Lucia Lazotti Marianna De Padova
NUOVO Anteprima Artesull’
STORIA DELL'ARTE
LINGUAGGI E TECNICHE
DELLA COMUNICAZIONE VISIVA
Orientamento alla cittadinanza attiva
Educazione al Patrimonio storico-artistico
Letture d’opera e alfabetizzazione visiva
L’arte delle donne
Attività con IA

Gruppo Editoriale
ELi

Il piacere di apprendere
Con album operativo




Cosa dicono le Nuove Indicazioni Nazionali
CITTADINANZA ATTIVA
EDUCAZIONE ALLO SGUARDO
• In precedenza la disciplina si focalizzava principalmente su un approccio descrittivo e mirava a stimolare la sensibilità estetica degli studenti, mentre l’interpretazione personale non rivestiva un ruolo centrale.
• Nelle nuove Indicazioni, invece, l’educazione artistica diventa educazione alla cittadinanza e alla consapevolezza del patrimonio: l’interpretazione soggettiva, con collegamenti tra passato e presente, aiuta gli studenti a comprendere il valore del bene culturale come risorsa condivisa e viva.
Lo studente viene così guidato a passare da una visione passiva a una visione attiva e interpretativa, capace di cogliere messaggi, valori e intenzioni comunicative.
NARRAZIONE PER IMMAGINI
• Un tempo le opere erano analizzate dal punto di vista descrittivo, focalizzandosi soprattutto su autore, soggetto e stile.
• Oggi, invece, le opere non sono presentate come immagini isolate o semplici esempi stilistici, ma come testimonianze che raccontano temi universali, parti di una più ampia narrazione culturale e storica. Viene dato rilievo anche al confronto tra opere di diverse epoche o civiltà, favorendo una comprensione più ampia e interconnessa.
ALFABETIZZAZIONE VISIVA
• La vecchia lettura d’opera si basava soprattutto su elementi compositivi di base e simbologia essenziale.
• Le nuove Indicazioni propongono invece una scoperta attiva degli elementi costitutivi del linguaggio dell’arte e delle immagini - punto, linea, colore, forma, spazio, luce, composizione - sviluppando competenze sia di lettura sia di produzione.
L’obiettivo è costruire una consapevolezza visiva, potenziando la capacità di decodificare e usare in modo personale i codici dell’immagine, anche in relazione alla contemporaneità.
SCOPRIRE CREANDO
• Il laboratorio, pur essendo sempre stato parte integrante della disciplina, si basava soprattutto su tecniche tradizionali, valorizzando l’esecuzione più che la progettazione personale.
• Ora la dimensione laboratoriale è pensata per rielaborare in modo personale e creativo i contenuti affrontati nella parte teorica. Le attività operative sviluppano competenze trasversali, l’uso di tecniche miste (progettare, sperimentare materiali, comunicare visivamente) e valorizzano l’uso delle tecnologie digitali nella creazione di lavori e manufatti, con particolare attenzione alla fase di progettazione.
La Preistoria 1

ANTEPRIMA
VIDEO
PAROLE CHIAVE
• incisioni rupestri
• simbolismo
• megaliti
IN DIGITALE
• ESPLORA
Video: La Preistoria; Stonehenge
Zoom arte: Le incisioni della Val Camonica; Visita la grotta di Lascaux
• LINEA DEL TEMPO INTERATTIVA
• IMMAGINE INTERATTIVA
Pittura rupestre dal deserto algerino
• RIELABORA E CREA
Lavora come un vasaio neolitico
• IL NOSTRO PATRIMONIO L’arte preistorica in Italia
• RIPASSA E VERIFICA
L’unità in slide
Esercizi Interattivi
CLIL – Art in Prehistory

Molti megaliti potrebbero aver avuto funzioni astronomiche oppure simboliche e religiose. Queste strutture antiche non erano infatti pietre poste in modo casuale, ma veri e propri strumenti di connessione tra l’uomo, la natura e il cielo.
La statuetta a lato è un’immagine ricca di simbolismo, caratterizzata da forme abbondanti.
Che cosa ti suggerisce questa caratteristica così evidente?

Le incisioni rupestri furono le prime forme di comunicazione simbolica utilizzate dall’essere umano. Qual è, secondo te, lo scopo comunicativo? Perché l’essere umano ha sentito il bisogno di lasciare delle tracce?
Osserva questa anteprima dell’unità e scrivi i nomi delle opere che riconosci.
Nelle pitture rupestri della Grotta di Lascaux compaiono spesso immagini di cavalli. Si tratta di cavalli selvatici, che le comunità del Paleolitico cacciavano per procurarsi cibo e pelli. La loro rappresentazione nelle pitture aveva anche un valore simbolico: il cavallo evocava resistenza, forza, velocità e potenza.
30 000

Paleolitico superiore Piccole comunità di individui vivono di caccia e raccolta e si riparano in caverne naturali


20 000
15 000
Mesolitico Gli esseri umani affinano le proprie tecniche di sopravvivenza e sorgono le prime comunità stanziali
Neolitico Gli esseri umani vivono in comunità stanziali e praticano l’agricoltura e l’allevamento
Età dei metalli
Età del rame (3000 a.C.-2500 a.C.)
Età del bronzo (2500 a.C.-1200 a.C.)
Età del ferro (1200 a.C.-500 a.C.)
L’Età della pietra
Primi strumenti e prime forme d’arte Le più antiche testimonianze artistiche realizzate dall’uomo risalgono alla Preistoria, quel lunghissimo periodo di tempo che inizia con la comparsa dell’umanità sulla Terra (circa 2 milioni e mezzo di anni fa) fino all’invenzione della scrittura, avvenuta intorno al 3000 a.C. Quando gli esseri umani producono i primi documenti scritti inizia la Storia.
La Preistoria è anche chiamata Età della pietra, poiché, fino alla scoperta della lavorazione dei metalli (4000 a.C. circa), gli esseri umani usano le pietre per costruire gli oggetti necessari alla loro vita: in questo periodo compaiono le prime espressioni figurative. L’Età della pietra viene suddivisa in Paleolitico (epoca della pietra antica), in cui la pietra viene solo scheggiata, Mesolitico (epoca della pietra di mezzo) e Neolitico (epoca della pietra nuova), in cui la pietra è anche levigata.
Principali siti europei di arte rupestre
L’arte tra Paleolitico e Neolitico

Dalle grotte ai villaggi Nel Paleolitico, a sua volta suddiviso in Paleolitico inferiore, medio e superiore, gli esseri umani vivono di caccia e di pesca e si cibano di vegetali selvatici. Sono nomadi e cercano riparo nelle caverne. Proprio nelle caverne, circa 37.000 anni fa (nel Paleolitico superiore), sono apparse le prime espressioni figurative dell’umanità, tracciate sulle pareti delle grotte o incise nella pietra. Le grotte che ospitano i più importanti esempi di pitture rupestri si trovano in Francia e in Spagna, ma sono numerose anche in Africa, Asia e Australia.
Nelle grotte sono state rinvenute anche statuette in pietra o in osso con forme femminili. Tra Mesolitico e Neolitico la vita cambia profondamente: gli esseri umani non sono più nomadi e non vivono più di sola caccia, ma cominciano a coltivare la terra, ad allevare gli animali e a costruire insediamenti stabili.
Con la nascita dei villaggi si realizzano i primi monumenti neolitici fatti di pietre, alti fino a 5-6 metri, con funzione probabilmente sacra o funeraria. Sempre nel Neolitico si inizia anche a modellare e a cuocere l’argilla per creare recipienti in terracotta adatti a conservare i prodotti della terra.
Prime forme artistiche: pitture rupestri nella
Grotta di Chauvet

