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TECNICHE AVANZATE PER SALA E VENDITA, BAR E SOMMELLERIE LIBRO MISTO PER IL SETTORE DI SALA E BAR CON APPROFONDIMENTI SUL WEB
L. MANZO
Il testo è in linea con la nuova riforma scolastica e le linee guida essenziali per gli Istituti di Enogastronomia. Nelle pagine vengono sviluppati gli argomenti del biennio precedente, ampliando soprattutto le tematiche dedicata alla professione del Barman: dalle origini del lavoro, fino alle nuove tendenze. Vengono approfonditi i distillati, i liquori e tutto ciò che concerne il mondo del bar. Per quanto riguarda la Sala e la Vendita, troviamo i principi di alimentazione ed accostamenti enogastronomici, la cucina flambé, la professione del Sommelier, le tecniche di Banqueting e Catering, la cucina regionale e l’abbinamento cibo e vino (compresa l’enografia internazionale) sino all’uso del software per la ristorazione. Il volume è supportato da materiale multimediale su www.ristorazionebar.it, sia su Facebook su un gruppo dedicato.
TECNICHE AVANZATE PER SALA E VENDITA, BAR E SOMMELLERIE • LABORATORIO • III - IV-V ANNO •
Luigi Manzo
www.bulgarini.it
Volume allegato a Tecniche Avanzate Settore Sala e Bar Triennio
Euro 24,90
TECNICHE AVANZATE PER SALA E VENDITA BAR E SOMMELLERIE
LABORATORIO
E N O I EDIZ RMA RIFO
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Luigi Manzo
TECNICHE AVANZATE PER SALA E VENDITA BAR E SOMMELLERIE SETTORE SALA E BAR VOLUME UNICO III IV V ANNO
LABORATORIO Con videolezioni
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©2021 Edizioni Bulgarini – Firenze, Italy www.bulgarini.it
Progettazione, coordinamento e realizzazione editoriale a cura di GP&C Srl - Milano Distribuzione esclusiva: Eli – Loreto (AN) www.elionline.com
I diritti di traduzione, di memorizzazione elettronica, di riproduzione e di adattamento totale o parziale con qualsiasi mezzo (compresi i microfilm e le copie fotostatiche) sono riservati per tutti i Paesi.
È vietata la riproduzione, anche parziale, o a uso interno didattico, con qualsiasi mezzo, non autorizzata.
Prima edizione: febbraio 2021 Ristampa:
5 4 3 2 1 2020 2021 2022 2023 2024 Nell’eventualità che illustrazioni di competenza altrui siano riprodotte in questo volume, l’editore è a disposizione degli aventi diritto che non si sono potuti reperire. L’editore porrà inoltre rimedio, in caso di cortese segnalazione, a eventuali non voluti errori e/o omissioni nei riferimenti relativi. Nel rispetto della normativa vigente sulla trasparenza nella pubblicità, le immagini escludono ogni e qualsiasi possibile intenzione o effetto promozionale verso i lettori.
Tecnostampa - Pigini Group Printing Division Loreto - Trevi - Febbraio 2021 - 20.83.296.0
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INDICE
UDA 1.
La sicurezza alimentare
1. La sicurezza nella ristorazione................................................... 2. L’HACCP ................................................................................... 3. L’igiene ......................................................................................
UDA 2.
Il servizio di sala
L’ordine delle portate................................................................. Il servizio dei primi piatti ............................................................ Il servizio dei secondi piatti ....................................................... Il servizio dei formaggi............................................................... Il servizio dei dolci ..................................................................... Il servizio della frutta.................................................................. La cucina di sala........................................................................
UDA 3.
Il catering e il banqueting
1. Il catering................................................................................... 2. Il banqueting ............................................................................. 3. Il servizio a buffet.......................................................................
UDA 4.
1. 2. 3. 4.
108 114
Il vino
1. Il vino e la vinificazione .............................................................. 2. La degustazione, il servizio e l’abbinamento.............................
UDA 6.
83 88 101
La birra
1. La birrificazione ......................................................................... 2. La degustazione, il servizio e l’abbinamento.............................
UDA 5.
16 17 27 42 55 69 75
123 114
Il bar
La carta del bar ......................................................................... Le bevande analcoliche............................................................. I distillati e i liquori ..................................................................... Le bevande miscelate ...............................................................
148 152 154 169
INDICE
1. 2. 3. 4. 5. 6. 7.
1 8 13
III
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IV
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UDA 1.
La sicurezza alimentare Videolezioni • I marchi di qualità • Il software di settore
1. A
La sicurezza nella ristorazione In classe date risposte condivise alle seguenti domande. Elaborate una breve presentazione.
CHE COS’È?
CHE COSA RIGUARDA?
LA SICUREZZA ALIMENTARE
1
QUANDO VA GARANTITA
B
1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8.
In gruppo date una definizione condivisa dei seguenti termini, correlati con la gestione della sicurezza alimentare. Monitoraggio Rischio e pericolo Detergere e sanificare Contaminazione e contaminante Infestazione Igiene Autocontrollo Allergia e intolleranza
LA SICUREZZA ALIMENTARE
CHI DEVE GARANTIRLA?
DOVE VA GARANTITA?
UDA 1
PERCHÉ VA GARANTITA?
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C
Leggi il testo tratto da www.salepepesicurezza.it e rispondi alle domande.
RISCHIO BIOLOGICO NELL’ALIMENTAZIONE: INTRODUZIONE
LA SICUREZZA ALIMENTARE
C
UDA 1
2
onoscere i rischi legati all’alimentazione è il primo passo per evitarli. Nell’ambito della sicurezza alimentare si fa riferimento a tre tipologie diverse di rischi per la salute: biologici, chimici e nutrizionali. Si parla di rischio biologico quando i pericoli per la salute possono derivare da parassiti, virus e batteri. Se questi organismi contaminano il cibo e vengono ingeriti possono causare gravi danni alla salute. Alcuni dei principali organismi che causano questo tipo di problemi sono: salmonella, Listeria monocytogenes, Campylobacter, Escherichia coli, toxoplasma, microrganismi produttori di tossine alimentari.
Tutti gli alimenti hanno microbi
Il problema è rappresentato dalla tipologia e dalla quantità di microrganismi contenuta dagli alimenti che ingeriamo, ovvero dalla loro carica microbica. Una carica microbica molto alta (dose infettante) può generare complicazioni per la salute. Gli alimenti all’origine difficilmente sono sterili: lo diventano solo se vengono trattati e trasformati dall’uomo con il preciso scopo di abbattere la loro carica microbica. Tuttavia, non tutti i microrganismi sono nocivi, anzi: alcuni sono molto utili per i processi tecnologici di fermentazione, e vengono aggiunti intenzionalmente per produrre alimenti come formaggio e pane. Ci sono anche microrganismi che hanno un effetto benefico per il nostro organismo, come nel caso dei batteri lattici dello yogurt o dei probiotici. La sicurezza igenico-sanitaria è garantita
Per obbligo di legge il produttore di un alimento deve garantire l’igiene degli alimenti al consumatore. La responsabilità del produttore non termina con la vendita, ma prosegue per tutta la durata commerciale dell’alimento fino alla data di scadenza. Tuttavia, non è solo il produttore a essere responsabile. L’igiene degli alimenti dipende anche dal rivenditore, che deve garantire il
corretto mantenimento del prodotto durante l’esposizione per la vendita; oppure dal ristoratore. Questo obbligo è verificato con frequenti controlli da parte degli operatori di sanità pubblica. Ma anche il consumatore deve fare la sua parte!
