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PS100405_IL tempo si fa storia_vol 3_STUDENTE

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IL TEMPO SI FA STORIA

Racconti avvincenti su aneddoti da scoprire

Personaggi in primo piano

Laboratori con le fonti: testi, immagini, reperti

Viaggio nella storia d’Italia

Attività con IA

Gruppo Editoriale

ELi

Il piacere di apprendere

IL TEMPO SI FA STORIA

P. G. Viberti, G. Olmoti

Il tempo si fa storia. Volume 2

Edizione con soluzioni per l’insegnante

Coordinamento redazionale: Marco Mauri

Responsabili editoriali: Beatrice Loreti, Carla Quattrini

Redazione: Giada Virgili, Monia Cardella

Revisione testi: Francesca Lombardo, Manuel Pace, Luca Santinelli

Revisione e aggiornamento degli apparati didattici: Stefania Bruno

Art direction: Enrica Bologni

Progetto grafico e impaginazione: duDAT srl

Copertina: Studio Plum

Disegni: Mariano Valsesia, Paola Baldanzi, Marcello Carriero

Immagini di copertina: Shutterstock

Referenze iconografiche: vedi p. 312

Si ringraziano per il contributo dato al volume i seguenti insegnanti:

Cinzia Andrilli IC Maccarese, Roma; Tania Barcellona IC Giusti Sinopoli, Agira (EN); Marilena Calabrò IC Porcari Lucca; Anna Caporilli IC Olevano Romano (Roma); Rosanna Caprio IC Santagata, Gricignano di Aversa (CE); Chiara Catturini ICS Giorgio Perlasca, Bareggio (MI); Cassandra Di Giacomo Scuola secondaria di primo grado Gianni Rodari, Brandizzo (TO); Giuseppina Di Luise IC Santagata, Gricignano di Aversa (CE); Maria Letizia Fadda IC Parri Vian, Torino; Marilena Ferraro IC Gramsci, Aprilia (LT); Fiorella Frusta IC Maccarese, Roma; Maria Emanuela Gabrielli Scuola secondaria di primo grado Da Vinci, Lucca; Giuseppe Imperato Scuola secondaria di primo grado Paglieri, Fossano (CN); Alessandra Lupoli IC Santagata, Gricignano di Aversa (CE); Milena Martino IC Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, Pietramelara (CE); Anna Monza IC Cermenate (CO); Rita Nicoletti IC Sora (FR); Cristina Pollastrelli IC Montalto di Castro (VT); Viviana Riccetti IC Berardi-Nitti, Melfi (PZ); Daniela Rinaldi IC Maria Capozzi, Roma; Elisabetta Russo IC Berardi-Nitti, Melfi (PZ); Barbara Savioli Scuola secondaria di primo grado Varoli, loc. Cotignola (RA); Silvia Spillari IC1 Pescantina, Verona; Diletta Tagliaferri IC comprensivo Montalto di Castro (VT); Alessia Tomasso IC Sora (FR); Paolo Velonà IC Maria Capozzi, Roma

Prima edizione: gennaio 2026

Printed in Italy

© 2026 - Proprietà letteraria riservata. È vietata la riproduzione, anche parziale, con qualsiasi mezzo effettuata, compresa la fotocopia, anche ad uso interno o didattico, non autorizzata. Le fotocopie per uso personale del lettore possono essere effettuate nei limiti del 15% di ciascun volume dietro pagamento alla SIAE del compenso previsto dall’art. 68, commi 4 e 5, della legge 22 aprile 1941 n. 633. Le riproduzioni per finalità di carattere professionale, economico o commerciale o comunque per uso diverso da quello personale, possono essere effettuate a seguito di specifica autorizzazione rilasciata da CLEARedi (Centro licenze e autorizzazioni per le riproduzioni editoriali), corso di Porta Romana 108, 20122 Milano, e-mail autorizzazioni@clearedi.org e sito web www.clearedi.org

L’editore fornisce – per il tramite dei testi scolastici da esso pubblicati e attraverso i relativi supporti o nel sito www.gruppoeli.it –materiali e link a siti di terze parti esclusivamente per fini didattici o perché indicati e consigliati da altri siti istituzionali. Pertanto l’editore non è responsabile, neppure indirettamente, del contenuto e delle immagini riprodotte su tali siti in data successiva a quella della pubblicazione, dopo aver controllato la correttezza degli indirizzi web ai quali si rimanda.

Principato, Gruppo Editoriale ELi Viale E. Jenner 17 - 20159 Milano www.gruppoeli.it e-mail: info@gruppoeli.it

La casa editrice attua procedure idonee ad assicurare la qualità nel processo di progettazione, realizzazione e distribuzione dei prodotti editoriali. La realizzazione di un libro scolastico è infatti un’attività complessa che comporta controlli di varia natura. È pertanto possibile che, dopo la pubblicazione, siano riscontrabili errori e imprecisioni.

La casa editrice ringrazia fin da ora chi vorrà segnalarli a: Servizio clienti Principato-Gruppo Editoriale ELi e-mail: info@gruppoeli.it

Stampa: Tecnostampa - Pigini Group Printing Division - Loreto - Trevi 26.85.033.0

Presentazione del corso

Quello che troverai in queste pagine non è soltanto un manuale, ma un invito a esplorare il passato per capire meglio il presente e immaginare il futuro. È un viaggio nel tempo, nelle idee, nelle trasformazioni e nelle vite delle persone che hanno costruito il mondo in cui viviamo.

Ogni viaggio ha bisogno di strumenti utili per orientarsi. Per questo Il tempo si fa Storia è stato pensato per accompagnare chi studia passo dopo passo, rendendo la storia vicina, comprensibile e capace di parlare alla realtà di oggi.

Ogni unità si apre con una linea del tempo, che offre una prima collocazione degli eventi. Seguono carte storiche, per capire dove accadono i fatti; personaggi simbolo, che presentano il periodo; e fonti originali che permettono di avvicinarsi alla storia in modo diretto.

Il corso dà grande spazio al racconto storico: nella doppia pagina Raccontare la storia potrai scoprire episodi significativi, curiosi o meno conosciuti, narrati in modo coinvolgente per rendere più immediata la comprensione dei contesti. E, se preferisci ascoltare invece che leggere, ogni racconto è disponibile anche in formato audio, così potrai seguirlo con calma, dove e quando vuoi.

Le lezioni sono ben organizzate per facilitare lo studio: ogni paragrafo è seguito da una sintesi chiara, e alla fine troverai il box Studia con metodo, con suggerimenti pratici per imparare a selezionare le informazioni e costruire un tuo metodo di lavoro sempre più autonomo.

La storia non è solo un insieme di fatti: è analisi, confronto, collegamento tra cause ed effetti. Per questo, ogni unità include esercizi, mappe concettuali e laboratori dedicati alle fonti e al metodo. Attraverso queste attività si sviluppano conoscenze e competenze e si affrontano temi legati all’educazione civica, per connettere passato e presente in modo consapevole.

Pagina dopo pagina scoprirai che il tempo, proprio come suggerisce il titolo del corso, si fa storia: prende forma, si trasforma, si intreccia con il percorso umano.

Ora non resta che cominciare il viaggio.

Costruire il futuro insieme

Il Gruppo Editoriale ELi

offre proposte editoriali che coprono tutti i gradi e i rami scolastici, all’insegna della qualità, del rigore e dell’innovazione.

INTELLIGENZA

ARTIFICIALE

Percorsi didattici con attività pratiche che mirano ad approfondire i principali strumenti di IA generativa per favorirne un utilizzo critico e il tool VELIA a disposizione dei docenti per personalizzare l’attività didattica.

EQUILIBRI

Progetto di ricerca costante che mira a eliminare gli stereotipi di genere nei testi scolastici ponendo particolare attenzione alla scelta dei contenuti, a una valutazione iconografica ragionata e all’utilizzo di un linguaggio testuale inclusivo.

INCLUSIONE

Sviluppo di una cultura dell’inclusione attraverso contenuti accessibili e adeguati ai diversi stili di apprendimento.

ORIENTAMENTO

Approccio educativo e formativo volto a favorire la conoscenza di sé, delle proprie attitudini e delle proprie capacità, oltre a sviluppare le competenze non cognitive e trasversali necessarie per le scelte del futuro.

EDUCAZIONE

CIVICA secondo le NUOVE Linee guida

Aggiornamento e ampliamento dei nuclei tematici attorno ai quali si articolano le competenze e gli obiettivi di apprendimento: Costituzione, Sviluppo economico e sostenibilità, Cittadinanza digitale

STEM/STEAM, CLIL

Attivazione del pensiero scientifico e computazionale, approccio interdisciplinare e laboratoriale, sviluppo della competenza multilinguistica, attraverso attività STEM, STEAM e CLIL.

