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IV - Natale 2021

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ETCETERA Il g io r n a lin o d e g li s t u d e n t i

S p e c i a l e N a t a l e 2 0 2 1 - N °4


IN D IC E L’E D I T O R I A L E 3

A ll I w a n t fo r C h r is t m a s is y o u ! d i L u c a S a ra c h o , 4 F

SCUO LA 6 In t e r v is t a a lla P re s id e d i L u c a S a r a c h o , 4 F ; S t e fa n o R o v e re , 4 D ; J a c o p o P a la z z o lo , 3 C 1 0 In t e r v is t a a l M a jo s u o n a d i L a r a R e s m in i, 1 A ; C h r is t ia n P a v e s i, 2 H ; D a n ie le R is o , 5 c c 2 2 C o n t e s t d i N a t a le 3

d i J a c o p o P a la z z o lo , 3 C ; S t e fa n o R o v e re , 4 D

A N IM A L E D E L M E S E 1 3 P in g u in o d i A d e lia

d i A n g e lic a P e lle g r in o , 1 A

C U LT U R A 1 5 C h r is t m a s a ro u n d t h e w o r ld d i A le s s a n d ro B a lo s s i, 4 A

N A R R A T IV A 1 7 Il c lu b in v e s t ig a t iv o e il C a s o d e lla D a m a R o s s a

d i Ila r ia S o r re n t in o , 1 c c

E t C e t e r a M a jo r a n a

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L ’E D I T O R I A L E

ALL IWAN T FO R C H R IS T M A S IS Y O U ! (S Ì , M I S T O R I F E R E N D O P R O P R IO A T E ) LU C A SA R A C H O , 4F

Ebbene sì, miei compagni di mille battaglie, dopo settimane di fuoco piene di mille interrogazioni e verifiche come solo dicembre sa esserlo, dopo aver versato sangue e sudore sui fogli di infernali compiti in classe, la fine è giunta: Natale è alle porte! Il periodo più magico dell’anno non ha sicuramente deluso le aspettative: gli scaffali dei supermercati si riempiono di panettoni e pandori (con l’annuale e ferocissima disputa in famiglia su quale sia il migliore tra i due); le strade e i negozi si caricano di lucine; ghirlande, corone di agrifoglio e schiaccianoci adornano le vetrine di ogni negozio; gli alberi di Natale presenti nelle nostre classi portano gioia con la sublime luce che irradiano in giornate altrimenti uggiose, per utilizzare una parola buffa; e per ultimo, ma sicuramente non per importanza, Mariah Carrey E t C e t e r a M a jo r a n a

col suo immortale “All I want for Christmas Is You” è tornata a dominare le classifiche degli ascolti. Infatti, nel momento in cui mi accingo a stendere questo mio breve articolo (immerso del tepore delle coperte del mio letto, con un cappello di Babbo Natale sopra la testa) il singolo è attualmente in prima posizione sulla Top 50 Globale di Spotify, seguita dall’altrettanto imperituro “Last Christmas” degli Wham! in seconda posizione; e poi ancora ”Rockin’ Around The Christmas Tree”, “Jingle Bell Rock”, “It’s Beginning to Look a Lot like Christmas”, “Santa Tell Me”, “It’s the Most Wonderful Time of the Year”, and the list could go on and on and on and on… Alcuni potranno odiarle fin nell’angolo più recondito dei loro cuori, eppure è innegabile che le canzoni che ci si ritrova ad ascoltare tutti assieme 3

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L ’E D I T O R I A L E davanti all’albero di Natale sono proprio quelle. Per questo numero non desidero stendere una delle mie solite invettive contro un certo incapace Presidente d’Oltreoceano (una sola frecciatina me la concederete, vero? È l’ultima di quest’anno, vi pregooooo!), perché ritengo che proprio il periodo natalizio sia il momento dell’anno in cui tutti abbiano diritto di staccare la mente dalle opprimenti questioni della nostra società e di concederci, anche per una sola magica notte, un attimo di serenità e speranza per il futuro, per accogliere il nuovo anno nel migliore dei modi. Un anno ormai è passato senza che molti neanche se ne accorgessero, e dunque una domanda sorge spontanea: che cosa farsene dell’eredità del 2021? Io personalmente ho solo meravigliosi ricordi di quest’anno, che per me ha rappresentato una vera rinascita: del 2021 mi porterò dietro una seducente chioma di capelli che mai possedetti nel corso della mia intera esistenza su questo pianeta, un amore a dir poco morboso per la musica coreana, un nuovo valore scoperto nelle mie amicizie, una nuova fiducia in me stesso, nuove cotte, nuove passioni e un sorriso più leggero e spensierato. E come non menzionare poi la meravigliosa Redazione di cui mi sono ritrovato a capo a settembre? Un gruppo di pazzi sgravati, che sprecano le proprie giornate davanti agli schermi dei loro PC per riempire le pagine dei nostri numeri di inchiostro, ma che mi hanno sempre dato soddisfazioni e uno scopo per cui vivere. Chiamatemi pure un radicale, E t C e t e r a M a jo r a n a

