. La storia viene innescata da un tragico evento e raccontata attraverso gli occhi di cinque personalità diverse, le quali vogliono mettere a confronto vite e caratteri molto distanti, nell’età che meglio esprime il dubbio, il cambiamento e la mancanza di certezze. Fra sogno e realtà. Con un linguaggio che alterna alto e basso. Su piani temporali differenti, uno che avanza e l’altro che torna indietro. Sempre in equilibrio, rompendo gli equilibri.
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“Via delle Celebrità”... che tristezza!
Era diventata un’attrazione del “Salotto”, non c’era infatti turista che passasse da lì senza farsi immortalare in una foto da lanciare in rete. Il vialetto delle celebrità che, tra l’isola pedonale di Viale Ceccarini e il palacongressi, con gigantografie, impronte delle mani e frasi degli artisti dedicate a Riccione evocava la Walk of fame di Hollywood, è diventato simbolo del degrado. Erbacce, escrementi dei quattro zampe, cartacce e altri rifiuti, nonché muri imbrattati deturpano la stradina, non certo degna di un centro città. Sicchè le foto con i volti delle dive, più di una volta oggetto di episodi di vandalismo, sfigurate anche da deplorevoli simboli e disegni, sono state rimosse. Sotto le sterpaglie sono rimasti solo i calchi riprodotti in positivo dal Maestro ceramista Giorgio Giulianelli. Come dire: un patrimonio alle ortiche che sarebbe ora di recuperare, magari usando quel prezioso materiale lungo una passeggiata, che potrebbe diventare un vero punto di richiamo per turisti e residenti. Il progetto, lanciato circa una decina di anni fa dal collega Andrea Cicchetti, allora addetto stampa del Comune, oltre alle impronte già in vetrina, ne annoverava altre maschili, come quelle dei Nomadi e dei Pooh, im-
presse in occasione dei loro quarant’anni di carriera, di Giorgio Panariello e Gabriel Garco, di Smaila, del noto goleador Franz Beckembauer e persino di noti imprenditori, come il cittadino onorario Rudolf Houdek. Per questi big la Colombari, durante l’inaugurazione del vialetto
in “rosa” aveva proposto all’ex sindaco Massimo Pironi di scegliere una via tra il porto e viale Ceccarini. Il vialetto del Vallechiara, in triste declino, fatiscente, si apriva con la mitica Gina Lollobrigida, seguita da Asia Argento, Amii Stewart, Sabrina Ferilli, Valeria Marini, Anna Falchi, la stessa Colombari e altre “regine” dello spettacolo, ricordate da una
serie di foto scattate da Epimaco (Pico) Zangheri e in parte da Pasquale Bove. Sulle pareti dello storico Vallechiara, seppure deturpate, sono invece rimasti alcuni scatti con i quali il fotografo riccionese Luciano Luzzi immortalò per decenni gli ospiti del noto locale da ballo. In primo piano Mina, Tony Renis, Fred Buscaglione e Renato Zero, che assieme a Joe Collins, Domenico Modugno, Caterina Valente, Patty Pravo, Ivana Spagna e Biagio Antonacci, appaiono nel librettino intitolato: “C’era una volta il… Vallechiara” del fotografo e artista Luciano Luzzi (Izzul) e Silvano (Lallo) Spadini. Curato dagli architetti Raffaele Pennisi e Studio Mariani, la breve passeggiata era occasione anche per leggere i pensieri impressi di proprio pugno dagli artisti, come la Stewart che aveva scritto: “Prima Riccione e poi Holliwood”, l’Argento, che a Riccione augurava “Pace e Amore”, la Ferilli che aveva disegnato tre cuori, come la Dorella e la Marini “Wath love”. Poi la Stefanenko “Per la mia città preferita, Riccione” e la Gerini: “Riccione… 2004 che gusto!”. Qualcuno sarà capace di riconsegnare questo patrimonio alla città, creando un vero punto d’interesse e richiamo per gli ospiti riccionesi?
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arteriopatia: teniamola sotto controllo
Dott. Severino La Placa Medico specialista in Angiologia presso il Centro Exis di Riccione Dottore, quali sono le malattie vascolari di cui dobbiamo preoccuparci maggiormente? Come angiologo una patologia alla quale consiglio di stare attenti, soprattutto ai meno giovani, è l'arteriopatia. L'arteriopatia periferica è una patologia del sistema circolatorio caratterizzata dalla riduzione dell'afflusso di sangue (e quindi di ossigeno) alle arterie degli arti superiori e inferiori, dovuto all'ostruzione e al restringimento di queste ultime. Interessa più spesso gli arti inferiori. Tra le cause principali di questa malattia si annovera:
accurata delle lesioni e, mediante la misurazione della pressione arteriosa nelle gambe, consente di valutare la quantità della circolazione. L’esame è rapido, innocuo ed indolore, permettendo di iniziare subito una terapia. L’ecocolorDoppler è un esame tecnologicamente più sofisticato e con una accuratezza di diagnosi molto alta: questa tecnica permette di valutare le lesioni del vaso lungo tutto il suo decorso, con la possibilità di rilevare la velocità ed il tipo di flusso del sangue nelle arterie punto per punto. Cosa posso fare se ho questa malattia? La prima cosa da fare è di camminare nel modo giusto: alcune persone temono che il movimento possa peggiorare il loro caso. Invece è vero proprio il contrario: un programma di attività fisica stabilito dallo specialista permette di aumentare la distanza percorribile senza disturbi, migliorando il circolo arterioso di compenso. Seconda cosa da fare, ma non meno importante, è l’abolizione del fumo: non solo si può sperare di arrestare il processo aterosclerotico, ma il successo di
trattamenti farmacologici ed eventualmente chirurgici è strettamente correlato alla sospensione del fumo. Terza cosa, il controllo degli esami del sangue: colesterolo, trigliceridi, glucosio, acido urico. Una dieta che risulti bilanciata e non comporti livelli elevati di grassi e zuccheri nel sangue permette di salvaguardare tutto l’albero arterioso. L’assunzione di alcool in quantità moderata non sembra influire in modo significativo sul processo aterosclerotico. Al centro Exis di Riccione siamo attrezzati con un ecocolorDoppler per la diagnosi, di un punto prelievi legato al laboratorio di Casa di Cura Montanari e di un team di chinesiologi e fisioterapisti che possono supportare il paziente nella creazione di un programma di attività fisica adatto.
• l'età, le persone con più di 60 anni corrono un rischio maggiore di sviluppare la malattia • il genere sessuale, gli uomini sono più a rischio delle donne • il vizio del fumo • la presenza di diabete • la presenza di pressione alta • livelli di colesterolo e trigliceridi oltre la norma • livelli elevati di omocisteina (un aminoacido) • presenza di sovrappeso o obesità Quali indagini sono necessarie? La prima diagnosi può essere fatta basandosi su una attenta valutazione dei sintomi descritti dal malato ed una accurata visita. L’esame con un Doppler portatile permette una localizzazione più
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CURIO ITÀ senzaeta’ di Maria Grazia Tosi
Già da 15 anni il Burraco è entrato nelle case, nei centri aggregativi e soprattutto nel cuore dei riccionesi. Un gioco simile alla Scala 40 e alla Canasta che ha ‘contaminato’ tantissime persone: iniziando dal proprio salotto si sono aperte all’esterno, sino ad arrivare alla partecipare a tornei in giro per l’Italia, che naturalmente prevedono una maggior concentrazione e tecnica, e dove i tempi sono scanditi e più stretti, e arbitri controllano che tutto si svolga secondo un essenziale ma rigido regolamento. E’ stato ufficializzato nel 2004 con la costituzione dell’associazione ADS Burraco Riccione, che ha così resa pubblica e maggiormente condivisa una passione inizialmente più ‘casalinga’. Molto curioso è cercare di comprendere per quali motivi il Burraco abbia conquistato senza riserve l’attenzione entusiasta di tanti: perché diverse serate a settimana vengano monopolizzate da combinazioni e sequenze con pinelle e senza? E come si concretizza di fatto questa fascinazione? Per raccontare questo quale miglior modo che interrogare alcuni dei partecipanti che regolarmente si ritrovano ogni giovedì presso la sala del Bocciodromo del parco comunale della Resistenza e che fa accomodare ai suoi tavoli i 180 iscritti nella sede del Burraco riccionese?! Iniziando dalla tecnica Giancarlo Del Bianco, per alcuni anni presidente dell’associazione e ora arbitro anche nazionale: “Innanzitutto è un gioco abbastanza semplice, almeno al primo impatto, poi ovviamente diventa più complesso una volta che si acquisiscono tecnica, strategia e affinità di coppia. I nostri iscritti non solo si ritrovano il giovedì, ma molti di loro oltre a partecipare ai veri tornei che si svolgono qui in zona
e fuori, impegnano altre serate nei diversi circoli del territorio: il lunedì a San Marino e San Mauro, il martedì a Rimini mare, il mercoledì a Rimini Centro, il giovedì oltre che qui da noi anche a Santarcangelo, il venerdì a Cattolica; i fine settimana sono dedicati più esclusivamente a gare, locali e non. Carmelina Cutolo è una fedele e straentusiasta associata: “E’ un gioco che fa socializzare, tiene la mente molto allenata e libera dai problemi che spesso intristiscono la giornata. Permette un significativo contatto umano: perché anche se quando si gioca bisogna mantenere il massimo silenzio, prima, durante le pause e dopo si ha modo di conoscersi e raccontarsi, an-
che in giro per l’Italia. La competizione poi, che sia sana e pulita, è sempre avvincente, io giocherei dalla mattina alla sera…!” La vice presidente Adelia Marchetti spiega che l’80% degli iscritti sono donne e la loro età sostanzialmente va dai 50 anni in su; spiega anche che solitamente ci si incomincia ad incontrare nelle proprie case e poi solo dopo si frequenta il circolo. Una volta che si entra nel gioco dei circoli risulta meno interessante farlo in casa, anche perché la sua ‘ufficializzazione’ diventa stimolante e più seria, grazie alla presenza di arbitri che verificano il rispetto delle regole.