Venere di Willendorf
nella

nella


pittura
Sulle pareti delle grotte vengono dipinti, con colori naturali, animali molto somiglianti alla realtà.
La prima arte dell’umanità
Scene di caccia
Nel Paleolitico superiore nasce l’arte figurativa: sulle pareti delle caverne, dove si rifugiavano quando non erano impegnati a cercare cibo, gli esseri umani dipingevano scene con grandi animali il cui scopo era quello di infondere coraggio a chi doveva affrontarli e augurare una buona riuscita della caccia. In tutto il mondo sono state trovate circa 100 grotte con dipinti del Paleolitico; tra le più famose vi sono quelle di Chauvet e Lascaux fig. 1 in Francia e quella di Altamira in Spagna. Sono rappresentati soprattutto animali ritratti mentre fuggono, alcuni colpiti da frecce oppure mentre si muovono liberamente.
La raffigurazione è naturalistica, mira cioè a rappresentare gli animali così come sono nella realtà, anche se la loro forma è semplificata; è evidente in molti casi l’intenzione di dare rilievo e volume alle figure, anche sfruttando le sporgenze naturali delle pareti delle grotte.

Visita la Grotta di Lascaux
Crea una pittura rupestre
OSSERVA E DESCRIVI
ƽ Che cosa raffigurano le pitture a fianco (fig. 1 e fig. 3)?
ƽ Quali colori vengono utilizzati e in che modo?
ƽ Osservi effetti di volume nelle figure? A che cosa sono dovuti secondo te?
ƽ In quale delle due pitture sono presenti elementi che fanno pensare alla caccia?
ƽ Che cosa si sperava di ottenere con queste raffigurazioni?
I colori usati sono tratti dall’argilla, dal carbone di legna, da succhi vegetali e potrebbero essere stati mescolati con grasso animale per renderli più resistenti. Il contorno delle figure è nero e ben marcato.
Si ritiene che queste raffigurazioni avessero una funzione magica e propiziatoria: raffigurando la cattura degli animali selvaggi, gli uomini anticipavano il buon esito della caccia e riuscivano così a dominare la paura.
1. Tre cavalli, pittura rupestre dalla Grotta di Lascaux (Francia), 15.000 a.C. circa.

Nelle pitture del Neolitico le prime figure umane
Nel Neolitico sulle pareti delle grotte continuano le raffigurazioni dipinte o incise a graffito sulla roccia ma, oltre agli animali, vengono disegnate anche le persone, di solito mentre compiono azioni quotidiane, come sorvegliare il bestiame.
Persone e animali sono semplificati e di piccole dimensioni, meno realistici di quelli del Paleolitico fig. 2. Alcuni studiosi interpretano questa stilizzazione delle forme come un’evoluzione del pensiero.


Ieri e Oggi
Dalla roccia ai muri delle città
Anche oggi sui muri delle nostre città si possono vedere grandi opere artistiche: c’è chi sceglie questo tipo di arte per affrontare temi di protesta contro la società o raffigurare personaggi simbolo del nostro tempo.
Conosci qualche esempio di questa che, non a caso, viene chiamata Street Art? Secondo te quali possono essere gli spazi pubblici più adatti per questo tipo di espressioni artistiche? Se tu fossi chiamato a intervenire nella tua città come rappresentante della Street Art, che cosa rappresenteresti? Perché?
Nella foto a lato puoi osservare Girl with Balloon (Bambina con palloncino) realizzato dall’artista Banksy, famoso per i suoi murales. Si tratta di un’opera iconica di questo artista conosciuto in tutto il mondo. Qual è secondo te il significato di quest’opera? Conosci altre opere di questo artista che ti hanno colpito? Spiega il significato secondo il tuo punto di vista.
2. Figura umana intenta nella caccia, incisione rupestre della Val Camonica (Italia), 10.000-8000 a.C. circa.
3. Figura umana con buoi, pittura rupestre dal deserto algerino (Africa), 6000-5000 a.C.

Pittura rupestre dal deserto algerino

Nel Paleolitico si sviluppa anche un tipo di scultura a carattere rituale.
Piccole sculture magiche
Sculture femminili come augurio di fertilità
Risalgono al Paleolitico anche i primi esempi di scultura: nelle grotte sono state trovate delle statuette, di circa 15 centimetri di altezza, scolpite in pietra o in osso, che rappresentano figure femminili, comunemente chiamate Veneri preistoriche. Hanno forme abbondanti e grande risalto assumono i seni, un chiaro richiamo all’allattamento: si pensa perciò che fossero simboli di prosperità e di fecondità. Probabilmente venivano usate in rituali per garantire la sopravvivenza della specie, in un’epoca in cui fame e morte erano considerate minacce costanti per gli uomini. La Dea dormiente fig. 2, ritrovata a Malta nel 1902, è l’unica nella posizione sdraiata, possibile simbolo della morte o del sonno eterno. La Venere più celebre è quella trovata a Willendorf fig. 1, in Austria, nel 1908.

Quanto è grande?

Lavora come un vasaio neolitico
OSSERVA E DESCRIVI
ƽ Il corpo della Venere di Willendorf è realistico o deformato? Quali aspetti sono accentuati?
ƽ Si vede il volto? Come appare la capigliatura?
ƽ Al posto dei piedi le gambe terminano con delle punte: a che cosa potevano servire?
ƽ Confronta la Venere di Willendorf con la Dea dormiente fig. 2 Noti delle caratteristiche ricorrenti?
1. Venere di Willendorf 25.000 a.C. circa, pietra calcarea, h 11 cm, Vienna, Naturhistorisches Museum.
2. Dea dormiente
3000 a.C. circa, lunga 12 cm, Malta, Museo Archeologico Nazionale di La
RENDERE BELLI GLI OGGETTI DI USO QUOTIDIANO

3.


4.
Nel Neolitico gli esseri umani iniziano a modellare l’argilla, a cuocerla per renderla resistente, usandola per creare recipienti di varie forme, adatti a contenere liquidi e cibi. Perché siano più gradevoli, questi vasi vengono decorati con motivi geometrici: linee rette o a voluta, dipinte in nero sul colore naturale della terracotta. A volte le decorazioni vengono incise con uno strumento appuntito, oppure schiacciando una cordicella quando l’argilla è ancora umida in modo da lasciare l’impronta. Questi vasi testimoniano come l’essere umano, fin dalla Preistoria, abbia sentito il bisogno di rendere belli anche gli oggetti di uso pratico.
I primi monumenti stabili
Menhir, dolmen, cromlech
Gli abitanti dei villaggi neolitici costruiscono i primi monumenti, molto semplici, formati da pietre di dimensioni gigantesche. I più diffusi sono i menhir, enormi pietre verticali infisse nel terreno: il termine menhir in lingua bretone significa infatti “pietra lunga”. I dolmen sono invece costituiti da due pietre verticali e una orizzontale posta sopra come copertura, mentre i cromlech sono gruppi di pietre disposte in cerchi concentrici. Il cromlech più noto si trova a Stonehenge in Inghilterra. Forse in questo luogo si facevano osservazioni astronomiche. La funzione di questi monumenti era probabilmente legata a riti sacri: si pensa fossero luoghi di sepoltura o destinati a cerimonie religiose, considerando le ossa umane trovate sepolte sotto le pietre.
LE ARCHITETTURE MEGALITICHE


Un principio costruttivo duraturo
Questa nuova forma d’arte si chiama arte megalitica (mégas = grande, líthos = pietra), cioè l’arte di costruire con pietre di enormi dimensioni. I dolmen, in particolare, costituiscono la prima forma di costruzione trilitica. Questo principio costruttivo sarà la base delle opere architettoniche dell’Occidente, fino a quando non sarà inventato l’arco. In Italia numerosi dolmen si trovano in Puglia, dove è molto ben conservato quello di Bisceglie fig. 1.
ANTEPRIMA
Nel Neolitico compaiono i primi monumenti in pietra.


