101micro-lezioni di jazz
© 2011 22publishing, Milano, Italia Tutti i diritti riservati 101 Microlezioni di Jazz a cura di Filippo Bianchi e Pier Paolo Pitacco Progetto grafico: Pier Paolo Pitacco / Studio Cento per Cento con il contributo di Silvia Rappini e Alessandra Zandegiacomo 22publishing S.r.l. Via Morozzo della Rocca n. 9 20123, Milano www.22publishing.it info@22publishing.it Stampato in Italia presso Tecnostampa ISBN 9788895185316 L’editore ringrazia Filippo Bianchi e Pier Paolo Pitacco, Sandra Costantini, Luca Conti, Antonio Crepax, Beppe Giacobbe, Roberto Polillo e Paolo d’Altan. Nessuna parte di quest’opera può essere riprodotta in nessuna forma e con alcun mezzo senza il permesso scritto dell’editore.
Prefazione
We are the things that happen to us, the people we’ve known, nothing more. James Sallis Forse non molti l’hanno capito, di certo nessuno lo ha scritto, ma quel piccolo capolavoro di Steven Spielberg intitolato The Terminal è, in realtà, un film sul jazz. Infatti proprio il jazz è la ragione per cui il simpatico Viktor “la capra” Navorski (Tom Hanks), dalla remota ancorché immaginaria Krakozhia, si è avventurato fino a New York. Per onorare la memoria del padre jazzofilo, deve completare un prezioso mosaico: quello degli autografi di tutti i protagonisti della celebre e magnifica foto di Art Kane intitolata A Great Day in Harlem. Qualcuno potrà osservare che, come spesso capita a Spielberg, la storia non è molto plausibile. Ma come ammonisce Sean Bergin in questo libro, “a good story is not necessarily a true story” (una buona storia non è necessariamente una storia vera).
Personalmente non conosco nessuno che si sia fatto un giretto per inferno, purgatorio e paradiso (salvo metaforicamente), ma questo non ha impedito di includere Dante Alighieri fra i massimi poeti della storia dell’umanità. Se non la veridicità, c’è semmai un altro ingrediente che rende una storia appassionante, ed è la sua capacità evocativa, il rimandare anche ad altro da sé: ti faccio vedere questo frammento, ma se guardi attentamente e col cuore aperto vedrai che dietro c’è molto di più. A proposito della fotografia jazz qualcuno ha parlato di “volti come paesaggi”. Così, sullo sfondo di un anonimo palazzo di arenaria sulla 126ma Strada, i vari Thelonious Monk, Dizzy Gillespie, Lester Young, Coleman Hawkins, Gerry Mulligan, Sonny Rollins, Count Basie e gli altri cinquanta giganti del jazz riuniti in quel giorno dell’estate 1958 non sono solo facce: ognuno è un mondo, la loro somma un universo di simboli. E la ca-
pacità di sintesi, spesso, è del simbolo la qualità numero uno. Si può definire profondità del senso, o più semplicemente poesia, e come si sa, quando si è fortunati, se ne trova ovunque: nei versi, ma anche nella narrativa, nelle immagini, nelle note e in quant’altro. Con questo libriccino abbiamo cercato di capire quanta capacità simbolica ed evocativa ci possa essere anche nelle parole del jazz e sul jazz. Abbiamo messo insieme un ritratto corale, giusto come quello rappresentato in A Great Day in Harlem – si parva licet – dal grande Art Kane, e con la medesima impostazione, cioè senza alcun confine di generazione, di razza, di orientamento stilistico o di linguaggio. Anziché “facce come paesaggi”, “citazioni come romanzi”, perché, anche qui, da ognuna viene fuori un mondo. Le abbiamo chiamate “micro-lezioni”, pur nella consapevolezza che, come ammonisce Paul Desmond, il jazz assomiglia alla scrittura: “Si può imparare,
ma non si può insegnare”. Però si sa che una delle forme più certe, anche se meno codificate, dell’apprendimento è l’esempio. Diciamo che potrebbero essere delle “perle di saggezza”, delle “epifanie”, degli episodi di lucidità, o di disincanto, o di passione, frutto in massima parte di gente che “ha deciso di passarsela bene a dispetto delle circostanze” (Johnny Griffin). Consentite una digressione personale: sono vissuto immerso nel mondo del jazz per circa quarant’anni, non solo come giornalista, ma come direttore artistico, conduttore radiofonico, talvolta produttore discografico e quant’altro. E devo confessare che le cose più interessanti sul jazz le ho sentite dai musicisti (infatti da interviste o anche conversazioni informali, oltre che da alcuni classici, vengono in buona parte queste lezioni). E purtroppo bisogna aggiungere che il punto di vista “interno” è piuttosto raro nella pubblicistica sul jazz. Così, sia pure