ma io ho tatuato “EtCetera” sul cuore (il cringe è finito, don’t worry)! E per l’anno che verrà, che sbircia curioso nelle nostre vite, impaziente che scocchi in tutto il mondo la mezzanotte di venerdì 31 dicembre, che cosa potrei dire? Nient’altro, all’infuori di: “Vieni, non vedo l’ora!”. Qualcuno mi chiede i miei buoni propositi per il 2022? Va bene, ve ne rivelerò tre: in primis, venir spottato senza sosta su spot.majorana, giorno e notte, 24/7, ragazzƏ io sono qui (immaginatevi che abbia messo un’emoji maliziosa, grazie); in secundis, portare EtCetera a conquistarsi il titolo di “Miglior Giornalino scolastico” in tutta Italia (e se non c’è più una tale onorificenza, ce la creeremo noi); dulcis in fundo, far sì che ogni singolo majorano, dal primo all’ultimo, legga il nostro beneamato mensile. Ce la faremo, lo so che ce la faremo, per la fine delle lezioni a giugno ogni singolo studente avrà a casa almeno una copia del nostro giornalino, ne sono sicuro! Il tempo scorre inesorabile… ah cavoli! Vi avevo promesso che questo mio editoriale sarebbe stato breve… Per questa volta vi salvate dalla mia citazione filosofico-letteraria, questo è il mio regalino per voi, carissimi. Allora non mi resta altro che augurarvi un felicissimo Natale e un altrettanto felicissimo anno nuovo, sperando con tutto il cuore di poter continuare a frequentare le lezioni in presenza. Auguroni majorani, ci vediamo nel 2022!!!

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L ’E D I T O R I A L E

C A M IL L A F U D A , 4 G

E t C e t e r a M a jo r a n a

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SC U O LA

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IN T E R V IS T A A L L A

P R E S ID E

Q U A T T R O C H IA C C H IE R E P R IM A D I U N N U O V O IN IZ IO LU C A S A R A C H O , 4 F ; S T E FA N O R O V E R E , 4 D ; JA C O P O PA L A Z Z O LO , 3 C

Buongiorno signora Preside, la vorrem- sto anno. Auspico che possiate vivere in mo innanzitutto ringraziare per l’inter- prima persona l’esperienza didattica in vista che ha deciso di concederci. presenza che non arricchisce solamente da un punto di vista meramente culturale, Buongiorno a voi! ma soprattutto rafforza tutti quei legami interpersonali che sono alla base del noOrmai mancano veramente pochi gior- stro vivere comune. L’uomo è un animale ni al termine delle lezioni prima della sociale, che ricerca il contatto, il dialogo pausa Natalizia, e l’inizio del nuovo col suo simile. Per questo motivo ritengo anno si fa sempre più prossimo. Che che, nonostante la Didattica a Distanza sia cosa vorrebbe augurare agli studenti stato un vettore educativo necessario per del nostro liceo e alle loro famiglie per fare fronte ad una pandemia così improvl’anno che verrà? visa ed inaspettata, la vera relazione eduIl più grande augurio che posso fare a voi cativa passa attraverso la presenza. studenti è sicuramente quello di rientrare Alle famiglie dei miei studenti auguro tutti al più presto in presenza, o meglio, vivamente un ritorno a quella normalità di di continuare a lavorare in presenza, nelcui questo nemico invisibile ci ha privato. le modalità in cui sono andate avanti le A tal proposito spero che la campagna di lezioni fino ad ora, fino alla fine di queprevenzione e vaccinazione sortisca il suo E t C e t e r a M a jo r a n a

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SC U O LA effetto e ci possa finalmente portare fuori da questo incubo che è la pandemia.

Della scuola mi ha sempre attratto la sua vocazione pedagogica. Mi spiego meglio. La scuola non è un mondo fatto di utile Lei faceva riferimento a quella tanto o di prodotti, di oggetti tutti identici gli agognata “normalità”, una realtà che uni agli altri provenienti da una catena di potrebbe apparire come un semplice produzione. La scuola è un mondo fatto di ricordo. Che cosa le manca personalvalori, di idee, di un contesto in cui si ha mente di quella normalità? a che fare con individui complessi e unici Sicuramente il contatto con i miei studen- nel loro genere, portatori di sistemi valoti: incontrarvi in corridoio, stringervi la riali sempre diversi. Allora il mio ruolo, mano, darvi una pacca sulla spalla, concosì come quello dell’intero corpo docenversare guardandovi direttamente negli ti, è quello di trasmettere agli studenti, i occhi, e vedere i vostri sorrisi adesso giovani cittadini e le giovani cittadine di coperti da questo filtro, ahimè necessario, domani, tutta quella serie di valori e ideali della mascherina. democratici che stanno alla base di una Questo non vuol dire abbandonare tutte vita associata serena e proficua. quelle misure e strumenti preventivi che Se posso spendere qualche parola in più ci permettono di contenere, per quanto su questa scuola, devo dire che ho trovapossibile, i contagi. Anzi, il distanziamen- to sin dal primo istante nel Majorana un to sociale, la mascherina, la sanificazione ambiente culturalmente vivace, produttivo delle mani, sono tutte misure che, per giu- intellettualmente. Di voi studenti ho da dizio del Ministero, del Comitato tecnisempre apprezzato la curiosità, il senso co-scientifico, e per mio personale parere, critico, ma soprattutto la responsabilità devono essere mantenuti al fine di proteg- e la capacità collaborativa, soprattutto in gere i più vulnerabili tra noi che, per sva- queste sfortunate circostanze. Il vostro riate motivazioni, non sono hanno potuto comportamento è stato impeccabile, irricevere il vaccino. Dobbiamo sempre reprensibile sin dai primi momenti, per tenere a mente il fatto che, nonostante il esempio con l’adozione della mascherina vaccino, noi rimaniamo possibili vettori all’interno dell’istituto: ciò dimostra che di virus mettendo a rischio i compagni avete compreso a fondo la ratio di queste intorno a noi, i nostri genitori e le nostre scelte volte alla protezione della società, e famiglie. Ci terrei ad aggiungere, infine, di ciò mi posso solamente definire soddiche proprio queste misure rappresentano sfatta. la garanzia che ci permette di continuare il nostro percorso didattico in presenza. Quanto è importante per lei il rapporto studente-presidenza? Cosa l’ha portata a scegliere la carriera Ritengo che non vi possa essere un limite da preside? alla comunicazione, al dialogo, al con E t C e t e r a M a jo r a n a

