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etCetera settembre 2013

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etCetera

n°1 - Settembre 2013

Liceo E. Majorana Desio

“Il Giornalino degli Studenti!”

Buongiorno Majorana! Elisabetta Sangalli 4°a

“ Scrivo quest’articolo seduta alla mia scrivania, è domenica pomeriggio e guardo fuori dalla finestra, il cielo è annoiato e piove da stamattina; ho le infradito e sento freddo, ma non metterò le calze, è il mio modo per rimanere con un piede in Estate. Sì, i piedi ancora nelle infradito estive e la testa già fra i libri.A sto giro sono in quinta ragazzi, temo quest’anno dalla prima Liceo, ma sono carica! E voi, siete carichi? Beh, dai neomajorani mi aspetto sicuramente una risposta positiva, se Continua a pag. 6 non lo siete voi! “ ...

La Televisione: tutto il peggio in una scatola

Stefano Tagliabue 5°D

“ Che grande invenzione la televisione, vero? Una scatola magica in cui vedere tutto quello che ci piace di

Gli animali fantastici: dove trovarli

Elisabetta Ferreri 5°D

“ Proprio mentre i fan del mondo di Harry Potter stavano per rassegnarsi a non avere più nuovo materiale oltre ai libri e ai film già pubblicati, ecco che il 12 settembre arriva la notizia della collaborazione tra J. K. Rowling e la Warner Bros “ ... Continua a pag. 8

più. Da quando è stata inventata, nel 1925, sono passati un bel po' di anni e tante cose sono successe [...] È entrata così tanto nelle nostre vite che qualcuno è finito per ammalarsene: teledipendenza. ” ...

Continua a pag. 10

“ ... O, Wind, if Winter comes, can spring be far behind? ”

Percy B. Shelley, Ode to the West Wind

Quarant’anni di Majorana: gli anni 70 Cronaca semiseria dell’okkupazione del ‘75 Continua a pag. 4


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Welcome (back) to Majo

pag. 3

Quarant’anni di Majorana: gli anni 70

pag. 4

Buongiorno Majorana

pag. 6

Giovani, adulti e tecnologia

pag. 7

Gli animali fantastici: dove trovarli

pag. 8

CULInaria

pag. 9

La televisione: tutto il peggio in una scatola

pag. 10

Shipping for you

pag. 12

Verdi: una vita dedicata alla musica

pag. 13

2001: apologia nello spazio

pag. 14

Made in Italy #6 - Salmo

pag. 16

Birds of passage - Without the world

pag. 18

Forse non tutti sanno che...

Riccardo Sala 4°F

... Che se si starnutisce troppo forte ci si può rompere una costola. ... Che il presidente dell'Inps, Antonio Mastrapasqua, per i suoi incarichi viene pagato dallo stato un milione 200mila euro l’anno, Obama 400 mila dollari (317 mila euro). ... Che l’accendino è stato inventato prima dei fiammiferi. ... Che nel mondo il 23% dei problemi alle fotocopiatrici è causato da persone che si siedono sopra per fotocopiarsi il sedere. ... Che gli orsi polari sono mancini.


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Riccardo Sala 4°F

Welcome (back) to Majo Salve a tutti, gente, sarete felici di essere tornati qui, tra le vostre amate mura rosse... Si lo so, vi capisco. Avete passato tutta l’estate ad attendere questo momento: poter finalmente entrare nelle accoglienti, fredde, stipate, aule del nostro liceo per sottoporvi a divertenti interrogazioni e verifiche. Si, perché era quello che vi mancava durante l’estate. Magari in quelle giornate di luglio e agosto, appena svegli alle 14 di mattina, avevate ormai fatto tutti i compiti a giugno e non sapevate più come occupare il tempo. C’era quella sensazione di vuoto inspiegabile, una nostalgia perpetua, ecc.. Ecco, quella era proprio la nostalgia dello studio, vi mancavano le verifiche, le interrogazioni e i compiti. A parte gli scherzi, so che molti di voi avranno fatto i compiti il 10 settembre, se non l’11 o magari oggi non li hanno ancora fatti tutti, so che le 14 di mattina sono le due del pomeriggio, so che avreste preferito passare ancora qualche settimana di pura nullafacenza estiva. Tutti avrebbero preferito, studenti, docenti e non docenti, ma non deprimetevi per questo. Ritornando a scuola si ritrovano anche i vecchi compagni, la cara “Mamma Majo”, le solite bidelle, i soliti prof, i soliti studenti, la solita routine insomma. Ci sarà pure qualche amante della routine, no? Non siete felici di essere ancora qui? C’è chi non c’è più. (C’è chi non c’è? C’è o non c’è?) Beh magari adesso al posto di leggere questo interessantissimo articolo sul Majo (è il quarto che scrivo sulla patria dei Majorani) sareste in spiaggia, o al lago, o in giardino, o sul balcone o dove volete, a leggere un più interessante Chi, Donna Moderna o uno della miriade di giornali di gossip che durante le ferie si leggono. D’estate non si ha voglia di preoccuparsi leggendo le solite notizie, leggendo dell’omicidio, della crisi economica che un giorno è passata e un giorno non è mai stata più

« Arrivati a settembre, però, la spina bisogna inserirla di nuovo, bisogna essere carichi » grave, degli immigrati a Lampedusa che un giorno arrivano e il giorno dopo pure, di Tizio che si finge invalido, di Caio che guida ubriaco, fa un incidente uscendone da unico superstite, del politico che non crede nelle istituzioni, quali i tribunali e di tutte le storie che succedono in Italia e che ci fanno onore nel resto del mondo. No, d’estate vanno per la maggiore giornali di gossip oppure i giornali di enigmistica. Io d’estate leggo solo libri, stacco la spina e cambio proprio mondo, molti fanno così, altri semplicemente dormono. Arrivati a settembre, però, la spina bisogna inserirla di nuovo, bisogna essere carichi per affrontare lavoro, scuola, interrogazioni, compiti, voti, soldi, sport, famiglia, amici e ancora l’omicidio, l’economia, il politico, ecc. Insomma eccoci qui, come ho già detto. Mmm.. aah, ma alcuni sono qui per la prima volta. Si, ci sono dei nuovi “primini”, carne fresca pronta per il Majo, pronta per entrare nel giro e nell’ottica di una scuola tutta particolare com’è quella dei Majorani. Per voi è tutto strano, tutto diverso, tutto nuovo. Qualcosa di nuovo c’è anche per i più anziani, c’è il registro elettronico, quando funziona, così non potrete più nascondere ai vostri genitori i vostri voti (a patto che i vostri genitori sappiano che esiste il registro elettronico e che sappiano come accedervi), c’è il nuovo diario, fatto dagli studenti del nostro liceo per gli studenti del nostro liceo. Beh ve ne parlerei, ma ad oggi non mi è ancora arrivato, quindi vedete voi com’è, se vi piace oppure no.


