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Lo dice la storia - Sample

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Aziani - Mazzi - Noseda

Lo dice la Storia Dalla preistoria alla fine dell’Alto Medioevo

Lo dice la Storia

LIBRO CON Lo dice la Storia

Lo dice la Storia

Volume unico Dalla preistoria alla fine dell’Alto Medioevo CODICE

PAS01703

CODICE

Volume 2 Da Augusto alla fine dell’Alto Medioevo

PAS01701

CODICE

PAS01702

ISBN 978-88-416-5227-5

ISBN 978-88-416-5228-2

Lo dice la Storia

Lo dice la Storia

Lo dice la Storia

CODICE

Volume 1 Dalla preistoria alla Roma repubblicana

PAS01703X

CODICE

ISBN 978-88-6706-593-6

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PER L'INSEGNANTE Risorse Approfondimenti lezione per lezione, verifiche, soluzioni

AGENDA 2030 Realtà aumentata

Volume 2 Da Augusto alla fine dell’Alto Medioevo

CODICE

ISBN 978-88-6706-591-2

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ISBN 978-88-6706-592-9

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www.gruppoeli.it

Lo dice la Storia

Dalla preistoria alla fine dell’Alto Medioevo

Narrazione lineare Unità di apprendimento pluridisciplinari Educazione civica e finanziaria Metodo di studio

Dalla preistoria alla fine dell’Alto Medioevo

ISBN 978-88-416-5229-9

Volume unico Dalla preistoria alla fine dell’Alto Medioevo

Questo volume sprovvisto del talloncino è da considerarsi CAMPIONE GRATUITO fuori campo IVA (Art. 2, c. 3, I.d, DPR 633/1972 e Art. 4, n.6, DPR 627/1978)

Lo dice la Storia

Volume 1 Dalla preistoria alla Roma repubblicana

Paolo Aziani - Marisa Mazzi - Eugenio Noseda

Sistema Digitale Accessibile

€ 29,90 LO DICE LA STORIA

Dalla preistoria alla fine dell’Alto Medioevo

Il piacere di apprendere

Gruppo Editoriale ELi


Paolo Aziani - Marisa Mazzi - Eugenio Noseda

Lo dice la Storia

Dalla preistoria alla fine dell’Alto Medioevo

Il piacere di apprendere

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Gruppo Editoriale ELi

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LO DICE LA STORIA Corso di storia per il biennio

Contenuti digitali integrativi Nelle pagine sono inserite le seguenti icone che indicano la presenza e il tipo di contenuti digitali disponibili sul libro.

0 2 1

Le più antiche civiltà Il colonnato e il cortile del tempio di Amenofi III a Luxor, in Egitto.

Dalla Preistoria alle antiche civiltà del Mediterraneo L

a Preistoria è il lunghissimo periodo in cui avviene l’evoluzione umana e in cui si realizzano alcuni cambiamenti fondamentali: la nascita dell’agricoltura e dei primi villaggi, la sedentarietà, la lavorazione dei metalli. Mentre la maggior parte del mondo resta immersa nella Preistoria, due regioni entrano nella storia e nella civiltà: quella di Sumer e l’Egitto, dove già sono comparsi la scrittura, la metallurgia del rame, il calcolo e l’amministrazione. In questo periodo solo le altre regioni della «Mezzaluna fertile», così come Creta, la costa sud dell’Asia Minore e, in diversa misura la Cina e l’India, fanno il loro ingresso nella storia.

Quello che dobbiamo ricordare…

MAPPA

PREISTORIA

EVOLUZIONE UMANA U N I TÀ D E L L A S E Z I O N E

gruppi nomadi

UNITÀ 1

La Preistoria: sviluppo del genere umano

PALEOLITICO

caccia e raccolta

UNITÀ 2

Le civiltà fluviali

fabbricazione di strumenti

UNITÀ 3

L’antico vicino Oriente NEOLITICO

Inizia il Paleolitico

LINEA DEL TEMPO 2,5 milioni di anni fa

Prime forme di agricoltura e allevamento

Sumeri in Mesopotamia, prime forme di scrittura

9000 a.C.

4000 a.C.

Il faraone Menes unifica l’Egitto

2900 a.C.

Inizia l’età del ferro

Prima migrazione degli Indoeuropei

2000 a.C.

1200 a.C.

Rivoluzione agricola

Massima espansione dei Fenici

1200-800 a.C.

allevamento e agricoltura in Asia Minore

uomini diventano sedentari

lavorazione ceramica e metalli

SINTESI ■

aratro

nuove attività

La specie umana è il risultato di un lungo processo evolutivo. Milioni di anni fa nell’ordine dei primati iniziarono a differenziarsi gli ominidi: essi svilupparono caratteristiche che li resero capaci di adattarsi e sopravvivere.

■

Nel Paleolitico (età della pietra antica), il periodo fino al 10.000 a.C., gli uomini erano cacciatori e raccoglitori, cioè vivevano di caccia, pesca e raccolta ed erano nomadi perché si spostavano al seguito della selvaggina.

■

Dal 10.000 a.C. ebbe inizio il Neolitico (età della pietra nuova), perché essa venne levigata invece che scheggiata. Il clima cambiò e cambiarono gli ambienti sulla Terra. In Asia Minore tra il 9000 e il 5000 a.C. si iniziarono ad allevare animali e i raccoglitori scoprirono il procedimento della semina, arrivando a sviluppare l’agricoltura.

■

Gli agricoltori divennero sedentari e abitarono in villaggi. Le nuove attività richiesero nuovi strumenti, di cui il più importante fu l’aratro. Nelle società agricole gli specialisti non lavoravano per produrre cibo: nei villaggi c’era quindi una divisione del lavoro.

■

Con la rivoluzione agricola non solo cambiarono le attività con cui gli uomini si procuravano il cibo, ma le relazioni all’interno del gruppo diedero origine alle prime società organizzate.

40

Approfondimenti Materiali per approfondire lo studio.

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13/12/23 15:13


PRESENTAZIONE

LO DICE LA STORIA Corso di storia per il biennio

Vedere la storia › studiare la storia › capire la realtà

CHE COS’È LO DICE LA STORIA?

PERCHÉ LO DICE LA STORIA?

QUALI SONO GLI OBIETTIVI?

Lo dice la Storia è caratterizzato da un profilo agile ed essenziale, con una veste grafica chiara e una struttura pensata per guidare lo studente nel fissare le conoscenze acquisite.

Per un insegnamento davvero inclusivo. Le illustrazioni e le grandi tavole illustrate supportano l’acquisizione di conoscenze, inserendole in un contesto visivo che facilita l’apprendimento. Le lezioni si svolgono su due pagine chiuse, quindi sono molto agili e maneggevoli.

Gli obiettivi del manuale sono: comprendere, apprendere, rielaborare, produrre. La didattica è mirata e aggiornata secondo le ultime acquisizioni della pedagogia moderna. Spunti per poter utilizzare il testo sia per percorsi inclusivi sia per percorsi individualizzati.

0 2 1

Dalla Preistoria alle antiche civiltà del Mediterraneo

Le più antiche civiltà Il colonnato e il cortile del tempio di Amenofi III a Luxor, in Egitto.

L

a Preistoria è il lunghissim o periodo in cui avviene l’evoluzione umana e in cui si realizzano alcuni cambiamenti fondamen tali: la nascita dell’agric oltura

e dei primi villaggi, la sedentarietà, la lavorazione dei metalli. Mentre la maggior parte del mondo resta immersa nella Preistoria , due regioni entrano nella storia e nella civiltà: quella di Sumer e l’Egitto, dove già sono comparsi la scrittura, la metallurg ia del rame, il calcolo e l’amminis trazione. In questo periodo solo le altre regioni della «Mezzaluna fertile», così come Creta, la costa sud dell’Asia Minore e, in diversa misura la Cina e l’India, fanno il loro ingresso nella storia. U N I TÀ D E L L A S E

• UNA STRUTTURA CHIARA

Il testo presenta una struttura semplice e chiara, divisa in Sezioni, Unità, Lezioni. Le aperture di sezione contengono immagini di grandi dimensioni e di forte impatto che ritraggono luoghi fondamentali della storia.

ZIONE

UNITÀ 1

La Preistoria : sviluppo UNITÀ 2

del genere umano

Le civiltà fluviali UNITÀ 3

L’antico vicino Oriente

Inizia il Paleolitico

Prime forme di agricoltura e allevamento

LINEA DEL TEMPO 2,5 milioni di anni fa

9000 a.C.

Sumeri in Mesopotamia, prime forme di scrittura

Il faraone Menes unifica l’Egitto

4000 a.C.

Prima migrazione degli Indoeuropei

2900 a.C.

Inizia l’età del ferro

2000 a.C.

1200 a.C.

Massima espansione dei Fenici

1200-800 a.C.

L’e p o c a d ’o r o d i A

STORIA

QUOTIDI

un valore lo spettacolo aveva agli spettatori. Tutto colore il tipo di tessuto e il simbolico: la maschera, o. un tipo di personaggi delle vesti indicavano

Il teatro greco a importanza nella l teatro aveva una grandissim ad Atene, in epoca classica, vita sociale della polis: ad assistere alle rapnumerosi cittadini accorrevano svole di commedie che si presentazioni di tragedie alcune periodi dell’anno durante particolari in gevano Dionisie ad esempio le Grandi feste religiose come o Atene nel mese di marzo che si svolgevano per Panatenee). aprile (subito dopo le

I

• APPROFONDIMENTI

Le ricche rubriche che accompagnano il profilo sono incentrate su aspetti di vita quotidiana e di storia materiale, nonché di Educazione finanziaria. Ogni scheda di approfondimento è completata da un’attività specifica.

O VERE

GLI SPETTACOLI DIVENTAN E PROPRIE GARE

finanziare avevano l’obbligo di Le persone più ricche tra cui proprio gli spettacoli alcune spese pubbliche, cittadini venivano scelti quei teatrali; così ogni anno le spese necessarie. che dovevano sostenere ben era così grande che La passione del pubblico e così si trasformarono in gare presto gli spettacoli la prosperanza di aumentare ogni finanziatore, nella conl’autore e gli attori che sceglieva pria popolarità,

t e n e U N I TÀ 7

ANA

persona a 472 a.C., il corego (la siderava migliori; nel la regia) l’onore di condividere cui la polis attribuiva tragedie, il quale, tra le altre Pericle scelse Eschilo, alla un dramma che si ispirava rappresentò I Persiani, e l’esercito di Serse. guerra tra le poleis greche proclamare il vincibisognava gara della Al termine nomi stati estratti a sorte i tore; in precedenza erano il compito di votare: venidei giudici, i quali avevano a che il corego e il protagonist vano premiati l’autore, di essi consensi e a ciascuno avevano ottenuto più corona d’edera. veniva consegnata una I COSTUMI DI SCENA

i o costumi molto appariscent Gli attori indossavan permete) e una maschera che (tuniche e sopratunich quale capire immediatamente teva agli spettatori di ai ricoperto dall’attore; era il ruolo in quel momento (chiacon suole molto alte piedi portavano sandali visibili possibile da essere il più mati coturni) in modo

IL PUBBLICO

a teatro al mattino molto Il pubblico si presentava spettacolo sorgere del sole, e lo presto, subito dopo il qualche breve interruziodurava fino a sera, tranne uomini, quasi esclusivamente ne. Gli spettatori erano di assistere solo alla possibilità la avevano le donne componidramma satiresco, un rappresentazione del cioè persosatiri, da composto mento in cui il coro era

ATTIVITÀ

→

di e per metà capri. All’epoca naggi per metà uomini di secolo, lo Stato si preoccupò Pericle, e per circa un spetpotessero assistere agli fare in modo che tutti più poveri veniva pagato. tacoli: il biglietto ai cittadini di legno e solo successivaTutti i teatri, dapprima strutture aperte, erano mente di pietra, pur essendo conditi da offrire ottime costruiti con tali accorgimen si anche alle persone che zioni di visibilità e di ascolto In alti delle gradinate (cavea). sedevano sui posti più cioè lo spazio riservato basso, si trovava l’orchestra, il proscenio, dove recitavaal coro; dietro si trovavano un fondale fisso. no gli attori, e la scena,

teatrali? Rispondi alle domande. e delle rappresentazioni necessarie alla realizzazion e perché proprio quella? 1. Chi sosteneva le spese ata durante l’età di Pericle Eschilo fu rappresent 2. Quale tragedia di di teatro? al termine delle gare 3. Chi veniva premiato o una maschera? 4. Perché gli attori indossavan azione teatrale? media una rappresent 5. Quanto durava in

Attori e maschere di scena

2

5

4 3 1

Il teatro di Dioniso presso l’acropoli di Atene Fu il teatro più importante dell’intera Grecia nel V e IV secolo a.C. e fu costruito proprio vicino al santuario di Dioniso.

U N I TÀ

7

• 477 a.C.

Formazione della Lega attica

• 461 a.C.

Pericle al potere ad Atene

• 454 a.C.

La sede della Lega attica viene spostata ad Atene

• 447 a.C.

Inizio dei lavori di ricostruzione dell’Acropoli

• 429 a.C.

Morte di Pericle

A

1

136

Lega attica

149

Atene ha il predominio

sulla Lega

Atene domina la Lega

La nuova situazione fu evidente a tutti nel 454 a.C., quando la sede alleati e si custodivan della Lega, dove si riunivano o i contributi che ciascuno gli versava, fu spostata da Atene, con il pretesto Delo, un’isola dell’Egeo, che l’isola di Delo si ad trovava in una posizione raggiungibile dalla flotta pericolosa perché facilmente persiana. Forti della loro indiscussa supremazia, gli Ateniesi, infatti, non esitavano porre il pagamento a usare la forza per imdei tributi anche a quelli che non volevano più sbilanciata che garantiva far parte di questa alleanza la pace nell’Egeo ma procurava vantaggi soprattutto proprio in questo periodo alla città attica, che raggiunse il suo massimo splendore. Le altre poleis la Lega, quindi, dovettero che componevano subire passivamente e ogni tentativo di rivolta presso. Verso gli alleati venne spietatamente più ribelli, Atene iniziò reuna politica di colonizzaz città mandò dei soldati ione: nei territori delle con il compito di controllare la situazione. Navi da trasporto e da combattimento

attica

Coppa che ben illustra le caratteristiche della Lega attica: a destra una nave da combattimento, a sinistra una nave da trasporto, che indica lo sviluppo dei traffici commerciali.

della vittoria nelle

guerre persiane Gli storici hanno definito età classica il periodo successivo alle guerre contro la Persia segnò persiane poiché la vittoria per la Grecia l’inizio di una straordinaria stagione politico durante la quale di sviluppo economico la civiltà greca conobbe e la sua massima fioritura questo periodo, come culturale e artistica. avverrà a Roma più tardi, In statue, bassorilievi ed edifici rappresentano pi di proporzione, armonia, esembellezza. Sono quindi «classici» perché rappresent per la cultura occidentale ano il modello di ciò che si considera bello, l’esempio di una perfezione che non cambia nel tempo. Atene fu la protagonis ta dell’età classica: la città aveva sostenuto peso maggiore dello il scontro con la Persia, ma ne raccolse anche frutti principali, poiché i l’intera Grecia venne divisa in due sfere d’influenza, una terrestre dominata da Sparta e l’altra marittima dominata da Atene. Ma mentre gli Spartani si chiusero ancora di più nella difesa del Peloponne so, Atene divenne la dominatrice incontrasta del Mar Egeo, grazie ta alla potente flotta da guerra che aveva preparato.

UNITÀ 7

Le città della Ionia e le isole dell’Egeo che si erano liberate dalla ad Atene nella Lega attica dominazione persiana (477 a.C.), un’alleanza si unirono che aveva lo scopo di permanente contro i creare un sistema di Persiani; ogni alleato difesa avrebbe dovuto contribuire stendo triremi da combattim a mantenere la flotta ento complete di equipaggio alle. Tuttavia, ben presto Atene, che era la principale potenza marittima e re la sua supremazia commerciale, riuscì a sugli alleati, giustifican impordo le sue pretese con cipali per la flotta e per il fatto che sosteneva l’esercito. Infatti, molti i costi prinmembri della Lega, anziché navi, preferivano pagare armare direttamente ad Atene la cifra corrispond le ente e lasciare che le Ateniesi. In questo modo, navi fossero fornite dagli però, diminuiva sempre di più la loro autonomia forze proprie, non avevano militare ed essi, privi possibilità di opporsi di alle richieste di Atene in caso di contrasti.

contro i molto meglio di Sparta, che si limitò a difendere il proprio territorio . Sotto la guida di Pericle, Atene rafforzò il suo sistema democratico, istituendo un compenso per coloro che svolgevano attività per conto dello Stato; in politica estera trasformò gradualmente la propria egemonia commerciale in un vero impero politico. Lo stesso Pericle promosse una politica culturale che fece di Atene la più bella delle città greche, oltre che il centro culturale del mondo ellenistico.

Atene raccoglie i frutti

L’epoca d’oro di Atene

La formazione della

e

tene seppe sfruttare la vittoria Persiani

LEZIONE

Il simbolo di Atene La civetta, qui rappresentata su una moneta del V secolo a.C., era il simbolo di Atena, dea della sapienza e della città stessa di Atene.

Dioniso e la maschera dio che rappresenta Dioniso, Una maschera di terracotta collegato che viene comunemente del vino e dell’ebbrezza nei riti celebrati in onore alle origini stesse del teatro: erano parte integrante, musica di Dioniso, la danza e la rappresentazioni teatrali. proprio come accadeva nelle

148

L’epoca d’oro di Aten LINEA DEL TEMPO

forma semicircolaprima fila per re, con posti particolari in gli spettatori più importanti. o un fondale fisso, 2 Scena: era una parete gli attori. davanti al quale recitavano al coro per 3 Orchestra: area riservata cantare e danzare. piattaforma palcoscenico: o 4 Proscenio da gradini leggermente rialzata collegatagli attori. all’orchestra su cui recitavano e gli spettatori 5 Ingresso: per gli attori

1 Gradinate: (cavea) di

PRIMA VERIFICA

→

Segna con una crocetta l’affermazione che meglio della lezione. riassume il concetto principale Dopo le guerre persiane Sparta sceglie l’isolament o. Nel V secolo Atene conosce un periodo di splendore artistico e culturale. Al termine delle guerre persiane Atene diventa e politica in Grecia. la principale potenza economica

a. b. c.

137

• AGILI LEZIONI

Le lezioni sono dedicate ai singoli argomenti e si svolgono su due e/o quattro pagine, in modo da garantire al docente la massima flessibilità sugli argomenti che intende trattare o, al contrario, su cui vuole sorvolare. Ogni lezione presenta esercizi dedicati a una Prima verifica per aiutare gli studenti a costruire la competenza trasversale “imparare a imparare”. I box, invece, sono dedicati all’educazione finanziaria, al rapporto tra storia e geografia, alla cittadinanza e Costituzione e all’analisi delle fonti. Piccoli box mettono poi a fuoco il lessico storico.

IV

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PRESENTAZIONE IL NOSTRO

• I L NOSTRO PATRIMONIO

L’

arte del Paleolitico ha ben poco di primitivo. Osservando le pitture parietali giunte fino a noi si rimane colpiti dalla fantasia delle rappresentazioni, dall’utilizzo dei colori, dalla tridimensionalità delle figure e dall’uso di prospettive insolite. Gli «artisti» dell’epoca mostrano una grande capacità nello sfruttare le asperità delle superfici su cui dipingevano 1

PATRIMONIO

La Preistoria e lo sviluppo

Le grotte di Lascaux

Insieme alle renne, mammut e bisonti erano le prede più ambite per i cacciatori dell’epoca, e quindi si può immaginare che dipingerli fosse un modo per propiziarsi la loro cattura.

si erano perfettamen te conservati fino alla loro scoperta nel 1940. Ma una volta aperti al pubblico, l’anidride carbonica prodotta dal respiro delle migliaia di visitatori danneggiò talmente le pitture che dopo soli dieci anni furono nuovamente chiusi. Le pitture restaurate oggi sono accessibili solo a studiosi autorizzati (come quello che vediamo nell’immagine). Il pubblico può visitare solo due ricostruzion i, perfettamente identiche, delle due grotte principali.

(gli spazi angusti e spesso più nascosti delle grotte) e una grande ricercatezza nel modellare le forme, anche tenendo conto delle difficili condizioni in cui solitamente lavoravano: posizioni scomode, materiali molto deperibili e illuminazione fornita dalla luce tremolante di una primitiva torcia. Impossibile non pensare a esseri umani che non avessero già sviluppato un senso estetico guardando le pitture rupestri di epoca paleolitica.

→

Gli animali erano spesso ritratti isolati, colorati con impasti di terre rosse e gialle, grasso animale e sangue. Mancano del tutto riferimenti alla natura e rappresenta zioni di figure umane.

1

Le grotte di Lascaux non sono il solo caso di opera d’arte chiusa al pubblico (o dove l’accesso è rigorosame nte regolato) per proteggerl a. informazioni su un’opera Raccogli in cui l’accesso è limitato: informati sul motivo; illustra l’opera in un cartellone; spiega come viene regolato l’accesso.

