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Culture di Vigna

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Culture di vigna

I VINI DI DAVIDE EUSEBI E OTELLO RENZI Viaggio nei sensi sulle orme di Mario Soldati


Davide Eusebi: giornalista, scrittore, enogastronomo, ha vinto premi nazionali e internazionali di giornalismo enogastronomico. Otello Renzi: sommelier dal 1978, enogastronomo e cioccosommelier.

©2021 Edizioni Plan – Loreto (AN), Italy www.gruppoeli.it info@edizioniplan.it

Davide Eusebi – Otello Renzi Culture di vigna I vini di Davide Eusebi e Otello Renzi Viaggio nei sensi sulle orme di Mario Soldati Redazione: Carla Quattrini Impaginazione: Federico Borsella

I diritti di traduzione, di memorizzazione elettronica, di riproduzione e di adattamento totale o parziale con qualsiasi mezzo (compresi i microfilm e le copie fotostatiche) sono riservati per tutti i Paesi. È vietata la riproduzione, anche parziale, o a uso interno didattico, con qualsiasi mezzo, non autorizzata. Prima edizione: Luglio 2021

ISBN 978-88-6444-191-7 Tecnostampa – Pigini Group Printing Division – Loreto – Trevi 21.83.355.0


Indice

Valle d’Aosta Cave des Onze Communes

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Trentino-Alto Adige Alois Lageder Magré 7 Manincor 7 Abbazia di Novacella 8 Hofstatter 9 Gries 10 Pranzegg Martin Gojer 10 Kornell 10 Rielinger des Messner Matthias 11 Maso Grener 12 Piemonte Segni di Langa 13 Weimei Gygax 13 Olek Bondonio 14 Fletcher Wines 14 Scarzello 15 Manfrinati 15 Coutandin 16 Salvetti 16 Ucci 17 Liguria Terrazze Singhie Casa del Diavolo

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Friuli-Venezia Giulia Buscemi 20 Venica & Venica 20 Lupinc 23 Nicolini 23 Veneto Andreatta 24 Masot 24 Xodo 25 Vaona 26 Toscana Fanti 27 Nardi 29 Semplice 29

Le Bérne di Natalini Andrea 30 Setriolo 31 Monterotondo 32 Terenzuola di Ivan Giuliani 33 Casavecchia alla Piazza 34 Ampeleia 34 Ornina 34 Amerighi 35 Emilia-Romagna Podere Vittoria 35 Folicello 37 Tenuta Mara 38 Podere Vecciano 40 Tenuta Sant’Aquilina 41 Terre di Fiume 42 Conti 42 Galassi 43 Amaracmand 44 Castello Montesasso 45 Angol d’Amig 46 Tenuta del Paguro 46 Marche Fiorini 47 Lucarelli 49 Galiardi 54 Terracruda 57 Di Sante 62 Mancini 65 Bruscia 66 Cignano 69 Guerrieri 70 Corte Luceoli 74 Tenuta Santi Giacomo e Filippo 75 Savelli 79 Cabernet Franc Podere Selvagrossa 81 Tenuta Carlini 82 Il Conventino 85 Vitali 86 Morelli 86 Terre di Giove 87 Crespaia 88 Ferriera 89 3


Ca’ Le Suore 90 Il Dirindello di Lucio Pompili 91 Mariotti 92 Pisaurum 93 Valturio 94 La Montata 96 Santa Barbara 99 Moroder 105 Mazzola 105 La Staffa 107 La Distesa 107 Umani Ronchi 107 Moncaro 109 Casalfarneto 110 Garofoli 111 Montecappone 112 Mirizzi 114 Terre Monte Schiavo 117 Filodivino 118 Casaleta 119 Colonnara 120 Peruzzi 121 Lucchetti 122 Podere sul Lago 124 Cavalieri 125 Belisario 125 Borgo Paglianetto 125 Colognola 128 La Lepre e La Luna 129 Dezi 130 Santa Liberata 135 Officina del Sole 137 La Pila di Diego Pierini 139 Castrum Morisci 140 Marcelli 140 Moncaro 141 Pantaleone 142 Velenosi 144 Fiorano 147 Capecci 148 Umbria Mani di Luna

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Lazio Monastero suore cistercensi s.o. trappiste Vitorchiano 150 Noro 152 Abruzzo Umani Ronchi 152 Agriverde 153 Cerretano 153 Bottari 153 4

Cascina del colle 154 Masciarelli 155 Jasci & Marchesani 156 Tenuta Arabona 157 Cantina Chiusa Grande 158 Torre Raone 158 Molise Vinica 159 Campania Casa Brecceto Torricino di Stefano Di Marzo

