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Fa dicembre 2014

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Periodico bimestrale - Sped. a.p. 45% - Art. 2 comma 20/b - Legge 662/96 - Filiale di Forlì - Contiene I.P. - Dir. Resp. Giovanni Cioria Aut. Trib. di Rimini n. 185 del 16/8/80 e del 26/8/92 - Red. e Amm. Riccione - Via Montebianco, 27 - Tel. 0541 643 884 Stampa: La Pieve Poligrafica Editore Villa Verucchio - Grafica: Composet Riccione - Anno XXXIII - N°5 - NOVEMBRE/DICEMBRE 2014 CN/RN0665/2010

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Lentamente ma inesorabilmente il dialetto va scomparendo. Oramai i luoghi e le occasioni per parlarlo si fanno sempre più rari e spesso chi si “avventura” in un dialogo che va oltre il semplice scambio “telegrafico” di notizie sul quotidiano, lo fa in modo approssimativo, “sgangherato”, cadendo in errori ed “orrori”. Anche al mercato, luogo che dovrebbe essere deputato all’espressione vernacolare sia nel magnificare i prodotti che nel contrattare gli acquisti, si ascoltano strafalcioni di ogni risma. A discolpa si può evidenziare che la provenienza dei venditori è la più disparata cosicchè le parole si mescolano e si imbastardiscono. Ghiotte occasioni per seguire dialoghi di una certa consistenza, così da stuzzicare il pensiero e “rimpolpare” la memoria, potrebbero venire dalle rappresentazioni teatrali di commedie dialettali; ma i registi non sembrano inclini a curare la correttezza del parlato e tanti attori che lo “masticano” poco si preoccupano esclusivamente della parte mnemonica e delle pose recitative. Dobbiamo rimpiangere la generazione dei nonni (anagraficamente in via di estinzione) che lo tramandava? Sgridare la scuola che lo ha sempre osteggiato?... o il turismo che ha deviato le energie sulle lingue straniere? Incolpare le nuove tecnologie che ci riempiono di neologismi ed inglesismi? Non mi reputo adatto per rispondere a questi interrogativi. Nel mio piccolo vorrei provare ad innalzare una diga, un argine per contenere il “fiume” dialetto, per evitarne lo scorrere verso un mare che mescola tutto indiscriminatamente. Quindi il pubblicare queste raccolta di zirudele è un timido tentativo per non dimenticare. Queste “storielle” in rima, facilmente memorizzabili, di facile lettura, potranno essere un valido contributo all’assorbimento delle parole meno usate (e più vere) e al comprenderle nei molteplici significati che assumono a seconda delle circostanze. Almeno è quello che mi auguro. Giuseppe Lo Magro


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SANITà

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Uno sguardo al “Ceccarini” Sono ormai 5 anni che dirigo la struttura complessa di ortopedia-traumatologia della nostra bella città. Parecchie cose son cambiate in questo periodo, non solo per l’ortopedia, ma per tutto il nostro ospedale. Nel corso degli ultimi anni, ho assistito alla espansione progressiva delle attività sanitarie e scientifiche del Ceccarini. Non sono in grado di ragguagliarvi con precisione sull'attività dei reparti medici (medicina interna, cardiologia, medicina d'urgenza, servizio di PS), appunto perchè, per il tipo di attività che svolgo, ho molto di più il polso dell'attività chirurgica rispetto a quella dell'area medica. Limitandoci quindi all'analisi delle tre chirurgie (generale, ortopedica ed oculistica) si deve dire che queste ultime hanno prodotto risultati notevoli sia come numero di interventi sia come qualità degli stessi. Gli standard di riferimento regionale non solo sono stati rispettati, ma in alcuni casi oltrepassati, creando dei veri e propri centri di eccellenza in alcune patologie. Sono ben noti i corsi di iperspecializzazione in chirurgia mini invasiva dell’anca, cui molti chirurghi da tutta la penisola affluiscono per impossessarsi di tale tecnica. Lo stesso dicasi per la chirurgia laparoscopica dei tumori del colon nonchè per la chirurgia mini invasiva vitreo-retinica e per i trapianti lamellari di cornea. Le chirurgie hanno quindi formato un centro di eccellenza e quindi di attrattiva, non solo locale, ma anche extraregionale. Tanti sono i pazienti che adesso vengono a curarsi al Ceccarini provenienti da territori extraprovinciali e da svariate regioni italiane. L’indotto creato da questa non trascurabile massa di pazienti e congiunti, si riflette ovviamente in maniera positiva sull’economia locale. Insomma una macchina ben oliata e funzionante, cresciuta nel corso degli anni coi sacrifici di tutti noi, medici e infermieri. Dall’inizio dell’anno però non siamo più AUSL di Rimini, ma facciamo parte della grande Azienda Sanitaria della Romagna, che ha fuso le quattro vecchie AUSL di Forlì, Cesena, Raven-

na e Rimini, in un’unica grande azienda sanitaria. Confesso che noi, personale medico ed infermieristico, siamo tutti un po’ preoccupati delle strategie sanitarie che faranno seguito a questa fusione. Il territorio è enorme, il numero di utenti anche (circa 1.200.000). Si sentono in giro le voci più disparate riguardo a trasferimenti di servizi, accorpamenti, chiusura di Reparti etc. Al momento, nulla di concreto, ma è chiaro che se l’obiettivo è una razionalizzazione della spesa sanitaria, questa si tradurrà gioco-forza in una riorganizzazione-accorpamento di almeno alcuni servizi. Quel che preoccupa è che quanto di buono creato negli ultimi anni, venga ridimensionato con delocalizzazioni o trasferimenti, che non gioverebbero alla sopravvivenza ed all'efficienza del Ceccarini. Quel che è stato possibile costruire da un punto di vista sanitario-assistenziale è stato fatto; ora sta al governo politico locale battersi per impedire un ridimensionamento delle attività fin qui brillantemente espletate dalle varie unità operative. Un caro saluto a tutti i Riccionesi Lorenzo Ponziani Direttore UOC ortopedia-traumatologia Ospedale Ceccarini Riccione

Famija Arciunesa non è coppiere di nessuno “Il potere logora chi non ce l'ha”. Era una delle mitiche battute di Giulio Andreotti, dal 1945 fino a pochi anni fa (quando muore) potentissimo ed ironico politico-statista della Democrazia cristiana, partito scomparso da una ventina di anni. La breve massima di saggezza ben si cuce addosso ad un consigliere comunale di minoranza. Letto l'ultimo numero di Famija Arciunesa, ha chiamato il presidente Giuseppe Lo Magro e chi scrive. Con una travolgente veemenza, amplificata da un tono di voce troppo alto per argomentare con serenità, costruiva che Famija Arciunesa non era stata imparziale poiché nel numero c'era un'intervista al neo-sindaco di centro-destra, Renata Tosi e la presentazione dei nuovi assessori con relative fotografie. Mancavano, dal suo punto di vista, per un'informazione obiettiva e corretta, gli eletti della minoranza. Peccato che la signora non si fosse soffermata sulla pagina 6 del giornale, dove si potevano leggere gli eletti al gran completo: maggioranza e minoranza. Le argomentazioni di chi scrive non sono bastate a placare il suo fiume di parole. E giù a menar il can per l'aia che Famija Arciunesa stende tappetini alla Tosi & C. Si vuole ricordare, per la piccola storia della città che Famija Arciunesa fece un racconto simile anche dopo la vittoria di Massimo Pironi cinque anni fa. Gentile signora, questo giornale non è coppiere di nessuno. Ha tanti punti di vista, quante sono le teste dei collaboratori. Punto. Come è giusto che sia. Cerca di raccontare i fatti con la presunzione di leggerli con l'etica della responsabilità, direbbe quel raffinato intellettuale tedesco Max Weber. Sempre loro sti tedeschi con la loro responsabilità. E' proprio questo uno degli ingredienti che difetta alla cultura italica per creare comunità all'interno e capacità competitiva sui mercati esteri. Soprattutto nell'ultimo ventennio. Per Giovanni Paolo II amministrare era uno dei momenti fondamentali di volontariato e spirito di servizio. Perché chi opera in un'associazione di volontariato aiuta molte persone, chi fa il sindaco va a incidere, in profondità, sul futuro delle famiglie riccionesi.

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Dono dell’Associazione

DONAZIONI

Progetto Nuovo PUlmino Attrezzato

Insieme per Riccione

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5.000 euro a favore dell’A.I.S.M.

Dalla Festa del 92° Compleanno di Riccione al Parco Oltremare

ASPETTIAMO l’AIUTO Di TUTTA LA città Una importante donazione quella scaturita dall'utile della Festa di Compleanno del 19 ottobre u.s. E' il primo tassello per l'acquisto di un nuovo pulmino attrezzato per le necessità di trasporto degli affetti da S.M. poiché il ”vecchio” mezzo, donato da Famija Arciunesa nel 1999 in occasione della Festa del 77° Compleanno, sente prepotentemente l'usura del tempo. In quella serata, che si svolgeva sotto un tendone nel quartiere di San Lorenzo, fu il Sindaco Daniele Imola a consegnare le chiavi del pulmino all'allora presidente della locale sezione dell'AISM dott. Luigi Tercon. Fu un dono di tutta la città di Riccione grazie al contributo di commercianti, albergatori, esercenti balneari, associazioTargaGrande

20-07-2007

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Inviate le Vostre donazioni all’A.I.S.M. Via Abruzzi 46 Riccione tel. 0541 69 09 40 Coordinate bancarie: IT 89 S 07090 24100 011010115760 C.C. postale n. 125 00 401 ni, comitati e tanti, tantissimi privati, con la bella Martina Colombari testimonial del “Progetto pulmino A.I.S.M.”. Ora lo rilanciamo con immutata fiducia che il cuore dei riccionesi sarà ancora generoso!

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PAOLO CESARETTI Tel. 335 63 41 536

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CHRISTIAN SPADONI Tel. 339 41 06 089

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ALESSANDRO BARNABE' Tel. 328 28 32 257 alessandro.barnabe’@bancamediolanum.it iscritto all'Albo dei Promotori Finanziari con delibera Consob n° 16572 del 29/07/2008

Vi rammentiamo che le donazioni ad una ONLUS danno diritto a detrazioni fiscali nella dichiarazione dei redditi (info presso la segreteria)

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donazione al ceccarini

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Dal dialetto di “Quei dal Funtanèlè” 8000 euro ...e nell’occasione si snocciolano dati di merito Lavori in corso all’ospedale di Riccione. Dopo le grande opera del Dea da 30 milioni di euro, a breve arriveranno il nuovo “Laboratorio a risposta rapida” e la nuova “Endoscopia digestiva e respiratoria”, che occuperà gli spazi delle vecchie sale operatorie. Ne è stata data notizia durante la consegna, da parte della compagnia teatrale dialettale “Quei dal Funtanele”, di quattro monitor multiparametrici, molto importanti per la rilevazione dei parametri vitali. Si tratta di apparecchiature di circa ottomila euro, ora in dotazione alla Gastroenterologia – Endoscopia Digestiva, Pneumologia e Medicina, che avranno così modo di fare diagnosi approfondite. Si procede nel segno della qualità delle prestazioni e dei servizi, anche se di fatto le politiche sanitarie fanno intendere che in futuro si andrà nella logica di diminuzione di posti letto, perché come osservano i camici bianchi, anche in occasione d’interventi chirurgici importanti, si tende a trattenere il paziente in ospedale il meno possibile. Al momento, comunque, il “Ceccarini” mantiene 200 posti letto e 491 operatori. I numeri dei pazienti, snocciolati dal direttore dell’ospedale Romeo Giannei, sono considerevoli: solo al Pronto soccorso nel 2013 sono stati registrati 34.359 accessi (dei quali circa 27mila (78%) non urgenti, con una media di 90 al giorno in inverno e picchi quotidiani di 180 in piena stagione estiva. 8.000 i ricoveri, 5.612 interventi chirurgici, 45.562 le prestazioni di radiologia, circa 50mila i prelievi e 120mila le attività ambulatoriali. Durante la cerimonia di consegna dei muovi apparecchi, lo scorso 18 ottobre, il primario di Medicina Andrea Grossi ha posto l’accento sull’importanza del monitoraggio del

paziente, anche dopo gli interventi chirurgici e altre prestazioni. A proposito il dottor Giuseppe Onorato ha ricordato che sono circa 1.500 le “manovre di colonscopia, realizzate in un anno al Ceccarini”, mentre arrivano a 1700 circa gli interventi seminvasivi di esame strumentale delle vie respiratorie (circa un terzo riguarda patologie oncologiche) eseguite annualmente nel reparto, diretto da Luigi Lazzari Agli. Nives Concolino

Messa di suffragio per i Caduti delle Forze dell’Ordine Ci sentiamo in dovere di officiare una Santa Messa di suffragio per tutti i caduti delle Forze dell'Ordine, delle Forze Armate e dei nostri Militari caduti in missioni di pace. Si vuole, con questa cerimonia, dare un senso tangibile a tutti coloro che sono in prima fila e ringraziarli per il loro attaccamento al dovere per garantire il Rispetto della Legge e la sicurezza dei cittadini. Senza la "polizia" nessuna società civile potrebbe vivere. Sarebbe per noi un onore ricevere uno scritto o quanto altro ed ancor di più una vostra presenza.

La S. Messa sarà officiata: Domenica 8 Febbraio 2015 ore 11.00 - Chiesa Pentecoste - Viale R. Emilia Riccione. Per eventuali informazioni: Don Giorgio Dell'Ospedale TeL 0541.640506 - 340.2529100

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CONCERTO DEGLI auguri

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Un evento... allegro e con brio! Il 30 dicembre 2014 alle ore 21.00, presso la sala Concordia del Palacongressi di Riccione si terrà l’ormai tradizionale appuntamento con il "CONCERTO DEGLI AUGURI”, l’evento ad ingresso libero che da quasi vent’anni l’amministrazione comunale di Riccione con il contributo della Banca Popolare dell'Emilia-Romagna e del Consorzio d'Area di viale Ceccarini offre a tutta la cittadinanza e agli ospiti per salutare l’anno che si chiude con un augurio in musica. Ispirato al classico concerto di Capodanno che si tiene a Vienna il Concerto degli Auguri fin dalle sue origini si contraddistingue per la qualità e nello stesso tempo la godibilità del programma, offrendo ad un ampio pubblico la possibilità di riscoprire la bellezza della musica classica ed il talento dei suoi solisti senza perdere la caratteristica anche popolare delle grandi composizioni sinfoniche dell’epoca d’oro della musica colta. Così dai Walzer di Strauss alle incursioni nel contemporaneo di grandi compositori del ‘900, strizzando l’occhio anche al jazz, nel corso degli anni il Concerto degli Auguri ha saputo sorprendere ogni volta i riccionesi, dimostrando che la musica classica non è soltanto bella, è anche divertente, e l’entusiasmo con cui ogni anno una standing ovation accoglie il gran finale con Radetzky March nella grande Sala Concordia gremita, continua a dimostrarlo. Il CONCERTO degli AUGURI 2014 sarà diretto come tradizione dal M° GIORGIO LEARDINI, ideatore e curatore dell’evento fin dalla prima edizione nel 1995, e avrà come protagonista LAFILARMONICA MARCHIGIANA: un’orchestra prestigiosa che fa

parte delle dodici istituzioni orchestrali riconosciute e finanziate dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Quest'anno la direzione artistica dell'Istituzione Riccione per la cultura, propone un programma denso di vivacità e brio: nella prima parte saranno eseguite celebri ouverture e intermezzi dalle più belle opere liriche dei più grandi maestri italiani e stranieri, capolavori come La Traviata, Il Barbiere di Siviglia, Carmen; nella seconda parte un ritorno alle origini con i più bei Walzer e le Polke del compositore simbolo di questo genere: Johan Strauss. La serata come sempre si chiuderà con un brindisi ed una fetta di panettone, e con l’atmosfera festosa dei riccionesi che si fanno gli auguri.