Grandi tavole illustrate portano il lettore dentro i luoghi che sta imparando a conoscere, in modo da stimolare la partecipazione emotiva e la componente visuale, facilitare l’apprendimento e la memorizzazione dei contenuti. 2

del genere umano UNITÀ

COMPITO DI REALTÀ

Nelle pitture rupestri giunte fino a noi possiamo vedere come gli esseri umani del Paleolitico preferissero dipingere animali, soprattutto quelli di grandi dimensioni, come i bisonti rappresentati nelle caverne di Lascaux in Francia e risalenti a circa 17.500 anni fa. I dipinti di Lascaux, sepolti sottoterra per millenni,

• SCHEDE DI METODO

Toro dipinto direttamente sulla roccia Per migliorare la resa sfruttavano caratteristiche della conformazionele delle pareti rocciose che fungevano da supporto.

Anche il cavallo è uno degli animali più rappresentati nelle grotte di Lascaux

2

1

30

31

All’inizio del volume si trovano 20 pagine sul metodo di studio: aiutano chi apprende a sviluppare le competenze necessarie a costruire una linea del tempo, a leggere una carta storica, a porsi le domande giuste sul testo che si sta studiando e a imparare dove cercare le risposte. La storia nel tem

METODO

STORICO

La storia nel tempo quando è dire che non si sa bene iniziano le favole, per galattico…» «Tanto tempo fa…»: così stesso: «Ai tempi dell’impero «C’era una volta…» oppure serie fantasy fanno lo raccontato. I film o le successo quello che verrà conoscere dell’era planetaria…». un inizio che noi possiamo oppure «Nell’anno 25.000 stessa vita, hanno invece cominciare dalla nostra a vicende, altre Molte con precisione.

1. LA LINEA DEL TEMPO

are… are… ricord mo ricord mo dobbia che dobbia che Quello Quello PREISTORIA

Lega di Delo (477

a.C.)

Pericle

EVOLUZIONE UMANA "imperialismo"

PALEOLITICO espansionismo

gruppi nomadi

le sviluppo commercia

NEOLITICO

SINTESI

ampliamento di strumenti fabbricazionedella partecipazione politica

Rivoluzione agricola

allevamento e agricoltura in Asia Minore

aratro sedentari uomini diventano nel mondo emersero per importanza a persiane Sparta e Atene ■ Dopo le guerre opposti e si ispiravano da sistemi politici militare nel greco: esse erano governate consolidò la supremazia nuovesiattività il te differenti. Spartalavorazione ceramica ideologie radicalmen Lega di Delo, assicurando istituì elametalli Atene nel 477 a.C. Peloponneso, mentre dell’Egeo. controllo di gran parte fece molto aspro e interno ad Atene si il dibattito politico o. di il sopravvent Milioni ■ Nel frattempo, i preseroevolutivo. i democratic Pericledi un lungo processo la guida risultato sotto è il di fine umana allaLa ominidi: essi specie rsi gli ■ al massimo a differenzia a estendere iniziarono nti miranti e. provvedime di primati e sopravviver fa nell’ordine le una seriedei di adattarsi attuarono e di ricoprire ■ Essianni assemblee e alle capaci iche che li resero o caratterist le partecipare attivament svilupparondi glialstranieri, la possibilità 10.000 a.C., gli soltanto fino esclusi periodo rimasero politica antica), il pietra re: dalla vita della magistratu caccia, pesca e raccolta Nel Paleolitico (età ■ i, cioè vivevano di raccoglitor e schiavi. gli e donne selvaggina. e uomini erano cacciatori sul governo seguito della al controllo si spostavano un rigido perché esercitò nomadi Pericle della erano ed estera mercantile politica perché In ■ L’economia di Delo. della pietra nuova), (età dellailLega Neolitico inizio ia degli alleati non aveva gli ateniese sull’econom e cambiarono flottacambiò la clima Dal 10.000 a.C. ebbe ■ in quanto Il che scheggiata. un notevole sviluppo, programma conobbe si iniziarono città un ambizioso a.C. venne levigata invece essa Pericle inaugurò il 9000 e il 5000 In Asia Minore tra i sulle rotte dell’Egeo. costruire concorrent della semina, città, fece to ambienti sulla Terra. il procedimen ti architettonici della e i raccoglitori scoprirono fisionomia di pubblici e abbellimen di lavori o ad Atene la sua ad allevare animali li che conferiron a. l’agricoltur edifici sull’acropo importanti arrivando a sviluppare attività villaggi. Le nuove Grecia. città simbolo delladivennero sedentari e abitarono in il Nelle società Grecia: Atene divenne ■ Gli agricoltori importante fu l’aratro. più della e all’età classica corrispond periodo e lavorarono strumenti, di cui il c’era nuovi abitarono villaggi ■ Questo vi nei richiesero produrre cibo: per tutti i Greci: : i di riferimento non lavoravano per culturale era molto importante centro gli specialisti agricole L’istruzione ad Atene storici. lavoro. ghi, filosofi e del famiglie ricche drammatur quindi una divisione mentre i figli delle con cui gli uomini a leggere e a scrivere, le attività i; le ragazze convincent ragazzi imparavano non solo cambiarono discorsi fare agricola a rivoluzione diedero origine ■ Con la corsi di retorica per imparare all’interno del gruppo seguivano ma le relazioni cibo, o ilcon madri. proprie le si procuravan casa studiavano in organizzate. alle prime società

SINTESI

150 40

democrazia

caccia e raccolta

controllo sugli alleati

COMPET

ENZE

CO

della preistoria. ano uno dei grandi periodi bronzo). Età del alcuni elementi che caratterizz ente (Paleolitico, Neolitico, In questo elenco vi sono il periodo corrispond Scrivi accanto a ciascuno PERIODO

B

ELEMENTI 1. Pietra levigata 2. Caccia e raccolta 3. Produzione di oggetti

in bronzo

4. Agricoltura e allevamento 5. Pietra scheggiata

Inserisci sulla linea del corrispondente.

C

tempo al posto giusto

i seguenti periodi, scrivendo

nel quadretto la lettera

in cui una ci fosse stato un momento che nel lontano passato di uomini pensarono storia. Alle origini tutti i gruppi allora cominciava la graduale proil mondo e l’uomo: da di un lungo e soprattutto divinità avesse creato visto, l’uomo è il risultato o. Ben poco si sa di cosa In realtà, come abbiamo momento determinat una «creazione» in un hanno potuto ricesso e non c’è stata o tempo: gli archeologi in questo lunghissim le loro attività erano quali sia accaduto agli uomini cosa si nutrivano, come vivevano, di che costruire soprattutto si era usata la e così via. cominciava da quando concordato che la storia sarebbe stato la Allora gli studiosi hanno ciò che veniva prima 3000 a.C.); mentre tutto scrittura (all’incirca il storia). che viene prima della usa per copreistoria (appunto quello convenzionale, che si storia è una divisione storia-prei a.C., menLa divisione più antichi del 3000 stati ritrovati testi scritti umane (per modità, in realtà sono vicende alcune possiamo ricostruire petre anche dai resti preistorici state poi suddivise in ). Storia e preistoria sono esempio, le grandi migrazioni fissate convenzionalmente. – le cui durate sono state riodi – anche molto lunghi

c. età del bronzo

35.000-10.000 a.C.

D

3.000-1.000 a.C.

10.000-3.000 a.C.

coppie di eventi o periodi. nella tabella queste Colloca al posto giusto (600.000 a.C.) a.C.) • uso del fuoco fine del Paleolitico (10.000 bronzo (3000 a.C.) (9500 a.C.) • età del Rivoluzione agricola (4000 a.C.) a.C.) • uso della scrittura inizio del Neolitico (100.000 DOPO

PRIMA

La Venere di Willendorf risale a 11 cm; la sua datazione È una statuetta rituale alta di Cristo. 28.000 – 25.000 anni prima

3

UNITÀ 7

domande. la traccia di queste zione. Preparati seguendo Prepararsi per l’interroga di… fondata con lo scopo 1. La Lega attica fu perché… vantaggiosa per Atene 2. La Lega attica era ateniese che… 3. Pericle era un politico e vivevano… città di Atene sorgevano… 4. Nel V secolo nella che… e dei giovani prevedeva 5. Ad Atene l’educazion discutevano… 6. I filosofi ateniesi corrispondente. Collega le date all’evento ad Atene 2 Orientarsi nel tempo. Lega attica da Delo 1. Spostamento della a. 477 a.C. 2. Morte di Pericle b. 454 a. C. 3. Morte di Socrate c. 461-429 a.C. Lega attica 4. Fondazione della d. 429 a.C. 5. Età di Pericle e. 399 a.C. e inserendo definizion alla propria Collega ogni termine 3 Utilizzare il lessico. corrispondente. nei quadretti il numero DEFINIZIONE TERMINE da combattimento a. insieme di navi e le sofferenze 1. classico rappresentano le sventure b. opere teatrali che 2. sfera d’influenza degli uomini convincente guerra da in pubblico in modo 3. flotta c. arte di fare discorsi 4. alleanza o d. capo dell’esercit che non cambia sbilanciata modello di perfezione e. bello e armonioso, 5. tragedia nel tempo i templi 6. retorica città dove sorgono f. parte alta della pochi o un solo potente 7. stratega g. alleanza che comprende leadership 8. acropoli potenza esercita una h. ambito in cui una

2

1

ATENE

AA PPPP MA MA

E

METODO STORI

a. Neolitico b. ultima parte del Paleolitico

Anche nella stesura delle Sintesi si è seguito il criterio della prevalenza della componente visuale che facilita la memorizzazione. Gli argomenti sviluppati nelle Lezioni sono accorpati in pochi nuclei tematici portanti. Le sintesi sono precedute da mappe sintetiche. Le verifiche di fine unità, raccolte nel laboratorio Le nostre competenze, sono improntate alla didattica più moderna e aggiornata, che pone al centro della formazione del discente la costruzione delle competenze. LE NOSTR

VA

A

• SINTESI RAGIONATE E LABORATORI DELLE COMPETENZE

L’epoca d’oro di Atene

ALLA PRO

OCI elencate qui sotto. al posto giusto le vicende viaggio di Colombo • Inserisci nella tabella • Il trono di spade • Primo • Saga di guerre stellari Il signore degli anelli • Vita di Napoleone E QUINDI Seconda guerra mondiale UN TEMPO PRECISO SONO COLLOCATE IN QUINDI UN TEMPO VAGO E SONO COMINCIATE SAPPIAMO QUANDO SONO COLLOCATE IN E COMINCIAT SONO NON SAPPIAMO QUANDO

MET TIAM

po

– per ma – come in ogni racconto preistoria o nella storia, accadono dunque nella Le vicende degli uomini sono avvenuti. una linea imbisogna precisare quando su una linea del tempo: far capire i fatti narrati e dei fatti è ordinarli data in cui per capire la succession gli eventi accanto alla Il modo più intuitivo e sulla quale si indicano a lo scorrere del tempo maginaria che rappresent linea del tempo e una lungo . ordinati fatti avvengono 1 troverai i principali apertura della sezione Se vai nelle pagine di del libro. quella delle altre sezioni lo stesso avverrà con

domande. Rispondi alle seguenti nella Lega attica? Stabilire relazioni. dell’Egeo si unirono Ionia e delle isole 1. Perché le città della

4

della Lega attica preferivano 2. Perché molti membri la flotta? che Atene allestisse 3. Perché la sede della

Lega attica fu spostata

pagare un tributo e

dall’isola di Delo ad

lasciare

Atene?

condannato a morte? 4. Perché Socrate fu un lusso? e saper cavalcare era 5. Perché un cavallo

5

il libro di testo, e, aiutandovi con Dividetevi in gruppi Fare le domande giuste. e dei seguenti termini: scrivete la definizion - zecca - arconti - Areopago - filosofi - Ginnasio Lega attica - agorà e a un compagno legge una definizion a turno, un gruppo Terminato il lavoro, ente. il temine corrispond e gli chiede di trovare

151

• LE UNITÀ DI APPRENDIMENTO PLURIDISCIPLINARI (UDA)

All’interno del volume vengono proposte 5 Unità di Apprendimento pluridisciplinare per assi culturali (UDA) che attivano e sviluppano conoscenze, abilità e competenze coinvolgendo i quattro assi culturali (storico-sociale, dei linguaggi, matematico, scientifico-tecnologico). L’importanza delle regole

• AGENDA 2030

I grandi temi e i problemi della modernità e della cittadinanza attiva spiegati a partire dalla riflessione sul passato. LA NOSTRA

regole L’importanza delle nella scuola per stare bene insieme Introduzione

dalla scuola media a è capitato a voi nel passaggio nuova comunità, come e quali siano i propri Nell’inserimento in una le regole da rispettare comprendere quali siano e protagonisti della vita quella superiore, è importante parte di un gruppo, accolti solo così ci si può sentire «regole», perché no a sentire la parola diritti e i propri doveri: ime e gli studenti si infastidisco dagli insegnanti per collettiva. Spesso le studentess di obblighi inventati insieme un di associato all’idea realtà le regole sono questo termine viene e degli alunni. Ma in la libertà delle alunne limitando cui si fonda la scuola, autorità, su ale propria porre la del diritto fondament a tutti il pieno esercizio state stabilite per garantire e. in un ambiente serevale a dire il diritto all’istruzion imparare e crescere alunna e alunno può ogni norme, di Grazie alla presenza di apleggi, e in questa unità no, collaborativo e inclusivo. lo Stato e con esso le le ragioni per cui è nato le regole. In storia avete studiato per cui a scuola esistono imche queste sono le stesse ciascuno di voi, che sarà prendimento scopriremo il contributo attivo di e analisi di ento si svolgerà attraverso classe, nella lettura L’unità di apprendim gruppi e con l’intera vostro e dibattiti in piccoli a punto i risultati del pegnato in discussioni finale in cui metterete prodotto un di e documenti e nella realizzazion

AGENDA 2030 I governi di Spar

Alcuni dei traguardi dell’Obiettivo 10 da raggiungere entro il 2030 Cosa propone l’Obiett

ivo 10?

• Potenziare e promuovere l’inclusione

sociale, economica e scindere da età, sesso, politica di tutti, a predisabilità, razza, etnia, origine, religione, status mico o altro. econo-

• Garantire a tutti pari opportunità e ridurre

le disuguaglianze, anche l’eliminazione di leggi, attraverso di politiche e di pratiche adeguate leggi, politiche discriminatorie, e promuovere e azioni in questo senso.

Proprio la possibilità di votare rappresent a infatti il fondamento di ogni democrazia: ciascuno deve poter scegliere liberament e e determinare con il proprio voto le decisioni che riguardano la comunità di cui fa parte. È questa una conquista relativamente recente, perché ancora agli inizi del secolo scorso votavano solo gli uomini dotati di un certo reddito e capaci di leggere e scrivere.

Solo nel 1912 in Italia è stato introdotto il suffragio universale maschile, che escludeva tuttavia dal voto le donne, che hanno ottenuto questo diritto solo nel 1946. 3. DEMOCRAZIA DIRETTA

Maggiore democrazia 1. IL POTERE DEL POPOLO

e più uguaglianza

Nell’Atene del VI secolo a.C. la democrazia, cioè alla lettera il «potere del popolo», era più sviluppata che in qualunque altro Stato contemporaneo poiché tutti i cittadini potevano partecipare alle assemblee, votare ed essere eletti alle diverse cariche pubbliche, e ogni scelta per essere approvata doveva ottenere la maggioranza dei voti. Tuttavia, come abbiamo visto, la democrazia ateniese se giudicata con i metri attuali, aveva gravi limiti, perché donne e schiavi erano esclusi da qualunque diritto politico.

stinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni o di condizioni personali e sociali». Uomini e donne, bianchi e neri, credenti e non credenti, conservatori o progressisti, sani o malati, tutte e tutti coloro che hanno la cittadinanz a italiana hanno uguali diritti davanti alla legge e, raggiunti i diciotto anni, hanno il diritto di voto secondo il principio del suffragio universale, possono cioè eleggere i propri rappresentanti ed essere anche eletti alle diverse cariche.

2. IL SISTEMA DEMOCRAT

ICO OGGI

Ai giorni nostri, con il termine democrazia noi indichiamo un sistema politico in cui tutti coloro che sono cittadini di uno Stato hanno uguali diritti politici e civili; il potere appartiene al popolo, che governa attraverso rappresentanti scelti liberamente; tutti possono votare ed essere eletti alle massime cariche, le decisioni più importanti vengono prese attraverso un voto libero e segreto.

In Italia questi diritti spettano a tutti coloro che sono cittadini italiani, indipenden temente, come dice l’articolo 3 della nostra Costituzione, da ogni altra «di116

E RAPPRESENTATIVA

Gli Ateniesi per prendere le decisioni più importanti si riunivano in assemblea e sceglievano la proposta che preferivano: era una forma di democrazia «diretta», perché ciascuno poteva personalmente e direttamente partecipare alle decisioni. Negli Stati moderni, invece, questo non è possibile perché i cittadini sono troppo numerosi (in Italia gli elettori sono circa 50 milioni): per questo i cittadini governano in modo «indiretto», eleggendo i propri rappresentanti, che si riuniscono nel Parlamento per discutere e approvare le leggi. Inoltre, per garantire un esame più accurato delle proposte, in Italia come in molti altri Stati, il Parlamento è diviso in due rami, la Camera dei deputati e il Senato: ciascuno dei due rami del Parlamento può proporre e votare le leggi, che però devono essere approvate anche dall’altro. E se per caso i rappresent anti eletti votano una legge che non corrisponde alla volontà della maggioranz a dei cittadini? Per questi casi è prevista la possibilità di indire un referendum , cioè una consultazio ne, su quelle leggi che un numero consistente di elettori (almeno mezzo milione) chiede di abrogare, cioè cancellare. Nelle votazioni per il referendum, come nelle elezioni per il Parlamento (e per i consigli regionali, provinciali e comunali), i cittadini esercitano una forma di democrazia diretta simile a quella degli Ateniesi: infatti, la «sovranità appartiene al popolo» e il Parlamento, come tutte le altre assemblee elettive, deriva la propria autorità esclusivamente dal voto popolare, cioè dalla scelta dei cittadini.

t a e A t e n e U N I TÀ 5

Prodotto finale

da regole fondamentali con un decalogo delle acda affiggere in classe Ogni regola dovrà essere Realizzazione di un tabellone e nella lingua di indirizzo. lingua italiana, inglese collettivo e indivirispettare, scritte in in funzione del benessere per spiegarne l’utilità compagnata da un commento

COSTITUZIONE ITALIANA

duale.

Descrizione delle attività

Art. 3 • Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. […] Art. 48 • Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età. Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico. […] Art. 51 • Tutti i cittadini dell’uno o dell’altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge. […] Chi è chiamato a funzioni pubbliche elettive ha diritto di disporre del tempo necessario al loro adempimento e di conservare il suo posto di lavoro.

bene insieme UDA

ATTIVITÀ

1

Perché esistono le regole?

Ce lo dice la storia

complessi e e diritto umani, diventati più Materie coinvolte: storia un certo punto i gruppi farci capire perché a avere il potere di: È proprio la storia a con chiarezza chi dovesse la necessità di stabilire numerosi, sentirono

Area geografica Periodo Primi popoli che si organizzarono in uno Stato Chi esercitava il potere Funzioni esercitate dallo Stato Vantaggi della presenza di leggi rispetto alle realtà precedenti

su quanto avete scritto tabelle e, basandovi e di nte, confrontate le vostre per cui è nato lo Stato Con la guida dell’insegna sul libro di testo le ragioni risposte in piccoli gruppi ricercate poi insieme sulle vostre nell’ultima colonna, rispettare. Dibattette e le autorità che le fanno conseguenza le leggi è lo Stato. una definizione di cosa e arrivate a formulare

ATTIVITÀ

2

Le regole e le leggi

ci rendono più liberi

o meno liberi?

, a esprimere il vostro Materie coinvolte: diritto nell’attività precedente alla luce di quanto emerso e la seguente citaL’insegnante vi inviterà, comprendere e commentar e poi vi proporrà di leggere, pene: parere su questo quesito opera Dei delitti e delle presente nella sua famosa in società, stanchi di zione di Cesare Beccaria, ti e isolati si unirono colle quali uomini indipenden zza di conservarla: «Le leggi sono le condizioni resa inutile dall’incerte e di godere una libertà guerra, di stato e tranquillità». vivere in continuo il restante con sicurezza una parte per goderne domande: essi ne sacrificarono queste a o essere svolta rispondend frase di Beccaria può in un continuo La riflessione di questa gli esseri umani vivevano prima di unirsi in società scrittore. l’affermazione dello 1. Perché, secondo Beccaria, esempio per giustificare un trovare a stato di guerra? Provate

▶ prendere decisioni; ▶ stabilire leggi; della comunità; di ogni componente ▶ definire i doveri e i diritti su cui si fondava la società; dai nemici esterni. ▶ organizzare tutte le attività delle leggi e difendersi punire i trasgressori ▶ possedere la forza per

67

66

Art. 55 • Il Parlamento si compone della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. […] Art. 56 • La Camera dei deputati è eletta a suffragio universale e diretto. […] Art. 58 • I senatori sono eletti a suffragio universale e diretto dagli elettori che hanno superato il venticinquesimo anno di età. Sono eleggibili a senatori gli elettori che hanno compiuto il quarantesimo anno di età. Art. 83 • Il Presidente della Repubblica è eletto dal Parlamento in seduta comune dei suoi membri. […]

In un Paese democratic o il voto ha queste caratteristiche: è personale, cioè ciascuno vota solo per se stesso, eguale (ognuno conta uno), libero e segreto (nessuno può essere obbligato a votare diversamente dalla sua volontà e il segreto lo garantisce da ogni controllo). Il principio della «sovranità popolare» è così importante per definire una democrazia , da venire enunciato all’art. 1.

