Skip to main content

Giorno della donna

Page 1

LA PROVINCIA DI VARESE

11

SABATO 7 MARZO 2015

Giorno della donna Tanti ruoli ad alto tasso di stress

Casa, lavoro, figli: sempre di corsa Ma quanta fatica Tra professione, studi, famiglia e lavoro di cura la condizione femminile richiede il massimo: l’analisi, in prima persona, di un’autorevole esperta GIORGIA COZZA

Nei campi con il bimbo addormentato sulla schiena. Al mercato per vendere merci, con il piccino nella fascia. In bottega con la culla dell’ultimo nato nel retro. Erano delle vere “dure” le mamme di ieri. Le mamme che, fino alla metà del secolo scorso, anche nel nostro Paese “tiravano su” una nidiata di bimbi, si occupavano della casa, degli animali e, con il più piccino attaccato alla sottana, facevano la loro parte in campagna, nella vigna, in bottega.

I LIBRI DI GIORGIA COZZA

Best seller in libreria

BEBÈ A COSTO ZERO

Donne che non staccano mai

Oggi il numero di figli è notevolmente diminuito, ma non è diminuito l’impegno richiesto alle mamme. Ancora in prima linea per accudire e crescere amorevolmente i loro bambini, svolgere le faccende domestiche, occuparsi delle tante incombenze di una famiglia e, in molti casi, lavorare anche fuori casa con mille salti mortali per incastrare tutti i pezzi di questo elaborato puzzle. Tra l’altro, molto più sole rispetto al passato. Che dire… Sono delle vere “dure” le mamme di oggi. Sarò di parte, ma quando si parla di mamme c’è di che stupirsi. Capaci, competenti, disponibili. Hanno un cuore grande le mamme. Amano i loro bambini di un amore immenso, si ritengono responsabili del benessere di tutti i membri della famiglia (figli, partner, genitori anziani), si sentono in colpa se la casa è un disastro, e sul lavoro sono pronte a dare il meglio di sé. E tutto questo… nello stesso tempo! Certo, è la società che chiede alle donne di esserci sempre, di esserci al massimo. Anche se, diciamolo, oggettivamente è

SECONDA EDIZIONE

LAVORARE E ALLATTARE CONCILIARE LAVORO E FIGLI

chiedere troppo. Il costo del multitasking è, in molti casi, una dose eccessiva di stress, stanchezza, nervosismo. Però… però che forza queste mamme! E pensare che in Italia il mercato del lavoro osa guardare con sospetto e – spesso – penalizzare le donne che hanno dei figli. Follia, dato che vari studi hanno dimostrato come la maternità rappresenti un importante valore aggiunto: la madre sviluppa particolari doti di empatia, è in grado di gestire urgenze ed imprevisti, elaborando rapidamente soluzioni su misura, è creativa e flessibile. Insomma, tutte quelle competenze che le permettono di crescere un figlio, se le porta in ufficio. Non è poco, vero? E allora, festeggiamole queste donne, mamme, lavoratrici. Festeggiamole prima di tutto prendendo coscienza del loro valore “sociale” – stanno crescendo i cittadini di domani, ovvero il nostro futuro – e poi sollevandole almeno un poco di tutto quel carico di aspettative e richieste che loro sanno gestire così bene, sì, ma… a volte che fatica.

Dietro al sorriso, quante difficoltà quotidiane DUE GENERAZIONI DI DONNE

Chi è l’autrice

Nei suoi libri Oltre gli stereotipi di genere consigli utili Come pensare la differenza per le mamme

Un appello ai padri

RISPARMIARE PERCHÈ TORNARE ALL’ANTICO

LIBRI PER I PICCOLI TANTE STORIE INTERESSANTI

Chiudiamo quindi con un appello ai papà, perché si impegnino sempre più (in molti già lo fanno) nella condivisione della cura dei figli e della casa, un appello al mondo del lavoro perché è ora di finirla con gli atteggiamenti discriminatori nei confronti delle madri, un appello alle istituzioni perché urgono misure concrete di sostegno. E… e poi mi fermo qui, devo andare: il piccolino di casa si è svegliato, è l’ora della poppata e del cambio-pannolino. Auguri a tutte!

