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etCetera
n°5 - Gennaio 2014
Liceo Majorana Desio
Il Giornalino degli Studenti!
Questo numero è più corto degli altri perchè le dimensioni non contano
Gabriele Gatti 4°C
Cogestione
“ Sabato si è tenuta l'assemblea dei rappresentanti. Ordine del giorno? Cogestione del 13 e 14 Marzo. Le proposte per quest'anno sono state varie e numerose, in modo che nessuno possa rimanere deluso “ ... Continua a pag. 3
Apologia della cimice “ In effetti mi sono reso conto che personalmente conosco davvero poco sul loro conto e non ho mai sentito il bisogno di informarmi,
ma
perché?
e arian r a l i g ia M g le Y i d
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12 g a ap
Perché
sono brutte, ed essere brutti, in questo mondo, è una sventura. “
Marco Consonni 5°D
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Continua a pag. 8
“ Diventa chi sei “
Friedrich Nietzsche
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ind i ce
n°5 gennaio 2014
2
AAA VENDESI COGESTIONE Carpe Diem La Protezione Civile Attraverso i loro occhi Apologia della cimice Tim Burton Frozen: il regno di ghiaccio Trash Science Sudoku & Games Forse non tutti sanno che...
3 pag. 4 pag. 6 pag. 7 pag. 8 pag. 10 pag. 12 pag. 13 pag. 14 pag.
Riccardo Sala 4°F
... che nel West Virginia esisteva una città chiamata “6” ... che i marchi Adidas e Puma sono stati creati da due fratelli, Adi Dassler (AdiDas) e Rudolf Dassler (RuDa divenuto poi Puma) ... che acquistare un’auto oggi costa in proporzione molto di più di quanto Cristoforo Colombo spese per far armare e viaggiare tre navi verso il Nuovo Mondo ... che il 40% degli americani non è mai andata dal dentista ... che Francesco Vigorelli, alias Jake La Furia, è figlio di un noto e ricco grafico pubblicitario.
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s c u ola 3
n°5 gennaio 2014
Gabriele Gatti MC 4°C
AAA VENDESI COGESTIONE Sabato si è tenuta l'assemblea dei rappresentanti. Ordine del giorno? Cogestione del 13 e 14 Marzo. Le proposte per quest'anno sono state varie e numerose, in modo che nessuno possa rimanere deluso. La palestra ovviamente verrà utilizzata: non per il calcetto, dato che è visto come esempio diseducativo a causa delle possibili “discussioni” colorite, ma per lezioni di arti marziali come il Kung Fu (panda?) e le Mixed Martial Arts, per gli amici MMA. Gli amanti delle serate 'in disco' potrebbero rimanere soddisfatti perchè, in aula informatica si terrà un corso DJ, ai più fantasiosi ed artistici si consiglia la partecipazione ad un breve corso sui fumetti, e per quelli più sgamati nella street art sarà chiesto di decorare i separé tipo-cinese che sono apparsi in succursale, e che vengono usati per i colloqui. L'associazione Skynabox verrà invitata per tenere un laboratorio di giocoleria o di stop-motion, per intenderci la tecnica che permette di montare video con la veloce successione di fermi-immagine (vedi: Coldplay – every teardrop is a waterfall), mentre, a chi i video piace vederli, si programmava di riservare un'aula adibita a cineforum. Oltre che i cinefili verranno accontentati anche gli amici cinofili (sì, cambia una sola vocale ma la differenza è notevole), che potrebbero assistere alla testimonianza di una unità cinofila della zona, invitata per l'occasione. Invece a non parlare di cani sarà, che ironia, il professor Canino, che proporrà una lezione di storia contemporanea focalizzando su alcuni aspetti della storia italiana. A qualcuno, probabilmente, sarà capitato di fermarsi con lui e la Fossati, dopo l'orario scolastico, per l'appuntamento mensile dedicato ai film storici d'autore; per capire il nostro presente è importante conoscere il nostro passato prossimo, quindi non esitate a venire! Non è finita, sembra che il nostro istituto proponga di sensibilizzarci all'impegno