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Elio Tagliabue

Quarant’anni di Majorana: Gli anni 70

Cronaca semiseria dell’okkupazione del ‘75 “Bobo vieni con cinquanta compagni e porta la roba del bunker” La frase qui sopra è il contenuto di una telefonata fatta dal capo del Movimento degli studenti del Liceo, che allora non si chiamava ancora “Majorana”, e del quale, per ovvi motivi, non dirò il nome. Bobo era il suo pari grado dell’ITIS, che allora era in via Manzoni. La roba del bunker, l’abbiamo scoperto una mezzoretta dopo, erano delle bandiere rosse con un manico di legno spropositato: praticamente dei randelli di un metro e venti con attaccato un fazzoletto rosso di 15x15 centimetri. Era l’inverno dell’anno scolastico 1974/75. E noi, gli studenti del liceo, al termine di un’assemblea nemmeno tanto rovente, abbiamo deciso di occupare la scuola. La sede era in Corso Italia dove ora c’è l’Ufficio delle Imposte. Ed era la sede perfetta per fare un’occupazione. Le finestre infatti sono a due metri di altezza, c’è una porta sola, e la pianta dell’edificio è a forma di U, in modo da poter bagnare comodamente con gli idranti le forze dell’ordine quando avessero deciso di tentare di entrare per sgomberare l’edificio. Perché abbiamo deciso di occupare? Forse per “trent’anni di malgoverno democristiano”, forse per i decreti delegati

« Era l’inverno dell’anno scolastico 1974/75. E noi, gli studenti del liceo, al termine di un’assemblea nemmeno tanto rovente, abbiamo deciso di occupare la scuola. » appena approvati dal Parlamento che istituivano la cosiddetta rappresentanza inventando i Consigli di classe, il Consiglio di Istituto ecc.. e che ovviamente non ci piacevano nemmeno un po’. Onestamente non mi ricordo. All’epoca facevo la quarta ginnasio, e il liceo era il nuovo mondo, l’America, il Liceo era oltre le colonne d’Ercole di quello che era stato il nostro mondo fino a sei mesi prima. I compagni di classe non erano più solo di Desio, si andava a studiare financo a Carate! Era un mondo nuovo fatto di assemblee, di politica, di discussioni, di gran casino e ogni tanto di un po’ di paura. Discorsi da occupazione: “All’occupazione io non vengo <censura> perché se lo scopre mia mamma mi mena”, “non vorrai mica entrare in classe <censura>!” “non è giusto fave il picchetto pev non fav entvave quelli che non vogliono occupave, siamo in democrazia, <censuva> diamine!” (scusate lo sfogo, ma io questa me la ricordo ancora, mia compagna di classe delle elementari, l’avrei presa a


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Il nostro liceo non è sempre stato in via Agnesi come siamo abbituati a vederlo, per esempio, in questa foto!

bottigliate dalla mattina alla sera), “oh, ci hai una sigaretta?” Tenuta da occupazione e da assemblea: jeans rigorosamente blu, maglione di lana grossa possibilmente senza spalle ma che “girava intorno” con disegni geometrici fatto a mano da mamma o morosa, scarpe tipo clarks blu o marroni o, a scelta, scarpe da tennis “tepa sport” originariamente bianche e con riga blu, sciarpa possibilmente rossa e, per finire, eskimo se ti sentivi un rivoluzionario combattente, loden verde se eri convinto di essere un rivoluzionario intellettuale. Abbiamo occupato: e i capi sono venuti a urlarci nelle aule in cui eravamo asserragliati che “Oh, <censura>, quando arrivano i carabinieri e sfondano la porta nessuno si deve alzare <censura>. <Censura> ci devono portare fuori con la forza <censura> Chiaro?” Risposta con un

cuore solo e un’anima sola “Si <censura>!” Dopo una decina di minuti abbiamo sentito i vetri della porta che si rompevano, a seguire un gran casino (era la barricata fatta con cattedre e banchi davanti alla porta che cedeva sotto l’urto delle forze dell’ordine. Poi il silenzio. Interminabile (circa 6 secondi ma, vi giuro, di puro terrore) E poi il maresciallo dei Carabinieri di Desio è entrato bagnato fradicio e incazzato come un aquila e ha detto “Avanti ragazzi, fuori dalle palle”. E noi, da eroi quali eravamo e siamo, ci siamo alzati e siamo usciti a testa bassa dall’aula e dalla scuola. E ovviamente ci siamo messi a ridere come deficienti e siamo andati al bar. Al Pastori se eri un intellettuale o dal “ Truffini” se eri un combattente. “Oh, ci hai una sigaretta?” ... To be continued ...


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Elisabetta Sangalli 5°a

Buongiorno Majorana! Scrivo quest’articolo seduta alla mia scrivania, è domenica pomeriggio e guardo fuori dalla finestra, il cielo è annoiato e piove da stamattina; ho le infradito e sento freddo, ma non metterò le calze, è il mio modo per rimanere con un piede in Estate. Sì, i piedi ancora nelle infradito estive e la testa già fra i libri. A sto giro sono in quinta ragazzi, temo quest’anno dalla prima Liceo, ma sono carica! E voi, siete carichi? Beh, dai neomajorani mi aspetto sicuramente una risposta positiva, se non lo siete voi! E anche se insieme all’autunno arrivano i compiti, i pomeriggi passati a studiare, le verifiche e i brutti voti (si spera non troppi), voglio dirvi che quest’anno sono contenta inizi la scuola. Sarà che in quinta superiore sento già il profumo della “libertà”, sarà che oggi sono talmente annoiata che anche guardare la mia gatta sbadigliare diventa divertente, ma zampillo positività da tutti i pori – sì sono un po’ contraddittoria. L’inverno che mi aspetta sembra eterno e mi tremano un po’ le gambe, ma sono sicura sarà divertente! Non voglio farvi un discorsone sul “carpe diem” o sull’importanza della cultura, ma spero che le sorprese in serbo per voi siano straordinarie e che voi riusciate ad apprezzare giorno per giorno la scuola, come campo di crescita personale, come sfida, come una mattina lontano da casa quando litigate con i vostri genitori, come ritrovo con gli amici … ecco, cercate in particolare di apprezzare quei faccioni che ogni giorno vi ritrovate accanto, perché sarà solo grazie a loro se riuscirete, alle 8 di mattina, in vista di una verifica di latino, magari fradici di pioggia e con il dizionario pesante in mano, a varcare la soglia della scuola sorridendo! E vi auguro di riuscire, una sola volta, senza esagerare, a stupirvi un po’, mentre ascoltate il prof in

