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S Q UASH & sport NEWS

Iscrivetevi al nostro magazine on-line! Il magazine multimediale www.athenaesquashnews.it dallo scorso dicembre si finalmente trasformato da progetto in realt . Collegatevi per restare sempre in contatto con la palestra e con le sue attivit , iscrivetevi per avere l account personale, commentare le news ed i video e ricevere tutti gli aggiornamenti. Tutte le attivit , le notizie e le iniziative che trovano spazio sulla versione stampata che state leggendo, vanno ad arricchire in diretta il magazine e sono disponibili in una speciale web-app per iphone e smarphones. Collegatevi! www.athenaesquashnews.it

COME ADERIRE:

Cavani e gli sceicchi nel Bar Sport Athenae PAGINA

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Francesco Orabona é Giovane Maestro PAGINA

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Le giovani promesse di Imma e Alessandra PAGG.

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Spinning Marathon Bikers in liberta’ PAGINA

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1) TRAMITE LA SCHEDA DA CHIEDERE IN PALESTRA ALLA RECEPTION

2) REGISTRANDOSI DALLA HOME PAGE DEL MAGAZINE

dalla prima - E’ L’ORA DI RIMETTERSI IN FORMA Senza tentennamenti e rinvii. Senza il fatidico “da lunedì”, poca importa se è martedì o giovedì, meglio subito. Subito ovviamente , con un po’ di dieta, un po’ di disintossicazione, un po’ di alimenti semplici, dopo gli stravizi di questi mesi. Soprattutto poco alcool, molta acqua, frutta di stagione e verdure, preferibilmente crude, per ripulire l’organismo. E poi movimento, tanto movimento, tanta sana ginnastica. Allenamenti possibilmente differenziati, con sedute di spinning o race walker, alternate o compensate con esercizi agli attrezzi per riprendere il tono muscolare. I chili in più “freschi” vanno via facilmente se si agisce con tempismo. “MUOVERSI COME STILE DI VITA” è la nostra mission, muoversi per raggiungere uno stato di benessere generale, per prevenire o per curare tantissime piccole patologie, per combattere lo stress ed eliminare le scorie della vita quotidiana.

A. Gen.

IL MAGAZINE GRATUITO MULTIPIATTAFORMA: CARTA, PDF, WEB, MOBILE

GENNAIO-FEBBRAIO - N. 1-2011

Editore: Societa' Sportiva Athenae srl - Via dei Mille n. 16 - 80121 Napoli - tel. 081.407334 - dirett. responsabile Achille Gentiletti - in attesa di registraz.

EDITORIALE

E’ l’ora di

rimettersi in forma di Achille Gentiletti

SEMPRE IN DIRETTA PER TE, PER LA TUA MOTO

081.660723

Ci siamo, o quasi. Meno di due mesi e sarà primavera. Il Natale e le festività, mai cosi lunghe, sono alle spalle ed è bene prepararsi per tempo alla nuova stagione, alle belle giornate di sole, agli abiti leggeri, alle prime apparizioni in costume e speriamo presto ai primi bagni, percolato permettendo. Sono lontani i tempi quando le stagioni arrivavano puntuali, come ad un appuntamento galante. La primavera, dolce nei sapori e negli odori, con i primi tuffi in mare tonificanti e rigeneranti. Comunque, bando ai sentimentalismi ed ai caldi ricordi adolescenziali e guardiamo avanti, con ottimismo e fiducia, concentrandoci sulla nostra forma fisica cercando di eliminare quei chili di troppo accumulati in questi mesi. Quindi, sotto e rimettiamoci in forma. segue in ultima pagina

ALLE PAGINE 2-3

PRESTA CAMPIONE Regionali Squash NC: 2°Liccardi, 3° Giampaglia

TRE TEAM AL TRAGUARDO

A PAG. 5

La Podistica Chiaja alla XIII Napoli Marathon

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giornali, newsletter,

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Squash in rosa: in febbraio lezione di prova per le donne

Lo squash è noto per essere, fra tutte le attività sportive praticate in palestra, quella dal maggior dispendio calorico. Tra l'altro, a dispetto di quel che si possa pensare, è a bassissimo impatto traumatico, è fortemente stimolante sulla psiche e sul sistema nervoso centrale, è divertente; in aggiunta, cosa ben più importante, è decisamente tonificante per gambe, glutei e fianchi. Lo squash, abbinato ad un buon riscaldamento aerobico ed allo stretching, diventa un allenamento completo. La lezione con il maestro si può svolgere anche in due o in tre persone insieme, diventando ancor più stimolante e divertente. Gli esercizi tecnico-atletici sono basati su affondi di gambe, piegamenti, torsioni e rotazioni del busto e sulla coordinazione motoria. Lo squash si presenta, quindi, come attività sportiva adatta a qualsiasi età ed alla donna specialmente, in quanto naturalmente dotata di maggiore elasticità e coordinazione. Nel nord Italia ed in tutti i paesi europei è particolarmente praticato grazie al fatto che, oltre ai benefici su esposti, praticandosi principalmente al chiuso, si può giocare in tutti i mesi dell'anno e a prescindere dalle condizioni climatiche. Essendo, oltretutto, un’attività ad alta intensità, facilita la sudorazione e, se giustamente idratati, sorseggiando acqua o bevande sportive durante l'allenamento aiuta il ricambio eliminando il gonfiore da ritenzione. Provalo, da sola o con una tua amica, a febbraio, mese dello squash, hai ha disposizione una lezione di prova con un nostro maestro. A. Gen.

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Campionato NC Campania 2011: l’album fotografico

LO SCEICCO APPLAUDE IL MATADOR

Un delegato (Boffa, regionale, qui sopra) da’7 la coppa al vincitore, l’altro (Morra, provinciale, in basso a destra) lavora al tabellone. E il premiato Presta, qui sotto é alle prese con un tonicissimo Giampaglia (anche sotto a sinistra, in pausa con Luigi Viti)

10 gennaio, di ritorno dagli Emirati, dopo una notte finita tardi per seguire la diretta Napoli-Juve con tre ore di fuso orario, la grande sorpresa, nella mazzetta dei giornali presi in aeroporto a Dubai. Foto a piena pagina 3 (riportata qui a destra) con lo spettacolare terzo gol del matador Cavani ai bianconeri sul quotidiano Sport 360°, che sarebbe la Gazzetta dello Sport degli sceicchi. In copertina c’e’ Cristiano Ronaldo, per arrivare alla notizia del Milan capolista (sponsorizzato da Emirates, la compagnia aerea di bandiera ad Abu Dhabi) bisogna sfogliare fino a pagina 14...

Da mister a mister: Mazzarri vai cosi’ E’ lui il primo che mettiamo a sedere ai tavolini del Bar Sport Athenae. Di mestiere fa l'allenatore di calcio: l'anno scorso ha guidato il San Antonio Abate, precedentemente il Sapri e prima ancora la mitica Puteolana. Antonio Rogazzo è giovane, ma ha già alle spalle tanti anni di calcio, sia giocato che da allenatore. Qui al Bar, darsi del tu è d’obbligo. Mister, da collega, cosa pensi di Mazzarri?