GLOSSARIO
Costruzione trilitica (dal greco tri: tre + líthos: pietra) è una struttura formata da due elementi disposti in verticale (piedritti), con funzione portante, e un terzo appoggiato orizzontalmente sopra di essi (architrave).

Leggi l’opera
Data 2800-1500 a.C. circa Materiale pietra arenaria
Il cromlech di Stonehenge
Luogo Stonehenge, Inghilterra meridionale



Opera
Pietra dell’altare
1. Ricostruzione del cromlech di Stonehenge.

Il cromlech di Stonehenge è una delle maggiori testimonianze di architettura megalitica. Il grandioso monumento è formato da numerosi dolmen e menhir disposti in cerchio: cromlech in lingua bretone significa infatti “cerchio di pietre”. In origine era composto da 30 megaliti, enormi massi di pietra posti a distanza regolare, collegati fra loro, in alto, da altre pietre messe in orizzontale. Al centro si trovano alcuni dolmen e altri blocchi di minori dimensioni, fra i quali una grande pietra arenaria verde posta in orizzontale, detta pietra dell’altare, che misura 5 metri di lunghezza. I massi che formano il monumento sono di pietra arenaria. I dolmen all’interno del recinto sacro sono collocati in modo che nel giorno del solstizio d’estate e del solstizio d’inverno, ossia nel giorno più lungo e in quello più corto dell’anno, i raggi del sole vadano a cadere senza ostacoli sulla pietra dell’altare.
Significato
Il cromlech è una grandiosa opera di architettura, se si considera quali erano i mezzi allora conosciuti (i massi furono fatti scivolare su tronchi d’albero da circa 30 chilometri di distanza). Il numero originario dei massi (30 come il numero medio dei giorni al mese) e la loro disposizione rispetto al sole hanno fatto ipotizzare che il monumento fosse un calendario astronomico per calcolare la successione dei mesi e delle stagioni. La presenza dell’altare fa supporre che la struttura fosse anche un tempio per propiziare buoni raccolti.

2. Ipotesi ricostruttiva della realizzazione del cromlech.
CHE COSA RESTA?
Pietre megalitiche raccontano...
Delle 30 pietre originarie che formavano il cerchio oggi ne restano 17 verticali. Al centro del cerchio si trova oggi il trilite. Sono ancora visibili alcune “bluestones”, il fossato circolare e il corridoio cerimoniale; punte di freccia, strumenti, ceramiche, ossa animali sono conservati e visibili presso lo Stonehenge Visitor Centre, lo Wiltshire Museum, il Salisbury Museum e il British Museum.
Patrimonio
Le incisioni rupestri della Val Camonica
C’è una valle, nel cuore delle Alpi Centrali, che è un vero e proprio museo all’aperto: è la Val Camonica, in Lombardia. Sulle sue rocce sono incise più di 30.000 figure e su quella più spettacolare, chiamata la Grande Roccia, ne troviamo oltre mille. Risalgono a un periodo assai lungo, che va dalla fine del Paleolitico all’epoca romana, e raccontano la storia e la vita dei Camuni, l’antica popolazione che abitava questi luoghi.

Passeggia e scopri

Attività
Nel 1979 le incisioni rupestri della Val Camonica sono state il primo sito italiano a essere dichiarato dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità.
Conosci l’UNESCO? Sai che cos’è la lista del Patrimonio dell’Umanità? Con quali criteri e motivazioni questo sito è stato dichiarato patrimonio mondiale?
Cerca in rete le informazioni e raccogli immagini utili a illustrare la sua importanza culturale e artistica.



Le incisioni del Mesolitico, risalenti a un periodo compreso fra 10.000 e 7000 anni fa, sono le meno numerose. Vi sono raffigurati in maniera semplice vari animali, con alcuni particolari del corpo in evidenza per renderli riconoscibili. La maggior parte delle immagini risale al Neolitico (60003000 a.C. circa). Qui domina la figura umana, molto semplificata, ma vivace nell’atteggiamento, soprattutto quando mostra guerrieri in lotta. Nei graffiti del Mesolitico, il solco dell’incisione è profondo e di larghezza uniforme; gli artisti del tempo l’hanno ricavato raschiando la roccia con una pietra appuntita. Invece l’incisione del guerriero in corsa, di epoca neolitica, è stata realizzata con la tecnica del martellamento affiancata a quella del raschiamento. L’effetto di scavo è ottenuto con una serie di fori accostati. Sulle rocce della Val Camonica compaiono anche spirali, dischi e altri segni geometrici il cui significato è difficile da interpretare. Uno di essi, la cosiddetta “rosa camuna”, ha ispirato la creazione del simbolo della Regione Lombardia ideato da Bruno Munari e dal suo team di designer.



nostro
I megaliti della Sardegna Patrimonio Scopriamo il
La Sardegna è ricca di complessi nuragici, i segni tangibili di un passato preistorico.
Sul territorio sardo si possono ammirare menhir, dolmen, pozzi sacri, tombe dei giganti. Si tratta di un patrimonio dal valore storico inestimabile.
L’unico sito megalitico in Sardegna segnalato tra i Luoghi del cuore del FAI è il Complesso Megalitico di Monte Baranta.
La Sardegna è ricca di interessantissimi e ben conservati siti nuragici. L’unico ufficiale UNESCO è Su Nuraxi di Barumini, nominato nel 1997, considerato il più rappresentativo e meglio conservato tra i nuraghi dell’isola. Attraverso una ricerca in rete trova informazioni e immagini relative a questo sito e scopri i misteri che nasconde.

Il sito di Monte Baranta
Il Complesso di Monte Baranta si trova a Olmedo, in provincia di Sassari. Si tratta di un insediamento fortificato prenuragico, risalente all’Età del Rame (2500-2000 a.C.).
Fu oggetto di studi e ricerche a partire dagli anni ’50. Il sito si trova arroccato su un altopiano di roccia. Si tratta di una delle prime fortificazioni dell’Europa occidentale edificato sia a scopo difensivo che spirituale. Esso presenta una massiccia muraglia lunga 97 metri costruita con grandi blocchi di pietra per proteggere il complesso nuragico, con un unico varco d’accesso. In questo modo poteva difendere tutto l’insediamento inclusa l’area abitativa costituita da edifici a forma quadrata.
In posizione dominante, sul margine della scarpata, si trova il recinto-torre realizzato a forma di ferro di cavallo con due ingressi a corridoio che portano a un ampio cortile con l’apertura verso il dirupo. Questa forma fa pensare a una sorta di camminamento per la ronda.
Il sito presenta inoltre un’area sacra situata al di fuori della cinta muraria, su un terrazzo naturale a picco sulla valle con menhir e circolo megalitico. Probabilmente era un’area usata per rituali o per osservazioni astronomiche.