C’è infatti una responsabilità di chi acquista, conserva e prepara gli alimenti, perché è anche durante tutte queste fasi di gestione del cibo che si determina la salubrità finale di ciò che mangiamo. Quali sono i rischi biologici
L’esposizione al rischio biologico implica la possibilità di malattie a trasmissione alimentare che gli esperti distinguono in tre tipologie: • infezioni, provocate dall’ingestione di alimenti in cui vi è la presenza di parassiti, virus o batteri patogeni vivi e vitali; • intossicazioni, quando si ingeriscono alimenti in cui vi sono tossine già formate da batteri, che possono essere ancora presenti oppure no; • tossinfezioni, invece sono caratterizzate dall’ingestione di alimenti con batteri vivi che si moltiplicano all’interno dell’ospite con produzione di tossine. Tutte e tre le tipologie di malattia a trasmissione alimentare hanno in comune: • l’assenza di alterazioni organolettiche dell’alimento, che quindi rendono il rischio non percepibile; • il necessitare di un periodo di incubazione; • una sintomatologia simile, che consiste in dolori addominali, nausea, vomito, diarrea, febbre.
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La gravità delle malattie è varia
Le malattie che si possono generare e la gravità con cui si manifestano variano in base a:
Organismi e microrganismi patogeni
1) I parassiti Se la causa di infezione sono i parassiti, si parla di parassitosi. I parassiti sono organismi che vivono sulla superficie o all’interno di un altro organismo vivente, traendone i mezzi necessari alla propria sopravvivenza e danneggiandolo. Arrivano a noi consumatori attraverso l’ingestione di cibi crudi o poco cotti (p.e. le carni) o non adeguatamente lavati (p.e. verdure contaminate da feci), quindi colonizzano l’organismo. Le problematiche legate ai parassiti sono in continua evoluzione. Per esempio, in passato in Italia era molto più diffuso il problema dell’infestazione da tenia nelle carni di bovino e suino; oggi invece è più comune l’Anisakis, un parassita del pesce. 2) I virus Anche i virus possono causare infezioni alimentari, e si parla quindi di virosi. Non riescono a moltiplicarsi nell’alimento perché per farlo necessitano di cellule vive, tutta-
I tempi di manifestazione del malessere variano se sono coinvolte tossine, ovvero in caso di intossicazioni o tossinfezioni: • nelle intossicazioni i tempi di incubazione sono rapidi, in media dalle 2 alle 6 ore di incubazione. Alcuni esempi di intossicazione sono l’enterotossicosi da Staphylococcus, oppure l’intossicazione da Bacillus cereus. Lo staphylococco è il classico batterio presente nei foruncoli: se chi manipola gli alimenti non protegge adeguatamente le parti infette o non si la-
3 LA SICUREZZA ALIMENTARE
Gli agenti patogeni che possono infettare l’uomo attraverso gli alimenti sono di tre tipologie.
3) I batteri Nel caso dei batteri invece i problemi per la salute sono causati dall’ingestione di alimenti in cui vi è un’alta carica di questi microrganismi. Alcuni esempi di batteri patogeni sono la salmonella, il Campylobacter, la Shigella, l’Eschierichia coli. Salmonella e Campylobacter causano infezioni che generano dolori addominali, diarrea e febbre; in genere nelle infezioni i sintomi si manifestano dopo poco tempo dall’ingestione. Le possibili fonti di salmonellosi sono carni poco cotte, prodotti a base di uova crude, insaccati freschi e frutti di mare crudi. La campylobatteriosi può invece avere come causa, oltre al consumo di alimenti di origine animale crudi o poco cotti, l’assunzione di acqua non sottoposta a clorazione.
UDA 1
• la tipologia di microrganismo: ogni microrganismo ha un suo potere invasivo, tossico o una capacità di resistere diversa alle condizioni avverse che trova nell’organismo umano; • la quantità di microrganismi: non basta che il microrganismo sia presente nell’alimento, deve essere messo nelle condizioni di svilupparsi e raggiungere la dose infettante che varia da microrganismo a microrganismo; • il nostro stato di salute: è molto importante e dipende dallo stato immunitario, dall’età, dalla presenza di malattie croniche o dallo stress che può abbassare le nostre difese immunitarie. In particolare vi sono soggetti più a rischio di altri, ovvero fasce di popolazione più deboli e vulnerabili come anziani, bambini, soggetti immuno-compromessi e donne in gravidanza.
via basta anche una bassa presenza per causare infezioni. I virus potrebbero essere presenti nell’alimento per vari motivi. Per esempio, perché presenti in allevamento o nell’acqua di irrigazione e quindi aver infettato gli animali o i vegetali. Oppure perché trasferiti all’alimento attraverso la manipolazione, mediante le mani degli operatori o l’uso di strumenti infetti. I virus provocano danni al sistema gastrointestinale e ad altre parti del corpo. Ricordiamo fra tutti i virus dell’epatite, che causano seri danni al fegato.
LA SICUREZZA ALIMENTARE
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UDA 1
4
va le mani, può infettare l’alimento. Il Bacillus cereus è invece un batterio comunemente presente nel suolo e nella polvere: può contaminare varie tipologie di alimenti dopo la cottura o che non sono stati adeguatamente conservati. • nelle tossinfezioni i tempi di incubazione sono più lunghi, in media attorno alle 48/72 ore. L’incubazione può durare però anche per mesi. Alcuni batteri che le possono provocare sono: Yersinia enterocolitica, Vibrio, Listeria monocytogenes e Clostridium perfringens. Listeria monocytogenes in particolare è un batterio ubiquitario, ovvero che è presente ovunque nell’ambiente e in molte specie animali, come mammiferi, uccelli e pesci. Se trova condizioni favorevoli può causare tossinfezioni alimentari che possono portare a quadri clinici molto seri come setticemia e meningiti. E allora, cosa possiamo fare?
Se si pensa di aver contratto un’infezione, un’intossicazione o una tossinfezione, è sempre consigliabile rivolgersi al medico. Per evitare di contrarre queste malattie dobbiamo mantenerci aggiornati sulle strategie di lotta al rischio attraverso fonti autorevoli e
istituzionali, e soprattutto adottare misure di prevenzione! Ecco cinque regole da rispettare: • Usiamo acqua e ingredienti sicuri e acquistati attraverso i canali convenzionali; in questo modo siamo certi che chi ci vende il prodotto lo fa seguendo la normativa sulla sicurezza igienico sanitaria in vigore ed è sottoposto ai controlli del servizio di sanità pubblico; • Manteniamo la catena del freddo per i prodotti che lo necessitano; in generale manteniamo temperature idonee anche per gli altri alimenti per tutta la durata della conservazione fino al consumo; • Curiamo la nostra igiene personale e quella della nostra cucina; laviamoci spesso le mani soprattutto dopo aver toccato alimenti crudi e manteniamo superfici e piani di lavoro ben puliti e disinfettati; • Cuociamo bene gli alimenti; cuociamo fino al cuore del prodotto, ma a temperatura controllata (usiamo termometri da cucina professionali); • Separiamo bene i prodotti crudi dai prodotti cotti e pronti per il consumo; in questo modo possiamo evitare contaminazioni tra gli alimenti.
1. Quali sono i rischi per la salute legati al consumo di alimenti? ...................................................... ......................................................................................................................................................
2. Chi è responsabile per la sicurezza degli alimenti? ........................................................................ ......................................................................................................................................................
3. Come sono classificate le malattie a trasmissione alimentare? .................................................... ......................................................................................................................................................
4. Che cosa accomuna le diverse forme di malattia a trasmissione alimentare? .............................. ......................................................................................................................................................
5. Da che cosa dipende la gravità della malattia? .............................................................................. ......................................................................................................................................................
6. Quali sono gli agenti patogeni biologici di origine alimentare? ...................................................... ......................................................................................................................................................
7. Che cosa sono i parassiti e come si trasmettono? ........................................................................ ......................................................................................................................................................