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Basilicata Fucci 163 Vigneti del Vulture 164 Puglia Vespa 164 Polvanera 167 Torrevento 168 Sicilia Feudo Tudia 169 Alessandro di Camporeale 171 Gioia Rosalia 172 Vecchio Samperi 173 Vino di Anna 174 Baglio Caruana 174 Calogero Caruana 176 Cva società cooperativa agricola 176 Funaro 177 Lauria 177 Drago 178 Meridio 179 Sardegna Lu Scupaggiu 180 Meloni vini 181 La Casa di Sophia 181 Biomar 182 Quartomoro 182 Cella 184 Columbo 184 La Contralta 185 Siddura 186 Agriplaya Snc 186 Meigamma 187 Vini di confine Movia Ales Kristancic 189 Molitor 191


Avvertenza Questo libro include anche la precedente edizione di “Vini veri” e va oltre. Non più e non solo vini fatti con le mani, ma “Culture di vigna”. Ovvero: ogni vino è l’espressione culturale (e colturale) di una zona e di un produttore e ad esso risponde. Il tutto salvaguardando la regola di Mario Soldati che nel suo viaggio di oltre mezzo secolo fa si mise alla ricerca dei vini figli della terra, delle sue donne e dei suoi uomini. Vini, come diceva Soldati, mai uguali, ma esseri viventi mutabili di anno in anno, come potete evincere da questa antologia che dimostra come, da una stagione all’altra, lo stesso vino possa essere diverso, ma pur sempre vero.

Istruzioni per l’uso ed effetti indesiderati Questa piccola antologia è scritta a mano e va bevuta tenendo il calice (mezzo pieno) in mano, lasciando all’ascolto del vino tutto il tempo necessario. Letta senza l’assaggio dei vini potrebbe risultare indigesta o provocare sonnolenza. Assumere a piccole dosi, una pagina alla volta, per evitare assuefazione. È severamente vietata la contaminazione con telefonini, dispositivi elettronici, social o virulenze similari prima e dopo i sorsi meditati. Si consiglia un animo sgombro, senza il quale gli effetti benefici della lettura degustata diminuirebbero drasticamente. Interrogatevi e dialogate, anche nel silenzio: aiuta. Abbiate fiducia e possibilmente fede. Tutto si risolve, prima o poi arriverete in fondo all’opera. Per ogni problema o chiarimento consultare prima il vino nel calice e poi, eventualmente, gli autori. Buon viaggio e sorseggio.

Prefazione Vini di terra e di vigna. Mario Soldati avviò, 50 anni fa, un intrepido viaggio alla ricerca dei vini veri, i vini dei contadini, contrapposti a quelli della industria nascente. Oggi due enogastronomi erranti, studiosi vinosi, riprendono quelle tracce per tentare di portare a naturale compimento l’opera del grande scrittore, alla ricerca dei vini di terra e di vigna, della finezza filata in purezza, della verginità nel calice. Un viaggio a ritroso nel tempo, nel tentativo di cavare l’anima ai vini, narrando l’uomo e la sua opera. Storie e sorsi di umanità. Un invito al lettore a vivere il calice al di là della forma e della sostanza, perché ogni vino parla. 5


Valle d’Aosta

Valle d’Aosta L’Alba Torrette Vallée d’Aoste 2019 Cave des Onze Communes Un’alba di viola si svela all’orizzonte, l’aria si muove e il vino s’agita di una eleganza leggera e leggiadra. Si levano odori selvatici di fiori spontanei, rosellina di bosco, viola di terra e sangue di rapa rossa coronato di menta e fiore di ginepro, resina e speziatura di felce. In fondo s’avverte il flusso spiritato della ciliegia e una prece salata di arenaria su cui posare le labbra per bere l’essenza: ha una pulizia assoluta, ingresso morbido e fresco, morbidezza setosa, tannini di velluto patinati, come petalo di rosa con il suo gambo pendulo e melodioso, verde di mandorla vergine, di siepe di bosso, foglia di carciofo chinato, clorofilla, sangue vegetale. Infine un’aspersione santificante di acqua di melograno con il suo seme spremuto, vino che dà l’anima.

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Trentino-Alto Adige

Trentino-Alto Adige Svolazzo di piuma selvatica Alois Lageder Alto Adige Merlot 2015 Tenuta Alois Lageder Magré (Bolzano) Prelievo ematico. Avvio olfattivo selvatico con svolazzo tagliente di piuma di selvaggina. Gli odori evolvono poi verso un fruttato di stile, marcato dal corbezzolo il cui timbro di balsamica freschezza segna il calice. La trama olfattiva procede su sentieri di bosco d’altura i cui frutti sono essenziali e mai spremuti, sobri e finissimi: essi corrono su preziosi e filati tannini. Infine l’assaggio si connota per una eleganza fruttuosa e matura: un vaso di mora sotto spirito che chiude con tono erbaceo tenebroso, austero ed elegante.