« Ecco, cercate in particolare di apprezzare quei faccioni che ogni giorno vi ritrovate accanto » classe, della geniale bellezza della letteratura italiana o di ritrovarvi senza nemmeno accorgervi a fare esercizi di matematica in più di quelli per compito, anche solo per il gusto di vedere che il risultato scaturito come per magia dal vostro cervellino è uguale a quello sul libro! Non che per me sia così immediatamente facile -soprattutto per matematica, che di solito per magia fa scaturire dal mio cervellino solo nuove imprecazioni- ma, in fin dei conti, solo appassionandoci un po’, tutto questo, il Majo (tanto odiato, ma che ci renderà Persone con la P maiuscola), potrà essere apprezzato da noi studenti che volenti o nolenti lo stiamo affrontando e che probabilmente ci ritroveremo a rimpiangere! “ Io non ho bisogno di denaro ho bisogno di sentimenti di parole di parole scelte sapientemente di fiori detti pensieri di rose dette presenze di sogni che abitino gli alberi di canzoni che facciano danzare le statue di stelle che mormorino all’orecchio degli amanti. Ho bisogno di poesia questa magia che brucia la pesantezza delle parole che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.” Alda Merini Buon anno!


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Alessandra Beatrice Cafiero 5°b

Giovani, adulti e tecnologia: riflessioni di un’adolescente su un triangolo complesso Finalmente mi sono riappropriata del mio amato pc. Vederlo nelle mani di mia madre è veramente una sofferenza: tra i due non è proprio possibile alcun dialogo.. Quanto ti capisco, caro computer! Lei ti usa solo perché costretta da un sistema che tenta di aggiornarsi, nonostante alcuni non siano, come dire, psicologicamente preparati. Lei crede che tu le sia nemico, che potresti esplodere da un momento all’altro, che tu faccia sempre e solo stupidi capricci. E invece non è colpa tua: con un input dopo l’altro ti fa venire i giramenti di testa, o meglio, di software. Tu sei abituato a me, un’utente che ti comprende e ti conosce, non ad una che pretende che tu le legga nel pensiero. A volte ti osservo, caro computer, e penso un po’a com’era la vita quando non c’eri. Cosa facevano i miei genitori o i miei prof al pomeriggio, quando non avevano voglia di studiare? Per parlare con persone lontane, dovevano addirittura usare le cabine telefoniche. Io non ne ho mai usata una.. Né ho mai scritto una lettera. D’altra parte, noi ragazzi del duemila siamo abituati ad avere tutto e subito, anche le risposte ai nostri “Ciao, come va?”. Loro no, aspettavano. Io non sono capace di pazientare, e quando devo mi snerva molto. Beh, caro computer, in questo un po’ ci hai plasmato a tua immagine e somiglianza. Anche noi, come te, rispondiamo subito ad ogni input, facciamo due, anche tre cose alla volta, aggiorniamo la nostra vita molto frequentemente. In effetti, non doveva essere male vivere un po’ più lenti, sapersi godere un po’ la solitudine. Ma il mondo cambia, forse troppo in fretta per certi adulti, che a volte sembrano proprio non capire la nostra concezione della vita. Abbiamo stili di vita e mezzi di comunicazione nuovi,che loro seguono a stento, perciò è normale che esista una certa differenza di valori; ma ciò significa forse che un dialogo sia del tutto impossibile? Onestamente non credo. Chi dice che non può esistere dialogo tra giovani e adulti, probabilmente non si guarda molto attorno. Se infatti questo non esistesse, vivremmo in una società divisa in due mondi nettamente separati tra loro, ma non è così: questi due mondi entrano in relazione tra loro in molti modi, oltre che nel rapporto genitori-figli e professori-studenti. Ad esempio, chi deve mettere sul mercato nuovi prodotti

cerca sempre di adattarli alle esigenze dei giovani, i quali costituiscono la maggior parte dei potenziali acquirenti; dunque, questa parte del mondo adulto deve tenersi sempre aggiornato sugli interessi e le opinioni dei giovani, per capire quali tendenze si trasformeranno più in fretta in vere e proprie mode. I giovani, inoltre, sono spesso curiosi di capire meglio cosa voglia dire essere adulti, specialmente per quanto riguarda il lavoro: per costruire il loro futuro e prepararsi all’età adulta, non possono che guardare a chi già la sta vivendo. L’occhio con cui la osservano è sempre molto critico, ovviamente, perché tale è la natura del giovane, ma gli adulti rimangono comunque un modello con cui devono in qualche misura confrontarsi. Se è così complesso il quadro delle relazioni tra giovani e adulti, lo è anche capire le differenze di valori: a questo proposito, credo che ogni generazione semplicemente continui ciò che quella precedente ha iniziato, anche per quanto riguarda l’etica, secondo un processo inarrestabile e necessario. Ma non tutti gli adulti sono disposti a capirlo, né son disposti a lasciare che i modi un po’ frettolosi di noi giovani, desiderosi di un cambiamento immediato, abbiano la meglio. La gioventù osserva accuratamente la situazione in cui la generazione precedente l’ha posta, trovandovi ogni sorta di difetto; di conseguenza, si ribella a quelli che ritiene dannosi tra i frutti del lavoro della generazione precedente, non per ribellione fine a se stessa, bensì per tentare di porre le radici di una realtà migliore. E’ un atteggiamento inevitabile, che innesca un processo inarrestabile che non può che giovare alla società. Perciò, caro computer, c’è chi non ti capisce, ma non prendertela: ce l’ha con noi che, forse troppo repentinamente, continuiamo la staffetta del progresso, iniziata nel momento in cui loro stessi ci han passato il testimone. E cari adulti, grazie, perché con il vostro tentativo di migliorare la nostra vita ci avete fornito preziosi strumenti; ma ora tocca a noi tentare di rendere la realtà in cui viviamo sempre migliore. Con i nostri mezzi e i nostri tempi, correremo con in mano il testimone del cambiamento, finché non sarà l’ora di passarlo alla prossima generazione.