Daniela Buldrini, una frizzante signora bolognese che ha casa anche a Riccione, sostiene che “anche se a Bologna esiste il circolo più grande italiano, qui da voi è molto bello partecipare, per l’estrema cordialità e cura che ci si ritrova nell’organizzazione del circolo, tra i quali il magnifico buffet che viene allestito in serata dopo il primo turno di gioco, un piacevole momento di scambio”. Donata Mangini, arbitro regionale, aggiunge poi che per giocare a Burraco occorrono fortuna ovviamente ma anche abilità: “Se hai carte bruttissime è quest’ultima che deve essere impiegata per vincere. Un arbitro quindi è necessario per controllare le possibili scorrettezze e furbizie, al fine di portare avanti partite avvincenti ma anche irreprensibili.” “Esiste poi anche il gioco on line – racconta un’esponente del Consiglio dell’associazione Marina Piccioni -, tramite il quale ci si confronta con un altro o altri due avversari virtuali o anche soli contro il computer stesso: una formula interessante per chi non abbia sempre voglia di uscire di casa… ma che naturalmente toglie quello spirito solidale che solo il giocare con alte persone al tavolo regala”. A proposito di solidale, è bene chiudere con la testimonianza della riccionese Paola Del Bianco attuale presidente del Burraco: “Oltre alle regolari partite qui al circolo ci cimentiamo anche in tornei di beneficienza, che teniamo a favore di associazioni come lo IOR, la Croce Rossa, la Papa Giovanni XXIII, a seguito dei quali devolviamo contributi ricavati dalle quote di partecipazione dei giocatori che ne fanno parte, rendendo così la nostra attività non solo divertente ma anche, a sua volta, un pizzico utile. Attività che si allarga poi anche a cene sociali, feste e gite d’arte, con il medesimo scopo del gioco… quello cioè della socializzazione e dell’intelligente intrattenimento”.
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di Maria Grazia Tosi
Ma dove vai, bellezza in bicicletta… Vivere la città muovendosi in modo ecosostenibile, prendendosi cura della propria salute… e fra donne. Il prossimo 8 aprile pedaleranno tutte insieme nella “Riccione Women on Bike”, l’iniziativa che mette al centro la donna e la sua crescente passione verso le due ruote. Sport, spettacolo (il bellissimo concerto della cantautrice Francesca Romana Perrotta) e solidarietà, nell’iniziativa che anticipa di un giorno la nona edizione della Gran Fondo Città di Riccione, la gara di ciclismo rivolto alle intere famiglie e che negli ultimi anni ha registrato un notevole incremento di donne tra i partecipanti, alle quali per questo un loro specifico evento. Riccione Women on Bike nasce dalla sinergia tra il Centro Commerciale Perla verde di Riccione, la ASD Eurobike, la Scuola di Ristorazione IAL di Riccione, l’Assessorato al Turismo e la Commissione Pari Opportunità, e vede la partecipazione del Consorzio Riccione Paese, il Comitato Alba, il Consorzio Viale Ceccarini e il Palazzo dei Congressi di Riccione. Undici chilometri, con partenza alle h.17.00 dal Centro Perla Verde e arrivo in Piazzale Ceccarini alle h.19.00. All’evento, completamente gra-
tuito, sono invitate tutte le donne, che basta si presentino al Centro Perla verde (via San Miniato 10) alle ore 16.00 per l’iscrizione e la consegna del braccialetto partecipativo, che darà loro accesso alla zona di partenza, così come al momento dell’arrivo al ritiro di graziosi doni.
Una giovane guida storica La storia raccontata dai giovani risultaancora più interessante ed avvincente… oltretutto messa a disposizione dei tanti turisti, di tutte le età, che in estate affollano la nostra spiaggia. Questo quanto sta accadendo grazie agli studenti del Liceo Volta-Fellini, che dietro commissione dell’Assessorato al Turismo ha lavorato alla realizzazione di una bella e colta brochure, “Riccione da scoprire – Un viaggio nella storia”, per distribuirla dal bancone dello IAT del Palazzo del Turismo. Perché è proprio lì che i nostri ospiti, e anche quelli congressuali, hanno spesso espresso il desiderio di poter contemplare una mappa dei siti più interessanti della città, potendo venire a conoscenza magari anche delle loro origini e significati sociali ed artistici. Il progetto è partito già tre anni fa, nell’intenzione di confezionare l’opuscolo più esteticamente gradevole e più ricco di contenuti. Progetto che se da una parte ha ideato e confezionato un prezioso documento illustrativo e divulgativo dai colori seppiati e ‘maturi’, dall’altra ha fatto avvicinare dei ragazzi alla propria città, di cui hanno studiato i siti storici personalmente fotografati, acquisendone nel contempo la consapevolezza. Per la realizzazione della brochure l’Istituto ha messo all’opera gli iscritti del quinto anno della sezione di Grafica e di Fotografia, che volenterosi ed entusiasti hanno battuto il territorio raccogliendo spunti e suggestioni sulla base delle indicazioni fornite dall’Assessorato e dalla Biblioteca comunale. L’elaborato definitivo è stato scelto tra 50 proposte complete di grafica, contenuti e layout, elementi tutti curati dagli studenti stessi. “Sono stati messi all’opera i ragazzi di quarta e quinta C e di quinta B – spiega la professoressa Ileana Belluzzi -: è stato organizzato un concorso per il quale ognuno di loro ha presentato un progetto e quello vincitore è stato ideato dalla riccionese Arianna Righi. I ragazzi hanno lavorato con molto impegno utilizzando tutte le risorse acquisite nel campo della grafica, fotografia e filmica. Hanno avuto l’op-
Tutte le cicliste che poi si iscriveranno alla gara Gran Fondo città di Riccione del giorno dopo, potranno partecipare di diritto anche alla Riccione Women on Bike e le prime cento al termine della biciclettata potranno ritirare la tessera ‘Lady Coupon’, un carnet di sconti validi nei negozi e nel centro fitness presenti all’interno del Centro commerciale Perla verde. Lo sciame di bici, in totale sicurezza, si dirigerà alla scoperta di alcuni dei principali punti di interesse storico, culturale e paesaggistico della città. Raggiungerà il Castello degli Agolanti, per poi attraversare il cuore di Riccione Paese dove il Comitato cittadino attenderà le cicliste con musica di benvenuto e ristoro. Dopo una breve sosta ripartirà alla volta del lungomare, passerà di fronte a Villa Mussolini e via in direzione dei Giardini dell’Alba per imboccare viale Dante dove potrà nuovamente rifocillarsi grazie all’accoglienza del Comitato d’aera Alba – Viale Dante. Poche altre pedalate e taglierà il traguardo in piazzale Ceccarini, per l’aperitivo con Dj set a cura del Consorzio Viale Ceccarini. In omaggio alle donne per tutta la serata l’intero Palazzo dei Congressi si tingerà di fuxia.
di Maria Grazia Tosi
portunità di girare Riccione e valutare direttamente la bellezza di certe sue ricchezze. Scoprire la città e ancor di più riscoprire ed approfondire la sua storia credo sia uno dei tanti modi per dimostrare l’importanza di una scuola viva, che si apre anche all’esterno nei rapporti con il contesto sociale e culturale”. La guida è stata stampata in 20.000 copie, in italiano e in inglese, e di certo rappresenterà soprattutto nei mesi a venire, uno strumento snello ed utile per chi fosse interessato agli aspetti meno noti di Riccione, quelli forse meno modaioli… ma più preziosi.
Passeggiando...
di G.L.M.
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BRuTTuRE IMMORTALATE L’ESTATE SCORSA Lungomare della Repubblica. Biciclette appoggiate caoticamente ovunque. A intralciare le stradine di accesso al mare, dentro le aiuole, incatenate ai pali di illuminazione: ma le rastrelliere che ci stanno a fare? Se venissero rimosse e depositate nei magazzini comunali così che per riaverle i proprietari maleducati fossero costretti a pagare una multa?
Panchine scrostate Sembrano non verniciate da 10 anni...
CAMPER: DOVE LI METTIAMO? Sembra che non ci sia una soluzione al parcheggio selvaggio dei Camper. E’ stato impedito tutto l’anno con sbarra lo spazio della nuova Scuola Media di Viale Einaudi; mentre in piazzale 1° Maggio (quello di fronte alla ex sede dei vigili urbani) invece il divieto sembra solo estivo (Giugno, Luglio e Agosto deve ospitare le auto dei clienti degli alberghi) e consentito nel resto dell’anno nonostante il cartello dica un bel NO! Così i camperisti si riversano davanti al Vecchio cimitero oppure in Viale Montebianco. Ci si chiede dove “scaricano” le scorie giornaliere! Creare un’area attrezzata, che darebbe anche lavoro a qualcuno, è troppo complicato? Sempre che si voglia questo tipo di turismo!
Passeggiando...
di G.L.M.
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VIABILITà A RICCIONE Tempo fa, una gentile signora originaria di una grande città ed ora divenuta “riccionese” per amore, venne in sede di F.A. per documentarsi sulla storia della nostra bella Perla verde. Tra le altre cose mi pose una domanda: “Perchè a Riccione tutte le strade si chiamano VIALI e non esistono le VIE?” ...Eggià perchè sfogliando qualsiasi dizionario possiamo leggere che: Via= Strada attrezzata per il transito di persone e veicoli (Strada = lunga striscia di terreno spianato, lastricato o asfaltato per mettere in comunicazione più luoghi) mentre Viale= Ampia strada alberata dei centri urbani. Quindi salta subito agli occhi che a Riccione abbiamo Vie e Viali che andrebbero nominati correttamente. Giriamo pertanto la domanda agli uffici comunali preposti.