“Ha il grande merito, di aver portato dopo un anno e mezzo di lavoro, la squadra ai vertici della classifica, amalgamando perfettamente vecchi e nuovi giocatori che si muovono e giocano in perfetta sinergia. Inoltre ha enfatiz-

Antonio Rogazzo all’entrata del Bar Sport...

zato il concetto di gruppo, evitando di creare delle prime donne”. Secondo te, Mazzarri è all'altezza di confrontarsi in Champion’s League, che rappresenta il primario obiettivo della società?

“Penso di sì, proprio per il concetto espresso prima: la sua forza è il gruppo, non il singolo giocatore, ed a diffe-

renza di illustri suoi colleghi, oltre a gestire il gruppo, lui, insegna il calcio. Ciò gli è possibile in quanto si è creato un parterre di giocatori che ha posto sullo stesso livello, senza, come dicevo prima, prime donne”. Grava, Pazienza, Aronica, merito di Mazzarri la loro performance o della preparazione atletica?

“Sicuramente il lavoro ‘a secco’, cioè senza palla, ha influito sul loro rendimento, ma a lui resta la grande capacità di avergli dato gioco e posizione”. E’ il caso di Pazienza? “Certo, il rendimento di que-

sto ragazzo è legato alla buona condizione, ma ciò non toglie merito a Mazzarri che è

stato capace di collocarlo nel ruolo a lui più congeniale”. Per il futuro come potenzieresti la squadra? Di quali giocatori avrebbe bisogno il Napoli? (l’intervista è stata fatta prima dell’ufficializzazione degli acquisti di Ruiz e Mascara, ndr.)

“E' difficile rispondere a questa domanda, anche perché, giocatori di qualità sul mercato italiano ce ne sono pochi ed i grandi nomi, dai grandi ingaggi, turberebbero l'equilibrio cosi faticosamente creato dall'allenatore. Comunque penso che un buon attaccante da alternare e per far respirare Cavani ed un forte difensore centrale siano indispensabili”. il barista


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L’Angolo scientifico

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APPOGGIARE

CON IL PIEDE GIUSTO I piedi rappresentano l'ultimo anello della catena cinetica dell'arto inferiore nell'azione di corsa e svolgono il compito di sostegno e di propulsione agendo come leve. Essi hanno un comportamento dinamico diverso a seconda che sia in corso la deambulazione o la corsa. Durante la corsa i piedi sono sottoposti all'impatto numerose volte con il suolo. Si è calcolato circa 600 volte a chilometro e circa 27.000 volte in una maratona. E' logico, quindi, che, a fronte di un così elevato numero di contatti, anche una minima imperfezione nell'appoggio possa a lungo andare determinare traumi. Mentre si è sempre più evoluta la tecnologia delle calzature sportive, con l'utilizzo di nuovi materiali, l'insegnamento della tecnica è stato via via sempre più trascurato. Ciò determina, nella maggior parte dei casi, un appoggio non corretto, che è causa di infortuni. Uno studio di A.H. Payne

(1983) identifica 4 tipi di appoggio: - Tallone-avanpiede o rullata; - Pianta o piede piatto - Avanpiede-pianta - Avanpiede Nel primo caso la prima parte dell'appoggio è il tallone. Un appoggio di questo tipo, in genere è collegato ad una azione di corsa cosiddetta “calciata”, dove l'azione d'avanzamento-innalzamento dell'arto libero è limitata, mentre è accentuata la salita del piede dietro ed il contatto con il suolo. E' un andatura da corridori di fondo delle lunghe distanze oltre i 10 km e da corsa su strada e degli amatori. In genere è tipica di coloro che non possiedono buona tecnica e non dispongono di grande forza muscolare. Nel secondo caso l'appoggio a terra avviene con l'intera pianta del piede; questo tipo di appoggio è caratteristico di coloro che hanno una iper-pronazione ed una non elevata for-

za nei piedi. Anche questa è una andatura che si riscontra nei podisti dalle lunghe distanze e negli amatori. Nel terzo caso l'appoggio avviene di avanpiede quindi il tallone scende verso terra facendo aderire tutta la pianta. Questo tipo di appoggio è caratteristico nei podisti dalle lunghe distanze soprattutto nei finali di gara quando è elevato l'affaticamento della muscolatura impegnata a mantenere l'appoggio d'avanpiede. Nel quarto caso l'appoggio avviene d'avanpiede, con alcune differenze a seconda che si tratti di velocisti (60 - 400 m), velocisti prolungati (400 - 800 m) ostacolisti, mezzofondisti 300 5000, mezzofondisti resistenti. Il piede si presenta in flessione dorsale e prende contatto d'avanpiede in leggera supinazione. Un buon tecnico può senz'altro essere d'aiuto nell'impostare il giusto appoggio e correggere gli errori.

Obesita’ infantile problema sociale Torno su quella che sta diventando una piaga sociale: l'obesità infantile. Una volta instaurata, tende a recedere con estrema difficoltà e spesso a recidivare; è evidente che la prevenzione ha un ruolo di grande importanza. Operatori scolastici, operatori sanitari e genitori dovrebbero, a costo di qualsiasi sacrificio, unire i propri sforzi per una politica di prevenzione seria. La riduzione, o spesso la mancanza totale, di attività fisica, l'aumento dei comportamenti sedentari e la cattiva cultura alimentare, sono le più importanti concause dell'incremento dell'obesità pediatrica. Bisognerebbe agire con uno screening delle famiglie con genitori obesi o sovrappeso, che permetterebbe di selezionare quelle che necessitano di una stretta sorveglianza sui figli per i parametri auxologici, per le abitudini alimentari e per lo stile di vita e la quantità di movimento. Il ministero della Salute potrebbe diffondere guide per indicare alle mamme la corretta alimentazione dei bambini alle varie età; l'incremento dell'attività motoria nelle ore scolastiche, anche tutti i giorni, incoraggiando lo svago all'aria aperta con una politica di utilizzo degli spazi pubblici. Il bambino oggi obeso o in sovrappeso è sicuramente un malato di domani. Un problema di salute di così vasta portata, non si può affrontare se non in modo multiplo e coordinato, nella convinzione che la famiglia da sola non possa essere in grado di risolverlo.