8. Come si trasmettono i virus?.......................................................................................................... ......................................................................................................................................................
9. Come si trasmettono e che cosa causano i batteri? ...................................................................... ......................................................................................................................................................
10. Che cosa sono le intossicazioni? .................................................................................................. ......................................................................................................................................................
11. Che cosa sono le tossinfezioni? .................................................................................................... ......................................................................................................................................................
12. Come possiamo prevenire le malattie a trasmissione alimenare?.................................................. ......................................................................................................................................................
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Completa la tabella con riferimento al testo e ad altre fonti di informazione.
D
Malattia
Qual è l’agente patogeno
Quali sono più diffuse
Parassitosi
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.............................................................. .............................................................. .............................................................. ..............................................................
Infezioni
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Intossicazioni
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.............................................................. .............................................................. .............................................................. ..............................................................
Tossinfezioni
.............................................................. .............................................................. .............................................................. ..............................................................
.............................................................. .............................................................. .............................................................. .............................................................. UDA 1
E
Completa la tabella con riferimento al testo e ad altre fonti di informazione. I contaminanti biologici
5
Alimenti a rischio
Comportamenti a rischio
Misure preventive
Parassiti
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................................ ................................ ................................ ................................ ................................ ................................ ................................
................................ ................................ ................................ ................................ ................................ ................................ ................................
................................ ................................ ................................ ................................ ................................ ................................ ................................
Virus
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................................ ................................ ................................ ................................ ................................ ................................ ................................
................................ ................................ ................................ ................................ ................................ ................................ ................................
................................ ................................ ................................ ................................ ................................ ................................ ................................
Batteri
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................................ ................................ ................................ ................................ ................................ ................................ ................................
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LA SICUREZZA ALIMENTARE
Caratteristiche
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F
A partire dalle indicazioni per la prevenzione riportate nel testo, scrivete una serie di regole per la sicurezza nella ristorazione. Elaborate una breve presentazione per illustrarle.
G
La conservazione ha un ruolo fondamentale ai fini della sicurezza alimentare. Indica per gli alimenti elencati le modalità corrette di conservazione, con particolare riferimento alla temperatura.
LA SICUREZZA ALIMENTARE
Alimento Alimenti congelati e surgelati
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Burro
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Carni fresche
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Farine
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Formaggi
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Frutta fresca
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Frutta secca a guscio
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Latte
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Legumi secchi
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Olio d’oliva
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Ortaggi freschi
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Panna fresca
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Pesce fresco
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6 UDA 1
Modalità di conservazione
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Alimento
Modalità di conservazione
Salumi
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Scatolame
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Uova
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Yogurt
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Zucchero
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I
Alcune lavorazioni considerate ad alto rischio e la preparazione di alimenti pronti per il consumo impongono al personale l’impiego di dispositivi di protezione. Raccogli informazioni presso le autorità competenti locali ed elabora una breve presentazione.
ITALIANo
FRANCESE
INgLESE
TEdESCo
SPAgNoLo
Batterio
bactérie
bacterium
Bakterie (f)
bacteria
Contaminante
contaminant
contaminant
Schadstoff (m)
contaminador
Contaminazione
contamination
contamination
Verunreinigung (f), Verseuchung (f)
contaminación
Infestazione
parasitose
parasitic disease
parasitäre Infektionskrankheit (f), Parasitose (f)
enfermedad parasitaria, parasitosis
Infezione
infection
infection
Infektion (f)
infección
Intossicazione
intoxication
intoxication
Vergiftung (f)
intoxicación
Parassita
parasite
parasite
Parasit (m)
parásito
Tossina
toxine
toxin
Toxin (n)
toxina
Tossinfezione
toxémie, empoisonnement
poisoning, food poisoning
Virus
virus
virus
toxiinfección Virus (n, m)
virus
7 LA SICUREZZA ALIMENTARE
L’articolo sui contaminanti biologici cita anche i microrganismi considerati utili in ambito nutrizionale e alimentare. Fai una ricerca ed elabora una breve presentazione. UDA 1
H
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LA SICUREZZA ALIMENTARE
2.
UDA 1
8
L’HACCP
A
Ricerca sul web un “manuale di autocontrollo” di un’azienda di produzione alimentare. Confrontalo con quelli trovati dai tuoi compagni di classe ed evidenziate differenze e punti in comune. discutetene in classe.
B
Fai un elenco di “anomalie” che ti è capitato di riscontrare nei locali ristorativi nei quali sei stato. Ad esempio, gli operatori usano sempre guanti o pinze? Indossano il copricapo laddove previsto? Ci sono frigoriferi o vetrine refrigerate per la conservazione degli alimenti? In classe fate un elenco delle non conformità che avete riscontrato per individuare le cinque più frequenti.
1. 2. 3. 4. 5.
...................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................... ......................................................................................................................................................
C
Leggi il testo tratto dal dossier Si scrive HACCP, si legge autocontrollo igienico, a cura del sito www.torinoscienza.it. Rispondi alle domande.
PERCHÉ È NATO L’HACCP
L
o sviluppo inaspettato delle malattie di origine alimentare, per lungo tempo poco considerate, ha portato ad approfondirne lo studio e a migliorare le conoscenze sui loro effetti più gravi o a lungo termine. […] Considerate le gravi conseguenze delle malattie di origine alimentare sulla salute pubblica, le Autorità mondiali in materia hanno ritenuto indispensabile adottare un metodo per la garanzia della sicurezza degli alimenti. Duplice il suo scopo: aumentare la salubrità dei cibi e prevenire i potenziali rischi nella loro preparazione. […] È stato perciò elaborato il cosiddetto HACCP, il quale, se correttamente applicato dalla produzione al consumo, risulta essere un metodo valido per mettere in atto le misure preventive necessarie per garantire la sicurezza. Il metodo è nato negli Stati Uniti negli anni ’60, elaborato ed introdotto dalla NASA come insieme di procedure destinate a garantire la sicurezza dei cibi utilizzati dagli astronauti nelle missioni spaziali. In seguito viene ripreso quando si rende necessario cambiare il tipo di approccio per garantire la sicurezza alimentare: al contrario del classico controllo “reattivo” che si svolge sul prodotto finito per valutarne la conformità, esso infatti ha un ruolo “proattivo” – cioè di anticipazione - nel-
la fase di produzione degli alimenti, perché in grado di individuare, nelle diverse fasi di lavorazione, le possibili fonti di contaminazione e di mettere a punto le misure preventive e correttive idonee. […] Il sistema si è diffuso fino a diventare il metodo universalmente accettato per la garanzia della sicurezza degli alimenti. In Italia, dal giugno 1998, ogni azienda che “esercita una o più delle seguenti attività: la preparazione, la trasformazione, la fabbricazione, il confezionamento, il deposito, il trasporto, la distribuzione, la manipolazione, la vendita o la fornitura, compresa la somministrazione, di prodotti alimentari” ha avuto l’obbligo di dotarsi di un piano di autocontrollo interno, così come stabilito dal Decreto legislativo 155 del 26 maggio 1997. Ciò significa in pratica verificare costantemente se quello che si sta facendo è corretto dal punto di vista dell’igienicità del prodotto, controllare tutte le fasi della produzione dove può crearsi un rischio per la salute del consumatore e dimostrare questo impegno con una documentazione idonea e prontamente consultabile da parte dell’Autorità di controllo. Il decreto attribuisce dunque maggiore consapevolezza a chi manipola o trasforma gli alimenti, partendo dal presupposto che l’applicazione di corrette pratiche di produzione potrà garantire la qualità igienica del prodotto finale. […]
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1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10.