L’inserto culturale de La Provincia

Giorgia Cozza CON UN FIGLIO Comasca, residente in Valtellina con la famiglia, mamma di quattro figli e saggista, Giorgia Cozza sarà a Como oggi alle ore 16, all’asilo nido “Girotondo”. Presenterà “Bebè a costo zero” e altri suoi best seller sulla gestione della famiglia, in particolare dei figli piccoli, nel rispetto dell’ambiente. L’appuntamento è in via Zezio, 27. Per informazioni: 3316336995. Email: info@lisolachece.org. VERA FISOGNI

Meno mimose e più idee. Riempire di significato la “Giornata della donna” vuol dire svuotarla delle componenti commerciali che da troppo tempo la appesantiscono. L’esercizio dà subito ottimi risultati, perché iniziano ad affiorare riflessioni che possono arricchire donne e uomini. Questo cerca di fare l’inserto de La Provincia, ormai appuntamento tradizionale d’inizio marzo. Più che di “donna” è di “donne” che parliamo. Perché nulla è più plurale della condizione umana, come ci spiega la saggista Giorgia Cozza, che sapientemente fotografa una realtà femminile multitasking, ancora pochissimo supportata nel nostro Paese. Con Ileana Benati Mura entriamo nel dominio degli archetipi, essenziali per inquadrare la percezione sociale del-

l’eterno femmino: ci imbattiamo nella persistente ambivalenza del modello strega cattiva/fata buona. Studiosa della simbolica politica e sociale, la dottoressa Mura scava in profondità nelle stratificazioni culturali, consegnandoci una lettura suggestiva di fenomeni, anche contemporanei. Al femminile è anche il caso editoriale dell’anno, la candidatura al Premio Strega (magia dell’editoria?) di Elena Ferrante, scrittrice la cui identità è soltanto virtuale o corrisponde a una donna reale? Nessuno lo sa con certezza e questo rende più intrigante la corsa alla Cinquina. Gran finale con Margherita Guzzi Vincenti, studentessa di Medicina negli Usa e sul podio come campionessa di scherma per i colori americani. Un’eccellenza italiana e lombarda di cui andare fieri. VERAFISOGNI


12

LA PROVINCIA DI VARESE SABATO 7 MARZO 2015

Giorno della donna

L’eterno femminino tra archetipi e letteratura Per non piangere in cucina Al termine di una giornata di lavoro, meglio non piangere sul latte versato, né sulle cipolle del soffritto. Con gli “Onion Goggles” non vi capiterà più!

A ciascuna il suo regalo multitasking

Carote light in ufficio Per non far capire a nessuno che siete a dieta e non vi piace per niente: lo sbucciaverdure “Karoto” di Pa Design darà glamour al vostro regime ipocalorico.

Ditelo con un twitt Siete stanche e volete riposare. In casa è il momento di tirar fuori il cuscino “smart" di Carillon Design, sventolandolo davanti a figli e marito.

Fatale e magica Modelli antichi che si aggiornano Strega e fata, presenza benevola o terrificante: due modelli femminili che sono sempre attuali ILEANA BENAT MURAI

Strega o fata, archetipo del male o presenza benevola? Questa apparente dicotomia, che appartiene da sempre alla donna, è attraversata da una sottile linea di confine che confonde le due figure in una sorta di “coincidenza degli opposti”, e ci riporta all’immagine primordiale della Grande Madre, soprattutto nel suo significato junghiano di « … ciò che è benevolo, protettivo, tollerante; ciò che favorisce la crescita, la fecondità, la nutrizione; ciò che è segreto, occulto, tenebroso; ciò che divora, seduce, intossica, ciò che genera angoscia, l’ineluttabile». Il “femminino” più arcaico