DIGITALE

Acquisizione delle competenze digitali e dell’alfabetizzazione informatica come aiuto all’inclusione sociale e alla cittadinanza attiva.

EDUCAZIONE ALLE RELAZIONI

Percorsi incentrati sullo sviluppo di competenze relazionali che arricchiscono la consapevolezza del vissuto personale in relazione con la realtà circostante.

Gruppo Editoriale

ELi

Come è fatto questo libro

Il tempo si fa Storia è il nuovo corso di storia in tre volumi per la scuola secondaria di primo grado.

Ogni volume è affiancato da un quaderno operativo con atlante storico e attività per l’esame di Stato.

Completa il corso lo Studiafacile, un volume con sintesi semplificate delle unità del libro e approfondimenti su eventi e personaggi storici.

Le unità

Il profilo storico è suddiviso in unità. Ogni unità si apre con una linea del tempo e diverse rubriche di inquadramento:

TRACCE DEL PASSATO : una breve introduzione di educazione civica per comprendere le radici del presente;

LO SPAZIO : una carta storica che fissa gli eventi nei luoghi in cui sono accaduti;

IL PERSONAGGIO : una figura simbolo del periodo trattato;

LA FONTE : un documento importante per introdurre l’unità.

Le lezioni

Le unità sono divise in lezioni su doppia pagina a fronte:

∙ ogni paragrafo è seguito da una breve sintesi in alta leggibilità dei contenuti principali;

∙ ogni lezione si chiude con un box intitolato STUDIA CON METODO con esercizi che aiutano a studiare in modo facile e autonomo.

Il racconto storico

DIMENSIONE NARRATIVA

La storia è narrata in modo coinvolgente nella doppia pagina RACCONTARE LA STORIA , dove viene proposto e illustrato un episodio significativo o poco conosciuto sui temi trattati nell’unità. Ogni racconto è corredato di file audio con lettura espressiva.

Gli approfondimenti e l’educazione civica

Nel corso dei volumi sono presenti spunti di riflessione collegati ai temi dell’educazione civica e numerose schede su diversi aspetti della vita, della cultura e della società del passato, per metterli a confronto con la realtà contemporanea e sviluppare una consapevolezza critica del mondo attuale:

∙ La donna nella storia

∙ Storia e arte

∙ Vita quotidiana

∙ Scienza e tecnica

L’apparato didattico

Il tempo si fa Storia prevede materiali per lo studio in conclusione di unità:

∙ mappe e sintesi per il ripasso;

∙ attività per lo sviluppo delle conoscenze e delle competenze

I laboratori

A corredo di ogni unità si trovano:

∙ il Laboratorio delle fonti, che analizza fonti testuali e iconografiche seguite da attività;

∙ il Laboratorio di metodo, che propone esercizi con diverse strategie di studio e attività di orientamento o che guidano all’uso critico dell’intelligenza artificiale.

I quaderni operativi

I quaderni operativi, uno per ogni livello, sono divisi in due sezioni: un atlante storico con cartine geostoriche che illustrano i principali avvenimenti e una sezione di attività interdisciplinari in preparazione dell’esame di Stato.

EDUCAZIONE CIVICA La diffusione del sapere

TRACCE DEL PASSATO

LO SPAZIO I grandi viaggi di esplorazione nel Settecento

IL PERSONAGGIO Voltaire

LA FONTE La preghiera di Voltaire

Lezione 1 L’Illuminismo

Lezione 2 L‘Illuminismo in politica ed economia

Lezione 3 La diffusione della cultura

Lezione 4 La circolazione delle idee illuministe

5 I progressi della scienza

E TECNICA L’elettricità svelata S T E M

DIMENSIONE NARRATIVA

Lezione 6 Viaggiare per conoscere il mondo

CIVICA Il diritto all’istruzione

TRACCE DEL PASSATO

LO SPAZIO Prussia, Russia e Austria: tre grandi potenze in espansione

IL PERSONAGGIO Federico II di Prussia

LA FONTE L’imperatore d’Austria concede la libertà religiosa

Lezione 1 La Spagna e la Guerra di successione 34 RACCONTARE LA STORIA

DIMENSIONE NARRATIVA

Linea del tempo interattiva

Incontra il personaggio

STUDIAFACILE L’Enciclopedia

Il personaggio. Immanuel Kant

STUDIAFACILE La diffusione dei giornali

Cos’è questo “Caffè”?

La storia dell’elettricità

Lettura espressiva

Come si volava nel 1783

Lezione 5 L’Impero russo

Lezione 6 L’Italia nel Settecento

STORIA E ARTE La reggia di Caserta

Sintesi attiva

Dalle conoscenze alle competenze

Laboratorio

STUDIAFACILE James Cook e la scoperta dell’Australia

Slide con sintesi inclusiva

Audiosintesi

Verifica interattiva

Linea del tempo interattiva

Incontra il personaggio

Lettura espressiva

Il personaggio. Federico II

Immagine interattiva

Il personaggio. Caterina II

La reggia di Caserta

Slide con sintesi inclusiva

Audiosintesi

Verifica interattiva

EDUCAZIONE CIVICA I diritti dei lavoratori

LO SPAZIO I commerci tra l’Europa e le colonie nel Settecento

IL PERSONAGGIO George Washington

LA FONTE La Dichiarazione di indipendenza americana

E TECNICA L’illuminazione delle città S T E M

2 I progressi di agricoltura e allevamento

QUOTIDIANA La Rivoluzione alimentare del Settecento

Linea del tempo interattiva

L’indipendenza americana

Immagine interattiva

Il personaggio. James Watt

Il lavoro nelle fabbriche. Galleria fotografica

STUDIAFACILE

Thomas Jefferson e la Dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti

La Liberty Bell

Lettura espressiva

Il ponte George Washington

Slide con sintesi inclusiva

Audiosintesi

Verifica interattiva

CIVICA Da sudditi a cittadini LO SPAZIO Nel 1795 la Francia amplia il suo territorio

IL PERSONAGGIO Maximilien Robespierre

LA FONTE Elogio della democrazia e della repubblica

Linea del tempo interattiva

Il Regime del “Terrore”

Maria Antonietta d’Austria

Lettura espressiva

Vestire la Rivoluzione

TRACCE DEL PASSATO
TRACCE DEL PASSATO

Lezione 7 La Francia diventa una repubblica 102

Lezione 8 La Rivoluzione incontra alcune difficoltà 104

Lezione 9 Le fasi conclusive della Rivoluzione 106

Sintesi attiva 108

Dalle conoscenze alle competenze 110

Laboratorio delle fonti 112

Mappa dell’unità 114

Laboratorio di metodo 115

ORIENTAMENTO Verso il tuo futuro 115

DA NAPOLEONE ALLA RESTAURAZIONE

EDUCAZIONE CIVICA Il desiderio di indipendenza

LO SPAZIO L’Europa nel 1812, alla massima espansione dell’Impero napoleonico

IL PERSONAGGIO Napoleone Bonaparte

LA FONTE Ritratto di Napoleone

Immagine interattiva

Charles Dickens, Le due città

Slide con sintesi inclusiva

Audiosintesi

Verifica interattiva

Linea del tempo interattiva

DEL PASSATO

Lezione 1 La Rivoluzione in Europa 118

Lezione 2 L’Italia napoleonica 120

Lezione 3 Napoleone conquista il potere 122

Lezione 4 Napoleone imperatore 124

Lezione 5 L’Europa napoleonica 126

STORIA E ARTE Il Neoclassicismo 128

Lezione 6 La caduta di Napoleone 130

RACCONTARE LA STORIA La battaglia di Waterloo

Lezione 7 Il Congresso di Vienna

Lezione 8 La Restaurazione

Lezione 9 L’Italia cerca l’indipendenza

Sintesi attiva

Dalle conoscenze alle competenze

Laboratorio delle fonti

dell’unità

di metodo

DIMENSIONE NARRATIVA

INTELLIGENZA ARTIFICIALE I ritratti di Napoleone Bonaparte

Incontra il personaggio

STUDIAFACILE L’Età napoleonica

Il Codice Napoleonico

Le battaglie di Napoleone

Il cinque maggio di Alessandro Manzoni Lettura espressiva

Il Congresso di Vienna nelle stampe dell’epoca

Immagine interattiva

Slide con sintesi inclusiva

Audiosintesi

Verifica interattiva

Linea del tempo interattiva

EDUCAZIONE CIVICA Statuto o Costituzione?

