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etCetera
n°1 Ottobre 2014
Liceo E. Majorana Desio
“Il Giornalino degli Studenti”
Non perderti gli articoli sulle liste di quest’anno! !(continua da pagina 3 a 7)
Comenius: Progetto EASP Volare! Volare è sempre stato il sogno più grande di ogni bambino. Volare suggerisce ai pensieri quel solo e unico senso di libertà che il vuoto, puro e indefinito, riesce a donarti. Il cielo è stato infatti osservato sin dagli antichi con ammirazione e stupore: gli occhi lucenti rivolti verso l’alto, elevando l’uomo al desiderio di toccare il cielo per scrutarne le profondità più remote. (continua a pag. 8)
“In order to fly all one must do is simply miss the ground” -Douglas Adams
I due volti dell’iPad
Sabato 4 ottobre 2014 rappresenta una data importante per la storia del nostro liceo. Come molti di voi già sapranno, infatti, da quest'anno le classi terze partecipano al progetto “Generazione Web”, che ha il fine di promuovere l'utilizzo della tecnologia come mezzo utile per favorire l'apprendimento nelle scuole. Ogni classe è dotata di una particolare lavagna multimediale e tutti gli alunni e i prof hanno ricevuto un iPad in comodato d'uso. (Contianua a pag. 10)
Diario da oltreoceano
Ebbene sì: l’estate è terminata, la scuola è ricominciata e blablabla, non ho intenzione di rigirare il coltello nella piaga. Piuttosto, se può servirvi da consolazione, sappiate che c’è qualcuno che ha iniziato a sedersi dietro un banco un mese e una settimana prima! Come intuibile dal titolo e dalla classe virgolettata, però, per il momento non potrò essere un vostro diretto commilitone: in occasione del quarto anno, mi trovo negli Stati Uniti, nel sud-est della Louisiana... (continua a pag. 14)
Storie di viaggio verso casa
#Omocoppia
Oggi è davvero tardi, capita di rado che finisca gli allenamenti di tennis così tardi. Messa la sacca con la racchetta in spalla, prendo la bici e dritto verso casa. Non è lontana, pochi minuti e sono arrivato, il divano già mi attende. Casa è in fondo alla via, una villetta, o meglio, quasi una villa. Ci siamo trasferiti qui da poco, è perfetta per una famiglia con due figli adolescenti. (continua a pag. 17)
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n°1 Ottobre 2014
indice
Propaganda Realista De Mentalist Collettivamente Hasta la Lista Comenius I due volti dell'iPad Save the Planet Un saluto a Robin Williams Vendetta Diario da oltreoceano OKAY? OKAY. #Omocoppia Un pomeriggio d’estate
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Sogno l’Italia
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LTA O C AS IO! D A OR J A M
Forse non tutti sanno che...
... le persone più intelligenti sono anche più fedeli.
... chi si arrabbia facilmente per cose stupide cela il bisogno di essere amato
... 25 anni fa nascevano i Simpson, veniva mandato il primo sms, venivano presentati Microsoft Office e il GameBoy, inventati il World Wide Web, il Magnum Algida e cadeva il muro di Berlino. ... essere arroganti è un modo per cercare di auto-ispirarsi fiducia in se stessi
... due ricercatori si sono scambiati messaggi mentali tra India e Inghilterra via internet. ... svegliarsi più tardi aiuterebbe gli studenti ad avere migliori risultati scolastici ... tra circa 2miila anni i poli magnetici della Terra potrebbero invertirsi.
... a Venezia hanno venduto un’isola per 3,8 milioni perché infestata dai fantasmi. ... i Romani mangiavano fino a vomitare per poi ricominciare subito. ... la medusa Turritoptis nutricola è immortale
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Realista
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Ciao Majorana! Questo periodo di propaganda, si sa, ogni anno, spinge una parte di noi a spendersi in proposte per migliorare la nostra scuola, è il periodo in cui ci sentiamo decisamente più attivi fra le mura del liceo. Quest'anno noi ci siamo proposti, uniti dallo spirito di partecipazione, con in testa l'ideale che la scuola è soprattutto nostra, che fare qualcosa per la scuola equivale a fare qualcosa per noi. Realista è il nome, realistiche sono le proposte, realizzabili saranno col vostro appoggio. Qui di seguito vi presentiamo le nostre proposte, solo una parte di ciò che potremo fare se eletti, perché, dal momento che noi ci proponiamo come la vostra voce, siamo pronti e disponibili ad accogliere ogni vostra singola proposta. - Presenteremo la proposta di ridurre di 5 minuti la sesta ora, che non tutti fanno, è un problema che riguarda il classico e alcune classe dello scientifico. È l'unica ora che dura 60 minuti assieme alla prima, e ci chiediamo perché debba essere così. La riduzione permetterebbe a molti di non perdere la coincidenza col proprio pullman. - Abbiamo deciso di far chiarezza circa il contributo scolastico volontario. Negli ultimi anni è mancata da parte del personale dirigente e dei nostri rappresentati la distinzione fra le tasse obbligatorie per la frequenza e il contributo volontario per il sostegno delle attività e delle spese della scuola. Non siamo contrari a contribuire economicamente per sostenere il nostro istituto, ma ci preme fare questa distinzione. Renderemo inoltre accessibili a tutti le spese dettagliate della scuola sostenute coi nostri contributi. - Converremo con la segreteria sul cambiamento dell'orario per l'utenza, così da permettere anche a noi studenti di usufruire dello
sportello in orari più accessibili. - Con l'intento di personalizzare il Majo, troveremo uno spazio dove affiggere le magliette della scuola degli anni passati; chiederemo un muro libero da personalizzare, aperto alla vostra creatività; incentiveremo le giornate a tema, nuove idee per questa tradizione del Majorana; proporremo una nuova attività, il Cinema: a scadenza bisettimanale verrà proiettato a tema un film in aula magna, al quale seguiranno discussioni e recensioni; in accordo coi professori di educazione fisica tenteremo la ricostituzione di un gruppo sportivo; tenteremo inoltre di realizzare un orto nel giardino della scuola, con l'aiuto di tutti, esaudendo le richieste dei professori di scienze. - Esclusiva di Realista sono le convenzioni che abbiamo ottenuto per noi studenti presso il bar Civico 47 e la piadineria Caveja. Con una tessera di riconoscimento potremo ottenere sconti sui menù. - Altre prerogative di Realista sono il passaggio libero fra le sedi con la supervisione di un componente del personale e nuove soluzioni per gli studenti fumatori. Non è nostra intenzione andare incontro all'illegalità, bensì trovare con chi di dovere soluzioni ad un problema reale ed evidente. - Ultima solo per posizione è l'intenzione di migliorare i nostri bagni con nuove serrature (in centrale) e nuovi specchi (in centrale e succursale). Noi non chiediamo di pulire di più, ma di sporcare di meno! Votando noi non farete altro che votare voi stessi!
Camilla Rossi 4ªC, Lorenzo Cimino 4ªB cl, Marco Colella 4ªB cl, Alessandro Amatori 3ªB, Nicolò Silva 3ªE.
