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I - Settembre 2021

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ETCETERA Il g io r n a lin o d e g li s t u d e n t i

E L E Z IO N I R A P P R ESEN TA N T I D ’IS T IT U T O S e t t e m b r e 2 0 2 1 - N °1


IN D IC E L’E D I T O R I A L E 3

A v e M a jo r a n i!

d i L u c a S a ra c h o , 4 F

SCUO LA 5 In t e r v is t a a lle lis t e c a n d id a t e a lla r a p p re s e n t a n z a d ’Is t it u t o

d i A le s s ia Z a p p a t e r r a , 2 C ; C a ro la N a v a , 5 b b ; S o fi a N o v a , 5 b b

P O L IT IC A 9 D e s io a l V o t o d i G io e le C a p r ile , 3 c c 1 6 L’a r r in g a d e ll’a v v o c a t o d e ll’a t o m o d i S t e fa n o R o v e re , 4 D 2 0 U n it i p e r l’a m b ie n t e , u n it i p e r il fu t u ro

d i D a n ie le R is o , 5 c c

C U LT U R A 2 1 S e i c o m e T a le t e , s e a m i le s t e lle ...

d i S h e e z a H a b ib , 4 F

2 4 L a m e m o r ia : c o m e fu n z io n a e c o m e m ig lio r a r la d i V e ro n ic a G u a r is c o , 2 D

SPO RT 2 6 1 1 L u g lio 2 0 2 1 : l’in iz io d i u n ’e s t a t e it a lia n a

d i S im o n e P e t t a n e lla , 2 c c ; N o e m i N o v a , 2 c c ; B e n e d e t t a In v e r n iz z i, 2 c c

M U S IC A 2 8 C o n c e r t i in it a lia : q u a n d o s i r ip a r t ir à ?

d i M a tte o B o n te m p o , 4 H

E t C e t e r a M a jo r a n a

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L ’E D I T O R I A L E

A V E M A J O R A N I! LU C A SA R A C H O , 4F

Carissimi Majorani,

tà con cui, nel corso della storia, si siano susseguiti innumerevoli imperi, a come un nuovo anno scolastico, per la felicità alleanze siano state strette ed infrante o (o la disperazione) di molti, è ufficiala come piccoli villaggi di pastori siano mente iniziato. E con l’inizio dei giri di assurti a divenire magnifiche ed imponenti interrogazione, dei primi temi in classe e città, per poi venir ridotti in macerie daldelle temutissime versioni di latino, non la cieca furia che guida l’uomo nella sua poteva mancare il primo numero del nostro beneamato giornalino, che, dopo due delirante ricerca di ricchezza, di potere, di sofferti anni di pandemia, torna material- dominio sui propri simili. Con il progremente nelle vostre mani, nelle vostre aule, dire della civiltà, il cambiamento ha poi assunto tempistiche senza precedenti. In in formato cartaceo! Un nuovo anno, un nuovo inizio, e una nuova vita per tutti ma questo modo, abbiamo assistito in diretta soprattutto per EtCetera, che mi vedrà per alla drammatica caduta del governo afgala prima volta nel ruolo di fedele capore- no, fatto che ha vanificato i sacrifici compiuti, il sangue versato, le vite perdute nel dattore. Andando a ritroso nel tempo, mi corso di venti lunghi anni di guerra. Un si accappona la pelle al solo pensiero di quanto siano cambiate le cose nel corso di nuovo inquilino occupa adesso l’Ufficio questi ultimi tre anni, non solo nel ristret- Ovale al 1600 di Pennsylvania Avenue, Washington DC, mentre la Germania si to contesto della nostra redazione, bensì dovrà presto privare della donna che per nell’intera realtà che ci circonda. sedici anni ha tracciato la via maestra non La concezione di mutamento come cosolo della politica tedesca, ma anche (e stante paradossalmente immutabile negli soprattutto) di quella continentale. Per enti naturali era presente sin presso gli non parlare poi della nostra nazione che, antichi, tantoché intere filosofie (in prinei tre anni appena trascorsi, ha visto mis quella eraclitea, cavalcando il motto l’avvicendarsi di tre differenti esecutivi, tutt’oggi immortale di πάντα ῥεῖ, “tutto ultimo dei quali presieduto da un’indiscorre”) sono state sviluppate prendendo scutibile autorità quale quella di Mario come assioma questa constatazione di Draghi. Insomma, in questo mondo che fatto. Basti pensare solamente alla faciliE t C e t e r a M a jo r a n a

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L ’E D I T O R I A L E muta radicalmente, che procede inesorabile verso un futuro quantomai oscuro, pare che non vi possa essere alcunché di certo, di stabile, di immutabile e che l’uomo sia destinato ad osservare, in qualità di mero ed inerme spettatore, un imprevedibile avvenire.

mondo che ci circonda, una cosa rimarrà costante durante tutta la durata di questo processo, nonché il valore su cui esso stesso si fonda: l’irrinunciabile libertà di espressione di ciascuno di noi studenti. Ricordo ancora l’esitazione che provai prima di inviare in redazione il mio primo articolo in assoluto, pubblicato sul numero Ma rifacendoci alla metafisica di Aristodi Febbraio 2020: essendo una voce fuori tele (quella sconosciuta!), il divenire, il dal coro di gran parte dell’informazione passaggio dell’essere ad un tipo diverso mainstream, temevo di non essere accettadi essere, non ha ragion d’esistere senza to per via delle mie idee, temevo di venire un sostrato immutabile, un fondamento giudicato a priori per via del mio orientaontologico che lo Stagirita indicò a illo mento politico. Eppure, tutta la redazione tempore come ùποκείμενον o sostanza, è riuscita a regalarmi ciò che ritenevo letteralmente “ciò che sta sotto” e che permane inalterato nel divenire dell’ente. impensabile: accettazione, tolleranza, un clima di apertura al dialogo pacifico e Tralasciando un arido discorso filosofico democratico ormai raro ai nostri giorni. che sicuramente vi farà passare la voglia La redazione di EtCetera mi ha offerto un di proseguire la lettura del mio primo luogo in cui sentirmi libero di sostenere editoriale, io proporrei di vedere questa fantomatica sostanza come la vera essenza le mie convinzioni; è per questo motivo che io adesso, nelle vesti di caporedattore, di un soggetto, la salda ancora a cui agsono pronto a portare avanti il nome del grapparsi nel momento in cui ci si sente sopraffatti dalla corrente degli “stessi fiu- giornalino che così calorosamente mi ha accolto. mi” in cui “scendiamo e non scendiamo, siamo e non siamo”, richiamando in causa Dichiaro dunque che le porte di EtCetera il già citato Eraclito. Or dunque, dove vo- sono spalancate a tutti voi, colleghi stuglio arrivare con tutto ciò? denti e colleghe studentesse del Majorana, Anche la nostra redazione, in quanto parte a tutti voi che volete condividere col resto della scuola un pensierino, una poesia, del sensibile, è soggetta all’inevitabile una nuova visione della realtà. Che sia andivenire delle cose: prodi veterani sono che per un solo articolo nella vostra intera costretti ad abbandonare i ranghi dell’esercito per fare spazio a nuove e gagliarde esperienza liceale, per un solo paragrafo o penne, mentre impavidi generali si cedono per una sola virgola, EtCetera ha bisogno di tutto il vostro sostegno per crescere. vicendevolmente la guida della fiera legione. Sebbene il nostro giornalino continuerà ad evolversi senza tregua insieme al Ave Majorani! E t C e t e r a M a jo r a n a

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SC U O LA

IN T E R V IS T A A L L E L IS T E C A N D ID A T E A LLA R A P P R E S E N TA N Z A D ’IS T IT U T O A L E S S IA Z A P P A T E R R A , 2 C ; C A R O L A N A V A , 5 b b ; S O F IA N O V A , 5 b b

Chi siete?

Carissimi studenti e carissime studentesse del Majorana, finalmente è tornato il periodo dell’anno che tanto ci è mancato, in cui le liste si sfidano in vista delle elezioni per i rappresentanti d’Istituto. L’otto ottobre (o l’undici per i più fortunati che saranno in gita) saremo tutti tenuti a votare chi tra gli studenti candidati ci rappresenterà nel Consiglio d’Istituto. Come sempre Etcetera è presente anche in questa occasione e oggi vi proponiamo un’intervista alle due liste candidate, Attualista e LiberAlista, in cui cercheremo di conoscere un po’ meglio i ragazzi e le proposte che hanno ideato per la nostra scuola. Detto ciò a loro la parola!