117

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lavoro.

Art. 1 • L’Italia è una Repubblica democratic a, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

nella scuola per stare

area geomomento e in quale libro di testo in quale comdi storia ricercate sul statali. Potete aiutarvi Con il vostro insegnante prime organizzazioni dalle tribù o clan alle grafica si segnò il passaggio pilando la seguente tabella:

U DA

V

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INDICE

1

METODO STORICO

2

La storia nel tempo

2

La datazione storica

4

Leggere una carta storica

6

Capire i nessi di causalità

8

Leggere e commentare un’opera d’arte

10

Costruire una tabella

12

Gli ambiti della storia

14

Preparare un’interrogazione

16

Concretizzare le informazioni

18

La gerarchia delle informazioni

20

Dalla Preistoria alle antiche civiltà del Mediterraneo UNITÀ 1

La Preistoria e lo sviluppo del genere umano Il lungo processo di evoluzione del genere umano LEZIONE 2 Il Paleolitico: l’età della «pietra antica» STORIA MATERIALE La lavorazione della pietra LEZIONE 3 La cultura del Paleolitico IL NOSTRO PATRIMONIO Le grotte di Lascaux LEZIONE 4 Il Neolitico, un’età di grandi trasformazioni LA NOSTRA AGENDA 2030 Combattere la fame LEZIONE 5 Nascita e organizzazione dei primi villaggi LEZIONE 1

QUELLO CHE DOBBIAMO RICORDARE LE NOSTRE COMPETENZE

24 24 26 27 28 30 32 36 38 40 41

UNITÀ 2

Le civiltà fluviali LEZIONE 1 LEZIONE 2 LEZIONE 3

In Mesopotamia nascono le prime città L’invenzione della scrittura La nascita delle città-stato sumere in Mesopotamia

42 42 44 46

VI

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INDICE

STORIA QUOTIDIANA La ziggurat, il centro della città-stato

.48

LEZIONE 4

In Mesopotamia si succedono diversi popoli L’Egitto, un grande regno lungo il Nilo STORIA MATERIALE Antiche tecniche di irrigazione LEZIONE 6 La civiltà egizia durante il Medio e Nuovo Regno LA NOSTRA EDUCAZIONE FINANZIARIA La proprietà privata LEZIONE 7 Il mondo e la società degli Egizi IL NOSTRO PATRIMONIO Le piramidi, dimora eterna dei faraoni LEZIONE 8 Le grandi civiltà agricole in India e in Cina

50

LEZIONE 5

52

QUELLO CHE DOBBIAMO RICORDARE LE NOSTRE COMPETENZE

64 65

UDA L’importanza delle regole nella scuola per stare bene insieme

66

54 56 56 58 61 62

UNITÀ 3

L’antico Vicino Oriente Gli Indoeuropei e l’età del ferro LEZIONE 2 Gli Hittiti in Anatolia STORIA MATERIALE Il carro da guerra hittita LEZIONE 3 La civiltà cretese IL NOSTRO PATRIMONIO Il palazzo di Cnosso LEZIONE 4 I Micenei: popolo guerriero LEZIONE 5 I Fenici, un popolo al crocevia di molti mondi STORIA MATERIALE Le innovazioni dei Fenici LEZIONE 6 Gli Ebrei in cammino dal deserto alla Terra Promessa STORIA QUOTIDIANA L’alimentazione del popolo ebraico LEZIONE 1

QUELLO CHE DOBBIAMO RICORDARE LE NOSTRE COMPETENZE

70 70 72 73 74 76 78 80 82 84 87 88 89

VII

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INDICE

2

Le origini della civiltà greca nell’area dell’Egeo UNITÀ 4

Il mondo delle città-stato: le poleis

92

La prima colonizzazione dei popoli greci LEZIONE 2 La nascita delle poleis LEZIONE 3 La comune identità delle città-stato greche STORIA MATERIALE Le caratteristiche del tempio greco IL NOSTRO PATRIMONIO Il santuario di Zeus a Olimpia, luogo di culto di tutti i Greci

102

QUELLO CHE DOBBIAMO RICORDARE LE NOSTRE COMPETENZE

104 105

LEZIONE 1

92 96 98 101

UNITÀ 5

I governi di Sparta e Atene

106

Sparta, città guerriera STORIA QUOTIDIANA Come combattevano gli Spartani? LEZIONE 2 La nuova organizzazione politica di Atene LEZIONE 3 Atene democratica: la nuova Costituzione di Clistene STORIA QUOTIDIANA Il cibo dei Greci LA NOSTRA AGENDA 2030 Maggiore democrazia e più uguaglianza

106

QUELLO CHE DOBBIAMO RICORDARE LE NOSTRE COMPETENZE

118 119

LEZIONE 1

109 110 112 115 116

UNITÀ 6

Lo scontro tra Greci e Persiani

120

Una seconda fase di colonizzazione LEZIONE 2 La diffusione delle colonie greche in Italia LEZIONE 3 L’impero persiano LA NOSTRA EDUCAZIONE FINANZIARIA La diffusione della moneta LEZIONE 4 Dario riorganizza l’impero LEZIONE 5 La Grecia si scontra con la Persia STORIA QUOTIDIANA Come erano equipaggiati gli opliti?

.131

QUELLO CHE DOBBIAMO RICORDARE LE NOSTRE COMPETENZE

132 133

LEZIONE 1

120 122 124 125 126 128

VIII

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INDICE

3

La Grecia dall’età classica all’età ellenistica UNITÀ 7

L’epoca d’oro di Atene

136

Atene domina la Lega attica LEZIONE 2 Le riforma democratica di Pericle LEZIONE 3 Atene raggiunge il suo massimo splendore nel V secolo a.C IL NOSTRO PATRIMONIO L’acropoli di Atene LEZIONE 4 Una grande polis marittima e commerciale LA NOSTRA EDUCAZIONE FINANZIARIA Come si calcola la ricchezza di una nazione? LEZIONE 5 La società di Atene nell’epoca d’oro LEZIONE 6 Atene, centro della cultura greca STORIA QUOTIDIANA Il teatro greco

.148

QUELLO CHE DOBBIAMO RICORDARE LE NOSTRE COMPETENZE

150 151

LEZIONE 1

136 138 140 141 142 142 144 146

UNITÀ 8

Dalla crisi delle poleis all’ellenismo

152

La guerra del Peloponneso: Ateniesi contro Spartani LA NOSTRA AGENDA 2030 Pace e guerre LEZIONE 2 Il declino delle poleis LEZIONE 3 La Macedonia: il regno di Filippo II STORIA QUOTIDIANA Nuove tattiche di combattimento LEZIONE 4 Alessandro il Conquistatore LEZIONE 5 L’età ellenistica LEZIONE 6 La cultura ellenistica STORIA MATERIALE Scienza e tecnologia dell’ellenismo

160

QUELLO CHE DOBBIAMO RICORDARE LE NOSTRE COMPETENZE

170 171

LEZIONE 1

152 154 156 158 162 164 166 168

IX

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INDICE

4

L’ascesa di Roma UNITÀ 9

Le origini di Roma I popoli della penisola italica LEZIONE 2 La civiltà etrusca LEZIONE 3 L’organizzazione sociale degli Etruschi STORIA MATERIALE Nuove tecniche costruttive LEZIONE 4 Gli Etruschi si espandono in Italia centrale e meridionale LEZIONE 5 La nascita di Roma LEZIONE 6 Contrasti e dissidi tra patrizi e plebei LA NOSTRA EDUCAZIONE FINANZIARIA Debito e credito LEZIONE 7 La repubblica romana LEZIONE 1

QUELLO CHE DOBBIAMO RICORDARE LE NOSTRE COMPETENZE

174 174 178 180 181 182 184 186 186 188 190 191

UNITÀ 10

Roma conquista l’Italia Le prime vittorie di Roma IL NOSTRO PATRIMONIO Il guerriero di Capestrano LEZIONE 2 Il legame di Roma con i popoli sottomessi STORIA QUOTIDIANA La centuriazione LEZIONE 3 La società romana STORIA QUOTIDIANA Come vestivano i Romani LEZIONE 4 La religione romana STORIA MATERIALE Gli acquedotti romani LEZIONE 1

QUELLO CHE DOBBIAMO RICORDARE LE NOSTRE COMPETENZE

192 192 195 196 198 200 203 204 206 208 209

X

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INDICE

5

Roma, potenza del Mediterraneo UNITÀ 11

I Romani si affermano sul Mediterraneo La grande nemica di Roma: Cartagine LEZIONE 2 Lo scontro tra Roma e Cartagine STORIA MATERIALE I “corvi romani” LEZIONE 3 La Seconda guerra punica LEZIONE 4 Roma conquista il Mediterraneo LA NOSTRA AGENDA 2030 Lottare contro i cambiamenti climatici STORIA QUOTIDIANA A tavola con i Romani LEZIONE 1

QUELLO CHE DOBBIAMO RICORDARE LE NOSTRE COMPETENZE

212 212 214 217 218 220 224 226 228 229

UNITÀ 12

La crisi della repubblica L’estensione della cultura greca Lo scontro tra antielleni e filoelleni LEZIONE 3 I cambiamenti del mondo romano LEZIONE 4 La condizione degli schiavi tra II e I secolo a.C LA NOSTRA AGENDA 2030 Schiavitù e libertà LEZIONE 5 Le villae romane e i latifondi STORIA QUOTIDIANA Le case dei Romani LEZIONE 6 Le riforme agrarie dei Gracchi LEZIONE 7 La guerra civile: Mario contro Silla STORIA QUOTIDIANA L’esercito romano LEZIONE 8 Il primo triumvirato: Cesare, Pompeo e Crasso LEZIONE 9 Il potere di Cesare a Roma LEZIONE 10 Le riforme di Cesare LA NOSTRA EDUCAZIONE FINANZIARIA Il sistema bancario LEZIONE 1 LEZIONE 2

230 230 232 234 236 238 240 242 244 248 250 252 254 258 258

QUELLO CHE DOBBIAMO RICORDARE LE NOSTRE COMPETENZE

260 261

UDA Povertà e ricchezza nel mondo

262

XI

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INDICE

6

L’età d’oro dell’impero romano UNITÀ 13

Il potere degli imperatori Il nuovo padrone di Roma: Ottaviano LEZIONE 2 Il potere incontrastato di Augusto LEZIONE 3 Una nuova forma di governo: il principato LEZIONE 4 Dopo Augusto: gli imperatori della dinastia Giulio-Claudia LEZIONE 5 Il potere passa alla dinastia Flavia IL NOSTRO PATRIMONIO L’Anfiteatro Flavio LEZIONE 6 Il principato diventa adottivo IL NOSTRO PATRIMONIO La Colonna Traiana LEZIONE 1

QUELLO CHE DOBBIAMO RICORDARE LE NOSTRE COMPETENZE

268 268 270 272 274 276 278 280 283 284 285

UNITÀ 14

La vita nella Roma imperiale LEZIONE 1

Roma è la città più grande del mondo antico

286 286

STORIA QUOTIDIANA Le terme dei Romani

.289

Come si vive a Roma LA NOSTRA AGENDA 2030 Donne e uguaglianza STORIA QUOTIDIANA Le acconciature delle matrone romane LEZIONE 3 L’intrattenimento dei Romani LA NOSTRA EDUCAZIONE FINANZIARIA Il reddito LEZIONE 4 La romanizzazione delle province STORIA QUOTIDIANA Le strade romane LEZIONE 5 Le civiltà e i popoli oltre il Mediterraneo

290

LEZIONE 2

292 294 296 296 298 300 302

QUELLO CHE DOBBIAMO RICORDARE LE NOSTRE COMPETENZE

304 305

UDA Il valore dell’istruzione per lo sviluppo della persona e della società

306

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INDICE

7

La crisi del mondo romano UNITÀ 15

Nuovi culti nell’impero

312

I culti di salvezza LEZIONE 2 Il cristianesimo LEZIONE 3 L’ostilità di Roma verso il cristianesimo STORIA QUOTIDIANA Le catacombe, cimiteri sotterranei

320

QUELLO CHE DOBBIAMO RICORDARE LE NOSTRE COMPETENZE

322 323

LEZIONE 1

312 314 316

UNITÀ 16

L’impero in crisi LEZIONE 1

I Romani difendono i confini dall’attacco dei barbari

324 324

STORIA MATERIALE Proteggere le frontiere: le valli e il limes

327

La guerra contro i Sasanidi e le difficoltà dell’impero LEZIONE 3 Diocleziano riforma l’impero LA NOSTRA EDUCAZIONE FINANZIARIA L’inflazione LEZIONE 4 Costantino si impone come unico imperatore LEZIONE 5 Nell’impero romano si afferma il cristianesimo LEZIONE 6 L’organizzazione della Chiesa cristiana

328

LEZIONE 2

330 331 332 336 338

QUELLO CHE DOBBIAMO RICORDARE LE NOSTRE COMPETENZE

340 341

UDA Il commercio internazionale

342

UNITÀ 17

La fine dell’impero romano

348

L’impero è travolto da grandi migrazioni IL NOSTRO PATRIMONIO Ravenna, l’ultima capitale dell’impero LA NOSTRA AGENDA 2030 Le migrazioni LEZIONE 2 Verso la fine dell’Occidente LEZIONE 3 I regni romano-germanici e il crollo dell’Occidente LEZIONE 4 Il regno ostrogoto in Italia LEZIONE 5 La difficile convivenza tra Latini e Germani

360

QUELLO CHE DOBBIAMO RICORDARE LE NOSTRE COMPETENZE

362 363

LEZIONE 1

348 351 352 354 356 358

XIII

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INDICE

8

Dal mondo antico al mondo medievale UNITÀ 18

Oriente e Occidente nel VI secolo Giustiniano, l’ultimo imperatore STORIA QUOTIDIANA Le armi e l’esercito di Bisanzio LA NOSTRA AGENDA 2030 La salute, problema globale LEZIONE 2 La riconquista dell’Occidente IL NOSTRO PATRIMONIO I mosaici bizantini LEZIONE 3 I Longobardi conquistano l’Italia LEZIONE 4 La società longobarda si trasforma LEZIONE 5 Il nuovo ruolo della Chiesa e Gregorio Magno LEZIONE 6 La diffusione del monachesimo LEZIONE 7 La curtis e il potere del signore LA NOSTRA EDUCAZIONE FINANZIARIA Il risparmio STORIA QUOTIDIANA L’organizzazione della curtis LEZIONE 1

QUELLO CHE DOBBIAMO RICORDARE LE NOSTRE COMPETENZE

366 366 369 370 372 374 376 378 380 382 384 386 387 388 389

UNITÀ 19

L’Islam La nascita di una nuova religione: l’Islam LEZIONE 2 I fondamenti della religione islamica STORIA QUOTIDIANA L’alimentazione degli Arabi LEZIONE 3 L’espansione dell’Islam LEZIONE 4 Lo scontro tra l’Islam e Bisanzio LEZIONE 5 Dalla conquista alla frammentazione LEZIONE 6 Una civiltà evoluta e raffinata STORIA MATERIALE Le innovazioni tecnologiche degli Arabi LEZIONE 1

QUELLO CHE DOBBIAMO RICORDARE LE NOSTRE COMPETENZE

390 390 392 395 396 398 400 402 404 406 407

XIV

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INDICE

9

L’Occidente nell’Alto Medioevo UNITÀ 20

L’impero di Carlo Magno Nel regno franco si afferma la dinastia dei Pipinidi STORIA MATERIALE La cavalleria franca LEZIONE 2 Carlo Magno fonda un impero in Occidente LEZIONE 3 La nascita del sistema feudale STORIA QUOTIDIANA Il giuramento dei vassalli LEZIONE 4 Il sapere è potere: Carlo Magno e l’istruzione LA NOSTRA AGENDA 2030 Il diritto all’istruzione LEZIONE 5 La dissoluzione dell’impero carolingio LEZIONE 6 L’impero è travolto da nuove invasioni LEZIONE 7 I Normanni si stabiliscono in diverse regioni d’Europa LEZIONE 8 In Occidente si diffondono nuove lingue LEZIONE 1

QUELLO CHE DOBBIAMO RICORDARE LE NOSTRE COMPETENZE

410 410 413 414 418

.419 422 424 426 428 430 432 434 435

UNITÀ 21

Il mondo feudale Le origini dell’incastellamento Il rafforzamento delle signorie locali STORIA QUOTIDIANA La vita nel castello LEZIONE 3 Un nuovo modo di combattere LEZIONE 4 Il cavaliere diventa un modello di nobiltà LEZIONE 5 I contadini, servi della gleba LEZIONE 6 La vita nelle campagne STORIA QUOTIDIANA L’alimentazione nel Medioevo

436

LEZIONE 1

436

LEZIONE 2

438

QUELLO CHE DOBBIAMO RICORDARE LE NOSTRE COMPETENZE

440 442 444 446 448 450 452 453

UNITÀ 22

L'impero e la Chiesa verso l’anno Mille Il Sacro Romano Impero Germanico LEZIONE 2 La Chiesa e la società medievale LEZIONE 3 Il mondo feudale e le città LA NOSTRA EDUCAZIONE FINANZIARIA I centri finanziari LEZIONE 1

454 454 456 458 458

QUELLO CHE DOBBIAMO RICORDARE LE NOSTRE COMPETENZE

460 461

UDA In fuga dalla guerra

462

XV

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INDICE

Contenuti digitali integrativi SEZIONE 1

UNITÀ 6

Linea del tempo interattiva

22

Cartina interattiva La seconda colonizzazione

121

Mappa della sezione in PowerPoint

22

Cartina interattiva L’impero persiano

127

Mappa interattiva dell’unità 6

132

Audio sintesi ragionata dell’unità 6

132

UNITÀ 1 Cartina interattiva Dall’Africa al resto del pianeta

25

Approfondimento Visitiamo la grotta di Lascaux

30

Approfondimento La lavorazione della ceramica

34

Mappa interattiva dell’unità 1

40

Linea del tempo interattiva

134

Audio sintesi ragionata dell’unità 1

40

Mappa della sezione in PowerPoint

134

SEZIONE 3 UNITÀ 7

UNITÀ 2 Cartina interattiva La Mezzaluna fertile

43

Approfondimento La ceramica greca a figure rosse

142

Approfondimento Lo stendardo di Ur

47

Approfondimento L’auriga di Delfi

147

Approfondimento La porta di Ishtar a Babilonia

51

Mappa interattiva dell’unità 7

150

Approfondimento La tomba di Nefertari a Tebe

56

Audio sintesi ragionata dell’unità 7

150

Cartina interattiva Le più antiche civiltà in India e in Cina

62

UNITÀ 8

Mappa interattiva dell’unità 2

64

Cartina interattiva Un impero “mondiale”

Audio sintesi ragionata dell’unità 2

64

Approfondimento L’Apoxyómenos di Lisippo e la scultura

UNITÀ 3

163

ellenistica

166

Approfondimento Gli affreschi minoici: il Principe dei gigli

77

Mappa interattiva dell’unità 8

170

Approfondimento La tecnica della lavorazione del vetro

83

Audio sintesi ragionata dell’unità 8

170

Mappa interattiva dell’unità 3

88

Audio sintesi ragionata dell’unità 3

88

SEZIONE 2

SEZIONE 4 Linea del tempo interattiva

172

Mappa della sezione in PowerPoint

172

Linea del tempo interattiva

90

UNITÀ 9

Mappa della sezione in PowerPoint

90

Cartina interattiva I popoli della penisola italica

176

Approfondimento Gli affreschi delle tombe etrusche

178

UNITÀ 4 Approfondimento Lo stile geometrico: il vaso del Dipylon

96

Mappa interattiva dell’unità 9

190

Approfondimento L’atleta nell’arte: il Discobolo di Mirone

99

Audio sintesi ragionata dell’unità 9

190

Approfondimento Gli ordini architettonici: dorico, ionico,corinzio

101

Mappa interattiva dell’unità 4

104

Audio sintesi ragionata dell’unità 4

104

UNITÀ 5 Mappa interattiva dell’unità 5

118

Audio sintesi ragionata dell’unità 5

118

UNITÀ 10 Mappa interattiva dell’unità 10

208

Audio sintesi ragionata dell’unità 10

208

SEZIONE 5 Linea del tempo interattiva

210

Mappa della sezione in PowerPoint

210

XVI

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INDICE UNITÀ 11 Cartina interattiva L’egemonia sul Mediterraneo

