Pier Giorgio Viberti Giorgio Olmoti




![]()
Pier Giorgio Viberti Giorgio Olmoti




Racconti avvincenti su aneddoti da scoprire
Personaggi in primo piano


Laboratori con le fonti: testi, immagini, reperti
Dossier “Uno sguardo al nostro tempo”
Attività con IA
Gruppo Editoriale
ELi
Il piacere di apprendere
Il Novecento e l’età contemporanea 3





Pier Giorgio Viberti Giorgio Olmoti
Il Novecento e l’età contemporanea
Gruppo
Il piacere di apprendere
P. G. Viberti, G. Olmoti
Il tempo si fa storia. Volume 3
Edizione con soluzioni per l’insegnante
Coordinamento redazionale: Marco Mauri
Responsabili editoriali: Beatrice Loreti, Carla Quattrini
Redazione: Giada Virgili, Monia Cardella
Revisione testi: Francesca Lombardo, Manuel Pace, Luca Santinelli
Revisione e aggiornamento degli apparati didattici: Stefania Bruno
Art direction: Enrica Bologni
Progetto grafico e impaginazione: duDAT srl
Copertina: Studio Plum
Disegni: Mariano Valsesia, Paola Baldanzi, Marcello Carriero
Immagini di copertina: Shutterstock
Referenze iconografiche: vedi p. 370
Si ringraziano per il contributo dato al volume i seguenti insegnanti:
Cinzia Andrilli IC Maccarese, Roma; Tania Barcellona IC Giusti Sinopoli, Agira (EN); Marilena Calabrò IC Porcari Lucca; Anna Caporilli IC Olevano Romano (Roma); Rosanna Caprio IC Santagata, Gricignano di Aversa (CE); Chiara Catturini ICS Giorgio Perlasca, Bareggio (MI); Cassandra Di Giacomo Scuola secondaria di primo grado Gianni Rodari, Brandizzo (TO); Giuseppina Di Luise IC Santagata, Gricignano di Aversa (CE); Maria Letizia Fadda IC Parri Vian, Torino; Marilena Ferraro IC Gramsci, Aprilia (LT); Fiorella Frusta IC Maccarese, Roma; Maria Emanuela Gabrielli Scuola secondaria di primo grado Da Vinci, Lucca; Giuseppe Imperato Scuola secondaria di primo grado Paglieri, Fossano (CN); Alessandra Lupoli IC Santagata, Gricignano di Aversa (CE); Milena Martino IC Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, Pietramelara (CE); Anna Monza IC Cermenate (CO); Rita Nicoletti IC Sora (FR); Cristina Pollastrelli IC Montalto di Castro (VT); Viviana Riccetti IC Berardi-Nitti, Melfi (PZ); Daniela Rinaldi IC Maria Capozzi, Roma; Elisabetta Russo IC Berardi-Nitti, Melfi (PZ); Barbara Savioli Scuola secondaria di primo grado Varoli, loc. Cotignola (RA); Silvia Spillari IC1 Pescantina, Verona; Diletta Tagliaferri IC comprensivo Montalto di Castro (VT); Alessia Tomasso IC Sora (FR); Paolo Velonà IC Maria Capozzi, Roma
Prima edizione: gennaio 2026
Printed in Italy
© 2026 - Proprietà letteraria riservata. È vietata la riproduzione, anche parziale, con qualsiasi mezzo effettuata, compresa la fotocopia, anche ad uso interno o didattico, non autorizzata. Le fotocopie per uso personale del lettore possono essere effettuate nei limiti del 15% di ciascun volume dietro pagamento alla SIAE del compenso previsto dall’art. 68, commi 4 e 5, della legge 22 aprile 1941 n. 633. Le riproduzioni per finalità di carattere professionale, economico o commerciale o comunque per uso diverso da quello personale, possono essere effettuate a seguito di specifica autorizzazione rilasciata da CLEARedi (Centro licenze e autorizzazioni per le riproduzioni editoriali), corso di Porta Romana 108, 20122 Milano, e-mail autorizzazioni@clearedi.org e sito web www.clearedi.org
L’editore fornisce – per il tramite dei testi scolastici da esso pubblicati e attraverso i relativi supporti o nel sito www.gruppoeli.it –materiali e link a siti di terze parti esclusivamente per fini didattici o perché indicati e consigliati da altri siti istituzionali. Pertanto l’editore non è responsabile, neppure indirettamente, del contenuto e delle immagini riprodotte su tali siti in data successiva a quella della pubblicazione, dopo aver controllato la correttezza degli indirizzi web ai quali si rimanda.
Principato, Gruppo Editoriale ELi Viale E. Jenner 17 - 20159 Milano www.gruppoeli.it e-mail: info@gruppoeli.it
La casa editrice attua procedure idonee ad assicurare la qualità nel processo di progettazione, realizzazione e distribuzione dei prodotti editoriali. La realizzazione di un libro scolastico è infatti un’attività complessa che comporta controlli di varia natura. È pertanto possibile che, dopo la pubblicazione, siano riscontrabili errori e imprecisioni.
La casa editrice ringrazia fin da ora chi vorrà segnalarli a: Servizio clienti Principato-Gruppo Editoriale ELi e-mail: info@gruppoeli.it
Stampa: Tecnostampa - Pigini Group Printing Division - Loreto - Trevi 26.85.034.0
Quello che troverai in queste pagine non è soltanto un manuale, ma un invito a esplorare il passato per capire meglio il presente e immaginare il futuro. È un viaggio nel tempo, nelle idee, nelle trasformazioni e nelle vite delle persone che hanno costruito il mondo in cui viviamo.
Ogni viaggio ha bisogno di strumenti utili per orientarsi. Per questo Il tempo si fa Storia è stato pensato per accompagnare chi studia passo dopo passo, rendendo la storia vicina, comprensibile e capace di parlare alla realtà di oggi.
Ogni unità si apre con una linea del tempo, che offre una prima collocazione degli eventi. Seguono carte storiche, per capire dove accadono i fatti; personaggi simbolo, che presentano il periodo; e fonti originali che permettono di avvicinarsi alla storia in modo diretto.
Il corso dà grande spazio al racconto storico: nella doppia pagina Raccontare la storia potrai scoprire episodi significativi, curiosi o meno conosciuti, narrati in modo coinvolgente per rendere più immediata la comprensione dei contesti. E, se preferisci ascoltare invece che leggere, ogni racconto è disponibile anche in formato audio, così potrai seguirlo con calma, dove e quando vuoi.
Le lezioni sono ben organizzate per facilitare lo studio: ogni paragrafo è seguito da una sintesi chiara, e alla fine troverai il box Studia con metodo, con suggerimenti pratici per imparare a selezionare le informazioni e costruire un tuo metodo di lavoro sempre più autonomo.
La storia non è solo un insieme di fatti: è analisi, confronto, collegamento tra cause ed effetti. Per questo, ogni unità include esercizi, mappe concettuali e laboratori dedicati alle fonti e al metodo. Attraverso queste attività si sviluppano conoscenze e competenze e si affrontano temi legati all’educazione civica, per connettere passato e presente in modo consapevole.
Pagina dopo pagina scoprirai che il tempo, proprio come suggerisce il titolo del corso, si fa storia: prende forma, si trasforma, si intreccia con il percorso umano.
Ora non resta che cominciare il viaggio.

Il Gruppo Editoriale ELi
offre proposte editoriali che coprono tutti i gradi e i rami scolastici, all’insegna della qualità, del rigore e dell’innovazione.
Percorsi didattici con attività pratiche che mirano ad approfondire i principali strumenti di IA generativa per favorirne un utilizzo critico e il tool VELIA a disposizione dei docenti per personalizzare l’attività didattica.
Progetto di ricerca costante che mira a eliminare gli stereotipi di genere nei testi scolastici ponendo particolare attenzione alla scelta dei contenuti, a una valutazione iconografica ragionata e all’utilizzo di un linguaggio testuale inclusivo.