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SC U O LA fronto: la mia porta è sempre aperta a voi studenti, sempre lo è stata e sempre lo sarà. Auspico una comunicazione costante, intensa e trasparente con la componente studentesca del nostro liceo: potrà essere sempre trovata una soluzione attraverso il dialogo. Per qualsiasi incomprensione non abbiate paura alcuna a venire a parlarmi, non temiate mai di essere d’intralcio, di disturbo, di troppo. Potremmo dire che un mio desiderio per l’anno alle porte è proprio poter continuare ad avere questo rapporto fatto di dialogo che si è instaurato tra me e voi studenti.

prossimo è quello di individuare strategie didattiche atte a venire sempre più incontro alle attuali esigenze di voi alunni.

Che cosa potrebbe essere ancora migliorato nella nostra scuola? Apprezzo che abbiate utilizzato l’avverbio “ancora”, perché mette in luce un vostro atteggiamento di costante miglioramento che per me è essenziale nella vita. Ci si deve sempre porre nell’ottica di fare sempre di più: non ci può essere un punto ottimale, si deve sempre perseguire il miglioramento qui a scuola e, fuori dai cancelli del liceo, nella nostra società. Signora Preside, lei anticipa le nostre Qualcosa che può essere migliorato è domande! Le volevamo chiedere infatti: sicuramente la relazione tra studenti e quali sono i suoi buoni propositi per il docenti, con particolare attenzione alle 2022? esigenze di crescita dei nostri alunni: Come dicevo in precedenza, desidero che vorrei che ci fosse una sempre maggiore il nostro chiaro e onesto scambio di opiconsiderazione dello studente nella sua nioni continui con vigore nell’ambito di integrità, nella sua complessità di sensauna comunicazione improntata al recipro- zioni, nella sua natura di persona, prima co ascolto e all’arricchimento personale. ancora che di allievo. Se poi dovessi individuarne altri, un mio Più che migliorare, direi tuttavia che dogrande obiettivo è quello di aumentare la vrebbe sempre essere tenuto presente, soprogettualità legata al tema dell’inclusio- prattutto dopo un’esperienza problematica ne: ancora oggi i ragazzi risentono fortecome la pandemia da Coronavirus che per mente dell’isolamento che la pandemia ci voi purtroppo si è collocata in un lasso di ha imposto, con manifestazioni di disagio tempo particolarmente critico per la vostra che noi, in quanto comunità scolastica, formazione. dobbiamo tentare di alleviare con tutti gli strumenti a nostra disposizione. Quale titolo consiglierebbe ad uno stuIn secondo luogo intendo compiere sceldente del nostro liceo in questo momente impegnative rispetto agli ambienti di to, magari da leggere tra una fetta di apprendimento per gli studenti, creando panettone e l’altra? nuove e confortevoli strutture. Proprio in questi giorni ho letto nuovaIl mio ultimo buon proposito per l’anno mente un testo che avevo acquistato lo E t C e t e r a M a jo r a n a

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SC U O LA scorso anno e che trovo particolarmente attuale dal momento che stiamo affrontando una situazione sanitaria che ci consentirà, spero, di uscirne più forti e pronti ad affrontare gli imprevisti che la vita riserva ad ognuno di noi, a volte in forma privata, altre in forma collettiva. Il libro è di Mario Calabresi, La mattina dopo (2019). È un libro straordinario che ci insegna la resilienza e il coraggio di guardare avanti, sempre ... anche quando ci sorprende il vuoto. In ultima istanza: lei è un’avida lettrice del nostro caro giornalino, EtCetera? Certamente: leggo con grande entusiasmo tutti i numeri che mi consegnate ogni mese. Una lettura piacevole ed interessante, che dimostra un vostro interesse attivo nel mondo all’esterno delle mura scolastiche. Sono molto contenta che nella nostra realtà esista un laboratorio di democrazia, di condivisione civile e rispettosa delle opinioni di ciascuno come il vostro. Spero che altri studenti decidano di unirsi a voi e provare, anche solo una volta, questa esperienza! Questo è tutto. La ringraziamo per il tempo concessoci! Ringrazio io voi! Auguro a tutti voi studenti e alle vostre famiglie un sereno Natale ed un felice anno nuovo!

E t C e t e r a M a jo r a n a

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SC U O LA

IN T E R V IS T A A L

M A JO SU O N A L A R A R E S M IN I, 1 A ; C H R IS T IA N P A V E S I, 2 H ; D A N IE L E R IS O , 5 c c

Allora, prima di tutto, presentati: chi sei, che cosa fate nel gruppo e perché dovrebbero ascoltarvi e unirsi a voi? Dunque, sono Pietro Ciavatta di 4 A scientifico. Sono un batterista, amo la musica, e per questo tengo moltissimo al Majosuona. Il Majosuona è la band della scuola; riunisce tutti i musicisti e i cantanti che vogliono aderire a questo progetto. Quando si entra a far parte del Majosuona, si entra a far parte di una famiglia, di un vero gruppo; infatti il Majosuona può essere importante anche per affinare le proprie tecniche musicali e capire come si gestisce una band perché si comprendono le dinamiche del suonare con qualcun altro e si gettano le basi per formare una band. Io stesso avevo fondato una band in prima, quindi ritengo che unirsi al Majosuona serva per la crescita personale del musicista.