A PROPOSITO DI VIALI, SPENDIAMO 2 PAROLE PER VIALE CHIANCIANO Molte della nostre strade ultimamente sono state asfaltate e rese transitabili per la gioia degli amortizzatori dei veicoli e per il sollievo delle ossa degli utenti. Si hanno notizie di prossimi interventi che, ci auguriamo, vedano in primo piano tratti di traffico importante. Viale Portofino ad esempio è in uno stato pietoso e su quei livelli c’è pure il “trittico” dei viali Sardegna, Caprera e Trebaci, usato da chi (Fontanelle- Zona artigianale e viceversa) vuole evitare i semafori della Circonvallazione. Poi vorrei spendere due parole per un piccolo viale che però è altamente trafficato: Viale Chianciano – prosecuzione di Viale Fiesole. Non è in buone conzioni nel suo tratto iniziale mentre la sua parte terminale, 50 metri che si fermano prima del Rio Melo, usati soprattutto dai condomini del Residence omonimo (un centinaio), sono un vero tormento! Tombini che spuntano come bubboni, asfalto sgretolato, manto ondulato con abbassamenti di 20 centimetri (dopo ogni pioggia nascono minipiscine), marciapiede sud metà a pezzi e metà assente! Lo vogliamo mettere nell’elenco di quelli da sistemare?
FOTO CuRIOSE Giardino degli Oleandri, tra Viale Fiesole e Corso Giulio Cesare (di fronte al Cimitero vecchio). L’albero malato, fradicio... è stato tagliato... ma la Natura ha vinto ancora! Colonia al Marano Tempo fa il Carlino di Rimini ha pubblicato una foto in cui si vedevano panni stesi ad asciugare fuori da una finestra della Colonia Murri ( probabilmente da abusivi lì rifugiati). A Riccione, dalla parete della Colonia del Bimbo spunta un’antenna parabolica, con tanto di cavo che entra all’interno della costruzione. La “Perla verde” è sempre un passo avanti!
mostra collettiva
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“Riccione in Arte” a Villa Mussolini Organizzata dalla Scuola d’Arte del Centro Arti Figurative Il Villino Mattioli, sede storica del Centro Arti Figurative sito in Riccione Paese, Via Anzio 2/4, ospita da tempo corsi di pittura per adulti e bambini. Il primo corso sperimentale è stato indetto nel 1976, sono dunque 41 anni che l’Associazione promuove sul territorio l’arte facendo incontrare spazi, forme e colori.
Dal 12 al 14 maggio 2017, le sale di Villa Mussolini ospiteranno una mostra collettiva di opere d’arte realizzate da artisti contemporanei presenti e attivi nel territorio, un gruppo dove ciascuno è diverso ma accumunato dalla stessa passione e dallo stesso sentire. A rendere ancora più coinvolgente la rassegna, sarà presente un’esposizione di opere eseguite dai piccoli allievi, dai 5 anni in su, i cui lavori spaziano dal disegno alla pittura nella sperimentazione delle varie forme artistiche. Il gruppo di “menti estrose” è capitanato da Elena e Monica Cinti sotto lo sguardo attento del Maestro Gianvito Vaccaro, Presidente del Centro Arti Figurative, nella piena percezione che l’arte è in grado di rendere visibile ciò che non sempre è percettibile ma che permette all’artista di sentirsi umanamente libero. Inaugurazione Venerdì 12 maggio ore 16,30. Orari: 10,30 -12,30 e dalle 16,30 - 20,00
naturopatia
naturopatia
naturopatia
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a cura di Elena Brezza
NATuROPATA
La salute passa anche dalle nostre emozioni Nella quotidianità di ognuno di noi è identificabile una serie di innumerevoli elementi stressanti per i quali dobbiamo attingere alle nostre energie e risorse. Siamo costantemente immersi in contesti e situazioni dove veniamo messi a dura prova: dalla scuola al lavoro, dalla famiglia alle amicizie, le relazioni, lo sport e tutte le attività che possono arricchire la nostra vita. Lo stress e le tensioni, dovute all’impegno che mettiamo in tutto quello che viviamo, possono mettere le nostre capacità di reazione e adattamento ai cambiamenti in condizione di risentirne, con il risultato di non rivelarsi più efficaci. Ecco che iniziamo a sentirci insicuri, dubbiosi e fragili e la nostra sfera emotiva non ci è più di sostegno, anzi può diventare un’ulteriore fonte di instabilità. Le alterazioni della sfera emotiva possono essere una conseguenza di particolari condizioni fisiche, parliamo quindi di somatopsichica, ossia quando un disagio fisico si riflette sul piano mentale ed emotivo (un esempio può essere l’irritabilità e il nervosismo tipici della sindrome premestruale); ma queste alterazioni sono spesso la causa primaria che origina numerosi disturbi e in questo caso parliamo di psicosomatica, ossia quando un disagio emotivo, soprattutto se prolungato, arriva a portare conseguenze sulla nostra salute, manifestandosi anche con veri e propri malesseri. È quindi innegabile un coinvolgimento e collegamento della nostra sfera emotiva con la salute del nostro corpo e diventa molto importante prendersi cura delle nostre emozioni e di come ci sentiamo, perché aiutarci e sostenerci emotivamente è fondamentale come ogni altra forma di cura di sé. Il Naturopata non vuole sostituirsi allo psicologo, anzi può lavorare efficacemente anche in suo affiancamento, dato che può essere una valida figura in questo tipo di sostegno. Il Naturopata è un professionista la cui formazione comprende lo studio meticoloso e l’apprendimento di diverse tecniche che vengono messe a disposizione per il ripristino e il mantenimento dell’equilibrio emotivo. Sarà quindi possibile lavorare, in modo dolce, gentile e non invasivo, su temi anche molto profondi che ostacolano il benessere e la salute. La persona sarà accompagnata in un viaggio alla riscoperta di se stessa, delle sue reali potenzialità e delle sue mille sfaccettature, verso una maggior autostima e consapevolezza. Le situazioni stressanti verranno affrontate con maggior sicurezza e fiducia, verranno lasciati andare i dolori e i segni del passato e si potrà guardare al futuro con ottimismo e fiducia.
Ecco alcuni ambiti in cui il Naturopata può essere un valido aiuto: stati ansiosi e depressivi; paure e attacchi di panico; lutti, tragedie e disgrazie; difficoltà di superamento di traumi psicofisici; sindrome di abbandono, distacco e separazioni; nostalgie, rimpianti, vivere nel passato, difficoltà a staccarsi da ricordi e a collegarsi con il presente; rimorsi e sensi di colpa; apatia, abulia, indifferenza, distrazione, insoddisfazione, disinteresse; ipersensibilità; irritabilità, aggressività, difficoltà a gestire la rabbia; difficoltà a realizzare se stessi e i propri progetti; difficoltà nei cambiamenti di lavoro, condizioni ambientali e sociali, scelte di vita; incomunicabilità nella coppia: difficoltà di amare ed essere amato, difficoltà ad esprimere i propri sentimenti; alterato rapporto con il proprio corpo; disturbi nel rapporto con il cibo; assuefazioni e dipendenze; sostegno emotivo in gravidanza; sostegno per i più piccoli: gelosie, timidezze, eccessiva vivacità, difficoltà nella crescita, capricci; sostegno per gli studenti: difficoltà di apprendimento e a superare esami; disistima; creatività bloccata. Per scoprire come la Naturopatia può esserti di aiuto:
STuDIO NATuROPATIA RICCIONE Via Veneto, 244 Tel. 347 6259814 www.studionaturopatiariccione.it
teNNis club riccioNe
a cura di Fabrizio Serafini
La cultura sportiva al liceo scientifico Prosegue il progetto “Alla ricerca di una sana cultura sportiva”, presso il liceo Volta-Fellini di Riccione, grazie alla sensibilità del preside Paride Principi (nella foto con il sottoscritto), alla coordinatrice del dipartimento disciplinare la professoressa Roberta Gandini e ai professori di educazione fisica Cristina Bologna, Massimiliano Gabellini e Angelo Rinaldi.
Per il secondo anno consecutivo, le lezioni tenute dal sottoscritto, si svolgono all’interno della scuola riccionese e trovano alunni particolarmente interessati agli argomenti riguardanti le sane motivazioni per le quali bisognerebbe praticare sport. Le sedute vertono sul fair play, cioè su come provare si a vincere, ma non a tutti i costi, seguendo regole scritte e non scritte; sulla fortuna e la possibilità di esprimersi con l’attività sportiva; su quanto lo sport insegni, vera metafora della vita, nelle vittorie e soprattutto nelle sconfitte; queste ultime con un costo emotivo importante; sulla
grande differenza fra la passione e il fanatismo, il secondo deleterio per la formazione dei giovani; su come si possa praticare sport anche senza agonismo, non tutti amano la competizione e allora perché non dar loro la possibilità di potersi esprimere comunque, senza dover per forza gareggiare con gli altri! Inoltre alcune riflessioni con gli studenti, i veri protagonisti del progetto, sul concetto di buona educazione vista spesso in maniera diversa dalle nuove generazioni, ma sempre con un denominatore comune: il rispetto. L’essere sportivo a tutte le età, quindi a seconda delle proprie possibilità psico-fisiche ed in certi casi economiche, praticare movimento, seguire una sana alimentazione, dormire adeguatamente, avere una disciplina che non costringe, ma aiuta a vivere una vita sana e perché no, più felice. Mantenersi umili dopo le vittorie, reagire con grinta nei momenti difficili, imparare ad aiutare gli altri nelle tante situazioni avverse, rispettare i ruoli di tutti i partecipanti nell’ambito sportivo, avere fiducia per poter proseguire, trovare una vera e propria misura delle cose evitando le esasperazioni, utilizzare il buon senso, anche questo utile nella quotidianità. Tutto questo, perché anche lo sport aiuti ad acquisire una sana coscienza morale. Ne abbiamo bisogno.
F.lli Calli e Savini s.n.c.
TESSUTI PER ARREDO Riccione (zona art.) Via Montefeltro 18/20 Tel./Fax 0541 601 007
C.so F.lli Cervi 109 (ang. Ruffini) Tel/Fax 0541 600 030 RICCIONE
23 Il 28 Marzo 2017 presso la sala conferenze Biblioteca Comunale di Riccione A cura delle Associazioni Ex-dipendenti enti pubblici di Riccione e Le Nuvole
Spadò artista del mistero Dal Castello degli Agolanti di Riccione alla Tate Modern di Londra
Alla metà degli anni ‘60 l’artista Alberto Spadolini apre un atelier a Riccione presso l’abitazione della sorella Bice. Crea alcuni dei suoi capolavori sulla danza e, come ricorda la rivista culturale L’Opinione “… ha dato vita alla nuova atmosfera del Night al Grand-Hotel di Rimini e definito leone di questa Riviera!”