Sviluppo di una cultura dell’inclusione attraverso contenuti accessibili e adeguati ai diversi stili di apprendimento.
Approccio educativo e formativo volto a favorire la conoscenza di sé, delle proprie attitudini e delle proprie capacità, oltre a sviluppare le competenze non cognitive e trasversali necessarie per le scelte del futuro.
CIVICA secondo le NUOVE Linee guida
Aggiornamento e ampliamento dei nuclei tematici attorno ai quali si articolano le competenze e gli obiettivi di apprendimento: Costituzione, Sviluppo economico e sostenibilità, Cittadinanza digitale

Attivazione del pensiero scientifico e computazionale, approccio interdisciplinare e laboratoriale, sviluppo della competenza multilinguistica, attraverso attività STEM, STEAM e CLIL.
Acquisizione delle competenze digitali e dell’alfabetizzazione informatica come aiuto all’inclusione sociale e alla cittadinanza attiva.
Percorsi incentrati sullo sviluppo di competenze relazionali che arricchiscono la consapevolezza del vissuto personale in relazione con la realtà circostante.
Gruppo Editoriale
ELi
Il tempo si fa Storia è il nuovo corso di storia in tre volumi per la scuola secondaria di primo grado.
Ogni volume è affiancato da un quaderno operativo con atlante storico e attività per l’esame di Stato.
Completa il corso lo Studiafacile, un volume con sintesi semplificate delle unità del libro e approfondimenti su eventi e personaggi storici.
Il profilo storico è suddiviso in unità. Ogni unità si apre con una linea del tempo e diverse rubriche di inquadramento:
TRACCE DEL PASSATO : una breve introduzione di educazione civica per comprendere le radici del presente;
LO SPAZIO : una carta storica che fissa gli eventi nei luoghi in cui sono accaduti;
IL PERSONAGGIO : una figura simbolo del periodo trattato;
LA FONTE : un documento importante per introdurre l’unità.
Le unità sono divise in lezioni su doppia pagina a fronte:
∙ ogni paragrafo è seguito da una breve sintesi in alta leggibilità dei contenuti principali;
∙ ogni lezione si chiude con un box intitolato STUDIA CON METODO con esercizi che aiutano a studiare in modo facile e autonomo.
DIMENSIONE NARRATIVA
La storia è narrata in modo coinvolgente nella doppia pagina RACCONTARE LA STORIA , dove viene proposto e illustrato un episodio significativo o poco conosciuto sui temi trattati nell’unità. Ogni racconto è corredato di file audio con lettura espressiva.





Nel corso dei volumi sono presenti spunti di riflessione collegati ai temi dell’educazione civica e numerose schede su diversi aspetti della vita, della cultura e della società del passato, per metterli a confronto con la realtà contemporanea e sviluppare una consapevolezza critica del mondo attuale:
∙ La donna nella storia
∙ Storia e arte
∙ Vita quotidiana
∙ Scienza e tecnica
Il tempo si fa Storia prevede materiali per lo studio in conclusione di unità:
∙ mappe e sintesi per il ripasso;
∙ attività per lo sviluppo delle conoscenze e delle competenze
A corredo di ogni unità si trovano:
∙ il Laboratorio delle fonti, che analizza fonti testuali e iconografiche seguite da attività;
∙ il Laboratorio di metodo, che propone esercizi con diverse strategie di studio e attività di orientamento o che guidano all’uso critico dell’intelligenza artificiale.
I quaderni operativi, uno per ogni livello, sono divisi in due sezioni: un atlante storico con cartine geostoriche che illustrano i principali avvenimenti e una sezione di attività interdisciplinari in preparazione dell’esame di Stato.






EDUCAZIONE CIVICA Lo squilibrio tra Nord e Sud Italia
LO SPAZIO La rete ferroviaria e le aree minerarie e industriali
IL PERSONAGGIO Giovanni Giolitti
LA FONTE Giolitti realizza l’idea del governo liberale
Lezione 1 L’Europa all’inizio del XX secolo
Lezione 2 Partiti e sindacati dei lavoratori
Lezione 3 Le divisioni dei socialisti
Lezione 4 Sindacati cattolici e socialisti in Italia
Lezione 5 L’industria in Italia 12
STORIA E ARTE Energia e velocità: la rivoluzione del Futurismo 14
Lezione 6 L’Italia, un Paese fragile 16
RACCONTARE LA STORIA I cannoni di Bava Beccaris
Lezione 7 Riforme sociali e politiche nell’età giolittiana
Lezione 8 La politica economica nell’età giolittiana
Lezione 9 La politica estera nell’età giolittiana

Linea del tempo interattiva

Incontra il personaggio

Rerum novarum di Papa Leone XIII


La fabbrica FIAT agli inizi del '900 Manifesto del colore (G. Balla)

Lettura espressiva

Immagine interattiva

Slide con sintesi inclusiva


Audiosintesi
Verifica interattiva

Slide sulle life skills

EDUCAZIONE CIVICA La guerra che cambiò le donne
LO SPAZIO I Paesi coinvolti nella Prima guerra mondiale
IL PERSONAGGIO Il soldato di trincea
LA FONTE Soldati (G. Ungaretti)


Linea del tempo interattiva
Le nuove armi

L’attentato di Sarajevo


Immagine interattiva I manifesti di propaganda

Gabriele D’Annunzio, Il discorso di Quarto

Lettura espressiva

LA DONNA NELLA STORIA Gli uomini al fronte, le donne in fabbrica
STUDIAFACILE Il movimento delle suffragette

STUDIAFACILE Il crollo degli imperi centrali


Slide con sintesi inclusiva


Audiosintesi
Verifica interattiva
3
CIVICA Rivoluzione o riforma? Due strade per cambiare
LO SPAZIO La Rivoluzione russa
IL PERSONAGGIO Lenin
LA FONTE Abbattere lo Stato per creare il comunismo

UNITÀ 4
EDUCAZIONE CIVICA Quando manca la libertà
DIMENSIONE NARRATIVA

Linea del tempo interattiva
TRACCE DEL PASSATO
LO SPAZIO La situazione economica durante il fascismo in Italia
IL PERSONAGGIO Mussolini
LA FONTE Il fascismo non è un partito, è un movimento






La Rivoluzione russa Servizio documentato Lettura espressiva
Immagine interattiva
Slide con sintesi inclusiva
Audiosintesi
Verifica interattiva

Slide sulle life skills


Linea del tempo interattiva
Crescere sotto il fascismo

Lezione 1 L’Italia nel primo dopoguerra
Lezione 2 La scena politica italiana
Lezione 3 La dittatura fascista

Il personaggio.
Don Luigi Sturzo

Immagine interattiva
UNITÀ 5

RACCONTARE LA STORIA La marcia su Roma 98
Lezione 4 Il fascismo al potere
DIMENSIONE NARRATIVA
Lezione 5 La dittatura diventa più solida
Lezione 6 L’economia di Stato
VITA QUOTIDIANA Uomini e donne, scuola e vacanze
Sintesi attiva
Dalle conoscenze alle competenze
Laboratorio delle fonti
Mappa dell’unità
Laboratorio di metodo
INTELLIGENZA ARTIFICIALE Le città fasciste


Lettura espressiva
La marcia su Roma

Il concorso del grano


Slide con sintesi inclusiva
Audiosintesi

Verifica interattiva IA

Linea del tempo interattiva
EDUCAZIONE CIVICA Le regole del mercato
LO SPAZIO Gli Stati Uniti d’America con la data del loro ingresso nell’unione
IL PERSONAGGIO Franklin Delano Roosevelt
LA FONTE La “macchina infernale” creata da Stalin
Lezione 1 Gli Stati Uniti nel primo dopoguerra
VITA QUOTIDIANA Gli Americani si divertono
Lezione 2 La crisi economica del 1929
RACCONTARE LA STORIA I giorni “neri” di Wall Street
Lezione 3 L’ascesa di Stalin
Lezione 4 L’Unione Sovietica ai tempi di Stalin
DIMENSIONE NARRATIVA
STORIA E ARTE La pittura russa, le avanguardie e l’arte di regime
Sintesi attiva
Dalle conoscenze alle competenze
Laboratorio delle fonti
Mappa dell’unità
Laboratorio di metodo
ORIENTAMENTO Verso il tuo futuro









Incontra il personaggio Il giovedì nero a Wall Street
Roosevelt eletto presidente
Lettura espressiva
Immagine interattiva
Natalia Goncharova
Slide con sintesi inclusiva
Audiosintesi
Verifica interattiva

