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etCetera
n°3 -Novembre 2013
Liceo E. Majorana Desio
“Il Giornalino degli Studenti!”
CHI SONO I
RAPPRESENTANTI DI ISTITUTO
?
DI QUEST’ANNO
Vai a pagina 4 per scoprirlo!
WAR ON DRUGS! Ha davvero senso far guerra alla droga?
Stefano Tagliabue 5°D
“ Secondo i dati della CEE (Comunità Economica Europea) sono più di 71,5 milioni i cittadini che la consumano regolarmente, gli stati in cui è effettivamente legale si possono contare sulle poche dita delle mani, esistono più di duecento termini in gergo per indicarla: signore e signori, la Marijuana. “ ... Continua a pag. 10
Minions
conquistano il mondo Riccardo Sala 4°F
“ Il modo in cui si viene al mondo è irrilevante. È quello che fai del dono della vita che stabilisce chi sei “
Cit. Mewtwo dal film Pokemon: Mew vs Mewtwo
“I racconti di Terramare” (che è un film)
e
“Sole a catinelle”
A pag. 14
sioni n e c e le r 8 Leggi ag. 16 e 1 alle p
Inversione di marcia
Gabriele Gatti 4°C
“ In caso di assenza dell'insegnante che abbia lezione alle prime o alle ultime ore, la presidenza non concederà più alla classe entrate o uscite straordinarie, ma provvederà personalmente a trovare un supplente che possa coprire l'ora “ ... Continua a pag. 8
etCetera Majorana Desio
ind i ce
n°3 novembre 2013
2
Tali sono i nostri ben più umili trenta denari
2013/2014
pag. 3
De consulta nuncius
pag. 5
Quarant’anni di Majorana: via Agnesi 20
pag. 6
Inversione di marcia
pag. 8
Canoa all’Idroscalo
pag. 9
I RAPPRESENTANTI DI ISTITUTO
AS.
pag. 4
WAR ON DRUGS!
pag. 10
Baby-squillo
pag. 12
L’oltraggioso mondo dei “falsi-fotografi”
pag. 13
Minions, conquistano il mondo
pag. 14
“E quindi uscimmo a riveder le stelle”
pag. 15
I racconti di Terramare
pag. 16
Incassi a CATINELLE per “Sole a CATINELLE”
pag. 18
Sudoku Games
pag. 19
Forse non tutti sanno che...
Riccardo Sala 4°F
... Che Simon LeBon è il nome del leader dei Duran Duran ... Che la Microsoft ha acquisito la Nokia ... Che la prima persona singolare del passato remoto del verbo cuocere è “cossi” ... Che in Inghilterra se mostri indice e medio alzati, rivolgendo il dorso della mano a chi parla, è come se gli facessi il dito medio ... Che Sherlok Holmes in realtà non ha mai detto “Elementare Watson!” ... Che Ettore Majorana è stato un importante fisico italiano
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s c u ola 3
n°3 novembre 2013
Marco Consonni 5°D
La macchinetta del caffè è una bestia sopita che attende le sue prede nei corridoi della scuola. Come le piante carnivore attirano gli insetti con un'esca per poi divorarli, così la macchinetta attira a sè gli studenti che, subdolamente accecati dalla promessa di quell'amaro e caldo liquido nero, sciamano intorno ad essa. Essa si nutre dei nostri affanni, dei nostri beni e del nostro tempo. Quanti soldi vi abbiamo gettato dentro senza neanche pensare? Quanti minuti abbiamo perso in processione, quasi fosse un sacro altare? I suoi tasti grondano del sangue dei secondi imolati. I suoi tasti grondano del sangue dei centesimi che le offriamo ogni giorno e che beffardamente ci vengono risputati addosso come in un oscuro e morboso rituale. Siamo disposti a sacrificare anche gli amici pur di ottenere un solo bicchiere di quell’oscuro liquido nero, nemmeno tanto buono, che ci chiama stuzzicandoci con la promessa di farci sopravvivere, di darci la forza di andare avanti. Ci succhia e ci consuma, calpesta la nostra dignità e la nostra indipendenza. Noi stupidi mortali ci chiniamo di fronte ad essa. Proni, tappezziamo la sua strada coi nostri corpi! Tutto questo però avviene inconsciamente, al di là delle nostre coscienze che volontariamente ignorano questi fatti poichè ormai assuefatte. Preferiamo mortificarci che cercare di combattere da soli la stanchezza. Eccola la dignità dello studente: svenduta per pochi centesimi!
Tali sono i nostri ben più umili trenta denari.
s c u ola
RAPPRESENTANTI DIAS.ISTITUTO 2013/2014
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STUDENTI
MATTEO MILEA (listerine) RICCARDO SALA (maj@lista) LUCA LISSONI (listudentesca) DAVIDE TACCAGNI (listerine)
141 voti 234 voti 254 voti 138 voti
DOCENTI
MEARDI ANNA PICCIOLINI CARLO ERMACORA LORIS SCHIATTI FLAVIA MALTINTI ELENA ZOCCHI M. LUISA MAISTO PATRIZIA PROSERPIO PATRIZIA
15 voti 15 voti 13 voti 10 voti 9 voti 8 voti 7 voti 7 voti
CASU RAIMONDO ORIOLI ALESSANDRO DEL’ORTO STEFANO TREVO’ ROBERTO
23 voti 20 voti 18 voti 9 voti
COLACITTI MARIANGELA CARADONNA VINCENZA
14 voti 10 voti
GENITORI
PERSONALE ATA
s c u ola
etCetera Majorana Desio
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Simone Borgonovo 4°b
D E C O N S U LTA N U N C I U S ovvero quello che ha da dirci la consulta provinciale
I n s e g u i t o a l l ’i n c o n t r o d e l l ’ 1 1 n o v e m bre, dove i rappresentanti delle varie
stati ascoltati ed è stata promessa la
scuole
di
massima collaborazione e interesse
Monza e Brianza si sono riunite nella
p e r l e p r o b l e m a t i c h e d e l l ’i s t i t u t o. A b -
plenaria, è stata nominata la carica del
biamo esaltato la forza trainante della
presidente per il biennio seguente, al
nostra scuola in una provincia che ci
quale abbiamo rivolto il nostro cahier
ha sempre escluso da tutti i progetti
de doléance con tutte le proposte rac-
della consulta o delle altre istituzioni
colte nei diversi mesi.
locali.