INTERVENTI “Alberto Spadolini futurista”, Angelo Chiaretti (scrittore) “Il segreto mondo di Spadò”, Federica Bozzarelli (restauratrice) “La vie en rose”, Nicoletta Fabbri (cantante) e Stefano Travaglini (contrabbasso) Dal Vittoriale degli Italiani: “Spadolini alla corte di Gabriele d’Annunzio”, intervento di Giordano Bruno Guerri, a cura dei registi Riccardo de Angelis e Romeo Marconi.
la Nostra storia 90 aNNi Fa
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1927 - La battaglia del grano. Premiazione dei colori Il programma del fascio per l’anno 1927 pone ai primi posti la “Battaglia del grano”. Lo scopo di questa campagna, iniziata in grande stile con manifesti e conferenze nell’autunno del 1925, è di incrementare la coltura del frumento attraverso l’impiego di una lavorazione sempre più razionale e intensiva. Per stimolare gli agricoltori ad ammodernarsi, il regime elargisce premi in danaro a coloro che riescono annualmente ad aumentare la produzione del prezioso cereale in rapporto alla stessa superficie coltivata. La “battaglia”, in definitiva, tende al raggiungimento dell’autosufficienza nazionale in campo granario attraverso la meccanizzazione della produzione e l’utilizzo di nuovi fertilizzanti e concimi. Riccione è in prima linea su questo “fronte”. Il 6 febbraio 1927 nelle scuole elementari del paese si svolge in pompa magna la premiazione dei coloni che hanno concorso alla battaglia del grano nell’anno passato. Presenziano alla cerimonia Lombardini, nelle vesti di commissario prefettizio del comune, e il prof. Luppetti della cattedra di agricoltura di Rimini, che sprona i coltivatori «a perseverare nella doverosa opera di
intensificazione granaria, soffermandosi su alcuni concetti tecnici inerenti la coltura e la semina del grano». Ottengono diplomi e premi di 1° grado, «mediante elargizioni di cartelle del Prestito del Littorio o di L. 25 in contanti», i coloni: Luigi Ronchi, Agostino Bologna, Gaudenzio Mignani, Cesare Tontini, Camillo Corazza, Domenico Montebelli, Vincenzo Semprini, Angelo Righini, Fortunato Corazza, Giovanni Pecci; diplomi e premi di 2° grado, «mediante cartelle del Prestito Nazionale di L. 100», i coloni: Domenico De Luigi, Ubaldo Montebelli, Francesco Mulazzani, Andrea Pironi, Primo Cappelli, Agostino Semprini, Ferdinando Gabellini, Eugenio Vandi. Premiati anche i proprietari terrieri: 1° Opera Pia Ceccarini riceve la medaglia d’oro e il diploma;
Riccione - Viale D’Annunzio, 133 Tel. 0541 646006 - Bus Stop n. 41 otticabacchini@libero.it
Giovanni Papini e Gregorio Bianchi la medaglia d’argento e il diploma; Luigi Verni di Cattolica la medaglia di bronzo e il diploma. «Per la preziosa collaborazione offerta a favore della propaganda agricola», don Giovanni Montali, parroco di S. Lorenzino, ottiene il diploma di benemerenza e la medaglia di bronzo. Sulla «migliore e maggiore produzione granaria e sui principi razionali da attuare nella lavorazione dei terreni» si susseguono incontri e dibattiti con ampia partecipazione di coloni e agricoltori. Da ricordare la conferenza di propaganda tenuta da Luppetti, domenica 9 ottobre, nei locali delle scuole elementari. Il relatore, scrivono i giornali, si soffermò particolarmente sull’uso dei concimi, delle semine e dei foraggi; «richiamò gli agricoltori a perseverare nella quotidiana fatica per la battaglia del grano, forti della convinzione patriottica, sicuri della loro opera proficua e vantaggiosa». In questa circostanza Dario Papini, della commissione granaria comunale, dette testimonianza dell’«assidua e zelante volontà» dei contadini di Riccione, i quali «riconoscenti al governo nazionale, sanno impegnarsi con vera fede e con molta speranza in questa magnifica battaglia». «In questa magnifica battaglia» si distinguono anche i “combattenti”. Alla “Mostra granaria” del 1927, organizzata dalla federazione provinciale, la sezione riccionese dei combattenti ottiene la medaglia d’argento e i diplomi di “gran merito” per tutti gli iscritti. Tratto da: “Dall’Internazionale a giovinezza” di Manlio Masini
lettere alla redazioNe
di Fabio Severi
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La Perla verde... trascurata! La stagione è ormai conclusa e Riccione non può certo lamentarsi. I turisti, arrivati numerosi, se ne sono andati contenti perché a Riccione, grazie ai riccionesi ospitali, al buon mangiare, ai divertimenti per tutti i gusti, ecc., si sta bene. Le critiche però non sono mancate sulle condizioni di strade, marciapiedi e piste ciclabili, sullo stato di giardini e verde pubblico e sulla pulizia in generale. A guardare le ai-
uole dei giardini Comunali rivolte su viale Ceccarini vengono le lacrime agli occhi. I turisti salgono per il mercato del venerdì, per la movida del mercoledì, per la fiera del cioccolato, ecc. e… facciamo veramente una brutta figura. Anni fa quegli spazi erano ricoperti dai fiori delle “canne di vetro”: bellissimi. Nel giardino “Ai caduti” vi erano 6 palme aggredite dal punteruolo rosso, assolutamente trascurate, condannate e inevitabilmente abbattute. In via Garibaldi vi sono 4 palme a suo tempo aggredite dal punteruolo rosso, trattate come si deve e completamente guarite. E il giardino di Salvo d’Acquisto?
La manutenzione si limita al taglio periodico dell’erba, e poi? Le piastrelle creano pericolo a chi passeggia, di panchine neanche l’ombra, aghi di pino e foglie rimangono a terra a lungo, troppo a lungo. In strade e marciapiedi, anche recentemente e completamente rifatti, quando piove si formano grandi pozzanghere a dimostrazione che non si è data la giusta curvatura o non sono stati considerati i flussi e i tombini di scarico. In varie strade i pini, con le loro radici quasi super-
ficiali, innalzano lo strato superiore del manto stradale determinando irregolarità micidiali per i pedoni e i ciclisti. La Perla verde è nata con i pini ma nel tempo questi sono cresciuti ed ora creano seri guai. Come fare? Proviamo ad affrontare il problema e studiare le possibili soluzioni o continuiamo ad andare avanti così? I guai, però, sono presenti anche dove i pini non ci sono come, ad esempio, in viale Gramsci, nel tratto antistante la Chiesa, dove i cubetti di porfido, eterni se ben messi, dopo pochi anni sono sottosopra perché poggiano su un fondo troppo soffice. Sempre per difetti di preparazione, ovunque vi sono buche e lastre rotte ovviamente pericolose.
Conosco diverse persone, riccionesi e non, cadute e trasportate al Pronto Soccorso a causa dello stato dei marciapiedi e delle strade ed io stesso ho fatto un brutto volo rovinandomi il viso, un ginocchio e un vestito. Il Comune rimborsa i malcapitati attraverso un’assicurazione, ma la triste avventura lascia un brutto ricordo e può rovinare l’intera estate. Il discorso “rifiuti” è un po’ diverso fra il lato mare e quello a monte della ferrovia. Comunque per il vetro sembra che ci siano solo bottiglie e vasetti, e una lastra? Dobbiamo romperla sul posto per poter introdurre i frammenti di vetro.
Per la plastica sono assurde le aperture sagomate della stessa misura delle borse date per la raccolta. Le borse piene si gonfiano e non ci passano e per questo gli elementi in gomma sono rotti e le aperture deformate.
Riguardo alla indifferenziata, anziché renderla semplice e pratica, hanno voluto complicare le cose. Chiave con codice, lettura ottica, leva e un contenitore troppo piccolo per dimensione, determinano, insieme alla maleducazione di molti, sacchetti abbandonati e rifiuti sparsi.
Riguardo all’indicazione di punti di interesse ad uso turistico, in occasione del novantaquattresimo compleanno di Riccione, sono stati presentati speciali leggii (ferro arrugginito?) riportanti le principali notizie storiche in italiano e in inglese, ed una piantina della città, posizionati in prossimità del Castello degli Agolanti, dell’Ospedale, di villa Lodi Fè, villa Franceschi, Palazzo del Turismo, Porto, ecc.. Nella cartina il Ponte Romano è appena indicato, non c’è una Chiesa e lo Spazio Tondelli è ancora Teatro del Mare: ma
quando sono stati fatti questi cartelli? A proposito del ponte romano, unica testimonianza visibile della storia Romana di duemila anni fa nel nostro territorio, nel 2003 ha subito importanti interventi di recupero ma poi è stato abbandonato al suo destino. Incuria, erbacce, gradini in legno impraticabili, staccionate marce…una vergogna. Nel grande piazzale Roma il palco non c’è più e la vista del mare è completa. Corrono voci che si voglia trasferire la fontana “Il bosco della pioggia” da piazzale Roma al porto. La fontana progettata da Tonino Guerra è molto bella, è entrata ormai di diritto nel piazzale e non disturba poi tanto la vista mare. Con tutto quello che c’è da fare, la fontana è proprio l’ultimo dei problemi.
