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etCetera
n°7 - Marzo/Aprile 2014
Liceo Majorana Desio
Il Giornalino degli Studenti!
Giuseppe Sapio Verso il trash e oltre “Il Justin Bieber italiano”, l’uomo che sorride sempre ciao, diventa ogni giorno più famoso molestando noi poveri innocenti con i suoi evitabilissimi video... Non sai di chi stiamo parlando? Vai a pag 11 per scoprirlo!
Riflessioni sconnesse e nonsense in un soleggiato pomeriggio di aprile “Ho deciso di scrivere cose a caso in un italiano discutibile, perchè mi sono sempre piaciuti gli articoli così “ A pag. 10
La fa anche l’Ermy! Non puoi mancare!
È forse la domanda più ricorrente tra chi guarda serie tv inglesi o americane: guardare gli episodi il prima possibile ma in inglese con i sottotitoli in italiano oppure aspettare fino alla loro messa in onda in italiano, con la possibilità che non vengano nemmeno mai trasmessi? A pag. 12
Il 18 MAGGIO c’è la MajoRun!
VSdoppiaggio
Iscrizioni il mercoledì e il sabato in entrambe le sedi dalle 10 alle 12
sottotitoli
La gente è il più grande spettacolo del mondo. E non si paga il biglietto.
Charles Bukowski
etCetera Majorana Desio
ind i ce
n°7 marzo/aprile 2014
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Settimana breve: si o no? Olimpiadi della danza 2014 Chi ha rubato il lieto fine?
pag. 3 pag. 4 pag. 5
“Davanti alle difficoltà non bisogna arrendersi... pag. 6 L’errore come mezzo di indagine pag. 7 Con più parolacce pag. 8 Trash science #3: trapianti di cacca?! pag. 9 Riflessioni sconnesse e nonsense in un soleggiato pomeriggio di aprile pag. 10 Giuseppe Sapio: verso il trash e oltre pag. 11 Sottotitoli VS doppiaggio pag. 12 Be brave, be Divergent pag. 14 Made in Italy #9: two fingerz V pag. 16 Giouchi, diletti e balocchi pag. 18 Forse non tutti sanno che ...
Riccardo Sala 4°F
... 7 scrittori di serie TV su 9 sono donne. ... si bruciano 1,4 calorie ogni volta che si preme un tasto del mouse. ... ogni personaggio principale di Spongebob Squarepants simboleggia uno dei sette peccati capitali. ... ascoltare musica insieme migliora un rapporto. ... avere molti peli/capelli è sintomo di intelligenza. ... il 64% delle persone cambia aspetto fisico dopo una rottura. ... Maria Anna Mozart era considerata la pianista più brava in Europa, prima che suo fratello iniziasse a suonare.
etCetera Majorana Desio
s c u ola 3
n°6 marzo/aprile 2014
Riccardo Sala 4°F
Settimana breve: si o no? Negli ultimi giorni (mesi?) sui giornali e telegiornali, nazionali e non, si è parlato della famosa “settimana breve”, in altre parole togliere il sabato. Perché? Beh, il motivo è fondamentalmente uno: il risparmio. Se non venissimo a scuola il sabato, la scuola sarebbe chiusa un giorno in più a settimana e sarebbe un giorno in meno in cui si utilizzano il riscaldamento e l’elettricità. Se si considera una scuola grande come la nostra, che ha addirittura due sedi, e si considera quanti sabati si viene a scuola all’anno è immediato comprendere che il risparmio sarebbe tutt’altro che insignificante, anzi, in tempi come questi, in cui si dovrebbero eliminare tutti gli sprechi, sarebbe molto utile. Molti licei di Milano, ma anche di Genova e poi qualcuno sparso qua e là per l’Italia, hanno già scelto di applicare la settimana breve e, oltre alla motivazione economica, hanno inoltre sostenuto che così viene lasciato più spazio agli studenti e ai docenti per dedicarsi ad altro, per esempio allo sport, alla famiglia, allo svago, allo studio, tutto questo per ridurre lo stress e la pressione scolastica. Non tutti sono contenti però di questa scelta, ci sono state diverse proteste da parte di presidi impotenti di fronte a decisioni della Provincia, docenti con buon senso e studenti si sono lamentati dicendo che è impossibile sostenere 6-7 ore in una giornata. Gli studenti sostengono che sia impossibile sopportare un’ora di spiegazione dopo 6 ore, senza aver mangiato, le prestazioni calano, la concentrazione è minima e la pazienza pronta a scoppiare. Per ora le proteste sono rimaste inutili.
La situazione è controversa, ci sono dei pro e dei contro alla settimana breve. Da un lato, data la situazione della scuola pubblica che è sempre in cerca di fondi e soldi, non si possono trascurare i vantaggi che si avrebbero da un risparmio del genere, dall’altro, però non si può neanche non considerare il peso eccessivo che acquisterebbero le ultime ore di lezione della giornata, questo andrebbe a penalizzare poi lo studio a casa,ma anche le numerose attività pomeridiane che si svolgono in una scuola come la nostra. Aumentando le ore a scuola rimarrebbe meno tempo a casa per studiare e quindi meno tempo libero. Ok, ci sarebbe un intero giorno libero di sabato, ma durante la settimana probabilmente non ci sarebbe più spazio per lo svago o per lo sport. Molti si vedrebbero così tolta la possibilità di praticare la propria passione, di farsi degli interessi oltre la scuola. La vita extra scolastica si ridurrebbe a due giorni a settimana, “ma come fai in due giorni a costruirti una vita?”. C’è chi crede che un’ora o due in più al giorno non fanno la differenza, la concentrazione degli studenti può reggere. Il problema potrebbe essere risolto ponendo alle ultime ore delle lezioni meno pesanti, come religione, scienze motorie, disegno, ma non si potrebbe fare tutti i giorni e non per tutti. Oltre agli studenti anche i docenti dovrebbero fare 7 ore al giorno, quando spesso, e ne hanno tutto il diritto, già alla quinta cominciano a faticare. Dopo questo mio esiguo priamel, a voi la parola. Settimana breve: sì o no?
etCetera Majorana Desio
s c u ola 4
n°7 marzo/aprile 2014
Elio Tagliabue
Una volta ancora lo “stile Majorana” domina nel mondo
Olimpiadi della danza 2014 meritatissimo terzo premio per i ballerini del Majo Domenica 6 aprile al centro spor tivo Pavesi di M ilano un nutrito gruppo di studentesse e st u de nt i d el M aj o ra na si è es ib ito per la p r im a vol ta a lle Olimpi a di d ella dan z a per l a sc u o l a p o r t and o a ca sa u n m er i tati ssim o ter zo p osto, con ta nto d i di p loma e t arg a i n u n a g ara caratter iz z at a da l m ig lior sp ir ito com p et it ivo. I venticinque ballerini hanno ballato con entusiasmo e motivazione; sicuramente l ’espe r ie n z a è s tata d ive r tente ed ut ile, sop ratt ut to p erc hé ha per mess o la di f f u s i o n e d el la d an z a a n c he t ra co lo ro c h e n o n ne aveva no a lc una esp er ienza . Grazie a questo progetto chi ha par tecipato ha potuto conoscere e utilizzare il linguaggi o d el l a d a n z a co me m o do p r ivi legiato d i esp ressi one e com uni c a zi one ed an c h e i ragazzi meno esper ti hanno potuto mettere in evidenza le proprie capacità, anche grazie a d u n n o te vo l e e p ro f ic u o lavo ro d i squa d ra . S p e ra n d o c h e q u esta e sp er i en z a p o ssa essere l ’i nizi o di un p rogetto c he poss a du rare n e g l i a n n i , r i n gra z i o a n z i t u t to i ve nt i c i n q u e b a l l e r i n i : Al e s s a n d ra Ca r rà d i 1 B, Lo re n a Ca l i n d i 1 G , C h i a ra Co l o m b o d i 1 A , Fra n ce s c a S co l a , G i a d a B ro g gi o, B e at r i ce B u o n o e Al ice Favaron d i 2A, Ann ac h iara Co losim o, Gi orgia Pa squal, Giorgi a Isa c, Feder i c a Ca mm a ra n o e G ioi a Asna g o di 2B. G a ia M a r zi di 2E, Chi ara Caim e e Annama r i a Como ll i di 2 F, M ar t a G er m an i di 2H, S a ra D i Vit a e Veronic a Pesenti di 2a , Yas mi n Ba rà e M a r i k a D i Costan zo d i 3B, S a ra Pe re g o, M ar ia G a lb iat i e M a rco M osc a di 4 a, Isa bella G at ti e Ve ro n i c a Pe t t in ato d i 4b. Un r i n gra z iam ento p a r ti co l are ai g enitor i c he ha nno accom p agnato e i ncorag gi ato la s q u a d r a , a l l e p r o f. s s e L a u r a Pa u e M a r i a Pi a M o n g u z z i c h e h a n n o s e g u i t o c o s t a n t e m e nte l ’i n i z iat iva r iu scen do a m o ti va re la sq ua dra e sop ratt ut to a B eatr i ce L i b e r t i n o, a u t r i c e d e l l a c o re o g r a f i a H i p H o p c h e, a m i o m o d e s t o p a re re, è s t a t a l a m i g l i o re t r a q ue ll e pre s e nt ate. I l su cces so dell ’ini ziati va si deve a nzi tut to a lei , alla s ua pro fes s i o n a l ità , al l a s u a brav ura e all a su a co m p etenza. Ar r ive d erc i al pro ssi mo a nn o !