in forma “micro”, speriamo di contribuire nel nostro piccolo a colmare un vuoto. Notoriamente il jazz non è solo una musica, forse nemmeno solo una cultura, piuttosto una Weltanschauung, una visione del mondo. Quindi, inevitabilmente, in queste “lezioncine” si finisce per parlare di tutto: di amore, di politica, di sport, di filosofia dell’arte. Di vita, infine. E siccome il jazz è generoso di sé – è prezioso, ma non fa il prezioso – con questo volumetto abbiamo anche deciso di praticare una piccola “truffa”, insolita perché a vantaggio dell’acquirente: promesse 101 micro-lezioni, ve ne diamo invece 115; consideratele degli alternate takes, come spesso si usa in questa musica. Filippo Bianchi
Siamo le cose che ci accadono, la gente che abbiamo conosciuto, niente di più.
01
Il genio è quello che più somiglia a se stesso. _Thelonious Monk
02
Non suonare quel che c’è già, suona quel che non c’è. _Miles Davis
03
In quindici secondi, la differenza fra composizione e improvvisazione è che nella composizione hai tutto il tempo che vuoi per decidere cosa dire in quindici secondi, mentre nell’improvvisazione hai quindici secondi. _Steve Lacy
04
Jazz è ritmo e significato. _Henri Matisse
05
Rendere complicate le cose semplici è un luogo comune; rendere semplici, incredibilmente semplici, le cose complicate, quella è creatività. _Charles Mingus
06
Se avessi saputo di dover vivere così a lungo, mi sarei preso più cura di me stesso. _Eubie Blake (all’età di 92 anni)
07
Il jazz è l’unica musica in cui una nota può essere suonata sera dopo sera ma essere differente ogni volta. _Ornette Coleman
08
L’improvvisazione è come fare l’amore: non ci devono essere obblighi. Altrimenti non funziona. _Gil Evans
09
La cosa più importante che cerco in un musicista è se sa come ascoltare. _Duke Ellington
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11
Ero giĂ fuori moda anche prima che chiunque sapesse chi ero. _Paul Desmond
Le due ore che abbiamo passato sul palco ve le regaliamo, ma per le diciotto ore passate sull’autobus vorremmo essere pagati. _Count Basie
12
L’improvvisazione non si improvvisa. _Giancarlo Schiaffini
13
Quando qualcuno ti dice che sei al top, non gli credere, se sai che è altrimenti. _Sonny Rollins
14
Questo è così buono che dev’essere illegale. _Fats Waller
15
Lo studio rende perfetti. L’imperfezione è meglio. _Paul Bley
16
Ciascuno di noi è una perla. _Evan Parker
17
Il mio scopo è aiutarvi a creare un uomo vivo da voi stessi; il materiale per crearlo dovete prenderlo dalla vostra memoria emotiva, dalle esperienze da voi vissute nella realtà, dai vostri desideri e impulsi: ogni sentimento è un sentimento ricordato. _Konstantin Sergeevič Stanislavskij
18
Il jazz è una musica fatta da persone e destinata a persone che hanno deciso di passarsela bene a dispetto delle circostanze. _Johnny Griffin
19
Quando le persone credono ai confini, ne diventano parte. _Don Cherry
20
La memoria delle cose andate è importante per un musicista di jazz. Cose come un vecchio che canta alla luna dal suo cortile in una notte calda, o qualcosa detta tanto tempo fa. _Louis Armstrong
21
Ho sempre lavorato volentieri con quelli che non cercano il successo. I jazzisti non vogliono il successo... Hanno queste piccole armi di latta: non sparano. Non vanno da nessuna parte. Il musicista di jazz non si misura con la vita strutturata: vuole solo quella notte, come un bambino. _John Cassavetes
22
Prima lo suono, poi ti dico cos’è. _Miles Davis
23
Canta dove sei, canta come viene. Canta tutte le cose che la vita ti ha negato. Nessuno è padrone di una sola nota. Niente può vincere il tempo. Canta per consolarti, diceva la canzone, perché nessun altro lo farà per te. Parlava latin la bambola di seta. _Richard Powers
