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Nuova Agenda Geografia

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a v o Nu

M.V. Menichetti - V. Lavatelli - E. Noseda

AGENDA GEOGRAFIA

Lezioni per un mondo sostenibile

Il piacere di apprendere

●

Didattica breve

●

Educazione civica

●

Educazione finanziaria

●

Dossier di attualità

Gruppo Editoriale ELi


TEMA

1

I sistemi della Terra L

a Terra costituisce un unico grande ecosistema in cui materiali organici e inorganici si integrano e creano le condizioni di vita ideali per le specie viventi. Nulla è stabile, tutto è in continuo e inarrestabile movimento: il ciclo dell’acqua, i moti dell’atmosfera, le fasi di erosione e di accumulo delle rocce, gli spostamenti lentissimi o improvvisi della crosta terrestre. Tutto ciò concorre a creare il mondo che conosciamo.

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U N I TÀ D E L L A S E Z I O N E LEZIONE 1

I SISTEMI DELLA TERRA

Montagne e pianure LEZIONE 2

Fasce climatiche e biomi

MONTAGNE E PIANURE

LEZIONE 3

Acqua e terra Catene montuose

Pianure alluvionali

Nate dai movimenti della crosta terrestre

Nate dall’accumulo dei detriti lasciati dai fiumi

FASCE CLIMATICHE E BIOMI

Le fasce climatiche (tropicale, temperata, polare) dipendono dai FATTORI DEL CLIMA

A seconda delle fasce climatiche, sulla Terra ci sono diversi BIOMI (terrestri e d’acqua)

Ogni bioma comprende ECOSISTEMI SIMILI

TERRA E ACQUA

L’ACQUA è la principale risorsa del nostro pianeta

Altra risorsa fondamentale è il SUOLO

Il SOTTOSUOLO è ricco di risorse naturali utili all’uomo

La sua distribuzione è diversa nelle varie aree della Terra e dipende dal clima

ROCCE e HUMUS

MINERALI (distribuiti in modo non uniforme)

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TEMA

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La popolazione sul pianeta N

el corso dei millenni, gli uomini e le donne si sono costituiti in società, hanno formato le loro culture e organizzato gli spazi in cui vivere. Il desiderio di potere politico ed economico ha fatto entrare le società in conflitto tra loro, determinando guerre e distruzioni. Ma la comunità internazionale ha anche prodotto gli anticorpi per tutto questo, creando organismi e programmi che lavorano per la pace e lo sviluppo dei popoli.

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U N I TÀ D E L L A S E Z I O N E LEZIONE 7

L’ESSERE UMANO E LA TERRA

Le diverse etnie LEZIONE 8

Città e spazi urbani

La popolazione della Terra è divisa in ETNIE caratterizzate da

LEZIONE 9

L’ONU L E Z I O N E 10

L’Agenda 2030 L E Z I O N E 11

I bisogni essenziali

Religione

Lingua

Storia e tradizioni

L E Z I O N E 12

Lo sviluppo economico

La maggior parte della popolazione è URBANA

L E Z I O N E 13

Gli obiettivi ambientali L E Z I O N E 14

La collaborazione

Le città del Nord del mondo sono prevalentemente centri di servizi

Le città del Sud del mondo hanno centri ricchi e periferie occupate da baraccopoli

Nel mondo si combattono molte GUERRE

La guerra, insieme alle dittature e alle difficoltà economiche, spinge molti uomini a MIGRARE in altri Paesi

Aiuta a risolvere i conflitti internazionali

Formula politiche di interesse comune

Nel 2015 ha redatto l’AGENDA 2030

Piano per migliorare la vita del pianeta e dei suoi abitanti entro il 2030

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IEIRE R S S O D S S DO Gli effetti del riscaldamento climatico SICCITÀ E INCENDI

In molte regioni del pianeta l’estate del 2022 è stata connotata da un’eccezionale siccità. Questa però è solo una tappa di un fenomeno progressivo iniziato anni fa. Conseguenze drammatiche sono l’aumento degli incendi e la carenza d’acqua per la vita sociale, l’agricoltura e la produzione di energia idroelettrica. Le regioni occidentali degli Stati Uniti sono da alcuni anni vittima di un clima sempre più caldo e sempre più secco. Tutto ciò provoca vasti incendi che si ripetono ogni anno: anche se a volte hanno una causa dolosa, la veloce propagazione è dovuta proprio alle condizioni climatiche. Da anni, invece, nel Corno d’Africa le piogge sono scarse e le temperature sempre più elevate. Le condizioni di siccità di Etiopia, Somalia e Kenya settentrionale sono così gravi da mettere a rischio di sopravvivenza circa 22 milioni di persone, a cui potrebbero mancare alimenti essenziali. Stanno vivendo una situazione drammatica a causa della siccità anche altri Paesi africani, come gli Stati del Sahel, la Repubblica Democratica del Congo, l’Uganda.

estendono solo per un quarto della massima espansione raggiunta a metà del XIX secolo a conclusione della Piccola Età Glaciale: il limite, un tempo a 2500 m di quota, è oggi innalzato fino a 2800-3100 m. Il riscaldamento globale sta accelerando questo processo di riduzione in misura esponenziale. La situazione drammatica dei ghiacciai alpini pone forti preoccupazioni anche in merito alla futura disponibilità di acqua per i territori a valle. Se la diminuzione delle riserve d’acqua ghiacciata in quota si somma alle situazioni di siccità prolungata, si crea una situazione di carenza d’acqua pericolosa per l’agricoltura e per tutti gli altri usi idrici. Nel 2022 l’UNESCO e l’IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura) hanno pubblicato il rapporto World Heritage Glaciers: Sentinels of climate change, che analizza la situazione dei 18.600 ghiacciai presenti in 50 siti del Patrimonio dell’Umanità e che coprono circa il 10% della superficie ghiacciata del pianeta: questo rapporto indica che, al ritmo attuale, un terzo di questi ghiacciai scomparirà entro il 2050.

LO SCIOGLIMENTO DEI GHIACCIAI

IL PERICOLO DI INONDAZIONI

Nell’arco alpino la perdita delle riserve di ghiaccio rappresenta il fenomeno più visibile tra gli effetti del riscaldamento, che ha trasformato gli ecosistemi con evidenze ormai anche nel paesaggio. In Trentino, i ghiacciai attuali si

Sono effetti dello stesso fenomeno anche le sempre più frequenti alluvioni dalle conseguenze disastrose. Nel 2022 una serie di alluvioni ha colpito il Pakistan con conseguenze drammatiche. Le alluvioni sono state cau-

1. LA SITUAZIONE DEI GHIACCIAI ITALIANI I ghiacciai in Italia dagli anni Sessanta a oggi hanno avuto un restringimento del 30%. Inoltre, se consideriamo anche solo gli ultimi dieci anni, il Nuovo catasto dei ghiacciai italiani riporta che i ghiacciai alpini hanno perso il 13% di superficie. Purtroppo questo è un fenomeno che sta via via accelerando, e ha già causato la scomparsa di 200 km2 di superficie glaciale.

