DESIGN RINFRESCANTE: come ottenere aria fresca in casa, senza elettricità
pag. 23
DIREZIONE:
REDAZIONE:
Margherita Ingoglia
Leonardo Tiene
ART DIRECTION E IMPAGINAZIONE GRAFICA: Giuseppe Di Benedetto
Debora Bizzi
Martina Campanelli
Simone Facchinetti
Mario Gnocchi
SETTEMBRE di Debora Bizzi
Settembre. Il mese del ricomincio. Del nuovo inizio. Per i bambini e ragazzi delle scuole, per le maestre e professori, per i genitori, per molti lavoratori. Il mese dei nuovi obiettivi e della fine del periodo di vacanze. Delle lunghe giornate di sole. Del bel tempo. E come ogni nuovo inizio, proprio come spesso si fa per il nuovo anno, a gennaio, alcuni di noi avranno già stilato l’elenco puntato dei nuovi tasselli da raggiungere durante l’anno. O entro la fine del 2025. Il mese del si vedrà a settembre Il nono mese dell’anno nel calendario giuliano e gregoriano. Che simboleggia la transizione tra la fine della stagione estiva e l’inizio dell’autunno, con l’equinozio d’autunno che si verifica il 22 o il 23 settembre e che vede il Sole in posizione perpendicolare rispetto alla linea dell’equatore, dando in questo modo uguale durata al giorno e alla notte in tutti i Paesi del mondo. Il mese che simboleggia il ritorno alla routine. Un periodo di dolce malinconia e di riflessione, legata anche ad una speranza di rinascita.
Riflessione che ritroviamo anche nella poesia. In quella di Luigi Pirandello, Settembre, dove il celebre autore della nostra letteratura italiana ci insegna a costruire speranza, anche nei momenti più bui. Una meravigliosa poesia che cattura con delicatezza la malinconia dolce e la speranza luminosa che caratterizza il mese
di settembre. Un tempo sospeso, in cui l’estate svanisce e l’autunno più riflessivo dona spazio a una rinascita possibile. Una metafora della vita. Dove le rondini che migrano a fine estate diventano simbolo delle gioie che si allontanano dalla nostra vita, ma dove il senso di vuoto e malinconia viene sostituito dal cuore che resta fedele e pronto ad accogliere nuovamente la luce. Un invito a credere nel ritorno della felicità.
Il mese con un’anima complicata, che si ama o si odia, o entrambe le cose. Un momento dell’anno particolare, dove spesso, proprio come facciamo a gennaio, ci rifugiamo nei “buoni propositi”. Così da concretizzare obiettivi e sogni che ancora non abbiamo avuto modo di realizzare.
Il mese legato alla vendemmia e, di conseguenza, alla natura. Il mese legato ai cicli della vite.
Per la nostra religione cristiana, è il mese degli Angeli e, in particolare, ai tre arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele, celebrati il 29 settembre. Inoltre, negli ultimi decenni, la data del 1° settembre è stata scelta per celebrare la Festa della Creazione, anche chiamata Giornata mondiale di preghiera per il creato.
Io ho già stilato la mia lista dei “buoni propositi” per il mese di settembre. I miei nuovi obiettivi e nuovi sogni. E voi?
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TELEFONO E
INSONNIA: PERCHÉ LO SMARTPHONE CI TIENE SVEGLI di Leonardo Tiene
Èormai il compagno che portiamo a letto più spesso: lo smartphone. Ma guardare lo schermo fino a tarda notte non è affatto innocuo. Numerosi studi mostrano come l’uso del telefono prima di dormire sia una delle cause più comuni di insonnia e cattiva qualità del sonno.
PERCHÉ LO SMARTPHONE DISTURBA IL SONNO
1. Luce blu e cervello “ingannato”
Gli schermi emettono una forte luce blu, simile a quella del sole. Quando la retina la percepisce, invia al cervello il messaggio che è ancora giorno. Risultato: viene inibita la produzione di melatonina, l’ormone che regola il sonno.
2. Stimolazione continua
Notifiche, messaggi, scroll infinito sui social: il cervello rimane in allerta. Questo iperattivismo mentale non permette di “staccare la spina” e rilassarsi, condizione fondamentale per addormentarsi facilmente.
3. Ansia da connessione
Molti faticano a spegnere il telefono per paura di “perdere qualcosa” (la cosiddetta FOMO, fear of missing out). Questa ansia di controllo crea un circolo vizioso che ostacola il rilassamento.
4. Orari sballati
Il rischio maggiore è “perdersi nel tempo”: un’occhiata veloce diventa mezz’ora di video o chat. Ogni ora di sonno persa riduce la capacità di recupero e peggiora la concentrazione del giorno dopo.
EFFETTI CONCRETI DELL’USO NOTTURNO DEL TELEFONO
• Difficoltà ad addormentarsi (latenza del sonno più lunga).
• Risvegli frequenti: anche la sola vibrazione in modalità silenziosa può interrompere le fasi profonde del sonno.
• Sonno meno ristoratore: si riducono le fasi REM, fondamentali per memoria ed equilibrio emotivo.
• Stanchezza cronica: la mancanza di sonno di qualità compromette energia, umore e produttività.