E t C e t e r a M a jo r a n a

LiberAlista Ciao a tutti, cari Majorani. Noi siamo Eleonora Altieri e Gioele Caprile di 3cc Attualista Ciao Majorani! Noi siamo Chiara Pizzi di 5cc, Daniele Riso sempre di 5cc e Giorgia Vignando di 5H Per quale motivo avete deciso di candidarvi? LiberAlista Eleonora: Poiché ritengo che la scuola sia un aspetto fondamentale della vita di ogni studente, ho scelto di candidarmi nella speranza di introdurre dei miglioramenti 5

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SC U O LA positivi nel Majo e di rendere i giorni trascorsi qui un’esperienza il più piacevole e meno dura possibile. Mi reputo una persona pronta all’ascolto delle necessità e dei bisogni di tutti e credo che ciò sia un buon punto di partenza per costruire una buona intesa con tutti i miei compagni studenti e per dare voce a ognuno di loro. Gioele: Mi ha spinto a candidarmi la consapevolezza delle diverse problematiche presenti nella scuola, che spesso rendono lo studio e la vita di noi studenti molto complessi. Spero infatti di poter provare a risolvere, almeno in minima parte, queste difficoltà per garantire a tutto il popolo del Majo un ambiente sicuro e sereno dove poter crescere e migliorare insieme.

green e spassoso sia per chi ha appena iniziato il suo percorso, sia per chi il Majo lo frequenta già da un po’, in modo tale che ognuno possa vivere la sua esperienza in questa scuola in un modo ancora più formativo e divertente di quanto lo sia stato per me. Perché meglio del Majo miglior scuola non c’è! Giorgia: Mi candido perchè dopo due anni di Covid, che ci hanno impedito di vivere al meglio lo spirito di questa scuola, vorrei riportare in vita attività e usanze apprezzate da tutti, come ad esempio le giornate a tema, che hanno reso speciali i miei primi anni in questa scuola. Mi piacerebbe che il Majo tornasse ad essere un posto in cui vivere dei bei momenti con i propri amici, nonostante le verifiche e le interrogazioni. Infine, essendo in quinta, mi sento pronta ad instaurare un dialogo con gli altri studenti cercando di aiutarli.

Attualista Chiara: Ho deciso di candidarmi perchè ricordo che la prima cosa che mi aveva colpito del Majo, il motivo per cui avevo scelto di iscrivermi qui, erano proprio le sensazioni di familiarità e accoglienza che si respiravano nei corridoi della scuola. Negli ultimi anni, a causa della situazione pandemica, ho sentito venire meno questi sentimenti e, proprio perché il Majo è come una casa per me, voglio fare di tutto per far sì che anche le persone che non hanno potuto respirare quell’atmosfera possano vivere la stessa emozione che mi aveva così tanto colpito. Daniele: Quest’anno ho deciso di candidarmi come rappresentante di Istituto, perché nel mio ultimo anno al Majo vorrei rendere questa scuola ancora più bella di quanto sia già, insieme a tutti voi. Vorrei costruire un ambiente sempre più aperto, E t C e t e r a M a jo r a n a

Quali sono le proposte principali della vostra lista? LiberAlista Ovviamente tutte le proposte della nostra lista sono importanti e prioritarie. Vorremmo innanzitutto un ritorno a quella socialità che il covid ci ha portato via, un’autogestione completa che ci permetta di coltivare la socialità in tutta la scuola dove purtroppo la distanza tra gli studenti è ancora palpabile. Un nostro buon proposito è anche quello di migliorare la raccolta differenziata all’interno della scuola, che purtroppo ad oggi non funziona al meglio, e allo stesso tempo ricavare momenti di riflessione sul 6

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SC U O LA tema dell’educazione ambientale sfruttando le ore messe a disposizione per educazione civica. Oltre a cercare di reintrodurre nel rispetto del regolamento anti-covid le tanto adorate macchinette di cui tutti, studenti e professori, sentiamo la mancanza ad ogni intervallo, vorremmo poi presentare e sviluppare il progetto “MAJOCARES” per affrontare alcune tematiche centrali per tutti noi ragazzi: la salute mentale, il rispetto dell’ambiente e molti altri. Il tutto in collaborazione con alcuni gruppi già presenti all’interno della nostra scuola, come Etcetera, MajoTv, RadioMajo e la pagina Ig della scuola.

anche quest’anno di proporre felpe e borracce, così da permettere agli studenti di sentirsi ancora più legati a questa scuola. Quali attività all’interno della scuola vorreste migliorare o introdurre? LiberAlista Per quanto riguarda le attività che vorremmo introdurre, un ruolo centrale verrà sicuramente occupato da MAJOCARES, di cui vi abbiamo già parlato, e anche da tutte quelle occasioni in cui si potranno introdurre argomenti importanti per tutti noi, come educazione ambientale e sessuale. Un nuovo progetto che ci piacerebbe molto introdurre è poi “AGORÀ”: questo consiste in una serie di dibattiti da svolgere dopo le lezioni, su base volontaria, in cui si potranno discutere alcune tematiche scelte da noi studenti: questo progetto, oltre a permetterci di informarci e di imparare cose nuove, avrà anche l’obiettivo di promuovere la socialità tra gli studenti per imparare di nuovo a stare insieme.

Attualista Vorremmo fin da subito avviare un dialogo diretto con tutti gli studenti, utilizzando dei sondaggi in cui sarà possibile fare delle richieste o per mezzo dei quali raccoglieremo le opinioni degli studenti su determinati argomenti. Poi ci piacerebbe continuare ad utilizzare i canali social della scuola per incentivare incontri culturali serali per tutti, anche dando la disponibilità di creare delle aule studio per gli studenti. Ci sembra una buona cosa inoltre tentare di accrescere la considerazione che sia ha degli Hackathon, utili per informarsi e per imparare di più riguardo ad alcune importanti tematiche di oggi. Senza tralasciare il fatto che anche per noi sarebbe importante la reintroduzione delle macchinette, che molte volte salvano gli studenti dalla fame, ci teniamo a rilanciare la vendita di gadget scolastici, tentando E t C e t e r a M a jo r a n a

Attualista Dopo due lunghi anni in cui la maggior parte delle proposte che si tenevano al Majo sono state cancellate, la nostra lista vorrebbe reintrodurre le giornate a tema, come quelle di Halloween e San Valentino, e la Majorun, che solitamente si svolgeva nel mese di Maggio. Oltre a ciò, speriamo di migliorare tutto ciò che riguarda l’orientamento universitario, in modo da poter agevolare la scelta di un percorso di studio per gli studenti di 7

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SC U O LA quinta; in unione a questo ci piacerebbe anche creare delle aule studio, a cui gli studenti della scuola avranno la possibilità di partecipare. Ci teniamo anche a incentivare le uscite facoltative come quelle proposta in estate.

remmo far esprimere ai majorani questi due valori al meglio, attraverso per esempio la destinazione di un muro all’espressione artistica degli studenti. Cosa augurate per questo nuovo anno scolastico a tutti gli studenti del nostro liceo?

Dateci tre buoni motivi per convincerci a votare la vostra lista

LiberAlista LiberAlista Il nostro desiderio è che tutti possano Il nostro motto racchiude i principali mo- sentirsi parte integrante della scuola e che tivi per cui dovreste sceglierci come vostri ci si possa aiutare a vicenda per portare rappresentanti: la nostra lista punta infatti un cambiamento in questa nostra realtà. a essere LIBERA, in quanto non vuole Auguriamo a tutti anche di poter ritrovare porre limiti a proposte e idee, SOCIALE, la serenità perduta a causa del Covid e di perché vuole coinvolgere il più possibile vivere al meglio delle proprie possibilità tutto il popolo dei Majorani, ed INCLUSI- questo nuovo anno scolastico. VA, in quanto intende dar voce alle esigenze di ogni singolo studente. Attualista Auguriamo a tutti di poter rimanere in Attualista presenza senza dover più temere la Dad; Innanzitutto siamo una lista che ha l’ininoltre speriamo di poter tornare ad una tento di rendere il Majo un luogo ancora scuola fatta di condivisione di momenti più sereno dopo due spiacevoli anni di tra gli studenti, in modo da poter collepandemia, in modo da far conoscere a zionare ricordi felici tutti insieme. Buon pieno l’atmosfera che ha sempre animato nuovo anno scolastico a tutti! questa scuola. Cercheremo quindi di creare un ambiente stimolante, inclusivo e divertente grazie all’aiuto di tutti voi studenti. Avendo poi già vissuto quattro anni in questa scuola e avendone conosciuto le sue grandi potenzialità pre-pandemia, cercheremo di valorizzarle al meglio e migliorarle Sicuramente abbiamo molta voglia di metterci in gioco e creare un Majo che affondi nella libertà e nella creatività degli studenti le sue radici, tant’è vero che vorE t C e t e r a M a jo r a n a