nel sociale attraverso un incontro con i volontari della Protezione Civile, per spiegarci un po' il loro mestiere. Voci di corridoio, non smentite, informano di una possibile presentazione dell'Accademia Militare; chi ha sempre sognato di mettere piede nel esercito ora può finalmente alzarsi dal divano, spegnere “Call of duty” e seguire la sua vocazione. Chi non vuole imbracciare le armi, ma si accontenta di saltare a destra e manca, sarà contento di sapere che avanzano le trattative per contattare la crew MilanMonkeys, in modo che ci diano una dimostrazione del loro talento nella Parkour, ma se ciò non si dovesse realizzare non disperate, alcuni ragazzi stanno programmando un corso di Hip Hop per farvi saltare a ritmo di musica! Visto che il quadrimestre è ormai finito, e non molti hanno le idee chiare sul proprio futuro scolastico, ci sarà un confronto con gli ex-studenti del liceo e con alcuni genitori per aiutare nell'orientamento. Pazzesche sono invece le ultime idee uscite da un brainstorming diretto dai rappresentanti, la prima consiste nel portare i Two Fingerz per un concerto/testimonianza/qualcosa che non ho capito nemmeno io, la seconda vedrebbe l'invito di uno youtuber a scelta tra Yotobi e Dario Moccia. Tutto questo sarà possibile? Non si sa, queste sono le promesse elettorali dei nostri rappresentati, si aspetta con ansia Marzo per vedere cosa si realizzerà, mi raccomando non mancate alla cogestione! Marzo è ancora lontano e c'è ancora tempo per programmare l'impensabile, quindi se avete altre proposte da aggiungere al lungo elenco, o se semplicemente volete commentare quelle già dette, fatecelo sapere scrivendo sulla pagina Facebook del giornalino: EtCetera/ Liceo Majorana Desio. Non aver paura e #dilatua!
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s ala’ s 4
n°5 gennaio 2014
Riccardo Sala 4°F
Carpe Diem
vivi per dominare la vita, non per esserne schiavo Co n i l 2 0 1 4 c h e n o n è p iù al l e po r te, ma c he è già e n t r a t o, molti avranno fatto i buoni propositi per il nuovo a n n o. Q u e s t o è u n n u o v o i n i z i o, p e r m o l t i è l ’op po r t un i t à di r it ro vare una scusa per rip re n d e re t a nt i p ro g e t t i abbandonati o per iniz i a r n e d i n u o v i . D i re i che è il caso di cominc i a r e a d a s c o l t a re c i ò che ci dicono i nostri p r e d e c e s s o r i , c o l o ro c h e c i h a n n o t r a m a n d a t o q u e s t o d e t t o l a t i n o “C a r p e D i e m”. S i d ov re b b e i n i z i a re a d a b b a n d o na re o gn i s o r t a di p ro cra st ina z io n e, ogni sor ta di pigrizia mentale, di insicurezza o comunque tutto ciò che ci blocca e ci impe d i s ce di fa re ci ò che vo gl ia mo. Perché s i , o g n u n o d i n o i h a u n s o g n o, u n a p a s s i o n e c h e v o r re b b e s e g u i re. N o n è m a i t ro pp o t a rd i p er in iz i are a i nt rap rendere i l propr io s ogn o, ma , ce r to, s e si a spet t a t r o p p o, l a r o s a c h e o r a è a p p e n a s b o c c i ata d om an i ap pa ss irà . Pro pr io per q ue sto c ar p e d i em . Ognuno di noi ha delle aspirazioni, dei d e s i d e r i , c h e p e rò n o n d e v o n o t r a s fo r marsi in sogni ad occhi aperti. Bisogna i m p a ra re a v i ve re n e l l ’at t i m o i n c u i s i è, n e l l a re a l t à , n e l l ’a t t i m o c h e f u g g e o s i p o t re b b e ro p e rd e re d e l l e o c c a s i o n i i m p o r t a n t i . Pe r ò n o n a n d a re a v a n t i p e n s a n d o “o g n i l a s c i a t a è p e r s a , q u i n d i m e g l i o co g l i e re l ’o cc a s i o n e a l vo l o”. N o ! Co g l i l ’a t t i m o e re c u p e r a a n c h e q u e l l o c h e h a i p e r s o. Co g l i l ’a t t i m o e n o n