etCetera Majorana Desio
T emp o lib e r o 5
n°7 marzo/aprile 2014
Myrea Celant 3^E
Chi ha rubato il lieto fine? Ho passato tutta la mia vita ad ingozzarmi di cartoni animati della Disney. Il cambiamento è stato notevole negli anni, non posso negarlo: la principessa candida e innocente si è col tempo trasformata in un’eroina pronta a combattere le forze del male al costo della sua vita e il bel principe sul cavallo bianco ha preso le sembianze di un ragazzotto semplice e rude... o di un ranocchio. Ci sono due caratteristiche però che rimangono fedeli ad ogni film: musica e lieto fine. Il problema, ovviamente, non sta infatti nella tradizionalista Walt Dinsey, ma in tutti coloro che si stanno allegramente prendendo gioco di noi poveri schiavi della vita mondana distruggendo le nostre speranza attraverso le vite stroncate dei protagonisti delle loro storie. Ho letto saghe che mi hanno lasciato con l’amaro in bocca, il cuore spezzato e il freezer senza gelato a causa delle innumerevoli e impensabili morti disseminati in così pochi versi che persino il mio pesce nella boccia è rabbrividito. Per non parlare di quei film diretti da cinici registi che scelgono attori dalle doti toccanti e dall’aspetto non indifferente e li lasciano morire per mano di scellerati mascalzoni di morte lenta e surreale. Le serie TV rimangono comunque il più vasto teatro di caduti inaccettabili e sconvenevoli dove vengono alternati gli arrivi improvvisi di affascinanti personaggi e le morti di altri capaci di tener su tutta la baracca da soli. Vittima del disfattismo di scrittori e registi, mi sono ritrovata a chiedermi il perché di questo sadismo nei confronti degli spettatori: ho tristemente raggiunto la conclusione che qualcuno deve avergli fatto credere di
essersi stancato del ripetitivo e scontato lieto fine. Credo sia quindi arrivato il momento di rivolgermi a te, o sciocco babbano, che hai osato rubarci quel lieto fine che dava un senso alle nostre vite. Voglio dire, essere adolescenti è già di per se difficile, dover sopportare il peso della scuola, dei genitori e delle responsabilità che si accumulano costantemente, ma dover sopportare persino la tragica fine di storie che hanno avuto il potere di rapirci e farci sognare una vita migliore, è realmente crudele. Forse è arrivato il momento di ampliare la nostra mente riguardo ad argomenti davvero importanti, aprire gli occhi e affrontare la realtà, ma lasciateci un porto sicuro in cui gettare l’ancora per poterci godere una storia felice e asciugarci una lacrima d’invidia. Il cinema non è la vita vera, ed è giusto così.
etCetera Majorana Desio
t emp o lib e r o 6
n°7 marzo/aprile 2014
Paola Arcolin 1°B
“Davanti alle difficoltà n o n b i s o g n a a r r e n d e r s i. . . ... Al contrario devono stimolarci a fare sempre di più e meglio, a superare gli ostacoli per raggiungere gli obbiettivi che ci siamo prefissati.” Q ueste erano le parole del giudice Paolo B o r s e l l i n o , p a ro l e d i fo r z a , d i co ra g gi o. Pe rc h é q u e s t o e r a Pa o l o B o r s e l l i n o, u n uomo che davanti alle difficoltà della v i ta n o n s i è m ai t irato i nd ie tro. M o lti d i voi ora si staranno probabilmente chie d en d o ch i fo s s e q ue sto Pao l o B or sellino. G i à , n e l 1 9 9 2 , q u a n d o f u a s s a s s i n a t o, n e s s u n o d i n o i e ra a n co ra n ato. D u e p a ro l e p e r c h i a r i re d i c h i s t i a m o p a r l a n d o. Pa o l o B o r s e l l i n o è s t a t o u n m a g i s t r a t o c h e, c o n G i o v a n n i Fa l c o n e, r a p p re s e n t a o ra l ’i m m agi n e p iù sign if ic at iva d ell ’ a nt i m a f i a . I n s i e m e, i d u e g i u d i c i h a n n o i st ru ito il p i ù gran d e p ro ce sso alla ma fia n e l l a s t o r i a i t a l i a n a . M a c h i e r a d av ve ro q ue sto m agi s t rato ? Pa r l an do d i gi udi c i a o gnu n o d i n oi v ien e i n m ente u n a fi gura se vera , au to r i t ar ia , c he d all ’ a lto d el suo piedistallo prende le sue decisioni. Paolo B o r s e l l i n o e r a e s a t t a m e n t e i l c o n t r a r i o. E ra u n u om o di st ra o rdin a r ia b ont à e ge n e r o s i t à , c h e s a p e v a c a p i re l a g e n t e, l a sa p eva a s co l t are, s ia ch e q u est a p ersona fo s s e u n u o m o o n e s t o s i a c h e fo s s e u n m a f ios o. S ic ura me nte q ue sto p ar ti colare d el s u o c arat te re l o h a a iu t ato m o lto nel c o r s o d e l l e s u e i n d a g i n i , i n p a r t i c o l a re d u r a n t e g l i i n t e r ro g a t o r i d e i “p e n t i t i d i m a f ia”. Pa o l o B o r s e l l i n o f u u c c i s o i l 1 9 l u g l i o 1992 in via D’ Amelio insieme alla sua scor t a : E m an u e la Lo i, Ago s tin o Cat a lano, C l au d io Trai n a, Wa lter Co si na e Vi n cenzo L i M u l i . Al l e 1 6 :5 8 di q u el la d o men i c a di l u g l i o u n’ a u t o b o m b a p o s t e g g i a t a n e l l a v i a d ove ab i t ava l a mamma del giud i c e e s p l o s e, d i l a niando i corpi di q u e g l i e ro i . M a d a c h i f u u c c i s o ? Po s si a mo d av vero cre dere che sia stata solo la mafia ad u cc i d e re i l gi u d i ce Borsellino? Oppure VOGLIAMO c re d erc i . Perch é è p iù f a c i l e c re d e r e c h e degli uomini senza coscienza, senza un minimo di dignità abbiano
c o m p i u t o u n g e s t o s i m i l e. Q u a n d o p o i le sentenze dei processi ti dicono che dei pezzi di stato deviato hanno trattato con la ma fi a, p iù prec i s amente co l c a po d e i c a p i , To t ò R i i n a , l a m o r t e d i u n o d e g l i u o m i n i p i ù d e vo t i a q u e l l o s te s s o s t a t o t u n o n c i v u o i c re d e re. Ti s e m b r a innaturale. Non vuoi credere che dei po litici abbiano condannato a morte sei p ersone solo p er ottenere i l potere. I ma ndant i del la s tra ge d i Vi a D ’ Ame l i o non sono stati ancora trovati. In molti s o n o s t a t i p ro c e s s a t i , m a s u b i t o d o p o assolti. Questo è il grande problema della giustizia italiana: la magistratura è c o n t ro l l a t a d a l l a p o l i t i c a . S e q u a l c u n o vuole che una persona non venga cond annat a a ll ora q uell a p ers ona, a n c h e s e ha commesso dei crimini orribili, non ver rà cond a nnat a. Q uello che d ob bia mo fare per ev i ta re i l r ipetersi delle stragi del ’92 è sensibilizz a rc i a q u e s t o a rg o m e n t o, i n t e re s s a rc i ; n o n g i r a rc i d a l l ’a l t r a p a r t e p e n s a n d o c he la c r i mi nalit à orga ni zzat a si a u n fe n o m e n o c h e r i g u a rd a s o l o i l S u d I t a l i a , p e rc h é i n q u e s to l e m a f i e o t te r ra n n o i l potere di tutto il ter r itor io. Oltretutto la Lo m b a r d i a è u n a d e l l e r e g i o n i c o n p i ù alt a concent razi one d i c r i mi nal i tà o rganizzata, in par ticolare ‘ndrangheta. Que s t o l o d i m o s t r a n o g l i a v ve n i m e n t i d i q u a l c h e g i o r n o f a a Pa d e r n o D u g n a n o. Capi della ‘ndrangheta usavano l ’ ufficio postale di Paderno, vicino tra l’ altro alla caserma dei carabinieri, per riciclare il loro denaro sporco. I n co n c l u s i o n e n o i non dobbiamo ess e r e i n d i f fe r e n t i , non dobbiamo acc e t t a r e f a vo r i o raccomandazioni da parte di persone potenti, ma dobbiamo denunciare questi fatti per r i u sc i re a “s ent i re i l f re s c o p r o fu mo di li be r tà”.