COME LIMITARE IL PROBLEMA
Buone pratiche da adottare subito
1. Curfew digitale: spegnere il telefono almeno un’ora prima di dormire.
2. Modalità notturna: usare i filtri luce blu (night shift) se proprio non si può staccare.
3. Vietato il telefono sul comodino: meglio lasciarlo in un’altra stanza o usare una sveglia tradizionale.
4. Routine rilassanti: leggere un libro, fare stretching leggero o ascoltare musica soft.
5. Notifiche off: disattivare quelle non indispensabili nelle ore serali.
Il legame tra telefono e insonnia è diretto: più tempo passiamo davanti allo schermo di notte, peggio dormiamo. Non è solo questione di luce blu, ma di stimolazione mentale continua e abitudine a rimanere connessi. Per dormire meglio serve una regola semplice ma efficace: spegnere prima per accendere meglio il giorno dopo.
PODCAST: LA RIVOLUZIONE DELL’ASCOLTO ON DEMAND di Martina Campanelli
Immagina di essere bloccato nel traffico, o magari mentre fai jogging in un parco, o ancora mentre sistemi casa. Un tempo morto? Non più. I podcast stanno trasformando questi momenti in vere e proprie mini-università tascabili, palcoscenici virtuali o sedute di terapia. E tutto questo… nelle tue orecchie. Ma cosa sono esattamente i podcast e perché piacciono così tanto? Immagina una radio che non trasmette a orari prestabiliti, ma che puoi ascoltare quando vuoi, scegliendo esattamente cosa e quando sentire. I podcast sono proprio questo: contenuti audio digitali, divisi in episodi, disponibili online e fruibili in qualsiasi momento, su smartphone, tablet o computer. Dal true crime alle interviste con esperti, dalle storie di vita quotidiana ai consigli su qualsiasi argomento, i podcast coprono davvero ogni tema immaginabile. Non servono cuffie costose né connessioni complicate: bastano le tue orecchie e la voglia di scoprire qualcosa di nuovo. Per questo i podcast sono diventati la nuova frontiera dell’intrattenimento e dell’informazione, perfetti per chi vuole un’esperienza di ascolto personalizzata, coinvolgente e sempre a portata di mano. Il podcasting nasce ufficialmente nei primi anni 2000, anche se le sue radici tecnologiche risalgono agli anni ‘90. Il termine “podcast” viene coniato nel 2004, combinando le parole iPod (il lettore musicale di Apple) e broadcast (trasmissione).
Il successo dei podcast negli ultimi anni si basa su alcune caratteristiche chiave:
• flessibilità: gli ascoltatori possono scegliere quando e dove
ascoltare, rendendo i podcast ideali per chi ha ritmi di vita frenetici. È possibile ascoltarli durante una corsa, nel traffico o mentre si cucina. È un media che si adatta a te, non il contrario:
• accessibilità: gran parte dei podcast è gratuita e facilmente fruibile tramite smartphone o computer
• contenuti di nicchia: i podcast permettono di trovare e approfondire argomenti molto specifici che spesso non trovano spazio nei media tradizionali
• autenticità e coinvolgimento: la voce umana crea un rapporto diretto e personale tra conduttori e ascoltatori, spesso percepito come più autentico rispetto ad altri media
• cultura dell’approfondimento: viviamo in un’epoca di “scroll” compulsivo e informazioni veloci. Ma i podcast vanno nella direzione opposta: offrono tempo, attenzione e profondità.
Che si tratti di storia, economia, attualità o emozioni, chi ascolta un podcast è pronto a immergersi.
Questo sta creando una nuova abitudine culturale: non solo “sapere”, ma capire.
Il boom dei podcast ha portato a importanti cambiamenti nel modo in cui consumiamo contenuti:
• democratizzazione della parola
Il podcasting ha abbattuto barriere tecniche, economiche e culturali. Oggi, chiunque abbia una voce e qualcosa da dire può farlo. Non serve uno studio di registrazione: bastano un microfono (anche del telefono) e una connessione.
Il risultato? Voci nuove, indipendenti, marginali o alternative trovano finalmente spazio. La comunicazione diventa più orizzontale, meno centralizzata.
• Nuove opportunità professionali: sono nate nuove figure professionali come podcaster, produttori audio e storyteller digitali.
• Rivoluzione nell’informazione: molte testate (dal New York Times alla Repubblica) hanno creato podcast giornalistici.
Questo ha trasformato l’informazione: più storytelling, meno headline; più analisi, meno breaking news.
Il giornalismo audio sta diventando una nuova forma di racconto lento, accessibile e coinvolgente.
• Crescita delle community: i podcast spesso creano vere e proprie comunità di ascoltatori appassionati che si riconoscono in determinati temi o format.
I podcast non sono solo un nuovo formato, ma un cambiamento di mentalità.
Stanno restituendo valore alla parola, alla narrazione, all’ascolto attivo.
E mentre i media visivi ci bombardano, loro ci parlano.
A voce bassa, ma chiara.
E proprio per questo, fanno più rumore di quanto si creda.
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PARADISI NASCOSTI DELLA NOSTRA BELLA ITALIA
di Debora Bizzi
Per molti di noi le vacanze al mare 2025 sono già concluse, o quasi, ma per tanti altri devono ancora arrivare. E se ci sono gli amanti della montagna, sappiamo bene che molti di noi sono invece amanti del mare… perché d’altronde si sa, il mare porta gioia ai nostri cuori e rilassa le nostre menti prima del fatidico appuntamento “ci rivediamo a settembre”!
