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Il concorso a cattedra - Manuale di preparazione 1 (versione digitale)

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Elio Carfagna

IL CONCORSO A CATTEDRA manuale di preparazione VERSIONE DIGITALE Legislazione scolastica Autonomia e organizzazione Governance delle istituzioni INVALSI e INDIRE

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sapere

Scuola inclusiva BES e DSA Quadri europei Accoglienza alunni stranieri

PROFESSIONE DOCENTE


Elio Carfagna

IL CONCORSO A CATTEDRA manuale di preparazione Legislazione scolastica Autonomia e organizzazione Governance delle istituzioni INVALSI e INDIRE

cosa

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devo

sapere

Scuola inclusiva BES e DSA Quadri europei Accoglienza alunni stranieri

PROFESSIONE DOCENTE


IL CONCORSO A CATTEDRA manuale di preparazione Autore: Elio Carfagna

Coordinamento e redazione: Diego Mecenero

Progetto grafico e impaginazione: ELI

Responsabile di produzione: Francesco Capitano © 2020 La Spiga EDIZIONI Via Soperga, 2 - 20124 Milano tel. 02 2157240 info@elilaspigaedizioni.it www.elilaspigaedizioni.it

© 2020 EDIZIONI il capitello Via Sansovino 243/22/R - 10142 Torino tel. 011 4513611 info@capitello.it www.capitello.it

Tutti i diritti riservati. È vietata la riproduzione totale o parziale così come la sua trasmissione sotto qualsiasi forma o con qualunque mezzo senza previa autorizzazione scritta da parte dell’editore. L’editore è a disposizione degli aventi diritto tutelati dalla Legge per eventuali e comunque non volute omissioni o imprecisioni nell’indicazione delle fonti bibliografi che o fotografiche. Stampato in Italia presso Tecnostampa – Pigini Group Printing Division Loreto - Trevi 20.83.355.0


Prefazione Perché un Dirigente Scolastico di pluridecennale esperienza sente il bisogno di redigere una Guida, caratterizzata da una pratica forma sintetica, alla legislazione essenziale che regola l’organizzazione della scuola? Perché nell’ultimo ventennio la scuola ha subito trasformazioni profonde nel tentativo, ancora non del tutto riuscito, di uscire dalla autoreferenzialità, di collocarsi in un’ottica europea, di garantire una piena inclusività e dare una risposta ai bisogni formativi dei giovani. In una società sempre più complessa e complicata, dove i valori fondanti della persona sono messi in continua discussione, i giovani sono alla ricerca di certezze culturali, di formazione rispondente alle continuamente nuove professioni richieste da un mondo multietnico e sempre più globalizzato: queste risposte le cercano, in modo particolare, nella scuola.

Un altro motivo sta nella passione, l’attaccamento, l’interesse di un educatore che, attraverso esperienze di docente prima in vari ordini di scuola, poi da Dirigente, ha creduto - e crede tuttora - nella scuola, nei giovani e che vuol continuare a trasmettere, attraverso docenti preparati e motivati, un messaggio positivo e costruttivo perché educatori si resta anche quando la carta di identità ti dice “è passato il tuo tempo; ora riposati”. Un’altra spiegazione la collego alla mia esperienza di docente di legislazione scolastica presso la Scuola Interuniversitaria di Specializzazione all’insegnamento secondario dell’Università di Macerata; diversi, fra le studentesse e gli studenti che hanno seguito con interesse il corso, li ho ritrovati docenti nella mia scuola. La conoscenza delle norme, da loro acquisita, la loro interpretazione non tanto letterale quanto valoriale e di prospettiva progettuale, ha vivacizzato i vari organi di gestione della scuola, in particolare il Collegio dei Docenti. 5


In quella sede i docenti hanno suggerito, prospettato, sostenuto, caldeggiato idee, proposte in linea con il filo rosso dei vari progetti europei e dell’autonomia scolastica, che, dal 1999, ha determinato il profondo cambiamento dell’organizzazione, degli obiettivi e dei contenuti previsti dalla legislazione scolastica e la cui potenzialità non appare ancora sufficientemente assimilata. Questa vivacità, a volte subita, anche con qualche borbottio, da chi era abituato ad una scuola consuetudinaria, ha rappresentato momenti di crescita del ruolo del Collegio dei Docenti, del suo sapersi collocare all’esterno della scuola per recepirne bisogni, idee, proposte, collaborazioni.