-30%

Superficie glaciale Passata da

527 Km² a circa

370 Km² 34

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Noi e l’ambiente TEMA 2

sate da monsoni quasi tre volte superiori alla norma, un evento eccezionale che ha provocato la rottura degli argini del grande fiume Indo e dei suoi affluenti. Sono diversi i fattori che hanno contribuito a questo evento estremo: da un lato il riscaldamento climatico ha potenziato l’intensità dei monsoni, dall’altro l’aumento delle temperature ha favorito lo scioglimento dei ghiacciai del Karakorum, aumentando le portate dei fiumi. A tutto ciò si aggiunge l’aumento della popolazione e della crescente urbanizzazione nelle aree a rischio di inondazioni. Anche l’Italia negli ultimi anni è diventato un Paese a rischio di alluvioni e fenomeni temporaleschi violenti. Eventi disastrosi si sono verificati nel 2022 nelle Marche, e in particolare sulle province di Ancona, Pesaro e Urbino, nel 2023 in Emilia Romagna, con enormi danni e vittime. Questi sistemi temporaleschi sono stati determinati dalla coincidenza di vari fattori. Tra questi, l’elemento più importante è stato la temperatura anomala delle acque del Mediterraneo, determinata dalle ondate di caldo intense e frequenti, che ha riscaldato le zone circostanti e ha provocato una maggiore evaporazione dell’acqua, fornendo il “carburante” responsabile dell’aumento dell’energia dei fenomeni temporaleschi. In questo modo si sono riversate nelle zone interessate dai temporali in poche ore quantità di acqua enormi. LE CONFERENZE DELLE PARTI (COP)

Da circa tre decenni, l’ONU riunisce ogni anno la maggior parte dei Paesi della Terra per le Conferenze delle Nazioni

Unite sui cambiamenti climatici, conosciute anche come COP, acronimo di «Conferenza delle Parti». Nel 2021 si è svolta a Glasgow, in Scozia (Regno Unito), la COP 26. L’accordo raggiunto, firmato dai 197 Paesi che hanno partecipato alla conferenza, noto come Patto per il Clima di Glasgow (Glasgow Climate Pact), stabiliva di abbandonare o ridurre gradualmente l’uso del carbone e di aiutare finanziariamente i Paesi meno avanzati supportandoli nella transizione energetica. Ma le Nazioni Unite hanno verificato che solo 24 Paesi hanno mantenuto l’impegno sulle emissioni e sono molti quelli che non hanno versato il contributo di solidarietà internazionale. Nel 2022, durante la COP27 a Sharm el-Sheikh, in Egitto, oltre a criticare il Paese ospitante per il mancato rispetto dei diritti umani, molte associazioni ambientaliste hanno scelto di non partecipare a questa conferenza, perché già dalle premesse non era previsto il cambiamento radicale necessario. Il principale risultato positivo è stato il Loss and Damage Fund, un accordo su un fondo globale per “perdite e danni” che darà assistenza finanziaria ai Paesi poveri colpiti dal disastro climatico. Nel corso della COP 27 si è sottolineato che per raggiungere l’obiettivo di limitare il riscaldamento globale a 1,5 °C dai livelli preindustriali è necessario ridurre le emissioni inquinanti del 43% entro il 2030 rispetto al 2019; tuttavia i Paesi partecipanti non hanno trovato un reale accordo che imponga l’eliminazione graduale dei combustibili fossili.

2. IL RISCHIO IDROGEOLOGICO L’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) ha elaborato 5 indicatori di rischio per frane e alluvioni: popolazione, famiglie, edifici, imprese e beni culturali. Nel grafico qui a fianco, possiamo notare quali sono le regioni più a rischio e la percentuale della popolazione esposta al pericolo.

Le regioni più a rischio

RISCHIO IDROGEOLOGICO IN ITALIA I fondi previsti dalla Legge di Stabilità 1,3 Mld bloccati per interventi cantierabili

82%

8%

9,8%

dei comuni presenta aree a rischio idrogeologico

della popolazione è esposta al pericolo di frane e alluvioni

del territorio presenta un alto rischio idrogeologico

180 Ml di nuovi fondi stanziati per il triennio 2014-2016

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LEZIONE

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La disponibilità di cibo N

el 2050 la popolazione mondiale dovrebbe raggiungere i 10 miliardi. La FAO (Food Agriculture Organization) stima perciò che la domanda alimentare richiederà un incremento della produzione agricola del 60-70%, considerati anche i cambiamenti nei livelli di consumo associati all’incremento del benessere e dell’urbanizzazione.

1 Un settore strategico

↑ Allevamento intensivo di mucche da latte. La filiera alimentare è il sistema economico che riguarda la produzione e la distribuzione di cibo. È una rete strettamente interconnessa che coinvolge numerose attività: dall’agricoltura all’allevamento, dall’industria alla ricerca scientifica e tecnologica al commercio locale e internazionale.

Cibo e ambiente La filiera costituisce il legame più diretto tra l’essere umano e la natura, poiché attraverso di essa si assicura la sopravvivenza di tutta l’umanità. Si è calcolato che, nell’intero pianeta, la superficie coltivabile totale sia di quasi 45 milioni di km2, ma solo un terzo circa di questi è costituito da terreni effettivamente coltivati; inoltre, per il 70% è destinato a pascolo o alla produzione di mangime per animali d’allevamento. Quindi la potenzialità di sfamare un’umanità in continua crescita esiste. Sono però importanti le scelte relative al tipo di coltivazione e all’impatto che queste hanno sull’ambiente.

deve perciò saper conciliare la crescente domanda di cibo e il mantenimento della biodiversità.

Impatto dell’allevamento Dei terreni coltivati, ben il 70% è destinato al pascolo o alla produzione di mangimi e foraggi per gli animali d’allevamento. Gli allevamenti industriali sono una delle maggiori minacce ambientali in quanto, oltre a consumare suolo e inquinare, richiedono enormi quantità di alimenti vegetali: il 75% della soia e il 50% dei cereali prodotti nel mondo! Per ottenere un prodotto di derivazione animale si arriva a consumare un quantitativo di vegetali pari fino a 20 volte il peso dell’alimento stesso. C’è perciò una concorrenza diretta fra cibo per gli umani e cibo per gli animali. Poiché il nostro pianeta non potrà ampliare all’infinito i terreni dedicati al foraggio, sarà necessario diminuire i consumi di carne a favore dei cibi di origine vegetale.

Biodiversità ed equilibrio Eventi recenti come la pandemia del Covid-19 o le invasioni di locuste e altri parassiti sono segnali importanti dell’interdipendenza tra l’uomo e gli ecosistemi. Ogni intervento sul patrimonio vegetale e sulla fauna, sia di allevamento sia selvatica, ha conseguenze difficilmente prevedibili. Una prospettiva di lungo termine

COMPLETA

LO ST U D IO

→ Spiega con parole tue il termine

“biodiversità”, cercando in rete degli esempi concreti sui pericoli legati alla sua perdita.

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Noi e l’ambiente TEMA 2

2 L’agricoltura commerciale Produttività agricola Nella seconda metà del secolo scorso, l’aumento esponenziale della popolazione e i forti interessi economici che si andavano creando nel settore alimentare spinsero sempre più verso un aumento della produttività per ettaro, soprattutto nelle coltivazioni di cereali. L’utilizzo di macchinari e di efficienti sistemi di irrigazione, l’applicazione di fertilizzanti, pesticidi e antiparassitari chimici, l’uso di sementi selezionate permisero di ottenere raccolti molto più abbondanti. Per essere più efficienti, questi metodi dovevano essere applicati a monocolture, cioè grandi estensioni di una sola specie vegetale; la produttività si è pagata con un aumento delle fitopatologie (combattute con dosi sempre maggiori di prodotti chimici), inaridimento dei suoli e attacco alla biodiversità. Questo intervento massiccio è avvenuto dapprima nei Paesi più avanzati, quindi anche in Paesi popolosi come la Cina e l’India.

Nuove tecnologie Negli ultimi decenni, i finanziamenti delle multinazionali dell’alimentazione hanno stimolato la ricerca e l’uso di tecnologie sempre più avanzate. I satelliti raccolgono dati sui terreni e le condizioni ambientali, aerei e droni distribuiscono sementi, prodotti chimici e acqua, riducendo notevolmente i costi e aumentando ulteriormente la produttività.

Organismi geneticamente modificati Per rendere le piante più resistenti e produttive, la ricerca scientifica ha creato sementi OGM. Oltre 2 milioni di km2 di terreni sono coltivati con queste piante transgeniche, concentrati per la maggior parte negli Stati Uniti, Brasile, Argentina, Canada e India, tutti Paesi con vaste estensioni destinate

all’agricoltura e dove gli OGM sono permessi dalle legislazioni nazionali. In altri Paesi la limitazione dell’utilizzo e dell’importazione di questi prodotti è dovuta ai dubbi tuttora esistenti sui loro effetti su salute e ambiente.