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P O L IT IC A

D E S IO A L V O T O G IO E L E C A P R IL E , 3 c c

Carissimi studenti e carissime studentesse di Desio e dintorni, come potrete aver capito, in alcuni paesi della Brianza questo fine settimana ci saranno le elezioni comunali. A Desio, però, ci toccheranno maggiormente poiché indirettamente toccheranno anche la nostra amata scuola. Detto questo, vi lascio da parte le mie interviste fatte con il prezioso aiuto di Daniele Riso e Luca Saracho.

addirittura un machete. Poi è ovvio, quello dell’aggressione è stato un evento eccezionale, che però ha messo in luce un clima di insicurezza che nei cittadini perdura da molto tempo. Un altro problema è la scarsa illuminazione, che causa noie non solo in zone più periferiche, ma anche in zone principali come Via Garibaldi. Ciò testimonia lo scarso interesse verso l’imprenditoria locale, la quale è sempre più in rovina: i negozi chiudono e non riaprono, e soprattutto non ne riaprono di belli. Poi, sia per via della scarsa visibilità che della scarsa viabilità, la crociata dell’amministrazione contro gli automobilisti è inutile e dispendiosa, infatti non sempre una persona può spostarsi in bici od a piedi. I: Cosa pensate di fare per il Centro Sportivo? G: Questa domanda è come sparare sulla Croce Rossa. È veramente mal gestito, un disastro su tutta la linea. L’amministrazione, checché ne dica, in 10 anni non ha fatto niente, ha soltanto perso vari bandi, di cui alcuni per colpa loro. Non hanno neanche mai messo un po’ di coraggio per cercare di tamponare questi errori

Intervista a Simone Gargiulo, candidato presentato da: Lega, Fratelli d’Italia, e Lista Civica per Desio. I: Buongiorno signor Gargiulo. G: Buongiorno a voi (c’erano vari intervistatori, ndr). I: Come intende migliorare la vivibilità qui a Desio? G: La mia intenzione è quella di migliorare la vivibilità dei cittadini attraverso delle interconnessioni. Inoltre c’è stata una scarsa attenzione per la sicurezza cittadina da parte dell’amministrazione uscente: un esempio può essere quello scontro tra 500 ragazzi avvenuto a pochissimi passi dal Centro, dal quale uscì E t C e t e r a M a jo r a n a

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P O L IT IC A ed hanno lasciato la barca in balìa della tempesta. Gli unici soldi che hanno speso nel Centro Sportivo sono stati quelli arrivati dallo Stato per via della pandemia di Covid, altrimenti avrebbero speso una cifra alquanto vicina allo 0. La gestione del centro non ha una logica, non c’è prospettiva, l’unica cosa che c’è è la mancanza di visione e spirito imprenditoriale. Inoltre, siamo l’unica città in Brianza a non avere un campo da padel, sport sempre più famoso ed importante.

gli altri, possano vedere com’era strutturato allora un borgo. Il Palio dev’essere l’evento culminante di questo evento, non l’inizio. La sfilata poi dev’essere più raccolta e più spettacolare, e bisogna fomentare una sana rivalità tra le varie Contrade. Intervista a Jennifer Moro, candidata presentata da: Partito Democratico, Desio Viva, Desio Libera e La Sinistra per Desio. I: Buonasera signora Moro. M: Buonasera. I: Quale ritiene che sia il suo cavallo di battaglia? M: Il nostro cavallo di battaglia sono i giovani, essi sanno quale sia il territorio e di cosa lo stesso abbia bisogno. Vogliamo quindi lavorare sui giovani ed abbiamo l’obiettivo di creare uno spazio costruito per e con loro.

I: Riguardo gli edifici dismessi cos’avete intenzione di fare? G: In questi 10 anni non è stato fatto niente, tutto è rimasto così com’era. Quelli di proprietà comunale poi non possono essere messi in vendita essendo che costano troppo sia in termini di pagamento al Comune sia in termini di ristrutturazione. Bisognerebbe incentivare lo spirito imprenditoriale ed aiutare gli imprenditori a comprarli, anche a costo zero se necessario, ma in quel caso creando un piano che migliori anche la zona circostante all’edificio.

I: Uno dei problemi più visibili della nostra città è quello degli edifici abbandonati e/o inutilizzati, in merito a ciò avete già delle idee? M: Abbiamo intenzione di dare una sede più adeguata all’archivio storico affinché diventi anche uno spazio espositivo, poi abbiamo intenzione di recuperare la palazzina Cremonini all’interno di un piano di recupero, che verrà avviato con l’aiuto di un privato, del palazzone abbandonato, inoltre c’è l’obiettivo di dare una sede alle varie associazioni prive, per l’appunto, di una sede.

I: Qual è il vostro piano sulla mobilità? G: Non parliamone, l’amministrazione ha sempre ignorato le lamentele dei cittadini. I: La vostra idea del Palio degli zoccoli è interessante, potrebbe dirci di più? G: È un format molto vecchio, bisogna modernizzarlo. La nostra intenzione è quella di coinvolgere maggiormente i cittadini, vorremmo creare un villaggio medievale proprio durante il periodo del Palio, affinché i più piccoli, ed anche tutti E t C e t e r a M a jo r a n a

I: Uno dei problemi che sta più a cuore 10

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P O L IT IC A di noi ragazzi desiani è la situazione del Centro Sportivo. A riguardo di ciò, cosa avete intenzione di fare? M: Vogliamo sicuramente riqualificarlo, a tal proposito abbiamo stanziato 250.000€ che speravamo di aggiungere ai soldi provenienti da un’eventuale vittoria di qualche bando; purtroppo però ogni bando è stato perso, ma si continuerà ad andare avanti nella ricerca di altri da provare a vincere, e nel frattempo si comincerà a rinnovarlo utilizzando quei 250.000€ stanziati che, appunto, abbiamo stanziato e stiamo tenendo da parte. I: Alcuni candidati dicono che ci sia un problema di sicurezza sul suolo desiano, Lei cosa ne pensa e cosa vuole dire in merito? Non c’è alcun problema di sicurezza, i dati dicono che la nostra sia una situazione in linea con quella provinciale, ma sicuramente ci sono dei fenomeni su cui comunque bisogna lavorare. Ad ogni buon conto, negli ultimi mandati non siamo stati con le mani in mano, infatti, ad esempio, abbiamo triplicato le telecamere ed abbiamo allungato i turni estivi dei poliziotti di due ore, oltre ad aver creato delle squadre che possano pattugliare, a piedi ed in macchina, ogni quartiere. Per il prossimo mandato abbiamo comunque un piano affinché i cittadini si sentano più al sicuro. I: Alcuni candidati dicono che fare peggio di voi sia praticamente impossibile e che in questi due mandati abbiate fatto poco e nulla, cosa volete rispondere? E t C e t e r a M a jo r a n a

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M: Voglio ricordare che il partito prima di noi ha creato vari danni in città, infatti a loro si deve il palazzone e soprattutto l’Inchiesta Infinito, che ha portato al commissariamento della città, quindi, che piaccia o no, la nostra città sicuramente è cambiata. Intervista a Stefano Motta, candidato per: Forza Italia, Unione di Centro e centristi. I: Buonasera signor Motta. M: Buonasera. I: Potrebbe partire dicendoci quale ritiene che sia il punto cardine del suo programma? M: Certamente. Il nostro punto cardine è l’ascoltare la vocazione della nostra città, infatti ogni città ha un Genius Loci, perciò, a nostro avviso, bisogna mettersi al servizio della stessa, quindi di una città moderna e non più vecchia, ed ascoltare ciò che ha dentro. I: Noi giovani, come ben sa, siamo particolarmente toccati dal tema del Centro Sportivo, qual è la vostra idea per migliorarlo? M: Lo sport è una delle eccellenze di Desio, non solo a livello agonistico, bensì anche e soprattutto al livello di base. Di conseguenza vanno potenziate le varie strutture presenti sul nostro territorio e soprattutto va anche incentivata la diversità delle stesse. Il nostro Centro Sportivo infatti è vecchio, e per quanto i gestori siano dotati delle migliori intenzioni, non si può riuscire a fare granché senza applicare un profondo rinnovamento. Detto questo, è S e t t e m b re 2 0 2 1 - N ° 1


