15 LUGLIO 2013 • A cura di SPM Publicità • Supplemento al numero odierno de La Provincia
RISTRUTTURIAMO
FINO AL 2014 RISTRUTTURARE COSTA LA METÀ
Sono ufficiali le proroghe per gli interventi di recupero edilizio
II SPECIALE
LA PROVINCIA
LUNEDÌ 15 LUGLIO 2013
RISTRUTTURIAMO
A cura di SPM Pubblicità
Si arriva al 65% di detrazioni per gli interventi di miglioramento dell'efficienza energetica
E’ arrivato il momento di ristrutturare Nelle pagine di questo corposo “speciale” si parla delle ristrutturazioni edilizie e delle tante problematiche correlate alla luce della tanto attesa proroga delle detrazioni per gli interventi di ristrutturazione e risparmio energetico. Ne riassumiamo qui le tematiche. Dopo l'impegno ad assumere le opportune iniziative normative, volte a incentivare gli interventi di ristrutturazione e risparmio energetico, il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto-legge recante "Disposizioni urgenti per l'attuazione di obblighi comunitari e per il recepimento della direttiva 2010/31/UE in materia di prestazione energetica nell'edilizia. Il decreto legge ha l'obiettivo di promuovere il miglioramento della prestazione energetica degli edifici; favorire lo sviluppo, la valorizzazione e l'integrazione delle fonti rinnovabili negli edifici; sostenere la diversificazione energetica; promuovere la competitività dell'industria nazionale attraverso lo sviluppo tecnologico; conseguire gli obiettivi nazionali in materia energetica e ambientale. Con l'approvazione del decreto legge è previsto un forte potenziamento dell'attuale regime di detrazioni fiscali che passerà, dunque, dal 55% per gli interventi di miglioramento dell'efficienza energetica degli edifici (detrazione in scadenza il 30 giugno 2013) al 65%, concentrando la misura sugli interventi strutturali sull'involucro edilizio, maggiormente idonei a
ridurre stabilmente il fabbisogno di energia. Un'ultima conferma stabilita per dare la possibilità a quanti non lo avessero già fatto di migliorare l'efficienza energetica del proprio edificio. Così, per le spese documentate sostenute a partire dall'1 luglio 2013 fino al 31 dicembre 2013 o fino al 31 dicembre 2014 (per le ristrutturazioni importanti dell'intero edificio), spetterà la detrazione dell'imposta lorda per una quota pari al 65% degli importi rimasti a carico del contribuente, ripartita in 10 quote annuali di pari importo. L'effetto concentrato nel tempo della proroga e l'aumento della percentuale della detrazione possono dare un forte impulso all'economia di settore e in particolare al comparto dell'edilizia specializzata, caratterizzato da una forte base occupazionale, concorrendo in questo momento di crisi al rilancio della crescita e dell'occupazione e allo sviluppo di un comparto strategico per la crescita sostenibile. Proprio nell'ottica di recepimento della 2010/31 in materia di prestazione energetica, viene adottata a livello nazionale una metodologia di calcolo della prestazione energetica degli edifici che tenga conto, tra l'altro, delle caratteristiche termiche dell'edificio nonché degli impianti di climatizzazione e di produzione di acqua calda; vengono fissati i requisiti minimi di prestazione energetica in modo da conseguire livelli ottimali in funzione dei costi. I requisiti, da applicarsi
agli edifici nuovi e a quelli sottoposti a ristrutturazioni importanti, sono riveduti ogni 5 anni; nasce la definizione di "edifici a energia quasi zero" e viene redatta una strategia per il loro incremento tramite l'attuazione di un Piano nazionale che comprenda l'indicazione del modo in cui si applica tale definizione, gli obiettivi intermedi di miglioramento della prestazione energetica degli edifici di nuova costruzione entro il 2015, informazioni sulle politiche e sulle misure finanziarie o di altro tipo adottate per promuovere il miglioramento della prestazione energetica degli edifici. Entro il 31 dicembre 2020 tutti gli edifici di nuova costruzione dovranno essere a "energia quasi zero". Gli edifici di nuova costruzione occupati dalle amministrazioni pubbliche e di proprietà di queste ultime dovranno rispettare gli stessi criteri a partire dal 31 dicembre 2018. Viene, infine, previsto un sistema di certificazione della prestazione energetica degli edifici.
La Sicurezza
E’ necessaria la prevenzione Un altro aspetto di cui ci occupiamo nelle pagine che seguono è quello della sicurezza. Il cantiere edile è tra gli ambienti di lavoro che più necessitano di vigilanza. Il cantiere è storicamente un luogo di lavoro molto pericoloso, dove devono essere privilegiate continue attenzioni da parte di ogni attore presente e operante onde evitare drammatici incidenti. Per questo tutti devono impegnarsi perché la sicurezza sia garantita. Rispetto alla legge 626/1994, il D.Lgs. 81/2008 ha aggiunto una serie di norme che prevedono una tutela più ampia per i lavoratori che svolgono attività nel settore delle costruzioni. Le disposizioni si riferiscono alle misure elaborate dal legi-
slatore per la salute e la sicurezza nei cantieri edili. La crescita civica in ambiente di lavoro passa proprio dalla sicurezza. Non è possibile che nel terzo millennio tanti lavorato-
ri perdano la vita sui luoghi di lavoro. Per questo i cantieri edili in particolare, devono prestare grande attenzione alla sicurezza e insistere sulla prevenzione.
Bonus mobili
Serramenti
Caldaie
Anche i mobili rientrano nelle agevolazioni fiscali. Ricordiamo che la detrazione 50% è stata prorogata al 31 dicembre 2013 con il DL 63/2013, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 130 del 5 giugno 2013, e le agevolazioni sono state estese anche all’adeguamento antisismico degli edifici e all’acquisto di mobili in muratura (armadi a mura, cucine, bagni) per un tetto massimo di spesa di 10.000 euro. La detrazione 50% sulle spese di ristrutturazione si estende anche alle “ulteriori spese documentate di mobili finalizzato all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazioni”.