L’allevamento bovino La quantità complessiva di carne consumata nel mondo è in continua crescita. L’allevamento di bovini, in particolare, ha però un forte impatto ambientale sulle risorse del pianeta. Negli allevamenti estensivi, a pascolo, è evidente il consumo di suolo; ma sono soprattutto gli allevamenti intensivi, che avvengono in stalla, a richiedere grandi estensioni di superficie coltivabile che viene destinata alla produzione di foraggio per l’alimentazione animale. In alcuni Paesi – come il Brasile – si ricorre anche al diboscamento di vaste zone forestali, con conseguenze dirette sul riscaldamento globale. Gli allevamenti intensivi sono inoltre molto inquinanti, soprattutto per la dispersione nei terreni e nelle acque di grandi quantità di ormoni e antibiotici utilizzati per favorire lo sviluppo degli animali.

LO STUDIO

→ Osserva la carta

e indica in quale continente è maggiore la produzione di OGM.

Fonte: www.isaaa.org

COMPLETA

↑ Per ottimizzare l’irrigazione e l’uso di fertilizzanti, è allo studio l’uso di droni agricoli.

OGM NEL MONDO 26 Paesi al mondo coltivano OGM. In Italia non esistono colture OGM, se non a livello di studio o sperimentale. Ma ciò non fa dell’Italia un Paese “OGM free” in quanto molti foraggi e mangimi, utilizzati negli allevamenti non biologici, è prodotta con soia e mais provenienti da Usa, Canada e Sud America. L’Italia non è infatti in grado di produrre tutti i mangimi di cui ha bisogno.

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L’agricoltura biologica

Lezione 6 La disponibilità di cibo

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AGENDA 2030

Agroecologia

Cibo sostenibile L’agricoltura commerciale e l’allevamento intensivo sono considerati i principali responsabili del degrado dei suoli e della perdita di biodiversità. I piani dei governi più responsabili e delle organizzazioni internazionali che si occupano di agricoltura sono indirizzati a potenziare invece sistemi alimentari sostenibili, supportati anche dalle scelte di un numero sempre più ampio di consumatori consapevoli.

Coltivazioni biologiche Conciliare produzione agricola, salute pubblica e tutela dell’ambiente è l’obiettivo dell’agricoltura biologica, che sta incrementando in tutto il mondo la sua diffusione. Gli ordinamenti relativi consentono di utilizzare solo concimi organici, lotta biologica e lavorazioni meccaniche (per esempio, per diserbare), escludendo quasi del tutto l’utilizzo di fertilizzanti, diserbanti, insetticidi e pesticidi chimici. Le tecniche di coltivazione biologica ricorrono il più possibile alla rotazione delle colture, che permette il naturale riformarsi di sostanze nutrienti nel terreno. Favorisce inoltre la piantumazione di alberi e arbusti e l’accostamento di piante differenti (policoltura), così da evitare il più possibile le fitopatologie e favorire la crescita di specie animali antagoniste ai parassiti. Nell’allevamento, anche ittico, gli animali devono avere spazio per muoversi liberamente ed essere nutriti con prodotti naturali e adatti.

Mercato in crescita Nel 2018 ben 2,8 milioni di aziende nel mondo utilizzavano metodi biologici per coltivare 71,5 milioni di ettari, creando un mercato di oltre 100 miliardi di COMPLETA

dollari. Mentre l’India è il Paese che ha il maggior numero di produttori, l’Australia presenta la maggiore estensione di terreni certificati bio (circa la metà del totale).

Biologico e riscaldamento globale Secondo l’Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO), le aree coltivate con il metodo biologico utilizzano in media il 45% di energia in meno, producendo il 40% in meno di gas serra. Inoltre, ogni ettaro di suolo coltivato in modo biologico è in grado di immagazzinare ogni anno almeno mezza tonnellata di carbonio e trattenere maggiori quantità di acqua. L’agricoltura biologica potrebbe perciò servire concretamente per ridurre il cambiamento climatico.

LO STUDIO

→ L’infografica mostra alcuni Paesi

dell’Unione europea dove è più elevata la percentuale di terreni dedicati all’agricoltura biologica. Dopo aver risposto alle domande, fai una breve ricerca in Internet al riguardo. a. Qual è la percentuale dell’Italia? In che posizione si trova? b. Osservando il grafico, sai indicare quali sono le isole che si dedicano all’agricoltura biologica? Che percentuale hanno? c. Qual è la differenza di percentuale tra il primo Paese (Austria) e l’ultimo (Malta)?

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Noi e l’ambiente TEMA 2

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EDUCAZIONE CIVICA

Le buone pratiche

Piccoli agricoltori 800 milioni di persone nel mondo sono agricoltori familiari. Gestiscono il 75% dei terreni agricoli e producono circa l’80% del cibo, affrontando nel loro lavoro diversi tipi di difficoltà, dai parassiti alle fluttuazioni del mercato, dalle cattive condizioni meteorologiche alla vera e propria crisi climatica, in una situazione di grande precarietà. Eppure sono proprio loro i protagonisti della conservazione dell’ambiente, perché nei loro terreni praticano la policoltura, mantenendo i suoli fertili e utilizzando meno prodotti chimici rispetto all’agricoltura industriale. Per creare sistemi che garantiscano una produzione di cibo sostenibile e una maggiore sicurezza alimentare è quindi fondamentale che i piccoli coltivatori siano aiutati sia dalle istituzioni sia dalle scelte dei consumatori.

Prodotti a chilometro zero Quando si parla di alimenti a chilometro zero si indicano quei prodotti locali che hanno il vantaggio di essere cresciuti nelle immediate vicinanze dei consumatori e non provenienti da lontano, addirittura da altri continenti. Le lunghe catene di intermediazione nella vendita hanno infatti lo svantaggio di essere inquinanti (per le esigenze di trasporto), meno controllabili rispetto all’origine del prodotto e alle condizioni di lavoro degli agricoltori. Lo stesso discorso vale per la stagionalità. Acquistare cibi in periodi al di fuori della normale stagione di maturazione comporta un grande dispendio energetico, perché provengono da luoghi lontani dove le stagioni sono invertite o il clima è più caldo del nostro, oppure perché devono essere coltivati in serre, spesso riscaldate.

↓ Il consumo di prodotti di stagione e a

chilometro zero è un’ottima abitudine da prendere a sostegno dell’ambiente.

↓ Personale del World Food Programme

al lavoro in Nepal (foto di WFP.Aviation)

Evitare lo spreco Circa un terzo del cibo prodotto per il consumo umano (1,3 miliardi di tonnellate) viene sprecato ogni anno e il 14% della produzione alimentare mondiale si perde tra il raccolto e la vendita al pubblico, con perdite per 400 miliardi di dollari; anche in Italia, secondo un’indagine, si sprecano 27,5 kg di cibo per persona all’anno. Lo spreco di cibo non incide soltanto sulla possibilità di soddisfare il fabbisogno mondiale, ma anche sull’inquinamento del pianeta e sul consumo di risorse non rinnovabili.

Nobel per la pace Il Programma alimentare mondiale (PAM o, in inglese, World Food Programme), con sede a Roma, è l’agenzia dell’ONU che si occupa di assistenza alimentare, aiutando le persone che non riescono a trovare o produrre cibo per sé e le proprie famiglie. È anche considerata la più grande organizzazione umanitaria del mondo poiché assiste oltre 100 milioni di persone in 88 Paesi. Nel 2020 al PAM è stato attribuito il premio Nobel per la pace con questa motivazione: «Per gli sforzi nel contrastare la fame, per il contributo nel migliorare le condizioni di pace nelle aree interessate da conflitti e per essere determinante negli sforzi di prevenzione delle guerre che sfruttano la fame come arma». A questi obiettivi si aggiunge l’appoggio a progetti contro l’insicurezza alimentare causata dai cambiamenti climatici, dalle disuguaglianze socioeconomiche e dalle emergenze sanitarie, come quella del Covid-19. COMPLETA

LO STUDIO

→ Pensi di tenere comportamenti corretti

rispetto alle tue abitudini alimentari? Rispondi e spiega perché.