Riccione: cinque minuti sui tg russi in prima serata

Il mare di Riccione fino al promontorio di Gabicce Monte. Viale Ceccarini. Villa Mussolini. La spiaggia. Quanto potrebbero valere, in euro, tre minuti sul Tg1 della Russia, in prima serata, nell'ora del picco degli ascolti? E due minuti sul Tg2, sempre in prima serata, sempre nella Grande Russia? Molte centinaia di migliaia di euro. La città ha beneficiato di tutto questo gratis, grazie al fatto che a Riccione si è svolto “Mare aperto”, festival internazionale dell'arte e della musica, organizzato da un'azienda privata dal 25 al 27 settembre. Ci sono stati una serie di eventi culturali di valore assoluto: concerti di musica classica, di lirica, una mostra a Villa Mussolini con capolavori di pittura dal XVI al XVIII secolo. Per la tre giorni sono giunti a Riccione centinaia di russi. C'è anche un piccolo aneddoto che riguarda Gian Luca Pasolini, un personaggio riccionese. E' un tenore dalla voce importante, che lo scorso ottobre ha cantato nel più imponente e prestigioso teatro di San Pietroburgo. “Nel suo repertorio troviamo interpretazioni in opere quali: Anna Bolena, Don Giovanni, la Traviata, Rigoletto. E' stato diretto da maestri illustri, italiani e stranieri. A Riccione, casa sua, per il festival, ha cantato anche Pasolini. Ma tutto nasce da un episodio curioso. Lo contatta un'amica moscovita; anche lei nel campo della lirica. Gli dice: “Senti Gian Luca in Italia si tiene un festival. Avresti voglia di cantare?”. “Certo che ho voglia di cantare. Dove si tiene?”. La risposta dell'amica lo lascia di stucco: “In un posto che si chiama Riccione. Lo conosci?”.

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‘ESTATE VIOLENTA’ Il 30 giugno 1870 un’eccezionale tempesta, con chicchi di grandine come noci, si abbatté sulla zona di Riccione e circondario sterminando vigneti, piante da frutto ed ettari ad altro coltivati. La violenza fu tale e così ingenti i danni che l’avvenimento rimase quale termine di paragone per descrivere una calamità fuori dal comune: “L’è brót com la tempesta de stènta (è brutto come la tempesta del ’70)”. Un film che si è riproposto, anche se in sequenze differenti, anche nel giugno del 2014, mese tempestosamente inquietante così come l’estate nel suo insieme. E non solo per alberghi, ristoranti e negozi, ma anche e soprattutto per gli operatori di spiaggia che hanno visto il loro ‘campo’ deserto di ombrelloni e tende, scatenando per questo una guerra all’ultimo sdraio; causa il maltempo perseverante, nota dolente ribadita dal sondaggio dell’Osservatorio dell’Associazione Albergatori, che rispetto alle valutazione di una stagione di scarsi frutti ha registrato che il meteo l’ha danneggiata per ben il 28% (segue 17% per crisi, 12% per pochi eventi, 11% per traffico-rumori-degrado). CAMINI STATUS SYMBOL Diversi decenni fa si poteva capire l’attività della famiglia che abitava una casa dal colore del fumo che usciva dal suo camino. Questo criterio di valutazione poteva anche essere esteso ad interi piccoli insediamenti come, ad esempio, quelli della zona Abissinia e della Siberia, nella zona sud di Riccione. La Siberia era in prevalenza abitata da famiglie di pescatori, e così il fumo dei loro camini era di

A spasso nel tempo

colore scuro perché provocato dal bruciare delle almadire, quei pezzetti di legno che venivano raccolti sulla riva del mare dopo le grosse mareggiate e che venivano fatti seccare al sole per togliere loro l’impregnatura salina rendendoli efficace combustibile. Diversamente nella zona dell’Abissinia, abitata in maggioranza da operai e ortolani, il fumo dei loro camini era chiaro, perché per scaldare casa e cuocere i cibi utilizzavano le foglie secche di pioppo raccolte attorno agli ospizi marini (colonie).

VIVACI ECO- IMBOTTITURE Solo sessant’anni fa i materassi di lana erano prerogativa dei cittadini benestanti, per passare a quelli di crine e ancora giù a seconda del ceto sociale. Nelle aree più rurali e povere una ruvida tela rigata veniva imbottita con le pannocchie di grano: la parte interna del cereale era utilizzata per fare la farina oppure per dare da mangiare agli animali, e l’involucro foglioso, ormai seccato dopo la mietitura, veniva infilato nei grandi sacchi, cucito e trapuntato. Anche se non risultava di chissà quale morbidezza, il materasso era ‘pieno di vita’: la sua speciale carat-

teristica, infatti, era che dentro vi restavano di solito vermetti che facilmente avevano abitato le pannocchie nel loro maggior fulgore, e che sopravvivevano alla lavorazione. Di notte i più piccoli e leggeri li sentivano muoversi sotto di loro e chiamavamo la mamma: “Sent com i scrèca!”, commentava lei sorridendo, rassicurandoli che non c’era da preoccuparsi… e così si giravano dall’altra parte e si addormentavano quieti. SGRAVI… FILIALI Crollo verticale delle nascite anche a Rimini (dove vengono alla luce la stragrande maggioranza dei nostri piccoli riccionesi): nel 2013 si è registrato il minimo storico delle nascite. Se negli anni ’60 sfioravano i 2000, nel 2013 sono state poco più di 1200. Un fenomeno ancora più inquietante se di considera poi che di queste 1200 circa 200 sono riferite a figli di cittadini immigrati. Praticamente i fiocchi rosa e azzurri si sono dimezzati in cinquant’anni. Sgravi e bonus fiscali, rette dei nidi meno care, potenziamento di servizi mirati ed iniziative di sostegno riusciranno ad incentivare tale ‘pigrizia procretiva’?! Ma sono solo motivazioni di ordine economico che impediscono di allargare la famiglia? Una volta più si era poveri e più si avevano figli. C’erano famiglie che ne avevano 5, 6 o anche di più e avere tanti figli era un onore. Pare comunque che non ci fosse poi tanto riguardo verso le donne nel cercare di non metterle continuamente incinte, tenuto conto d’altronde che tante braccia facevano comodo, soprattutto se maschili: un economico investimento!

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11 E POCHI CAPRICCI Non si facevano capricci quand’era ora di mangiare negli anni tra le due guerre, ma anche sino al primo cinquantennio del ‘900. Pochi erano i soldi e tanta la fame, e quell’aringa appesa a fili attaccati attorno al camino diventava appetitoso intrattenimento. Erano quelle aringhe grandi (pesce azzurro buono, economico e ricco di Omega3) , che si appendevano, essicate, per la coda e il calore del camino scioglieva il sale misto ad olio nei quali il pesce era stato fatto marinare. Adulti e bambini, attorno all’ora di pranzo e cena e non solo, andavano a strisciarci il loro pezzetto di pane, che si insaporiva in modo meraviglioso. Era un gustoso diversivo da una dieta che prevedeva solitamente patate, erbe di campo, e una volta o due volte al mese un pezzettino di carne bollita; se si riusciva ad allevare qualche pollo o a produrre un po’ d’olio non si mangiavano, ma si vendevano per tirare avanti. Uno dei piatti che più piaceva era lo spezzatino con le patate: peccato che solitamente c’erano solo le patate nel piatto…!

cesso e in fosse scavate su terreno di proprietà. Ma siccome la maggior parte degli abitanti della borgata non possedeva terreni di proprietà, si dovette per forza di cose costruire fosse comuni, adottando le dovute pratiche igieniche, in un terreno ampio, incolto e lontano dall’abitato… la spiaggia, per l’appunto. Difficile accettare che un luogo di così tanta solare leggerezza potesse essere stato utilizzato per tale pesante cupezza...

TOMBE INGRATE Nella terribile epidemia di colera del 1855 si seppellirono i tanti morti (64 su una popolazione di circa 1200 anime) in spiaggia. Questo non era dovuto solo alla mancanza del cimitero nella frazione di Riccione, ma risaliva ad una precisa disposizione sanitaria dell’epoca che vietava comunque di seppellirli in un comune spazio pubblico, disponendo invece che ogni famiglia dovesse inumare le salme dei propri defunti vicino al luogo del de-

veste. Si improvvisavano delle tende per riparasi dal sole, innalzate con la coperta e qualche palo di legno, e con il lenzuolo ci si asciugava dopo un rinfrescante tuffo in acqua. Verso sera si smontava tutto, si pagavano 10 soldi al contadino per il posteggio e si ritornava felici a casa.

BALNEAZIONE FAI DA TE Era il 1930 e qualche domenica d’estate si andava con entusiasmo al mare, provenendo anche dall’entroterra riccionese. In fondo a viale San Martino, dopo aver oltrepassato l’ippodromo dei cavalli (ingàr), c’era una casa di contadini circondata da una grande aia che confinava con la spiaggia, e una siepe di tamarici da lei la divideva. Si lasciava il cavallo col calesse parcheggiato lì e si andava verso il mare con un lenzuolo, una coperta di tela, l’ombrello, abbigliati da castigati costumi a righe bianche e blu, mutandoni o sotto-

SPIAGGE LIBERATE Abbandonati gli antichi e castigatissimi costumi da bagno, trasformati piano piano in due pezzi sempre più ridotti, verso

la fine degli anni ‘60 anche a Riccione si potevano constatare i frutti di una rivoluzione sessuale che prevedeva oltre che la riduzione dei tabu quella dei costumi da bagno. Il topless diventava così la divisa delle donne più anticonformiste, che non sempre si facevano un problema di età o misure… soprattutto le turiste straniere, più prive delle italiane di pregiudizi ed inibizioni. La spiaggia si fa così meta ancora più ‘appetibile’ per i nostri incalliti vitelloni. Una libertà di costumi, nel senso più concettuale del termine, che però a breve non vantò l’approvazione di tutte le donne, non solo per il pudore di esibire atteggiamenti insolitamente liberi, ma perché tali atteggiamenti venivano interpretati quale gratuita mercificazione del proprio corpo. I tempi si evolvevano repentinamente, e così anche i modi di pensare. IMMIGRAZIONE TALENTUOSA Finita la grande guerra ripartì la complessa ruota delle attività turistiche riccionesi e di tutta la riviera. Una ripresa non facile quella di rimettere in moto attività bloccate o distrutte, così come far ritornare i turisti, italiani e stranieri. Gravosa operazione sistemare ed ingrandire la possibilità di alloggi e di servizi che uno smisurato incremento di gente che voleva godersi le vacanze sulla nostra spiaggia richiedeva. Stava finalmente arrivando il momento del riscatto economico e sociale. Da tempo immemorabile costretti ad emigrare in cerca di lavoro, i riccionesi finalmente ce l’avevano nella loro amata terra. Ci fu così un notevole fenomeno di ‘migrazione di ritorno’ per volenterosi che si ritrovarono, accanto alle loro famiglie, spazi e possibilità di realizzare i propri progetti. Fu tale rientro che divenne il protagonista di una canzone di Secondo Casadei (di Gatteo Mare), bandiera di tutti i romagnoli, stanziali ed emigranti: “Romagna mia”.


pillole di storia

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I Piva, la fornace e il loro amore per Riccione Lo scorso 15 settembre 357 alunni si sono seduti sui banchi della nuova scuola Media, ricavata nell’ex fornace di viale Massaua. Entrata preceduta, due giorni prima, dal taglio del nastro alla presenza di autorità militari e civili, giunte anche dalla Provincia e dalla Regione. Ma quanti ragazzini e residenti conoscono la storia di quel reperto d’archeologia industriale e della famiglia che la edificò? E’ così che abbiamo voluto offrire ai nostri lettori qualche pillola di storia, ripercorrendone al volo momenti e tappe principali. La fornace affonda le sue radici nel 1908, quando fu costruita su progettazione del proprietario, l’ingegnere Andrea Carlo Piva di Milano, che per la produzione a ciclo continuo di laterizi usava un forno Hoffmann. L’attività per decenni è stata fonte di lavoro e reddito per centinaia di riccionesi, finché nel 1970 fu chiusa. Poi alcune parti del fabbricato sono state demolite e l’interno svuotato per lasciare spazio al deposito e alla vendita di materiale edilizio, sabbia e ghiaia. Solo nel 2001 il Comune ha acquistato l’intera area, sette ettari in tutto con i fabbricati, dalla società Oltremare per cedere in cambio l’area dell’Ipab, destinata al parco. Del vecchio forno Hoffmann resta traccia nei bocchettoni d’areazione all’interno della nuova struttura. E’ invece sparita del tutto la canna fumaria di 40 metri, demolita dal terremoto del 1916, ricostruita e quindi per metà distrutta nel 1965. La famiglia Piva a Riccione possedeva anche una delle più belle ville Liberty, quella che sorgeva sul lungomare della Libertà. Dopo aver accolto i tedeschi per tre anni, nel 1957 fu demolita per costruire gli hotel Mon Chery e Lungomare. A Isabella Morassutti, moglie di Piva, si deve la de-

dicazione della chiesa di viale Gramsci alla Mater Admirabilis. La signora scelse questo nome per ricordare l’affresco originale della “Mater Admirabilis”, che si trova nel convento della chiesa di Trinità dei Monti. Il suo interesse non era casuale, la Piva infatti faceva parte del comitato composto dalla borghesia in vacanza a Riccione, protagonista della costruzione della chiesa. Il marito contribuì all’opera, donando i mattoni per edificare il sacro edificio, mentre i cognati Morassutti, regalarono il legname, proveniente dai loro boschi austriaci. Nives Concolino

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90 anni fa - estate 1924

Il primo film pubblicitario su Riccione

Fare un film pubblicitario su Riccione è stata una buona idea; sia perché sfrutta un nuovo mezzo di comunicazione di massa di cui non se ne conoscono tutte le potenzialità come novità di messaggio che attira e incuriosisce; sia perché un luogo può mostrare, attraverso i fotogrammi, le sue bellezze naturali, l’organizzazione del territorio, dei servizi e delle attività a favore degli ospiti; nonché mostrare dal vivo il corso della vita balneare nei suoi momenti salienti, di maggior interesse e

attrattiva per chi deve scegliere il luogo in cui passare le vacanze. LA PERLA VERDE. Il film è lungo 1.000 metri, per circa un’ora di proiezione (la previsione era per soli 500 metri, ma inserimenti voluti da varie parti, l’hanno raddoppiato; con seri problemi per la distribuzione e la rappresentazione come “coda” alle pellicole programmate nei cinematografi). Si compone di 92 quadri in bianco e nero; non è parlato e utilizza titoli e sottotitoli, a discernimento. È stato prodotto, per

conto del Comune di Riccione, dalla ditta “Film Sturla” di Ferrara, nell’estate 1924. L’opera ha mostrato errori e debolezze che i responsabili pensano (bontà loro) di non ripetere nel prossimo film del quale già se ne tracciano le linee e si ricercano i mezzi per produrlo. Si può dire che il film pubblicitario “La perla Verde dell’Adriatico” ha avuto un discreto successo. da “Una rotta nel vento” di Dante Tosi