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De Mentalist
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#noicimettiamolafaccia Probabilmente avrete già visto le facce di questi simpatici personaggi affisse su tutti i bagni e/o corridoi del liceo, così come avrete anche visto i volantini sui quali trovate tutto il programma della lista! Loro sono: Riccardo Sala (5F), Davide Triccagni (3a cl), Mirko Colombo (4E), Valeria Cella (3C), Riccardo Ramponi (4E) e Marco Sala (5F). Bene, fatte queste premesse, possiamo prontamente passare alla vera solfa dell'articolo, che consiste nel spiegarvi concretamente i punti fondamentali del programma dementalistiano. Esami di riparazione (debiti), invece che a settembre, a Luglio. ok, fermi. Aspettate a sollevare i forconi contro questa proposta e analizziamo i vantaggi che ne trarremmo noi Majorani con questa innovazione. Prima di tutto i corsi di recupero estivi avrebbero un minimo di senso poiché sarebbero più vicini agli esami di riparazione. In secondo luogo, agosto e i primi di settembre risulterebbero liberi e senza pensieri (Hakuna Matata) anche per coloro che hanno dovuto recuperare una o più materie. Terzo vantaggio, chi dovesse partire per l'anno/6 mesi di studio all'estero potrebbe partire a fine agosto dopo aver svolto gli esami. Ultima cosa, nel malaugurato caso di bocciatura lo studente avrebbe più di un mese per riorganizzarsi e decidere se ritentare la scalata al majo o cambiare scuola. Libero passaggio tra le sedi e intervallo all'aperto: questo sarà sicuramente il punto che attirerà di più la vostra attenzione. Per vari anni é stato proibito a noi Majorani di
passare da una sede all'altra per presunti motivi di sicurezza, nel caso qualcuno si faccia male (cosa tra l'altro mai accaduta). Or ora i nostri De Mentalist giungono con una nuova soluzione fattibilissima, ossia piazzare del personale docente o personale ATA, munito di sciarpa cappotto e Timberland, a controllare l'angusto e insidioso passaggio tra le due sedi. Ricostituzione del MajoSuona. non so chi di voi, o lettori, era presente alla festa di fine anno di due anni fa dove i membri del MajoSuona ci hanno fatto ballare sotto le note di Get Lucky e di altri successoni del momento... "Attimi di puro godimento" (cit. Triccagni, testimone dell'evento). L'anno scorso a causa di alcuni problemi organizzativi il MajoSuona non si é esibito a fine anno, deludendo così le aspettative dei festanti Majorani. Quest'anno, però, i De Mentlist si propongono per rifondare questa attività storica del Majorana, così da garantirvi della buona musica e sano divertimento per le prossime feste. Creazione di un gruppo di lavoro attorno ai rappresentanti d'istituto, anche detti "Majutanti 2.0" che avranno il compito di aiutare i rappresentanti nell'organizzazione di eventi/feste/conferenze/cogestione/tutto ciò che necessità di molta manovalanza e di molti schiavetti in grado di spalmare la nutella su migliaia di fette biscottate che poi vi verranno generosamente offerte durante la Cogestione. Eliminazione del diario della scuola risparmiando così €10k annui, che potrebbero essere investiti in iniziative culturali o addirittura, udite udite,potrebbero essere utilizzati per arrotondare i costi delle gite
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obbligatorie di prima e di seconda (canoa e vela). Potenziare gli incontri per l'orientamento universitario, aumentando il numero degli incontri con ex studenti, docenti universitati, ma anche genitori, così da aiutare meglio le quarte e le quinte a scegliere cosa fare della loro esistenza. Un' organizzazione migliore per la cogestione, aumentando il numero di attività e cercando relatori settimane prima di essa, coinvolgeremo anche i neonati majutanti. Ripensare ad una festa di fine anno, dato che sarà quasi impossibile ottenere la lectio brevis, quindi vi proponiamo la più grossa americanata della lista: un ballo di fine anno in stile Grease, cercando di dare una nuova e incredibile festa al nostro Majorana. Mantenere le tradizionali giornate a tema (elegance day, yellow day, boscaiolo day ecc.), ma anche potenziandole con più e
nuove giornate,cercando comunque di evitare il cancerogeno zarro day. Cambiare stamperia delle magliette... visti i problemi dell'anno scorso, derivati non dalla mancata organizzazione dei rappresentanti d'istituto (come si vocifera di questi tempi), ma dal fallimento della stamperia che ci avrebbe dovuto procurare le magliette. Ricordiamo inoltre che, insieme alle classiche magliette, sarà possibile acquistare le "special edition t-shirts" sulle quali troverete la zoologica immagine del Triccagni. Gadget e indumenti con il logo ufficiale del majorana ancora da scegliere (magliette, felpe, portachiavi, apribottiglie, clipper e tutto il cavolo che vi pare) Istituzione di una squadra di calcetto rappresentativa del majorana, con annessa sezione ultras in grado di sfoderare lame e chiavi inglesi per qualsiasi evenienza.
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Collettivamente
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Informarsi e dibattere collettivamente su
temi di attualità. È questo che vuole dire il nostro nome e il nostro concetto. Ci saranno sicuramente diverse persone che, leggendo, rimarranno perplesse – a giusta ragione – e si chiederanno da dove salti fuori questa lista. L'ultima arrivata, quella con meno proposte, quella con i candidati più sconosciuti e quella che ha fatto meno propaganda. Può sembrare strano, ma siamo soddisfatte di tutto ciò: è stata una scelta mirata. Vi chiederete perché allora ci siamo ritagliati uno spazio nel giornalino, se la pubblicità non c’importa. La risposta è semplice. Scriviamo questo articolo non per diffondere nomi da votare, ma per spiegare le nostre ragioni, cose che non potrebbero emergere da nessun volantino e nessun giro per le classi. Vogliamo che capiate innanzitutto che lo scopo della nostra candidatura è ben diverso da quello delle altre liste: noi non miriamo alla rappresentanza, non lottiamo disperatamente per farci eleggere. Noi lottiamo disperatamente per farci ascoltare, questo è l'unico motivo per cui esiste Collettivamente. Con progetti come i nostri, non è facile ottenere l'attenzione della gente, perché da che mondo è mondo le persone sono più allettate da proposte divertenti e frivole, che da proposte importanti ma serie. La radice di questo problema è l' indifferenza, la mancanza di interesse, quei pensieri che portano a dire “sono argomenti che non mi coinvolgono”; tutti sintomi proprio di quella mentalità che vogliamo rovesciare. Per questo ci serve la visibilità di una lista. Non vogliamo essere elette, non ci inter-
essa né pensiamo sia indispensabile; certo, siamo candidate, siamo pronte all'eventualità e se davvero succedesse, cercheremmo di svolgere il compito al meglio, ma l'unico vero motivo del nostro gesto, è portare un'idea in dibattito. Un’idea, esatto, perché il Collettivo, la nostra principale proposta, è molto più di un gruppo di studenti che settimanalmente si riuniscono per parlare di grandi tematiche attuali, discutere, confrontarsi, organizzare conferenze e magari anche manifestazioni là dove serviranno. Il Collettivo è la rappresentazione di un’idea, un’idea che fa capo a tante altre organizzazioni molto più importanti e famose di noi, un’idea che è in grado di trasformare persone passive in persone attive, capaci di usare la loro voce nella società in cui vivono. Questa idea è la consapevolezza. Consapevolezza di chi siamo e quali sono i nostri diritti e i nostri doveri, consapevolezza di quello che accade nel mondo, perché solo essendo informati sui fatti si possono far valere davvero le nostre libertà fondamentali, si può apprezzare ciò che c'è di giusto e cambiare ciò che c'è di sbagliato. Con questo no, non abbiamo la presunzione di affermare che lo scopo della nostra lista sia cambiare il mondo, e nemmeno cambiare la scuola. Vogliamo cambiare l'approccio degli studenti del Majorana ai problemi contemporanei. Speriamo che tutti, noi comprese – perché anche noi abbiamo bisogno di crescere e sviluppare la capacità di riflettere –, possano iniziare a costruirsi una propria coscienza indipendente e critica nei confronti di ciò che la circonda; speriamo di riuscire, tutti assieme, a sradicare l'apatia e a ren-
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dere la scuola un posto dove si possa parlare davvero, in modo approfondito e serio, di tutto ciò che concerne il nostro tempo; speriamo di trovare gente disposta ad essere partecipe, non distante. Perché è esattamente questo che manca alla nostra scuola, non gadget o bar. Manca la partecipazione, manca quella spinta che permette di diventare studenti e cittadini consapevoli. E quella spinta, vogliamo provare a darla noi. Un'assemblea dove sarà presente gran parte degli studenti, dove si potrà dibat-
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tere con gli altri candidati e quindi mettersi alla prova, scoprire i propri difetti e i propri pregi, è il modo migliore per far sì che le nostre idee non rimangano ignorate. Chiediamo a tutti di ascoltare, non solo sentire, le nostre parole. Chiediamo a tutti di svegliarsi e iniziare a guardarsi intorno, e chiediamo a chi è già abituato a farlo di essere d'esempio per gli altri. Wake up Majo, siamo Annachiara Burgio, Ylenia Baldanza, Greta Breveglieri, e questo è il nostro manifesto.