P O L IT IC A nostra intenzione rifare il campo da calcio nonché la pista di atletica. I: Uno dei problemi più visibili è quello degli edifici inutilizzati ed abbandonati, cosa volete fare per migliorare la situazione? M: Non tutti gli edifici sono comunali, ed essendo per la maggior parte di grandi dimensioni, sono difficili da mettere sul mercato; perciò il compito del Comune dovrebbe essere quello di mettere in grado le persone di fare business con essi, infatti 10 anni fa potevano anche avere un valore di mercato, ma adesso sono più vecchi, e soprattutto c’è stato il Covid, che ha ridotto il potere d’acquisto degli imprenditori. Noi abbiamo già delle idee in mente, però non vogliamo scoprire le nostre carte ora, le scopriremo più avanti, quando sarà il momento (ride nel dirlo, ndr) I: Cosa ne pensate dell’uscente amministrazione comunale? M: Parto dicendo che 10 anni fa votai per il PD (ride, ndr). Infatti mi riconoscevo nei loro valori, e devo ammettere che alcune delle iniziative e delle idee del PD erano appunto condivisibili, poi però non sono servite a molto. A dire il vero penso anche che l’amministrazione abbia quasi preso in giro i cittadini poiché è stata molto ideologica nel seguire la linea tracciata da Sala a Milano, e di conseguenza non hanno ascoltato i cittadini. Critico quindi l’amministrazione per il fatto che essa non abbia mantenuto le varie promesse elettorali. I: Uno dei punti più alti nella storia desiE t C e t e r a M a jo r a n a

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ana è stata la battaglia di Desio. Per ricordarla è stato organizzato il Palio degli zoccoli. Ha intenzione di apportare qualche migliorìa? Se sì, quale? M: Quando prima parlavo del Genius Loci pensavo proprio alla storia di Desio, poiché con la battaglia di Desio questa cittadina ha cambiato il paradigma della storia lombarda. Poi ha fatto la storia del Novecento con Papà Pio XI, successivamente nella prima Rivoluzione Industriale con le industrie tessili, e nella Seconda rivoluzione Industriale con l’Autobianchi. Desio quindi è una cittadina ricca di storia, ragion per cui sogno un Palio “permanente”, che diventi tridimensionale, che sia motivo d’interesse per Desio. Desio infatti potrebbe addirittura essere considerata una sorta di piccola Troia, poiché fu conquistata grazie ad uno che aprì le porte della città da dentro e che permise all’esercito nemico di entrare dentro di essa. Inoltre ho il sogno di creare un percorso, per così chiamarlo, tridimensionale, che tramite un codice QR possa far vedere alle persone com’era strutturato allora il Borgo di Desio, e che magari possa riprodurre fedelmente alcuni momenti salienti della battaglia. Intervista a Denis Franzini, candidato del Movimento 5 Stelle. I: Buonasera signor Franzini. F: Buonasera. I: Potrebbe dirci qual è il punto principale del vostro programma? F: Il punto principale del nostro programS e t t e m b re 2 0 2 1 - N ° 1


P O L IT IC A ma è il coinvolgimento dei giovani nella politica cittadina. Ascoltare cos’hanno da proporre per migliorare la città, i loro bisogni, le loro idee. Vogliamo che i giovani desiani abbiano spazi adeguati e strumenti per potersi confrontare e per portare la loro voce anche in consiglio comunale. Questo è esattamente l’obbiettivo di uno dei nostri candidati più giovani, Luca Franzini, 19 anni, al primo anno di università. In particolare vorremmo che i ragazzi di Desio avessero un luogo di ritrovo adeguato e l’abbiamo identificato nel Centro sportivo, che vogliamo riqualificare in tempi brevi e rendere luogo di aggregazione, non solo per l’attività sportiva ma per incontrarsi e passare il tempo. I: Qual è il vostro piano sugli edifici dismessi della nostra città? F: Gli edifici dismessi di Desio sono tanti e non possono essere raggruppati in un’unica soluzione. Ogni edificio ha le proprie particolarità ed i propri problemi. Quello che si può pensare di fare, senza promettere la luna, è di studiare caso per caso e individuare quelli su cui si può intervenire più facilmente. Esistono degli strumenti, come il Superbonus 110% ideato dal Movimento 5 Stelle al governo, che agevolano gli interventi di ristrutturazione ma che non possono essere attuati direttamente dal comune. Possono però essere agevolati progetti privati e su questo ci impegniamo a studiare le soluzioni migliori. Un caso emblematico può essere l’edificio dell’ex Esselunga, che non è nelle disponibilità del comune, ma, come E t C e t e r a M a jo r a n a

già fatto a Vimercate, può essere oggetto di una progettazione condivisa con la proprietà per adibirlo a spazio utile per la collettività. I: Sul Centro Sportivo invece cosa può dirci? Quali sono le sue intenzioni? F: Il centro sportivo è stato un tema su cui abbiamo combattuto in consiglio comunale per tutti questi anni. La mancanza di un bando di gara e di una visione d’insieme hanno fatto sì che la struttura andasse sempre più decadendo. Anche il mancato utilizzo del Superbonus 110% o il fallimento nella partecipazione ad alcuni bandi da parte di questa amministrazione hanno creato un danno per i cittadini. Ora vogliamo studiare un bando adeguato per l’affidamento e la futura gestione per rendere il centro sportivo, come già detto, un luogo di aggregazione e di svago per i giovani desiani. I: Quali sono, a vostro avviso, gli interventi più urgenti da fare a Desio? F: Gli interventi più urgenti a Desio sono quelli di ordinaria amministrazione. Anche se dovrebbe essere scontato, quello che c’è ancora da fare è la manutenzione di strade e marciapiedi, l’abbattimento delle barriere architettoniche, la riqualificazione degli impianti di illuminazione e, non ultimo, una maggiore attenzione all’ambiente, il che significa: dismissione dell’inceneritore, controlli di aria, acqua, terreni, installazione di colonnine per auto elettriche, sperimentazione di bus navetta comunale ed incentivazione del consumo di acqua del rubinetto per ridurre il rifiuto

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P O L IT IC A in plastica.

poiché, da volontari, non sono riusciti a trovare compromessi con l’amministraziI: Qual è, secondo voi, ciò che è mancato one. Vogliamo migliorare l’inquinamento, all’amministrazione PD in questi 10 anni? un’idea è quella di pulire le aree verdi e F: Ciò che è mancato è sicuramente stato cose simili, così facendo pensiamo di potla mancata collaborazione con le forze er migliorare la situazione dal basso. politiche che proponevano interventi o migliorie per la città, che hanno sempre I: Potrebbe parlarmi del vostro approccio “rimbalzato” con un po’ di supponenza. al Centro Sportivo invece? L’altro problema è stato inseguire troppo M: Il nostro approccio sarà di tipo partegli interessi di partito e guardare troppo cipativo, vogliamo migliorare il Centro poco ai bisogni della città. In generale si Sportivo con i 250.000€ cercando allo poteva fare molto di più e meglio, consid- stesso tempo di capire come modernizzaerando che 10 anni sono un tempo suffici- re la struttura, ad esempio riassestando i ente per prendersi cura della città. Desio campi da tennis ed aggiungendo dei campi invece oggi ha l’aspetto di una città un po’ da padel. Inoltre vorremmo applicare la abbandonata a sé stessa. cogestione delle varie strutture del Centro Sportivo. Intervista a Guido Meda, candidato della Quindi, riassumendo: sicuramente vogliamo ristrutturare il Centro Sportivo, e lista civica “Attivi per Desio”. stiamo anche seguendo degli interventi I: Buonasera signor Meda. multifunzionali nell’area della Coop per M: Buonasera. migliorare la qualità dello sport anche al I: Chi siete voi? E qual è il vostro cavallo di fuori del nostro centro; quest’intervento di battaglia? però è stato posticipato per via della manM: Noi siamo una lista civica che nasce canza di soldi causata dalla poca vendita dall’esperienza del volontariato e dei codegli appartamenti nella zona. Noi quindi mitati, ragion per cui avremo un metodo vogliamo far accadere ciò che potrebbe e di lavoro diverso dagli altri partiti. Noi dovrebbe accadere. Infine, sempre per miinfatti vogliamo una maggior partecipazi- gliorare la situazione dello sport a Desio, one dei desiani e non vogliamo imporre vogliamo attuare una manutenzione dei loro il nostro pensiero come farebbero gli vari campi in giro per la città. altri partiti, di conseguenza il loro obietI: Sugli edifici abbandonati e dismessi deltivo è fare bene le cose ordinarie, ovvero ciò che è mancato all’ultima amministra- la città quali sono i vostri piani? zione, quindi cose come la manutenzione M: Riguardo gli edifici possiamo cominciare col dire che le situazioni non sono del verde e dell’illuminazione, e vogliatutte uguali, infatti bisogna far distinzione mo perciò mettere al centro il cittadino. tra edifici comunali, edifici provinciali ed Inoltre vogliamo migliorare la viabilità E t C e t e r a M a jo r a n a