Riscopriamo antiche ville e luoghi storici Nuovo percorso culturale alternativo alla riscoperta del patrimonio storico-artistico di luoghi, ville e altri edifici d’epoca di Riccione. A lanciarlo, anche con guida on line scaricabile dal sito del Comune è l’Istituzione per la Cultura, che taglierà il nastro con un singolare evento. Come anticipa il presidente Giovanni Bezzi, lungo il tragitto è prevista una sorta di maratona, da effettuare a piedi o in bicicletta, con tappa davanti agli edifici o luoghi da visitare. A ogni stazione si scoprirà la segnaletica e il cartello storico riassuntivo, curato da ricercatori, storici e scrittori locali, e si assisterà a un minievento spettacolare (letture, rappresentazioni sceniche, concertini e altro) a cura di artisti riccionesi. L’iniziative prende corpo, mentre si prepara anche una “mappa dei luoghi spariti” che hanno contribuito a imbastire la storia della città: edifici, arene cinematografiche, ville e teatri, in gran parte demoliti per lasciare spazio ad alberghi e palazzoni, com’è successo per gli storici dancing Savioli, Florida,

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Franceschi, dalla Casa del Settecento, sede del Centro Arti figurative a Villa Lodi Fe, dal Castello degli Agolanti alla storica facciata dell’ospedale “Giovanni Ceccarini”, terminale del viale dedicato alla consorte Maria Boorman Wheeler. Nel tour sono poi stati inseriti l’asilo dedicato sempre alla grande benefattrice, il Palazzo del Turismo del 1936, progettato dal professore Gogliardo Ossani secondo i canoni del regime, l’Arboreto “Cicchetti”, già serre del Cavaliere Augusto Cicchetti, il ponte romano edificato sul rio Melo, tuttora visibile sotto la nuova Flaminia, la Colonia Reggiana (già Maramotti), costruita nel 1934 su progetto dell’architetto Costantini, il porto, già “cuore” dell’attività ittica, fonte economica dell’antico borgo riccionese. Poi il villino Riccioni, inglobato nel municipio, Villa Pater (Cacetta), già sede del corpo di guardia del Duce, nonché il sito archeologico di San Lorenzo e il Museo del territorio. Nives Concolino


notizie dal municipio

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Dirigenti a Palazzo: ecco le novità Rivoluzionata la pianta organica dei dirigenti del Comune di Riccione. Da Coriano è arrivato Daniele Salvatori ora al timone dei Lavori pubblici e dell’Urbanistica, mentre Cristian Amatori, già capogabinetto del sindaco Massimo Pironi, e da mesi uomo di fiducia della prima cittadina Renata Tosi, diventa super dirigente. Soppresso il vecchio staff del sindaco (il personale è stato dirottato ad altri servizi), a Palazzo arrivano tre nuovi addetti alla comunicazione. Vediamo da vicino la manovra del riassetto. Il vero new entry che prende in mano tutto il settore del mattone è Daniele Salvatori, 41 anni, laureato in Economia e commercio. Oltre a essere docente della scuola superiore Amministrazione dell’Interno, è consulente del presidente della 13 Commissione Ambiente e territorio del Senato. Già dirigente della Provincia di Rimini era stato poi chiamato a svolgere la stessa mansione a Coriano. Esperto di servizi idrici e gestione dei rifiuti (particolare che inciderà nei rapporti con Hera), passa in capo non solo alle Opere pubbliche ed Edilizia privata, ma anche all’Urbanistica,

Espropri e Servizi tecnici, tutti settori legati al mattone. Il dirigente sostituisce Gaddi Baldino, esperto in Project financing. Cristian Amatori si è aggiudicato la dirigenza del settore Organizzazione – Sic – Progetti Europei - Turismo e Comunicazione, con delega agli ambiti funzionali “Turismo ed

eventi sportivi” e “Sviluppo organizzativo e del personale”. Settori riuniti per favorire il coordinamento. Al comandante Graziella Cianini restano Polizia municipale, Sport e Attività produttive. Enzo Castellani mantiene Affari Generali, Ufficio legale, Contratti, Servizi demografici - Elettorale, Urp, Protocollo e Messi e prende in carico anche l’Istituzione Riccione per la Cultura, mentre Cinzia Farinelli resta a Bilancio, Tributi, Patrimonio, Economato e Risorse umane, e Valer Chiani ai Servizi alla Persona - Politiche Giovanili e del Lavoro, Buon Vicinato e Cooperazione internazionale. Cambio di guardia anche nella segreteria comunale, dove in settembre è arrivata Giuseppina Massara nominata pure responsabile sia per la prevenzione della corruzione e sia per la trasparenza, al posto di Lia Pieraccini. Nell’annunciare il riassetto la Tosi ha commentato: “Questa è la squadra su cui l’amministrazione punta per affrontare questa fase complicatissima e difficile, nella quale ai comuni vengono attribuiti compiti sempre più difficili”. Nives Concolino

Presidenti di seggio. A Riccione si volta pagina Dalle prossime elezioni nei seggi elettorali si vedranno volti nuovi, a partire dai presidenti. La sindaca Renata Tosi li sceglierà a sorteggio. Azzererà così il vecchio sistema, che consentiva di riproporre le stesse persone più volte senza limiti. Secondo le nuove direttive, per favorire la rotazione, non sarà possibile rivestire il medesimo incarico più di due volte consecutive. A proposito la lista che ora contiene un centinaio di nominativi, sarà rivoluzionata dall’entrata di nuovi candidati alla presidenza. Questa è solo la prima sterzata. Come annuncia l’as-

sessore Susanna Vicarelli si medita di “ dare le stesse indicazioni anche per la nomina e la selezione degli scrutatori”. Intanto in municipio chi aspira a diventare presidente ha presentato domanda per le elezioni che si terranno dal 2015 in poi. In gennaio un’apposita commissione selezionerà i candidati per il nuovo elenco. I primi segnali di cambiamento si annunciano comunque, per le elezioni regionali del 23 novembre. I riconfermati saranno solo 8, per tutti gli altri (24 in tutto, considerato che le sezioni di Riccione sono 32) si farà il sorteggio. Lo stesso procedi-

mento sarà seguito per la nomina dei sostituti, in caso di grave impedimento. La Tosi in merito ribadisce: “I presidenti di sezione elettorale, da comunicare al presidente della Corte d’appello di Bologna per la successiva nomina, saranno scelti sorteggiando i nomi inseriti negli elenchi dei cittadini, iscritti nell’apposito registro. Il nuovo metodo servirà a coinvolgere, meglio e di più, importanti espressioni della società civile riccionese che vogliono esprimere il loro contributo alla vita democratica della città”. Nives Concolino

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L’opera avanza. Agevolazioni per le attività Mentre le ruspe del Trc (Trasporto rapido costiero) si avvicinano alla stazione ferroviaria, distruggendo decine di rigogliosi alberi, il Comune annuncia sgravi fiscali per le attività danneggiate dalla presenza del cantiere e in via provvisoria colora di bianco diversi parcheggi con strisce blu. Nel frattempo si attende che il Tar (Tribunale amministrativo regionale) di Bologna si pronunci sulle varianti al Trc, chieste dalla sindaca Renata Tosi. La risposta era attesa per l’udienza del 9 ottobre, ma il collegio, presieduto da Carlo d’Alessandro, presente anche l’avvocatura distrettuale in rappresentanza del Ministero delle infrastrutture, ha ritenuto giusto trattenere la causa “per la complessità delle questioni sottoposte e per la necessità di riscontri giudiziali a tutela del pubblico interesse”. La notizia è arrivata, mentre al Pepper, davanti al cantiere in viale dei Mille, la Tosi ha convocato una giunta aperta. Un’occasione per risponde alle domande dei cittadini su referendum, parcheggi, viabilità e soprattutto sulle penali da pagare. Su queste ultime la Tosi dichiara che: “Non esiste alcun atto formale che parli dei 9.000 euro di penale al giorno, nessuna richiesta di cifre determinate per gli stop ai lavori”. In merito ai 54 milioni da sborsare per danni in caso di recesso aggiunge: “Sono una bufala, non mi hanno mai comunicato niente. Alla domanda: quanto costa uscire? Am (Agenzia mobilità) di Rimini nell’ufficialità della sede ci ha detto che non è possibile stabilirlo a priori. Quello che è uscito sulla stampa è solo per farci paura, ma noi non ne avremo”. Intanto via libera alle agevolazioni, che nel caso dei parcheggi interessano anche i clienti, penalizzati dalla scomparsa di una settantina di posti auto. Per cominciare in viale Ceccarini, tra il sottopassaggio ferroviario

e l’incrocio con viale Vittorio Emanuele gli stalli blu diventano bianchi e a disco orario. Stessa operazione nel parcheggio di viale Verità dove prima due file su tre dei 35 stalli erano a pagamento. Per far spazio ai clienti di ristoranti e pub di viale dei Mille, è stato aperto anche il parcheggio del municipio, dietro alla palazzina rosa e il I Maggio in viale Cortemaggiore, (oltre 250 stalli soprattutto d’estate affittati agli hotel, che li riavranno prima della prossima stagione balneare). Come annuncia l’assessore Roberto Cesarini, sul lungorio (lato Rimini) i posti a raso si spostano per creare un percorso pedonale

per chi è diretto al I Maggio. Confermata l’intenzione di applicare il disco orario a una metà del parcheggio di viale Vittorio Emanuele II (quello sotto la pineta) per favorire una maggiore rotazione delle auto. Sgravi fiscali. Interessano le attività commerciali, artigianali, professionali e di servizio penalizzate dal Trc. E’ contemplato da “una specifica regolamentazione che prevede agevolazioni su contributi comunali fino alla totale esenzione”. Il documento, diventerà attuativo non appena approvato dal consiglio comunale. “Questo è un intervento urgente, gli daremo assoluta priorità - ribadisce la Tosi, che si è avvalsa della legge 549 del 1995 -. Non si può stare con le mani nelle mani con il rischio di veder chiudere ristoranti, negozi e bar, in una delle zone più importanti della città. Noi cerchiamo di non escludere nessuno. Come Amministrazione abbiamo il dovere di intervenire, usando i pochi strumenti di sostegno che abbiamo a disposizione”. Nives Concolino

1000 euro dagli Amici del Parco all’ATDGA Nel novembre u.s. il Centro di Buon Vicinato "Gli Amici del Parco", ha consegnato l'assegno di 1000 euro a favore dell'Associazione Tutela Diabete Giovanile Adulto da parte del presidente Gilberto Cevoli, somma raccolta con un Torneo di Burraco. Ha ricevuto l'assegno la presidente provinciale della ATDGA Marta Corti alla presenza dei soci del Centro e dell'assessore Susanna Vicarelli.

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The Golden age: i primi 20 anni della Compagnia del Serraglio Francesca Airaudo, Michele Bertelli, Alessia Canducci, Giovanni Casadei, Mirco Gennari, Nadia Magnani, Ioris Pellegrini e Nevio Cavina curatore tecnico = la Compagnia del Serraglio. Nata a Riccione nel 1994 ha compiuto vent’anni di carriera e il 10 ottobre scorso ha festeggiato il compleanno al Teatro del Mare assieme ad una platea affollata di invitati in abito da sera. Un avvio prorompente pienamente nel loro stile, fatto di effetti sorpresa, delocalizzazione, stravaganza: la porta di sicurezza del teatro, infatti, ne è diventata inedito accesso con tanto di red carpet, diretta della giornalista, guardie del corpo, urla delle fan e lunghissima Limousine che accompagnava gli artisti uno a uno, in un’originale e un po’ pazza premiazione ‘da Golden Globe Awards’. Molteplici le modalità spettacolari attraverso le quali il Serraglio in tutti questi anni ha dimostrato la propria verve comica e che si discostavano spesso dalle espressività più classiche, contemplando ambientazioni e formule recitative che hanno più di una volta spiazzato. Esempio emblematico è stato “Al ristorante”, dove si trasformava lo spazio teatrale in un vero ristorante e viceversa, con tavoli apparecchiati, camerieri e un pubblico che ne diveniva parte; formule che hanno fatto sì che il loro fosse definito ‘teatro dello spettatore’, per l’interagire reciproco. Molte altre le esplorazioni comunicative, dal “Café noir”,

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una sorta di café chantant di macabra ironia, al “Teatro di lettura”, un modo semplice ma efficace di fare spettacolo in palcoscenici impropri (biblioteche, sale pubbliche, ecc.) o in discoteche, ristoranti, congressi con il “Teatro à la carte”, per servire ai tavoli deliziose performance tutte da gustare. Oltre naturalmente ad omaggi a grandi attori, poeti, musicisti, e l’entusiasmo rivolto al teatro per ragazzi, un segno indelebile Il Serraglio l’ha lasciato con le varie edizioni dell’indimenticabile “Caffè Teatro”, che accomodava le persone attorno a piccoli tavolini nell’affollatissimo Teatro del mare, per assistere a piece comiche di grande impatto, dove spiccava un Fabio De Luigi ai brillanti esordi della sua carriera. Successone quindi, assieme a quello di “Ammazziamo la domenica” che si svolgeva al Teatro Malatesta di Montefiore. Tanti i progetti intrapresi in sinergia con altre realtà artistiche, come “Parabolica”, una televisione che stava dentro ad un teatro che sta dentro ad una televisione, con i Fratelli Ruggeri, Bob Messini e Patty Garofalo (l’eccentrica presentatrice che assieme a Fabio Magnani ha condotto la serata del ventennale). E così anche con Giorgia Penzo di “Mann ricerca e spettacolo”, con la quale collabora in varie forme sin dal 2008. Nel 2012 poi, con “Mann” e la “Compagnia dei Ciarlatani” hanno fondato “Riccione Città Teatro”, una cooperativa che si occupa di produzione, formazione, direzione artistica e organizzativa di rassegne ed eventi, e dove le singole esperienze si incrociano e si arricchiscono a vicenda. Maria Grazia Tosi

REDAZIONE Direttore Responsabile: Giovanni Cioria • Capo Redattore: Giuseppe Lo Magro • Redazione: Nives Concolino, Maria Grazia Tosi. Hanno collaborato: Lorenzo Ponziani, Fabio Pecci, Alessandro Formilli, Dante Tosi (archivio), Ass. ATDGA, Sabrina Ballocchi, Marco Capelli, Ufficio stampa Oltremare, Wilma Tosi, Thomas Arcangeli, Rodolfo Bacchini, Lorenzo Scola, Edmo Vandi, Roberto Betti, Enzo Travaglini • Pubblicità: Tel. 338 4304667 • Grafica e impaginazione: Studio Grafico Composet Riccione: 0541 606680 • Stampa: La Pieve Poligrafica Editore Villa Verucchio S.r.l.


