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etCetera
n°8 - maggio/giugno 2014
Liceo Majorana Desio
Il Giornalino degli Studenti! Quello di questo mese è un numero di
GRANDI INTERVISTE! Intervista doppia prof. Nobili e prof. Chiappa a pag. 4 “Il Boss del Giornalino” Stefano Tagliabue a pag. 6
THE END Che l’estate sia con voi
“La povertà sta nei desideri, non in quello che si ha” Claudia Schiavi
MTV
canale musicale o demenziale? a pag. 18
Nuntio vobis guadium magnum: EtCetera ha vinto il Concorso Nazionale Miglior Giornalino Scolastico “Carmine Scianguetta”
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ind i ce
n°8 maggio/giugno 2014
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Forse non tutti sanno che ...
Riccardo Sala 4°F
... il primo hacker che attaccò Facebook non venne arrestato, ma assunto ... oltre 2500 mancini vengono uccisi in un anno da macchine create per destrimani ... se non ti ricordi il viso di una persona vuol dire che ti piace ... gli scoiattoli fanno le fusa come i gatti ... è stato dimostrato che chi ascolta molta musica è più intelligente ... l’italiano è la lingua con più parolacce al mondo, cazzo.
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s c u ola 3
n°8 maggio/giugno 2014
Stefano Tagliabue 5°D
Bye Bye People Amici, Majorani, compatrioti, prestatemi ascolto: per me è ormai giunta la fine. da quando ho messo piede qui dentro per la prima volta, quando ero un ragazzino stupidotto, ne sono successe tante di cose, per alcune rimarrei volentieri, per altre invece voglio andarmene via... - resto qui, ma solo se resta anche il mio compagno di banco - me ne vado perchè le verifiche a giugno non si possono proprio vedere - resto qui per il giornalino - me ne vado per il bar e la seconda pale stra che non vedrò mai - resto qui per fare i complimenti alla professoressa bionda con l'SLK, che finalmente ha imparato a parcheggiare - me ne vado per la gente che è al liceo ma ancora non sa mirare la turca - resto qui con l'Ermacora e la bidella Francesca - me ne vado per le circolari che avvisano di cose già successe - resto qui perchè quel tipo di 1°C che è uguale al cantante degli One Direction mi fa sempre un sacco ridere - me ne vado perchè ci hanno fatto chiudere Majo's Meme - resto qui per i tecnici e la loro infinita pazienza - me ne vado perchè non ho mai capito a cosa servono le prove comuni - resto qui per il caffè con la Pozzi che può risollevare anche le giornate peggiori - me ne vado perchè non ci sono soldi per la scuola - resto qui perchè, più che i soldi, ser ve gente che la faccia funzionare bene - me ne vado perchè per fare 10 metri ho bisogno di un pezzo di carta firmato - resto qui perchè il Majo è pieno di belle ragazze - me ne vado perchè quello che ho appena scritto farà discutere un sacco di gente - resto qui per dire che, per par condicio, ci sono anche dei bei ragazzi - me ne vado perchè il sistema spiego-
studi-tidounvoto non mi è mai piaciuto - resto qui perchè la cogestione è una cosa bella e chi dice il contrario non capisce niente - me ne vado per chi pensa che voti e intelligenza siano la stessa cosa - resto qui, ma la sesta ora proprio no - me ne vado perchè ne ho piene le palme di studiare cose di cui non mi frega niente - resto qui, ma a sto giro non prendo appunti - me ne vado perchè ci sarà qualcuno che mi verrà a dire che: “non dovresti scrivere cose del genere sulla scuola!”. Me ne vado per chi è convinto di essere l'unico ad avere ragione, per chi è convinto di essere l'unico a contare qualcosa, per chi è chiuso di mente, per chi non lascia parlare quando si discute, per chi dice che l'ultimo giorno di scuola è un giorno come un altro. Me ne vado perchè disegnare in classe non va bene ma trascrivere tutto quello che ci viene detto come fossimo automi si. Me ne vado perchè ogni riferimento, pur troppo, non è puramente casuale. Me ne vado perchè si sentirà chiamato in causa chi non c'entra e non chi dovrebbe. Me ne vado perchè agli scrutini questo ar ticolo influirà sul mio voto di condotta, perchè nel 2014 ancora non esiste la libertà di parola. Me ne vado per tutte le ore di sonno che ho perso, per tutti i pomeriggi passati a studiare cose che non mi ricordo già più, per l'angoscia delle interrogazioni e la rassegnazione quando ti chiamano e non hai aper to libro. Me ne vado perchè secondo me Rousseau ci aveva azzeccato e un'istruzione fatta così non è poi questa gran cosa. Me ne vado con l'amaro in bocca perchè sono entrato in questa scuola pieno di speranze e ne esco troppo deluso. Me ne vado perchè la scuola è morta, e noi l'abbiamo uccisa. Me ne vado perchè ho un sogno e lo voglio realizzare.