Achille Gentiletti

AVER PAURA DI (NON) ALLENARSI TROPPO Per molti anni ha dominato il concetto che più ci si allena con i pesi, più si cresce o, comunque, si migliora la propria forma fisica. Gli ultimi sondaggi hanno dimostrato che almeno il 50% della popolazione del fitness, per lo meno una volta nell'arco dell'attività sportiva è destinata ad imbattersi in quello che gli americani definiscono “over training”, cioè sindrome da superallenamento. Di solito, si inizia a programmare il proprio training al rientro dalle ferie estive, si incominciano le famose diete , si fissano gli obiettivi, tempi e modi di allenamento. Si parte subito a gran ritmo, spronati spesso da allenatori poco coscienziosi, e si passa, nella maggior parte dei casi, dai 3 ai 4/5 allenamenti a settimana, senza consentire all' organismo di abi-

tuarsi gradualmente all'aumento di lavoro muscolare. Gli appuntamenti in palestra diventano ossessivi e l'allenamento è al primo posto nella scala dei valori. Ogni volta che ci si allena, viene generato nell'organismo uno stato di stress, positivo ai fini del miglioramento della prestazione, nel momento in cui si dà al corpo il tempo di recuperare lo stress provocatogli. Questo è il principio della supercompensazione. Gli effetti successivi all'uso di grandi carichi non si limitano solo al recupero del potenziale energetico speso, ma portano alla maggiorazione quantitativa dei livelli iniziali. Come difendersi dal superallenamento? Per prima cosa, è bene conoscerne i sintomi principali: diminuzione della forza, difficoltà di recupero dagli allenamenti,

aumento della pressione e della frequenza cardiaca a riposo, facilità negli infortuni, risvegli notturni, difficoltà nel riaddormentarsi, ingrossamento dei linfonodi, diminuzione delle difese immunitarie, ansia, depressione, fatica generalizzata. La presenza da due a quattro di questi sintomi, contemporaneamente, potrebbe essere indice di superallenamento. In questo caso, il modo migliore per recuperare è interrompere l'allenamento per un periodo da 1 a 3 settimane, secondo della gravità del caso, ed eseguire attività fisiche a basso impatto (lunghe passeggiate). Imparare ad ascoltare il nostro corpo, captando tutte le sensazioni che ci trasmette, è di fondamentale importanza. Emiliano Cassano

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Campionato NC Campania 2011

P

resta su tutti. Alfonso Presta è il nuovo campione regionale cat. NC. Batte in finale il giovane e talentuoso Daniel Liccardi (a cui manca solo e sempre quel pizzico di convinzione in più) con un secco 3 a 0 e con i punti conquistati in questo torneo sale in categoria “C“. Torneo vivace con alcune new entry interessanti, come Luigi Viti, da poco approcciato allo squash, ma con braccio e gambe di qualità. Va a conquistare con pieno merito il terzo gradino del podio Pierone Giampaglia, che al primo turno batteva Enrico Sbandi (al suo secondo torneo) per 3 a 1. Pierone, più “leggero“ nel peso, e con una maggior resistenza, cedeva ai quarti proprio ad Alfonso Presta, ma in semifinale batteva Viti per 3 a 1. Al quarto posto Luigi Viti e quinta piazza per Luigi Di Furia che nella finalina del quinto posto aveva la meglio su Enrico Sbandi. Prossima tappa a febbraio, con i campionati regionali di categoria “C“.

La finale su athenaesquashnews.it e sul nostro canale youtube

Presta regionale NC Finale con risultato pieno su Daniel Liccardi. In evidenza Giampaglia, terzo sul podio


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a sveglia telefonica, implacabile, L continuava a squillare, ma il buio e la pioggia battente, mi invogliavano

a rimanere a letto, avvolto nel piumone. Era stata incessante tutta la notte ed il cielo, gonfio di nuvole, non faceva presagire nulla di buono per la giornata. L’appuntamento era di quelli a cui non puoi mancare, il giorno prima era stato un continuo di telefonate e sopralluoghi sul posto di gara, di dubbi, di tattiche. Alle 7 ero pronto, l’adrenalina cresceva, Emiliano era alle prese con pettorali e numeri di gara, alle 7 e un quarto eravamo al Gambrinus, gi fradici di pioggia, ma pronti per questa nuova avventura. Non posso negarlo, quando prima del via la Fanfara dei bersaglieri ha aperto la strada ai maratoneti, correndo trombe in bocca, mi si accapponata la pelle, non avvertivo pi n il freddo n la pioggia. I ragazzi erano pronti, i primi tre staffettisti, Marco Centanni, Davide Noli ed Agostino Del Vacchio, avevano terminato il riscaldamento insieme al coach Emiliano, ed erano pronti a partire. Li aspettavano 16 chilometri, da piazza del Plebiscito alla Mostra d’Oltremare, passando per il tunnel Laziale in salita e giro intorno alle meravigliose fontane delle mostra, che li avrebbe accolti con dolci note di musica classica. Bagnati, schiaffeggiati dal vento e dalla pioggia, evitando, con pericolose gimkane, le pozzanghere d’acqua, che potevano nascondere buche e dislivelli, con le scarpe inzuppate che diventavano pi pesanti ad ogni passo, ad ogni metro ad ogni chilometro. Emiliano ed io eravamo l ad aspettarli, difficile spiegare ci che si prova, anche nell’attesa: non riesci a stare fermo un attimo, guardi il tempo, sbirci in lontananza, fai calcoli, quasi ti metteresti a correre per essere ancor pi partecipe. Ti accorgi che i battiti del cuore sono alti, e che la smania si sta impossessando di te. Marco (de Masi), era quello che, nei giorni precedenti, sentiva la gara particolarmente. Per vari motivi, da alcuni mesi non partecipava ad una maratona: la voglia, gli stimoli, erano altissimi. Il riscaldamento era stato perfetto, accurato, era il terzo staffettista dopo Centanni e Romano, i loro tempi erano stati ottimi, la squadra poteva aspirare ad un buon posto in classifica. Al passaggio del testimone Marco parte benissimo, le sue lunghe leve cominciano a macinare metri su metri. Lo seguo con sguardo fin dopo piazza Trieste e Trento. I minuti sembrano ore, non passano mai.

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Kung-Fu: Francesco Orabona e’ Giovane Maestro

XIII Napoli Marathon s staffetta

Attimo per attimo la gara, la passione Arriva Ennio (Cascetta) che aveva ricevuto il testimone da Nino Tuccillo, chiusura in 3h e 20, ottimo; poi Totto (Luigi Soprano), terzo dopo Peppe (Del Giudice) 3h 29; e Marco? Sul conta-tempo dei cronometristi i minuti corrono veloci e veloce aumenta la nostra ansia. Gli occhi incollati su via Cesario Console, ogni minuto che passa ho la sensazione che il cielo diventi pi grigio, troppo oltre i suoi tempi. Ma Marco uno che non molla, lo sappiamo tutti. Lo scorgo da lontano, conosco bene la sua andatura, e si vede che qualcosa non va. Crolla sotto il gonfiabile del traguardo, il viso distrutto dal dolore, non dalla fatica, si trascina la gamba sinistra, tesa, dolorante, quasi da non riuscire a poggiare. Uno stiramento dopo il primo chilometro: la rabbia, la delusione, il pensiero di aver tradito i compagni, di averne condizionato il risultato finale. Il non arrivare al traguardo avrebbe fatto squalificare la squadra; ha stretto i denti, combattuto con il dolore, fitta dopo fitta, metro dopo metro. A suo modo, anche lui ha vinto. A. Gen.