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EL V E R I F I CA D 1

LE

CO N O S C E N

ZE

Svolgi gli esercizi in modalità interattiva sull’eBook+ o sull’app librARsi

Indica se le seguenti frasi sono vere V o false F.

V F V F V F

a. Ogni anno si scoprono circa duemila nuove specie di piante. b. La botanica è il settore più finanziato della ricerca. c. Delle specie conosciute solo il 13% non viene utilizzato. d. Le proprietà delle piante possono aiutarci nella soluzione di molti problemi ambientali.

V V V V

e. I cibi che provengono dal mondo vegetale sono molto carenti in sostanze nutritive. f. La fitoterapia è fondamentale in tutte le medicine tradizionali. g. La farmacopea moderna utilizza le piante per la preparazione di molti medicinali.

2

F F F F

Completa le frasi scegliendo l’alternativa corretta. a. Nella fotosintesi clorofilliana l’anidride carbonica viene trasformata in ossigeno materia organica / ossigeno e CO2 .

b. Piu un albero assorbe anidride carbonica più il suo tronco si indurisce / più il suo tronco si accresce.

c. Dove ci sono foreste di mangrovie non avvengono uragani / gli tsunami sono meno dannosi. d. Le alluvioni hanno effetti più gravi quando non ci sono alberi lungo le sponde dei fiumi / i letti dei fiumi sono molto ampi. e. Gli habitat più ricchi di biodiversità del pianeta sono le foreste / i giardini.

f. Le foreste originarie oggi corrispondono a circa l’8% della superficie dei continenti / del pianeta. g. La massima estensione di foreste del pianeta si trova in Russia / in Brasile.

3

4

Quali dei seguenti elementi sono connessi al commercio illegale di legname? (tre risposte corrette). a.

Abbassamento del prezzo del legname.

d.

Riciclaggio di denaro.

b.

Tracciabilità della filiera produttiva.

e.

Taglio di specie protette.

c.

Aumento del prezzo del legname.

f.

Elenca almeno tre fattori che influiscono sulla temperatura terrestre. a.

5

Arricchimento delle popolazioni locali.

b.

c.

Indica se le seguenti frasi sono vere V o false F.

V V V V

a. La desertificazione interessa un quarto delle terre emerse. b. Lo scioglimento dei ghiacciai riguarda solo l’Antartide. c. Acque più calde favoriscono l’innalzamento del livello dei mari. d. Nelle acque oceaniche c’è molta anidride carbonica. e. L’aumento della temperatura determina lo spostamento della fauna verso luoghi più adatti.

V F V F V F

f. Gli uragani diventano più violenti se le acque oceaniche sono più fredde. g. Con l’aumento delle temperature possono aumentare frane e smottamenti.

6

F F F F

Completa il brano inserendo i termini corretti, scegliendo tra quelli dell’elenco proposto. livello del mare ! calore ! tropicali ! natura ! equatoriali ! ecosistemi ! globale ! temperate ! sopravvivenza ! coralline ! antirumore ! mediterranee ! naturale Il riscaldamento

mette in difficoltà le piccole isole

,

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Noi e l’ambiente TEMA 2 sia per la progressiva scomparsa delle barriere

, vasti e fragili

importanti per la pesca e quindi per la l’innalzamento del

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di intere comunità, sia per

, che rischia di sommergere buona parte dei loro territori.

Rispondi alle domande scegliendo la risposta corretta. a. Sulla Terra, quanta parte dei terreni coltivabili è destinata al pascolo o alla coltivazione del foraggio? 70%

30%

b. Come è l’andamento del consumo di carne sul pianeta? in crescita

in diminuzione

c. Quale tipo di allevamento determina il maggior consumo di suolo? l’allevamento estensivo, perché ha bisogno di vasti pascoli l’allevamento intensivo, perché ha bisogno di molti campi coltivati a foraggio

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Indica quali elementi sono attribuibili all’agricoltura biologica (A) e all’agricoltura industriale (B).

A A A A A A A A

a. Monocoltura b. OGM c. Lotta biologica d. Policoltura e. Antiparassitari f. Concimi chimici g. Letame h. Rotazione delle colture

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B B B B B B B B

Spiega brevemente perché è preferibile scegliere prodotti a chilometro zero e di stagione.

10 Collega correttamente le seguenti malattie con l’elemento corrispondente. a. Peste bizantina

1. È diffusa soprattutto in Africa.

b. Peste nera

2. Si trasmette attraverso i fluidi organici.

c. Vaiolo

3. Scoppiò negli ultimi mesi della Prima guerra mondiale.

d. Influenza spagnola

4. Era trasmessa dalle pulci dei ratti.

e. Ebola

5. È stata dichiarata ufficialmente estinta.

f. HIV

6. Ha attaccato soprattutto le vie respiratorie.

g. SARS

7. Uccise il 40% della popolazione di Costantinopoli.

11 Completa lo schema sulle cause ambientali di molte malattie inserendo i termini appropriati.

popolazione ! inquinamento ! climatico ! fauna (o animali) ! selvatiche ! intensivi ! trasporti ! perdita cambiamento

alta densità di atmosferico

in

di

cattività

biodiversità consumo di specie

deforestazione

maggiore velocità nei internazionali

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allevamenti

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LA N O ST R A

EDUCAZIONE FINANZIARIA

Superare l’economia consumistica L’UTOPIA DI SODDISFARE TUTTI I DESIDERI

Come tutte le parole che assumono un connotato negativo se sono formate dal suffisso “-ismo”, il consumismo indica un atteggiamento peggiorativo del consumo. Infatti, il consumo di beni e servizi è dettato dall’esigenza di soddisfare i propri bisogni, mentre il consumismo indica l’aumento dei consumi sostenuto in gran parte dalla pubblicità e tale da indurre nei consumatori bisogni sempre nuovi, così da spingerli ad acquistare di continuo. Si tratta di un modello economico nato circa un secolo fa negli Stati Uniti e che poi si è diffuso in tutte le nazioni industrializzate, basato sull’utopia di aver costruito un modello economico capace di soddisfare i bisogni e i desideri di tutti.

riparazione. Poi, i produttori hanno inventato il concetto di obsolescenza progressiva: cambiare spesso modelli, renderli sempre più tecnologici e inserire meccanismi sofisticati che si rompono facilmente. Di lì il passo è breve per arrivare all’obsolescenza pianificata, cioè l’introduzione voluta di un difetto nei prodotti, e all’obsolescenza simbolica, che consiste nel declassamento prematuro di un oggetto da parte della pubblicità e della moda. Ora siamo all’obsolescenza percepita: si tratta della sensazione che un oggetto sia obsoleto – quindi da vendere o addirittura da buttare – prima che sia effettivamente così. Questa è l’essenza stessa del consumismo: comprare oggetti nuovi non perché siano realmente necessari, ma perché qualcuno ci ha convinti di averne bisogno. LE BUONE PRATICHE

IL PROBLEMA DEGLI SPRECHI

Negli ultimi anni sono però emersi i problemi legati alla cultura consumistica. Secondo alcune stime, la popolazione mondiale raggiungerà quasi i 10 miliardi entro il 2050, e le risorse naturali necessarie a sostenere gli stili di vita attuali risulteranno insufficienti. Consumiamo, infatti, troppa energia, troppe materie prime, troppa terra fertile. Inoltre, sprechiamo troppo. Per quanto riguarda lo spreco di cibo, le stime parlano di circa 1,3 miliardi di tonnellate di alimenti che ogni anno nel mondo finiscono nella spazzatura di commercianti e consumatori. Inoltre, consumiamo troppa acqua: oggi in Italia, solo per fare un esempio, il 40% dell’acqua va sprecata per problemi legati alla scarsa qualità delle infrastrutture idriche. L’USA E GETTA