P O L I S P O R T I V A
News
R I C C I O N E
Con la Polisportiva... divertimento aspettando l’estate! Tutto pronto per la grande
Festa della Polisportiva Riccione! Il 28 maggio 2017 ci divertiremo tutti insieme a Mirabilandia, il parco divertimenti più grande d’Italia! Un’occasione per stare insieme, fare divertire grandi e bambini e brindare alla collaborazione nata tra Mirabilandia e lo Stadio del Nuoto di Riccione, che si è vestito dei colori del parco! Per tutti i soci della Polisportiva Riccione, il biglietto di ingresso al parco valido per tutta la giornata è di 12 Euro: richiedilo ai dirigenti della tua società o alla reception dello Stadio del Nuoto! Il ritrovo sarà al grande Teatro di Mirabilandia, dove dalle ore 10 alle ore 12 daremo il via alla stagione estiva e conosceremo il vincitore della seconda edizione del Concorso fotografico “Polisportiva Riccione… Scatta la passione!”.
gioca
Arriva il GIOCAESTATE!
estate 2017
Dal 12 giugno 2017 torna il Villaggio Vacanze della Polisportiva Riccione per
bambini dai 4 ai 13 anni!
Un’estate a tutto divertimento con giochi, sport, attività all’aperto e in acqua nelle piscine esterne dello Stadio del Nuoto e nel grande parco alberato dell’impianto. Istruttori qualificati accompagneranno i ragazzi per tutta la giornata, anche con possibilità di pranzare insieme!
Per iscrizioni dal 2 al 14 maggio
sconto del 20%!
2° Concorso fotografico “Polisportiva Riccione…
Scatta la passione!”
Chi succederà sul trono della foto più bella ad Antonella Apicella, vincitrice del 1° Concorso fotografico “Polisportiva Riccione… Scatta la Passione” con un bellissimo scatto della Ginnastica? Per essere tu, invia le tue foto (massimo 2 a persona) ENTRO IL 21 MAGGIO a: polriccionescattalapassione@gmail.com e potrai vincere premi, gadget e vedere la tua foto stampata e appesa all’ingresso dello
Stadio del Nuoto di Riccione! L’importante è che le foto siano state scattate da te e immortalino un momento di sport vissuto dentro la Polisportiva Riccione: atleti, tecnici, dirigenti, tifosi tesserati per una società e/o per una sezione della Polisportiva… A te metterci tecnica e fantasia! Le foto saranno giudicate da un fotografo professionista. Regolamento completo su www.polcomriccione.com
CALENDARIO GARE Da domenica 2 a domenica 9 aprile Campionati Italiani Assoluti FIN di nuoto e Coppa Brema (Stadio del Nuoto chiuso al pubblico) Da sabato 29 aprile a lunedì 1 maggio Campionato Italiano Aics (Stadio del Nuoto chiuso al pubblico) Domenica 21 maggio Campionati Regionali Esordienti A e B (Stadio del Nuoto chiuso al pubblico) Da venerdì 2 a domenica 4 giugno 21° Trofeo internazionale “Italo Nicoletti” di nuoto (Stadio del Nuoto aperto al pubblico dalle ore 13:00)
Da giovedì a venerdì 9 giugno Campionato Italiano di Salvamento in mare (piscine aperte) Da sabato 10 a domenica 11 giugno Campionato Italiano di Salvamento (Impianto esterno aperto al pubblico) Da giovedì 22 a domenica 25 giugno Campionati Italiani giovanili Uisp (Stadio del Nuoto chiuso al pubblico) Da martedì 27 giugno a domenica 2 luglio Campionati Italiani Master FIN di nuoto (Stadio del Nuoto chiuso al pubblico)
Pool summer village Festa di inizio estate Sabato 10 giugno
Aperture anticipate, servizio di baby sitter, ombrelloni e lettini gratuiti, giochi per bambini e un programma ricco di sorprese!
Accanto ai corsi di Aquawellness e nuoto tante attività gratuite per un’estate di relax
e divertimento!
Apertura piscine esterne lunedĂŹ 29 maggio INFO: 0541 644410
w w w. p o l c o m r i c c i o n e . c o m
polisportiva riccione
www.taekwoNdoriccioNe.com
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since 1978
Sul podio anche all’’Open in Belgio! Il Taekwondo della Polisportiva di Riccione del M. Roberto Betti è riuscito anche quest’ anno a salire sul podio all’Open Challenge Cup che si è tenuto a Tongeren in Belgio, sabato 4 e domenica 5 marzo, gara di poomsae (tecnica) e combattimento con la partecipazione di molte nazioni Europee ed extra Europee come Israele. 12 nostri atleti erano presenti tra cadetti, junior, senior e master ed alcuni erano all’esordio. In ordine sparring: Federica Migani, Martina Bagli, Paolo Giovanardi, Doralice Marzialetti, Filippo Migani, Alice Betti, Linda Sacripanti, Luna Uguccioni. Poomsae: Marco Balducci, Alessandro Nicoletti, Maurizio Sanchi e Marcello Bernardi, che è riuscito a passare il turno e qualificarsi per la finale mancando il podio per un soffio.
Scuola EX FornacE corSo TaEKWonDo Lunedì
16:50 (bambini 5-8 anni) 17:45 (bambini 9-13 anni) 18:45 (ragazzi 14-17 anni) 19:35 (agonisti-adulti) 20:35 (adulti)
Mercoledì 17:45 (bambini 9-13 anni) 18:45 (ragazzi 14-17 anni) 19:35 (agonisti-adulti) Nel combattimento, dove il livello della competizione era elevato, abbiamo conquistato 4 bronzi con Filippo, Federica, Martina e Linda, 1 argento con Luna e 1 oro con Doralice. Weekend molto intenso e colmo di emozioni dove non sono mancati colpi di scena e qualche ritiro. Il M° Roberto Betti si ritiene comunque molto soddisfatto del risultato ottenuto e dell’impegno di tutti gli atleti, con un pensiero rivolto al proprio D.T. Ottaviani Geo che sostiene i nostri ragazzi in tutte le competizioni. Rammentiamo che i nostri corsi sono aperti tutto l’anno, si possono fare prove gratuite e inoltre proponiamo tutti i martedì sera dalle 20 alle 22 il corso di difesa personale da strada, semplice da imparare intuitivo ed efficace, una parte di preparazione fisica adeguata per ogni esigenza, anche qui la possibilità di fare la prova gratuita.
Venerdì
Giovedì
16:50 (bambini 5-8 anni) 17:45 (bambini 9-13 anni) 18:45 (ragazzi 14-17 anni) 19:35 (agonisti-adulti) 20:35 (adulti) 20:00 (corso agonisti) Scuola via Martinelli
inSEgnanTi D.T. ottaviani geo 7° Dan M. Betti roberto 6° Dan istr. uguccioni luna 4° Dan istr. Sacripanti linda 4° Dan
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di Claudio Villa
Un defribillatore per i terremotati di Corgneto
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In tutti questi mesi abbiamo ripetutamente sentito dai mezzi d’informazione e letto sulla stampa, l’’insistente richiesta di poter usufruire di casette prefabbricate per l’alloggio delle persone colpite dal terremoto, ma c’è un’associazione, quella dei Lions del Distretto 108/A, che da subito ha potuto mettere a disposizione un vero e proprio piccolo villaggio sito nel Comune di Serravalle del Chienti frazione di Corgneto al confine tra Umbria e Marche, tanto che ad appena cinque ore dalla prima scossa di terremoto, hanno potuto trovare sistemazione le prime famiglie sfollate per arrivare poi a circa sessanta persone alloggiate. Il Villaggio Lions di Corgneto è stato inaugurato il 21 giugno 1998 per far fronte al terremoto che ha già colpito quelle zone il 26 settembre 1997 e si compone di dieci casette prefabbricate oltre ad una club house ed una piccola chiesetta denominata Giovanni Paolo II perché da lui visitata in occasione di quel sisma, che per far fronte alle esigenze momentanee, è stata anch’essa adibita a dormitorio. Nell’organizzazione funzionale del complesso si è voluto riproporre l’ambiente centrale dei paesini della zona, individuando una piazzetta centrale con parcheggio auto perimetrale, intorno al quale si affacciano sui due lati gli alloggi prefabbricati in legno con vista panoramica. Ebbene tra le molteplici esigenze delle persone alloggiate per lo più anziane e con strutture sanitarie non vicinissime, ce ne era una sicuramente importante ed è per questo che sabato 18 febbraio un gruppo di quattro persone, Salvatori Gianetto, Cocci Marco, Sperindio Ivo e Salucci Quinto socio del Lions Club di Riccione, componenti del “Buon
Vicinato” e della “Polisportiva di Spontricciolo”, si sono recate al Villaggio per donare ai terremotati ospiti, un defibrillatore, che così riassumono la loro esperienza . “E’ stata una bellissima cerimonia durante la quale vi è stato uno scambio di racconti relativi alle varie vicende personali che ci hanno profondamente emozionato e siamo tornati a casa contenti e consapevoli di aver realizzato una piccola-grande cosa”. Questo terremoto ha profondamente colpito i lions di tutto il mondo tanto che tramite la nostra Fondazione L.C.I.F. sono stati già raccolti un milione quattrocentomila euro che aggiunti ai cinquecentomila euro permetteranno di realizzare un nuovo insediamento nel Comune di Arquata del Tronto che si chiamerà il “Borgo dell’amicizia”.
L’argento colloidale ha proprietà straordinarie L’argento colloidale è un efficace antibiotico naturale dalle innumerevoli proprietà. Capace di curare funghi, virus e infezioni, è un rimedio che viene direttamente dal passato, ma recentemente è stato riscoperto. L’argento colloidale è un alleato per la salute grazie alle numerose proprietà antibiotiche e disinfettanti. Noto fin dai tempi antichi quando veniva usato al posto degli antibiotici, è tornato in auge nell’ultimo decennio grazie alla sua composizione totalmente naturale, in una sorta di inversione di tendenza. Un antibiotico, tanto per fare un paragone, uccide forse una dozzina di differenti organismi patogeni, ma l’argento colloidale ne elimina circa 650. Inoltre i ceppi resistenti non riescono a svilupparsi quando viene usato l’argento, mentre per il nostro organismo è virtualmente atossico. E’ creato grazie al processo di elettrolisi che consiste nel far passare una corrente elettrica tra 2 elettrodi di materiale puro (argento) immerso in acqua bi-distillata scomponendolo in più ioni. Le particelle finissime che ne risultano rimangono sospese nell’acqua e possono essere raccolte. È dimostrato infatti che più fini sono le particelle di argento e meglio verranno assorbite dall’organismo. Le proprietà antibiotiche di questo prodotto del tutto naturale lo rendono perfetto per eliminare virus, funghi e batteri in maniera del tutto innocua perché ricavato dall’argento puro senza alcun trattamento chimico. È efficace contro le infiammazioni e le infezioni e
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motociclismo
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di Edmo Vandi
“Amarcord” le moto sul lungomare clusione della serata è stata proiettata, a sorpresa, una intervista a Valentino Rossi datata 1996, tratta dal ricco archivio di Edmo Vandi, molto gradita dal pubblico presente e dagli amici del Club Valentino Rossi di Tavullia intervenuti all'evento con i simpatici gadget del loro sodalizio.