Le detrazioni fiscali valgono anche in tema di serramenti e relativa sostituzione. In caso di sostituzione di serramenti, per accedere alla detrazione fiscale per il risparmio energetico è necessario che l’edificio risulti esistente e già dotato di impianto di riscaldamento. Bisogna, dunque, stare attenti a che i parametri siano coerenti con la detraibilità. A differenza della detrazione per le ristrutturazioni edilizie che è valida solo per le abitazioni, quella per il risparmio energetico può essere utilizzata per edifici di qualsiasi categoria catastale (abitazioni, uffici, negozi, attività produttive o artigianali, ecc.).
Fra gli interventi ammessi alla detrazione del 50% vi è il caso della sostituzione della vecchia caldaia con una nuova tradizionale (ma anche con una a condensazione o a biomassa, o pompa di calore). Per ottenere lo sgravio è necessario che i pagamenti siano effettuati con bonifico bancario o postale . Dal 6 giugno 2013, per le caldaie a condensazione (con termoregolazione del calore) o a biomassa, l’agevolazione fiscale è del 65% (non più del 55%), con scadenza 31 dicembre 2013, per i privati (singole unità immobiliari) e 30 giugno 2014, per i condomini.
III
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Ufficializzate le proroghe per gli interventi di recupero edilizio e di riqualificazione sulle fonti di energia degli edifici
Ecobonus e ristrutturazioni edilizie prorogate per tutto il 2013 Sono state ufficializzate le proroghe per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio e quelli di riqualificazione sulle fonti di energia degli edifici. È stato infatti pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 130 del 5 giugno il DL 63/2013 che recepisce la direttiva 2010/31/Ue del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 maggio 2010, sulla prestazione energetica nell'edilizia per la definizione delle procedure d'infrazione avviate dalla Commissione europea. Sale così al 65% la detrazione per l’efficienza energetica. Per i condomìni i lavori sono agevolati fino a giugno 2014.Gli articoli 14 e 16 del provvedimento si occupano, rispettivamente, delle "detrazioni fiscali per interventi di efficienza energetica" e della "proroga delle detrazioni fiscali per interventi di ristrutturazione edilizia e per l'acquisto di mobili. In particolare, per quanto riguarda l'eco-bonus del 55%, che era in scadenza lo scorso 30 giugno, ne viene sancito l'innalzamento al 65% a partire dalle spese sostenute dalla data di entrata in vigore dello stesso decreto (6 giugno 2013) e il prolungamento fino a tutto l'anno in corso, con esclusione delle spese per gli interventi di sostituzione di impianti di riscaldamento con pompe di calore ad alta efficienza e impianti geotermici a bassa entalpia
nonché delle spese per la sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria. Ulteriori sei mesi di agevolazione (quindi, per le spese sostenute fino al 30 giugno 2014) sono riconosciuti agli interventi che riguardano le parti comuni degli edifici condominiali o che interessano tutte le unità immobiliari di cui si compone il condominio. Il beneficio, fruibile sia dalle persone fisi-
che sia dai soggetti Ires, andrà ripartito in dieci quote annuali di pari importo. Extra-time di sei mesi anche per le ristrutturazioni edilizie al 50% su un ammontare complessivo di spesa non superiore a 96mila euro per unità immobiliare. La detrazione "potenziata" era stata stabilita dal decreto legge n. 83/2012 per le spese sostenute a decorrere dal 26 giugno dello scorso anno e sarebbe dovuta tornare all'ordinario 36%, su una spesa mas-
sima di 48.000 euro per immobile, a partire dal prossimo 1 luglio. Invece, il Dl 63/2013 ne estende l'applicazione anche alle spese che verranno sostenute fino al 31 dicembre di quest'anno. In aggiunta alla proroga, viene introdotta un'ulteriore agevolazione per i contribuenti che fruiscono della detrazione del 50%. Questi, infatti, potranno godere anche della detrazione Irpef del 50% sulle spese sostenute per l'acquisto di mobili finalizzati all'arredo del-
l'immobile oggetto di ristrutturazione. In questo caso, il beneficio andrà calcolato su un importo complessivo non superiore a 10mila euro e dovrà essere ripartito in dieci quote annuali di pari importo. In sintesi sono queste le principali novità previste dal provvedimento: l'ecobonus del 65% fino al 31 dicembre 2013 per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici; la detrazione del 50% fino al 31 dicembre 2013 per gli interventi di ristruttu-
razione edilizia; la detrazione del 50% fino al 31 dicembre 2013 per l'acquisto di mobili finalizzati all'arredo dell'immobile oggetto di ristrutturazione e di cui si sta fruendo la detrazione del 50% del punto precedente; la previsione delle precedenti detrazioni anche per la realizzazione di interventi per il miglioramento e la messa in sicurezza degli edifici esistenti, nonché per l'incremento del rendimento energetico degli stessi.