foto di Renato Bevilacqua

Buon sangue non mente I

l 5 dicembre scorso, alla presenza di numerose fasce nere di Kung-Fu, Francesco Orabona, primogenito del maestro Giovanni Orabona fascia nera 8°, ha conseguito la prestigiosa qualifica di XIANGSHEN, ovvero “Giovane Maestro”. Francesco, che si allena fin dall'età di tre anni, aveva già conseguito la fascia nera di 2°, ma postosi l'obiettivo di eguagliare il mitico padre, da sempre votato a questa meravigliosa disciplina, con questo esame sale a fascia nera di 3°. L'ambitissima qualifica di XIANGSHEN passa attraverso una sessione d'esame in cui l'aspirante, oltre a dover dimostrare la padronanza di tutte le tecniche del Kung-Fu, deve dare prova di aver raggiunto un elevato livello di maturità e di apprendimento della filosofia di questa antichissima disciplina. Francesco, già istruttore di Kick-boxing, continuerà a perfezionarsi attraverso stages, gare e corsi di aggiornamento. Al “Giovane Maestro“ vanno le nostre più sportive congratulazioni, sicuri di suoi futuri prestigiosi traguardi. Achille Gentiletti

Francesco Orabona ha conseguito la qualifica di Xiangshen Giovane Maestro - di Kung-Fu. E’ il figlio primogenito del nostro Maestro Giovanni


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Maratona di Spinning

E N O I Z N E ATT

S R E K BI IBERTA’ IN LI I

l mix di pezzi musicali è stato perfetto, dall'hip-hop al trance, agli stacchi di musica soft, che consentiva di recuperare fiato e muscoli. Perfetta la coppia di istruttori, instancabili atleti, appassionati interpreti di questa eccezionale disciplina sportiva. Stefano e Raffaele, insieme, a guidare questa splendida maratona, tecnica e coinvolgente allo stesso tempo, efficace sulla forma fisica generale, tonificante, allenante per il cuore ed allo stesso tempo rilassante e di scarico su quella nervosa. Lo spinning è questo: grande allenamento, propedeutico oltretutto a tanti altri sport. Infatti erano presenti Danilo del Tufo, squashista di gran livello, Davide Noli, maratoneta, Roberto Esposito, il nostro “guru“ del Pilates. E poi “Smilzo“ Maurizio Bartoli, Maria Paola e Massimo Cims, Adriana de Falco (sempre sorridente: sei mitica!), la grande nutrizionista Francesca de Fazio, Elena, Daniela, Mimma, Rosaria Caiazzo e tanti altri bikers. A. Gen.

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XIII Napoli Marathon s staffetta

La Podistica Chiaja c’é T

re squadre al traguardo con promettenti tempi globali e validissime prestazioni individuali: è il bilancio della partecipazione degli atleti della Podistica Chiaja by Athenae alla Napoli Marathon del 30 gennaio. Nove i partecipanti alla 42,19 km a staffetta. Marco Centanni, Nino Romano e Marco de Masi; Nino del Vacchio, Ennio Cascetta e Domenico Tuccillo; Davide Noli, Giuseppe del Giudice e Luigi Soprano. Queste le compagini che, partite alle 8,05 da piazza del Plebiscito hanno sfidato condizioni atmosferiche davvero inclementi, capaci di scoraggiare chiunque. Percorso iniziale in direzione Fuorigrotta con tempi ragguardevoli per i primi frazionisti. Il primo passaggio di 16 km, toccando la Mostra d'Oltremare, dove i maratoneti sono stati accolti dalla musica lirica, e il ritorno passando per largo Sermoneta, via Caracciolo, fino al cambio al Plebiscito; Centanni passa il testimone ad 1h 06' ; del Vecchio due minuti do-

po, a 1h 08', quindi Noli ad 1h 11', tempi ottimi considerando anche le precarie condizioni del fondo stradale, sotto una pioggia incessante. Il secondo percorso punta a piazza Garibaldi, i maratoneti della Podistica Chiaja si mantengono nella media di 5' a km, ottima; in quest'ordine il secondo cambio dei nostri atleti: Romano, segue Tuccillo, quindi del Giudice. La terza frazione vede in gara Cascetta, Soprano e il ritorno di de Masi, dopo una lunga attività dovuta a infortunio. Gli atleti della Chiaja concluderanno entro le 3h 40', risultato che il coach Emiliano Cassano indica come valida premessa ai prossimi appuntamenti: la "Mari e monti" a Castellammare-Sorrento, quindi la "mezza maratona" di marzo a Napoli. Per le cronache, la tredicesima edizione della maratona internazionale di Napoli è stata vinta dal marocchino Abdelkrim Kabbour (a destra in foto), che ha tagliato il traguardo con il tempo di 2h 20' 04".

Tre squadre tutte giunte al traguardo con tempi interessanti. Le prospettive del team si presentano favorevoli in vista dei prossimi impegni


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Le esibizioni delle allieve di ginnastica artistica e danza moderna segue da pagina 6

12 marzo prossimo. Spettacolo nello spettacolo. Alle 17.30 sono entrate in scena le allieve di Alessandra Rimonti, dai 7 ai 10 anni. Esercizi di riscaldamento, di isolamento muscolare, tecnica di base per le gambe, stretching ed esercizi alla sbarra. Emozionate, dopo soli due mesi di lezioni, ma... perfette. Alle 18.30 l'ingresso in sala delle ragazze dai 10 ai 14 anni. La coreografia è stata strepitosa. Cambi di posizione e di gruppi, movimenti coordinati, morbide e leggere nei movimenti. Ma il lavoro continua. A metà giugno grande spettacolo in teatro, con l'intera compagnia di ballerine, grandi e piccole. Coadiuvata dalla regista newyorkese Lydia Galeno il R.A.C.E (Rimonti Alessandra Company & Entertainement) si esibirà in un Dance Show.

Flashdance in via dei Mille Giovani e giovanissime con le istruttrici Imma e Alessandra Il futuro dell'Athenae in due parole: Ginnastica Artistica e Danza Moderna. Esperienza, passione, capacità tecniche ed una grande sensibilità psicologica. E' l'identikit delle nostre maestre di Ginnastica Artistica e Danza Moderna. Imma Di Palma, oggi è sinonimo di ginnastica artistica. Il foltissimo gruppo di piccole allieve da lei seguito con grande impegno, cresce e migliora tecnicamente in maniera esponenziale. Alessandra Rimonti è la Danza Moderna, è l'armonia del movimento, la musicalità dell'essere. Martedì 21 dicembre tutte le piccole atlete, guidate dalle rispettive maestre, si sono esibite in dimostrazioni e gare di alto contenuto tecnico e coreografico. Alla presenza di Patrizia Cosenza, ginnasta di grande esperien-

za, nelle vesti di giudice, le piccole di età dai 4 ai 6 anni della ginnastica artistica si sono esibite negli esercizi fondamentali di acrobatica di base: dai passi ritmici, alla ruota, alla capovolta avanti. Uno spettacolo affascinante. Le atlete dai 6 ai 10 anni si sono confrontate in una piccola gara in cui, oltre agli esercizi di acrobatica di base evoluti, si sono cimentate nella ruota saltata, spaccata, capovolta avanti e dietro, ponte. Annamaria Arena, Iride Amirati e Maria Cristina Borbone, sono coloro che, secondo il giudice, hanno particolarmente brillato per precisione, tecnica e pulizia del movimento. Prossimo appuntamento agonistico per tutte le piccole atlete, il segue a pagina 7

