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Lorenzo I miei talenti risvegliati

es.ser.ci.

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e raccontarSI


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e raccontarSI

Lorenzo I miei talenti risvegliati

Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari


Motivazione

Mi

chiamo Lorenzo, ho 26 anni e mezzo e abito a Trento. Mi sono avvicinato al Servizio Civile per una serie di ragioni ma anche per un po’ di casualità. Ero alla ricerca di lavoro e mi è stato proposto il Servizio Civile o meglio ho trovato che il Servizio Civile poteva essere la soluzione più a portata di mano e avevo la sensazione di avere trovato qualcosa che mi interessava. Un progetto con gli anziani mi sembrava la soluzione migliore che mi desse anche un po’ di sicurezza perchè avevo fatto la scuola per operatore sociale. Metafora della strada L’esperienza del Servizio Civile all’inizio mi sembrò una strada nella giungla. L’ambiente lo conoscevo superficialmente in quanto avevo svolto il tirocinio. Ora, invece, mi trovavo nella condizione di starci ogni giorno, per un anno intero. Quando ho iniziato il Servizio Civile mi trovavo a questo punto della mia vita: alla scoperta di me stesso, 


un’esplorazione di me. Facendo questo ho avuto anche l’occasione di vedere quali sono i miei limiti, che cosa so, che cosa devo migliorare. Quindi ero in una situazione tranquilla e volevo mettermi alla prova. La famiglia e gli amici I miei famigliari mi hanno appoggiato… forse un po’ troppo! Però, viste le circostanze, non mi pento della scelta fatta; forse, in circostanze diverse avrei agito diversamente, ma questa è un’altra storia. Mentre con gli amici non ho parlato molto di questa scelta, parlandone con altre persone che conoscevo, queste approvavano la mia scelta. Il progetto Ho svolto il Servizio Civile in una casa di riposo precisamente quella che prima era il San Giovanni Bosco cioè la civica casa di riposo. È la sede di una struttura pubblica molto grande e si trova vicino al quartiere universitario a San Bartolomeo. Il progetto prevedeva come primo obiettivo la realizzazione di interviste agli anziani per raccogliere la loro 


biografia all’interno della struttura e prima del loro ricovero. Il secondo obiettivo era quello di creare una rete con le associazioni esterne alla struttura, per creare occasioni di socialità. Ho svolto una decina di interviste e adesso, con il proseguimento del Servizio Civile con i miei compagni, le stiamo elaborando. Per raccogliere le storie, per costruire la fiducia necessaria, sono stato coinvolto nelle attività di animazione. Partecipare a questo progetto ha portato novità nella mia vita quotidiana in quanto mi avvicina un po’ di più al tema della responsabilità poiché mi capita di dovere interagire con delle persone. Finora non mi ero mai preso delle responsabilità in maniera molto chiara; adesso invece so di potermi prendere delle responsabilità come per esempio gestire un gruppo, leggere il giornale davanti a una piccola platea, rispondere a richieste di varia natura e anche offrire spiegazioni. Quando mi capitava di rimanere da solo con un folto numero di persone provavo una gran paura che potesse succedere qualcosa, perchè, se fosse accaduto, non avrei saputo cosa fare. 


Questo mi avvicina molto alla responsabilità ed è nella mia vita una grossa novità. Mi è stato fatto notare che nei primi tempi ero esitante, poi piano piano, sono diventato più sicuro. Un’immagine come una fotografia indelebile Durante le interviste ho vissuto una forte intimità con le persone incontrate: mi hanno comunicato emozioni di gioia quando si trattava di eventi positivi, ma anche di dolore. Questa è un’immagine che mi è rimasta nel cuore. Un altro ricordo caro è la voce di un anziano che mi ringrazia per avergli portato un cappuccino. Inoltre, mi sono rimaste nel cuore le parole di elogio che ho ricevuto non solo dagli ospiti, ma anche dai loro parenti. Relazione con operatore locale di progetto e altri operatori Con i compagni e con l’Olp1 la comunicazione direi che è stata buona. All’ inizio stavo molto sulle mie, ero titubante, cercavo soprattutto di trattenermi essendo questo (1) Operatore Locale di Progetto 


un ambiente più o meno nuovo. Non sapevo come relazionarmi. Con l’ andare del tempo ho cominciato un po’ a lasciarmi andare, facendo qualche battuta; scherzando con l’Olp s’è venuto a creare un rapporto di amicizia attraverso la dialettica della battuta. All’inizio, quando mi si faceva una battuta mi si drizzavano i capelli sulla testa; poi ho cominciato ad essere più rilassato e a rispondere anch’io alle battute, con altre battute. Talenti risvegliati Il mio talento principale che penso si sia risvegliato o rinforzato grazie a questa esperienza, è la capacità di ascolto. Sono sempre stato una persona che più che chiacchierare, tende ad ascoltare. Gli anziani tendono molto a parlare di se stessi e attraverso questi momenti posso dire di essermi fatto carico della mia timidezza e di aver raffinato la mia attenzione all’ascolto. Inoltre credo che i miei talenti siano stati presi in cura dall’ Olp. Risorse e criticità Riuscire ad avere la fiducia di una persona, specie se la stessa ha una certa età, al punto che ti racconta anche delle cose dolorose o intime, è una cosa che mi soddisfa e nello 