La mappa dell’unità
Completa la mappa per prepararti all’esposizione dell’argomento. Inserisci le parole mancanti scegliendole tra quelle qui sotto.
monumenti • geometrici • scrittura • fertilità • vasi • grotte • Veneri • dolmen • insediamenti • nomadi
LA PREISTORIA
Le prime espressioni artistiche risalgono alla Preistoria, un lunghissimo periodo di tempo che va dalla comparsa dell’essere umano sulla Terra (circa 2,5 milioni di anni fa) fino all’invenzione della (3000 a.C.).

EPOCA PALEOLITICA
Gli esseri umani sono vivono di caccia e si rifugiano nelle grotte.

Sulle pareti delle
raffigurano scene di caccia: lo scopo è dare coraggio ai cacciatori.

EPOCA NEOLITICA
Realizzano statuette femminili in pietra ( ): lo scopo è garantire
Gli uomini costruiscono i primi stabili, coltivano la terra e allevano animali.

Realizzano i primi in pietra: menhir, , cromlech
Iniziano a modellare l’argilla e realizzano per contenere cibi e bevande che poi decorano con motivi
La sintesi dell’unità
Completa i testi inserendo le parole mancanti presenti nei box.
Preistoria • Paleolitico
La o Età della pietra è un lunghissimo periodo di tempo che inizia 2,5 milioni di anni fa e arriva fino al 3000 a.C.
In questo arco temporale le prime tracce di arte umana risalgono al superiore, a circa 40.000 anni fa.
Pitture rupestri
animali • incisioni rupestri • Lascaux • cavalli
Le prime forme di arte furono le su pareti di grotte, oggetti scolpiti in osso, pietra e avorio e piccole sculture. Le pitture rupestri mostrano , figure umane, scene di caccia, simboli astratti come spirali, linee e mani dipinte. Nella Grotta di si riconoscono soprattutto animali: (i più numerosi), bisonti, cervi, tori selvatici, alcuni felini e anche un orso.
Piccole sculture e recipienti
Willendorf • geometrici • argilla • femminili • Veneri
Le sculture ritrovate sono figure con forme accentuate, simbolo di fertilità, e sono comunemente chiamate le “ preistoriche”. La Venere più conosciuta è la Venere di . I recipienti sono fatti di e modellati in forme diverse. Decorati con motivi a testimonianza del fatto che l’essere umano sente il bisogno di abbellire gli oggetti che fanno parte della propria vita quotidiana.
I primi monumenti
Stonehenge • menhir • orizzontale • megaliti
Durante la Preistoria l’uomo ha costruito monumenti utilizzando enormi pietre chiamate , a volte trasportate da un luogo all’altro con grande fatica e ingegno: (pietre singole conficcate nel terreno), dolmen (grandi lastre di pietra disposte verticalmente e coperte da una lastra ) e cromlech (complessi di menhir disposti circolarmente di cui il più famoso è .
Verifica
Conoscenze


1 Indica se le seguenti affermazioni sono vere (V) o false (F).
1. La scrittura fu inventata nel Paleolitico inferiore.
2. Nelle grotte gli esseri umani dipingono scene di caccia.

F
F
3. Lo scopo delle pitture rupestri è dare coraggio ai cacciatori. V F
4. In epoca preistorica gli esseri umani realizzano statuette con forme maschili. V F
5. Le Veneri sono realizzate per augurare fertilità. V F
6. I primi monumenti sono realizzati con pietre di enormi dimensioni.
7. I menhir sono enormi pietre verticali.
8. Le prime costruzioni basate sul sistema trilitico sono i cromlech.
2 Collega le seguenti affermazioni alle opere riprodotte.
a. È una pittura rupestre del Paleolitico.
b. È un piccolo manufatto realizzato per augurare abbondanza e fertilità.
c. Costituisce uno dei primi e più elementari monumenti stabili creati dall’uomo.
F
F
F
d. È la prima struttura architettonica trilitica, ossia formata da due pietre di sostegno e una di copertura.
e. È un gruppo di pietre disposte in cerchio.





3 ROVAL O COOPERATIVO Rifletti sulle prime società umane risalenti alla Preistoria. Quali sono state, secondo te, le prime regole, i diritti e i doveri di ciascun membro del gruppo? Come pensi si organizzassero le prime società? Confronta le tue idee con quelle dei compagni e delle compagne e insieme scegliete le regole che convincono la maggioranza della classe. Confrontate le vostre scelte con le norme che oggi disciplinano il vostro agire quotidiano.
Competenze
L’immagine riprodotta è un particolare di una delle grandi pitture rupestri che si trovano nella cosiddetta “Grotta delle mani” situata nella provincia di Santa Cruz, nella Patagonia Argentina. Secondo alcune ipotesi, le dimensioni ridotte di molte mani suggeriscono che possano appartenere a donne o adolescenti.

Impronte di mani, 13.000-9000 a.C. circa, pittura rupestre, Santa Cruz (Argentina), Grotta delle mani.
4 Osserva l’immagine e completa la lettura d’opera inserendo i termini mancanti. rupestre • universale • negativo • roccia • pigmenti • impronte • 13.000 • ossi • firma • memoria • parete
• La Grotta delle mani prende il nome proprio da questa immagine dove tante di mani sono state impresse sulla .
• Questa pittura è stata realizzata con naturali (ocra, carbone, ossidi di ferro) ed è celebre perché presenta anche impronte di mani in probabilmente ottenute spruzzando pigmento attraverso cavi o canne intorno alla mano appoggiata alla .
Compito di realtà
Hai la possibilità di trascorrere con la tua famiglia una settimana nel sud della Francia, alla scoperta delle grotte preistoriche che hai studiato in queste pagine.
Organizza la tua vacanza seguendo questo programma.
• Individua sulla carta i luoghi della zona che vuoi visitare.
• Sulla base del tuo programma scegli la località dove soggiornare e cerca un albergo (o un campeggio) in rete o su una guida turistica.
• Raccogli materiale anche fotografico sul luogo da visitare con il quale preparare una scheda di presentazione per fare tu da guida alla tua famiglia.
• L’impronta delle mani potrebbe rappresentare una sorta di “ ”. Potrebbe simboleggiare l’appartenenza al gruppo, avere un valore simbolico protettivo e difensivo oppure indicare riti di passaggio.
• La Grotta delle mani è un documento importante della umana. Quelle mani ci parlano di persone vissute tra 9000 e anni fa e ci raccontano da dove veniamo, testimoni del bisogno di lasciare un segno.
Preparo l’interrogazione
Per lo studio di questa unità, soffermati su alcuni passaggi che ti saranno di aiuto.
L’Arte: espressione creativa dell’essere umano, ha inizio nella Preistoria o Età della pietra.
L’Età della pietra è suddivisa in tre fasi: Paleolitico, Mesolitico, Neolitico.
Paleolitico: gli esseri umani erano cacciatori e raccoglitori e vivevano nelle caverne.
Mesolitico: sorgono le prime comunità stanziali.
Neolitico: l’essere umano comincia a praticare l’agricoltura e l’allevamento.
Luoghi geografici: Francia e Spagna i più conosciuti, ma anche nel resto del mondo: Africa, Asia, Australia e Americhe. Monumenti in pietra: menhir, dolmen, cromlech.
Pitture rupestri: incisioni, pitture su roccia nelle grotte o su pareti all’aperto.
Temi: simboli astratti (mani, spirali), animali, figure umane, scene di caccia e raccolta.
Scopo/funzione: rituale, magico, simbolico, propiziatorio, per infondere coraggio.
Stile: nelle fasi più antiche lo stile era schematico e geometrico. Con il tempo è diventato più realistico con l’uso di sfumature per dare volume.
Le prime statuette: risalgono al periodo Paleolitico superiore, generalmente sono figure femminili, simbolo di fertilità e maternità.
I primi vasi: risalgono al periodo Neolitico e hanno una funzione pratica per conservare acqua, cereali e cibo in generale.
Le civiltà fluviali 2