223

Mappa interattiva dell’unità 11

228

Audio sintesi ragionata dell’unità 11

228

SEZIONE 8 Linea del tempo interattiva

364

Mappa della sezione in PowerPoint

364

UNITÀ 18

UNITÀ 12 Mappa interattiva dell’unità 12

260

Audio sintesi ragionata dell’unità 12

260

SEZIONE 6 Linea del tempo interattiva

266

Mappa della sezione in PowerPoint

266

UNITÀ 13 Approfondimento I rilievi dell’Ara Pacis

270

Approfondimento La Colonna traiana

283

Mappa interattiva dell’unità 13

284

Audio sintesi ragionata dell’unità 13

284

UNITÀ 14 Cartina interattiva Una fitta rete di strade

300

Cartina interattiva I grandi imperi d’Oriente

303

Mappa interattiva dell’unità 14

304

Audio sintesi ragionata dell’unità 14

304

Approfondimento I mosaici di Ravenna

374

Approfondimento La lamina di re Agilulfo

378

Mappa interattiva dell’unità 18

388

Audio sintesi ragionata dell’unità 18

388

UNITÀ 19 Cartina interattiva L’espansione degli Arabi

397

Approfondimento Il palazzo dell’Alhambra a Granada

403

Mappa interattiva dell’unità 19

406

Audio sintesi ragionata dell’unità 19

406

SEZIONE 9 Linea del tempo interattiva

408

Mappa della sezione in PowerPoint

408

UNITÀ 20 Approfondimento L’importanza delle virtù militari nel mondo franco

413

Approfondimento Carlo Magno e il Sacro Romano Impero 415 Approfondimento

SEZIONE 7

Alcuino di York: monaco, teologo e letterato

Linea del tempo interattiva

310

Mappa della sezione in PowerPoint

310

UNITÀ 15 Cartina interattiva I viaggi di Paolo di Tarso

315

Approfondimento Le pitture delle catacombe

320

Mappa interattiva dell’unità 15

322

Audio sintesi ragionata dell’unità 15

322

UNITÀ 16

423

Approfondimento La nascita della Germania e della Francia

427

Mappa interattiva dell’unità 20

434

Audio sintesi ragionata dell’unità 20

434

UNITÀ 21 Approfondimento Potere centrale e poteri locali

436

Approfondimento L’uomo e l’ambiente nell’Alto Medioevo 448 Mappa interattiva dell’unità 21

452

Audio sintesi ragionata dell’unità 21

452

Cartina interattiva Proteggere i confini

325

Approfondimento La statua colossale di Costantino

332

UNITÀ 22

Mappa interattiva dell’unità 16

340

Approfondimento L’arte ottoniana

454

Audio sintesi ragionata dell’unità 16

340

Mappa interattiva dell’unità 22

460

Audio sintesi ragionata dell’unità 22

460

UNITÀ 17 Cartina interattiva I popoli germanici entrano in territorio romano

349

Approfondimento Il dittico di Stilicone

350

Mappa interattiva dell’unità 17

362

Audio sintesi ragionata dell’unità 17

362

XVII

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METODO

STORICO

La storia nel tempo 1. LA LINEA DEL TEMPO

«C’era una volta…» oppure «Tanto tempo fa…»: così iniziano le favole, per dire che non si sa bene quando è successo quello che verrà raccontato. I film o le serie fantasy fanno lo stesso: «Ai tempi dell’impero galattico…» oppure «Nell’anno 25.000 dell’era planetaria…». Molte altre vicende, a cominciare dalla nostra stessa vita, hanno invece un inizio che noi possiamo conoscere con precisione. ME T TIAMO

A

CI ALLA PR

OVA

Inserisci nella tabella al posto giusto le vicende elencate qui sotto. Il signore degli anelli • Saga di guerre stellari • Il trono di spade • Primo viaggio di Colombo • Seconda guerra mondiale • Vita di Napoleone

SONO COLLOCATE IN UN TEMPO VAGO E QUINDI NON SAPPIAMO QUANDO SONO COMINCIATE

SONO COLLOCATE IN UN TEMPO PRECISO E QUINDI SAPPIAMO QUANDO SONO COMINCIATE

Alle origini tutti i gruppi di uomini pensarono che nel lontano passato ci fosse stato un momento in cui una divinità avesse creato il mondo e l’uomo: da allora cominciava la storia. In realtà, come abbiamo visto, l’uomo è il risultato di un lungo e soprattutto graduale processo e non c’è stata una «creazione» in un momento determinato. Ben poco si sa di cosa sia accaduto agli uomini in questo lunghissimo tempo: gli archeologi hanno potuto ricostruire soprattutto come vivevano, di che cosa si nutrivano, quali erano le loro attività e così via. Allora gli studiosi hanno concordato che la storia cominciava da quando si era usata la scrittura (all’incirca il 3000 a.C.); mentre tutto ciò che veniva prima sarebbe stato la preistoria (appunto quello che viene prima della storia). La divisione storia-preistoria è una divisione convenzionale, che si usa per comodità, in realtà sono stati ritrovati testi scritti più antichi del 3000 a.C., mentre anche dai resti preistorici possiamo ricostruire alcune vicende umane (per esempio, le grandi migrazioni). Storia e preistoria sono state poi suddivise in periodi – anche molto lunghi – le cui durate sono state fissate convenzionalmente.

La Venere di Willendorf È una statuetta rituale alta 11 cm; la sua datazione risale a 28.000 – 25.000 anni prima di Cristo.

2

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La storia nel tempo

ME TODO STORICO

Le vicende degli uomini accadono dunque nella preistoria o nella storia, ma – come in ogni racconto – per far capire i fatti narrati bisogna precisare quando sono avvenuti. Il modo più intuitivo per capire la successione dei fatti è ordinarli su una linea del tempo: una linea immaginaria che rappresenta lo scorrere del tempo e sulla quale si indicano gli eventi accanto alla data in cui avvengono. Se vai nelle pagine di apertura della sezione 1 troverai i principali fatti ordinati lungo una linea del tempo e lo stesso avverrà con quella delle altre sezioni del libro.

B

In questo elenco vi sono alcuni elementi che caratterizzano uno dei grandi periodi della preistoria. Scrivi accanto a ciascuno il periodo corrispondente (Paleolitico, Neolitico, Età del bronzo).

ELEMENTI

PERIODO

1. Pietra levigata 2. Caccia e raccolta 3. Produzione di oggetti in bronzo 4. Agricoltura e allevamento 5. Pietra scheggiata

C

Inserisci sulla linea del tempo al posto giusto i seguenti periodi, scrivendo nel quadretto la lettera corrispondente. a. Neolitico b. ultima parte del Paleolitico c. età del bronzo

35.000-10.000 a.C.

D

10.000-3.000 a.C.

3.000-1.000 a.C.

Colloca al posto giusto nella tabella queste coppie di eventi o periodi. fine del Paleolitico (10.000 a.C.) • uso del fuoco (600.000 a.C.) Rivoluzione agricola (9500 a.C.) • età del bronzo (3000 a.C.) inizio del Neolitico (100.000 a.C.) • uso della scrittura (4000 a.C.)

PRIMA

DOPO

3

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METODO

STORICO

La datazione storica 1. LAVORARE CON LA LINEA DEL TEMPO

Se racconti a dei compagni una scena emozionante di una serie televisiva che ti appassiona, non basta dire quando succedono i fatti che stai raccontando, ma soprattutto quello che era avvenuto prima e quello che avverrà dopo. Solo così anche loro saranno interessati a seguire questa serie. Più o meno lo stesso succede per il complicato racconto della storia. ME T TIAMO

A

CI ALLA PR

OVA

Facciamo un esempio sempre tenendo presente la linea del tempo degli Egizi e stabiliamo come punto di riferimento l’inizio del Regno Medio, cioè il 2040 a.C. Inserisci nella tabella al posto giusto gli eventi elencati qui sotto. inizio del Regno Antico • regno di Ramses II • Menes unisce Alto e Basso Egitto • fine del Regno Antico • costruzione delle piramidi • Regno Medio • Regno Nuovo

PRIMA DELL’INIZIO DEL REGNO MEDIO

DOPO L’INIZIO DEL REGNO MEDIO

La linea del tempo è uno strumento molto utile per riordinare le conoscenze e ricordarle più facilmente. Nella prima sezione sono presentati molti fatti distribuiti su un periodo di tempo molto lungo: perciò la linea del tempo dell’apertura di sezione riporta solo i principali. Ma è possibile costruire linee del tempo più dettagliate. ME T TIAMO

B

CI ALLA PR

OVA

Prova a costruire qui sotto una linea del tempo che si riferisca solo agli Egizi, consultando le pagine del tuo libro dedicate a questo popolo. Utilizza gli eventi che trovi qui sotto. Regno Nuovo • Re Menes unisce Alto e Basso Egitto • Regno di Ramses II • Costruzione piramidi • Regno Medio • fine del Regno Antico • inizia il Regno Antico

Uno scriba seduto Statua in basalto del III millennio a.C.

4

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La datazione storica ME TODO STORICO

2. GLI ANNI PRIMA E DOPO CRISTO

Il sistema «prima/dopo una certa data» è stato usato più volte nella storia innanzitutto per sottolineare l’importanza di un certo momento storico o religioso, poi perché è molto pratico per organizzare i calendari. Gli antichi Egizi, per esempio, partivano dal regno del primo faraone, Menes (il 2900 a.C. circa, per noi), poi suddividevano il tempo in dinastie, a seconda delle famiglie regnanti. Lo stesso sistema venne utilizzato anche in Cina. Gli antichi Greci contavano il tempo dalla prima Olimpiade (776) e lo suddividevano poi in intervalli di 4 anni. I Romani invece partivano dalla fondazione di Roma (753). Gli Ebrei invece partirono dalla creazione del mondo in base alle indicazioni della Bibbia, mentre i musulmani dall’egira, il momento in cui Maometto lasciò La Mecca (622). Nel mondo occidentale – e quindi in Italia – da più di due millenni gli anni si contano dalla nascita di Cristo e vengono divisi in a.C. (avanti, cioè «prima di», Cristo) e d.C. (dopo Cristo). In realtà a tutti gli anni prima di Cristo si aggiunge a.C., invece d.C. si usa solo se c’è il rischio di confusione o per i primissimi decenni. Gli anni prima di Cristo vengono conteggiati all’indietro perché sono gli anni che mancano alla nascita di Cristo: un po’ come lo starter di una gara dice: «Tre, due, uno…». ME T TIAMO

C

CI ALLA PR

OVA

Copia in ordine cronologico le seguenti date. 365 a.C. • 1750 • 180 • 1750 a.C. • 40 a.C.

La matematica, come sappiamo, è su base decimale: decine, centinaia, migliaia ecc. Invece gli storici per gli anni usano le espressioni decenni (10 anni), secoli (100 anni) e millenni (1000 anni) e li contano usando i numeri romani. Adesso, per esempio, noi stiamo vivendo nel III millennio: dall’anno 1 al 1000 sono passati 1000 anni (il I millennio), fino al 2000 ne sono passati altri 1000 (il II millennio), quindi dal 2001 sono iniziati gli anni del III millennio. Lo stesso vale per i periodi di 100 anni (secoli): gli anni dopo il 201, fino ad arrivare al 300 sono quelli del III secolo. ME T TIAMO

D

CI ALLA PR

OVA

Collega ogni anno con il suo secolo.

ANNO

SECOLO/MILLENNIO

365 a.C. 2900 a. C. 1700 a. C. 525 a.C. 1258 a. C. 495 a.C.

Calendario romano Questo cippo, di età imperiale, fu rinvenuto nel Campo Marzio.

5

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METODO

STORICO

Leggere una carta storica 1. CHE COS’È UNA CARTA STORICA?

Le carte geografiche A rappresentano il territorio e i segni della presenza dell’uomo sul territorio nel tempo attuale. Quelle fisiche riportano gli elementi fisici (rilievi, corsi d’acqua, coste), quelle politiche i confini politici o amministrativi, le città, i collegamenti stradali o ferroviari, (quelle fisico-politiche entrambi), quelle tematiche descrivono come si presentano sul territorio fenomeni demografici, economici o di altro tipo. A

B DORI 1200 a.C. MACEDONIA Lemno

LI

Mar

IA

Delo

Isole

Thera

Sparta

Dori

Laconia

M a r

Mileto

Corfù CARIA

Mar

Alicarnasso

Paro

Cicladi

Messenia

Efeso

N

LACONIA

I o n i o

IO

PELOPONNESO Sparta

1 LIDIA Smirne

Chio

Egeo

A

Zante

BEOZIA Corinto ARCADIA Atene

IC ATT

Leucade

E

Itaca

D

EU B Tebe E A

ETOLIA

Ionio

Atene Attica

M a r

A

E g e o

Lesbo

L I

A G

SS

O

Mar

FRIGIA

E O

TE

IR

M a r e

EP

Corfù

Coo

Ionio

DORIDE

Leuc Rodi

M e d i t e r r a n e o

Eoli

CRETA

Ioni

23) Mod.3 Cap. 2 x parag.1

M a r e

M a r

Dori

M e d i t e r r a n e o

Eoli Ioni

23) Mod.3 Cap. 2 x parag.1

Le carte storiche B invece si riferiscono al passato. Possono essere carte politiche, nel senso che rappresentano gli antichi insediamenti, le posizioni delle città e delle strade, le rotte navali, i confini degli Stati. Possono essere invece carte tematiche, nel senso che rappresentano eventi, fenomeni migratori oppure economici. La carta B è una carta storica che rappresenta la migrazione dei Dori, degli Eoli e degli Ioni nella penisola greca attorno al 1200 a.C. Questi popoli sono gli antenati dei moderni Greci. ME T TIAMO

A

CI ALLA PR

OVA

La carta che rappresenta la migrazione del 1200 a.C. è politica o tematica? Rispondi. Confronta le due carte e completa la tabella mettendo una X quando il nome antico nella carta moderna è scomparso.

NOME ANTICO

SCOMPARSO

Laconia (regione) Attica Eolide Ionia

2. COME SI LEGGE UNA CARTA STORICA?

6

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M e d i


Leggere una car ta storica ME TODO STORICO

Per certi aspetti una carta storica si legge come le altre carte, ma qui occorre fare attenzione in modo particolare alla legenda. Questo infatti è l’elemento che ci fornisce gli strumenti di lettura indispensabili per comprendere quello che la carta comunica. In questo caso occorre fare attenzione a tre elementi:

▶ colore – in questo caso vi sono tre territori in aperto conflitto e uno neutrale; ▶ linee – due colori non indicano due avversari, bensì il percorso seguito da due diversi sovrani persiani per attaccare le poleis greche;

▶ simboli – in questo caso il simbolo indica il luogo dove si è svolta una battaglia.

TR A C I A

MACEDONIA

TESSAGLIA

Capo Artemisio

Mar Egeo

Termopili Tebe

Eretria

Sardi

Platea Impero persiano

Corinto

Area della rivolta delle colonie ioniche

Salamina

Maratona Atene

Samo

Territori delle poleis neutrali Territori delle poleis alleate contro i Persiani

PELOPONNESO

Spedizione di Dario (490 a.C.)

Sparta

Delo

Mileto

Spedizione di Serse (480 a.C.) Battaglie

Rodi

27) Mod. 3 Cap. 4 x parag.

ME T TIAMO

B

CI ALLA PR

OVA

Completa la tabella dopo aver letto attentamente la legenda.

DOMANDE

RISPOSTE

Quale sovrano persiano è stato sconfitto a Maratona? I Persiani alle Termopili combattevano in territorio neutrale o nemico? Tutto il Peloponneso era contro i Persiani? La Macedonia faceva parte dell’impero persiano?

Una carta storica è un grande sostegno per lo studio perché aiuta a comprendere meglio le informazioni e a memorizzarle. Tuttavia in questo caso c’è una importante informazione che la carta non dà. Qual è? Prova a cercare nel libro le carte storiche e dopo aver studiato prova a ripassare quello che hai studiato utilizzando solo le carte e la loro legenda.

7

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METODO

STORICO

Capire i nessi di causalità 1. IL PERCHÉ DELLA STORIA

«Domani ho un’interrogazione e sono molto preoccupato. Non verrò alla festa.» «Le continue lotte tra le poleis le indebolirono e generarono un clima di instabilità in tutta la Grecia.» Queste due frasi riguardano soggetti ed esperienze molto diverse, ma hanno una cosa in comune. Entrambe spiegano la causa di un avvenimento. Lo studio della storia funziona così. Quasi ogni fatto, o decisione o processo, ha un perché, una causa. La causa è la spiegazione logica di un evento. Compito degli storici è trovare questa causa. Potremmo riassumere ogni evento o processo storico con uno schema molto semplice: CAUSA

FATTO

CONSEGUENZA

Continue guerre tra le poleis

Instabilità politica in Grecia e indebolimento delle poleis

Perdita dell’indipendenza

Abbiamo costruito uno schema con tre elementi perché un fatto ha una causa, ma al tempo stesso può produrre una conseguenza, cioè un altro fatto. ME T TIAMO

A

CI ALLA PR

OVA

Ora leggete questo testo e costruite una tabella simile: Verso il 1400 a.C. gli Ebrei lasciarono l’Egitto e iniziarono un’altra lunga peregrinazione attraverso il deserto. Il potere centrale del faraone si era infatti rafforzato e gli Ebrei si erano trovati in uno stato di persecuzione e schiavitù. CAUSA

FATTO

CONSEGUENZA

Proviamo ora a ricostruire uno dei processi più importanti della storia dell’umanità: la nascita della scrittura, avvenuta intorno al V millennio a.C. Questi sono gli eventi che lo hanno determinato: 1. nascita delle prime città vicino ai fiumi • 2. costruzione di argini e opere di irrigazione per proteggere gli edifici • 3. aumento della produzione agricola • 4. immagazzinamento delle scorte alimentari • 5. necessità di gestire razionalmente i magazzini • 6. invenzione della scrittura. Perché questo ordine è corretto? Perché è logico. Per esempio, il legame tra la prima causa e il fatto successivo (o conseguenza) sta in piedi, ha senso. Infatti: le piene dei fiumi erano pericolose per gli edifici, quindi gli abitanti costruirono argini, canali di sfogo e dighe per controllare le piene del fiume. Lo stesso si può dire per gli altri: la costruzione dei canali portò l’acqua su un territorio più ampio, permettendo così la coltivazione di un numero maggiore di terre e favorendo così un aumento della produzione agricola. E così via. ME T TIAMO

B

CI ALLA PR

OVA

Potremmo chiederci: il primo evento (la nascita delle città) ha a sua volta una causa? Cercate la risposta sul vostro libro. Nella prima lezione sulle civiltà fluviali viene data una spiegazione logica.

8

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Capire i nessi di causalità ME TODO STORICO

2. I NESSI DI CAUSALITÀ

Per ricostruire l’ordine logico degli eventi (protagonisti dell’invenzione della scrittura o della rivoluzione neolitica), abbiamo dovuto chiarire i nessi logici, o nessi di causalità. Abbiamo cioè spiegato, più concretamente e con un ragionamento, perché quella causa produsse quella conseguenza. Solo facendo questa ulteriore operazione capirete fino in fondo il legame causa/effetto. E non lo dimenticherete. ME T TIAMO

C

CI ALLA PR

OVA

Facciamo la stessa operazione con la storia dei Fenici, in particolare con le caratteristiche del loro modello economico. I Fenici vivevano in un terreno montuoso e pertanto divennero un popolo di mercanti e navigatori. Per capire meglio questo processo è utile spiegare il nesso di causalità:

CAUSA

NESSO DI CAUSALITÀ

FATTO O CONSEGUENZA

I Fenici vivevano in un territorio poco adatto all’agricoltura

I Fenici cercarono altrove le risorse per sopravvivere

I Fenici furono un popolo di mercanti e di navigatori

Spesso, però, i processi storici complessi hanno più di una causa. Perché i Fenici diventarono un popolo di navigatori? Perché non avevano risorse sul territorio e perché: – –

Lo schema ora è quasi completo. Voi potete inserire i nessi di causalità: CAUSA

NESSO DI CAUSALITÀ

FATTO

I Fenici vivevano in un territorio poco adatto all’agricoltura

I Fenici cercarono altrove le risorse per sopravvivere I Fenici furono un popolo

Territorio ricco di porti naturali di mercanti e di navigatori

Infine, il fatto ha delle conseguenze? Naturalmente sì. Ve li suggeriamo, provate voi a chiarire i nessi di causalità. CAUSA

FATTO

CONSEGUENZE

I Fenici vivevano in un territorio poco adatto all’agricoltura

I Fenici furono un popolo di mercanti e di navigatori

Trovarono le risorse anche in territori lontani

Presenza di porti naturali

Costruirono porti e città in tutto il Mediterraneo

Boschi ricchi di alberi di cedro, resistente e adatto per le navi

Inventarono un alfabeto semplice

NESSO DI CAUSALITÀ

Un’ultima domanda: quali effetti ha prodotto il fatto di non aver partecipato alla festa? Scegliete voi: – ho preso un bel voto all’interrogazione – non ho mai capito perché Mario ha litigato con Maria – non ho conosciuto Eric, l’amico danese di Mario –

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METODO

STORICO

Leggere e commentare un’opera d’arte 1. LEGGERE LE IMMAGINI

Studiare non significa solo leggere delle parole. Abbiamo visto che le carte storiche sono spesso di grande aiuto per individuare le informazioni, per collegarle e per memorizzarle. Però un manuale di storia è anche ricco di immagini dell’epoca di cui sta parlando e che possono fornire molte informazioni, se le si legge con attenzione. ME T TIAMO

A

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OVA

Prendiamo in considerazione questa immagine. Una prima descrizione potrebbe essere: «Una bottega piuttosto affollata, probabilmente una macelleria o rivendita di pollame.»

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5

4 1

2

3

Prova ora a osservare attentamente i punti evidenziati e a rispondere. 1. Gli uomini non indossano la toga, come i patrizi, quindi sono 2. L’uomo ha appena acquistato un pregiato porcellino, quindi è piuttosto 3. Nella bottega si vendono anche animali vivi; nelle gabbie si vedono due lepri oppure 4. Il negozio vende anche animali esotici, come le 5. Sul banco c’è una cesta con dei fori in alto che contiene un altro 6. La venditrice è una            che gestisce in autonomia gli affari

B

Completa. L’immagine mostra una bottega affollata: qui si servono                 benestanti, ma certamente anche                 . Da questa immagine capiamo che vi sono plebei benestanti e che le                 non sonorelegate in casa ma sono attive e gestiscono anche gli                 .