Oltre 150 appassionati "de mutòr" hanno affollato la sera del 7 febbraio u.s. la Sala Conferenze della Biblioteca Comunale di Riccione per assistere ai filmati storici proposti dall' Associazione Ex Dipendenti Enti Pubblici di Riccione presieduta da Maddalena Piccari. La serata, intitolata "Quando le moto ruggivano sul Lungomare", ha visto scorrere sullo schermo le immagini di un documentario realizzato dal Cinefotoclub Riccione su commissione del Moto Club Celeste Berardi, di un Circuito Cittadino del 1969 con protagonisti Agostini, Paso-
lini, Bergamonti, Hailwood, Read, ecc. E' seguito un filmato del 1973 con gli stessi protagonisti, fatta eccezione purtroppo per Bergamonti, ma sulla neonata pista di Santamonica. Particolari emozioni hanno suscitato le immagini dei drammatici incidenti che hanno causato la morte di Bergamonti (Riccione 1971) e Pasolini Saarinen (Monza 1973). Sulla sicurezza delle piste a livello mondiale è intervenuto l'Avv. Giancarlo Pasini, Membro della Federazione Motociclistica Italiana nonché Giudice della Commissione Internazionale. A con-
Copioli Giovanni neo presidente della F.M.I. Sabato 11 dicembre 2016 il riccionese GIOVANNI COPIOLI è stato eletto Presidente della F.M.I. (Federazione Motociclistica Italiana). Entrato nel consiglio federale dal 2004 è stato rieletto sia nel 2008 che nel 2012. Nell’ultimo quadriennio è stato anche Vice-Presidente Vicario e la sua elezione a Presidente è risultata un passaggio, non certo scontato, ma cercato e voluto per portare la Romagna, terra di MOTORI, al vertice nazionale. Ha ottenuto 9.147 voti risultando eletto alla prima votazione ed i suoi avversari si sono dovuti accontentare delle briciole. Avvocato, è sempre stato iscritto al M.C. “Celeste Berardi” di Riccione ed è stato anche valente pilota di moto fuoristrada dove ha gareggiato fino a qualche hanno fa. Ora, per i tanti impegni, ha dovuto interrompere quella che per lui è stata una passione giovanile. Prima di salire ai vertici nazionali è stato anche, per alcuni anni, Vice-Presidente del M.C. “C. Berardi”. Con la sua presidenza ci sarà certamente un cambiamento all’interno della Federazione in quanto la sua esperienza come pilota e come consigliere per 12 anni sarà certamente messa al servizio sia dei piloti, di tutte le categorie, che degli oltre 120.000 associati che si aspettano novità e miglioramenti a partire dal prossimo anno. A nome personale, del Presidente, del Consiglio e di tutti i soci del M.C. “C. Berardi” auguriamo al neo-presidente un grandissimo “In bocca al lupo” per un quadriennio pieno di soddisfazioni e di vittorie per tutto il Motociclismo Italiano.
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(4ª Parte)
Il fronte a Riccione (settembre 1944) Al rientro da Mulazzano subimmo un altro “sfollamento”, questa volta coatto. Infatti i tedeschi evacuarono tutti i residenti del rione Abissinia dove anche noi avevamo la casa. Ci mandarono oltre il Porto Canale, in via Zandonai, in una casa requisita ai villeggianti. Quello fu per me lo “sfollamento” più triste. Mi allontanavano dal mio mondo di via Ugo Bassi. Lì ero nato e lì avevo tutti i miei amici d’infanzia. Mi sembrava di essere stato mandato in capo al mondo. I tedeschi invasori, ci avevano tagliato le radici. Noi bambini, in particolare, sparsi per i paesi della Romagna, perdemmo ogni contatto. Ci rubarono anche quel poco d’infanzia rimastaci. L’Abissinia per i tedeschi divenne un’area di difesa tattico/strategica di notevole importanza. Dal viale San Martino fino ai confini di Misano Mare, il rione sembrava
di navi si posizionò a poca distanza dalla costa riccionese. All’alba del 3 settembre, uscendo dal rifugio scavato sulla spiaggia, per sfuggire alle bombe di “Pippo il Ferroviere”1, c’era un dispiegamento di navi mai visto prima. Tememmo un imminente sbarco, per cui fuggimmo verso casa. Ma fatti pochi metri ci trovammo sotto un bombardamento navale da Film Luce. Fortunatamente le granate ci passavano, fischiando, sopra la testa per andare ad esplodere oltre la ferrovia. Avevamo imparato che fin quando la granata si sentiva fischiare, essa sarebbe passata oltre. Mio babbo, mia mamma ed io, raccolto quel poco di viveri che avevamo in casa, corremmo a perdifiato e raggiungemmo il rifugio scavato nel podere dei Corazza. Quando arrivammo vi trovammo già sistemati i proprietari e altri ospiti. In tutto eravamo
un deserto. Furono abbattute numerose case e anche alcune colonie estive. Furono tagliati alla radice platani bellissimi e rasi al suolo altri manufatti che potevano essere usati per coprire le truppe alleate nell’azione di sfondamento della linea Gotica. Inoltre per rallentare la loro avanzata, l’esercito tedesco seminò gli orti e i campi che si estendevano dalla spiaggia fino alla ferrovia, con numerose mine anticarro. Nei punti “nevralgici”, vennero costruite delle casematte in cemento armato, con porte stagne in acciaio di grande spessore. Tali fortini, ben mimetizzati, nascondevano obici di lunga gittata. Ricordo che uno di quelli, eretto sulla spiaggia, aveva sul frontale, proprio sopra la finestra dove spuntava la bocca di un lungo cannone, la scritta “GELATI”. Che eufemismo! Il 31 agosto 1944 gli Alleati avviarono le operazioni di sfondamento della Linea Gotica, sulla quale si trovava anche Riccione. Nella notte del 2 settembre, una imponente flotta
nove persone. Il rifugio scavato sotto terra, era grande e razionale. Aveva due uscite e robuste travi di legno che sostenevano un “montarozzo” di terra. A cento metri da noi c’era il rifugio dei miei nonni con la figlia Nella. Una volta al sicuro dalle granate, “l’Arzdora”2 fece l’inventario del cibo e delle bevande. Avevamo in tutto una quindicina di piade, un barattolo di latta da cinque chilogrammi di marmellata, una bottiglia da un litro di vermut Cinzano e una damigiana di acqua di cinquanta litri. Il tre settembre, un cannoneggiamento navale in appoggio ad un reggimento canadese, annientò una autocolonna tedesca in fase di ripiegamento sulla via Flaminia. I primi ad entrare a Riccione furono i soldati canadesi protetti da cinque carri armati. La reazione tedesca fu furiosa. Gli Alleati non si “spesero” più di tanto e si attestarono sulla riva destra del Rio Melo. Il fiumiciattolo, alla cui foce c’è il porto, diventerà per gli anglo-americani un baluardo
insormontabile per sedici lunghi giorni. Gli anglo-canadesi, trincerati sopra la vecchia fornace decisero di non avanzare oltre, costringendo i riccionesi, rimasti al di là del Rio Melo, a soffrire la fame e la sete nei rifugi. Se qualcuno avesse messo la testa fuori sarebbe stato fatto oggetto di tiro a segno, sia dagli Alleati, sia dai cecchini tedeschi. Ogni movimento, da un posto all’altro, poteva essere tentato solo di notte e con molta precauzione. Ricordo una sera in cui mia zia Nella venne di corsa nel nostro rifugio per prendere un fiasco d’acqua. Nel primo tragitto, al buio della notte, non ebbe alcun problema. Nel tragitto di ritorno, pochi attimi dopo aver lasciato il nostro rifugio, fu individuata dalle cellule fotoelettriche alleate e fatta oggetto di raffiche di mitraglia. Fortunatamente, per la velocità da gazzella di mia zia o per imperizia dei tiratori, i colpi andarono a vuoto e la cara Nella fece in tempo a mettersi al riparo. Quando il giorno 3 settembre entrammo nel rifugio, pensavamo di starci per poco tempo. Gli alleati erano alle porte di Riccione, il numero dei tedeschi in difesa della città era esiguo, per cui in tutti noi c’era la convinzione che saremmo stati liberati entro due o tre giorni al massimo. Invece trascorse una settimana e noi eravamo ancora sotto terra nel rifugio come dei topi in trappola. La piada, nonostante fosse stata centellinata, era ormai finita. Anche l’acqua era agli sgoccioli. In uno dei rifornimenti notturni presso un vicino pozzo, una scheggia di granata esplosa poco distante, mandò in frantumi la damigiana di vetro che mio babbo e Primo Corazza stavano trasportando. Da quel momento i rifornimenti d’acqua dovettero essere fatti con i fiaschi, intensificando in tal modo, le uscite notturne, con la conseguenza per mio babbo e per Primo di esporsi, maggiormente, ai colpi dei cecchini tedeschi o delle mitragliatrici anglo-canadesi. La sera dell’undici settembre, mio padre s’incontrò con il nonno Lazzaro, per comunicargli che al mattino successivo con la famiglia avrebbe tentato di attraversare il Rio Melo. Mio nonno cercò di dissuaderlo, ritenendo giustamente che l’attraversamento della linea del fronte fosse un pericolo troppo grande. Anche Primo gli consigliò di rinunciare. «Piuttosto che vedere morire di fame e di sete mio figlio e mia moglie- disse - preferisco rischiare il tutto per tutto». Di fronte a tanta determinazione, mio nonno spartì i pochi soldi che avevano in comune, ci abbracciò lungamente e con le lacrime agli occhi uscì dal rifugio. 1) “Pippo il ferroviere” era chiamato così perché andava, con l’aeroplano a gettare le bombe sui ponti ferroviari. 2) La regina del focolare romagnolo. La “reggitrice”. L’economa delle sostanze della casa.
ritrovarsi
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di Nives Concolino
Dopo nove lustri ancora insieme...