Slide sulle life skills
UNITÀ 6

EDUCAZIONE CIVICA Economia e democrazia
TRACCE DEL PASSATO
LO SPAZIO Regimi autoritari e Stati democratici in Europa
IL PERSONAGGIO Adolf Hitler
LA FONTE Come educare i giovani tedeschi
Lezione 1 La crisi delle democrazie 142
Lezione 2 La crisi piega la Germania 144
Lezione 3 La Germania nazista 146
Lezione 4 La propaganda crea il consenso 148
RACCONTARE LA STORIA Berlino, 1936: le Olimpiadi di Jesse Owens 150
DIMENSIONE NARRATIVA
Lezione 5 Gli Ebrei sono perseguitati 152
Lezione 6 Il fascismo si consolida in Italia 154
Lezione 7 Il culto della personalità 156
Lezione 8 Le convergenze tra Italia e Germania 158
Lezione 9 La dittatura in Spagna 160
LA DONNA NELLA STORIA Una ragazza in divisa: la guerra civile spagnola e il ruolo delle donne 161
Sintesi attiva 162
Dalle conoscenze alle competenze 164
Laboratorio delle fonti 166 Mappa dell’unità 168 Laboratorio di metodo 169
IA

Linea del tempo interattiva
UNITÀ 7
INTELLIGENZA
EDUCAZIONE CIVICA La pace tra giustizia e riconciliazione


TRACCE DEL PASSATO
LO SPAZIO Le vittorie della Germania nella prima fase della guerra
IL PERSONAGGIO Winston Churchill
LA FONTE Ci aspettano lacrime e sangue, ma vinceremo!
Lezione 1 La guerra si avvicina 172
Lezione 2 L’inizio della Seconda guerra mondiale 174
Lezione 3 Il fronte occidentale 176
Lezione 4 La guerra coinvolge altri Paesi 178
Lezione 5 La guerra diventa mondiale 180
RACCONTARE LA STORIA TORA! TORA! TORA! 182


Hitler eletto cancelliere
Immagine interattiva

Lettura espressiva



Mussolini inaugura Cinecittà Il discorso di Trieste Pablo Picasso, Guernica

Slide con sintesi inclusiva


Audiosintesi
Verifica interattiva

Linea del tempo interattiva

Incontra il personaggio

Mussolini e Hitler si incontrano a Monaco

Ferro e fuoco nel Pacifico

DIMENSIONE NARRATIVA Lettura espressiva
Lezione 6 Cambiano le sorti della guerra
Lezione 7 La crisi del fascismo
Sintesi attiva
Dalle conoscenze alle competenze
Laboratorio delle fonti
Mappa dell’unità
Laboratorio di metodo
ORIENTAMENTO Verso il tuo futuro
8


EDUCAZIONE CIVICA Gli orrori del genocidio
LO SPAZIO Gli Alleati in Europa
IL PERSONAGGIO Le vittime civili della guerra
LA FONTE Il racconto di un aguzzino
Lezione 1 Il crollo della Germania
Lezione 2 L’importanza della Resistenza
LA DONNA NELLA STORIA Le donne nella Resistenza
3 Le fasi finali della guerra
RACCONTARE LA STORIA Il fungo di Hiroshima
Lezione 4 La Shoah
Lezione 5 Nell’inferno dei Lager
6 La tragedia degli Ebrei
STORIA E ARTE L’arte della Shoah
Lezione 7 Bilancio di una catastrofe
Sintesi attiva
Dalle conoscenze alle competenze
delle fonti
dell’unità
di metodo
INTELLIGENZA ARTIFICIALE La guerra nel
EDUCAZIONE CIVICA Alla base della pace
LO SPAZIO La divisione del mondo in blocchi controllati dalle due superpotenze

La destituzione di Mussolini

Operazione Quercia. I nazisti liberano Mussolini


Slide con sintesi inclusiva
Audiosintesi

Verifica interattiva

Slide sulle life skills

Linea del tempo interattiva

Mulberry: ingegneria e strategia

Poesie di Resistenza


Venezia insorge
Lettura espressiva
STUDIAFACILE Enrico Fermi e lo studio dell’atomo


I Giusti tra le Nazioni

Il personaggio. Oskar Schindler

Il binario 21 ci ricorda di ricordare

Slide con sintesi inclusiva


Audiosintesi
Verifica interattiva

Linea del tempo interattiva

La nascita della Costituzione

IL PERSONAGGIO George Marshall
LA FONTE La carta delle Nazioni Unite
Lezione 1 Il secondo dopoguerra 228
UNITÀ 10

RACCONTARE LA STORIA Il processo di Norimberga 230
DIMENSIONE NARRATIVA
Lezione 2 Una nuova Europa 232
Lezione 3 Un nuovo ordine economico 234
Lezione 4 La situazione in Italia 236
Lezione 5 In Italia torna la democrazia 238
Lezione 6 La politica italiana del dopoguerra 240
Sintesi attiva 242
Dalle conoscenze alle competenze 243
Laboratorio delle fonti 246
Mappa dell’unità 248
Laboratorio di metodo 249
ORIENTAMENTO Verso il tuo futuro 249

Lettura espressiva

Conferenza di Parigi. Piano Marshall
STUDIAFACILE Il referendum del 1946


Immagine interattiva

18 aprile 1948. L’Italia alle urne






EDUCAZIONE CIVICA Il potere del cambiamento politico
LO SPAZIO La decolonizzazione nel secondo dopoguerra
IL PERSONAGGIO Gandhi
LA FONTE La forza della non-violenza
Lezione 1 L’indipendenza dell’Oriente 252
Lezione 2 L’indipendenza dell’India 254
Lezione 3 L’indipendenza della Cina 256
Lezione 4 La difficile indipendenza del Vietnam 258
Lezione 5 Il Medio Oriente è instabile 260
Lezione 6 La difficile convivenza tra Israeliani e Palestinesi 262
Lezione 7 In Medio Oriente: Iran e Iraq
Lezione 8 Indipendenza e neocolonialismo in Africa


264
266
Sintesi attiva 268
Dalle conoscenze alle competenze 270
Laboratorio delle fonti 272
Mappa dell’unità
Laboratorio di metodo
INTELLIGENZA ARTIFICIALE La decolonizzazione 275








Slide con sintesi inclusiva
Audiosintesi
Verifica interattiva Il personaggio. Luigi Einaudi
Slide sulle life skills
Linea del tempo interattiva
Incontra il personaggio
Gandhi a Roma nel 1931
STUDIAFACILE La rivoluzione non-violenta di Gandhi
I funerali di Gandhi
Il personaggio. Mao Zedong
Manifestazioni contro la guerra in Vietnam. Galleria fotografica
Immagine interattiva
Slide con sintesi inclusiva
Audiosintesi
Verifica interattiva
UNITÀ 11

EDUCAZIONE CIVICA Vecchi e nuovi muri
TRACCE DEL PASSATO
LO SPAZIO La fine del comunismo. Il grande cambiamento degli anni 1989-1992
IL PERSONAGGIO John Fitzgerald Kennedy
LA FONTE Io ho un sogno
Lezione 1 Il mondo diviso 278
Lezione 2 Le guerre ai tempi della guerra fredda 280
SCIENZA E TECNICA La conquista dello spazio S T E M
Lezione 3 La ricerca della giustizia sociale
RACCONTARE LA STORIA L’assassinio di Kennedy
DIMENSIONE NARRATIVA
Lezione 4 L’America Latina tra rivoluzione e dittatura 288
Lezione 5 Il comunismo tra vittorie e insuccessi 290
Lezione 6 L’Europa orientale cambia volto 292
Lezione 7 La fine dell’Unione Sovietica 294
Sintesi attiva
Dalle conoscenze alle competenze
Laboratorio delle fonti
dell’unità
Laboratorio di metodo
ORIENTAMENTO Verso il tuo futuro
UNITÀ 12

EDUCAZIONE CIVICA Lottare per i diritti civili
LO SPAZIO L’Unione Europea
IL PERSONAGGIO I Beatles
LA FONTE Perché l’Europa deve unirsi

Linea del tempo interattiva

Incontra il personaggio

Esperimento atomico nel Nevada


L’uomo sulla Luna
Il personaggio. Martin Luther King
STUDIAFACILE Il Concilio Vaticano II