amici che se ne vanno

Ciao Nazzareno, alimentarista-calafato Nell’Ottobre scorso Nazzareno Macini ci ha lasciato. Non vedremo più quel suo sorriso intriso di bontà e quel suo approcciarsi leggero, quasi sornione, nonostante un fisico importante. Di lui ci rimangono le barche da pesca: quelle che hanno solcato le onde dell’Adriatico e quelle che sono state in esposizione in mostre di modellismo, con la “perla” della partecipazione nel 1992 al Salone Internazionale di Genova , dove suscitò interesse in amatori, specialisti, giornalisti e televisioni. Nazzareno, riminese di nascita, approdò a Riccione nel dopoguerra per aprire una bottega di generi alimentari in Viale Dante. In verità più che una bottega era una “boutique” gastronomica, visto che esibiva nelle vetrine prodotti di gran qualità, suscitando voglie che venivano sedate solo dopo l’acquisto e il relativo consumo. Appeso il grembiule al chiodo si è dedicato, con animo marinaro, alla costruzione di barche da pesca della tradizione locale. La prima gioia è un “moscone” a vela chiamato Libeccio, poi realizza il sogno di sempre: una “lancia” che intitola “Garbèin”, l’ideale per andare a sgombri usando le”togne” (lenze al traino). Lavoro impegnativo durato tre anni alla ricerca delle parti da assemblare, perchè la vuole delle giuste dimensioni (7,35 metri x 2,47 e altezza dello scafo di un metro) e deve creare personalmente quelle mancanti (vedi bulloni in acciaio). Al tempo grande aiuto è giunto dagli amici Franchini, Fabbri, Guidi, Rinaldi, e dalle sapienti mani della moglie Anna, che ha cucito le vele e ha diviso la “faticaccia” di ammollarle in acqua col giallo terra di Siena e poi, una volte imbevute, trascinarle in mare per un fissaggio duraturo. Quando non va per mare il buon Nazzareno si rifugia in un’altra bottega, un minuscolo cantiere da “calafato”, dove crea modellini di ogni tempo e impiego marinaro. Anche qui, da uomo di qualità, sceglie legni e accessori con meticolosità, legge riviste specializzate e studia progetti costruttivi. Nascono così Bragozzi chioggiotti, Lance romagnole, Trabaccoli

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adriatici, Golette mediterranee, per un totale di oltre 50 esemplari... un vero e proprio museo di marineria da pesca. Poi una decina di anni fa l’eclettico Nazzareno si è superato; ha creato una sezione in scala del galeone spagnolo “Nostra Senora de Guadalupa”, un tre alberi e due ponti di batterie che al varo, nel 1650, aveva una lunghezza di 48 metri (fuori tutta), era largo 10 metri con una immersione di 5,80. Questo capolavoro fa ora bella mostra di sé presso la sede di Famija Arciunesa in via Montebianco perchè Nazzareno volle donarlo affinchè divenisse “proprietà” di tutti i riccionesi. Ciao Nazzareno, siamo certi che lassù c’è un bel mare azzurro dove puoi veleggiare sorridente. G.L.M.

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DISCORSO INTRODUTTIVO: Care ragazze e ragazzi, mi rivolgo a voi che avete appena iniziato il percorso scolastico della scuola superiore e sono spinto a farvi una breve chiacchierata sulla scuola oggi che il Rotary premia, perché – dovete sapere – è la scuola che vi dà tutto quello che sarete domani. Naturalmente va riconosciuto anche alla famiglia un ruolo di rilievo nella vostra educazione, ma la scuola è, e sarà per voi, il sostegno più importante. Platone mette in bocca a Socrate queste parole: ”una vita senza ricerche non è degna per l’uomo di essere vissuta” e i vostri insegnati vi prenderanno per mano e vi condurranno a scoprire cose sconosciute che saranno diverse a seconda del vostro indirizzo scolastico. Il vostro bagaglio culturale diventerà man mano sempre più grande. A proposito di ciò mi fa piacere riferirvi una notizia curiosa: la signora Ban Zhao, vissuta in Cina nel secondo secolo dopo Cristo, consigliera dell’imperatore, rivendicava alla cultura il ruolo per la costruzione della armonia del cosmo, armonia che avrebbe reso bella, e degna di essere vissuta, la vita. Tito Boeri ha affermato che in tempo di crisi i soldi meglio spesi sono quelli destinati a formazione ed istruzione. Voi avete davanti un nuovo anno di scuola, da riempire di allegria e di impegno che sarà leggero se sarete in sintonia coi vostri insegnanti. Sarà un mondo tutto da disegnare e da scrivere. Le parole possono aiutare a farci stare bene e la scuola vi suggerirà le parole giuste. La scuola dà, a voi ragazzi, le parole per dirsi, per capirsi, per difendersi e per lottare. Le parole che suggerisce l’insegnante Maria Pia Veladiano e che dobbiamo imparare tutti a usare nel loro vero significato sono integrazione e armonia; queste due parole – integrazione e armonia – devono essere il fondamento del vostro agire, mettendo in gioco la vostra volontà e la vostra intelligenza, ricostruendo così fiducia e giustizia. A scuola si imparano anche i nomi dei compagni di studio che vengono da altri luoghi del mondo, nomi che ci raccontano la storia di altri popoli, facendoci scoprire tratti di bellezza inattesa e di amicizia nuova. La terra della vita buona, ha scritto la Veladiano, è un bel giardino di parole coltivate. Voi, care ragazze e cari ragazzi, dovete vedere il futuro come una bella promessa e la scuola vi promette gli strumenti per realizzarla. Uscirete dalle aule avendo modo di sconfinare felicemente nella società che avrete reso aperta e accogliente. E’ per le cose che vi ho dette che oggi dovrete applaudire ai vostri compagni che escono vincitori dalla scuola secondaria superiore.

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LVF= Liceo Volta Fellini di Riccione. LLM= Liceo Linguistico di Misano. GDG= Gobetti-De Gasperi di Morciano. SAV= Savioli di Riccione


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Rodolfo Albicocco è il nuovo presidente Nato e cresciuto in un piccolo albergo di famiglia e attuale gestore dell’Hotel Adriatica, Rodolfo Albicocco è stato per 20 anni direttore alla Promhotels: sicuramente una persona che di turismo se ne intende. Decisione, consapevolezza e forte spinta propositiva, Albicocco va a ricoprire un ruolo significativo in un contesto come è quello di un’economia turistica, e più propriamente alberghiera, che in questi ultimi anni sta risentendo parecchio della crisi generale italiana.

Quali sono le principali linee operative che intende perseguire con il suo mandato? “Molto onorato dell’incarico di prestigio assegnatomi, vorrei cominciare sin da subito ad affrontare fatti concreti, come la qualità urbana, la promozione di eventi, il sostegno alle aziende soprattutto con una riduzione delle tante tasse, la facilitazione dell’accesso al credito bancario, flessibilità burocratica per meglio riuscire a metter in pratica nuove proposte o modalità operative… una prolungata stagionalità. Di destagionalizzazione è tanto che se ne parla: quali azioni mettere in campo? “La stagionalità si può di certo allungare, grazie anche alla valorizzazione delle importanti strutture che Riccione vanta, come il palazzo dei congressi, il palazzetto dello sport, la piscina, lo stadio. Personalmente credo poi in un’opportunità che non è utopia: il mare d’inverno. Utilizzare cioè il nostro bellissimo litorale, creando infrastrutture che farebbe-

ro sì che diventasse un’attrattiva anche nei mesi freddi, perlomeno nei suoi fine settimana. Ci si potrebbe inventare qualcosa… dovremmo lavorarci su.” Cosa pensa dell’applicazione della tassa di soggiorno ai turisti alloggiati? “Si sa che la sua abolizione è stato un ‘cavallo di battaglia’ dell’attuale Amministrazione, e come Associazione Albergatori a tutt’oggi non ho elementi per cambiare quello che è anche un obiettivo del mio mandato. Da questo bisogna partire, perché per aiutare gli albergatori nel portare avanti la propria attività e tutto l’indotto che attorno ne consegue, è necessario spendano di meno: loro stanno tagliando tutto quello che possono per abbassare il costo dell’offerta alla clientela; se però la macchina pubblica non farà una politica di revisione dei costi non se ne uscirà più.” Per quanto riguarda una miglior promozione di eventi cosa intende? “Penso che oltre ad individuare iniziative interessanti, la loro programmazione, perlomeno per alcune date e manifestazioni che si ripetono, dovrebbe essere divulgata molto in anticipo: se infatti durante la stagione avessimo il calendario di quella successiva, ci troveremmo una marea di contatti diretti con clienti che sarebbero maggiormente incuriositi ed invogliati nel prenotare la vacanza per l’anno seguente. Quale miglior veicolo comunicativo?!” Le difficoltà dei gestori, quest’anno, si è riversata anche sui lavoratori residenti e non? “Ci tengo vivamente a sottolineare di quanto tanti nostri dipendenti si siano dimostrati ben coscienti dei momenti di crisi concreta, soprattutto nei mesi iniziali, reagendo in modo esemplare, cercando di dare una mano alla gestione attraverso un grande spirito collaborativo e di adattamento, nella volontà comune di andare comunque avanti.” Si farà qualcosa in più per riconquistare il cliente straniero?” “L’internazionalizzazione è un fenomeno sul quale riflettere bene: perché gli stranieri noi non solo non li abbiamo curati… ma li abbiano ‘cacciati’. La zona dell’Alba, ad esempio, che era meta ambita per clientele tedesche e non solo, cosa ha fatto per mantenersele?! Occorrono ora strategie nuove, che mirino a comunicare meglio con i mercati esteri, progetti mirati, una maggior sinergia con agenzie e tour operator, partecipazioni a fiere.” Maria Grazia Tosi

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Dono dell’Associazione

Insieme per Riccione

(foto di Gianni Zangheri)

Compleanno di Riccione ° 92 Domenica 19 Ottobre 2014

Tribuna lato monte - I magnifici interpreti: delfini e addestratori – Tribuna lato mare

Il saluto alla Città della Sindaca Renata Tosi assieme al vice presidente di F.A. dott. Giovanni Olivieri.

Annuncio della donazione di 5.000 (cinquemila) euro all’ A.I.S.M. di Riccione da parte di F.A.. Da sin.: Andrea Tura (Parco Oltremare), Luisa Goldoni (volontaria AISM), Fabio Della Rosa (tesoriere AISM), Milena Marchetti (Pres. AISM Rimini), Giuseppe Lo Magro (Pres. F.A.).

Sindaca di Riccione e “Babbo” di F.A: al tradizione taglio della torta.

Brindisi finale col “Babbo”, la sindaca e il segretario di F.A. Antonio Cianciosi.


Una festa per la città e la solidarietà Nel meraviglioso Parco Oltremare di Riccione cittadini riccionesi meritevoli premiati con Spilla d’argento logo di F.A.

Gigliola Mattei. Per essere da una vita l’instancabile animatrice e ideatrice di splendide manifestazioni di uno sport tra i più eleganti.

Laura Oppioli. Per essere la “Fata” che con la sua bacchetta magica fa conoscere la storia di Riccione ai suoi piccoli abitanti.

Michela Cesarini. Per esserti “inventata” guida storica e coi tuoi itinerari fai conoscere al meglio la Perla verde a turisti e locali.

Elio Mainardi. Per l’amore dimostrato verso la tua città organizzando da anni eventi di pregio quale presidente del Comitato di San Lorenzo.

Enzo Manzi. Perchè da “vecchio” riccionese ed esperto esercente balneare ti sei sempre impegnato per una Perla verde sempre più bella.

Barbara Marchiori. Per aver “adottato” Riccione quale tua città e per l’amore verso i delfini ai quali ti dedichi con capacità non comuni.

Una parte dei vincitori della Sottoscrizione “Splendore in Laguna” coi premi offerti dai gioiellieri di Riccione.

L’autore della torta, l’impareggiabile Glauco Bianchi.

I super-mega-iper-ultra-extra volontari addetti alla distribuzione di torta e spumante. Se vi siete leccati dita e gomiti con la crema al cioccolato e la panna e avete inondato con uno tsumani di bollicine la gola... è merito loro!


NOTE IN CRESCENDO

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La voce di Riccione arriva in Polonia Dal 3 al 6 ottobre 2014 il coro giovanile “NOTE IN CRESCENDO” ha aggiunto al suo curriculum una nuova esperienza all’estero. Su invito del prestigioso coro giovanile “PUELLAE ORANTES” si è recato a Tarnòw, presso Cracovia. Il Coro “PUELLAE ORANTES” è tra i più prestigiosi cori giovanili a livello europeo, sicuramente uno dei primi in Polonia. Dopo un incontro in occasione di una rassegna internazionale nel 2014, è nata tra i due cori amicizia e stima reciproca. È quindi giunto un invito graditissimo che ha fatto sì che i nostri ragazzi ( età tra i 13 e i 22 anni), si siano recati a Tarnòw per esibirsi da soli e in gemellaggio con il coro polacco. Le “NOTE IN CRESCENDO” sono state ricevute con tutti gli onori dagli ospi-

ti polacchi; si sono esibite nella bella cattedrale vescovile accompagnando con il repertorio sacro la messa dei giovani e sempre a Tarnòw hanno tenuto un applauditissimo concerto al Teatro “Solksiego”, che ha registrato un “sold out” per l’occasione. In programma una parte di musica sacra e una consistente compilation di brani pop/rock riarran-

giati per coro giovanile. Non sono mancati momenti conviviali e di festa dove le relazioni tra i due cori si sono infittite e il M° Fabio Pecci è stato ufficialmente invitato per il 2015 a tornare a Tarnòw per i festeggiamenti del trentennale del coro “Puellae Orantes”. Spassosi sono stati anche i “flash mobs” che il coro ha improvvisato durante la visita a Cracovia, unendosi anche ad artisti di strada nel centro storico e nel castello Wawel. Per i 38 coristi presenti in Polonia, questo è stato unanimemente definito uno dei momenti migliori di tutta l’attività del coro, dalla sua fondazione ad oggi. Bellissimo coronamento per l’anno in cui l’associazione riccionese “ALLEGRE NOTE” ha festeggiato il decennale del coro giovanile. Mentre il 2015 sarà il quindicesimo anno di attività del coro a Voci Bianche “Le Allegre Note”. Sono previsti festeggiamenti e concerti che culmineranno con la seconda edizione del concorso “Città di Riccione” riservato a cori di voci bianche e cori scolastici, che nel 2014 ha portato a Riccione per la prima edizione, diciassette gruppi per un totale di oltre 600 elementi. Fabio Pecci

un po di storia

Spettacolari discriminazioni

Il Teatro Dante nel 1932 si chiamava Schedoni e si trovava nella piazzetta Vannucci, entro lo slargo tra il viale Viola (ora Ceccarini) e la via del Porto (ora Dante), proprietà, appunto, del marchese Schedoni e della consorte principessa Caterina Manannkbey. Era un punto di incontro colto e divertente per adulti e ragazzi… un po’ discriminati. A questi ultimi, infatti, era riservata l’entrata a fianco e così anche una zona scomoda: le prime quattrocinque file della platea a pochi metri dal grande schermo, divise da quelle indietro da una rete, il gabbione. Però pagavano meno… quando pagavano. Era furba abitudine non comprarsi il biglietto, ma ‘costruirsi’ il biglietto, ricercando le due parti precedentemente staccate a qualcun altro. Plata e S-ciati, che li ritiravano, di solito non si accorgevano della ‘truffa’. A fine conflitto il Teatro venne comprato dal signor Ceschina e agli inizi del 1950, in piena ricostruzione post bellica, fu abbandonato nelle mani di gente forestiera, che lo demolì. La desolazione si sostituì alla furbizia. Alessandro Formilli

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Concorso “Famija in Gazoja”

Dono dell’Associazione

Insieme per Riccione

92° Compleanno di Riccione - 19 ottobre 2014 (foto di Gianni Zangheri)

Nel Parco Oltremare di Riccione al motto di: “Arcioun at voj bèn” La redazione si è riunita e dopo lunga valutazione sono

state scelte le 4 foto vincitrici su ben 147 famiglie immortalate! Vincono i 4 prosciutti:

Fabbri Giulio. Dona: Frangiotto Supermercati Angelini

Bologna Paola. Dona Fabrizio Supermarket Abissinia

Bigazzi Donata. Dona Franco “Giroun” Adriatica Alim.