Achille Gentiletti

Nelle due pagine, le partecipanti all’esibizione che ha avuto luogo lo scorso 21 dicembre. Nella foto grande di pagina 6, il gruppo delle piu’ piccole con le istruttrici Imma Di Palma e Alessandra Rimonti. In questa pagina, alcuni dei movimenti coreografici di lyrical jazz. Prossimo appuntamento, il 12 marzo


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Le esibizioni delle allieve di ginnastica artistica e danza moderna segue da pagina 6

12 marzo prossimo. Spettacolo nello spettacolo. Alle 17.30 sono entrate in scena le allieve di Alessandra Rimonti, dai 7 ai 10 anni. Esercizi di riscaldamento, di isolamento muscolare, tecnica di base per le gambe, stretching ed esercizi alla sbarra. Emozionate, dopo soli due mesi di lezioni, ma... perfette. Alle 18.30 l'ingresso in sala delle ragazze dai 10 ai 14 anni. La coreografia è stata strepitosa. Cambi di posizione e di gruppi, movimenti coordinati, morbide e leggere nei movimenti. Ma il lavoro continua. A metà giugno grande spettacolo in teatro, con l'intera compagnia di ballerine, grandi e piccole. Coadiuvata dalla regista newyorkese Lydia Galeno il R.A.C.E (Rimonti Alessandra Company & Entertainement) si esibirà in un Dance Show.

Flashdance in via dei Mille Giovani e giovanissime con le istruttrici Imma e Alessandra Il futuro dell'Athenae in due parole: Ginnastica Artistica e Danza Moderna. Esperienza, passione, capacità tecniche ed una grande sensibilità psicologica. E' l'identikit delle nostre maestre di Ginnastica Artistica e Danza Moderna. Imma Di Palma, oggi è sinonimo di ginnastica artistica. Il foltissimo gruppo di piccole allieve da lei seguito con grande impegno, cresce e migliora tecnicamente in maniera esponenziale. Alessandra Rimonti è la Danza Moderna, è l'armonia del movimento, la musicalità dell'essere. Martedì 21 dicembre tutte le piccole atlete, guidate dalle rispettive maestre, si sono esibite in dimostrazioni e gare di alto contenuto tecnico e coreografico. Alla presenza di Patrizia Cosenza, ginnasta di grande esperien-

za, nelle vesti di giudice, le piccole di età dai 4 ai 6 anni della ginnastica artistica si sono esibite negli esercizi fondamentali di acrobatica di base: dai passi ritmici, alla ruota, alla capovolta avanti. Uno spettacolo affascinante. Le atlete dai 6 ai 10 anni si sono confrontate in una piccola gara in cui, oltre agli esercizi di acrobatica di base evoluti, si sono cimentate nella ruota saltata, spaccata, capovolta avanti e dietro, ponte. Annamaria Arena, Iride Amirati e Maria Cristina Borbone, sono coloro che, secondo il giudice, hanno particolarmente brillato per precisione, tecnica e pulizia del movimento. Prossimo appuntamento agonistico per tutte le piccole atlete, il segue a pagina 7

Achille Gentiletti

Nelle due pagine, le partecipanti all’esibizione che ha avuto luogo lo scorso 21 dicembre. Nella foto grande di pagina 6, il gruppo delle piu’ piccole con le istruttrici Imma Di Palma e Alessandra Rimonti. In questa pagina, alcuni dei movimenti coreografici di lyrical jazz. Prossimo appuntamento, il 12 marzo


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Maratona di Spinning

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l mix di pezzi musicali è stato perfetto, dall'hip-hop al trance, agli stacchi di musica soft, che consentiva di recuperare fiato e muscoli. Perfetta la coppia di istruttori, instancabili atleti, appassionati interpreti di questa eccezionale disciplina sportiva. Stefano e Raffaele, insieme, a guidare questa splendida maratona, tecnica e coinvolgente allo stesso tempo, efficace sulla forma fisica generale, tonificante, allenante per il cuore ed allo stesso tempo rilassante e di scarico su quella nervosa. Lo spinning è questo: grande allenamento, propedeutico oltretutto a tanti altri sport. Infatti erano presenti Danilo del Tufo, squashista di gran livello, Davide Noli, maratoneta, Roberto Esposito, il nostro “guru“ del Pilates. E poi “Smilzo“ Maurizio Bartoli, Maria Paola e Massimo Cims, Adriana de Falco (sempre sorridente: sei mitica!), la grande nutrizionista Francesca de Fazio, Elena, Daniela, Mimma, Rosaria Caiazzo e tanti altri bikers. A. Gen.

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XIII Napoli Marathon s staffetta

La Podistica Chiaja c’é T

re squadre al traguardo con promettenti tempi globali e validissime prestazioni individuali: è il bilancio della partecipazione degli atleti della Podistica Chiaja by Athenae alla Napoli Marathon del 30 gennaio. Nove i partecipanti alla 42,19 km a staffetta. Marco Centanni, Nino Romano e Marco de Masi; Nino del Vacchio, Ennio Cascetta e Domenico Tuccillo; Davide Noli, Giuseppe del Giudice e Luigi Soprano. Queste le compagini che, partite alle 8,05 da piazza del Plebiscito hanno sfidato condizioni atmosferiche davvero inclementi, capaci di scoraggiare chiunque. Percorso iniziale in direzione Fuorigrotta con tempi ragguardevoli per i primi frazionisti. Il primo passaggio di 16 km, toccando la Mostra d'Oltremare, dove i maratoneti sono stati accolti dalla musica lirica, e il ritorno passando per largo Sermoneta, via Caracciolo, fino al cambio al Plebiscito; Centanni passa il testimone ad 1h 06' ; del Vecchio due minuti do-

po, a 1h 08', quindi Noli ad 1h 11', tempi ottimi considerando anche le precarie condizioni del fondo stradale, sotto una pioggia incessante. Il secondo percorso punta a piazza Garibaldi, i maratoneti della Podistica Chiaja si mantengono nella media di 5' a km, ottima; in quest'ordine il secondo cambio dei nostri atleti: Romano, segue Tuccillo, quindi del Giudice. La terza frazione vede in gara Cascetta, Soprano e il ritorno di de Masi, dopo una lunga attività dovuta a infortunio. Gli atleti della Chiaja concluderanno entro le 3h 40', risultato che il coach Emiliano Cassano indica come valida premessa ai prossimi appuntamenti: la "Mari e monti" a Castellammare-Sorrento, quindi la "mezza maratona" di marzo a Napoli. Per le cronache, la tredicesima edizione della maratona internazionale di Napoli è stata vinta dal marocchino Abdelkrim Kabbour (a destra in foto), che ha tagliato il traguardo con il tempo di 2h 20' 04".