Insomma, apparteniamo al mondo dei prodotti “usa e getta”. Il sistema economico della civiltà dei consumi privilegia la sostituzione di un prodotto piuttosto che la sua

Il percorso di cambiamento verso un sistema sostenibile deve tenere in considerazione tra le sue priorità la necessità di ridurre gli sprechi: di cibo (prima di tutto), di risorse ambientali e naturali, di energie, di suolo. Inoltre, a ridurre in modo sostanziale la produzione di rifiuti attraverso la prevenzione, la riduzione, il riciclaggio e il riutilizzo. Soprattutto, si deve fare in modo che le persone abbiano in tutto il mondo le informazioni rilevanti e la consapevolezza in tema di sviluppo sostenibile e stili di vita in armonia con la natura. Stili di vita che consentono anche un risparmio economico, dato che il consumismo incide anche sui nostri portafogli. DEBATE

→ Dividete la classe in due gruppi. Provate

quindi a rispondere separatamente alle seguenti domande: • Credete che il consumismo sia giusto oppure pensate che debba essere in qualche modo controllato?? • Se i vostri amici tendono a cambiare spesso lo smartphone oppure l’abbigliamento o altri oggetti, pensate che vi giudicherebbero in modo negativo se vi comportaste diversamente da loro? Dopo aver approfondito queste tematiche, confrontate le risposte dei due gruppi, discutendone e cercando di arrivare a una conclusione comune.

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U DA

Noi e l’ambiente TEMA 2

Unità di App

rendimento

Lo spreco alimentare

E EDUCAZION CIVICA

Titolo

→

Di che cosa tratta

→ Questa Unità di apprendimento ti invita ad approfondire un argomento di grande importanza per l’ambiente e che tocca da vicino la vita quotidiana di noi tutti. Ogni giorno, nelle nostre case, nelle strutture commerciali e nella ristorazione collettiva si eliminano grandi quantità di cibo, scartato perché scaduto o semplicemente non più appetibile. Questo comportamento va nella direzione contraria ai modelli di consumo sostenibili poiché rappresenta uno spreco di energia, di acqua, di suolo, di concimi utilizzati per la produzione agricola, in un pianeta dove una grande parte della popolazione è sottoalimentata.

Quali discipline possono essere coinvolte?

→ Oltre a geografia, sono interessate educazione civica, italiano, scienza degli alimenti, informatica, inglese, diritto, matematica, religione.

Quali argomenti del testo di geografia riguarda?

→ La diponibilità globale di cibo – Il settore primario – I diversi tipi di agricoltura nel mondo – Agricoltura in Italia Agenda 2030: Obiettivo 2 (sconfiggere la fame), Obiettivo 12 (promuovere consumi responsabili)

Quali abilità devi mettere in campo?

→ Comprensione del testo – Comprensione di una comunicazione video – Lettura di una carta tematica – Utilizzo della rete Internet – Visualizzazione di concetti e dati in uno schema – Elaborazione di un testo – Formulazione e analisi di un questionario

Quali strumenti e metodi puoi utilizzare?

→ Lezione partecipata (in presenza o a distanza) – LIM – Video – Libro di testo – Laboratorio di informatica per ricerca in Internet – Lettura di articoli su carta stampata e online – Elaborazione grafica dei dati

Come è strutturato il lavoro?

→ Visione di un video in modalità Flipped classroom – Lettura del testo di geografia – Lettura di articoli – Discussione di gruppo – Indagine in Internet – Attività parallele nelle varie discipline – Elaborazione di un questionario – Lavoro di sintesi – Confronto – Esportazione.

Che cosa ti propone la flipped classroom?

→ Per prepararti all’argomento, a casa guarda il video di Superquark Lo spreco alimentare in Italia e nel mondo (del 9 agosto 2017) su Raiplay. Per fissare i punti principali e le buone pratiche che tu stesso puoi mettere in atto guarda il breve video di Regione Lombardia Lo spreco alimentare: cos’è e come ridurlo. Ti può essere utile anche leggere sull’argomento articoli su carta stampata e online.

Come procede il lavoro?

→ Con i tuoi compagni e l’insegnante, in presenza o a distanza, analizzate le idee emerse dai materiali esaminati, evidenziando comportamenti negativi, comportamenti virtuosi e le possibili cause. Insieme, approfondite i vari elementi della filiera del cibo: produzione, trasformazione, trasporto, commercializzazione, acquisto, consumo, spreco, in relazione a diverse aree geografiche. Elaborate un questionario sui comportamenti in famiglia (spreco, rifiuti, consumi energetici, costi economici ecc.) e analizzate i dati raccolti. Raccogliete il materiale elaborato nelle altre discipline (ad esempio, vocabolario inglese o analisi matematica dei dati).

Come si conclude il lavoro?

→ Tutto il materiale raccolto e le vostre personali riflessioni devono essere convogliati in un prodotto finale collettivo: un testo di scrittura condivisa, un video, un manifesto o una conferenza sull’argomento dello spreco.

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IEIRE R S S O D S S DO

Guerre e flussi migratori

Le aree di crisi in Europa e in Asia Le forti tensioni tra americani e russi, sin dai tempi della Guerra Fredda e, successivamente, con l’annessione nella NATO (alleanza militare guidata dagli USA) di molte nazioni europee facenti parte fino alla fine degli anni Ottanta del blocco sovietico, hanno trovato un teatro d’azione ideale in uno Stato segnato da antichi e controversi legami con il potente vicino russo: l’Ucraina. Il territorio ucraino ha fatto parte fin dal XVII secolo prima dell’impero russo degli zar e poi dell’Unione Sovietica. Una porzione rilevante della popolazione dell’Ucraina è però sempre stata contrassegnata dalla fiera consapevolezza di appartenere a un popolo distinto dai russi. Questo sentimento ha alimentato un nazionalismo ucraino che ha avuto un ruolo preponderante quando nel 1991 il Paese ha deciso di diventare una nazione indipendente, staccandosi dall’URSS. Tra il 2021 e il 2022 la situazione ucraina è diventata esplosiva. Putin si è reso conto di essere sul punto di dover rinunciare a ogni speranza di riportare l’Ucraina nella sfera di influenza russa. Ha dato così il via, il 24 febbraio 2022, ha una vasta operazione militare, una vera e propria invasione dello Stato confinante che rischia di minare la pace in Europa e che ha scavato un solco profondo tra gli Stati Uniti e le nazioni europee da una parte e la Russia dall’altra. USA e UE, infatti, hanno risposto all’azione militare di Mosca con forniture militari a Kiev, sanzioni economiche contro lo Stato russo e con il progetto di isolare politicamente il Paese aggressore. La Russia ha risposto limitando le forniture di gas verso le nazioni dell’Europa occidentale, fortemente dipendenti da Mosca dal punto di vista energetico. LE AMBIZIONI DELLA CINA

Proprio la crisi ucraina ha fatto emergere la vastità degli interessi e delle relazioni della nazione emergente a livello globale in questo scorcio iniziale del XXI secolo: la Cina. La grande nazione dell’Estremo Oriente ha da un lato aumentato i legami con Mosca in funzione anti-statunitense, ma al tempo stesso ha cercato di mantenere aperti i canali commerciali con l’Occidente, grande mercato di arrivo dei prodotti dell’industria cinese. Soprattutto il governo cinese ha mostrato di coltivare l’ambizione di mettere fine all’egemonia americana prima di tutto nell’area del Pacifico, e poi a livello globale. Questi obiettivi spiegano

la decisione di Pechino di investire sempre più risorse nel settore militare, in particolar modo nella marina da guerra. IL NODO DI TAIWAN