24
Non esiste una nota sbagliata. _Art Tatum
25
Io non ho cattive abitudini. Potranno essere cattive abitudini per gli altri, ma per me vanno bene. _ Eubie Blake
26
Potrai avere le scarpe bucate, ma non lasciare che la gente lĂ in platea lo scopra: lucida le tomaie. _Earl Hines
27
Discernere è importante. _Thelonious Monk
28
Trovo che bisogna guardare indietro alle vecchie cose e vederle in una nuova luce. _John Coltrane
29
L’improvvisazione non è come lavorare senza rete. È come sapere che la tua rete è sempre lì, dentro di te. _Keith Johnstone
30
Il jazz è un modo secondo il quale un qualsiasi materiale musicale può essere trattato. _Diego Carpitella
31
Se non fai errori, non stai tentando seriamente. _Coleman Hawkins
32
Padroneggia lo strumento, padroneggia la musica, poi dimenticati tutte quelle fregnacce e suona! _Charlie Barnet
33
Quando stai creando la roba tua, amico, nemmeno il cielo è un limite. _Miles Davis
34
Credo che la regola sia rubare dagli altri cose che senti, e celare il fatto che le hai rubate rendendole irriconoscibili. Se ti va bene, arriverai al punto in cui ti sembreranno davvero cose tue. _Evan Parker
35
Scrivere è come il jazz: si può imparare ma non si può insegnare. _Paul Desmond
36
Quando pensi che una cosa sia impossibile, qualcuno arriva e la fa. _Thelonious Monk
37
Una buona storia non è necessariamente una storia vera. _Sean Bergin
38 Thelonious Monk credeva nella natura benefica degli errori, e questo apriva prospettive affascinanti. L’invenzione e la scoperta erano il succo della sua musica. E se non si è disposti a sbagliare, non si va da nessuna parte, si resta lì. Monk cercava gli errori, e mi insegnò che quello era il modo per fare delle scoperte. Se un suo musicista suonava in maniera troppo perfetta, lui si metteva al piano e incasinava tutto, per vedere cosa sarebbe successo. Quando lavoravamo insieme, nel 1960, una volta Charlie Rouse gli disse “ehi man, non ci
arrivo a suonare quella nota, non ce la faccio”. Thelonious gli rispose sprezzante: “Ma non sei un musicista?”. Così Charlie provò ancora e ancora, e alla fine gli veniva fuori una nota stridula, sbilenca. E Monk fu ben contento del risultato, perché quello era ciò che cercava: una nota impossibile, quel che non esiste, che non c’è sulla terra; voleva sollevarsi da terra, e sapeva che per farlo devi andare là fuori, nello spazio, nell’immaginazione, perché è lì che sta la musica... _Steve Lacy
39
Wes Montgomery suonava cose impossibili con la chitarra perchĂŠ nessuno gli aveva mai fatto notare che erano impossibili. _Ronnie Scott
40
Il punto non sono le note o i fatti. Si tratta semmai di entrare dentro la canzone e farla vivere. _Johnny Mandel (parlando di Anita O’Day)
41
Le prove sono controproducenti. La ripetizione è una spirale verso il basso. _Paul Bley
42
La parola “colore” è senza dubbio uno dei cardini del discorso, così come la parola “libertà”. Il jazz è indipendenza e interdipendenza. Voglio dire che non c’è nulla di simile al mondo, non c’è altra attività che sia così radicalmente basata sull’invenzione collettiva, salvo la politica forse. Per il solo fatto di essere fondato su un impegno collettivo, il jazz diventa un soggetto molto interessante in termini allegorici. In fondo possiamo dire che il jazz è un virus, un virus di libertà, che si è diffuso sulla terra, “infettando” tutto ciò che ha toccato: il cinema, la poesia, la pittura, la letteratura, la vita stessa. _Steve Lacy
43
La boxe è come il jazz: meglio è, e meno la gente la apprezza. _George Foreman
44
L’immagine della “solitudine del maratoneta” mi è venuta in mente un giorno del 1981, mentre riflettevo sul viaggio della vita. Solo successivamente ho appreso che era stata oggetto di una raccolta di racconti di Alan Sillitoe, e poi di un film. Immaginando ciò che il maratoneta deve sopportare, mi è parsa subito una perfetta metafora per la vita di un artista. Proseguendo il ragionamento, ho realizzato che gli artisti non sono soli in questo viaggio, ma che comunque lo intraprendono perché l’umanità lo veda, lo ascolti e lo comprenda. _David Liebman