La loro conoscenza ed i loro suggerimenti interpretativi della norma ha rappresentato, per me Dirigente, un’ottima risorsa, facilitandomi la funzione e la creazione di un rapporto costruttivo sostanzialmente ben socializzato, con positiva ricaduta sulla qualità dell’offerta formativa e sul rapporto con gli studenti, in modo particolare con quelli che accusavano svantaggi vari, difficoltà di inclusione e/o diversamente abili. Queste semplici riflessioni mi hanno suggerito l’elaborazione della presente guida nella convinzione che un docente, padrone ed interprete della norma, possa rappresentare, per la scuola, una poderosa e vivace risorsa; diversamente sarebbe un docente dimezzato nella sua professionalità. Auspico che questi appunti siano utili per chi si cimenta nei vari concorsi, ma possa anche rappresentare un ulteriore momento di riflessioni, in una prospettiva europea e multiculturale, per coloro che già operano nella scuola. Elio Carfagna

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La Costituzione della Repubblica Italiana

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LA COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA

Premessa

«Il linguaggio è l’erba verde, capiscono anche i bambini di due anni». (Roberto Benigni)

La Costituzione della Repubblica Italiana rappresenta l’insieme delle norme fondamentali di un ordinamento giuridico, cioè le regole che disciplinano i trattati dell’organizzazione dello stato e le relazioni dello stesso con i cittadini; è scritta quando le norme fondamentali sono costituite da documenti scritti approvati dal Parlamento e pubblicati sull’organo ufficiale dello Stato (Gazzetta Ufficiale per l’Italia); può non essere scritta quando gli ordinamenti sono retti da un complesso di atti e norme consuetudinarie. La Costituzione è la Legge fondamentale dello Stato Italiano e rappresenta la fonte primaria del diritto, ponendosi al di sopra di qualsiasi altra norma giuridica; è stata legittimata dalla volontà popolare a suffragio universale (per la prima volta hanno votato le donne) il 2 giugno 1946, quando tutti gli italiani sono stati chiamati al voto referendario per il referendum istituzionale (scelta fra monarchia e repubblica) e ad eleggere l’Assemblea costituente, con il compito di scrivere il testo della Costituzione. La volontà popolare, scegliendo a larga maggioranza la forma repubblicana, nei fatti ha anticipato l’articolo 139 successivamente inserito nel testo costituzionale. La forma repubblicana non può essere oggetto di revisione costituzionale.

L’Assemblea Costituente fu composta da 556 deputati eletti, tra i quali vennero individuati 75 parlamentari rappresentativi di tutti i partiti politici presenti in Parlamento, espressione di visioni politiche differenti, a volte diametralmente opposte (pensiero cattolico, liberale, marxista, ecc...); ma, nonostante le differenti visioni politiche, dopo ampi dibattiti ed approfondimenti, è prevalsa la forte volontà di redigere un testo per l’Italia e gli italiani, non riferibile all’una o all’altra forza politica né strumentalizzabile. 8


LA COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA

Il punto fondamentale che ha unito tutti i costituenti è stata l’ispirazione antifascista che connota i primi 12 articoli e che è rafforzata dalla dodicesima norma transitoria. È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista; in deroga all'articolo 48, sono stabilite con Legge, per non oltre un quinquennio dall'entrata in vigore della Costituzione, limitazioni temporanee al diritto di voto e alla eleggibilità per i capi responsabili del regime fascista.

La Costituzione è formata da 139 articoli e da 18 disposizioni transitorie e finali dettate allo scopo di regolare il passaggio dal vecchio regime al nuovo ordinamento democratico. LA COSTITUZIONE ITALIANA UN LIBRO

ORIGINI

FORMATA DA

cosa è

● È la Legge fondamentale dello Stato.

● Comprende i principi fondamentali che tutte le altre Leggi devono rispettare.

cosa indica cosa definisce

● Enuclea i valori su cui lo Stato si fonda e stabilisce la sua organizzazione.

2 giugno 1946

Referendum tra Monarchia (no) e Repubblica (sì).

1 gennaio 1948

Entra in vigore la Costituzione Italiana.

18 disposizioni finali 139 articoli

● Democrazia ● Lavorista ● Uguaglianza ● Pluralistico ● indivisibilità della Repubblica ● Riconoscimento dei diritti inviolabili ● Tutela delle minoranze linguistiche.