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s c u ola 4
n°8 maggio/giugno 2014
Stefano Tagliabue 5°D & Gabriele Gatti 4°C
Don’t let go
Sono stati i pilastri inflessibili del Majorana, a lungo una presenza fissa e necessaria nella vita della nostra scuola, ma ora è giunto il momento degli addii. A fine anno il prof. Chiappa andrà in pensione, una pensione meritata, e magari anche un po' posticipata, che ormai non è più rimandabile: l'addio alla carriera scolastica. Qualcuno va in pensione ma qualcun altro scala un gradino. La prof. Nobili riceverà l'incarico di dirigente scolastico, o per lo meno così dovrebbe essere in un futuro non troppo lontano, con il meritato appoggio di tutta la scuola e degli studenti, che per farsi sentire vicini alla neo-dirigente la accolsero, non molto tempo fa, con un'ovazione a sopresa nell'atrio. Da studenti a ultras, insomma Tutto questo per dire cosa? Che non potevamo lasciarli andare via senza che rispondessero alle nostre domande! Nome: Paola Nobili Giuseppe Chiappa Materia: Matematica Scienze Dove avete studiato? Dalla concorrenza: al liceo Curie di Meda e poi All'Università degli Studi di Milano, indirizzo matematica all'Università degli Studi di Milano scienze biologiche E quando avete iniziato a insegnare? Nel 1986 Il 12 otobre 1976 Ma siete arrivati al Majorana nel... 1991 1992/93 Cosa vi ricordate del primo giorno da insegnanti? Mi ricordo di aver incontrato il professor CoMi ricordo il primo giorno da insegnante nella lombo a cui chiesi: “scusa hai le ore?” e lui mi riscuola media inferiore ma non ricordo il primo spose: “le ore non si hanno” ho subito pensato di giorno al liceo scientifico di Erba così come al essere finita in una gabbia di matti! classico di Monza e al vostro La cosa più strana che vi è capitata in questi anni? Mah, non saprei, ogni giorno ce n'è una... Una mia alunna quando insegnavo a Erba esordì parlando della sintesi della proteina, da interrogata, dicendo che è un riassunto La cosa che vi ha fatto arrabbiare di più? L'anno della reggenza della preside Perego Gli alunni che non rispettano i compagni La cosa che più vi mancherà? Tutte quelle persone che ho incontrato qui al Quella buona fetta di studenti che sono molto Majorana, ovviamente meglio del sottoscritto quando era studente C’è qualcosa che avreste voluto cambiare? Alcuni atteggiamenti di alcuni colleghi che penNon saprei... Sinceramente non mi emerge: in sano che la scuola sia solo scuola mentre invece tutti i campi ci sono alti e bassi c'è anche altro Qual è la parte migliore di essere un insegnante? Stare con i ragazzi, che ti mantengono giovane La fiducia nei giovani Da piccoli cosa volevate fare da grandi? L'astronauta, poi il pompiere e tutte le cose più Il matematico, ma durante il mio ultimo anno ci pericolose che potevano esserci furono così tante novità in campo biologico che cambiai idea e finii a scienze biologiche. Il mio primo amore però resta la matematica E alla fine come mai l'insegnante? Perché già prima di laurearmi avevo provato a inPerchè comunque era quello che avevo sempre segnare e, quando mi chiamarono a lavorare in voluto fare un'azienda, ho preferito dire di no e continuare con l’insegnamento, che mi piaceva di più Definitevi con tre parole: paziente, diplomatica e accogliente coerente, onesto, genuino e l'insieme dei tre dà l'allegria
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s c u ola
n°8 maggio/giugno 2014
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Ok, adesso io dirò una serie di cose e voi dovete dare un voto da 1 a 10. Via: La cogestione 7 8,5 I prof che interrogano l'ultimo giorno di scuola 3 3 Il divieto di fumo 10 8 Le mamme apprensive che quasi portano i figli in classe con la macchina 2 3 I giovini che limonano nell'atrio all'intervallo Limonare va bene, però non è il luogo giusto... 5 È vero che sono giovani, però 4 e mezzo L'Ermacora 10 9,5 Cosa ne pensate uno dell'altro? È un collega competente con cui però non sono La stimo moltissimo dal punto di vista professiomai riuscita a instaurare un rapporto come con nale anche se per diversi motivi ci siamo frealtri quentati poco Un idolo nella vita: Margherita Hack Per me il sottoscritto ma non per un complesso di superiorità: è una necessità mia per essere sempre in pace e col sorriso, mi piaccio con tutti i miei difetti L'anno prossimo? Se va tutto bene dovrei andare a fare la preside al Di questi tempi starò facendo molti progetti, liceo artistico Modigliani di Giussano sono già in contatto per tornare a una trasmissione Mediaset e nel futuro vorrei arrivare a fare degli spot pubblicitari. Ho un obbiettivo che è quello di partecipare, non so con quale ruolo, in qualche film sia pure di basso livello ma non di sprezzante qualità (è diverso) Il liceo è più difficile da studente o da insegnante? Da Studente Scontatamente da studente Siete stati dei bravi insegnanti? Penso di si dai, così dicono Ma io non mi pongo questo problema: so di avere un'enorme quantità di allegria e voglia di fare in corpo ed è questo che un insegnante deve avere Prof. Chiappa, è d'accordo con l'appellativo di “uomo più elegante dell'istruzione italiana”? Penso di si perchè è una delle mie manie: dal punto di vista materiale amo enormemente l'abbigliamento e la macchina. Una bella frase per concludere: Vado via con parecchio dispiacere perchè qui laIo non mollo mai. scio veramente il cuore dopo tanti anni, il Majorana mi ha dato tanto e spero di aver dato un pochino anche io... Però chissà mai gli eventi della vita, “a volte ritornano”, no?
! o r u t u f l i r e p e s o c e Tant
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s c u ola 6
n°8 maggio/giugno 2014
Riccardo Sala 4°F
Stefano Tagliabue il Boss del Giornalino
Qual è il tuo vero nome? Sara Cinesc…ehm… no, Stefano Tagliabue Cosa significa? Non so, dovrei chiederlo ai miei genitori È il tuo ultimo anno al Majo? Speriamo Cosa ti mancherà e cosa non ti mancherà? Mi mancheranno, sarà un po’ scontato, i compagni di classe, tendenzialmente, e non mi mancherà la scuola in generale, il modo in cui è fatta. Cosa cambieresti del Majorana? Cambierei tutto, ma terrei delle cose, per esempio... non lo so… avresti dovuto dirmele prima queste domande. Com’è stato far parte del giornalino? Fantastico. Se pensi che la prima volta ci sono entrato per caso: ero in giro per la scuola ad aspettare mio padre e arriva Panzeri, che non conoscevo neanche, viene li e mi fa “ Tu! Vieni a impaginare!” e adesso me ne vado che sono caporedattore. Qual è l’articolo che ricordi di più? Il primo che ho scritto, che era sul “perché il rugby è molto più figo del calcio”, me lo ricordo ancora e poi quello dell’anno scorso, quello in cui ho insultato praticamente tutta la scuola (Sara Cinesca, ndr). Cosa ne pensi di Kant? La critica alla ragion pura è tanta roba, dopo che la studi e capisci cosa sta dicendo è ok, ma mi cade sulla ragion pratica, dice robe assurde, non puoi dire che una cosa è giusta a prescindere dalle conseguenze. Se uno sta morendo di cancro e tu devi dirgli per forza la verità, io non gliela direi, insomma non è così facile. Lo chiedo a te che te ne intendi, qual è il