LO SPAZIO I moti rivoluzionari del 1848

IL PERSONAGGIO Carlo Alberto

TRACCE DEL PASSATO

Incontra il personaggio

LA FONTE Una sola via è aperta per la nazione: la guerra all’Austria

Lezione 1 Il Risorgimento italiano

Lezione 2 Il fallimento delle rivoluzioni 152

Lezione 3 Le rivoluzioni in Francia, Italia, Grecia e Polonia 154

Lezione 4 Il 1848 in Europa 156

Lezione 5 La Francia dalla Repubblica all’Impero 158

Lezione 6 Il 1848 in Italia 160

STORIA E ARTE Romanticismo e patriottismo 162

Lezione 7 I moderati e lo Statuto Albertino 164

Lezione 8 I moti per l’indipendenza 166

Le mie prigioni Marzo 1821 di Alessandro Manzoni

Giuseppe Mazzini

Il Romanticismo. Galleria fotografica

Celebrazione delle Cinque giornate di Milano

DIMENSIONE NARRATIVA

RACCONTARE LA STORIA Le Cinque giornate di Milano 168

Lezione 9 L’Austria sconfigge il Piemonte 170

Sintesi attiva 172

Dalle conoscenze alle competenze 174

Laboratorio delle fonti 176

Mappa dell’unità 178

Laboratorio di metodo 179

ORIENTAMENTO Verso il tuo futuro 179 ITALIA

EDUCAZIONE CIVICA L’autodeterminazione dei popoli

LO SPAZIO L’Italia prima dell’unificazione (1859) e dopo l’unificazione (1870)

IL PERSONAGGIO Cavour

LA FONTE 1859-1870: l’unità è necessaria per l’Italia

Lezione 1 Cavour e il Piemonte 182

Lezione 2 La Seconda guerra di indipendenza 184

RACCONTARE LA STORIA Le battaglie di Solferino e San Martino 186

DIMENSIONE NARRATIVA

Lezione 3 Verso il Regno d’Italia 188

Lezione 4 Verso il completamento dell’unità 190

Lezione 5 Le difficoltà dell’Italia unita 192

Lezione 6 La Destra al potere 194

Lezione 7 La Sinistra al potere 196

LA DONNA NELLA STORIA Le maestre, protagoniste della scuola 198

Lezione 8 I problemi del Sud 200

Lezione 9 L’Europa nella seconda metà dell’Ottocento 202

Lezione 10 Le tensioni tra Francia e Prussia 204

Sintesi attiva 206

Dalle conoscenze alle competenze 208

Laboratorio delle fonti 210

Mappa dell’unità 212

Laboratorio di metodo 213

INTELLIGENZA

Giuseppe Garibaldi

Lettura espressiva

Donne del Risorgimento

Slide con sintesi inclusiva

Audiosintesi

Verifica interattiva

Slide sulle life skills

Linea del tempo interattiva

Incontra il personaggio

San Martino e Solferino 75 anni dopo

Lettura espressiva

La storia dei Mille

L’Italia unita festeggia i 100 anni

Immagine interattiva

Leggende di briganti a Roccamandolfi

Slide con sintesi inclusiva

Audiosintesi

Verifica interattiva

UNITÀ 7
TRACCE DEL PASSATO

UNITÀ 8

L’AMERICA

EDUCAZIONE CIVICA Le lotte degli indigeni

Linea del tempo interattiva TRACCE DEL PASSATO

LO SPAZIO I cambiamenti politici nel continente americano durante il XIX secolo

IL PERSONAGGIO Abraham Lincoln

LA FONTE L’America agli Americani

Lezione 1 La crescita degli Stati Uniti

Lezione 2 Colonizzatori e nativi, due popoli a confronto 218

RACCONTARE LA STORIA Wounded Knee

Lezione 3 La Guerra di secessione

DIMENSIONE NARRATIVA

Lezione 4 L’America del Sud verso l’indipendenza

Sintesi attiva

Dalle conoscenze alle competenze

Laboratorio delle fonti

Mappa dell’unità

Laboratorio di metodo

ORIENTAMENTO Verso il tuo futuro

UNITÀ 9

EDUCAZIONE CIVICA Gli effetti del progresso

TRACCE DEL PASSATO

LO SPAZIO I tre canali navigabili e i due trafori alpini realizzati a fine Ottocento

IL PERSONAGGIO Guglielmo Marconi

LA FONTE La fretta è una “scoperta” moderna

Lezione 1 La Belle époque 236

Lezione 2 Le trasformazioni: industria e finanza 238

SCIENZA E TECNICA Le nuove fonti di energia

SCIENZA E TECNICA La “scoperta” del petrolio

SCIENZA E TECNICA Le macchine a vapore S T E M

Lezione 3 La rivoluzione dei trasporti e delle comunicazioni 244

RACCONTARE LA STORIA L’invenzione del telefono

Lezione 4 Le nuove invenzioni

L’indipendenza dell’America Latina

Catlin e Bodmer, i nativi d’America attraverso l’arte

Lettura espressiva

Mathew Brady, fotoreporter di guerra

Immagine interattiva

José de San Martín e Simón Bolívar

Slide con sintesi inclusiva

Audiosintesi

Verifica interattiva

Slide sulle life skills

Linea del tempo interattiva

Il lavoro in miniera

La Belle époque. Galleria fotografica

La Tour Eiffel

L’esposizione di Parigi del 1900

La seconda rivoluzione industriale vista dagli scrittori

STUDIAFACILE L’invenzione dell’automobile

STUDIAFACILE

La storia dell’automobile

DIMENSIONE NARRATIVA

SCIENZA E TECNICA I progressi della medicina S T E M

SCIENZA E TECNICA Evoluzionismo e relatività S T E M

Lezione 5 La nascita della società moderna

VITA QUOTIDIANA Vivere in una metropoli

Lezione 6 L’Europa è terra di emigrazione

Sintesi attiva

Dalle conoscenze alle competenze

Laboratorio delle fonti

Mappa dell’unità

Guglielmo Marconi e le trasmissioni radio

Lettura espressiva

I fratelli Lumière

STUDIAFACILE La rivoluzione di Darwin

Slide con sintesi inclusiva

Audiosintesi

Verifica interattiva

I

EDUCAZIONE CIVICA L’integrazione tra dialogo e complessità

LO SPAZIO Le colonie europee nel 1911

IL PERSONAGGIO Henry Ford

LA FONTE Per il Regno Unito l’imperialismo è una necessità

Lezione 1 L’ascesa di Stati Uniti e Giappone 268

Lezione 2 Colonialismo e imperialismo 270

Lezione 3 Gli Europei colonizzano Asia e Australia 272

Lezione 4 La spartizione dell’Africa 274

RACCONTARE LA STORIA Due grandi esploratori si incontrano 276

Sintesi attiva 278

Dalle conoscenze alle competenze 279

Laboratorio delle fonti 282

Mappa dell’unità 284

Laboratorio di metodo 285

Linea del tempo interattiva

La catena di montaggio

L’arte tradizionale giapponese racconta la modernità

La rivolta dei sepoy: due voci a confronto

Lin Zexu, la voce della Cina contro l’oppio

Menelik II, la voce dell’Etiopia libera

Lettura espressiva

Slide con sintesi inclusiva

Audiosintesi

Verifica interattiva

INTELLIGENZA ARTIFICIALE Colonialismi e imperialismi 285 VIAGGIO NELLA

1 Il Grand Tour 288

2 Napoleone visto dagli Italiani 290

3 Eleonora de Fonseca Pimentel 292

4 Caffè e osterie, laboratori di idee 294

5 Il Risorgimento al femminile: Cristina Trivulzio di Belgioioso 296

6 La nascita dell’inno nazionale 298

7 La battaglia di Solferino e la nascita della Croce rossa 300

8 I paesaggi delle guerre di indipendenza 302

9 Il massacro di Bronte 304

10 La prima seduta del Parlamento italiano 306

11 Il cibo diventa simbolo di unità nazionale 308

Dossier Schede extra

UNITÀ
TRACCE DEL PASSATO
DIMENSIONE NARRATIVA
IA
CULTURA ITALIANA

L’assolutismo in Francia e in Inghilterra

▲ Ritratto del re Luigi XIV in divisa militare.

Nasce la monarchia assoluta in Francia

Nel corso della prima metà del Seicento l’azione dei ministri Richelieu e Mazzarino aveva progressivamente rafforzato la monarchia francese, liberandola dalle interferenze del clero e della nobiltà e concentrando interamente il potere nelle mani del sovrano.

