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Maggio 2019

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n° 8 | Maggio 2019

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Il giornalino degli studenti L’editoriale del Caporedattore di Filippo Vergani, 5c 25 aprile e le polemiche da cui non ci si libera mai

“Chi fa politica non può ignorare la storia. Deve averla studiata. Con ognuna di queste dichiarazioni chi ha dato la vita muore una volta in più. Non penso solo ai partigiani, ma anche ai militari italiani, morti di stenti, malattie, in un campo di concentramento”. Così la senatrice a vita Liliana Segre ha commentato le parole di Matteo Salvini, con le quali il Ministro dell’Interno ha espresso la sua indifferenza verso la Festa della Liberazione dell’Italia dall’occupazione nazista e dal regime fascista. Anche quest’anno, infatti, la festa del 25 aprile ha generato grandi polemiche. Purtroppo una festa che dovrebbe essere di tutti si è trasformata in un’occasione di divisione. Non è vero che, come a volte si sente dire, la Festa della Liberazione è di “sinistra”. Per prima cosa bisogna ricordare che i partigiani erano di diversi orientamenti politici e non solo comunisti. Inoltre la libertà restituitaci dalla lotta per la liberazione è il fondamento della nostra democrazia, che permette a tutti di vivere in un contesto di libertà e non di oppressione. Quindi è bene che nasca in Italia un sano nazionalismo, i cui valori non siano quelli della chiusura e della nostalgia per un passato tutt’altro che positivo (il ventennio fascista), ma quelli della libertà e della Resistenza. Come canta De Gregori: “Viva l’Italia, l’Italia che resiste!”

Unione Europea: ruolo e importanza

Che cos’è l’UE?

Un agglomerato di stati o un’ unione di paesi che, pur mantenendo le sacrosante differenze e particolarità, condividono insieme un cammino...

Elezioni politiche europee previsioni dell’evento politico più atteso La tensione pre-elezioni europee 2019 è palpabile, si taglia quasi con il coltello...

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Indice

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L’Europa che vorrei...................3 Elezioni politiche europee........6 World Congress of Families....10 Atemisia Gentileschi................14 Fabio Fognini...............................16

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Politica e attualità 3

Giacomo Longoni 3bb e Clara Cassandro 3aa

L’Europa che vorrei Che cos’è l’ Unione Europea? Un agglomerato di stati o un’ unione di paesi che, pur mantenendo le sacrosante differenze e particolarità, condividono insieme un cammino dal punto di vista politico, finanziario e culturale? Chi e in che modo sarà in grado di cambiare (e migliorare?) il volto di questa Europa, sciupato dalle derive populistiche, dal fenomeno migratorio e dalla Brexit che proprio in queste settimane vive la sua fase cruciale. In vista delle ormai imminenti elezioni europee di fine maggio vi proponiamo un’ intervista a due majorani, Beatrice Corti di 5cc e Filippo Beretta di 5E che, avendo compiuto i diciotto anni, hanno il diritto – e il dovere- di esprimere la loro preferenza alle urne. Intervista a Beatrice - Negli ultimi tempi si è discusso molto sul ruolo dell’ Unione Europea negli affari interni al singolo Stato. Cosa ne pensi? Credo che i singoli stati debbano mantenere intatta la propria sovranità soprattutto per le questioni particolari, tuttavia, dal momento

che la UE è nata proprio con lo scopo di favorire lo scambio e i rapporti di ogni genere tra i vari stati ad essa aderenti, è necessaria da parte loro la volontà di rispettare i parametri che vengono comunemente stabiliti col fine di garantire i servizi offerti dalla stessa comunità europea. Inoltre credo che la UE debba aiutare i singoli stati e, parlando per esempio relativamente al fenomeno migratorio, debba sostenere anche con fondi concreti i progetti promossi dalle autorità nazionali. Quali sono i punti di forza dell’ Unione? Sicuramente la realtà multiculturale che si trova al suo interno, elemento che promuove la ricerca di un dialogo e di uno sviluppo aventi il fine di creare una comunità; questo si traduce in confini aperti e libera circolazione all’ interno dei paesi aderenti. E le debolezze? Le incomprensioni che si verificano a causa dell’ appartenenza a background diversi tra loro e il fatto che molto spesso i partiti presenti nell’ Unione Europea abbiano caratteristiche così diverse a secon-