colore che potrebbe rappresentare il Majorana? Adesso che non ci sono più i comunisti non posso dirti il rosso, quindi direi un grigio topo un po’ triste. Com’è essere figlio dell’Elio? Beh, tutti si immaginano che ho un sacco di favoritismi, che devo essere bravissimo in matematica, che mi aiuta in tutto, ma in realtà è normale. Si certo, quando ho bisogno di qualcosa per la scuola chiedo a lui invece che a un prof. Com’è stato l’ultimo anno qui? È partito malino, poi mi sono ripreso. Alla fine, per quanto dico che mi fa schifo tutto, in realtà qualcosa mi mancherà. No, assolutamente no, non rifarei un altro anno qui, al limite una prima o una seconda ci starebbero, ma un'altra quinta mai. Si, la prima o la seconda le rifarei, ci sono state delle cose troppo belle che rivivrei volentieri. Questi rappresentanti d’istituto? Che dire? Mi sono caduti su certe cose, come la cogestione. Io ho un amore folle per la cogestione e mi è dispiaciuto che certe cose siano andate male, come gli exstudenti, poi non so quanto sia colpa vostra e quanto loro. Poi va beh, Lissoni dice cose a caso, se vogliamo dirlo. Ma alla fine dandovi un voto 8.5 (addirittura?!, ndr) Come pensi sarà l’anno prossimo? Boh, spero continuerà ad esserci il giornalino prima di tutto, che non è così scontato (già, si prospettano rivoluzioni, ndr) e poi senza la Paola… Qualcosa per concludere? Ci vediamo sulla Luna
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c ult u r a 7
n°8 maggio/giugno 2014
Letizia Bigatti 4°a
“Av e, C a e s a r, m o r i t u r i t e s a l u t a n t ”
S TO R I E D I G L A D I ATO R I
“Ave, Ca es a r, m o ri tur i te salut an t !- u n b oato gli r ie mpì l e orecchie: mi gl iai a di vo c i sca nd i va no i l n o m e de l l a sc uola. Si a ccor se che in que l lo ste sso istante entravan o i n cam p o g l i a v ver sa r i, an c h’e s si accolt i d agl i i nci tamen ti del pu bbli co. Al pr imo cozzo di arm i, s e n t ì il sa n g u e scorre re più ve l o ce e, scor to uno degl i in se gui tor i nemi ci lo fronteggi ò mul i n an do la rete e puntando gli il tri de nte al p etto…” Anc h e s e in u n p r im o mo p osto al nu ovo i mpe rato re mento queste parole potreb Com mod o, v i ene p r i ma co nbero far vi venire in mente la dannato a mor te ma riesce a celebre storia del film “Il glafuggire e i n segui to d i ve nta d i ato re”, t u t t av ia a pp ar tenschiavo impiegato come glag o n o a d un l i b ro scr it to n el diatore nelle arene. Viene co 1 9 9 7 d a M arco B u ti cc hi d al nosc iuto come “ Isp an i co”. t ito l o “ Le p ie t re d el l a l u na .” Gunio della Luna , grazie alle Dopo questo for tunato esorv it tor i e r i por t ate ne ll ’a re n a d i o l e t te ra r i o, B u ti cc hi ha v iene li berato e gli vi e n e pubblicato una ser ie di libr i concessa la liber tà, cosa che co n l o s te s s o s t ile. L a st r utnon succed e con M a s s i mo i l tura narrativa è molto par tiquale, dopo aver tentato di co l a re e d int r i cata : in fatt i fuggire e riorganizzare l’eservengono por tate avanti concito p er entra re i n a r mi a temporaneamente tre stor ie R om a e dep or re Commo do, differenti ambientate in epo al ter mi ne del f i lm p e rde la che storiche diverse che alla v it a p er r i por tare la R ep u b f i ne d e l ro m a nzo s i co ll e b lic a a R oma. M a m e ntre i l g a no l ’ un a co n l ’al tra . Nel le suo tentativo insur rezionale “ Pie t re d el l a Lu na” la p r i ma fallisce, nel libro di Buticchi sto r ia è a m b ie ntat a n ell a Gi unio della Lu na r i es ce i nR o m a im p e r ial e de l l ’e tà Fl avece, con l’aiuto del popolo a via e il protagonista è un tridest itu i re D omi zi a n o, l ’ u lbuno militare che combatte t im o d ella di na st i a Fl av i a . p er di fe n d e re i co nf in i de lStorie simili, dunque, anche l ’ I m pe ro d ai b ar ba r i ch e se il fi l m è s tato rea l i zz ato ce rc an o d i at trave rsa re il anni dopo la pubblicazione R e n o e d i m p adro nir si d ei d el li b ro e r i p or ta n o tevo li territori nemici. Il suo nome diffe renze soprattu tto n el è Giunio della città di Luna. periodo storico in cui è amAna l o g am e nte a M as simo bientata la vicenda che non Decimo Meridio, protagoniè più l’età Flavia ma bensì il sta del Gladiatore, acquista regno di M arco Au rel i o, prestigio nell’esercito per la l ’im peratore fi l osofo, c h e sua abilità strategica e milinel fi l m v i ene ucc i s o da ll o tare. M a una volta giunto a stesso fi gl i o, des i dero s o d i Roma viene accusato di aver impadronirsi del potere del rubato una par te del tesoro pa d re. L a p ar t i cola r i tà di so tt rat to com e bo t ti no d i questo scr ittore non è solo guerra ai Germani. L’accusa l ’abilità nel saper condur re è rivolta da un senatore che allo stesso tempo due o tre vuole sbarazzarsi di lui e al diverse realtà narrative, ma te m p o s tes s o de l g en eral e anche la capacità di andare d el l ’es e rci to ro ma no, ch e a fondo nell ’epoc a s to r i c a st ava a cq u i s t an do t ro p p o c he v i ene d esc r i tta. È co po te re. Per q u esto mo t ivo m unqu e c u r i os o c h e u n a G un io d ivent a uno s ch iavo stor ia cos ì av v i nce nte s i a e p oi u n gl adi ato re, p re sso l a sc uo la di stata ripresa in seguito per la produzione g l a d iato r i d i Sta bi a. An ch e M a ssi mo D e di un film: che il regista e gli sceneggiacimo Meridio, dal momento che si era op tori siano stati influenzati?
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t emp o lib e r o
n°8 maggio/giugno 2014
8 Filippo Colombo 5°a, Veronica Celora 5°a, Pietro Milesi 4°B, Susanna Governo 3°B, Ludovico Benetel 3°B
“Non lasciamoci rubare l’amore per la scuola” Sembrano parole scontate se pronunciate dal Papa alle scuole di tutta Italia riunite a Roma. Tra queste, spicca un gruppo di coraggiosi studenti ed insegnanti reduci da un interminabile viaggio per incontrare Francesco. Eppure, si riferisce alla sua esperienza concreta da studente ed insegnante, prima ancora che da Ve scovo. Un amore scaturito dal rapporto con la sua prima maestra: “Amo la scuola, perchè quella donna mi ha inse gnato ad amarla”. E che prosegue per la passione educativa nei confronti di un luogo che aiuta ad “aprire alla realtà”. Non senza la consapevolezza che è difficile carpirne il segreto ed “imparare ad imparare”, poiché spesso sono gli insegnanti stessi che non sono pronti a trasmettere un pensiero aperto e curioso. La scuola, ricorda il Papa, è anche un luogo di incontro e socializzazione, di cui abbiamo bisogno per camminare insieme. A questo proposito, fa ripetere alla moltitudine che occupa piazza S. Pietro e le vie circostanti un proverbio africano: “Per educare un figlio ci vuole un villaggio”. Ma a che cosa ci educa? “Al vero, al bene e al
bello”. Indissolubilmente legati, è tutto ciò che ci fa crescere e che vogliamo scoprire a scuola. Non ci sono mezze misure, o la scuola aiuta a questo oppure è non solo noiosa, ma de primente, “corrompe la persona”. Il cammino al vero, al bene e al bello è difficile, ma anche “ricco, fatto di tanti ingre dienti”. Tante discipline, che aiutano a sviluppare tutti gli aspetti della nostra persona: “intelligenza, coscienza, affettività, corpo”. E che permettono di apprezzare per esempio piazza S. Pietro per tutto ciò che offre: la storia, l'architettura, la religione ma anche l'astronomia (per chi non lo sapesse, questa piazza è una grande meridiana). Ancora una volta, si riferisce a qualcosa di concreto, l'amore per la scuola non nasce da uno sforzo intellettuale ma dal fatto che essa ci apre alla pienezza della vita. Come ha raccontato un professore intervenuto prima dell'arrivo del Papa, che ha creato un gruppo su facebook per coinvolgere i suoi studenti. Un esempio semplice ed essenziale, senza uno sforzo astratto ma solo accettando la sfida di rendere la scuola importante ed utile per noi. È possibile un posto così?