l ’a s c i a r t i s c a p p a re l ’o c casione della vita, questa è l ’occasione da non l a s c i a r s i s c a p p a r e. L a vita. Ora noi studenti abbiamo davanti ancora un grande f u tu ro e non dobbiamo perd e rc i , a s p e t t a re, r i m a n da re, ma vi vere a de s s o. Molti sono chiamati a s cegl i ere i l propr i o perc o r s o f u t u ro. È u n a scelta impor tante e non va fatta tanto a cuor l e g g e ro, m a n e a n c h e s o l o p e n s a n d o a r a g i o n i o p p o r t u n i s t i c h e. S c e g l i e n d o d i i n d i r i z z a r s i ve r s o u n a p r o fe s s i o n e c h e n o n p i a c e s i a n d r e b b e i n c o n t ro a f r u stra zione, sareb be una professio n e o p p r i m e n t e. C i s i s v e g l i e re b b e o g n i mattino per cosa? Molto meglio sce gliere secondo la propr i a pa ssi on e, co s ì ogni mat tina si andrà a l lavoro o a ll ’u n ive r s i t à c o s c i e n t i c h e s i s t a a n d a n d o a f a re q u a l c o s a c h e c i p i a c e. I n q u e s t i tem p i di cr isi non è f a c i le, ma no n è n e a nche im p ossib i le fare c i ò c he ci a pp assiona. O v vio, p oi i l lu nedì matti n a qu as i nessuno è contento d i and are a l l avo ro, anche se fa il lavoro dei propri sogni, m a d i ce r to a f i n e gi o r n at a s i to r n e rà a casa più soddisfatti, anche di quello che fa un lavoro che od i a, ma gu ad agn a milioni. Perché tanto a cosa ser vono troppi sol di ? R icc hi o p over i al la fi ne si fi n i s ce t utt i nello stesso pos to, si di vent a “co nc i m e p e r i ve r m i ”, p e r q u e s t o c a r p e diem, per questo bisogna sfruttare al meglio le proprie possibilità, per questo
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sa la’ s
n°5 gennaio 2014
5
b iso gn a an dare avanti “succ hi an d o il m id o l l o d e l l a v i t a”. S e s i r a g i o n a s o l o i n b as e a s ch em i e g ua da gno no n si v ive fe lici, i soldi non bastano mai, si può essere contenti, ma credo che la felicità sia a l tro, qu a n d o s i è a p o sto co s ì, so d disf at t i. E c c o, d u r a n t e q u e s t e fe r i e h o v i s t o d u e film che mi hanno particolarmente colp i to e i n c u i s i r i t rov a n o p a r te d i q u e s t i t e m i . D u e f i l m c h e s o n o m o l t o d i ve r s i , m a c h e p o s s o n o a ve r e a l c u n i a s p e t t i i n co m u n e. H o co n o s c i u to Wa l te r M i t t y, u n uo m o d i m e z z a età che p a ssa l a vit a a so gn a re a d o cc h i ap er ti , m a c h e a u n cer to p u n t o s i s v e g l i a e i m p a r a a v i v e re d a v v e r o i s u o i s o g n i re c u p e r a n d o t u t t o c i ò c h e s i e r a p e r s o n e l l a v i t a . “ Ve d e re i l m o n d o, co s e p e r i co l o s e d a ra g gi u n g e re, trovarsi l’un l’altro, e sentirsi. Questo è lo scop o d e l l a vi t a”. Ho conosciuto poi il mitico professo John K e at i n g d e l l a We l to n Ac a d e my. U n a p e rso na l it à c h e m i ha d av vero co lp ito e c he v i co n s i g l i o d i a n d a re a ce rc a re. Vi r i t ro vere te i n d ive r s e co se c h e h o d et to. Non c i s i d o v re b b e a r re n d e re a d u n f u t u r o p r e s t a b i l i t o, m a g a r i d a q u a l c u n a l t ro, u n f u t u ro che segue degli schemi, c h e te n d e al l ’ un ifo r mità . N o n s i d o v re b b e e s s e r e u n g r e g g e d i p e c o re, i n cui tutti seguono il p r i m o p e c o ro n e, t u t t i f a n n o l e co s e “p er p r in ci p io”. B e h q u es te so no so luzioni a cui è facile a r r i v a re. Seguendo quello che ha già fatto qualcun altro non si ris c h i a d i c a d e re, m a n o n s i v a m o l to l o n t a n o, n o n