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Impianti fotovoltaici: sgravi e agevolazioni fiscali sino al 31.12.2013
Fotovoltaico: detrazione possibile E’ stata una lunga querelle e per questo va presa con le pinze. Comunque, l'Agenzia delle entrate con una sua nota ufficiale ha fatto chiarezza sulla questione aperta da qualche tempo in ordine alla possibilità, per chi provvede all'installazione di pannelli fotovoltaici, di usufruire o meno della detrazione fiscale del 50% inerente le ristrutturazioni edilizie generiche. La detrazione IRPEF del 50% per le ristrutturazioni edilizie generiche può essere applicata anche nell'ipotesi di installazione di impianti fotovoltaici, in tal caso però è esclusa la possibilità di usufruire degli incentivi previsti dal Quinto Conto Energia: l'applicazione delle tariffe incentivanti non è dunque ammissibile se si sceglie di avvalersi della detrazione IRPEF. In sostanza esiste una incompatibilità fra detrazione ed incentivi: se si sceglie di avvalersi della detrazione non si potrà usufruire delle tariffe incentivanti, viceversa se ci si è avvalsi degli incentivi del Conto Energia non si potrà usufruire della detrazione fiscale. Quindi la Detrazione fiscale è compatibile con lo Scambio sul Posto ma non con il Conto Energia. Contestualmente alle informazioni rese in merito alla detrazione IRPEF del 50% per le ristrutturazioni edilizie generiche, l'Agenzia delle entrate ha fatto chiarezza sulla possibilità o meno per chi installa impianti fotovoltaici di avvalersi del bonus IRPEF del 55% previsto per la riqualificazione energetica: il fotovoltaico non rientra tra gli interventi di riqualificazione energetica contemplati dalla legge che ha pre-
Agenzia delle Entrate
La dichiarazione ufficiale sul fotovoltaico
visto il bonus in questione. L’Agenzia delle Entrate ha data parere positivo, rispondendo al GIFI (Associazione Fotovoltaica), alla richiesta di includere il fotovoltaico nella normativa che regola le detrazioni fiscali (Art. 16-bis del DPR 917 del 1986). Pertanto si conferma che anche gli impianti fotovoltaici rientrano nella categoria di “opere finaliz-
zate al conseguimento di risparmi energetici” secondo il seguente schema:la percentuale di detrazione fiscale per gli impianti fotovoltaici è pari al 50% per impianti installati dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2013. (Limite di spesa pari a 96.000 euro). Si precisa, inoltre, che la detrazione fiscale è applicabile agli impianti fotovoltaici che non usufrui-
scono delle tariffe incentivanti del Conto Energia , mentre possono essere combinate con lo scambio sul posto e il ritiro dedicato. L’Agenzia delle Entrate sottolinea che per la detrazione in oggetto è necessario che l’impianto fotovoltaico sia installato per soddisfare, principalmente, il fabbisogno energetico dell’abitazione.
Ecco la dichiarazione ufficiale dall'Agenzia delle entrate: "L'installazione di pannelli fotovoltaici per la produzione dell'energia elettrica può rientrare nell'agevolazione (detrazione IRPEF del 50%), ma in questo caso l'elettricità prodotta non può essere incentivata attraverso il cosiddetto Conto Energia, previsto dal D. M. 5 luglio 2012 (denominato Quinto Conto Energia)". La detrazione IRPEF del 50% riguardante le ristrutturazioni edilizie
generiche, chiarisce inoltre l'AE, spetta non solo ai proprietari degli immobili ma anche ai titolari di diritti reali o personali di godimento sugli immobili oggetto degli interventi. "Ha diritto alla detrazione – aggiunge l'ufficio stampa della AE anche il familiare convivente del possessore o detentore dell'immobile oggetto dell'intervento di ristrutturazione, purché sostenga le spese e siano a lui intestati bonifici e fatture".
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Riceveranno benefici frigoriferi, forni e lavastoviglie, solo se attinenti all’arredo di un immobile ristrutturato
Vantaggi anche per l’acquisto di elettrodomestici e arredi Arredi e elettrodomestici
Bisogna conservare tutta la documentazione Le detrazioni fiscali riguardano anche gli elettrodomestici con alcuni distinguo di cui è opportuno tenere conto. La detrazione al 55% sugli interventi di riqualificazione energetica degli edifici e la detrazione al 50% sulle ristrutturazioni edilizie, che salirà al 65%, è stata prorogata al 31 dicembre 2014. Insieme alla detrazione per gli interventi di ristrutturazione, sono stati approvati anche il bonus
edilizia al 50%, che comprende gli interventi di adeguamento antisismico, e agevolazioni per i mobili e le cucine. Detrazioni previste anche per pompe di calore e caldaie. La detrazione per l’acquisto di mobili vale per gli elettrodomestici, e non solo da incasso come inizialmente previsto, di classe energetica non inferiore alla A+ (A per i forni). Potranno, dunque, ricevere il beneficio frigoriferi, forni, e lava-
stoviglie acquistati ma solo se attinenti all’arredo di un immobile ristrutturato. Le spese per mobili ed elettrodomestici varranno10.000 euro, insieme al tetto massimo di spesa di 96.000 euro previsto per la ristrutturazione stessa. Coloro che acquisteranno frigoriferi, lavastoviglie e lavatrici entro il 31 dicembre 2013 potranno così usufruire della detrazione del 50% dell’importo sostenuto, fino a un massi-
mo, come accennato, di 10 mila euro. La metà dei pagamenti effettuati potrà essere portato in detrazione d’imposta in sede di dichiarazione dei redditi. Il soggetto potrà beneficiare di un abbattimento d’imposta pari a 1.000 euro, da suddividere in 10 esercizi, perché, in sede di dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta 2013, il contribuente godrà di una detrazione pari a 100 euro.
Anche per quanto riguarda i mobili e gli elettrodomestici bisogna fare attenzione a conservare tutta la documentazione in proposito per poter poi accedere alle detrazioni previste. In questo senso occorre documentare sia i lavori fatti sia tutti i pagamenti che devono essere ovviamente trasparenti, cioè vanno effettuati rigorosamente attraverso bonifico bancario.
Dunque, per accedere al bonus, infatti, bisognerà documentare le opere di ristrutturazione ed effettuare il pagamento attraverso bonifico bancario nel 2013 e dovrà riportare la causale del versamento utilizzata da banche e Poste Italiane; il codice fiscale del beneficiario della detrazione; e il numero di partita Iva per cui viene effettuato il bonifico.