Quest’anno, come ogni anno, e come tutte le appassionate delle vacanze al mare, ho avuto la fortuna di poter visitare due delle nostre isole italiane più amate per la stagione estiva: la Sicilia e la Sardegna. Ho trascorso giornate meravigliose nei mari cristallini più affascinanti della nostra penisola. In Sicilia, ho visitato le numerose spiagge della provincia di Trapani, mentre in Sardegna sono stata travolta dalla bellezza della Costa Smeralda. Dai paesaggi suggestivi, dalla storia e dalla strepitosa cucina di entrambe le nostre belle isole. Affascinanti entrambe, ma ben diverse una dall’altra. Per storia, per cultura, per cibo, per mare. E in entrambe le isole mi sono trovata avvolta da meraviglie e da mari incantevoli. La Sicilia è caotica, ricca di storia, è l’isola perfetta per chi vuole vivere il mare, la montagna, le avventure, e visitare luoghi incantevoli che hanno segnato la storia della nostra cultura e del nostro Paese. La Sardegna, dal canto suo, è sfarzo, è selvaggia, un paradiso italiano dove vivere appieno il relax e il mare.
Oltre a queste due isole, ci sono però tanti altri luoghi affascinanti in Italia dove rilassarsi al mare e scoprire nuove realtà. E per chi non ama andare al mare in luoghi molto affollati, anche come consiglio per le prossime vacanze, ecco a voi una lista di paradisi
nascosti della nostra bella Italia
Due di questi sono in Liguria. Dove le famosissime Cinque Terre fanno da sfondo a numerose calette poco conosciute e incastonate tra i cinque famosi borghi. Una tra queste è la caletta di Martolga Bay, nascosta tra Levanto e Monterosso, costituita perlopiù da ciottoli, è meravigliosa, un luogo dove andare almeno una volta nella vita. La stessa acqua cristallina di questa piccola caletta la troviamo a Punta Crena, una delle spiagge più affascinanti della Riviera di Ponente. Quest’ultima ha di particolare anche il basso fondale.
Spostandosi in Toscana troviamo invece sul versante occidentale del promontorio di Monte Argentario, Cala del Bove una scogliera priva di sabbia, perfetta per chi ama fare snorkeling! Ancora in Toscana, tra le spiagge meno affollate e più affascinanti - a mio parere - vi è sicuramente Cala del Gesso: una piccola spiaggia dell’Argentario circondata da imponenti scogliere. Un angolo di paradiso incontaminato dall’uomo, dove non devi assolutamente dimenticare di portare con te tutto il necessario in quanto si tratta di una spiaggia completamente libera e non è possibile trovare alcun tipo di servizio nelle vicinanze.
Nel Lazio, c’è un’affascinante isola ancora poco conosciuta, Zannone. Un’isola deserta che fa parte della riserva naturale del Parco Nazionale del Circeo ed è visitabile solo prenotando un’escursione tramite la Direzione del Parco Nazionale del Circeo a Sabaudia. Un posto dal fascino particolare, immerso in un pano-
Cala del Bove - Toscana
rama unico e che offre anche la possibilità di scoprire siti storici di grande valore, come resti di un monastero benedettino e mura appartenenti a un’antica villa romana.
Continuando il nostro viaggio alla scoperta dei paradisi nascosti della nostra bella Italia è ora opportuno sostare in Basilicata dove nascosta da un sentiero ripido tra rocce a picco sul mare c’è la spiaggia della Rena d’u Nastru. Natura selvaggia e acqua cristallina tra Cersuta e la roccia dove sorge la Torre Apprezzami l’Asino.
Nelle Marche, invece, la Spiaggia del Frate è un angolo di paradiso in cui l’unico suono che puoi sentire è quello delle onde che si infrangono dolcemente sulla riva; una piccola baia, incastonata tra le bianche scogliere del Parco del Conero. O la Spiaggia delle Due Sorelle, chiamata così a causa dei due faraglioni gemelli che emergono dal mare, si trova nel comune di Sirolo
Tralasciando le bellezze incontaminate della Sicilia e della Sardegna, vorrei terminare il nostro viaggio citando la Spiaggia della Marinella di Palmi, in Calabria, nella parte settentrionale della Costa Viola, e Baia delle Zagare, in Puglia e, precisamente, nel cuore del Gargano, tra Mattinata e Vieste. Questa baia è uno dei simboli della Puglia settentrionale, famosa per le sue scogliere bianche e i due iconici faraglioni di roccia calcarea scolpiti dal vento. Da qui la vista è mozzafiato!
Isola di Zannone - Lazio
Rena d’u Nastru - Basilicata
Spiaggia delle Due Sorelle - Marche
LA RISPOSTA È NEI LIBRI
di Martina Campanelli
IL CALDO ESTIVO E LE SCUSE CREATIVE: COME I GRANDI AUTORI HANNO RACCONTATO LA PIGRIZIA DELL’ESTATE
In una società dominata dall’apparenza, dall’ostentazione e dal culto del successo materiale, si è diffusa un’idea tanto seducente quanto ingannevole: il valore di una persona può essere misurato in base al suo conto in banca, al marchio dei suoi vestiti, alla casa in cui abita o all’auto che guida.
Si è consolidata una pericolosa illusione per la quale il valore di una persona possa essere valutato più dal suo conto in banca che dalla sua mente. In questa logica distorta, la cultura, il pensiero critico, l’intelligenza e la sensibilità diventano optional, mentre la ricchezza diventa sinonimo di autorevolezza, prestigio, persino merito.
Questa convinzione si insinua in ogni angolo della nostra quotidianità: i modelli culturali dominanti ci spingono a credere che “essere” coincida con “avere” e “mostrare”, dando più importanza a “chi ha” rispetto a “chi sa”.
La cultura rischia di essere considerata qualcosa di inutile perché “non produce soldi”. Studiare, leggere, approfondire, interrogarsi: tutte attività che richiedono tempo, fatica e spirito critico diventano qualità poco compatibili con una società che corre verso la performance immediata e il guadagno veloce.