Lettura espressiva
Immagine interattiva

STUDIAFACILE La caduta del muro di Berlino

Slide con sintesi inclusiva


Audiosintesi
Verifica interattiva

Slide sulle life skills

Linea del tempo interattiva
TRACCE DEL PASSATO Il Sessantotto
Lezione 1 L’economia dopo la guerra 306
Lezione 2 La società dei consumi 308
LA DONNA NELLA STORIA Le donne in lotta per la conquista della parità di diritti
Lezione 3 I giovani contestano la tradizione
VITA QUOTIDIANA I giovani nella società dei consumi
RACCONTARE LA STORIA Woodstock, il più grande raduno musicale di tutti i tempi
Lezione 4 Verso un’Europa unita
Lezione 5 Oltre il Mercato Comune
DIMENSIONE NARRATIVA

316
318
320

Inaugurata la TV italiana
STUDIAFACILE Il Sessantotto



Lettura espressiva
Il personaggio. Altiero Spinelli

Viaggio nella storia dell’UE
delle
La musica degli anni ’60 e ’70
EDUCAZIONE CIVICA Gli eroi della legalità

LO SPAZIO Tra gli anni ’50 e ’60 l’Italia passò da Paese agricolo a Paese industriale
IL PERSONAGGIO Il “pool Mani pulite”
LA FONTE Un imprenditore si ribella alla mafia
1 L’Italia del miracolo economico
2
politica italiana negli anni ’50 e ’60
conoscenze alle competenze
delle fonti



Audiosintesi
Verifica interattiva



Il referendum sul divorzio


La strage di Piazza Fontana
Il personaggio. Aldo Moro

Lettura espressiva DIMENSIONE NARRATIVA
La mafia raccontata dai giornali





Slide con sintesi inclusiva
Audiosintesi
Verifica interattiva Slide sulle life skills


Linea del tempo interattiva
1860
Inizia l’emigrazione dall’Europa verso gli Stati Uniti

1875
Fondazione del Partito socialista in Germania

1892
Fondazione del Partito socialista italiano

Nasce in Italia il sindacato unitario dei lavoratori
EDUCAZIONE CIVICA TRACCE DEL PASSATO
Il divario economico ancora esistente oggi tra Nord e Sud Italia affonda le radici nel passato. Nel periodo successivo all’Unità, l’industrializzazione si concentrò al Nord mentre l’economia del Sud continuò a basarsi sull’agricoltura.
Oggi questo squilibrio non è ancora superato e l’emigrazione, soprattutto giovanile, dal Sud al Nord è un fenomeno ancora attuale.
Per superare la diseguaglianza occorrono investimenti mirati nelle infrastrutture e nei trasporti, sostegno all’imprenditoria locale e valorizzazione delle eccellenze territoriali del Meridione.
LO SPAZIO LA RETE FERROVIARIA E LE AREE MINERARIE E INDUSTRIALI
Rispondi alla domanda
Dove si concentrano le principali industrie?

CLASSE CAPOVOLTA
Incontra il personaggio
Guarda il video su Giovanni Giolitti e svolgi l’attività.
Giovanni Giolitti (1842-1928) nasce in Piemonte da una famiglia abbastanza agiata. Si laurea a soli diciannove anni, diventa prima funzionario dei ministeri e poi deputato. La sua ascesa è rapida: nel 1889 è nominato ministro del Tesoro, poi nel 1892 primo ministro, carica che riveste per molti anni, fino all’affermazione del fascismo. Come guida del Paese, affronta questioni delicate: gli scioperi degli operai e dei braccianti che minacciano la pace sociale, lo squilibrio tra Nord e Sud, l’emigrazione. Giolitti risolve con successo alcuni problemi urgenti con una serie di riforme efficaci che portano a miglioramenti sociali. Molto resta ancora da fare, ma grazie a queste riforme l’Italia si avvia a diventare una nazione relativamente moderna.
Rispondi alla domanda
In che modo Giolitti affronta e risolve alcuni problemi urgenti in Italia?



Il filosofo Benedetto Croce, analizzando l’opera di Giovanni Giolitti, gli riconosce il merito di aver governato in maniera equilibrata e saggia.
Furono quelli di Giolitti, in Italia, gli anni in cui meglio si attuò l’idea di un governo liberale, il solo in grado di soddisfare le esigenze legittime che quelle due parti estreme – conservatori e socialisti –ponevano senza possedere la capacità di attuarle; perché, da un lato, esso manteneva l’ordine sociale e l’autorità dello Stato e dall’altro accoglieva i nuovi bisogni con il lasciare libero campo alle competizioni economiche anche tra datori di lavoro e lavoratori e con il realizzare riforme sociali.
B. Croce, Storia d’Italia dal 1870 al 1915
Rispondi alla domanda
Perché secondo la fonte il governo liberale è in grado di soddisfare le esigenze legittime della popolazione?

SINDACATO Associazione di lavoratori che ha lo scopo di tutelarne gli interessi.
ANARCHIA Dottrina politica che vorrebbe realizzare l’abolizione di ogni forma di governo.
ENCICLICA Lettera apostolica che il papa indirizza alla comunità di vescovi su argomenti religiosi o sociali.

▲ Pubblicità di una lampada elettrica, una delle maggiori innovazioni della fine del XIX secolo.
All’inizio del XX secolo, l’Europa vive un periodo di prosperità, chiamato Belle Époque (1871-1914), un’epoca caratterizzata da un diffuso progresso tecnologico, da una forte crescita economica e da un grande sviluppo artistico e culturale. Tuttavia, accanto a questi aspetti positivi, tra le principali potenze europee (e anche al loro interno) convivono tensioni profonde che sfoceranno, nel 1914, nell’inizio di un conflitto mondiale.
Tra il 1871 e il 1914 l’Europa vive un periodo di prosperità
chiamato Belle Époque.
All’inizio del Novecento, alcune potenze europee si rafforzarono all’interno dei loro confini con governi più stabili, mentre all’esterno misero in atto una politica colonialista volta a creare potenti imperi politici e commerciali. Vediamo i principali protagonisti dell’epoca.
• L’Impero tedesco: la Germania, unificata nel 1871 sotto la guida di Bismarck, era la maggiore potenza europea. Il Kaiser Guglielmo II governava un Impero in espansione economica e aggressivo in politica estera: competeva cioè con le altre potenze per ottenere colonie ed esercitare un ruolo politico di primo piano a livello mondiale.
• L’Impero austro-ungarico: era un vasto Impero multietnico governato da Francesco Giuseppe. Al suo interno convivevano popolazioni differenti con origini tedesche, ungheresi, ceche, slovacche, polacche, italiane, croate. La diversità etnica creava forti tensioni interne, specialmente nei Balcani, dove i popoli slavi rivendicavano la propria indipendenza. Proprio dall’area balcanica prenderà avvio la Prima guerra mondiale.
▶ Soldati inglesi sfilano per le strade di una città egiziana, in una illustrazione dell’epoca.

• La Francia: la sconfitta subita dalla Prussia nel 1870 portò alla perdita dei territori strategici di Alsazia e Lorena e alla nascita di sentimenti nazionalisti e revanscisti. La Francia viveva un periodo di espansione coloniale volta alla conquista di territori in Africa e Asia.
• L’Impero russo: governato dallo zar Nicola II, aveva un territorio immenso e un’economia basata prevalentemente sull’agricoltura condotta con sistemi arretrati. Il malcontento della popolazione si manifestò con movimenti rivoluzionari e di protesta.
• Il Regno Unito: dominava i mari con la sua marina militare e controllava il più vasto Impero coloniale del mondo. L’industria rimaneva molto forte, ma registrò un progressivo e lento declino.
All’inizio del Novecento alcune potenze europee attuano una politica colonialista volta a creare grandi imperi politici e commerciali.
In molti Paesi d’Europa i popoli che condividevano lingua, cultura e tradizioni non sempre avevano un proprio Stato nazionale. Questo valeva, per esempio, per gli Italiani sotto l’Impero austro-ungarico, per i Polacchi divisi tra Germania, Austria-Ungheria e Russia, e i popoli slavi nei Balcani. Il malcontento delle minoranze che vivevano all’interno di entità statali differenti portò alla nascita di movimenti nazionalisti, i quali a loro volta crearono instabilità politica. All’inizio del Novecento la seconda rivoluzione industriale aveva ormai raggiunto e trasformato le aree urbane di tutti i principali Paesi europei, delineando una situazione molto complessa dal punto di vista sia economico sia sociale. La crescita economica, infatti, non fu omogenea, ovvero non coinvolse tutti i lavoratori e tutti i Paesi allo stesso modo; inoltre, moltissime persone continuavano a vivere in condizione di povertà e anche chi aveva un lavoro spesso non riusciva a condurre una vita dignitosa. I lavoratori non avevano diritti ed erano sottoposti a turni lunghi e faticosissimi. Questi problemi, che affliggevano le singole persone e le loro famiglie, avevano anche ripercussioni più ampie sull’intera società, perché rendevano la situazione politica e sociale instabile.
All’inizio del Novecento l’Europa vede una situazione politica e sociale instabile e la nascita di movimenti nazionalisti.
Fissa i concetti sul testo
1 Sottolinea sulle pagine le risposte alle domande.
a. Che cosa si intende con l’espressione Belle Époque?
b. Quale politica viene attuata da Guglielmo II?
Revanscismo: corrente nazionalista che si è sviluppata in Francia alla fine del XIX secolo, in seguito alla sconfitta subita dalla Prussia. Revanche in francese vuol dire “rivincita” e indica quindi il sentimento di rivalsa dei Francesi nei confronti dei Tedeschi e il desiderio di riconquista delle terre perdute.

