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6 Te n s io n i s u l fro n t e o r ie n t a le d i J a c o p o P a la z z o lo , 3 C 9 A r t e , d o n n e e g u e r r a in A fg h a n is t a n d i S o fi a M a rc a n t o n i, 3 H ; G io rg ia T ir a lo n g o 3 b b 1 4 G io r n a t a in t e r n a z io n a le d e ll’u o m o d i A le s s a n d ro B a lo s s i, 4 A
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LA LU C E C H E NO N FU LU C A SA R A C H O , 4F
È passato un bel po’ di tempo dall’ultima volta che scrissi un articolo che trattava di politica americana, non è vero? Dall’ultima volta in cui ho tirato qualche frecciatina all’attuale Presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, tantoché qualcuno tra i miei venticinque lettori si sarà potuto persino scordare della sua esistenza. E come biasimarvi? Tra una versione di latino di qua, una verifica di fisica di là, e poi ancora scienze, inglese, letteratura Italiana… ci saranno state sicuramente cose più importanti di cui preoccuparsi che seguire le vicissitudini politiche di un Paese così distante da noi da essere diviso da un intero Oceano. A questo si aggiunge il fatto che non siam più in periodo di campagne elettorali, quindi l’attenzione del mondo non è più centrata su chi occuperà la Casa Bianca. Ma se si dovesse addurre un’ulteriore motivazione al surreale silenzio mediatico che avvolge la situazione negli Stati Uniti, almeno qua in Italia, si potrebbe, e anzi si dovrebbe, da subito mettere in luce E t C e t e r a M a jo r a n a
lo sfacciato doppio-pesismo di cui i mass media sono palesemente succubi. Quando al 1500 di Pennsylvania Avenue risiedeva quel razzista, omofobo, suprematista bianco, misogino di Donald Trump, la stampa era subito pronta a ritrarlo come il più rivoltante mostro presente su questo intero pianeta, all day long; adesso che invece il testimone è passato ad una di quelle venerabili personalità istituzionali che erano tanto mancate al sistema, note nella realtà dei fatti come “cadaveri in avanzato stato di decomposizione”, tutti devono mantenere il più religioso silenzio. Perché se si dovesse onestamente tratteggiare il ritratto dell’attuale inquilino dello Studio Ovale, non ne risulterebbe un quadro particolarmente positivo. Eppure, se c’è una cosa che Manzoni ci ha potuto insegnare, è che è necessario fronteggiare i più indecenti aspetti della nostra realtà per poter ambire ad un miglioramento. E potremmo solamente trarre insegnamenti dai nefasti risultati di un’elezione 3
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L ’E D I T O R I A L E in cui non prevalse la bontà delle idee di un singolo, bensì la più completa denigrazione dell’individuo. Pare infatti che Joe Biden e tutti i democratici assieme a lui fossero così concentrati nel battere Trump in tutti i modi possibili che si siano dimenticati che oltre la vittoria su Orange Man Bad ci fosse una nazione da governare. Adesso che il demonio, contro cui si erano così veementemente scagliati durante gli scorsi quattro anni, non è più al potere, per il partito democratico non è più possibile attribuire le cause del fallimento delle loro promesse a qualcun altro all’infuori di se stessi. Qualche giorno fa, infatti, sulle pagine del New York Times, di tutte le testate giornalistiche, capitolava il titolo “Democrats Struggle to Energize Their Base as Frustrations Mount”, in cui si metteva in luce come sempre più elettori si sentissero disincentivati a ritornare alle urne ai prossimi midterms per supportare il partito dall’attuale Presidente, tantoché, nel medesimo articolo, è possibile addirittura leggere che “molti dei loro più fedeli sostenitori vedono inazione e promesse elettorali non mantenute”. Ciò si è tradotto in un drastico calo dei consensi in tutti i possibili sondaggi: a livello nazionale l’indice di gradimento di Joe Biden è adesso sotto di 8 punti percentuali ed alcuni sondaggisti lo ritengono tanto basso da arrivare persino al 39%; nell’aggregato dei medesimi Swing States che un anno fa gli avevano garantito l’accesso alla Casa Bianca, i Repubblicani deterrebbero uno strabiliante vantaggio di 23 punti, come riportato da un sondaggio condotto da ABC/Washington Post, mentre nei singoli E t C e t e r a M a jo r a n a
stati i Repubblicani godrebbero di un vantaggio a doppie cifre sui propri avversari; sempre a doppie cifre sono stati inoltre i cali dei consensi nei diversi gruppi sociali di afroamericani, latinoamericani, donne e giovani. Tuttavia, il fallimento della politica di Biden si può evidenziare in questi altri dati provenienti da queste ultime due fonti: il 70% degli americani valutano lo stato dell’economia in modo negativo, con circa la metà della popolazione che attribuisce all’attuale Presidente la responsabilità del rapido aumento dell’inflazione, che ha toccato i massimi in trent’anni; il 66% degli statunitensi ritiene poi che Biden abbia fallito in uno delle sue più utopiche, a mio modo di vedere, promesse elettorali, ovvero quella di rendere il paese più unito e coeso e superare quell’accanita polarizzazione politica a cui tuttavia egli non sembra aver tentato di porre un freno; più di 6 americani su 10 ritengono che Biden non abbia ottenuto molto durante i suoi primi dieci mesi della sua presidenza; infine, quasi il 60% degli intervistati giudica negativamente lo stato mentale dell’attuale Commander in Chief. Osservando tutta questa sequela di dati che attestano il vertiginoso calo nella fiducia che il popolo americano affida al proprio Presidente, mi si potrebbe obbiettare che è da sempre un trend consolidato quello che vede i presidenti assistere ad un calo dei consensi dopo il proprio insediamento. Tuttavia, in questo caso, non stiamo parlando di un qualsiasi Presidente capitato in un qualsiasi momento storico: la disastrosa ritirata delle truppe americane dal territorio afghano da lui supervi4
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L ’E D I T O R I A L E sionata ha pochi precedenti nella storia del paese, con le immagini dell’evacuazione di Kabul per via aerea troppo simili alla caduta di Saigon, al termine della Guerra del Vietnam. Stiamo parlando di un Presidente che, al ritorno delle salme dei soldati caduti vittima dell’attentato talebano all’aeroporto di Kabul, ha controllato più e più volte il proprio orologio, come se onorare il decesso di giovani soldati morti proprio a causa della sua incompetenza fosse una totale perdita di tempo. Un Presidente che non aveva fatto altri titoli a livello internazionale se non quelli che riportavano di un delicato incidente, volendo far uso della più “profumata” espressione che può descrivere l’accaduto, davanti ai reali di Inghilterra; un Presidente che si è appisolato non in una, ma in ben due distinte occasioni, l’ultima della quali durante la recente Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici tenutasi qualche settimana fa in Scozia, nonostante egli avesse incentrato buona parte della sua retorica proprio sulla grande “attenzione” ai cambiamenti climatici; un Presidente, infine, che non è in grado di leggere da un banale teleprompter e che ha bisogno di essere assistito nella delicatissima scelta di decidere a quale dei giornalisti presenti dare la parola, nei rari casi in cui si concede lo sfizio di rispondere a qualche domanda dopo i suoi soporiferi discorsi. Lo stato in cui versa la presidenza è tale da aver fatto perdere al suo partito il governatorato della Virginia, nonostante lui stesso insieme ai più autorevoli Dems (Obama incluso) vi si fosse recato per supportare l’ex-governatore dello Stato, Terry McAuE t C e t e r a M a jo r a n a
liffe. Il tutto mentre la credibilità del Paese a livello internazionale cala drasticamente. “Con Joe Biden alla Casa Bianca ritornerà la Vera America e le tenebre del passato verranno squarciate da una nuova luce” dicevano illusi. Eppure, dopo ormai dieci mesi dal suo insediamento, nessuno può sostenere di aver visto accendersi il più misero lumicino. Sarà che gli Stati Uniti si trovano già negli abissi di un oceano chiamato inflazione, oppure è perché il venerando sene non riesce a dormire sogni tranquilli con la luce accesa? Svegliarlo da questo suo perpetuo riposino non è compito nostro: la scelta la compirà il popolo americano il prossimo novembre. Nel mentre shhh, fate piano! Non vogliamo sicuramente che il signore faccia degli incubi, dico bene?