Siamo stati ascoltati e si è raggiunta
Sicuramente, dichiaro di essere piena-
u n’o t t i m a l e i n t e s a ; n e v v e r o c h e l a c o -
mente soddisfatto dei risultati conse-
municazione
come
guiti e attraverso la mia adesione alla
l ’a v e v a m o p r o p o s t a , è s t a t a a c c o l t a p i e -
commissione diritto allo studio e di
namente e la riorganizzazione della
quella del secondo rappresentante alla
consulta, che abbiamo sempre soste -
cultura, sport e tempo libero credo
nuto con impegno e dedizione al fine di
proprio che riusciremo a raggiungere
garantire
efficienza
risultati sempre più vantaggiosi, nono-
d e l l ’o r g a n o , è s t a t a a p p r o v a t a a l l ’ u n a -
stante le copiose ingerenze politiche
nimità.
nell’attività della consulta stessa.
Riguardo a tutte le altre linee program-
Sono fermamente convinto che siano
matiche ci è stata promessa la totale
state poste le basi per avviare nei mesi
collaborazione. Il fatto che la nostra
successivi un lavoro comune, affinché
s c u o l a r a p p r e s e n t i u n’e c c e l l e n z a c u l t u -
la attività della consulta abbia il suo
r a l e s i a p e r D e s i o, s i a p e r t u t t o l ’i n t e r o
baricentro nella nostra scuola.
territorio provinciale è stato ricono-
Grazie ancora per il sostegno che ci
sciuto anche in plenaria. Proprio per
sprona a lavorare per tutti coloro che
questo
c r e d o n o i n q u e s t o p r o g e t t o.
superiori
della
con
una
motivo
gli
provincia
istituti,
maggiore
fondamentale
siamo
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Elio Tagliabue
Quarant’anni di Majorana: via Agnesi 20 Quella di via Agnesi 20 non è sempre stata la sede del liceo. E’ stata costruita nel 1974 e avrebbe dovuto ospitare il Liceo Classico che, quindi, nacque accorpato allo scientifico da cui prima o poi si sarebbe dovuto staccare. Cosa che non avvenne mai. Negli anni scolastici 1976/77 e 1977/78 rimase chiusa a causa della diossina e delle conseguenti bonifiche fatte, a detta di molti, con un sano lavaggio dei pavimenti con tanto detersivo. Nei due anni precedenti 1974/75 e 1975/76 essa fu la succursale di tutte le scuole del mondo. C’erano le due classi del ginnasio, un po’ di scientifico, un po’ di Itis e anche un po’ di scuola professionale che adesso non c’è più. Suonavano campanelle ogni due minuti e mezzo perché ogni scuola aveva orari diversi. La mia classe stava dove attualmente c’è la segreteria. Al posto del vetro attuale c’era un compensato. I ragazzi dell’Itis, vista la presenza delle “donne bianche del classico” mai così vicine e mai così lontane, pensarono bene di portarsi i trapanini dal loro laboratorio e di fare alcuni buchi nel compensato in modo da: 1) fumare nei buchi; 2)sbignare le ragazze quando si cambiavano per andare a fare Educazione fisica, dal momento che gli spogliatoi non c’erano ancora; 3)Fare commenti orrendi parlando nei buchi; 4)Metterci la lingua Tutto ciò ovviamente creava grande imbarazzo nella prof di ItalianoLatinoGrecoStoriaGeografia e generava delle tremende facce da pirla nella parte maschile della classe che avrebbe voluto piangere dal ridere ma doveva fingere di solidarizzare con prof e compagne.
« Siccome la sedia era una e i maschi otto, si organizzarono dei turni affissi regolarmente al muro » Quando ritornammo in via Agnesi nel 1978 la segreteria era diventata la segreteria e la sede era tutta nostra. Era necessaria quindi un’esplorazione minuziosa di ogni aula, corridoio o scantinato che la sede offrisse. Dalla cantina fu recuperata una fantastica sedia uguale a quelle di legno in dotazione agli studenti ma rivestita in similpelle maròn. Venne portata in classe insieme all’appendiabiti della sala professori e messa a disposizione dei provati sederi degli studenti maschi. Siccome la sedia era una e i maschi otto, si organizzarono dei turni affissi regolarmente al muro (vedi foto qui a fianco) che all’inizio erano di un giorno per uno, ma gli ultimi giorni di scuola potevano andare tipo dalle 8,23 alle 11,17 per cui, qualsiasi cosa potesse accadere in classe, a quell’orario c’era il “cambio sedia” con una serie di “scusi…” “fa passare per piacere” “oh, <censura>, spostati” e via dicendo. A proposito: sulla foto potete notare la sigla CML: era il collettivo maschi in lotta: organizzazione politica a cui aderivano tutti i maschi della classe, stremati dal potere e dalla maturitansia delle ragazze in una classe di 15 contro 8. Non è che fossero bei tempi, è che si avevano trentacinque anni di meno, e tutto era ancora possibile. L’università, il lavoro, la morosa, i figli, si poteva sognare tutto. Perché tutto doveva ancora accadere. Poi la vita ci ha fatto il resto. Ma di questo ne parliamo la prossima volta. ...To Be Continued
etCetera Majorana Desio
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etCetera Majorana Desio
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Gabriele Gatti 4°C
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Inversione di marcia Da quest'anno la politica intrapresa dalla dirigenza scolastica rispetto ai cambiamenti dell’orario scolastico è diventata più restrittiva. In caso di assenza dell'insegnante che abbia lezione alle prime o alle ultime ore, la presidenza non conce-
« ma come ogni alunno ben sa il tempo è denaro e così lo è anche il sonno; cara preside, a noi piace dormire »
derà più alla classe entrate o uscite straordinarie, ma provvederà personalmente
nimo rapporto tra la classe e il docente
a trovare un supplente che possa coprire
di supplenza. Ci sono anche professori
l'ora. La decisione parrebbe presa per
che tentano di condurre una lezione re-
dare continuità all’orario scolastico, ma
golare, in questo caso però è la classe
come ogni alunno ben sa il tempo è de-
stessa che si mostra restia ad una colla-
naro e così lo è anche il sonno; cara pre-
borazione scolastica.