Di Pace Concettina. Dona Giuseppe di F.A.

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Concorso “Famija in Gazoja”

Dono dell’Associazione

Insieme per Riccione

Gruppi famigliari “Gazzojanti!” tutti arrivati... SECONDI!

Fam. Brunetti - Vallefoglia (PU)

Fam. Isidori - Gambettola (FC)

Fam. Piccioni - Riccione

Fam. Amadori, Steiner - Misano Adriatico

Fam. Pazienza - Pesaro

Fam. Cecchini Arduini - Misano Adriatico

Fam. Campagna - Riccione

Fam. Gregori - Tavullia (PU)

Fam. Curzi - Riccione


92째 Compleanno di Riccione - 19 ottobre 2014 Parco Oltremare di Riccione (foto di Gianni Zangheri)

Fam. Liverani - Riccione

Fam. Fabrizioli - Riccione

Fam. Tabone - Tavullia (PU)

Fam. Fumarolo - Riccione

Fam. Conforti - Riccione

Fam. Berardi - Riccione

Fam. Di Lecce - Riccione

Fam. Pecci - Riccione

Fam. Bravi, Cassanelli, Bizzocchi - Riccione

Viale Veneto 27/a (zona San Lorenzo) Tel./Fax 0541 647 748 - Riccione www.vagniniorafo.it


libri per l’infanzia

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Le favole di Maria Rosaria Olivieri

Giuseppe Lo Magro distribuisce i libri.

Giovanni Olivieri, già valente medico presso l’ospedale Ceccarini, ora libero professionista, è il vice presidente di Famija Arciunesa ed è tra i più attivi nella ricerca di stuzzicanti iniziative che l’Associazione possa portare avanti. Un bel giorno, durante una visita all’amata sorella Maria Rosaria, scopre casualmente che tra le tante attività che ne ravvivano le giornate c’è un nuovo “filone” nello scrivere e nel disegno. L’eclettica parente inventa delicate favole per l’infanzia arricchendole con disegni “morbidi” come peluche. Giovanni rimane estasiato e dopo l’iniziale muto stupore esclama:

“Ma di questi bisogna fare un libro!”. Detto e fatto...fotocopia, fora, inserisce la spirale...e porta una copia in sede. Il C.d.A non ha dubbi... va presentato ai dirigenti delle scuole elementari di Riccione. La proposta trova una calorosa accoglienza così, tempo di stamparne 200 copie, si fissa la data (24 ottobre u.s.) per la lettura ad un pubblico meraviglioso: gli alunni delle classi prime dell’Annyka Brandi e di San Lorenzo. Per spettacolarizzare il tutto sono “assoldati” due valenti lettori, Marina Coli e Alessandro Formilli coadiuvati dalla lavagna luminosa per proiettare i disegni approntata dalla coordinatrice Vania

Il preside Paride Principi, a destra Giovanni Olivieri.

Magnani. Il preside Paride Principi ha introdotto la giornata svoltasi in tre turni di due classi per volta: 1ªA e 1ªB con le insegnanti Monica Morganti e Raffaella Angelini, poi la 1ªC e la 1ªD di Vagnina Villa e Laura Soldati (Annyka Brandi) e, infine, 1ªA e 1ªB di Valentina Genghini e Raffaella Angelini (San Lorenzo). Il copione è sempre stato lo stesso: attenzione massima, occhi sgranati e orecchie tese, poi l’applauso finale e domande di ogni genere ai due lettori e all’autrice presente visibilmente soddisfatta (ed emozionata). Prima del commiato una spontanea incredulità si è manifestata sui quei visi sorridenti quando il libro viene loro regalato da Famija Arciunesa ed è stata una gioia osservarne l’entusiasmo nello sfogliare le pagine e la meraviglia nell’indicare i disegni. Poi i saluti con le manine euforiche accompagnati da sinceri “Grazie”. Che bella mattinata! G.L.M.

Da sin.: Marina Coli, Alessandro Formilli e Maria Rosaria Olivieri.


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MERCOLEDÌ 17.00 - 19.00

5-12-19-26 NOVEMBRE “matematica” La matematica insieme sarà meno noiosa...

3-10-17-24 DICEMBRE “arte,

orto, cucina”

Insieme ai “nonni cuochi” faremo un viaggio tra i sapori del nostro paese

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VENERDÌ 16.30 - 19.30

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“feste e tradizioni nel mondo” 5 DICEMBRE - LA FESTA DEL DRAGO

(Asia: Festa di Duen Ng)

12 DICEMBRE - LA CERIMONIA DEL FUMO (tradizione aborigena australiana)

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LIBRI

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Da “anatroccolo” muratore a “cigno” costruttore Il libro “la storia di un ragazzo di collina” non vuole essere la biografia completa della mia vita o la celebrazione dei miei successi imprenditoriali, ma un racconto di aneddoti e di persone che ho incontrato durante la mia vita e che per un motivo o l’altro sono stati importanti per me. I miei ricordi partono da quando ero ragazzino e vivevo felice a Sogliano al Rubicone. Ero molto vivace ma nello stesso tempo molto disponibile verso tutte le persone del mio paese, e anche in mancanza di un motivo particolare, avevo ben chiare le idee su cosa volevo fare da grande “l’impresario edile”. Nel libro ho cercato di ricordare tutte le persone che sono state importanti e che mi hanno aiutato sia moralmente che materialmente, partendo dalla mia famiglia che mi ha educato e mi ha trasmesso la voglia di lavorare e l’onestà. La mia vita ha avuto una svolta il 2 ottobre 1944, quando le truppe alleate occupano Sogliano. Da quel giorno le cose cambiano per tutti ma in particolar modo per la mia famiglia. Grazie all’interessamento della famiglia Amati, vengo a lavorare a Riccione come manovale nel cantiere del loro stabilimento industriale distrutto dalla guerra, e così ha avuto inizio la mia avventura nel mondo dell’edilizia. Leonardo Mariani

Settembre ‘44: Riccione sotto le bombe Il diario di Luisa e la pittura di Camillo

Il libro ha origine anzitutto dal “Diario di Luisa”, una giovane italiana che, dalla casa-rifugio di viale Lamarmora, 4 a Riccione (Riviera adriatica di Romagna), a matita, su minuti foglietti di carta, di giorno in giorno, ha descritto i principali eventi di quel tragico settembre 1944. Dal terrore per i continui bombardamenti, alle granate che sibilavano sopra il tetto, alla carenza di cibo, fino all’agognata cessazione delle ostilità, la sconfitta e l’abbandono del territorio da parte dei tedeschi, per finire con l’occupazione definitiva degli alleati, e la speranza di un futuro sereno e di pace. Alcuni mesi dopo la liberazione di Riccione (21 settembre 1944), Luisa incontrerà l’uomo della sua vita, il soldato inglese Ted, con cui convolerà a felici nozze nel dicembre 1945. Sotto

lo stesso tetto della famiglia della sposa, negli anni 1943-47, convisse, condividendone rischi e ristrettezze, il celebre pittore romano Camillo Innocenti (1871-1960). Questo artista, che aveva raggiunto l’apice della sua fama negli anni della Belle Epoque, viene annoverato tra i maggiori esponenti dell’arte del ‘900. Temi prediletti dell’insigne artista furono in primo luogo Luisa, che gli fece spesso da modella, la casa, la cucina, il giardino con gli animali domestici, il porto di Riccione con le vele colorate, tipiche della marineria tradizionale della riviera adriatica di Romagna. Un insieme di fatti umani, bellici ed artistici, in gran parte sconosciuti ed inediti, che gettano nuova luce su di un periodo drammatico, non poi così lontano, della storia europea e, soprattutto, riccionese.

Viaggi umanitari nel mondo dei poveri Giovanni Salvadori è un ufficiale dell’aeronautica in pensione. Nel suo primo viaggio umanitario, l’11 e 12 aprile del 1997, incontra madre Teresa. Da allora ha compiuto oltre sessanta viaggi in più di 50 nazioni, portando alle suore di Madre Teresa quasi 500mila euro. Questa in sintesi la vita del misanese che si può leggere sulla terza di copertina della sua autobiografia dal titolo “Quando una stretta di mano ti cambia

la vita”. Il volume inizia con un pensiero di madre Teresa: “I bambini non hanno difficoltà ad amare, non pongono ostacoli all’amore. Ed è per questo che Gesù ha detto: se non diventerete come bambini, non potrete venire a me”. E non si sa bene per quale ragione c’è l’incontro con madre Teresa. Si può comprare nelle due edicole di viale Fratelli Cervi (Riccione) e nell’edicola di viale Ceccarini (lato monte).


ANNIVERSARI

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Marcar ha spento le prime 50 candeline “Una storia di uomini e di passione” Alla presenza dell’Amministratore Unico di Opel Italia dott. Roberto Matteucci, dei primi clienti, appositamente cercati e invitati per l’occasione e di tutto lo staff interno, Marcar, concessionaria Opel per la provincia di Rimini e San Marino, ha festeggiato lo scorso 24 ottobre 50 anni di attività. Un evento che, nell’attuale contesto economico, non accade solo per caso o per fortuna. Marcar ha saputo sempre muoversi con successo nel difficile mondo del mercato automobilistico, prima con il fondatore Mario Ciavatta, che ci ha lasciato qualche anno fa, oggi con il figlio Marco. “Come dice il titolo che abbiamo voluto dare a questo anniversario, “Una storia di uomini e di passione”, è ancora la passione che ci guida, quella passione che personalmente ho respirato sin da bambino quando accompagnavo mio padre al Garage Dante di Riccione, prima sede della nostra concessionaria. Oggi è ancora quella stessa passione che mi spinge a continuare questa attività, una passione, unita a valori come serietà e rispetto per il cliente, che ogni giorno condivido con la mia squadra. Essere attenti al mercato oggi significa essere sempre preparati professionalmente, non avere paura dei cambiamenti sapendosi adattare alle nuove sfide. Per questo abbiamo lanciato un messaggio “muoversi oggi pensando al domani” aggiungendo ad Opel, auto di tecnologia tedesca, attente alla qualità e all’ambiente anche auto elettriche come Ampera e le migliori biciclette a pedalata assistita. Tutto questo per rispondere sempre meglio alle nuove esigenze di mobilità dei nostri clienti e per rispettare l’ambiente. Anche la nostra sede è sempre stata un simbolo, un segno identificativo noto a tutti. Siamo sempre stati orgogliosi di questa grande cupola vanto dell’ingegneria architettonica riminese, disegnata dall’ing. Vicini nel 1965, in cui ci siamo sempre identificati: moderna, essenziale e affascinante. Ora, per i 50 anni, lo show room Marcar, ha un vestito tutto nuovo grazie alla realizzazione dell’ultimo allestimento Opel caratterizzato dal grande portale giallo luminosissimo e da un rinnovato show room. Se invece guardiamo al passato tante sono le storie nate attorno a questa attività. Dalle prime discussioni con i “tedeschi” di Opel, che insistevano perché trasferissimo la sede da Riccione (dove è nata) a Rimini, al grande incidente dell’86 quando un camion si ribaltò di notte nel nostro piazzale distruggendo 20 auto.

Dalle esperienze con i marchi Chevrolet e poi Saab, alle giornate dedicate a personalizzare l’Adam per Valentino Rossi insieme ad Aldo Drudi. Ma soprattutto la vera storia da raccontare è l’impegno a far bene il nostro lavoro ogni giorno al servizio dei clienti.


delfini di casa nostra

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I cinquant’anni di Pelè!

La festa dei dipendenti dell’ex Delphinarium Sabrina Ballocchi, la prima addestratrice dell’ex Delphinarium di Riccione, ha riunito sabato 4 ottobre al ristorante “Piada d’Oro” di Riccione, settanta tra addestratori e dipendenti degli anni ‘70/ ‘80/’90, per festeggiare il 50° anno di Pelè oggi ospite al parco Oltremare. La delfina è la più anziana tursiope d’Europa, record di longevita’ considerando che i delfini cresciuti in cattivita’ non superano i 35/40 anni. La serata è stata piena di emozioni, colleghi arrivati da ogni parte del mondo, spettacoli di magia con Gianni Mattiolo e Matteo Babini, anche loro collaboratori negli anni d’oro del Delphinarium, Angela Bandini campionessa del mondo di apnea e a conclusione della splendida serata non poteva mancare il taglio della torta con il brindisi finale per Pele’, che a distanza di tanti anni è riuscita a riunire con il suo compleanno questa grande sua famiglia. S.B.