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Elisabetta Ferreri 5°D

Gli Animali Fantastici: dove trovarli Proprio mentre i fan del mondo di Harry Potter stavano per rassegnarsi a non avere più nuovo materiale oltre ai libri e ai film già pubblicati, ecco che il 12 settembre arriva la notizia della collaborazione tra J. K. Rowling e la Warner Bros per produrre una nuova serie di film ispirati al libro “Gli Animali Fantastici: dove trovarli”. Per ora non si sa nulla di certo sulla trama di queste pellicole, ad eccezione che si svolgerà negli Anni Venti a New York, che il protagonista sarà Newt Scamandro (l’autore immaginario del libro) e che sarà la Rowling stessa a scrivere la sceneggiatura, in modo che i film non si discostino troppo dal libro come è invece accaduto alcune volte nei film su Harry Potter. Per chi non lo conoscesse, “Gli Animali Fantastici: dove trovarli” è un breve libro che raccoglie informazioni sugli animali magici osservati dal magizoologo Newt Scamandro durante i suoi viaggi ed è uno dei testi obbligatori richiesti per studiare ad Hogwarts; proprio per questo motivo nella versione messa in vendita a noi “Babbani” è possibile leggere a margine le note scritte da Harry e Ron, che da sole varrebbero l’acquisto del libro. Per quanto sincere siano le intenzioni della Rowling di offrire ai fan nuovo materiale riguardo il mondo di Harry Potter, non può non saltare all’occhio che una mossa del genere sia principalmente commerciale. La tattica della Warner Bros è la stessa utilizzata con le opere di Tolkien: dopo una serie di film di successo tratti dall’opera principale dell’autore (“Il Signore degli Anelli” e la saga di “Harry Potter”), a distanza di pochi anni produrre una nuova serie di pellicole basata su libri minori (“Lo Hobbit” e “Gli Animali Fantastici: dove trovarli”). Ciò che fa trasparire le intenzioni della casa di produzione è che si è nuovamente affidata agli scritti di autori con già un largo seguito e che trame che potrebbero es-

sere risolte in uno, massimo due film vengono distribuite in un numero ancora maggiore di pellicole (basti vedere Lo Hobbit a cui sono state aggiunte lunghissime scene di azione e sotto-trame riferite a eventi narrati in altri libri di Tolkien).

Nonostante tutto questo, è praticamente certo che l’opera finale risponderà alle aspettative del pubblico, grazie anche all’intervento diretto della Rowling che potrà realizzare in modo accurato tutte le proprie idee sul mondo magico senza che queste siano modificate da altre persone. Un altro punto che può lasciare un po’ perplessi è la trama; il libro è infatti strutturato come una breve enciclopedia tematica e non vi si trova alcun riferimento a una storia che possa essere trasportata in film. Su questo bisognerà aspettare di avere ulteriori notizie dalla casa di produzione, ma l’ipotesi più accreditata è quella che vede Newt Scamandro, l’autore, nei suoi viaggi per studiare gli animali di cui scriverà poi in “Gli Animali Fantastici”. Nessuna data, né di inizio produzione né di rilascio, è ancora stata fornita. Ma i fan, che ormai avevano perso ogni speranza di ottenere nuove storie sull’universo magico, vedono in questa nuova serie un ritorno al mondo che ha caratterizzato la loro infanzia e aspetteranno anche anni per queste nuove avventure; come rispondeva Piton a Harry, “Dopo tutto questo tempo?” “Sempre”.


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CULInaria Sempre più diffusi i programmi di culinaria. Nella nostra televisione sempre più programmi di cucina o che in quanto a culinaria non hanno nulla a che fare col cibo. Da qualche settimana è cominciata la nuova stagione televisiva. La maggior parte dei programmi è la stessa di quelli della scorsa stagione, ma come ogni anno ci sono alcune novità. Oltre ai sempre più frequenti talkshow e programmi di approfondimento politico e di cronaca, nell’ultimo periodo, c’è un altro genere che si diffonde sempre di più. Non sto parlando dei reality, che sembrano quasi scomparsi, ma torneranno. Parlo di culinaria, i cui programmi dedicati sono sempre più numerosi e sempre più spalmati nei palinsesti televisivi. I programmi di cui parlo si possono dividere in due grandi gruppi. Del primo gruppo fanno parte tutti i programmi dedicati alla cucina che da sempre caratterizzano la televisione generalista, come La prova del cuoco e Cotto e Mangiato a cui si sono aggiunti una miriade di programmi. Si sono distinti inizialmente MasterChef e molti programmi di Gordon Ramsay, a cui si aggiungono i nuovi programmi su La5 e i “miliardi” di programmi in cui si parla di cibo su RealTime, Dmax e gli altri canali. Elencarli tutti ora sarebbe molto difficile, sappiate che a qualsiasi ora accendiate la tv su qualche canale c’è qualcuno che mangia o cucina. Sappiate anche che ormai a qualsiasi ora accendiate la tv su qualche canale troverete “culinaria”, nel senso che troverete qualche personaggio ambiguo o gente di “qualche Shore”, che sia Jersey Shore, Geordie Shore o il nuovo Gandìa Shore, col (citando il dizionario dei Sinonimi) “sostantivo maschile fondo schiena, sedere, didietro, deretano, culo, posteriore, glutei, natiche …” in aria o comunque che non lascia nulla all’immaginazione. Ecco, questi programmi fanno parte del secondo gruppo di canali di “culinaria”. Jordie Shore, che è il primo di questo genere e poi tutti gli altri sono seguiti, per chi non lo sapesse è un programma statunitense che parla di un gruppo di giovani che vivono nella