side, a noi piace dormire. Qualche volta
Sicuramente dal punto di vista didat-
vorremmo alzarci alla tenue luce del
tico la scelta intrapresa può sembrare
primo mattino, anziché precedere il sor-
vantaggiosa ai fini formativi, ma è
gere del sole. Non ci privi di ciò, quando
anche vero che difficilmente un’ora di
possibile. E non solo per pigrizia, ma
supplenza corrisponde ad un’ora profi-
anche perché questa linea di condotta,
cua. Perché quindi non lasciare che
volta a favorire le supplenze, perde di ef-
l’orario sia più flessibile e che gli stu-
ficacia, dato che nella maggior parte dei
denti possano essere più autonomi
casi in cui viene affidato un docente
nelle piccole occasioni? Perché studiare
esterno alla classe non si verifica un’in-
(o non studiare) a scuola, quando si po-
terazione formativa tra le due parti.
trebbe farlo a casa? La scelta rimane
Spesso accade che il professore pre -
nelle mani della presidenza, ma noi
tenda semplicemente silenzio mentre
continueremo a far sentire la nostra
corregge i compiti delle proprie classi o
voce sperando che tutto ciò non cada
rivede le valutazioni sul registro perso-
nel dimenticatoio ma venga prima o poi
nale, il tutto senza che si instauri un mi-
preso in considerazione.
etCetera Majorana Desio
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n°3 novembre 2013
Alessio & Simone Sanvito 1°C
Canoa all’Idroscalo Ciao a tutti, i n n a n z i t u t t o c i p re s e n t i a m o i n q u a n t o è la prima volta che scriviamo per ETCETERA il giornalino del Majorana: siamo A l e s s i o e S i m o n e, f r a t e l l i g e m e l l i , e f re q u e n t i a m o l a 1 ° C d e l l i c e o s c i e n t i f i c o. C o m e p r i m o “i n c a r i c o g i o r n a l i s t i c o” v i facciamo una relazione sulla nostra p r i m a u s c i t a d i d a t t i c a : u n a g i t a a l l ’ I d ro scalo per una lezione sia teorica che pratica di canoa! Il volantino che ci è stato consegnato d i c e v a : “ l ’a t t i v i t à è p e r t u t t i - n o n è r i c h i e s t a a l c u n a a b i l i t à s p e c i f i c a ”. M e n o m a l e, p e n s i a m o, c o s ì s i a m o s i c u r i d i e v i tare brutte figure con i nostri nuovi c o m p a g n i e c o n i r a g a z z i d e l l a 1 ° D. E c c o i l g r a n d e g i o r n o : 2 3 s e t t e m b re, o re 9.10 partenza da scuola. Sul pullman caccia ai posti in fondo perché, si sa, solo in fondo ci si diver te (sarà ma noi n o n n e s i a m o c o nv i n t i … ) . Il viaggio viene impiegato da tutti per approfondire le conoscenze visto che è da pochi giorni che frequentiamo i n u o v i c o m p a g n i d i c l a s s e. Giunti all’Idroscalo ci siamo messi in p a n t a l o n c i n i e m a g l i e t t a e c i s i a m o p re parati per seguire la par te teorica della l e z i o n e. A l t e r m i n e d e l l a t e o r i a c i s i a m o preparati per salire in canoa e lì sono nati i primi momenti di tensione: chi, come noi ed altri, che voleva il giubbetto di salvataggio con il numero che u t i l i z z a s e m p r e a c a l c i o, e c h i l o v o l e v a
del colore abbinato all’abbigliamento (le ragazze soprattutto). Risolto il tutto i l p r i m o g r u p p o, c o n i s o t t o s c r i t t i , e r a pronto per scendere in acqua: più che scendere, in realtà, ci hanno buttato nel lago artificiale! Pa n i c o : l a c a n o a n o n è s t a b i l e e d è f a c i l e r i b a l t a r s i . Fo r t u n a t a m e n t e n o n a b biamo cappottato ma ci siamo limitati a b a g n a rc i t u t t e l e g a m b e. L’ a v v e n t u r a è p r o s e g u i t a c o m e u n p e z z o d i u n a p u n t a t a d i “ Pa p e r i s s i m a” ; n e s s u n o v o l e v a f a r e l a f i g u r a d i Fa n toz z i r i b a l t a n d o s i , m a l a vo g l i a d i s c h i z zare i nostri compagni di avventura ci h a f a t t o r i s c h i a re p i ù vo l t e … N a t u ra l m e n te c ’è s t a to c h i s i è r i b a l t a to ma, per pietà (o meglio per paura di essere massacrati) non faremo mai i nomi! A l t e r m i n e c ’è s t a t a a n c h e u n a p i c c o l a g a r a f r a i vo l o n t a r i d e l g r u p p o. A l r i t o r n o, d o p o u n a r a p i d a d o c c i a , l a fatica e la tensione ha avuto il sopravvento: tutti tranquilli sul pullman e a n c h e q u a l c h e p i s o l i n o t a t t i c o. Pe r e s s e r e l a p r i m a u s c i t a d i d a t t i c a c i s i a m o d i ve r t i t i a n c h e p e rc h é l a m a t e r i a d i s t u d i o, p a r t i c o l a r m e n t e l u d i c a , c i h a l a s c i a t o s p a z i o p e r a p p r o fo n d i r e l e c o noscenze con i nostri compagni di c l a s s e. C i a o a t u t t i e a l l a p ro s s i m a p u n t a t a .