▲ Mendicante che chiede l’elemosina in una strada di Roma, da un dipinto di Edgar Degas.
c. Quale Paese aveva l’Impero coloniale più vasto?
d. Che cosa portò alla nascita di movimenti nazionalisti?

▲ Dipinto di Hubert von Herkomer che mostra lo scoraggiamento di un lavoratore in sciopero, circondato dalla sua famiglia.
Sindacati: associazioni create per difendere gli interessi economici dei lavoratori.
Socialismo: dottrina politica che vuole abolire i privilegi di classe e raggiungere l’uguaglianza dei cittadini.
Società capitalistica: società fondata sul potere di chi possiede i capitali (la terra e le fabbriche).
All’inizio del XX secolo, in Europa le condizioni di vita e di lavoro degli operai e dei contadini restavano pesanti. In tutti gli Stati europei, con l’eccezione del Regno Unito, l’orario di lavoro superava le 10 ore al giorno, per 6 giorni la settimana. Le ferie non erano previste o si limitavano a pochi giorni l’anno. Non esistevano la mutua e l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro. Molti bambini erano costretti a lavorare, soprattutto nelle campagne. Tuttavia, qualcosa di nuovo stava succedendo: la volontà dei lavoratori di modificare lo stato delle cose e la consapevolezza che, per riuscirci, bisognava organizzarsi.
All’inizio del Novecento le condizioni dei lavoratori sono difficili. Essi comprendono che solo organizzandosi possono ottenere dei miglioramenti.
Nella prima parte dell’Ottocento, solo poche persone benestanti si occupavano di politica. Rappresentavano gli interessi di piccoli gruppi sociali, come i proprietari terrieri, i nobili, gli amministratori dello Stato, i giudici, i militari. Con le trasformazioni prodotte dallo sviluppo industriale, anche la politica cambiò. Milioni di persone cominciarono a unirsi per fare sentire le loro richieste e per essere rappresentate dove si prendevano le decisioni di interesse nazionale, per esempio nei Comuni e in Parlamento. Operai, contadini, dipendenti pubblici, insegnanti parteciparono alle discussioni sui problemi generali.
Per portare le loro idee nei Parlamenti, si organizzarono in partiti politici e, per difendere i loro interessi economici, crearono i sindacati. Al fine di sostenere le loro richieste, i sindacati fecero spesso ricorso allo sciopero. Nella seconda metà dell’Ottocento il socialismo si diffuse sempre più, soprattutto tra i lavoratori della grande industria.
Le trasformazioni prodotte dalla società industriale accrescono la partecipazione dei cittadini alla politica: i lavoratori si associano e danno vita ai sindacati per difendere i loro interessi.
Il pensiero socialista, nato nella prima metà dell’Ottocento, si diffuse sempre più in Europa nella seconda metà del secolo, grazie soprattutto all’azione di Karl Marx, autore del programma della Prima Internazionale, un’associazione nata per la difesa dei lavoratori.
Secondo tale programma, i lavoratori dovevano liberarsi dal dominio dei capitalisti, impadronirsi dei mezzi di produzione e dar vita a una collaborazione internazionale contro la guerra. Il socialismo, nelle sue varie forme, aveva come elemento comune la critica della società capitalistica e delle sue ingiustizie. L’obiettivo dei suoi seguaci era l’uguaglianza sociale, cioè la creazione di una società in cui tutti avessero uguale ricchezza e vivessero nelle stesse condizioni culturali ed economiche. Con la crescita dell’industrializzazione, milioni di lavoratori europei entrarono a far parte dei partiti socialisti e dei sindacati. L’aumento di iscritti fu maggiore nei Paesi più industrializzati, dove la classe operaia era il gruppo sociale più numeroso.
Il socialismo si diffonde tra i lavoratori, che non sopportano le ingiustizie della società capitalistica.
Guarda il dipinto di Giuseppe Pellizza da Volpedo, Il Quarto Stato (1895-1900). L’espressione “quarto Stato” indica il proletariato: quarto dopo il clero, la nobiltà e la borghesia.
1. La folla che avanza compatta rappresenta l’unione dei lavoratori, pronti a far valere i loro diritti.
2. Una delle tre persone che guidano il gruppo è una donna che tiene in braccio un bimbo. Questa figura rappresenta da una parte la famiglia che lotta per sopravvivere, dall’altra il ruolo della presenza femminile nella nuova società.
3. La mano aperta della donna sembra voler dire: “Così non ce la facciamo più”.
4. Lo sfondo scuro richiama la memoria della vecchia società, con le sue ingiustizie; la luce in cui si muovono i lavoratori, soprattutto i tre che guidano il gruppo, simboleggia il mondo futuro verso cui si muove il proletariato.
Osserva l’immagine e svolgi l’attività

Inserisci nei quadratini i numeri corrispondenti alle descrizioni delle scene.
STUDIA CON METODO
Fissa i concetti sul testo 1 Sottolinea sulle pagine le risposte alle domande.
a. Qual era l’orario di lavoro degli operai all’inizio del Novecento?
b. Quale strumento di lotta fu usato dai sindacati?
c. Qual era l’obiettivo dei socialisti?
Verifica la comprensione 2 Indica se le seguenti affermazioni sono vere o false.
a. I lavoratori fondarono dei partiti per migliorare le loro condizioni all’interno delle fabbriche. F V
b. I lavoratori fondarono i sindacati per portare le loro idee nei Parlamenti. F V

▲ Eduard Bernstein, maggior esponente dei socialisti riformisti, nel 1895.
All’interno del socialismo divennero sempre più evidenti le divisioni che fin dall’inizio ne avevano caratterizzato la storia. Le due correnti che si erano andate definendo – quella dei rivoluzionari e quella dei riformisti – finirono per allontanarsi sempre più, indebolendo la forza complessiva del movimento. Anziché collaborare a uno stesso progetto, i loro seguaci spesso si scontrarono. Da una parte i rivoluzionari, fedeli alle idee di Marx, erano convinti che gli squilibri della società capitalistica avrebbero inevitabilmente portato alla rivoluzione e quindi alla nascita del comunismo.
Dall’altra i riformisti, il cui esponente di maggior spicco fu il tedesco Eduard Bernstein, ritenevano che bisognasse lottare per ottenere riforme che migliorassero gradualmente le condizioni di vita e di lavoro degli operai. Essi impegnarono perciò i loro partiti e i loro sindacati nella ricerca di risultati concreti, come una maggiore istruzione per gli operai, l’ingresso nei Parlamenti di rappresentanti della classe operaia, una più efficace assistenza sociale per malattie, infortuni e vecchiaia. Gli uomini e i gruppi che abbandonarono l’idea della rivoluzione socialista furono chiamati, oltre che riformisti, anche revisionisti (perché sottoponevano a una revisione le teorie di Marx) o socialdemocratici (perché abbinavano socialismo e democrazia).
Nel movimento socialista si evidenzia sempre più la distanza tra i rivoluzionari, seguaci di Marx, e i riformisti, guidati da Bernstein.
▼ Sciopero dei lavoratori alla fine del XIX secolo in un quadro di Robert Koehler.