ING. MARINO MATTEUCCI Via delle Fontana, snc Monte Marenzo (Lc) www.mmsi.it marino.matteucci@gmail.com Tel. 0341.603460 - Fax 0341.603935
Lo studio di Ingegneria Marino Matteucci nasce nel 2007 dall’esperienza dell’Ing. Marino Matteucci presso diverse aziende ove ricopre nel corso degli anni vari ruoli. Laureato al Politecnico di Milano nel 1997 ed abilitato alla professione di Ingegnere inizia la sua attività come dipendente in varie aziende del comparto tecnologico ove ricopre varie ruoli direttivi. Nel 2007 viene aperto in pianta stabile un ufficio di servizi di ingegneria a servizio delle aziende e dei privati. Nel corso degli anni vengono frequentati corsi abilitativi riguardanti risparmio energetico, prevenzione incendi, finanza aziendale, ecc In particolare presso lo studio arrivano sia pratiche relative ai problemi dell’edilizia che quelle di consulenza aziendale specialmente nel settore della ristrutturazione organizzativa in tutti i settori. Al fine di individuare in modo esemplificativo ma non esaustivo ciò che viene normalmente processato all’interno dello studio viene riportato un elenco:
PARTE RELATIVA ALL’EDILIZIA Certificazione Energetica Pratiche di detrazione fiscale 65%,55%,50% ed assistenza alla redazione pre e post. Consulenza Tecnica per il risparmio energetico Perizie energetiche (valutazione di rispetto dei parametri energetici dichiarati nell’ACE di acquisto immobili e confronto con reale situazione; successivo supporto di recupero come CTP) Progettazione impianti solari Progettazione impianti fotovoltaici Progettazione Isolamento a Cappotto Progettazione Isolamento per Coperture/Tetti Progettazione termotecnica (riscaldamento, raffrescamento, servizi ai macchinari) Dimensionamento impianti di servizio ai macchinari Progettazione fognature e sistemi di scarico Redazione di relazioni tecniche costruttive (ex legge 10/91) Redazione relazioni acustiche (DPCM 05/12/1997) Pratiche Ispesl-Inail Calcolo Strutture in C.A. Collaudo C.A. Pratiche VVF (Prevenzione incendi - legge 818/84)
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L' isolamento a cappotto è una tecnica per la coibentazione termica e acustica delle pareti
La sua semplicità esecutiva lo rende ideale per le ristrutturazioni Sia per l’arrivo della stagione estiva che per le recentissime novità legislative, tornano di grande attualità i temi dell’isolamento termico in relazione al risparmio energetico per il raffrescamento e della ristrutturazione energetica degli edifici. Con l’approvazione del Decreto Legge 63/2013 per le misure energetiche nell’edilizia, pubblicato il 05/06/2013 sulla Gazzetta Ufficiale, sono state prorogate infatti le detrazioni fiscali per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici fino a dicembre 2013 per i privati e fino a giugno 2014 per i condomini, con un potenziamento del regime di detrazione innalzato dall'attuale 55% al 65%. E' stata confermata anche la detrazione fiscale per i lavori di ristrutturazione di immobili con un'aliquota del 50%, che viene prorogata fino al 31 dicembre di questo anno. Il DL 63/13 contiene inoltre le norme di recepimento della Direttiva europea 2010/31/UE in materia di prestazioni energetiche degli edifici, delineando una nuova metodologia nazionale di calcolo e definendo i requisiti minimi di prestazione energetica degli edifici. Queste misure assumono un significato particolarmente importante per tutti i proprietari di immobili a cui viene data la possibilità di massimizzare il proprio investimento qualora intraprendano la scelta di
Isolamento
Si riducono di molto i consumi energetici
effettuare interventi di riqualificazione energetica, fra cui uno dei più efficaci è proprio l’isolamento termico mediante il Sistema a Cappotto. L' isolamento a cappotto (o "cappotto isolante") è una tecnica per la coibentazione termica e acustica delle pareti di un edificio, applicando il materiale isolante all'esterno invece che dentro la parete. Il rivestimento a cappotto o isolamento a cappotto può essere realizzato sia sulla faccia esterna della parete che su quella interna; quest'ultimo siste-
ma è meno utilizzato dal momento che non sempre risulta efficace contro i fenomeni di condensa, tuttavia presenta molti vantaggi rispetto al cappotto esterno: un costo minore, una posa meno laboriosa e soprattutto la possibilità di applicarlo ad una singola unità abitativa. Per la sua semplicità esecutiva, la coibentazione tramite cappotto è utilizzata nella maggior parte delle nuove costruzioni e nella quasi totalità delle ristrutturazioni, in quanto consente l'esecuzione dei lavori senza che
si renda necessario il rilascio dell'immobile da parte degli occupanti. La tecnica consiste nell'applicare alle pareti dei pannelli isolanti con appositi sistemi di fissaggio che, successivamente, vengono ricoperti da malte adesive precolorate. I pannelli possono essere dotati di una rete porta-intonaco per la finitura a malta tradizionale. È un sistema estremamente efficace, ma presenta anche un punto debole: se viene realizzato con materiali caratterizzati da grande potere isolante ma scar-
sa inerzia termica risulta inefficiente nel contrastare la radiazione solare estiva e quindi l'aumento della temperatura interna dell'edificio. Per questo motivo è preferibile applicarlo su murature adeguatamente pesanti e adottare un colore chiaro, in particolare per le pareti esposte a sud. Il Cappotto è quel Sistema che sfrutta al meglio le prestazioni dei singoli materiali, ne semplifica la posa e risolve l’effetto dei ponti termici, riducendo la manodopera e le problematiche in cantiere.
I risultati dimostrano che con l’installazione di un efficace isolamento si riducono i consumi di combustibile nel periodo invernale del 90% nelle zone del nord Europa e dell’80% nei climi mediterranei. I test effettuati nel periodo estivo si rivelano altrettanto interessanti e meno attesi dalla pubblica opinione: è stato riscontrato infatti che elevati livelli di isolamento termico permettono nelle stagioni calde di ridurre del 50% il numero di frigorie e quindi dimezzare il consumo elettrico degli impianti di climatizzazione, aumentando inoltre il livello di comfort all’interno degli ambienti abitativi che mantengono una temperatura gradevole inferiore ai 25 °C per un numero di ore annue nettamente superiore rispetto ad edifici non isolati.