Quando la ricchezza diventa criterio di valore umano, accade qualcosa di inquietante: l’ignoranza viene legittimata se accompagnata da potere economico. Chi ha soldi viene ascoltato anche quando parla senza competenze, mentre chi ha conoscenze ma non visibilità viene spesso ignorato o sottovalutato.
In questo articolo non si vuole demonizzare il denaro che è uno strumento importante: permette di vivere con dignità, di realizzare progetti, di garantire sicurezza e libertà. È naturale desiderare una certa stabilità economica. Si vuole sottolineare come qualcosa si incrina quando il denaro non è più un mezzo, bensì la misura con cui valutiamo il valore delle persone. Come corollario, l’ostentazione del lusso è diventata un linguaggio universale, un codice che suggerisce successo, autorevolezza e valore personale (tipica di chi cerca approvazione esterna o semplicemente di chi pecca in eleganza!?...): l’apparenza non solo conta, ma sembra definire l’identità.
La vera ricchezza, suggeriscono i grandi autori, non si mostra: si vive, si pensa, si trasmette. E non ha bisogno di essere esibita per essere reale.
La letteratura ha anticipato e raccontato questa illusione dei nostri giorni e ho deciso di portare all’ attenzione due esempi emblematici: “Madame Bovary” e “Il Gattopardo”.
Madame Bovary (di Gustave Flaubert) è uno dei capolavori del realismo francese. Il romanzo racconta la storia di Emma Bovary, una giovane donna di provincia che, dopo aver sposato un medico modesto, Charles, si scontra con la noia e la mediocrità della vita quotidiana; sogna un’esistenza fatta di lusso e raffinatezza. Per inseguire questi ideali si getta in relazioni extraconiugali e spese folli che la porteranno alla rovina economica e psicologica. Emma è ossessionata dall’idea che la felicità e il valore personale coincidano con l’agiatezza e il lusso. Ammira la nobiltà parigina e imita con entusiasmo i comportamenti dell’alta società, convinta che la ricchezza sia il segno della “vera” vita: in questa visione, il denaro non è più solo uno strumento, ma una forma di legittimazione sociale e personale.
Emma Bovary, alla fine, non trova né amore né felicità o libertà.
Viene travolta dalla sua stessa illusione, in una società che valorizza le apparenze e il denaro più della verità, della cultura e della profondità umana.
Con quest’opera, Flaubert non condanna la ricchezza in sé, ma la riduzione dell’essere umano a ciò che possiede o mostra.
La seconda opera presa in considerazione è “Il Gattopardo” di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, una delle opere più significative della letteratura italiana del Novecento. Ambientato in Sicilia durante il periodo del Risorgimento, il romanzo segue le vicende del principe Fabrizio di Salina, nobile siciliano che osserva con sguardo lucido e disincantato la trasformazione sociale e politica del suo tempo.
Uno dei temi centrali del romanzo è il declino dell’aristocrazia e l’ascesa della nuova borghesia arricchita, priva però della raffinatezza culturale, dell’educazione e della visione storica che caratterizzavano le élite del passato. La sostanza cede il posto all’apparenza e il valore dell’uomo viene sempre più misurato in termini di denaro e visibilità, non di cultura, responsabilità o pensiero critico.
Due personaggi simbolici aiutano a comprendere questo passaggio: don Calogero Sedara, il nuovo sindaco borghese e il Principe Salina.
Don Calogero incarna l’ascesa sociale fondata sull’ostentazione e sul denaro e che conquista rispetto con la forza economica e con l’esibizione sfacciata della ricchezza.
Fabrizio di Salina rappresenta l’antitesi: uomo colto, consapevole che comprende la trasformazione in atto. Di fronte all’ostentazione dei nuovi ricchi, prova un senso di vuoto e di perdita, per la scomparsa di un mondo in cui la forma era espressione di una sostanza non una semplice apparenza da imitare.
La cultura, il pensiero, la memoria storica vengono sostituiti dalla corsa al potere e alla visibilità. In questo, Il Gattopardo è una denuncia sottile ma profonda: una società che sostituisce il valore con il denaro, l’identità con l’immagine, è destinata a una forma elegante ma vuota di decadenza.
Il romanzo ci insegna che l’ostentazione è spesso un’arma di chi teme di perdere il proprio posto, ma non è sinonimo di reale valore. La vera eleganza, quella che non ha bisogno di sfarzo, si manifesta nella saggezza e nella cultura.
Nel nostro tempo, in cui la visibilità conta spesso più della verità e il successo viene identificato con il lusso esibito, questi testi restano attuali e preziosi. Ci ricordano che la cultura, la consapevolezza e l’autenticità non possono essere comprate né imitate, ma costruite nel tempo.
Il problema non è il denaro. Il problema è quando pensiamo che sia tutto, quando iniziamo a credere che chi guadagna di più valga di più, che chi ostenta lusso abbia anche qualcosa da insegnare.
Oggi, in una società che spesso confonde successo con possesso, il richiamo di queste opere è più attuale che mai. Chi ha davvero valore non sente il bisogno di ostentare: la vera eleganza è saper vivere senza bisogno di dimostrare continuamente chi si è. Il denaro resta uno strumento, mai un’identità.
La cultura, con la sua profondità e il suo silenzio, continua a essere il più grande patrimonio di chi davvero conta.
GUIDA UFFICIALE AL CONTO TERMICO 3.0
2025: INCENTIVI FINO AL 65% PER CASA E IMPRESE
Per ridurre i costi di energia e rendere la tua casa più efficiente. Con il Conto Termico 3.0, approvato con il Decreto del 4 agosto 2025, hai finalmente accesso a incentivi rapidi e concreti. Questo meccanismo ti rimborsa fino al 65% delle spese (e fino al 100% per edifici pubblici nei piccoli comuni) direttamente sul tuo conto corrente.