ANTEPRIMA
VIDEO
PAROLE CHIAVE
• sfinge
• iscrizioni cuneiformi
• piramidi
IN DIGITALE
• ESPLORA
Video: Le civiltà fluviali; La Ziggurat di Ur; La porta di Ishtar
Zoom arte: Triade di Micerino; La scrittura a ideogrammi; La vita quotidiana in Egitto; Bassorilievi per celebrare i sovrani; La Stele di Rosetta; La regina Nefertari e la dea Iside; La tomba della regina Hatshepsut
• LINEA DEL TEMPO INTERATTIVA
• IMMAGINE INTERATTIVA
I giardini pensili di Babilonia; La Stele degli avvoltoi; Triade di Micerino
• RIELABORA E CREA
L’arte degli Assiri
• IL NOSTRO PATRIMONIO
L’arte egizia in Italia
• RIPASSA E VERIFICA
L’unità in slide
Esercizi Interattivi
CLIL – The art of Mesopotamia; The Egyptian art
La sfinge di Giza è la statua monolitica più grande del mondo. In origine era di colore rosso per il volto, blu e giallo per il copricapo.

La porta è dedicata a Ishtar, la dea della guerra e dell’amore.
Su alcune mattonelle compaiono iscrizioni cuneiformi in cui Nabucodonosor II esalta la grandezza e il potere della città di Babilonia.
In un antico papiro del “Libro dei morti” egizio, è rappresentata la Pesatura del cuore. Il cuore era considerato il centro dell’anima che conteneva le azioni compiute durante la vita. La bilancia rappresentava la Giustizia, la piuma la Verità. In questa scena, Anubi, il dio sciacallo, pesa il cuore del defunto Ani.

La maschera di Tutankhamon, uno dei ritrovamenti più famosi dell’arte egizia, potrebbe non essere stata realizzata originariamente per il celebre faraone. Tutankhamon morì improvvisamente e alcuni particolari mostrano che la maschera potesse essere inizialmente destinata a una donna. Da cosa lo si capisce? Ad esempio dai fori alle orecchie poiché già gli orecchini, a quei tempi, in Egitto erano prerogativa solo delle donne.
Immagina di dover costruire un edificio di 50 piani senza ruspe, senza gru, ma solo con le mani, con corde e rulli. Non basta! Immagina che quell’edificio, dopo 4500 anni sia ancora in piedi. Ecco, queste sono le piramidi, testimonianza del genio ingegneristico dell’essere umano.
Osserva questa anteprima dell’unità e scrivi i nomi delle opere che riconosci.

Si sviluppa la civiltà egizia. Ha inizio l’Antico Regno
I Sumeri fondano le prime città
Regno del faraone Cheope

In Egitto ha inizio il Medio Regno
In Mesopotamia si impongono i Babilonesi; viene fondata Babilonia
La Mesopotamia
Lungo i grandi fiumi nascono le civiltà A partire dal IV millennio a.C., nell’area del Vicino Oriente denominata Mezzaluna fertile, nascono le prime civiltà della storia, le civiltà mesopotamiche e la civiltà egizia, definite civiltà fluviali perché sorte lungo il corso di grandi fiumi.
GLOSSARIO
Vicino Oriente alcune aree geografiche comprese tra Africa settentrionale e Asia occidentale.
Inizia in Egitto il Nuovo Regno
La Mesopotamia viene occupata dagli Assiri
Crollo dell’impero assiro, inizia il secondo impero babilonese
I Persiani conquistano tutta la Mesopotamia
La Mesopotamia, fra i fiumi Tigri ed Eufrate La Mesopotamia è una regione corrispondente oggi all’Iraq, a parte dell’Iran, della Siria e del Libano. Fin dall’antichità, la ricchezza e la fertilità dei territori hanno attirato popoli di origine diversa che si sono avvicendati in questo territorio, dando vita alle prime grandi civiltà della storia. Verso il 3000 a.C. nella zona si sono affermati i Sumeri, seguiti nel secondo millennio dai Babilonesi, poi, nel primo millennio dagli Assiri e infine dai Persiani. L’arte della Mesopotamia, quindi, non è l’espressione di un’unica civiltà, ma di vari popoli che hanno ereditato conoscenze e forme d’arte gli uni dagli altri, sviluppando forme peculiari di espressione. Ciascuna popolazione, infatti, ha attribuito all’arte una diversa funzione: al servizio della religione presso i Sumeri, al servizio dei sovrani presso gli altri popoli.
Mezzaluna fertile area geografica, così chiamata per la sua configurazione simile a una mezzaluna, resa molto fertile dalla presenza di grandi fiumi: Tigri, Eufrate, Nilo.
L’Egitto diventa Provincia romana


L’antico Egitto

Le piramidi della necropoli egizia di Giza (presso Il Cairo), dominate dalla imponente mole della Sfinge (2550 a.C. circa). La Sfinge (figura mitologica con corpo di leone e testa umana) sorveglia le dimore eterne dei faraoni.
Il regno d’Egitto fra il mar Rosso e il Mediterraneo Nella sottile striscia di terra che si trova lungo le rive del Nilo e che si affaccia sul Mediterraneo e sul mar Rosso, si è sviluppata la grande civiltà dell’antico Egitto, un regno che ha avuto inizio nel 3000 a.C. circa ed è durato fino al 31 a.C., quando viene conquistato da Roma. La fertilità del territorio e la solida organizzazione della società egizia, al vertice della quale sta il faraone, un re-dio, hanno favorito la lunghissima durata di questa civiltà, la cui storia è suddivisa in tre periodi: Antico, Medio e Nuovo Regno. Il potere e la ricchezza di questa civiltà si riflettono in ogni sua espressione artistica, dall’architettura alle raffigurazioni pittoriche e scultoree, che con la loro grandiosità miravano a ottenere la benevolenza delle divinità e a esaltare i faraoni. E come questi ultimi hanno mantenuto il loro potere assoluto per millenni, così l’arte egizia, che ne celebra la grandezza e l’immortalità, ha conservato caratteri sempre simili nel corso dei secoli.
Stendardo di Ur

Piramide di Cheope
Triade di Micerino

di Ur

Tempio di Amon-Ra a Luxor
Tomba di Nebamun (scena di caccia)
Maschera di Tutankhamon

Rilievi dal palazzo di Assurbanipal

Porta babilonese di Ishtar
In Mesopotamia nascono le prime città della storia e si costruiscono edifici grandiosi in mattoni.
L’architettura mesopotamica
Le più antiche città della storia
Con i Sumeri, il primo popolo che si insedia in Mesopotamia, sorgono le prime città della storia. Non più piccoli villaggi ma veri e propri centri urbani, difesi da mura e con edifici grandiosi attorno ai quali sono distribuite le abitazioni e le botteghe. L’edificio più importante della città è la ziggurat, una grande costruzione in mattoni, composta da una serie di terrazze sovrapposte, sempre più piccole proseguendo verso l’alto, collegate fra loro da gradinate. Un esempio abbastanza ben conservato è la Ziggurat di Ur fig. 1, che risale al 2100 a.C. circa.