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E’ necessario che l’edificio risulti esistente e già dotato di impianto di riscaldamento
Serramenti e relativa detrazione fiscale (65%) Anche in tema di serramenti e relativa sostituzione valgono le detrazioni fiscali. In caso di sostituzione di serramenti, per accedere alla detrazione fiscale per il risparmio energetico è necessario che l’edificio risulti esistente e già dotato di impianto di riscaldamento. Bisogna, dunque, stare attenti a che i parametri siano coerenti con la detraibilità. A differenza della detrazione per le ristrutturazioni edilizie che è valida solo per le abitazioni, quella per il risparmio energetico può essere utilizzata per edifici di qualsiasi categoria catastale (abitazioni, uffici, negozi, attività produttive o artigianali, ecc.). Oltre a queste caratteristiche proprie dell’edificio, i nuovi serramenti devono rispondere a determinati requisiti. Innanzitutto devono delimitare il perimetro del volume riscaldato. Non sono dunque ammessi alla detrazione serramenti di cantinati, autorimesse o locali dove non è presente il riscaldamento. In se-
condo luogo i nuovi serramenti devono essere certificati ed avere precisi valori di trasmittanza, ossia devono essere sufficientemente isolati. I valori di trasmittanza a cui fare riferimento sono tabulati e sono stati definiti dal Decreto del Ministro dello Sviluppo economico dell’11 marzo 2008 e successivamente modificati dal Decreto 6 gennaio 2010. A questa detrazione sono ammesse anche le spese effettuate per le strutture accessorie al serramento che hanno effetto sulla dispersione del calore, quali scuri e persiane, o che siano strutturalmente accorpate al serramento, come i cassonetti delle tapparelle. Il limite massimo per la detrazione fiscale sul risparmio energetico in caso di sostituzione di serramenti è 60.000 euro. Per accedere alla detrazione fiscale per il risparmio energetico è necessario conservare le fatture e le ricevute dei pagamenti effettuati con apposito bonifico bancario. Inoltre bisogna chie-
dere all’installatore una certificazione dei nuovi serramenti ed effettuare una comunicazione per via telematica all’Enea. In questa comunicazione si dovranno inserire i dati di chi usufruirà della detrazione, alcune informazioni sull’edificio, il tipo di intervento eseguito ed il suo costo. Nella maggior parte dei casi in cui si desidera accedere alla detrazione fiscale per il risparmio energetico è obbligatorio che per la comunicazione da inviare all’Enea vi sia l’intermediazione di un tecnico qualificato. Nel caso specifico di sola sostituzione dei serramenti, la procedura è semplificata ed il comune cittadino può collegarsi al sito dell’Enea e compilare i campi in modo autonomo. E’ però da sottolineare che nella comunicazione vengono richiesti i valori di trasmittanza dei vecchi serramenti e anche di quelli nuovi. Quindi spesso capita che il cittadino si trovi in difficoltà nella loro individuazione. Pertanto, se non si ha padronanza di questi concetti, si consiglia sempre di farsi seguire da un tecnico competente anche quando la normativa non richiede il suo intervento, soprattutto perché una comunicazione errata può divenire motivo di perdita della detrazione. Si ricorda a tal proposito che le fatture relative al lavoro di un tecnico per l’invio telematico all’Enea sono anch’esse detraibili, il che è un particolare non indifferente. Una volta effettuata la comunicazione all’Enea per via telematica, si consegnano al commercialista la ricevuta di invio telematico, le fatture e le ricevute dei bonifici in modo da provvedere alla detrazione in occasione della dichiarazione dei redditi. Il consiglio, insomma, è quello di conservare sempre tutta la documentazione.
Detrazioni al 50%
Serramenti e ristrutturazioni edilizie Qualora la vostra situazione non rispetti le condizioni poste dalla detrazione fiscale per il risparmio energetico, è possibile valutare se ci sono invece i requisiti per la detrazione sulle ristrutturazioni edilizie. In quest’ultimo caso è sempre necessario, come per il 65%, che il lavoro venga effettuato su un edificio esistente. I requisiti richiesti ai serramenti sono meno restrittivi rispetto al 65%. Inoltre sono differenti a seconda che i serramenti vengano sostituiti sulle singole unità abitative o sulle parti condominiali. Per la sostituzione di finestre
sulle singole unità abitative è necessario che i nuovi elementi abbiano sagoma, materiali e colori diversi. Nel caso in cui non siano presenti queste caratteristiche, si può valutare se i nuovi serramenti apportino all’abitazione un risparmio energetico. La detrazione fiscale per le ristrutturazioni edilizie comprende anche le opere finalizzate al risparmio energetico che magari non riescono a rientrare nell’apposita detrazione fiscale (65%). A differenza del 65% dove sono previsti requisiti superiori agli standard di legge, il 50% richiede riguardo a questi
interventi solo il rispetto di tali standard. Per la sostituzione di finestre su parti condominiali non sono necessari i requisiti sopra descritti. In questo caso la detrazione è possibile anche quando si installano finestre con caratteristiche uguali alle preesistenti. Per effettuare la detrazione fiscale del 50% non è prevista la comunicazione mediante il sito dell'ENEA. E' sufficiente provvedere in occasione della dichiarazione dei redditi, consegnando al commercialista i dati catastali dell'immobile, le fatture e le ricevute degli appositi bonifici.
VIII SPECIALE
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Uno dei settori che più necessitano di vigilanza per evitare incidenti
La sicurezza nei cantieri edili Se in ogni ambiente di lavoro, se per tutti i lavoratori sono indispensabili adeguate misure di prevenzione e tutela della sicurezza, quello del cantiere edile può essere senza dubbio annoverato tra i settori che più necessitano di accortezza, di vigilanza e dell’adempimento di ogni indicazione e dettaglio previsto dal Testo unico sulla sicurezza sul lavoro. Il cantiere è storicamente un luogo di lavoro molto pericoloso, un luogo dove debbono primeggiare e rendersi evidenti quotidiane buone pratiche, continue attenzioni da parte di ogni attore presente e operante onde evitare drammatici incidenti. Dal lavoratore ai datori di lavoro, il committente e il responsabile dei lavori, passando per le figure addette alla sicurezza come l’RSPP fino ad arrivare al Coordinatore della sicurezza, tutti devono impegnarsi perché la sicurezza sia garantita. Rispetto alla legge 626/1994, il D.Lgs.