Tra gli avversari del sistema capitalistico vi furono anche gli anarchici, la cui guida politica fu il russo Bakunin. Essi sognavano una società libera, senza lo Stato e senza la proprietà privata. Questa concezione li poneva in contrasto con i socialisti riformisti, che invece accettavano sia lo Stato sia la proprietà privata. Con i marxisti vi erano differenze meno evidenti ma comunque significative; per esempio, secondo Marx la rivoluzione doveva essere attuata esclusivamente dagli operai, mentre gli anarchici puntavano su un forte coinvolgimento dei contadini.
Gli anarchici volevano realizzare il loro programma con due strumenti:
1. gli scioperi generali di tutti i lavoratori e di tutte le categorie; 2. gli attentati contro sovrani e capi di Stato, simboli della società che volevano abbattere.
Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, ci fu una lunga catena di attentati compiuti dagli anarchici e da rivoluzionari contro personaggi di spicco. Morirono lo zar di Russia Alessandro II, il presidente della Repubblica francese, Marie François Sadi Carnot, il primo ministro spagnolo, Antonio Cánovas del Castillo, l’imperatrice d’Austria-Ungheria Elisabetta (conosciuta come Sissi), il re d’Italia Umberto I, il presidente degli Stati Uniti McKinley.
Gli anarchici non si limitano a pretendere una maggiore giustizia sociale, ma vogliono abbattere lo Stato; perseguono il loro obiettivo con scioperi e attentati.
Il 1° maggio 1886, durante una manifestazione dei lavoratori a Chicago, scoppiarono dei disordini nel corso dei quali esplose una bomba che uccise diverse persone. Anche se non c’erano prove, quattro anarchici furono accusati dell’attentato e condannati a morte.
In seguito a questi fatti, le azioni dei sindacati furono fortemente represse, ma nell’arco di due anni ripresero e divennero ancora più forti. Dal 1888 si propose di ricordare il 1° maggio come lica della lotta dei lavoratori.
In tutti i Paesi del mondo, in questa data, i lavoratori comincia rono a scioperare. Oggi anche in Italia il 1° maggio è una nazionale.
In seguito ai disordini avvenuti durante una manifestazione tenutasi il 1° maggio 1886 a Chicago, alcuni anarchici sono ingiustamente condannati a morte.
Questa data simbolica diventa la Festa dei Lavoratori.
Fissa i concetti sul testo
Scontro fra la polizia e i dimostranti a Chicago.
Anarchico: seguace dell’anarchia, movimento che si oppone allo Stato, ritenuto responsabile delle diseguaglianze sociali.

Verifica la comprensione
◀ Monumento in memoria delle vittime del 1° maggio 1886, a Chicago.
1 Sottolinea sulle pagine le risposte alle domande.
a. Quali erano i due gruppi in cui si divise il Partito socialista e che conseguenze provocò tale divisione?
b. Quali strumenti di lotta erano utilizzati dagli anarchici?
c. Che cosa intende ricordare la festa del 1° maggio?
2 Completa la tabella.
I leader dei movimenti dei lavoratori
Socialisti rivoluzionari
Socialisti riformisti
Anarchici

La Chiesa cattolica propose ai lavoratori un programma alternativo a quello socialista. Le organizzazioni socialiste cominciavano ad avere molto seguito e ciò preoccupava la Chiesa, perché esse erano indifferenti alle questioni religiose. Il socialismo era nato dall’industrializzazione e dalla formazione della classe operaia. Perciò la Chiesa propose una sua teoria adeguata ai tempi, allo scopo di dialogare con gli operai e di conquistarli al Cattolicesimo.
Nel 1891 papa Leone XIII pubblicò l’enciclica Rerum novarum (“Delle cose nuove”), in cui definì la dottrina sociale della Chiesa, che accettava la società capitalistica e condannava il socialismo. L’enciclica, però, biasimava anche i risvolti negativi del capitalismo, come lo sfruttamento dei lavoratori, l’eccessiva competizione economica, la caduta degli ideali religiosi a favore di valori materiali, quali il denaro, il successo, il potere. Leone XIII inoltre invitava i cattolici a organizzarsi sul piano politico e sindacale per contrastare l’avanzata del socialismo e per correggere i difetti del capitalismo.
La dottrina sociale della Chiesa riconosce il capitalismo, ma invita i datori di lavoro a evitare lo sfruttamento.
LE PAROLE DELLA STORIA
Enciclica: lettera che un papa indirizza a vescovi e fedeli su argomenti di particolare rilievo.

In Germania, tra il 1882 e il 1913, il numero degli operai passò da 7 a 20 milioni; in Francia e nel Regno Unito la crescita fu simile. Parallelamente, in molti Paesi europei si ebbe una crescita del numero delle organizzazioni sindacali e dei loro iscritti.
Anche in Italia l’aumento fu considerevole, soprattutto dopo che, nel 1889, il codice penale Zanardelli riconobbe il diritto di sciopero se esercitato senza “violenza o minaccia”.
Gli industriali, i grandi proprietari terrieri e i governi dovettero accettare la presenza organizzata dei lavoratori, discutendo con i rappresentanti sindacali la stesura dei contratti di lavoro: così le condizioni del lavoro (stipendio, orario, pause, ferie, diritti e doveri dei lavoratori e degli imprenditori) erano discusse e contrattate tra proprietari delle imprese e sindacati. Gli operai usavano l’arma dello sciopero per dare più forza alle loro richieste.
I sindacati acquistano una notevole forza e discutono con gli imprenditori di vari aspetti riguardanti le condizioni di lavoro.
Inizialmente i sindacati erano tanti, divisi per mestieri. Molti sindacalisti, però, pensavano che fosse utile unificare le diverse associazioni in una sola. Il Regno Unito fu il primo Paese in cui si raggiunse l’unità sindacale. Era il 1868, anno di fondazione del British Trade Union Congress (Congresso dell’unione dei mestieri inglesi). In Francia, i sindacati confluirono nel 1902 in un’unica associazione generale. In Italia, attorno al 1890, sorsero le prime Camere del lavoro, associazioni che avevano lo scopo di trovare un lavoro a chi ne era sprovvisto e di assistere chi non poteva lavorare a causa di disoccupazione, malattia o vecchiaia. In pochi anni le Camere del lavoro si trasformarono in sindacati, che si occupavano di proteggere gli interessi dei lavoratori. Il sindacato unitario fu fondato nel 1906 e si chiamò “Confederazione generale del lavoro” (CGL).
Le associazioni operaie si uniscono per avere più forza. In Italia nascono le Camere del lavoro, che svolgono le funzioni di collocamento e di assistenza.
Intanto, tra il 1880 e il 1890, agitazioni e scioperi di contadini e di operai, in particolare nella Pianura padana, dimostrarono la forza del movimento popolare. Andrea Costa, che aveva organizzato alcuni tentativi insurrezionali di orientamento anarchico, abbandonò la pratica anarchico-rivoluzionaria e si convertì al socialismo. Nel 1882, presentatosi alle elezioni, ottenne un seggio al Parlamento, primo esponente socialista a ricoprire questa carica. Erano le premesse della fondazione del Partito socialista italiano, avvenuta a Genova nel 1892 per opera di Filippo Turati, un intellettuale milanese, e della sua compagna, l’esule russa Anna Kuliscioff. Il nuovo partito era favorevole al miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro della classe operaia e alla realizzazione di riforme con le conquiste sindacali.
Nel 1892 Filippo Turati e Anna Kuliscioff fondano il Partito socialista italiano, di tendenza riformista.
STUDIA CON METODO
Fissa i concetti sul testo
1 Sottolinea sulle pagine le risposte alle domande.
a. Quale fine si proponeva la dottrina sociale formulata dalla Chiesa?
b. Quali funzioni svolgevano le Camere del lavoro in Italia?
c. Quali furono i fondatori del Partito socialista italiano?
1892
Fondazione del Partito socialista italiano. LE DATE FONDAMENTALI
▼ Una copertina dell’Avanti!, il giornale fondato dal Partito socialista e pubblicato per tutto il Novecento.