Articoli 13-54

● Titolo 1: rapporti civili. ● Titolo 2: rapporti etico-sociali. ● Titolo 3: rapporti economici. ● Titolo 4: rapporti politici.

Articoli 55-139

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PRINCIPI

Articoli 1-12

DIRITTI E DOVERI

ORDINAMENTO DELLA REPUBBLICA

● Parlamento ● Governo ● Presidente della Repubblica ● Regioni, Province, Comuni ● Magistratura ● Corte costituzionale.


LA COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA

La Costituzione della Repubblica Italiana è stata approvata il 22 dicembre 1947, ed è entrata in vigore il primo gennaio 1948; essa determina i principi fondamentali di una Repubblica democratica e laica e disciplina l’organizzazione dello Stato - ponendo i principi di base della comunità statale, la forma di Stato, di Governo - e i diritti e i doveri dei cittadini. La revisione costituzionale è resa possibile da quanto previsto dall’articolo 138, con un iter parlamentare lungo e complesso, richiedente maggioranze assolute ed eventuale referendum confermativo, a tutela e rispetto delle decisioni del popolo.

Le Leggi di revisione della Costituzione e le altre Leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione. Le Leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. La Legge sottoposta a referendum non è promulgata, se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi. Non si fa luogo a referendum se la Legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti.

Il testo originale della Costituzione è stato modificato nel 2001 (Legge Costituzionale n. 3), quando è stata riscritta una parte del Titolo V (cinque articoli) che non stravolge l’impostazione originaria, ma disciplina diversamente rapporti e competenze fra Stato centrale ed enti locali (Regioni, Province, Comuni, Città metropolitane). Una successiva (2005) proposta di riforma costituzionale approvata dal Parlamento non ha avuto seguito per il risultato negativo del referendum confermativo, a dimostrazione che la volontà popolare, chiamata ad esprimersi, supera, se necessario, il deliberato parlamentare. Una ulteriore proposta di revisione della Costituzione della Repubblica Italiana, presentata dal governo Renzi l’8 aprile 2014, che si prefiggeva «il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V, parte II della Costituzione», è stata approvata dal Parlamento italiano il 12 aprile 2016 e sottoposta a referendum confermativo il 4 dicembre 2016, con esito negativo in quanto respinta con circa il 60% dei consensi dei cittadini italiani I primi dodici articoli enunciano i principi fondamentali, che affermano i valori imprescindibili su cui si fonda lo Stato e che sono libertà, 10


LA COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA

uguaglianza, solidarietà; per questi non è prevista, in nessun caso, alcuna ipotesi di revisione. I principi fondamentali stabiliscono dei criteri di ordine generale a cui si devono attenere le Leggi ordinarie, non hanno un limite temporale e sono di estrema attualità, impermeabili a qualsiasi mutamento del periodo storico. La seconda parte della Costituzione, compresa fra gli articoli 13 e 54, è dedicata ai diritti e ai doveri dei cittadini. Questa parte regola i rapporti civili, etico-sociali, politici, economici. La terza parte, costituita dagli articoli dal 55 al 139, è dedicata all’ordinamento della Repubblica.

Le fonti del diritto Prima di entrare nel merito della Costituzione, è opportuno accennare alle fonti del diritto e alla gerarchia delle fonti medesime. Per “fonte del diritto” si intende ogni atto giuridico avente forza di Legge o altro elemento in virtù del quale vengono emanate, modificate o eliminate le norme in un determinato ambito giuridico. Le “fonti” del diritto sono classificate su più livelli a seconda dell’organo che ha provveduto all’approvazione della norma avente valore di Legge. In caso di conflitto di norme fra loro contrastanti o di difficile interpretazione, prevale quella contenuta nella fonte più importante (principio di gerarchia delle norme). Il primo gradino delle fonti del diritto è dato dalla Costituzione della Repubblica Italiana che rappresenta il vertice della gerarchia. Allo stesso livello della Costituzione possono essere indicate le Leggi che disciplinano il sistema di voto, il pareggio del bilancio dello Stato e le Leggi di revisione costituzionale. Anche le norme del diritto dell’Unione Europea, che trovano fondamento e forza all’interno della Costituzione, (i patti costitutivi, l’insieme delle norme regolanti l’organizzazione e lo sviluppo dell’Unione Europea e i rapporti tra gli stati membri, consacrate in trattati e in altri atti, più o 11