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Hasta La Lista - Intervallo in cortili nei mesi estivi e libero passaggio tra le due sedi - Potenziamente dell’educazione civica - Calendario quadrimestrale delle verifiche - Riqualificazione degli spazi sportivi esterni e richiesta di una nuova palestra
Arianna Trifa 5° A, Matteo Ghezzi 4°H, Ludovico Bentel 4°A, Luca Lissoni 5°B
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COMENIUS Progetto EASP
Volare! Volare è sempre stato il sogno più grande di ogni bambino. Volare suggerisce ai pensieri quel solo e unico senso di libertà che il vuoto, puro e indefinito, riesce a donarti. Il cielo è stato infatti osservato sin dagli antichi con ammirazione e stupore: gli occhi lucenti rivolti verso l’alto, elevando l’uomo al desiderio di toccare il cielo per scrutarne le profondità più remote. La storia come il cielo è costellata di uomini che hanno speso la loro vita fermi a contemplare il notturno bagliore delle stelle. Si pensi ad esempio a personaggi come Lu Ban, Abbas Ibn Firmas, Lernardo da Vinci, i fratelli Mongolfier, Emanuel Swedenborg, Sir George Cayley, Felix du Temple, Otto Zilienthal, Conte von Zeppelin, i fratelli Wright, Enrico Forlanini e molti altri che hanno inseguito i loro sogni tentando di volare, superando nuovi orizzonti e infrangendo nuovi limiti! Con questi propositi la nostra scuola ha avviato un progetto di collaborazione tecnico-scientifico con altre 5 scuole europee di nazionalità differenti: Aberdeen College (Scozia), Hulebacksgymnasiet (Svezia), Bánki Donát Műszaki Középiskola és Kollégium (Ungheria), Insti-
tuto Francisco Ribalta (Spagna), SÖKE LISESI (Turchia).Il progetto denominato EASP, Environment -Aviation – Science Project fa parte del programma culturale europeo COMENIUS, i cui obiettivi principali sono: sviluppare negli studenti la consapevolezza della necessità di una dimensione europea nella loro educazione, nel pieno rispetto delle diversità culturali e linguistiche; aiutare i giovani cittadini ad acquisire le competenze base necessarie nella vita, nel loro personale sviluppo, nel lavoro e nella partecipazione attiva nella società. All'interno delle linee generali del programma europeo, gli obiettivi specifici del nostro progetto erano: stimolare l'interesse in campo scientifico, consapevoli dell'importanza di una cultura e 'cittadinanza' scientifica per affrontare consapevolmente le moderne sfide della società stimolare l'interesse per le problematiche del territorio e la partecipazione attiva degli studenti alla vita e alla scelte politiche, economiche e sociali della loro comunità Studiare la teoria dell’aerodinamica e indagare l’impatto ambientale – economico – storico che ha avuto lo sviluppo del trasporto aereo
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Sviluppare e condividere i valori della cultura europea contestualizzandoli in una realtà certamente originale a cui hanno partecipato. Ogni scuola era responsabile per un particolare aspetto del progetto, il nostro Liceo lo era per l'implementazione del sito Internet. Considerando la natura stessa del progetto, la vastità dei dati a cui bisognava fare fronte e il supporto tecnologico si è proceduti articolando l’intero percorso in 6 meeting generali (uno per nazione e tre per anno scolastico) Il primo si è svolto in Scozia, dove gli studenti hanno avuto modo di dedicarsi pienamente a studi approfonditi sia di fisica sia di chimica, con particolare riferimento all'uso di biofuel Questo ha permesso un primo, ma essenziale confronto fra gli istituti membri circa i lavori svolti e i metodi o criteri adottati nel perseguire gli obiettivi tracciati in comune. La nostra scuola,sede del secondo meeting, ha relazionato in merito agli studi effettuati sull'aerodinamica e sull’inquinamento acustico e dell’aria. Durante il meeting in Italia si è svolta una visita alla galleria del vento del Politecnico di Milano con l’obiettivo di analizzare il più possibile da vicino gli effetti del moto relativo ariaaereo sulla dinamica del volo. In Svezia le delegazioni delle differenti scuole hanno avuto l’opportunità di visitare il centro dell’aeronautica militare a Gothenborg e di partecipare ad una interessante conferenza con una studentessa decisa a conseguire gli studi necessari per ottenere la licenza di pilota. In questo tour gli studenti hanno partecipato ad una lezione sui radar nella torre di controllo dell’aeroporto locale.
La scuola Bánki Donát si è invece concentrata sull’incontro e sul confronto fra le diverse culture, proponendo attività fortemente personalizzate, tese a mostrare la cultura e l’identità ungherese. Gli studenti hanno partecipato inoltre a una interessante conferenza, tenuta da un professore universitario, sul volo e la sua dinamica: privilegiando un approccio fisico al problema. Originale è stato lo studio applicato alla fisica del volo degli aeroplanini di carta, che ha affascinato, divertito e insegnato come l’oggetto reagisce all’aria e all’attrito con questa.