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Una nota può essere piccola come uno spillo o grande come il mondo: dipende dalla tua immaginazione. _Thelonious Monk
Ho capito il jazz, ho capito come funzionava. E poi l’ho applicato a qualsiasi cosa. _Van Morrison
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C’è sempre il rischio di suonare inumani. _Max Roach
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Se ci sono più di tre accordi, è jazz. _Lou Reed
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La ricompensa per chi suona jazz è suonare jazz. _John Lewis
50
Il jazz lava via la polvere della vita quotidiana. _Art Blakey
51
La sopravvivenza è un valore in sé, e forse la parola jazz è ancora viva proprio perché è vaga, diverse persone le danno differenti significati. _Misha Mengelberg
52
Come un jazzista che crea il suo stile pescando da ciò che gli sta intorno, io suono a orecchio. _Ralph Ellison
53
Il rischio è il cuore del jazz. Ogni nota che suoniamo è un rischio. _Steve Lacy
54
Fred (Anderson) mostrava che si potevano trarre lezioni più profonde da Charlie Parker aderendo all’antico veto contro i “licks”, le frasi fatte. Quest’etica dei tempi andati pare così pittoresca adesso, ma noi seguimmo Fred per quella strada, e trovando Fred, come tanti altri hanno fatto da allora, trovammo noi stessi. _George Lewis
55
In Giappone esiste un tipo di arte visiva che obbliga alla spontaneità. L’artista è costretto a dipingere su una lunga e sottile pergamena, utilizzando uno speciale pennello e un acquerello nero, servendosi di una tecnica per la quale la frammentarietà o la poca naturalezza del gesto rischia di distruggere il tratto o, peggio, la pergamena stessa. Impossibile cancellare o apportare modifiche. A tali artisti è richiesto l’esercizio di una specifica disciplina, vale a dire che il pensiero deve esprimersi in stretta comunicazione con la mano, escludendo la possibilità di agire in maniera riflessiva. I dipinti così ottenuti non vantano le complicate impostazioni e strutture di quelli standard, ma pare che in essi sia possibile trovare – a patto di saperlo vedere – un qualcosa che sfugge a ogni tentativo di spiegazione. A mio avviso è stato proprio il convincimento che, per suscitare i risultati più significativi, siano necessarie l’immediatezza e la spontaneità a stimolare l’evoluzione delle severissime e particolari regole seguite dal jazzista o dall’improvvisatore. _Bill Evans
56
Ho impiegato tutta la vita per imparare cosa non suonare. _Dizzy Gillespie
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Non è esclusivo ma inclusivo, che è giusto lo spirito del jazz. _Herbie Hancock
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Non mi piace che tutto sia preordinato, la mia vita è lì fuori, sul palco, e non sopporto l’idea di averla già vista prima. _Carolyn Carlson
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Mi hanno detto che nessuno canta la parola “fame” come me. _Billie Holiday
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La cosa più unica al mondo sei tu. Se riesci a fare questi passi, e così mostrarti a noi, allora per il pubblico sarà un’esperienza straordinaria. Proprio perché sei unico, se riesci a raccontarci cosa c’è di meraviglioso in te, o cosa c’è di strano, o di triste, o di rabbioso, allora avrai fatto qualcosa di straordinario per il pubblico. _Alvin Ailey
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Solo perché non sei un batterista, non vuol dire che tu non debba tenere il tempo. –Thelonious Monk
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Abbiamo bisogno di jazzisti che non abbiano timori e sappiano resistere alla tentazione di rifugiarsi nei cliché, di piacere al pubblico a tutti i costi; che abbiano il coraggio di rischiare ogni volta che vanno in scena. Così, magari la loro vita sarà più difficile, ma il jazz dev’essere eccezionale, non normale. _Sonny Rollins
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Il possibile impedisce tutto il resto. _Aldo Romano