s i d i ve n t a a l t r o c h e u n o f r a t a n t i , a n z i n o n s i è n e a n c h e q u e l l ’ u n o, s i r i m a n e quei tanti, l’uno che potrebbe distinguer si è solo la p r i ma pecora , ma s o l o s e s i v a a c e r c a r e i l p r i n c i p i o d e l g r e g g e. Ce r t o, s e v i i m p o n e s s i “i l p r i n c i p i o d e l C a r p e d i e m” s a r e b b e l a s t e s s a c o s a , m a n o n è q u e s t o q u e l l o c h e v o g l i o f a r e. Vi ve r e d a l i b e r i p e n s a t o r i , a g i r e d a l i b e r i p e n s a t o r i , q u e s t o è i l v e r o m e s s a g g i o. Co m i n c i a re a f a r s i s e n t i re, a d i re l a p ro p r i a . Po t re i d i re “n o n è m a i m o r t o n e s s u n o” e i nve c e s i . I n p a s s a t o n o n e r a t u t t o c o s ì “s e m p l i c e” c o m e o g g i . N o i v i v i a m o i n u n’e p o c a i n c u i c i s o n o m i l l e modi per esprimersi, bisogna solo coglierli e far partecipi gli altri di quello che sappiamo, pensiamo. L’uomo non si è e vo l u t o g r a z i e a l g u i z z o d i u n a s o l a m e nte, m a s i a m o a r r i vat i a l l a s i t u a z i o n e odierna grazie ad un lungo processo di c o l l a b o r a z i o n e t r a m o l t i s s i m i c e r ve l l i , moltissime menti e ideologie di tutto il m o n d o e d i t u t t e l e e p o c h e. D e t t o q u e s t o, s a re b b e s c i o c c o s o p p r i m e re l a p r o p r i a or igi nali tà e p oi tenere tut to p er s e q uel che si sa. Allora comi nc i a re a d a l la rg a r e i p ro p r i o r i z z o n t i e a g u a rd a r e l e cos e d a un’a ltra p ro s p ett i v a , m a g a r i s c o p r i re t e c h e o l t r e i l vo s t r o c o m p a g n o d i b a n c o c ’è u n a persone che la pensa in un modo diverso e oltre l ui un al tro ancora. Q u e s to è p a r te d i q u e l l o c h e p e n s o i o, q u e s to m i scuglio di idee è solo una p i c c o l i s s i m a p a r t e. Tu cosa ne pensi? Sono cur i o s o, d a v v e ro v i e n i a c e rc a r m i o s c r i v i m i . I o sono R i cc ard o S al a .
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s c u ola
n°5 gennaio 2014
Giulia Bianco 4°b
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La Protezione Civile
Da quest'anno il nostro liceo collabora con la Protezione Civile in un progetto rivolto a noi studenti con lo scopo di ampliare le nostre conoscenze riguardo le procedure di emergenza, insegnarci ad agire con senso civico ed informarci sul ruolo della Protezione Civile e su come essa agisce sul territorio nazionale. Se ancora rimangono da definirsi le modalità con cui si svolgerà, sappiamo per certo che progetto verrà messo in atto durante la seconda metà dell'anno scolastico e che saranno coinvolte in par ticolar modo alcune classi del triennio. La Protezione Civile è l'organo che si occupa della gestione degli stati di emergenza. È costituita, a livello statale, da varie componenti, come i vigili del fuoco, le forze armate, la polizia, la croce rossa, ed il soccorso alpino, ma le operazioni svolte dalla Protezione Civile sono in realtà effettuate dai volontari. Può entrare a far parte della Protezione Civile come volontario qualsiasi cittadino che abbia compiuto la maggiore età. I membri, volontari e non, lavorano costantemente per garantire la nostra sicurezza agendo come opportuno per prevenire ed affrontare qualsiasi eventuale tipo di emergenza. La sezione italiana della Protezione Civile è considerata una delle migliori al mondo, tanto che, dopo la tragedia dell'uragano K atrina che ha devastato gli Stati Uniti nel 2005, alcuni membri della Protezione Civile americana sono stati mandati proprio nel nostro paese per essere istruiti riguardo le manovre d'emergenza.