Quando, nel 1661, il re Luigi XIV assunse personalmente il governo del Paese, realizzò come nessun altro sovrano prima di lui una forma di perfetto assolutismo. La frase “Lo Stato sono io”, a lui attribuita, esprime efficacemente la sua visione politica. Luigi XIV si occupò personalmente dell’amministrazione del Paese, con l’aiuto di un numero limitato di ministri. Per tenere i nobili sotto controllo, fece costruire una reggia non lontano da Parigi, nella località di Versailles. Come il Sole è al centro del sistema solare, Luigi XIV si considerava al centro del mondo: perciò divenne celebre con il soprannome di re Sole.

Nel 1661, l’ascesa di Luigi XIV al trono francese permette al sovrano di ottenere un potere “assoluto”, vale a dire sciolto da qualsiasi tipo di vincolo.

Il bilancio del regno di Luigi XIV

Nel tentativo di dare alla Francia il primato sul continente europeo, Luigi XIV avviò una serie di riforme volte a rafforzare la propria autorità e di conseguenza la potenza della propria nazione.

La creazione delle manifatture di Stato si pose l’obiettivo di aumentare le esportazioni di prodotti francesi e diminuire le importazioni dall’estero. Vennero introdotte tariffe doganali che facevano aumentare il prezzo delle merci prodotte in altri Paesi.

Tutti i Francesi vennero obbligati a professare la religione cattolica con lo scopo di eliminare la presenza di religioni diverse che indebolissero l’autorità del sovrano.

Luigi XIV inoltre adottò una politica estera aggressiva nei confronti dei Paesi vicini, dando vita a una serie interminabile di guerre.

Nel complesso l’atteggiamento di Luigi XIV, se da una parte consentì alla corona e al Paese di guadagnare prestigio e gloria militare, dall’altra non ebbe alcuna ricaduta benefica sulla nazione. Il popolo, infatti, continuava a patire la fame e a dover pagare tasse sempre più pesanti.

Luigi XIV cerca di rendere la Francia il primo Paese europeo, ma i costi della sua politica ricadono sul popolo francese, sempre più sofferente.

In Inghilterra Carlo I regna come sovrano assoluto

Nel 1628, in Inghilterra, il re Carlo I Stuart provò a imporre nuove tasse per armare l’esercito in vista di una spedizione contro la Francia, ma il Parlamento gli negò il consenso. Di fronte a questa opposizione, il sovrano reagì sciogliendo il Parlamento e concentrando tutto il potere nelle proprie mani. La reazione inglese, però, fu ben diversa da quanto accadde in Francia con Luigi XIV: i parlamentari si ribellarono e scoppiò così la guerra civile. La guerra civile durò fino al 1649 e si concluse con la vittoria dell’esercito del Parlamento guidato da Oliver Cromwell, la cattura e la decapitazione di re Carlo I. La morte del sovrano non placò la tensione e il conflitto tra monarchia e Parlamento continuò anche nei decenni successivi.

Fallisce il tentativo di Carlo I di trasformare l’Inghilterra in una monarchia assoluta. Scoppia la guerra civile.

La nascita della monarchia parlamentare

Per evitare una nuova guerra civile, il Parlamento nel 1688 decise di affidare la corona inglese a un principe straniero, Guglielmo d’Orange. Sbarcato in Inghilterra nel 1689, il nuovo sovrano non incontrò alcuna resistenza e ottenne dal Parlamento la corona regale. In cambio accettò di sottoscrivere un patto chiamato Dichiarazione dei diritti (Bill of rights). Con questo documento il nuovo sovrano: • lasciava nelle mani del Parlamento il potere legislativo e si impegnava a non imporre nuove tasse e a non arruolare un esercito senza la sua approvazione;

• riservava a se stesso il potere esecutivo, da gestire in accordo con le leggi emanate dal Parlamento.

Con il regno di Guglielmo d’Orange si realizzò la gloriosa rivoluzione, così chiamata perché si svolse senza spargimento di sangue.

L’Inghilterra si avviò, in questo modo, a diventare una monarchia parlamentare: al re spettava soltanto un ruolo simbolico e formale, mentre la sovranità effettiva risiedeva nel popolo e nei suoi organi rappresentativi.

Con la Dichiarazione dei diritti, Guglielmo d’Orange si impegna a rispettare la libertà del Parlamento. L’Inghilterra si avvia a essere una monarchia parlamentare.

LE DATE FONDAMENTALI

1689

Con la Dichiarazione dei diritti nasce in Inghilterra la prima monarchia parlamentare che tutela i diritti dei cittadini.

◀ La battaglia di Marston Moor, durante la guerra civile inglese, dipinta da John Barker.

L’ILLUMINISMO 1

Linea del tempo interattiva

1694

Nasce Voltaire

Montesquieu pubblica Lo Spirito delle Leggi

1764

Beccaria pubblica Dei delitti e delle pene

Primo viaggio di James Cook

1772

Si conclude la pubblicazione

Enciclopedia

1796

EDUCAZIONE CIVICA TRACCE DEL PASSATO

La diffusione del sapere

Tra il 1751 e il 1772 venne pubblicata un’opera che conteneva tutto il sapere umano: l’Enciclopedia. Questo testo cambiò radicalmente il modo in cui le conoscenze si diffondevano, rendendole accessibili a un numero di persone sempre maggiore. Nei secoli successivi, il sapere si diffuse ulteriormente con l’istruzione obbligatoria. Oggi Internet ha rivoluzionato il processo di divulgazione, grazie alle enciclopedie online e alle piattaforme di formazione. Tuttavia il web ci ha posto di fronte a una sfida importante: distinguere le informazioni fondate da quelle false e manipolate. Pertanto è fondamentale navigare in rete con attenzione e spirito critico.

Dove si trovano le isole Cook? 1768

Messa a punto della vaccinazione antivaiolosa

Viaggio di Bougainville (1766-1769) Viaggi di Cook 1° viaggio (1768-1771) 2° viaggio (1772-1775) 3° viaggio (1776-1779)

Rispondi alla domanda

CLASSE CAPOVOLTA

Incontra il personaggio

Guarda il video su Voltaire e svolgi l’attività.

IL PERSONAGGIO VOLTAIRE

Voltaire (1694-1778) è il protagonista della cultura francese del Settecento. Di famiglia borghese, grazie al suo spirito brillante conquista una fama che gli permette di entrare nell’alta società. Tuttavia, la critica alle ingiustizie diffuse ai suoi tempi gli inimica l’aristocrazia e lo costringe all’esilio in Inghilterra, dove si batte contro l’assolutismo, il fanatismo religioso e tutto ciò che limita la libertà delle persone. La tolleranza diventa il principio cui si ispira in tutti i campi, dalla politica alla religione. A Voltaire è associata la frase: “Non condivido ciò che dici, ma sarei disposto a dare la vita affinché tu possa dirlo”. Anche se forse non è stata realmente pronunciata da lui, ne riassume bene il pensiero. Presto le sue idee conquistano l’opinione pubblica e contribuiscono a modernizzare la cultura e la società del Settecento.

Rispondi alla domanda

Perché Voltaire fu costretto all’esilio in Inghilterra?

LA FONTE LA PREGHIERA DI VOLTAIRE

Nel 1763 Voltaire scrisse il Trattato sulla tolleranza, un testo fondamentale sulla libertà religiosa e sul rispetto delle opinioni altrui. Eccone alcuni passi.

Meno dogmi, meno dispute; meno dispute, meno disgrazie; se ciò non è vero, ho torto. La religione è istituita per renderci felici in questa vita e nell’altra. Che cosa è necessario per essere felici nella vita futura? Essere giusti. Per essere felici in questa, per quanto lo permette la fragilità della nostra natura, che cosa è necessario? Essere indulgenti. Non ci vuole una grande arte né un’eloquenza molto ricercata, per provare che dei cristiani devono tollerarsi a vicenda. Dirò di più: vi dirò che bisogna considerare tutti gli uomini come nostri fratelli. Che! Mio fratello il turco? Mio fratello il cinese, l’ebreo, il siamese? Sì, senza dubbio: non siamo tutti figli dello stesso padre, e creature dello stesso Dio?

Voltaire, Trattato sulla tolleranza, 1763

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Cerca di capire dal contesto che cosa vuol dire l’espressione “essere indulgenti” e di spiegarlo in modo chiaro; se non ne conosci il significato, consulta un dizionario, anche online.