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P O L IT IC A edifici privati. Noi vogliaml attuare dei veri interventi con l’aiuto della Regione tramite la volontà di miglioria dell’urbanizzazione delle città, poi vogliamo creare e migliorare anche i Centri di ritrovo per i ragazzi, poi la palazzina Cremonini è sotto alle Belle Arti, quindi sarà difficile fare qualcosa riguardo quella poiché la Belle Arti metterà dei paletti. Le cose interessanti sono l’ex ITIS, la casa di riposo, l’ex tribunale, l’ex ospedale. Vogliamo fare una consulta e chiedere ai giovani cosa vorrebbero si facesse affinché possano responsabilizzarsi e si possa farli crescere.

tante. Poi sono delusi da un paio di scambi di basso livello sui social (battibecco sulla cessione della torre, l’amministrazione piddina reclamava di essere stata lei ad averla venduta, ma alle altre liste è sembrato che la città si sia piegata agli imprenditori, e quando uno dei candidati ha fatto quest’osservazione, la candidata piddina, a detta di Meda, si è innervosita ed ha avuto una reazione sopra le righe, ragion per cui un altro candidato l’ha richiamata facendole notare l’esagerazione nella sua reazione. Così, oggi (Mercoledì 29, ndr) hanno pubblicato sui social alcune vecchie frasi di Gargiulo e quindi rischiano di creare dei brutti precedenti) e dalla presenza di un paio di persone dalI: Cosa vuole fare per il Palio degli Zocla fedina penale sporca in una delle liste, coli? cosa che però accetto poiché apprezzo M: Riguardo il Palio degli zoccoli, il fatto che vogliano reintegrarsi nella all’inizio esso nacque come un qualcosa società. Il candidato di questa lista però tra amici, e soltanto in seguito divenne un non ha difeso queste persone e quindi mi qualcosa d’istituzionale. Vorremmo creare dispiace che non abbia avuto il coraggio un Museo riguardante il Palio e magari di difenderli ed abbia chiesto loro di fare cercare di attivare un po’ di più la parteci- un passo indietro (quindi gli pare un po’ pazione dei cittadini. ipocrita, ndr). I: Cosa ne pensate dell’amministrazione uscente? M: Noi riconosciamo una positività nella gestione della pandemia ed un’ottima amministrazione della Pallavicini con la creazione della rete di supporto per i meno abbienti, inoltre ella ha rinforzato le varie forze che erano un po’ slegate presenti sul territorio. Non salviamo quasi nulla invece della parte addobbi e della parte viabilità poiché sembra mancare la concezione di ciò che è realmente imporE t C e t e r a M a jo r a n a

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L ’A R R I N G A D E L L ’A V V O C A T O D E L L ’A T O M O S T E FA N O R O V E R E , 4 D

Sabato 25 settembre, Porta Venezia, Milano. Alla manifestazione dello Stand Up For Nuclear, movimento per l’informazione riguardo l’energia nucleare, ho avuto il piacere di parlare con Luca Romano. Divulgatore italiano presente sui social sotto il nome de L’Avvocato dell’Atomo, egli è spesso presente a dibattiti sulla sostenibilità e sull’ecologia su canali di informazione come quelli di Ivan Grieco e di Marco Crepaldi. Gli ho posto nove domande sull’energia nucleare, parlando della ricerca e dei nuovi reattori adottati dalle nazioni del mondo.

tenere, in quanto l’unico modo per vincere questa repulsione sarebbe portare la materia a temperature altissime - parliamo di centinaia di milioni di gradi - in modo che le particelle siano così veloci da riuscire a vincere questa forza. É ovviamente un caso di sfide tecnologiche non indifferenti. Se si riuscisse a raggiungere la fusione, avremmo una serie di vantaggi, tra i quali il fatto che il combustibile della fusione, l’idrogeno e i suoi isotopi, è abbastanza abbondante in natura e si potrebbe ottene-

Tra le altre cose, la ricerca sul nucleare in questo periodo sta puntando al raggiungimento della fusione nucleare. Perché è così difficile da ottenere e quali sarebbero i vantaggi rispetto alla fissione? É presente una repulsione elettromagnetica tra i nuclei atomici. Questo rende la fusione molto difficile da otE t C e t e r a M a jo r a n a

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P O L IT IC A re con relativa facilità. La fusione inoltre, a differenza della fissione, non produce rifiuti radioattivi di alto livello, quindi sarebbe un’ulteriore forma di energia pulita su cui potremmo puntare. Detto questo, la ricerca nucleare oggi non punta solo alla fusione. La ricerca sulla fissione è molto viva con moltissimi fronti di ricerca aperti che spaziano tra reattori veloci, reattori modulari, reattori fission fragment e molto altro. Di recente si è parlato di una quarta generazione di reattori nucleari. Di cosa si tratta e perché sarebbe migliori rispetto alle precedenti? Il salto tra la seconda e la terza generazione, avvenuto in seguito al disastro di Chernobyl, è stato soprattutto in termini di sicurezza. La quarta generazione di reattori nucleari è quella che invece promette una serie di avanzamenti tecnologici enormi. I reattori di quarta generazione potrebbero fare cose come generare idrogeno utilizzando il calore di scarto, riciclare le scorie radioattive tramite i neutroni veloci e molto altro. Andrebbero quindi a risolvere molti di quelli che sono ancora i problemi del nucleare di terza generazione.

ed era un reattore dual purpose: serviva a produrre sia energia che plutonio per le bombe. Oggi questi reattori non esistono più e non sono mai esistiti al di fuori dell’Unione Sovietica. La causa dell’incidente fu una catena di errori umani che, combinandosi alla scarsa sicurezza del reattore, andarono a creare l’incidente. A Fukushima l’incidente è stato causato da un terremoto di proporzioni bibliche: parliamo del 4° terremoto più violento della storia, seguito da uno tsunami. Nonostante ciò le misure di contenimento c’erano e hanno fatto il loro lavoro. In quanto a Fukushima, non ci sono state vittime dovute al fallout. Fukushima era comunque una centrale ancora più vecchia di Chernobyl, costruita negli anni 60. Già i reattori i reattori di 3a generazione e di 3a generazione avanzata, costruiti a partire dalla fine degli anni ‘80 e i primi anni ‘90, hanno dei margini di sicurezza tali per cui eventi del genere non si potrebbero ripetere. Detto questo, andrebbe fatto un confronto con i disastri legati alle altre forme di energia. Oggi sembra che il nucleare sia l’unico che può causare incidenti. Ecco, non è proprio così.

Molte critiche che vengono rivolte a questo metodo di produzione di energia sono dovute all’appena nominato disastro di Chernobyl del 1986 e a quello di Fukushima del 2011. Quali sono i motivi per cui sono avvenuti e in che modo si riuscirebbero ad evitare oggi? Chernobyl era un reattore di modello molto obsoleto, con misure di sicurezza insufficienti. Esisteva solo in Unione Sovietica

Per quanto riguarda i materiali che vengono utilizzati nella produzione di energia, l’Italia ne sarebbe indipendente o dovrebbe necessariamente fare riferimento ad altre nazioni? C’è la possibilità che le miniere si esauriscano? In Italia abbiamo delle riserve di uranio, non enormi ma ad oggi non sfruttate, poichè è sempre un discorso di prezzo. Se estrarre dalla miniera costa 20 lo si può

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P O L IT IC A fare solo se il prezzo del materiale è 21. Al momento conviene di più comprare sul mercato internazionale, ma, nel caso in cui il prezzo dell’uranio sul mercato internazionale dovesse salire, a quel punto diventerebbe per l’Italia conveniente estrarselo da sola. In più, in un anno ne servirebbe poco: un reattore richiede solamente 25 tonnellate all’anno, una quantità irrisoria. Quanto al il rischio che possa terminare, si tratta di un rischio che non sussiste. Le miniere già conosciute e prezzate ci bastano per i prossimi 100 anni e se consideriamo la possibilità di riciclare le scorie, la possibilità di scoprire nuove miniere e la possibilità di estrarre l’uranio dall’acquamarina, che è di nuovo un processo che si potrebbe fare - oggi non cost effective ma possibile- abbiamo riserve per alcune decine di migliaia di anni.