81/2008 ha aggiunto una serie di norme che prevedono una tutela più ampia per i lavoratori che svolgono attività nel settore delle costruzioni. In particolare le disposizioni si riferiscono alle misure elaborate dal legislatore per la salute e la sicurezza nei cantieri temporanei o mobili. Per cantieri temporanei o mobili si intendono tutti quei luoghi in cui vengono svolti dei lavori edili o di ingegneria edile che riguardano la costruzione, la manutenzione, la riparazione, la demolizione, la conservazione, il risanamento, la ristrutturazione, la trasformazione e il rinnovamento di opere in muratura, in cemento, in metallo, in legno o in altri materiali, comprese le linee elettriche e le opere idrauliche. Non sono inclusi in questa definizione tutte le attività svolte in ambito minerario, nel settore dell’estrazione e dell’immagazzinamento degli idrocarburi, le attività esercitate in mare, e quelle che
riguardano la televisione, il cinema o il teatro, a patto che non richiedano l’installazione di un cantiere. Il Testo Unico ha introdotto anche una serie di novità che riguardano i soggetti inclusi nel campo di applicazione: il responsabile dei lavori può essere lo stesso progettista o il direttore dei lavori; il coordinatore per l’esecuzione dei lavori, che già in precedenza non poteva essere il datore di lavoro delle imprese esecutrici, attualmente non può nemmeno svolgere il ruolo di dipendente o di responsabile del servizio di prevenzione e protezione. Per la prima volta si fa riferimento anche alla nozione di impresa affidataria, e di committente. La prima è l’impresa titolare del contratto di appalto con il committente che, nell’esecuzione dell’opera appaltata, può avvalersi di imprese subappaltatrici o di lavoratori autonomi. Il secondo è invece la persona che commissiona la realizzazione del lavoro. Tra gli obblighi principali del committente o del responsabile dei lavori, rientrano: il rispetto dei principi e delle misure generali di tutela nelle fasi di progettazione dell’opera; la nomina del CSP, se all’interno del cantiere deve operare più di un’impresa; la constatazione dell’idoneità tecnica professionale dei lavoratori forniti dalle imprese e delle imprese stesse che partecipano ai lavori all’interno del cantiere; la comunicazione all’amministrazione comunale di appartenenza, insieme alla denuncia di inizio attività (DIA), dei nominativi delle imprese che svolgono i lavori; la nomina del CSE, precedente l’inizio dell’esecuzione dei lavori, se sin dal principio sono richieste più imprese ad eseguire i lavori.
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La prevenzione per evitare gli infortuni nel comparto edile
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Sicurezza: sistemi antintrusione
I rischi nelle attività di ristrutturazione Per prevenire gli infortuni sul lavoro nelle attività di ristrutturazione degli edifici nel compartoi edile occorre rispettare le regole ed avere grande attenzione. Ecco i rischi con l’indice di attenzione più alto: Cadute e dall’alto,, l’uso o in n sicurezza e scale. L’utilizzo delle scale a delle pioli deve essere limitato a quelle operazioni di breve durata che non richiedono movimenti ampi o spostamenti al lavoratore; le scale devono comunque essere fermate o tenute al piede da altra persona. L’impiego delle scale doppie deve essere limitato all’altezza di 5 m da terra e le stesse devono essere provviste di catena o altro meccanismo di sufficiente resistenza che impedisca l’apertura della scala oltre il limite di sicurezza. Se vengono utilizzate scale ad elementi innestati, questi non devono superare l’altezza di 15 m senza essere assicurata a parti fisse; se la lunghezza della scala supera gli 8 m la stessa deve essere dotata di rompitratta. Seppellimento,, sprofondamento. I lavori di scavo, di sottomurazione e di demolizioni parziali in genere, con mezzi manuali o meccanici, devono essere preceduti da un accertamento delle condizioni del terreno e delle opere esistenti nella zona interessata. Devono essere adottate tecniche di lavoro adatte alle circostanze che garantiscano anche la stabi-
lità degli edifici, delle opere preesistenti e delle loro fondazioni. Gli scavi e le sottomurazioni devono essere realizzati e armati come richiesto dalla natura del terreno, dall’inclinazione delle pareti e dalle altre circostanze influenti sulla stabilità ed in modo da impedire slittamenti, frane, crolli e da resistere a spinte pericolose, causate anche da piogge. Caduta a materiale e dall’alto. Per la movimentazione in quota dei materiali effettuata tramite gli apparecchi di sollevamento occorre prestare la massima attenzione alla imbracatura degli elementi minuti; il sollevamento dei pallet di laterizi anche incelofanati e legati con le reggette di plastica non può essere effettuato con la forca semplice; i materiali voluminosi (travi in acciaio o in legno) devono essere imbracati in funzione della loro dimensione e dello spazio disponibile per la movimentazione, provvedendo eventualmente a vincolarle da terra con apposite funi. I posti di lavoro fissi e di passaggio obbligato posizionati sotto le vie di corsa dei carichi movimentati dagli apparecchi di sollevamento devono essere protetti contro le cadute dall’alto. In tutte le operazioni effettuate in quota occorre evitare la caduta dei detriti di lavorazione sulla zona sottostante alla quale deve essere impedito l’accesso
Oggi le precauzioni non sono mai troppe I sistemi antintrusione possono essere divisi in due grandi famiglie: quelli che comunicano con i fili e quelli che comunicano via radio. L’utilizzo dei fili o cavi (in grado di emettere un segnale di allarme qualora siano manomessi) offre, rispetto alla via radio, una comunicazione più robusta in termini di segnalamento e affidabilità schema allarme tra la centralina ed i sensori ma non sempre nelle aree da proteggere è possibile passare con dei cavi in alternativa ai quali c’è la comunicazione via radio. I comandi vengono impartiti al sistema dall’utente attraverso l’utilizzo di tastiere e specifici codici, chiavi elettroniche o meccaniche, radiocomandi, te-
lefoni ed Internet. I sensori per rilevare presenze non desiderate vengono posti nei punti strategici di accesso agli edifici, essi forniscono segnali di ingresso per la centralina, i sensori sono sostanzialmente di due tipi: perimetrali e volumetrici. I sensori perimetrali posti su porte, finestre e varchi in generale, segnalano il loro attraversamento indesiderato, i sensori volumetrici monitorando gli ambienti rilevano i movimenti delle presenze indesiderate che si muovono negli stessi ambienti. I sensori perimetrali possono svolgere la loro funzione anche con le porte e finestre aperte e la presenza di persone negli ambienti da proteggere.