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L e g g e r e e c o m m e n t a r e u n ’o p e r a d ’a r t e M E T O D O S T O R I C O

2. SCEGLIERE LE IMMAGINI

Non tutte le immagini danno lo stesso tipo di informazioni. Prendiamo per esempio quelle qui sotto. L’immagine dell’acquedotto fornisce un solo tipo di informazione, anche se importante: mostra cioè com’era fatto un acquedotto romano; chi non ne ha mai visto uno, può farsene un’idea e acquisire una conoscenza di base essenziale. L’immagine del sacrificio fornisce un maggior numero di informazioni perché è molto più complessa, ricca di dettagli che mostrano non solo come si procedeva al sacrificio ma anche quanto fosse importante.

ME T TIAMO

C

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OVA

Completa. 1. Il sacrificio si chiamava «suovetaurilio» (su, suino, cioè maiale; ove, ovino, cioè pecora; tauri, toro). Qual è il primo animale nel nome?                 e nella processione? 2. Si capisce che il sacrificio è importante perché è accompagnato da (cancella le parole che non rispondono alla domanda): patrizio • sacerdote • vestale • soldato • schiavi 3. Quale immagine è più ricca di informazioni? 4. Quale aspetto hanno comunque in comune le due immagini?

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METODO

STORICO

Costruire una tabella 1. UNO STRUMENTO MOLTO UTILE

Leggete prima questo schema: ORGANIZZAZIONE POLITICA

POLITICA ESTERA

ORGANIZZAZIONE SOCIALE

ATTIVITÀ ECONOMICHE

ATENE

Democrazia

Aggressiva e imperialista

Sostanziale Attività artigianali uguaglianza tra i e commerciali cittadini ateniesi maschi

SPARTA

Monarchia oligarchica

Difesa dei territori del Peloponneso

Diseguaglianza tra i vari Sfruttamento delle gruppi sociali (Spartiati, proprietà terriere Perieci, Iloti)

Questa tabella riassume e mette a confronto alcune caratteristiche delle due protagoniste della storia greca, subito prima della guerra del Peloponneso. Come vedete è molto chiara, perché concentra in un unico schema molte informazioni importanti, e vi permette in modo immediato di cogliere le principali differenze tra Sparta e Atene. Nella nostra materia le tabelle si usano molto, perché la storia in genere studia aspetti simili della vita dei diversi popoli, o dell’evoluzione avvenuta nei loro sistemi politici, economici, sociali. Quando incontriamo informazioni che si riferiscono a uno stesso ambito della storia dei popoli o delle civiltà prese in considerazione, come nel primo schema l’organizzazione politica o la politica estera, è molto utile inserirle in una tabella. ME T TIAMO

A

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OVA

È possibile per esempio, completare il confronto tra Atene e Sparta considerando altri aspetti della loro storia.

SISTEMA EDUCATIVO

RUOLO SOCIALE DELLA DONNA

ORGANIZZAZIONE MILITARE

ATTIVITÀ ECONOMICHE

ATENE SPARTA

Oppure potete arricchire la prima tabella aggiungendo una riga dedicata a Roma, per rendere ancora più interessante e articolato il confronto tra le tre differenti organizzazioni politiche, politiche estere, organizzazioni sociali ecc. Riassumere con una tabella i contenuti di una lezione è molto utile, almeno per due motivi:

▶ la tabella vi permette di concentrare in un unico schema logico, che visualizzate rapidamente, molte informazioni, che possono essere invece sparse qua e là nella lezione;

▶ questo schema, come abbiamo detto, è logico, e per crearlo avete dovuto ragionare chiedendovi: cosa metto nelle righe, e cosa metto nelle colonne? Avete quindi compiuto un’attività di riflessione e rielaborazione sui processi storici, attività fondamentale per capirli e ricordarli.

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Costruire una tabella ME TODO STORICO

2. COME SI COSTRUISCE UNA TABELLA

Per costruire una tabella è necessario trovare elementi che appartengono alla stessa categoria, sia per le righe sia per le colonne. E dovete verificare, quando riempirete le singole celle, vale a dire gli incroci tra una riga e una colonna, che le informazioni abbiano qualcosa a che fare sia con quella riga sia con quella colonna. E così deve essere per tutti gli incroci. Innanzitutto dovete stabilire un criterio logico per raccogliere le informazioni. Le fasi operative sono dunque le seguenti: 1. Individuare i soggetti che volete mettere a confronto, che possono essere degli stati, come nell’esempio dal quale siamo partiti, oppure delle civiltà, o un aspetto particolare della vita di quello stato o civiltà. 2. Scegliere quali aspetti con dei soggetti potete effettivamente raccogliere per il confronto, come per esempio il ruolo sociale della donna o il sistema educativo. 3. Trovare le informazioni che vi permettono di riempire la tabella e che non sono necessariamente tutte insieme. ME T TIAMO

B

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OVA

Nell’unità 12 studierete che una delle cause della crisi della repubblica fu l’instabilità sociale provocata dalle conquiste compiute da Roma nei secoli precedenti. Più nello specifico, apprenderete che tali conquiste produssero dei contrasti tra i vari gruppi sociali della città, mettendo in crisi le istituzioni repubblicane. Per capire meglio il processo è dunque utile mettere a confronto le caratteristiche di questi gruppi sociali, naturalmente con una tabella. Iniziate dunque inserendo nella colonna i principali gruppi sociali, che sono: proletari • patrizi • cavalieri Dovete poi considerare se esistono su questi tre gruppi sociali informazioni simili, che si riferiscono cioè a uno stesso aspetto della loro vita, e che sono quindi confrontabili. Ricordatevi che l’obiettivo della tabella è capire perché queste caratteristiche generarono conflitti a Roma. Le caratteristiche da mettere a confronto potrebbero essere queste.

CONDIZIONE ECONOMICA

ATTIVITÀ ECONOMICA

RUOLO POLITICO NELLA REPUBBLICA

CAMBIAMENTI DOPO PRINCIPALI LE CONQUISTE RIVENDICAZIONI

Proletari

Patrizi

Cavalieri

Provate voi a completare la tabella inserendo nella varie celle le informazioni che riuscite a trovare. Potete usare questa modalità di schematizzazione per riassumere molti processi storici; l’importante è che le vicende e i protagonisti di tali processi soddisfino i criteri che vi abbiamo indicato, siano cioè riconducibili a categorie comuni.

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METODO

STORICO

Gli ambiti della storia 1. LA COMPLESSITÀ DELLA STORIA

La storia è complessa perché analizza ogni avvenimento importante nella vita dei popoli del passato; altrimenti lo sviluppo delle civiltà e le loro stesse caratteristiche non sarebbero pienamente comprensibili. Per rendere più semplice e razionale il loro studio è utile riconoscere che tutti i fattori storici sono riconducibili a un numero limitato di aspetti, che chiamiamo ambiti della storia. Leggete queste informazioni, tutte relative all’età di Augusto.

▶ Ottaviano cercò di costruire il suo dominio personale senza toccare le istituzioni repubblicane. ▶ La pace garantita da Ottaviano favorì la ripresa dei traffici e dei commerci. ▶ La maggior parte della classe, ma soprattutto agricoltori, artigiani e mercanti, dopo decenni di guerre civili desideravano sicurezza e tranquillità.

▶ L’età augustea è considerata l’età classica della letteratura latina. Queste informazioni si riferiscono ai quattro principali ambiti della storia, che sono i seguenti: • politica; • economia; • società; • cultura. ME T TIAMO

A

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OVA

Per capire quali aspetti della vita dei popoli e degli stati essi riguardano, completate la tabella abbinando queste brevi descrizioni all’ambito di riferimento. Gli abbinamenti sono abbastanza intuitivi.

DESCRIZIONE

AMBITO

Produzione e diffusione di opere artistiche ma anche l’insieme delle ideologie, delle credenze, anche religiose, dei valori di un popolo. Insieme delle caratteristiche relative ai gruppi che compongono una comunità, ai loro rapporti, e in generale ai fenomeni, sentimenti, problemi che riguardano l’intera società. Attività, protagonisti e decisioni che hanno a che fare con il potere, con il governo di uno stato. Attività relative alla produzione e allo scambio di beni e di denaro.

B

Provate, basandovi su queste descrizioni, ad assegnare a ciascuno dei 4 ambiti le informazioni presenti in questo paragrafo. Un ambito resterà vuoto. Per controllare più da vicino le province orientali, l’imperatore Costantino trasferì definitivamente la capitale a Oriente, nella città greca di Bisanzio, cui diede il proprio nome, Costantinopoli, e la abbellì con splendidi monumenti. Costantinopoli era dotata di difese naturali e da essa si potevano facilmente controllare i traffici commerciali che collegavano le due parti dell’impero.

INFORMAZIONE

AMBITO

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Gli ambiti della storia

ME TODO STORICO

2. PERCHÉ È IMPORTANTE RICONOSCERE GLI AMBITI DELLA STORIA

Innanzitutto a fare un po’ di ordine tra le moltissime informazioni che i libri di storia vi propongono, a classificarle in modo razionale. È infatti probabile che tutte le informazioni relative alla politica siano in qualche modo collegate, anche se sono proposte in paragrafi diversi, e che pertanto possiate, mettendole insieme, farvi un’idea precisa di un aspetto importante dell’argomento studiato; e soprattutto a capire che cosa è cambiato in tale ambito. Inoltre, i libri spesso indicano genericamente un ambito, con espressioni tipo: «Le conquiste favorirono lo sviluppo economico di Roma». Se vi è chiaro di che cosa si occupa l’economia capirete meglio il processo descritto. ME T TIAMO

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Nella tabella sono elencate alcune delle civiltà che avete studiato. Alcuni argomenti forse li ricorderete appena, ma almeno la caratteristica più importante, per ogni civiltà, relativa ai diversi ambiti non farete fatica a trovarla. Qualcuna è già inserita. Sarà un buon ripasso.

CIVILTÀ

POLITICA

ECONOMIA

SOCIETÀ

CULTURA

Antico Egitto Atene

Dominio del commercio nell’Egeo

Sparta Roma repubblicana

Divisa tra patrizi e plebei

Costruendo questa tabella, e ragionando su tutto ciò che avete studiato, vi sarete accorti che spesso una caratteristica può riguardare più di un ambito. Per esempio: «Augusto fece costruire templi e monumenti grandiosi che magnificavano le sue imprese (cultura e politica). Questo è naturale, perché le vicende umane e dei popoli, non corrispondono sempre in modo preciso a un solo ambito. La cosa non vi deve preoccupare, è una conseguenza della complessità della storia dalla quale siamo partiti in questa scheda. ME T TIAMO

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OVA

Cercate di capire qual è l’ambito maggiormente chiamato in causa e quali altri, eventualmente, sono in ogni caso coinvolti. Provate a farlo con queste informazioni:

INFORMAZIONI

AMBITO PREVALENTE

ALTRO AMBITO

La Macedonia sconfisse l’impero persiano perché i soldati erano motivati dal desiderio di sfuggire alla loro povertà

Politica

Società, economia

L’impero persiano era multietnico in quanto univa popolazioni diverse per lingua, tradizione, religione

Società

Politica, cultura

Per rafforzare la sua autorità, Diocleziano aveva imposto a tutti i sudditi di adorare gli dei di Roma e la sua immagine I Cristiani si rifiutavano di venerare l’imperatore Il cristianesimo predica l’uguaglianza tra tutti gli uomini La Chiesa fu autorizzata a ricevere donazioni e eredità, che la resero uno dei grandi proprietari terrieri

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METODO

STORICO

Preparare un’interrogazione 1. COME PREPARARSI: QUATTRO UTILI OPERAZIONI

Quando dovete preparare un’interrogazione, è importante mettere in pratica un buon metodo di studio. In questa scheda vi suggeriremo alcune operazioni utili per prepararsi all’interrogazione, che possiamo cosi sintetizzare:

▶ analisi dei titoli dei paragrafi; ▶ lettura dei paragrafi e costruzione della gerarchia delle informazioni: dall’idea chiave alle informazioni di supporto;

▶ sintesi della lezione; ▶ ripetizione a voce alta del contenuto della lezione. Immaginiamo di dovere preparare l’interrogazione sulla Lezione 1 dell’Unità 15 intitolata I culti di salvezza e procediamo secondo le fasi di lavoro sopra indicate. Analisi dei titoli dei paragrafi

Spesso tendiamo a trascurare i titoli dei paragrafi, in realtà essi, nella maggior parte dei casi, ne sono la sintesi: riassumono cioè il concetto o i concetti chiave. Leggere con attenzione il titolo ci permette quindi di fare previsioni riguardo a ciò che incontreremo nel testo. Come? Ponendoci le domande giuste e facendo ipotesi sul contenuto del testo. Facciamo un esempio prendendo in considerazione il titolo del primo paragrafo: La religione ufficiale romana aveva soprattutto un’importanza politica e perseguiva scopi «pratici». Che cosa significherà che la religione ufficiale aveva un’importanza politica? Facciamo tre ipotesi: 1. Che la religione riconosciuta dallo stato romano prevedeva il coinvolgimento di autorità del governo di Roma. 2. Che coinvolgeva soprattutto le autorità religiose. 3. Che si preoccupava di risolvere i problemi sociali. Tenendo conto che l’ambito politico riguarda, tra le altre cose, il governo di uno stato, l’ipotesi più corretta è sicuramente la prima.

ME T TIAMO

B

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OVA

Provate ora insieme a porvi le domande sul secondo concetto (la religione perseguiva scopi pratici) del titolo e formulate le vostre ipotesi, confrontandole con quelle dei vostri compagni.

Perché è utile questo metodo? Principalmente per tre motivi: a. ci poniamo di fronte al testo in modo attivo; b. siamo già orientati nella lettura; c. la nostra attenzione si focalizzerà nella ricerca dei concetti chiave con l’intento di verificare la correttezza delle nostre previsioni. Leggiamo i paragrafi e costruiamo la gerarchia delle informazioni

Basandoci sul titolo del primo paragrafo, sappiamo che dobbiamo individuare due concetti chiave.

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Preparare un’interrogazione M E TO DO S TO R I CO

ME T TIAMO

C

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Trovate nel testo la spiegazione dei due concetti chiave completando lo schema a. Importanza politica della religione romana: b. Gli scopi pratici della religione romana:

Entrambi i concetti hanno un’informazione secondaria, vale a dire un argomento di supporto al concetto chiave. Completate lo schema: a. Importanza politica della religione romana - Informazione secondaria: b. Gli scopi pratici della religione romana - Informazione secondaria:

Ora leggiamo gli altri paragrafi e svolgiamo le stesse operazioni. I titoli fanno capire che verranno affrontate due questioni: le caratteristiche della religione romana (1) e la diffusione dei culti orientali (2). Le due informazioni sono in relazione tra loro. In questo caso capire di quale relazione si tratta aiuta a comprendere fin da subito il contenuto degli interi paragrafi. Quale relazione si pone tra questi due concetti? a. Il secondo concetto è la spiegazione del primo. b. Una relazione di causa-effetto. c. Il secondo concetto è un’esemplificazione del primo. La risposta corretta è la b. e l’indicatore che permette di rispondere è per questo, vale a dire per questo motivo. Sappiamo quindi che nella lettura del paragrafo dobbiamo concentrarci sulla ricerca della causa per cui, proprio per le caratteristiche della religione romana, i culti orientale ebbero larga diffusione all’interno dell’impero romano. ME T TIAMO

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Nel secondo paragrafo vengono spiegate le caratteristiche dei culti orientali che garantirono il successo di queste nuove religioni. Trovate entrambe le informazioni completando la tabella.

CAUSA

CONSEGUENZA

Caratteristiche della religione romana:

Diffusione dei culti orientali Caratteristiche delle nuove religioni:

Il titolo del quarto paragrafo ci permette di capire l’argomento generale: la posizione assunta dallo Stato romano nei confronti dei culti orientali. L’idea chiave, infatti, è che i Romani erano tolleranti verso le altre religioni purché non fossero contrarie allo Stato romano. Sintetizziamo il contenuto della lezione

Una volta che avete studiato la lezione secondo questo metodo è utile fare una sintesi scritta. In questo modo memorizzerete meglio il contenuto della lezione. La fase finale: ripetere ad alta voce

Ripetere ad alta voce è di fondamentale importanza per sostenere una buona interrogazione per questi motivi: avere compreso e memorizzato il contenuto della lezione è ben diverso che sapere esporlo in modo chiaro, ordinato e formalmente corretto; la capacità espositiva è una competenza che si acquisisce soltanto con l’esercizio: occorre ripetere più volte il contenuto dell’argomento, finché non si è in grado di esporlo in modo logico, ordinato e utilizzando i termini appropriati.

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METODO

STORICO

Concretizzare le informazioni 1. SPIEGARE LE INFORMAZIONI CON ESEMPI CONCRETI

«Nonostante il crollo dell’impero d’Occidente, la struttura della Chiesa era rimasta abbastanza compatta ed efficiente.» «Giustiniano si considerava l’erede della grande tradizione di Roma. Poco dopo essere salito al trono dell’impero bizantino egli volle realizzare il Corpus Iuris: si trattava di un imponente codice che raccoglieva in modo preciso e organico tutte le leggi e le sentenze del diritto romano dall’epoca dell’imperatore Adriano». Le informazioni proposte nei due paragrafi hanno una fondamentale differenza. La prima introduce un concetto, senza spiegarlo. La seconda dice concretamente in che modo l’imperatore Giustiniano dimostrò di sentirsi l’erede della grande tradizione di Roma: volle raccogliere in un unico testo l’immenso patrimonio giuridico romano. La seconda probabilmente è più chiara, e la ricorderete più facilmente. Nei libri di storia troverete spesso informazioni e concetti che non vengono spiegati con esempi concreti, perché non si può spiegare tutto: i libri sarebbero lunghi più di mille pagine. Dovete, però, cercare di farlo il più spesso possibile voi, ponendovi delle domande e ipotizzando delle risposte. Per esempio: in che senso possiamo definire la Chiesa una struttura compatta ed efficiente? Perché, come studierete nell’Unità 16, era organizzata in modo gerarchico, con un vertice che guidava, e pertanto manteneva unita, l’intera comunità cristiana, ed era presente capillarmente su tutto il territorio, il che le permetteva di affrontare meglio i problemi nelle diverse regioni, quindi di essere più efficiente. ME T TIAMO

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Provate ora voi a spiegare concretamente quest’altra affermazione, tratta dal vostro libro di testo: «Spesso i Romani proponevano ai popoli sconfitti di diventare alleati, sia pure subordinati». In che cosa consistevano, concretamente, da un lato l’alleanza con Roma e dall’altro la subordinazione a Roma? Fate qualche ipotesi, completando la tabella. IPOTESI

Chi prendeva le decisioni politiche, le istituzioni di Roma o quelle delle città alleate? L’alleanza riguardava fondamentalmente la guerra? In che senso gli alleati erano subordinati a Roma? Gli alleati potevano fare guerre senza il consenso di Roma? Quali vantaggi derivavano, in guerra, dall’alleanza con Roma? Perché le città alleate accettavano la subordinazione?

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Concretizzare le informazioni ME TODO STORICO

2. CHE COSA SIGNIFICA RENDERE PIÙ CONCRETA UN’INFORMAZIONE

Rendere più concreta un’informazione significa immaginare che cosa accadeva nella vita reale di Roma o della Grecia antica, perché si verificasse quella caratteristica, quel concetto. Facciamo un esempio: avete studiato che la democrazia ad Atene consentiva, in teoria, a tutti i cittadini di partecipare al governo della città. Di fatto, però, le cariche più importanti le ricoprivano sempre i più ricchi, spesso aristocratici proprietari terrieri. Per quale motivo, concretamente? Per rispondere immaginate quali caratteristiche doveva avere un uomo (purtroppo solo gli uomini godevano di diritti politici) di governo. Sicuramente: aveva tempo libero; conosceva i problemi della città, era cioè informato ed era in grado di parlare di questi problemi; sapeva parlare alle persone e quindi conosceva l’arte di convincere gli altri; era abituato al potere. In conclusione era un ricco, difficilmente poteva essere un contadino. Non è facile trovare questa spiegazione sui libri di storia. Ma è probabile che le cose stessero proprio così. Forse le vostre ipotesi non sono storicamente corrette. Qualcuna potete verificarla, e in ogni caso lo sforzo che avete fatto per rendere più concreta un’affermazione vi offre molti vantaggi nello studio:

▶ vi ha costretti a ragionare su quel concetto, e non semplicemente a leggerlo; ▶ lo avete certamente capito in modo più completo e più profondo, quindi lo ricorderete meglio; ▶ troverete facilmente collegamenti con altre informazioni; ▶ vi sarete divertiti un po’ a fare ipotesi e vi sarete in parte sostituiti agli storici. ME T TIAMO

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Leggete ora questa importante affermazione, tratta dal vostro libro di testo: «Grazie alla sua organizzazione efficiente e ramificata sul territorio, con la decadenza dell’impero la Chiesa finì per assumere compiti che fino ad allora erano stati dello stato, soprattutto nelle regioni più esposte alle invasioni dei Germani». Di quali compiti si trattava? È importante chiarirlo, altrimenti l’informazione resta sospesa, incompleta. E in realtà il libro ce lo spiega:

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Possiamo cercare di arricchire ulteriormente la spiegazione che abbiamo dato a proposito dei compiti della Chiesa. Nella tabella vi suggeriamo alcuni aspetti sui quali, probabilmente, i vescovi trattarono con i Germani. Ipotizzate che cosa decisero con i capi degli invasori, o che cosa proposero loro.