Verifica la comprensione
2 Indica se le seguenti affermazioni sono vere o false.
a. La dottrina sociale della Chiesa era favorevole al socialismo. F V
b. L’enciclica Rerum novarum, pur accettando il capitalismo, gli rivolgeva alcune critiche. F V
c. Gli imprenditori non accettarono mai di confrontarsi con i sindacati. F V
d. Tutti i sindacati italiani confluirono nella Confederazione generale del lavoro. F V

Negli ultimi anni dell’Ottocento, in Italia sorsero grandi fabbriche e la produzione industriale aumentò rapidamente, avvicinandosi al livello di quella dei Paesi più sviluppati d’Europa. L’industria siderurgica si affermò in poco tempo: gli operai delle fonderie e delle acciaierie passarono da 15.000 a 50.000 in dieci anni. A Savona in Liguria, a Terni in Umbria, a Piombino in Toscana e a Bagnoli, vicino a Napoli, si svilupparono impianti per la produzione e la lavorazione del ferro e dell’acciaio. Dalla crescita dell’industria elettrica derivò la soluzione a una delle principali difficoltà economiche dell’Italia, ossia la mancanza di fonti energetiche come carbone e petrolio. Usando l’acqua di laghi e fiumi, convogliata in centrali idroelettriche, fu possibile produrre l’energia necessaria ad alimentare le fabbriche, senza doverla acquistare all’estero. La maggiore disponibilità di energia elettrica permise l’illuminazione pubblica delle città e consentì di azionare le prime linee elettrificate di treni e di tram.
L’Italia rafforza il suo apparato industriale; la produzione di ferro, acciaio ed elettricità cresce notevolmente e fornisce i materiali e l’energia necessari all’industria pesante.

Altri settori fondamentali furono quelli dell’industria meccanica e chimica. La Breda, attiva fin dal 1886, operava in vari settori metalmeccanici nella costruzione di ferrovie, aerei civili e militari, autocarri, motociclette, macchine industriali e agricole, navi e armi. La FIAT (Fabbrica Italiana Automobili Torino) iniziò la sua produzione nel 1899. Questa azienda crebbe rapidamente divenendo la prima produttrice italiana di autovetture e giungendo a occupare una posizione di primo piano in Europa. Negli stessi anni nascevano altre importanti case automobilistiche: la Lancia (1906) e l’Alfa Romeo (1910). Nel settore chimico emerse la Pirelli, fondata nel 1872, che dalla iniziale produzione di articoli di gomma per uso industriale e di oggetti destinati alla chirurgia, all’igiene e agli articoli sportivi, estese la sua produzione ai fili elettrici e ai cavi isolanti, anche se il salto di qualità si ebbe con la produzione di pneumatici. Il potenziamento dell’industria poté avvenire soprattutto grazie all’acquisto di numerosi beni da parte dello Stato, impegnato ad ampliare la rete ferroviaria e stradale. Nel complesso, dunque, l’industria pesante che si sviluppò nell’Italia settentrionale non sfigurava di fronte a quella dei Paesi europei più avanzati.
I settori più importanti dell’industria italiana sono quelli della meccanica e della chimica, concentrati nel Nord Italia.
La modernizzazione dell’apparato industriale determinò, indirettamente, una rivoluzione nel campo delle arti. Nel 1909 Filippo Tommaso Marinetti scrisse il documento con cui fondava il Futurismo, un movimento che esaltava l’energia e la velocità, caratteri dominanti della società contemporanea.
Nasce in Italia il Futurismo, che propone una nuova visione del mondo e dell’arte.
Lo sviluppo delle industrie ebbe come conseguenza un aumento dei commerci interni e con l’estero. L’Italia, costretta in precedenza a importare molti prodotti finiti, divenne a sua volta un Paese esportatore. Le aziende italiane esportavano macchine, automobili, prodotti farmaceutici e tessuti di seta. Per facilitare i commerci fu creata una flotta che all’inizio del Novecento era costituita da oltre 700 navi a vapore. Il centro dei traffici marittimi con l’estero fu il porto di Genova, dove affluivano le merci provenienti dalle grandi industrie del Nord.
Le esportazioni aumentano ed è necessaria una grande flotta commerciale per il trasporto dei prodotti. Il porto di Genova è uno dei più attivi del Mediterraneo.
Fissa i concetti sul testo
1 Sottolinea sulle pagine le risposte alle domande.
a. Quali materiali produceva l’industria siderurgica?

b. Quale fonte era utilizzata per produrre energia elettrica?
c. Quali furono, oltre a quello siderurgico ed elettrico, i settori più importanti dell’industria italiana?
d. Qual era il porto più importante d’Italia?
Verifica la comprensione
2 Indica in quali città delle Regioni citate si trovavano grandi stabilimenti siderurgici.
• Liguria:
• Umbria:
• Toscana:
• Campania:
3 Collega ciascuna data al nome dell’azienda fondata in quell’anno.
1. 1872 A. FIAT
2. 1886 B. Breda
3. 1899
4. 1906
5. 1910
C. Alfa Romeo
D. Pirelli
E. Lancia



All’inizio del Novecento, anche in Italia si diffonde un clima di fiducia nel futuro e di entusiasmo per il progresso, che sembra garantito dalle nuove scoperte scientifiche e dalle loro applicazioni tecnologiche.
In quel periodo l’Italia attraversa una fase di sviluppo industriale e di crescita economica, che contribuisce a rafforzare l’ottimismo con cui si guarda all’avvenire.
In questo contesto nasce il movimento culturale del Futurismo, che si realizza in letteratura, in pittura e in architettura. I futuristi rifiutano i modelli artistici seguiti in passato e traggono ispirazione dalla realtà a loro contemporanea, in particolare dai suoi aspetti più nuovi: l’energia e la velocità.
Il programma di questo movimento è contenuto nel Manifesto del Futurismo, scritto da Filippo Tommaso Marinetti (1876-1944) e pubblicato sul quotidiano francese Le Figaro nel 1909. Tra le varie affermazioni di Marinetti, troviamo la seguente: “Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità. Un’automobile da corsa col suo cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall’alito esplosivo... un’automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, è più bella della Vittoria di Samotracia” (scultura greca databile al II secolo a.C., conservata al Museo del Louvre di Parigi). In altre parole, il Futurismo non apprezza la perfezione immobile dell’arte tradizionale, ma cerca di rappresentare, all’interno del soggetto, le linee che evidenziano gli elementi dinamici e quindi la velocità, considerata l’elemento più nuovo e rivoluzionario della società moderna.
,
La rappresentazione visiva del movimento e la sua ricerca sui rapporti tra oggetto e spazio sono al centro dell’opera di Umberto Boccioni (18821916), uno dei pittori più rappresentativi del Futurismo. Nel quadro La città che sale, l’artista prende spunto dallo spazio milanese visibile dal balcone del suo appartamento. Mentre sullo sfondo compaiono delle ciminiere e dei palazzi in costruzione, la parte centrale del quadro raffigura uomini e cavalli impegnati nel lavoro. L’opera, dunque, rappresenta i temi cari al Futurismo: il lavoro, l’energia, il movimento, la città moderna.
Uno degli artisti di maggior rilievo, oltre a Boccioni, è Giacomo Balla (1871-1958) che, affrontando il tema della velocità, osserva: “Tutto si muove, tutto corre, tutto volge rapido. Una figura non è mai stabile davanti a noi, ma appare e scompare incessantemente”. Per rendere visivamente un concetto astratto come la velocità, Balla dipinge persone, animali e oggetti in movimento ricorrendo a una tecnica cinematografica, ossia disponendo in rapida successione una serie di fotogrammi.
Tra gli architetti futuristi va ricordato Antonio Sant’Elia (1888-1916), del quale rimangono numerosi disegni per un progetto chiamato La città nuova. Affascinato dal progresso e dai nuovi materiali industriali, Sant’Elia nei suoi progetti dava ampio spazio all’uso del cemento armato, del ferro, dell’acciaio e del vetro, in coerenza con lo spirito del tempo. La città che aveva in mente era caratterizzata da edifici molto grandi e da strade che si stendevano su più livelli.