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Tutto ciò che resta dell’immensa foresta avevo parlato in un precedente articolo primordiale che ricopriva interamente che avevo scritto dopo le democratiche l’Europa migliaia di anni fa è la grande elezioni presidenziali Bielorusse del 2020. foresta vergine di Białowiesa, situata al La nuova strategia del governo Bielorusso confine tra la Polonia e la Bielorussia, per colpire l’UE sembrerebbe proprio esultimo habitat naturale rimasto dei bisonti sere quella già attuata dal presidente Turco europei, i più grandi animali terrestri del Recep Tayyip Erdoğan, cioè la strumenvecchio continente. Oltre ad essere famosa talizzazione dei migranti. Il sistema attuper la sua storia remota e la sua vasta bio- ato dalla Bielorussia è il prelevamento di diversità, nell’ultimo periodo finita sotto i persone in paesi come Siria, Iraq o Libano riflettori anche per un motivo decisamente con promessa di trasportarle (dopo un più drammatico. Białowiesa è infatti al ingente pagamento che va dai 5000 euro centro di una nuova disputa fra la Bieloin su) in Bielorussia e poi al confine con russia e l’Unione Europea. Se visitate oggi l’Unione Europea. I migranti dopo il pala foresta è probabile che oltre ad alci, bigamento vengono quindi spediti in aereo sonti e conigli incontrerete soldati, camia Minsk dove le foto li ritraggono vestiti onette militari, recinzioni di filo spinato e con magliette a maniche corte inconsmigranti dal medioriente. La domanda che apevoli delle condizioni climatiche che li può nascere spontanea è: ”cosa ci fanno aspettano. Da Minsk vengono in seguito uomini, donne e bambini Libanesi, Curportati al confine dove cominciano per di e Siriani al freddo e al gelo nei boschi loro le vere difficoltà; i soldati Bielorussi della Bielorussia occidentale?”. Il motivo è li aiutano a raggiungere la Polonia e poi l’ultima trovata del presidente Bielorusso li abbandonano a se stessi nel tentativo di in carica ormai dal 1994 e democraticaattraversare la frontiera. La maggior parte mente rieletto lo scorso anno con l’80,1% delle volte i migranti vengono bloccati e dei voti Alexander Lukashenko, di cui già respinti dalle forze di sicurezza Polacche E t C e t e r a M a jo r a n a 6 D ic e m b re 2 0 2 1 - N ° 3
P O L IT IC A che li rimandano in Bielorussia. Lì, però, vengono nuovamente respinti, sta volta dai soldati di Minsk che non gli permettono più di rientrare in Bielorussia, spesso anche violentemente. I migranti non possono dunque fare altro che accamparsi nella terra di nessuno lungo la frontiera e tentare ogni giorno e ogni notte di entrare in Polonia per raggiungere le destinazioni da loro più ambite come la Germania e il nord Europa. La mossa di Lukashenko si è rivelata particolarmente efficace creando scompiglio tra i vari governi dell’UE in particolare allarmando quelli dei paesi direttamente interessati, cioè Polonia e Lituania. Il paese più soggetto a questi flussi è proprio la Polonia, dove le autorità hanno schierato migliaia di soldati al confine oltre all’istituzione di una zona militarizzata larga due miglia lungo la frontiera e alla richiesta di fondi dall’Unione Europea per la costruzione di un muro stile Trump con la Bielorussia. La situazione ha contribuito anche a riaccendere le tensioni tra Bruxelles, Varsavia e Minsk, con il dispiegamento di forze da parte di entrambe le fazioni e il serio rischio di scontri a fuoco. L’Unione Europea ha anche annunciato nuove sanzioni contro il governo di Lukashenko che ha però risposto con la minaccia di bloccare i flussi di gas provenienti dalla Russia passanti dal suo paese, che sono la principale fonte di approvvigionamento per molti paesi Europei, e la cui chiusura provocherebbe danni disastrosi non solo alle nazioni dell’UE, ma anche ai singoli cittadini, causando il rialzo dei prezzi dell’energia elettrica. Nel novembre 2021 E t C e t e r a M a jo r a n a
l'UE ha anche stanziato 700 000 EUR per l'assistenza umanitaria a sostegno delle persone vulnerabili bloccate alla frontiera con la Bielorussia. Di questa somma, 200 000 EUR sono stati destinati alla Federazione internazionale delle società nazionali di Croce Rossa e di Mezzaluna Rossa e altri 500 000 EUR ai finanziamenti umanitari. Inoltre Il Consiglio Europeo ha ampliato i criteri di inserimento in elenco su cui possono basarsi le specifiche designazioni. Ciò significa che l'UE potrà ora imporre sanzioni nei confronti di persone ed entità che organizzano o contribuiscono alle attività volte a facilitare l'attraversamento illegale delle frontiere esterne dell'UE. Tutti questi provvedimenti vanno ad aggiungersi a quelli presi dall’UE in seguito ad altri atti provocatori del governo Bielorusso come il dirottamento e l’atterraggio forzato di un volo Ryanair per catturare un oppositore del governo. Attualmente nel quadro del regime di sanzioni nei confronti della Bielorussia sono designate in totale 15 entità e 166 persone, tra cui il presidente bielorusso Alexandr Lukashenko, suo figlio e consigliere per la sicurezza nazionale Viktor Lukashenko, nonché altre figure chiave della leadership politica e del governo, membri di alto livello del sistema giudiziario e diversi attori economici di primo piano. La situazione dal punto di vista umanitario invece è ancora peggio. Migliaia di uomini, donne e bambini sono ammassati lungo il confine senza cibo, acqua e coperte giorno e notte nel freddo inverno bielorusso dove spesso le temperature scendono sotto lo 0. Inoltre 7
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P O L IT IC A la zona militarizzata Polacca impedisce a qualsiasi organizzazione umanitaria di portare viveri o altre provviste essenziali ai migranti accampati che per riscaldarsi sono costretti ad accendere pericolosissimi falò. L’unica speranza per i migranti sono alcuni cittadini polacchi che accendono luci verdi fuori dalle case come segno di ospitalità e di aiuto verso chi ha bisogno come Il 95enne Mikołaj: «Fui aiutato contro nazisti e russi, tocca a me ricambiare». Questo articolo ha come scopo quello di spiegare a tutti cosa sta accadendo al confine Bielorusso-Polacco in modo chiaro. Quindi ho deciso di lasciare qualche link, se qualcuno volesse approfondire l’argomento o leggere qualche storia di persone coinvolte:
E t C e t e r a M a jo r a n a
- https://www.corriere.it/esteri/21_novembre_11/tra-migranti-confine-polaccochat-telegram-5000-dollari-botte-cosi-siamo-arrivati-confine-e4d506c2-4332-11ec84b2-370e2b694419.shtml - https://www.theguardian.com/ world/2021/nov/07/on-the-frozen-frontiers-of-europe-with-the-migrantscaught-in-a-lethal-game - podcast storie di geopolitica “La geopolitica dei gasdotti: Europa e Russia (con gli USA in mezzo)” (disponibile su spotify e google podcast) Fonti: https://www.consilium.europa.eu/it/policies/eastern-partnership/belarus/
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ARTE, D O N N E E G UERRA
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LA TOMBA DEGLI IMPERI
