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Nota SORESA

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Cortese attenzione: Ing. Alessandro Di Bello Direzione Generale SO.RE.SA Dott.ssa Nadia Ruffini Direzione Acquisti SO.RE.SA. soresa@pec.soresa.it e p.c. Dott. Ugo Trama Responsabile Farmaceutica e Protesica della Regione Campania dg04.farmaceutica@pec.regione.campania.it Prot.0011-03-2022 Oggetto: Procedura aperta per la fornitura di dispositivi per stomie e ausili per incontinenza urinaria a raccolta destinati alle AA.AA. della Regione Campania. Gentilissimi, in riferimento all’oggetto esprimiamo vivo rammarico per non essere stati convocati al fine di portare il nostro contributo ad una procedura che interessa migliaia di cittadini campani e che incide in maniera significativa sulla qualità di vita delle persone più fragili. Questo nonostante l’impegno sottoscritto da SoReSa con Cittadinanzattiva Campania attraverso un protocollo d’intesa che tra i primi punti fa riferimento proprio alla consultazione preliminare delle associazioni di pazienti e cittadini nelle procedure di acquisto e la richiesta della FAIS prot. 07/02/2022 del 23/02/2022. Riteniamo pertanto che sia persa una importante opportunità di collaborazione istituzionale che avrebbe avuto il solo obiettivo di garantire prodotti e servizi sempre migliori agli assistiti campani. Nonostante questo, riteniamo sia nostro dovere istituzionale sottoporvi la nota allegata nella quale riportiamo in sintesi quello che sarebbe stato il nostro contributo al processo di definizione di una procedura che, teniamo a precisare, non corrisponde comunque alla nostra posizione circa le modalità di acquisto per ausili per incontinenza e stomia. Cordiali saluti.

Lorenzo Latella Segretario Regionale Cittadinanzattiva Campania

Pier Raffaele Spena Presidente FAIS Odv


Nota sintetica criticità gara SORESA cateteri e ausili per stomia

L’erogazione dei dispositivi oggetto della gara sono regolamentati all’art. 1 dell’allegato 11 al DPCM 12/01/2017, rispettivamente ai commi 3 e 4, e mentre per l’acquisizione dei cateteri di cui all’allegato 2 è previsto che le regioni stipulano contratti con i soggetti aggiudicatari delle procedure pubbliche di acquisto, per gli ausili per stomia, recita il comma 4, le regioni devono adottare modalità di acquisto e di fornitura che garantiscano agli assistiti i prodotti più adeguati alle loro specifiche necessità. Sarebbe stato legittimo trattare insieme i dispositivi in parola nella direzione del superamento della procedura di gara per come previsto sempre al comma 3 del suddetto DPCM e cioè che le regioni possono adottare modalità alternative.

Nel merito della procedura si osserva qualche ambiguità, come di seguito riportato: All’art. 3 del disciplinare di gara è previsto che l’aggiudicazione avverrà in favore di tutti gli operatori economici ritenuti idonei, ma per i nuovi pazienti “la individuazione dell’operatore economico avverrà tenendo conto della graduatoria degli operatori economici risultati aggiudicatari e, comunque, dell’opportunità di garantire la disponibilità di una pluralità di prodotti, anche per medesima tipologia di dispositivo, tra i quali effettuare la scelta del dispositivo più adeguato al singolo paziente”.

All’art. 21 così disciplina: “Il Seggio di gara, e in caso di sub procedimento di verifica delle offerte risultate anormalmente basse (ai sensi dell’art.97, commi 2 e 2 bis del Codice degli Appalti) il RUP, formulerà la proposta di aggiudicazione in favore del concorrente che ha presentato la migliore offerta al minor prezzo per ogni lotto, chiudendo le operazioni di gara.” Infine, “Si procederà all’aggiudicazione anche in presenza di una sola offerta valida, sempre che sia ritenuta congrua e conveniente ai sensi dell’art. 95, co. 12, del Codice”.

Si fa osservare innanzitutto che il successo di una procedura di gara non dipende solamente dalla stazione appaltante che la bandisce ma anche dalle aziende che vi partecipano, a parte l’alea dell’esclusione, magari perché non offrono tutti i prodotti in listino e quindi la procedura mancherà l’obiettivo di assicurare al paziente il dispositivo più adeguato alle sue necessità; in secondo luogo si rileva quanto statuito all’art. 3 che comunque disciplina due differenti casi di aggiudicazione, indicando per i nuovi pazienti la graduatoria e comunque l’opportunità di garantire una pluralità di prodotti, comunque differenziando i vecchi ed i nuovi pazienti in maniera incomprensibile perché come prevede l’art. 1, comma 1 del succitato all. 11, la prima prescrizione deve tener conto della eventuale necessità di verificare l’idoneità dello specifico dispositivo prescritto alle esigenze del paziente, e quindi per tutti (vecchi e nuovi pazienti) la scelta del dispositivo (sia cateteri che ausili


per stomia) è dettata da molteplici fattori dipendenti non solo dalla sede della stessa e dalla tecnica chirurgica adottata, ma anche dalla evoluzione del soggetto, evoluzione non solo di tipo patologico, ma finanche di tipo morfologico. In definitiva si rende necessario dover dotare il portatore di ausili per stomia o di cateteri di quel particolare tipo di dispositivo idoneo per quella specifica situazione e non di una qualunque dispositivo più o meno equivalente che, se non idoneo, risulterebbe del tutto inutile, con conseguenti costi economici e sociali incalcolabili.

Infine, l’art. 21 del disciplinare alimenta ancora ambiguità allorché statuisce che si formulerà la proposta di aggiudicazione a favore del concorrente che ha presentato la migliore offerta al minor prezzo per ogni lotto e non più in favore di tutti gli operatori economici per come sancito all’art. 3 del medesimo disciplinare. Il tutto completato sempre dall’art. 21 che si procederà all’aggiudicazione anche in presenza di una sola offerta valida e quindi cancellando ogni possibilità di assicurare agli assistiti il dispositivo appropriato alle specifiche esigenze.

Si capisce che quest’ultima è una formula di rito che viene utilizzata nella maggior parte delle procedure concorsuali, ma riportarla in una gara che dovrebbe garantire l’acquisizione di dispositivi medici idonei ad assicurare soprattutto un risultato clinico è davvero stupefacente.

Altra considerazione è quella relativa alla consegna a domicilio, consegna che garantisce i pazienti che ne necessitano e quindi accolta favorevolmente, però anche qui c’è da segnalare criticamente la periodicità di consegna ogni 3/4 mesi, troppi a sfavore del paziente se non viene prevista la possibilità di poter cambiare il piano terapeutico nel corso di tale periodo e quindi non poter fruire dell’ausilio prescritto immediatamente subito dopo la prescrizione, e troppi anche a sfavore della regione se non viene previsto che in caso di cambio di presidio le confezioni integre non possono essere restituite. Infine, è curioso constatare che i dispositivi da consegnare ai punti indicati dalle Aziende Sanitarie devono essere forniti aventi una scadenza non inferiore a 2/3 della durata complessiva di validità e quelli da consegnare a domicilio devono avere la data di scadenza non inferiore a sei mesi.


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