TOLLERANZA Espressione di rispetto verso opinioni, credenze o comportamenti diversi dai propri.

RAGIONE Facoltà umana di pensare, comprendere e giudicare attraverso un processo logico e razionale.

CONOSCENZA Insieme di informazioni, dati e nozioni acquisite tramite l’esperienza diretta o lo studio.

Contenuti digitali
▲ Ritratto di Voltaire realizzato dal pittore francese Nicolas de Largillière nel 1725.
L’Enciclopedia STUDIAFACILE

L’Illuminismo

La luce della ragione

L’Illuminismo è un movimento culturale, sociale e politico che si è diffuso in Europa nel Settecento; ebbe la sua origine in Inghilterra e la sua massima diffusione in Francia. Il termine Illuminismo è la traduzione di una parola francese che significa “lume”, ossia “luce”. La luce a cui pensavano gli illuministi era quella derivante dall’intelletto umano, ossia dalla ragione, capace di osservare ogni aspetto della realtà, di capirla e di discuterla liberamente. La ragione, quindi, è una luce che illumina la realtà, in modo che gli esseri umani la comprendano. Grazie a essa, l’umanità poteva lasciarsi alle spalle un passato di oscurità (cioè di false opinioni, di superstizioni, di ignoranza e di infelicità). Gli illuministi si proponevano dunque un obiettivo molto concreto: aiutare gli esseri umani a raggiungere il benessere e la felicità abbandonando le false credenze e seguendo il progresso, la scienza e la ragione.

L’Illuminismo è un movimento di pensiero che si basa sull’importanza della ragione, una forza capace di assicurare il benessere e la felicità agli esseri umani.

LEGGI LA FONTE CHE COS’È L’ILLUMINISMO

Il filosofo tedesco Immanuel Kant (1724-1804) in un saggio spiega con parole semplici che cosa si debba intendere per Illuminismo. L’Illuminismo è l’uscita dell’uomo dallo stato di minorità di cui egli stesso è colpevole. Minorità è l’incapacità di servirsi della propria intelligenza per mancanza di decisione e del coraggio di far uso del proprio intelletto senza essere guidati da un altro. Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza! È questo il motto dell’Illuminismo. Pigrizia e viltà sono le cause per le quali tanta parte degli esseri umani, dopo che la natura li ha da lungo tempo liberati dall’altrui guida, rimangono tuttavia volentieri minorenni a vita; e per questo riesce tanto facile ad altri diventare i loro tutori. È così comodo essere minorenni! Se ho un libro che ha intelletto per me, un direttore spirituale che ha coscienza per me, un medico che valuta la dieta per me ecc., non ho certo bisogno di sforzarmi da me. Non ho bisogno di pensare, purché sia in grado di pagare: altri si assumeranno questa fastidiosa occupazione al mio posto.

Leggi il documento e rispondi alle domande

a. Che cosa si intende per “minorità”?

b. Perché alcune persone preferiscono rimanere minorenni?

Immanuel Kant, Che cos’è l’Illuminismo
▲ Ritratto del filosofo Immanuel Kant nel 1765.
Il personaggio.
Immanuel Kant

Voltaire, una nuova figura di intellettuale

L’Illuminismo nacque in Inghilterra, ma si sviluppò soprattutto in Francia. Di qui poi si diffuse in tutta Europa a partire dalla metà del XVIII secolo. Voltaire fu tra i principali illuministi: scrittore di commedie e romanzi, poeta, storico, egli rappresentò una nuova figura di intellettuale. Nei secoli precedenti molte persone di cultura erano state al servizio di un re, di un papa o di un ricco signore, che le mantenevano e proteggevano. Era ovvio che questi intellettuali avessero un debito di riconoscenza verso i loro protettori: perciò non avrebbero mai osato esprimere opinioni che potessero scontentarli.

La vita di Voltaire fu ben diversa e fu la prova che qualcosa stava cambiando. Egli scrisse molte opere e ricavò i suoi guadagni dalla vendita dei libri e non dalla benevolenza di un potente. Questa condizione gli permise di manifestare liberamente le sue idee.

Voltaire è un intellettuale di tipo nuovo, che vive del suo lavoro e non è al servizio di alcun signore. Questo gli permette di esprimere liberamente le sue opinioni.

Contro il fanatismo religioso

La critica di Voltaire si rivolse soprattutto contro il fanatismo religioso, quell’atteggiamento che, in nome della fede, porta a perseguitare coloro che la pensano diversamente. Ciò non significa che Voltaire fosse ateo, cioè che non credesse in Dio. Egli credeva nel Dio creatore del mondo, nel Dio che aveva messo nell’animo di ogni essere umano la legge della giustizia e dell’amore. La sua, però, era una religione senza chiese, senza verità imposte con la forza. Una religione tollerante, umana, fatta di poche regole morali. Una su tutte: “Non fare agli altri ciò che non vuoi sia fatto a te”, come è scritto nel Vangelo. Nel campo della politica, Voltaire ammirava i sovrani che, pur disponendo di un potere assoluto, introducevano riforme capaci di rendere più efficiente lo Stato e di assicurare il benessere dei loro sudditi. Provava una particolare simpatia per l’Inghilterra, dove il re governava controllato e limitato dal Parlamento.

Voltaire critica il fanatismo religioso, causa di guerre e massacri.

STUDIA CON METODO

Fissa i concetti sul testo

1 Sottolinea sulle pagine le risposte alle domande.

a. Qual era la luce a cui si riferivano gli illuministi?

b. Dove nacque l’Illuminismo?

c. Quale fu il principale obiettivo contro cui si batté Voltaire?

d. A quali condizioni Voltaire ammirava i sovrani assoluti?

Rifletti sul lessico

2 Elenca tre parole che hai trovato in questa lezione scegliendole tra quelle che non conoscevi prima o che non usi di frequente.

Scrivi per ciascuna una breve frase coerente con il contesto storico che stai studiando. Se hai dubbi sul significato della parola, puoi consultare un dizionario, anche online.

▲ Voltaire (sulla sinistra) che conversa con i contadini a Ferney, in Francia, dove visse per circa dieci anni.

L‘Illuminismo in politica ed economia

▲ Ritratto di Charles-Louis de Secondat, noto come Montesquieu.

Montesquieu e Lo spirito delle leggi

Nel 1748 fu pubblicato un libro di argomento politico che riscosse un grande successo: Lo spirito delle leggi del filosofo francese Montesquieu. Egli presentò i risultati di un’indagine sui sistemi di governo del suo tempo. Ne identificò tre.

• La democrazia, ossia il governo del popolo. Montesquieu aveva in mente una democrazia simile a quella dell’antica Atene, dove i cittadini partecipavano in prima persona alle decisioni. Questo sistema tuttavia non lo convinceva per la difficoltà di riunire e far decidere un gran numero di persone; secondo lui la democrazia era adatta solo a Stati di piccole dimensioni, come la Repubblica di Venezia o la Svizzera.

• Il dispotismo, basato sulla paura che l’autorità del sovrano incuteva nei sudditi. Era tipico dei Paesi asiatici, come l’Impero turco, e Montesquieu lo riteneva estraneo alla mentalità occidentale.

• La monarchia, prevalente nella storia dell’Europa, che era l’istituzione a cui Montesquieu rivolse in particolare la sua analisi.

Montesquieu individua tre tipi di governo: la democrazia, il dispotismo e la monarchia.

La separazione dei poteri

Secondo Montesquieu, bisognava impedire che la monarchia degenerasse in dispotismo. Perciò consigliava, per la prima volta nella storia moderna, di introdurre la separazione dei poteri. I poteri di uno Stato, infatti, sono tre:

• il potere legislativo (fare le leggi);

• il potere esecutivo (mettere in pratica le leggi);

• il potere giudiziario (giudicare chi non rispetta le leggi).

I tre poteri devono essere separati. Le persone che fanno le leggi non devono essere le stesse incaricate di farle applicare. Altre ancora sono le persone che devono amministrare la giustizia. Se i tre poteri non sono separati, si rischia il dispotismo, perché una sola persona (o un solo gruppo di persone) governerebbe senza limiti e controlli.

Per impedire che la monarchia degeneri nel dispotismo è necessaria la divisione del potere nelle sue tre componenti: potere legislativo, esecutivo e giudiziario.