Tre squadre tutte giunte al traguardo con tempi interessanti. Le prospettive del team si presentano favorevoli in vista dei prossimi impegni


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a sveglia telefonica, implacabile, L continuava a squillare, ma il buio e la pioggia battente, mi invogliavano

a rimanere a letto, avvolto nel piumone. Era stata incessante tutta la notte ed il cielo, gonfio di nuvole, non faceva presagire nulla di buono per la giornata. L’appuntamento era di quelli a cui non puoi mancare, il giorno prima era stato un continuo di telefonate e sopralluoghi sul posto di gara, di dubbi, di tattiche. Alle 7 ero pronto, l’adrenalina cresceva, Emiliano era alle prese con pettorali e numeri di gara, alle 7 e un quarto eravamo al Gambrinus, gi fradici di pioggia, ma pronti per questa nuova avventura. Non posso negarlo, quando prima del via la Fanfara dei bersaglieri ha aperto la strada ai maratoneti, correndo trombe in bocca, mi si accapponata la pelle, non avvertivo pi n il freddo n la pioggia. I ragazzi erano pronti, i primi tre staffettisti, Marco Centanni, Davide Noli ed Agostino Del Vacchio, avevano terminato il riscaldamento insieme al coach Emiliano, ed erano pronti a partire. Li aspettavano 16 chilometri, da piazza del Plebiscito alla Mostra d’Oltremare, passando per il tunnel Laziale in salita e giro intorno alle meravigliose fontane delle mostra, che li avrebbe accolti con dolci note di musica classica. Bagnati, schiaffeggiati dal vento e dalla pioggia, evitando, con pericolose gimkane, le pozzanghere d’acqua, che potevano nascondere buche e dislivelli, con le scarpe inzuppate che diventavano pi pesanti ad ogni passo, ad ogni metro ad ogni chilometro. Emiliano ed io eravamo l ad aspettarli, difficile spiegare ci che si prova, anche nell’attesa: non riesci a stare fermo un attimo, guardi il tempo, sbirci in lontananza, fai calcoli, quasi ti metteresti a correre per essere ancor pi partecipe. Ti accorgi che i battiti del cuore sono alti, e che la smania si sta impossessando di te. Marco (de Masi), era quello che, nei giorni precedenti, sentiva la gara particolarmente. Per vari motivi, da alcuni mesi non partecipava ad una maratona: la voglia, gli stimoli, erano altissimi. Il riscaldamento era stato perfetto, accurato, era il terzo staffettista dopo Centanni e Romano, i loro tempi erano stati ottimi, la squadra poteva aspirare ad un buon posto in classifica. Al passaggio del testimone Marco parte benissimo, le sue lunghe leve cominciano a macinare metri su metri. Lo seguo con sguardo fin dopo piazza Trieste e Trento. I minuti sembrano ore, non passano mai.

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Kung-Fu: Francesco Orabona e’ Giovane Maestro

XIII Napoli Marathon s staffetta

Attimo per attimo la gara, la passione Arriva Ennio (Cascetta) che aveva ricevuto il testimone da Nino Tuccillo, chiusura in 3h e 20, ottimo; poi Totto (Luigi Soprano), terzo dopo Peppe (Del Giudice) 3h 29; e Marco? Sul conta-tempo dei cronometristi i minuti corrono veloci e veloce aumenta la nostra ansia. Gli occhi incollati su via Cesario Console, ogni minuto che passa ho la sensazione che il cielo diventi pi grigio, troppo oltre i suoi tempi. Ma Marco uno che non molla, lo sappiamo tutti. Lo scorgo da lontano, conosco bene la sua andatura, e si vede che qualcosa non va. Crolla sotto il gonfiabile del traguardo, il viso distrutto dal dolore, non dalla fatica, si trascina la gamba sinistra, tesa, dolorante, quasi da non riuscire a poggiare. Uno stiramento dopo il primo chilometro: la rabbia, la delusione, il pensiero di aver tradito i compagni, di averne condizionato il risultato finale. Il non arrivare al traguardo avrebbe fatto squalificare la squadra; ha stretto i denti, combattuto con il dolore, fitta dopo fitta, metro dopo metro. A suo modo, anche lui ha vinto. A. Gen.

foto di Renato Bevilacqua

Buon sangue non mente I

l 5 dicembre scorso, alla presenza di numerose fasce nere di Kung-Fu, Francesco Orabona, primogenito del maestro Giovanni Orabona fascia nera 8°, ha conseguito la prestigiosa qualifica di XIANGSHEN, ovvero “Giovane Maestro”. Francesco, che si allena fin dall'età di tre anni, aveva già conseguito la fascia nera di 2°, ma postosi l'obiettivo di eguagliare il mitico padre, da sempre votato a questa meravigliosa disciplina, con questo esame sale a fascia nera di 3°. L'ambitissima qualifica di XIANGSHEN passa attraverso una sessione d'esame in cui l'aspirante, oltre a dover dimostrare la padronanza di tutte le tecniche del Kung-Fu, deve dare prova di aver raggiunto un elevato livello di maturità e di apprendimento della filosofia di questa antichissima disciplina. Francesco, già istruttore di Kick-boxing, continuerà a perfezionarsi attraverso stages, gare e corsi di aggiornamento. Al “Giovane Maestro“ vanno le nostre più sportive congratulazioni, sicuri di suoi futuri prestigiosi traguardi. Achille Gentiletti

Francesco Orabona ha conseguito la qualifica di Xiangshen Giovane Maestro - di Kung-Fu. E’ il figlio primogenito del nostro Maestro Giovanni


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L’Angolo scientifico

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APPOGGIARE

CON IL PIEDE GIUSTO I piedi rappresentano l'ultimo anello della catena cinetica dell'arto inferiore nell'azione di corsa e svolgono il compito di sostegno e di propulsione agendo come leve. Essi hanno un comportamento dinamico diverso a seconda che sia in corso la deambulazione o la corsa. Durante la corsa i piedi sono sottoposti all'impatto numerose volte con il suolo. Si è calcolato circa 600 volte a chilometro e circa 27.000 volte in una maratona. E' logico, quindi, che, a fronte di un così elevato numero di contatti, anche una minima imperfezione nell'appoggio possa a lungo andare determinare traumi. Mentre si è sempre più evoluta la tecnologia delle calzature sportive, con l'utilizzo di nuovi materiali, l'insegnamento della tecnica è stato via via sempre più trascurato. Ciò determina, nella maggior parte dei casi, un appoggio non corretto, che è causa di infortuni. Uno studio di A.H. Payne

(1983) identifica 4 tipi di appoggio: - Tallone-avanpiede o rullata; - Pianta o piede piatto - Avanpiede-pianta - Avanpiede Nel primo caso la prima parte dell'appoggio è il tallone. Un appoggio di questo tipo, in genere è collegato ad una azione di corsa cosiddetta “calciata”, dove l'azione d'avanzamento-innalzamento dell'arto libero è limitata, mentre è accentuata la salita del piede dietro ed il contatto con il suolo. E' un andatura da corridori di fondo delle lunghe distanze oltre i 10 km e da corsa su strada e degli amatori. In genere è tipica di coloro che non possiedono buona tecnica e non dispongono di grande forza muscolare. Nel secondo caso l'appoggio a terra avviene con l'intera pianta del piede; questo tipo di appoggio è caratteristico di coloro che hanno una iper-pronazione ed una non elevata for-

za nei piedi. Anche questa è una andatura che si riscontra nei podisti dalle lunghe distanze e negli amatori. Nel terzo caso l'appoggio avviene di avanpiede quindi il tallone scende verso terra facendo aderire tutta la pianta. Questo tipo di appoggio è caratteristico nei podisti dalle lunghe distanze soprattutto nei finali di gara quando è elevato l'affaticamento della muscolatura impegnata a mantenere l'appoggio d'avanpiede. Nel quarto caso l'appoggio avviene d'avanpiede, con alcune differenze a seconda che si tratti di velocisti (60 - 400 m), velocisti prolungati (400 - 800 m) ostacolisti, mezzofondisti 300 5000, mezzofondisti resistenti. Il piede si presenta in flessione dorsale e prende contatto d'avanpiede in leggera supinazione. Un buon tecnico può senz'altro essere d'aiuto nell'impostare il giusto appoggio e correggere gli errori.