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LA PROVINCIA
LUNEDÌ 15 LUGLIO 2013
SPECIALE
RISTRUTTURIAMO
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Le detrazioni vanno dal 50% al 65% a seconda della tipologia scelta
Agevolazioni fiscali anche per il cambiamento della vecchia caldaia Il nuovo Decreto Legge n. 130/2013 ha stabilito che a partire dal 6 giugno 2013 la detrazione fiscale del 50%, prevista per le ristrutturazioni edilizie venga prorogata fino al 31 dicembre 2013 (ripartita in dieci anni), mentre la detrazione del 55% prevista per interventi di riqualificazione energetica, venga innalzata al 65%, a partire dal 6 giugno 2013 e fino al 31 dicembre 2013, per i privati, e il 30 giugno 2014, per i condomini. Detrazione e dell 50% Fra gli interventi ammessi alla detrazione del 50% vi è il caso della sostituzione della vecchia caldaia con una nuova tradizionale (ma anche con una a condensazione o a biomassa, o pompa di calore). Per ottenere lo sgravio è necessario che i pagamenti siano effettuati con bonifico bancario o postale da cui risultino: causale del versamento; codice fiscale del soggetto che paga; codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento. In merito alla causale del versamento va indicato: "spese per ristrutturazione edilizia 50% ai sensi art. 16-bis TUIR (D.P.R. n. 917/86) e D.L. n. 83/2012 convertito dalla Legge n. 134/2012". I contribuenti, a questo punto, devono conservare, oltre alla ricevuta del bonifico, le fatture o le ricevute fiscali relative alle spese effettuate. Questi documenti, che devono esse-
re intestati alle persone che fruiscono della detrazione, potrebbero infatti essere richiesti dagli uffici finanziari che controllano le loro dichiarazioni dei redditi (andrà compilato l'apposito campo nel Modello 730/2014 redditi 2013 - pp. 43-49 "Istruzioni per la compilazione"). Non è necessario produrre alcuna dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà relativa ai lavori di sostituzione della caldaia, poiché fa fede la "dichiarazione di conformità" rilasciata
dall'installatore. Detrazione e dell 65% % Dal 6 giugno 2013, per le caldaie a condensazione (con termoregolazione del calore) o a biomassa, l’agevolazione fiscale è del 65% (non più del 55%), con scadenza 31 dicembre 2013, per i privati (singole unità immobiliari) e 30 giugno 2014, per i condomini. Si ricorda, a tale proposito, che per rientrare nell'aliquota IRPEF del 65% vale il principio di cassa, ovvero fa fede la data del bonifi-
co, non della fattura. Quindi, i pagamenti effettuati a partire dal 6 giugno 2013 permetteranno di rientrare nella detrazione del 65%. Nel caso delle pompe di calore, queste ultime nel Decreto n. 63/2013 del 4 giugno, sono state escluse dalla detrazione del 65%. Fino al 30 giugno 2013 possono tuttavia continuare a usufruire del 55% (il nuovo DecretoLegge appena entrato in vigore, le ha infatti escluse dal 65%, ma non ha abrogato il comma del D.L. n.
83/2012, che prorogava il 55% fino al 30 giugno 2013). In base al Decreto Legge del 4 giugno 2013, dal 1 luglio 2013 per le pompe di calore sarebbero restate come uniche opzioni la detrazione del 50% (in tal caso, bisogna possedere un titolo edilizio abitativo), oppure la nuova forma di incentivo statale denominato "Conto termico". Il 3 luglio 2013 è stato però approvato dal Senato l'emendamento che estende anche alle pompe di calore il bonus del 65%. Lo sconto fi-
scale sarà operativo dopo l'entrata in vigore della legge di conversione del decreto (il testo ora passerà in discussione alla Camera; entro il 4 agosto 2013 diventerà legge). A differenza della detrazione fiscale del 50%, per ottenere la quale non bisogna fare alcun tipo di comunicazione, nel caso della detrazione del 65% per sostituzione caldaia a condensazione, è necessario trasmettere all'ENEA il cosiddetto "Allegato E" (entro 90 giorni dalla fine dei lavori).