Per quanto riguarda la Spagna si è continuato il lavoro promosso in comune, attraverso la visita all’aeroporto e all’aeroclub locali, con una successiva lezione interattiva circa il volo, le forze che agiscono sul veivolo stesso e le variazioni di guida che il pilota può assumere nelle differenti situazioni.
Infine con il meeting tenutosi in Turchia, a metà di maggio, si è proceduto da un lato a tracciare il bilancio del lavoro svolto in questo biennio di cooperazione, mentre dall’altro lato si è affrontato il tema delle diverse culture, che costituiscono l’identità europea, attraverso una condivisione particolarmente originale e individuale di esperienze comuni.
Si conclude pertanto con questo anno un progetto di carattere europeo, che ha coinvolto la nostra scuola, studenti e insegnanti verso quell' orizzonte sempre più vicino alla nostra realtà quotidiana.
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I due volti dell'iPad
Giulia Bianco 5°b
Sabato 4 ottobre 2014 rappresenta una data importante per la storia del nostro liceo. Come molti di voi già sapranno, infatti, da quest'anno le classi terze partecipano al progetto “Generazione Web”, che ha il fine di promuovere l'utilizzo della tecnologia come mezzo utile per favorire l'apprendimento nelle scuole. Ogni classe è dotata di una particolare lavagna multimediale e tutti gli alunni e i prof hanno ricevuto un iPad in comodato d'uso. Questi tablet potranno essere usati dai ragazzi per navigare su internet ed approfondire così ciò che studiano, ma anche per prendere appunti in classe e per utilizzare gli eBook, gli ormai diffusissimi libri digitali, che eviteranno loro di portare avanti e indietro chili e chili di libri. Per iPad esiste anche l'applicazione “il mio diario 2.0”, un vero e proprio diario digitale collegato con il registro elettronico (potrei aprire una lunga parentesi sull'inutilità del diario d'istituto davanti a questa novità, ma vi risparmierò). Ovviamente tutti noi persone comuni di quinta, quarta, seconda e prima stiamo rodendo come non mai, com'è giusto che sia. L'iPad è un oggetto molto utile, perché è multitasking e permette di accedere e navigare su internet in maniera comoda, facile e veloce. Detto ciò, siamo tutti d'accordo che avere in mano un iPad per un ragazzo di 16 anni è una gran cosa? Sì. Tutti tranne Steve Jobs. Leggevo infatti una notizia uscita circa un mese fa sul New York Times, secondo cui il fondatore di Apple (pace all'anima sua) avrebbe affermato di aver vietato ai suoi
figli di usare l'iPad, limitando inoltre in maniera radicale il loro utilizzo di dispositivi elettronici in generale. Steve Jobs non sarebbe l'unico magnate dell'era digitale a proibire ai propri figli l'utilizzo delle nuove tecnologie: Evan Williams, uno dei fondatori di Twitter avrebbe regalato ai bambini cento libri (sì, quelli di carta), invitandoli a leggere quelli invece di comprar loro un iPad, mentre Chris Anderson, editore di Wired e direttore della C.E.O Robotics, sarebbe stato accusato dai propri figli di essere troppo rigido con loro per quanto riguarda l'informatica: egli infatti ha il totale controllo sul loro utilizzo dei dispositivi elettronici, “noi abbiamo visto in prima persona i danni che la tecnologia può causare, l'ho provato sulla mia pelle e non voglio che accada ai miei figli”, ha affermato. Anderson allude ovviamente al fatto che su internet si possono trovare violenza, razzismo, pornografia, bullismo, ma considera soprattutto la dipendenza dal dispositivo il maggiore pericolo. Abbiamo quindi due scuole di pensiero: quella del governo italiano, che spinge per l'informatizzazione della scuola con conseguente abolizione dei libri cartacei e dei metodi tradizionali, facendo sì che i nuovi dispositivi elettronici siano l'unica vera porta d'accesso al sapere, e quella di coloro che questi dispositivi li hanno inventati e creati, che vogliono evitare ad ogni costo che i propri figli diventino dipendenti dalle loro invenzioni. Sta a voi.
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SAVE THE PLANET!
Letizia Bigatti 5°a
“L’uomo è stato dotato della ragione e del potere di creare, così che egli potesse aggiungere del suo a quanto gli è stato donato. Ma finora egli non ha mai agito da creatore, ma soltanto da distruttore. Rade al suolo le foreste, prosciuga i fiumi, estingue la flora e la fauna selvatica, altera il clima e abbruttisce la terra ogni giorno di più.”
-Anton Chechov La situazione ambientale nel mondo non era mai stata così allarmante come ai giorni nostri in cui la continua emissione da parte dell’uomo di anidride carbonica ha creato un innalzamento spropositato del clima e il conseguente scioglimento dei ghiacciai. Secondo le relazioni dei metereologi della National Oceanic and Atmospheric Adoministration (agenzia federale statunitense che si occupa di meteorologia) i mesi di giugno, luglio e agosto “sono stati i più caldi di sempre a livello globale dal 1880, e tutto il 2014 ha superato il precedente record di anno più caldo di sempre, stabilito nel 2010.” A questo aumento di temperature, provocato dall’effetto serra, sono dovuti i numerosi disastri ambientali avvenuti negli ultimi decenni. Per questo motivo, in vista dell’incontro dell’Onu a New York del 23 Settembre 2014, sono state organizzate in tutto il mondo manifestazioni per sensibilizzare la popolazione mondiale e per mandare un chiaro messaggio ai vertici dell’Onu sulla necessità di un intervento più che mai rapido. Hanno marciato a New York e in altre città 3000 città del mondo il 21 settembre 2014, anche in Italia dove, davanti al Colosseo, si sono
raccolte migliaia di persone. L’obiettivo di questa manifestazione era anche la raccolta di firme per la petizione internazionale lanciata dalla rete di mobilitazione globale Avaaz. Tra i partecipanti della “People’s Climate March” anche l’attore Leonardo Dicaprio e il sindaco di New York Di Blasio che ha dichiarato il suo impegno per ridurre dell’80 % le emissioni entro il 2050 nella Grande Mela. L’impegno dei politici e dei vertici delle Nazioni verrà concretamente preso
nell’incontro che si terrà a Parigi nel 2015, volto a trovare un’ intesa che sostituisca il Protocollo di Kyoto del 1997. Il bisogno di un azione immediata non è solo richiesta a gran voce da attivisti e scienziati, ma anche dagli stessi cittadini, consapevoli delle conseguenze di una mancata attuazione di riforme ambientali concrete. Il cambiamento deve quindi partire anche dagli stessi abitanti che spesso non si rendono conto dell’impatto ambientale del loro stile di vita. Secondo un rapporto del Living Planet, “se tutti gli abitanti consumassero quanto l’Italia sarebbero necessari 2,6 pianeti.” Ma i cambiamenti climatici che stanno scoinvolgendo gli ecosistemi hanno anche comportato negli ultimi anni l’estinzione di numerose specie animali e il declino della biodiversità ha ormai raggiunto il 52%. L’impegno dell’uomo deve essere “concreto e rapido” come affermano diversi attivisti, anche per garantire un futuro migliore ai posteri. “Non ereditiamo la terra dai nostri antenati, la prendiamo in prestito dai nostri figli.” (Proverbio del popolo navajo)
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Un saluto a Robin Williams Beatrice Corti