Da un lato il femminino, nella sua accezione simbolica più arcaica: colei in grado di procreare, di avere un rapporto privilegiato con la natura, di cui coglie e riflette la bellezza e l’aspetto terribile, sacerdotessa, guaritrice, sciamana in grado di comunicare con il mondo dei defunti, simbolo pagano di una bellezza onnicomprensiva più simile alla fata che alla strega. D’altra parte, presso molte culture, la fata ha gli stessi poteri e le stesse funzioni della strega, la cui accezione negativa è stata decisa dagli uomini (nel senso di genere maschile). Infatti, i verbali dell’Inquisizione, raccontano di un’altra donna: colei che genera la vita, ma poi

Chi è l’autrice

la toglie, sacrificando i propri figli a Satana; che utilizza la sua antica sapienza per distruggere uomini e natura; che cavalca con i morti verso il Sabba: la strega è una donna vecchia e laida che può anche essere bellissima, ma solo per portare alla perdizione gli uomini. Meno madre, più “fata”

Festa delle streghe CERNOBBIO (CO)

Il suo libro sulle streghe va a fondo nei simboli Italiana, ma residente in Svizzera, Ileana Benati Mura è una saggista che sa esplorare con profondità la cultura, con un approccio “simbolico”. La prova di questa autorevole capacità critica, è data da “Il volo con Diana. Il simbolismo delle streghe”, uscito da pochi mesi in libreria, per le edizioni Ulivo di Balerna (CH). Dal gatto nero al sabba, passando da miti che abbracciano la storia dell’Occidente e del vicino Oriente, l’autrice apre una prospettiva di studio, nel versante stregonesco, di autentico interesse scientifico. L’opera verrà presentata anche in Italia, a Como, il 20 marzo alle ore 18, nella Biblioteca dell’Associazione Carducci (ingresso libero). VERA FISOGNI

Oggi, forse più che in altre epoche, la donna esplicita questa bipartizione, ed è sufficiente aprire le pagine di un quotidiano per rendersene conto. Abbandonato il ruolo primario di madre e moglie, sorta di sacerdotessa del focolare domestico, dove la devianza da questo modello costituiva lo straordinario, l’universo femminile si è ampliato e la donna è tornata ad essere emblema di quella coniuctio che la vede - per usare un termine attuale - una sorta di “fata multitasking”. È madre, ma non solo, è moglie… ma non solo, ha riconquistato quel ruolo di mediazione tra gli aspetti più sublimi del femminile e l’essere parte attiva all’interno della società. E le streghe? Le streghe sono tra noi, come sei secoli fa, in qualità di vittime e di carnefici ; ma, mentre nel nostro passato remoto, in realtà, si trattò solo di vittime, condannate ingiustamente dalla misoginia imperante, oggi assistiamo ad un’escalation di violenza sulle donne e commessa dalle donne. Non tutto il mondo maschile ha accetta-

to il nuovo modello femminile. Il femminino, un tempo temuto e rispettato, oggi - da qualcuno - è solo temuto, al punto che il suo annientamento morale o la sua eliminazione fisica sembrano il solo modo per esorcizzarlo. Le streghe della cronaca nera

Ma le streghe si celano anche dietro alla maschera di madri, all’apparenza amorevoli, che uccidono i propri figli, incapaci di farsi carico del loro ruolo di genitrici, o dietro le mentite spoglie di educatrici che picchiano e maltrattano coloro che sono stati loro affidati, in un malato esercizio di autorità. Le società necessitano di mutamenti lenti, che gli uomini e le donne che le compongono possano interiorizzare, perché, se le streghe son tornate, si trasformino in fate.