COS’È IL CONTO TERMICO 3.0 E COME FUNZIONA?
Il Conto Termico 3.0 è un programma di incentivi gestito dal GSE – Gestore dei Servizi Energetici. Il suo obiettivo è promuovere l’efficienza energetica e l’uso delle fonti rinnovabili in abitazioni, imprese e Pubbliche Amministrazioni.
• Entrata in vigore: 90 giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
• Gestione GSE: entro 60 giorni sarà attivato il portale per la presentazione delle domande.
• Budget disponibile: 900 milioni € l’anno, di cui:
- 400 milioni per le Pubbliche Amministrazioni
- 500 milioni per privati e imprese
NOVITÀ PRINCIPALI DEL CONTO TERMICO 3.0
Estensione al fotovoltaico con accumulo e colonnine
Per la prima volta, il Conto Termico copre impianti fotovoltaici con batterie di accumulo e colonnine di ricarica per veicoli elettrici, ma solo se abbinati alla sostituzione del vecchio impianto di riscaldamento con una pompa di calore.
NUOVI BENEFICIARI: CER, TERZO SETTORE E IMPRESE
Oltre a privati e PA, possono accedere:
• comunità energetiche rinnovabili (CER)
• enti del terzo settore
• imprese, con regole dedicate (minimo 10% riduzione consumi e divieto di utilizzo di combustibili fossili)
Incentivo al 100% per piccoli comuni, scuole e ospedali.
Se l’intervento riguarda edifici pubblici in comuni sotto i 15.000 abitanti, scuole o ospedali, l’incentivo copre il 100% delle spese.
STOP AI COMBUSTIBILI FOSSILI PER LE IMPRESE
Le imprese non possono più accedere a incentivi per apparecchi a gas naturale o altri fossili: il focus è solo su fonti rinnovabili ed efficienza.
INTERVENTI INCENTIVATI E PERCENTUALI DI RIMBORSO
Tipo Intervento
Efficienza Energetica Cappotto termico, infissi, sistemi di illuminazione PA + Privati Terziario
Pompe di calore Sostituzione caldaie tradizionali
Solare termico Produzione acqua calda sanitaria
Biomasse Caldaie, stufe, camini a pellet/legna
Fotovoltaico + Accumulo Solo in abbinamento a una pompa di calore
Colonnine di ricarica Solo in abbinamento a una pompa di calore
i soggetti
i soggetti
i soggetti
i soggetti
i soggetti
al 40%
al 65%
al 65%
al 65%
Residenziale (privati e condomini)
• Pompe di calore elettriche o a gas
• Solare termico
• Stufe e caldaie a biomassa
• Scaldacqua a pompa di calore
• Fotovoltaico con accumulo (solo se abbinato a pompa di calore)
Incentivi: fino al 65% dei costi.
Terziario e imprese
• Interventi di efficienza energetica: cappotto, infissi, illuminazione
• Produzione energia da rinnovabili
Incentivi: dal 25% al 40%, con maggiorazioni per PMI.
Pubbliche Amministrazioni
• Tutti gli interventi di efficienza e rinnovabili
• Prenotazione possibile per bloccare i fondi prima dei lavori
Incentivi: fino al 100% per piccoli comuni.
Comunità Energetiche Rinnovabili (CER)
• Pompe di calore centralizzate
• Solare termico collettivo
• Sistemi di climatizzazione condivisi
• Building automation comunitaria
Le CER possono sommare il Conto Termico agli incentivi MASE per l’energia elettrica condivisa.
COME RICHIEDERE IL CONTO TERMICO 3.0
Scadenze e tempistiche
La richiesta deve essere presentata al GSE entro 90 giorni dalla conclusione dei lavori per l’accesso diretto (non 60 giorni come indicato nel precedente decreto).
Modalità di presentazione
Puoi presentare la richiesta:
• direttamente attraverso il portale GSE
• tramite ESCo certificata secondo la norma UNI 11352 che gestirà l’intero processo
Documenti necessari
• Documentazione tecnica dell’intervento
• Fatture e ricevute di pagamento
• Certificazioni energetiche
• Asseverazione tecnica
CALCOLA IL TUO INCENTIVO
Sostituisci la tua vecchia caldaia con una pompa di calore e scopri quanto puoi risparmiare subito.
Percentuali di incentivo
Gli incentivi possono coprire:
• fino al 65% dei costi per interventi di produzione di energia da fonti rinnovabili
• fino al 40% per interventi di efficienza energetica
• 100% per edifici pubblici di piccoli comuni
Tempi di erogazione
• Importi fino a 15.000 €: rimborso in unica soluzione entro 60 giorni dall’approvazione.
• Importi superiori: pagamento suddiviso in 2-5 rate annuali a seconda dell’intervento
L’ABBINATA VINCENTE: FOTOVOLTAICO + POMPA DI CALORE
Una delle novità più interessanti del Conto Termico 3.0 è la possibilità di ottenere incentivi per l’installazione di impianti fotovoltaici con sistemi di accumulo, ma solo se realizzati congiuntamente alla sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale con una pompa di calore.
Questa combinazione permette di:
• produrre energia pulita con il fotovoltaico
• riscaldare e raffrescare casa con la pompa di calore
• ricaricare l’auto elettrica con le colonnine
• ottenere un rimborso fino al 65% delle spese
FAQ - DOMANDE FREQUENTI SUL CONTO TERMICO 3.0
Posso chiedere il Conto Termico solo per il fotovoltaico?