Gettata di vapore vitale Pinot noir Manincor Caldaro biodinamico 2016 Cantina Manincor – Caldaro (Bolzano) Rubino limpido, molto fluido. Approccio olfattivo speziato. Un infinito bouquet di pepe nero, macis, ovvero fiore della noce moscata, garofano, ribes, rosa rossa appassita, chiodi di garofano, cardamomo, fragoline di bosco, amarena, melograno maturo. Quindi manciata di catrame, mora nera di rovo e carruba, cacao fondente smaltato. L’assaggio è nitidissimo, pulito. Come camminare su un tappeto di velluto rosso del foyer di un teatro. Un vino che si fa ammirare per eleganza e dispensa generosa freschezza. Il tannino è patinato, timido, garbato, e una volta in gioco rivela il suo tratto nobile e il suo passo lieve, inesorabile. La chiusura è un acino di melograno schiacciato, nudo, acido, caldo. Riprendetelo ancora all’olfatto. Darà un odore di roccia salata balsamica. Vino da aufguss che termina la sua gettata di vapore fissando la memoria al rovo con frutti rossi maturi appesi al ramo e baciati dal sole, ma con dentro ancora il flusso vitale della clorofilla. Un capolavoro della natura.

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Trentino-Alto Adige

Latte degli Angeli Alto Adige Kerner Doc 2017 Abbazia di Novacella – Novacella (Bolzano) Limpido, di fluidità materica. Un passeggio nell’erbario medioevale dell’Abbazia fra doni olfattivi di melissa smaltata, fiore di tarassaco secco, zagara, acacia con il suo lieve, seducente miele. Calice di finezza eccellente. Al palato ha un profilo agrumato, fresco e pieno, croccante che procede tra morsi di pietra bianca fresca e buccia di limone sparsi nella macchia dell’Abbazia da cui salgono ora perle finissime di frutto esotico, gemme di salvia, oro bianco e una piova celestiale di annona, il latte degli angeli.

Purezza mattutina Riesling Alto Adige Valle Isarco 2019 Abbazia di Novacella – Novacella (Bolzano) Alla vista ha una densità cromatica lucente e corporale, con riflessi dorati mistici. Dolce respiro di mughetto tra fronde di glicine il cui profumo si spande ampio sulla polpa bianca della pesca vergine e del mango clandestino, colto nella sua primitiva apertura, nella sua infanzia. La pera ciondola dall’albero matura e attende che qualcuno la colga. Nascosta tra sottobosco di fiori di bosso, spunta l’erba cedrina. La melissa è ferita e ha sangue limonato. Il fiore di zagara sboccia dal cedro. Di fronte a tanta beltà s’agita la polvere pirica: dalla terra sale un impeto sulfureo finissimo con vapori di bianca roccia calcarea. Finezza, finezza, eleganza. La scorza di cedro è accesa dalla polvere di zenzero che si spande al calice svegliando osmanto e forsizia con i loro profumi di fiori gialli di mineralità bianca. Fiorisce anche la ginestra. L’assaggio è un morso vivido e pieno di cuore di cedro che libera le sue pulsazioni che tutto irrorano. La mineralità è calcarea e ha sale di roccia sedimentata. Il tannino bianco vive a lungo. Fermenta e genera bagliori di lumia, frutto profumato di scorza che richiama il limone. Le foglie di maggiorana e di origano abbracciano il basilico e versano la loro linfa di purezza mattutina.

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Trentino-Alto Adige

La radice dell’essenza Gewurztraminer Alto Adige Valle Isarco 2019 Abbazia di Novacella – Novacella (Bolzano) Giallo materico dai riflessi verde smeraldo. Il tiglio in fiore riempie l’aere e piange il suo miele verde che nutre la pesca nettarina, vestendola a festa. La rosa gialla è virulenta, il fiore di sambuco è pieno e pronto, la lantana dà il suo aroma. La scorza di pompelmo giace tra centaurea, con i suoi petali gialli irti, grespino dalla corona dilatata e astro spinoso con i suoi aghi. La foglia di pomodoro è sul fondo del calice ed è mossa dal vento dei secoli come erba marina di roccia sedimentata con il suo sale millenario che lentamente si scioglie all’olfatto. La melissa smaltata versa la sua lucida memoria vegetale agrumata. La calendula essiccata spinge con la sua spezia evoluta. L’assaggio è finissimo, morbido, un filo di seta di zagara con fiori di arancio disidratati di cui restano solo le spoglie santificate. E si mastica fieno alpino bagnato e intriso di riverberi di bergamotto e annona. Finale croccante e amaricante di topinambur, che ci riporta alla radice, all’essenza dell’esistenza.