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Ho provato a studiare per qualche settimana ed è andata a finire che suonavo troppo veloce. _Paul Desmond
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Non studio mai la chitarra‌ ogni tanto apro la custodia e lancio dentro un pezzo di carne cruda. _Wes Montgomery
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Ci vuole tempo per distinguere le pecore dalle capre. Ci sono partecipanti pecore, cui piace la vita nel gregge, e che hanno più vocazione a stare in pianura. E ce ne sono altri più capre, che si avviano su per la montagna in cerca non si sa bene di cosa. Suppongo di appartenere al club delle capre, e di averne frequentate molte altre. Ma poi è più complicato di così, perché ci sono capre più “pecorecce” e pecore un po’ “caprine”. Tutti abbiamo delle maschere, e una pecora può travestirsi da capra e viceversa: è un mercato, nel senso più nobile della parola, un’agorà, un luogo di incontro. _Evan Parker
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Il jazz è un intenso sentimento di nonchalance. _Françoise Sagan
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In genere, il jazz è sempre stato un po’ come il tipo d’uomo con cui non vorreste che vostra figlia uscisse. _Duke Ellington
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L’esistenza di un collettivo non consiste nell’eseguire i codici prescritti nella memoria sociale, rispettandone a puntino l’identità di compitazione, ma, anche e soprattutto, nel praticare insieme l’emergenza rischiosa di nuove forme del vivere. L’improvvisazione nel jazz è un buon modello in fieri di questa comunità da fare. Ne canta e ne suona l’utopia. _Paolo Fabbri
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Sai, la musica ha come una specie di umore suo, un bisogno di muoversi; non si può metterla a sedere o inchiodarla a terra. Quei musicisti Dixieland c’hanno provato: hanno tentato di scriverla e arrangiarla. Ma così hanno finito per congelarla, non avevano più un posto dove mandarla: per questo l’hanno persa. _Sidney Bechet
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Quel che non suoni può essere più importante di ciò che suoni. _Thelonious Monk
72
Non suonare tutto (o sempre); lascia che alcune note vadano. Certa musica è solo immaginata. _Thelonious Monk
73
C’è la nota, ma c’è anche l’ombra della nota. _Aldo Romano
74
Una volta Carmelo (Bene) mi ha detto una cosa che mi è piaciuta molto: “Sei nel tempo e fuori dal tempo, e il metronomo è nella testa”. Questo mi ha molto lusingato, ha illuminato la mia serata, perché in un certo senso è una delle chiavi che mi hanno portato dove sono: la coscienza della scansione ritmica e la libertà da essa. _Han Bennink
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Ci sono due tipi di musica: la buona musica e l’altra. _Duke Ellington
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L’intuizione deve guidare la conoscenza, ma non può funzionare da sola. _Bill Evans
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Ascolta il silenzio. _George Russell
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Noi combattiamo continuamente per delle libertà per cui non parrebbe veramente necessario dover lottare. La tematica dei diritti umani, ad esempio, diventa tale solo perché quei diritti vengono negati. I diritti degli artisti, la libertà d’espressione, rientrano fra quelle libertà per cui combattiamo, e in questo quadro sono indispensabili le personalità come quella di Miles Davis, che stabilisce un precedente semplicemente prendendosi la sua libertà, e continuando a farlo, indipendentemente da quello che pensano gli altri, o da quello che è “autorizzato” a fare. _Chick Corea
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Quando conosci il testo di un brano hai una sorta di visione interna della sua composizione. Non capire di cosa parla una poesia toglie la possibilitĂ di trasmetterne agli altri il significato. _Dexter Gordon
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Il punto è il domani. _Ornette Coleman