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at t ua lit à 7
n°5 gennaio 2014
Letizia Bigatti 4°a
Attraverso i loro occhi Ci sono delle realtà sociali che evitiamo, o perché le riteniamo pericolose per la nostra vita o perché ne abbiamo solo paura. Forse influenzati da una società che esalta il “bello” e “l’efficiente” e che ignora ogni individuo che non rientra in questa definizione, tendiamo ad emarginare chi non corrisponde ai questi canoni. Disabili, tossicodipendenti, barboni, prostitute, malati e potrei andare avanti ancora, sono ritenuti da molti relitti della civiltà, una copia in bianco e nero di un disegno a colori. Mi è capitato una volta di prestare servizio volontario in case che ospitavano malati e disabili, ne ho conosciuto i dolori, le gioie, le doti nascoste. Poi sono entrata in contatto con un’altra realtà: un centro di accoglienza per malati di HIV. Non ero mai stata in un luogo dove, appena entrata, mi sembrava che apparisse indelebile la famosa scritta “Lasciate ogni speranza voi che entrate”. Lì la vita non è più vita. Gli ospiti ricoverati passano le giornate davanti alla tivù, aspettando l’ora della terapia o dei pasti. Hanno tra i 30 e i 50 anni, ma alcuni ne dimostrano il doppio. Nessuno ride. La maggior parte di loro porta incisi nel volto i segni della malattia, segni che rimarranno scolpiti per sempre. Perché per diventare così basta un attimo, una cazzata fatta in gioventù, una precauzione non presa. Rober ta il secondo giorno mi disse “Che cosa ho fatto io per meritarmi questo??” Ho scoper to che aveva contratto la malattia
dal marito che non le aveva detto di essere malato. E così si era ritrovata in quella condizione, a lottare ogni giorno, a provare a vivere una vita normale. L’HIV non è solo una malattia che priva l’uomo delle difese immunitarie, rendendolo debole e più esposto al rischio di ammalarsi, ma lo priva anche del coraggio e della speranza di guarire. A causa della malattia, diversi ospiti della casa di accoglienza diventano incapaci di muoversi autonomamente e costretti in carrozzina. Sarà stata un’esperienza “for te”, ma mi ha fatto riflettere sulla nostra condizione sana, che spesso critichiamo o di cui siamo insoddisfatti. Un giorno un uomo saggio mi disse “il valore più impor tante che ogni uomo deve difendere è la sua libertà.” Libertà non solo intesa come libertà fisica, ma anche come libertà di pensiero, libertà dai condizionamenti, dalle nuove forme di schiavitù che “con guanti di velluto” stanno soffocando il nostro pensiero. Come difendiamo il nostro senso critico? Siamo ancora liberi di andare contro le mode del nostro tempo? Forse le persone più sfortunate e bisognose hanno qualcosa da insegnarci. La loro presenza e la loro condizione sembra ricordarci il senso della vita. Soprattutto per noi giovani conoscere e capire queste situazioni di disagio può essere un’opportunità per crescere e per imparare ad essere davvero liberi.
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t emp o lib e r o 8
n°5 gennaio 2014
Marco Consonni 5°D
Apologia della cimice ATTENZIONE! Questo articolo ha la presunzione di essere filosofico Dubitando dell'eticità della mia idea originale e pensando agli ultimi eventi che hanno coinvolto la succursale, mi sono ritrovato a pensare alle cimici. È stupefacente quanto dei semplici insetti ci possano far ragionare sulla nostra società. Contestualizzando: al terzo piano della succursale, osservando le lampade, si possono notare molte cimici che, rimaste bloccate, sono andate incontro ad un triste destino (se non ve ne foste accorti sono proprio lì, sopra la vostra testa quando prendete il caffè). Non voglio lanciarmi in una denuncia delle condizioni strutturali della nostra scuola, ma solo ragionare un po' sulle cimici. In effetti mi sono reso conto che personalmente conosco davvero poco sul loro conto e non ho mai sentito il bisogno di informarmi, ma perché? Perché sono brutte, ed essere brutti, in questo mondo, è una sventura. Non a caso tutti noi, o quasi, spendiamo tempo e denaro per farci più belli. Questo perché nella nostra so Le cimici del terzo