Prima notte di nozze Alto Adige Joseph Gewurztraminer 2017 Cantina Hofstatter – Termeno (Bolzano) Alla vista: tramonto di roccia rosa dolomitica che plana al calice addensandolo di tenui fiori di arancio. All’olfatto: esalazioni finissime di felce, pino silvestre, acacia. Acqua di rosa con il suo petalo all’assaggio, con balsamica linfa di assenzio su cui torna, come un’onda di foresta, il profumo smaltato e abbagliante della melissa. Emerge strisciante una vena di muffa nobile quasi affumicata su cui sboccia il fiore di tarassaco. Se transitate per San Vigilio di Marebbe, al ristorante Fana Ladina, abbinate questo vino ai ravioli di grani di papavero e lasciate che amoreggino tra pizzi di acacia, a ricamare la prima notte di nozze.

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Trentino-Alto Adige

Strapiombo Sud Tirol Alto Adige Lagrein Riserva 2016 Cantina Gries (Bolzano) Rosso porpora nella foresta nera. Fuma, la pipa con il suo tabacco dolce, tra fili di cioccolato e bagno di amarena. Al palato è seta maculata di carruba. Torna l’olfatto e ci trasporta a un ciglio di mirto verde su uno strapiombo d’inchiostro e grafite. Un vino da calamaio in cui intingere la penna per scrivere un trattato di balsamica trascendenza.

Vino di selva Campill Vigneti delle Dolomiti rosso Igt 2011 Cantina Pranzegg Martin Gojer (Bolzano) Colore rubino ambrato, portamento biodinamico. Un vino sincero fatto con le mani. I profumi attraversano tutto il bosco altoatesino tra more, prugne, cardamomo, per sfiorare petali di primula bagnata e spighe di lavanda. All’assaggio ci si inoltra nella macchia, alla cerca di bacche e si torna con il palato pieno del candore di rosa canina, dell’umore spiritato della piccola visciola in confettura, con scossa finale di bacca di goji. Il tutto morbidamente avvolto da fili setosi di tannini finissimi. Un vino arioso, pulito, di selva.

Don Giovanni Zeder Vigneti delle Dolomiti rosso Igt 2016 Cantina Kornell – Terlano (Bolzano) Il conte Zeder se ne va per campi e boschi cercando colori e sapori e se ne ammanta, e se ne vanta. Ha un nobile aspetto rubino violaceo e si nutre di ribes, mora e amarena nera che profumano il suo alito puro. Dialogandoci al sorso, racconta di come ciliegia e lamponi possano esprimere tutto il loro misterioso candore se confezionati sotto spirito, piccati di pepe che ne fanno salire il tono. Il conte Zeder ha una sciarpa di tannini morbidissimi, vellutati. È un don Giovanni. Piace anche alle donne che conquista mostrando loro un tenero fiore di violetta e una seducente occhiata balsamica.

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Trentino-Alto Adige

Selva d’alpeggio Rielinger Blatterle Bio 2018 Cantina Rielinger des Messner Matthias – Ritten (Bolzano) Vino d’alpeggio. Colore pastoso dorato, come di materia sciolta e lavorata alla luce del sole. Luce materica. L’inalazione è una vibrazione lunga e intensa di cedro, un fuoco tenue mediterraneo da cui si alza un esile ma profondo soffio di bergamotto che seguiamo con lo sguardo, incantati. Vino che ci porta alle alture, abbracciati da esalazioni di calendula smaltata, con i suoi fiori essiccati, e di propoli. Ora entriamo in una radura silvestre, tra lacrime di pino mugo e calpestio di rucola, ortica, timo limonato, erba cedrina, ed esito tonificante di lemongrass. L’assaggio ha una astringenza cedrina, come masticare la scorza del frutto, con sgorgo di mineralità bianca di pietra, morso di felce, freschezza mentolata, e di eucalipto. Siamo nel cuore della selva, tra vapori balsamici di aneto, verbena, radicchio dell’orso, asparago di montagna e abbaglio finale di cedro. Vino puro.

Lascito setoso Rielinger Vernatsch Weinberg Dolomiten bio 2018 Cantina Rielinger des Messner Matthias – Ritten (Bolzano) Appare tra rosa di bosco e viola di monte. L’Alpe profuma di ciliegia maggiolina con la sua polpa infante, che mai matura per il freddo che la penetra. L’orma olfattiva affonda su una terra ariosa, vivida di cardamomo, mirtillo, lavanda, iris, foglia di felce, malva e violetta, con fondo alto di pietra pomice. Assaggio morbido, fresco di pioggia di lampone, con mineralità bianca. La ciliegia sotto spirito cade in un laghetto dove galleggiano petali di rose con il loro gambo verde, tra riflessi di zinia, gladiolo, ciclamino e un finale vegetale di geranio con il suo fiore rosso. Lascito setoso che brilla teneramente.

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