etCetera Majorana Desio
t emp o lib e r o 7
n°7 marzo/aprile 2014
Simone Borgonovo 4°b
L’errore come mezzo di indagine L’altro giorno mi sono imbattuto in un articolo scritto e pubblicato nello scorso numero del giornalino studentesco, il quale parlava della relazione tra l’uomo e l’errore. Così è sorto in me un interrogativo riguardo a quale sia la vera natura dell’errore e in che rapporto sia con l’uomo. Ma per poter avviare un seguente ragionamento sulla natura del loro relazione è necessario conoscere il significato proprio sia di uomo sia di errore. Che cosa è l’uomo? Riguardo l’uomo e la sua natura i filosofi si sono già interrogati, riconducendo la sua essenza da un lato a Dio, che però non è dimostrato nell’atto di esistere, e dall’altro lato alla propria ragione. “L’uomo è un animale capace di scienza” asseriva Platone; “L’uomo è un’intelligenza servita da organi” dichiarava De Bonald; “L’uomo è res cogitans” ragionava Cartesio. Per identificare la capacità di pensiero con l’uomo stesso, come proprietà costitutiva e necessaria della sua natura, dobbiamo dimostrare che tale modus essendi non sia condiviso da altri enti. Tuttavia le ultime ricerche palesano quanto sia errata tale convinzione che riduce il ragionamento alla sola mente umana. Si è infatti scoperto che altri animali hanno una capacità nell’elaborare ed articolare i pensieri alquanto complessa: si pensi, ad esempio, all’indiscussa intelligenza del delfino, capace di scegliere fra diverse alternative, di stupirsi e di riconoscersi difronte ad uno specchio; per non parlare dell’evoluzione del linguaggio proprio delle molteplici specie che affollano il nostro pianeta. Pertanto se l’uomo non si identifica come tale per la sola capacità di pensiero, che cosa lo rende effettivamente uomo? Aristotele in merito alla questione assunse come definizione “L’uomo è animale politico”. Ciò nonostante anche altri esseri viventi si organizzano in società ed in strutture più o meno complesse: come i lupi o le cellule, unitesi in colonie sino a formare tessuti organici. Dunque se l’uomo per ragione o per carattere non si identifica, differenziandosi dall’altro, l’unica espressione adottabile sembra esserci fornita dalla stessa scienza: ossia l’unica caratteristica che divide l’uomo dal mondo, dotandolo di identità, è la struttura del proprio DNA: come portatrice di dati sulla storia passata dell’uomo e sulla sua natura presente. Giunti ora a questa conclusione, riprendiamo il discorso avviato e cerchiamo di comprendere il concetto di errore, prima di confrontarli in ultima analisi. Che cosa è dunque l’errore? Come dice Abbagnano “L’errore non appartiene alla sfera delle proposizioni, ma a quella del giudizio, cioè degli atteggiamenti valutabili”. Indica pertanto il giudizio, non l’affermazione in sé. L’errore è una combinazione di concetti con parole, che generano qualcosa non esistente nella nostra realtà, dunque è il diverso. Nella storia del pensiero occidentale il problema dell’errore è stato risolto in due differenti maniere: o non esiste o esiste come perturbazione dell’intelletto, mossa dalla volontà oppure dall’esperienza stessa. Nel seguente caso si attribuisce alla volontà una tendenza all’infinito, come ritenevano infatti Ockham e Duns Scoto: “ Essa è assolutamente libera e pertanto ha la facoltà
di eseguire atti fra loro opposti, generando l’errore”. Un contributo a questa tesi arriva da Cartesio, il quale argomentando sull’errore riconosce alla volontà la sua responsabilità di trarre l’intelletto oltre l’evidenza, dove questo non ha chiarezza. Tuttavia per parlare di volontà dovremmo ipotizzare l’esistenza di un anima libera, dotata di pensiero libero, capace di volere e quindi con una propria natura. Ma non essendo possibile argomentare sull’anima fuori dal solo campo teoretico, per mancanza di prove reali, questa tesi decade. Mentre l’altra causa, riguardo al problema dell’errore, rimanda alla sensibilità analizzata nell’ottica razionalista e pertanto tentatrice nell’intelletto. Considerando però che l’aspetto sensibile è determinato dal cervello, il quale trasforma in dato leggibile e memorizzabile una percezione colta dal corpo, non si può trascurare la relazione mentecervello, o meglio formulata nell’equazione mente = cervello: in quanto è dimostrato che il ragionamento è la capacità di sentire e di conseguenza relazione chimica fra le cellule del cervello, ossia i neuroni. Quindi l’errore, nella nostra realtà, si può definire come un sentire non inerente la nostra realtà, che ha luogo nel cervello. Si ricorda inoltre che esistono correnti filosofiche, le quali non hanno elaborato alcuna risposta alla problematicità dell’errore: vi sono infatti correnti di pensiero che lo identificano nella conoscenza, a causa della fallacità di entrambi (mente e cervello). Inoltre in merito alla non esistenza dell’errore, come molti sostengono, io penso che se nulla non esiste (in quanto se qualcosa esistesse, esisterebbe come non essere), l’errore stesso non esiste, ma diviene semplice mutatio mentis. Mentre come noi lo studiamo è una mera speculazione mentale priva di qualsiasi significato logico, così diviene causa e dimostrazione dell’esistenza di una quantità infinità di universi paralleli, dove ha luogo questa concezione del diverso come realmente esistente. Di conseguenza la domanda “Che cosa è l’errore?” andrebbe riformulata in “Come percepiamo il diverso nell’agire umano?” L’errore, che mi ha mosso a riflettere, riguarda l’animo umano e la sfera sentimentale correlata. La nostra società infatti spinge a considerare l’errore di una persona una colpa di una determinata azione; quando per colpa non si guarda all’aspetto ontologico, ma a quello sociologico. Infatti per colpa di un’azione si indica la causa scatenante di un dato fenomeno, quindi i responsabili. Questa idiosincrasia sviluppata dall’uomo nei confronti dell’errore e della colpa deriva dall’educazione alla cultura millenaria occidentale, che identifica nell’errore il male. Quando il male invece è sì causa di sofferenza, ma non di errore, in quanto non determina alcuna mutazione della nostra realtà in altro diverso. In conclusione pertanto reputo fermamente che l’uomo debba rivalutare la posizione ideologica assunta nei confronti dell’errore: non considerandolo più causa di dolore e afflizione, ma accettandolo come mezzo di conoscenza e di confronto, con cui relazionarsi al fine di comprendere meglio la realtà nei suoi aspetti molteplici.