governo filosovietico, la Repubblica DeSpesso si usa riferirsi all’Afghanistan con mocratica dell’Afghanistan, fortemente il termine “Tomba degli Imperi”, indican- osteggiato dalla forza politica dei mujaheddin, che ne causeranno la caduta nel do l’incapacità di alcun popolo di sottomettere completamente il paese, a partire 1992, anno a partire dal quale inizierà il loro dominio sul paese. Nonostante il loro da Alessandro Magno e dall’impero britannico, dal quale ottenne l’indipendenza proposito di liberare il paese, in questi anni la popolazione afghana è soggetta a nel 1919, fino ai nostri giorni. Negli anni Sessanta l’ultimo re Zahir Shah ripetute violenze e indottrinamento fondaistituisce una forma di monarchia costitu- mentalista, motivo per cui i mujaheddin, zionale, fornita di governo democratico e alla fine dei conti, non sono poi così dibasata sulla convivenza fra potere politico versi dai talebani. In ogni caso, a partire dal 1996, saranno e religione. L’Afghanistan diventa meta proprio loro a far cadere nell’oblio più toprediletta dei turisti e rende accessibile per tutti la cultura, perfino per le donne, a tale la nazione intera: inizierà un periodo cui viene concesso il diritto all’istruzione. di decadenza estrema per l’Afghanistan, durante il quale il fondamentalismo domiA partire dal luglio del 1973, l’Afghanistan non conoscerà mai più tale apertura: nerà incontrastato. Per garantirsi ricchezze il 17 dello stesso mese il principe Moham- e potere, i talebani chiuderanno le porte ai turisti, distruggeranno le statue di Buddha mad Daud rovescia la monarchia, inaue Bamiyan in quanto idolatre, negheranno gurando un periodo di instabilità e lotte ogni tipo di istruzione alle donne, costrinfra le diverse fazioni etnico-politiche del gendole a nascondersi dietro un velo e paese. facendo piombare nell’ignoranza l’intera Nel 1978, con l’intervento e l’invasiopopolazione. L’islam viene così usato ne dell’URSS, viene fondato un nuovo E t C e t e r a M a jo r a n a
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P O L IT IC A come strumento di potere e i suoi reali precetti sconvolti e dimenticati. I talebani mettono a disposizione il territorio come base di AlQaida, scatenando l’immediata reazione degli americani che, in seguito all’attentato alle Torri Gemelle dell’11 settembre 2001, invadono l’Afghanistan e rovesciano il regime talebano con l’aiuto dei mujaheddin tra il 7 e il 13 ottobre dello stesso anno. Il 5 dicembre, l’ONU e le fazioni rivali afghane si riuniscono a Bonn, istituendo un governo provvisorio di trenta membri capeggiato da Hamid Karzai che viene rieletto nel 2004 come presidente alle prime elezioni dirette della storia afghana. È un ritorno all’epoca dei mujaheddin, il cui potere viene così legittimato dall’Occidente: quello che però gli occidentali non sanno è che, come la definisce Farhad Bitani nel suo libro “L’ultimo lenzuolo bianco”, si tratta “dell’inganno della democrazia afghana”, basata su meccanismi di propaganda che convincono il popolo della bontà delle istituzioni, quando chi ha davvero la possibilità di aiutare utilizza i fondi prestabiliti a scopo personale. Il 15 agosto del 2021, in seguito al ritiro delle truppe americane e NATO, i talebani riprendono il controllo del paese.
LA CONDIZONE DELLA DONNA IN AFGHANISTAN
Al giorno d’oggi l’Afghanistan è considerato uno dei paesi peggiori in cui essere donna, anche a causa del fortissimo dislivello sociale fra le zone rurali e quelle urbanizzate: nel 2021 i diritti delle donne E t C e t e r a M a jo r a n a
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sono ancora limitati e poco riconosciuti. Ciò che può realmente stupire però, è scoprire che durante il corso della storia, l’Afghanistan non sempre riversava in una situazione di degrado come quella moderna: durante il periodo monarchico, immediatamente dopo aver ottenuto l’indipendenza dall’impero britannico, il paese risorse in tutto il suo splendore con Amanullah Khan e sua moglie, Soraya Tarzi, che è attualmente considerata una delle prime femministe al mondo. La regina Soraya fondò un’organizzazione per difendere i diritti delle donne nel paese e ricoprì un ruolo fondamentale e di tutto rispetto nella politica Afghana degli anni Venti, influenzando fortemente le scelte politiche del marito Amanullah, facendo varare leggi che vietavano la celebrazione di matrimoni fra minori, rendevano l’istruzione obbligatoria per tutti e imponevano tasse per cercare di scoraggiare la poligamia. Ulteriori passi avanti vennero effettuati quarant’anni dopo, nel 1964, con la promulgazione di una nuova costituzione che trasformò il paese in una democrazia moderna, con libere elezioni, un parlamento e molti diritti civili che fino ad allora non erano mai stati riconosciuti: le donne ottennero il diritto di voto e la modernizzazione, per quanto lenta, stava incominciando a prender forma. Nel 1992, con l’avvento dei Mujaheddin, al contrario, si torna indietro parecchio: alcuni diritti delle donne fino ad allora riconosciuti vennero completamente rimossi, il velo divenne obbligatorio e l’adulterio punibile con esecuzione. D ic e m b re 2 0 2 1 - N ° 3
P O L IT IC A Nonostante ciò, durante questo periodo era ancora molto usuale vedere donne indossare abiti sfarzosi o hijab all’iraniana; fu con l’arrivo dei talebani che la situazione divenne drammatica. I talebani invasero l’Afghanistan e salirono al potere nel 1996, dopo aver vinto la guerra civile afghana scoppiata tra gruppi di Mujaheddin. Erano ossessionati dall’idea di censurare la figura femminile, e proprio per questo motivo negli anni seguenti imposero alcuni obblighi assurdi e impensabili per tutti noi: le donne vennero costrette a trascorrere tutto il tempo nella propria abitazione e venne loro permesso di uscire solo se accompagnate da un tutore maschio; il burqa divenne obbligatorio e venne proibito loro di indossare gioielli e cosmetici. Non potevano ridere, lavorare, andare a scuola e nemmeno praticare sport. Perfino il rumore dei tacchi divenne tabù e i bagni pubblici femminili chiusi. Le donne che in precedenza lavoravano in radio o in televisione svanirono nel nulla. Non potevano guardare negli occhi un uomo e molte donne vennero giustiziate per adulterio. Di fronte alla miriade di obblighi e divieti che negavano i diritti basilari di una persona, il numero di donne suicida incrementò notevolmente: molte di loro si lasciavano andare, rinchiuse nella loro abitazione con i vetri oscurati per impedire ai passati di scorgere le loro figure. Nel 2001 cadde il regime talebano, e l’Afghanistan risorse dopo un incubo che non sembrava aver fine. Nell’ottobre dello stesso anno molte persone scesero in piazza lottando per l’emancipazione femE t C e t e r a M a jo r a n a
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minile. Le donne riottennero il diritto di voto e durante il mese di novembre fu permesso alle ragazze di ritornare a scuola; la condizione femminile stava man mano migliorando e dopo anni di repressione si scorgeva una luce di speranza.
SHAMSIA HASSANI
Shamsia nasce nel 1988, in Iran, da genitori afghani immigrati per scappare alla guerra. Appassionata di arte fin da bambina, ebbe la possibilità di studiarla solo una volta tornata nel suo paese natio, a Kabul, dove frequentò la facoltà di arte all’Università della città, diventando professoressa di scultura. A partire dal 2010 inizia a dedicarsi all’arte urbana, riempendo la città di Kabul di graffiti in omaggio alle donne del suo paese. Il suo scopo è quello di mostrare che anche le donne hanno dei sogni e di spingerle a crederci e a fare di tutto perché possano realizzarsi. Raffigurate nel loro chador tradizionale, D ic e m b re 2 0 2 1 - N ° 3
P O L IT IC A in pose aggraziate e intente a dedicarsi ad attività diverse, queste figure femminili rappresentano il coraggio e la bellezza di una lotta quotidiana che sembra non concludersi mai, proprio come la guerra che attanaglia il paese da quasi un secolo. “Voglio colorare i brutti ricordi della guerra, e se coloro questi brutti ricordi, allora cancello la guerra dalla mente delle persone. Voglio rendere l’Afghanistan famoso per la sua arte, non per la sua guerra”, dice a questo proposito Shamsia.