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L’improvvisazione collettiva è la sola forma di relazione che funzioni effettivamente. _Evan Parker
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La società è fare musica insieme. _Alfred Schütz
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Quando vivevo a Londra, avevo un appartamento con un piccolo giardino. Durante l’estate, intorno alle 4 le 5 del mattino, gli uccelli si raccoglievano là uno a uno e cantavano insieme, ognuno dichiarando col canto la propria libertà . _Dave Holland
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Ha cominciato come un uccellino che inizia a volare: non ha bisogno di imparare, deve comunque volare... Ăˆ naturale. _Sun Ra
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Non mi perdevo una nota. Dopo che ho lasciato il Birdland, ho cominciato a lavorare alla Jazz Gallery. Alla fine, ancora non sapevo suonare, ma sapevo ascoltare. Probabilmente ero la migliore ascoltatrice del mondo. _Carla Bley
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Un jazzista è come un giocoliere che usa le armonie invece delle arance. _Benny Green
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Una cosa che all’epoca mi interessava molto era lo strano modo in cui il jazz è stato cooptato da molte musiche. È l’aspetto del jazz che preferisco. Ciò che mi appassiona è il modo in cui viaggia sull’orlo del precipizio. La struttura barcolla come se stesse per cedere e poi, d’improvviso, si ricompone trionfalmente. Mi parve che il jazz fosse la perfetta metafora per il complesso della scena musicale e culturale di quel tempo. _Brian Eno
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Non ha niente a che fare con ieri o con domani: è tutto proprio adesso. _Billy Higgins
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Quando Lester (Young) suona, sembra proprio che canti; puoi quasi sentire le parole. _Billie Holiday
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Tu non devi capire, guai a capire. E che faresti dopo? Tu devi solo ascoltare, solo sentirle quelle voci, e augurarti che non si stanchino mai di chiamarti. _Federico Fellini
91
I musicisti non vanno in pensione; smettono quando non hanno pi첫 musica dentro. _Louis Armstrong
92
Se qualcuno vuole sfuggire la realtĂ , non mi aspetto che gli piaccia la mia musica. _Charles Mingus
93
Il luogo comune vuole che in questi testi improvvisati prevalga l’infrazione della norma. Io direi piuttosto il contrario: siccome non siamo tutti scrittori, la maggior parte delle persone usa il linguaggio in maniera improvvisata, quindi mi pare che semmai l’improvvisazione sia la regola. _Paolo Fabbri
94
Non mi servono le parole: è tutto nel fraseggio. _Louis Armstrong
95
Nella mia musica cerco di suonare la realtà di quel che sono. Ciò che lo rende difficile è il fatto che cambio continuamente. _Charles Mingus
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Quel che suoniamo è la vita. _Louis Armstrong
97
Voi la chiamate follia, ma io la chiamo amore. _Don Byas
98
- In altre parole, io sono tre. Uno sta sempre nel mezzo, immoto, imperturbabile, osservando, aspettando di essere autorizzato a esprimere ciò che vede agli altri due. Il secondo è come una bestia impaurita, che attacca per paura di essere attaccata. Poi c’è una persona gentile, piena d’amore, che lascia entrare la gente nel segreto tempio del proprio essere, e si prende gli insulti, e si fida, e firma i contratti senza leggerli, e si fa convincere a lavorare per poco o nulla, e quando capisce cosa gli è stato fatto è tentato di uccidere tutto ciò che gli sta intorno, compreso se stesso, per essere così stupido. - Quale dei tre è quello reale? - Sono tutti reali. _Charles Mingus
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Chiunque può imparare in poche settimane quel che Armstrong sa sulla musica. Nessuno potrebbe imparare a suonare come lui in mille anni. _Benny Green
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La vita non è cercare i nostri limiti, è cercare il nostro infinito. _Herbie Hancock