costi vivi più bassi, proprio perché ci serve poco uranio. Il motivo per cui il nucleare sembra sconveniente è che le persone tendono a confondere il costo dell’impianto con quello di generazione dell’energia, il costo del kilowattora con quello della bolletta, tutte cose diverse. L’economia energetica è complicata. (esterno) Posso fare un’appendice a questa domanda e chiedere se il nucleare in generale è una cosa di cui se ne deve occupare lo stato o solo un privato? Se ci fosse bisogno di costruire delle centrali, in Italia chi se occuperebbe? Nessuno stato costruisce centrali. Al massimo ci sono delle aziende controllate dallo Stato che costruiscono centrali, per esempio Rosatom in Russia o le due aziende cinesi, China General Nuclear e China National Nuclear Corp; altre aziende come Westinghouse o Ontario Power Per ricollegarmi all’aspetto economico, Generation sono private. É quindi possibiun muro contro cui lo sviluppo del nule in tutti e due i modi, ma si tratta sempre cleare si sta scontrando è proprio quello di un’azienda specializzata, con comdel costo della creazione di nuove cenpetenze. Uno stato potrebbe al massimo trali. L’aumento del prezzo dell’energia controllare un’azienda specializzata che si elettrica e i fondi europei per la tranoccupa di generazione di energia nucleare. sizione ecologica potrebbero giocare -Che fa tutto, dalla produzione all’inun ruolo negli investimenti dello Stato stallazione… italiano nel nucleare? Dipende, dipende. Ovviamente in alcuni Investire non è mai conveniente nel mocasi ci sono delle sussidiarie, come ad mento in cui investi. Un investimento ha esempio EDF in Francia, gruppo che consempre dei tempi di rientro - e quelli del trolla i 56 reattori nucleari francesi, connucleare sono più lunghi rispetto ad altri trolla anche la Framatome, che si occupa investimenti- ma sul lungo periodo diven- della costruzioni di nuovi reattori, e l’Orata poi conveniente. Il nucleare come forno, che si occupa del riprocessamento del ma di energia ha infatti dei costi capitali, ciclo combustibile. Ogni parte della filiera dei costi iniziali più elevati ma anche dei è divisa in piccole aziende sussidiarie. E t C e t e r a M a jo r a n a

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P O L IT IC A la possibilità di accumulare quest’energia. Dieci anni fa, nel 2011, per la seconda Questo vuol dire che, se non hai il nuclevolta è stato bocciato l’utilizzo del nuare e non ci sono il sole o il vento, il solo cleare in Italia con referendum [dall’o- metodo che hai per produrre energia è pinione pubblica, ndr]. Greenpeace è sta- bruciare combustibili fossili. ta una delle organizzazioni che si sono opposte. Uno dei punti per cui Greenpe- Nel caso in cui un possibile disegno di ace si è schierata contro è la produzione legge sul nucleare ne approvasse l’utidi energia con metodi alternativi, come lizzo sul suolo italiano, dove si potrebpossono essere il fotovoltaico o l’eolico. bero posizionare le centrali? Lei sarebPerché si sbagliavano? be disposto ad accettarne una vicina a Punto uno. Nel 2011 non è stato bocciato casa, ad una decina o ventina di chiloil nucleare per la seconda volta bensì per metri? la prima volta, in quanto il referendum Io ci vivrei anche dentro a una centrale dell’87 non era sull’adozione del nucleare, nucleare. I primi siti che si potrebbero ma sugli incentivi ai Comuni che ospitasfruttare sono quelli delle vecchie Cenvano gli impianti nucleari. Si è trattato di trali Italiane, che hanno ancora la licenza una questione tecnica. C’erano anche altri per impianti di trattamento di materiale quesiti, come la possibilità per Enel di ge- radioattivo, quindi quelli di Trino a Caorstire impianti nucleari all’estero; non era so, Garigliano e Montalto di Castro. Per per l’uso delle centrali nucleari o meno. quanto riguarda me, io personalmente Quel referendum non bocciava il nuclea- sarei felicissimo di avere una centrale nure. Detto questo, le energie rinnovabili si cleare vicino alla mia città. dividono in due categorie: le rinnovabili “continue”,quindi l’idroelettrico e il geotermico, e le rinnovabili aleatorie o intermittenti, come solare o eolico. Il problema di queste ultime è che, come suggerisce il nome, non producono energia sempre, ma solo in determinati momenti della giornata e dell’anno, quindi seguono anche una stagionalità. Ad oggi non esistono sistemi di accumulo in scala di rete e di grandi sistemi di accumulo a batteria nel mondo c’è ne sono solo da pochi gigawattora. I più grandi bacini idroelettrici di accumulo sono da qualche terawattora, ma non li abbiamo in Italia. Non c’è assolutamente E t C e t e r a M a jo r a n a

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U N I T I P E R L ’A M B I E N T E U N IT I P E R IL F U T U R O D A N IE L E R IS O , 5 c c

Il 24 Settembre si è tenuto l’ennesimo sciopero per il clima organizzato da Fridays for Future, manifestazione che ha aperto le porte alla Youth COP e alla PreCOP, che si terranno a Milano dal 27 settembre al 3 ottobre. In attesa della COP26 di Glasgow, durante la quale si prederanno decisioni definitive in merito al cambiamento climatico, questi eventi saranno caratterizzati da conferenze e dibattiti a favore dell’ambiente organizzati dalla Climate Open Platform (una piattaforma di comitati, associazioni, collettivi e sindacati che hanno deciso di abbracciare la causa climatica). Migliaia di giovani hanno unito le loro voci per gridare la sofferenza del pianeta e la necessità di attivarsi in ogni modo per preservarlo. Cartelloni, striscioni, magliette verdi ed applausi hanno invaso le piazze, ribellandosi per avere un futuro. Questa ribellione è stata naturalmente puramente simbolica, non ha portato a nulla di concreto nell’immediato. e per ciò da molti sarà stata certamente criticata; tuttavia, anche il solo fatto che moltissimi ragazzi e ragazze di tutto il mondo abbiano mostrato con energia il E t C e t e r a M a jo r a n a

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proprio amore verso la Terra e il proprio desiderio di proteggerla è per il pianeta un grandissimo regalo. Significa infatti che la nostra generazione ha a cuore il posto in cui abita e si vuole impegnare affinché abbia un futuro, consapevole che dal suo dipende quello di tutti; consapevole che da una scritta di inchiostro su un cartellone ne può nascere una di speranza sul cuore e che, da quella, è possibile arrivare a una scritta di vittoria sul volto della Terra.

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S E I C O M E TA LE T E , S E A M I L E S T E L L E ... S H E E Z A H A B IB , 4 F

Hai presente quei momenti - che io sinceramente trovo davvero poco piacevoli- in cui si è in famiglia e si è nervosi, si esce con gli amici ma non si è presenti e si hanno un sacco di pensieri per la testa? I momenti di questo tipo, nonostante siano molto spiacevoli, ci aiutano a riflettere su noi stessi, interrogandoci sul motivo per cui non stiamo bene con gli amici o in casa, sul perché proviamo tutto questo malessere dentro di noi. E al nostro “perché?” vogliamo trovare una risposta. In tali frangenti, anche se non ci abbiamo mai pensato, ci può essere di consolazione pensare che stiamo ragionando come Talete. Talete infatti cercava il perché di tutte le cose che aveva davanti a sé, nel disperato tentativo di ricondurle ad un unico principio, che trovò nell’acqua. Tuttavia non è su questo principio che mi vorrei concentrare oggi, bensì su un altro, di cui ci parla Diogene Laerzio e che è altrettanto importante per capire veramente la figura di Talete: “Cerca una sola cosa: la sapienza. Scegli una sola cosa: il bene. Solo questo E t C e t e r a M a jo r a n a

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metterà a tacere le lingue loquaci di chi tende a parlare troppo”. Questo aforisma secondo me chiarisce come la personalità di Talete non fosse quella di un uomo qualunque, ma del primo dei Sette Sapienti. Il più sapiente tra gli uomini, certo, però Talete non se la tirava troppo! A tal proposito, Diogene Laerzio racconta la divertente storiella del tripode, soffermandosi per due pagine a descrivere le almeno tre o quattro versioni differenti. Io ve ne racconterò solo una, quella più lineare, perché il mio obiettivo è che passi il messaggio che c’è dietro a questa storia. Ma, prima di cominciare il racconto, cos’è un tripode? É una sorta di treppiede su cui veniva posata una bacinella piena di acqua, spezie e cose varie e sotto al quale veniva acceso un fuoco, cosicché la bacinella scaldata portasse degli effluvi. Dalla descrizione sembra una procedura culinaria, come far scaldare l’acqua per la pasta, ma si trattava in realtà di un oggetto di pregio, donato agli eroi o a chi vinceva delle gare. Era addirittura presente a Delfi: la pizia si sedeva sopra il tripode e S e t t e m b re 2 0 2 1 - N ° 1