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t emp o lib e r o 8
n°7 marzo/aprile 2014
Riccardo Sala 4°F
Con più parolacce Qual è la lingua con più parolacce al mondo? Probabilmente conoscete già la risposta o anche se non lo sapete, non vi stupirete: è proprio l’italiano. L’unica altra lingua che riesce quasi a eguagliarci in questo nostro primato forse è lo spagnolo. L’italiano conta ben 300 parolacce, che possono diventare migliaia, se si considerano le metafore sessuali. Anche le altre lingue ne hanno un numero elevato, ma non tanto quanto il nostro e questo può dipendere dal fatto che in Italia ci sono molti dialetti, ognuno con le proprie parolacce e i propri insulti. Un altro caso curioso, e unico, è l’opposto al nostro italiano, in altre parole la lingua con meno parolacce: il tedesco. Questo può stupire perché il tedesco è una delle lingue con più parole al mondo, con molte sfumature e possibilità di espressione, infatti è stata utilizzata da filosofi e letterati per meglio esprimersi. L’italiano, come la maggior parte delle lingue, contiene parolacce che riguardano la sfera degli escrementi, ma anche e soprattutto la sfera sessuale. Il tedesco non ha tutta la serie di riferimenti sessuali considerati volgari, ma ha solo parolacce appartenenti all’ambito degli escrementi. Per esempio, per insultare qualcuno non si paragona la testa a qualche parte del corpo, ma si dice solamente dummkopf, cioè “testa stupida” e viene considerato un insulto abbastanza imponente come il nostro “testa di …”, che invece non avrebbe senso tradotto in tedesco. Continuando a cercare differenze, si potrebbe notare l’assenza di termini dispregiativi, molto comuni in italiano, che indicano una donna di facili costumi o un omosessuale. In tedesco i termini che si riferiscono a ciò vengono utilizzati solo per indicare, senza nessuna sfumatura dispregiativa, come anche tutte le parole che riguardano il campo semantico della sessualità. Questo fenomeno si sviluppa in parallelo alla differente mentalità tra i popoli. L’assenza di ter-
mini volgari che si riferiscono alla sfera sessuale potrebbe rappresentare un migliore autocontrollo emotivo dei tedeschi, che mantengono privata e “pulita” la più intima delle sfere, oppure la sessuofobia cattolica ha attecchito meno in Germania, che in altri paesi, rendendo meno peccaminose certe abitudini e di conseguenza i riferimenti ad esse. L’assenza di termini utilizzati in modo dispregiativo solo per le donne, termini che alludono a donne di facili costumi, si ritrova in una mentalità meno maschilista rispetto alla nostra, per esempio. Tornando in Italia, oltre alle parole, esistono anche dei gesti considerati volgari, come il gesto o il terzo dito che ormai è universale nella cultura occidentale, forse già esistente al tempo dei Romani, che trova la sola eccezione in Inghilterra, dove al posto del dito medio si utilizzano indice e medio, con dorso rivolto verso l’interlocutore, facendo il segno della V. Questo perché uno dei punti di forza dell’Inghilterra durante la Guerra dei Cent’anni erano gli arcieri, così i Francesi ai prigionieri tagliavano indice e medio, le dita utilizzate proprio dagli arcieri per scoccare la freccia. Gli arcieri liberi mostravano le due dita verso i nemici per mostrare la propria superiorità, da qui il gesto. Se vi interessa contare le parolacce italiane, sui dizionari tradizionali dovrebbero essercene circa 300 su circa 130mila parole totali, mentre in dizionari più specifici ne trovate oltre 500.
etCetera Majorana Desio
t emp o li b er o 9
n°7 marzo/aprile 2014
Stefano Tagliabue 5°D
Trash Science #3 Trapianti di cacca?!
Si potrebbe pensare che quei simpaticoni dello staf di YouTube ci stiano facendo uno scher zone nel momento in cui, cercando “fecal transplant ”, si ottengono più di 1500 risultati. Ma non è così. Di fatto il trapianto fecale o trasfusione fecale o infusione di probiotici umani o trapianto di microbioma fecale o batterioterapia fecale è una pratica piuttosto recente che è stata sviluppata (e ha ripor tato molti successi) per la cura di un par ticolare tipo di colite. Nonostante gli innumerevoli nomi a volte complessi e altisonanti con cui ci si può riferire a questo trattamento, l’idea di fondo è piuttosto semplice: mettere la cacca di qualcuno dentro qualcun’altro. S orge spontaneo chiedersi chi mai vorrebbe sottoporsi a un trattemento del ge nere. E poi, le feci, si sa, non sono l’emblema dell’igenico e del pulito, siamo sicuri che qualcosa del genere possa risultare utile a curare una malattia? Per arrivare a dare una risposta a queste domande bisogna par tire da un concetto estrememente semplice: quando qualcuno è da solo in un posto fa sempre dei danni. Prendiamo l’uomo, per esempio. È più facile che facciate saltare in aria camera vostra quando siete da soli, piuttosto che quando c ’è la mamma in casa. S e pensiamo su più vasta scala, immaginiamo di mettere tanti uomini tutti insieme in un posto, tipo una prateria verde. Presto o tardi finiranno per costruirci una città, spargendo cemento ovunque e inquinando come se non ci fosse un domani, danneggiando il luogo. Chiaro, no? Bene, invece degli uomni proviamo a prendere un po’ di batteri e in par ticolare ne prendiamo uno chiamato Clostridium difficile (gli venne dato questo nome perchè è difficile da curare) e invece di metterlo in una splendida prateria verde lo mettiamo
in un intestino umano, il tuo. Come tutti noi ben sappiamo, l’intestino è popolato da una grande varietà di batteri. Basandoci sul principio del se -sei- da-solo -faidei- danni, finchè C. diff sarà circondato dagli altri organismi che abitano il tratto intestinale non ti darà troppi problemi riuscendo comunque a inter ferire col suo normale funzionamento. A questo punto inter viene il dottore che, vedendoti spossato e con il mal di pancia non esiterà a far ti ingoiare un bel cucchiaio di sciroppo che, arrivato nell ’intestino, ucciderà tutta la flora batterica, tranne il Clostridium difficile. R itrovatosi all ’improvvismo con tutto l’intestino a disposizione il notro amico batterio non aspetterà un attimo e inizierà a moltiplicarsi senza sosta, procurandoti una co lite. Niente da ridere, si stima che un caso su 40 sia destinato alla mor te: nell’ultimo anno sono stati quasi 15000 i mor ti a causa di C. diff in America! È a questo punto che inter vengono le feci. S e il batterio ti aveva causato così tanti problemi perchè lo avevi lasciato da solo a spadroneggiare per il tuo inte stino, ti basterà reintrodurre tutti i vecchi inquilini batterici per ristabilire la situazione. Quello che devi fare è trovare un donatore sano disposto a condividere le proprie feci con te, recar ti in ospedale dove ti verranno somministrate o attraverso un nanogastric tube o con un ente roclisma. Nel giro di pochi giorni la flora batterica si ristabilisce con tutta la sua florida varietà e il C. diff, costretto a soccombere, non ti causerà altri problemi. Chissà, magari fra un paio d ’anni dire ] ED “sono nella merda!” sarà solo un altro SOR N [CE modo, più colorito, per intendere “Sto be none!”