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Questo è il momento. _Charlie Parker
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Mi disturba quando la gente cerca di analizzare il jazz come fosse un teorema intellettuale. Non lo è. Ăˆ sentimento. _Bill Evans
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Preferisco i robivecchi agli antiquari. Non c’è niente da trovare in un negozio d’antiquario: è già stato tutto trovato prima; mentre da un robivecchi è solo stato raccolto. Ma un secchio dell’immondizia: un secchio dell’immondizia non è stato né trovato né raccolto; infatti è stato completamente rifiutato e scartato; è proprio quello il territorio non esplorato, né reclamato, né identificato, né riscoperto: il futuro, se solo puoi vederlo. _Jamie Muir
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Che consigli do al mio nipotino? Lo ascolto. _Roy Haynes
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Ho gran rispetto e ammirazione per chi possiede il controllo della parte artigianale di quest’attività, ma ciò che mi interessa è la parte artistica o anche magica della musica. _Enrico Rava
Il jazz è la mia seconda vita. Quando suono non sono piccolo, non ho gli occhiali, non sono neanche ebreo. _Woody Allen
107
Ho sempre pensato che le culture, se soltanto potessero osservarsi e avvicinarsi, si innamorerebbero le une delle altre. _Bernardo Bertolucci
108
Quei pezzi sono stati scritti tanto per avere qualcosa da suonare, e per interessare i musicisti al punto da farli venire alle prove. _Thelonious Monk
109
Ma il jazz le note le ha? _Anonimo, raccolta da Paolo Fresu
110
Il jazz, come il grattacielo, è un avvenimento e non un’opera concepita. Sono le forze presenti. Il jazz è più avanzato dell’architettura. Se l’architettura fosse arrivata al punto in cui si trova oggi il jazz, sarebbe uno spettacolo inaudito. _Le Corbusier
111
È come una lingua. Si impara l’alfabeto, cioè le scale. E si imparano le frasi, che sono gli accordi. E poi si parla in modo estemporaneo con lo strumento. È magnifico esprimersi con un bell’eloquio, e io non ci sono mai riuscito. Ma musicalmente mi piace parlare direttamente dalla testa. Ed è quello il senso del jazz. _Stan Getz
112
Il jazz si lega bene con vari aspetti della nuova teoria del caos. _ Brian Eno
113
Il jazz è la musica del corpo. _Anaïs Nin
114
L’innovazione... è il tuo prossimo respiro. _Roswell Rudd
115
Lasciali sempre col desiderio di averne di pi첫. _Thelonious Monk
Bibliografia
Come accennato nella prefazione, gli aforismi contenuti in questo libro vengono dalle fonti più disparate: fragili quanto la memoria dell’autore, vaghe quanto il passaparola, inaffidabili come internet. Ma in generale, nel mondo del jazz, accettate come vere. Qui di seguito riportiamo quelle di provenienza certa ma, se qualcuno conosce fonti qui non elencate, saremmo assai grati se le segnalasse e sarà nostra premura inserirle in eventuali edizioni successive. 1, 27, 36, 45, 61, 71, 72, 108, 115 - Da l’Unità, 4 gennaio 1995, «Monk. Il re della musica impossibile», di Filippo Bianchi. 16 - Titolo di una composizione di Evan Parker dall’album «Pearls», Globe Unity Orchestra, Fmp 1977. 17 - Konstantin S. Stanislavskij, Il lavoro dell’attore, Laterza, Bari 1968. 23 - Richard Powers, The Time of our Singing, Vintage Books, New York 2003; tr. it. Il tempo di una canzone, Mondadori, Milano 2006. 30 - Diego Carpitella, prefazione al Dizionario del jazz di Stephen Longstreet e Alfons M. Dauer, Il Saggiatore, Milano 1960. 34, 66 - Da Musica Jazz, aprile 2003, «Evan Parker: musica è conversazione», intervista di Filippo Bianchi. 40 - Dal documentario Anita O’Day - The Life of a Jazz Singer, di Robbie Cavolina e Ian McCrudden, 2006. 42 - Da l’Unità, 11 novembre 1995, «In punta di jazz», di Filippo Bianchi. 44 - Note di copertina a «The Loneliness of the Long Distance Runner», Dave Liebman, Cpm 1986. 51 - Da Musica Jazz, gennaio 2003, «Misha Mengelberg: fuga dall’accademia», intervista di Filippo Bianchi.