LA COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA

meno vincolanti per gli Stati, come regolamenti, direttive, decisioni) si collocano ugualmente al primo livello delle fonti del diritto per cui il primato del diritto comunitario, se contrastante con il diritto interno, comporta la disapplicazione della normativa nazionale e l’applicazione di quella comunitaria. Al secondo posto sono individuate le fonti del diritto statali, che comprendono: Leggi approvate dal Parlamento secondo il procedimento previsto dall’articolo 70 della Costituzione; Decreti Legge (approvati in via d’urgenza e necessità dal Governo e convertiti in Legge dal Parlamento entro 60 giorni; se decorre questo termine senza che avvenga la ratifica del Parlamento, perdono efficacia); Decreti Legislativi (approvati dal Governo sulla base di una Legge Delega deliberata dal Parlamento che fissa obiettivi, tempi e principi cui deve attenersi il Decreto Legislativo). Leggi, Decreti Legge e Decreti Legislativi hanno tutti forza di Legge; allo stesso livello seguono fonti regionali e provinciali, che comprendono Leggi regionali o delle Province autonome di Trento e Bolzano, valide solo sul territorio al quale si riferiscono.

Seguono, al terzo posto, i Regolamenti, che possono essere approvati dal governo o dai singoli ministri che danno attuazione e definiscono nel dettaglio norme fissate dalla Legge; approvati dal Parlamento oppure da organi regionali e provinciali (applicabili nei territori di competenza) oppure emanati da altri organi della pubblica amministrazione. I Regolamenti non possono modificare le norme contenute nelle fonti primarie, pur contenendo norme di non poco conto e di interesse generale, come, ad esempio, i regolamenti comunali, che disciplinano norme di traffico locale, parcheggi, utilizzo ed edificabilità dei suoli, ecc.... Fra i Regolamenti si classificano i Decreti del Presidente della Repubblica (D.P.R.), il quale adotta atti amministrativi deliberati dal governo oppure da uno o più ministri. Seguono nell’ordine i Decreti Ministeriali (D.M.) o i Decreti Interministeriali (D.I.), che hanno carattere attuativo di Leggi e Regolamenti, ed infine le Ordinanze Ministeriali (O.M.), che sono norme con le quali la Pubblica Amministrazione detta comandi di natura amministrativa per attuare e disciplinare nel dettaglio atti aventi forza di Legge, con un’efficacia generalmente limitata nel tempo, adeguatamente motivati e conformi all’ordinamento giuridico. 12


LA COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA

Infine, all’ultimo posto delle fonti del diritto, ci sono norme non scritte, né poste da alcuna autorità, definite consuetudini o usi, che si configurano a fronte di ripetizioni generali di comportamenti, nella convinzione di adempiere ad un dovere civico (morale, sociale) o giuridico, purché non contrastanti con norme giuridiche scritte (in caso di contrasto, usi e consuetudini perdono di efficacia). La Costituzione italiana ha carattere di rigidità, perché immodificabile nei principi di carattere generale e modificabile solo ed esclusivamente con la procedura complessa costituzionalmente sancita dal citato articolo 138, cioè il doppio passaggio fra i due rami del parlamento ed eventuale referendum popolare se le revisione non viene approvata con la maggioranza dei due terzi del parlamento. La Costituzione è votata perché rappresenta un patto fra tutte le componenti politiche espresse dal popolo italiano e rappresentate in Parlamento; è definita compromissoria, perché risultante dal contributo di una pluralità di partiti che, pur basandosi su ideologie sostanzialmente molto lontane, sono riusciti a convergerle in un unico testo e ad approvarlo all’unanimità; ha la caratteristica della democraticità, in quanto è espressione della partecipazione e del dibattito, a volte molto serrato, dei partiti politici rappresentati all'interno dell’Assemblea Costituente, del confronto con i sindacati e le parti sociali e del giudizio definitivo del popolo attraverso il referendum confermativo. Un'altra caratteristica della Costituzione è la sua natura programmatica, perché rappresenta ed individua nei suoi articoli un programma, sia pure di larga massima, al quale il governo si deve attenere e per il quale il governo deve lavorare. I poteri dello stato sanciti dalla Costituzione sono: • il potere legislativo esercitato dal Parlamento eletto dai cittadini attraverso la formulazione e l’approvazione delle Leggi; Con la Legge Costituzionale Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari pubblicata sulla Gazzetta ufficiale del 12/10/2019 il Parlamento ha ridotto la rappresentanza parlamentare in numero di 400 deputati, 200 senatori e 5 senatori a vita nominati dal Presidente della Repubblica. Tale Legge è diventata esecutiva con il referendum confermativo del 20 e 21 settembre 2020 e le disposizioni ivi contenute si applicheranno a decorrere dalla data del primo scioglimento o della prima cessazione delle Camere successiva alla data di entrata in vigore di tale legge costituzionale che esplica i suoi effetti dopo il sessantesimo giorno del referendum confermativo.