Rousseau e la sovranità del popolo

Jean Jacques Rousseau, uno degli intellettuali più famosi del Settecento, rivolse una critica radicale alla società, colpevole di negare l’uguaglianza tra gli individui. La causa di ogni disuguaglianza era, secondo lui, la proprietà privata. Egli riconosceva però che era impossibile ritornare all’epoca in cui le persone vivevano senza leggi e senza la proprietà privata. Perciò, nel suo libro più famoso, Il contratto sociale (1762), sostenne che tutti i poteri appartengono al popolo, unico sovrano. Quella da lui descritta è una democrazia, cioè un sistema nel quale le leggi sono il frutto della volontà popolare. Le teorie di Rousseau avevano una forte carica rivoluzionaria poiché spostavano l’esercizio del potere dal sovrano al popolo, dunque presupponevano la fine della monarchia.

Rousseau attribuisce alla proprietà privata l’origine di ogni disuguaglianza. La forma di governo da lui preferita è la democrazia, dove è il popolo a eleggere i suoi rappresentanti.

Adam Smith e la nascita dell’economia

L’Illuminismo segnò la nascita di una nuova disciplina: l’economia. Fu lo scozzese Adam Smith, nel Saggio sulla ricchezza delle nazioni, a studiare alcuni aspetti del processo economico e produttivo. Egli comprese che, introducendo nelle fabbriche la divisione del lavoro, era possibile ottenere un aumento della produzione. Inoltre, Smith analizzò il meccanismo che, in un sistema economico, lega la domanda e l’offerta. Egli intuì che quando la domanda di beni è forte, gli imprenditori ne approfittano per aumentare i prezzi. Arrivati a un certo punto, però, gli acquirenti trovano i prezzi troppo alti e diminuiscono gli acquisti. Allora gli imprenditori abbassano i prezzi e le vendite tornano a un livello accettabile. Il risultato è un equilibrio tra domanda e offerta, tale da evitare che situazioni sfavorevoli agli acquirenti o ai venditori durino a lungo.

Adam Smith fonda una nuova disciplina: l’economia.

STUDIA CON METODO

Fissa i concetti sul testo

1 Sottolinea sulle pagine le risposte alle domande.

a. Che cosa bisogna fare, secondo Montesquieu, per impedire che la monarchia degeneri in dispotismo?

b. Qual è, secondo Rousseau, la causa dell’ineguaglianza tra gli esseri umani?

c. In che modo, secondo Smith, si può aumentare la produzione delle fabbriche?

d. Che cosa accade quando i prezzi salgono troppo?

LE PAROLE DELLA STORIA

Divisione del lavoro: organizzazione della produzione, tipica delle fabbriche, che prevede la suddivisione del lavoro in una serie di operazioni distinte. Ciascun operaio ne svolge solo una, per acquisire velocità di esecuzione.

Domanda: la quantità di merci richiesta dal mercato, cioè dall’insieme degli acquirenti.

Offerta: la quantità di una merce che i produttori mettono complessivamente in vendita.

Verifica la comprensione 2 Completa la mappa.

identifica tre sistemi di governo dispotismo in cui suggerisce di introdurre la

esecutivo

▲ Ritratto di Jean Jacques Rousseau nel 1760 circa.

La diffusione della cultura

▲ I volumi dell’Enciclopedia con un esempio di tavola tecnica illustrata.

L’Enciclopedia contiene tutta la conoscenza

L’Enciclopedia fu progettata dal filosofo Diderot e dal matematico D’Alembert. È l’antenata delle moderne enciclopedie, che infatti ne mantengono il nome. Essa offriva una sintesi del sapere umano, presentato in oltre 60.000 voci, cioè le parole e gli argomenti trattati, disposte in ordine alfabetico. L’Enciclopedia metteva a disposizione informazioni aggiornate in tutti i campi della conoscenza, dall’economia alla politica, dalla scienza alla tecnica. Diverse voci furono scritte da illuministi come Voltaire, Rousseau e Montesquieu. Oltre ai testi, l’opera conteneva anche tavole illustrate che rendevano più semplice la comprensione dei concetti. Alcune voci criticavano l’intolleranza religiosa o i difetti dello Stato francese che ostacolavano il progresso; per questa ragione il governo e la Chiesa cercarono di bloccarne l’uscita, ma invano: sia pure nell’arco di un ventennio (1751-1772), l’intera opera fu completata e pubblicata.

L’Enciclopedia di Diderot e D’Alembert è un’opera che contiene tutto il sapere umano, aggiornato alla luce della cultura illuministica: un lavoro colossale, che contribuisce a diffondere la conoscenza nella società del tempo.

Le scuole nell’Illuminismo

Nel Settecento la scuola fu considerata uno degli strumenti principali per il progresso della società. Su pressione degli illuministi, furono realizzate riforme nel settore degli studi superiori e dell’università. Per migliorare l’istruzione di base, alcuni Stati aumentarono il numero dei maestri. Anche se nessuna riforma del Settecento impose l’obbligo scolastico, in molti Stati si intervenne per convincere le famiglie a mandare i figli a scuola. Nelle città sorsero le scuole elementari, mentre nelle campagne la diffusione fu più lenta: i contadini, infatti, avevano necessità di far lavorare i figli, soprattutto nella stagione dei raccolti.

Nel Settecento si diffondono le scuole, dapprima in città, poi, poco alla volta, anche in campagna.

STUDIA CON METODO

Fissa i concetti sul testo

1 Sottolinea sulle pagine le risposte alle domande.

a. Da chi fu progettata e diretta l’Enciclopedia?

b. Quante voci conteneva?

c. Perché la pubblicazione dell’Enciclopedia fu ostacolata?

d. Perché era difficile convincere le famiglie contadine a mandare i figli a scuola?

▲ Ritratto di Denis Diderot, uno dei due autori dell’Enciclopedia

Oltre ai 17 volumi di testo, l’Enciclopedia comprendeva 11 volumi di tavole illustrate che riguardavano sia le più recenti scoperte scientifiche e tecnologiche sia gli antichi mestieri (il contadino, il fornaio, il tessitore, il fabbricante di carte da gioco ecc.). I curatori dell’opera erano convinti che l’efficacia delle immagini fosse determinante per diffondere le conoscenze.

Scrisse Diderot: “Un’occhiata all’oggetto o alla figura dice di più di una pagina di testo scritto”. Questa è una delle tavole illustrate dell’Enciclopedia. Raffigura il lavoro nei campi e le attrezzature di cui si serve il contadino, mettendo a confronto tecniche di lavoro e strumenti tradizionali con quelli di recente invenzione.

1 Il contadino ara il campo.

2 Un altro contadino guida il cavallo che traina l’erpice. Questo strumento serve a rompere le zolle e a sminuzzare bene il terreno prima della semina.

3 Un contadino semina a mano.

4 Una contadina utilizza una macchina seminatrice che, oltre a depositare il seme nel solco, lo ricopre di terra. Compie così due diverse operazioni, che nell’agricoltura tradizionale il contadino doveva eseguire manualmente.

5 Un carrettiere conduce il cavallo che traina un rullo per battere e lisciare il campo dopo la semina.

6 L’aratro tradizionale.

7 La seminatrice meccanica, inventata nel 1701 dall’agronomo scozzese Jethro Tull.

Osserva l’immagine e svolgi l’attività

Attribuisci a ciascun particolare dell’immagine il numero corrispondente. L’esercizio è avviato.

La circolazione delle idee illuministe

La nascita del quotidiano

LE PAROLE DELLA STORIA

Tiratura: numero di copie di giornali che vengono stampate per una singola edizione.

Censura: attività che serve a verificare che nelle opere pubblicate non siano espresse idee contrarie allo Stato o alla Chiesa.

La diffusione dei giornali STUDIAFACILE

▼ Uomini che leggono il giornale ai giardini delle Tuileries a Parigi, in un’illustrazione dell’inizio del XIX secolo.

Con l’invenzione della stampa a caratteri mobili, avvenuta nel XV secolo, fu tecnicamente possibile realizzare dei “fogli” contenenti informazioni e notizie di attualità da pubblicare con una cadenza fissa. “La Gazzetta di Venezia”, che iniziò la sua attività nel 1555, fu il primo periodico comparso in Italia. Soltanto a distanza di più di un secolo si ebbe la nascita del primo giornale quotidiano a Lipsia (1670), seguito abbastanza presto, in Inghilterra, dal “Daily Courant” (1702) e da “The Spectator” (1711). In Italia i primi quotidiani nacquero nella seconda metà dell’Ottocento. Il carattere specifico del quotidiano è quello di fornire un’informazione rapida e varia, che tocca tutti gli aspetti della vita sociale. Esso è in grado di offrire una rappresentazione aggiornata e sufficientemente completa della realtà che ci circonda. È evidente però che, nello svolgere questa sua funzione, ha la possibilità di esercitare una forte influenza sul lettore, orientandone le scelte e i comportamenti.