La festa di Oltremare Dal 1972, sono gli anni del boom: Riccione è la meta da sogno degli italiani e la metafora dell’estate. Fra riflettori, programmi tv e servizi di tendenza, sta per incominciare una delle più belle storie d’amore mai raccontate: quella fra la Perla Verde e Pelé una giovane delfina molto speciale appena arrivata al Delphinarium, battezzata così per la sua abilità nel palleggiare e agguantare il pesce al volo. Tanto tempo è passato e domenica 19 ottobre Riccione si appresta a festeggiare il suo 92° compleanno di comune autonomo in programma a Oltremare in compagnia della Famija Arciunesa, ma la dolcezza e la convivialità di Pelè non sono cambiate. Questa grossa femmina di tursiope, protagonista assoluta della Laguna dei Delfini, continua a fare sorridere, emozionare e commuovere i visitatori, fra i quali tanti bambini e gruppi

scolastici che anche grazie a lei imparano il rispetto per l’ambiente e per il mare. Per uno strano destino Pelé non è mai stata mamma ma per temperamento e saggezza – che le sono valsi il ruolo di “nonna” adottiva – ha tuttora un ruolo determinante all’interno del delicato equilibrio del gruppo sociale esistente. Pelé non è competitiva con le altre femmine, ha il potere di ammansire i maschi più “rampanti” ma, soprattutto, si mostra materna con i cuccioli, che ama accudire e far giocare. Bastano una toccata di pinna o una puntatina con il rostro (l’estremità frontale del muso) perché equilibrio e pace tornino a regnare in Laguna, mentre addetti e visitatori continuano ad apprezzare e ammirare questa “nonna ad honorem”, Texana di origine ma Riccionese a tutti gli effetti! E come tale, in occasione del 92° compleanno di Riccione,

Curiosità dal mondo animale Chi dice che cane e gatto non vanno d’accordo? Prima un po’ di “tetta” e poi... un po’ di relax!

anche Pelé è stata festeggiata con un’allegra manifestazione collettiva condotta da Alan Lucarelli, “voce” di Oltremare, ospiti Leandro Stanzani e Barbara Marchiori, insieme al pubblico, agli addestratori, ai delfini della Laguna, ai cori, agli applausi ed a una torta un po’… particolare! Ufficio stampa - Costa Parchi


LE RICETTE DI WILMA34

amarcord di guerra

Nicolopulos dopo 70 anni per pregare i suoi commilitoni

Il volto è segnato dal tempo, ma i ricordi di quella terribile guerra che solo a Riccione e dintorni costò la vita a 149 commilitoni greci, dei quali 119 dell’esercito e 30 avieri, sepolti a Fontanelle sulla Flaminia, è tremendamente nitido. Nicolopulos Joannis Criton, a settant’anni esatti dalla Liberazione è tornato a Riccione assieme a un centinaio di figli, nipoti, pronipoti e altri parenti di quei ragazzi greci che non fecero più ritorno nelle loro case. Con loro ha ricordato, pregato e si è commosso, soprattutto nel momento in cui è stato fatto il triste appello. Criton, ora novantenne, era arrivato a Riccione nel 1944 con la Terza Brigata greca Rimini. “Avevamo combattuto a El Alamein -racconta-, poi ci portarono al porto di Haifa in Libano per imbarcarci su un incrociatore olandese che ci condusse fino a Taranto. Da lì andammo a Spoleto e quindi a Riccione. E’ una lunga storia. La mia brigata arrivò qui in settembre per

poi combattere anche a Rimini, a Bellaria e sul Rubicone. Avevamo fatto una specie di ponte. Fu un’azione molto difficile, ricordo che arrivò pure il brutto tempo, la pioggia, e si creò tanto fango, sicché si scambiavano solo colpi di cannone, anche le Jeep s’impantanavano”. L’ex combattente porta sul petto una serie di medaglie, ma lo sguardo è attonito, rapito dal ricordo dell’inferno di quei tremendi giorni. Non era presente quest’anno Giorgios Gardias, ateniese originario dell’isola di Carie, che l’anno scorso, durante la stessa cerimonia lanciò un accorato appello. Desiderava ritrovare quella bimba nata nel settembre 1944 a Riccione, mentre imperversava la guerra. Avanzando in trincea, stava per sparare al padre della nascitura, che però alzate le mani chiese aiuto e lo condusse nel rifugio dove la moglie stava per partorire. La bimba venne alla luce grazie a lui e all’aiuto di un commilitone greco di professione medico. Alla cerimonia riccionese hanno partecipato tutti i reparti militari del Riminese e le guardie greche del Presidente della Repubblica, militari italiani e greci e il pope che ha officiato il rito religioso. Con loro Achille Metsios, presidente della Comunità ellenica in Italia con sede a Bologna, Joannis Apostolos Yannakakis, in rappresentanza del presidente della Repubblica ellenica e il vicesindaco di Riccione, Luciano Tirincanti che ha deposto una corona d’alloro. La commemorazione al cimitero greco domenica si è conclusa con gli inni nazionali, strette di mano, tanta commozione e foto ricordo ai piedi della grande croce che campeggia nel camposanto. Poi la partenza in pullman per il pranzo a Rimini e il ritorno in patria. Nives Concolino

Nonnetti “terribili” Il 20 luglio scorso quattro riccionesi hanno partecipato al Raduno motociclistico “Incontro col nomade” che si è svolto a Civitella del Lago comune di Barchi, in provincia di Terni. Fidalma Brigliadori, Carlo Conti, Trento Conti e Vinicio Monticelli, dopo aver percorso i circa 270 chilometri con i propri scooter sui quali avevano applicato la scritta “Riccione”, sono stati accolti con calore e premiati con un trofeo, sia per aver portato i saluti dell’ospitale città di Riccione che per aver ricordato che in Romagna la passione per e “mutor” è sempre forte e ben radicata. I quattro temerari (chiamiamoli così soprattutto per l’età), in totale sfiorano tre secoli, hanno percorso in un sol giorno, compreso il giretto panoramico di tutti i partecipanti, circa 560 chilometri. Dimostrazione che quando c’è lo spirito l’età non conta, un esempio per tutti i giovani a non rammollirsi! Un elogio particolare è stato indirizzato alla gentile signora per essere l’unica donna a partecipare da così lontano.

Lo Strudel di Lucio

Quando noi amici ci si ritrovava a casa di uno o dell’altro per una spaghettata o per fare una partita a carte e stare un po’ in compagnia, nessuno si preoccupava di portare qualche dolce perché si sapeva già che Lucio si sarebbe presentato con l’immancabile teglia del suo preziosissimo e prelibatissimo strudel. Perciò mi sembra che il modo migliore per ricordarlo, ora che non è più con noi, sia quello di proporre la ricetta del suo famoso strudel.

Per la pasta: 250 gr di farina 50 gr di burro 1 uovo 2 cucchiai di zucchero cucchiaino di sale 1 Acqua quanto basta Per la farcitura: 1 kg di mele 200 gr di marmellata di albicocche 100 gr di uvette 100 gr di pinoli 50 gr di burro fuso 50 gr di zucchero 2 cucchiai di pangrattato 1 cucchiaino di cannella in polvere 50 gr di zucchero a velo Impastare tutti gli ingredienti per la pasta e fare riposare il panetto cosi ottenuto in una ciotola coperto con un piatto. Nel frattempo preparare tutti gli ingredienti per la farcitura, pelare le mele, tagliarle a fettine sottili e metterle in una terrina, aggiungere i pinoli (o noci) e l’uvetta (prima ammollarla in acqua tiepida), lo zucchero, la cannella e il pangrattato e mescolare tutto bene con le mele. Con l’impasto tirare una sfoglia sottile e stenderla su un canovaccio, spalmarla con la marmellata di albicocche e ricoprirla con le mele e gli altri ingredienti aggiunti alle mele, sciogliere il burro in una padella e versarlo sulle mele. A questo punto comporre lo strudel prendendo due lembi del canovaccio e arrotondandolo a mò di salame. Sempre aiutandosi con canovaccio, mettetelo in una grande teglia imburrata e infarinata. Infornare a forno caldo a 150° per mezz’ora, una volta cotto cospargere di zucchero a velo con un passino. Da: “La cucina dei ricordi di Wilma Tosi”


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salute & sport

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Un nuovo concetto di allenamento In natura esistono tre sistemi energetici principali che alimentano l’attività umana. Sono l’ossidativo, il glicolitico e il fosfageno. Nel primo l’energia viene prodotta aerobicamente quando l’ossigeno viene utilizzato per metabolizzare i sottostrati derivanti dal cibo, liberando così l’energia. Queste attività durano solitamente più di 90 secondi e comportano una produzione di potenza e un’intensità scarsa o moderata. Alcuni esempi di attività aerobica includono il nuoto, la corsa e il ciclismo. I sistemi glicolitico e fosfageno, invece, fanno parte dei processi anaerobici, ossia quando l’energia viene prodotta dai sottostrati in assenza di ossigeno. Queste attività durano meno di due minuti e comportano una produzione di potenza e un’intensità moderata o elevata. Alcuni esempi di attività anaerobica includono i 100 metri di corsa, i 50 metri di nuoto e il sollevamento pesi per sviluppare la forza. E’ giusto menzionare che in qualsiasi attività vengono utilizzati tutti e tre i sistemi energetici, ma uno solo è predominante. L'allenamento aerobico può giovare alle funzioni cardiovascolari e far diminuire il grasso corporeo ma gli atleti che svolgono un allenamento aerobico eccessivo (triathlon, maratona, ecc..) vedono diminuire la propria massa muscolare, la forza, la velocità e la potenza. L’attività aerobica tende quindi a far diminuire la capacità anaerobica. L’attività anaerobica, invece, oltre a giovare alle funzioni cardiovascolari e a far diminuire il grasso corporeo, ha la caratteristica di migliorare notevolmente la potenza, la velocità, la forza, la massa muscolare e quindi non ha effetti negativi sulla capacità aerobica. In

questo modo, negli ultimi anni, è nata una nuova concezione di allenamento basata su un intelligente equilibrio di esercizi aerobici ed anaerobici che ottimizzano gli adattamenti neuroendocrini e muscolo-scheletrici attraverso specificità, progressioni, varianza e recupero. Questa nuova metodologia è denominata CrossFit. La sua ricetta è eseguire movimenti funzionali costantemente variati ad alta intensità. I movimenti funzionali non sono altro che schemi motori universali per il coinvolgimento dei muscoli, che si sviluppano dal centro del corpo (detto anche core) alle estremità. Sono movimenti composti che coinvolgono più articolazioni e il loro aspetto più importante riguarda la capacità di spostare grandi carichi su lunghe distanze e di farlo velocemente. Il carico, la distanza e la velocità qualificano i movimenti funzionali come ideali per la produzione di potenza. Per concludere, possiamo dire che lo scopo di CrossFit è creare un programma di fitness ampio, generale e

completo, per predisporre gli atleti e le persone ad ogni eventualità fisica, per prepararli sia al previsto che all’imprevisto. CrossFit, al contrario di tutte le altre discipline (calcio, sollevamento pesi, nuoto, basket, ecc..) non è un programma di fitness specializzato, ma un tentativo di ottimizzare la competenza fisica in ognuna delle dieci categorie di fitness riconosciute: resistenza cardiovascolare e respiratoria, stamina (capacità di sopportazione), forza, flessibilità, potenza, velocità, coordinazione, agilità, equilibrio e precisione. Questo programma di allenamento è l’unico a concentrarsi sulla massimizzazione della risposta neuroendocrina, sullo sviluppo della potenza, sugli allenamenti in modalità multipla, sulla pratica e allenamento costanti. Se vi venisse spontanea la domanda sul fatto che questo tipo di allenamento possa essere adatto a chiunque, ricordate che le vostre esigenze e quelle degli atleti sono di livello diverso, ma non di tipo diverso… quindi non vi resta che provarlo!!!

Unione Calcio Riccione Con umiltà... per risalire in alto

Per gli oltre cento iscritti dell’Associazione “La Mia Calcio Riccione”, nata dall’idea di alcuni tifosi, mossi solo ed esclusivamente dalla passione e l’amore per i gloriosi colori bianco-azzurri, era impensabile di dover affrontare mille ostacoli dopo aver festeggiato nello scorso mese di giugno la ripartenza all’attività per chi si identifica nella vecchia e storica Riccione Calcio. Il Presidente Omar Lepri, ex capitano della squadra, insieme a tanti altri, ha dato il via al progetto di rimettere in pista una Società che potesse affrontare una situazione difficile, ma senza pensare ai tanti problemi quotidianamente presentatisi. Ma ad ogni modo dopo qualche settimana si è costituita l’A.S.D. Unione Calcio Riccione che ha eletto Presidente Rodolfo Bacchini, per diversi anni segretario della Società bianco-azzurra, Vice Presidente Alessandro Baldacini e consiglieri Giampaolo Pascucci, Barbara Peruzzi, Maurizio Della Chiara, Mauro Villa, ai quali si sono successivamente aggiunti una trentina di Soci e altri si potranno aggiungere visto che l’Azionariato Popolare è tuttora in corso (info 333 3517066). Dopo diverse mezze promesse giunte dagli ambienti federali per ripartire da una categoria consona alla gloriosa storia del Riccione Calcio, ci si è invece dovuti

iscrivere al campionato di 3ª categoria (nona e ultima divisione nazionale) e ciò ha dato il via alla frenetica e tardiva costruzione della squadra, con una preparazione iniziata pochi giorni prima dell’inizio del campionato e che ha notevolmente penalizzato il cammino della prima fase della stagione. Dopo tanta burocrazia da una parte e molti bastoni tra le ruote da un’altra parte e tanto ancora ci sarebbe da dire, l’Amministrazione comunale ha finalmente assegnato, ormai a fine ottobre, il campo sportivo sia per gli allenamenti che per le gare e l’ufficio ad uso sede e segreteria. Grazie mille comunque a chi ha aiutato in qualsiasi modo a far ripartire la “macchina” bianco-azzurra, nonostante chi ha avanzato e avanza pretese, vista la situazione di vuoto creatasi, che niente hanno a che fare con i vecchi e originali colori bianco-azzurri. Dopo tanto sparlare un minimo di verità bisognerà pur dirla, anche se ci sarà sempre chi nega l’evidenza! Detto questo, anche se dall’ultima categoria, un solo grido: viva l’Unione Calcio Riccione! R.B.


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Ottobre 2014 Ospedale "G.Ceccarini" - Riccione. Consegna della bacheca per informazioni e comunicati sul Diabete giovanile donata da Famija Arciunesa. Da sin.: Marta Corti Pres. ATDGA, dott. Emilio Rastelli resp. diab. giov., Giuseppe Lo Magro pres. F.A., Antonella Mengucci vice pres. ATDGA, dott. Romeo Giannei dir. sanitario.

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...come eravamo! dall’album di Sergio “Ciamblin” Urbinati 1950 – Riccione, viale Boito - Abitazione del babbo Emilio: seduto sul davanti il corridore motociclista Leopoldo Tartarini, a sin. in canottiera, suo padre, a destra in calzoni lunghi, Emilio. Le tre donne sedute sono le sorelle di Sergio: Anna, Pupa, Liliana. Ai lati di Leopoldo i fratellini Franco (a sin.) e Sergio (a dx). Appoggiata alla ringhiera, mamma Angela. Al suo fianco e dietro (in piedi) amiche di famiglia.

1950 – Emilio alla costruzione della cabina pubblica elettrica di viale Tasso.

1950 – Emilio e Angela nel dì di festa.

1955. Cerimonia al Cimitero greco sulla SS14 Adriatica. Anna Urbinati, Severo Savioli e il console greco Alex Vagliadi.

La ditta “Torri” ai Tornei Aziendali di Calcio

Riccione - Campo di Viale Lazio. 1968 - 3ª cl. Da sin. in piedi: Masi Giancarlo, Casadei Sergio, De Luca Tiziano, Pesaresi Valeriano, Montebelli Riccardo, Rossi Silvano. Accosciati: Casadei Bruno, Torri Andrea, Cupioli Angelo, Veterani Maurizio, Schiano Pasquale.