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t emp o lib e r o 9
n°8 maggio/giugno 2014
Myrea Celant 3°E
But First, Let Me Take a Selfie! “Che siano maledetti i selfie e tutti coloro che ne fanno un uso spropositato ai limiti della demenza, Amen.” Con la parola “selfie” s’intende un autoscatto generalmente fatto con smartphone, tablet o fotocamere e condiviso sui social. Il termine fu coniato intorno al 2005, ma le sue origini sono ben più antiche: il primo autoscatto della storia risale al ‘900 e appartiene alla granduchessa russa Anastasia Nikolaevna (sì, è proprio quella del cartone animato della 20th Century Fox) che, armata di una Kodak Brownie, si mise davanti ad uno specchio e si scattò una foto per mandarla via lettera a un amico. Devo ammettere che dopo aver scoperto le nobili origini di questa moda, la disprezzo ancora di più. Il selfie non è però una piaga poi così fresca dato che da anni ormai girano imbarazzanti autoscatti di ragazzini photoshoppati o di ragazzine dal senso morale discutibile che si ritraggono in bagni, privati e pubblici, mostrando tutta la merce imbarazzante. Ciò che differenzia un Selfie da un autoscatto PàXxò è sostanzialmente il soggetto: finché a mostrare la merce è Miley Cyrus son tutti contenti, se poi però la foto ritratto la condividono pure Papa Francesco e Obama è sicuramente cosa buona e giusta. Che poi, se vogliamo essere oggettivi, il selfie ha rivoluzionato un po’ il nostro mondo: basti pensare all’iniziativa promossa dalla NASA in onore dell’Earth Day (22 aprile) che invitava tutte le persone a condividere un proprio autoscatto che li ritraeva nel luogo in cui si trovavano in quel momento e a condividerlo con l’hastag #GlobalSelfie; ne è nato così un suggestivo mosaico di 36.422 selfie con una dimensione di 3.2 gigapixel così da rendere il tutto interattivo e facilmente esplorabile. Nonostante vi abbiano partecipato circa
50mila persone sparse per l’intero globo, i selfie più apprezzati rimangono quelli di VIP che si ritraggono in qualsiasi situazione e momento, un po’ perché se lo possono permettere, un po’ per rafforzare il rapporto coi fans rendendoli partecipi delle loro vite; memorabili rimangono gli autoscatti di tanti cantanti come Beyoncè e Macklemore che durante i loro concerti si sono immortalati coi fan, per non parlare del già citato e popolarissimo selfie di Papa Bergoglio con dei ragazzi, o di quell’uomo che, scampato alla morte in un incidente aereo, si scatta la foto in mezzo all’oceano con la coda dell’aereo stesso sullo sfondo. C’è poi chi di un semplice scatto non si accontenta e decide di girarsi un intero video-selfie, il che non sarebbe poi particolarmente strano se non fosse per le notizie legate a tale moda: re cente è la vicenda di due ragazze israeliane che mentre giravano un video al volante della loro auto si esibivano in un balletto finendo col distrarsi dalla strada e schiantandosi in “diretta”; altra vicenda è quella invece di un alpinista che, caduto in un crepaccio, decide di filmarsi così da documentare la spiacevole situazione con tanto di volto sanguinante per le ferite. In realtà non ho motivi per odiare i selfie, ma è un po’ come per gli One Direction: il 90% di quelli che li insultano sanno a malapena chi siano, ma conoscono le bambine inquietanti che sostengono di non poter vivere senza di loro e siccome le odiano, per proprietà transitiva, odiano loro. Io non odio i selfie, anzi li apprezzo, ma odio profondamente tutti coloro che ne estremizzano l’uso facendo venir voglia si strapparmi gli occhi stile Happy Tree Friends. Ricordate: “Chi non vede i limiti delle cose, è matto; chi li esagera, idiota.”
“H o p as s ato mo lt i a nn i tra q u e s te mu ra , a n c h e p iù del dov uto.. H o dato ani ma e cor p o p er so p rav vi vere a q u es t a s c u o l a , h o con o s c i u to f iu mi d i i ns e gn anti e d i s t u de nt i, ho p assato ore e ore a b ere i l c a f fè con le b i d elle, pen sa n d o c h e tu t to c i ò s areb b e du rato p e r s e m pre. M i acco rg o s o lo o ra c he i l tem po è sci volato v i a senza c he m e n e ren dess i vera mente co nto.. I l maj ora na è u na s c uo l a ve cc h ia , ma g ar i ca de nte e sop rat t ut to i mp egnati va , ma pi ù c he gl i an n i di stu di o i ntens i vo ( e q u a lc h e mi li a rd o d i n e u ro ni di s t r ut t i ) ti r u b a i l c u o re.. O r m a i sono a l c apoli nea e a i col leghi pi ù gi ova n i po ss o l as c i a re i n eredi tà so lo l 'a mo re c h e provo p e r q u e s t a s c uo l a .. Am ate i l m aj orana e le per sone c he c i sono a l l' i nter n o, co sì la scerete u na pa r te di vo i t ra q ue i ba nc h i, qu e i co r r i d oi e q uelle aule c he ha nno s i gni f i c ato cos ì t anto p er me” R i ccardo Lentin i, 5°G
“ Fate l' amo re, n on f ate i l M a joran a” D anie le Vi ganò, 5°G
“ E’ giu nt a l 'o ra a n c he p e r me d i s c r i vere l ' a dd i o al m aj o.... i o non mi s ento gra nc hè maturan d a (a pa r te l' an si a a s s u rd a ), p erc h è di mat uro mmm b h e .. l a mi a c ap a ci t à d i gu ard are al futuro si fer ma a d un fu turo mo l to, mo lto pro ssi m o, m a a l p a s s ato r i e s co a g u ard are b e ne e d a 3 an ni a q ue s t a p ar te i l m io p assato coi nc i de con i l M a j ora na . Pa sso do p o p as so mi s o n o a ddentra i n un a giu n g l a te t ra e s p ave nto s a, ho s o f fe r to i n ca ld o umi do del l'eq uatore, ho dov uto lo t t are co nt ro l eo ni a ff a mat i , s erp ent i da l la l in g u a b i fo rc ut a e i l de nte av ve le n ato, m a ho anc he i ncontrato s c i mmi ette s i mp ati c h e, t u c a n i co l o rati s s i mi e ti gr i a mi ch e vo li co n c ui mi s o n o r i p e tu t am e nte a bbeverat a a lle numerose oas i c he ho i ncont rato su l mi o perco r s o. Co n l o ro, s b ro nz a o m e no, ho co nd i vi s o l e fat i c h e e l e gi oie d ell a gi ung la , c i s i amo f att i st ra da i n si eme t ra l a f i tta veg eta z i o ne, ab b ia mo t ra s cor s o n o t t i lu ng h e e s p ave nto s e at tor no a un fuoco, c anta ndo per f a r p a ssa re l a p au ra . O ra esco da ll a gi u n g l a, fo r te e s i c u ra ( n o n p ro p r io), e p ar to p e r u n ul te r iore vi aggi o, sp ero di avere a l mi o f i a nco i mi ei a mi c i ma j o ra ni e vi a u g u ro d i es s ere fo r tu n at i co me m e n el t rova re de i co mp a gni di av ventura altrettanto fi c hi ! Di ver ti te vi ! Gra z i e M a aa j o ! (c h e c az z ata co l o s s al e, s e l ’ave te le t t a m i s c us o p er la perd i ta d i tempo, ma la mora l e sep pu r ba n a le c i st a da i !) “ El i sa b e tta S a ng al li 5°a