ASPETTI

DECISIONI/PROPOSTE

Terre Denaro Prigionieri Presenza in città di uomini armati

Questo esercizio può esservi molto utile quando scrivete un tema, perché spesso la difficoltà consiste proprio nell’arricchire le vostre considerazioni, facendo degli esempi concreti di ciò che volete dire.

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METODO

STORICO

La gerarchia delle informazioni 1. CHE COS’È LA GERARCHIA DELLE INFORMAZIONI?

Nel vostro libro di storia incontrerete un gran numero di informazioni. Non sempre è facile orientarsi e soprattutto comprendere e memorizzare i concetti, in modo poi da essere in grado di esporli in maniera logica e ordinata. Un buon metodo per raggiungere questo risultato è imparare a selezionare le informazioni contenute nel testo secondo l’ordine d’importanza. In altre parole, è utile stabilire la gerarchia delle informazioni. Facciamo un esempio. Ragioniamo su questa frase: «La Chiesa era importantissima nella società medievale (1): infatti aveva un grande potere economico, svolgeva un ruolo politico di primo piano e influenzava il patrimonio culturale dell’epoca (2)». In questa frase troviamo due informazioni. La prima contiene il concetto più importante, che la seconda spiega e definisce concretamente. La prima informazione perciò è l’idea chiave, mentre la seconda è l’informazione secondaria che sviluppa il concetto principale. Leggiamo ora un testo più complesso: «Le prediche durante la messa erano una specie di lezione (1): chi parlava insegnava ai suoi ascoltatori ciò che era bene fare (2). Durante la predica si ribadiva che solo chi viveva secondo le leggi della Chiesa poteva essere accolto in paradiso dopo la morte e quindi non finire tra le fiamme dell’inferno (3): in moltissime chiese dell’epoca possiamo vedere ancora oggi affreschi o bassorilievi che rappresentano il giudizio universale, con i beati che siedono tra gli angeli, mentre i malvagi stanno tra le fiamme e i diavoli (4)». ME T TIAMO

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Per riconoscere con facilità l’idea chiave tra le quattro informazioni esposte sopra, basta porsi questa domanda: qual è l’argomento generale di cui si parla? Scegliete tra queste alternative: a. Delle prediche che costituivano un’importante lezione per i fedeli b. Dell’importanza di seguire le leggi della Chiesa per ottenere la beatitudine del paradiso c. Della rappresentazione nelle chiese del giudizio universale per indurre i fedeli a seguire le leggi della Chiesa

Tra le quattro informazioni, una è l’idea chiave, le altre tre servono a svilupparla, sono quindi le informazioni secondarie. La seconda spiega il concetto chiave, vale a dire perché la predica fosse una lezione, mentre la terza indica concretamente gli insegnamenti che i fedeli ricevevano dalla predica. La quarta, infine, è un esempio che serve da supporto alla terza informazione. Tra le tre informazioni secondarie, perciò, la seconda è più importante delle altre, perché spiega il significato dell’affermazione principale e permette lo sviluppo delle altre due informazioni. In questo caso, perciò, le informazioni secondarie non sono tutte sullo stesso piano, ma sono organizzate secondo una gerarchia.

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La gerarchia delle informazioni

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2. COSTRUIAMO LA GERARCHIA DELLE INFORMAZIONI

Non sempre l’idea chiave è presente all’inizio del discorso, ma, chiedendosi sempre di che cosa parla il paragrafo, possiamo facilmente individuarla, insieme alle informazioni di supporto ad essa. Ragioniamo su questo testo: «Ai tempi dell’impero romano quali erano i rapporti tra Romani e Parti? I Parti, come sappiamo, governavano l’impero persiano. Per l’impero dei Parti passavano le vie carovaniere provenienti dall’India e dalla Cina e i Parti erano gli unici a controllare le vie commerciali che collegavano l’Oriente con l’Occidente. I sovrani cercarono costantemente di impedire la penetrazione romana in questo territorio, nonostante i ripetuti tentativi dei Romani di imporsi su questa regione. Solo, infatti, con l’imperatore Traiano i Romani riuscirono a sottometterli, ma per un breve periodo». Qual è l’argomento generale di cui si parla?

▶ Dei Parti che controllavano l’impero persiano. ▶ Dei Parti che controllavano le vie commerciali che collegavano l’Oriente e l’Occidente. ▶ Della volontà dei sovrani Parti di impedire ai Romani di sostituirsi a loro nel controllo delle vie commerciali tra Oriente e Occidente. La risposta esatta è la terza e l’informazione chiave si trova nella penultima frase del testo. ME T TIAMO

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Provate a questo punto a distinguere le diverse informazioni completando lo schema, l’esercizio è avviato:

Informazioni necessarie per inquadrare il problema

I Parti erano il popolo che governava l’impero persiano

Cause del fatto storico presentato nell’idea chiave Fatti o esempi di supporto

Qual è, dunque, la risposta migliore a questa domanda che l’insegnante potrebbe porvi durante un’interrogazione e cioè: «Quali erano i rapporti tra i Romani e i Parti?». Una buona impostazione del discorso è presentare l’idea chiave e poi proseguire spiegando chi erano i Parti e successivamente la ragioni più specifiche legate al conflitto con i Romani. In questo modo fate capire all’insegnante che avete colto la questione fondamentale e sapete analizzarla, collegando le informazioni in modo logico. Gli esempi forniti sono diversi, ma hanno un aspetto in comune: in entrambi i casi troviamo la stessa impostazione del discorso che possiamo schematizzare in questo modo: 1. Idea chiave: il problema storico al centro del discorso. 2. Argomenti di supporto costituiti da: • spiegazioni che servono per definire e inquadrare la questione proposta; • cause e conseguenze del fatto storico presentato; • fatti o esempi. Acquisire questa competenza, vale a dire saper selezionare le informazioni per impostare un ragionamento secondo uno sviluppo logico e coerente, serve, non solo per lo studio della storia, ma per tutte quelle situazioni in cui dobbiamo esporre e sviluppare le nostre idee. È esattamente ciò che vi si chiede per scrivere un tema argomentativo, la cui struttura è la stessa: l’idea chiave diventa la vostra tesi riguardo al problema proposto e lo sviluppo del ragionamento è costituito dalle vostre argomentazioni.

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Dalla Preistoria alle antiche civiltà del Mediterraneo L

a Preistoria è il lunghissimo periodo in cui avviene l’evoluzione umana e in cui si realizzano alcuni cambiamenti fondamentali: la nascita dell’agricoltura e dei primi villaggi, la sedentarietà, la lavorazione dei metalli. Mentre la maggior parte del mondo resta immersa nella Preistoria, due regioni entrano nella storia e nella civiltà: quella di Sumer e l’Egitto, dove già sono comparsi la scrittura, la metallurgia del rame, il calcolo e l’amministrazione. In questo periodo solo le altre regioni della «Mezzaluna fertile», così come Creta, la costa sud dell’Asia Minore e, in diversa misura la Cina e l’India, fanno il loro ingresso nella storia.

U N I TÀ D E L L A S E Z I O N E UNITÀ 1

La Preistoria: sviluppo del genere umano UNITÀ 2

Le civiltà fluviali UNITÀ 3

L’antico vicino Oriente

Inizia il Paleolitico

Prime forme di agricoltura e allevamento

Sumeri in Mesopotamia, prime forme di scrittura

2,5 milioni di anni fa

9000 a.C.

4000 a.C.

LINEA DEL TEMPO

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Le più antiche civiltà Il colonnato e il cortile del tempio di Amenofi III a Luxor, in Egitto.

Il faraone Menes unifica l’Egitto

Prima migrazione degli Indoeuropei

Inizia l’età del ferro

Massima espansione dei Fenici

2900 a.C.

2000 a.C.

1200 a.C.

1200-800 a.C.

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U N I TÀ

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La Preistoria e lo sviluppo del genere umano LINEA DEL TEMPO milioni di anni • 2,5 fa circa Inizio della Preistoria

milioni di anni fa • 2,5 – 10.000 a.C. Paleolitico

• 10.000 – 3000 a.C. Neolitico • 6000 a.C. Introduzione del rame

• 4000 – 3000 a.C. Introduzione della ruota

C

irca 2,5 milioni di anni fa ebbe inizio la Preistoria. Questo lungo periodo si divide in Paleolitico, durante il quale gli esseri umani vivevano di caccia, raccolta e scoprirono il fuoco, e Neolitico, durante il quale avvennero delle trasformazioni tanto rilevanti da essere considerate una vera e propria rivoluzione. Tra queste le più importanti furono l’introduzione dell’agricoltura e dell’allevamento, che consentirono agli esseri umani di abbandonare lo stile di vita nomade e stabilirsi in villaggi, dando vita alle prime società umane organizzate.

LEZIONE

1 aa LESSICO

A Preistoria Convenzionalmente la preistoria si distingue dalla storia perché si occupa del periodo in cui non si usava la scrittura. Questa distinzione oggi è molto discussa, soprattutto perché anche altri fattori, oltre alla scrittura, rappresentarono un cambiamento fondamentale.

Il lungo processo di evoluzione dell’essere umano Ominazione: il complesso percorso evolutivo della specie umana La Preistoria, l’epoca «senza scrittura» che convenzionalmente precede la storia vera e propria delle vicende umane, ha un inizio imprecisato attorno ai 2,5 milioni di anni fa. Si tratta di un arco di tempo davvero lungo, anche se abbiamo informazioni relativamente più abbondanti solo sulle ultime decine di migliaia di anni. Riguardo alle origini dell’essere umano ci furono in passato e ci sono tuttora diverse spiegazioni. Quella oggi universalmente accettata dagli studiosi è che la specie umana sia il risultato di un lungo e complesso processo evolutivo, durato milioni di anni, che prende il nome di ominazione. Infatti, circa 30 milioni di anni fa nell’ordine dei primati (che comprende anche le scimmie) cominciò a differenziarsi la famiglia degli ominidi, chiamati così perché avevano alcune caratteristiche fisiche considerate tipiche degli esseri umani.

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La Preistoria e lo sviluppo del genere umano UNITÀ 1

Il più antico ominide è l’Australopiteco, seguito dall’Homo habilis Il più antico ominide di cui siamo a conoscenza è l’Australopiteco, cioè «scimmia del Sud», e attraverso lo studio delle ossa ritrovate si è scoperto che era già in grado di reggersi sulle gambe posteriori e quindi di camminare eretto. Intorno a 2,5 milioni di anni fa, sempre in Africa, cominciò a diffondersi una nuova specie di ominidi, probabilmente imparentata con gli Australopitechi, ma molto più evoluta. Si trattava dell’Homo habilis («essere umano abile»), già capace di produrre rudimentali utensili in pietra.

L’Homo erectus scopre l’uso del fuoco e introduce le prime forme di linguaggio Un ulteriore passo nel cammino dell’evoluzione umana venne compiuto da due specie in parte contemporanee e in parte cronologicamente successive a Homo habilis: Homo ergaster (cioè «capace di lavorare»), di cui sappiamo molto poco e i cui resti sono stati rinvenuti in Africa orientale e Sudafrica, e Homo erectus, vissuto tra 1,7 milioni e 50.000 anni fa. Quest’ultimo, in particolare, era un ominide più robusto rispetto all’Homo habilis, e in grado di lavorare la pietra con maggiore precisione. All’Homo erectus viene attribuita la scoperta dell’uso del fuoco. Le conseguenze di questa nuova conquista furono molteplici: il fuoco permise agli esseri umani di modellare nuovi strumenti, di cuocere il cibo, di illuminare e riscaldare i propri rifugi, di difendersi dagli animali. L’Homo erectus fu anche il primo ominide a introdurre la cooperazione tra individui, la vita associata e le prime forme di linguaggio. Si pensa inoltre che sia stato il primo ominide che «colonizzò» l’Europa e l’Asia.

Homo sapiens è il progenitore dell’essere umano moderno Circa 200.000 anni fa fece la sua comparsa sulla Terra l’Homo sapiens («essere umano che sa»), che era capace di lavorare la pietra con notevole abilità, utilizzava le pelli degli animali per ripararsi dal freddo, aveva sviluppato forme di linguaggio più complesse rispetto all’Homo erectus e aveva elaborato dei rituali per seppellire i morti. Originario dell’Africa, questo ominide si diffuse in Asia e in Europa. Nel continente europeo l’Homo sapiens entrò in competizione con un altro ominide, l’Homo neanderthalensis, che prende il nome dalla località tedesca dove sono stati trovati i suoi primi resti. L’Homo sapiens e l’Homo neanderthalensis abitarono gli stessi ambienti per migliaia di anni, fino a che il secondo non si estinse, per cause non ancora accertate, circa 35.000 anni fa. In quell’epoca quindi l’Homo sapiens rimase l’unico ominide esistente sul pianeta Terra e proseguì la sua evoluzione fino a divenire l’essere umano moderno.

Teschio fossile di un Australopiteco

PRIMA VERIF

→

ICA

Indica con una crocetta quale delle seguenti affermazioni è corretta. a.   L’essere umano moderno discende dall’Homo neanderthalensis. b.   Il primo ominide a diffondersi in Europa e Asia è l’Homo erectus. c.   L’Homo habilis introduce il fuoco.

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LEZIONE

Il Paleolitico, l’età della «pietra antica»

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La Preistoria si divide in Paleolitico, Mesolitico e Neolitico

Modello del Paleolitico Il Museo archeologico di Şanlıurfa (in Turchia) presenta un gran numero di modelli umani che rappresentano cacciatori e raccoglitori del Paleolitico.

La Preistoria ha come elemento caratteristico l’uso della pietra come materiale per realizzare la maggior parte degli oggetti. Per questa ragione, proprio rifacendosi ai diversi stadi di lavorazione della pietra, gli studiosi hanno diviso la lunga età preistorica in due periodi principali: Paleolitico e Neolitico. Alcuni studiosi aggiungono a questi due periodi principali un terzo, il Mesolitico, l’età della «pietra di mezzo» (compreso tra l’11.000 e l’8000 a.C. circa). Si tratta di un periodo intermedio, di durata relativamente breve (poche migliaia di anni in confronto ai milioni del Paleolitico) e delimita una fase di transizione dallo stadio della caccia e della raccolta a quello della produzione autonoma del cibo. La maggior parte degli studiosi, però, ritiene il Mesolitico solo una fase finale della lunga età paleolitica. Il Paleolitico, l’età della «pietra antica» (dal greco palaiós, «antico», e líthos, «pietra»), è compreso in un lunghissimo arco di tempo che va da circa 2,5 milioni di anni fa al 10.000 a.C. circa.

La pietra lavorata, il fuoco e la parola sono le tre innovazioni introdotte dagli esseri umani nel Paleolitico Per produrre strumenti in pietra occorreva innanzitutto riconoscere i materiali adatti, poi ottenere la forma voluta applicando i colpi nel punto giusto e nel modo giusto. Ma per difendersi dai pericoli bisognava anche sapere come controllare il fuoco, alimentarlo, trasportarlo e – più tardi – accenderlo utilizzando una pietra focaia. Per trasmettere ad altri tutte queste informazioni e competenze era quindi necessario utilizzare qualche forma di linguaggio. Molti animali si scambiano semplici comunicazioni, ma gli esseri umani elaborarono un sistema di segnali molto più complesso che si adattava a situazioni ed esperienze anche nuove e che cresceva e si sviluppava a mano a mano che le informazioni diventavano più articolate. Riassumendo possiamo quindi dire che le tre grandi innovazioni introdotte nel Paleolitico sono: il fuoco; la pietra lavorata; la parola.

PRIMA VERIF

→

ICA

Indica con una crocetta quale delle seguenti affermazioni non è corretta. a.   Gli studiosi dividono la Preistoria in due periodi principali: Paleolitico e Neolitico. b.   Il Mesolitico è un periodo di lunga durata, a cavallo tra il Paleolitico e il Neolitico. c.   Durante il Paleolitico vengono introdotti il fuoco, la pietra lavorata e la parola.

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STORIA

MATERIALE

La lavorazione della pietra I PRIMI STRUMENTI IN PIETRA: I CHOPPER

I primi ciottoli appuntiti, a cui gli studiosi hanno dato il nome inglese di chopper, possono oggi apparire assai rozzi, ma costituirono una svolta fondamentale nello sviluppo dell’umanità: si tratta dei primi strumenti progettati con caratteristiche ben precise. Per realizzarli furono individuati i materiali e le tecniche più adatti, furono memorizzate le diverse fasi e poi ripetute esattamente. Infatti, non tutti i tipi di pietra si possono lavorare in modo da poter ottenere una punta tagliente: il materiale più usato era la selce, che allo stato naturale si trova in nuclei tondeggianti e che si scheggia senza sbriciolarsi se viene percossa con un’altra pietra. I primi chopper furono rinvenuti in Africa, laddove ebbe origine la specie Homo. LA LAVORAZIONE DELLA PIETRA SI PERFEZIONA: L’AMIGDALA

Lentamente la tecnica di lavorazione della pietra diventò più accurata e permise di ottenere, con una serie di colpi precisi e calcolati, uno strumento lavorato su due facce che gli studiosi hanno chiamato amigdala (da una parola latina, a sua volta derivante dal greco, che significa «mandorla»). Il passo avanti consisteva nel fatto che questo strumento poteva essere

utilizzato sia di punta sia di taglio. Soprattutto in Europa, dove vi era larga disponibilità di nuclei di selce, quarzo cristallino o diaspro (tutte pietre adatte alla scheggiatura), la tecnica di lavorazione si sviluppò e perfezionò talmente che alla fine del Paleolitico la strumentazione dell’essere umano era estremamente varia e andava dai raschiatoi ai punteruoli, dalle raspe da legno alle minuscole punte di freccia. Questo però non valeva per ogni regione del mondo: in Asia, per esempio, la pietra disponibile adatta alla lavorazione era molto rara, quindi gli uomini si concentrarono su altre materie prime (osso e legno, per esempio) e gli strumenti di pietra rimasero a un livello molto più arretrato. AT TIVITÀ

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Rispondi alle domande. 1. Qual era il tipo di pietra più utilizzata per realizzare il chopper? 2. Quale caratteristica differenzia l’amigdala dal chopper rendendola uno strumento più avanzato? 3. Perché in Asia la produzione di oggetti in pietra fu più rudimentale rispetto all’Europa?

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LEZIONE

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L’arco, un’arma nuova e potente Le pitture parietali delle caverne e i reperti di selce rivelano che, verso la fine del Paleolitico superiore, viene inventato l’arco, un’arma in grado di colpire con forza e da lontano.

La cultura del Paleolitico L’Homo sapiens affronta le glaciazioni La diffusione dell’uomo sulla Terra coincise anche con un periodo di forti variazioni climatiche chiamato dagli studiosi “glaciazioni”. Le quattro principali glaciazioni hanno preso il nome degli affluenti del Danubio, lungo i quali ne sono state trovate le tracce (Günz, Mindel, Riss e Würm), e durarono da circa tre milioni a circa 12.000 anni fa. Queste variazioni climatiche comportarono l’alternanza nel continente europeo di periodi molto freddi e periodi dal clima più mite (gli stadi interglaciali), e l’alternanza nel Vicino Oriente e nel continente africano di periodi pluviali e fasi aride, determinando variazioni importanti della vegetazione e della fauna. A causa del clima l’uomo dovette imparare tecniche di adattamento, mutare il suo stile di vita, modificare i modi con cui procurarsi il cibo. Nell’ultimo periodo delle glaciazioni, ad esempio, l’Homo sapiens dovette misurarsi con i branchi di mammut (animali grandi come elefanti ed estintisi circa 12.000 anni fa), che potevano essere uccisi solo in battute di caccia collettive, durante le quali gli animali venivano spinti verso burroni e trappole. Di questi enormi animali, che rappresentavano un’importante fonte di cibo, gli uomini impararono a sfruttare anche le pelli, usate come indumenti, e le ossa, che venivano utilizzate per costruire nuovi strumenti, come punte di lance, pugnali, arpioni. Inseguendo i mammut, le bande di cacciatori percorsero le steppe dell’Europa e dell’Asia e probabilmente, verso il 20.000 a.C., giunsero nel continente nord americano attraverso lo stretto di Bering, che allora era una striscia di terra non ancora ricoperta dalle acque. Nell’Europa meridionale, invece, a partire dal 30.000 a.C. l’animale più cacciato divenne la renna, che viveva in branchi di centinaia di capi ed era perciò un’abbondante “fonte alimentare”. Quando, verso l’8000 a.C., il clima tornò a essere più mite, le renne si spostarono verso nord, le tundre scomparvero e furono sostituite da foreste di pini e betulle, dove vivevano cervi, alci, cinghiali. Cambiarono pertanto le modalità della caccia, ma non cambiò sostanzialmente il tipo di economia.