Confesso che quando ho letto della morte di questo grande attore mi è sfuggita una lacrima. Un uomo da sempre associato all’allegria e alla voglia di vivere si è tolto la vita perché dietro il sorriso era rimasto solo. Molte volte, in effetti, ci fissiamo sul personaggio e dimentichiamo la persona che c’è dietro. Robin Williams ha interpretato i suoi personaggi in maniera egregia, cercando di trasmettere sempre qualcosa al pubblico e nello stesso tempo cercando di farlo sorridere. Tra le sue pellicole le più famose ricordiamo: Good morning Vietnam, (1987). È la storia del disc jockey Adrian Cronauer, che conduce un programma radiofonico indirizzato ai soldati durante la guerra del Vietnam nel 1965. Anche se a prima vista potrebbe sembrare un film di guerra è in realtà di genere drammatico. Racconta, infatti, ciò che sta dietro la guerra, cioè i giochi di potere e le strategie dei” pezzi grossi”, che si riflettono sulla gente comune (i soldati e la popolazione locale). Questi non hanno la possibilità di difendersi o di opporsi, ma sono costretti a ubbidire. Adrian, grazie ai cambiamenti che apporta nel programma radiofonico (in primis gli sketch comici e la musica rock), rappresenta una piccola ma importante ribellione contro i piani alti. Quando, alla fine, è costretto a tornare negli Stati Uniti lo fa con rassegnazione, ma ha ormai capito che la guerra è sempre e solo una sconfitta, da qualunque punto di vista si guardi. Non dimentica di salutare gli altri soldati, augurandogli di tornare presto a casa, come sta facendo lui. Frase famosa: Good morning Vietnam! L’attimo fuggente (1989), in originale Dead Poets Society. Ambientato nel 1959. Il professor John Keating, insegnante di lettere, viene trasferito in un severo e tradizionalista collegio maschile. Qui si distingue da subito grazie ai suoi particolari metodi d’insegnamento in cui incoraggia gli allievi a esprimersi e a confrontarsi. Trova però l’op-
posizione degli altri insegnanti e di alcuni genitori, che in seguito a un tragico avvenimento lo costringono a lasciare la scuola. Il professore se ne andrà, ma porterà con sé gli insegnamenti che i suoi alunni gli hanno dato. Frase famosa: Carpe diem, cogliete l’attimo ragazzi, rendete la vostra vita straordinaria. Hook- Capitano Uncino (1991). È il “sequel” delle avventure di Peter Pan. Il film si pone la domanda “ Che cosa succederebbe se Peter Pan diventasse grande?” In questa pellicola troviamo un Peter Pan cresciuto, sposato e con due figli, e che non ha alcun ricordo dell’Isola che non c’è. È diventato un noioso avvocato che ha problemi a relazionarsi con i suoi figli a causa di tutte le sue promesse non mantenute. Quando il suo acerrimo nemico Capitano Giacomo Uncino rapisce la sua prole per scontrarsi con lui ancora una volta, Peter è costretto a rivedere molti aspetti della sua vita. Raggiunta l’Isola tenta di ritrovare lo spirito bambino che, entrando nel mondo degli adulti, ha completamente perso e che gli serve per volare e battere Uncino. Grazie a Trilli e ai Bambini Sperduti capisce che è importante conservare una parte spensierata e infantile. Forte delle cose che ha riscoperto, riesce a battere Uncino e a salvare i propri figli. Alla fine torna a casa cambiato e consapevole che per vivere veramente è necessario conservare un cuore giovane. Frase famosa: Vivere … vivere può essere un’avventura straordinaria! Chissà se nella sua vita reale ha mai vissuto gli stati d’animo che hanno provato i suoi personaggi e che ci ha trasmesso vedendolo recitare. Non lo sapremo mai. Quello che è certo è che Robin Williams è stato un grande attore, capace di far ridere e piangere le persone. Era anche un uomo e come tale aveva tutto il diritto di avere dubbi e incertezze e di essere spaventato.
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Pensieri
Vendetta
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Riccardo Sala 5°F
Sull’utilità e il danno della vendetta per la vita
Com’è bello potersi vendicare, ne? Ti da quella soddisfazione unica che ti fa sentire superiore, ti riempie di orgoglio, forse un po’ troppo. La vendetta si medita, si attende anche per anni con pazienza, si aspetta che il piatto si raffreddi. Si pensa che dopo essersi vendicati si possa trovare pace, si possa tornare a come prima. Come prima di cosa? Di prima che la nostra vittima facesse di noi sue vittime, ma non è così. La vendetta non è rimedio agli errori passati, cioè è ovvio che il passato non si possa cambiare, quindi perché vendicarsi? Per una minima soddisfazione? La vendetta però potrebbe generare un’altra vendetta, buio da buio, rancore da rancore, così si entra in un circolo vizioso che non finisce più. Come sarebbe, allora, senza vendetta, se non ci portassimo dentro il rancore, se il rancore non esistesse come sarebbe? Se dopo uno sgarbo non cercassimo vendetta, resteremmo fuori da quel circolo di cui parlavo prima. Allora sì, potremmo tornare a vivere in pace. Lo so, è difficile non portare rancore. E come si fa? Quello mi fa innervosire e quella mi sparla dietro, se lo fa lei lo faccio anch’io. Si, ma lei non smetterà per questo, lui continuerà a farmi innervosire. Allora il modo più facile per non portare rancore, visto che non sono abituato a perdonare, è dimenticare. Sarebbe più utile che tutti ce ne dimenticassimo. Il passato è passato, no? E Allora dimentichiamolo e andiamo avanti. Non si può? Si può, ma è difficile. L’uomo ricorda, si porta dentro tutto il peso del passato, che lo schiaccia sempre più, lo invecchia. Poi se una cosa ci ha fatto soffrire molto è anche più difficile da dimenticare. Bere per dimenticare? No. I bambini non cercano la vendetta, hanno una vita più semplice, vivono in modo non storico oserei dire, anche perché non è che abbiano una storia così lunga alle loro spalle. “[…]Il bambino non ha ancora nessun passato da rinnegare e che giuoca in
beatissima cecità fra le siepi del passato e del futuro”[Nietzsche]. I bambini dopo poco si dimenticano di aver litigato con tizio e ci tornano subito a giocare come se nulla fosse. Come se nulla fosse invece si odiano per anni, per generazioni, gli adulti si trasmettono l’odio di padre in figlio. Ci sono popoli che si odiano, cercano la vendetta per antichi sgarbi che neanche si ricordano, litigano per una striscia di terra che, discutendo, nessuno si gode. Anche i “giovani adulti” non scherzano, combattono vere e proprie guerre tra loro. Ripicca dopo ripicca, si sta come se si fosse in trincea, se non è guerra. Gli adolescenti poi badano solo alle apparenze. Coscienti di una propria storia, di una propria esperienza e al rancore, in base a questo analizzano chi si trovano di fronte dando pregiudizi. Dimenticando il passato andremmo anche oltre le apparenze, potremmo arrischiarci ad essere noi stessi, libere personalità come non se ne vedono molte. Non vorrei andare off topic, anche se la tentazione è alta. Ci sarebbero tante cose da dire su superficialità e pregiudizi, che comunque possono essere causa di rancore. Basta un’incomprensione per generare litigi epocali, che continuano, alimentati da ogni vendetta. Ce ne potessimo dimenticare, vivremmo in pace fra noi, si starebbe forse più attenti a non ferire il prossimo, ci sarebbe forse un positivismo antropologico. Penseremmo bene dell’altro, siamo sempre lì a pensare che ci debba fregare. Non ricordandoci delle mele marce, penseremmo che non esistono e quindi, ritrovandoci in uno stato di natura negli anni 10, saremmo forse buoni. “Qualcuno” dice che non possiamo dimenticarci del passato perché ci aiuta a non commettere gli stessi sbagli. Qui non si tratta di dimenticare il passato, bisogna dimenticare il rancore e l’esistenza del male morale. Direi quindi che la storia del male, delle guerre e dei tradimenti, è un danno per la vita.