Perché si è reso necessario adottare un metodo che garantisca la sicurezza alimentare? Qual è lo scopo di questo metodo? Che cosa permette l’HACCP? Quando è nato l’HACCP e a quale scopo? Perché il controllo dell’HACCP è definito proattivo? Quando è stato introdotto l’HACCP in Italia? Quali aziende devono applicarlo? In che cosa consiste l’HACCP? Come si dimostra l’applicazione dell’HACCP? Che è responsabile della sicurezza degli alimenti?
Leggi il testo e rispondi alle domande.
D
T
Che cosa significa HACCP? Che cos’è l’HACCP? Che cosa permette di individuare? Che cosa significa controllare il rischio? Qual è la differenza tra rischio e pericolo? Perché si parla di analisi dei rischi? Che cosa si intende per processo produttivo? Cos’è un CCP? Che cosa si intende per limite critico? Che si intende per monitoraggio? Quando vengono stabilite le misure correttive? Perché l’HACCP va testato e documentato?
Rischio È la probabilità che un evento possa arrecare un danno.
9 LA SICUREZZA ALIMENTARE
1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10. 11. 12.
non sicuro, cioè pericoloso per il consumatore. Per questo, si parla di analisi dei rischi. Una volta identificati i rischi, si stabilisce dove è necessario attuare un controllo per evitare che il pericolo si concretizzi: questi punti, che possono coincidere con una procedura ma anche con un’intera fase del processo produttivo, sono chiamati CCP, cioè punti critici di controllo. Ogni CCP ha uno specifico limite critico, cioè una soglia al di sopra della quale esso non è più accettabile. Per garantire la sicurezza, si deve prevedere il monitoraggio continuo e costante del processo (quindi dei CCP) e definire preventivamente le misure correttive da adottare per evitare danni al consumatore. Si deve verificare la corretta applicazione del piano e accertarsi della sua efficacia. Infine, tutte le fasi del piano vanno documentate e il fascicolo va tenuto a disposizione degli organi di controllo (ASL, NAS).
UDA 1
utti parlano di HACCP, tanto che è diventata una parola di uso comune. Che cos’è in realtà l’HACCP? HACCP sta per “Hazard Analysis and Critical Control Points”, cioè “analisi dei rischi e punti critici di controllo. L’HACCP è un sistema di gestione dell’autocontrollo che viene applicato per garantire la sicurezza dei prodotti alimentari. Permette infatti di identificare e controllare i rischi che possono presentarsi nella produzione di alimenti. Controllare significa eliminare o ridurre il più possibile il rischio. Se c’è un rischio, significa che c’è una sorgente di pericolo, cioè un fattore che ha la capacità di provocare un danno. Come funziona l’HACCP? In modo logico: si analizzano accuratamente tutte le fasi del processo produttivo fino al prodotto finito e si ricerca ogni possibile “errore”, cioè tutto cioè che potrebbe portare alla produzione di cibo
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E
Con riferimento al testo che hai appena letto, elenca e descrivi le sette fasi fondamentali dell’HACCP.
1.
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2. 3. 4. 5. 6.
LA SICUREZZA ALIMENTARE
7.
Le fasi preliminari dell’HACCP favoriscono la corretta e completa redazione del manuale di autocontrollo. descrivi in che cosa consistono.
F
Descrizione dei prodotti
Definizione della destinazione d’uso dei prodotti
Redazione di uno o più diagrammi di flusso
Verifica dei diagrammi di flusso
1
2
3
4
5
UDA 1
10
Formazione dell’HACCP Team
1. 2. 3. 4. 5.
G 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10.
...................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................... ......................................................................................................................................................
Indica se le affermazioni sono vere o false HACCP sta per Hazard Analysis and Critical Control Points Un CCP indica una fase della produzione sicura e protetta L’HACCP era applicato per legge nel settore alimentare già dagli anni Ottanta Il limite critico indica se il CCP è accettabile L’HACCP è stato concepito nell’ambito del programma aerospaziale statunitense Le misure correttive vanno stabilite quando il pericolo si manifesta Il piano HACCP favorisce l’applicazione dell’autocontrollo Solo alcune fasi del piano di autocontrollo vanno documentate Il rischio indica la probabilità che un evento possa causare un danno La documentazione HACCP va tenuta a disposizione degli organi di controllo
V V V V V V V V V V
F F F F F F F F F F
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H
Il limite critico stabilisce se un CCP è accettabile o fuori controllo. Il parametro può essere di diversa natura, ma deve essere sempre misurabile. In piccoli gruppi fate un elenco dei più comuni limiti critici.
................................................................................................................................................................ ................................................................................................................................................................ ................................................................................................................................................................ ................................................................................................................................................................ ................................................................................................................................................................ ................................................................................................................................................................ ................................................................................................................................................................ ................................................................................................................................................................
I
di seguito sono elencate alcune non conformità che possono verificarsi nel lavoro di sala e cucina. Indica quale misura correttiva metteresti in atto.
1. Temperatura non conforme
2.
5.
6.
7.
8.
9.
10.
11 LA SICUREZZA ALIMENTARE
4.
UDA 1
3.
...................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................... Merce in entrata con etichettatura non conforme ...................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................... Merce in entrata con imballo danneggiato ...................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................... Tracce di infestazione da roditori nel magazzino ...................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................... Rottura di un frigorifero in cucina ...................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................... Prodotti in entrata scaduti ...................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................... Rigonfiamento anomalo di un prodotto sottovuoto ...................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................... Tracce di infestazione nella farina ...................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................... Tracce di ammuffimento nei prodotti conservati a temperatura refrigerata ...................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................... Rottura di un banco espositore refrigerato ...................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................... ......................................................................................................................................................
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Compila la scheda con riferimento alla situazione indicata.
J
All’interno del ristorante sei stato identificato come responsabile per il monitoraggio dell’approvvigionamento di formaggi, olii e salumi destinati alle preparazioni di aperitivi da abbinare ai cocktail. Oggi sono arrivati dal fornitore abituale i seguenti prodotti:
• • • • • •
formaggio Asiago DOP in confezione sottovuoto, refrigerato ed in condizioni integre; prosciutto crudo a fette in confezione aperta e in stato di non freschezza; mozzarella di bufala senza nessuna etichetta; mortadella Bologna in confezione salvafrescezza integra ma con etichetta riportante peso errato; formaggio Gorgonzola DOP con temperatura superiore a 15 °C; salame tipo Napoli intero ma senza nessuna confezione o etichetta. Scheda di monitoraggio approvigionamento/trasporto (la scheda deve essere compilata in relazione ai punti di monitoraggio individuati nello schema HACCP della specifica fase)
LA SICUREZZA ALIMENTARE
DATA E FIRMA DEL RESPONSABILE
UDA 1
12
TIPOLOGIA DEL PRODOTTO
CONDIZIONI DOCUMENTAZIONE DI TRASPORTO (*) (**)
ASPETTO DEL PRODOTTO O CONFEZIONE (***)
DESCRIZIONE NON CONFORMITÀ
AZIONE CORRETTIVA
.................... .................... .................... .................... .................... .................... .................... .................... ....................
.................... .................... ....................
.................... .................... .................. .................... .................... .................. .................... .................... ..................
.................... .................... .................... .................... .................... .................... .................... .................... ....................
.................... .................... ....................
.................... .................... .................. .................... .................... .................. .................... .................... ..................
.................... .................... .................... .................... .................... .................... .................... .................... ....................
.................... .................... ....................
.................... .................... .................. .................... .................... .................. .................... .................... ..................
.................... .................... .................... .................... .................... .................... .................... .................... ....................
.................... .................... ....................
.................... .................... .................. .................... .................... .................. .................... .................... ..................
.................... .................... .................... .................... .................... .................... .................... .................... ....................
.................... .................... ....................
.................... .................... .................. .................... .................... .................. .................... .................... ..................