Obesita’ infantile problema sociale Torno su quella che sta diventando una piaga sociale: l'obesità infantile. Una volta instaurata, tende a recedere con estrema difficoltà e spesso a recidivare; è evidente che la prevenzione ha un ruolo di grande importanza. Operatori scolastici, operatori sanitari e genitori dovrebbero, a costo di qualsiasi sacrificio, unire i propri sforzi per una politica di prevenzione seria. La riduzione, o spesso la mancanza totale, di attività fisica, l'aumento dei comportamenti sedentari e la cattiva cultura alimentare, sono le più importanti concause dell'incremento dell'obesità pediatrica. Bisognerebbe agire con uno screening delle famiglie con genitori obesi o sovrappeso, che permetterebbe di selezionare quelle che necessitano di una stretta sorveglianza sui figli per i parametri auxologici, per le abitudini alimentari e per lo stile di vita e la quantità di movimento. Il ministero della Salute potrebbe diffondere guide per indicare alle mamme la corretta alimentazione dei bambini alle varie età; l'incremento dell'attività motoria nelle ore scolastiche, anche tutti i giorni, incoraggiando lo svago all'aria aperta con una politica di utilizzo degli spazi pubblici. Il bambino oggi obeso o in sovrappeso è sicuramente un malato di domani. Un problema di salute di così vasta portata, non si può affrontare se non in modo multiplo e coordinato, nella convinzione che la famiglia da sola non possa essere in grado di risolverlo.

Achille Gentiletti

AVER PAURA DI (NON) ALLENARSI TROPPO Per molti anni ha dominato il concetto che più ci si allena con i pesi, più si cresce o, comunque, si migliora la propria forma fisica. Gli ultimi sondaggi hanno dimostrato che almeno il 50% della popolazione del fitness, per lo meno una volta nell'arco dell'attività sportiva è destinata ad imbattersi in quello che gli americani definiscono “over training”, cioè sindrome da superallenamento. Di solito, si inizia a programmare il proprio training al rientro dalle ferie estive, si incominciano le famose diete , si fissano gli obiettivi, tempi e modi di allenamento. Si parte subito a gran ritmo, spronati spesso da allenatori poco coscienziosi, e si passa, nella maggior parte dei casi, dai 3 ai 4/5 allenamenti a settimana, senza consentire all' organismo di abi-

tuarsi gradualmente all'aumento di lavoro muscolare. Gli appuntamenti in palestra diventano ossessivi e l'allenamento è al primo posto nella scala dei valori. Ogni volta che ci si allena, viene generato nell'organismo uno stato di stress, positivo ai fini del miglioramento della prestazione, nel momento in cui si dà al corpo il tempo di recuperare lo stress provocatogli. Questo è il principio della supercompensazione. Gli effetti successivi all'uso di grandi carichi non si limitano solo al recupero del potenziale energetico speso, ma portano alla maggiorazione quantitativa dei livelli iniziali. Come difendersi dal superallenamento? Per prima cosa, è bene conoscerne i sintomi principali: diminuzione della forza, difficoltà di recupero dagli allenamenti,

aumento della pressione e della frequenza cardiaca a riposo, facilità negli infortuni, risvegli notturni, difficoltà nel riaddormentarsi, ingrossamento dei linfonodi, diminuzione delle difese immunitarie, ansia, depressione, fatica generalizzata. La presenza da due a quattro di questi sintomi, contemporaneamente, potrebbe essere indice di superallenamento. In questo caso, il modo migliore per recuperare è interrompere l'allenamento per un periodo da 1 a 3 settimane, secondo della gravità del caso, ed eseguire attività fisiche a basso impatto (lunghe passeggiate). Imparare ad ascoltare il nostro corpo, captando tutte le sensazioni che ci trasmette, è di fondamentale importanza. Emiliano Cassano

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Campionato NC Campania 2011

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resta su tutti. Alfonso Presta è il nuovo campione regionale cat. NC. Batte in finale il giovane e talentuoso Daniel Liccardi (a cui manca solo e sempre quel pizzico di convinzione in più) con un secco 3 a 0 e con i punti conquistati in questo torneo sale in categoria “C“. Torneo vivace con alcune new entry interessanti, come Luigi Viti, da poco approcciato allo squash, ma con braccio e gambe di qualità. Va a conquistare con pieno merito il terzo gradino del podio Pierone Giampaglia, che al primo turno batteva Enrico Sbandi (al suo secondo torneo) per 3 a 1. Pierone, più “leggero“ nel peso, e con una maggior resistenza, cedeva ai quarti proprio ad Alfonso Presta, ma in semifinale batteva Viti per 3 a 1. Al quarto posto Luigi Viti e quinta piazza per Luigi Di Furia che nella finalina del quinto posto aveva la meglio su Enrico Sbandi. Prossima tappa a febbraio, con i campionati regionali di categoria “C“.

La finale su athenaesquashnews.it e sul nostro canale youtube

Presta regionale NC Finale con risultato pieno su Daniel Liccardi. In evidenza Giampaglia, terzo sul podio


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Squash in rosa: in febbraio lezione di prova per le donne

Lo squash è noto per essere, fra tutte le attività sportive praticate in palestra, quella dal maggior dispendio calorico. Tra l'altro, a dispetto di quel che si possa pensare, è a bassissimo impatto traumatico, è fortemente stimolante sulla psiche e sul sistema nervoso centrale, è divertente; in aggiunta, cosa ben più importante, è decisamente tonificante per gambe, glutei e fianchi. Lo squash, abbinato ad un buon riscaldamento aerobico ed allo stretching, diventa un allenamento completo. La lezione con il maestro si può svolgere anche in due o in tre persone insieme, diventando ancor più stimolante e divertente. Gli esercizi tecnico-atletici sono basati su affondi di gambe, piegamenti, torsioni e rotazioni del busto e sulla coordinazione motoria. Lo squash si presenta, quindi, come attività sportiva adatta a qualsiasi età ed alla donna specialmente, in quanto naturalmente dotata di maggiore elasticità e coordinazione. Nel nord Italia ed in tutti i paesi europei è particolarmente praticato grazie al fatto che, oltre ai benefici su esposti, praticandosi principalmente al chiuso, si può giocare in tutti i mesi dell'anno e a prescindere dalle condizioni climatiche. Essendo, oltretutto, un’attività ad alta intensità, facilita la sudorazione e, se giustamente idratati, sorseggiando acqua o bevande sportive durante l'allenamento aiuta il ricambio eliminando il gonfiore da ritenzione. Provalo, da sola o con una tua amica, a febbraio, mese dello squash, hai ha disposizione una lezione di prova con un nostro maestro. A. Gen.