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Che genere di musica portate? Classic rock, alternative rock, pop rock o anche pop; canzoni abbastanza famose in modo tale che il pubblico possa apprezzarle. Domanda un po’ personale, chi è il tuo idolo della musica? Il mio idolo è Nicko McBrain, batterista degli Iron Maiden, Il mio gruppo preferito. Cosa ti ha portato a suonare la batteria e come è nato questo, se così si può dire, amore? Sin da piccolo avevo mostrato questa passione, ma non ne avevo mai ricevuto una batteria, se non un’endokit, quella per bambini. Poi in terza media mi è stata regalata la mia prima batteria elettronica. Da lì è nato tutto: ho iniziato ad avere una passione vera e propria.

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SC U O LA Quale è stata la tua più grande soddisfazione nella musica? Ce ne sono state tante; una delle prime è stata riuscire a suonare un pezzo piuttosto difficile degli Iron Maiden, e poi sicuramente il mio primo live.

Quante band ci sono nel Majosuona? Nel Majosuona non ci sono delle vere e proprie band separate. Siamo in 30 e all’inizio si scelgono una quindicina di canzoni, per ogni canzone ciascun partecipante può prenotare il posto per suonarle, quindi ogni volta cambiano i musicisti con cui si suona. All’infuori del Majosuona poi si possono creare delle band, ma quelle sono una cosa privata.

Adesso come adesso qual è il tuo più grande sogno? Il mio più grande sogno è quello di far comprendere l’importanza della vera musica, specialmente ora, dato che in questi tempi si sta procedendo verso un tipo di musica meno improntata sulle proprie emozioni e più sull’aspetto esteriore, e anche piuttosto banale, quindi sogno di mantenere il rock vivo negli anni a venire con il mio operato, sperando di diventare famoso.

Parteciperanno tutti gli studenti del Majosuona? Sì, parteciperanno tutti, visto che ognuno ha almeno un brano.

Siete in di più dell’anno scorso? All’inizio eravamo una quindicina, poi il Majosuona è morto. Siamo però riusciti a rimetterlo in piedi raggruppando addirittuIl 22 vi esibirete in diretta su YouTube ra una trentina di studenti. Non ci aspettasul canale della scuola. Parlaci un po’ di vamo minimamente questa crescita. questo concerto che farete, cosa porterete, se siete emozionati. È pesante dirigere tutto? Ovviamente siamo emozionati: l’ultimo Devo dire che è molto difficile orgalive che abbiamo fatto è stato alla corrida nizzare le prove e le canzoni. Facciamo del dicembre 2019 e la voglia di suonare le prove circa una volta a settimana, al è tanta. L’unica cosa brutta è che non venerdì, per due ore, e suoniamo quattro saremo in live davanti a un pubblico vero brani della scaletta. Se qualcuno all’ultie proprio, per colpa del Covid. Per questo mo momento non può venire, dobbiamo ci sarà una diretta streaming sul sito You- riorganizzare tutto di nuovo. Poi dobbiatube della scuola. Esibirsi, però, è sempre mo prenotare l’aula magna o l’altra aula bello, in qualsiasi modo lo si faccia. che ci hanno riservato, comprare della nuova strumentazione… c’è molto lavoro Quali canzoni porterete? da fare, ma per fortuna non sono solo: c’è Le canzoni che porteremo sono ovviaanche Lorenzo, l’altro responsabile, quinmente a tema natalizio, ma incentrate sul di ci diamo una mano a vicenda. Ovviarock. Saranno circa una decina. mente ci sono anche delle conflittualità tra E t C e t e r a M a jo r a n a

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SC U O LA noi due, alla fine riusciamo comunque a metterci d’accordo sempre. Devo dire che nonostante tutto lo sforzo, alla fine vedere tutti che suonano insieme e le persone che vengono ad ascoltarci è una grande soddisfazione. Vuoi dire qualcosa per fare un augurio al popolo del Majo? Cercate di seguire la vera musica che c’è dentro ognuno di noi, non solo da passivi ma anche da attivi. Ovviamente la musica non può essere una passione per tutti, però penso comunque che la musica passiva debba essere quella bella. La musica vera è quella che deve essere nella vita di tutti noi: per rallegrare la giornata è fondamentale.

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A N IM A L E D E L M E S E

P IN G U IN O D I A D E L IA A N G E L IC A P E L L E G R IN O , 1 A

L’animale che ho ritenuto degno del titolo di “Animale del mese” è il pinguino di Adelia. La scelta di un pinguino come animale del mese di dicembre non sembra una decisione ricca di originalità, ma questo è E t C e t e r a M a jo r a n a

differente dai famosissimi pinguini imperatore, protagonisti delle nostre ore buche grazie al “celebre” film “la marcia dei pinguini”. Il pinguino di Adelia è caratterizzato da una bassa statura; ciò potrebbe far pensare che sia l’animale da compagnia 13

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A N IM A L E D E L M E S E ideale, ma questo pinguino necessita di temperature estremamente basse per poter sopravvivere, quindi rinunciate all’idea a meno che il termostato di casa non sia rotto. Se la necessità di un ambiente antartico per poter ospitare il vostro fedele pinguino di Adelia non vi frena, basti sapere che questo animale è caratterizzato da un comportamento estremamente aggressivo, molto simile a quello di qualsiasi studente senza colazione e con una verifica fissata nell’agenda. Questo aspetto viene sottolineato dagli occhi glaciali che sono elemento distintivo di questo pinguino. Infatti, ciò che rende questo animale tanto eccezionale, è la bellezza dei suoi occhi: essi sono candidi e vitrei, perfetti per far integrare questo tenero uccello di 50 cm nella comunità dei Freddi di Game of Thrones o quella di Frozen per gli amanti della Disney. Un’altra qualità di questo uccello è il suo estremo egoismo: infatti, nell’atto della caccia del cibo, questo animale è solito nello spingere dalle scogliere gli altri compagni per controllare la sicurezza delle acque, gettandoli in balia delle foche leopardo, rendendo così una tipica scena di caccia molto simile all’evento drammatico della morte di re Mufasa nel Re Leone. Quindi, dato il comportamento negativo del pinguino di Adelia, non è di certo l’animale da compagnia ideale, ma rimane comunque, un essere meraviglioso che va a comporre il panorama antartico.