LEGENDA: C = conforme; NC = non conforme (in tal caso descrivere la natura del problema nella colonna “descrizione non conformità) (*) Controllare mezzo di trasporto: pulizia, promiscuità, temperatura. (**) Controllare piani di autocontrollo, documenti di accompagnamento (***) Controllare etichetta, integrità confezioni, caratteri organolettici cioè controllo visivo, olfattivo e tattile
ITALIANo
FRANCESE
INgLESE
TEdESCo
SPAgNoLo
Rischio
risque
risk
Gefahr (f)
riesgo
Pericolo
danger
danger
Gefahr (f)
peligro
Analisi dei rischi
analyse des dangers
hazard analysis
Gefahrenanalyse (f)
análisis de peligros
Punti critici di controllo
points critiques de la maîtrise
critical control points
kritische Kontrollpunkten
Puntos Crítico de Control
Limite critico
seuil critique
critical limit
Eingreifgrenze (f)
límite crítico
Monitoraggio
surveillance
monitoring
Überwachung (f)
vigilancia
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3.
L’igiene
A
Le mani sono lo strumento più importante per tutti gli operatori del settore alimentare. Il lavaggio delle mani è la prima misura di igiene. Elenca quali sono i momenti in cui bisogna lavarsi le mani e descrivi la corretta procedura di lavaggio.
B
Indica se i prodotti elencati sono detergenti o disinfettanti. Individua le precauzioni da adottare per l’impiego di ciascuno.
1. Lavapavimenti profumato per superfici dure ................................................................................ ......................................................................................................................................................
2. Battericida per attrezzature spray ................................................................................................ ......................................................................................................................................................
3. Lavabanconi con pH neutro .......................................................................................................... ......................................................................................................................................................
4. Acido muriatico ............................................................................................................................ ......................................................................................................................................................
5. Spray lavavetri .............................................................................................................................. ......................................................................................................................................................
6. Candeggina concentrata .............................................................................................................. ......................................................................................................................................................
7. Sgrassatore spray ........................................................................................................................
......................................................................................................................................................
9. Deodorante per ambienti ..............................................................................................................
C
Spiega a che cosa si riferiscono e che cosa indicano i segnali in figura.
1 ............................................
2 ............................................
3 ............................................
..................................................
..................................................
..................................................
4 ............................................
5 ............................................
6 ............................................
..................................................
..................................................
..................................................
D
Scegli un prodotto per la pulizia e ricava dalla sua etichetta le istruzioni d’uso. Ritieni che le informazioni siano chiare ed esaurienti?
13 LA SICUREZZA ALIMENTARE
10.
...................................................................................................................................................... Clorexidina .................................................................................................................................... ......................................................................................................................................................
UDA 1
......................................................................................................................................................
8. Alcol per la pulizia delle superfici ..................................................................................................
01_Manzo_triennio_Layout 1 05/05/20 14:27 Pagina 14
E
In gruppo, elaborate una serie di regole per l’acquisto, la conservazione e l’uso dei prodotti chimici per la pulizia.
F
L’uso improprio dei prodotti per la pulizia può essere un pericolo e provocare una contaminazione chimica degli alimenti. Quali altri forme di contaminazione chimica conosci? Elabora una breve presentazione.
G
La “pulizia” va distinta dalla “sanificazione”: la pulizia consiste nella rimozione fisica dello sporco e dei residui di cibo, mentre la sanificazione èil processo di disinfezione e uccisione dei germi. Con riferimento al processo di sanificazione, scegli l’opzione corretta.
LA SICUREZZA ALIMENTARE
1. Prevede l’applicazione di un detergente e acqua potabile calda: a. disinfezione b. detersione
UDA 1
14
2. Può essere eseguita con il vapore: a. disinfezione b. detersione 3. È eseguita con spatole o utensili simili: a. disinfezione b. rimozione dello sporco visibile 4. Prevede l’applicazione di un disinfettante: a. detersione b. disinfezione 5. La disinfezione uccide: a. anche le spore batteriche b. i microrganismi patogeni ma non tutte le spore 6. È corretto affermare che per la sanificazione: a. si può usare acqua non potabile b. si può usare acqua bollente facendo attenzione al pericolo di ustioni 7. Stoviglie e utensili: a. vanno asciugati con un panno pulito dopo il lavaggio b. possono essere riposti anche se umidi 8. Per pulire piatti e superfici: a. si devono usare panni diversi b. si può usare lo stesso panno
H
Elabora un piano per la pulizia distinguendo le diverse operazioni in base alla frequenza con riferimento ai locali di cucina e sala. Alcune operazioni vanno eseguite infatti prima o dopo il servizio, al termine della lavorazione (pulizia istantanea) oppure con regolarità (ad esempio, con frequenza settimanale). Concentrati in modo particolare su: • • • • • • •
banchi espositori; contenitori per rifiuti; frigoriferi; pavimenti, pareti, soffitti, lampadari, porte e finestre; piani di lavoro; servizi igienici; vetrine espositive.
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Leggi il testo e rispondi alle domande.
I
C
on il termine infestante indichiamo piante e animali indesiderati e potenzialmente pericolosi perché possono veicolare malattie e contaminare gli alimenti. Tra gli animali infestanti più frequenti nella ristorazione ci sono i ratti, gli insetti volanti e gli uccelli. Esistono oggi numerosi strumenti per la lotta agli infestanti, che si dividono in sistemi passivi e sistemi attivi. Sono sistemi passivi le reti, le protezioni, le ispezioni e la pulizia costante. Sono sistemi attivi le trappole e le esche velenose.
1. Che cosa sono gli infestanti? ........................................................................................................ ...................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................... 2. Perché sono pericolosi? ................................................................................................................ ...................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................... 3. Quali sono i più comuni? ................................................................................................................ ...................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................... 4. Come si combattono?.................................................................................................................... ...................................................................................................................................................... ......................................................................................................................................................
durante il lavoro di sala e di cucina si usano costantemente attrezzature elettriche. Esse devono essere sempre controllate, ben pulite e sottoposte a rigorosi controlli di sicurezza. Le grandi attrezzature (affettatrici, lavastoviglie) vanno usate secondo le indicazioni del costruttore, vanno smontate dopo ogni servizio e ben pulite. durante la pulizia occorre prestare attenzione al rischio elettrico e quindi scollegarle dalla rete elettrica. Le piccole attrezzature vanno sempre pulite dopo ogni uso e sanificate. Scegli una piccola e una grande attrezzature e illustra le procedure di sanificazione e le regole da rispettare per la sicurezza operativa.
ITALIANo
FRANCESE
INgLESE
TEdESCo
SPAgNoLo
Igiene
hygiène
hygiene
Hygiene (f)
higiene
Sanificazione
sanification
sanification
Sanification (f)
higienización
detersione
nettoyage
cleansing
Reinigung (f)
limpieza
disinfezione
désinfection
disinfection
Desinfektion (f)
desinfección
Infestanti
espèces envahissants
infesting species, invasive species
invasiven Spezies (pl), Bioinvasoren (pl)
especies invasoras
15 LA SICUREZZA ALIMENTARE
K
I rifiuti vanno tempestivamente allontanati, depositati lontano dagli spazi operativi e smaltiti in base alle norme vigenti. Per legge, devono muoversi nei locali secondo i princìpi di marcia avanti e separazione dei percorsi. Illustra le due regole facendo alcuni esempi.
UDA 1
J
02_Manzo_triennio_Layout 1 28/01/21 14:49 Pagina 16
UDA 2.
1.
Il servizio di sala
L’ordine delle portate Completa con riferimento allo schema.