etCetera Majorana Desio
at t ua lit à 10
n°3 novembre 2013
Stefano Tagliabue 5°D
WAR ON DRUGS! ha davvero senso fare guerra alla droga? Giovedì 14 marzo 2013, Helen Clark (capo dell'UNDP il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo) parla alla UNDP's 2013 Human Development Report e dice: "È sempre più evidente il fallimento della guerra alla droga, non legalizzandola si sono spesso creati più problemi che soluzioni." Questa sola frase segna la fine della "war on drugs" (cioè "guerra alla droga" per chi non se la cavasse benissimo con l'inglese) proclamata dal presidente degli USA Richard Nixon il 17 giugno del 1971, dichiarando la droga “il nemico pubblico numero uno”. Ma cos'è e cosa si intende per droga? Perchè legalizzarla? Perchè no? E perchè scrivere un articolo sul giornalino a così tanti mesi di distanza dalle dichiarazioni di Helen Clark? Andiamo con ordine: Con “droga”, in campo medico, si intende un prodotto di origine naturale o sintetica contenente dei principi attivi chiamati sostanze stupefacenti anche dette psicotrope ovvero ca-
DROGA [drò-ga] s.f. (pl. -ghe) sostanza stupefacente – es. È stato arrestato per spaccio di droga. Dal l'olandese DROOG = ang.sas. DRYG, ingl. DRY e cioè secco, arido
paci di alterare l'attività mentale. Barbiturici e benzodiazepine, cocaina, eroina, LSD, MDMA, meta-anfetamine, marijuana, solo per citarne alcune (ma sarà solo sull'ultima della lista che mi concentrerò poi). Secondo i dati della CEE (Comunità Economica Europea) sono più di 71,5 milioni i cittadini che la consumano regolarmente, gli stati in cui è effettivamente legale si possono contare sulle poche dita delle mani, esistono più di duecento termini in gergo per indicarla: signore e signori, la Marijuana. In realtà altro non è che una mistura essiccata di foglie e fiori di cannabis, contenente THC (o Delta-9-tetraidrocannabinolo), principio attivo stupefacente che stimola il rilascio di dopamina, un neurotrasmettitore che provoca
Nel planisfero si possono vedere: in nero i cinque stati in cui la marijuana è stata legalizzata (Paesi Bassi, Lussemburgo, Corea del nord, Colorado e Washington); in grigio gli stati in cui o è illegale o è depenalizzata (come l’Italia)
etCetera Majorana Desio
at t ua lit à
n°3 novembre 2013
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euforia, rilassamento, stanchezza, e stimola l'appetito. La sua utilità in campo medico è stata da tempo accertata ma la maggior parte dei suoi utilizzatori non sono malati in cerca di sollievo, bensì gente in cerca di evasione dalla realtà. Come si diceva prima, sono veramente pochi gli stati in cui la Marijuana è stata legalizzata, in tutti gli altri ne è stato vietato il consumo, il possesso o la vendita. In Italia, ad esempio, è illegale, anche se l'uso strettamente privato è depenalizzato: in poche parole “se ti beccano con uno spinello non ti mettono in galera”. Questa politica di proibizionismo, col passare del tempo, non ha fatto altro che consegnare il mercato degli stupefacenti nelle mani della criminalità, creando un business di miliardi di euro, soldi che invece avrebbe potuto guadagnare lo stato. Ok, lo so, nel momento in cui si sente parlare di "legalizzazione della marijuana" viene spontaneo pensare a orde di persone fumate fino al midollo destinate a diventare presto stupratori, ladri, assassini ecc. e l'anarchia che scenderà in terra gettando l'umanità nel caos. Ma è davvero così? No. Legalizzare la droga è qualcosa di diverso, vuol dire che lo stato ne acquisterebbe il monopolio e cioè si occuperebbe di coltivarla (ovviamente dove possibile), di "raffinarla" e di venderla. Questo sta accadendo in Uruguay, dove non solo si sta approvando una legge sulla totale legalizzazione della Marijuana ma addirittura verrà resa pubblica – e quindi monopolio dello stato – sia la sua vendita che la sua coltivazione. Ovviamente non sarà un processo all'acqua di rose dall'oggi al domani: è necessario creare (dal nulla) un sistema che renda possibile il passaggio di questo business dalle mani della criminalità organizzata a quelle dello stato, ma è proprio questo lo scopo del presidente uruguayano Josè Mujica, ormai convinto che la guerra alla droga sia persa. Si è già iniziato a preparare la piantagione di cannabis che renderà poi possibile la confezione di "sigarette alla Marijuana" che saranno vendute in appositi negozi. Ogni cittadino avrà una tessera magnetica che gli permetterà di acquistare fino a 40gr al mese, abba-
La famosa maglietta “Legalize Majorana” edizione di contrabbando limitata as. 2011/2012
stanza per circa venti sigarette, al modico prezzo di 30 centesimi di dollaro a sigaretta. Personalmente penso che tutto ciò sia un'ottima cosa. In primo luogo chi ne farà uso sarà sicuro di quello che introduce nel corpo (non rischia di assumere qualcosa che gli è stato venduto come marijuana e che in realtà è ben altro), i soldi guadagnati dalla vendita andranno allo stato e si creeranno posti di lavoro (qualcuno dovrà lavorare nelle piantagioni o supervisionare la cosa con occhio medico o assemblare fisicamente le sigarette e, in questo modo, a farlo saranno cittadini normali e non la criminalità organizzata). In conclusione, ci tengo a dire che non sono un drogato e non faccio uso di marijuana, ma è l'evidenza dei fatti che ormai quella alla droga sia una guerra persa. Tenendo conto che chi non sentiva il bisogno di fumare prima, non fumerà lo stesso penso che il modo in cui abbia agito l'Uruguay sia un ottimo modo di fare le cose; poi ovviamente ognuno la pensa come vuole. Chi non si trova d'accordo può comunque stare tranquillo: una cosa del genere in Italia non succederà prima dei prossimi mille anni, ma come si dice “se non puoi batterli, fatteli amici”.