"M ai confond ere intelli genza e conoscenza" D ar io S au ro 5° D
“S o c he mo lt i di vo i h an n o o d i ato / o di a n o / o d ieranno q ueste m ure ros se u n p o' sc hi f i d e e q u el co so o l tre i l vi a let to pro i b i to, co n o s c iu to an c h e co me "s e d e di s t acc at a", c h e r isp ond ono al nome di M a jora na . ma f i datevi di me, qu an d o v i t roverete a p o ch i gio r n i d a lla fi n e de l vo s t ro u lt i m o a n n o di scuola, v i a ccorgerete d i d over lo r i n gra zi a re per tu tto qu ell o c h e vi h a d ato. perché dove c 'è M aj o, c 'è c as a” Lo re nzo Piro, 5°a
# A dd ioM aj o
Giulia Bianco 4°b
Bu ona Fo rt un a a T ut t i i Matu ra n d i!
"D ura è l a v it a de l mat ura ndo, m a p erchè st udi are q ua nd o si p uò n on fare un c azzo p er tut to l'anno?" a no ni mo p o et a
“Eh s i . . 5 a n ni vo l a no, ma res t a no i r ico rd i d i q uesto sp lendido p ezzo di vi ta . . Ven ivo semp re q u i , fel ice, t r i ste, i nc a zz ato o p e n s ie ro s o .. E i n re a l tà n o n h o mai r if l e t t uto s ul fat to che q uesto è il m io b a gn o, q uest a è l a m i a sc uo l a , f uo r i c 'è la mi a s cr i tt a , e l ' a r i a è p ie n a de l l e mi e p a ro le e d e i m iei r icordi . . Così, t ra Platone e K a nt, Sha k esp ea re e M o nt a l e, Catu ll o e Plut a rco, t i a cco rgi a n c h e t u di e s s e re p ar te di qu est a sc uol a , che sono pieni di te l e au le, i co r r i d o i, le fi nes tre, l e mo to del p arc he g gio, i s o r r is i del le ra g az ze e g li s g ua rd i dei p rof . . E sop rat t utto c he q ueste cose t i ma nc h era nn o i nc red i bi l mente q u a n d o a p p a r te r ran n o s o l ta nto a l t u o p as s ato . . Io h o i mp arato q uesto più di qua lunq ue al t ra cosa i n q u est i 5 a nn i .. S empre .. "Per di q u a, co m un q u e va da , s e mp re s u ll a m ia st ra da" .. Voi avete fatto i l MA JO .. No n sco rdatevelo m ai
“ I l M ajo ra n a è u n gi g a nte s t i ti co f at to di ce mento, che i mp i ega c i nque a nni per c aga r fu o r i o gni st ro n zo c h e si t i ene dent ro" Rob e r to B offadossi 5° A
“2 7 9 . I l p r imo gi o r n o di s c uo l a d e ll a q ui nta s u p er iore era sc r it to sull a por t a d el la nost ra c lasse: il n um ero di gi o r n i c he ma nc ava n o a ll a m at u r it à . " State t ra n q u i ll i, i n me n c he non si d ica quel num ero diventerà di du e c i fre e l ì p o i so n o c az z i ! " c i ave va no det to. E a de s s o q u e l nu me ro é di ve nt ato di due c ifre e noi , come tut ti qu elli c he ci so n o p a ssat i , n o n s i a mo pro nti . L as c i are i l M a jo ra na , l a n o s t ra qu as i - ca s a, l e t radi zi oni, gl i e ve nti, i p rofessor i c he a b b i am o a mato d i p i ù, qu ell i c he a b bi a mo am ato d i men o. Si a mo e nt rat i i n q u e s t a s c u o la tim idi e imp acc iat i, m a se un gi or no saremo ad u l t i co n sap evo li e res p o ns a bi l i s a rà an c h e graz i e a gl i insegna menti r icev ut i in questi an ni . Gra zie M a jo < 3” A n ge l ica Ie ri ti 5° b
" S ono una m at ura nda d ispera nd a! " A l essa ndra Ca fie ro 5° b
“5 an ni p a s s a n o in f re t t a: q u a nd o c i s ei de nt ro sem b rano inter m inab ili m a a r r i vato a lla fi n e t i gi r i e ti stu p i s c i d i q u a nt a s tra da t u p o s s a ave r fat to i n co s ì po co temp o. O v v iame nte r im angono r im orsi , cose c h e si vo r reb bero c a mb i are, a l tre c a ncell are, m a f an n o p a r te d i u n p erco r s o ch e, b e n e o m al e, ha p osto le ba si per q uel l o c h e sa rem o i n fu t u ro. D o p o t ut to no n s o n o s t at i ma le. .. (Ad e s s o s pe ro c h e n on mi b occ ino v is to c he in t a l c a so fa rei una b en m agra f i gu ra .)” Marco Cons on ni , 5° D
“Panta R ei. . . Tranne le ore di stor ia d el l' a r te! ” N icol as Zanutto 5° H
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T emp o lib e r o 12
n°8 maggio/giugno 2014
Elisabetta Ferreri 5°D
Once Upon a Time Per tutto il tempo in cui ho scritto per questo giornalino le mie recensioni di serie tv sono sempre state positive, perché mi fa piacere pensare che grazie a me altre persone possano scoprire telefilm che io ritengo oggettivamente ben fatti; quindi, essendo questa l’ultima volta che potrò scrivere sull’“Etcetera” come studentessa di questo liceo, ho deciso di essere egoista e togliermi la soddisfazione di recensire quella che potrebbe essere al primo posto nella mia classifica delle serie più odiate: “Once Upon a Time”, o come è stato tradotto in italiano, “C’era una Volta”. Vorrei mettere in chiaro che il mio disprezzo non è senza motivo, in un primo momento, anzi, ero onestamente interessata a questo telefilm: ho guardato i primi episodi per curiosità, perché tutti ne parlavano e perché pensavo che la trama, se sviluppata in modo adeguato, potesse diventare qualcosa di davvero originale. Molto brevemente: la storia