etCetera Majorana Desio
Storie di viaggi
n°1 Ottobre 2014
Diario da oltreoceano 14
Tommaso Sabìa ‘’4°b’’
Cari Majorani, Ebbene sì: l’estate è terminata, la scuola è ricominciata e blablabla, non ho intenzione di rigirare il coltello nella piaga. Piuttosto, se può servirvi da consolazione, sappiate che c’è qualcuno che ha iniziato a sedersi dietro un banco un mese e una settimana prima! Come intuibile dal titolo e dalla classe virgolettata, però, per il momento non potrò essere un vostro diretto commilitone: in occasione del quarto anno, mi trovo negli Stati Uniti, nel sudest della Louisiana, non molto distante da New Orleans. Come ci sono finito qui? (“Già, cosa diavolo ti ha spinto a venire in Louisiana lasciando un posto splendido come l’Italia?!”, è una domanda che mi sento rivolgere spesso dalle persone che incontro qua) La risposta è semplice… non lo so neanch’io! Più precisamente, in questo tipo di programmi è improbabile che venga data l’opportunità di scegliere la destinazione precisa, e qualora ciò avvenga, il prezzo lievita significativamente. Nel mio caso, sono sempre stato attratto dal mondo americano, e il campo di ricerca “Stati Uniti” era la metà più specifica che potessi scegliere. A questo punto, si avvia il processo di abbinamento tra lo studente e le famiglie ospitanti, che segue diversi complicati fattori, e… puf! Eccomi qua. Comunque, a differenza del “solito” anno all’estero, ho preferito optare per un semestre: mi spaventava l’idea di perdere – e quindi dover recuperare d’estate – un intero anno di liceo, e insieme ad altri motivi minori ho scelto questo compromesso. Sono qui, nella simpatica cittadina dal nome Ponchatoula, da ormai 2 mesi; la mia lifestyle si è agevolmente assestata e mi sento di poter trarre le prime conclusioni in corso d’opera. Partirei dalla scuola, ambito che – secondo gli organizzatori – rimane comunque la priorità del programma. Quanti di voi hanno presente la
tipica scuola americana, fiumi di gente nei corridoi, gli immancabili armadietti, le cheerleaders? Bene, è tutto vero. Quanti di voi hanno un’idea della scuola americana come il paese dei balocchi, dove è tutto più facile e “sciallo”? Benissimo, vero anche questo. Mi spiego… La giornata scolastica è composta da 7 ore + il pranzo, eppure trascorre molto più agevolmente di una da 5 ore come quelle a cui siamo abituati. Per non parlare delle settimane, che svaniscono in un lampo una dopo l’altra (eh sì, il venerdì sera e il sabato liberi sono davvero oro colato). Il livello didattico, comunque, è davvero molto basso. La differenza tra un qualsiasi studente di liceo e uno studente americano è evidente. Il gap si riduce un po’ scegliendo corsi avanzati e difficoltà massime, ma ancora non si raggiungono i livelli di un liceo come il nostro. Dovreste vedere come molti ragazzi mi vedano come un idolo, mentre riesco a completare le richieste degli insegnanti senza il minimo sforzo; e davvero, non è per darmi arie, perché non ne avrei interesse, ma è la situazione reale. L’esperienza in sé è molto variegata: la vita in America è molto più diversa di quanto mi aspettassi rispetto a quella italiana, e ciò non significa per forza qualcosa di negativo. Avrei davvero molte cose di cui parlare, ma per motivi di spazio vi tocca aspettare i prossimi numeri, in cui cercherò di descrivere gli aspetti o gli episodi più emozionanti, particolari e/o caratteristici di questa avventura. Se avete qualsiasi domanda o curiosità, se volete che parli di qualcosa in specifico, o se magari state valutando un’esperienza del genere, non esitate a scrivermi! Sto anche tenendo un piccolo blog per aggiornare amici e parenti, nel caso voleste racconti più specifici. Spero di avervi suscitato un po’ di interesse, alla prossima!
etCetera Majorana Desio
Pensieri
n°1 Ottobre 2014
15
A chi piacerebbe restare tanto in un sogno?