C U LT U R A si lasciva inebriare dai fumi prima di dare l’oracolo. Ma per tornare alla storia del tripode, un giorno nel mare di Mileto fu trovato un tripode, per il cui possesso i Milesi incominciarono a litigare. La contesa si inasprì al tal punto che dovettero recarsi al santuario di Delfi per risolverla: l’oracolo dichiarò che il tripode sarebbe toccato a chi si fosse mostrato più sapiente. Il tripode venne offerto a Talete, che lo rifiutò, poi ad altri e in seguito di nuovo a Talete. Questa volta egli lo inviò a Delfi, dicendo che il più sapiente era l’oracolo e che era il dio capace di attirare la sapienza, non certo un uomo. Quella di Talete non è semplice umiltà, ma qualcosa di più profondo. I Greci avevano ben presente i limiti della mente umana, non solo quello temporale di inizio e fine, ma anche quelli che riguardano tutti gli altri ambiti: la bellezza, il coraggio e la sapienza. È per questo che Talete rifiuta il dono. Ma cosa sarebbe successo se l’avesse accettato? Quello che tutti vorremmo fare oggi, no? Cioè sentirci sempre i più “fighi” e intelligenti, alcuni di più altri di meno. Ma che succede quando sbagliamo: succede che gli altri non ci perdonano. “Ma come? Ti sei perso quel tripode. Tu che sei il più sapiente adesso sbagli?” Ancora più grave è il fatto che noi non ci perdoniamo l’errore e, facendo così, è come dire che non perdoniamo l’umanità. Ecco perché Talete rifiuta “lo sgabello”. A essere divertenti non sono solo le storie su Talete, ma è anche il personaggio in sé ad esserlo. Forse era molto simpatico perché viaggiò tantissimo e nel corso di E t C e t e r a M a jo r a n a

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queste peregrinazioni imparò anche come rispondere ad alcune domande personali: per esempio, quando da giovane gli chiedevano “Quando prenderai moglie, perché non ti sposi?”, lui rispondeva che non era ancora tempo. Poi, passata la giovinezza, a tale domanda cominciò a replicare: “Eh…perché non è più tempo”. “Talete, perché non fai figli?” al che egli: “Guarda, non faccio figli per l’amore dei figli”. Questo per farvi capire che il Talete che noi studiamo a scuola è stato un uomo normale sotto questo punto di vista. Egli era anche un genio: si narra che fu il primo a suddividere l’anno in 365 giorni e a scoprire la costellazione dell’Orsa Minore e che la luna era illuminata dal Sole. La cosa che mi ha impressionato di più è che, nel corso di uno dei suoi viaggi in Egitto, scoprì persino come si misurassero le piramidi, una nozione oggi estremamente intuitiva, ma che allora necessitava di una mente geniale. In sostanza, egli si accorse che in un preciso momento della giornata la nostra ombra coincide con la nostra altezza e, confrontando le lunghezze delle ombre sul terreno con un’asta, fu in grado di determinare l’altezza della piramide. Ma cosa succede quando queste sue due caratteristiche – la genialità e la simpatia- vengono confuse? Accade quello che è ricordato come l’episodio delle olive, a mio avviso estremamente vivace e divertente. Mentre gli si rinfacciava l’inutilità della filosofia, dicono che egli un inverno si mise a studiare gli astri, la sua grande passione. Egli, osservando le costellazioni, predisse che alla fine dell’estate ci S e t t e m b re 2 0 2 1 - N ° 1


C U LT U R A sarebbe stata un’abbondante raccolta di olive, quindi affittò i frantoi oleari. Sopraggiunto il tempo adatto al raccolto delle olive, Talete decise di vendere i frantoi in regime di monopolio, a dimostrazione che i filosofi con le loro conoscenze potevano facilmente arricchirsi. Arriviamo ad un altro episodio divertente della vita di Talete: quello della servetta tracia. Di notte Talete, mentre vagava con gli occhi fissi al cielo, non essendosi accorto della presenza di un pozzo posto davanti a lui, finì col cadervi dentro. Questo fatto avrebbe suscitato la risata di una servetta, che gli disse: “Talete, guardi molto lontano, ma non vedi quello che hai davanti”. Se la vita di Talete è legata alle stelle, in qualche modo anche la sua morte lo è. Egli morì per un malore mentre stava assistendo ad alcuni agoni -e fin qui non c’entrano molto le stelle. In seguito alla sua morte fu composto per lui un epigramma, una poesia breve di due versi che così recitava: “Ti ringrazio Zeus per avere portato vicino a te Talete nel momento in cui era vecchio, perché dalla Terra non riusciva più a vedere gli astri”. Secondo me questa frase è di una bellezza senza pari, tanto che viene riportata anche da Diogene Laerzio, e condensa con precisione il senso della vita per Talete: la sua passione. Egli, che era stato un grande e divertente amico, un viaggiatore, un genio assoluto, venuta meno la sua più grande capacita, doveva essere necessariamente salutato. Murubutu, in una bellissima canzone intitolata “Scirocco”, canta E t C e t e r a M a jo r a n a

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“Il pubblico di stelle applaudendo lasciò il teatro”. Ecco, a me piace pensare che quando il sipario calò sulla vita di Talete, il pubblico di stelle fece la stessa azione. Il significato profondo della sua vita è stato quello di guardare lontano, sia metaforicamente con il pensiero che concretamente con gli occhi.

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L A M E M O R IA :

C O M E F U N Z IO N A E C O M E M IG L IO R A R L A V E R O N IC A G U A R IS C O , 2 D

Proprio oggi inizia Ottobre, mese di castagnate e vendemmie, ma inevitabilmente anche di libri che si aprono e di cervelli che lavorano. Credo che, per quanto siamo tutti (o quasi) contentissimi di essere tornati in classe, non altrettanti gioiscano al pensiero delle giornate d’estate proprio dietro l’angolo, mentre ripassano per ore e ore greco, chimica o storia. Ebbene, ogni qual volta ci prepariamo ad una verifica, facciamo affidamento alla memoria a lungo termine. Il nostro cervello, plasmato da milioni di anni d’evoluzione, ha raggiunto una complessità senza pari, ospitando 86 miliardi di cellule nervose suddivise in 10.000 tipi diversi, ciascuna delle quali comunica con migliaia di altri neuroni. Queste connessioni formano circuiti capaci di processare in un decimo di secondo stimoli estremamente complessi, attingendo ad una mole di informazioni che è almeno 50.000 volte superiore a quella conservata nella British Library, E t C e t e r a M a jo r a n a

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la più grande biblioteca del mondo. Le straordinarie capacità della nostra mente scaturiscono da un’attività incessante, alla quale destiniamo il 20% dell’energia che introduciamo con gli alimenti. Tra tutti questi impulsi elettrici e segnali chimici, i ricordi di esperienze passate, che riutilizzeremo per affrontare situazioni presenti o future, si aggiungono alle informazioni precedenti sotto forma di un codice riconosciuto dalla memoria (fase di codifica). Successivamente, durante la fase di ritenzione, il ricordo viene consolidato e stabilizzato a lungo termine, per poi riattivarsi nel momento in cui indizi di codifica e di recupero si somigliano. Durante questo processo, l’informazione passa dalla memoria a lungo termine a quella di lavoro in modo tale da essere utilizzata; la fase di recupero è proprio quella che entra in gioco nel momento in cui leggi le domande sul foglio del test. Dunque, se il passaggio memoria-cervello S e t t e m b re 2 0 2 1 - N ° 1


C U LT U R A avviene in automatico, come migliorare l’assorbimento e l’immagazzinamento di informazioni?

deriva dai ticchettanti timer da cucina a forma, appunto, di pomodoro. Scrivi un elenco di ciò che devi fare, suddividi le attività in frazioni da 25/30 minuti e attiva un timer, quindi studia senza distrarti o farti distrarre. Quando il pomodoro suona, fai 5 minuti di pausa e passa al punto successivo della lista; ogni 4 pomodori fai una pausa più lunga, dai 15 ai 30 minuti. Con questo metodo, poiché ogni pomodoro è dedicato a una ed una sola attività, aumenti la tua concentrazione mentale evitando il multitasking, ti riposi quando e come stabilito, sei costretto a stimare a priori difficoltà e tempi necessari, dandoti degli obiettivi e dei limiti ed evitando quindi che il lavoro si espanda fino a prendere tutto il tempo disponibile.

• Dormi: la fase del sonno è considerata critica per il consolidamento della memoria e la memorizzazione viene perfezionata durante il sonno profondo. Numerosi studi dimostrano che sarebbe ideale riposarsi sia prima che dopo lo studio (N.B. non durante), per consentire alla mente di “svuotarsi” e di prepararsi a ricevere per poi impadronirsi delle nuove conoscenze.