A
Videolezioni • Il servizio diretto o all’inglese • Il servizio alla francese diretto • Come si porziona un’orata • Il taglio di una banana • Il taglio del kiwi • Il taglio dell’ananas • Esempio di una cena didattica • Come funziona una cena evento: La cena artistica
IL SERVIZIO DI SALA
L’ordine classico delle portate 1
Antipasti
Prima quelli freddi, poi quelli caldi Prima quelli magri, poi quelli grassi
2
Minestre in brodo
Di solito senza antipasto
3
Minestre asciutte
Prima il riso, poi la pasta
4
Uova
5
Crostacei
6
Pesci
7
Carni
Prima quelle bianche, poi quelle rosse, infine quelle nere
8
Insalate
Come contorno, da mangiare prima o dopo la pietanza principale
9
Formaggi
10
Dessert
UDA2
16
Prima i dolci freddi (nell’ordine dolci al cucchiaio, torte, gelato), poi quelli caldiPer ultima la frutta
1. Dopo le minestre in brodo e asciutte si servono le .................................... . 2. I .................................... vanno serviti dopo i secondi piatti, prima dei dessert. 3. Si servono prima le carni ...................................., poi quelle .................................... e per ultime quelle .................................... .
4. La .................................... va servita per ultima. 5. Si servono prima gli antipasti ........................................ o .........................................., poi quelli 6. 7. 8. 9. 10. 11.
.................................... o ...................................... . Si servono prima le minestre in ...................................., poi quelle ..................................... I .............................................................................. vanno serviti prima delle torte e del gelato. I .................................... si servono dopo le uova ma prima dei pesci. Le .................................... vanno servite come contorno. Si servono prima i dolci .................................... e poi quelli ..................................... Di solito le .................................... non sono precedute dall’antipasto.
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2. A
Il servizio dei primi piatti Indica se le affermazioni sono vere o false con riferimento agli schemi.
REGOLE PER IL SERVIZIO Servire rapidamente ma con eleganza
Non colmare mai i piatti ma servire porzioni
In presenza di primi piatti con molti scarti (ad esempio, speghetti alle vongole), disporre al tavolo un recipiente per depositarli
Servire in pietanze fredde in piatti freddi
Servire pietanze calde in piatti caldi e tenerle in caldo
UDA 2
Consiste nel riproporre l’ultimo piatto servito
1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8.
L’operatore tiene il piatto di portata con la mano sinistra e porziona con la clip nella mano destra
17 IL SERVIZIO DI SALA
È eseguito all’inglese
IL RIPASSO
L’operatore di sala si dispone alla sinistra del cliente
Il ripasso si esegue alla francese Tutte le pietanze vanno servite in piatti freddi In presenza di molti scarti, si deve disporre anche un recipiente per raccoglierli Il servizio deve essere sempre rapido I piatti vanno sempre colmati Durante il ripasso l’operatore si dispone alla sinistra dell’ospite Il ripasso consiste nel servizio di due primi piatti Le pietanze calde vanno tenuto in caldo
V V V V V V V V
F F F F F F F F
02_Manzo_triennio_Layout 1 05/05/20 14:54 Pagina 18
B
Leggi il testo, poi rispondi alle domande.
I
primi piatti sono chiamati anche minestre. Possono essere in brodo, che sono generalmente a base di verdure o legumi e comprendono anche i consommé (cioè zuppe a base di un brodo ristretto) oppure asciutte (in Italia, generalmente riso e pasta). Le minestre in brodo non sono generalmente precedute dall’antipasto. Se l’antipasto è previsto, lo si serve prima della minestra in brodo se è un antipasto freddo, dopo la minestra in brodo se è un antipasto caldo. Le minestre asciutte vanno servite dopo l’antipasto e dopo la minestra in brodo. In presenza di riso e pasta, si serve prima il riso. In linea generale, le minestre in brodo si servono nel piatto fondo, ad eccezione dei consommé che si servono nella tazza apposita.
1. Come sono chiamati i primi piatti?
IL SERVIZIO DI SALA
2.
3.
18
5.
UDA2
4.
C
...................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................... Quali sono le due tipologie principali? ...................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................... Che cos’è un consommé? ...................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................... Quando si servono le minestre? ...................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................... Si serve prima il riso o la pasta? ...................................................................................................................................................... ......................................................................................................................................................
Indica lo stile di servizio più adeguato per i seguenti primi piatti, scegliendo tra servizio al guéridon e servizio all’inglese. Servizio al guéridon
1. 2. 3. 4. 5. 6.
D
Servizio all’inglese
Minestra in brodo in piatto fondo Pasta corta Pasta gratinata Risotto Consommé Pasta lunga
In gruppo scrivere una serie di regole per il servizio delle minestre. Per aiutarvi rispondente alle domande.
1. Come va riposto il coperchio della zuppiera? ...................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................... 2. Il mestolo va riempito fino all’orlo? ...................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................... 3. A che cosa si deve fare attenzione usando il mestolo? ...................................................................................................................................................... ......................................................................................................................................................
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4. Che cosa si deve fare prima di servire? ...................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................... 5. Da quale lato va servito l’ospite? ...................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................... 6. Dove va messo il coperchio della zuppiera dopo aver servito gli ospiti? ...................................................................................................................................................... ......................................................................................................................................................
E
Completa con riferimento al servizio del consommé.
1. Stile di servizio
F
Riordina la sequenza di servizio del consommé.
G
Aggiungere il cucchiaio da dessert. Appoggiare il coperchio della zuppiera rivolto verso l’alto. Mescolare il consommé con il mestolo. Prendere una tazza. Riempire la tazza. Scoperchiare la zuppiera. Servire da destra. Sovrapporre la tazza al sottotazza, quindi disporli su piatto da dessert coperto da frangino.
Completa con riferimento al servizio delle minestre in brodo al piatto fondo.
1. Stile di servizio ...................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................... 2. Operatori convolti ...................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................... 3. Allestimento del guéridon ...................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................... 4. Mise en place ...................................................................................................................................................... ......................................................................................................................................................
19 IL SERVIZIO DI SALA
………… ………… ………… ………… ………… ………… ………… …………
UDA 2
...................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................... 2. Operatori convolti ...................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................... 3. Allestimento del guéridon ...................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................... 4. Mise en place ...................................................................................................................................................... ......................................................................................................................................................
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H
Abbina ad ogni primo piatto la posata o le posate per il consumo. Primo piatto
Posate
Crespelle
..........................................................................................................
Lasagne
..........................................................................................................
Pasta corta
..........................................................................................................
Risotto
..........................................................................................................
Pasta al forno gratinata
..........................................................................................................
Pasta lunga
..........................................................................................................
I
Completa con riferimento al servizio della pasta lunga.
IL SERVIZIO DI SALA
1. Stile di servizio
UDA2
20
...................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................... 2. Operatori convolti ...................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................... 3. Allestimento del guéridon ...................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................... 4. Mise en place ...................................................................................................................................................... ......................................................................................................................................................
J
Completa con riferimento al servizio delle lasagne.
1. Stile di servizio ...................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................... 2. Operatori convolti ...................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................... 3. Allestimento del guéridon ...................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................... 4. Mise en place ...................................................................................................................................................... ......................................................................................................................................................
K
Riordina la sequenza di servizio delle lasagne. ………… ………… ………… …………
Disporre la porzione nel piatto per l’ospite. Ricavare una porzione con cucchiaio e forchetta. Servire da destra. Presentare la preparazione.
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L
Leggi il testo adattato da www.internationalpasta.org, poi rispondi alle domande.