Principale punto di frizione tra USA e Cina in Estremo Oriente è l’isola di Taiwan. In questo lembo di terra si rifugiarono i nazionalisti cinesi, dopo aver perso il lungo conflitto contro i comunisti nel 1949. I nazionalisti diedero vita a una repubblica anticomunista che instaurò forti legami con gli Stati Uniti. Nel tempo il governo di Pechino non ha mai smesso di considerare Taiwan come parte integrante della Cina e ha sempre coltivato il progetto di annettere il territorio taiwanese con l’azione diplomatica. Negli ultimi anni le pressioni cinesi per porre fine all’indipendenza di Taiwan sono aumentate e il governo cinese si è impegnato a riunire l’isola alla Cina entro il 2049. Taiwan è però diventata il simbolo dell’egemonia americana nel Pacifico: qui gli america-

1. SPESA MILITARE MONDIALE Negli ultimi anni la spesa militare mondiale ha raggiunto una somma da record, arrivando a una spesa complessiva di ben oltre i 2000 miliardi di dollari. Al vertice delle classifica si trovano gli Stati Uniti, con una spesa di 877 miliardi di dollari. Anche Pechino ha aumentato la propria spesa militare, raggiungendo il 13% della quota globale.

SPESA MILITARE MONDIALE

2,0 1,8 Migliaia di miliardi di dollari

LA CONTESA PER L’UCRAINA E LA SUA INVASIONE

1,6 1,4 1,2 1,0 0,8 0,6 0,4 1970

1975

1980

1985

1990

anni

1995

2000

2005

2010

2015

2020

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La popolazione sul pianeta TEMA 3

ni hanno forti interessi economico-industriali. Inoltre il governo di Washington considera l’isola strategica per contenere le ambizioni marittime cinesi. Taiwan, infatti, fronteggia le coste cinesi e impedisce a Pechino il libero accesso al Pacifico. TENSIONI IN MEDIO ORIENTE

In Medio Oriente le tensioni tra israeliani e palestinesi sono ai massimi livelli. In particolare, Israele deve fare i conti con Hamas, movimento palestinese radicale che ha come obiettivo la distruzione dello Stato israeliano. Un primo conflitto è scoppiato nella Striscia di Gaza nel 2014. La guerra si è conclusa con una tregua che tuttavia non ha portato nuovi negoziati per la pace. Lo scontro è poi riesploso nell’ottobre del 2023, quando Hamas ha compiuto un’incursione in territorio israeliano, uccidendo centinaia di civili. L’azione militare ha dato il via a una violenta reazione da parte di Israele, il cui governo ha deciso il bombardamento e l’invasione della Striscia di Gaza. Gli scontri hanno provocato da entrambe le parti migliaia di morti e hanno avviato una nuova fase di conflitto tra israeliani e palestinesi.

IRAQ, AFGHANISTAN E IRAN

Un’altra area di crisi a livello mondiale è rappresentata dall’Asia centrale. L’Iraq è perennemente in fermento a causa degli scontri tra le etnie e del conflitto in atto tra sciiti e sunniti per il controllo del Paese. In Afghanistan, in seguito al ritiro delle forze militari presenti nel territorio dal 2001 e guidate dagli Stati Uniti, i Talebani hanno riconquistato il potere a partire dal 2021. Il nuovo governo talebano sta attuando una politica volta a cancellare le riforme modernizzatrici introdotte in Afghanistan nello scorso ventennio. Il confronto tra sciiti e sunniti è alimentato anche dal vicino Iran, nazione che dal 1979 è capofila del mondo sciita. Periodicamente il Paese è attraversato dal malcontento a causa della rigida politica di osservanza delle norme religiose voluta dalle autorità sciite. Inoltre, nel 2023 si è riaccesa in maniera violentissima la lotta tra Israele e Hamas, il movimento politico e paramilitare che sostiene con metodi violenti la causa palestinese. Nel mese di ottobre un’incursione dei miliziani di Hamas in territorio palestinese ha fatto centinaia di vittime e ha portato alla dura reazione dell’esercito israeliano.

2. SFOLLATI GLOBALI CAUSATI DA GUERRE E VIOLENZE Il 2022 è stato un anno da record per il numero di sfollati interni: oltre 71 milioni di persone, il 20% in più rispetto al 2021. Anche il numero di persone in fuga a causa di conflitti e violenze è raddoppiato, superando i 62 milioni, mentre quelle fuggite per disastri ambientali ammontano a 9 milioni.

SFOLLATI

più di 3 milioni da 1 a 3 milioni da 500.000 a 1 milione da 100.000 a 500.000 meno di 100.000 nessun dato

62,5 milioni di sfollati

17% in più dal 2021 57

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LA N O ST R A

EDUCAZIONE FINANZIARIA

L’economia verde SUPERARE IL MODELLO ECONOMICO TRADIZIONALE

Negli ultimi anni il sistema economico si sta confrontando, a livello globale, con grandi problematiche, in buona parte legate alle fonti energetiche tradizionali, in primis petrolio e carbone. Queste risorse, infatti, si stanno progressivamente esaurendo e sono tra le maggiori responsabili dell’inquinamento ambientale a livello globale. Insomma, il sistema economico attuale sembra essere arrivato a una sorta di vicolo cieco, in cui l’unica speranza per il futuro appare quella di una decisa inversione a U, una riconversione verso un sistema ecocompatibile e sostenibile.

I GREEN JOBS

Green economy, «economia verde», la chiamano gli esperti: questa pare essere la strada per il futuro. La green economy potrebbe avere forti ricadute positive in termini di occupazione. Avremo, infatti, le chance occupazionali offerte dai cosiddetti green jobs, cioè quei lavori – nei settori agricoli, manifatturieri e dei servizi – che contribuiscono a preservare o migliorare la qualità ambientale e la sostenibilità del sistema economico: chimici, elettricisti, macchinisti, operai e numerose altre professionalità che possono essere impiegate nella costruzione di edifici ad alta efficienza, nell’assemblaggio di pannelli solari, nella ricerca di nuovi materiali isolanti, nella guida dei mezzi di trasporto su rotaia. SETTORI DI SVILUPPO DELL’ECONOMIA VERDE

Ma quali sono i settori in cui si dovrebbe principalmente investire? Prima di tutti il settore edilizio, dato che non

solo circa un terzo dell’utilizzo finale di energia ha luogo all’interno di abitazioni e edifici, ma la loro costruzione comporta un grande dispendio di energia, acqua e altri materiali. In questo settore le potenzialità di miglioramento sono enormi, se consideriamo le tecnologie già oggi a disposizione come finestre isolanti, illuminazione a basso consumo, sistemi di riscaldamento e ventilazione efficienti, generatori domestici di energia da fonti rinnovabili. Un altro settore in cui è necessario intervenire è quello dei trasporti, mentre anche le attività di raccolta e trattamento dei rifiuti possono essere migliorate e rese più sostenibili, con ricadute positive non solo sulla qualità della vita, ma anche sulla situazione occupazionale. C’è poi tutto il settore dell’agricoltura dove si sommano all’inquinamento il consumo di energia, di acqua e di suolo. In questo settore si devono introdurre nuove tecnologie, nuove pratiche e nuove professionalità. Se poi a questo quadro aggiungiamo le attività di preservazione e ripristino degli ecosistemi naturali, le pratiche di pesca sostenibile, la gestione delle risorse acquifere, l’introduzione di procedure industriali sostenibili e i piani di progettazione dei centri urbani, appare chiaro come il concetto di green economy sia ampio e potenzialmente rivoluzionario. L’obiettivo è altissimo: una completa riconversione del nostro intero sistema produttivo e di consumo, volta ad assicurare un benessere quanto più diffuso, alti livelli di occupazione e un rapporto più sereno con l’ambiente in cui viviamo. DEBATE

→ Dividete la classe in due gruppi. Provate

quindi a rispondere separatamente alle seguenti domande: • Avevate mai sentito parlare dell’economia verde? Vi sembra che sia una strada percorribile? • Quali potrebbero essere gli svantaggi dell’economia verde? • Davvero l’economia verde potrà creare nuovi posti di lavoro? Dopo aver approfondito queste tematiche, confrontate le risposte dei due gruppi, discutendone e cercando di arrivare a una conclusione comune.