1969 - 4ª cl. Da sin. in piedi: Ricci Sante, Rossi Silvano, De Luca Tiziano, Migani Giuseppe, Pesaresi Valeriano, Casadei Sergio, Schiano Pasquale. Accosciati: Torri Giancarlo, Cupioli Giancarlo, Piccioni Ivan, Cupioli Angelo, Torri Andrea.


teatro dialettale 2015

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Poker di appuntamenti con “Quei dal Funtanèle”

STAR BENE STAR BENE STAR BENE STAR BENE

Stanno già scalpitando gli attori della Compagnia dialettale “Quei dal Funtanèle”, desiderosi di calcare il palcoscenico per presentare il nuovo lavoro. Con l’anno nuovo al Centro di Quartiere si caleranno nei personaggi di : “Questa l’è una chèsa... un è un casèin!” di Pier Paolo Gabrielli. Nessun anticipo di trama, solamente assicurazione che il divertimento non manchèra, quindi anche Voi non dovrete scaldare il divano di casa ma semplicemente acquistare un posto in prima fila. Calendario delle rappresentazioni di sabato: 17-24-31 Gennaio e 7 Febbraio.

l cast dello scorso anno. Da sin. in alto: Giancarlo Tonti, Dino Polverelli (presentatore), Valter Zannoni (suggeritore), Massimiliano Maioli (luci-suoni), Nadia Gessaroli, Giancarlo Bergnesi, Mirco Berardi. In basso: Marina Villa, Vincenzo Tonti, Lionella Tenti, Lucia Maioli, Gigliola Montebelli (suggeritrice), Sandra Polverelli, Adele Fronzoni. Quest’anno rientra, dopo lieto evento, Sara Cariati.

Magnesio: un minerale importante per l’organismo Il “minerale prodigioso“. Mg è un minerale molto importante per il nostro organismo, e può dare un bell’aiuto a risolvere tanti problemi. Lo troviamo insieme al fosforo e al calcio prevalentemente nelle ossa. Spesso vengono consumate notevoli quantità di magnesio. Per esempio: eccessiva sudorazione, sport, ustioni gravi, lesioni gravi, malattie debilitanti, vomito o diarrea prolungata, lo stress prolungato causato dalla frenetica vita moderna. La carenza, da confusione mentale e disorientamento, polso rapido. Sentirete un certo nervosismo fastidioso, proverete ansietà senza motivo, avrete dei fastidiosi tic nervosi, dei disturbi del sonno, con dei frequenti risvegli, provando così stanchezza durante la giornata, con dell’esercizio fisico, potrete accusare dei crampi muscolari, potranno anche presentarsi frequenti attacchi di singhiozzo. L’ipomagnesemia (carenza di Mg) può provocare ipertensione arteriosa e, in caso di alimentazione ricca di colesterolo, sembrerebbe favorire l’insorgenza di aterosclerosi. E nelle donne che soffrono di sindrome dolorosa premestruale, sono stati riscontrati spesso eccesso di calcio e carenza di magnesio. Vediamo le proprietà: 1. Aiuta a trasmettere gli impulsi nervosi e stimola la funzione nervosa. Concorre a trasportare sodio e potassio attraverso la membrana cellulare, influenzando i livelli di calcio all’interno delle cellule. 2. Nelle cellule, attiva l’enzima che converte il glucosio in energia. Per poi fornirla a tutte le cellule, in particolare quelle nervose e muscolari che ne consumano una grande quantità. 3. Normalizza il ritmo cardiaco e stimola le funzioni muscolari. 4. Favorisce le

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funzioni metaboliche, poichè interviene in oltre 300 diversi processi metabolici, soprattutto partecipa al metabolismo delle proteine e degli acidi nucleici. Inoltre è indispensabile per la corretta funzionalità di numerosi sistemi enzimatici oltre a permettere il corretto assorbimento di calcio vit C fosforo sodio e potassio. 5. Concorre alla crescita ossea e al rinforzo dello smalto dei denti. 6. Combatte infiammazioni e allergie, stimola la formazione di anticorpi ed è un ottimo cardioprotettore. Inoltre è considerato un minerale antistress, combatte la depressione, mantiene sano il sistema cardiovascolare. L’assunzione raccomandata arriva sino a 500mg /die. Questi alcuni valori negli alimenti in mg/100gr: crusca ca400, mandorle ca270, cacao ca190, mais ca120, pasta ca60, pesche ca50, zucchine ca40. Come si puo’ vedere è contenuto in quantità diverse in moltissimi alimenti anche se va considerato che una buona parte di magnesio viene persa a causa del processo di raffinazione dei cereali, della conservazione e della cottura degli alimenti. Pensate poi che è stato calcolato che solo il 30-40% del Magnesio ingerito con gli alimenti venga effettivamente assorbito. E proprio per questo motivo spesso è necessario arrivare a una integrazione diretta, difficilmente possibile con alimenti o piante. Lo possiamo trovare in polvere, liquido, ed in comode cp, sempre sotto forma di sali, tipo magnesio cloruro, oppure carbonato, ossido e pidolato, tutti assimibilabili molto velocemente dall’organismo. Le ricerche tossicologiche confermano che il Magnesio non presenta tossicità e possiede una notevole sicurezza d’uso poiché anche in caso se ne assuma in eccesso, l’ organismo ne trattiene solo il necessario, eliminando il resto. Chiedete al Vostro farmacista/erborista di fiducia, saprà certamente consigliarvi al meglio. Scola dr Lorenzo


psicologia

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Ossessioni, compulsioni, manie: liberarsene definitivamente

“Per gli ossessionati non c’è scelta: l’ossessione ha già scelto per loro prima di loro”

Questo illuminante aforisma di Emile Cioran esprime molto efficacemente la condanna di chi è vittima di un problema ossessivo. Ognuno di noi è alle prese con piccole manie come ad esempio una certa inclinazione all’ordine oppure non uscir di casa senza aver rifatto il letto, controllarsi più volte allo specchio durante il giorno o portare con sé un piccolo portafortuna ecc. Tutte tendenze che al di sotto di una certa soglia rientrano nella normalità, ci fanno sentire protetti, rassicurati, “funzionali”. Ma, superato un certo limite quantitativo si genera un salto qualitativo: essere attenti e meticolosi nello svolgimento di un compito è un pregio che rende rigorosi e affidabili; dover tornare su qualcosa che è stato ricontrollato più volte perché non si è sicuri di averla eseguita correttamente diventa un problema; sviluppare una compulsione irrefrenabile a ricontrollare più volte ciò che è già stato controllato diventa una patologia: ecco un chiaro esempio di quello che viene definito disturbo ossessivo-compulsivo, ovvero la tendenza a mettere in atto pensieri o azioni rituali, incontrollabili e irrazionali allo scopo di sedare, eliminare una determinata paura e sentirsi rassicurati. Gli esempi sono infiniti e possono essere classificati in tre principali tipologie: rituali preventivi, propiziatori, e riparatori. I rituali preventivi hanno lo scopo di evitare che accada un evento temuto; con i rituali propiziatori che invece hanno una valenza più “magica” il soggetto cerca di garantirsi (illusoriamente) che l’evento andrà nella maniera auspicata. I riparatori hanno lo scopo di rimediare a ciò che si presume sia accaduto. Ecco una lista non esaustiva dei più diffusi: lavarsi le mani disinfettandosi accuratamente varie volte ogni ora per rimediare ad un presunto contagio da virus (riparatorio); lunghi rituali mattutini di preghiera per evitare che accada qualcosa di male a me o ai miei cari (propiziatorio). Controllare decine di volte di aver chiuso il gas durante il giorno per prevenire incidenti domestici, controllare un numero preciso e ripetuto di volte di aver chiuso la porta per evitare intrusioni in casa; frequenti telefonate a parenti per prevenire che accada loro qualcosa di male, riordinare o pulire maniacalmente la casa assicurandosi che nessuno possa contaminarla o comprometterne l’ordine, fino ad arrivare a compulsioni mentali, ovvero pensieri strutturati in rituali come conteggi e ripetizioni di formule mentali in una sequenza specifica per evitare ad esempio di fare un incidente stradale. C’è inoltre chi accumula

compulsivamente gli oggetti più disparati di nessuna utilità. In alcuni casi il soggetto coinvolge nelle proprie azioni irrefrenabili anche familiari: “ora io chiuderò le finestre di casa, oppure... mi disinfetto le mani e il viso, guarda se lo faccio bene” oppure “fallo tu al posto mio” in altri casi il compulsivo ha la pretesa che il familiare eviti certe azioni come l’entrare in casa senza le pattine. Spesso sono richieste di rassicurazioni: “come ho detto quella frase? Ripetimela”...oppure: “Ho toccato quella mensola ieri”? Il tutto esaspera chi vive accanto al soggetto tanto che spesso ad esempio sono proprio i genitori che portano in terapia il figlio o richiedono una “terapia indiretta” attraverso loro. A volte l’ossessione è sotto forma di continui dubbi o domande su cui il paziente rimugina spesso e a cui cerca di rispondere alimentando un’infinita catena di domande e risposte; in altri casi pensieri come la paura di poter perdere il controllo per errore e ferire qualcuno diventano fissazioni che il soggetto tenta inutilmente di scacciare e che torturano la mente. Il disturbo ossessivo-compulsivo e le ossessioni mentali sono spesso resistenti alle terapie farmacologiche e alle psicoterapie tradizionali. Ma ancora una volta come già illustrato a proposito dell’ansia e degli attacchi di panico, la soluzione esiste e si chiama psicoterapia breve strategica: un innovativo trattamento non farmacologico in grado di risolvere completamente e definitivamente l’ansia, le ossessioni mentali e le compulsioni che ne derivano. Si tratta di innalzare drasticamente la qualità di vita della persona e di chi gli sta attorno, si tratta di libertà.

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Ricomincio da… 180mila!

Questo il numero delle presenze assicurate sul territorio dalle manifestazioni ospitate o organizzate dalla Polisportiva Centottantamila presenze nell’arco della stagione agonistica 2013/2014. Questo il numero delle persone coinvolte nelle manifestazioni che la Polisportiva Riccione ha organizzato o ospitato nello scorso anno sportivo (luglio 2013/ giugno 2014) Si tratta di un pubblico fatto di atleti, tecnici, dirigenti, famiglie e tifosi. E’ una cifra importante, che va nella direzione da tutti auspicata: l’aumento delle presenze turistiche legate allo sport, in periodi non strettamente legati al balneare. Un numero che fa della nostra Associazione, la Polisportiva più richiesta in Italia per eventi e manifestazioni. L’obiettivo per la stagione agonistica appena iniziata è almeno di eguagliare questo risultato. Ci si può riuscire. Nel momento in cui scriviamo, sono già numerose le manifestazioni nazionali confermate nel programma dello Stadio del Nuoto e non solo di questo. E altre andranno “in cartellone” nel corso delle prossime settimane. Da questo mese di dicembre si parte con la classica due giorni di nuoto (il 7 e l’8 dicembre), dedicata ai Master: il prestigioso Trofeo Città di Riccione, ormai la gara più partecipata del circuito SuperMaster che richiama atleti da tutta Italia e anche dall’estero. Ma l’appuntamento dell’Immacolata sarà solo l’antipasto

Spettacolare immagine dell’International Skate Team Trophy.

per i Campionati italiani Assoluti invernali di nuoto (19 e 20 dicembre), subito seguiti (il 21 dicembre), dalla prima fase della Coppa Caduti di Brema, un vero e proprio campionato italiano a squadre. Il 10 e l’11 gennaio una novità: il primo Stage nazionale per Quartetti di pattinaggio artistico. Il Play-Hall di Riccione con l’organizzazione del Pattinaggio Artistico Riccione, ospiterà tutte le formazioni più forti d’Italia per un appuntamento a metà fra competizione e allenamento. Dal 6 all’8 febbraio lo Stadio del Nuoto accoglierà i Campionati italiani di Salvamento. Ma sarà nei mesi di marzo e aprile che tutta l’attenzione del nuoto italiano convergerà su Riccione. Infatti, come ormai da diversi anni, si terranno in marzo i Campionati italiani giovanili (dal 20 al 25), mentre in aprile (dal 14 al 19), tor-

Uno splendido scatto del Trofeo Nicoletti di Nuoto.

neranno i grandi del nuoto italiano con i Campionati italiani primaverili e la seconda fase della Coppa Caduti di Brema. Gli Italiani primaverili sono l’occasione nella quale chi punta a una stagione ad alto livello, cerca il record o il tempo d’accesso alle manifestazioni internazionali. Grande spettacolo garantito, dunque, per il pubblico che deciderà di affollare i gradoni dello Stadio del Nuoto. Mentre gli Italiani giovanili di marzo sono una manifestazione imponente per i numeri che presenta: solo gli atleti in competizione per sei giorni di gare saranno circa 2000. Maggio si chiuderà con l’avvenimento natatorio organizzato direttamente dalla Polisportiva: il Trofeo Italo Nicoletti. L’edizione del 2015, prevista dal 29 al 31, sarà la numero 19. A un solo anno dal ventennale, la competizione dedicata alla memoria dello storico presidente della Polisportiva è ormai un appuntamento irrinunciabile per tutti quei nuotatori che, sia a livello giovanile, sia assoluto, cercano di rifinire la forma in vista degli appuntamenti internazionali. Per finire, il 4 e 5 giugno presenta ancora due appuntamenti legati al nuoto: i Campionati italiani Aics Sport Games e dal 22 al 28 i Campionati italiani Master. Questi ultimi garantiranno senz’altro un cospicuo numero di presenze essendo l’appuntamento più importante dell’anno per il nuoto Master nazionale. A cavallo di giugno e luglio, compirà poi 10 anni l’International Skate Team Trophy, la manifestazione per gruppi di pattinaggio artistico su rotelle del Pattinaggio Artistico Riccione che ormai possiamo considerare la più importante in Italia (circa 700 iscritti l’anno scorso), e che ha visto esibirsi, nel corso degli anni, atleti provenienti da tutta la Penisola ma anche da Francia, Spagna e Lituania. Per il mese luglio, siamo in attesa di conoscere le date certe per i Campionati Italiani Master di Tuffi e Nuoto Sincronizzato. Questo è il “cartellone” apparecchiato finora dalla Polisportiva per la città di Riccione. Ma, come detto, altro bolle in pentola e a questi appuntamenti sportivi se ne aggiungeranno senz’altro degli altri. Che dire... Vi aspettiamo!

Gennaio: dopo le abbuffate, urge fare sport! Dopo le festività natalizie, bisogna riprendere la forma fisica! Per aiutare i riccionesi inguaiati con la bilancia, riprendono i corsi e le lezioni organizzati dalle società e dalle sezioni della Polisportiva Comunale Riccione. Si può partire dalle attività organizzate in piscina per bambini, ragazzi e adulti (anche per le mamme e la terza età), compresi i corsi di aquawellness, ginnastica evolutiva, l’attività in palestra e yoga, per continuare con i tuffi, la subacquea, il nuoto agonistico, il nuoto libero, il nuoto master, la pallanuoto. Naturalmente riprendono anche le attività in palestra e all’aperto: pattinaggio, atletica leggera, ginnastica artistica, ginnastica ritmica, Acrobatic Team, basket, pallavolo, podismo, boxe, kick boxe, karate, taekwondo, judo, triathlon e scuola calcio. Per avere informazioni più dettagliate su orari, costi ed effettivo inizio dei corsi, si può chiamare la reception dello Stadio del Nuoto (tel. 0541.644410), oppure la segreteria della Polisportiva Comunale (tel. 0541.643559). Si può anche scrivere alla mail info@polcomriccione.com.