parla di personaggi delle favole che vengono colpiti da una maledizione che li imprigiona nel “nostro” mondo, senza alcun ricordo della loro vita precedente; l’obiettivo (per quel poco che ho visto io, non so poi come la trama sia evoluta nelle stagioni successive) è quello di rompere la maledizione e far tornare tutto alla normalità. Ma già dopo pochi episodi qualcosa stava andando per il verso sbagliato: la storia procedeva lentamente, troppo lentamente, e per quanto adori che venga analizzata la psicologia dei personaggi direi che un episodio di presentazione per ciascuno, soprattutto se si tratta di ruoli secondari che probabilmente compariranno in non più di tre episodi, è un po’ esagerato. Ho quindi abbandonato questo telefilm verso il sesto o settimo episodio e mi è capitato di riprenderlo in mano soltanto poco tempo fa nel
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T emp o lib e r o
n°8 maggio/giugno 2014
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guardare la filmografia di un attore, e quindi la mia “conoscenza” di OUAT, come viene abbreviato dai fan, si è ampliata anche ad alcuni episodi sparsi tra la fine della prima e l’inizio della seconda stagione; la mia impressione è rimasta la stessa anche a distanza di mesi e con episodi diversi, e se l’esperienza mi dice qualcosa è che è molto difficile che nelle stagioni successive (si è da poco arrivati alla fine della terza) la situazione sia migliorata. Le serie tv che con il passare degli anni mantengono lo stesso livello di qualità o addirittura lo aumentano sono davvero poche e, tra tutte quelle che guardo, quelle rientranti in questa categoria si possono contare sulle dita di una mano, e vi assicuro che guardo un buon numero di telefilm; faccio quindi fatica a credere che un telefilm che già ritenevo mediocre nelle sue prime puntate possa essere migliorato in modo significativo, e non ho né il tempo né la voglia di verificare questa mia ipotesi (se qualcuno volesse però contraddirmi, sono sempre aperta al dialogo e al confronto). Un altro motivo puramente tecnico che mi ha fatto rabbrividire una media di sette volte a episodio è il CGI (ovvero tutto ciò che viene creato a computer perché non è possibile averlo fisicamente sul set): capisco che non tutti possano permettersi di spendere milioni di dollari per far vedere un drago volteggiare nel cielo per cinque minuti senza alcun apparente motivo se non quello di poter dire “noi siamo migliori di tutti voi, la HBO ci dà un sacco di soldi e li sprechiamo come ci pare e piace”, però c’è un limite tra quello che è decente e quello che non lo è. Se proprio non riuscite a ricreare un castello delle favole al computer spendete qualche centinaio di dollari e venite in Europa a filmarlo, tanto ce ne sono tantissimi che si prestano bene allo scopo, basta che non mi
facciate più mettere in pausa l’episodio perché il CGI è talmente brutto che mi viene da piangere. Potrei citare tantissimi altri motivi per cui non consiglierei mai OUAT a nessuno ma lo spazio stringe, quindi come ultimo punto mi limiterò a parlare di come, almeno dal mio punto di vista da non-spettatrice, gli autori di questo telefilm facciano talmente tanto fanservice che, arrivati alla terza stagione, non riesco più a capire quale sia la trama perché le uniche informazioni che trovo in giro riguardano soltanto le coppie. Chi mi conosce sa che non mi faccio problemi a “shippare" (vedi “Fandom for Dummies”, giugno 2013) personaggi in un telefilm, ma se c’è una cosa che odio è quando questo aspetto viene privilegiato a tal punto che la trama viene dimenticata, e quando ciò viene fatto anche dagli autori e non solo dai fan il problema diventa serio. In conclusione, tutto quello che ho scritto è soltanto una mia opinione personale; sono certa che qualcuno non sarà d’accordo con me e probabilmente dirà che non ho alcun diritto di parlare male di questo telefilm perché non ho nemmeno visto tutti gli episodi, ma onestamente non mi sento in colpa per quello che ho scritto e che penso. Ricordate: siate sempre critici quando guardate/leggete/fate qualcosa, anche se siete l’unica persona al mondo che la pensa in quel modo. Colgo l’occasione per augurare buona fortuna ai maturandi come me e buona estate a tutti gli altri studenti, e non studiate troppo ma fatevi maratone di telefilm, che tanto lo sanno tutti che i compiti delle vacanze si fanno a settembre (sempre se si fanno!).
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t emp o lib e r o 14
n°8 maggio/giugno 2014
Giulia Bianco 4°b
Dieci buoni motivi per cui dovresti ingrassare
perché i servizi sulla prova costume li lasciamo a Studio Aperto 1. S e un p a zzo o mici da dove ss e tenta re d i accol tel lar vi, il grasso p roteggereb b e i vo s t r i orga n i inte r ni sal vand ovi la vi t a; 2. D o n n a , t i la me nt i s empre p erc hé gli uomi ni da te vogl iono solo una cosa ? D i vent a c i ccio n a ! È i l mo do mig l io re p er s barazzar si de i mor t i di t ub ero e trovare qua l cu n o che ti a mi , pe r fo r za di cose, p er come sei d ent ro; 3. S e una p ers on a p rova a spi nger t i c ade l ui; 4. L'eccessi va ma gre z za p o r ta a ll ’a bb assam ento dell e di fese im munit ar ie con co n s e guente a u me nto de l le in fez io n i, a br usc he var i azioni d ’ umore, all ’ind eboli mento d el l e o s sa co n co n seg ue nte rott ura e, i n c asi p ar t icol a r m ente grav i, a dd ir it tura all a mor te; 5. Le p ers o ne gra ss e, e ss en d o già grasse, non si d evono p re occup a re ogni volta c h e ar r i va Nat ale ; 6. Chi pe sa men o di 5 0 k g non p uò donare il sangue ; 7. S e s ei gra sso e t i s ca ppa l a c acc a non si ved e che ha i la p anc ia gonfi a; 8. La pa n cia pu ò e sse re uti l iz z at a com e p rat ico ap p oggi no p er essere p iù com o di q ua nd o si guarda il cellul are ; 9. D o n n a , di nuovo tu ! N o n r i esc i a sdra iar ti a p anci a in giù p erché t i fanno m al e l e tet te? Bi l a nci a gl i s pe sso r i co n u n tenero e coccol oso st rato di ad ipe sul la p an c ia ! 10 . S e vo i i ngrassate tut ti i o sem bro più ma gra .
t emp o li b er o
Trash Science #4: π
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π= 3.1415862475 6483239798 9723833462 4494790285 4618703295 9980268260 8628034825 ok, in realtà ho iniziato a scrivere numeri a caso dopo la quar ta cifra.