etCetera Majorana Desio
at t ua lit à 12
n°3 novembre 2013
Giulia Bianco 4°b
Baby-squillo fenomeno mediatico o specchio della società? Un pomeriggio di settimana scorsa, ero beatamente spiaggiata sul divano, quando, come accade regolarmente, uno sciame di amiche di mia nonna mi invase casa. L'allegra comitiva di sciure si accomodò attorno al tavolo del soggiorno e, facendo zapping tra quei scadenti talk show pomeridiani tipo “La vita in diretta” o “Pomeriggio Cinque”, iniziarono i loro soliti discorsi della serie “i giovani d'oggi sono tutti drogati”, “non c'è più rispetto per niente”, “eh ma ai miei tempi non si facevano mica quelle robe lì”. Quel pomeriggio in particolare, la signora Barbara D'Urso stava tenendo un dibattito su quello che è attualmente l'argomento più in voga in questo tipo di programma: le cosiddette babysquillo. Ma andiamo per gradi. Come suppongo tutti voi abbiate sentito, intorno al 10 di questo mese è scoppiato un nuovo scandalo. Si parla inizialmente di due ragazze minorenni, di sedici e quattordici anni, che hanno deciso di iniziare a vendere i loro corpi in cambio di denaro o, a volte, di cocaina. Sono per ora cinque le persone arrestate, tra cui la madre di una delle due ragazze, la quale incitava la figlia a trascurare gli studi per dedicarsi a questa lucrosa professione. Dopo questo episodio è esploso un putiferio in tutti i salotti TV. Si parla di un fenomeno non isolato, ma ben più diffuso di quanto si possa pensare, tanto che la D'Urso decide di invitare un'ex baby squillo all'interno del programma per raccontare la propria esperienza. La ragazza però non è esattamente nella stessa situazione delle due colleghe romane, che hanno deciso di iniziare quest'attività per concedersi frivolezze che tutti i loro amici, appartenenti alla Roma bene, possono permettersi. La ragazza intervistata, che dall'accento pare essere straniera, è stata invece costretta a prostituirsi da aguzzini violenti e senza scrupoli, obbligata a rispettare gli ordini dei propri clienti fino a soddisfare le loro perversioni più basse (perché d'altronde in TV si censurano i baci gay, mentre parlare di coprofilia la domenica pomeriggio è lecito e normale!). La nonna standard italiana, a questo punto, lancia uno sguardo fulminante alla propria nipote, unito al solito “Ti, fa minga chei robb lì, eh? Dimel a mi sa ta traten mal!”. D'altronde la no-
stra amata Barbara, pur di fare audience, mette sullo stesso piano ragazzine che si vendono ai coetanei per una ricarica del telefono, ragazzine che si vendono ad adulti in cambio di somme ingenti, e ragazzine che si vendono ad adulti perché costrette a farlo. Sfrutta questa ambiguità per servirsi delle testimonianze raccolte rendendole ancor più scioccanti. Magari qualcuno di voi è d'accordo con Barbarella cara, ma io personalmente non credo proprio che queste tre tipologie di babysquillo si possano mettere sullo stesso piano, soprattutto in una società come quella odierna dove il sesso fine a se stesso è molto comune ed è considerato come un atto assolutamente lecito. Insomma, le ragazze (così come i ragazzi, sebbene questi ultimi siano meno soggetti a giudizi) che si concedono con facilità sono parecchie, e vengono viste come persone che hanno voglia di divertirsi. Se sul piano legale la prostituzione minorile è un reato grave e i rapporti sessuali con minori di quattordici anni, anche se consenzienti, sono puniti come atti di violenza sessuale, dal punto di vista morale non vedo una grande differenza tra ciò che fanno queste ragazze e coloro che per propria libera scelta decidono di offrire prestazioni sessuali in cambio di denaro. Detto schiettamente, le tipe che vanno con cani e porci a prescindere dall'età di chi si trovano davanti le vediamo tutti. Certo che se hanno meno di quattordici anni ti fanno un po' schifo (loro e soprattutto quelli che ci vanno), ma sono comunque situazioni abbastanza comuni. Dove sta la differenza tra chi lo fa per divertimento e chi per un guadagno, se non nel guadagno stesso? Con questo articolo non voglio assolutamente giustificare le baby prostitute, anche perché come tesi sarebbe fortemente discutibile, soprattutto per il fatto che, come ho già sottolineato prima, la prostituzione, specialmente quella minorile, è illegale nel nostro paese, però a mio parere questa è una situazione su cui vale la pena riflettere, dal momento che in questo caso la linea tra ciò che è accettato e ciò che è condannato dalla società è talmente sottile da poter apparire invisibile.
etCetera Majorana Desio
t emp o lib e r o 13
n°3 novembre 2013
Myrea Celant 3°E
L'oltraggioso mondo del “falso-fotografo” Instagram, Camwow e gli altri “Un diaframma molto aperto porta ad una diminuzione della profondità di campo, ma è necessario in caso di scarsa luminosità e preferenza ad un tempo discretamente alto.” Se dopo aver letto quest'affermazione senti uno strano macchinare nella tua testa, significa che anche tu fai parte della categoria del falsifotografi. Il tipico “falso-fotografo” è una persona convinta di avere spiccate qualità artistiche, quando in realtà la sua massima espressione avviene tramite Camwow; afferma che tutto è arte, ma lo fa principalmente per giustificare le foto ai nomi sulla Nutella o al cappuccino preso sotto casa; pubblica, con una frequenza di 1 foto/20 minuti, un'immane quantità di scatti fatti con Retrica o altre applicazioni che, oltre a discriminare i dispositivi Android, hanno la capacità di rendere tutti più belli (e spesso senza naso) grazie ai molteplici filtri e alla relazione Camwow = Apple = SeiFigo. Ma il “falso-fotografo” non si limita a sfruttare applicazioni dal nome narcisista, bensì decide che è cosa buona e giusta condividere con il mondo le sue grandi doti rendendo tutto Facebook partecipe delle sue avvincenti esperienze... tipo il pranzo dalla nonna. Sarà forse questo uno dei motivi che hanno portato un geniale ragazzotto alla creazione di un social network dedicato alla VERA fotografia? Non lo sapremo mai e mai ci interesserà realmente, certo è che Instagram ha cambiato il nostro modo di percepire l'arte della fotografia, ha dato una svolta ad un particolare hobby rendendolo più condivisibile... e quadrato. Fino a 6 mesi fa circa, Instagram pullulava di fotografi mondiali dall'immenso ta-
« Il tipico “falso-fotografo” è una
persona convinta di avere spiccate qualità artistiche, quando in realtà la sua massima espressione avviene tramite Camwow ... » lento e di milioni di scatti capaci di lasciare tutti a bocca aperta, ma si sa, le cose belle durano poco e nel giro di non molto anche questa risorsa fu assalita dai peggio individui e dalle loro scadenti fotografie. Attualmente l'unica speranza per chi dedica ogni attimo della sua vita da liceale o fannullone all'hobby della fotografia, si chiama Flickr, un sito internet esistente dal 2002, di proprietà di Yahoo! dal 2005 e reduce di un notevole miglioramento avvenuto quest'anno. Flickr, oltre ad offrire 1TB di spazio gratuito per condividere i propri scatti in alta definizione (e con le grandezze originali!), è come un'immensa enciclopedia fotografica ancora lontana dalla contaminazione dei “falsifotografi” e dei loro banali scatti. Ecco perché, se avete una passione (e un talento) per la fotografia, è cosa molto buona e molto giusta condividere i vostri scatti e la vostra passione unendo le forze contro i “discriminatori” di questo meraviglioso passatempo. E tu, simpaticone che stai leggendo questo articolo, se ti senti offeso per quello scritto sopra, prima di lamentarti sappi che sei un falso-fotografo solo se quando condividi le foto della cioccolata lo fai con la convinzione di aver fatto una buona azione... se lo fai senza motivo sei declassato a “Autodistruttore di reputazione”.