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LA PROVINCIA
LUNEDÌ 15 LUGLIO 2013
SPECIALE
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Sgravi per l’arredamento fino a un tetto massimo di cinque mila euro
Anche gli arredi possono usufruire dei vantaggi delle ristrutturazioni Arredamento
Ogni scelta deve aderire ai nostri gusti Con la pubblicazione in Gazzetta del decreto-legge n. 63/2013, è stato previsto un bonus del 50%, fino ad un tetto massimo di spesa di 10.000 euro, per l'acquisto di mobili destinati all'arredo degli immobili su cui sono stati effettuati lavori di ristrutturazione edilizia e che fruiscono della detrazione del 50%, con un tetto massimo di 96.000 Euro. L'articolo 16 del provvedimento prevede la proroga del bonus ristrutturazioni del 50% sino al 31 dicembre 2013, con la gran-
de novità dell'estensione degli sgravi anche per l'arredamento. Contestualmente alla ristrutturazione casa è possibile avere un tetto aggiuntivo di 10.000 euro (oltre alle ordinarie 96.000 euro) da utilizzare per l'acquisto di mobili relativi all'appartamento da ristrutturare. La somma di 10.000 euro rappresenta "l'imponibile" complessivo sul quale si calcola la detrazione del 50%. In pratica, dunque, viene concesso uno sgravio massimo di 5.000 euro, da ripartire poi in
dieci quote annuali. In merito a questa "nuova" detrazione d'imposta per l'acquisto degli arredi, l'Agenzia delle Entrate ha fornito le prime indicazioni operative che, nell'attesa della conversione in legge del D.L. e quindi della versione definitiva dell'art. 16 in questione, ha l'obbiettivo di chiarire le modalità per accedere alla detrazione. In particolare, i contribuenti che desiderano accedere alla detrazione per gli arredi devono eseguire i pagamenti mediante bonifici bancari o postali,
con le medesime modalità già previste per i pagamenti dei lavori di ristrutturazione fiscalmente agevolati. Nei bonifici, pertanto, dovranno essere indicati: la causale del versamento attualmente utilizzata dalle banche e da Poste Italiane SPA per i bonifici relativi ai lavori di ristrutturazione fiscalmente agevolati; il codice fiscale del beneficiario della detrazione; il numero di partita Iva ovvero il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato.
Le agevolazioni fiscali consentono di dare un cambiamento anche all’arredamento della nostra casa. Ogni casa è una storia infinita: una storia fatta di persone, che nella casa si identificano, ne fanno la propria creazione, la propria creatura. Arredare una casa è come raccontare la propria storia, fatta di progetti, di scelte per scoprire ogni volta qualcosa di nuovo. Quando si
arreda una casa, è giusto seguire stili e tendenze anche nell'arredamento, ma il tempo dei dictat è finito e se all'architetto molto spesso viene data carta bianca sulla struttura della casa, quando si parla di arredamento, è giusto che rifletta il gusto dei padroni di casa. Dalla cucina alla camera da letto, passando per il bagno, ogni scelta deve essere personale.
XII SPECIALE
LA PROVINCIA
LUNEDÌ 15 LUGLIO 2013
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Dall’ingresso al soggiorno sino alla sala da bagno: alcuni consigli fondamentali
Novità per chi vuole cambiare l’arredo della propria casa C’è, dunque, una nuova opportunità che ci può far decidere a cambiare l’arredamento della nostra casa. Le nuove agevolazioni fiscali legate alle ristrutturazioni possono aiutarci a fare quei cambiamenti che ridaranno nuova vita alla nostra abitazione. Ma per fare questo dobbiamo stare molto attenti: arredare la casa è infatti molto divertente ma sono da seguire alcuni consigli fondamentali. Partiamo dall’ingresso, una delle zone più importanti, perché è il primo ambiente che accoglie gli ospiti. Ecco perché si dovrebbe avere molta cura nell’arredare l’ingresso e anche se lo spazio è piccolo questo non significa non si possa arredare con stile. Si può puntare su un colore delle pareti diverso dal resto della casa e un'illuminazione che renda lo spazio più ampio. Importanti anche i complementi di arredo: lo specchio è un must dell'ingresso; se si ha a disposizione uno spazio ampio è molto utile un armadio per contenere le giacche e lo svuota tasche, è sempre un accessorio utile per le chiavi e le ricevute. Il laboratorio creativo della casa è la cucina. Passione o meno per i fornelli, sostare in cucina nel corso della giornata è inevitabile, che lo si faccia per un pasto completo o per uno snack. Perciò l’attenzione destinata a questo ambiente della casa è altis-
sima, specie in un paese come il nostro che ha sempre considerato la buona tavola un elemento imprescindibile del buon vivere. Insieme alla rinnovata attenzione all’ottimizzazione degli spazi, con l’integrazione di più funzioni anche in moduli di dimensioni ridotte, le nuove proposte confermano l’orientamento alla massima personalizzazione della cucina, attraverso soluzioni componibili, una ricca gamma di dotazioni e accessori e un
ventaglio sempre più ampio di finiture e colori. Il soggiorno oggi si è trasformato in uno spazio da vivere tutto il giorno. Scomparsa nella casa moderna la tradizionale zona di rappresentanza del salotto, oggi nel living si ricevono gli amici e si trascorre gran parte della giornata. Nell'architettura delle case moderne, il living si contamina a volte con la cucina, a vista ma che all'occorrenza può anche nascondersi grazie a pareti o porte a scorrimento.
Anche la camera da letto ha subito cambiamenti relativi al suo uso. A letto si legge, si scrive, si guarda la tv, a volte si lavora, e infine si dorme anche. Cambiano i tempi e cambia anche il modo di vivere la camera da letto, il luogo di rifugio della casa. La camera da letto diventa come una suite d'albergo e in linea con le ultime tendenze è sempre più contaminata con la stanza da bagno con vasche e docce design a vista. La personalizzazione della sala da
bagno è un aspetto sempre più importante dell’interior design. Sanitari, rubinetti, piastrelle, vestono il bagno con soluzioni personalizzate e il bagno diventa quasi come una piccola spa. Il bagno è diventato un vero e proprio ambiente su misura e le ultime tendenze dell'arredo bagno, prediligono mobili dalle linee pulite e forme geometriche. Rubinetteria design, lavabi dalle forme tondeggianti e soprattutto il vecchio armadietto è un ricordo del
passato, adesso tutto è sostituito da cassetti estraibili oppure da “mobili da bagno” che quasi potrebbero essere adatti a qualsiasi ambiente della casa. Spazio a vasche da bagno e docce design fino alle saune e idromassaggi per la casa. Da tener sempre presente nella realizzazione di un bagno, anche il risparmio energetico, con soluzioni che permettono un utilizzo responsabile dell'acqua e la progettazione sostenibile dell’ambiente bagno.