etCetera Majorana Desio
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Giulia Bianco 4°b
Riflessioni sconnesse e nonsense in un soleggiato pomeriggio di aprile Avrei voluto scrivere un articolo vero, ma questo mese ho avuto zero idee. Così ho deciso di scrivere cose a caso in un italiano discutibile, perché mi sono sempre piaciuti gli articoli così. Fatto sta che l'altra sera, mentre ero nel bel mezzo di un'amena cenetta con la nonna, stavo guardando il telegiornale. Ad un certo punto hanno mandato in onda uno dei soliti servizi sull'ultimo tizio che si è sparato un colpo dopo aver ammazzato la moglie ed il socio in affari, e i vicini di casa erano tutti molto “era un uomo molto tranquillo”, “sembrava una persona così pacifica!”, “con noi è sempre stato molto gentile”. Oh, certo, vieni a raccontarmi di quanto era simpatico l'assassino della porta accanto. Che poi al giorno d'oggi automaticamente quando una persona muore diventa automaticamente un santo, per la serie che se Hitler fosse morto l'anno scorso saremmo tutti qui a dire che in fondo lui mica lo faceva con cattiveria: era un così bravo ragazzo. Oggi pomeriggio ho avuto modo di riflettere su un'altra cosa relativamente creepy. Stavo studiando greco, e ad un certo punto ho deciso di tentare di ricordare come fosse la mia vita prima dell'invenzione di Google. Tralasciando il fatto che ciò possa generare commenti su quanto intensamente io fossi presa dalla tragedia greca, è stato un ottimo spunto di riflessione. La vita senza Google io non me la ricordo più, forse perché è stato fondato quando io avevo un anno di vita. Fatto sta che non riesco davvero ad immaginarmela. Oggigiorno siamo talmente abituati a cercare su internet la soluzione ad ogni sorta di problema che googliamo davvero qualsiasi cosa, da “come fare la pasta al pesto”, a “come uscire dalla friendzone”, a “mal di pancia: cause”, ed in quest'ultimo caso nella migliore delle ipotesi sei incinto o hai un tumore al colon. Ormai lo si fa senza neanche pensarci, e se anche si realizza che non è con Google che il problema verrà risolto lo si cerca lo stesso, perché la speranza è l'ultima a morire. Per curiosità, ho digitato su Google la parola “come” seguita dalle varie lettere della tastiera. Ecco la top 3 dei risultati che io ritengo più disagianti. Al terzo posto troviamo con la lettera X “come xdere peso”, che non so se
è più inquietante per lo spelling o per le immagini che inevitabilmente affiorano nella mia mente, come gente su Yahoo Answers che alla domanda avrà risposto cose tipo “bere tanta acqua, mangia frutta e verdura, fai movimento e nn ti abbuffare, vedrai che ce la puoi fare!!”. Al secondo posto c'è “come essere felici”. Allora, partiamo dal presupposto che se uno si mette a domandare ad un aggeggio fatto di plastica e bulloni il segreto per la felicità deve essere messo molto male, talmente male che forse potrebbero fargli del bene perfino i suggerimenti ovvi che si troverà davanti, del tipo sii ottimista, sii socievole e sorridi alla vita. Ma secondo me, il top del top è colei che si mette a cercare su Google “come rimanere incinta”. Io non ho voluto approfondire la questione, e credo che i risultati siano cose della serie “alleniamo il pavimento pelvico” o “scopri come calcolare la fertilità con il nostro test del muco vaginale!”, però se c'è davvero così tanta gente che si mette a cercare questa cosa secondo me qualcuno era davvero in cerca del numero di telefono per chiamare la cicogna. Insomma, quando dobbiamo fare cose Google è sempre pronto a rispondere, certo, ma a volte ci serve qualcosa di più specifico, metodico e preciso. Ed ecco il mio ultimo amore: Wikihow. Io lo ammetto, ho un problema con questo sito. Mi diverto a pigiare “pagina random” come se non ci fosse un domani e leggere come fare cose che magari non farò mai. Su Wikihow c'è un manuale per tutto: “come essere grati”, “come fare un uovo in camicia”, “come vestirsi da hippie”, “come sbucciare un pomelo”, “come sturare un WC”, “come essere fastidioso”, “come smettere di essere fastidioso”, “come creare fiori di gommapiuma”, insomma qualsiasi dannatissima cosa. Sarò una persona disagiata, ma tipo io mi diverto un sacco. In conclusione: com'era la vita prima di Google? Boh. Suppongo che la gente andasse a farsi visitare dai medici, che guardasse il meteo in TV e che andasse a farsi spiegare come fare dei fiori di gommapiuma da un esperto di fiori di gommapiuma.
etCetera Majorana Desio
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Stefano Tagliabue 5°D
Giuseppe Sapio verso il trash, e oltre!
Internet è, indiscutibilmente, la più grande invenzione dell'uomo dai tempi della lampadina e del pollice opponibile, ma come tutte le più grandi invenzioni dell'uomo c'è sempre qualcuno pronto a usarla nel modo sbagliato. Della serie: “l'uranio può essere usato sia per curare il cancro sia per costruire la bomba atomica” o “ogni medaglia ha sempre due facce”. Internet non fa eccezione, se da una parte trabocca di cose fantastiche (come Dario Moccia [vedi articolo sul numero di ottobre] o Breaking Italy, [che vi consiglio di cercare su YouTube]) dall'altra non può che essere sede del peggio trash. "Scusa ma io non so cosa sia, il trash..." Provvediamo subito a chiarire: il termine viene dall'inglese e significa letteralmente "spazzatura", in poche parole indica quella parte di un qualcosa che fa schifo e che proprio per questo motivo attira la gente. Citando mio padre: "è come un gatto morto sulla strada, fa schifo a tutti ma tutti lo guardano". Esiste il cinema trash, la letteratura trash, la musica trash, e così via. Con l'arrivo dei social network più che mai è stato possibile lo sviluppo di una curiosa categoria di individui: i personaggi trash. Così come un film trash per esistere deve essere visto, allo stesso modo un personaggio trash per mantenersi necessita di un folto pubblico – composto sia da fans che da haters – che lo seguano/sostengano/critichino. Al momento per quanto riguarda il trash nostrano uno dei massimi esponenti è Giuseppe Sapio. “Chi scusa?” Provvediamo di nuovo a chiarire: Sapio è un poco-più-che-bambino che decide un giorno di caricare su facebook un brevevideo-fatto-con-lo-smartphone e, forse spinto dall'innocenza della sua giovane età, decide di sponsorizzarlo ossia di pagare il social network affinchè spammi i suoi video anche nelle bacheche di sconosciuti, così che tutti possano vedere le sue bravate. Grazie a questi suoi brevi-videofatti-con-lo-smartphone, Sapio inizia una scalata verso i massimi apici del trash. In poco tempo delinea efficacemente i punti salienti della sua poetica del trash acquistando sempre
più fama. Come non citare il suo marchio di fabbrica "sorrido sempre ciao"? Come non parlare delle sue spiccate doti canore, che gli hanno valso il titolo de "il Justi Bieber italiano"? Per dovere di cronaca riporto il testo di una delle sue composizioni basate, a suo dire, sul modello di Eminem: la mucca Muu le pecora Bee il gatto Miao Sorrido sempre, ciao E così il giovane Sapio si ritrova presto seduto sul trono del trash italiano. Ma si sa: la gloria porta sempre le critiche, che lui sopporta, non si arrende, non desiste, stoico, se ne frega, lui. Impressionante la sua abilità nel non farsi scalfire da suddette critiche che, a suo dire, gli vengono mosse dai suoi haters: quelli che lo odiano. Che animo forte. Sapio eroe. Ma il meglio doveva ancora arrivare – quello che mi avrebbe spinto a mettere da parte la mia tendenza a ignorare i fenomeni trash e a prendere carta e penna per scrivere questo articolo – e arrivò con l'ennesimo breve-videofatto-con-lo-smartphone-e-poi-sponsorizzatoalmeno-lo-vedono-tutti in cui il nostro trashdivo, dopo aver dichiarato qualcosa come "ho fame", ingoia un pesce rosso vivo. No, io non volevo crederci. Non è tanto il fatto di ingoiare un pesce che mi da fastidio (cosa comunque di per sé piuttosto disturbante) quanto il realizzare che esistono persone che hanno bisogno di fare cose simili per sentirsi soddisfatte, pronte a svendere la propria dignità per una gloria vana e momentanea. Sapio vuole attirare l'attenzione, vuole gli occhi puntati addosso ed è pronto a ingoiare un un pesce vivo per questo. Vuole le views, vuole i MiPiace, vuole che la gente parli di lui, vuole le critiche, tante critiche, tanti haters. Sa che ogni critica non farà altro che renderlo più famoso. Perfino questo mio articolo alla fine gioca in suo favore, e per questo lo chiuderò qui.