Il bando si rivolge a giovani tra i 16 e i 25 anni

Donne e discriminazioni Una ricerca da premiare “Guaritrici. Levatrici. Medichesse”: è il titolo del premio , promossodalCentroInsubricodiRicerche Etnostoriche, rivolto a giovani tra i 16 e i 25 anni, in scadenza il 15 settembre (www.ci-re.it; cire.ricerca@gmail.com). «Il concorso è un’idea per avvicinare il target giovane – illustra la presidente Chiara Milani –: uno stimolo a dimostrarechelaricercastoricanon è un’attività da topi d’archivio. Il nostro sguardo non è rivolto

esclusivamentealpassato,ciinteressanoifenomenidipersecuzione, intolleranza, esclusione sociale e culturale, con particolare riguardo alle donne. Se nei secoli scorsi la caccia era alla streghe oggi ci sono il cyberbullismo, l’intolleranza nei riguardi della diversitàin tuttelesueforme,ilfemminicidio. Ci auguriamo possa essere un modo per fare riflettere e stimolare nelle giovani generazioni una nuova cultura del rispetto».

CONCORSO TRA PASSATO & PRESENTE LA SCADENZA IL 15 SETTEMBRE


LA PROVINCIA DI VARESE

13

SABATO 7 MARZO 2015

Energia luminosa che carica Una bella frase, da “I love you” a “Live” oppure “I have a dream” vi aiuteranno a svegliarvi o ad addormentarvi pensando positivo. Merito di “Lighthink box” di Seletti.

Connesse con lo stile La cover dello smartphone, possibilmente couture: ottima idea per un regalo da farsi o da sollecitare. Le occasioni non mancano mai. Compresa la Giornata della donna...

Prendi la vita a colori Se il mondo va a rovescio e il malumore rischia di contagiarvi, provate la terapia dello shopping. Cosa acquistare? Una borsetta full color, tipo quella di Valentino.

Ripensare gli stereotipi di genere

Macché principesse Quante favole amare

2

3

Archetipi e favole

La Bella Addormentata fu stuprata prima di rianimarsi, sputando il boccone di mela avvelenata. A rileggerle, sui testi originari della tradizione, le favole sono tutt’altro che romantiche storie con principi, principesse e fate dai poteri eccezionali. Abituati al mondo dolciastro dei cartoon di Disney, abbiamo perso di vista gli archetipi ai quali Biancaneve, Cenerentola & Co fanno riferimento. Ma proprio per la loro carica di significato, le favole della tradizione meritano di essere riconsiderate, magari alla luce dello studio fatto da Laura Romano, pedagogista e consulente educativa, già autrice di “Lividi. Storie di donne ferite” (San Paolo). Come le

teen ager di oggi, la Sirenetta o la Bella Addormentata fanno i conti con i cambiamenti del corpo e con la crescita. Madri, streghe, fate, principi diventano i co-protagonisti, sempre decisivi, per la costruzione del proprio sè. VERA FISOG NI

1

Caso editoriale dell’anno

Chi è Elena Ferrante? Un mistero di scrittrice Ci sono buoni motivi per dire che Elena Ferrante non esiste ed è una mera costruzione editoriale. L’autrice di “L’amica geniale”, candidata alla Cinquina del Premio Strega, non s’è mai vista. Ha scritto di recente una lettera al “Mattino” di Napoli, dicendo che il suo proposito è di «scrivere volatilizzandomi». Poco importa, Elena Ferrante ha un’identità narrativa e i suoi libri vanno letti, perché danno emozioni. V.FIS.

L’AMICA GENIALE ELENA FERRANTE E/O, 400 PAG., 18 EURO

Una scena di “Turner” TIMOTY SPALL CON MARION BAILEY NEL FILM

LA FIABA E LA FIGURA FEMMINILE LAURA ROMANO EDIZIONI IL CILIEGIO, 120 PAG., 10 EURO

1. Angelina Jolie nel ruolo della strega cattiva delle favole in “Maleficent” della Disney; 2. Il libro di Ileana Benati Mura sulla simbologia delle streghe; 3. La saggista italo-svizzera.