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LO SAPEVI CHE LO SAPEVI CHE: Le coppie di pinguini di Adelia restano unite tutta la vita LO SAPEVI CHE: Questo animale è a rischio di estinzione LO SAPEVI CHE: Nel 2014 è avvenuto un raduno di pinguini nelle Danger Islands che contava 1,5 milioni di esemplari LO SAPEVI CHE: Per conservare energia, questo animale striscia sul ventre quando si trova in prossimità di territori ghiacciati

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C U LT U R A

C H R IS T M A S A R O U N D TH E W O RLD A L E S S A N D R O B A L O S S I, 4 A

LIBANO “Tocca comprare il doppio dei regali…” Il giorno di Natale, la tradizione permette ai bambini libanesi di avvicinarsi a qualsiasi adulto e dire: “Editi ‘aleik!” (“Hai un regalo per me!”). Se l’adulto ha un regalo da parte, i bambini lo aggiungono al loro tradizionale bottino mattutino di Natale.

Tutti noi siamo abituati a festeggiare il Natale in un certo modo: i regali sotto l’albero (tra cui l’immancabile maglione che mai metteremo); il cenone insieme a tutti i parenti, con le loro domande su tutta la nostra vita; il buon panettone, o pandoro che sia, gustato nel caldo tepore delle nostre case. Ma le tradizioni natalizie variano molto da Paese a Paese e qui ne citerò delle più stravaganti e disparate: USA “Il sottaceto natalizio” Negli Stati Uniti un ornamento a forma di sottaceto viene nascosto da qualche parte sull’albero di Natale, e solitamente la persona che lo trova riceve un regalo in più. ETIOPIA “Natale? Forse intendi hockey” Nonostante l’eredità cristiana dell’Etiopia, il Natale non è una festa così importante. La maggior parte delle persone in realtà chiama la festa Ganna o Genna, cioè come una partita di uno sport simile all’hockey giocata solo una volta all’anno, appunto nel pomeriggio di Natale. E t C e t e r a M a jo r a n a

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ISLANDA “PS5? No, meglio una nuova felpa” I vestiti nuovi potrebbero non essere in cima alla lista dei desideri di Natale di molti bambini, ma la tradizione islandese suggerisce che dovrebbe essere la loro massima priorità! Questo perché chiunque non abbia ricevuto vestiti nuovi entro Natale verrà mangiato dal gigantesco Jólakötturinn, un enorme gatto. REPUBBLICA CECA “Posso andare in bagno? Non ancora…” Nessuno può alzarsi dalla sedia durante la cena di Natale. Tutti devono prima aspettare la fine della cena, altrimenti porterebbe sfortuna. S p e c ia le N a t a le 2 0 2 1 - N °4


C U LT U R A SVEZIA “Una capra, davvero?” La “Capra Yule” risale almeno all’XI secolo, dove si parla di una figura di capra a grandezza umana, guidata da San Nicola, che aveva il potere di controllare il diavolo. Nelle città svedesi più grandi, con paglia e nastri rossi si creano versioni giganti di questi ornamenti-capra.

NORVEGIA “Giù le mani dalla mia Nimbus 2000” I norvegesi credono che la Vigilia di Natale coincida con l’arrivo degli spiriti maligni e delle streghe. È logico quindi che i capifamiglia norvegesi nascondano tutte le loro scope prima di andare a dormire. PORTOGALLO “Forse confondiamo Natale con Halloween” Durante la consoda, la tradizionale festa di Natale in Portogallo, le famiglie a volte preparano posti extra a tavola per i parenti defunti e in alcune zone vengono lasciate anche le briciole sul focolare. E la mamma che pensava che dare da mangiare a tutti i tuoi parenti in vita fosse già abbastanza difficile…

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Adesso quando vi annoierete durante la tombola con i parenti, potrete vantarvi con gli altri di sapere tutte queste strane tradizioni di Natale!

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N A R R A T IV A

IL C L U B IN V E S T IG A T IV O E

IL C A S O D E L L A D AM A RO SSA IL A R IA S O R R E N T IN O , 1 c c

Capitolo 5 Il club investigativo 31 maggio 1978

Era l’una di notte e i ragazzi stavano seduti nella taverna di Susanna in un silenzio agghiacciante. Sui loro volti era ancora visibile il terrore lasciato dalle fiamme, come una bruciatura che non vuole sanarsi. Il giorno prima avrebbe dovuto essere perfetto: erano andati al lago e avevano fatto un pic-nic. Poi però c’era stato quell’incendio. Nessuno ricordava, o non voleva ricordare, come era potuto accadere. Susanna continuava a scrivere sul suo diario, incapace di guardare negli occhi i suoi amici. La colpa non era solo di Ethan. Avevano partecipato tutti a quella cosa. Avevano bruciato tutti quella casa. Tutti erano colpevoli e sapevano che la E t C e t e r a M a jo r a n a

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verità sarebbe venuta a galla. Era questione di giorni. E ora tutti loro vivevano nel terrore, sapendo in cuor loro di essere colpevoli.