I l pi greco è forse il simbolo più famoso della matematica. È un numero irrazio nale, ha infinite cifre dopo la virgola e, ne siamo piuttosto sicuri, non è composto da una sequenza che si ripete ciclicamente (es. 1234123412341234 ...). Ma a noi que ste noiose definizioni da manuale interessano poco. Noi siamo quelli che vanno alla ricerca del brivido e dell'avventura (anche nel pi greco).
n°8 maggio/giugno 2014
Stefano Tagliabue 5°D
momento. Contiene tutte le informazione su qualsiasi cosa, per fino il DNA di ogni possibile essere vivente (quindi anche il tuo o quello di John Lennon). Chiaro no? Tutto, tutto contenuto nel semplice rap por to fra una circonferenza e il suo diametro.
Ora pensate: π ha decimali infiniti e che non si ripetono mai in sequenza, questo vuol dire che esiste, da qualche par te, ogni possibile combinazione di numeri che si possa pensare. Tutti i numeri di te lefono di ogni persona sulla terra sono già scritti da qualche par te del π. Utilizzando i caratteri ASCII (i codici numerici che il computer associa alle lettere) si può dire con cer tezza che, da qualche par te fra le infinite cifre, è scritto il tuo nome, quello di tutte le persone che ami, amerai e hai amato; la data, la ragione e il luogo della tua mor te e le risposte a tutte le più grandi domande dell'universo, per non considerare poi il fatto che ogni cosa che è stata o che verrà scritta è già conte nuta da lungo tempo in π, a par tire dalla Divina Commedia fino alla Bibbia.
Nonostante la poesia di tutto questo, le cose non sono così facili: non è stato ancora dimostrato che i decimali di π contengano ogni possibile sequenza finita di numeri e potrebbe essere che dopo qualche milione di miliardo di cifre inizino a presentarsi solo 0 e 1 o 5 e 9, per esempio. Una delle cose, però, che i matematici hanno osser vato prendendo in considerazione il primo miliardo di cifre è che i valori sembrano disporsi a caso ma, in media, ogni valore (0-1-2-3-4-5-67-8-9) sembra presentarsi una volta su dieci: hanno tutti la stessa probabilità di presentarsi. I n parole povere in ogni posto dell'infinita sequenza di cifre può esserci qualsiasi cifra, non ce n'è una che capita più spesso delle altre. Per chi fosse interessato c'è anche un sito (http://www.angio.net/pi/piquery) da cui è possibile cercare delle sequenze numeriche fra le cifre di π: la mia data di nascita (31/05/95) è presente 204 volte nelle prime 200 milioni di cifre mentre il numero di telefono di R iccardo Sala (342567199) compare solo 2 volte.
Conver tito in Bitmap (il codice numerico che il computer usa per creare le immagini) π contiene l'immagine della prima cosa che hai visto quando sei nato, dell'ultima che vedrai prima di morire e per fino una di te che leggi queste righe in questo
Ad ogni modo, se anche π dovesse dimo strarsi troppo piccolo per contenere nelle sue infinite cifre tutto lo scibile umano, ci basterà gettare l'amo nel grande oceano dei numeri irrazionali, e sce glierne un altro per ricominciare da capo.
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Riccardo Sala 4°F
Made in Italy #10 etichette
indipendenti e progetti futuri
Benvenuti negli anni ’90 negli USA!! Cioè con le dovute specifiche del caso, anni ’90 per dire, USA molto per dire, ma proprio in quel periodo negli States le etichette discografiche indipendenti cominciavano a mettere in crisi le major in campo hip-hop. Ora, in maniera molto più limitata, ma comunque notevole, anche da noi si sta assistendo a un fenomeno simile, hanno detto, proliferano le etichette e gli studi indipendenti, ma anche le ormai note Tanta Roba, Tempi Duri, Best Sound, ultimamente stanno lasciando spazio alle varie Newtopia, Roccia Music, Karmadillo e Machete Productions. Tanta Roba è attiva ormai da qualche anno, il progetto di Guè Pequeno e DjHarsh ha visto nel tempo diversi artisti nella propria scuderia, ha anche recentemente pubblicato l’ultimo album di Gemitaiz e MadMan, ma ha anche visto tanti grandi nomi arrivare al grande pubblico e poi scappare, come Fedez (ora in Sony), Ensi (ora in Warner) e per ultimo Salmo. Anche Tempi Duri, la prima nel campo mainstream, non gode proprio di una totale serenità, unici progetti all’attivo sono Rayden e Moreno, che fa grandi numeri grazie alle sue piccole fans. L’amico di lunga data Entics ha abbandonato malamente l’etichetta di Fabri Fibra, che da troppo tempo è antagonista ai dissing di Vacca. Dopo moltissimi anni JAx ha lasciato cordialmente Best Sound e si è unito a Fedez nel loro nuovo progetto, Newtopia. È partita a fine 2013 e per ora il suo bouquet può contare su Caneda, i Bush Waka e da Denny La-
home, reduce dall’ultima edizione di Amici. Possiamo invece definirla un progetto parallelo a Tanta Roba, l’idea di Marracash, cioè Roccia Music che conta già un folto roster, tra cui Deleterio, Fred de Parla, Luchè e altri. Fedez però, come detto prima, ha abbandonato Tanta Roba per entrare in major e, anche dopo aver fondato Newtopia, rimane in major, così hanno fatto anche Guè Pequeno e il king Marracash, che stanno già lavorando a nuovi progetti. Usciranno a breve, infatti, il nuovo album di Marracash e il nuovo album dei Club Dogo, che è stato anticipato da un singolo che ci accompagnerà per l’estate, riusciranno a ripetere Pes? Percorso diverso per Salmo, che abbandona Tanta Roba per approdare tra i suoi, un ritorno a casa nella Machete Productions, fondata proprio da lui e dagli altri della Machete Crew, di cui fanno parte anche Nitro, El Raton e dj Slait. Concludendo, i “big” restano in major, ma fondano etichette indipendenti: per spirito di libertà o come investimento? Intanto nel panorama underground sopravvivono le vecchie storiche etichette, come Honiro, a cui si è affiancato recentemente il lavoro dello studio indipendente Karmadillo, dove sono stati prodotti artisti del collettivo emergente Bedboom, poi anche Trava (il figlio di Marco Travaglio, nrd), il vincitore di Mtv Spit Shade, è sede dei Two Fingerz e studio in cui Fedez produrrà il nuovo album.
t emp o lib e r o
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n°8 maggio/giugno 2014
Beatrice Giaconia 3°E
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Sei capace di essere felice per 100 giorni di fila? Sui
Social
nuova
Network
tendenza
spopola
chiamata
una “100
sere
seguita
dall’hashtag
Happy Days” . Il 100 Happy Days
#100happydays.