Sussurri e grida Profili emozionanti raccontati al cinema

Intellettuali e teologhe

Caro Francesco ti scrivo Lettere al femminile L’attenzione di Papa Francesco alla condizione femminile è indubbia. In particolare, il pontefice ha stigmatizzato gli abusi e le sopraffazioni, intitolando a una donna e santa (Giuseppina Bakhita), la Prima Giornata contro la tratta delle persone. Tra i libri più interessanti in vista del secondo anno di pontificato, c’è “Caro Francesco - Venticinque donne scrivono al Papa” (Il Pozzo di Giacobbe). Di fronte a questo appello accorato e credibile ispirato soltanto al Vangelo, 25 donne, di età e storie tra loro tanto diverse ma accomunate da un coraggioso impegno per la pace e i diritti umani, hanno voluto offrire a papa Francesco un personale contributo di idee e di utopie, per la Chiesa e per

il mondo, sicure che lui ne saprà tenere conto. Tra le autrici: la scrittrice Dacia Maraini e le teologhe Emilia Palladino, Cettina Militello, Marinella Perroni. Da leggere, per capire come cambia l’approccio della Chiesa alle donne. VERA FISOGNI

CARO FRANCESCO. 25 DONNE SCRIVONO AL PAPA AUTRICI VARIE IL POZZO DI GIACOBBE, 196 PAG., 13 EURO

Si devono al cinema alcune delle letture più profonde della condizione femminile, tra epoche diverse. È quello che succede anche in queste settimane.

Affollate, garrule platee al 90 e più per cento femminili stanno determinando il successo incontrastato di “Cinquanta sfumature di grigio”, adattamento del best seller omonimo. Un fenomeno dal quale estrarre quel minimo di freschezza da accreditare pressoché esclusivamente alla protagonista femminile, la figlia, e nipote, d’arte Dakota Johnson. Per quel che consente l’algida trasposizione del romanzo, l’inquietudine tardoadolescenziale del corpo dell’attrice esprime pulsioni e contraddizioni di un’eroina del sesso sado-maso, che qualcuno ha accortamente classificato come “Lolita anni Duemila”, preda di morbosi risguardi di passione. Chi eventualmente ritenesse che fossero inconciliabili con la ricorrenza di San Valentino, scelta per l’uscita planetaria del film, è stato smentito nel modo più sonoro al botteghino che lo ha laureato campione d’incassi. Sono poco, o punto, sfumate, invece, le donne ritratte in “Turner”, cronaca degli ultimi venti-

cinque anni di vita del celebre pittore inglese J.M.W. Turner, amato dalla devota governante Hanna, non la chiamerà altrimenti che “damigella”, ma che stringe un legame con la vedova Booth (ha un profilo d’Afrodite, agli occhi, beninteso, del pittore), vivendo con lei una doppia vita. Due ritratti femminili giustapposti – ceto, dunque salute e malattia, sottomissione e autorevolezza – ma che nel film sono facce di una stessa medaglia, che ritrae un artista rugoso e balordo, però di acuta, rara sensibilità. Eminente, infine, tra i personaggi femminili visti di recente sul grande schermo, quello di Julianne Moore che incarna – meravigliosamente, nonostante tutto – un’ammalata precoce del morbo di Alzheimer. Consapevole della diagnosi: “Still Alice”, perciò racconta dal punto di vista della protagonista, di cui il film scruta le reazioni, la deriva degenerativa, tenendo vive, per quanto le riesce, le connessioni degli affetti. Il rapporto con la figlia – Kristen Stewart – è esemplare (anche della bravura delle interpreti). DONNE E CINEMA RACCONTI CREDIBILI NELLE SALE


14

LA PROVINCIA DI VARESE SABATO 7 MARZO 2015

Giorno della donna Eccellenze per talento e risultati Rettore del King’s College La varesina Maria Rosa Antognazza, massima esperta del pensiero di Leibniz, vive a Oxford e dirige il dipartimento di filosofia al King’s College di Londra.