I cacciatori e raccoglitori sono nomadi perché si spostano al seguito delle prede oppure perché i terreni di raccolta si esauriscono Caccia, pesca e raccolta sono attività che richiedono la collaborazione di più persone, quindi i gruppi di cacciatori e raccoglitori vivevano in orde (gruppi composti da uomini, donne e bambini di età diversa) che andavano dalle venti alle cinquanta persone circa. Con questo termine si indicano gruppi che non sono ancora organizzati come famiglie, con legami di parentela noti e riconosciuti dalle persone che ne fanno parte, come accade ancora presso alcuni primitivi attuali. Sono rimaste pochissime tracce delle loro abitazioni, perché i gruppi di cacciatori e raccoglitori erano nomadi, cioè si spostavano al seguito delle mandrie oppure quando i terreni di raccolta erano esauriti. Molto probabilmente ritornavano a fasi alterne negli stessi posti e si sistemavano negli stessi punti, ma se vivevano in ripari fatti di rami e pelli che smontavano e rimontavano altrove, ben poco poteva restare. Le tracce più significative (costituite da focolari, resti di rifiuti e fori di pali per le tende) si ritrovano all’imbocco di caverne o sotto ripari di roccia.

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La Preistoria e lo sviluppo del genere umano UNITÀ 1

Venere di Brassempouy Frammento di una statuetta in avorio del Paleolitico, datata 23.00021.000 a.C., rinvenuta in Francia nel 1894. È a tutti gli effetti la più antica rappresentazione realistica di un volto umano.

Nell’ultima fase del Paleolitico, gli esseri umani iniziano a dipingere le pareti delle caverne Fino a 35.000 anni fa circa le tracce lasciate dagli esseri umani indicavano che la loro fondamentale preoccupazione era la sopravvivenza fisica e che tutti i loro sforzi puntavano a rendere più sicura e più agevole la propria vita. Invece, nell’ultimo periodo del Paleolitico le testimonianze rivelano che erano emerse nuove esigenze che andavano oltre le preoccupazioni materiali. In Spagna, in Francia, in Italia gli esseri umani di questo periodo hanno lasciato pitture meravigliose su pareti di roccia che si snodano per metri e metri in profonde caverne dove nessuno abitava (vedi Il nostro patrimonio a pagina 30).

Le pitture rupestri sono riti propiziatori per la caccia Quasi certamente si trattava di riti propiziatori celebrati per auspicare una caccia fortunata: i cacciatori del Paleolitico devono aver cercato aiuto nei riti magici per affrontare i rischi e gli imprevisti di una battuta di caccia che, all’epoca, doveva risultare particolarmente rischiosa. Altri oggetti di uso rituale rispondono a un bisogno fondamentale dei primi esseri umani: la cura e la propagazione della specie. Si tratta delle cosiddette dee madri, statuette in pietra, oppure di avorio o argilla, alte 10-15 cm, che rappresentano figure femminili le cui forme esaltano la fertilità. Simboleggiavano solitamente divinità che dovevano proteggere i nuclei familiari e propiziare la fecondità. Tutte le statuette hanno caratteristiche comuni: piccole dimensioni, enormi fianchi, pancia e seni, assenza dei tratti del viso.

I defunti vengono cosparsi di ocra e deposti in sepolture vicino alle abitazioni Sono state rinvenute anche diverse sepolture che rivelano che gli esseri umani vissuti nell’ultimo periodo del Paleolitico si preoccupavano anche della vita dopo la morte. I defunti venivano deposti con cura in fosse scavate nelle immediate vicinanze delle abitazioni, e in molti casi i corpi venivano cosparsi di ocra (una terra di colore rosso che può andare dal ruggine al porpora). Spesso nelle tombe si mettevano anche ornamenti oppure oggetti in pietra e osso. Probabilmente era stata elaborata una qualche forma di religione. Proprio l’usanza di seppellire i morti insieme a oggetti che erano loro serviti da vivi ha fornito agli studiosi una grande quantità di informazioni.

PRIMA VERIF

→

ICA

Indica tra le seguenti affermazioni quella che meglio riassume il contenuto della lezione. a.   Gli esseri umani vissuti nel Paleolitico si dedicavano alla caccia e alla raccolta e sviluppano una prima sensibilità artistica. b.   L’arte del Paleolitico rappresenta soprattutto scene di caccia e ha la funzione di rito propiziatorio. c.   Nel Paleolitico i defunti erano seppelliti vicino alle abitazioni.

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PATRIMONIO

IL NOSTRO

Le grotte di Lascaux

L’

arte del Paleolitico ha ben poco di primitivo. Osservando le pitture parietali giunte fino a noi si rimane colpiti dalla fantasia delle rappresentazioni, dall’utilizzo dei colori, dalla tridimensionalità delle figure e dall’uso di prospettive insolite. Gli «artisti» dell’epoca mostrano una grande capacità nello sfruttare le asperità delle superfici su cui dipingevano

(gli spazi angusti e spesso più nascosti delle grotte) e una grande ricercatezza nel modellare le forme, anche tenendo conto delle difficili condizioni in cui solitamente lavoravano: posizioni scomode, materiali molto deperibili e illuminazione fornita dalla luce tremolante di una primitiva torcia. Impossibile non pensare a esseri umani che non avessero già sviluppato un senso estetico guardando le pitture rupestri di epoca paleolitica. Nelle pitture rupestri giunte fino a noi possiamo vedere come gli esseri umani del Paleolitico preferissero dipingere animali, soprattutto quelli di grandi dimensioni, come i bisonti rappresentati nelle caverne di Lascaux in Francia e risalenti a circa 17.500 anni fa. I dipinti di Lascaux, sepolti sottoterra per millenni,

Insieme alle renne, mammut e bisonti erano le prede più ambite per i cacciatori dell’epoca, e quindi si può immaginare che dipingerli fosse un modo per propiziarsi la loro cattura. 2 Gli animali erano spesso ritratti isolati, colorati con impasti di terre rosse e gialle, grasso animale e sangue. Mancano del tutto riferimenti alla natura e rappresentazioni di figure umane. 1

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La Preistoria e lo sviluppo del genere umano UNITÀ 1

si erano perfettamente conservati fino alla loro scoperta nel 1940. Ma una volta aperti al pubblico, l’anidride carbonica prodotta dal respiro delle migliaia di visitatori danneggiò talmente le pitture che dopo soli dieci anni furono nuovamente chiusi. Le pitture restaurate oggi sono accessibili solo a studiosi autorizzati (come quello che vediamo nell’immagine). Il pubblico può visitare solo due ricostruzioni, perfettamente identiche, delle due grotte principali.

COMPITO D

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I REALTÀ

Le grotte di Lascaux non sono il solo caso di opera d’arte chiusa al pubblico (o dove l’accesso è rigorosamente regolato) per proteggerla. Raccogli informazioni su un’opera in cui l’accesso è limitato: informati sul motivo; illustra l’opera in un cartellone; spiega come viene regolato l’accesso.

Toro dipinto direttamente sulla roccia Per migliorare la resa, gli artisti sfruttavano le caratteristiche della conformazione delle pareti rocciose che fungevano da supporto.

Anche il cavallo è uno degli animali più rappresentati nelle grotte di Lascaux

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LEZIONE

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Il Neolitico, un’età di grandi trasformazioni Con l’ultima glaciazione si modificano gli ambienti e il clima di gran parte della Terra Circa un milione di anni fa ebbe inizio l’Era glaciale, un lunghissimo periodo caratterizzato da grandi cambiamenti di clima che si concluse solo 12.000 anni fa circa: quattro periodi molto freddi, detti glaciazioni, si alternarono a periodi interglaciali in cui le temperature risalivano notevolmente. Al termine dell’ultima glaciazione, nel 10.000 a.C. circa, la temperatura media aumentò ovunque; di conseguenza si modificarono gli ambienti di gran parte della Terra: la foresta avanzò e dall’Europa centrale i grandi erbivori (mammut e renne) si spinsero sempre più a nord. Alcuni gruppi umani si spostarono al seguito degli animali, ma nelle tundre settentrionali c’era da vivere per pochi perché i territori di caccia erano più limitati e con essi il numero delle prede. Quelli che rimasero si adattarono al nuovo ambiente: la selvaggina era meno numerosa e di taglia più piccola, ma i fiumi e gli acquitrini erano ricchi di pesci e il sottobosco era ricco di frutti spontanei; il legno inoltre era abbondante. Occorreva però dotarsi degli strumenti necessari per lavorarlo.

Durante il Neolitico avvengono delle trasformazioni molto profonde Ricostruzione di un telaio

In questo periodo venne elaborata una nuova tecnica di lavorazione della pietra, che veniva levigata fino a ottenere una superficie liscia e lucida dai bordi taglienti e affilati. Da questo nuovo modo di lavorare la pietra, il periodo che va pressappoco dal 10.000 a.C. al 3000 a.C. prende il nome di Neolitico («età della pietra nuova»). Durante il Neolitico si verificarono trasformazioni che modificarono talmente in profondità il sistema di vita dei gruppi umani da indurre gli studiosi a parlare di rivoluzione neolitica. Due nuove attività, praticate in maniera continuativa e sistematica, caratterizzarono questa fase della Preistoria: l’agricoltura e l’allevamento. La durata del Neolitico varia da regione a regione, collocandosi comunque tra la fine del Paleolitico e la comparsa delle prime grandi civiltà nel Vicino Oriente, tra il IV e il III millennio a.C.

Mulino a mano I primi mulini a mano sono comparsi durante il Neolitico: erano formati da un “piatto” grande di roccia resistente su cui venivano posti i cereali; questi venivano frantumati con un’altra pietra dura di forma tondeggiante o piatta.

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La Preistoria e lo sviluppo del genere umano UNITÀ 1

In Asia Minore i cacciatori diventano allevatori In Asia Minore le attività di caccia e raccolta cominciarono a cambiare: i cacciatori non si limitarono più a seguire i branchi nei loro spostamenti, ma impararono a controllarli e custodirli in recinti anche con l’aiuto dei primi cani addomesticati: il cacciatore divenne a poco a poco un allevatore. I pastori inoltre si resero conto ben presto che un gregge di capre e pecore poteva fornire, oltre alla carne, anche latte e lana.

La rivoluzione agricola cambia la vita degli esseri umani Mentre dalla caccia si sviluppava gradualmente l’allevamento, dalla raccolta di frutti spontanei ebbe origine l’agricoltura. Il meccanismo della semina deve essere stato intuito dalle donne (che di solito si dedicavano alle attività di raccolta mentre gli uomini cacciavano) osservando i cosiddetti «cereali d’accampamento», cioè quelli che crescevano spontaneamente da chicchi rimasti per caso vicino ai luoghi dove si preparava il cibo. Agli inizi si coltivavano solo piccole quantità di cereali, ma poco per volta i cereali coltivati divennero la principale fonte di cibo. Siccome i prodotti agricoli potevano essere accumulati e conservati nel tempo e costituire delle durevoli scorte alimentari, fu sconfitta la paura della fame che aveva accompagnato i gruppi del Paleolitico (la selvaggina non sempre era abbondante e la carne doveva essere consumata subito, non costituiva cioè riserva di cibo per il futuro). Cereali e leguminose si adattavano a diversi tipi di terreno e potevano essere raccolti a breve distanza di tempo dalla semina, rendendo agevole la produzione di scorte per il futuro. Questo cambiamento di attività costituisce una svolta decisiva nella storia dell’umanità, perché portò a profonde trasformazioni del modo di vivere, e viene chiamato rivoluzione agricola. La rivoluzione agricola ha rappresentato un cambiamento radicale anche se non improvviso. Il passaggio dalla caccia e raccolta all’agricoltura e all’allevamento fu molto lento e graduale: per lungo tempo infatti le due attività coesistettero.

La diffusione dell’agricoltura nel Neolitico Quello della diffusione dell’agricoltura fu un processo lento, che ebbe inizio nel 9000 a.C. circa nel Vicino Oriente, per poi espandersi nel resto del pianeta.

Catal Hüyük Gerico

AMERICA EUROPA SETTENTRIONALE

ASIA

OCEANO PACIFICO

OCEANO ATLANTICO

AFRICA AMERICA

OCEANO INDIANO

MERIDIONALE

AUSTRALIA

diffusione dell‘agricoltura fino al 5000 a.C.

dal 5000 al 2000 a.C.

dal 2000 a.C.

le città antichissime IX/VII millennio a.C.

villaggi primitivi, VIII/IV millennio a.C.

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Lezione 4 Il Neolitico, un’età di grandi trasformazioni

L’attrezzo più importante per svolgere i lavori agricoli è l’aratro Le nuove attività introdussero importanti cambiamenti nella vita degli uomini. Soprattutto nel Medio Oriente e nell’Africa settentrionale gli agricoltori divennero sedentari e si costruirono abitazioni permanenti in legno oppure in paglia e fango o in mattoni d’argilla seccati al sole, raggruppate in villaggi. L’agricoltura richiese una nuova strumentazione: i raccoglitori disponevano già del bastone da scavo, ma preparare superfici per la semina maneggiando un bastone era un lavoro lungo, lento e faticoso. Quando si cominciarono ad allevare i primi bovini si sfruttò la loro forza per alleviare la fatica umana. Venne inventato così uno strumento fondamentale: l’aratro, trainato da bovini legati a un giogo. Si tratta di una punta che penetra nel terreno, frantumandolo: gli animali trascinano l’aratro, mentre l’agricoltore lo guida mantenendo la punta conficcata nel terreno.

La ceramica consente di creare recipienti per conservare i prodotti agricoli, la tessitura di produrre indumenti non fatti con le pelli degli animali La farina, i legumi, i prodotti agricoli in genere e il latte ottenuto dagli animali di allevamento, per essere conservati, richiesero l’uso di contenitori: la lavorazione dell’argilla offrì la soluzione a questo problema. Vasi, ciotole, recipienti più o meno grandi furono modellati con l’argilla impastata e poi semplicemente essiccati al sole o cotti in forni di mattoni o di pietra. Nacque così la lavorazione della ceramica (termine che in greco antico significa «terra del vasaio», «argilla»), una tecnica che consentiva la produzione di oggetti di uso quotidiano ma anche di raffinate opere d’arte, decorate e dipinte. Da alcuni animali di allevamento, come le pecore, si potevano ricavare non solo carne e latte ma anche lana; contemporaneamente, poiché gli uomini erano riusciti ad assicurarsi un soddisfacente livello di produzione alimentare dai campi, in alcuni terreni poterono essere coltivate piante non commestibili, ma utili per altre necessità, come il lino. Lo sfruttamento di fibre animali e vegetali fu reso possibile dalla fabbricazione dei primi telai: la filatura e la tessitura del lino o della lana permisero ai contadini e agli allevatori del Neolitico di indossare indumenti più confortevoli e che non fossero ottenuti solamente dalle pelli degli animali.

Si introduce la lavorazione del rame e solo in seguito quella del bronzo Nella vasta regione della Mezzaluna fertile che si estende tra Asia Minore e Africa, e dove scorrono tre grandi fiumi, il Nilo, il Tigri e l’Eufrate, attorno al 6000 a.C., si cominciò a usare il primo metallo, L’aratura in un graffito della Valcamonica

Giara in terracotta per la conservazione degli alimenti

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La Preistoria e lo sviluppo del genere umano UNITÀ 1

il rame. Attorno al 3000 a.C., i fabbri riuscirono a ottenere il bronzo mescolando nove parti di rame e una di stagno. Le armi in bronzo erano migliori di quelle di pietra e furono richiestissime, tanto che gli archeologi hanno chiamato età del bronzo il periodo che va dal 3000 al 1000 a.C. circa.

Il tornio, basato sul movimento rotatorio orizzontale, migliora la produzione di vasi e contenitori Tra il 4000 e il 3000 a.C. si diffuse nell’area del Vicino Oriente la ruota. L’invenzione della ruota cambiò profondamente il modo di fabbricare recipienti in ceramica, perché da quel periodo essi furono realizzati su un tornio, uno strumento azionato dall’artigiano con il piede, che sfrutta il movimento rotatorio orizzontalmente. Oltre a rendere la produzione molto più rapida, questo permise un decisivo salto di qualità: i manufatti divennero più belli e fu possibile produrre una grande varietà di forme. Ma il vantaggio maggiore fu che si potevano produrre recipienti molto grandi e relativamente leggeri. Anfore e giare divennero così i contenitori comuni dell’antichità per trasportare e conservare una grande quantità di prodotti alimentari di ogni genere.

La ruota da trasporto si sviluppa più tardi di quella per la produzione di vasi L’utilizzo della ruota per il trasporto sembra sia avvenuto trecento anni più tardi rispetto a quella per la produzione di vasi: la combinazione ruota-asse era un sistema più complesso che richiese quindi più tempo per essere elaborato. Anche se la ruota più antica del mondo è stata trovata in Mesopotamia, le prime immagini di carri a ruote sono state scoperte in Polonia e in altri luoghi delle steppe eurasiatiche. Alcuni studiosi hanno suggerito che l’idea della ruota si sia diffusa lentamente, dopo che si era riusciti a produrne il primo «prototipo». Altri, invece, suggeriscono che essa si sia sviluppata indipendentemente in parti separate del mondo, più o meno nello stesso periodo. La metallurgia Il Vicino Oriente fu non solo il luogo dove ebbero origine l’agricoltura e l’allevamento, ma dove nelle epoche più antiche cominciarono a essere lavorati anche i metalli.

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villaggi città giacimenti di rame giacimenti di stagno giacimenti d’oro diffusione della lavorazione del rame nel 4000 a.C. lavorazione del rame nel 2500 a.C. lavorazione del bronzo nel 1800 a.C.

PRIMA VERIF

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Indica con una crocetta l’affermazione corretta. a.   La ruota, utilizzata per i trasporti, viene in seguito applicata alla produzione di vasi. b.   L’agricoltura e l’allevamento trasformano profondamente la vita degli esseri umani. c.   La lavorazione del rame è introdotta intorno al 3000 a.C.

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LA N O ST R A

AG E N DA 2 0

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Alcuni dei traguardi dell’Obiettivo 2 da raggiungere entro il 2030 Cosa propone l’Obiettivo 2?

• Eliminare la fame e assicurare a tutte le persone, in particolare i poveri e le

persone in situazioni vulnerabili, tra cui i bambini, l’accesso a un’alimentazione sicura, nutriente e sufficiente per tutto l’anno.

• Eliminare tutte le forme di malnutrizione. • Raddoppiare la produttività agricola e il reddito dei produttori di alimenti su piccola scala, in particolare delle donne, delle popolazioni indigene, delle famiglie di agricoltori, pastori e pescatori.

• Garantire sistemi di produzione alimentare sostenibili e applicare pratiche agricole resilienti che aumentino la produttività e la produzione, che aiutino a conservare gli ecosistemi, che rafforzino la capacità di adattamento ai cambiamenti climatici.

• Aumentare gli investimenti, anche attraverso una cooperazione internazionale

rafforzata, in infrastrutture rurali, servizi di ricerca e di divulgazione agricola, nello sviluppo tecnologico e nelle banche genetiche di piante e bestiame, al fine di migliorare la capacità produttiva agricola nei Paesi in via di sviluppo.

Combattere la fame 1. IL LUNGO CAMMINO DELL’UMANITÀ PER AUMENTARE LA DISPONIBILITÀ DI CIBO

Per millenni l’umanità ha dovuto fare quotidianamente i conti con la fame. Non è un caso se ancora oggi gli individui delle (ormai pochissime) popolazioni che vivono di caccia e raccolta sono in genere piuttosto magri: raramente chi vive di caccia e raccolta ha cibo in abbondanza o può disporre di eccedenze. La rivoluzione agricola, come abbiamo visto, ha migliorato le cose, tuttavia ancora nell’età antica e anche nel Medioevo la fame e le carestie erano continuamente in agguato perché il cibo disponibile era appena sufficiente, e bastava il maltempo di un’estate o un anno di cattivi raccolti per provocare la morte per denutrizione. La lotta contro la fame e il bisogno di procurarsi maggiori quantità di cibo hanno sempre costituito uno stimolo fondamentale per mettere a punto nuovi modi di coltivare e nuove tecniche agricole: dalla rivoluzione agricola in poi si è assistito al continuo

sviluppo dei metodi di irrigazione, alla selezione di animali e piante di qualità sempre migliori, alla messa a punto di tecniche per sfruttare maggiormente e sempre meglio i terreni (rotazione e alternanza delle colture ecc.), fino ai più recenti (e discussi) sviluppi delle biotecnologie e degli Ogm. Proprio questi sviluppi hanno consentito quella maggiore disponibilità di cibo che ha permesso la crescita della popolazione, prima lenta, poi, a partire dal XVIII secolo, vertiginosa. 2. PIÙ DI 800 MILIONI DI PERSONE SOFFRONO LA FAME

Oggi nei Paesi occidentali la gran maggioranza delle persone dispone di cibo sufficiente, ma la millenaria lotta dell’umanità contro la fame non è certamente ancora vinta, anche se la situazione è andata migliorando negli ultimi anni. Secondo i dati forniti dal Programma Alimentare Mondiale (World Food Program,

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L a P r e i s t o r i a e l o s v i l u p p o d e l g e n e r e u m a n o U N I TÀ 1

WFP), la principale agenzia dell’Onu dedicata a contrastare la fame nel mondo, circa 821 milioni di persone nel mondo non hanno abbastanza da mangiare. Questa cifra è diminuita di oltre 200 milioni di persone dal 1990, ma equivale comunque a circa 1/9 della popolazione mondiale. La stragrande maggioranza delle persone che patiscono la fame vive nei Paesi in via di sviluppo, dove oltre il 10% della popolazione soffre di denutrizione. L’Asia è il continente che ha la più alta percentuale di persone nel mondo che soffrono la fame – 2/3 della popolazione totale - mentre l’Africa Subsahariana è la regione con la più alta incidenza (percentuale della popolazione). Una persona su quattro, infatti, soffre di denutrizione. 3. IL DIRITTO AL CIBO

La Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1948, elenca solennemente tutti i diritti di ciascun «membro della famiglia umana» in quanto tale, indipendentemente da ogni altra considerazione e condizione personale. Tra questi vi è anche il diritto al cibo espresso all’articolo 25: «Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all’alimentazione, al vestiario, all’abitazione e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari; ed ha diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, malattia, invalidità, vedovanza,

vecchiaia o in ogni altro caso di perdita dei mezzi di sussistenza per circostanze indipendenti dalla sua volontà». Già oggi il mondo avrebbe risorse sufficienti per nutrire tutta la popolazione attuale. Tuttavia, le risorse da sole non bastano, sono necessarie anche scelte politiche: gran parte di coloro che soffrono la fame non ha i soldi per comprare il cibo, sempre più costoso. Una delle cause è il fatto che una quota crescente dei terreni agricoli è utilizzata per produrre biocarburanti e per l’allevamento degli animali. La guerra millenaria contro la fame, insomma, si può vincere, ma occorre ancora l’impegno comune di tutte le istituzioni statali. Un impegno ancora più importante, dati gli eventi degli ultimi anni. Già prima della pandemia, il pianeta era sull’orlo di una grave crisi alimentare, dovuta alla presenza di una combinazione di fattori: numerose situazioni di conflitto, riscaldamento climatico, permanenza di forti disuguaglianze. La guerra in Ucraina rappresenta un’ulteriore minaccia per la sicurezza alimentare, aumentando la carenza di cibo tra le persone più vulnerabili. Oggi è più urgente che mai che la comunità internazionale affronti il problema risalendo alle sue cause profonde: questo per evitare di arrivare a un’emergenza che potrebbe avere gravi conseguenze sociali, economiche e politiche. Per rendere meno acuta la crisi alimentare è necessario soprattutto aiutare i piccoli contadini che lavorano per l’autosussistenza e per i mercati locali.