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LA COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA

• il potere esecutivo esercitato dal governo. Per la formazione del governo, il Presidente della Repubblica, dopo la consultazione con i rappresentanti dei vari gruppi politici, nomina il Presidente del Consiglio, che accetta con riserva al fine di esplorare, interpellando le varie forze politiche presenti in Parlamento sulla base di un programma, la possibilità di costruire una maggioranza in grado di ottenere la fiducia da parte di entrambi gli organi del parlamento (Camera dei Deputati e Senato della Repubblica). Il Presidente incaricato, dopo questa verifica, propone al Presidente della Repubblica la lista di ministri e sottosegretari che possono assolvere al compito di governare il paese; quindi il Presidente della Repubblica valuta la proposta e nomina i vari ministri. Il Governo viene legittimato, nel suo potere esecutivo, solamente dopo l’ottenimento della fiducia dei due rami del Parlamento, espressa a maggioranza assoluta dei voti; • il potere giudiziario, del tutto autonomo dal potere legislativo e dal potere esecutivo. Il potere giudiziario viene esercitato dalla Magistratura, governata dal Consiglio Superiore della Magistratura, un organo completamente indipendente, composto da magistrati, in parte eletti ed in parte nominati dal Parlamento o dal Presidente della Repubblica. Il Consiglio Superiore della Magistratura è presieduto dal Presidente della Repubblica. I POTERI DELLO STATO

LEGISLATIVO

Parlamento

ESECUTIVO

Governo

LEGISLATIVO

Magistratura

LEGISLATIVO

eletto da

● Eletto da cittadini. ● Camera (400 deputati). ● Senato (200 senatori + nominati a vita.

scelto da composto da

● Presidente del Consiglio (nominato da Presidente della Repubblica + la fiducia del Parlamento). ● Ministri (nominati dal Presidente della Repubblica su consiglio del Presidente del Consiglio).

governata da composta da

Consiglio Superiore della Magistratura Magistrati

Parlamento / Delegati regionali

Promulgare Leggi / Sciogliere le Camere

con potere di

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LA COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA

Il Presidente della Repubblica, eletto dal Parlamento integrato dai delegati nominati da ogni singola Regione in rapporto alla propria popolazione, rappresenta lo Stato in tutte le sue accezioni: oltre a presiedere il Consiglio Superiore della Magistratura ed essere il capo delle Forze Armate, ha il potere di sciogliere una o ambedue le Camere rappresentative del popolo, laddove verifichi che non esiste più una maggioranza a supporto del governo e di promulgare le Leggi approvate dal Parlamento. La promulgazione di una Legge presuppone la verifica della compatibilità costituzionale e della copertura finanziaria: qualora il Presidente della Repubblica ravvisi elementi di incostituzionalità o di insufficiente copertura finanziaria, può rimandare la proposta di Legge al Parlamento affinché venga riesaminata sulla base dei rilievi formulati. I primi dodici articoli della Costituzione sono dedicati ai principi fondamentali; a questi vanno aggiunti, come valore universale, gli articoli 21, 33 e 34, oggetto del seguente approfondimento.

Articolo 1 «L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione». Questo primo articolo: • sottolinea l’immutabilità della forma repubblicana; • afferma il principio lavorista su cui poggia l’intero assetto della Costituzione, come è stato anche sottolineato dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 86 del 1977; • evidenzia la sovranità del popolo che ne ha avallato la scelta con il referendum del 1946, quando i cittadini hanno esercitato il loro potere sovrano eleggendo i propri rappresentanti in forma diretta. La sovranità popolare si identifica tanto nella democrazia rappresentativa attraverso il voto per l’elezione dei propri rappresentanti alla Camera dei Deputati o al Senato, nei consigli di Comuni, Province e Regioni, quanto nella democrazia diretta, attraverso il referendum. La norma non legittima la democrazia assembleare, perché il popolo esercita la sua sovranità solamente nel quadro di uno stato di diritto soggetto al rispetto della Costituzione e delle Leggi ordinarie dello Stato, approvate dal Parlamento. Ne consegue che il cittadino, attraverso il voto, delega, senza vincolo di mandato, il parlamentare eletto a rappresentarlo, nei vari organismi 15