• Esci all’aria aperta e pratica dell’attività fisica: in base ad uno studio pubblicato sulla rivista Psychological Science, interagire con la natura permette al cervello di prendersi una pausa dall’eccessiProva, e vedrai fin da subito le differenze! va stimolazione a cui è sottoposto tutti i giorni, il che può aiutare a livello di attenzione. Inoltre, passeggiare all’aria aperta aiuta a lottare contro la negatività, ad alleviare lo stress e anche a combattere la depressione. La sensazione di libertà fisica che si prova aiuta a sentirsi liberi anche mentalmente e ad essere più ottimisti: mens sana in corpore sano! • Nutriti adeguatamente: ci sono così tante sostanze e nutrienti necessari alla nostra mente che mi limiterò ad elencarne solo alcuni, ma ricorda che non c’è niente di meglio che variare la propria dieta (includi avocado, mirtilli, noci, broccoli, pomodori, sedano e verdure a foglia larga come lattuga e spinaci) • Usa un “pomodoro”: la tecnica del pomodoro è uno dei più semplici ed efficaci mezzi di concentrazione. Il suo nome E t C e t e r a M a jo r a n a

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SPO RT

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L’IN IZ IO D I U N ’E S T A T E IT A L IA N A S IM O N E P E T T A N E L L A , 2 c c ; N O E M I N O V A , 2 c c ; B E N E D E T T A IN V E R N IZ Z I, 2 c c

Chi quest’estate non ha esultato, festeggiato e cantato a squarciagola l’Inno di Mameli? Dopo aver passato un anno chiusi in casa senza contatti o motivi di gioia, quest’estate è stata decisamente una boccata di aria fresca. Per la prima volta dopo tanto tempo ci siamo sentiti tutti parte della stessa squadra, tutti italiani. Vincere gli Europei di calcio è stata certamente una bella soddisfazione, ma battere gli inglesi, per giunta a casa loro, lo è stato ancor di più. Ci hanno insegnato a non dire gatto finché non ce l’hai nel sacco, lezione questa che hanno dovuto imparare a proprie spese. Tutto considerato la scaramanzia italiana del “non succede, ma se succede” si è rivelata una strategia migliore del cantar troppo presto vittoria: a giochi fatti, possiamo dire che tatuarsi o intonare “It’s coming home” si è ritorto loro contro in un “It’s coming Rome”.

Sono stati momenti di grande tensione in campo, sugli spalti e nelle case degli italiani: eravamo tutti così tanto presi dalle forti emozioni che forse, come Gigione, non ci siamo resi conto che l’ultimo rigore inglese parato fosse quello decisivo. Cori e tifoserie inglesi allo stadio di Wembley hanno lasciato posto al tricolore italiano e la voce dei nostri, dopo una partita di incertezze, si è fatta finalmente sentire. Il loro grido è arrivato fin qui, nelle nostre strade, dove le famiglie italiane si sono riversate per festeggiare la vittoria.

Di certo aver preso un goal dopo due soli minuti dal fischio d’inizio non è stata una buona partenza, ma ad oggi possiamo affermare che sia stata una tattica ben escogitata per far illudere gli avversari di E t C e t e r a M a jo r a n a

avere la vittoria in pugno, fomentando al contempo ancora un po’ i loro sogni di gloria. Come direbbe il nostro caro Leonardo Bonucci: “Ne avete di pastasciutta da mangiare!”. Alla fine la Coppa ha preso piano piano la via di Roma: prima il gol del pareggio, poi l’ansia dei rigori.

Quello degli Europei di calcio non è stato però l’unico successo azzurro. Anzi, è stato il primo di una lunga serie. A partire dalle entusiasmanti vittorie alle Olimpiadi 26

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SPO RT di Tokio, l’Italia ha superato il suo record di medaglie. Tra i successi più emozionanti ricordiamo quelli conseguiti con le gare di atletica, come quello del simpaticissimo Gianmarco Tamberi, arrivato a Tokyo ancora più carico e desideroso di vincere dopo l’infortunio di Rio 2016. Jimbo - questo il suo soprannome- è riuscito a realizzare il suo sogno: condividere l’oro nel salto in alto insieme al qatariano Barshim, suo grande amico. Altrettanto entusiasmante è stato l’oro nei 100 metri di Marcel Jacobs, che è riuscito a migliorare gara dopo gara fino a diventare l’uomo più veloce del mondo. La sua vittoria inaspettata è stata commentata da molti, italiani e non, che lo hanno accusato di avere fatto uso di doping. Queste voci non hanno per nulla intimorito il neo-campione olimpico, il quale ha dichiarato di non aver nulla da nascondere. Nonostante i grandi successi, le Olimpiadi si sono concluse con un po’ di amaro in bocca per le mancate vittorie negli sport di squadra, dai quali ci aspettavamo grandi risultati. Grandi risultati che abbiamo ottenuto qualche settimana dopo negli Europei di pallavolo maschile e femminile. Qui le due squadre si sono decisamente riscattate: le azzurre italiane sono infatti riuscite a sconfiggere la Serbia, dalla quale erano state battute a Tokyo, mentre la pallavolo maschile, dopo l’infortunio di Ivan Zaytsev e l’addio alla Nazionale di Juantorena, ha giocato con una squadra rinnovata. Entrambe sono riuscite a dimostrare ancora una volta il loro talento, portandoci nuovamente sul tetto d’Europa. E t C e t e r a M a jo r a n a

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Non meno importanti sono stati i trionfi dell’Italia alle Paralimpiadi, sempre a Tokyo, dove l’atletica ci ha regalato grandi emozioni. La staffetta dei 100 metri femminile si è tinta tricolore con Monica Contrafatto, Martina Caironi e Ambra Sabatini. In aggiunta di altre 66 medaglie, gli atleti italiani hanno dimostrato ancora una volta il loro valore e hanno nuovamente reso onore al nostro Paese in Giappone. Insomma, chi si aspettava tutti questi risultati dalla nostra piccola Italia? Da molto ormai tutto il mondo parla di noi e dei nostri successi e noi non possiamo fare altro che andarne fieri. Così si è conclusa la nostra estate italiana, ricca di forti emozioni e di notti magiche. Se anche voi avete una forte passione (che sia sport, musica o altro) ed è per voi motivo di grande felicità, ricordatevi da dove sono partiti questi grandi talenti. Talenti che hanno fatto la storia italiana. È proprio in questo momento della nostra vita che dobbiamo cominciare a coltivare i nostri sogni e a impegnarci perché un domani diventino realtà. Impegno e sacrificio sono il prezzo da pagare, ma alla fine ne varranno la pena.

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M U S IC A

C O N C E R T I IN IT A L IA Q U A N D O S I R IP A R T IR À ? M AT TEO BO N TEM PO , 4H

In questi ultimi mesi, vaccini e Green pass hanno dato modo a molte realtà di riaprire o di allentare le restrizioni. Un settore tra tutti sta venendo tuttavia penalizzato dalle misure adottate da governo: quello dello spettacolo, e più nello specifico quello della musica e dei concerti. Se negli Stati Uniti e in altri paesi europei ci sono state grandi riaperture con tour ed eventi di musica live, in Italia agli artisti non è ancora stato dato modo di ripartire come si deve. Non sono tardate, dunque, ad arrivare numerose lamentele, in particolare da molti rapper, che hanno ribadito quanto i concerti siano importanti soprattutto dal punto di vista economico, non solo per l’artista stesso ma anche per le numerose persone che lavorano al suo fianco (luci, audio, organizzazione, sicurezza…).

to. Per non parlare poi di Lazza, che è stato letteralmente portato via dalla polizia durante un concerto perché erano presenti più spettatori di quelli previsti. Tutto ciò avviene mentre i comizi di Giuseppe Conte sono pieni di gente in piedi ammassata e i pullman che gli studenti utilizzano ogni giorno per andare e tornare da scuola sono ancora più pieni, nonostante da più di un anno si sia sostenuta la necessità di aumentare i mezzi e il distanziamento su di essi. C’è quindi bisogno di chiarezza e di coerenza riguardo alle riaperture, perché i concerti, come tutte le altre attività economiche, hanno bisogno di ripartire.

Questo malcontento è sfociato in estate in diversi episodi di contrasto alla mancata ripartenza dei live, come il concerto organizzato a Olbia il 13 agosto da Salmo, dove si è creato un grande assembramenE t C e t e r a M a jo r a n a

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M E M E E G IO C H I

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E N T R A N E L L A R E D A Z IO N E ! M a n d a il t u o a r t ic o lo a e t c e t e r a m a j o r a n a @ g m a i l .c o m L e g g i la v e r s io n e d ig ita le s u i s s u u .c o m /e t c e t e r a m a j o r a n a

L A R E D A Z IO N E C A PO RED AT TO RE Luca Saracho

RED AT TO RI E C O LLA BO R ATO RI

Alessia Zappaterra, Carola Nava, Sofia Nova, Gioele Caprile, Stefano Rovere, Daniele Riso, Sheeza Habib, Veronica Guarisco, Simone Pettanella, Noemi Nova, Benedetta Invernizzi, Matteo Bontempo, Rebecca Marasco, Giovanni Chinnici


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I - Settembre 2021 by Redazione di EtCetera - Issuu