Quest’opera, una delle più recenti, rappresenta una donna ai piedi del conquistatore (un talebano) che prega perché la sua libertà (il fiore ai suoi piedi) non venga compromessa.
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IL RITORNO DEI TALEBANI
Il 15 Agosto 2021, dopo vent’anni di pace e rinascita all’interno del paese, i talebani hanno ripreso in mano Kabul. Se però, con il passare del tempo, la condizione femminile in Afghanistan era migliorata, anche il pensiero dei talebani a riguardo è cambiato: in alcune interviste rilasciate nel 2011 i talebani affermano di non opporsi più all’istruzione femminile e l’attuale capo dei talebani, una volta riconquistata Kabul, sostiene di voler costruire un paese civile e democratico e che nel suo governo saranno presenti delle donne che potranno studiare e lavorare liberamente senza essere ostacolate. Molte donne rimangono comunque non convinte e giustamente scettiche rispetto alla veridicità di queste affermazioni: nonostante le promesse fatte dai talebani, infatti, alcuni di loro hanno continuato a molestare donne per strada e a vietare loro accesso ad alcune istituzioni. Durante i mesi di agosto e settembre 2021, diverse donne sono scese in piazza a Kabul e Herat per manifestare per i loro diritti e il loro numero è tuttora in vertiginoso aumento, scatenando una durissima repressione da parte dei talebani. L’8 settembre i talebani hanno imposto l’obbligo di uscire velate e il divieto di praticare sport in pubblico; per quanto riguarda l’istruzione, le donne potranno continuare ad andare a scuola, ma separate dagli uomini. L’11 settembre, incredibilmente, 300 donne hanno marciato in piazza a sostegno dei talebani. Sono orgogliose di indossare D ic e m b re 2 0 2 1 - N ° 3
P O L IT IC A il niqab, criticando le donne senza velo, e affermano che le donne devono studiare divise dagli uomini e pensare prima di tutto alla maternità. D’altra parte, non dappertutto nel paese la ripresa di potere dei talebani è sinonimo di sconfitta: le donne che abitano nei luoghi più marginali e rurali non hanno assistito ai cambiamenti che si sono verificati nel corso degli anni nelle grandi città, come Kabul e Herat, e anzi, soprattutto nel periodo americano e sovietico, hanno subito più violenze che in quello talebano. Alcune di loro non hanno apprezzato l’imposizione di una cultura occidentalizzante, ma molte vorrebbero solo vivere in pace nei loro villaggi e non provare paura al più piccolo rumore.
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Avete mai sentito parlare della giornata internazionale dell’uomo? Se sì, avete idea di quando essa si svolga? Ogni anno il 19 novembre in 57 Paesi (tra cui l’Italia) viene celebrata la giornata internazionale dell’uomo, comunemente chiamata festa dell’uomo. Perché allora non se ne sente parlare? La risposta è molto semplice, le Nazioni Unite (ONU) non la riconoscono ufficialmente. Bisogna sapere infatti, che l’ONU riconosce ufficialmente: la giornata internazionale dei legumi, la giornata mondiale del tonno, la giornata mondiale degli uccelli migratori, la giornata mondiale della posta, la giornata internazionale del parlamentarismo o degli asteroidi, ma non quella dell’uomo. Tutte giornate dai temi validi e rispettabili, sia chiaro, ma che lasciano forti dubbi sui motivi dell’inosservanza della festa dell’uomo. La domanda sorge spontanea: forse il 19 novembre è già occupato da E t C e t e r a M a jo r a n a
un’altra ricorrenza? Sì, effettivamente il 19 novembre l’ONU riconosce la giornata mondiale del gabinetto (“World Toilet Day”), una festività dal nome certamente opinabile che mira a sensibilizzare sulle condizioni igieniche mondiali. Vabbè, evidentemente noi uomini non stiamo simpatici alle Nazioni Unite… In ogni caso, ONU o meno, parlarne non può che essere utile a tutti. Lo scopo della giornata è sicuramente quello di riconoscere e celebrare le conquiste culturali, politiche e socioeconomiche degli uomini, ma in particolar modo di promuovere i valori umanitari di base, così come la consapevolezza verso i problemi degli uomini, riguardo ai quali vi è scarsa conoscenza. Elemento chiave dell’evento sono i cosiddetti “Pilastri”, che riassumono gli obiettivi prefissati: 1) Promuovere modelli positivi per il ruolo maschile ispirandosi non solo a persone 14
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P O L IT IC A famose ma anche a lavoratori che conducono una vita onesta e corretta 2) Ricordare il contributo positivo dato dalla componente maschile alla società, alla comunità, alla famiglia, al matrimonio, all'infanzia e all'ambiente 3) Garantire agli uomini i diritti riproduttivi, quali la possibilità di scelta se divenire padre o meno (detta anche rinuncia legale alla paternità), largamente inattuati anche nelle società occidentali 4) Sensibilizzare verso il raggiungimento dell'uguaglianza di genere migliorando le relazioni tra i sessi 5) Migliorare la salute e il benessere degli uomini su tutti i piani 6) Ricordare che esiste la discriminazione nei confronti degli uomini in aree che riguardano i servizi sociali, le attitudini e le aspettative sociali e l'applicazione della legge 7) Creare un mondo migliore nel quale le persone possano crescere al sicuro per raggiungere il loro pieno potenziale 8) Arginare la piaga dei suicidi maschili che ha raggiunto i livelli preoccupanti di una vera e propria epidemia (in Italia il 77% delle vittime di suicidio sono uomini) 9) Responsabilizzare riguardo al maggior tasso maschile di abbandono scolastico (in Italia 15,6%) Dunque, sperando di avervi convinto, l’anno prossimo oltre a fare gli auguri ai gabinetti, ricordatevi di farli anche agli uomini!
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“ IL F IG L IO D E L L ’A L T R A ” G IO V A N N I C O L O M B O , 5 D
Il film racconta le vicissitudini di due famiglie che scoprono che uno dei loro figli è stato scambiato, per errore, da neonato, in ospedale con quello dell’altra famiglia. La scoperta, avvenuta per caso, porta i due ragazzi, Joseph e Yacine, a vivere un dramma, che è quello della perdita di una tra le certezze più profonde: gli affetti primari. La risposta scientifica ad esami del DNA li mette davanti alla stessa dura realtà: non sono figli né di quella che avevano creduto essere loro madre e neppure di loro padre; capiscono, però, gradualmente, e non con gli stessi tempi, che hanno entrambi due coppie di genitori: una di consanguinei e un’altra di madre e padre adottivi. Di fronte all’amore dei genitori per i figli, qual è il vero valore di un esame che attesta una non relazione biologica? PerE t C e t e r a M a jo r a n a
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ché delle sequenze genetiche dovrebbero invalidare una relazione affettiva lunga e profonda costruita con impegno e dedizione da un uomo e una donna, anche se biologicamente estranei? È questa la sfida che i giovani accolgono scoprendo una realtà molto diversa da quella in cui loro stessi sono cresciuti, e, una vita, quella dell’altro, che loro avrebbero dovuto essere. Nonostante le prime titubanze, oltre ai due ragazzi, anche le famiglie iniziano ad accettare questa difficile condizione, resa tale anche da un'evidente diversità, che temono possa metterli in cattiva luce di fronte ai loro stessi parenti e amici. Infatti, nella vicenda, riveste una particolare importanza il fatto che le famiglie siano una isrealiana e una palestinese, due etnie che esprimono diverse culture, diD ic e m b re 2 0 2 1 - N ° 3
C U LT U R A versi credo religiosi e diverse condizioni economiche e sociali; per questo sono in conflitto in una parte del Medio Oriente da più di un secolo. La famiglia Silberg vive nella ricca Israele, immersa in un clima economico e sociale ricco di stimoli e di opportunità di lavoro, anche per giovani. Invece la famiglia Al Bezaaz, pur abitando a pochi chilometri dal confine con Israele, in un territorio occupato, vive in difficoltà eco-
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nomiche; il padre, pur essendo ingegnere, per garantire le risorse necessarie alla sua famiglia fa il meccanico. Quel fortuito scambio, avvenuto per caso molti anni prima, porta così Joseph e Yacine a diventare amici, e, in un certo senso, fratelli, imparando sulla propria pelle a conoscere le ragioni dell’altro, abbandonando l’odio etnico e i pregiudizi, e accettando ciò che uno strano ma lungimirante destino ha riservato loro.