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da dello stato di appartenenza fa sì che il Parlamento Europeo non riesca ad esprimersi in modo chiaro nelle decisioni da prendere. - Secondo te cosa deve essere cambiato e quale partito politico rappresenta al meglio questo argomento? Di sicuro non i partiti che governano l’ Italia oggi dato che ha posizioni anti europeiste e per questo incompatibile con il mio pensiero sull’Unione Europea stessa. Io da giovane cittadina di uno dei ventisette Stati dell’ Unione sono molto favorevole alla UE, una realtà più grande del singolo stato che mi permette molti vantaggi e a mio avviso questa è una cosa molto preziosa a cui non si dà l’ importanza che merita. Presumo che ci siano dei partiti interessanti pur essendo piccoli come per esempio +Europa di Emma Bonino. Di certo non voterò il centrodestra e difficilmente appoggerò il PD che prima di poter presentarsi come un partito unito e compatto alle elezioni dovrebbe risolvere i problemi interni. Intervista a Filippo - Il Parlamento Europeo è l’ unica istituzione dell’ Unione Eu-

ropea direttamente eleggibile dai cittadini. Insomma, questo voto rappresenta l’ unica modalità con cui i cittadini europei possono esprimere la loro idea di Europa. Qual è la tua? Mi aspetto un’ Europa che sempre di più abbia maggiore influenza rispetto ai governi nazionali. La strada da seguire è quella che si è cercato invano di intraprendere con il referendum del 2007 e cioè l’ edificazione degli Stati Uniti d’ Europa. Non c’è un gruppo politico in cui mi rispecchio particolarmente ma sono convinto che bisogna combattere quella nuova tendenza presente nell’ Unione ad appiattirsi solo sulla linea burocratica senza cercare di portare avanti uno sviluppo, motivo per il quale alcuni paesi come il Regno Unito hanno espresso il desiderio di abbandonare la UE. Tuttavia mi schiero, solo per l’ emergenza legata alla stretta attualità, dalla parte dei Verdi nonostante siano agli antipodi nella nostra politica nazionale. - Manca circa un mese alle Europee, hai avuto la possibilità di informarti al riguardo? Per quanto riguarda questo punto devo dire che l’ informazione


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è stata carente e molto spesso strumentalizzata, molto semplicemente questo accade anche in alcuni telegiornali che puntualmente si soffermano sui vari Salvini e populisti in generale lasciando davvero poco spazio alle altre fazioni politiche. Inoltre molti giovani si informano solo in campo nazionale tralasciando spesso l’ interesse e l’ attenzione in campo europeo oppure alcuni votano i propri partiti di fiducia senza documentarsi sui loro progetti e sulle loro ambizioni riguardo l’ Europa.


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Davide Colombo 5aa Giacomo

Elezioni politiche europee: previsioni dell’evento politico più atteso ELEZIONI EUROPEE 2019: previsioni dell’evento politico più atteso La tensione pre-elezioni europee 2019 è palpabile, si taglia quasi con il coltello. A Maggio andrà in scena l’evento politico più atteso dell’anno, dal cui risultato dipenderanno verosimilmente le sorti dell’Europa intera. Molti elettori, inebriati da un’atmosfera frizzante che sa di vittoria, sperano nel colpaccio; altri invece, auspicano un risultato che sia il più lontano possibile dalla debacle totale. Perché in fondo è inutile negarlo, la politica sta assumendo ogni giorno di più i connotati di una competizione sportiva, nella quale si finisce inevitabilmente per tifare il proprio “partito del cuore”. In questo articolo, mi impegno a fare una previsione di quelli che potrebbero essere i risultati di queste tanto agognate elezioni, riportando miei presentimenti personali e prendendo spunto da stime effettuate da illustri giornali.