« È s t up e facen te q ua n to d e i s e m p li c i i n se tt i ci p os s an o fa r ra gi o n are s ul la n os t ra s o c i et à . » cietà si vive soprattutto grazie all'apparenza. Già gli antichi greci connettevano la bellezza alla bontà, la bruttezza alla cattiveria. Noi quindi odiamo le cimici poiché sono a noi aliene, brutte e per questo ci fanno ribrezzo. Che poi siano insetti che si nutrono del nostro sangue lasciandosi cadere su di noi, il che le rende in effetti un poco ripugnante, è un caso, la loro funzione è solo di metafora. Come già detto la nostra società si basa molto sull'apparenza perché, dopotutto, è l'unico metro di giudizio che l'uomo possiede. Noi conosciamo elaborando le informazioni che percepiamo coi sensi e quindi possiamo solo conoscere le manifestazioni degli altri uomini, piano in succursale
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t emp o lib e r o
n°5 gennaio 2014
9
non la loro interiorità (forse neanche noi stessi riusciamo a conoscere la nostra interiorità). Anche quando conosciamo una persona più in profondità non facciamo che conoscere la sua apparenza, infatti non potremmo mai sapere se quello che dice è in effetti quel che pensa o quello che ha deciso di farci credere che pensi. Probabilmente a tutti, prima o poi, presumibilmente alle elementari, è stato chiesto se sia meglio essere o apparire e, da bambini, si risponde sic u r i c o n " e s s e r e ". M a s e s i è s e n z a farlo trasparire agli altri, si sarà altro, poiché noi siamo in rapporto alle interazioni sociali. Un intelligente che non parla mai diventerà, per esempio, un uomo schivo (si potrebbe presumere la sua intelligenza, nulla di più). Anche nelle interrogazioni e verifiche, a rigor di logica, noi non dimostriamo di sapere ma di saper rispondere alla domanda (e infatti si usano i bigliett i n i ) . L' u n i c o m o d o p e r essere davvero quel che noi siamo è agire in modo coerente con la nostra interiorità, quindi dopotutto è più importante l'apparire. Il quadro più bello del mondo, dimenticato sotto un telo in cantina, sarà superato in bellezza anche dal più brutto disegno di un bambino. Cer to, se fossimo eremiti tale problema non si porrebbe, ma calati nella società, allora sì che
diventa più importante l'apparire. Ecco spiegato quindi perché spesso si guarda alla società come un mostro, essa infatti ci vuole solo in funzione di quello che sappiamo fare. Forse un po' tr iste. Concluderei il tutto una citazione di Friedrich Nietzsche: "Non bisogna solo saper suonare bene, ma anche sapersi far ben udire. Il violino in mano al più gran maestro emette solo un pigolio, quando la sala è troppo grande; allora si può confondere il maestro c o n q u a l s i a s i s t r i m p e l l a t o r e ". Mi scuso per l'uso improprio del term i n e " a p o l o g i a ". Mi scuso verso chi si aspettava un trattato sulle cimici ma non sono un entomologo e non saprei neanche improvvisarmi tale. Non avrei neanche interesse a difendere le cimici che, dopotutto, mi fanno un po' schifo.
Il tradimento delle immagini, quadro di Magritte del 1929, recita “questa non è una pipa” e rappresenta al meglio il concetto di essere/apparire
t emp o lib e r o
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n°5 gennaio 2014
Myrea Celant 3°E
10
Tim Burton
“A H o l l y w o o d c i va d o s o l o p e r l a v o ra r e, n o n v i v o p i ù a Lo s A n g e l e s ; l a m o n d a n i t à n o n m i p i a c e, m i s e n t o v i c i n o a i m i e i p e r s o n a g g i , p o c o i n t e g ra t i e i n c o n f l i t t o c o n l a s o c i e t à : a n c h' i o t e n d o a i n t e r i o r i z z a r e t u t t o, s o n o c h i u s o, s o l i t a r i o e a r ra b b i a t o.”
alquanto
discuti-
bile, confido nel fatto che il macabro sia
burtoniano ben
visto
apprezzato maggior
e
dalla
parte
e
questo per il semplice motivo che ogni suo film ha il sapore di un capolavoro. carriera
La è
sua stata
piuttosto produttiva
sin
da
Timothy William Burton, meglio co-
quando era molto giovane, ma i
nosciuto
film
bank,
come
25
Tim
agosto
Burton
maggior
successo
risal-
gono alla produzione degli ultimi
regista, sceneggiatore, produttore
25 anni: basti pensare alla tor-
cinematografico, animatore e dise -
mentata, oscura e avvincente saga
gnatore
di Batman, ispirata all'omonimo
statunitense...
Wikipedia.