Indice Prefazione

1

3

La Costituzione della Repubblica Italiana

2

La Legge 107/2015 detta della "Buona Scuola"

33

Autonomia scolastica e organizzazione

79

3 4

La governance delle istituzioni scolastiche

135

Gli ordinamenti didattici del Primo e Secondo Ciclo

151

INVALSI e INDIRE

223

Quadro Europeo delle Qualifiche e progetti europei

235

Diversabilità

257

DSA e BES

291

L’accoglienza degli alunni stranieri

309

5 6 7 8 9

10


IL CONCORSO A CATTEDRA

manuale di preparazione

Il presente manuale di preparazione ai concorsi a cattedra - in due volumi - costituisce una sintesi completa ed efficace dei contenuti richiesti dalle prove somministrate ai candidati. In questo primo libro si espongono gli aspetti prettamente legislativi del mondo della scuola, nonché quelli legati alle tematiche dell’autonomia, governance e organizzazione delle istituzioni scolastiche. Si tratta della realtà dell’INVALSI e dell’INDIRE, allargandosi inoltre alla visione del Quadro Europeo delle Qualifiche e ai differenti progetti a connotazione europea. Sono infine presenti approfondimenti sulle tematiche inerenti diversabilità, Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA), Bisogni Educativi Speciali (BES) e accoglienza degli alunni stranieri. «Una vita spesa nella scuola, quella di Elio Carfagna, che ne ha esperito tutti gli aspetti: educatore prima, poi maestro nella Scuola Primaria, professore nella Scuola Secondaria di I e II grado, Dirigente Scolastico, docente di Legislazione Scolastica presso l’Università dell’Aquila e l’Università di Macerata. Molto attivo nel campo dell’handicap e dell’inclusione, con una formazione di tipo umanistico e sociologico, ha vissuto in prima persona da dirigente l’avvento dell’autonomia scolastica e ne ha saputo cogliere le implicazioni e le opportunità: ha elaborato e proposto numerosi progetti, anche relativi all’organizzazione scolastica, sia a livello locale, grazie anche alla profonda conoscenza del territorio e alle competenze acquisite in una decennale esperienza di amministratore comunale, sia a livello dell’istituzione scolastica, con l’ideazione e la partecipazione a numerosi progetti finanziati con fondi europei nell’ambito della formazione continua, dell’inclusione e degli scambi internazionali con Norvegia, Francia, Cipro, Malta, Turchia, Ucraina, Portogallo, Estonia, Germania. Ha fatto parte del Comitato per la razionalizzazione della formazione turistica e la promozione della cultura dell’ospitalità presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Gruppo di Lavoro costituito a Roma presso il Ministero dell’Istruzione per l’elaborazione del curricolo relativo agli istituti professionali alberghieri. Ha partecipato, come commissario o come presidente, a commissioni esaminatrici di concorsi per docenti e per dirigenti; ha al suo attivo pubblicazioni sulla scuola e sul turismo come opportunità di dialogo e di sviluppo. Nel 2010 ha ricevuto la medaglia d’oro dell’Università “Taras SHEVCHENKO” di Kiev, per la promozione dei rapporti interculturali tra Italia e Ucraina nel settore della cultura, istruzione e turismo; nel 2015 è stato insignito dal Presidente della Repubblica dell’onorificenza di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana. Oggi continua il suo impegno come Presidente dell’IRASE (Istituto per la Ricerca Accademica Sociale ed Educativa - Marche), ente di formazione accreditato presso il Miur, nell’ambito del quale ha tenuto corsi di formazione e di preparazione ai concorsi della scuola, per docenti e dirigenti».

1

Legislazione scolastica

INVALSI e INDIRE

Autonomia e organizzazione

Scuola inclusiva BES e DSA

Governance delle istituzioni

Quadri europei Accoglienza alunni stranieri

2

Teorie psico-pedagogiche

Valutazione e certificazione

Metodologie didattiche

Gestione di gruppi e relazioni

Organizzazione dell’apprendimento

Curricolo e UdA

Processi di insegnamento

versione digitale

€ 14,90

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