LEGA = 32% Il partito attualmente al governo con il M5S parte inevitabilmente con il favore dei pronostici. Matteo Salvini è il politico più presente in televisione ormai da mesi e, nonostante nessuno abbia ancora capito come faccia ad abbinare una così massiccia presenza nei talk show televisivi al suo gravoso incarico di Ministro dell’interno, non si può non dargli il merito di essere un grande comunicatore. Proprio queste doti, associate ad un programma politico che risponde in maniera chiara alle esigenze più dirette dell’elettorato italiano, gli hanno consentito di portare il suo partito da percentuali irrisorie a un consenso considerevole. Vedremo se i leghisti, tra un “abbraccio ai rosiconi” e una fetta di pane e nutella “alla faccia di chi ci vuole male”, si faranno trovare pronti all’appuntamento con l’Europa e se riusciranno a cambiarla “da


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dentro”, proposito che vanno ormai proclamando da quando sono saliti al governo. In ogni caso, i loro voti rinvigoriranno le fila della coalizione populista della “Europa delle Nazioni e della Libertà”, che potrà contare anche sull’appoggio del Front National di Marine Le Pen, partito che in Francia si candida ad un serrato testa a testa con quello dell’attuale primo ministro Macron. FI = 9% Forza Italia non muore mai; il partito dell’eterno Berlusconi verrà però relegato al ruolo di ruota di scorta del carroccio, vista la notevole distanza in punti percentuali che separa i forzisti dal partito un tempo capitanato da Umberto Bossi. Certamente il Cavaliere ha dalla sua parte l’azienda Mediaset, con la quale potrà dare visibilità ancora maggiore al proprio partito e attivare “la macchina del fango” ai danni degli avversari. Ritengo sia importante sottolineare che FI correrà per il Partito Popolare Europeo, confluendo in una lista diversa da quella della Lega. Si evidenzia così una divisione quantomeno ambigua, visto che la coalizione di centro destra si presenta unita (a differenza di quanto viene

sempre dichiarato dai suoi esponenti) solo all’elezioni regionali. FDI = 5% Giorgia Meloni deve dimostrare di contare qualcosa nella coalizione di centro destra e questo è il momento per farlo. Ritengo che FDI possa ottenere un risultato tutto sommato soddisfacente (anche se certamente non eclatante), figlio anche delle altrettanto buone risposte giunte dalle elezioni regionali, dove FDI è arrivato in alcuni casi a sfondare il muro del 6%. M5S = 23% I grillini sono chiamati a fare uno sforzo capitale e a rispondere, con le urne, ai molti sondaggi che li danno in crollo verticale. Nonostante lo sfavore dei pronostici, non credo che il movimento si allontanerà troppo dal risultato delle politiche del 2013, quando i pentastellati si attestarono su un corposo 25%. Si tratta evidentemente di un risultato al ribasso rispetto alle elezioni nazionali del 2018, ma, considerando i ripetuti e incessanti scossoni che il M5S ha subito negli ultimi tempi (basti pensare alla TAV e alle numerose espulsioni interne al partito in seguito a guai giudiziari), si può reagire a questo calo con un sorriso


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(un sorriso amaro e forzato, ma pur sempre un sorriso). La prospettiva s’incupisce ancor di più se si pensa che la coalizione europea in cui è inserito il M5S è la “Europa della Libertà e della Democrazia diretta”, la quale molto verosimilmente perderà l’enorme apporto dello UKIP (partito indipendentista britannico, che alle elezioni del 2014 aveva toccato il 28%), mettendo queste realtà politiche in acque decisamente agitate. PD = 20% Il PD si presenta a queste elezioni come unica proposta europeista e liberale (concreta) del paese. Il 20% è un buon punto di ri-partenza per l’attuale sinistra italiana, che dimostra di non spiccare il volo rispetto alla cocente sconfitta di Marzo 2018, ma che mette anche in luce una leggera ripresa, dovuta principalmente ai risultati confortanti delle regionali (dove il Pd, pur non vincendo, ha ottenuto buoni risultati perché inserito in ampie coalizioni di centro sinistra) e all’effetto Zingaretti, che sembra aver portato nuova linfa ad un partito sull’orlo del tracollo. Certo, se si confronta questa previsione con quel 40% ottenuto dal PD renziano alle eu-

ropee del 2014, non si può che essere scontenti (e forse porsi due domande sugli schiaffi che la sinistra prende in tutta Europa sarebbe lecito), però al contempo si deve pensare al PD nel contesto della propria coalizione europea (segnatamente quella dei socialdemocratici) e questo 20% potrebbe recare comunque un contributo piuttosto significativo. + Europa = 2% Non voglio prendere in esame partiti che non supereranno la soglia dello sbarramento, ma +Europa merita una menzione speciale. Penso sia il partito meno furbo (per non dire di peggio) delle prossime Europee: ha un programma elettorale del tutto simile a quello del Pd e, nonostante ciò, si ostina fino alla morte a non presentarsi nella medesima lista, preferendo schiantarsi contro uno scoglio certo ed ineluttabile, piuttosto che ingrossare le fila dell’ex Ulivo. Insomma, un partito di autentici strateghi. Casapound = 1% Per par condicio prendo in considerazione anche un partito di fazione opposta rispetto a +Europa, anche se in realtà c’e ben poco