No, il fotovoltaico è incentivabile solo se abbinato alla sostituzione dell’impianto di climatizzazione con una pompa di calore.
Il Conto Termico è cumulabile con altri bonus?
No, non è cumulabile con altri incentivi statali, salvo fondi di garanzia. Per le PA è cumulabile fino al 100% della spesa ammissibile.
Cosa si intende per “prenotazione” dell’incentivo?
È una procedura riservata esclusivamente alle Pubbliche Amministrazioni per bloccare i fondi prima dell’inizio dei lavori.
Quante volte posso usufruire del Conto Termico?
Puoi richiederlo più volte per interventi diversi, ma non per lo stesso impianto. Se hai più immobili, puoi richiedere l’incentivo per ognuno di essi.
Gli incentivi hanno una scadenza?
No, il Conto Termico 3.0 non ha una scadenza prestabilita, ma è soggetto alla disponibilità del budget annuale.
Perché scegliere il Conto Termico 3.0 ora
• Rimborso delle spese fino al 65% (100% per piccoli comuni).
• Incentivi erogati velocemente (60 giorni per importi sotto i 15.000€).
• Budget sostanzioso: 900 milioni di euro all’anno.
• Nessuna scadenza del programma.
• Maggiore flessibilità rispetto ai precedenti bonus edilizi.
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CONCESSIONI BALNEARI: COME FUNZIONANO IN ITALIA E IN EUROPA
di Leonardo Tiene
ITALIA: IL NODO IRRISOLTO
In Italia le spiagge sono pubbliche, ma gran parte dei tratti sabbiosi viene affidata a privati che li gestiscono come stabilimenti balneari.
Il problema è che da decenni le concessioni vengono rinnovate quasi automaticamente, senza vere gare pubbliche. Questo ha garantito stabilità agli operatori storici, ma ha creato tre grandi criticità:
• canoni molto bassi rispetto ai ricavi degli stabilimenti;
• poca concorrenza, quindi poca innovazione;
• scarsa trasparenza e riduzione degli spazi liberi per i cittadini.
Secondo Legambiente, quasi la metà delle spiagge sabbiose è occupata da concessioni, e in molte zone trovare un tratto libero è difficile.
Per le imprese il sistema ha però garantito continuità e sicurezza degli investimenti, ed è anche grazie a loro che il turismo balneare italiano è forte. Ma l’Europa da anni ci chiede gare trasparenti e regole più eque.
SPAGNA, FRANCIA E GRECIA: COSA FANNO DI DIVERSO
• Spagna
Le spiagge sono pubbliche, ma i comuni affidano i servizi tramite bandi regolari. I chiringuitos (chioschi sulla spiaggia) e gli stabilimenti hanno concessioni a tempo, con canoni calcolati in base a criteri nazionali.
• Pro: trasparenza e regole più chiare.
• Contro: tanta burocrazia e ricorsi legali frequenti.
• Francia
Le spiagge vengono date in gestione ai comuni, che poi bandiscono gare per affidare gli stabilimenti. Le concessioni durano al massimo una decina d’anni e i canoni sono proporzionati al giro d’affari.
• Pro: concorrenza reale, durate ragionevoli, prezzi più legati al valore del posto.
• Contro: procedure complesse, difficile ammortizzare investimenti molto grandi.
• Grecia
Ha introdotto un sistema innovativo: aste online su una piattaforma pubblica. Ogni lotto di spiaggia viene messo a gara con regole precise (zone libere obbligatorie, limiti per le aree protette).
• Pro: massima trasparenza e controlli più semplici.
• Contro: rischio di regole troppo rigide e poco flessibili per realtà locali.
LE SPIAGGE OGGI SONO DESERTE, COSA DOVREBBE FARE L’ITALIA?
1. Bandi veri e date certe: basta proroghe infinite, serve un calendario di gare chiaro.
2. Durate equilibrate: concessioni di 8-12 anni, abbastanza lunghe per investire ma non eterne.
3. Canoni giusti: collegare il prezzo non solo alla superficie occupata, ma anche al fatturato generato.
4. Più spiagge libere: fissare quote minime per garantire a tutti l’accesso al mare.
5. Regole ambientali serie: niente strutture fisse sulle dune, più attenzione a rifiuti, consumo idrico ed erosione.
6. Trasparenza totale: mappa online con chi gestisce cosa, quanto paga e cosa offre.
7. Prezzi chiari per i cittadini: listini esposti e facilmente confrontabili.
FACCIAMO CHIAREZZA:
• L’Italia ha puntato sulla stabilità degli operatori storici, ma oggi paga in termini di concorrenza, equità e accesso pubblico.
• La Francia mostra come le gare regolari possano alzare la qualità; la Spagna ha regole chiare ma ancora problemi di burocrazia; la Grecia ha puntato tutto sulla trasparenza digitale.
• Per il futuro, l’Italia deve trovare un equilibrio: valorizzare le imprese che hanno fatto crescere il turismo balneare, ma anche aprire il mercato, tutelare le spiagge come bene comune e garantire più accesso ai cittadini.
DESIGN RINFRESCANTE:
COME OTTENERE ARIA FRESCA IN CASA, SENZA ELETTRICITÀ di Leonardo Tiene
Quando pensiamo al fresco in casa, la prima idea è accendere il condizionatore o almeno un ventilatore. Ma esistono soluzioni di design e architettura “passiva” che permettono di migliorare il comfort senza consumare energia. Tecniche antiche e nuove idee possono trasformare gli spazi in luoghi più vivibili anche nelle giornate torride.