STORIA DELLA PASTA Dal 1000 a.C. al 1100
UDA 2
21 IL SERVIZIO DI SALA
La storia della pasta ebbe inizio quando l’uomo abbandonò la vita nomade e diventò agricoltore, imparò a seminare e a raccogliere. È in quel tempo che la storia dell’uomo si sposa e si incrocia con quella del grano e con il grano ha inizio la storia della pasta. Di raccolto in raccolto, di generazione in generazione, l’uomo ha imparato a lavorare sempre meglio il grano macinandolo, impastandolo con acqua, spianandolo in impasti sottili cuocendolo su pietra rovente. Molti secoli prima della nascita di Gesù, i Greci e gli Etruschi erano già abituati a produrre e a consumare i primi tipi di pasta. La prima indicazione dell’esistenza di qualcosa di simile alla pasta risale al primo millennio a.C., alla civiltà greca. La parola greca laganon era usata per indicare un foglio grande e piatto di pasta agliato a strisce. Da laganon deriva il laganum latino, che Cicerone cita nei suoi scritti. Lagane e sfoglie di pasta conquistarono l’impero e, come spesso accade, ogni popolo adattò le novità alle proprie esperienze.
Dal 1100 al 1400 Le prime due date certe nella storia della pasta in Italia sono: 1154, quando in una sorta di guida turistica ante litteram il geografo arabo Al-Idrin menziona “un cibo di farina in forma di fili”, chiamato triyah (dall’arabo itrija, che sopravvive nella lingua moderna e deriva dalla radice tari = umido, fresco), che si confezionava a Palermo e si esportava in botti in tutta la penisola (in Sicilia oggi si trovano ancora la tria bastarda e i vermiceddi di tria; nel Salento la massa e tria e i ciceri e tria; nell’area barese c’è la tridde, diminutivo di tria); e 1279, quando il notaio genovese Ugolino Scarpa redige l’inventario degli oggetti lasciati da un marinaio defunto, tra i quali figura anche una “bariscela plena de macaronis”. Sappiamo che Marco Polo tornò dalla Cina nel 1295: viene così sfatata la leggenda che sia stato lui ad introdurre la pasta (quella conosciuta in Cina, peraltro poco aveva a che vedere con quella di grano duro tipica del nostro paese) in Italia. Furono gli Arabi del deserto ad essiccare per primi le paste per destinarle a una lunga conservazione, poiché nelle loro peregrinazioni
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non avevano sufficiente acqua per confezionare ogni giorno la pasta fresca. Nacquero così dei cilindretti di pasta forati in mezzo per permettere una rapida essiccazione. Quando? Il più antico documento è costituito dal libro di cucina di ‘Ibn ‘al Mibrad (IX sec), dove appare un piatto comunissimo tra le tribù beduine e berbere, ancor oggi conosciuto in Siria e in Libano: si tratta della rista, cioè maccheroni essiccati conditi in vario modo, ma soprattutto con lenticchie.
IL SERVIZIO DI SALA
Dal 1400 al 1500
UDA2
22
Bartolomeo Sacchi, detto Platina, storiografo e prefetto della Biblioteca Vaticana, scrisse nel 1474 un ricettario noto col titolo abbreviato De Honesta Voluptate, in cui si accenna all’essiccazione per conservare la pasta. […] Il clima secco e ventilato della Liguria, della Sicilia e della Campania (in particolare a Torre Annunziata e a Gragnano) favorì la produzione della pasta, che per secoli venne lasciata essiccare tramite semplice esposizione all’aria. Successivamente, il Nord Italia dove il clima era meno propizio inventò la giostra, cioè un marchingegno di legno formato da un
asse centrale verticale per sostenere i telai con le paste corte o in matassa o le canne con la pasta lunga. La giostra si trovava in un locale riscaldato e girava utilizzando forza motrice idrica o animale. Il mitico “sposo” della pasta, il pomodoro, arrivò in Italia dal Perù nel 1554, ma la coltivazione su larga scala ebbe inizio solo nel XVII secolo. La pasta col pomodoro nasce quindi “appena” quattro secoli fa. Nel Cinquecento i maestri di paste alimentari, trapiantati ormai in tutt’Italia, cominciano a fare quello che i mugnai o fornai avevano già fatto da secoli: si riuniscono in sodalizi di mestiere. Troviamo corporazioni di pastai a Roma, Napoli, Palermo, Milano, Savona. Nelle città dove tale arte era meno fiorente, i pastai si immatricolavano insieme con i fornai. […] Dal 1600 al 1800
Nel XVII secolo erano talmente tante le botteghe dei vermicellai, che Urbano VIII, nel tentativo di regolare il commercio della pasta, in una bolla papale del 1641 impose una distanza minima di 24 metri tra un negozio e l’altro. Fino alla seconda metà del XVIII secolo l’impasto della semola con l’acqua veniva effettuato con i piedi. Questo metodo fu felicemente utilizzato fino a quando Ferdinando II, re delle Due Sicilie dal 1830 al 1859, incaricò lo scienziato Cesare Spadaccini di inventare un processo meccanico. I primi torchi idraulici comparvero intorno al 1870. Il processo di meccanizzazione fu graduale. […] Sebbene il processo di fabbricazione sia enormemente mutato attraverso gli anni, il prodotto è rimasto sempre la stessa semplice miscela di semola di grano duro e acqua. Mentre la pasta fresca viene preparata anche con farina di grano tenero, per la pasta secca in Italia si utilizza esclusivamente semola di grano duro. Grano duro e grano tenero sono due varietà del cereale più diffuso nel mondo: il frumento. In Italia si coltivano entrambi: il primo è più diffuso nelle regioni meridionali ed in particolare in Puglia, il secondo ha una migliore produttività in Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. La differenza tra semola di grano duro e farina di grano tenero è importantissima. Anche la legge italiana la rileva, stabilendo che per produrre pasta secca si può usare soltanto semola di grano duro. Questo perché la semola di grano duro contiene quel glutine tenace che permette alla pasta secca di tenere la cottura e di restare al dente.
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1. Quando furono prodotti i primi tipi di pasta?
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M
La pasta è una delle colonne portanti dell’alimentazione italiana. Illustra le caratteristiche nutrizionali di questo alimento e il suo ruolo nella dieta, con particolare riferimento alle Linee guida per una sana alimentazione e alla dieta mediterranea. ...................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................... ......................................................................................................................................................
23 IL SERVIZIO DI SALA
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9.
...................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................... Che cosa erano in origine le lagane? ...................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................... Che cosa avvenne nel 1154? ...................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................... Che cosa avvenne nel 1279? ...................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................... In che modo Marco Polo è collegato alla storia della pasta? ...................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................... Che cosa fecero per primi gli Arabi? ...................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................... Da che cosa fu favorita la produzione di pasta? In quali zone? ...................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................... Che cos’è la giostra? ...................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................... Quando è nata la pasta al pomodoro? ...................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................... Che cosa nasce nel Cinquecento? ...................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................... Chi sono i vermicellai e che cosa fece Urbano VII? ...................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................... Chi avviò il processo di meccanizzazione nella produzione della pasta? ...................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................... Quali sono gli ingredienti della pasta secca? ...................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................... Quali sono gli ingredienti della pasta fresca? ...................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................... Perché per la pasta secca si usa la semola di grano duro? ...................................................................................................................................................... ......................................................................................................................................................
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L’Italia è famosa in tutti il mondo anche per la cultura della pasta. In ogni regione ritroviamo infatti formati tradizionali, alcuni dei quali universalmente conosciuti, altri consumati solo a livello locale. Fai una ricerca e indica per ciascuna regione i formati di pasta più diffusi. Inizia associando i seguenti formati alla regione di provenienza.
N
Agnolotti del plin Bavette Bucatini Bucce di mandorle Candele Catanesella Canederli Cavatelli
IL SERVIZIO DI SALA
Regione
Lasagne Maccheroni alla chitarra Matuffi Orecchiette Pannicelli Pappardelle
Formato di pasta
Valle d’Aosta
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Piemonte
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Lombardia
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Liguria
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Trentino-Alto Adige
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Veneto
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Friuli Venezia Giulia
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Emilia Romagna
.......................................................................................................................... ..........................................................................................................................