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da dire visto il risultato infimo che sicuramente otterrà. Dichiarando di rifarsi apertamente al Partito Fascista, Casapound offrirà alla sinistra la possibilità di far leva sull’elettorato più marcatamente e nostalgicamente partigiano, al quale il roboante 1% che il partito di Di Stefano farà registrare, verrà spacciato come “minaccia fascista”. L’esperienza di questo partito alle prossime europee potrebbe essere descritta nel seguente modo: “Casapound usa autodistruzione; Casapound è esausto”. Altri = 8%

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Giacomo Longoni, 3bb


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Beatrice Corti 5cc

World Congress of Families XIII: ovvero Verona e come siamo ancora ai tempi di Romeo e Giulietta Ci troviamo a Verona, nei giorni che vanno tra il 29 e il 31 Marzo 2019. Eppure sembra una fresca giornata di primavera dell’XI secolo, non del XXI. In questo luogo infatti, sede della storia degli innamorati ostacolati dalla società e dalle convenzioni imposte dalle tradizioni più famosa del mondo, un gruppo di sedicenti esperti (in che cosa, non c’è dato sapere) si è riunita all’ombra del balcone di Giulietta per parlare di famiglia naturale, della bellezza del matrimonio (religioso), di diritti dei bambini, di crescita e crisi demografica, di salute e dignità della donna e di politiche aziendali per la famiglia e la natalità. Questi sono solo alcuni dei punti all’interno del programma del World Congress of Families, e che è integralmente consultabile sul loro sito web, anche se molte delle informazioni sono state già cancellate, come quelle relative alle identità dei relatori del congresso.

Ma su questo torneremo dopo. Per ora mi sembra importante sottolineare come questi argomenti possano apparire in modo positivo, presentati sotto la luce di un semplice confronto che servirebbe a migliorare le politiche degli stati rivolti alle famiglie. Purtroppo, non è di questo che si è veramente parlato a Verona, o almeno non nei termini con cui questi temi vengono intesi dalle persone che non si limitano a leggere la versione edulcorata della Bibbia. A cominciare dalla distribuzione di un gadget-portachiavi a forma di feto, accompagnato dalla per niente condannante frase “L’aborto ferma un cuore che batte!”, è fin da subito apparso chiaro che i temi discussi non sarebbero stati quelli annunciati nel manifesto del congresso, ma che si trattava dell’ennesima crociata contro tutti i “nemici” della famiglia naturale benedetta e voluta da Dio, tra l’altro ritenuti le cause


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del crollo demografico delle nascite in Occidente (ignorando totalmente la crisi economica, il wealthfare non sviluppato e le cause che loro stessi hanno contribuito a sviluppare). Tra questi avversari malevoli ci sono ovviamente degli evergreen, come il diritto all’aborto o il divorzio, ma non sono stati risparmiati neanche gli appartenenti alla comunità LGBTQ+ o le donne che osano opporsi alla volontà del marito e lavorare. Tra i relatori sostenitori di questa tesi troviamo anche esponenti del nostro attuale panorama politico, come il Ministro per la Famiglia Fontana o il Ministro dell’Interno e vicepremier Salvini, che hanno partecipato con entusiasmo all’iniziativa: l’uno che si erge a difensore della famiglia brandendo i diritti medievali della sottomissione della donna e del valore eternamente vincolante del matrimonio, espressi chiaramente anche nelle sue ultime azioni politiche, l’altro che si è presentato sperando di ottenere più voti dalle ali di estrema destra con cui afferma di non avere niente a che fare e che ha alle spalle un divorzio e un figlio nato fuori dal matrimonio. E come dimenticare Giorgia Meloni, esponente di