etCetera Majorana Desio
t emp o lib e r o 14
Minions conquistano il mondo
I Minions, ometti gialli, occhialuti, con una salopette di jeans e guanti neri, stanno invadendo il mondo, o l’hanno già invaso. I Minions sono gli assistenti maldestri e ingenui di Gru, protagonista del film di animazione Cattivissimo Me. Possono essere paragonati agli Umpa Lumpa che assistono Wonka, anche i Minions lavorano in un grandissimo laboratorio, che in Cattivissimo Me 2 diventa una fabbrica di marmellosa, una sorta di confettura. Anche i Minions si cimentano spesso in coreografie e canzoni, come quelle degli aiutanti della Fabbrica di cioccolato, solo che queste sono cantate in una lingua incomprensibile, semplice, simile a quella degli Ewok di Guerre Stellari. Il loro linguaggio è piano di espressioni tipo “Baboi” per dire giocattolo, “Hana” sta per uno, “Bello” per ciao o “Poopaye” per dire arrivederci. Come i Puffi, ne esistono di diversi tipi, c’è il Minion domestica, quello che gioca a golf, i Minion pompieri. Ognuno ha il proprio compito nel laboratorio di Gru, anche se tra di loro sono molto simili, si differenziano soltanto da qualche ciuffo di capelli, alcuni hanno un occhio solo, altri due e hanno tutti nomi molto comuni, come Dave, Jerry, John, ecc. In Cattivissimo Me 2 vengono rapiti da un malvagio e resi molto aggressivi, una sorta di trasformazione in stile Gremlins, da tenero e carino a cattivo e brutto, solo che qui non è perché mangiano oltre mezzanotte, ma perché gli viene somministrato un siero mutante.
n°3 novembre 2013
Riccardo Sala 4°F
Si stupiscono con poco, amano alla follia le banane (li avrete visti nella pubblicità della Chiquita) e sono molto scherzosi, però i Minions, per natura (e per il significato del loro nome), sono aiutanti dei malvagi. Infatti, nel primo film, aiutavano Gru a compiere azioni malvagie, ma prima di aiutare Gru? I Minions esistono fin da sempre e hanno sempre aiutato i cattivi nel loro modo maldestro e inetto, così, evolvendosi da organismi unicellulari e dopo aver aiutato cattivi come TRex e Dracula, sono stati per un periodo confinati in Antartide. Negli anni Sessanta sono poi tornati in pista partecipando a un convegno per malvagi. Cattivissimo Me 2 è il secondo titolo della Universal per incassi, superato solo da Jurassic Park. Grazie ai Minions, su cui ha puntato la campagna di marketing, il film d’animazione ha incassato quasi 840milioni di dollari. La mania dei Minions però non si limita al cinema, sono ovunque, in televisione, nelle pubblicità, al McDonal’s, nei supermercati e, soprattutto, spopolano sul web. La pagina dei Minions di Facebook è quasi a 10milioni di likes e ha superato da un po’ questa cifra di utenti la popolare app per smartphone, Minion Rush. Sono idoli per la Twitter Generation, infatti, in rete, trovate molti episodi con Minions nei panni di personaggi famosi. La storia Minion non si ferma, perché nel dicembre del 2014 dovrebbe uscire una nuova pellicola, dedicata solo a loro.
etCetera Majorana Desio
t emp o lib e r o 15
n°3 novembre 2013
Letizia Bigatti 4°a
“E quindi uscimmo a riveder le stelle” Dante, Inferno, canto XXXIV Fin dai tempi antichi le stelle sono state il punto di riferimento per gli uomini: i marinai se ne ser vivano per orientarsi durante i loro viaggi verso terre conosciute o ignote, come se stessero consultando una car ta nautica che indicasse la rotta giusta da seguire. Inoltre, già dal Paleolitico le stelle ve nivano associate al mondo religioso e successivamente i Greci identificarono alcune costellazioni con degli episodi legati alla mitologia. M a questi corpi celesti non sono solo degli strumenti che l’uomo utilizzava per fini pratici o educativi, sono anche la fonte di ispirazione per numerosi letterati e poeti di ogni epoca. Dante nella Divina Commedia termina tutte e tre le cantiche con la parola “stelle”, che diventano il simbolo della rinascita dopo il viaggio nel profondo e scuro Inferno. Dante rimane meravigliato dalla bellezza delle stelle, che come i tanti elementi della natura sono l ’immagine di Dio sulla terra ed espressione del suo infinito “amor che move il sole e l'altre stelle.” (Dante, Paradiso, canto XXXIII). Esse sono come dei “ buchi nel cielo da cui filtra la luce dell’infinito”, come soste neva Confucio quasi fossero delle fessure di una por ta da dove ciò che è infinito e divino si sporge per illuminare e confor tare un poco quella par te di mondo rimasta sola al buio. Le stelle per tanto ci rincuorano, ci rassicurano e
por tano pace e tranquillità nel cuore di chi le osser va. Pascoli, nella sua ce lebre poesia “La mia sera” vuole pro prio sottolineare la quiete che dopo un temporale gli astri infondono nell’uomo. “Il giorno fu pieno di lampi, ma ora verranno le stelle, le tacite stelle”. E, nonostante l ’immensità di questo cielo, il singolo individuo si sente par tecipe di un progetto più grande e così si ritrovava a contemplare le stelle come fa Leopardi nelle Ricordanze: “ Vaghe dell'Orsa,io non credea Tornare ancor per uso a contemplar vi Sul paterno giardino scintillanti, E ragionar con voi dalle finestre…” Come Leopardi osser vava le stelle e ragionava con loro, così anche durante la notte di San Lorenzo, che cade il dieci agosto , è possibile ammirare le costellazioni. Qui ognuno è proteso verso il cielo per cogliere ogni singolo movimento, ogni stella che decida di scendere dal suo posto per abbracciare l’universo in un tuffo. Nel momento in cui cade un corpo cele ste,noi esprimiamo un desiderio (De sidera) e, sollevando lo sguardo, ci accorgiamo di quanto sia meraviglioso il creato, quel cielo, quella notte che non sarà mai la stessa.