Dopo 45 anni rieccoli assieme per rinsaldare l’amicizia e rispolverare gli amarcord che li hanno accomunati sui banchi di scuola e, in parte, all’asilo. Protaginista la classe quinta elementare (1971) delle Maestre Pie, in viale Cesare Battisti. E’ stata un’occasione anche per ricordare l’insegnante suor Serafina Castellani, scomparsa di recente a 79 anni, dei quali 57 di vita religiosa, e il compagno di scuola Raul Serafini. Tanta l’emozione nel ritrovarsi sulla scalinata della scuola, poi in chiesa e quindi al ristorante La Greppia di Coriano, dove tra ricordi e aneddoti, gli ex scolari hanno promesso a vicenda di mantenere i contatti attraverso un gruppo attivato su WhatsApp. E’ stata un’occasione anche per dare alla serata un risvolto solidale.
A tavola, infatti, sono stati raccolti 500 euro, donati subito, senza intermediari, agli allevatori terremotati per l’acquisto di fieno. Tra i presenti diversi professionisti, volti noti della politica e dell’imprenditoria. (Nella foto in prima fila dall’alto Massimo Baldacci,Ugo Fabbri, Patrice Martini, Stefano Pecci, Giovanni Bezzi, presidente dell’Istituzione per la Cultura, Stefano Piccioni, capogruppo consiliare, Fabio Castellani e Andrea Battistini. In seconda fila Roberto Conti, Luca De Siena, Roberta Giuliodori, Libero Gaia, in terza fila Donatella Picano, Alberto Leardini, Anna Faetani, Paola Semprini, e in quarta fila Monica Mussoni, Anna Baleani, Alessandra De Siena, Paola Gabellini, Cinzia Matteoni, Daniele Tonti, Annalisa Boga e Alessandro Gasparini.
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Quel signore in bianco di nome Benito La fusaja e e s-ciafoun ad Sdèin A questo punto, richiamato dal clamore, accorre uno dei due tennisti, il maestro riccionese Domenico Galavotti, detto “Dogi”, il quale, riconosciuto mio padre, ferma tutto e chiede spiegazioni, spiegazioni che qualche anno più tardi apprendo anch’io. I fatti si erano svolti così: la mia presenza sul campo da tennis aveva tratto in inganno il custode (il burbero Sdèin) il quale mi aveva scambiato per uno dei ragazzini raccattapalle e, vedendomi immobile a mangiucchiare lupini, mi aveva punito con il sonoro ceffone che mi aveva arrossato la guancia sinistra e fatto volar via la preziosa fusaja. Chiarite come erano andate le cose, ritorniamo ai giardini. Quì, dopo pochi minuti, ci raggiunge uno dei due “questurini” che porge a mio padre una carta da dieci lire e un cartoccio di lupini spiegando che vengono da quel signore vestito di bianco che giocava a tennis, di nome Benito. Virgilio ringrazia e sollevato mi dice:”Tvèd cus che sucèd a magnè la fusaja du chi giuga a tenis!”
Art: De Grandis
In quel pomeriggio di fine luglio 1942, mio padre Virgilio svolgeva il suo lavoro di giardiniere comunale nei giardini pubblici che oggi sono intitolati a Luigino Montanari. Ero ancora un bambino e mio padre mi portava con se sul lavoro per non lasciarmi a casa da solo. Quel giorno mi comprò dieci centesimi di lupini (la popolare “fusaja”) contenuti nel classico cono di carta gialla, poi mi disse: “Sta i ché sa mé, nu va da lèngh”. Li vicino però c’erano (e ci sono) i campi da tennis dove in quel pomeriggio stava giocando una coppia, che poi ho saputo trattarsi di un maestro di tennis riccionese e un signore vestito di bianco che si chiamava Benito. Trovo un cancello aperto, entro e, sgranocchiando la mia fusaja, assisto incuriosito a quell’accanito scambio di palle. All’improvviso come per un colpo di fulmine mi arriva uno schiaffone a mezza guancia che mi invornisce e mi fa saltare per aria i lupini. Corro urlando e piangendo da mio padre che, allarmatissimo, mi chiede cos’è stato. Cerco di raccontare disperato, che un vecchio mi ha colpito mentre ero là a guardare giocare a tennis. Mio padre, inferocito, si precipita verso i campi quando, all’ingresso viene fermato da due uomini armati che lo bloccano.
Signor, fam veda sparì (cumè per miracle) e "muraioun" de TRC... ...e dep arcojme pò azchènt ad cl'Alma Benedèta!
I rasunamènt per capì la vita L’amor e fa pasè e tèmp... e tèmp e fa pasè l’amor. La Morta l’è un Ciacaròl ch’ut da drì tòt la vita... e prima o pò ut fà una pièda. Se la cameriera l’at surìd giantila un’ è che d’impruvìs la s’è inamurè... l’è perchè og e pès e fa schiv. Se m’un Artésta uj casca l’inciostre sora un foj ad cherta... e dis ch’l’ha piturè la nota. um pisarìa d’antrè tla tu testa... per pruvè la sensazioun de svujd. Per spusès ui vò i testimonie... cumè per un incidènt stradèl.
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Righini Maria, distributrice di giornali e titolare del Banco del Lotto La prima di una nidiata di undici figli, che nella sua casa -di umile famiglia di contadini di Scacciano- nascevano con la regolare frequenza di uno all’anno, Righini Giulia, nonostante il suo vivo desiderio d'imparare a leggere e a scrivere, non riuscì mai, per cinque anni consecutivi a frequentare per più di due, tre mesi consecutivi il primo anno della scuola pubblica, del tempo delle aste, che babbo e mamma avevano da affidarle il peso di una sorellina o di un nuovo fratellino! Tanto che la maestra, compresa la situazione, un giorno andò a trovarla, le regalò due lire e la consigliò di non pensare più alla scuola! Regalo a parte, che per il tempo era considerevole, il fatto spiacque tanto a quella adolescente, -che la miseria frustrava fin dalla nascita- la quale resa più tenace, riuscì ugualmente ad imparare qualcosa in maniera autodidattica, esercitandosi tutte le mattine sui libri di preghiere che trovava in chiesa, ove restava ad assisterne non meno di due -tre nei giorni festivi- messe, giornaliere... a scopo di fede, ma soprattutto di studio. Però anche questo avveniva il più delle volte contro la volontà paterna, tant’è che spesso si arrivava a nasconderle i cosiddetti abiti della messa. Così crebbe la buona Giulia, ingenua, sottomessa alla volontà della famiglia, remissiva... A tutto e a tutti, per un senso di inspiegabile abbandono a se stessa e alla sua ingenuità. Ingannata nei suoi intimi sentimenti di donna, nell’età in cui I’amore bussò alla porta di tutti i cuori, la Giulia portò tutta sulle fragili spalle, con tacita rassegnazione, la pesante croce del suo venerdi
santo! Nel 1906 abbandona la famiglia e viene a vivere a Riccione dove l’attende per lunghi anni una esistenza fatta di sacrifici e tribolazioni di ogni sorta. Ma non commette l’errore di proibire alla figlia Giulia di imparare quanto la scuola le avrebbe insegnato. Nel 1920 il buon Casali Nicola detto «Colino», che aveva il negozio in Viale Roma, le offrì la rappresentanza diretta de «Il Resto del Carlino»; incoraggiandola con la possibilità di ottenere altre concessioni. Ella accettò l’offerta e fece molto per meritarsene altre. La figlia però non era di quella idea... ma a quattordici anni si è sempre sottomessi alla volontà dei genitori e così anche la Giulia... non osò contestare mamma Maria e non fu male. Lavorarono insieme nel Borgo e un’estate a Marina in una edicola posta sul terreno dei Fabbri, an-
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tistante l’Hotel dei Bagni. Dovettero trascorrere diversi anni prima di avere una concessione più vasta, completa però di un po’ di tutto. Tramite la cara Virginia Angelini, titolare del centralissimo negozio «La Minerva», ottenne la concessione de il «Corriere della sera», poi, via via, altre concessioni arrivarono da sole... Il direttore delle poste locali, signor Renzi, cedette alla diciannovenne Giulia il Banco del Lotto. Ma l’incasso era tanto esiguo a quei tempi, che, come si suol dire, il gioco non valeva la candela. Poiché nulla è possibile senza l’aggiunta di sacrifici e nuove fatiche, arrivarono anche per quel lavoro tempi migliori. Il 1° Maggio 1925, la Giulia, veniva assunta in carica come collettrice del Banco Lotto N. 196 di Rimini (dipendenza Riccione, via Flaminia). Collaborando con la distribuzione dei giornali e il Banco Lotto, mamma e figlia, dopo lunghi anni di stenti e di indescribili sofferenze, conobbero finalmente anni migliori... quegli anni del benessere che purtroppo, arrivano sempre troppo tardi: cioè quando gli anni sono troppi, e la fine è prossima! Righini Maria visse con la figlia Giulia fino all’età di 86 anni... E quando morì, il compianto dei riccionesi fu unanime verso questa donna apparentemente fragile, ma in realtà gigante nella sua statura morale, e nella sua onesta forza di volontà. Il 1° Maggio 1975 la figlia Giulia festeggiava le sue nozze d’oro con la gestione del Banco Lotto di Riccione.