I rasunamènt per capì la vita44

la pagina di edmo vandi

“Spaghettaro” in Germania A metà degli anni ‘60 mi trovavo in Germania, nella città di Amburgo dove lavoravo e cercavo di imparare al meglio la lingua tedesca. Ero ancora agli inizi quando un collega di lavoro mi disse: “Als guter Italiener bist Du bestimmt ein prima Spaghetti-Kocher” (Da buon italiano tu sei sicuramente un ottimo cuoco di spaghetti). Contando sulla prospettiva di interrompere lo sfibrante tran-tran di Wurstel e Kartoffelsalat, dissi subito di sì anche se era una esperienza che non avevo mai fatto. (A casa mamma-Lucina preparava le tagliatelle in modo sublime). Mi invitarono quindi ad una domenica-in-famiglia con la partecipazione di parenti ed amici. Il problema che mi si presentò subito fu trovare gli ingredienti. Mi indicarono alcuni negozi dove vendevano anche prodotti stranieri ma di italiano quasi niente. Così ricorsi ad una sorta di bucatini di marca Birkel mentre per il ragù trovai solo pomodori olandesi (perfettamente rotondi come palle da ping-pong ma completamente insapori) e come carne, scatolette tipo Simmenthal. Polvere di peperoncino in abbondanza in quanto ne usavano in quantità industriale su Gulasch e Schaschlik. Chiesi dove potevo trovare olio di oliva. Risposta: “In der Apotheke!” (In farmacia!) Lo usavano infatti per lenire scottature di un sole che non avevo ancora mai visto. Comprai così una lattina verde di Olio Sasso da 150 grammi. Per il formaggio trovai una bustina da 100 grammi con la scritta: “Italienischer Parmesan”. Il grande giorno arrivò. Fu un disastro ! I Birkel furono scotti solo col vapore. Il ragù sapeva solo di sale e peperoncino. Il Parmesan (!) aperta la busta si volatilizzò come cipria. Gli amici tedeschi

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L’è i sè bèl incuntrè ogni tènt eun ch’un ha gnint da dì ...e un’è dìs! E vènt l’è l’èria chl’a ha prescia. Signor ajutme cum te fat fin’adès (ènca se un pèra ad volte t’serie in ferie). La nota l’è e dé che dventa cigh. La mi mej l’è un ang-le. (la mia purtrop la è ancora viva). Walter: “Me tla mi vita ho vù piò ad 40 done. La mi specialità l’era al straniere”. Loris Zanza: “Me ad done an ho vù piò ad 2000. La mi specialità l’è al busìe”.

trovarono quella specie di paccottiglia melmosamente intrecciata un “Leckerbissen” (una delizia) e così divenni lo “Spaghetti-Macher” invitato di domenica in domenica sempre in diverse mense familiari. Quando venne a trovarmi l’amico Gaetano Busuoli e provò eroicamente i “miei” spaghetti, mi guardò con occhi pietosi e io mi vergognai come un ladro.

La mi Ma La mia Mamma

L'amnìva tla mi chèsa a véda cum'a stèva, sa eva bsègn ad gnìnt, sa sera in pèsa. Stés sora e divèn si mi turmènt a santìva e su pas ch'us' avsinèva, un pas s'al su ciavàte ch'al strisìva. S'a durmìva l'as mitèva dasdè tachèd mu mè snà gran paura da svigìm, ma me la su carèza sora un bràc a la santìva. Tént'an jè pas e lia l'an gnè piò ma me che strés dal su ciavàte al sènt ancora.

LIC

Veniva in casa mia a vedere come stavo, se avevo bisogno di niente, se ero in pace. Steso sul divano coi miei tormenti sentivo il suo passo che s'avvicinava, un passo con le sue ciabatte che strisciavano. Se dormivo si metteva seduta accanto a me con una gran paura di svegliarmi, ma io la sua carezza sul mio braccio la sentivo. Tanti anni sono passati e lei non c'è più, ma io quel strisciare delle sue ciabatte lo sento ancora.

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Novità 2014: tagliamo il nastro anche noi! Eh si! Come ha fatto la sindaca di Riccione qualche mese fa anche l'A.s.d Taekwondo Riccione del maestro Betti Roberto brinda insieme alla scuola media superiore "Geo Cenci" (ex fornace) l'apertura della nuova seconda sede dove poter praticare la nobile arte del Taekwondo. Il T.K.D., instaurato a Riccione nel 1978 dal maestro Geo Ottaviani ora direttore tecnico dell'associazione, è un'arte marziale coreana dinamica, spettacolare nelle sue tecniche, tradizionale e agonistica nello stesso tempo. Lo scopo dei nostri corsi è praticare uno sport completo dove coesistono tutti questi elementi. È una disciplina indicata al bambino perché rafforza e controlla il suo carattere e dona sicurezza a se stesso, divertendosi e socializzando, ma sempre nel rispetto e nella disciplina. L'adulto invece puó cimentarsi in un Taekwondo più tradizionale o più agonistico grazie alla possibilità che da il maestro Betti ai suoi allievi di allenarsi anche quasi tutta la settimana a giorni alterni sia nella sede della palestra Blue Line, e da Gennaio nella nuova struttura, sia nella nuova sede della scuola ex fornace nei suoi 400mq di pedana. Non mancano neppure gli appuntamenti agonistici in fermento già prima della fine dell'anno 2014, che vedranno i nostri atleti, bimbi e adulti,

girare per l'Italia da Massa-Carrara a Pesaro a Milano. Insomma non ci fermiamo mai e con noi un vortice di novità! Aspettando anche l'apertura della nuova Blue Line nel centro commerciale "Perla Verde" non resta che invitarvi nella palestra che preferite! “Ringraziamo il Comune di Riccione per averci affidato lo spazio e l’ottima collaborazione degli uffici della Polisportiva per l’ottima riuscita di questo importante progetto.”

Tutti i pregi della tavola nel rispetto della tradizione romagnola

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la pagina del dialetto

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a cura di Giuseppe Lo Magro

Sbornia

Imbriègh

Gata, lépa, scaja, sémia, simouna, plita, ciòca

Foxtrot l’era un tip onich, propria specièl, sempre a biroun da Nadèl fin a Carnivèl us inbusèva ti viglioun e tal feste da bal e sta sigur che d’ogni végia l’era e gal.

Scaja= sbornia solenne Sèmia= ubriacatura Simouna= idem Lépa= idem Plita= idem Gata= sbornia. Una gata da cumunioun Gata pritèina= sbornia silenziosa. Me a sò devòt ma Sénta Gata= io sono devoto a Santa Gatta Ebrionia (latino volg.) ebornia Ebrius ebriacus imbriègh.

evornia

Balarèin da lés, tango, walzer, mazurka, cha cha cha, twist, rock and roll, polka, mo si tachèva e pas dla vòipa e “foxtrot” dal nov dla sera e fèva la matèina agl’ot. sbornia

svornire invurnid= Evornire affaticato, addormentaticcio, tonto, di poco senno, stupido, mogio, stordito, intronato, perturbato, acciucchito (stordito come un ciuco), intontito, istupidito, sciocco, tardo. Imbriègh= ubriaco Imbriègh dur, fraid, come una topa. Imbriagòt, imbriagoun, sburgnoun= ubriacone

Sa lò al done al dvantèva mate s-cènte, l’era ènca birb a fèle santì impurtènte. In quatre e quatròt una fèla l’invantèva s’un sach ad busie, ch’ènca lò ui cridiva. Mo un tniva bòta, e quand la pareva fata ui scapèva tota la verità fura dla pgnata. Dèp una festa ch’l’eva bivù un bèl filòt ul ferma dò carabignir, nir e tracagnòt. “Signore, prego, il palloncino c’è da fare e poi tranquillo lei sarà libero di andare”. “An pòs propria, a sò na muliga asmatich e che baganaj e po’ dvantè problematich”. “Allora sia gentile il sangue preleveremo e stia tranquillo, danno non le recheremo”. “ An pòs fè gnènca cla roba ca dmandè l’emofilia acuta-cronica l’am fa bacilè”. “Vista la difficoltà, c’è il test dell’urina è indolore, basta riempir la bottiglina”. “ Pèg che pèg, a sò diabetich fin a l’os um va e zocara mal stèle, an pòs an pòs”.

Se casca un Sgnor l’è una sgrèzia, se casca un purèt l’era imbriègh.

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“Bene, allora deve solamente smontare, e lungo la riga bianca diritto camminare”. “Un è puséble! E ai dègh la spiegazioun. A sò imbriègh, ho una gata da cumunioun!”.

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E sghétle - il solletico

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a cura di Giuseppe Lo Magro

Piccola rubrica di battute surreali, barzellette seminuove, fantasie oniriche, filosofia popolare. Da leggere in relax e magari “degnare” di un sorriso come quando si è sottilmente sollecitati

Una testa come la tua lan ha da stè sò s’e culèt dla camisa. Ta la i da mèt drèinta ti calzoun. L’era isé sfighèd che t’un chèmp ad trifoj e truvèva i bifoj.

La miseria d’una volta Un gnera e bagn ad chésa. As lavamie snè e sabata. A sermie ot fradèl. E cmanzèva i piò grand. J’utme dò i fèva la lota tla fanga.

Oroscopo La mi mèj l’è un sègn ad tèra. Me a sò un sègn ad aqua. Insèn a fam un paciugh! Se i sèld i nas sora j’elbre mu me un tèca un bonsai.

La partida a scacchi la è stè lènga. I caval iè mort d’avciaia. Se am mèt a vènd al lampadèine e Sol un cala mai.

E mi Bà l’è un caciador vegetarièn. Ti bòsch e spèra mi fòngh.

A fac fadiga a paidì. Dal volte lam scadés la roba te stèmaga.

Tradizioni di Natale Con nuovi personaggi a Riccione torna in mostra il presepe di Bertino Benzi, 59enne impiegato di banca. La sua piccola Betlemme, estesa su 12 metri quadrati, pur presentando tutti gli elementi classici, è ambientata nei nostri borghi, animati da tutti gli artigiani del tempo: calzolai, fabbri, falegnami, vasai, in buona parte animati da sistemi meccanici, come i pastori, contadini, lavandaie e massaie che arrivano alla grotta con i Re Magi per adorare il Bambinello, seguendo movimenti lineari e circolari. La scenografia è arricchita da fontane e falò, nonché da effetti luminosi e acustici, che simulano le fasi della giornata e gli eventi atmosferici (temporali, piogge e neve). Quest’anno si aggiungono nuvole e cometa in movimento. C’è pure il vento che soffia sventolando i panni appesi al filo. Il presepe si potrà visitare dall’otto dicembre fino a Pasqua, in via Lavello, 5, tutti i giorni dalle 16 alle 21. Nei festivi anche dalle 9 alle 13. Ingresso gratuito. (Per informazioni 0541.604445 – 0541.1580305, chiedere di Benzi). ni.co.

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LA ZIRUDèLA

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di Giuseppe Lo Magro

E cafè me bar

Il caffè al bar

Stè da santì, ch’la ha i calzét l’è una storia da fè i pél rét ch’las fa capì ca sém vizièd us circa l’ov che sia dupièd.

State a sentire, che è curiosa è una storia da fare il pelo ritto ci fa capire come siamo viziati si cerca l’uovo doppio.

A dmand te bar un cafè pasir m’una barésta nova se mus nir lia, sgustosa -che cafè ca voj ?gnènca an avés drì e purtafoj.

Chiedo al bar un caffè ieri l’altro ad una barista nuova incazzata lei, scontrosa-che caffè voglio?neanche fossi senza portafoglio.

“Com al tògh sempre...nurmèl”. Un sguèrd ad taj e las gira a fèl. A dòc d’intònda sa cnès nisoun da nu pasè per un pori quajoun.

“Come lo prendo sempre, normale” Uno sguardo triste e si gira a farlo. Guardo attorno se conosco gente per non passare da povero cristo.

Ad che mentre al rid sgangarède un brènch ad done tote culurède che agl’entra senza smèt chi dul al tò al scarane e al pogia i cul.

In quel mentre ridono sgangherate un gruppo di donne variopinte entrano senza cessare quelle voci prendono le sedie e posano il culo.

Al fa l’urdinazioun tòte insèn, gnènca dil l’è un gran casèin. “Un cafè s’un déda ad s-ciòma” “Un òrz te vidre come a Roma”

Fanno le ordinazioni tutte assieme e, inutile dirlo, è un caos totale. “Un caffè con un dito di schiuma” “Un orzo nel vetro come a Roma”

“Un capòc medie se lat ad soia” “Mu me un deca anti- paranoia” “Un scecherato che vònta’d pana” “E ch’un amènca e zòcre ad cana”.

“Cappuccio medio con latte di soia” “A me un deca contro le paturnie” “Scecherato che tracimi di panna” “ E che ci sia lo zucchero di canna”.

La barésta la regestra tòt t’un fièz e po’ la taca a sfurgatè ilà tramèz. L’ariva quatre uperai sbruvaldoun e l’è scumpagne al lor urdinazioun.

La barista registra in un attimo e poi comincia a trafficare dietro. Arrivano quattro operai inzaccherati e sono diverse le loro ordinazioni.

“Un cafè bas, bèn curèt sl’anisèta” “ Medie, taj mèt ad Fèn la Murèta” “ Come lò, sa dò ghèce ad grapa” “ Orz, taza granda, un bé da Pèpa”.

“Un caffè basso, ben corretto anisetta” “Medio, ci metti, di Fano, la Moretta” “Come il suo con due dita di grappa” “Orzo, tazza grande, un bere da Papa”.

A capés perchè im guèrda strèn tan po’ campè da pori cris-cèn l’urdinazioun da U.f.o. tè da fè isé it po’, t’un lèmp, acuntantè.

Capisco perchè mi guardano strano non puoi esistere da persona normale l’ordinazione da U.F.O. devi chiedere cosi ti possono, veloci, accontentare.

L’angolo della poesia di Enzo Travaglini

Un euro, per magnè Dri ma la porta, fura dla cisa s’una fèma ch’la s’agrapa. “Dammi un euro, per mangiare…” L’è la messa dl’abundènza: e’ prit u n’è ancora arvat mo la prèdga già la cmènza. E ades la tòca ma lia: la mèna la sfurgata, tla bascòcia. “Un euro ? A l’eva tnu per ‘na candela…” Mo ormai la dvénta ‘na litania: un euro per magnè e sta tranquél, che la candela la s’acènd da par lìa…

Lo spread An ho capì, an sènt... cus chi ha dét? E 'spread' l'è 'rvat ma tricènt? E me... du ca sò 'rvat me ca ho pas una vita snè a bacilè ?

E talaragn Prèima dla spazadura la zanzèra, intrapulèda, e po' e ragn, ch'u la cianciga. L'è un distèin, una storia antiga: ta la vò ciamè furtòuna ? Ta la vò ciamè sfiga? Iché an sém te cino e un è gnènca e pès d'avril. Iché, burdèl, a sém tòt tachèd m'un fil.


iabadabadu.it / PluraleCom

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Fa dicembre 2014 by Famija Arciunesa FA - Issuu