Riccard Sala 4°F

stessa casa. Questi ragazzi e ragazze dovrebbero fare qualche lavoretto per pagare l’affitto, ma passano tutto il tempo a riprendersi dalle serate tra un locale e l’altro, passate in atteggiamenti molto promiscui e di certo contrari al buoncostume (“Mtv docet”, in quanto a culinaria in questo senso). Questi sono chiamati, secondo il loro slang Guidos. Originariamente questo termine indicava gli operai italoamericani, ovviamente in modo dispregiativo, andando poi a indicare i teppisti italiani nelle città dello Zio Tom. Insomma, tra questi e queste giovani, nelle varie puntate di questo pseudo docu-reality, ci sono varie “tresche amorose” molto esplicite. Mentre diminuiscono i programmi con modelle e ballerine con almeno un minimo di decenza, (resiste Italian Next Top Model, ma sparisce quasi del tutto Miss Italia), si moltiplicano i programmi trash ,non solo di “culinaria”. Ci sono da Jersey Shore(Mtv) a Sepolti in casa(RealTime), da Teenager in crisi di peso(Mtv) al più inquietante di tutti Io e la mia ossessione (RealTime). Quindi, state attenti a dove andate a finire col vostro zapping quotidiano, se trovate la Clerici, rimanete dove siete. Su un altro canale potrebbe esserci qualcosa di peggio, come Gandìa Shore o Studio Aperto.

Alcuni dolci tipici, chiamati appunto “Dolci Culi”


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Stefano Tagliabue 5°D

La Televisione: tutto il peggio in una scatola "Il televisore, vi dice lui quello che dovete pensare, e ve lo dice con voce di tuono. Deve avere ragione e vi dite: sembra proprio che ce l'abbia!" Ray Bradbury Che grande invenzione la televisione, vero? Una scatola magica in cui vedere tutto quello che ci piace di più. Da quando è stata inventata, nel 1925, sono passati un bel po' di anni e tante cose sono successe: gli schermi a colori, quelli al plasma, quelli piatti e ultrapiatti che-di-profilo-non-si-vedono-neanche, i lettori VHS, DVD, Blu Ray, il digitale terrestre con i suoi trecento e passa canali e molto altro. La migliore amica di tutti i bambini. Non può mancare in casa, ormai è addirittura normale averne più di una: in soggiorno, in cucina, in camera, già che ci siamo anche in bagno. È entrata così tanto nelle nostre vite che qualcuno è finito per ammalarsene: teledipendenza. A dirla tutta, però, a me la televisione non convince molto. Certo mi fa com-

« Facebook o Youtube, di per se, non sono maligni, è l'uso che ne fa una persona su centomila a farli passare come "postacci" perchè solo in quei casi fanno notizia. » pagnia mentre pranzo ma per il resto io non piaccio a lei e lei non piace a me. Ma andiamo con ordine e iniziamo dicendo che la TV non è tutta uguale: cambia nel corso della giornata. La televisione che trasmette i cartoni per i bambini è diversa dalla televisione che trasmette i film, che è diversa dalla televisione che trasmette il telegiornale che è diversa dalla televisione che trasmette tutti quei programmi di dubbia moralità come "Forum" o "Pomeriggio5". In generale la televisione non mi piace, perchè solo chi ha i soldi decide cosa farti vedere. In particolare non mi piaciono i TG e i programmi citati poco fa perchè danno un'idea del tutto sbagliata agli adulti (che sono, in genere, quelli che li guardano) di quello che è il "mondo di noi giovani". Basta guardare un telegiornale qualsiasi (soprattutto Studio Aperto, nonostante sia difficile considerarlo per davvero un telegiornale...) per rendersene conto. Ma un vero uomo di scienza deve fornire delle prove per vedere verificata


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la proprio tesi, e allora prendiamo, per esempio, Facebook, il famoso social network, descritto dai media come il sito del demonio, creato allo scopo di rubare ogni tua possibile informazione personale e in cui stupratori muniti di falsi profili possono rimorchiare innocenti minorenni. Un altro? Youtube, la cosa migliore che l'uomo abbia mai ideato su internet, diventa, secondo questi programmi, l'habitat naturale di video di ragazzi che picchiano altri ragazzi o di ragazzi che "fanno cose" con altre ragazze e via di seguito. Ancora? I videogiochi come causa principale della violenza nei giovani. Altro? I cartoni (soprattuto quelli giapponesi) sono solo violenza, sangue e parolacce. E infiniti altri esempi. "Wow, hai proprio ragione Stefano! Ti prego spiegacelo tu, perchè succede tutto questo?" la risposta è tanto facile quanto brutta: soldi. Parlare al TG di facebook come un social network che la gente usa per comunicare (cioè come è nella realtà) e che solo in un caso su cento miliardi viene usato per rimorchiare minorenni innocenti, non fa notizia. Parlare di YouTube come un sito su cui si possono caricare video nei quali si parla di quello che piace e in cui solo un video su cinquemilioni è di ragazzi che picchiano altri ragazzi, non fa notizia. Allo stesso modo fa comodo dare la colpa della violenza ai videogiochi (quando probabilmente è dei genitori) perchè nessun genitore che guarda un TG vuole sentirsi dire che è colpa sua, ma preferisce criticare gli

altri e avere qualcosa contro cui puntare il dito. È facile dare la colpa della volgarità ai cartoni, quando invece è, per lo più, di cinepanettoni e di "progammi comici" come Colorado, trasmessi pochi minuti dopo i telegiornali stessi. Internet è senza dubbio la più grande invenzione dell'uomo dopo la lampadina e l'aria condizionata. È l'unico posto sulla faccia della terra in cui tutti (o almeno chi ha un computer) possono dire quello che vogliono. Internet è la libertà, lo dimostra il fatto che tutti i tentativi di porgli delle restrizioni siano falliti miseramente (basta pensare alla chiusura di Megaupload, riaperto poco dopo più forte di prima). Facebook o Youtube, di per se, non sono maligni, è l'uso che ne fa una persona su centomila a farli passare come "postacci" perchè solo in quei casi fanno notizia. Questo è quanto, molto in sintesi, perchè lo spazio a disposizione non è infinito: ci sarebbe tutto un mondo di cui parlare ancora, come le soap opera o le pubblicità che ci mettono anche loro una buna dose di stereotipi e falsità.