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Sottotitol i
Elisabetta Ferreri 5°D
vs Doppiaggio
È fo r s e l a d om an d a p iù r i co r re nte t ra c hi g u a rd a s e r i e t v d i o r i g i n e b r i t a n n i c a o s t a t u n i t e n s e : g u a r d a re g l i e p i s o d i i l pr ima possibile ma in inglese con i sotto titoli in italiano oppure aspettare fino a l la l o ro m e s s a i n o nd a i n i ta li an o, con la p oss i bi l it à c h e n ess un a em itte nte a cquisti i diritti e che quindi non vengano nemmeno mai trasmessi (e quindi dopp iat i) ? Al cu n e p er so ne so n o fer m am ente c o nv i n t e c h e g u a r d a r e u n t e l e f i l m d o p p i ato i n i t a l i a n o s i a co m e n o n ve d e r l o e
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che si perda la qualità del prodotto, altri i nve c e n o n s o n o c o s ì r i g i d i n e l l e l o ro opinioni pur r iconoscendo che in alcuni c a s i i l d o p p i a g g i o a v re b b e b i s o g n o d i decisi miglioramenti. Ovviamente i fan più accaniti di una ser ie t v prefer iscono ve d e r l a i l p r i m a p o s s i b i l e co n i s o t to t i t o l i i n i t a l i a n o e, r i e n t r a n d o i n q u e s t a c a t e g o r i a , c e rc h e rò d i a n a l i z z a re i d i ve r s i m o t i v i p e r c u i r i te n g o c h e q u e s t a scelta sia da prefer ire al doppiaggio.
Com e gi à accen nato, g u a rda re un telefi lm i n ingl ese vi per m et te di essere sempre aggiornati sulla sua trama, evitando di aspettare m e s i ( n e l p e g g i o re d e i c a s i a n n i ) p r i m a c h e ve n g a t r a s m e s s o i n I talia e di leggere accidentalmente spoilers, che in un modo o nell ’altro vi c api te ran no so tto g li o cch i s e f req uent ate soc ia l net wor k o s i ti c he s i o cc u p an o d i s pe tt a co l o e tele vi sione.
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I mp a rerete megli o l ’ingl ese. Q ua ndo i vostr i p rof d ’i ngles e vi d icono di guardare film e telegior nali in lingua, ascoltateli. È ov vio c h e d o v re t e a n c o r a s t u d i a re l e r e g o l e d i g r a m m a t i c a e c h e, qu a nd o f a rete l etterat ura , un te le film su un c hi mi co c he prep a ra me ta nfe ta mi na per paga r si le c ure med ic he non vi a iuterà m olto a r i co rd a re l a p o e t i c a d i u n a u t o r e, p e r ò i n c o n t r e r e t e n u o v i vo c a b o l i , stru ttu re e a d dir it t ura re gi st r i l ingui sti c i a seconda d ell a var i et à d ei g en er i d i tel ef i l m che gua rd ate. I n q uesto c aso ov via m ente è n e cessario non limitarsi a leggere i sottotitoli ma cercare di abbinare le parole italiane a ciò che si ascolta ed è necessario quindi un buon livello d i co n ce ntraz i on e, il c he c i por t a al p unto seguente…
G u arda n d o u n tel e fi lm co n i so ttot itol i sarete obb l igat i a rest are p rat ic a m e nte t utto i l te mp o d ell ’epi sodi o con gli occ hi f issi sull o s c h e r m o. A l l ’i n i z i o u n t a l e l i ve l l o d i c o n c e n t r a z i o n e p o t r à s e m b ra re s t a n c a n te e v i c a p i te rà d i n o n g u a rd a re o gn i co s a c h e a cc a d e su l lo s c h er m o p erc hé si ete tro pp o intenti a leggere i sot tot i tol i , m a c o m e o g n i a t t i v i t à a n c h e q u e s t a h a b i s o g n o d i e s e rc i z i o. U n a vo l t a che vi sarete abituati riuscirete a cogliere dettagli che, con la trasmiss i o n e i n i t a l i a n o, n o n av re s te n o t a to, p e rc h é s o l i t a m e n te q u a n d o s i g u a rd a l a te l e v is io ne s i co mp io n o alt re a zi oni e la nost ra at tenzi one n o n è co m p l e t a me nte r i vo l t a a l te l e fil m.
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Ci sono spesso espressioni o veri e propri giochi di parole che trado tti i n ita l ia no non rendono q ua nto in l ingua or igi nal e o di ve nt a n o a d d i r i t t u r a i n c o m p re n s i b i l i . Pe r e s e m p i o i n D o c t o r W h o, a u n c e r t o p u n t o d e l l a s e r i e, c o m p r a r e q u e s t o “p r o fe s s o r Ya n a”, i l c u i nome è l ’acronimo della frase “ You Are Not Alone” pronunciata diversi e p i s o d i p r i m a e c h e d à s e n s o a l l ’i n t e r a s t a g i o n e ; è o v v i o c h e c o n i l d o p p i a g g i o n o n s i r i u s c i r à m a i a c o l p i re l o s p e t t a t o r e p e r c h é b i s o gne rà r i co r rere a gir i d i p arol e che tol gono l ’im medi atezza d e l co lp o d i s cen a ne l mom ento in c ui il s igni fi cato d el nom e vi ene r i ve l ato. I l p ro b l e m a d e l l a t ra d u z i o n e r i co r re ov v i a m e nte a n c h e n e i s o t to t i to l i , ma h o sp esso n o tato che coloro c he li fa nno e p oi di st r ib ui sco n o s u i nter n et, pu r esse ndo p er sone com uni c he tra ducono gli ep i s o di p e r passione e senza alcun vantaggio personale, sono addirittura migliori d ei p ro fe ssi o ni sti nel ges ti re q uest i t ipi di sit ua zi oni , e i nolt re, co m e g i à d e t t o i n p re c e d e n z a , b i s o g n a c o m u n q u e p re s t a re s e m p re a t t e n z io n e a ll ’a u di o in i ngle se.
Po t re t e a p p re z z a re c o m p l e t a m e n t e l a b r av u r a o m e n o d i u n a t tore, unendo alla gestualità e alla mimica facciale anche l ’intonaz i o n e d e l l a vo ce. S e n z a n u l l a to g l i e re a i d o p p i ato r i i t a l i a n i , c h e v e n g o n o c o n s i d e r a t i t r a i m i g l i o r i a l m o n d o, m i è c a p i t a t o d i ve r s e vo l t e d i ve d e re i n t e re s c e n e ro v i n a t e p e r l ’e r r a t a i n t o n a z i o n e d i u n p e r s o n a g g i o e t r a s fo r m a t e i n q u a l c o s a d i r i d i c o l o, p u r e s s e n d o l a scena una tra le mie preferite (ov viamente quando la vedo in inglese).