A
Burton
mio
secondo invece,
semplicemente
fumetto;
al
personaggio
strava-
un
gante che è Edward mani di for-
genio del cinema capace di dar
bice, con il bisogno di amare e un
vita alla discriminazione di tutti i
senso
giorni tramite dei personaggi fuori
fanno soffrire; al re delle zucche
dal
profondamente
Jack Skeletron di The Nightmare
adorabili. Nonostante sia uno stile
Before Christmas, nato dalla colla-
normale,
è
parere
è
di
un
Tim
1958),
(Bur-
ma
d'incompletezza
che
lo
t emp o lib e r o
etCetera Majorana Desio
n°5 gennaio 2014
11
borazione con la Disney girato in
cole, Burton affronta una lotta in-
stop-motion;
senza
teriore che caratterizza da sempre
testa de Il mistero di Sleepy Hollow;
la sua vita e le sue idee e che trova
al rifacimento del classico “La fab-
sfogo grazie alla perfetta collabo-
brica
razione con Jhonny Depp e Helena
di
al
cavaliere
c i o c c o l a t o ”,
alla
storia
d'amore tra La Sposa Cadavere e un
Bonham
vivo giovanotto, al macabro musi-
anche nella vita reale), due colossi
cal del barbiere assassino Sweeney
del cinema e due incredibili inter-
To d d e a i r e c e n t i A l i c e i n Wo n d e r -
preti dello stile burtoniano: il trio
land e Dark Shadows. Per ogni sua
più
opera Burton crea dei personaggi
schermo, capace di incantare e far
fuori dal comune, oscuri, tristi e
riflettere. Il suo più grande ricono-
soli capaci di riflettere una società
scimento fu il Leon d'Oro alla car-
spaccata da apparenti differenze,
riera nel 2008, all'età di 50anni,
dall'idea
certe
ma quando si ha un talento come il
classi sociali o di individui consi-
suo il riconoscimento più grande
d e r a t i “ d i v e r s i ”. I l c i n e m a d i T i m
che
Burton è la rivincita dei diversi, è
sfruttarlo. Personaggi macabri in
un mezzo potente, capace di lan-
scenari surreali: la ricetta perfetta
ciare un messaggio profondo con-
di uno stile cinematografico mai
tro i prepotenti a favore dei più
visto prima.
di
inferiorità
deboli. È raro non riuscire a riconoscersi in almeno uno dei personaggi
che
caratteriz-
zano
le
gusto
gotico,
storie
trettanto
dal
ma
al-
difficile
è
riuscire a dare un'interpretazione tiva
oggetalle
sceneggiature.
Sotto
quello strato di follia che rende tanto interessanti
le
sue
pelli-
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di
etCetera Majorana Desio
r ec ens i oni 12
Frozen
n°5 gennaio 2014
Ylenia Mariani 3°E
il Regno di Ghiaccio Mentre ci abbuffavamo tra pranzi di Natale, pandori e panettoni la Disney ci ha offerto la visione di un nuovo film FROZEN Il Regno Di Ghiaccio, un musical che narra la storia di Elsa e Anna, due sorelle che vivono nel regno immaginario di Arendelle, situato su un fiordo. Un giorno, però, il magico potere di Elsa di comandare la neve e il ghiaccio per poco non uccide la più piccola Anna, così i genitori delle bambine decidono di chiudere il palazzo e di allontanare Elsa dalla sorella per proteggerla. Questa situazione infelice termina il giorno dell’ incoronazione di Elsa come regina quando il palazzo viene riaperto e Anna trova il “vero a m o r e ”. A n c h e i n q u e s t a c i r c o s t a n z a Elsa non riesce a trattenere i suoi poteri, scatena la magia e fa piombare il regno in un inverno senza fine che
porterà Elsa a scappare. Anna invece con l’aiuto del nuovo amico Kristoff e della sua renna Sven, si metterà alla ricerca della sorella per chiederle di mettere fine al gelo. Per la trama è stata presa ispirazione
dalla fiaba di Andersen “La Regina D e l l e N e v i ”. Il film è stato soggetto a diverse critiche soprattutto per l’utilizzo di brani cantati, e per l’utilizzo di un linguaggio moderno che non è stato acclamato dai fans abituati alla ormai settantasettenne Biancaneve. Anche se a detta di molti non è stato uno dei miglior film della Disney ha avuto un incasso stellare di 640 milioni di dollari, solo nelle prime sei settimane, questo è il secondo inc a s s o m a g gi o re d e l l a D i s n e y, a l primo posto troviamo il Re Leone. In aggiunta il film si è aggiudicato ai Golden Globe 2014 il premio per il miglior film di animazione. La colonna sonora Let it go è cantata da Demi Lovato e ahimè tradotta e cantata da Martina Stoessel, protagonista in Violetta, in italiano e spagnolo. Il film è simpatico, presenta una nuova favola che non molti bambini conoscono, e con personaggi piacevoli come il pupazzo di neve Olaf e la renna Sven fa tornare bambini anche il pubblico più adulto.