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Sara di Vita 2°a

Shipping For You Leggetelo. Ve lo ordino. Con amore. O no. Voi aspiranti marinai che appena avete letto 'shipping' avete preso il cappello e l'ancora, tiratevi indietro perché qui non si parlerà d'altro che d'amore. Shipping è l'antica arte che unisce due coppie. Il termine deriva dalla parola inglese 'relationship' ossia 'relazione' e col tempo inizierete ad amarla e ad usarla per ogni cosa. Ma in cosa consiste? Ebbene, 'praticarlo' è molto semplice: prendete due persone, due cose o due animali (di solito si preferiscono le persone di film, videogiochi, anime, manga e serie TV) e uniteli aggiungendo insieme una 'x'. Es.: DeanxCastiel. Altri metodi sono: mettere il nome in CamelCase (DeanCastiel), abbreviando i nomi, utilizzando le iniziali degli stessi (DC) e infine mescolando i due nomi e sinceramente questo è quello più usato (Destiel). Ogni singola coppia che comporrete si chiamerà 'pairing'. La vostra coppia preferita si chiamerà OTP ( "One True Pairing” ovvero ''L'unica vera coppia''). Ora che avete imparato le cose importanti e fondamentali e avrete shippato la vostra prima coppia sarete degli shipper. Tutti avrete sentito sicuramente parlare della famosa coppia Brangelina, quella che unisce Brad Pitt e Angelina Jolie. Ovviamente non aspettatevi che sia tutto rose e fiori, i vostri compagni shipperanno coppie diverse dalle vostre affermando che la loro OTP è meglio della vostra e allora si scatenerà la cosiddetta ship-war. Armatevi in modo pesante

« Shipping è l'antica arte che unisce due coppie » con libri e gadget. Se siete appassionati di videogiochi, telefilm, film, anime, manga e chi più ne ha più ne metta vi potrete inoltrare nell'arte dello crackshipping. Il crack-shipping consiste nello shippare coppie i cui due componenti appartengono a serie tv, film e libri completamente diversi. Per farvi un esempio potrete shippare Achille e Didone. L'unico aspetto negativo sono i vostri professori che con lance e gladio vi trafiggeranno. La soddisfazione arriva quando le due persone che avete shippato si metteranno insieme veramente. Sapete quello che più amo dello shipping? Che può essere applicato a qualsiasi coinvolgimento quindi potete shippare la vostra matita con il vostro diario o voi con il vostro banco o il letto o una farfalla. Per ultima cosa, da shipper ve lo devo dire, lo shipping può causare gravi problemi mentali e sovrappeso. E ora, shippate!


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Letizia Bigatti 4°a

Verdi: una vita dedicata alla musica A 200 anni dalla nascita, musei ed eventi per ogni gusto

Come forse saprete, il 10 ottobre 2013 si celebrano 200 anni della nascita di uno dei compositori italiani più amati: Giuseppe Verdi. Nato a Roncole di Busseto nel 1813, Verdi fu l’autore di alcune delle più famose opere liriche italiane, quali per esempio la Traviata, il Nabucco, l’Aida e il Rigoletto, che lo resero celebre anche all’estero. Inoltre fu un sostenitore dei moti risorgimentali che avrebbero portato all’unità di Italia, tanto che le scritte “Viva Verdi” erano lette come “Viva Vittorio Emanuele Re di Italia”. L’opera “Nabucco” divenne inoltre il simbolo dell’oppressione austriaca dell’Italia Settentrionale e il suo “Va Pensiero” l’inno del Risorgimento. Per ricordare il suo genio musicale, in tutta quanta l’Italia sono stati allestiti musei, mostre e vengono riproposte le sue opere a teatro: alla Scala, in particolare, il 7 dicembre 2013 sarà rappresentata La Traviata. A Busseto, il suo paese di origine, si possono visitare la sua casa natale, che non è stata modificata dai successivi proprietari e che ha mantenuto la sua semplicità originaria. La casa Barezzi, che ospita il Museo Verdiano, fu il primo luogo dove si esibì il giovane Verdi e dove conobbe la sua prima moglie Margherita. Il Museo Nazionale Giuseppe Verdi, invece, situato in Villa Pallavicino è più recente poiché è stato inaugurato nell’ottobre del 2009 e contiene un percorso storico e multimediale delle ventisette opere del Maestro. In

ogni stanza sono state riprodotte le scenografie originali di Casa Ricordi e le musiche che trasportano il visitatore proprio sul palco di un teatro, grazie anche agli effetti speciali delle luci. Il visitatore diventa uno spettatore della travagliata vita di Verdi e della sua esperienza musicale. Ci sono anche delle bellissime iniziative in tutta la Brianza, organizzate dai Comuni di ogni città: a Lissone sabato 28 Settembre alle ore 21.00 al palazzo Terragni si esibirà la Corale Verdi, mentre domenica 6 ottobre 2013 al Palazzetto si terrà un’esibizione di ginnastica artistica, ritmica e pattinaggio sulle note del Maestro e così tanti altri eventi che sono proposti ai cittadini. Non perdetevi gli appuntamenti con Giuseppe Verdi e lasciatevi catturare dalla sua musica che è ancora attuale e apprezzata nel mondo intero.


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Marco Consonni 5°D

2001: Apologia nello Spazio

perchè dovrebbe piacere un film apparentemente privo di senso Questo articolo ha la presunzione di essere filosofico

"2001: Odissea nello spazio" è un film del 1968 diretto da Stanley Kubrick e viene considerato dalla critica uno dei più grandi capolavori della fantascienza e del cinema in generale mentre, chiedendo a chiunque lo abbia visto, verrà definito come una delle più grandi schifezze della fantascienza e del cinema in generale. Lento, noioso e privo di senso; così verrà definito da chiunque dopo averlo visto la prima volta, e anche la seconda e probabilmente la terza, la quarta... a meno che non lo si guardi con una determinata preparazione, ovvero la visione dei film di Kubrick che precedono "2001". Anch'io dopo averlo visto (e ben 2 volte) lo consi-

« "2001: Odissea nello spazio" è quindi un film/non film, è realtà nella finzione e finzione nella realtà ed è metafora dell'Universo » deravo uno dei film più brutti che il cinema avesse da offrire (e mi interrogavo su questo estremo divario tra critica e quello che per me era il pubblico, ovvero amici e sottoscritti). 140 minuti di film (in cui solo 45-50 minuti sono dedicati al dialogo ) privi di azione, con una trama che si potrebbe riassumere in 10 righe. Alba dell'uomo, uno strano oggetto alieno, l'iconico Monolite (quel parallelepipedo nero che non si può non conoscere) compare sulla terra e, dopo essere stato toccato da un gruppo di primati, ne sviluppa l'intelligenza (e l'aggressività). Nasce la razza umana. 2001: uno strano monolite viene trovato sulla Luna. Dopo delle indagini, l'oggetto invia un segnale verso Giove. 18 mesi dopo: la nave Discovery viaggia verso Giove, con un equipaggio di 5 persone (3 in stasi criogenica) più la macchina pensante Hal 9000, in pratica un supercomputer. Il computer impazzisce e uccide tutti. David Bowman, unico superstite, lo disattiva, raggiunge Giove e, dopo una serie di scene apparentemente prive di senso, ne raggiunge la superficie, vede il monolito e muore. Rinascerà come feto cosmico che si dirige verso la Terra. Come si vede bastano davvero 10 righe (e se non si vede è colpa dell'impaginazione). Dopo aver guardato la filmografia di Kubrick ho visto 4 volte di fila questo film ed ogni volta mi è