Brave e global Le pensatrici internazionali L’intervista

MARGHERITA GUZZI VINCENTI Milanese, campionessa di scherma negli Usa e studentessa

Medicina e podio L’italiana amata dai giovani Usa

egli Stati Uniti c’è una ragazza italiana, milanese con legami affettivi profondi con la terra comasca, amatissima dai giovani. È Margherita Guzzi Vincenti, 24 anni. Autentica “eccellenza”, è diventata in brevissimo tempo un’ambasciatrice dei talenti migliori del nostro Paese: formazione classica di primissimo ordine, talento artistico applicato allo sport, risultati al top negli studi di Medicina, grazia e moltissimo charme. Nella società schermistica “DC Fencers Club” di Washington, tra un laboratorio e un allenamento, trova il tempo per dialogare con La Provincia.

N

Cavaliere della regina Nel 2005 la friulana Rosi Baidotti ha ricevuto il Cavalierato dalla regina Beatrice d’Olanda. È la pioniera degli studi sul nuovo femminismo. Vive a Utrecht.

degli Usa: l’America, anche nello sport agonistico, le dava più possibilità?

Le regole nello sport americano sono molto chiare: meritocrazia e assoluta trasparenza all’interno del sistema. Questo è il binomio che cerca un atleta per la sua carriera agonistica e che lo spinge a dare

Margherita, com’è iniziata la sua “avventura” americana?

Brillante MARGHERITA DURANTE UNA SIMULAZIONE MEDICA. A DESTRA: IN GARA

Su “Tess” la signora di Villa d’Este

Antonella, la manager che accoglie il mondo Antonella Chiesa è la giovane signora che occupa un ruolo decisivo nel Made in Italy. Perché è lei il direttore marketing e la responsabile dell’accoglienza al Grand Hotel Villa d’Este di Cernobbio, meta del turismo d’èlite internazionale, a Cernobbio, sul lago di Como. L’esclusiva testimonianza, in prima persona, è proposta da “Tess”, il magazine di moda & cultura de La Provincia di Como, che dà spazio a firme e storie femminili di eccellenza: dalla filosofa morale Laura Boella, alla scrittrice ed editor Alice Di Stefano (ci parla della vocazione poetica della madre, la scrittrice Cesarina

PRIMADONNA DI STILE SU “TESS” DI PRIMAVERA

Vighy), alla storica dell’arte tessile Elisa Tosi Brandi, acuta interprete della genesi dell’identità femminile nelle pieghe del Rinascimento. È in edicola a 1,20 euro + il prezzo del quotidiano.

Nel 2009 ero terza nel ranking mondiale di spada, categoria junior, quando mi venne offerta dalla Pennsylvania State University una borsa di studio quadriennale per studenti-atleti. Dopo la maturità classica in Italia, nel gennaio 2010 sono entrata in quella università per studiare Pre-Medicina. Sono anche diventata capitana della loro squadra di scherma gareggiando per quattro stagioni nel campionato NCAA (National Collegiate Athletic Association). Ha riportato molte vittorie, durante il suo soggiorno americano: quali le principali?

Ricordo con particolare soddisfazione il titolo individuale NCAA nel 2010, a soli tre mesi dal mio arrivo negli Usa, e il titolo nazionale, categoria senior, nel 2014. A questa competizione ho potuto prendere parte, per la prima volta lo scorso anno, grazie alla Carta Verde che avevo ottenuto per meriti sportivi nel dicembre 2013. Margherita, lei è italiana ma gioca con i colori

il meglio di sé, nella certezza che verrà valutato secondo parametri obiettivi e condivisi. Lei è una “eccellenza” italiana all’estero. Come vive questa particolarissima condizione?

Con un senso di profonda gratitudine per quello che ho conseguito finora in un Paese che è sempre stato una “terra di opportunità”. Con il desiderio forte di restituire agli Stati Uniti, che mi hanno accolta e hanno saputo valorizzare i miei talenti, tutto il bene ricevuto. E, infine, con un senso di grande orgoglio per le mie radici italiane che non dimentico. Nella sua famiglia ci sono stati campioni di scherma?