Fratelli d’Italia che alla domanda di quale fosse la sua idea di famiglia tradizionale, lei che convive more uxorio, ha risposto con un esilarante “La gente non deve farsi gli affari degli altri”. Altri illustri partecipanti sono di sicuro Massimo Gandolfini, Decano del Consiglio Direttivo del WCF e neuropsichiatra primario di un ospedale bresciano che sostiene che l’omosessualità sia un disturbo psichico e Mario Adinolfi, leader del partito Il Popolo della Famiglia, organizzatore delle manifestazioni delle Sentinelle in piedi. Ovviamente questo congresso non ha ospitato solo relatori italiani, ma in qualità di evento internazionale ha potuto godere della presenza di altri sostenitori dell’armonia familiare e della dignità della donna, come lo stesso Brian Brown, fondatore dell’International Organization for the Family (Iof), la lobby statunitense che organizza l’evento. Nel 2008 è stato anche uno dei maggiori sostenitori dell’approvazione della Proposition 8 in California, che bandiva il matrimonio egualitario. Durante il congresso Brown ha rilasciato dichiarazioni di questo tenore: “L’esercito è per la guerra, non per le erezioni”, una frase che si riferiva


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alla sua opposizione all’ingresso di persone transessuali nell’esercito, e ha anche sostenuto che gli aborti siano la principale causa di femminicidio nel mondo, poiché se le bambine potessero nascere “non verrebbero più uccise”. Altre dichiarazioni di questo stampo sono arrivate da esponenti di diverse comunità religiose, come l’arciprete ortodosso Dmitri Smirnov che ha definito “assassine e cannibali” le donne che decidono di abortire, mentre il congresso ha ricevuto l’appoggio anche degli esponenti di altri culti, con la partecipazione del Segretario di Stato vaticano, il Cardinale Pietro Parolin, del Patriarca della Chiesa Ortodossa Georgiana Ilya II, e dell’Anziano Russell Nelson della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (LSD Church), nuovo titolo della Chiesa dei Mormoni. Non sono mancati anche partecipanti politici provenienti da altre nazioni, tutti con un profilo simile. Stiamo parlando, ad esempio, di Igor Dodon, presidente della Moldavia che si ritiene “presidente di tutti, tranne che degli omosessuali” e della parlamentare ugandese Lucy Akello che sostiene che l’omosessualità andrebbe sanzionata con

la pena di morte (pena tra l’altro vigente in otto stati del mondo). Quello che si è visto in questi giorni a Verona però non è stato solo un ritrovo di persone spaventate dai cambiamenti inevitabili portati da una società interculturale e dinamica come la nostra, e che per questo cercano ancora di proporre i baluardi della società patriarcale e eteronormativa che risultano essere ormai anacronistici. Infatti, in risposta al congresso, l’associazione Non Una di Meno, in collaborazione con altre associazioni trans femministe e difenditrici dei diritti delle donne e della comunità LGBTQ+, ha organizzato un corteo di protesta, fatto di tre giornate di incontri e manifestazioni che si sono dipanate per tutta Verona. Alcuni partecipanti hanno affermato che il numero dei manifestanti si aggirava intorno alle centomila unità. Anche la Presidenza del Consiglio si è distaccata dall’evento, negando il patrocinio del Governo al congresso, mentre il Presidente della Camera Fico ha aperto le porte di Palazzo Chigi alle famiglie arcobaleno, per mostrare solidarietà a questi nuclei familiari che ci sono (un’indagine del 2005 stima che siano circa


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100.000 i minori che vivono con almeno un genitore omosessuale), in barba a chi dice che non esistono, come il Ministro Fontana. Infine, mi premeva sottolineare un’ultima cosa: nonostante l’esistenza, nel 2019, di associazioni che ancora mirano alla negazione di diritti ad altre persone, perché non uguali a loro, il numero invece di chi combatte per ottenere questi diritti, che sono poi quelli a cui dovrebbe avere accesso ogni singolo essere umano (il diritto di amare chi si vuole, il diritto di creare una famiglia in cui l’unica regola sia l’amore e il rispetto tra i suoi componenti, il diritto di realizzarsi personalmente e professionalmente senza obblighi imposti dal sesso a cui si appartiene, ecc.), cresce sempre di più, e si è visto anche a Verona. Forse, gli esimi politici e diffusori di odio che hanno organizzato il congresso avrebbero dovuto scegliere una città diversa da quella degli innamorati il cui amore supera ogni imposizione, perché è vero che alla fine la famiglia ha vinto, ma quella vera, quella costruita sull’amore e sul rispetto e non oppressa da norme e regole medievali, quella che dà valore a ogni essere umano per la sua unicità e non tenta

di reprimerla, quella dove l’unico imperativo categorico è accettarsi così come si è e volersi bene.