Ora tocca a te: svolgi l’attività
COMPETENZE DIGITALI Cerca in rete il quadro Dinamismo di un cane al guinzaglio di Giacomo Balla e spiega in che modo il pittore è riuscito a rappresentare il movimento del cane.
Latifondo: vasta proprietà lavorata solo in parte e con una bassa resa.
Politica protezionistica: consiste nell’imporre dazi sui prodotti importati.
Cooperative: società che gestiscono un’attività e in cui ogni socio è proprietario e partecipa ai guadagni che ne derivano.
Con l’avvio delle industrie, i vecchi squilibri tra Nord e Sud dell’Italia aumentarono: infatti le fabbriche, che portavano lavoro, modernità e ricchezza, sorsero soprattutto al Nord, intorno alle città di Milano, Torino e Genova, che formarono il cosiddetto “triangolo industriale”. La rete dei trasporti nazionali (strade, ferrovie, linee di navigazione) fu rafforzata dove esistevano intense attività economiche, cioè al Centro-Nord. Nel Sud furono fondate poche fabbriche, concentrate per lo più nella zona di Napoli. Una certa importanza rivestivano anche le miniere di zolfo in Sicilia e di carbone in Sardegna, che però assorbivano un numero limitato di lavoratori. L’agricoltura meridionale restò arretrata, poiché vi dominava il latifondo, che sfruttava in maniera ridotta le potenzialità dei terreni. Inoltre i governi in carica, attuando una politica protezionistica, danneggiarono fortemente le esportazioni di uva e di agrumi dalle Regioni meridionali.
Lo sviluppo industriale del Nord accresce lo squilibrio con il Sud, dove le fabbriche sono poche e dove l’agricoltura è praticata con metodi poco produttivi.
Anche in Italia, come negli altri Stati industrializzati, operai e contadini cominciarono a organizzarsi in sindacati e partiti per far valere i loro diritti. La richiesta più importante era la giornata lavorativa di otto ore. I socialisti furono attivi nell’organizzare le proteste, ma anche i cattolici fecero sentire la loro presenza con le cooperative agricole e artigianali.
▶ Tempi difficili di Hubert von Herkomer. Il quadro rappresenta una famiglia per strada con i suoi pochi averi, testimonianza delle difficili condizioni in cui vivevano i contadini in tutta Europa alla fine del XIX secolo.

Negli ultimi anni dell’Ottocento, la vita della popolazione più povera peggiorò nelle grandi città. Ci fu un aumento dei prezzi dei generi alimentari, in particolare del pane. I salari, al contrario, restavano sempre uguali. In tutte le città del Nord i sindacati proclamarono scioperi, osteggiati dallo Stato, ai quali parteciparono migliaia di lavoratori.
L’8 maggio del 1898 il generale Bava Beccaris, che comandava le truppe stanziate a Milano, ordinò di fare fuoco sulla folla che protestava in strada; la polizia arrestò i dirigenti socialisti, chiuse i giornali di opposizione al governo e le sedi dei partiti popolari.
Gli operai si organizzano e fondano sindacati e partiti per difendere i loro interessi; le condizioni dei poveri peggiorano per il rincaro dei generi di prima necessità.
Gli scioperi di Milano sono repressi nel sangue da Bava Beccaris.
L’Italia si trovò in una situazione difficile, resa ancora più tesa dall’attentato al re Umberto I compiuto dall’anarchico Gaetano Bresci il 29 luglio del 1900. Le proteste dei socialisti, e ancora di più gli attentati degli anarchici, facevano paura ai borghesi, ai proprietari terrieri e agli industriali. Molti di loro chiedevano un governo di emergenza. Al contrario, altri Italiani volevano una svolta democratica basata su un programma di riforme e di sviluppo. Fu questa la soluzione voluta dal nuovo re Vittorio Emanuele III, succeduto al padre Umberto I, morto in seguito all’attentato. Nel 1901 il sovrano affidò la carica di primo ministro a Giuseppe Zanardelli, un liberale moderato, favorevole alle riforme, contrario alla repressione delle proteste.
L’attentato al re Umberto I rende ancor più tesa la situazione del Paese. Il nuovo re, Vittorio Emanuele III, affida il governo al liberale moderato Zanardelli.
STUDIA CON METODO
Fissa i concetti sul testo
1 Sottolinea sulle pagine le risposte alle domande.
a. Da quali città era formato il “triangolo industriale”?
b. Che cosa accadde a Milano, l’8 maggio 1898?
c. Chi fu il successore del re Umberto I?
Verifica la comprensione
2 Indica se le seguenti affermazioni sono vere o false.
a. Agli inizi del Novecento gli squilibri tra Nord e Sud diminuirono. F V

Il re Umberto I cade vittima dell’attentato di un anarchico.
b. L’agricoltura meridionale era praticata con sistemi moderni ed efficienti. F V
c. I dazi doganali imposti dal governo danneggiarono l’economia del Sud. F V
d. La principale richiesta degli operai era la giornata lavorativa di otto ore. F V
e. Negli ultimi anni dell’Ottocento la situazione dei lavoratori delle città migliorò. F V
f. Gaetano Bresci era un anarchico. F V

espressiva

La strage di Milano sarà una delle cause dell’attentato che vedrà il re Umberto I cadere sotto i colpi dell’anarchico Gaetano Bresci. Questi, infatti, intendeva con il suo gesto vendicare i morti di Milano, di cui riteneva corresponsabile il re.
La temperatura è mite quel 6 maggio 1898, ma il clima sociale è rovente. Camminando per le strade si incontrano capannelli di persone dai volti preoccupati che discutono con voci alterate dalla rabbia. C’è aria di protesta, forse di rivolta. E come spesso è accaduto in passato, la causa delle proteste è il pane. O meglio, il suo prezzo, aumentato del doppio in seguito allo scarso raccolto dell’anno precedente. Per le famiglie degli operai quei pochi centesimi in più significano la fame, nei casi più disperati l’impossibilità di mantenere i figli. Purtroppo il governo è sordo alle lamentele della povera gente. Anzi, alle lamentele risponde con la violenza.
Di questo discutono gli operai nella pausa di mezzogiorno, all’uscita dalle fabbriche della zona industriale di Milano. Tra di loro alcuni lavoratori della Pirelli distribuiscono un manifesto di protesta scritto dal socialista Filippo Turati. Non è una chiamata alla rivoluzione perché Turati è moderato e prudente. Per i due agenti della squadra che sorvegliano i movimenti della folla, però, quei fogli devono essere sequestrati e arrestate le persone che li distribuiscono. Prendono due uomini a caso e li trascinano in questura. Gli agenti e gli arrestati sono seguiti da una folla che aumenta a vista d’occhio. Davanti alla questura ci sono ormai centinaia di persone che insultano gli agenti, lanciano sassi contro i vetri, chiedono il rilascio dei prigionieri. Ma è tutto inutile. Intanto nella zona accorrono centinaia di soldati e di carabinieri. Alle sei del pomeriggio la folla sta ancora protestando davanti alla caserma, quando lo stesso agente che aveva arrestato i due uomini all’ingresso della fabbrica esce dai ranghi e spara sugli operai, uccidendone uno. Subito dopo, un secondo sparo: anche l’agente cade a terra, morto. A colpirlo, involontariamente, è stata forse la pistola di un collega, visto che gli operai sono disarmati. Sia come sia, da questo momento la violenza dilaga. Altri colpi sono esplosi e si hanno le prime vittime: un morto e tre feriti.

Il 7 maggio è dichiarato lo stato d’assedio e in molte vie di Milano si erigono le barricate. Il generale Bava Beccaris, comandante del III corpo d’armata, concentra le sue forze davanti al Duomo, quindi lancia la cavalleria contro gli insorti. La battaglia è impari: da una parte truppe ben armate, dall’altra una folla armata soltanto della propria rabbia. L’indomani si verifica un episodio che acuisce il clima di tensione: al convento dei frati cappuccini ogni giorno viene distribuito un pasto per i poveri. I comandanti delle truppe, insospettiti dal movimento di persone, pensano che nel convento si nascondano dei ribelli e abbattono il muro di cinta a colpi di cannone. Dentro, però, non trovano rivoltosi, ma solo frati e mendicanti; tre di loro rimangono uccisi. Poi tutti quanti, 28 frati e 40 ospiti, legati come pericolosi delinquenti, sono condotti attraverso le vie della città fino alle prigioni. Vengono presto rilasciati, ma la rabbia della popolazione cresce.
Quel giorno muoiono altri cittadini. Non c’è un calcolo preciso delle vittime: la Prefettura parla di 88 morti e di 400 feriti, ma altri stimano che i caduti siano 300, oltre a migliaia di feriti. Il bilancio è tragico e mentre la città piange, Bava Beccaris, passato alla storia come “il macellaio di Milano”, riceve da Umberto I una prestigiosa onorificenza: la croce di Grande Ufficiale dell’Ordine Militare di Savoia.

W R W
Ora tocca a te: leggi e scrivi
Racconta gli eventi attraverso gli occhi di un bambino di nove anni, figlio di un operaio. Come percepisce la situazione a casa? Come vive la paura che prova quando il padre non torna dal lavoro? Che cosa riesce a comprendere di quello che sta succedendo intorno a lui?