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C U LT U R A
S Q U ID G A M E : B E L L O , E ... G IU L IA R A D IC E , 5 a a
Il “fenomeno Squid Game” è sulla bocca di tutti ancora adesso. La serie, distribuita dalla celebre piattaforma streaming di Netflix e divenuta Cult nel giro di pochissimo, ha ricevuto un’accoglienza molto positiva, grazie al suo carattere tagliente e innovativo, che ha stuzzicato tutte le fasce d’età, in particolar modo quelle più giovani. Squid Game, serializzata in 9 episodi, ha come suo perno tematiche che spaziano dalla denuncia sociale a quella morale, e che non riguardano unicamente la Corea del Sud, come dirò in seguito, ma che sono da intendere su un piano universale. Tuttavia, nonostante il grande successo della serie, tanti, anche se non abbastanza da sovrastare l’applauso generale, sono stati i fischi e le polemiche che hanno messo in discussione la legittimità e l’integrità dell’opera. Tali critiche vengono fatte circolare sul Web con articoli, video, forum che fomentano le diatribe tra parti – non a caso, per informarmi meglio sulla questione, anch’io ho ricorso a trafiletti pescati qua e là da Internet -. Indagando E t C e t e r a M a jo r a n a
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appunto diversi siti, ho notato che molti di questi avevano basato le loro critiche su questioni similari e mi sono decisa a stilare una scaletta delle “critiche più comuni contro Squid Game”, non trattenendomi dall’esporre le mie confutazioni e opinioni a riguardo. Questo articolo, pertanto, conterrà spoiler.
TRAMA EFFICACE E PERSONAGGI SPONTANEI
La maggior parte degli utenti insorti contro la nuova serie firmata Netflix, dichiara di aver individuato buchi di trama, mai in seguito chiariti, o addirittura contraddizioni nella narrazione. In questo, la critica si giustifica ampiamente e con argomentazioni valide, le quali tuttavia, non mi hanno convinta. Particolare attenzione è spesso dedicata ai Pink Soldiers, i soldati mascherati in tute rosse che vediamo agire in quasi ogni puntata della serie, i quali sembrerebbero, a detta di molti, inverosimilmente impassibili e spietati nei confronti dei giocatori, D ic e m b re 2 0 2 1 - N ° 3
C U LT U R A nonostante siano anch’essi uomini come loro. Inutile dire che un’eventuale spiegazione a questo verrà meglio esplicitata nella seconda stagione della serie – ancora in cantiere, ma della quale è già disponibile un teaser -. Dunque per ora, non avendo abbastanza informazioni, proverò a dare una mia interpretazione. Ritengo che, in questo caso, si sia deciso di ricorrere al patto di sospensione dell’incredulità, tecnica narrativa che vedrebbe spiegato qualcosa che, nella realtà dei fatti, non avrebbe ragion d’essere: ecco che i Pink Soldiers diventano per definizione soldati disumani e dalla mano ferma, che non temono né di uccidere né di essere uccisi, cosa che, a rigor di logica, non dovrebbe poter accadere senza una giustificazione plausibile. Certi altri lamentavano il fatto che fossero presenti troppe comparse, pressoché inutili allo snodo narrativo. Tuttavia, credo che l’intenzione della serie fosse proprio quella di far trovare allo spettatore il modo di “immedesimarsi” anche nei personaggi di sfondo e non solo in quelli chiave, dal momento che ognuno degli altri giocatori si porta dietro una storia e un motivo precisi per trovarsi lì. Dopotutto, trattandosi di un’opera corale, è giustificata la comparsa di numerosi “personaggi fantasma”. Inoltre, la compresenza di tante mentalità diverse sulla scena, lasciate agire in uno spazio relativamente ridotto, che cambia solo in qualche scenario – come durante i giochi -, fa in modo che lo spettatore non si ritrovi mai da solo, focalizzando la sua attenzione sugli stati d’animo o sui pensieri di un unico soggetto, bensì che E t C e t e r a M a jo r a n a
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gli suggerisca una visione di insieme, che lo guidi ora nella testa dell’uno ora nella testa dell’altro personaggio. Sarà il pubblico, poi, a costruire da sé un suo filone di pensieri senza che glielo inculchi forzatamente il film.
TRADUZIONI BEN CALATE NEL CONTESTO
L’ennesima critica riguarda i dialoghi e l’adattamento in traduzione di questi ultimi, materia sulla quale spenderò poche parole. Non so se sia trattato di un problema specifico degli USA, però io non ho notato incoerenze tra la traduzione italiana e il contesto in cui vengono sviluppati i dialoghi. Non sapendo il coreano, d’altra parte, non posso sbilanciarmi troppo sulla questione. In ogni caso, ho apprezzato i discorsi proposti nelle scene e li ho trovati sempre molto centrati sull’argomento e anche decisamente trascinanti.
I CINEFILI (NON) CAPIRANNO
Numerosissimi video-analisi o di commentario – tipologie di critica massmediale che di questi tempi vanno per la maggiore – si sono trovati a dibattere, in particolare, sulla direzione artistica della serie. Thumbnail accattivanti e titoli clickbait appaiono in massa e rendono noti errori di regia o dettagli trascurati dagli spettatori meno attenti, a volte complimentando e altre criticando il lavoro di produzione. Essendo io, come molti, poco esperta in merito, devo dire che sono comunque riuscita a godermi i nove episodi a cui ammonta la serie senza particolare D ic e m b re 2 0 2 1 - N ° 3
C U LT U R A NETFLIX, BRUTTA BESTIA
difficoltà. Con questo non dico che non ci fossero sbavature, ma che nel complesso queste non hanno intaccato la genuinità dell’opera. Concludendo, i falli in regia non sono da ritenersi un valore aggiunto alla disapprovazione generale che l’opera ha suscitato.
Un’altra critica è stata avanzata, questa volta, nei confronti di Netflix stessa, piattaforma di dominio mondiale, che da una ventina d’anni a questa parte detiene il monopolio dello streaming. La sua notorietà l’ha portata sia a crescere come azienda sia ad aumentare il numero d’ascolti IL FINALE DAL RETROGUSTO per l’incredibile scelta ludica che offre, tanto da aver quasi superato la ormai legAMARO E INASPETTATO genda della televisione a colori. Tanti i commenti negativi sul finale delSquid Game è stata una delle recentisla serie. L’anziano, giocatore numero 1, sime serie che ha contribuito al nome di che sin dalla prima scena ha destato teNetflix, e che veicola un messaggio per nerezza e compassione in molti, si rivela essere il cattivo di turno. Sono d’accordo certi aspetti anti-capitalista. Il biasimo di alcuni, infatti, è stato rivolto all’ipocrisia con l’opinione di alcuni, che criticano le motivazioni che hanno spinto Oh Il-nam, dell’azienda, la quale avrebbe finanziato e promosso un progetto che si schiera questo il nome del vecchio, a mettere in contro le ingiustizie del sistema capitalpiedi l’organizzazione dietro ai giochi, istico, al contempo agendo essa stessa in ritenendole piatte e banali. Al contrario, apprezzo il colpo di scena, che nulla toglie maniera capitalista. Di fatto, la grandezalla consistenza del personaggio. Nell’ep- za della piattaforma americana deve il isodio intitolato “Gganbu”, infatti, Il-nam proprio merito all’aver saputo sfruttare produzioni cinematografiche di basso o esce di scena, facendo credere a tutti a alto livello e di aver investito e lucrato su malincuore che di lui non si parlerà mai più. Solo in seguito, nella puntata finale, il queste, facendo rientrare le proprie stratvero colpo al cuore. Come a dire, anche i egie in quello che è a tutti gli effetti uno schema capitalistico. Oggi come oggi, in migliori hanno bisogno di perdono. un’era digitalizzata dove ogni cosa è un Unica cosa che mi ha lasciata un po’ depretesto per trarre profitto, è fondamentale lusa è stato il palesamento dell’identità del Frontman. Avevo già dato per scontato che una qualsiasi azienda debba inserirsi che fosse il fratello del poliziotto infiltra- nel sistema di mercato capitalista, mercato che ha ormai in mano le redini della comto, sotto trama che, tra l’altro, ho gradito pravendita mondiale. Quella di Netflix, a – insieme anche a quella del traffico di mio parere, non è stata una mossa ipocrita organi illegale – e che ho trovato ben arma, anzi, molto intelligente, perché, conrangiata ai ritmi della storia principale. sapevole del successo che Squid Game avrebbe riscosso, è ricorsa ad ogni mezzo possibile per vedersi fruttare qualcosa. E, E t C e t e r a M a jo r a n a
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C U LT U R A dopotutto, l’”ipocrisia” di Netflix ha portato alla luce una serie che racchiude in sé un messaggio assai positivo, che denuncia l’abuso che ne è dell’uomo in un sistema capitalistico radicato.