31 maggio 2018

Beth e Tom erano seduti sul divano della taverna di lei, uno accanto all’altra. Stavano aspettando Jim e Jane per parlare di quello che stava succedendo. Beth aveva detto a sua madre di aver organizzato un pigiama party, come facevano quando erano piccoli, per non farla preoccupare, e suo padre sarebbe tornato tardi dal lavoro. Incrociò lo sguardo preoccupato di Tom e le ritornò in mente quando l’aveva baciata nella casa. Appoggiò la testa sulla sua spalla e lui le mise un braccio sulla spalla. “Fa ancora male la caviglia?” Beth gli rispose annuendo. “Vado a prenderti del ghiaccio”. Tom si alzò, salì le scale e si S p e c ia le N a t a le 2 0 2 1 - N °4


N A R R A T IV A diresse verso la cucina. Tornò qualche istante dopo, con in mano un sacchetto pieno di cubetti ghiacciati. Con delicatezza prese il piede di Beth, come se fosse fatto di cristallo e rischiasse di rompersi da un momento all’altro, e vi posò sopra il ghiaccio. “Va meglio?” Beth annuì, diventando rossa. Il campanello della porta suonò e Tom andò ad aprire, e Beth si rimproverò immediatamente per essere arrossita. Jane e Jim entrarono e lui occupò la poltrona blu come al solito. Tom chiuse la porta della taverna e ritornò a sedersi di fianco a Beth, appoggiandole un braccio sulla spalla. Jim, sorpreso, si rese conto di provare un’insolita emozione: la gelosia. Possibile che fosse geloso? Insomma Annabeth gli piaceva da una vita. Il suo sorriso, la sua allegria, la sua vivacità. Avrebbe dovuto essere felice per lei. Eppure non ci riusciva. La gelosia è il peggiore dei mali, capace di distruggere tutto con un soffio. Incrociò per un attimo il suo sguardo con quello di Beth. Fu come se una freccia lo avesse colpito in pieno petto. Un dolore che non si decideva a passare e gli annebbiava la mente. Poi Annabeth si schiarì la voce e cominciò a parlare: “Nello studio di tuo padre abbiamo trovato questi” e gli porse il fascicolo rosso e la scatola di fiammiferi. Jim li prese e le loro dita si sfiorarono. Le sue mani erano fredde per via del ghiaccio che si reggeva sulla caviglia. Jim gli stava per chiedere che cosa si fosse fatta, ma poi lei riprese a parlare: “Si tratta di un incendio di una casa ai margini del bosco. Io e Tom E t C e t e r a M a jo r a n a

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ci siamo andati e....” Annabeth si fermò quasi come se fosse incerta di quello che stava per dire, ma Tom la precedette: “Abbiamo visto l’assassina di tuo padre, e per poco non uccideva anche noi”. “Come fate a sapere che era lei l’assassina?” Tom e Beth si guardarono. Beth lo supplicò con uno sguardo. Sperava invano che lui non avrebbe detto niente, ma era giusto che Jim sapesse la verità: “Jim, la sera dell’omicidio, noi eravamo lì. Abbiamo visto quella donna, la stessa che c’era nella casa, sparare a tuo padre.” Jim diventò bianco. Annabeth si alzò dal divano e si inginocchiò a fianco a lui, prendendogli la mano. Jim si sottrasse subito dalla presa: “Voi eravate lì quella sera? Avete visto quella donna sparare, e non avete fatto niente? Potevate salvare mio padre! Avrebbe potuto essere ancora vivo! Ancora qui con me!”. Jim si alzò e corse fuori. Jane che fino a quel momento era rimasta a guardare, gli corse dietro, senza degnare del minimo sguardo Tom e Beth. Beth rimase lì, inginocchiata, il viso tra le mani e le lacrime che le rigavano il viso. Tom le poggiò una mano sulla spalla. Lei si rialzò e lo guardò. I suoi occhi violetti erano rossi e le sue guance erano rigate di lacrime. La treccia si era sciolta, e ora i capelli corvini le ricadevano sulle spalle. Tom l’abbracciò. “Tom ha ragione lui. Avremmo potuto fare qualcosa quella sera. Potevamo chiamare qualcuno, avremmo potuto salvarlo, avremmo…” “Beth. Non è colpa nostra se è morto. L’unica cosa che possiamo fare ora, è stare vicino a Jim e risolvere questo misS p e c ia le N a t a le 2 0 2 1 - N °4


N A R R A T IV A tero.” La mattina dopo, Jim si svegliò con un gran mal di testa per via di tutte quelle ore passate a piangere. Stava per uscire e andare a scuola, quando qualcuno suonò il campanello. Aprì la porta e si ritrovò davanti Beth con il suo zainetto verde militare sulle spalle e un giubbino di jeans. Gli sorrise e gli disse: “Hai già fatto colazione?” Reggeva in mano un sacchettino bianco, dal quale proveniva un dolcissimo profumo di biscotti. Lei glieli porse e si incamminarono verso la scuola, costeggiando il lungo lago. Jim aprì il sacchettino “Biscotti al cioccolato, i miei preferiti!”. Jim ne addentò uno. “Jim... volevo chiederti scusa per ieri. Lo so che ora non servono a niente e che avrei dovuto fare qualcosa per tuo padre quella sera. Ero spaventata, sono stata una codarda…” “Beth non sei mai stata una codarda e mai lo sarai. Hai avuto paura e hai reagito come avrebbero fatto tutti. Non è colpa nostra quel che è successo a mio padre. È colpa di quella donna e noi dobbiamo trovarla.” Annabeth gli sorrise e gli rubò un biscotto al cioccolato dal sacchettino: “Hey, quelli sono i miei biscotti!” Lei gli fece una linguaccia, e addentò il biscotto. Arrivarono davanti alla scuola: era un edificio con mattoni a vista e grandi porte di vetro, davanti c’erano dei gradini di pietra e un muretto. Si sedettero e finirono di mangiare. Non appena finirono, Jane e Tom li raggiunsero davanti al muretto. Lo sguardo di Jim si incrociò con quello di Tom: due sguardi carichi di gelosia. Tom distolse lo sguardo, e si sedette accanE t C e t e r a M a jo r a n a