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Attualità 14

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Sara Lombardi 3aa

Atemisia Gentileschi:’arte come strumento di libertà Talento, tenacia e determinazione: queste le caratteristiche di Artemisia Gentileschi (Roma 1593 – Napoli 1653),una delle più importanti pittrici italiane. Rimasta orfana di madre nel 1605 passa lunghe ore a osservare il lavoro del padre, Orazio Gentileschi, un pittore fortemente influenzato dalla pittura di Caravaggio. La sua prima tela, “Susanna e i Vecchioni”, è dipinta con uno stile molto naturale. La gestualità dei personaggi è decisa, le espressioni sono realistiche ed il dipinto mostra la sua conoscenza dell’anatomia umana e dei colori. Orazio nel 1611 decide di porla sotto la guida di Agostino Tassi, suo amico e collega, cosicchè possa imparare la prospettiva. Artemisia subisce però uno stupro proprio da parte del Tassi che non denuncia subito in quanto le promette un matrimonio riparatore. Agostino Tassi non rispetta l’impegno, così Artemisia decide di andare incontro ad un lungo e umiliante processo, pur di vedere

riconosciuti i propri diritti. Per verificare la veridicità delle dichiarazioni viene sottoposta alla “tortura dei sibilli” : i pollici vengono legati con delle cordicelle che, grazie ad un legno, vengono strette sempre di più intorno alle falangi. La conseguenza può essere la perdita completa dell’uso delle dita, che significherebbe la rovina professionale di Artemisia. È a questo periodo che risale una delle sue opere più note: “Giuditta che decapita Oloferne” (1612 – 1613). Salta all’occhio il diverso ruolo della donna. Se in “Susanna e i vecchioni” era una vittima, qui agisce e si vendica. Al termine del processo verrà riconosciuta la colpevolezza del Tassi (colpevole anche di aver corrotto i testimoni) che sceglierà l’esilio da Roma per non affrontare la pena dei lavori forzati. Le violenze subite lasciano ferite profonde che la spingono a fare dell’arte lo strumento della sua libertà. Artemisia è un esempio di donna capace di raggiungere i


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Attualità 15

propri obiettivi, di sfidare le consuetudini del suo tempo e di trasformare la violenza in bellezza nonostante le ingiustizie e i soprusi. Nelle sue opere si possono cogliere donne forti, astute e coraggiose e con un’analisi più approfondita si può scorgere la sua storia dietro ognuno dei suoi personaggi.

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Sport 16

Alessandro Bruzzzano 5aa

Fabio Fognini Domenica 21 aprile Fabio Fognini trionfa a Monte Carlo, battendo in finale Lajovic 6-3, 6-4. Si tratta di un successo storico per il tennis italiano. L’ultimo italiano ad aver vinto i Masters di Monte Carlo fu Nicola Pietrangeli nel 1968. Il torneo più importante della carriera del tennista lo porta ad essere il nuovo n°12 del mondo. suo best ranking e uno dei migliori posizionamenti italiani di sempre, alle spalle di Panatta e Barazzutti. Il tennista italiano dedica la vittoria alla madre e a sua moglie Flavia Pennetta. Il Masters di Monte Carlo è il suo unico Masters 1000 vinto in carriera. La sua bacheca di trofei conta nove trofei in singolo ma soprattutto il Grande Slam vinto nel 2015 agli Australian Open in coppia con Simone Bolelli. Fognini inaugura il torneo con il successo in due partite su Alexander Zverev, n°3 del mondo. Ai quarti di finale batte Borna Coric, in rimonta. La partita più emozionante è però quella che lo ha visto prevalere su Rafael Nadal, n°2 del mondo e campione in carica del torneo. La finale invece gli riserva una partita più semplice, contro il serbo Dusan Lajovic. Nonostante un fastidio musco-