TUTTA QUESTIONE DI MARKETING
I Pink Soldiers, di cui ho già precedentemente parlato, sono ormai diventati riconoscibili da tutti, dal momento che sono presenti in gran parte dei frame e inoltre indossano un vestiario – rosso e con una maschera che nasconde per intero il volto – facilmente riconducibile ai costumi scenici dei rapinatori ne La casa di carta. Ancora, nella serie ci viene detto che il grado dei soldati è stabilito in base al simbolo – triangolo, quadrato o cerchio – che portano sulla maschera. Ebbene, la scelta di queste tre figure geometriche, come molti fanno notare, non è affatto banale. Ricordano, infatti, i tasti di selezione di un joystick, periferica di una console – come quella prodotta dall’azienda Sony, la PlayStation® – che permette all’utente di muoversi all’interno di un videogame o di qualsiasi altro programma. La mostruosità, in senso buono, di Squid Game sta proprio nell’attenzione ai dettagli e nella consapevolezza dell’impatto che questi avrebbero avuto sul pubblico. Le seguenti sono solo teorie personali, senza alcuna base scientifica, ma che spiegherebbero quanto devastante sia stata l'influenza della nuova serie Cult sul mercato: infatti, recentemente uno spot della Playstation 5® rivela come il prossimo E t C e t e r a M a jo r a n a
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joystick potrà essere scelto in tinta rossa, oltre che bianca: Sony dimostra ancora una volta di non avere peli sulla lingua. Allo stesso modo la Pavesi, marchio di produzione italiano, ha lanciato una collaborazione tra Ringo e PlayStation®, motivo per cui da adesso i famosi biscotti presenteranno sui due dorsi delle forme geometriche, già note ai videogiocatori ma anche al pubblico di Netflix: quadrato, triangolo, cerchio e “x”.
MANIFESTO DI DENUNCIA UNIVERSALE
Squid Game è, per certi aspetti, un manifesto di denuncia sociale come tanti altri. Ma, contrariamente a quanto si possa pensare, è una serie che non tratta della Corea. Tratta dell’essere umano. Certo, il fulcro della storia ruota intorno alla Corea del Sud, territorio asiatico che tuttora prevede un indebitamento del tot%, che ha mandato in crisi l’economia del Paese, mettendo a rischio il sostentamento di intere famiglie. Ma, sebbene la serie sia stata effettivamente ambientata in Corea, ritengo che il modo migliore di leggere l’opera sia quello di espandere la visuale e considerarla su un piano più universale: cosa potrebbe mai spingere un uomo a rischiare la propria vita pur di vedersela risparmiata? I soldi? La fame? L’onore? Be’, tutto questo in realtà. Squid Game vuole dimostrare, su un piano psicologico, a cosa l’uomo è capace e consapevole di farsi incontro, pur di sopravvivere in un mondo che gli ha già innalzato la lapide. I personaggi sono dei disperati, D ic e m b re 2 0 2 1 - N ° 3
C U LT U R A e in condizioni del genere, quando ormai si è con un piede nella fossa, sommersi di debiti, di disonori e di critiche, viene naturale e necessario sopravvivere, facendo vanto di tutto il proprio egoismo. Non è questione di mentalità, poiché anche la persona più buona e onesta, come Gihun, può perdere la sua umanità – come ci viene mostrato di fatto nell’episodio delle biglie -. Squid Game narra la storia del mondo e della società, non prettamente coreana bensì mondiale. Non ha l’obiettivo di essere una serie sovvertitrice, ma di smuovere l’opinione pubblica e la coscienza di molti che, tutt’oggi, sono o troppo legati ai beni materiali, o vittime dei soprusi della società. Parla dell’uomo e della sua finitezza, come parla anche della sua libertà di scelta e del suo ruolo nel mondo. Infine, Squid Game è una serie dalla trama contorta e suggestiva e che, come poche altre, ha lasciato e lascerà un segno nella storia dello streaming. Sia i contenuti veicolati sia il modo in cui questi sono stati gestiti, la rendono un ottimo prodotto, non certamente adatto ai più deboli di stomaco ma, per chi è affascinato dal dramma, dal gore e dallo psicologico, assolutamente irrinunciabile. Attenti però a non farla vedere ai vostri figli, fratellini o sorelline più piccoli! Potrebbero rimanerne sconvolti...
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C U LT U R A
BO DY LAN G UAG E:
TA LK TO YO U R S E LF ! V E R O N IC A G U A R IS C O , 2 D
How much have you missed relationships in these two years? Since the beginning of the pandemic, everyone has complained almost once about feeling alone, even if owning the whole technological devices essential to keep in touch with friends. As matter of fact, we can’t help conversing face to face: it strengthens social ties and favours empathy. According to experts, we have had to deal with the lack of body language, a type of nonverbal communication in which physical behaviours are used to convey information. Indeed, by means of facial expressions, posture, gestures, or eye movement, we transmit 60 to 65% of the sense speech, although most of it happens without conscious awareness. As in the animal kingdom, when humans feel powerful and dominant they usually make themselves big, for example by opening up shoulders, though when they feel powerless they do exactly the opposite, closing up as if to try to occupy less space. Our mind surely changes our body, whereby is it possible that even our body changes our mind? In order to discover this, the social psychologist Amy Cuddy E t C e t e r a M a jo r a n a
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in 2012 ran an experiment in which people were directed to stand in high-power or low-power poses, assigned randomly, for two minutes, then they were given the opportunity to gamble. She found that 86% who posed in the high-power position would gamble, versus 60% for low. The result confirmed the hypothesis that also our body affects our mind: just pretending to be confident, participants had significant hormone changes, increasing in testosterone of about 8-10% with a reversed pattern for cortisol. More precisely, is the combination between a high concentration of the first one, associated with dominance and risk-tolerance, and a low concentration of the second one, associated with stress response, to make people be decisive and always on the spot, therefore the ability to manipulate them can deeply affect both the way others and you yourself think about you. If one of the secrets for being enthusiastic, reliable, authentic, and passionate about life is so handy and can bring so many benefits, why don’t start right now? Don’t fake it till you made it, but fake it till you make it! D ic e m b re 2 0 2 1 - N ° 3
A N IM A L E D E L M E S E
P E TA U R O D E LLO Z U C C H E R O
L’animale del mese con la quale ho deciso di presentare questa rubrica è il Petauro dello zucchero. Dal nome ci si potrebbe aspettare uno dei numerosi insetti che compongono la vasta costellazione dei nostri incubi, ma invece si tratta di un piccolo marsupiale tipico delle zone della Nuova Guinea e dell’Australia. Infatti, la sua lunghezza che varia dai 10 ai 12 cm lo rende un ottimo aniE t C e t e r a M a jo r a n a
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male da compagnia, anche se il padrone stesso deve convivere con i vari atteggiamenti insoliti dell’essere. Un esempio dei comportamenti ambigui del petauro è la sua dieta: essa è composta principalmente da sostanze ricche di zuccheri che rendono la necessità di glucosio di questo animale pari a quella di cui necessita un bambino durante una festa di compleanno. Un’altra sfida per il padrone di un petauD ic e m b re 2 0 2 1 - N ° 3
A N IM A L E D E L M E S E ro dello zucchero è la capacità di questo animale di poter planare grazie a una membrana di pelle tra le sue zampe anteriori e quelle posteriori, caratteristica che può rendere questo essere molto difficile da poter mantenere al di fuori di una gabbia spaziosa e molto avverso nei confronti di lampadari con pale. Un'altra cosa che bisogna tener ben presente è che quest’animale come mezzo di comunicazione possiede un’infinità di vocalizzi che il padrone in prima persona deve conoscere visto che essi andranno a definire costantemente lo stato d’animo del petauro e che diventeranno sempre più fastidiosi dato che il petauro è un animale notturno. Ma, nonostante la necessità di un capitale necessario per poter mantenere la sua dieta e i numerosi tappi per le orecchie, si tratta di un animale estremamente sociale e affettuoso.