Se anche dopo queste motivazioni vorrete continuare a guardare tele film doppiati, non verrò certo ad aspettarvi sotto per casa per minacciarvi e convincer vi della mia opinione (io stessa, facendo zapping tra i canali, se trovo una serie tv che mi piace mi metto a guardarla in italiano); il mio obiettivo è quello di mostrare i vantaggi che una visione al-
ternativa può por tare allo spettatore, superando l’abitudine e la pigrizia che spesso non ci permettono di esplorare nuove opportunità.
etCetera Majorana Desio
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Ylenia Mariani & Serena Paulon 3°E
Be brave, be Divergent Arriva finalmente nelle sale italiane Divergent, il primo capitolo dell ’o m o n i m a t r i l o g i a s c r i t t a d a V e r o nica Roth. Il film, nonostante il grande successo in America, ha quasi raggiunto la meta dei 100.000.000 $ al box Office e viene sminuito in confronto ad altri film simili come Hunger Games. Il film è ambientato in un futuro distopico post-apocalittico dove la razza umana vive divisa in cinque fazioni, ognuna basata su un valore: la sincerità per i Candidi,l’amicizia per i Pacifici, la sapienza per gli Eruditi, la generosità per gli Abneganti e il coraggio per gli Intrepidi. Al compimento dei sedici anni Beat r i c e ( Tr i s ) Pr i o r, i n t e r p r e t a t a d a Shailene Woodley, divenuta famosa con la serie tv La vita segreta di una teenager americana, deve compiere un test sulla personalità per capire a quale fazione appartiene; il risultato però è inconcludente e lei risulta essere una divergente, cioè non affine a nessuna fazione particolare. Questa scoperta la mette in pericolo e la porta a abbandonare gli
Abneganti per gli Intrepidi dove farà nuove amicizie e supererà le proprie paure. Come in quasi tutte le nuove saghe per ragazzi la prot a g o n i s t a è l ’e r o i n a c h e c o m b a t t e contro il sistema e subisce una crescita, a volte estrema. Il regista Neil Burger è stato criticato per le scelte di adattamento cinematografico del romanzo e è stato sottolineato che solo chi aveva già letto il libro in precedenza poteva comprendere e ripassare le emozioni già provate. E’ stato criticato anche per non essere riuscito a valorizzare Kate Winslet, grande volto nel cinema, che è stata descritta come un personaggio un po’ scialbo. Sinceramente, avendo letto i libri e avendo visto il film, alcune parti sono state tagliate per questioni di tempo e mi è sembrato abbastanza omogeneo rispetto alla trama del libro. In primis vi consiglio di leggere la trilogia perché è abbastanza carina e così fate contenti i vostri professori con una lettura leggera e poi potreste vedere il film e dare una vostra opinione ;)
etCetera Majorana Desio
r ec ens i oni
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E tu a che fazione apparterresti? Fai il test e scoprilo! 1) Spendi il tempo dei tuoi fine settimana: A Portandoti avanti con i compiti B Facendo volontariato C Partecipando a pigiama party D Confidandoti a cuore aperto con il/la tuo/a migliore amico/a E Facendo sport F Nessun fine settimana è uguale a quello precedente per me 2) Al liceo, ti piacerebbe/sarebbe piaciuto di più far parte di: A Club di dibattito B Club umanitario C Club sociale D Società degli onori nazionali E Urban Skatepark-Touring F Avrei fatto di tutto in due settimane 3) Il lavoro dei tuoi sogni è: A Professore a Harvard B Creare una fondazione senza profitti personali C Progettare piani contro la guerra D Terapista E Istruttore di skydriving F Non ci ho ancora pensato 4) Il/la tuo/a miglior amico/a è arrabbiato con te. Tu: A Metti in discussione la natura della vostra amicizia B Immediatamente prendi tutte le colpe C Cerchi il conflitto e il modo di gestirlo D Gli/Le dici esattamente come ti senti E Vai a arrampicarti sulle rocce per sbollire la rabbia F Programmi una notte di divertimento e speri passi 5) Al ristorante ordini: A Niente. Preferisci soggiornare a casa per poter leggere mentre mangi B Qualcosa da condividere, come le patatine C Verdure al vapore e riso -nulla di troppo pesante D Qualsiasi cosa il cameriere consiglia! E La sorpresa misteriosa dello chef F Qualsiasi cosa mi vada Se la maggior parte delle tue risposte sono A SEI UN ERUDITO Sei un’intellettuale- dedichi la maggior parte del
tuo tempo studiando, leggendo e assicurandoti di finire tutti i compiti in tempo. Hai probabilmente imparato la teoria della relatività quando avevi nove anni. Non c’è nulla di male nell’avere i voti più alti tra i tuoi amici, ma a volte vorresti togliere il tuo naso dal libro perché certe volte le esperienze sono meglio di qualsiasi altra teoria. Se la maggior parte delle tue risposte è B SEI UN ABNEGANTE Porti a casa cani randagi e rimani sconvolto davanti alla scarsità d’acqua del pianeta. Se un amico dimentica il pranzo, tu sei pronto a condividere il tuo. Sei incredibilmente altruista, ma probabilmente non sarebbe un gran male se indugiassi un pochino.. Perché se non pensi mai a prenderti a cura di te stesso, allora chi lo farà? Se la maggior parte delle tue risposte è F SEI UN DIVERGENTE Sei un divergente! [Spoiler] Spero sopravvivrai! Se la maggior parte delle tue risposte è C SEI UN PACIFICO Ami combinare coppie e essere molto generoso. Passi i tuoi giorni liberi occupandoti di lavori sociali. Assicurati armonia all’interno del gruppo ma ricordati che qualche discussione può essere salutare. Solo perché qualcuno si arrabbia con te NON vuol dire che crollerà l’intero universo. Se la maggior parte delle tue risposte sono E SEI UN INTREPIDO Sei dipendete dall'adrenalina. tutto ciò che non è atletico (e probabilmente poco pericoloso) non è abbastanza importante per te. ami l'escursionismo per i vulcani, bungee jumping, l'arrampicata. sei coraggioso e senza paura, ma non sarebbe un male fare una pausa, rilassarsi e domandarsi "Cosa sto cercando di dimostrare?" Se la maggior parte delle tue risposte è D SEI UN CANDIDO Apprezzi l’onestà sopra qualsiasi altra cosa. Non vedi il modo di addolcire le cose quindi dici tutto com’è senza filtri-anche correndo il rischio di insultare qualcuno o di ferire i suoi sentimenti. Ma la prossima volta prima di buttarti a capofitto in un litigio prova a domandarti: “che cosa è più importante-essere giusti? O essere gentili?! Le cose non sono sempre o nere o bianche come credi.