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piaciuto sempre più. dell'uomo, che osserva Perchè? In ogni film Kula terra e sfonda la brick esprime la condiquarta parete (ovvero zione umana in quando nel teatro o nel determinati ambienti: cinema il personaggio Guerra fredda e non (Il parla con il pubblico dottor Stranamore e apostrofandolo, ponenFull Metal Jacket), la sodogli domande o simili) cietà e l'anarchia (Aranguardando direttacia Meccanica) e, anche mente negli occhi lo se posteriore a "2001", il spettatore, come se dimicrocosmo della cesse, quasi con Autoscatto di Stanley Kubrick nel 1949 mente umana (Shining) scherno: "Io ho capito, e e diciamocelo, non è che la razza umana ci faccia tu?". una bella figura. Violenta, votata all'autodistruMa c'è davvero qualcosa da capire? Il film ha un zione e all'omologazione dell'individuo, la società messaggio, un significato in sè? Qualcuno dirà umana vista da Kubrick è contrastata solo dalla folche sì, il messaggio è stato appena esposto, ma lia del singolo o dalla violenza anarchica. viene esposto dall'estetica delle scene in sè, non "2001: Odissea nello spazio" esprime la condizione dal film nel complesso. La risposta alla domanda umana a livello cosmico. Ci dice che l'universo è di cui sopra è no. Non ha significato. Non vuol dire completamente indifferente verso l'uomo, non se niente, ed è qui la sua forza. Si cerca in "2001" un ne cura. Anche Dio (ovvero tutto quello che per significato come l'uomo cerca un significato nell'uomo è l'ignoto, l'incerto), la cui allegoria è lo l'Universo, nessuno dei due ne ha, per questo se stesso Monolite, se ne frega. L'uomo è condannato ne possono trovare infiniti. a viaggiare nell'ignoto verso l'ignoto senza capire "2001: Odissea nello spazio" è quindi un film/non se stesso, gli altri e le proprie creazioni. Nulla. film, è realtà nella finzione e finzione nella realtà Come viene espresso questo concetto? Non da un ed è metafora dell'Universo. commovente monologo finale o da una voce fuori I professori di lettere potrebbero inorridire ma io campo. E' lo stesso film che "parla", con le lunghe lo definirei la "Nuova Divina Commedia del venscene in cui si vedono navi, basi spaziali e capsule tesimo secolo". Così come l'opera del sommo volare nello spazio. Con pochi dialoghi, in cui le poeta è una summa delle conoscenze del mondo persone parlano senza davvero parlare (insomma, medioevale, così "2001" è la summa dei dubbi e sono nello spazio e parlano di torte di compledelle angosce dell'uomo moderno. Roba mica coanno!). Con il lunghissimo viaggio nel tunnel spamune, nei film. ziotemporale prima di Giove, che sembra una In sintesi sì è detto molto su "2001: Odissea nello visione indotta da acidi e droghe psicotrope e con spazio" e questa è solo un'interpretazione tra le scene in cui David vede se stesso sempre più tante, presentata per ridare valore a questo film. vecchio, fino alla morte e rinascita davanti al MoQuello che sto cercando di dirvi è che potrei dinolite, che incarnando l'insondabile rappresenta, staccarmi completamente dalle idee del regista. forse, anche lo stesso film. Vi è qualcosa di curioso però: se avete letto fin qui, Tutte queste lunghe sequenze si concludono con la prossima volta che vedrete questa pellicola, lo il feto stellare, simbolo di una nuova razza al di là farete coi miei occhi.


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Riccardo Sala 4°F

Made in Italy #6 - Salmo Ora più che mai riconosci il nome Maurizio Pisciotto, nato a Olbia nell’1984, ha militato in diversi gruppi hardcore e metal prima di farsi conoscere ed arrivare alle vostre orecchie con il nome di Salmo. “Vediamo che creatura: musica italiana spazzatura, vestono i tuoi panni scrivono canzoni su misura e c’è chi ancora lo sente ma non lo ascolta, sali sul palco come fosse la prima volta” Nelle scorse puntate, l’anno scorso, abbiamo affrontato artisti molto diversi tra loro (dai Two Fingerz ai Club Dogo, da Entics a Fedez e infine Gemitaiz), cercando di dare di ognuno qualche notizia sulla carriera artistica e qualche curiosità. Per quanto riguarda Salmo, si avvicina alla musica giovanissimo, a soli 13 anni compone le prime strofe. Inizia così a buttarsi nel mondo hip hop, affiancando inizialmente alla carriera solista quella nel gruppo rap metal Skasico, che lo porta anche in tour per l’Europa. Dopo alcuni EP e demo, dal 2011 pubblica 3 album in 3 anni con etichette indipendenti. Il primo, The Island Chainsaw Massacre(2011),è quello che lo porta ad essere conosciuto in tutta la nazione. Seguono Death Usb (2012) e Midnite(2013) pubblicati con TantaRoba Label. Il suo secondo album è stato interamente scritto, prodotto e mixato in sole due settimane, subito dopo la firma con la nuova etichetta. Invece Midnite è un’opera più elaborata e più ricca di contenuti, è il maggior successo di Salmo (fino ad oggi); ha debuttato al primo posto della classifica FIMI dei dischi venduti in Italia e ha ottenuto nel giro di qualche mese la certificazione del disco d’oro. Da Midnite sono stati estratti, e ancora se ne estrarranno, diversi singoli, come Russell Crowe, uscito prima dell’album, S.A.L.M.O. e