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LO SAPEVI CHE LO SAPEVI CHE: Il nome “Petauri dello zucchero” deriva dalla loro passione per la dolce linfa della pianta dell’eucalipto LO SAPEVI CHE: Grazie alla sottile membrana possono raggiungere i 50 metri in un solo balzo! LO SAPEVI CHE: è essenziale avere almeno due petauri, o avere molte ore da passare insieme al singolo animale, perché se il petauro non ha abbastanza attenzioni può soffrirne di stress LO SAPEVI CHE: esistono ben 8 tipologie di vocalizzi che un petauro può emettere
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N A R R A T IV A
IL C L U B IN V E S T IG A T IV O E
IL C A S O D E L L A D AM A RO SSA IL A R IA S O R R E N T IN O , 1 c c
Capitolo 3 La donna in rosso
Jim mostrava, con orgoglio, il pesce che aveva appena pescato. Dietro la scrivania c’era un quadro che rappresentava un piccolo scorcio della cittadina: il lago sul lato destro, con il suo blu intenso e cristallino, il vialetto che lo costeggiava dove Tom e Beth passavano spesso per andare in piazza; i peschi pieni di fiori rosa e la panetteria dove di solito prendevano le focacce dopo aver studiato in biblioteca. Visto così, si sarebbe potuto pensare che fosse un paradiso, ma era solo finzione e, come avrebbero capito Beth e Tom, quella cittadina non era per niente come si presentava incorniciata nell'ufficio dello sceriffo. Tom si sedette alla scrivania e cominciò a leggere i vari fogli, quando un rumore metallico lo fece sobbalzare: Beth aveva aperto un armadietto con il suo fantastico cacciavite, e l’anta era andata a sbattere contro la parete, provocando un frastuono
Tom parcheggiò la moto sul retro della stazione di polizia. Annabeth prese un cacciavite dal suo zaino e si avvicinò alla porta, tentando di aprirla. -Annabeth sei sicura di quello che fai? - la porta si aprì con uno scricchiolio e la ragazza gli sorrise. Entrarono e si diressero velocemente verso l’ufficio dello sceriffo. Fortunatamente, la centrale era deserta, la maggior parte degli agenti era in servizio, a eccezione del sorvegliante, che dormiva con la testa appoggiata sulla scrivania. Davanti a loro c’era una stanza molto disordinata con la scrivania inondata di ogni genere di fogli. Fra di essi si intravedeva una cornice verde con una foto dello sceriffo e di Jim. Erano su un fiume, avevano appena finito di pescare e E t C e t e r a M a jo r a n a
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N A R R A T IV A così forte che Tom ebbe paura che il custode si fosse svegliato. -Sei pazza Beth? Così ci farai scoprire! -Da chi?! Dal custode che dorme beato sulla scrivania?!Tom aprì la porta per controllare il custode, ma egli era sempre lì, immobile, talmente immobile, che sembrava quasi morto. Richiuse la porta e raggiunse Beth che continuava a sfogliare i fascicoli. Niente...non c’era niente di importante, niente che li aiutasse a capire qualcosa di più su quell’omicidio. Fissavano immobili l’armadietto vuoto. Poi Annabeth si accorse di una piccola fessura sul fondo. Aiutandosi con il cacciavite, sollevò la base, rivelando un piccolo spazio dove era conservato un fascicolo rosso e una vecchia scatola di fiammiferi, accuratamente conservati in un sacchettino di plastica. -Perché nascondere un fascicolo? - Chiese Beth -Non lo so, ma dobbiamo andare. Il custode si è svegliato. Beth prese il fascicolo e i fiammiferi e li mise nello zaino. Poi correndo si avviarono verso l’uscita. -Ho fame ti va se ci fermiamo a mangiare qualcosa? -D’accordo- disse Annabeth un po’scocciata. Così si diressero verso la pizzeria della piazza. La pizzeria era un ampio locale dove loro andavano spesso. Il loro posto preferito era il tavolo sul terrazzo che si affacciava a strapiombo sul lago: da lì si poteva sentire l’aria fresca dei monti. Si sedettero al solito tavolo e, come al solito, si divisero una pizza. Mentre mangiavano Beth E t C e t e r a M a jo r a n a
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leggeva i documenti appuntando tutto sul suo quadernino. A un certo punto posò la penna sul tavolo e sbuffò, appoggiando la schiena allo schienale della sedia. -Che succede Beth? -Succede che qui dentro non c’è nulla di importante. Parla solo di un incendio del 1978! -Cosa è stato bruciato? - Annabeth riprese in mano il fascicolo e cominciò a sfogliare i fogli, alla ricerca della risposta. -Questa! - esclamò Beth, mostrando a Tom la foto di una casa bruciata e logorata dal passare degli anni. -Beth...questa casa la conosco. È quella della storia che mia nonna ci raccontò da piccoli. Si trova alla fine della stradina che porta al bosco. Annabeth gli sfilò la foto dalle mani e la guardò attentamente. Quella foto le fece venire i brividi. Ricordava quella storia: c’era un anziano che aveva perso la moglie e viveva tutto solo in quella casa. Poi un giorno scoppiò un incendio e di lui non si seppe più nulla. Probabilmente si sentiva solo. Per questo la polizia pensò subito a un suicidio. Da allora la casa è maledetta e chiunque ci entri non riuscirà più ad uscirne. Possibile che quella storia avesse un fondo di verità? Tom le prese il fascicolo dalle mani e cominciò a sfogliarlo. -L’incendio è scoppiato la notte del 30 maggio 1978. Nessun responsabile, solo una vecchia scatola di fiammiferi. -Ci sono state delle vittime? - chiese Annabeth -No, nessuna vittima...-. Annabeth non sapeva cosa pensare. Le sembrava di arrampicarsi sugli specchi, niente in quella D ic e m b re 2 0 2 1 - N ° 3
N A R R A T IV A storia aveva senso: perché lo sceriffo nascondeva quel fascicolo? Centrava qualcosa con la sua morte? Jim era a conoscenza di qualcosa? Annabeth aveva tante domande, ma nessuna risposta. -Tom dobbiamo andare in quella casa-No, scordatelo. Puoi convincermi ad andare ovunque, ma in quella casa no. Annabeth lo guardò con uno sguardo supplichevole e serio allo stesso tempo. Tom non poteva resistere a quello sguardo. -D’accordo, ma sappi che mi devi un grosso favore Annabeth gli sorrise e uscirono dalla pizzeria, diretti verso la casa che aveva dominato i loro incubi infantili.