etCetera Majorana Desio
t emp o lib e r o 13
n°5 gennaio 2014
Stefano Tagliabue 5°D
Trash Science un foglio di carta può portarti sulla Luna
E s i s to n o t re t i p i d i b a m b i n i : q u e l l i c h e d a gr a n d i vo g l i o n o f a re g l i a s t ro n a u t i , quelli che da grandi vogliono fare i calciatori e le bambine (essendo un maschio non so cosa le bambine desiderino fare da grandi, ho preferito non rischiare ipo tesi). Io personalmente ero un bimbo del primo tipo, e come tutti quando ho sco p e r to c h e n o n s a re i m a i s t ato u n a s t ro n a u t a m i s o n o p re s o m a l e. G i à , l a v i t a è t r i s te. . . m a n o n t u t to è p e rd u to ! A r r i v a re s u l l a l u n a p u ò e s s e re p i ù f a c i l e d i quanto sembri... Prendete un semplice foglio di car ta delle misure che volete voi: grande o piccolo non fa differenza. Ora iniziate a piegarlo a metà, quindi piegatelo ancora a metà, e ancora e ancora e continuate a piegarlo per 42 volte. Una volta finito il vostro foglio avrà uno spessore sufficiente da permetter vi di arrivare sulla luna. Buon diver timento! Ok , per quanto p o ss a s em b ra re u n a co sa a ssurd a è t ut to ve ro, n o n fo s s e per i l fatto che è materialmente impossibile piegare un foglio più di 7 o 8 volte. M a andiamo con ordine: ogni volta che si piega un foglio il suo spessore cresce in modo esponenziale, cioè ogni volta è spesso il doppio prima. Con pochi semplici calcoli sarà tutto più chiaro: ipotizziamo di prendere un foglio e iniziamo a piegarlo lungo uno dei due sensi, possiamo vedere che il foglio è due volte più spesso rispetto a com'era prima di piegarlo. Pieghiamo ancora e il foglio diventa 4 volte più spesso r ispetto all'inizio e cioè 2 volte più spesso r ispetto a pr ima. Pieghiamo ancora e il foglio sarà 8 volte più spesso rispetto all'inizio e cioè due volte più spesso rispetto a prima, e così via. Proviamo ora ad assegnare allo spessore del foglio il valore ipotetico di 1; dopo che lo avremo piegato la prima volta il suo spessore diventerà 2, poi 4, poi 8, 16, 32, 64 ecc. Possiamo semplificare la cosa dicendo che lo spessore del foglio dopo x passaggi si può calcolare con la funzione f(x)=2^x. Ponendo x=42 otteniamo f(42)=2^42 grazie alla quale possiamo trovare lo spessore del foglio dopo averlo piegato 42 volte, cioè 4*10^12. Ora consider iamo che un foglio ha di nor ma uno spessore di 100 micron, ossia 10^-4 m. Bene, moltiplicando lo spessore ipotetico dopo 42 passaggi per lo spess o re re a l e d i u n fo g l i o o t te n i a m o l o s p e s s o re d i u n fo g l i o p i e g a to 4 2 vo l te, e quindi 4*10^12 * 10^-4 = 4*10^8 = 400000000 m = 400000 k m. sapendo che la Luna dista 380000 k m avanzerebbe anche della car ta per il ritorno! Nonostante tutto questo sia fantastico c'è un piccolo inconveniente:, anche se u s a s s i m o u n fo g l i o d i l a to 1 m , d o p o ave r l o p i e g a to 4 2 vo l te i l l a to av re b b e l e stesse dimensioni di un atomo di idrogeno! Potete comunque provare utilizzando per esempio le pagine del libro di mate matica che così, almeno per una volta, si rivelerebbe utile.
etCetera Majorana Desio
s va go
n째5 gennaio 2014
14
Sudoku & Games
scemochilegge
Immense grazie siano rese ai membri del personale ATA che perdono investono il loro tempo nel ciclostilare il nostro amato giornale!
Redazione Caporedattricee: Giulia Bianco, 4°b
Impaginatore: Stefano Tagliabue, 5°D
Redattori: Gabriele Gatti, 4°C; Marco Consonni, 5°D; Myrea Celant, 3°E; Ylenia Mariani, 3°E; Riccardo Sala, 4°F; Letizia Bigatti, 4°a;
Le copie del giornalino sono poche non perché siamo molto taccagni ma perché è stato messo anche online, sul sito:
issuu.com/etceteramajorana.
Se non sei stato abbastanza veloce da prenderne una copia leggilo online, la definizione è maggiore e le immagini (forse) sono a colori! Inoltre se vuoi vedere pubblicato un tuo articolo puoi inviarlo alla e-mail:
etceteramajorana@gmail.com
ricordandoti di inserire anche nome, cognome e classe!
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