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Campionato NC Campania 2011: l’album fotografico

LO SCEICCO APPLAUDE IL MATADOR

Un delegato (Boffa, regionale, qui sopra) da’7 la coppa al vincitore, l’altro (Morra, provinciale, in basso a destra) lavora al tabellone. E il premiato Presta, qui sotto é alle prese con un tonicissimo Giampaglia (anche sotto a sinistra, in pausa con Luigi Viti)

10 gennaio, di ritorno dagli Emirati, dopo una notte finita tardi per seguire la diretta Napoli-Juve con tre ore di fuso orario, la grande sorpresa, nella mazzetta dei giornali presi in aeroporto a Dubai. Foto a piena pagina 3 (riportata qui a destra) con lo spettacolare terzo gol del matador Cavani ai bianconeri sul quotidiano Sport 360°, che sarebbe la Gazzetta dello Sport degli sceicchi. In copertina c’e’ Cristiano Ronaldo, per arrivare alla notizia del Milan capolista (sponsorizzato da Emirates, la compagnia aerea di bandiera ad Abu Dhabi) bisogna sfogliare fino a pagina 14...

Da mister a mister: Mazzarri vai cosi’ E’ lui il primo che mettiamo a sedere ai tavolini del Bar Sport Athenae. Di mestiere fa l'allenatore di calcio: l'anno scorso ha guidato il San Antonio Abate, precedentemente il Sapri e prima ancora la mitica Puteolana. Antonio Rogazzo è giovane, ma ha già alle spalle tanti anni di calcio, sia giocato che da allenatore. Qui al Bar, darsi del tu è d’obbligo. Mister, da collega, cosa pensi di Mazzarri?

“Ha il grande merito, di aver portato dopo un anno e mezzo di lavoro, la squadra ai vertici della classifica, amalgamando perfettamente vecchi e nuovi giocatori che si muovono e giocano in perfetta sinergia. Inoltre ha enfatiz-

Antonio Rogazzo all’entrata del Bar Sport...

zato il concetto di gruppo, evitando di creare delle prime donne”. Secondo te, Mazzarri è all'altezza di confrontarsi in Champion’s League, che rappresenta il primario obiettivo della società?

“Penso di sì, proprio per il concetto espresso prima: la sua forza è il gruppo, non il singolo giocatore, ed a diffe-

renza di illustri suoi colleghi, oltre a gestire il gruppo, lui, insegna il calcio. Ciò gli è possibile in quanto si è creato un parterre di giocatori che ha posto sullo stesso livello, senza, come dicevo prima, prime donne”. Grava, Pazienza, Aronica, merito di Mazzarri la loro performance o della preparazione atletica?

“Sicuramente il lavoro ‘a secco’, cioè senza palla, ha influito sul loro rendimento, ma a lui resta la grande capacità di avergli dato gioco e posizione”. E’ il caso di Pazienza? “Certo, il rendimento di que-

sto ragazzo è legato alla buona condizione, ma ciò non toglie merito a Mazzarri che è

stato capace di collocarlo nel ruolo a lui più congeniale”. Per il futuro come potenzieresti la squadra? Di quali giocatori avrebbe bisogno il Napoli? (l’intervista è stata fatta prima dell’ufficializzazione degli acquisti di Ruiz e Mascara, ndr.)

“E' difficile rispondere a questa domanda, anche perché, giocatori di qualità sul mercato italiano ce ne sono pochi ed i grandi nomi, dai grandi ingaggi, turberebbero l'equilibrio cosi faticosamente creato dall'allenatore. Comunque penso che un buon attaccante da alternare e per far respirare Cavani ed un forte difensore centrale siano indispensabili”. il barista


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COME ADERIRE:

Cavani e gli sceicchi nel Bar Sport Athenae PAGINA

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Francesco Orabona é Giovane Maestro PAGINA

9

Le giovani promesse di Imma e Alessandra PAGG.

6-7

Spinning Marathon Bikers in liberta’ PAGINA

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1) TRAMITE LA SCHEDA DA CHIEDERE IN PALESTRA ALLA RECEPTION

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dalla prima - E’ L’ORA DI RIMETTERSI IN FORMA Senza tentennamenti e rinvii. Senza il fatidico “da lunedì”, poca importa se è martedì o giovedì, meglio subito. Subito ovviamente , con un po’ di dieta, un po’ di disintossicazione, un po’ di alimenti semplici, dopo gli stravizi di questi mesi. Soprattutto poco alcool, molta acqua, frutta di stagione e verdure, preferibilmente crude, per ripulire l’organismo. E poi movimento, tanto movimento, tanta sana ginnastica. Allenamenti possibilmente differenziati, con sedute di spinning o race walker, alternate o compensate con esercizi agli attrezzi per riprendere il tono muscolare. I chili in più “freschi” vanno via facilmente se si agisce con tempismo. “MUOVERSI COME STILE DI VITA” è la nostra mission, muoversi per raggiungere uno stato di benessere generale, per prevenire o per curare tantissime piccole patologie, per combattere lo stress ed eliminare le scorie della vita quotidiana.

A. Gen.

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GENNAIO-FEBBRAIO - N. 1-2011

Editore: Societa' Sportiva Athenae srl - Via dei Mille n. 16 - 80121 Napoli - tel. 081.407334 - dirett. responsabile Achille Gentiletti - in attesa di registraz.

EDITORIALE

E’ l’ora di

rimettersi in forma di Achille Gentiletti

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Ci siamo, o quasi. Meno di due mesi e sarà primavera. Il Natale e le festività, mai cosi lunghe, sono alle spalle ed è bene prepararsi per tempo alla nuova stagione, alle belle giornate di sole, agli abiti leggeri, alle prime apparizioni in costume e speriamo presto ai primi bagni, percolato permettendo. Sono lontani i tempi quando le stagioni arrivavano puntuali, come ad un appuntamento galante. La primavera, dolce nei sapori e negli odori, con i primi tuffi in mare tonificanti e rigeneranti. Comunque, bando ai sentimentalismi ed ai caldi ricordi adolescenziali e guardiamo avanti, con ottimismo e fiducia, concentrandoci sulla nostra forma fisica cercando di eliminare quei chili di troppo accumulati in questi mesi. Quindi, sotto e rimettiamoci in forma. segue in ultima pagina

ALLE PAGINE 2-3

PRESTA CAMPIONE Regionali Squash NC: 2°Liccardi, 3° Giampaglia

TRE TEAM AL TRAGUARDO

A PAG. 5

La Podistica Chiaja alla XIII Napoli Marathon

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Athenae Squash&sport News Gennaio-Febbraio 2011  

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