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U DA

La popolazione sul pianeta TEMA 3

Unità di App

rendimento

Lotta per la parità

E EDUCAZION CIVICA

Titolo

→

Di che cosa tratta

→ Questa Unità di apprendimento prende spunto da uno degli Obiettivi dell’Agenda 2030, l’Obiettivo 5 (raggiungere la parità di genere). Moltissime sono le difficoltà che bambine, ragazze e donne incontrano nel corso della loro vita, soprattutto in alcune parti del mondo. I problemi di disuguaglianza di genere sono ingigantiti dalla povertà, dalla mancanza di lavoro, da rigide regole sociali e religiose, da situazioni di guerra e di crisi ambientale.

Quali discipline possono essere coinvolte?

→ Oltre a geografia, sono interessate educazione civica, italiano, informatica, inglese, diritto, religione.

Quali argomenti del testo di geografia riguarda?

→ Etnie – Popolazione italiana Agenda 2030: Obiettivo 5 (raggiungere la parità di genere) e altri Obiettivi – Europa – America – Africa – Asia - Oceania

Quali abilità devi mettere in campo?

→ Comprensione di una comunicazione video – Comprensione del testo – Utilizzo della rete Internet – Visualizzazione di concetti e dati in uno schema – Elaborazione di un testo – Organizzazione e assemblaggio di materiale da fonti diverse

Quali strumenti e metodi puoi utilizzare?

→ Lezione partecipata (in presenza o a distanza) – LIM – Video – Libro di testo – Laboratorio di informatica per ricerca in Internet – Lettura di articoli online – Costruzione di schemi e mappe concettuali - Creazione di un testo stampato e online

Come è strutturato il lavoro?

→ Visione di un video e lettura di un pdf in modalità flipped classroom – Discussione di gruppo – Attività parallele nelle varie discipline – Costruzione di uno schema – Ricerca in Internet – Elaborazione di testi per comporre un Atlante sui problemi di genere

Che cosa ti propone la flipped classroom?

→ L’ONG Save the Children ha realizzato l’Atlante dell’infanzia a rischio – Con gli occhi delle bambine, un libro, disponibile anche online, che affronta tutte le tematiche delle differenze di genere, con tutte le difficoltà che incontrano nella loro vita le donne, e in particolare le bambine. A casa guarda il breve video di presentazione. Poi scarica il pdf dell’intero Atlante. Leggi la prefazione. Scorri l’indice: individua e leggi l’argomento (o gli argomenti) che più ti interessa.

Come procede il lavoro?

→ Confronta le tue letture con i tuoi compagni e l’insegnante. Notate quali altri Obiettivi dell’Agenda 2030 (oltre all’Obiettivo 5) sono stati toccati. Sulla lavagna o la LIM elencate le principali problematiche che sono state sollevate. In base a queste costruite uno schema: con il contributo delle altre discipline, per ogni problematica evidenziate quali sono le conseguenze, quali comportamenti bisogna mettere in atto per contrastarle, eventualmente, quali nuove leggi bisognerebbe istituire. Con una ricerca in Internet trovate per ognuna un esempio, in positivo o in negativo, relativo a un Paese del pianeta.

Come si conclude il lavoro?

→ Costruite quindi il vostro Atlante, scegliendo lo strumento di comunicazione che preferite, in stampa o informatico. Dopo aver evidenziato i Paesi in un planisfero preparate per ciascuno di essi una scheda, con la problematica da cui siete partiti e la storia che volete raccontare.

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LEZIONE

Egitto 42 39 E

rede di un’antichissima civiltà, l’Egitto moderno è un Paese a medio livello di sviluppo, con un’economia differenziata e una notevole influenza sul mondo islamico. Un terzo dei posti di lavoro riguarda l’attività turistica, importante fonte di ricchezza e di valuta pregiata. Tuttavia, il Paese presenta all’interno grandi disuguaglianze, un alto livello di analfabetismo e scarse garanzie nel campo dei diritti civili.

I DATI DELL’ EGITTO

Superficie

1 001 450 km 2 Popolazione

101 478 501 abitanti Densità

100 abitanti per km2 Capitale

Forma di governo

repubblica presidenziale Lingua ufficiale

arabo Moneta

lira egiziana

(Fonte: Calendario Atlante De Agostini 2022)

Il Cairo

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Gli altri continenti TEMA 6

1 Il territorio

↑ Il Monte Sinai.

Fiumi e laghi La valle del Nilo attraversa tutto il ter-

L’Egitto si affaccia sul Mediterraneo e occupa l’estremità nord-orientale del continente africano, comprendendo anche la penisola del Sinai che appartiene geograficamente all’Asia. Il territorio è in gran parte desertico con modesti rilievi a est e a sud. Il Deserto Libico, il più occidentale, è prevalentemente sabbioso: vi si incontrano depressioni come quella di Qattara (133 m sotto al livello del mare). Il Deserto Orientale arriva invece fino al Mar Rosso e si innalza nella catena degli Itbay.

ritorio egiziano, da sud a nord, fino all’ampio delta che si estende da Alessandria a Porto Said per circa 240 km. A nord della capitale, il Nilo si divide in due rami principali: a ovest quello di Rosetta, che sfocia vicino alla città di Alessandria, e a est quello di Damietta, che arriva nei pressi del Canale di Suez. A sud, il corso del Nilo è interrotto dalla diga di Assuan che forma il bacino artificiale del lago Nasser, uno dei più vasti del pianeta.

Le coste La costa mediterranea è alta, a parte nella zona

COMPLETA

del delta, mentre la costa sul Mar Rosso alterna tratti alti ad altri bassi e sabbiosi ed è orlata da barriere coralline. La penisola del Sinai, dalla forma triangolare, si affaccia sul Mar Rosso ed è delimitata dal Golfo di Suez, a ovest, e Golfo di Aqaba, a est. All’interno si trovano tavolati e massicci montuosi, come il Monte Sinai e il Monte Caterina (2642 m), la vetta più elevata.

LO STUDIO

→ Osserva la carta e rispondi alle domande.

a. Quali città sorgono lungo le rive del Nilo? b. Con quale Paese l’Egitto condivide il lago Nasser? c. Quale Paese fronteggia le coste egiziane del Mar Rosso?

2 Climi e ambienti Il clima è prevalentemente desertico, caldo e secco, più temperato solo in corrispondenza della zona mediterranea, dove le brezze marine rendono più sopportabile il caldo. Nel deserto le condizioni climatiche sono estreme (può non piovere per molti mesi) e l’escursione termica tra il giorno e la notte è molto elevata. Le coste del Mar Rosso hanno un’alta umidità, ma le precipitazioni sono comunque molto scarse. COMPLETA

LO STUDIO

→ Svolgi una ricerca in rete sulla biodiversità

del Mar Rosso.

↑ Veduta delle isole del Mar Rosso.

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Lezione 39 Egitto

3 Storia recente La Repubblica Araba d’Egitto nacque nel 1958, quando un colpo di Stato pose fine alla monarchia e all’ingerenza britannica negli affari interni. Da allora si sono succeduti una serie di regimi autoritari che hanno represso le opposizioni e limitato le libertà civili. All’interno del conflitto israelo-palestinese, l’Egitto è stato a lungo in primo piano a fianco dei Paesi arabi, ma negli ultimi tempi si è avvicinato a Israele. I due Paesi condividono sempre più interessi comuni, sia per lo sfruttamento degli idrocarburi nel Mediterraneo orientale, sia per la questione della sicurezza, perché anche l’Egitto è intenzionato a

contrastare ogni forma di radicalismo islamico. Nel 2011 in Egitto, grandi manifestazioni popolari hanno preso il nome di Primavera araba, rivendicando il rispetto dei diritti civili e libertà di espressione. Dopo le prime elezioni libere, un colpo di stato ha restaurato la dittatura militare. COMPLETA

LO ST U D IO

→ Approfondisci alcune delle recenti vicende

legate alla repressione dei diritti civili in Egitto.