Franco Riccardi (1905-1968), cugino di mio padre, vinse tre ori olimpici e tre titoli mondiali nella spada. La sua scherma, improntata a spettacolarità e fair play – gli storici avversari fran-

cesi lo riconoscevano come uno schermitore di estrema correttezza, il più onesto fra gli italiani – mi ha profondamente ispirata e motivata a dare il massimo, sempre nel pieno rispetto di chi devo affrontare in pedana. So che il suo legame con il Comasco è profondo: quali radici, precisamente, le rendono familiare il territorio lariano?

C’è un luogo in Val d’Intelvi che occupa un posto speciale nel mio cuore: è Lanzo. Fu il mio trisnonno, il pediatra Carlo Valvassori Peroni, il primo della mia famiglia a trascorrere le vacanze estive in quel paese e a promuoverne i benefici per la salute dei bambini, e non solo. Lassù ho iniziato a camminare e poi a correre, mi sono allenata facendo escursioni nei boschi e sulle montagne vicine, a piedi e in mountain bike. Anche lo scorso dicembre, quando sono ritornata in Italia per Natale, ho voluto fare una rapida visita a Lanzo e respirare l’aria fine di quella meravigliosa valle. Come riesce a conciliare uno studio difficile e molto competitivo, come

Coscienza critica degli Usa A soli 52 anni, la milanese Giovanna Borradori è una delle più autorevoli filosofe Usa. Insegna da anni all’esclusivo Vassar College, dove studiò Mary McCarthy.

la facoltà di Medicina, con l’attività agonistica, con l’obiettivo costante del podio?

Lo studio e la scherma formano in me un circolo virtuoso. Lo studio potenzia quelle capacità logiche e tattiche che sono fondamentali nella scherma per vincere. La scherma, dal canto suo, affina la concentrazione mentale e favorisce il processo di apprendimento. Come vede l’Italia, dagli Usa? Ha consigli da dare ai suoi coetanei di vent’anni?

Le notizie che mi arrivano dall’Italia mi rattristano: la crisi non è ancora passata e i giovani hanno difficoltà a realizzare i loro sogni - conclude Margherita Guzzi Vincenti - . Ciò che mi sento di consigliare loro è di mettersi in gioco e di fare esperienza all’estero il più presto possibile, cogliendo tutte le occasioni oneste che possono presentarsi. Io ho capito che gli Stati Uniti erano il posto giusto per me a diciassette anni, durante un campus estivo di scherma in Rhode Island, dove ero stata chiamata come allenatrice. Ci sono moltissime occasioni che aspettano solo di essere colte. L’importante è osare. 1 Vera Fisogni

L’astronauta testimonial di studi scientifici

La scienza al femminile con Samantha vola alto L’abbiamo vista anche al Festival di Sanremo, galleggiare sorridente nell’astronave, per effetto dell’assenza di gravità. Più di ogni altro astronauta italiano, l’ingegnere Samantha Cristoforetti, 38 anni, è riuscita a diventare popolare come una star. Merito di una capacità comunicativa fuori dal comune, che l’ha resa seguitissima su Twitter, il suo social preferito. Sarà ora interessante vedere qualerispostacisarà,dapartedelle giovani donne, negli studi di impronta scientifica. In questo campo la parità, almeno in Italia, è ancora lontana, nonostante dai tempi di Maria Montessori (1896)

INGEGNERE SPAZIALE SAMANTHA CRISTOFORETTI

semprepiùdonneoptinoperquesti percorsi di studi. Ma personalità come Samantha Cristoforetti o come il direttore del Cern Fabiola Gianotti sono i migliori vettori del cambiamento. ANNA PIAZZI


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
Giorno della donna by SPM Pubblicità - Issuu