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to a Beth sul moretto, dandole un bacio sulla guancia. Annabeth sentì le guance diventare rosse e un sorriso ingenuo comparirle sul viso. “Andiamo in classe, si sta facendo tardi” disse Jim alzandosi e accelerando il passo. Annabeth non riusciva a capire cosa gli stava succedendo. Si incamminò al fianco di Jane e le chiese: “Jane sai che cosa gli è preso a Jim così all’improvviso?!” “Beth solo una stupida non lo capirebbe.” Durante le lezioni, la testa di Beth era dappertutto tranne che in classe. Continuava a pensare alla sera prima, alla donna sulla scala e a ciò che era successo; pensava a Jim che le diceva di non ritenerla una codarda, e che un momento dopo se n’andava infastidito. Pensava continuamente alle parole di Jane: “Solo una stupida non lo capirebbe”. Forse era veramente stupida. Tutti i pensieri le si mescolavano nella testa. Doveva fare ordine. Prese il suo blocco da disegno e cominciò a disegnare tutto quello che le era successo. Fece decine di disegni in bianco e nero: il primo piano della donna, dove l’unico particolare colorato erano i suoi occhi glaciali; i pupazzetti sul pavimento e la facciata della casa divorata dalle fiamme. Quando finì l’ultima ora, raccolse disordinatamente i fogli e corse fuori dall’aula. Era già con la testa a casa a lavorare sul caso, quando Tom la raggiunse, facendola sobbalzare. “Scusa non volevo farti spaventare. Volevo parlare di ieri sera.” “Secondo me ci deve essere qualcosa che collega l’omicidio con l’incendio. Qualcosa che riguardava anche lo sceriffo. E poi S p e c ia le N a t a le 2 0 2 1 - N °4


N A R R A T IV A quei due peluche… magari l’anziano, quel giorno, non era solo. Magari i suoi nipoti erano lì. O magari li ha lasciati qualche senzatetto che si è approfittato della casa abbandonata”. A Tom scappò una piccola risatina. “Cosa c’è da ridere?! Io sto parlando seriamente.” “Io non intendevo del caso ma… ” Lo vide diventare rosso per la prima volta nella sua vita. “Tom, penso che sia meglio concentrarci sul caso ora, poi ne riparliamo.” Lui annuì. Non dissero altro per il resto della strada. Quando Beth raggiunse casa sua, fu quasi contenta di chiudersi la porta alle spalle e di vedere i suoi genitori. Come tutti i sabati, sua nonna era lì in cucina ad armeggiare con i fornelli, dando vita a dei profumi e dei sapori squisiti. Lasciò lo zaino per terra e ne tiró fuori solo il suo blocco da disegno. Corse in camera sua mentre la madre le gridava che tra cinque minuti sarebbe stato pronto il pranzo. Chiuse la porta dietro di sé. La sua cameretta aveva le pareti verde acqua. Sulla sinistra c’era un armadio bianco, al centro il letto e, a destra della porta, una scrivania con qualsiasi tipo di libro ammassato. Sul lato sinistro c’era una grande finestra con le tende azzurre. Liberò la scrivania, appoggiando i libri sul letto, e prese i suoi disegni. Cominciò a studiare quel fascicolo e a trascrivere tutto quello che ricordava della sera dell’omicidio, ma fu interrotta dal richiamo di sua madre. Jane rientrò a casa e come ogni giorno la sua cagnolina le fece le feste. Lei però la superò con un piccolo salto e si diresse in camera sua. Era arrabbiata e non sapeva E t C e t e r a M a jo r a n a

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neanche perché. Si chiuse in camera e pianse con la faccia sul cuscino. Annabeth aveva appena finito lo schema dei suoi appunti sull’omicidio. Scese di corsa nella taverna e liberò la bacheca, dove li riordinò tutti scrupolosamente. Dopo un’oretta terminò, soddisfatta del suo lavoro. Si sedette sul divano e delle scatole nell’angolo della taverna attirarono la sua attenzione. Le prese e cominciò a svuotarle. Erano piene dei suoi vecchi blocchi da disegno. Ma una di queste, invece, era piena di diari. Erano di vario colore, intestati con l’anno. Ne prese uno e lesse il titolo: “Il club investigativo, anno 1976”. Lo aprì con curiosità e lesse: “Oggi, 22 dicembre 1976, è stato fondato il club investigativo. Io, Susanna Rossi, mi impegno ad appuntare tutte le nostre avventure nel modo più dettagliato possibile, senza tralasciare nessun particolare.”. Quelli erano i diari di sua madre. Ma cos’era quel club investigativo? Poi vide nella scatola una foto incorniciata: ritraeva tutti i membri. Erano in riva al lago, il tramonto alle spalle illuminava i loro volti. Annabeth riconobbe sua madre con i capelli neri ricci raccolti in una coda, accanto a lei il padre di Tom e la madre di Jim. Sul lato sinistro c’era una donna che assomigliava a Jane, e Beth intuì che fosse sua madre. Infine, c’era un ragazzo con gli stessi capelli rossi di Jim: lo sceriffo. Qualcosa scattò nella testa di Beth: forse il club c’entrava con quello che era accaduto allo Sceriffo e alla casa bruciata. Magari sua madre aveva appuntato qualcosa nei suoi diari. Cercò freS p e c ia le N a t a le 2 0 2 1 - N °4