Ziggurat di Ur
L’arte degli Assiri
1. Ziggurat di Ur, 2100 a.C. circa, mattoni di argilla, 70x50 m, Tell el-Magaiyar (Iraq).

La ziggurat, montagna divina “multifunzionale”
La ziggurat è contemporaneamente centro religioso, economico e culturale. La sua altezza la rende visibile fin da lontano e appare agli abitanti come la montagna divina, che, collegando la terra al cielo, permette agli uomini di accostarsi alla divinità.
Alla sommità si trova il tempio della divinità protettrice della città.
La “casa delle tavolette” è la scuola dove si studia per diventare scribi.
Nei magazzini vengono custoditi prodotti agricoli e artigianali.
2. Ricostruzione di una ziggurat.
Le terrazze sono usate come osservatorio astronomico.

Le terrazze sono collegate da una o più scalinate.
Le architetture colorate di Babilonia
La successiva civiltà babilonese si caratterizza per la grandiosità e il colore delle architetture, formate da mattoni smaltati e decorati. La capitale dell’impero era Babilonia, che raggiunse il suo massimo splendore intorno al VI secolo a.C., sotto il re Nabucodonosor. Era allora considerata una delle sette meraviglie del mondo per il suo Palazzo reale e i giardini pensili, che sembravano essere sospesi perché costruiti su terrazze.
La città era circondata da una possente cinta muraria, nella quale si aprivano otto porte, fra cui la Porta di Ishtar fig. 3 dedicata alla dea dell’amore e della guerra. Il grande ingresso ad arco è affiancato da torri merlate, tutte rivestite con mattonelle in terracotta smaltata e invetriata, dai colori smaglianti; sulle mattonelle sono raffigurati leoni, tori e altri animali sacri agli dèi. Dalla porta partiva la strada principale della città.
In Mesopotamia scarseggiavano legno e pietra, perciò per costruire gli edifici i Sumeri inventarono il mattone, un blocco regolare di argilla mescolata a paglia. Inizialmente i mattoni erano crudi, cioè asciugati al sole; in seguito vennero cotti in forni per renderli più resistenti agli agenti atmosferici.
La durata del mattone, in ogni caso, non è paragonabile a quella della pietra: degli edifici della Mesopotamia ci rimangono perciò solo pochi resti molto deteriorati.
La tecnica della terracotta invetriata consisteva nell’applicare a un oggetto in argilla, precedentemente cotto a una temperatura di 750-900 gradi (terracotta), una vernice chiamata vetrina, a base di sabbia silicea (originata nel tempo dall’erosione del letto del fiume) e sostanze coloranti; l’oggetto veniva poi nuovamente cotto ad alte temperature così che la vetrina, solidificandosi, diventasse lucida e brillante. Grazie a questo trattamento la terracotta diveniva impermeabile e capace di resistere maggiormente agli agenti atmosferici.


Riproduci gli animali in rilievo di Babilonia

La porta di Ishtar

3. Porta di Ishtar, 575 a.C. circa, terracotta smaltata e invetriata, h 14 m, Berlino, Pergamonmuseum.
ANTEPRIMA
Le sculture dei Sumeri testimoniano il legame di questo popolo con il mondo divino; le sculture degli Assiri proteggevano gli edifici e le abitazioni.
GLOSSARIO
Votivo dato in offerta alla divinità.

Bassorilievi per celebrare i sovrani

La Stele degli avvoltoi
La scultura mesopotamica
Gli Oranti, in preghiera con gli occhi rivolti alla divinità
All’interno dei templi sumeri sono state trovate piccole statue votive a tutto tondo realizzate in alabastro, una pietra quasi lucida di colore giallastro; raffigurano uomini a mani giunte in atteggiamento di preghiera e per questo sono chiamati Oranti. Gli Oranti sono raffigurati in piedi o seduti, vestiti con un semplice gonnellino formato da pelli di pecora o di altri animali. Nel volto spiccano gli occhi spalancati e con lo sguardo fisso, come se questi personaggi fossero in ammirazione delle divinità a cui rivolgono le loro suppliche. Si pensa che gli Oranti venissero posti nei templi per pregare al posto delle persone impegnate nel lavoro quotidiano fig. 1
OSSERVA E FISSA I CONCETTI
ƽ La figura del re Ennatum è semplificata.
ƽ Le mani sono giunte in atteggiamento di devozione e preghiera.
ƽ Gli occhi sono spalancati e lo sguardo fisso come a manifestare stupore di fronte alla divinità.
Sculture tipiche dell’arte assira sono i essi raffigurano esseri fantastici con corpo animale e testa umana che, posti all’ingresso di porte ed edifici, hanno il potere di proteggere dal male.
I Lamassù hanno il corpo di toro o leone (simbolo di forza), ali di uccello sulla schiena (simbolo di divinità, per la capacità di elevarsi al di sopra degli uomini) e testa umana (simbolo di saggezza e intelligenza). La testa coronata richiama la figura del re. Sono rappresentati con cinque zampe per dare l’impressione di movimento se visti di profilo.
2. Lamassù, 721-705 a.C., alabastro gessoso, h 420 cm, Parigi, Musée du Louvre.


1. Statua del re Eannatum, 2900-2350 a.C., alabastro, lapislazzuli e conchiglia, h 30 cm, Houston (Stati Uniti), Menil Collection.
I giardini pensili di Babilonia I giardini pensili di Babilonia erano una delle Sette Meraviglie del mondo antico ma non esistono prove archeologiche certe della loro esistenza. Secondo la leggenda, furono costruiti da Nabucodonosor nel 590 a.C. per la sua sposa Amiti, che rimpiangeva le verdi montagne della Media, un antico regno situato nell’attuale Iran nordoccidentale. Si dice che il re abbia voluto ricreare per lei i paesaggi montuosi e verdi della sua terra, per alleviarne la nostalgia. I giardini si sviluppavano su terrazze sovrapposte, irrigate con un ingegnoso sistema idraulico. Anche se il loro mistero rimane, i giardini pensili continuano a ispirare la nostra immaginazione come simbolo di lusso e ingegneria avanzata nell’antichità.

I giardini pensili di Babilonia

IMMAGINA DI ESSERCI
Osserva il disegno e prova a descrivere chi secondo te passeggiava in questi giardini. Com’era la vita in questo luogo?
Leggi l’opera
La guerra
Lo Stendardo di Ur
Il cocchio reale e la corte seguono il re.
Il re è raffigurato di dimensioni maggiori rispetto agli altri personaggi.


Ruota piena, formata da due semicerchi di legno uniti da placchette di bronzo.
La pace
I soldati, armati di spada, indossano un lungo mantello e una cuffia.
Il re è seduto e sta bevendo insieme ai suoi funzionari.
Sul carro trovano posto uno o due soldati armati di lancia.
Le linee divisorie sono realizzate con corniole (rosso) e lapislazzuli (blu).
I nemici caduti a terra sono calpestati dai carri.
Alcuni musici allietano la cerimonia, suonando l’arpa.