54 - Da Musica Jazz, ottobre 2010, «Ricordando Fred Anderson», di George Lewis. 55 - Note di copertina a «Kind of Blue», Miles Davis, Columbia 1959. 58 - Da Musica Jazz, maggio 2001, «Carolyn Carlson, ritmo e spontaneità», intervista di Geneviève Peyregne. 62 - Da Musica Jazz, ottobre 2001, «Sonny Rollins, il jazz è ben vivo», intervista di Filippo Bianchi. 69 - Paolo Fabbri, «L’improvvisazione jazz: conversazione e racconto», dal volume Jazz in Emilia Romagna: l’arte, la storia, il pubblico, Europe Jazz Network, Ravenna 2005. 70 - Nat Hentoff, American Music Is, Da Capo Press, Cambridge (Massachusetts) 2004. 74 - Da l’Unità, settembre 1988, «Un jazzista per Bene che suona nel nulla», di Filippo Bianchi. 77 - Titolo di un album di George Russell, Soul Note 1983. 78 - Da Musica Jazz, agosto 2001, «Davis Diaspora», intervista di Filippo Bianchi. 80 - Titolo di un album di Ornette Coleman, Contemporary 1959. 83 - Note di copertina a «Conference of the Birds», Dave Holland, Ecm 1972. 84 - Da Musica Jazz, aprile 2002, «L’Arkestra non è mia, è la band del Creatore», intervista di Daniel Soutif. 87 - da Music Technology, marzo 1993, «Discretion», intervista di David Toop. 90 - Dal film La voce della Luna, di Federico Fellini, 1990. 93 - Da Musica Jazz, agosto 2002, «Il jazz e come si pronuncia», intervista di Filippo Bianchi. 98 - Charles Mingus, Beneath the Underdog: His World as Composed by Mingus, Alfred Knopf, New York 1971; tr. it. di Stefano Torossi, Peggio di un bastardo: autobiografia di Charles Mingus, Il Formichiere, Milano 1979. 101 - Titolo di una composizione di Charlie Parker, Savoy 1945.
103 - Derek Bailey, Improvisation, its Nature and Practice in Music, Moorland Publishing, Ashbourne 1980; tr. it. di Francesco Martinelli, L’improvvisazione, sua natura e pratica in musica, Arcana 1982; Ets, Pisa 2010. 105 - Da Musica Jazz, giugno 2003, «Enrico Rava e i suoi molti amori», intervista di Filippo Bianchi. 107 - Dal film Ignazio, di Paolo Pietrangeli, 2006. 109 - Da Pan, febbraio 2011, «Coppia d’assi», intervista di Sandra Costantini. 110 - Le Corbusier, Quand le cathédrales étaient blanches. Voyages au pays des timides, Plon, Parigi 1937; tr. it. di I. Alessi, Quando le cattedrali erano bianche. Viaggio nel paese dei timidi, ed. Faenza, Faenza 1975; Marinotti, Milano 2003. 112 - Da Music Technology, marzo 1993, «Discretion», intervista di David Toop. 113 - Anaïs Nin, Seduction of the Minotaur, Swallow Press, Denver 1961; tr. it. di Gioia Zanette, Seduzione del Minotauro, SugarCo, Milano 1963.
Crediti
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Thelonious Monk (foto di Jan Persson) Illustrazione di Beppe Giacobbe La Danse di Henri Matisse / Iberfoto / Archivi Alinari Citazione: Prestiges de Matisse d’André Verdet, Paris, Editions Emile-Paul, 1952 Foto di Pier Paolo Pitacco E.T., per gentile concessione di Carlo Rambaldi Pagina originale del taccuino di Steve Lacy Texture di Alessandra Zandegiacomo Foto di Silvia Rappini Foto di Pier Paolo Pitacco Ornette Coleman (disegno di Guido Crepax) Illustrazione di Alessandra Zandegiacomo Foto di Silvia Rappini Miles Davis (foto di Raymond Ross) Foto di Silvia Rappini Foto di Silvia Rappini Louis Armstrong (foto di Roberto Polillo) Foto di Pier Paolo Pitacco Illustrazione di Paolo d'Altan Foto di Silvia Rappini Gli obblighi riguardanti i diritti di riproduzione delle immagini pubblicate in questo libro sono stati assolti. Laddove ciò non fosse stato possibile, l’editore si dichiara a disposizione degli aventi diritto