N A R R A T IV A neticamente il diario del 1978, ma niente. Non c’era niente. I diari si fermavano al 1977. Di colpo, si accorse di un ultimo diario in fondo alla scatola. Aveva la copertina blu e sopra spiccava un titolo argentato: “1979”. Se c’era il diario dell’anno successivo, doveva per forza esistere quello del 1978. Forse sua madre lo teneva da qualche altra parte o magari non lo aveva lei. Afferrò il telefono e scrisse a Tom: “Hey, ho scoperto una cosa. Ci vediamo tra 10 minuti al parco. È urgente.” Susanna finì di scrivere quello che era accaduto quella sera sul suo diario rosso e, alle due di notte del 31 maggio, seppellì il diario. Lanciò un ultimo sguardo al punto dove l’aveva seppellito. Sospirò, allontanandosi velocemente, affidando tutti i suoi segreti alla terra.

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CONTEST di NATALE JA C O P O PA L A Z Z O LO , 3 C ; S T E FA N O R O V E R E , 4 D

DECORAZIONI NATALE 2021

E LA MIGLIORE CLASSE È…

E anche quest’anno lo spirito di Natale è arrivato al Majorana! La redazione è andata alla ricerca della classe più natalizia di tutto l’istituto e, nonostante la difficile scelta, è riuscita a eleggere una vincitrice. Per quest’anno la partecipazione è stata ampia, nonostante ci fossero alcune classi senza decorazioni. Ebbene, invitiamo tutti coloro i quali non abbiano partecipato a prendere parte a una futura edizione di questa competizione (o di competizioni simili, chissà…)!

La classe vincitrice dell’edizione 2021 di questa competizione per migliori addobbi è la 4F! Questa classe infatti, oltre alle numerose e varie decorazioni, ha mostrato grande partecipazione alla fotografia di classe, punto a favore che ha influito nelle valutazioni del punteggio. Al secondo posto, a un solo punto dalla classe vincitrice, si posiziona la classe 4D, e al terzo, due punti dopo, la classe 5H. Due classi degne di nota sono state la 1 F e la 1G, che per un soffio non sono riuscite a salire sul podio.

LA SCELTA I voti sono stati dati da una giuria di 5 persone all’interno della redazione di EtCetera, che si sono basati nel loro giudizio su due fattori: la quantità e la qualità delle decorazioni e lo spirito di partecipazione di ogni classe. E, nel caso in cui ve lo steste chiedendo, no, nessun giudice ha dato un voto alla propria classe.

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A B E T E , A D D O B B O , A G R IF O G L IO , B A B B O N A T A L E , B U O N N A T A L E , C A M IN O , C A N D E L A , C E N O N E , C O M E T A , D E C O R A Z IO N E , G H IR L A N D A , M E R C A T IN O , P R E S E P E , P U P A Z Z O D IN E V E , R E G A L O , R E N N A , S A N T O S T E F A N O , S C H IA C C IA N O C I, S L IT T A , S T E L L A C O M E T A , T O M B O L A , V IG IL IA , V IS C H IO

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M E M E E G IO C H I ORIZZONTALI 2. Elemento decorativo che viene posto sulla punta dell’albero natalizio 3. Fantastico giornalino scolastico dai membri ancora più fantastici 5. Tipo di torta o biscotto , caratterizzato da un sapore caratteristico allo zenzero 10. Ciò che ci aspetta a tutti noi studenti dopo il ritorno scolastico di Gennaio 11. Oggetto contenente la lista dei desideri natalizi 14. Bastoncini di... 15. Diligenti aiutanti (in stage) di Babbo Natale. Ancora oggi stanno cercando di ottnere le ore PCTO... 16. Pagina Instagram che può aiutarvi a trovare la persona da baciare sotto il vischio 18. Festa annuale che commemora la nascita di Gesù Cristo 19. Corona intessuta di foglie, di fiori o d’erba per addobbo festoso 21. Teorema che sbuca fuori sempre e che mai nessuno si ricorda 22. Antenato pagano del moderno Natale, “Dies Natalis Solis...” VERTICALI 1. È meglio del Pandoro? A voi l’ardua scelta... 4. Distribuisce regali ai bambini, di solito la notte della vigilia di Natale e viene ra presentato come un uomo anziano vestito con giacca, pantaloni e cappello rossi con bordi di pelo bianco 6. “Regali” in lingua inglese 7. Tipica specie di albero addobbata durante le feste natalizie 8. Primo giorno dell’anno 9. Rappresentazione della nascita di Gesù, che ha origine da tradizioni tardo antiche e medievali 12. Bevanda dolce composta da latte, zucchero e cacao o cioccolato 13. Tipico salume cotto, solitamente accompagnato da lenticchie 17. Mese corrispondente di “Dicembre” nel calendario rivoluzionario francese 20. Verde creatura pelosa, panciuta, a forma di pera, dalle pupille rosse e bulbi oculari gialli e con un viso da gatto, con una personalità cinica

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E N T R A N E L L A R E D A Z IO N E ! M a n d a il t u o a r t ic o lo a e t c e t e r a m a j o r a n a @ g m a i l .c o m L e g g i la v e r s io n e d ig it a le s u i s s u u .c o m /e t c e t e r a m a j o r a n a

L A R E D A Z IO N E C A PO RED AT TO RE Luca Saracho

RED AT TO RI E C O LLA BO R ATO RI

Stefano Rovere, Jacopo Palazzolo, Lara Resmini, Christian Pavesi, Daniele Riso, Alessandro Balossi, Angelica Pellegrino, Ilaria Sorrentino, Camilla Fuda, Viola Oliverio, Giovanni Chinnici


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IV - Natale 2021 by Redazione di EtCetera - Issuu