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Bioattività di Berberis vulgaris

Carmen Naccarato*

Berberis vulgari s , volgarmente chiamato crespino o spina santa, appartiene al genere tipico della famiglia delle Berberidaceae, che comprende oltre cinquanta specie, largamente distribuite nelle regioni temperate e fredde d'Europa, d'Asia e d'America [1].

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EI un arbusto caduco con portamento pi ù o meno eretto e compatto. Le foglie sono semi-persistenti, ellittiche, si restringono alla base in un corto picciolo e arrotondate all’apice; la superNicie è larga e lucida, il margine è dentellato, sono alterne sui rami lunghi oppure sono riunite in fascetti su dei rametti molto corti, alla base di ognuno dei quali è presente una spina composta da tre a sette aculei pungenti.

I Niori sono gialli con sei petali, sono piccoli e riuniti in mazzetti, compaiono ad inizio primavera, a cui seguono bacche oblunghe prima verdi poi rosse traslucide. In estate, a luglio, i frutti hanno un sapore aspro-acido e non sono molto buoni. Dopo le prime gelate, in autunno, i frutti si addolciscono e possono venire usati per preparare marmellate, confetture e sciroppi dal sapore forte e gradevole. Sono molto ricchi di acido malico e di vitamina C. In Russia e soprattutto in Iran, i frutti vengono utilizzati spesso per bevande gassate e succhi, ma anche per piatti di carne. Un noto piatto della tradizione iraniana, lo zereshk polo, si prepara utilizzando i frutti secchi.

La pianta è resistente e rustica, tollera abbastanza le potature, non teme il freddo e resiste a brevi periodi l'insetto stesso. Il legno del crespino, di colore giallo vivo, serve per lavori al tornio e di ebanisteria; la corteccia della radice si usa per estrarne la berberina [3], principio attivo che, come meglio speciNicheremo in avanti, è caratterizzato da molteplici effetti farmacologici. di circa 350 articoli mostra brevemente contiene un grandissimo numero di itochimici, incluso l’acido ascorbico, la vitamina K, molti triterpenoidi, più di 10 composti di 30 alcaloidi, aventi le proprietà sopra

Studi condotti sulla composizione chimica della pianta mostrano che i costituenti più importanti sono alcaloidi isochinolinici come la berberina, berbamina e palmatina [4].

La berberina è un costituente comune nella medicina cinese caratterizzato da molti effetti farmacologici. Una recente pubblicazione di Imenshahidi e Hosseinzadeh raccoglie oltre 1200 studi che mostrano le proprietà e gli usi clinici della berberina e B. vulgaris per il trattamento di tumori, diabete, malattie cardiovascolari, iperlipidemia, inNiammazioni, infezioni batteriche e virali, ischemie cerebrali traumatiche, malattie mentali, malattia di Alzheimer, osteoporosi e cosı̀ via [5].

Il principale costituente, la berberina, subisce demetilazione, riduzione e idrolisi del gruppo diossimetilene durante la prima fase del metabolismo. La seconda fase include glucuronidazione, sulfatazione e metilazione. Il fegato è il principale sito della distribuzione della berberina e il suo principale sito di escrezione è a livello fecale (11-23%), rispetto a quello urinario e biliare. Di contro, il principale metabolita della berberina è escreto maggiormente a livello urinario che fecale. L’uso concomitante con altri farmaci quali la metformina, ciclosporina, digossina etc, pu ò portare ad importanti interazioni [7].

Numerosi clinical trials randomizzati mostrano gli effetti della berberina nella diminuzione dei trigliceridi e un miglioramento nella resistenza insulinica. Inoltre, è stata dimostrata bassa tossicità alle dosi usuali, si è infatti manifestato il beneNicio senza alcun effetto collaterale. Solo in taluni pazienti si sono veriNicate blande reazioni gastrointestinali [8].

Sono stati condotti studi sugli estratti cloridrici della berberina su formazioni di specie reattive cellulari in acido barbiturico (TBARS), ossidazioni di difenil-apicrilidrazile (DPPH), capacità di induzione di specie radicaliche da ossido nitrico (NO) e sono state determinate spettrofotochimicamente attività di superossido dismutasi (SOD), glutatione perossidasi (GPx), acetilcolinesterasi (AChE) e a-glucosidasi. L’effetto anticancro della berberina è stato stimato in tre differenti linee cellulari quali MCF-7, HepG-2 e Caco2 mediante uso del saggio del rosso neutro che compara le cellule malate con cellule di controllo normali (PBMC). In particolare, l’estratto di berberina mostra potente capacità antiossidante attraverso il decremento di TBARS, NO e ossidazioni di DPPH associate a iperattivazione di GPx e SOD. Diverse concentrazioni degli estratti cloridrici ed etanolici mostrano avere effetto inibitorio nella crescita delle PBMC. Inoltre, entrambi gli estratti mostrano avere effetti inibitori sulla riproduzione delle cellule cancerose del tumore al seno, al fegato e al colon (rispettivamente MCF7, HepG2 e Caco-2), a differenti tempi di incubazione, da 24 a 72 ore e l’effetto inibitorio aumenta in maniera tempo e dose dipendente [9].

Uno studio di Tomosaka mostra ulteriormente che gli estratti EtOAc e MeOH della corteccia delle radici di

Berberis vulgaris, mediante il saggio di rilevazione dei radicali idrossilici, permettono l’isolamento e l’identiNicazione di tre composti fenolici: N-(p-transcoumaroil)tiramina, cannabis G e (+/-)-lioniresinolo. Di questi, cannabis G e (+/-)-lioniresinolo esibiscono attività antiossidante. EI stato dimostrato inoltre che cannabis G ha attività citoprotettiva nei confronti delle colture cellulari MCF-7 indotte da perossido d’idrogeno [10].