I primi giornali quotidiani si stampano in Germania e in Inghilterra e nel corso del Settecento si diffondono sempre più.

I giornali sono sempre più diffusi

Nel Settecento il numero e la tiratura dei giornali crebbero in modo considerevole. Attraverso quelle pubblicazioni circolavano notizie su avvenimenti politici, discussioni di carattere culturale, informazioni di natura scientifica. In Gran Bretagna i giornali riscossero il più ampio successo: era la prova che la popolazione partecipava alla vita della nazione più attivamente che in altri Stati; qui inoltre, a differenza di altri Paesi europei, la stampa era libera e non esisteva la censura.

Aumenta il numero e la tiratura dei giornali, che diffondono notizie e suscitano discussioni di vario genere.

Nasce l’opinione pubblica

Nel Settecento la discussione pubblica si intensificò. Per discussione pubblica si intende sia lo scambio di notizie e informazioni, sia la libertà di giudicare e criticare ciò che è di interesse generale (la Chiesa, la giustizia, lo Stato, le leggi). Aumentarono anche i luoghi pubblici dove la gente, almeno quella alfabetizzata, si incontrava per leggere i giornali e scambiare opinioni. Furono aperti caffè, salotti privati, club, teatri, biblioteche e musei.

I caffè diventarono luoghi di ritrovo in cui intellettuali, nobili e borghesi si incontravano per bere una tazza di caffè o di cioccolata (una vera novità, a quei tempi).

Ma nei caffè ci si vedeva anche per leggere i giornali e per parlare dei più svariati argomenti, scambiandosi notizie e confrontando le opinioni (  p. 294). In questo secolo nacque così quella che fu definita l’opinione pubblica.

Nel Settecento lo scambio di notizie si intensifica grazie ai giornali. Aumentano i luoghi in cui le persone si incontrano per discutere e si forma così un’opinione pubblica.

L’Illuminismo in Italia

In Italia l’Illuminismo si diffuse soprattutto a Milano e Napoli. Qui si raccolsero giovani intellettuali desiderosi di far sentire la loro voce di denuncia contro le tante arretratezze del loro tempo. A Milano Pietro Verri fondò “Il Caffè” (1764-1766), un giornale illuminista. Sempre a Milano fu scritto uno dei più importanti trattati del Settecento: Dei delitti e delle pene, di Cesare Beccaria (1764). Il libro ebbe grande successo internazionale, con decine di traduzioni nelle principali lingue del mondo. Dava le risposte all’esigenza di una giustizia più moderna e umana, proponendo:

• l’abolizione della tortura e la riduzione della pena di morte;

• il diritto dell’imputato a difendersi;

• la prevenzione dei delitti con opere di giustizia sociale.

A Napoli l’Illuminismo ebbe i suoi maggiori rappresentanti nell’economista Antonio Genovesi, sostenitore di un rinnovamento economico del Sud, e in Gaetano Filangieri, autore di un importante libro di diritto, La scienza della legislazione (1780-1785).

In Italia, l’Illuminismo si diffonde soprattutto a Milano e a Napoli. Cesare Beccaria scrive un saggio contro la tortura e la pena di morte.

STUDIA CON METODO

Fissa i concetti sul testo

1 Sottolinea sulle pagine le risposte alle domande.

a. In quale città e in quale anno nacque il primo giornale quotidiano?

b. In quale Paese i giornali riscossero il maggior successo?

c. Quali furono i centri più attivi dell’Illuminismo italiano?

Analizza la fonte

2 FONTE ICONOGRAFICA L’immagine a lato rappresenta alcuni esponenti dell’Illuminismo

milanese: Pietro Verri (secondo da destra) e Cesare Beccaria (a sinistra), che legge il suo saggio Dei delitti e delle pene seduto di fronte ad Alessandro Verri. Descrivi in un breve testo l’ambiente e i personaggi.

Che cosa stanno facendo gli uomini ritratti? Secondo te, di che cosa stanno parlando? Come pensi che situazioni come quella rappresentata potessero contribuire alla diffusione della cultura?

▲ Quinta edizione del trattato Dei delitti e delle pene di Cesare Beccaria, conservata nel Museo della città di Livorno.
Cos’è questo “Caffè”?

LEZIONE I progressi della scienza

▲ Edward Jenner esegue la vaccinazione contro il vaiolo a un bambino, in un quadro del pittore inglese Ernest Board.

Inizia l’era dei vaccini

Nella seconda metà del Settecento la scienza compì passi da gigante in ogni direzione. La medicina partecipò al generale rinnovamento con importanti ricerche, alcune delle quali in grado di curare gravi malattie. L’inglese Edward Jenner (1749-1823), un medico di campagna, studiò una malattia che allora colpiva e causava la morte di milioni di persone: il vaiolo. Jenner mise così a punto la vaccinazione antivaiolosa (il termine “vaccino” viene da “vacca”, per gli esperimenti da lui compiuti sulle mucche).

Con la scoperta del vaccino, l’umanità entrava in un’ era nuova. Da allora la medicina avrebbe potuto non solo curare, ma anche prevenire alcune malattie, salvando milioni di vite. Per debellare completamente il vaiolo, tuttavia, occorsero ancora quasi due secoli. Infatti l’ultimo caso accertato risale al 1977, in Somalia. Nel 1980 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato definitivamente sconfitta questa malattia, tanto che la vaccinazione antivaiolosa da allora non viene più effettuata.

Nel campo della medicina una scoperta fondamentale è compiuta da Edward Jenner, che mette a punto un vaccino contro il vaiolo. Con la scoperta dei vaccini è possibile prevenire la diffusione di alcune malattie.

Nasce la chimica moderna

Le prime leggi della chimica furono formulate dal francese Antoine Lavoisier (1743-1794), il quale dimostrò che l’aria è formata da una miscela di due gas, l’ossigeno e l’azoto, e creò la tavola degli elementi chimici usata ancora oggi. Fu identificata anche la composizione dell’acqua, costituita da idrogeno e ossigeno. Alla fine del secolo, insieme allo sviluppo della ricerca scientifica, si affermò l’industria chimica. Uno dei prodotti di maggiore utilità che cominciò a essere fabbricato fu il sapone. La saponetta divenne una merce a basso costo: perciò l’igiene, allora assai scarsa, migliorò. A quel tempo risale anche un’invenzione che molti di noi oggi usano tutti i giorni: l’acqua gassata.

Nel campo della chimica si distingue il francese Lavoisier, che formula le prime leggi di questa disciplina.

La scoperta dell’elettricità

Anche la fisica compì notevoli progressi nelle ricerche sull’energia elettrica: furono decisivi gli esperimenti degli italiani Luigi Galvani (1737-1798) e Alessandro Volta (1745-1827), il quale dimostrò che l’elettricità viene prodotta dal contatto tra due differenti metalli, il rame e lo zinco, posti in una soluzione di acqua salata. Questa scoperta permise a Volta di inventare la pila elettrica. Uno scienziato americano, Benjamin Franklin (1706-1790), facendo volare degli aquiloni durante i temporali, verificò la presenza di scintille alle estremità della corda cui erano attaccati. Arrivò alla conclusione che il fulmine è una potente scarica elettrica. Questi esperimenti lo portarono all’invenzione del parafulmine, che cominciò a essere installato in punti alti (sui tetti delle case, sui campanili delle chiese) per proteggere gli edifici.

Nel campo della fisica si segnalano le ricerche sull’elettricità compiute dagli italiani Galvani e Volta. Si deve invece allo statunitense Franklin l’invenzione del parafulmine.

STUDIA

CON METODO

Fissa i concetti sul testo

1 Sottolinea sulle pagine le risposte alle domande.

a. Il vaccino scoperto da Jenner quale malattia preveniva?

b. Da che cosa deriva il termine “vaccinazione”?

c. Da chi vennero formulate le prime leggi della chimica?

d. Da che cosa viene prodotta l’energia elettrica?

e. Qual è la funzione del parafulmine?

dell’elettricità

la

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2 Completa la tabella.

Personaggio Scoperta

E. Jenner

A. Lavoiser

A. Volta

B. Franklin

◀ Alessandro Volta mostra
sua batteria a Napoleone all’Institut de France di Parigi, il 7 novembre 1801.

SCIENZA E TECNICA

▲ Talete di Mileto, raffigurato dall’artista svedese Wilhelm Meyer nel 1875.