lio. Fermi davanti alla porta, Beth cercò la mano di Tom e la strinse forte. Aveva paura. Perché gli era venuto in mente di andare in quel posto?! Avrebbe dovuto ascoltare Tom. Ma ora non poteva tornare indietro. Mise una mano sulla maniglia e la girò. La casa era vuota. Davanti a loro c’era un salotto con le pareti annerite delle fiamme e dell’umidità. Sulla destra c’era la cucina, con qualche mobile mancante. In fondo al salotto, di fronte alla porta, c’era una scala che portava al secondo piano. Tom andò in cucina, lasciando Beth da sola. Lei calpestò qualcosa di morbido. Si abbassò e, facendosi luce con la torcia, vide due pupazzetti: uno rosa e uno blu. -Tom, vieni immediatamente. -Che succede Beth? Capitolo 4 -La leggenda che ci raccontava tua nonna, La casa abbandonata parlava anche di due bambini? La moto di Tom sfrecciava lungo le vie Tom ci pensò su un attimo e poi rispose: del paese. Annabeth sentiva il vento del -No, solo di un vecchiettolago avvolgerla nel suo fresco abbraccio, -Allora perché ci sono questi?!- Beth vedeva le ultime barche che rientravano puntò la torcia verso i peluche. Lei e Tom nel porto e i negozi che si preparavano a erano lì, inginocchiati sul pavimento di chiudere. Erano le otto e mezza di sera. legno scheggiato, a fissarli. Per qualche Sarebbe dovuta rientrare a casa già da minuto rimasero in silenzio, poi Tom molto tempo: sua madre non voleva che disse: -Magari l’anziano aveva dei niporestasse fuori a lungo, con un assassino in ti- Annabeth non sembrava molto concircolazione. Ma Beth era disposta anche vinta. Tom la guardò: la treccia nera che a restare in punizione a vita, pur di scoprile ricadeva sulla spalla, gli occhi violetti re qualcosa in più su quell’incendio. Dopo nei quali si perdeva ogni volta quando mezz’ora Tom si fermò davanti al rudla guardava, e il suo sguardo pensieroso ere. La casa era distrutta: il portico tutto che lo faceva sempre sorridere. Gli piabruciato; tutt'intorno l'erba era giallastra, ceva tutto di lei, perfino la sua tendenza come se non riuscisse più a crescere in a cacciarsi nei guai. Aveva un po’ di polquel luogo maledetto dalle fiamme. I due vere sulla guancia. Tom non resistette ragazzi salirono gli scalini del portico alla tentazione e gliela tolse con la mano. accompagnati da un leggero scricchioAnnabeth sentì le dita calde di Tom acE t C e t e r a M a jo r a n a
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N A R R A T IV A carezzarle amorevolmente la guancia e il suo cuore cominciò a battere forte. Tom le si avvicinò e la baciò. Annabeth sentiva i riccioli neri di lui sulla propria fronte e percepiva il suono del suo battito. Era come se il tempo si fosse fermato attorno ad Annabeth: avrebbe voluto che quel momento non finisse mai. Ma tutto ha una fine. Dei passi riportarono Beth e Tom nel mondo reale: sulla scala c’era una donna con un abito rosso e una maschera nera sul volto che lasciava intravedere solamente i suoi occhi glaciali. Scattarono in piedi e corsero fuori, attraversando prima il portico e poi il campo, senza mai voltarsi un istante. Erano a metà strada, quando Beth cadde a terra. Tom la raggiunse velocemente: - Stai bene? - Beth si rialzò ma la caviglia le faceva troppo male. Non riusciva a camminare. Il dolore era troppo forte. Tom le cinse la vita con un braccio e l’aiutò a camminare fino alla moto. Beth diede un ultimo sguardo alla casa, dove la donna dagli occhi di ghiaccio, li fissava dal portico. Quella fu l’ultima immagine che Beth vide, prima che Tom partisse verso la città.
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P O E S IA
S O L IT U D IN E E L IS A Z A C C A G N I, 2 c c
Ascoltavo il mio respiro. Sognando i pensieri che richiamavano l’inno della mia speranza. La luna mi trasmetteva solitudine, e le sue macchie esprimevano quel senso di diversità: quel fuoco interno, che pian piano accresce, spargendo nell’aria il senso di malessere. Ascoltavo i battiti del mio cuore: ogni colpo era un’opportunità svanita. Ogni sogno che si sgretola, alimentando gli incubi, ogni traccia del passato che sparisce. Ripensavo alle foglie che cadevano, come ciglia dai miei occhi, dove caduta una, ne rinasce un’altra più forte. Tutta la città, spenta, che dormiva nel sonno ombroso: soltanto io ero sveglia, mentre osservavo la mia triste ombra E t C e t e r a M a jo r a n a
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e contemplavo i miei stessi occhi, nell’illusione del nulla e nella concezione della solitudine.
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O RO SCO PO
D IC E M B R E 2 0 2 1 Carissimi majorani, siamo ormai giunti alla fine di un anno che ci ha posto molte sfide. Le stelle peró sono dalla nostra parte: si prospetta un inizio positivo per più o meno tutti i segni.
ARIETE
CANCRO
Prendetevi del tempo per riposare e abbiate grande fiducia nelle vostre qualità che saranno viavia sempre più riconosciute.
La vostra vita sentimentale potrebbe diventare sempre piùingarbugliata: fate attenzione a fidarvi delle persone sbagliate.
TORO
LEONE
Fascino al top per chi è in vena di conquiste. Attenti a non essere troppo drammatici!
Anche se è difficile con il vostro carattere, cedere su alcuni punti, è proprio quello che vi converrà fare, per non perdervi proprio nulla, di ciò che di bello capiterà.
GEMELLI
VERGINE
Non sentitevi in guerra con il mondo: èvostro amico! È tempo di fare nuoveamicizie.
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Evitate di valutare le situazionistando sulla soglia, non legatevi a sogni astratti, a un’idea delpassato: concretezza!
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O RO SCO PO
BILANCIA
CAPRICORNO
Buon momento per sistemare questioni rimaste Non vi preoccupate mai di quello che potrebbero in sospeso. pensare gli altri e questo oggi potrebbe essere la Molta più leggerezza sulla bilancia dei sentimenti. vostra forza ed un grande vantaggio.
SCORPIONE
AQUARIO
Non perdetevi in ciò che fanno gli altri, concentratevi solo su quello che dovete portare a termine e sicuramente andrà più che bene.
Creatività e complicità in amore. Più forti ed autonomi con atteggiamenti saggi e rilassati. Non c’è bisogno di andare in paranoia per qualsiasi cosa!
SAGITTARIO
PESCI
Talvolta vi fate prendere da pensieri che nonhanno nulla a che vedere con i sentimenti che provate: vi fossilizzate su avvenimenti che potrebbero accadere, ma che fino a questo momento, non sono nemmeno mai avvenuti. Insomma, meno astrattezza e più concretezza!
Siete piuttosto provati dalle scorse settimane. Non riuscite ancora a riprendervi da ciò che è accaduto poco tempo fa. Prendetevi dunque un giorno di pausa se volete, sia dalle persone che dalla scuola.
E t C e t e r a M a jo r a n a
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E N T R A N E L L A R E D A Z IO N E ! M a n d a il t u o a r t ic o lo a e t c e t e r a m a j o r a n a @ g m a i l .c o m L e g g i la v e r s io n e d ig it a le s u i s s u u .c o m /e t c e t e r a m a j o r a n a
L A R E D A Z IO N E C A PO RED AT TO RE Luca Saracho
RED AT TO RI E C O LLA BO R ATO RI
Jacopo Palazzolo, Sofia Marcantoni, Giorgia Tiralongo, Alessandro Balossi, Giovanni Colombo, Giulia Radice, Veronica Guarisco, Angelica Pellegrino, Majoroscopo, Elisa Zaccagni, Stefano Rovere, Matteo Bontempo, Rebecca Marasco, Viola Oliverio, Emma Smiraglia, Giovanni Chinnici