Sara Di Vita 3°a
Ariadne: […] A chi piacerebbe restare tanto in un sogno? Yusuf: Dipende dal sogno. -Inception, Christopher Nolan E se tu potessi andare in giro a piegare pali? E se tu ti ritrovassi davanti Darth Fener senza nessuna arma per combatterlo e potessi farne apparire una per salvarti? E se tu potessi decidere di tuffarti in una piscina piena di thé e nuotarci dentro incontrando i Beatles dentro il loro sottomarino giallo per poi suonarci insieme, lo faresti? Buone notizie: il mondo della pseudoscienza dice che puoi. Spesso quando si sogna si è fermamente convinti di essere nel mondo reale per quanto le situazioni possano essere bizzarre e impossibili; nel sogno lucido, o onironautica, questo non succede. Vi renderete subito conto che le possibilità che una persona si ritroverebbe in questo caso sono infinite, sempre dentro certi limiti. Niente regole scientifiche, niente regole fisiche, tutto quello che desideri quando lo desideri, dove lo desideri. Dal punto di vista tecnico la comunità divide i sogni lucidi in base alla qualità, quindi la vividezza, il controllo, la lucidità, la percezione e la memoria, e il livello di lucidità quindi sogni prelucidi, SLPC (Sogni Lucidi Parzialmente Controllati) e SLTC (Sogni Lucidi Totalmente Controllati). Per quanto riguarda il primo gruppo molte persone cercano di segnarsi i dati su un quadernetto sia per analizzare meglio i progressi sia per non dimenticarsi dei sogni, per quanto riguarda il secondo gruppo molte persone cercano di esercitarsi a lungo per aumentare il livello di lucidità molto spesso fallendo perché per qualcuno può essere la cosa più naturale del mondo, mentre per altri probabilmente è la cosa più difficile. Pensa al sogno più recente che tu abbia fatto, ci sei? No? Ecco, potresti arrivare da non ricordarti più il sogno fatto la notte precedente a crearti
un mondo con le tue regole. Il sogno è legato alle immagine e alle sensazioni che la mente crea, per questo molti fattori, come l'ansia, rendono difficili l'autocontrollo di essi; per tali motivi sono state create delle tecniche, alcune attestate altre, a mio parere, basate sul nulla più totale, capaci di stimolare l'attenzione da parte del cervello; tra queste ci sono quelle sviluppate da Stephen LaBerge, psicofisiologo specializzato in SL divise in MILD, WILD, WBTB, DILD, Autoipnosi, CAT, EILD, Test di realtà (RCT). Sei comodo nel tuo letto, hai appena superato la fase REM ed ecco che ti ritrovi di fianco a Sherlock Holmes a risolvere un caso ad Equestria, ad un certo punto ti accorgi che c'è qualcosa che non va e qui inizi ad essere lucido: il tuo inconscio potrebbe svegliarti oppure potrebbe farti continuare il sogno in piena libertà. Vuoi intervistare Mr. Holmes? Fallo. Vuoi cavalcare un pony? Fallo. Vuoi andare da tutt'altra parte? Vai, sei libero di farlo. Se ti trovi nella condizione di sogno pre-lucido potresti saltare e vedere cosa succede, nel migliore dei casi prenderai il volo, nel peggiore sarai nella realtà a saltare senza motivo davanti al tuo professore di italiano. Guardare l'orologio per vedere se l'ora corrisponde alla luce proveniente dall'esterno o se le lancette sono al loro posto. Respirare, guardarti allo specchio, spegnere la luce, accendere la luce, aprire la vista su nuovi spazi, urlare non saranno mai come nella realtà e questi semplice gesti potranno portarti alla consapevolezza di dove ti trovi. Questi esempi vengono chiamati 'Test di realtà’: più ne associ e più i risultati saranno accurati. Il sogno lucido non è Leonardo Di Caprio, il sogno lucido non è il totem da far girare, il sogno lucido è molto di più. Il sogno lucido è fantasia, libertà e magia.
etCetera Majorana Desio
Recensioni
n°1 Ottobre 2014
16
OKAY? OKAY. Se avete deciso di concludere l'estate in modo deprimente con decine di kleenex usati, leggere o guardare Colpa Delle Stelle è la scelta giusta. Colpa Delle Stelle è il best-seller young adult firmato John Green che ha conquistato, commosso e devastato milioni di persone. Quello che mi limito a dirvi della trama è che i protagonisti sono due adolescenti, Hazel ed August, che si incontrano a un gruppo di supporto per malati di cancro e danno vita a una storia d'amore che ha appassionato milioni di fan in tutto il mondo. Se volete continuare a crogiolarvi nelle vostre lacrime vi regalo questa chicca: il romanzo è dedicato a Ester Grace Earl, un'amica dello scrittore affetta da cancro alla tiroide metastatizzato, che si è spenta nel 2010 all'età di sedici anni. Colpa Delle Stelle è un libro che solleva gli animi, che comunica l'idea che una vita breve può essere bella e ricca. Ora, non voglio spoilerarvi nulla, ma l'autore ha deciso di darci un finale diverso da quello di un film Disney, come dimostrazione che la vita è una montagna russa che non sempre sale. Ciò rende il libro assolutamente realistico e per questo terribilmente devastante. Nonostante affronti tematiche delicate e non da tutti i giorni, Colpa delle Stelle è un libro scorrevole e semplice, grazie anche
Ylenia Mariani 4°E
alla sottile ironia dell'autore. Il film, uscito nelle sale italiane a fine agosto, è molto fedele al libro ed ugualmente distruttivo. Perciò, se non siete amanti degli happy endings forzati, se volete vedere una storia di adolescenti un po' diversa dal solito o se semplicemente avete voglia di piangere tutte le vostre lacrime, vi consiglio di leggere o guardare Colpa delle Stelle.
etCetera Majorana Desio
Rubriche
n°1 Ottobre 2014
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Storie di viaggio verso casa
Riccardo Sala 5°F
#Omocoppia
Oggi è davvero tardi, capita di rado che finisca gli allenamenti di tennis così tardi. Messa la sacca con la racchetta in spalla, prendo la bici e dritto verso casa. Non è lontana, pochi minuti e sono arrivato, il divano già mi attende. Casa è in fondo alla via, una villetta, o meglio, quasi una villa. Ci siamo trasferiti qui da poco, è perfetta per una famiglia con due figli adolescenti. Spesso fanno feste e ci sono sempre amici a casa. Anche ora, un amico di Andrea si ferma a dormire. Cioè, non è che dormono proprio, domani la scuola ne risentirà. Passano la sera(notte) ha chiacchierare sul lettone di Andrea di ragazze, ragazzi, amici, sportivi e tutte le robe da adolescenti. Domani hanno detto che non ci sono verifiche, speriamo. Va beh, comunque l'abbiamo scelta per restare in zona. Io ho sempre vissuto qui e siamo a due passi dalla scuola. Capita spesso che, svegliandosi tardi, vadano a scuola a piedi, il liceo è proprio qui dietro. Eccolo, si vede anche di sera, con quel suo rosso incondibile. Ah, già che ci sono faccio un salto alla Coop. Devo prendere giusto due cose, il pane perché sicuramente non si saranno ricordati e il latte per domattina. Devo sempre pensarci io, che sono, la domestica? Sono davvero stanco, appena arrivo a casa, doccia, cena e divano. Beh, a parte che io non cucino, ci penseranno gli altri tre, io non ho voglia. Eccomi a casa. Che bella però! Il colore, un giallo acceso, l'hanno voluto scegliere Andrea e Alberto, mentre noi genitori abbiamo pensato a tutti gli interni. Sul retro c'è una bella piscina, ma è nascosta dalla siepe, giusto per tenere lontano gli occhi curiosi dei vicini. Come al solito quello scemo ha parcheggiato la macchina male, appena entro mi sente. Ora dove la metto la bici? Non ci sta nel garage. Lascio qui anche le racchette. Oggi ho anche perso
le due partire che ho fatto, sono un po' fuori forma col tennis. Da giovane ero più forte, ma ora non ho più tanto tempo, tra il lavoro, i figli, la scuola, una cosa e l'altra ed già buono che abbia il tempo per dormire. Dalle 8 alle 5 sono in Banca a lavorare, anche se ora sono un financial tutor e ho il mio ufficio, c'è sempre casino, tra riunioni, clienti e aziende che si lamentano. Dove ho messo le chiavi ora? Ah eccole. Te pareva?! Dove lo trovo? Sul divano. -Hai preparato la cena? -No, aspettavo te. -Ma lo sai che torno sempre a quest'ora. Potevi iniziare a preparare almeno. -Oh, non rompere appena arrivi. -Seh seh..chiama i ragazzi, fai preparare a loro. Io intanto faccio la doccia. Ma guarda te, sempre così, ogni volta che torno lui non ha mai preparato niente. Sembra che l'unico adulto in questa casa sia io, devo sempre preparare tutto. -È pronto. -Si arrivo, mi sto asciugando i capelli. In tv non c'è niente stasera, che noia. Mi sa che vado a letto. Anche qui in stanza, roba da tutte le parti, ma non riesce a mettere in ordine? -Allora com'è andata al tennis? -Come al solito, ho perso -Va beh dai, hai una certa età ormai. -Parla per te, io sono il piu in forma qui, mr. panzetta ciuffo rosso, tinto ormai. -Seh va beh. Dormo. Notte. -neanche un bacio oggi? -Fff ok. -Notte.