STRATEGIE NATURALI PER RAFFRESCARE LA CASA
1. Ombra intelligente
• Tende esterne e pergolati: meglio schermare il sole prima che entri dalle finestre, perché una volta dentro il calore è più difficile da gestire.
• Piante rampicanti e alberi: il verde fa da barriera naturale, rinfresca e purifica l’aria.
2. Ventilazione incrociata
• Aprire finestre opposte, soprattutto mattina e sera, crea correnti naturali.
• Piccoli accorgimenti come lucernari apribili o griglie alte aiutano a far uscire l’aria calda, che tende a salire.
3. Materiali e colori
• Colori chiari all’esterno riflettono i raggi solari e riducono l’accumulo di calore.
• Pavimenti in pietra o in cotto mantengono più a lungo la freschezza.
• Tessuti leggeri e naturali (lino, cotone) migliorano la percezione di frescura negli ambienti.
4. Elementi d’acqua
• Vasche, fontane o anche solo un contenitore con acqua vicino alle finestre: l’evaporazione abbassa leggermente la temperatura e aumenta il comfort.
• È una tecnica usata da secoli nei cortili mediterranei e nei riadi marocchini.
5. Spazi interni flessibili
• Creare zone fresche con pareti leggere, pannelli o separé che convogliano i flussi d’aria.
• Utilizzare tapparelle o pannelli regolabili che permettono di “giocare” con luce e ventilazione durante il giorno.
ESEMPI DAL MONDO
• Case mediterranee: mura spesse e finestre piccole proteggono dal calore, mentre i cortili interni favoriscono ombra e aria.
• Architettura araba: torri del vento (badgir) che catturano la brezza e la convogliano nelle stanze.
• Giardini giapponesi: uso sapiente di piante e acqua per creare microclimi freschi.
I VANTAGGI DEL “COOL DESIGN”
• Zero consumi: meno spese in bolletta e più sostenibilità.
• Comfort naturale: il fresco ottenuto con aria e ombra è più piacevole di quello artificiale.
• Estetica e benessere: tende, pergolati e verde migliorano anche l’aspetto della casa.
GLI SVANTAGGI
• Efficacia variabile: in giornate molto calde e afose, questi sistemi non sostituiscono del tutto un impianto di climatizzazione.
• Spazi esistenti: non sempre è possibile applicare soluzioni architettoniche (es. spessori murari o torri del vento) in edifici moderni.
Rinfrescare casa senza elettricità è possibile se si adottano soluzioni architettoniche e di design intelligente: più ombra, più ventilazione naturale, materiali giusti e, se possibile, un po’ di verde e acqua. Non elimineremo del tutto il bisogno di ventilatori o condizionatori, ma potremo ridurre il caldo in modo naturale, rendendo gli ambienti più vivibili e sostenibili.
PILLOLE DELL’AVVOCATO
PILLOLE DELL’AVVOCATO
OCCHIALI RAY-BAN META: RISERVATEZZA E PRIVACY SONO RISPETTATE?
LA VIOLENZA SESSUALE NON È QUESTIONE DI MINUTI
dell’Avv.
Simone Facchinetti
dell’Avv. Simone Facchinetti
EGli occhiali intelligenti Ray-Ban Meta, frutto della collaborazione tra Meta e Luxottica, rappresentano un significativo avanzamento tecnologico nel campo dei dispositivi wearable, integrando funzionalità avanzate come riconoscimento facciale, intelligenza artificiale, fotocamera ultra-grandangolare da 12 MP e un sistema audio con cinque microfoni. Questi strumenti consentono di scattare foto e registrare video attraverso comandi vocali, offrendo un’interazione hands-free innovativa. Tuttavia, l’adozione di tali tecnologie solleva importanti e complesse questioni legate alla privacy e alla tutela dei dati personali.
Esperimenti recenti, tra cui quello condotto da due studenti di Harvard con il progetto “I-Xray”, hanno messo in luce come gli occhiali, in combinazione con software di riconoscimento facciale e algoritmi di intelligenza artificiale, possano essere utilizzati per raccogliere illegalmente dati personali
ra il 2022 quando un Tribunale di primo grado, con successiva conferma da parte della Corte di Appello nel 2024, stabiliva l’insussistenza di violenza sessuale nei confronti di una donna per la sola brevità temporale e l’asserita mancanza di coercizione fisica, in ragione del fatto che quest’ultima aveva reagito troppo lentamente, dunque “il fatto non sussisteva”. Pertanto, tale sindacalista si vedeva rivolgere l’assoluzione alla stregua del fatto che la hostess in questione aveva reagito solo “dopo 20 o 30 secondi”. Finalmente, il 13 giugno 2025, con la pubblicazione delle motivazioni la Cassazione ha fatto giustizia e chiarezza sul punto: “il ritardo nella reazione della vittima è irrilevante ai fini della configurazione della violenza sessuale” Posto che “per la consumazione del reato è sufficiente che il colpevole raggiunga le parti intime della persona offesa, essendo
travolto la hostess in quella circostanza.
sensibili. Tali dati includono informazioni identificative come nomi, indirizzi e numeri di telefono, estratti da piattaforme social e database pubblici senza il consenso degli interessati. Questa possibilità nasce dalla diffusione e accessibilità di tecnologie sempre più sofisticate che, se non regolamentate e controllate adeguatamente, mettono a rischio la riservatezza degli individui.
Pertanto, la mancata reazione della donna non può essere interpretata come un’assenza di responsabilità da parte dell’uomo, che, al contrario, ha concretamente messo in atto comportamenti che configurano il reato di violenza sessuale ai sensi dell’art. 609bis c.p.