▼ Litografia di Benjamin Franklin e suo figlio William durante l’esperimento con l’aquilone e la chiave, nel 1752.

L’elettricità svelata

Uno sguardo al passato

Le prime osservazioni sull’elettricità furono compiute dal filosofo greco Talete all’inizio del VI secolo a.C. Egli notò che l’ambra fossile, una resina vegetale che si indurisce dopo essere stata a lungo sotto terra, ha una proprietà: se viene sfregata, acquista la capacità di attrarre piccoli materiali leggeri. Si tratta di un fenomeno analogo a quello che si verifica quando i nostri capelli, spazzolati energicamente, si rizzano, o quando, toccando la maniglia di un’auto, ne riceviamo una leggera scossa. Poiché il nome greco dell’ambra è elektron, William Gilbert, medico della regina Elisabetta I, definì quella forza d’attrazione elektrica, da cui derivò il termine elettricità. Nessuno, però, per molti secoli seppe darne una spiegazione scientifica.

Benjamin Franklin e l’invenzione del parafulmine

Solo in tempi piuttosto recenti l’umanità ha imparato a conoscere questa energia, a controllarla, e infine a produrla. I primi studi sui fulmini furono compiuti da Benjamin Franklin, il quale dimostrò che a provocare questi fenomeni è l’elettricità. Celebre è il suo esperimento con un aquilone. L’ingegnoso inventore preparò un attrezzo formato da un aquilone costruito con nastri metallici, legato a un filo di seta collegato a sua volta a una chiave. Approfittando di una giornata tempestosa, il 15 giugno 1752 egli fece sollevare in volo l’aquilone. In breve, questo fu colpito da un fulmine e la scarica elettrica si trasmise, attraverso il filo, sulla chiave. Franklin non sapeva di aver corso un grave pericolo: se il filo, che era bagnato, non avesse fortemente smorzato la forza della carica elettrica, sarebbe caduto vittima lui stesso dell’esperimento. Successivamente Franklin mise a punto uno strumento per “catturare” i fulmini. Si trattava di un’asta metallica, che veniva collocata sui tetti delle case e collegata a terra mediante un cavo. La scarica elettrica colpiva l’asta e disperdeva la sua energia al suolo, senza arrecare danni a cose e persone.

Due scienziati italiani scoprono l’elettricità

Furono però due scienziati italiani, Luigi Galvani e Alessandro Volta, ad approfondire le conoscenze scientifiche sull’elettricità. Galvani era un anatomista e, mentre sezionava una rana con bisturi e pinzette, osservò un fenomeno particolare: il cadavere della rana si contrasse violentemente. Lo scienziato spiegò l’accaduto ipotizzando che l’elettricità venisse prodotta dal cervello attraverso i nervi.

Un altro scienziato a lui contemporaneo, Alessandro Volta, si disse invece convinto che la contrazione del corpo della rana fosse causata da una scarica elettrica prodotta dagli strumenti usati da Galvani, che erano di metalli tra loro diversi. Per dimostrare questa tesi, ricorse a un esperimento: mise una moneta d’argento sulla lingua e una sottile lamina di stagno sotto la lingua. Poi collegò i due metalli mediante un filo di rame. Immediatamente, Volta percepì un sapore aspro, prova del fatto che i metalli generavano una carica elettrica. In realtà, entrambi gli scienziati avevano ragione e le loro scoperte portarono a due notevoli risultati: gli studi di Galvani introdussero il concetto di “segnali nervosi”, mentre Volta costruì la pila che, dal suo nome, venne detta voltaica. Questo strumento è costituito da dischi di zinco e di rame, posti gli uni sopra gli altri e separati da dischi di cartone imbevuti di acqua salata. Unendo tra loro un buon numero di pile era possibile ottenere una fonte costante di energia elettrica. Grazie a questa invenzione, l’umanità poté finalmente produrre energia.

Ora tocca a te: rispondi alle domande

1. Chi fu il primo a osservare fenomeni elettrici e in quale periodo storico?

2. Che cosa inventò Franklin per proteggere gli edifici dai fulmini?

3. Perché l’invenzione della pila fu così importante?

▲ In alto Alessandro Volta con la sua invenzione, la pila. A sinistra illustrazione che ritrae Luigi Galvani durante l’esperimento con la rana, nel 1780.

▲ La pila di Alessandro Volta, primo generatore statico di energia elettrica (1799).

RACCONTARE LA STORIA

L’uomo impara a volare

Il desiderio di volare è antico quanto l’umanità, come dimostra il mito di Dedalo e Icaro che, per fuggire dal labirinto di Creta, crearono ali con piume e cera. In Francia la prima mongolfiera con a bordo dei singolari passeggeri (un gallo, un’oca e una pecora) si librò nell’aria a Versailles, nel settembre del 1783, per iniziativa dei fratelli Montgolfier. Successivamente, il 21 novembre dello stesso anno, si svolse il primo volo umano in mongolfiera, sopra i tetti di Parigi.

Chi volerà per primo?

In Francia è in corso una sfida per stabilire chi per primo riuscirà a volare. Saranno gli ingegnosi fratelli Joseph e Jacques Étienne Montgolfier, oppure Jacques Charles, giovane scienziato allievo di Benjamin Franklin? Difficile prevederlo, perché i contendenti si danno battaglia a furia di dimostrazioni pubbliche, dall’esito sempre imprevedibile.

Le idee che animano i protagonisti sono simili ma non uguali. Si tratta di far sollevare in volo un pallone, rendendolo più leggero dell’aria. E qui sta la differenza. I Montgolfier pensano di utilizzare l’aria calda. Charles, invece, ha deciso di usare l’idrogeno, un gas più leggero dell’aria che il chimico inglese Cavendish è riuscito da poco a isolare.

La sfida nei cieli

Nel 1783, dopo alcuni esperimenti privati, i fratelli Montgolfier danno una dimostrazione pubblica. Il pallone, gonfio di aria riscaldata, parte come un razzo e sfugge al loro controllo. Andrà a schiantarsi a un paio di chilometri di distanza. Un tentativo effettuato poco dopo, il 5 giugno 1783, ha miglior successo. Ma a rubare la scena ai fratelli Montgolfier interviene Jacques Charles, che a Parigi, davanti alla Scuola Militare, fa compiere al suo pallone un volo di diciannove chilometri. I Montgolfier raccolgono la sfida. Étienne costruisce un nuovo pallone, vi lega sotto una cesta di vimini e vi fa salire un gallo, un’oca e una pecora. Le cose non vanno troppo male per le tre cavie, poiché atterrano senza danni dopo circa otto minuti.

Il primo volo umano

Questo successo convince i fratelli a osare ciò che non era mai stato osato: il volo umano. Il 21 novembre 1783 l’esperimento ottiene pieno successo: dopo 25 minuti, i piloti spengono il fuoco che riscalda l’aria del pallone e atterrano senza inconvenienti a 11 chilometri di distanza. Il primo volo umano è una realtà!

Come si volava nel 1783

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delle Tuileries, a Parigi, Jacques Charles, insieme a Marie Noël Robert, si libra in cielo con un pallone a idrogeno. Ad assistere alla loro partenza è una folla di 400.000 persone! I due percorrono 43 chilometri restando in aria per ben due ore. La conclusione, però, è tragicomica. Una volta atterrati, Robert esce dalla cesta, ma il pallone, alleggerito del suo peso, si risolleva bruscamente. Charles, che è rimasto dentro, si vede sbalzare in pochi istanti fino a tremila metri d’altezza. Ma non si fa prendere dal panico: con abilità e freddezza riesce a far uscire lentamente l’idrogeno dall’involucro in cui è contenuto, e può così atterrare nuovamente.

Un atterraggio tragicomico

Nonostante questi successi, pochi pensano che il pallone aerostatico possa rivelarsi davvero un mezzo di trasporto efficiente su distanze più lunghe di quelle sperimentate. A smentire questa opinione sono il francese Jean-Pierre Blanchard e l’americano John Jeffries, che riescono nel 1784 a sorvolare il canale della Manica. A un certo punto, però, il pallone perde quota e i due piloti sono costretti ad alleggerire il peso. In rapida successione gettano la zavorra, il timone, le provviste, gli abiti invernali. Arrivano sani e salvi, ma il loro aspetto, al momento dell’atterraggio, non è tale da essere immortalato con un ritratto sui libri di storia…

Ora tocca a te: leggi e scrivi Immagina di organizzare un’esperienza in mongolfiera. Quali luoghi ti piacerebbe sorvolare? Scrivi un breve testo in cui descrivi le tue emozioni.

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