I domestici conducono arieti, buoi, capre.
I servi trasportano oggetti e cibarie del bottino di guerra.
Sul fondo nero di bitume emerge il bianco delle conchiglie e della madreperla.
Data 2600-2400 a.C.
Dimensioni
20,3x48,5 cm
Materiale lapislazzuli, pietra calcarea, conchiglie e bitume su legno
Collocazione Londra, British Museum

Opera
L’opera, venuta alla luce in una tomba della città sumera di Ur, risale a circa 5000 anni fa. È formata da pannelli di legno decorati con intarsi di osso e avorio, pietre, madreperla, conchiglie. Su un lato sono rappresentati episodi di una guerra vinta dai Sumeri, sull’altro è celebrata la pace. Entrambi i lati sono divisi in tre fasce sovrapposte, che vanno lette dal basso verso l’alto.
Descrizione e stile
LATO DELLA GUERRA Nella fascia in basso, i soldati sumeri sui carri da combattimento travolgono i nemici. I carri hanno grandi ruote di legno: è questa la prima immagine che mostra la ruota, inventata dai Sumeri.
Nella fascia centrale i soldati procedono in fila e fanno prigionieri i nemici.
Nella fascia in alto, al centro è collocato il re; da entrambi i lati avanzano verso di lui i soldati; quelli di destra conducono i prigionieri incatenati.
LATO DELLA PACE Nella fascia in basso, i servi trasportano il bottino di guerra.
Nella fascia centrale si vede la processione degli animali destinati al sacrificio in onore degli dèi, per ringraziarli della vittoria.
Quanto è grande?

Nella fascia in alto si festeggia la pace con un banchetto cerimoniale: a sinistra è raffigurato il re tra quattro servi, al centro i suoi funzionari, a destra due musici.
Le figure sono rappresentate con i criteri in uso presso questa popolazione: il volto di profilo, il corpo frontale, le gambe e i piedi di profilo. Per sottolinearne l’importanza, la figura del re è più grande delle altre.
Significato
Lo Stendardo costituisce un importante documento storico per conoscere diversi aspetti della civiltà sumera: quali erano le classi sociali, come si combattevano le guerre e si celebrava la pace, com’erano fatti e venivano utilizzati i carri, qual era l’abbigliamento.
CHE COSA RESTA?
Guerra e pace
Le due facce principali dello Stendardo sono quasi intatte e hanno mantenuto il loro aspetto originale. La struttura lignea originale invece è andata perduta ma gli archeologi hanno cercato di ricostruirla nel modo più fedele possibile.
Le parti laterali dello stendardo sono, in gran parte, una ricostruzione moderna ricavata dalle decorazioni superstiti.
Gli Egizi costruiscono piramidi e tombe rupestri come monumenti funerari per i loro faraoni.
I monumenti funerari egizi
Le piramidi, architetture dalla perfetta geometria
Fra le antiche civiltà quella egizia è la meglio conosciuta grazie alla grande quantità di testimonianze pervenute. La maggior parte di esse proviene dalle tombe; gli Egizi credevano infatti che dopo la morte iniziasse una nuova vita e per questo realizzavano grandi edifici funerari, considerati come case, e vi ponevano gioielli, arredi, armi, oggetti di vita quotidiana, preghiere scritte su papiro e perfino cibi.
Le costruzioni funerarie più note dell’architettura egizia sono le piramidi, le grandiose tombe dei faraoni dell’Antico Regno. Sono formate da giganteschi blocchi di pietra squadrati, sovrapposti l’uno sull’altro senza uso di malta; hanno base quadrata e pareti triangolari, una forma geometricamente perfetta, simbolo della divinità e del potere assoluto del faraone. All’interno presentano corridoi e camere dove veniva sepolto il sovrano.
Le piramidi più famose sono quelle di Cheope figg. 1-2, Chefren e Micerino, che risalgono al III millennio a.C. e si ergono maestose nella piana di Giza, alla periferia del Cairo (p. 61).

1. La piramide di Cheope, 2550 a.C., Giza, Il Cairo (Egitto).
Le tombe scavate nella roccia
Dal II millennio a.C., nell’epoca detta del Nuovo Regno, le tombe dei faraoni diventano ipogee, vengono cioè scavate sotto terra e non sono più visibili all’esterno.
La scelta di creare sepolture di questo genere per i faraoni derivò dalla necessità di evitare che i ladri, attratti dai preziosi tesori custoditi nelle piramidi, profanassero le sepolture, compromettendo la vita ultraterrena dei faraoni.
Vennero scelte come aree sepolcrali dei sovrani alcune zone intorno alla città di Tebe (l’odierna Luxor), che per questo motivo sono chiamate Valle dei Re e Valle delle Regine. Le tombe ipogee sono formate da più ambienti con pareti decorate da rilievi e dipinti: il corpo del sovrano era posto nella camera sepolcrale fig. 3, insieme a un ricco corredo funerario.
Tutto serviva a esaltare il potere assoluto e divino del sovrano e garantirne la sopravvivenza dopo la morte.
Una sepoltura ipogea di grande importanza è la tomba di Tutankhamon, un faraone vissuto intorno al 1300 a.C. Leggi l’opera, pp. 70-71.
UN CAPOLAVORO DI INGEGNERIA
La tomba del faraone Cheope è detta anche la Grande piramide, poiché è alta 147 metri È formata da due milioni di blocchi di pietra calcarea, ciascuno alto almeno un metro e pesante circa due tonnellate e mezzo
I blocchi sono sovrapposti senza uso di malta, ma la precisione della loro forma è tale che essi combaciano perfettamente l’uno con l’altro.
2. Ricostruzione della piramide di Cheope.
Grande galleria


La tomba della regina Hatshepsut

Ieri e Oggi
Le piramidi oltre gli antichi egizi
Con la loro forma perfetta, le piramidi hanno ispirato artisti di ogni parte del mondo e di ogni epoca.
Camera del faraone
Camera della regina
La moderna piramide del Louvre di Parigi è opera dell’architetto cinese Ieoh Ming Pei (Unità 17) e costituisce un evidente richiamo ai monumenti tombali dell’antico Egitto. È stata progettata come ingresso al museo parigino, perché i visitatori da lì entrassero per poi scendere nella spaziosa hall con la biglietteria e i punti di informazione. Ma se la forma è quella del passato, i materiali con cui è realizzata, il vetro e l’acciaio, derivano dalla moderna tecnologia, tanto che la piramide ha un aspetto del tutto contemporaneo e fortemente in contrasto con la facciata ottocentesca del museo.
Come ti sembri qlesto contristo? Lo ritieni eccessivo, e quindi ti disturba, oppure pensi che possa funzionire? Perché?

Data 1328-1318 a.C. Luogo Luxor (antica Tebe); Il Cairo, Museo Egizio
La scoperta della tomba di Tutankhamon

Una scoperta memorabile
La scoperta della tomba di Tutankhamon, il giovane faraone salito al trono a soli 9 anni e morto ad appena 18, rimane un evento eccezionale nella storia: quando il britannico Howard Carter (1874-1939) la scoprì nel 1922, la trovò quasi intatta. Come hai letto, infatti, nonostante tutte le accortezze prese nel costruire le tombe reali, già nei tempi antichi le sepolture dei faraoni venivano profanate e depredate.
La scoperta archeologica fu l’esito di anni di ricerca. Tutankhamon non ebbe certamente il tempo di diventare un grande sovrano. Tuttavia, gli oggetti ritrovati nella sua tomba sono così tanti e preziosi da farci immaginare lo splendore dei tesori, un tempo conservati nelle sepolture di faraoni più longevi e importanti.
Una tomba piena di tesori
La tomba presenta più ambienti in successione, decorati con pitture parietali, per onorare il defunto nell’aldilà.
Nella camera funeraria era posta la sepoltura del sovrano: una massiccia cassa sepolcrale di legno rivestito da una lamina d’oro con al suo interno tre scrigni, l’uno dentro l’altro, fino ad arrivare al prezioso sarcofago in oro massiccio contenente il corpo del faraone.
Sulla mummia era poggiata una maschera d’oro massiccio di eccezionale qualità tecnica e artistica.
Nella stanza accanto alla camera vi era un ricchissimo corredo funerario composto da oltre cinquemila oggetti tra vasi, carri, letti, statue di divinità e gioielli.