4 Gli insediamenti La rete urbana La popolazione urbana è concentrata sulle coste, nel delta e lungo il corso del Nilo. La quasi totalità degli egiziani vive nel 4% del territorio, il che comprende la valle del Nilo, il delta, la costa mediterranea e le oasi del deserto. Nonostante la presenza di alcune grandi metropoli, il tasso di urbanizzazione è di poco superiore al 42%.

Le città La capitale, Il Cairo, situata lungo il corso del Nilo, è la più popolosa città africana: è circondata da un’ampia conurbazione (che comprende anche Giza, terza città per numero di abitanti), ed è una delle più antiche città islamiche del mondo. Sede dell’importante Museo Egizio, il suo centro

storico, in gran parte di origine medievale, è inserito nel Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO. Alessandria è stata fondata da Alessandro Magno e per molti secoli è stata una delle città più importanti del Mediterraneo. Ricca di resti romani e medievali, la sua importanza economica è legata soprattutto al suo porto, il principale dell’Egitto. Porto Said e Suez sono due grandi città situate alle due estremità del canale artificiale, che è la loro principale fonte economica. COMPLETA

LO ST U D IO

→ Individua sulla carta le città citate nel testo.

5 La popolazione Etnie La quasi totalità della popolazione è di etnia araba. Nel centro-nord ci sono minoranze berbere, mentre nel Sud del Paese vivono i nubiani.

Demografia L’Egitto è uno dei Paesi più popolosi dell’Africa. L’incremento naturale è elevato, compensato da una forte emigrazione. La natalità è infatti molto alta e la popolazione è molto giovane.

↑ Tradizionali case colorate in un villaggio nubiano.

Lingue e religioni La lingua ufficiale è l’arabo, ma, a causa del passato coloniale, sono diffusi anche l’inglese e il francese. Il 90% della popolazione è di religione islamica, mentre il 9% appartiene alla Chiesa cristiana copta, una Chiesa ortodossa la cui origine risale al I secolo.

COMPLETA

LO ST U D IO

→ L’analfabetismo riguarda ancora il 28% circa

della popolazione. Ipotizza quali possono essere le cause e le conseguenze per la struttura socio-economica del Paese.

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Gli altri continenti TEMA 6

6 L’economia Il primario è stato per lungo tempo il settore più importante, ma da diversi decenni il settore manifatturiero e il turismo hanno visto crescere la loro importanza, grazie soprattutto agli investimenti esteri. Le disuguaglianze economiche nel Paese sono notevoli, così come il livello di disoccupazione, soprattutto femminile. Continui sono i flussi migratori in uscita: molto importanti per l’economia sono perciò le rimesse degli emigrati. Un altro fondamentale contributo arriva poi dai pedaggi pagati dalle navi che attraversano il Canale di Suez.

Settore primario L’agricoltura è localizzata nell’area del delta e lungo la valle del Nilo, perché è possibile solo dove arriva l’irrigazione. Il clima permette tre raccolti all’anno. La produzione è varia: cereali, legumi, ortaggi, frutta (agrumi, uva, datteri), canna da zucchero, cotone. Molti di questi prodotti sono destinati all’esportazione o all’industria alimentare. Per i consumi interni la produzione è insufficiente ed è necessario importare cibo, soprattutto frumento. L’allevamento è prevalentemente ovino. La pesca e l’acquacoltura sono praticate sia in mare, sia nelle acque interne.

Settore secondario Le principali risorse minerarie sono costituite da petrolio, gas naturale, fosfati, ma è in crescita lo sviluppo delle fonti rinnovabili, come nelle grandi centrali solari ed eoliche, oltre a quella idroelettrica sulla gigantesca diga di Assuan. L’industria è legata alla produzione di idrocarburi, come le aziende chimiche per la produzione di fertilizzanti. Svilup-

↑ Il faraone Ramses II fece erigere numerosi

colossi: i più famosi sono quelli di Abu Simbel.

pati sono anche i settori tradizionali vicini all’artigianato, come il tessile e l’alimentare.

Settore terziario Il terziario è oggi il settore più importante, grazie ai proventi delle comunicazioni (Canale di Suez) e del turismo. Quest’ultimo è un settore strategico per l’economia del Paese, ma è fortemente condizionato dalla situazione politica interna e dai numerosi episodi terroristici che hanno colpito diverse località turistiche. Le mete più importanti, oltre alla capitale, sono le località balneari sul Mar Rosso e le zone archeologiche lungo il Nilo (Abu Simbel, Tebe, Menfi, Luxor, Giza). COMPLETA

LO STUDIO

→ Approfondisci le principali mete del turismo

archeologico in Egitto, stendendo per ognuna una breve scheda.

7 Le comunicazioni Le strade sono sviluppate soprattutto nella zona del delta e lungo la valle del Nilo, collegata con strade laterali al Mar Rosso. Qui si dipanano anche le ferrovie che hanno un chilometraggio abbastanza ridotto.

I principali aeroporti si trovano al Cairo e ad Alessandria, ma anche vicino alle principali località turistiche. I porti maggiori sono situati sulla costa mediterranea: Alessandria, Porto Said, Damietta e Marsa Matruh. Importanti sono anche le comunicazioni lungo le vie d’acqua interne (Nilo, lago Nasser, canali artificiali).

COMPLETA

LO STUDIO

→ Ricerca materiale in rete e scrivi quindi un

breve testo (circa 80 parole) sul Canale di Suez, che contempli la sua progettazione, le sue dimensioni, i tempi di transito, l’importanza economica.

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RAF G O E G A D N AGE

IA

1 La struttura del testo AGENDA GEOGRAFIA è un libro in 45 lezioni, adatto a un insegnamento flessibile della geografia. La trattazione, ampia e aggiornata, è caratterizzata da un’esposizione chiara e sistematica. Nei primi quattro temi sono affrontati argomenti di geografia generale, con grande attenzione alle tematiche affrontate dall’Agenda 2030. Negli ultimi due temi di geografia regionale sono presenti, oltre all’Italia, i maggiori Stati del mondo, dagli Stati Uniti all’Egitto, dai principali Paesi UE alle potenze emergenti (come l’India, e la Cina). Tutti gli argomenti sono aggiornati ai più recenti accadimenti, in primis la guerra tra Israele e Palestina.

2 La struttura dei temi Ogni tema si apre con una mappa degli argomenti trattati nelle pagine seguenti (in carattere ad alta leggibilità) e si chiude con: • una doppia pagina di verifiche, per verificare l’acquisizione delle conoscenze base (in carattere ad alta leggibilità); • una pagina con La nostra educazione finanziaria, per favorire la comprensione dei meccanismi economici generali; • un’Unità di Apprendimento, per sviluppare, anche attraverso espliciti richiami ai temi dell’educazione civica, più articolate competenze geografiche e interdisciplinari.

3 La struttura delle lezioni e la didattica breve

Ogni lezione è composta sistematicamente da quattro pagine ed è organizzata in segmenti autosufficienti, tutti corredati di esercizi. Questo consente realmente una didattica breve e flessibile, una delle metodologie più adatte alle attuali esigenze dell’insegnamento, esplicitamente sottolineata nelle linee guida ministeriali. All’interno della trattazione grande risalto è dato ai temi legati all’Agenda 2030, segnalati dal colore azzurro della pagina e dall’esplicito richiamo all’obiettivo dell’Agenda.

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