etCetera Majorana Desio
r ec ens i oni 16
n°3 novembre 2013
Elena Mazzeo 4°a
I Racconti di Terramare by Goro Myiazaki
Una punta di diamante dell'animazione giapponese dagli anni '80 fino al 1 settembre di un'altra direzione: i due incontrano Tenar, una quest'anno, quando ha annunciato il suo rimaga amica di Sparviere e Therru, sua protiro, è stato Hayao Miyazaki, autore di capolatetta. Lì Arren e Sparviere lavorano presso la vori come La principessa Mononoke, La città fattoria di Tenar, ma la loro tranquillità viene incantata, Porco Rosso e molti altri; i suoi film minacciata dal mago Aracne, ossessionato sono sempre stati apprezzati dalla critica e dalla paura della morte e dalla vita eterna. amati dal pubblico in tutto il mondo. Mentre Sparviere è via per cercare notizie su Tuttavia la vocazione per il mestiere di regista Aracne, Arren decide di riprendere il viaggio di film di animazione sembra essere ereditaria da solo, ma incontra un'ombra di se stesso e nella famiglia Miyazaki: il figlio di Hayao, Goro fugge da questa. Aracne porta il principe nel Miyazaki, ha concluso il suo primo film, I racsuo castello e lo induce a rivelargli il suo vero conti di Terramare, nel 2006, apparso sugli nome (in modo da aver potere su di lui) e gli schermi lo stesso anno. Se la vocazione per il fa bere una pozione per far prevalere in lui la mestiere di regista è ereditaria, con questo sua parte malvagia. Al suo ritorno Sparviere è primo lavoro di Goro abbiamo inteso che la avvertito da Therru del rapimento di Tenar, genialità non lo è altrettanto. dunque il mago si reca nel castello di Aracne. La trama è quanto meno confusionaria: il film Lì è costretto a scontrarsi con Arren, ma riesce si apre con una nave mercantile alle prese ad annullare l'effetto della pozione, dunque con una tempesta, e nel cielo l'equipaggio Aracne lo rinchiude insieme a Tenar. Nel fratvede due draghi che lottano tra loro. È un cattempo Therru incontra l'ombra di Arren da cui tivo presagio: la migrazione dei draghi dai il principe scappava: l'ombra le spiega che le confini di Terramare verso le terre in cui abiparanoie e i timori di Arren hanno provocato tano gli uomini è segno di una rottura dell'euno sdoppiamento fisico della sua personalquilibrio del mondo, poiché i draghi, creature ità: mentre nel corpo sono rimaste le paure e di aria e fuoco, hanno invaso la terra e l'acqua destinate agli uomini. Ciò viene riportato al Re di Enlad, che tuttavia non ha tempo di preoccuparsene poiché viene ucciso subito dopo da un ragazzo che poi si scoprirà essere suo figlio, il principe Arren. Dopo aver ucciso il padre, Arren ruba la spada che il re porta al fianco e fugge. Dopo l'incontro tra il principe Arren e il Sulla Sinistra Hayao Miyazaki, genio indiscucco dell’animazione, mago Sparviere, la sulla destra il suo non altrettanto abile figlio, Goro Miyazaki trama si volge verso
etCetera Majorana Desio
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n°3 novembre 2013
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le insicurezze, l'ombra rappresenta la parte buona del ragazzo. La ragazza si dirige verso il castello di Aracne, trova il principe e lo aiuta a riconciliarsi con se stesso. I due poi si dirigono alla torre dove Aracne sta per uccidere Sparviere e Tenar. Quando arrivano, Arren neutralizza i seguaci di Aracne, poi, dovendo scontrarsi con lui in persona, riesce ad estrarre la spada magica dal fodero e ferisce il mago oscuro. Questo fugge rapendo Therru: Arren lo insegue e al termine dell'inseguimento, in cima ad un'alta torre, il pavimento centrale crolla, dividendo Arren da Aracne e Therru. Quest'ultima dopo essersi liberata dalla ormai deforme malvagia creatura, si trasforma in un drago ed annienta una volta per tutte Aracne. Il film è estremamente lungo e assai contorto, e già all'inizio sono evidenti due importanti buchi nella trama: il tema della rottura dell'equilibrio, che sembrava essere il centro nevralgico del racconto, non viene più ripreso, se non in qualche accenno durante il film, e non viene mai alla luce l'esatto motivo per cui Arren uccide il padre (è colpa della paranoia che divora la mente del ragazzo? E chi lo sa). Inoltre gli stessi draghi, comparsi all'inizio e nominati nel corso del film, riappaiono solo alla fine con la trasformazione di Therru (E perché
Therru è un drago? Chi lo sa, di nuovo). Un'altra importante pecca è il fatto che guardando il film si la la sensazione che i personaggi siano in qualche modo piatti: non viene spiegato il loro passato, se non con brevi accenni, non si conoscono i fatti che hanno condizionato la loro vita e che influenzano nel presente il loro modo di agire. Goro in questo film riprende, o forse sarebbe meglio dire che copia, le caratteristiche della produzione paterna: la predilezione per il genere fantasy, la fisionomia dei luoghi e dei personaggi (Arren ricorda straordinariamente il principe Ashitaka in La principessa Mononoke), e la volontà di trasmettere un messaggio morale, che ne I Racconti di Terramare è il fatto che la morte va accettata come parte integrante della vita, e averne paura e volerla eliminare significa rinunciare alla vita stessa. La presentazione del messaggio morale, sebbene esso sia alquanto originale, è deludente: viene introdotta solo verso la fine e viene risolta piuttosto banalmente. Infine questo messaggio, oltre ad essere scarsamente sviluppato, non è ben amalgamato con la trama, ma sembra essere ficcato a forza nel racconto giusto per far vedere quanto il film sia profondo. Spezzerò una lancia a favore del prodotto: mi sono piaciuti molto i disegni, specialmente le costruzioni rosse in rovina di Hort Town.