Challenge richiede di fermarsi un
Le persone che hanno portato a
attimo dalla solita routine e dedi-
termine
care tempo a se stessi per essere
scontrato risultati straordinari:
felici.
questa
sfida
hanno
ri-
Questa sfida impegna ad
osservare il mondo ogni giorno e
- Si sono resi conto di ciò che li
trovare un pizzico di felicità anche
rende felici ogni giorno permet-
nelle giornate più grigie. La capa-
tendogli così di essere di buon
cità di apprezzare se stessi nel
umore
momento e nella situazione circo-
-
stante è il primo passo per una fe-
- Si sono innamorati durante la
licità duratura.
sfida
Come
funziona
questa
come
partecipare?
sfida
Chi
riesce
ad
arrivare
al
tra-
molto
guardo potrà rivedere i suoi mo-
sito
menti felici in un libricino di 100
e posta
pagine. Solo il 29% delle persone
giornalmente, su un qualsiasi so-
che ha iniziato la sfida è riuscita
cial network, una foto che rappre-
a portarla a termine, il restante
senti ciò che ti ha reso felice. Il
71% ha rinunciato usando come
semplice;
Tutto
e
Sono molto più ottimisti
registrati
w w w.100happydays.com
soggetto
può
sul
m o t i v a z i o n e
essere qualsiasi
“non
cosa
t e m p o ”.
:
da
una
avevo “Queste
fetta di torta ad
persone non ave-
un
ve-
vano tempo per
un
essere
nuovo
stito,
da
bambino ride
ad
un
felici
che
tu?” . Ora tocca
ap-
a te metterti in
puntamento con
gioco:
gli
La
pronto
es-
sere felice?
foto
amici. dovrà
e
sei ad
es-
etCetera Majorana Desio
t emp o lib e r o 18
MTV
n°8 maggio/giugno 2014
Ylenia Mariani 3°E
canale musicale o demenziale? Durante uno di questi pomeriggi di fine m a g g i o, c h e s e m b r a n o i n s p i e g a b i l m e n t e d u r a re u n’e t e r n i t à , m i s o n o i n o l t r a t a n e l m o n d o d i M T V, c a n a l e 8 d e l d i g i t a l e t e r restre. M T V, i n i z i a l m e n t e a c r o n i m o d i M u s i c Te levision, è un canale televisivo statunitense che ora di musicale ha ben poco s e n o n n u l l a . S e n e l l ’i d e a o r i g i n a l e d i R o b e r t W. P i t t m a n M T V d o v e v a e s s e r e un programma incentrato solo sulla musica, ora è teatro di alcuni programmi demenziali quotati dalle nuove generazioni come Jersey Shore, Geordie Shore, Gandia Shore o il peggio del peggio: T h e Va l l e y s , e d i a l t r i , c h e p o t r e b b e r o anche essere definiti interessanti, come I l Te s t i m o n e . Non so cosa ci attiri, si mi metto dentro a n c h’i o , n e l v e d e r e d e g l i e n e r g u m e n i pompati e delle donzelle con abiti, se si possono definire tali, truccate peggio che in tutorial scatenarsi su musica da giostrai straubriachi e andare a letto con il primo che capita. M a M T V, n o n c o n t e n t a d i f a r c i v i v e r e l e avventure estive di questi esseri ha de ciso di creare altri programmi dove li possiamo vedere a l l ’o p e r a n e l l a v i t a di tutti i giorni, come accade in S n o o k i & J w o o w. Detto ciò si passa a un altro tipo di programma, 16 anni e incinta, arrivato anche in Italia con la nostra prima stagione. In questo programma si seguono passo per passo i momenti di questi poveri ragazzi se dicenni che si ritrovano a gestire una situazione in-
gestibile. Pe r f a r s i c h e l e r a g a z z e m a d r i o v e r 1 6 non vengano snobbate dalle mie coe t a n e e M T V c i o f f r e Te e n M o m . D a i c o n tro passiamo ai pro, infatti MT V ci ha anche deliziato trasmettendo le punt a t e d i S c r u b s, o r a p u r t ro p p o s o s t i t u i t o da Diario di una nerd superstar dove una ragazza che non si fila nessuno nella prima stagione diventa una delle ragazze più gettonare e ricercate del l i c e o, u n a a m e r i c a n a t a e c c o. Un nuovo programma che mi piace parecchio è Catfish dove si può vedere fino a che punto la mente umana sia contorta e che mi porta a non accettare gente sconosciuta sui social network. Dai programmi americani passiamo a quelli italiani: dopo il grande successo di Ginnaste vite parallele, serie che ha portato a montarsi un pochettino le protagoniste, sono stati creati altri programmi quali Calciatori giovani speranze e Ballerini dietro il sipario. Un altro programma italiano è MT V SPIT dove dei rap italiani si sfidano a colpi di freestyle; sinceramente la migliore battaglia di freestyle che io abbia mai sentito è stata quella dettata dalla nostra caporedattrice l’anno scorso in gita… Comunque non so voi ma a me mancano i vecchi programmi che sfornava MT V come Disaster D a t e e P u n k ’d c h e con la loro semplicità mi facevano m o r i re d a l l e r i s a t e.
SPUNTI DI RIFLESSIONE:
Se qualcuno ti fermasse per strada e ti porgesse un libro in cui scopriresti scritta tutta la tua vita (passata e futura) avresti il coraggio di leggerlo fino alla fine?
HOW SCHOOL REALLY WORKS
Immense grazie siano rese ai membri del
personale ATA che
perdono investono il loro tempo nel
ciclostilare il nostro amato giornale
Redazione Caporedattrice: Giulia Bianco, 4°b
Impaginatore: Stefano Tagliabue, 5°D
Redattori: Gabriele Gatti, 5°C; Elisabetta Ferreri, 5°D; Myrea Celant, 3°E; Beatrice Giaconia, 3°E; Ylenia Mariani, 3°E; Riccardo Sala, 4°F; Letizia Bigatti, 4°a;
www.sio.im
Le copie del giornalino sono poche non perché siamo molto taccagni ma perché è stato messo anche online, sul sito: issuu.com/etceteramajorana. Se non sei stato abbastanza veloce da prenderne una copia leggilo online, la definizione è maggiore e le immagini (forse) sono a colori! Inoltre se vuoi vedere pubblicato un tuo articolo puoi inviarlo alla e-mail: etceteramajorana@gmail.com ricordandoti di inserire anche nome, cognome e classe!