Vasi canopi, 1325 a.C. circa, alabastro.
Secondo gli Egizi, per iniziare una nuova vita nell’aldilà era indispensabile che il corpo si mantenesse intatto e per questo veniva imbalsamato e avvolto in bende di lino prima di essere sepolto. Per imbalsamare il corpo del defunto era necessario estrarre gli organi interni che venivano poi conservati in appositi vasi, detti vasi canopi. I canopi erano quattro e conservavano rispettivamente lo stomaco, l’intestino, il fegato e i polmoni del faraone. I canopi di Tutankhamon sono realizzati in prezioso alabastro.
Maschera funeraria di Tutankhamon, 1325 a.C. circa, oro, lapislazzuli, smalti, pietre dure, h 62 cm. La maschera ha le fattezze del giovane faraone. Indossa il nemes, il copricapo in lino a righe bianche e blu che simboleggia la natura divina del sovrano. Il serpente e l’avvoltoio sono simboli di regalità, mentre la barba posticcia è simbolo di saggezza.
CHE COSA RESTA?
Il faraone più giovane della storia
Si presume che nella tomba del faraone Tutankhamon si verificarono dei furti fin da subito dopo la sepoltura perché il sigillo della tomba fu mano messo e poi richiuso. La morte di Tutankhamon fu improvvisa e per questa ragione la tomba non fu subito ben custodita. Furono trafugati solo gli oggetti più facilmente trasportabili, pertanto il trono dorato, i carri e il sarcofago d’oro con la mummia rimasero intatti. Gran parte della tomba di Tutankhamon si è conservata fino a oggi.
Al Museo Egizio del Cairo si trovano le due parti interne della bara, una in legno dorato e una in oro massiccio, e la famosa maschera d’oro; i tesori e gli oggetti funerari si trovano quasi tutti al nuovo Grand Egyptian Museum, vicino alle piramidi di Giza.

Gli Egizi innalzano templi monumentali, con statue, obelischi e decorazioni scolpite. Erano dedicati alle divinità (templi divini) o ai faraoni defunti (templi funerari).
I templi egizi
Templi divini e templi funerari
In onore delle divinità o dei faraoni defunti, gli Egizi facevano erigere templi di pietra dalle dimensioni enormi e dalla struttura complessa: una successione di sale, cortili, corridoi con una selva di colonne che conducevano alla cella, una piccola stanza inaccessibile ai fedeli, nella quale era collocata la statua della divinità
All’esterno del tempio erano poste le statue colossali del faraone che lo aveva fatto costruire e altissimi obelischi, monumenti appuntiti formati da un solo blocco di pietra con iscrizioni. Gli obelischi simboleggiavano Ra, il dio Sole, e la loro forma voleva evocare l’idea di un raggio di sole pietrificato.
La grandiosità dei templi era dunque un omaggio non solo alla divinità, ma anche al faraone che lo aveva voluto o a cui era dedicato.
Il tempio di Amon-Ra a Luxor: un tempio divino
Fra il 1400 e il 1250 a.C. circa, venne eretto a Tebe (oggi Luxor) l’imponente tempio dedicato ad Amon-Ra, il dio Sole figg. 1-2. Il tempio è in granito, una pietra dura e resistente. In una entrata del tempio, davanti alle due pareti dette piloni, sono poste le statue colossali di Ramesse II, uno dei faraoni che lo ha fatto costruire, e altissimi obelischi. I diversi ambienti che compongono il tempio si snodano in successione fino alla cella, la casa del dio. Tutti i fedeli potevano accedere al primo cortile, ma solo il faraone e il sacerdote potevano presentarsi al cospetto del dio.
L’entrata al tempio è preceduta da un viale di sfingi, statue con il corpo di leone e la testa di ariete, che sembrano vigilare sull’ingresso dell’edificio. Le colonne interne sono imponenti e hanno i capitelli a forma di papiro.
Ieri e Oggi
Un tempio da salvare
Il tempio di Abu Simbel fig. 3 è stato protagonista di una straordinaria operazione di salvataggio negli anni Sessanta del Novecento, quando si decise di costruire la grande diga di Assuan. Il tempio sarebbe infatti stato sommerso dalle acque del bacino artificiale che si sarebbe creato con la costruzione della diga, l’attuale lago Nasser. L’UNESCO lanciò allora un appello per salvare il tempio e un’équipe internazionale si mise al lavoro con un imponente progetto ingegneristico durato quattro anni: Abu Simbel venne così tagliato dalla sua montagna, frammentato in blocchi numerati, e ricostruito con estrema precisione dove oggi lo possiamo ammirare, 65 metri più in alto, mantenendo intatto anche l’effetto del “miracolo del sole”: due volte l’anno, a febbraio e a ottobre, i raggi del sole nascente percorrono l’ingresso e alcune sale buie, per raggiungere la cella e illuminare la statua del faraone.
Miracolo del Sole.
CLASSE CAPOVOLTA
ƽ A casa: cercate in rete informazioni su questa straordinaria impresa.
ƽ A scuola: realizzate, dividendovi in gruppi, una presentazione.


Il tempio di Abu Simbel: un tempio funerario
Intorno al 1250 a.C., il faraone Ramesse II fece costruire nel sud del Paese il maestoso tempio di Abu Simbel fig. 3 che, seppure dedicato al dio Amon, è il suo tempio funerario. È un tempio rupestre, scavato nella roccia, ed è, insieme alle piramidi di Giza, uno degli edifici più imponenti dell’antico Egitto: è alto 30 metri e lungo 35. Sulla facciata dominano quattro statue gigantesche, alte 20 metri e tutte uguali, che ritraggono Ramesse II seduto con le mani sulle ginocchia, una posizione frequente nella raffigurazione dei sovrani. (p. 75).


ANTEPRIMA
Le statue dei faraoni sono enormi e idealizzate; il loro atteggiamento è solenne. Più naturalistiche sono le statue che ritraggono gente comune.
La scultura egizia
Le statue dei faraoni
Gli Egizi realizzano statue in pietra dei faraoni da collocare davanti ai templi o nelle tombe dei sovrani. Il compito di queste sculture è quello di reincarnare il defunto, affinché potesse continuare a vivere nella statua anche dopo la morte.
Nella raffigurazione dei faraoni, gli scultori seguono alcune norme precise. Le statue devono avere una forma compatta, priva di elementi sporgenti che possano spezzarsi. Sono spesso di grandi dimensioni per evidenziare l’importanza del faraone e il suo carattere divino. Pur essendo a tutto tondo, sono concepite per essere viste frontalmente: per questo a volte il retro è appena sbozzato fig. 1

1. Triade di Micerino, 2500-2482 a.C., scisto, h 97 cm, Il Cairo, Museo Egizio. In questa triade le donne sono un passo indietro ma accompagnano il faraone; la dea Hathor alla sua destra sembra tenerlo per mano.