Tutto ciò che non concerne il consenso, è violenza, e non esiste un tempo giusto per reagire o per difendersi.
Meta ha risposto a queste preoccupazioni aggiornando le impostazioni predefinite dei suoi occhiali, attivando automaticamente le funzionalità di intelligenza artificiale. Questo cambiamento incrementa notevolmente la quantità di dati raccolti, analizzati e utilizzati per l’addestramento dei modelli di IA dell’azienda. Tuttavia, molti utenti restano inconsapevoli di queste modifiche e del fatto che ogni foto o video acquisito con le funzioni IA attive possa essere esaminato da Meta. Inoltre, sebbene la registrazione di immagini e video sia attivata solo tramite un comando vocale specifico, non è possibile disabilitare completamente la raccolta
In relazione a questo argomento, è utile approfondire anche l’interessante questione dei rapporti sessuali in ascensore o nei bagni. Su tale aspetto, è intervenuta recentemente la Corte di Cassazione con la pronuncia n. 24108 del 2016, la quale sostiene che tale condotta non sia considerata reato a patto che ci si trovi “tra un piano e l’altro e la cabina sia priva di vetrate”. Se le porte dell’ascensore sono chiuse e non ci sono vetrate, il luogo diventa -
to, ma resta un illecito amministrativo punibile con una multa che va da 5.000 a 30.000 euro per ogni partecipante all’atto. Tuttavia, se il luogo è frequentato abitualmente da minori, quali ambienti
Similarmente, risulta interessante analizzare la messa in atto di rapporti sessuali in ambienti quali l’auto. Tale condotta, secondo la Corte di Cassazione del 18 maggio 2017 n. 12495, è ancora vietata, ma a seconda delle circostanze, dell’orario e del luogo ove ci si apparta si rischia il reato, con il conseguente processo penale, oppure una semplice sanzione amministrativa. Pertanto,cito amministrativo, di cui la va da 5mila a 30mila euro a seconda
Tuttavia scatta il reato se il fatto è commesso all’interno o nelle
nori e se da ciò deriva il pericolo che essi vi assistano.
delle registrazioni vocali, che sono attive di default. Per evitare che le registrazioni vocali vengano utilizzate per l’addestramento, gli utenti devono cancellarle manualmente tramite l’app companion, un procedimento complesso e poco trasparente, che può risultare ostico per molti.
Nel 2021 si è svolto un incontro tra il Garante per la protezione dei dati personali e i rappresentanti di Facebook e Luxottica, incentrato sulle implicazioni per la privacy legate all’uso degli occhiali smart Ray-Ban Stories. Durante questo confronto, le aziende hanno mostrato disponibilità a collaborare con l’Autorità per promuovere iniziative di informazione e sensibilizzazione, volte a favorire un uso responsabile degli smart glasses sia da parte degli acquirenti sia della cittadinanza in generale. Inoltre, il Garante ha avviato una procedura formale con l’Autorità irlandese competente per approfondire la conformità del dispositivo alle normative sulla protezione dei dati personali.
Dal punto di vista normativo, la CNIL, autorità francese per la protezione dei dati, ha sottolineato che l’uso degli occhiali smart è consentito esclusivamente per scopi personali. La condivisione pubblica di immagini o video, in diretta o registrati, senza un consenso libero ed esplicito da parte delle persone riprese, costituisce una violazione del Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (RGPD). La CNIL evidenzia l’importanza del principio di trasparenza: chi viene ripreso deve essere informato preventivamente e deve poter esercitare i propri diritti. Sebbene i Ray-Ban Meta siano dotati di un LED luminoso attorno all’obiettivo che si accende durante la registrazione per segnalare la ripresa, la discrezione di questo indicatore rende spesso difficile per chi si trova nelle
vicinanze essere consapevole di essere registrato, complicando l’osservanza delle regole.
Inoltre, Meta invita gli utenti a rispettare la privacy altrui, suggerendo di interrompere la registrazione in caso di esplicita opposizione e di chiedere sempre il consenso prima di avviare dirette streaming. Tuttavia, la natura poco visibile della telecamera e la complessità delle impostazioni sulla raccolta dati generano preoccupazioni sul reale rispetto dei diritti fondamentali, soprattutto in contesti pubblici o sociali.
La funzione di riconoscimento facciale in tempo reale, denominata “super sensing”, attualmente in fase di sviluppo, rappresenta un ulteriore elemento di rischio. Questa tecnologia potrebbe trasformare gli occhiali in strumenti di sorveglianza continua, in cui gli utenti o le persone intorno a loro vengono identificati e monitorati senza un consenso chiaro. Questo solleva interrogativi etici e normativi di grande rilievo, ponendo Meta al centro di un dibattito su privacy, controllo e trasparenza nell’era digitale.
In sintesi, i Ray-Ban Meta offrono funzionalità all’avanguardia che rivoluzionano il modo di interagire con il mondo, ma al contempo richiedono un’attenzione critica verso la gestione e la protezione dei dati personali. È fondamentale che gli utenti siano pienamente informati sulle modalità di raccolta, utilizzo e conservazione dei propri dati, e che dispongano di strumenti semplici ed efficaci per esercitare un controllo reale. Solo così sarà possibile bilanciare innovazione tecnologica e tutela della privacy, garantendo il rispetto delle normative vigenti e prevenendo abusi o sorveglianza indebita in una società sempre più digitalizzata.
USO DEI RAY-BAN META: PRIVACY, DATI TRATTATI E CONSENSO
1 Registrazioni manuali per uso personale locale
2 Condivisione manuale su social / cloud Meta / a terzi
3 Assistente vocale (“Hey Meta”) - solo voce utente