Ulteriori proprietà beneNiche della pianta di B. vulgaris vengono provate da studi che dimostrano attività positiva nei confronti di patologie cardiovascolari. Una review del 2017 evidenzia le attività antiaritmica, antipertensiva, anticolinergica ed effetti cardioprotettivi. Nello speciNico su un totale di 37 articoli, vengono riscontrati 12 studi che dimostrano attività antipertensiva, 7 studi ricercano gli effetti antiaritmici, mentre gli effetti inotropi e cardioprotettivi vengono valutati in 4 e 8 studi rispettivamente. EI possibile pertanto affermare che, B. vulgaris produce effetti beneNici riducendo la pressione sanguigna, migliorando la contrattilità cardiaca e proteggendo da lesioni da riperfusione. Il meccanismo di questi effetti è ancora oggetto di studi, indubbiamente po- trebbero essere coinvolti i maggiori fattori di rischio di malattie cardiovascolari, quali lo stress ossidativo, l’iperglicemia e l’iperlipidemia [11].

Uno studio del 2022 di Kapitonova dimostra che gli estratti dalle foglie della pianta contengono 0,07% di alcaloidi, 0,48% di Nlavonoidi e 8,05% di sostanze tanniniche. Questi estratti secchi alla concentrazione di 50 mg/kg riducono le ulcere e le lesioni microscopiche aumentando la concentrazione della prostaglandina E2 nella parete gastrica, molto meglio rispetto all’atropina o alla concentrazione di B. vulgaris estratto secco delle foglie 10 mg/kg. All’effetto gastroprotettivo di alte dosi di estratto secco delle foglie di B. vulgaris, dovuto alla stimolazione della secrezione della prostaglandina E2 nello stomaco, si sommano le proprietà antiossidanti, antinNiammatorie del complesso polifenolico di Nlavonoidi e tannini [12].

Bibliografia

1. Voce Berberis in Enciclopedia Treccani. https://www.treccani.it/

2. https://allasiaplantmg.it/prodotto/berberis-2/

3. Voce Berberis in Enciclopedia Treccani. https://www.treccani.it/

4. Imanshahidi M., Hosseinzadeh H., Pharmacological and therapeutic effects of Berberis vulgaris and its active constituent, berberine . Phytother Res. 2008 Aug;22(8):999-1012. doi: 10.1002/ptr.2399. PMID: 18618524.

5. Imenshahidi M., Hosseinzadeh H., Berberis Vulgaris and Berberine: An Update Review. Phytother Res. 2016 Nov;30(11):1745-1764. doi: 10.1002/ptr.5693. Epub 2016 Aug 16. PMID: 27528198.

6. Rahimi-Madiseh M., Lorigoini Z., Zamani-Gharaghoshi H., RaNieian-Kopaei M., Berberis vulgaris: speciDications and traditional uses. Iran J Basic Med Sci. 2017 May;20(5):569-587. doi: 10.22038/IJBMS.2017.8690. PMID: 28656092; PMCID: PMC5478785.

7. Khoshandam A., Imenshahidi M., Hosseinzadeh H., Pharmacokinetic of berberine, the main constituent of Berberis vulgaris L.: A comprehensive review. Phytother Res. 2022 Nov;36(11):4063-4079. doi: 10.1002/ ptr.7589. Epub 2022 Oct 11. PMID: 36221815.

8. Imenshahidi M., Hosseinzadeh H., Berberine and barberry (Berberis vulgaris): A clinical review. Phytother Res. 2019 Mar;33(3):504-523. doi: 10.1002/ptr.6252. Epub 2019 Jan 13. PMID: 30637820.

9. Abd El-Wahab A.E., Ghareeb D.A., Sarhan E.E., Abu-Serie M.M., El Demellawy M.A., In vitro biological assessment of Berberis vulgaris and its active constituent, berberine: antioxidants, anti-acetylcholinesterase, anti-diabetic and anticancer effects. BMC Complement Altern Med. 2013 Sep 5;13:218. doi: 10.1186/1472-6882-13-218. PMID: 24007270; PMCID: PMC4016550.

10. Tomosaka H., Chin Y.W., Salim A.A., Keller W.J., Chai H., Kinghorn A.D., Antioxidant and cytoprotective compounds from Berberis vulgaris (barberry). Phytother Res. 2008 Jul;22(7):979-81. doi: 10.1002/ptr.2443. PMID: 18389483.

11. Abushouk A.I., Salem A.M.A., Abdel-Daim M.M., Berberis vulgaris for cardiovascular disorders: a scoping literature review. Iran J Basic Med Sci. 2017 May;20(5):503-510. doi: 10.22038/IJBMS.2017.8674. PMID: 28656085; PMCID: PMC5478778.

12. Kapitonova M., Gupalo S., Alyautdin R., Ibrahim I.A.A., Salim N., Ahmad A., Talip S.B., Nwe T.M., Morokhina S., Gastroprotective effect of Berberis vulgaris on ethanolinduced gastric mucosal injury: Histopathological evaluations. Avicenna J Phytomed. 2022 Jan-Feb;12(1):30-41. doi: 10.22038/AJP.2021.18113. PMID: 35145893; PMCID: PMC8801213.

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