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parole dimeNticate
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Il dialetto di Novella
L’angolo della poesia
Ogni tanto riceviamo, con piacere, le lettere di Novella Zammarchi ricche di amarcord del dialetto riccionese poco parlato. La gentile signora “scava” nella sua memoria per portarlo alla luce e far sì che non vada disperso. Ecco qua le sue ultime “fatiche”. Ciuflaja Fior Gèmna Marlita Mazdlèn Pacoun Palpitle Puvidle Rudle Squéza Stuvèda
Senza titolo è molto tempo che non mi reco ad incontrare il mare troppi ricordi affiorano
= Cosa di poco conto, di poco valore = Farina di grano setacciata finemente = Manciata di qualcosa = Vecchio chiavistello = Pastrano di stoffa scadente = Spaccone, smargiasso, vanitoso = Ciglia = Pellicine attorno alle unghie = Chi parla velocemente = Ragazzina piccola e assai sveglia = Pane raffermo nel brodo al posto dei quadrettini (in mancanza di uova)
la sua immensità, la sua pace ora sono un urlo disperato le onde ricadendo su loro stesse gridano un lamento che nessuno può lenire
Sota, sota, giurmilèin, che adfura e tira e carnisèin. Sotto le lenzuola, bimbettini, che fuori tira il vento, quello freddo che proviene dalle Alpi Carniche
Pacoun
Va là che ma quèl ui s’è zcurt la strèda! Va là che a quello si è accorciata la strada! Chi era abituato a fare i suoi comodi (disonesti) e viene beccato dalle autorità.
si riversano monotone, ma martellanti come un pianto inarrestabile che viene da lontano
Quèl e cova sota come al patète. Quello cova sotto come le patate. Chi agisce di nascosto, in modo losco.
oltre l’orizzonte, dove l’occhio non giunge ma la fantasia vede e rincorre se stessa... anch’essa inarrestabile...
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con un moto di tristezza languida e di malinconia sottile. Stuvèda
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La pagina del dialetto
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di G.L.M.
una parola più significati diversi Abét = Abete – Abèt = Abate (A)
Alès = Lesso – 2 Alessio Agusèl = Aguglia - 2 Erba tipo rosmarino Ajèda = Raccolta di aglio - 2 Salsa di aglio Amandul = Mandorlo- 2 Creatura marina Amor = Amore - 2 Gusto - 3 Gelso Andèna= Spazio tra due filari- 2 Essere all’ancora Aquarol = Chi vende o trasporta acqua - 2 Portacote Arcangiul = Arcangelo - 2 Chiurlo maggiore Bagaj = Oggetto qualsiasi - 2 Bagaglio Bagég = Sardoncino piccolo - 2 Nocciolina americana, cece, seme abbrustolito Balosa = Castagna lessata con la buccia - 2 Vulva - 3 Sciocco, citrullo, coglione (A) Baligòt = Imbroglio, inganno - 2 Cosa fatta in fretta Bambèin = Bambino (B) - 2 Pupilla dell’occhio
(B)
Bargnocla = Bernoccolo - 2 Uomo sveglio, pieno di risorse Bas-cèn = Sebastiano - 2 Sempliciotto Batòch = Battocchio - 2 Membro maschile - 3 Stupidone Bdòc = Pidocchio - 2 Cozza, mitilo Bdòc arfat= Chi dall’indigenza passa alla ricchezza e si da arie da signore Bèch = Becco - 2 Cornuto Bianchèt = Vino bianco - 2 Uomini nudi (acciuga allo stadio neo-natale) Biciclèta = Bicicletta - 2 Venti centesimi di lira nel 1920 (C) Borsa = Borsa, sporta - 2 Noia, seccatura, tipo noioso Brènch = Stormo, branco - 2 Ramo d’albero Brèsa = Brace - 2 (Brésa - Brèssa) Ghiaia Bréscula = Briscola (gioco di carte) - 2 Botta, percossa - 3 Colpo, rumore forte Bròcle = Broccolo - 2 Torsolo - 3 Ciottolo Bròc = Birroccio - 2 Grande quantità
(D)
Cadnac = Catenaccio - 2 Oggetto vecchio e malandato Caghèta = Vanitoso – 2 Paura, spavento Cagna = Utensile, attrezzo - 2 Frottola - 3 Femmina del cane In ragna e in cagna = In perpetuo litigio (D) Cal = Calo – 2 Callo - 3 Quelle Calamèr = Calamaio - 2 Calamaro Canèl = Rubinetto dell’acqua - 2 Canale - 3 Cannolicchio Canocia = Canocchia, pannocchia, cicala di mare - 2 C. smulachèda = ragazza smilza (E) Capèla = Cappella - 2 Glande - 3 Sbaglio, errore Cara = Carro - 2 Eufemismo per indicare il membro maschile; Tot de cara= Levati dal c.... Carghè = Caricare oggetti su di un mezzo - 2 C. l’arlog = C. l’orologio - 3 C. e s-ciop = C. il fucile 4 Bastonare – 5 Fare l’amore (I s-gnur e al damigèle i fa l’amor, i purét i chèrga) Casèin = Casa di tolleranza - 2 Rumore, confusione – 3 Villetta per villeggiatura Castigh = Castigo - 2 Gran quantità Chèpa = Nuca, retro collo - 2 “Coppa” insaccato - 3 Coppa, premio sportivo
(E)
Cichèt = Sgridata, rimprovero - 2 Bicchierino di liquore Cióca = Chioccia - 2 Acqua curativa delle Terme di Riccione L’ha bivù l’aqua cioca = Ha bevuto l’acqua ciocca. Chi, venuto a Riccione non se ne può allontanare. Cócia = Cuccia - 2 Còcia= Rete a strascico Créca = Combriccola - 2 Punteggio extra a tressette Cuchèl = Gabbiano - 2 Uomo sempliciotto, stupido Cumpagn = Compagno di giochi - 2 Identico, uguale, simile Cusèina = Cucina - 2 Cugina
(C)
La Zirudèla
39 di Giuseppe Lo Magro
LA CREMA DL'AMOR Da che ad bòt la Gigliola l'ha vést per Filép propria piò gnint l'esést. Isé ui ha fat l'ariènda senza sosta me marchè, me forne, ma la posta.
“Quant tzì brèv” la dis s'un suris “Sa te l'è come campè te paradis”. Straca e cuntènta la fa un parlòz ma Filép e ciarvèl ui fa scapòz.
“Hai la forza, la dolcezza, la bravura, dai, ancora, e preghiamo santa Dura!” Isè l'artona te bagn, e ciapa e tubèt ul sprém tòt, nervos com un caprèt.
Un suris e i ha tachè a ciacarè e a guardès fét fét, t'jèc, tòt i dé. I ha cmènz andè giò a marèina sla mèna tla mèna tl'eria fèina.
Us ghènfia, un sta pio' ti pan e e còr te bagn s'un grand'afan. L'idea l'è d'artachè, da fè e bis, magari da superom, ènca e tris.
Tra i lanzul lia la è tòt un tremor la ha trov e Principe azòr, un tesor. Ma quand l'è pas un bèl quèrt d'ora e bèda e bagn Filép un scapa fura
Po' te scur de cinema is è basè se cor che e stèva drì a s-ciupè. E menù t'un risturènt sburoun: “ Ustrighin, sèta sèl i gamberoun”.
La crema imprèstèda da un amigh la prumèt prestazioun da gran figh perchè la dà un bèl aiut a fè l'amor t'pò trì drét do tre dé se stès vigor.
la va ma la porta curiosa a sbarlucè. E ul trova dasdè se water a sfarfugliè. “Cus tè fat?..tzì biènch come un strac” Ul bèsa.. e po' la se strègn t'un abrac.
E na sera iè 'ndè drèt ma chèsa s'un buliroun drèinta senza pèsa. Un ghèc ad vèin..a scaldè e còr e via t'un lèmp te lèt a fè l'amor.
In silenzie, te scur, una sfriziunèda e po' via per la sghènda cavalchèda. La Gigliola la sfièda tramèza i dint la suspira e la è pina ad cumplimint.
“Te scur ho sbajè a duvrè e tubèt, adés lam pasa la voja da fè e furbèt. Per i calli...Una crema da spalmare lo fa duro e in un'ora lo fa cascare”.
Dall'attimo che la Gigliola ha visto per Filippo proprio più niente esiste. Così le ha fatto la caccia senza sosta giù al mercato, al forno, alla posta.
“Quanto sei bravo” lei dice col sorriso “Con te è come vivere nel paradiso”. Stanca e soddisfatta fa un sonnellino a Filippo il cervello fa un inciampo.
“Hai la forza, la dolcezza, la bravura, dai, ancora e preghiamo Santa Dura”. Così torna nel bagno, prende il tubetto lo spreme nervoso come un capretto.
Un sorriso, poi subito a chiacchierare guardando fitto negli occhi, ogni giorno. Poi sono andati sulla riva del mare la mano nella mano nell'aria frizzante.
Si inorgoglisce, non sta più nei vestiti e corre in bagno con grande affanno. L'idea di ricominciare, di fare il bis magari, da superuomo, anche il tris.
Tra le lenzuola lei è tutta un tremolio ha trovato il Principe Azzurro, un tesoro. Ma quando è trascorso un quarto d'ora e dal bagno Filippo non esce fuori,
Nel buio del cinema si sono baciati col cuore già sul punto di scoppiare. Il menù in un ristorante alla moda “Ostriche, sotto sale i gamberoni”.
La crema prestata da un suo amico promette le prestazioni da super figo perchè dà un bell 'aiuto a fare l'amore e tirar dritto due tre giorni con vigore.
va alla porta, curiosa ad occhieggiare. Lo trova seduto sul water a sfarfugliare. “Cosa hai fatto? Sei bianco, uno straccio” Lo bacia...e lo stringe in un abbraccio.
E una sera sono andati sparati a casa con uno sconquasso dentro senza pace. Un goccio di vino...a scaldare il cuore e in un lampo nel letto a fare l'amore.
In silenzio, nel buio, una sfrizionata e poi via per la seconda cavalcata. La Gigliola soffia tra i denti stretti, sospira ed è prodiga di complimenti.
“Nel buio ho errato a prendere il tubetto ora mi passa la voglia di fare il furbetto. Per i calli... una crema da spalmare lo fa duro... e in un'ora lo fa cadere!”.
La crema deLL'amOre
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