etCetera Majorana Desio
int e r vis t e 16
n°7 marzo/aprile 2014
Riccardo Sala & Gloria Gaggiano 4°F
Made in Italy #9
Tw o Fi n g e r z V Chi sono i Two Fingerz? Roofio: i Two Fingerz sono Riccardo e Daniele [Ride]. Danti: No, allora, i Two Fingerz sono delle persone che credono nella coerenza e nella costanza. Sono delle persone che hanno un gran bell’Hobby e che riescono anche a farlo diventare un lavoro che ti fa portare a casa dei risultati e delle emozioni positive. Qualche volta vale la pena pensare che sia un lavoro, non sembra, ma ti prende più tempo di un lavoro. Quando vi siete avvicinati alla musica? Roofio: allora il mio primo amore musicale è stata una cassetta di Jovanotti, quindi Lorenzo For President! Avrò avuto 5/6 anni e da lì ho cominciato a comprare tante cassettine per il mio walkman, e ad amare la musica sempre di più. Danti: Quando ero piccolo piccolo piccolo sono partito proprio con Jovanotti, poi mi sono spostato su J-Ax perché era un po’ meno “buonista” in quel momento. Lorenzo era già in una fase più avanti che per i miei 15 anni, era “ma no oh tu sei troppo bbuono, io voglio la strada”. Era un po’ più propositivo, che è la stessa cosa che magari adesso penso io, però allora mi piaceva di più J-AX che diceva “Ohi Maria”… Come siete passati “dall’ascoltare” al “voglio farlo anche io”? Danti: è l’esigenza che fa diventare questa una canzone. Per quanto riguarda me, io volevo fare colpo su una ragazza a cui piaceva J-AX, quindi volevo fare meglio di lui per piacergli di più, quindi ho iniziato a scrivere la prima canzone che era bruttissima. Roofio: “TI AMO TI VOGLIO BENE…” Danti: no, si chiamava “Già da tempo” perché la ragazza si chiamava Giada, già iniziavo con i giochi di parole. Avevo 15 anni, avevo lasciato il Fermi ed ero andato a scuola di parrucchiere. Lei ne aveva 21 perché nelle classi di parrucchiere c’era anche una signora di 35 anni per capirci, e quindi per me era una scuola guida, una nave guida, capito? [Ride] Roofio: io ho avuto la fortuna di masticare le tastiere fin da bambino, a Natale cercavo sempre
di farmi regalare una tastiera nuova. Poi per fortuna un giorno conobbi un mio amico molto bravo sul computer che mi disse “ ma perché non metti giù le tue tastierate su un bel computer?” E invece se non aveste fatto musica? Danti: io che cosa ti rispondo? ti devo fare il taglio fra due giorni … Roofio: sarei ancora a fare brioche, cannoncini e bignè alla pasticceria Arnaboldi di Bovisio Masciago, che saluto, perché è stata come una seconda famiglia. Come fate a creare una nuova canzone? Roofio: capita spesso che Daniele parta da una mia base, ma capita anche che Daniele scrive su una ritmica o un giro di basso e da lì parte il pezzo. Danti: si non c’è una regola, vai in studio e come ti prende vai. Roofio: partiamo sempre da un’idea, ad esempio “Ciao” è partita da un’idea melodica di un bit. Danti: A volte trovo dei ritornelli stupidi e li giustifico con le strofe. La musica è sempre un veicolo di comunicazione, gente non ha voglia di ascoltare troppo, allora serve un punto di leggerezza che io trovo nei ritornelli. Alcuni ritornelli non vogliono dire assolutamente niente, ma poi abbinati a delle strofe trovano un senso, ti danno magari l’emozione e quel buco in pancia. A volte sai dove vuoi andare prima che inizi a scrivere, parti dall’argomento. È un processo che capita molto spesso, così ti lasci portare dalle parole. Qual è il vostro obiettivo? Danti: LA TERRA! [Ride] Roofio: Riuscire a fare il lavoro che mi piace più tempo possibile, senza essere troppo affannato sui soldi. Danti: Anch’io, ma per fare i soldi [Ride]. Non ci interessa la villa a Miami, però a volte non basta solo il guadagno morale, più vai avanti più ti rendi conto che tutti ci guadagnano e
etCetera Majorana Desio
int e r vis t e
n°7 marzo/aprile 2014
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dici “perché tu di più ed io di meno?” Sarei ipocrita se ti dicessi che non mi interessa il guadagno, ma più che il guadagno mi piacerebbe riavere tutto quello che ci ho investito in questo progetto. Non siamo qui a cercare la ricchezza, ma cerchiamo di dormire sereni. Tra 10 anni come vi vedete? Roofio: A lavorare in una grande radio, fisso, con la mia bella polo e una scrivania. Danti: ecco Roofio, già arreso fra un paio d’anni. A me piacerebbe essere ancora in attività, con altri vestiti ovviamente, e avere un amico che lavora in una radio mi servirà [Ride]. Il vostro ultimo disco, Two Fingerz V, è molto vario, contiene pezzi un po’ più dance, come “Bomba Atomica”, e pezzi più melodici, come “Amami” o “Guerra”. Danti: stranamente questo è il disco che continuo ad ascoltare, perché di solito quando siamo a fare la promozione non ce la faccio già più ad ascoltarli. Credo che ci sia un punto di maturità rispetto al precedente. Non è così scontato, ci sono dei gruppi che non sanno andare avanti o si riprendono un anno dopo esattamente uguali a prima e non hanno più il pubblico che li segue. Anch’io prima di avere i responsi che abbiamo avuto con questo disco ero in dubbio. Cosa ne dite della classifica dei dischi più venduti questa settimana?[Dal 3/2 al 9/2, ndr] Roofio: Siamo molto contenti, perché ci mancava, l’anno scorso siamo arrivati secondi, per un pelo … Danti: … che se lo sapevo me le compravo io le copie.[Ride] Roofio: Quest’anno ce l’abbiamo fatta! Quindi siamo molto contenti, è anche un passo avanti. La cosa più difficile nei progetti è migliorarli ogni volta. Andreste a X Factor? Danti: Come concorrenti? [Ride] Già partecipare due volte come autori e produttori dà il suo riscontro, perché alla fine nelle interviste tutti ti chiedono quello, [imita]“E allora dopo gli Ape Escape e i Moderni, cosa pensate di fare nel mondo dello show business?” Roofio: però mi piacerebbe far parte della giuria di un Talent show. Danti: te lo immagini Roofio nella sigla? [Ride] “E ADESSO ROOFIO!” Roofio: preferirei fare il giudice a MasterChef. Com’è il vostro rapporto con i fan?
Roofio: è molto aperto, molto intimo. Conosciamo tantissimi fan per nome, anche perché su Twitter abbiamo un rapporto quasi giornaliero. Danti: Quando una ragazzina ti scrive 80 volte la stessa cosa te la ricordi, anche se sei decerebrato come noi Roofio: ci è sempre stato detto che il fan è lo specchio dell’artista, e quando andiamo in questi posti con molta gente ci vengono a dire “ragazzi i vostri fan sono di un educazione incredibile” oppure “ma che è? Li narcotizzate ai vostri fan?stanno tutti in fila, arrivano uno alla volta”. Come vi trovate con le collaborazioni? Con chi vi piacerebbe collaborare? Roofio: gli artisti con cui ci conosciamo, Ensi, Vacca, Dargen, sono persone con cui sappiamo lavorare molto bene. Portiamo molto in alto i pezzi fatti con Pezzali, Caparezza, J AX in quanto abbiamo una grandissima stima di loro, e lavorare con loro è stato molto bello e mi ha riempito molto a livello morale. Danti: ci piacerebbe lavorare con tutti, ma i tempi burocratici ti fanno passare la voglia. Roofio: però non nascondo che ci piacerebbe lavorare con i top in Italia, come Cremonini, Jovanotti, Ferro, ma con Marra e Salmo sarebbe figo. Che musica ascoltate? Roofio: Tutto ciò che ha un’anima pop. Un po’ vintage. Sono amante della French-House. Danti: Gli Yellow Claw, Jay-Z e altre robe da club, trap e cose simili perché mi piacciono le robe tamarre. Ultima domanda. Cosa ne pensate dell’Italia? Roofio: si fa assolutamente fatica a lavorare, siamo fiscalmente molto pressati. Danti: in Italia ho troppi interessi, altrimenti me ne andrei. Roofio: sogno una casa a Fuerteventura. Danti: no a me basterebbe in Salento, non penserei di andare fuori dall’Italia, però comunque Milano è insostenibile, è una cosa che non rispecchia ciò che sono abituato a vedere. Roofio: quando mi dicono: ”oh ti sei fatto i soldi, eh?” mi verrebbe voglie di ... Se il progetto Two Fingerz fosse stato fatto 20 anni fa … Danti: Avremmo fatto i miliardi! [Ride]
Immense grazie siano rese Redazione ai membri del personale ATA che perdono investono il loro tempo nel ciclostilare il nostro amato giornale Caporedattrice: Giulia Bianco, 4°b
Impaginatore: Stefano Tagliabue, 5°D
Redattori: Paola Arcolin, 1°B; Elisabetta Ferreri, 5°D; Myrea Celant, 3°E; Beatrice Giaconia, 3°E; Ylenia Mariani, 3°E; Serena Paulan, 3°E; Riccardo Sala, 4°F; Gloria Gaggiano, 4°F; Simone Borgonovo, 4°b. Altri: Elio Tagliabue
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