Killer Game, quest’ultimo in collaborazione con MadMan e Gemitaiz. Negli ultimi giorni, Salmo, ha pubblicato due singoli, Blood Shake e The Island, probabilmente anticipazione di progetti futuri. “Quanti cambiano lo stato dopo il diploma? Chi vive in un privè col mito di Corona. Chi pensa di sapere tutto, ma non sa come funziona, chi governa il mondo non si espone mai di persona” La parte più importante di ogni artista però, non è tanto la carriera, ma la personalità, che è strettamente legata all’immagine che un cantante di se stesso. Perché un fan crede che il suo idolo sia come appare nel mondo dello spettacolo, ma è uno spettacolo, è tutta scena. Salmo nel tempo ha creato un personaggio, quasi mistico, vicino alle arti oscure, all’esoterismo, che parla spesso del diavolo e della morte. Infatti lo si può spesso vedere con una maschera da teschio, simbolo del personaggio. Ma in realtà oltre la maschera, oltre le apparenze, il caro Maurizio, come dimostra bene nell’ultimo album, parla anche di altro, parla della musica e della cultura italiana, della situazione politica italiana, parla spesso della società contemporanea, parla anche dell’amore. Argomenti che sono stai ampiamente trattati da moltissimi cantanti e autori e Salmo sembra dirci la sua opinione, la sua versione dei fatti e quindi chi lo ascolta magari può pensare che ci sia un messaggio nascosto dietro tutto queste parole. Beh se la pensate così sbagliate, o almeno così dice lui, che racconta di fare questo per passione, dice quello che si sente di dire, e per divertimento, dopotutto è solo lo stupido un gioco del rap.


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forse interessarsi di altro e poi un artista che fa e dice sempre le stesse cose nel medesimo modo non ha senso, se volete questo ascoltatevi una canzone in loop all’infinito e il vostro artista preferito non cambierà mai. Per quanto riguarda l’aspetto economico e le critiche del mutamento commerciale, si può dire che al momento il rap, in Italia, è il genere del momento, quindi è di conseguenza un qualcosa di commerciale, che ritrovate ovunque, alla radio, su internet, sui giornali, nei Cover art of Midnite, Salmo, TantaRoba Label 2013 programmi televisivi. “Ma sai che me ne fotte a me dei soldi? Io ho solo La logica è che “se ci metti un po’ di rap allora due motivi e credimi, gli unici: il primo è sopravattiri i giovani e hai più successo”. Il rap invivere ancora nei tuoi ricordi, il secondo è vedervi somma è la moda del momento, come lo era qui sotto con gli occhi lucidi” negli anni ’90, ma passate la moda alcuni reTra le critiche che spesso si leggono o si senstano evolvendosi (vedi Jovanotti o Neffa), tono su Salmo, si trova chi lo accusa di avere altri rimangono indipendentemente dalla un linguaggio spesso blasfemo e che inneggi moda (vedi J-Ax). Cosa voglio dire? Che in alla violenza. Questo non lo si può del tutto questo momento il rap è di moda e di consenegare ed è ciò che forse contraddistingue guenza tutto quello che ci ha a che fare è pomaggiormente il suo stile, lo si può capire già tenzialmente commerciale. Non dal nome. Le altre sono le solite accuse che si preoccupatevi troppo comunque, secondo lanciano a chi raggiunge un discreto successo gli analisti e gli esperti del settore il rap sarà in questo campo, cioè di essere cambiato, di di moda ancora per il 2014, poi sparirà, sostiessersi venduto e di essere diventato commertuito da altre novità. ciale. A queste critiche si può facilmente ri“Ci rivediamo tra cent'anni con Ron, senza caspondere così: è normale nel processo di pelli con il Phon nell'iPhone, avrò una figlia ciccrescita artistica, ma anche nel processo di creciona di nome Ivonne, sarò lo stesso buon scita personale, cambiare, forse maturare, vecchio Salmolebon!”


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Birds of Passage Without The World

n°1 Settembre 2013

Elena Mazzeo 4°a

Birds of Passage, ovvero Alicia Merz, cantautrice neozelandese, pubblica con la casa discografica tedesca Denovali il suo primo progetto, Without The World, intima e delicata unione di ambient e post-rock. Si spazia da atmosfere malinconiche e fredde, come nella traccia Those Blackest Winter Nights, a un'angelica voce che tira le fila di Fantastic Frown. La voce della cantautrice è la principale caratteristica dell'album: Alicia ci mostra nella traccia My Own Mind

Lista delle tracce:

come sia possibile comporre una canzone solo con una fragile, argentea fila

You

di note e la sua voce che sussurra sopra

Scarlet Monkeys

di esse. L'intero album è un mondo

Fantastic Frown

sconfinato, una steppa grigia e delicata

Pray For A Sunny Day Skeletons The Patterns On Your Face All My Lines

in cui Alicia racconta se stessa. L'innocenza permea tutte le tracce dell'album, dai sussurri Scarler Monkeys alle appena percettibili chirarre lo-fi di Skeletons. L'atmosfera è intima, e il cantato

Heal

ricama su questa tela grigio-perla in

Whisper A Word

modo che anche noi poveri mortali

My Own Mind Those Blackest Winter Nights

ascoltatori possiamo avere un pezzo di questa steppa dentro di noi. Un'atmosfera eterea per mondi eterei. Insomma,

Alone And Raw

ascoltatelo tutti ché è bellissimo. Ciao.


Immense grazie siano rese ai membri del personale ATA che perdono investono il loro tempo nel ciclostilare il nostro amato giornale!

redazione

Caporedattore: Stefano Tagliabue, 5°D

Viceredattrice: Giulia Bianco, 4°a

Impaginatore: Mirco de Vito, 4°G

Redattori: Elisabetta Ferreri, 5°D; Marco Consonni, 5°D; Elisabetta Sangalli, 5°a; Alessandra Beatrice Cafiero, 5°b; Riccardo Sala, 4°F; Letizia Bigatti, 4°a; Elena Mazzeo, 4°a; Sara di Vita, 2°a. Altri: Elio Tagliabue

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Le copie del giornalino sono poche non perché siamo molto taccagni ma perché è stato messo anche online, sul sito issuu.com/etceteramajorana. Se non sei stato abbastanza veloce da prenderne una copia leggilo online, la definizione è maggiore e le immagini sono a colori! Inoltre se vuoi vedere pubblicato un tuo articolo puoi inviarlo alla e-mail: etceteramajorana@gmail.com! ricordandoti di inserire anche nome, cognome e classe!


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