Le animazioni e i disegni de I Racconti di Terramare sono qualcosa di fantastico, come in ogni produzione dello Studio Ghibli.
Per concludere, l'opera nel complesso è alquanto deludente e mi aspettavo molto di meglio: il povero Goro di certo non è stato in grado di dare lustro al nome di famiglia. Magari dopo essere maturato un po' Miyazaki jr saprà regalarci un'opera migliore: staremo a vedere.
etCetera Majorana Desio
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n°3 novembre 2013
Beatrice Giaconia & Ylenia Mariani 3°E
Incassi a CATINELLE per “ Sole a CATINELLE”
“Dov’eravamo rimasti? Ah sì, Checco oramai non è più il meridionale appena approdato al Nord, che interviene ad un meeting della Lega intonando motivetti non proprio padani. Checco è un uomo affermato, che dopo essere Caduto dalle nubi si è goduto la sua (Che) bella giornata”
Il comico pugliese, Checco Zalone, torna nelle sale italiane con il suo nuovo film Sole A Catinelle e fa boom di incassi. Non è la prima volta per il pugliese che aveva già avuto un enorme successo con il film Che Bella Giornata del 2011. Grazie alla trama semplice e attuale e alle battute comiche il film ha stregato la penisola italiana portando a un box office di quasi 35 milioni di Euro. La trama è molto semplice e realistica; mentre la famiglia Zalone attraversa una fase di crisi Checco promette a suo figlio Niccolò una vacanza da sogno solo se avesse ottenuto tutti dieci in pagella. Per sfortuna del protagonista Niccolò riesce a ottenere il risultato predisposto e i due partono per una grande vacanza con destinazione Molise, regione cui molti di noi ignorano l’esistenza. Agli occhi del bambino questa destinazione isolata non suscita alcun divertimento; anche a causa della mancanza di individui di età inferiore ai settant’anni.
Così Niccolò decide di far prevalere le sue idee sul padre e di andare in vacanza con la madre. Checco, personaggio apparentemente forte, appare triste e indebolito senza il bambino, così Niccolò decide di restare. Sulla strada decidono di andare a visitare uno “zoo” dove Checco ridà con le sue doti la parola a un bambino, Lorenzo. Grazie a questo incontra Zoe, la mamma del piccolo bimbo, che gli offre ospitalità. Con loro inizia un’altra grande avventura che li porterà a provare nuove esperienze dall’ippica alla yoga. Zoe e Checco non appartengono alla stessa classe sociale ma i bambini socializzano subito perché entrambi hanno vissuto la separazione dei genitori e capiscono i problemi l’uno dell’altro. Il film si conclude con il riavvicinamento dei genitori di Niccolò che sancisce un reale happy ending. Il film, proiettato in almeno 2 sale di ciascun cinema, è stato accusato per aver rubato la scena ai “film d’autore”. “Ma sono balle - osserva Valsecchi - a quale film d'autore avrebbe tolto sale?” Chi va a cercare la commedia di Zalone vuole trovare qualcosa di divertente e rilassante, vuole guardare la realtà in maniera ironica. La comicità non è roba da accademici, bensì un lusso che è difficile illustrare e che bisogna avere nel sangue. C’è di più. Il comico fa ridere laddove senza di lui ci sarebbe solo da piangere. Checco, nonostante la sua semplicità, piace ai bambini, fa ridere! Non c’è bisogno di essere colti e raffinati per essere simpatici e ben visti, bisogna essere spontanei, cosa nella quale il protagonista riesce perfettamente. La trama del film è così realistica… rispecchia la situazione di molti giovani, costretti a subire gli effetti della separazione dei genitori. Checco riesce a farci ridere anche su questo che è un “tasto delicato” nella vita degli adolescenti. “E’ un film diseducativo, volgare per i ragazzi. Troppe parolacce” Ma perfavore! Questo è un film diseducativo?! Dire qualche parolaccia non significa essere maleducati. Sono i nostri stessi genitori che ci sgridano a farcele imparare: è da loro che le sentiamo per la prima volta, sono loro che le usano davanti a noi. Se in contesti adeguati, qualche parolaccia non causa la “fine del mondo”! Eh dai, fattela una risata! Correte nella sale cinema più vicine a voi, prendete una posto su una poltrona e buona visione!
ARRIVA ALLA POKEBALL E VINCI UN CHARIZARD!
Immense grazie siano rese ai membri del personale ATA che perdono investono il loro tempo nel ciclostilare il nostro amato giornale!
redazione
Caporedattore: Stefano Tagliabue, 5°D
Viceredattrice: Giulia Bianco, 4°b
Impaginatori: Mirco de Vito, 4°G; Stefano Tagliabue, 5°D
Redattori: Gabriele Gatti, 4°C; Alessio Sanvito, 1°C; Simone Sanvito, 1°C; Marco Consonni, 5°D; Myrea Celant, 3°E; Beatrice Giaconia, 3°E; Ylenia Mariani, 3°E; Riccardo Sala, 4°F; Letizia Bigatti, 4°a; Chiara Colombo, 1°a; Elena Mazzeo, 4°a; Altri: Elio Tagliabue
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