lare alla gamba destra, che gli impedirà di partecipare al Torneo Godò a Barcellona, Fognini ottiene agevolmente la vittoria. La vittoria di Fognini non è l’unico successo per il tennis italiano. Il 24 aprile viene infatti comunicata la sede delle ATP finals, il torneo annuale al quale partecipano solo i migliori otto tennisti del mondo secondo il ranking Atp. Torino sarà infatti la capitale del tennis; ospiterà il torneo dal 2021 al 2025. La candidatura della città italiana supera quella di 40 paesi, come Giappone e Singapore, grazie anche alla volontà da parte dei tennisti di rimanere in Europa, per evitare lunghi trasferimenti in Asia. La decisione di disputare le Finals a Torino porterà numerosi vantaggi all’Italia. Oltre ad un forte aumento del turismo, il torneo garantisce un indotto diretto di almeno 60 milioni di euro e darà un’impronta fortemente significativa alla credibilità dell’Italia.


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Argomento Giochi 17 17

nomeGiuseppe cognome classe Merante 5I

Titolo articolo Pudia ipsusdae es reriatquias quatur, es aut la voluptium quiatur rehenimusti cum inus dolendit, volut liquos simagnis solest fuga. Udae es secatios audae nus aut lautem as adipsant ut exernatiis ipsapietusam nusae comnis ea sus, sant ipsum que etur apelluptas rerit, temporitis eostotatio totat dis que ne as et aut milit et es est, si demperovid exceatemqui deliciu ndaeptatur reperibus simus maios estrum quis sandiciis inim quiaerum acepudae velendel magnam aut offici nullign imust, que nobit quaes ipsapicae. Untibus. Serunditio. As nus sequia volupienet ullest fuga. Ape de natectus, quidunt eicabore dunti accus auda nonse nestrumenis dunt ex et autem est, temporepero bereperro con cones sequam que volori berspel iatibusda voluptas sitatib usaperia del eaquate stiorum quibus, omnis dolorent rerum harum dessit atquo iusam si dem quam, similias ipsunt etur modipitat aceat facepe et experuntini dolorion coria volute as il ipsa aditet laut mint. Elicabo rempor aut estius re-

peliq uoditin verferem rem cus, omniscia excerum ratquas el iunt volupid estior aut quoditam rem voloruptio blabore pudaepe rchille ndiae. Ape esequi sim volorib ustinto tatusae ribusam velest, officiisi ius, et am facera pellace arciet aut volore, odisit omnis et anto volorro ipitiorem sinci nimoditate in plabo. As quid qui cuptat debisitibus vid qui ut viducipsam, voloribus, ipid et est omnis et minientis earum enda volori as derios quistiis rernam hillaborum quatur? Ilit, que repudam volor a dolupis accab ius aut quodic tem lam dolorio int fugiae solorrum estis a sit fugit audaesenda sequis moluptaspel imolect emporer sperum doluptatas modit aut omnimpor serovid excerum etur aut dissequae. Aliquia que sitatem es nobisit que officti busandit apercide dus quibus, est enis


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Indice Giochi 18 18

nome cognome classe

Titolo articolo Pudia ipsusdae es reriatquias quatur, es aut la voluptium quiatur rehenimusti cum inus dolendit, volut liquos simagnis solest fuga. Udae es secatios audae nus aut lautem as adipsant ut exernatiis ipsapietusam nusae comnis ea sus, sant ipsum que etur apelluptas rerit, temporitis eostotatio totat dis que ne as et aut milit et es est, si demperovid exceatemqui deliciu ndaeptatur reperibus simus maios estrum quis sandiciis inim quiaerum acepudae velendel magnam aut offici nullign imust, que nobit quaes ipsapicae. Untibus. Serunditio. As nus sequia volupienet ullest fuga. Ape de natectus, quidunt eicabore dunti accus auda nonse nestrumenis dunt ex et autem est, temporepero bereperro con cones sequam que volori berspel iatibusda voluptas sitatib usaperia del eaquate stiorum quibus, omnis dolorent rerum harum dessit atquo iusam si dem quam, similias ipsunt etur modipitat aceat facepe et experuntini dolorion coria volute as il ipsa aditet laut mint. Elicabo rempor aut estius re-

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Argomento Giochi 19 19

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Maggio 2019 by Redazione di EtCetera - Issuu