stesso tempo mi fa un po’ paura. Se una persona ripone tanta fiducia in me, mi sembra una responsabilità piuttosto pesante: ricevere tanta fiducia non è cosa da prendere alla leggera. Una cosa che mi dà molta soddisfazione è la fiducia che mi sembra di avere acquisito da parte delle persone con cui lavoro, nel senso che se non si fidassero di me, non credo che mi avrebbero mai lasciato da solo con un gruppo di persone anziane. È la prima volta che mi capita in maniera così evidente che delle persone si fidino di me e questo mi procura molta gioia. L’aver ricevuto fiducia significa, in cambio, non tradirla. E questo non è cosa da poco. Anche la mia giovane età non è stata un motivo di difficoltà nella relazione con gli anziani perchè mi consideravano come un nipote e in tal modo acquistavo per loro una familiarità che faceva scaturire la fiducia, scalzando il pregiudizio sulla giovane età. Il Servizio Civile e il mio quotidiano Partecipando a questo progetto ho avuto l’occasione di confrontarmi con l’ambiente delle attività sociali e non so se mi sarebbe mai capitata quest’occasione. Sicuramente 


mi si sono aperte delle strade. Non so, per ora, se altre si sono chiuse. So che ho imparato a conciliare il tempo dell’impegno lavorativo con il tempo dedicato allo studio. Ho riorganizzato le mie giornate. Riflessioni sull’esperienza di Servizio Civile La strada da “giungla” è diventata una vera strada con un orizzonte visibile. Una strada talvolta difficile, ma comunque più chiara. Mi sembra di averla dovuta costruire, la strada, o meglio un tratto di strada: non avendo prima esperienza diretta me la sono via via costruita. Mi trovo sicuramente più avanti di quando ho cominciato e se non è mai stata una strada in discesa nè pianeggiante, non è comunque ripida come prima. Ho scoperto inoltre, percorrendo questa strada, che la mia opinione può essere ascoltata e questa è sicuramente una cosa che mi ha sorpreso. Un’ immagine del Servizio Civile Pensando alla mia esperienza, immagino un tramonto perchè ho a che fare con delle persone che sono un po’ al tramonto. Quello che io cerco di fare è di togliere le nuvole 


e di renderlo, per quanto posso, almeno più sereno. Un’altra immagine del mio Servizio Civile è di disboscare un po’ di bosco per crearmi una strada: anche se non so dove mi condurrà, intanto la costruisco. Le parole che lasceresti a un nuovo giovane del Servizio Civile Gli direi di farsi una domanda: “Che cosa posso fare se vedo che le cose non funzionano, per fare in modo che funzionino di nuovo”. Diciamo che è come lanciare un sasso in uno stagno e poi vedere gli anelli che si irradiano: cambiando me stesso posso cambiare anche il mondo che mi circonda. Una riflessione Questa è un’esperienza che rifarei, a meno che le circostanze non siano proprio così diverse.




Note editoriali Lorenzo I miei talenti risvegliati

Grafica ed impaginazione: APR&B Stampato da: Centro Duplicazioni della Provincia Autonoma di Trento Finito di stampare: Ottobre 2011 Progetto ideato da: Sara Guelmi Per: ES.SER.CI. Esperienze Servizio Civile - Trento Provincia Autonoma di Trento con la collaborazione e la partecipazione di: Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari Volume non destinato alla vendita.


es.ser.cI . e raccontarSI Sorprende gli stessi autori la scoperta di essere protagonisti di una storia. Una storia che si rivela loro attraverso la lettura del proprio percorso di vita e nel suo racconto. Rievocare gli episodi, ricordare le emozioni, dare volto alle persone, gettare squarci di luce sui momenti bui, ripercorrere momenti di gioia esaltante sono alcune delle innumerevoli tonalità che arricchiscono ed intrecciano la trama di una vita che nasconde, nell’ordito, l’unicità - oggi più consapevole dei protagonisti. Ricco, ma non prigioniero, di un presente che affonda le radici nella storia personale, ciascuno degli autori guarda le possibili, molteplici prospettive di viaggio che gli si aprono. Prospettive di viaggio che affronta con uno strumento in più: la consapevolezza di avere una storia, non solo da narrare e da ripercorrere, ma da proseguire. Comprendere il cammino e la natura di ciascuno aiuta a trovare il senso della propria storia e ad individuare la via migliore e più appropriata verso l’autorealizzazione.

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ES.SER.CI. E RACCONTARSI - I miei talenti risvegliati