etCetera Majorana Desio
Rubriche
n°1 Ottobre 2014
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L’Apostrofo Rosa #1
Riccardo Sala 5°F
Un pomeriggio d’estate Il vento soffiava leggero, facendo ondeggiare la punta dei fili d'erba. Erano così verdi e così sottili, così leggeri, sembravano danzare allegri sotto il sole. Distesa sul prato Aurora sfogliava spensierata le pagine di un bel libro, rilegato, con delle allegre rifiniture blu. Sulla copertina, sotto il titolo, c'era un gufo appollaiato sulla luna, una mezzaluna gialla, uno spicchio di limone diciamo. Il libro era nuovo, le lo aveva appena regalato per il suo compleanno la sua migliore amica. Mantide, questo era il nome della protagonista del libro. Una ragazza avventurosa e magica, decisa e sicura di sé. Aurora sfogliava le pagine una dopo l'altra, veloce, si stava mangiando quel bel libricino colorato. Intanto sopra di lei, nel cielo turchese, qualche nuvoletta passava tranquilla. A volte Aurora si divertiva a trovare qualche forma nelle nuvole. Ecco, ora, quella piccola nuvoletta sola, vicino all'orizzonte, sembrava un pony che correva leggero, come panna montata nelle praterie blu del cielo. Da lontano la brezza portava una dolce melodia, qualcuno stava fischiando. Dai piedi della collina, sui cui era sdraiata Aurora col suo libretto, arrivava un bel giovanotto. Guardando i suoi occhi profondi sembrava di vedere il mare cristallino, erano di un acceso verde acqua e quei suoi lunghi capelli biondi lo rendevano molto adorabile per Aurora. Gli voleva un
gran bene, era il suo vicino di casa. Erano cresciuti insieme in pratica. Lui aveva una cotta segreta per lei, ma non aveva ancora avuto il coraggio di dirglielo. Lei lo adorava e stava aspettando che lui la notasse, sembrava così distratto. In realtà era solo un po' impacciato. Stava salendo la collina, erano le cinque del pomeriggio e stava portando un cestino di fragole all'amica per fare merenda. Aurora lo sente arrivare e subito chiude il libro e si tirò su per aspettare l'amico. Sulla sua faccia si accese un gran sorriso. Lui si mise di fianco a lei e tirò fuori dallo zaino un cestinetto di fragole e qualche tovagliolo. Erano dei tovaglioli simpatici e colorati, alcuni con disegnate delle parole crociate, altri dei sudoku. Le diede una fragola e lei si sbrodolò tutta la faccia, una goccia le stava cadendo sulla maglietta, anche quella un regalo di compleanno, quando lui prontamente lei asciugò la bocca con un sudoku. I loro sguardi si incontrarono, lui rimase bloccato in quella posizione, col tovagliolo sulla bocca di Aurora, per qualche istante, poi i due si avvicinarono e si confessarono col gesto più naturale del mondo quello che fino a quel momento non avevano avuto il coraggio di dirsi. Le loro labbra si incontrarono in un abbraccio caldo e un po’ umidiccio.
etCetera Majorana Desio
Pensieri
Sogno l’Italia
n°1 Ottobre 2014
19
Riccardo Sala 5°F
Sogno un’Italia leale, in cui onesto non sia solo un intercalare. Sogno un’Italia a trazione integrale in cui non ci sia lavoro solo in certe zone, ma in cui il sud sia un grande polo turistico. Sogno un’Italia unita non solo per le partite di calcio, ma anche nei problemi, unita per gestire terremoti e immigrati, alluvioni e immondizia. Sogno un’Italia in cui politico non sia sinonimo di disonesto o delinquente, ma significhi patriota, significhi giusto. Sogno un’Italia che non giudichi in base alle apparenze, ma che si informi. Sogno un’Italia senza pregiudizi, in cui si è tutti italiani e non importa se vieni dal nord, dal sud o dal’est. Sogno un Italia meno igniorante, che non faccia errori di gramatica e sappia parlare. Sogno un’Italia in cui i politici non parlino, ma facciano. Sogno un’Italia in cui i politici non siano peggio delle caricature fatte dai comici. Sogno un’Italia in cui tutti vadano a votare, in cui tutti dicano la propria opinione e secondo quella agiscano. Sogno un’Italia senza pecoroni, in cui se qualcosa non va la si può cambiare. Sogno un’Italia in cui non vince il più furbo, ma chi se lo merita. Sogno un’Italia in cui i probleminon si risolvano chiamandoil cugino dell’amico del vicino, ma seguendo le regole. Sogno un’Italia in cui non ci siano cantieri bloccati, ma in cui si facciano grandi opere e grandi eventi. Sogno un’Italia in cui non ci sia corruzio ne, in cui non ci sia qualcuno che chiude un occhio. Sogno un’Italia che vede, che sente, che parla. Sogno un’Italia in cui la mafia ci sia solo in certi romanzi. Sogno un’Italia in cui nessuno paghi “in nero”. Sogno un’Italia in cui le tasse servano per la vita dei cittadini, non ad ucciderli. Sogno un’Italia in cui non si facciano mutui per le vacanze o per lo smartphone. Sogno un’Italia in cui gli Italiani abbiano una vita da sogno. Sogno un’Italia in cui si investe nella ricerca, nello sviluppo e nel futuro. Sogno un’Italia dei grandi cervelli e dei ricercatori, ma non emigrati all’estero. Sogno un’Italia che non si vanti solo del proprio passato, ma che lo valorizzi come merita pensando anche al presente. Sogno un’Italia in cui la scuola non sia solo scuola, non sia solo compiti, e che fosse così in tutte le scuole. Sogno un’Italia che non venga costantemente messa a confronto della Germania. Sogno un’Italia che non sia solo il paese in cui si mangia bene. Sogno un’Italia in cui non puoi fare l’avvocato solo se tuo padre è avvocato e se tuo padre è contadino sai già il tuo destino. Sogno un’Italia che non i preoccupi del presidente della FIGC e del allenatore della nazionale, ma che scelga bene il presidente della Repubblica e il premier. Sogno un’Italia in cui la svolta non sia solo quella che dice il navigatore. Sogno, chissà se mi sveglio.
Immense grazie siano rese ai membri del personale ATA che perdono investono il loro tempo nel ciclostilare il nostro amato giornale!
redazione Caporedattore: Giulia Bianco, 5°b
Impaginatore: Mirco De Vito, 5°G
Redattori: Riccardo Sala 5°F, Tommaso Sabìa ‘’4°b’’, Sara Di Vita 3°a, Ylenia Mariani 4°E, Beatrice Corti 1°C, Letizia Bigatti 5°a, Matteo Radaelli
“Lissoni sbrcca e inslta tutti”