Toscana
.......................................................................................................................... ..........................................................................................................................
Marche
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Umbria
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Lazio
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Campania
.......................................................................................................................... ..........................................................................................................................
24 UDA2
Chiusoni Cjalsons Cortecce Cruset Ferrazzuoli Fettuccine di castagne Gnocchi di castagne Laganelle
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Regione
Formato di pasta
.......................................................................................................................... ..........................................................................................................................
Molise
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Basilicata
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Puglia
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Calabria
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Sicilia
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Sardegna
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O
Leggi il testo e rispondi alle domande.
S
econdo la storia, Gragnano divenne patria della fabbricazione della pasta il 12 luglio 1845, giorno in cui Ferdinando II di Borbone durante un pranzo concesse ai fabbricanti gragnanesi il privilegio di fornire alla corte tutte le paste lunghe. Da allora, Gragnano fu la città dei maccheroni. La pastificazione a Gragnano ha però origini molto lontane che rimandano al tempo dei Romani, quando nel territorio gragnanese si macinava il grano grazie alle acque del torrente Vernotico che, scendendo lungo la Valle dei mulini, ne azionavano le pale. Alla fine del XVI secolo comparvero invece i primi pastifici a conduzione famigliare. Gragnano si affaccia sul mare, nel Golfo di Napoli, ai piedi dei Monti Lattari: proprio questa posizione geografica tra mare e montagna garantisce quel clima mite e leggermente umido per tutto l’anno che permette l’essiccazione della pasta in maniera graduale. Oggi la pasta di Gragnano è un prodotto a marchio IGP.
1. Dove si trova Gragnano? In quale regione? ......................................................................................................................................................
2. A quando risale la produzione di pasta a Gragnano? ......................................................................................................................................................
3. Quando sorsero i primi pastifici? ......................................................................................................................................................
4. Quando Gragnano divenne la patria della fabbricazione della pasta? ......................................................................................................................................................
5. Quale marchio tutela la pasta di Gragnano? Che cosa indica? ......................................................................................................................................................
25 IL SERVIZIO DI SALA
LA PRODUZIONE DI PASTA A GRAGNANO
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Abruzzo
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P
Non solo pasta: scegli tra crespelle (C), riso e risotto (R), brodo (B), vellutata (V).
1. 2. 3. 4. 5. 6.
Si tratta di una cialda morbida, sottile e non croccante Viene coltivato da più di 500 anni in Italia È tra le prime forme di primo piatto Questa preparazione viene cotta su una superficie molto rovente creando un disco Si prepara aggiungendo panna o tuorlo d’uovo per legare In Italia la produzione avviene principalmente in Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna Solitamente prevedono l’uso della besciamella e la gratinatura Questa preparazione è a base di carne, pesce ma soprattutto a base di legumi ed ortaggi Questa preparazione è composta al massimo da tre ingredienti principali Una delle ricette più famose viene preparata in sala alla lampada
7. 8. 9. 10.
C R
B
V
Descrivi la mise en place, la procedura per il servizio e quella il ripasso di: risotto ai frutti di mare e bis di primi (ravioli capresi e fagottini ai quattro formaggi). Puoi documentare i diversi passaggi con fotografie o video.
IL SERVIZIO DI SALA
Q
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ITALIANO
FRANCESE
INGLESE
TEDESCO
SPAGNOLO
Gnocchi
gnocchis
gnocchi, dumplings
Gnocchi (pl), Klösse (pl), ñoquis Knödel (pl), Spätzle (pl)
Pasta
pâtes
pasta
Nudeln (pl), Teigware (pl), Pasta (f)
pasta
Pasta all’uovo
pâtes aux œufs
egg pasta
Eiernudeln (pl)
pasta al huevo
Pasta fresca
pâtes fraîches
fresh pasta
frische Nudeln (pl)
pasta fresca
Pasta integrale
pâtes complètes
wholemeal pasta
Vollkornnudeln (pl)
pasta integral
Riso
riz
rice
Reis (m)
arroz
Risotto
risotto
risotto
Risotto (m)
risotto
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3. Il servizio dei secondi piatti A
Quando vai al ristorante preferisci che sia il cameriere a “lavorare” il tuo secondo o preferisci farlo tu? Perché? In classe, quanti condividono la tua preferenza? Quanti no? Perché?
B
Nel servizio, e in particolare nel servizio dei secondi, il cameriere deve saper scegliere il coltello più adeguato. Indica l’impiego dei seguenti coltelli.
1. Trinciante ...................................................................................................................................... ......................................................................................................................................................
2. Coltello per sfilettare ...................................................................................................................... ......................................................................................................................................................
3. Coltella .......................................................................................................................................... ......................................................................................................................................................
4. Coltello per prosciutto .................................................................................................................. ......................................................................................................................................................
5. Coltella a lama seghettata ............................................................................................................ ......................................................................................................................................................
6. Spelucchino a lama diritta e a lama ricurva .................................................................................. ......................................................................................................................................................
Leggi il testo, poi rispondi alle domande.
• la pietanza principale va disposta nella parte bassa del piatto, il contorno nella parte in alto; • in presenza di una salsa fredda, il contorno va collocato in alto a sinistra, la salsa fredda in basso a sinistra. I contorni devono giungere in sala in piatti di portata separati rispetto alla pietanza principale e vanno serviti con una clip diversa, specialmente se si tratta di puree, polenta o contorni salsati.
1. Qual è il criterio per distinguere i secondi piatti?
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5.
...................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................... Come devono lavorare gli operatori? ...................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................... Che cosa devono fare per prima cosa? ...................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................... Quali regole vanno rispettate nell’impiattamento? ...................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................... Come vanno serviti i contorni? ...................................................................................................................................................... ......................................................................................................................................................
27 IL SERVIZIO DI SALA
I
secondi piatti sono serviti dopo i primi piatti e si differenziano in base alla provenienza dell’ingrediente principale (terra o mare) oppure in base a scelte alimentari (vegetariano, vegano). Quando il servizio avviene al guéridon è importante mantenere le pietanze in caldo e servirle in temperatura. Per questo, gli operatori devono lavorare con precisione ma rapidamente. Inoltre, devono presentare sempre le pietanze prima di porzionarle. Con l’impiattamento devono dare alla pietanza un aspetto gradevole e rispettare alcune regole:
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C
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D
In gruppo scrivere una serie di regole per il servizio dei secondi piatti. Per aiutarvi rispondente alle domande.
1. Perché la scelta del coltello è fondamentale?
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IL SERVIZIO DI SALA
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28 E
...................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................... Si deve fare pressione con la lama? Perché? ...................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................... Come deve essere il taglio? ...................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................... In quale senso si deve tagliare rispetto alle fibre della carne? ...................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................... Come devono essere le fette di carne? ...................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................... Nel servizio del pesce, è meglio servire la pietanza calda o eliminare tutte le lische? ...................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................... In che senso va rivolta la testa del pesce nel piatto di portata? ...................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................... Nel servizio del pesce, è meglio servire la pietanza calda o eliminare tutte le lische? ...................................................................................................................................................... ......................................................................................................................................................
Indica se si tratta di un secondo piatto da servire al guéridon (G) o al piatto (P). G
1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10. 11. 12. 13. 14. 15.
Sella di vitello Cotoletta alla milanese Polpette al sugo Timballo di carne Spalla di vitello Crocchette di pollo fritte Faraona arrosto Caesar salad Bistecca ai ferri Cordon bleu Bistecca alla fiorentina Gulasch Pollo intero Salmone in bellavista Turbante di spigola
P