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LEZIONE

0 5

Nascita e organizzazione dei primi villaggi Le rivoluzioni del Neolitico modificano il rapporto tra gli esseri umani e la natura Alla luce di quanto abbiamo detto, si può comprendere perché gli studiosi della Preistoria parlano di rivoluzione riferendosi al Neolitico. Per la prima volta, dopo millenni, il rapporto degli esseri umani con la natura si modificò: fu superata la fase della sussistenza e si imparò a sfruttare in modo costante e produttivo le risorse offerte dall’ambiente. L’efficacia e la validità delle innovazioni introdotte in età neolitica sono testimoniate dal fatto che nel Neolitico si ebbe una notevole crescita demografica, resa possibile dalle più sicure condizioni di vita e dalla maggiore disponibilità di cibo. Le innovazioni coinvolsero tutti gli aspetti della vita dell’uomo: a livello economico, in quanto i gruppi del Neolitico non si limitarono più a depredare la natura ma la “costrinsero” a essere produttiva; a livello tecnologico, con la costruzione di nuovi utensili e l’ideazione di nuove tecniche di lavoro, capaci di sfruttare le risorse in modo più soddisfacente; a livello sociale, perché, come vedremo più avanti, al nomadismo si preferì la sedentarietà, fattore essenziale per la costituzione di gruppi sociali stabili.

Agricoltura e allevamento consentono agli esseri umani di abbandonare il nomadismo e di dare vita ai primi villaggi Agricoltura e allevamento, che richiedono un’attività metodica e continua, costrinsero gli esseri umani ad abbandonare gradualmente la vita nomade: nel Neolitico perciò si formarono comunità stabili in villaggi di capanne costruite in un’area delimitata e in grado di fornire le risorse sufficienti per la sopravvivenza. Il villaggio era autosufficiente, e al suo interno non si era ancora determinata un’organizzazione del lavoro: tutti occasionalmente si dedicavano alle medesime attività, e nessuno ricopriva ancora ruoli precisi. Ogni componente della comunità provvedeva alla produzione del cibo necessario per sé e per il proprio nucleo familiare; e se era in grado di dedicare parte del proprio tempo alla costruzione di utensili invece che alla coltivazione dei campi, alla caccia o alla pesca, poteva scambiare i suoi manufatti con prodotti alimentari. In genere, non esisteva la possibilità di intraprendere attività di scambio su lunghe distanze, anche se ovviamente vi erano delle eccezioni che interessavano villaggi favoriti dalla particolare collocazione geografica o dall’abbondanza di materie prime. Le grotte di Hilar Appartenenti al sito archeologico di Çayönü, in Turchia, rappresentano uno dei luoghi più antichi ospitanti una comunità agricola del Neolitico: qui sono stati rinvenuti moltissimi reperti, tra cui vasi in argilla e frammenti di tela di lino.

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La Preistoria e lo sviluppo del genere umano UNITÀ 1

I villaggi hanno un’organizzazione sociale molto semplice e una sostanziale uniformità politica Tra gli abitanti dei primi villaggi non vi erano differenze appariscenti: il parziale sfruttamento del territorio e i rudimentali metodi di produzione non permettevano ancora un accumulo di ricchezze. Dentro il recinto del villaggio le abitazioni, molto simili tra loro, rivelavano una sostanziale uniformità: le distinzioni tra ricchi e poveri iniziarono ad apparire solo più tardi, nelle città. I problemi organizzativi da risolvere in comune non erano molti, e soprattutto non subirono significative modificazioni col passare del tempo: riguardavano l’organizzazione del lavoro agricolo, la costruzione di palizzate o muri di difesa, la suddivisione del raccolto. Il centro decisionale del villaggio era l’assemblea degli anziani, l’esperienza dei quali, appunto perché utilizzata da comunità che vivevano ritmi di trasformazione molto lenti, rappresentava un valore da custodire e da tramandare. Il villaggio perciò era anche caratterizzato da una sostanziale uniformità politica, in quanto al suo interno non si era ancora determinata una rigida gerarchia, una distinzione tra chi deteneva il potere e chi vi era subordinato.

I primi villaggi Villaggio neolitico nei pressi della baia di Skara Brae in Scozia.

Nei villaggi si formano famiglie estese, in cui il capofamiglia assegna i compiti agli altri componenti Nei villaggi si delineò anche la struttura della famiglia che nell’orda mancava: quando in essa le figure dominanti sono le donne si parla di famiglia matriarcale, se invece le figure dominanti sono gli uomini si parla di famiglia patriarcale. La maggior parte degli studiosi ritiene che agli inizi la famiglia fosse matriarcale e che quella patriarcale si sia affermata in seguito. Si trattava comunque sempre di una famiglia estesa, che comprendeva un capostipite con tutti i suoi discendenti: era il capofamiglia che dirigeva e coordinava il lavoro di tutti e assegnava i compiti.

PRIMA VERIF

→

ICA

Indica con una crocetta quale tra le seguenti affermazioni riassume meglio il contenuto della lezione. a.   Nei villaggi l’organizzazione sociale è molto semplice. b.   In seguito all’introduzione di caccia e allevamento gli esseri umani diventano sedentari e iniziano a vivere in villaggi. c.   Nei villaggi si delineano le famiglie che nell’orda non esistevano.

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Quello che dobbiamo ricordare…

MAPPA

LE

PREISTORIA

EVOLUZIONE UMANA gruppi nomadi PALEOLITICO

caccia e raccolta fabbricazione di strumenti

NEOLITICO

Rivoluzione agricola

allevamento e agricoltura in Asia Minore

uomini diventano sedentari

lavorazione ceramica e metalli

S I N T ES I

aratro

nuove attività

■

La specie umana è il risultato di un lungo processo evolutivo. Milioni di anni fa nell’ordine dei primati iniziarono a differenziarsi gli ominidi: essi svilupparono caratteristiche che li resero capaci di adattarsi e sopravvivere.

■

Nel Paleolitico (età della pietra antica), il periodo fino al 10.000 a.C., gli uomini erano cacciatori e raccoglitori, cioè vivevano di caccia, pesca e raccolta ed erano nomadi perché si spostavano al seguito della selvaggina.

■

Dal 10.000 a.C. ebbe inizio il Neolitico (età della pietra nuova), perché essa venne levigata invece che scheggiata. Il clima cambiò e cambiarono gli ambienti sulla Terra. In Asia Minore tra il 9000 e il 5000 a.C. si iniziarono ad allevare animali e i raccoglitori scoprirono il procedimento della semina, arrivando a sviluppare l’agricoltura.

■

Gli agricoltori divennero sedentari e abitarono in villaggi. Le nuove attività richiesero nuovi strumenti, di cui il più importante fu l’aratro. Nelle società agricole gli specialisti non lavoravano per produrre cibo: nei villaggi c’era quindi una divisione del lavoro.

■

Con la rivoluzione agricola non solo cambiarono le attività con cui gli uomini si procuravano il cibo, ma le relazioni all’interno del gruppo diedero origine alle prime società organizzate.

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L E N O ST R E

ZE CO M P E T E N 1

La Preistoria e lo sviluppo del genere umano UNITÀ 1

Prepararsi per l’interrogazione. Preparati seguendo la traccia di queste domande. 1. La specie umana si adattò a diversi climi e ambienti perché… 2. Il Paleolitico è… 3. Gli uomini del Paleolitico vivevano di… 4. La rivoluzione agricola è molto importante perché… 5. Nel Neolitico si utilizzarono nuovi strumenti e tecniche… 6. Gli agricoltori si organizzarono in società perché…

2

Orientarsi nello spazio. Osserva la carta che mostra le prime migrazioni umane e, basandoti anche su quello che hai studiato, rispondi alle domande. Mar Glaciale Artico

E U R O PA

A S I A

AMERICA SETTENTRIONALE Oceano Atlantico

AFRICA Oceano Pacifico

AMERICA MERIDIONALE

Oceano Indiano Oceano Atlantico

Diffusione dell’Homo erectus (1 milione di anni fa) Diffusione dell’Homo sapiens sapiens (20 000 anni fa)

1. La specie umana ha avuto origine in             2. Dall’Asia la specie umana ha raggiunto prima l’         poi l’         3. In Europa e in Asia si è diffusa la specie             4. Le grandi età della preistoria sono             e             5. La rivoluzione agricola si verificò nel

3

Stabilire relazioni. Rispondi alle seguenti domande. 1. Quale importante conseguenza ebbe sulla vita delle comunità umane la scoperta dell’agricoltura e dell’allevamento? 2. Perché i pastori erano nomadi? 3. Per quale motivo l’aratro è uno strumento essenziale per l’agricoltura?

4

Fare le domande giuste. Nella prima lezione sono presentate le specie che si sono succedute nell’evoluzione umana, dal primo ominide fino a homo sapiens. Prova a scrivere una breve definizione che descriva le caratteristiche di ognuna di esse.

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U N I TÀ

2

Le civiltà fluviali

I

LINEA DEL TEMPO

• 4000 a.C.

Sviluppo della civiltà Sumera nella Mezzaluna fertile

• 2900-2180 a.C. Antico Regno • 2100 a.C. Regno di Babilonia • 2040-1780 a.C. Medio Regno • 1551-1070 a.C. Nuovo Regno • 1200 a.C. Impero assiro • 539 a.C.

Conquista persiana della Mesopotamia

n Mesopotamia e in Egitto, a partire dalla fine del IV millennio a.C., si sviluppano le civiltà fluviali, così chiamate perché la loro nascita e la loro prosperità dipende dalla presenza di grandi fiumi, le cui piene, grazie alla realizzazione di opere di canalizzazione delle acque, consentono di ottenere raccolti abbondanti. Più o meno nello stesso periodo, la presenza di corsi d’acqua ha consentito lo sviluppo di importanti civiltà anche in Cina e nella valle dell’Indo.

LEZIONE

1

In Mesopotamia nascono le prime città Le prime città si sviluppano nei luoghi in cui sorgono mercati e templi Il termine Mesopotamia in greco significa «terra tra due fiumi» e indicava nell’antichità la valle dei fiumi Tigri ed Eufrate, che scorrono pressappoco paralleli per un lunghissimo tratto, tra i monti Zagros a nordest e i deserti della penisola araba a sudovest. Questa vallata era compresa nella Mezzaluna fertile, termine con cui gli antichi indicavano la zona terrestre che si estende dalla pianura alluvionale del Tigri e dell’Eufrate alla valle del Nilo, dove si sviluppò l’agricoltura e nacquero le prime città-stato. Nei primi millenni l’agricoltura fu praticata per lo più sulle alture perché gli agricoltori non erano in grado di controllare le piene dei fiumi né di sfruttare le aree paludose. D’altra parte essi avevano bisogno di manufatti o materiali provenienti da altri luoghi: si scelsero così dei punti di scambio stabili, facilmente raggiungibili, all’incrocio di piste carovaniere oppure lungo le rive dei fiumi. Tutto ciò che veniva portato in questi punti di mercato era una piccola ricchezza: per evitare razzie questi luoghi vennero posti sotto la protezione di una divinità e qui vennero costruiti dei templi. A mano a mano che gli scambi aumentavano sorgevano altri edifici e strutture: recinti per le bestie, magazzini per conservare le merci e i doni per la divinità, case e botteghe di artigiani, di mercanti e di sacerdoti. Da questi nuclei si svilupparono le prime città.

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Le civiltà fluviali UNITÀ 2 LESSICO

A Eccedenza Questo termine indica ciò che supera il fabbisogno, ma non solo dal punto di vista agricolo: vi può essere un’eccedenza di beni materiali oppure di servizi. In senso economico l’eccedenza può essere detta anche surplus.

Attorno alle città si creano sistemi di irrigazione che permettono lo sviluppo dell’agricoltura Gli edifici sorgevano spesso vicino ai fiumi, era perciò necessario costruire argini che proteggessero dalle inondazioni e scavare canali per raccogliere e deviare l’acqua. Lo sforzo collettivo per difendere l’insediamento dalle acque venne poi utilizzato anche per le attività agricole. Attorno alla città si estese un sistema di irrigazione che trasformava in ricchezza le piene periodiche dei fiumi: le immense risorse del territorio venivano valorizzate dando così lavoro a numerosi contadini. Le terre erano più fertili che sugli altipiani e i raccolti molto più abbondanti. Si allevavano bovini, pecore, capre (ma non cavalli). I contadini producevano molto più di quanto era loro necessario per vivere e questa eccedenza permetteva di mantenere tutti coloro che non erano direttamente impegnati nella produzione di cibo.

Le città della Mesopotamia si circondano di mura per difendersi da invasioni e aggressioni Con il tempo gli artigiani si moltiplicarono e, oltre ai fabbri o ai fabbricanti di carri, presero a lavorare tessitori di stoffe pregiate, gioiellieri, profumieri. Gli abitanti della città, quindi, oltre al cibo, finirono con il disporre di una gran quantità di prodotti che permettevano un alto tenore di vita. Gli agricoltori degli altipiani o i popoli nomadi delle steppe e dei deserti, che invece conducevano una vita povera, erano attratti da questa ricchezza. Le città così si circondarono di mura per difendersi. La storia della Mesopotamia fu infatti in realtà per millenni una successione di invasioni e di aggressioni.

Le città si sviluppano soprattutto nella zona pianeggiante della Mesopotamia meridionale Le società neolitiche della Mesopotamia che raggiunsero il mag­ giore sviluppo erano situate nella zona pianeggiante meridionale: qui sorsero le due importanti culture di al-Ubaid (V-IV millennio) e di Uruk (3300-2900 a.C.), che segnarono il cosiddetto periodo protourbano, ossia la fase iniziale di formazione delle prime città.

Il territorio della Mezzaluna fertile.

PRIMA VERIF

→

ICA

Indica quale tra le seguenti affermazioni riassume meglio il contenuto della lezione. In Mesopotamia, la valle compresa tra i fiumi Tigri e Eufrate, nascono le prime città. La Mesopotamia fa parte della Mezzaluna fertile. Le città si circondano di mura per difendersi dalle invasioni.

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LEZIONE

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L’invenzione della scrittura Per una migliore organizzazione dei magazzini, è necessario elaborare un calendario, un sistema di calcolo e di misura e, soprattutto, una forma di scrittura I magazzini dei templi della Mesopotamia erano colmi di una grande varietà di prodotti, spesso rinchiusi in anfore o in vasi. Già da molto tempo i contadini distinguevano i vasi incidendo su un pezzetto di argilla fresca il disegno stilizzato del contenuto (per esempio una spiga per i cereali) oppure qualche altro segno per indicare il proprietario. L’amministrazione di grandi quantità di merci di provenienza diversa richiedeva però molte più informazioni: per esempio il nome di chi consegnava la merce. Insomma diventava necessario creare un calendario e quindi una forma di misurazione del tempo, poi un sistema di cifre e di calcolo, infine un sistema di unità di pesi, misura e capacità. Ma soprattutto, occorreva elaborare una forma di scrittura, cioè un sistema di segni comune e quindi comprensibile a tutti.

Dai pittogrammi la scrittura si evolve fino ad arrivare a quella fonetica La scrittura (detta cuneiforme in Mesopotamia) si trasformò nel tempo. Agli inizi si comunicavano le informazioni attraverso disegni semplificati, cioè dei pittogrammi (per esempio, una mano o un albero). Col tempo fu necessario trasmettere non solo informazioni concrete, ma anche astratte (come «pace» o «guerra»), verbi, tempi delle azioni di cui si parlava. Non bastavano più i semplici pittogrammi: occorreva inventare tanti segni quante erano le parole, oppure attribuire a un pittogramma non più il significato dell’oggetto rappresentato ma un valore simbolico (per esempio, un serpente significava anche «strisciare»): bisognava cioè creare degli ideogrammi. Questo sistema presentava degli svantaggi, non solo perché era necessario creare e memorizzare migliaia di segni, ma anche perché occorreva introdurre altri segni per indicare, per esempio, il verbo e il tempo. Perciò, come in tutte le parti del mondo in cui venne elaborata la scrittura, anche in Mesopotamia si lavorò, un secolo dopo l’altro, per semplificare il sistema, fino ad arrivare alla scrittura fonetica, in cui cioè i segni corrispondono ai suoni che compongono le parole e non al loro significato.

Pittogrammi Tavoletta che riporta i calcoli della distribuzione del grano, risalente al 3100-2900 a.C.

Scrittura cuneiforme Esempio di scrittura cuneiforme su una tavoletta di argilla.

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Le civiltà fluviali UNITÀ 2 LESSICO

A Papiro

Anche in Egitto si elabora una forma di scrittura, detta geroglifica

Gli Egizi utilizzavano gli steli di questa pianta, che cresceva lungo le rive del Nilo, per fabbricare fogli sottili e molto resistenti su cui scrivere. I gambi venivano macerati nell’acqua, poi disposti a strati alterni l’uno sull’altro (prima orizzontalmente, poi verticalmente), infine pressati fino a ottenere un foglio sottile che veniva poi arrotolato.

È controverso se i più antichi testi scritti siano egiziani oppure sumeri, comunque, attorno al 2900 a.C., anche in Egitto fu elaborata una forma di scrittura che prevedeva l’uso di migliaia di segni diversi (uno per parola): essa viene chiamata geroglifica (da due termini greci che significano «incisioni sacre») perché fu creata per celebrare le imprese dei faraoni divini. Col passare del tempo gli Egizi, oltre a questa scrittura di uso monumentale, elaborarono grafie corsive, figurativamente meno realistiche: la scrittura eratica (dal greco hieros, «sacro»), utilizzata dalle caste sacerdotali a partire dal II millennio a.C., e quella demotica o popolare, molto più tarda e ancora più semplificata. Come supporto per questa forma di scrittura semplificata fu introdotto il papiro.

Gli studiosi considerano la comparsa della scrittura come punto di inizio della storia La scrittura era un sistema complesso che richiedeva un addestramento molto lungo riservato solo alle classi superiori, che accrescevano il loro potere grazie alla conoscenza della scrittura: in Mesopotamia erano i sacerdoti, in Egitto anche i membri della famiglia reale venivano istruiti a corte. Tuttavia, già attorno al 2000 a.C. la professione di scriba (il funzionario che teneva la contabilità dei magazzini) fu aperta a un maggior numero di persone. La scrittura aveva potenzialità che andavano ben oltre l’amministrazione di magazzini, perché con essa era possibile conservare tutto il patrimonio di conoscenze e vicende che prima si tramandava oralmente: dalle preghiere alle sentenze dei tribunali, dalle leggi alle narrazioni epiche di dei, re ed eroi, dai miti ai poemi. Per la prima volta nella storia dell’uomo gli studiosi poterono disporre di numerosi testi scritti per ricostruire la vita, lo sviluppo e le vicende di una società, tanto che per lungo tempo si è considerato che solo con la comparsa della scrittura si potesse parlare di storia vera e propria.

SCHEMA

PRIME FORME DI SCRITTURA

3000 a.C. necessità di registrare le merci del palazzo

testi religiosi

geroglifici

pittogrammi

cuneiforme

ideogrammi Geroglifici Alcuni dei geroglifici scritti sulla tomba del faraone Merenptah.

PRIMA VERIF

→

ICA

Indica se le seguenti affermazioni sono vere o false. Per le domande in cui hai risposto falso, fornisci la risposta corretta. a. La scrittura nacque per mettere per iscritto la storia dei popoli antichi. V F b. La prima scrittura usata si chiamava cuneiforme. V F c. Nella scrittura fonetica i segni corrispondono al significato delle parole. V F

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LEZIONE

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La nascita delle città-stato sumere in Mesopotamia Nelle città sumere inizialmente il potere appartiene ai sacerdoti

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LESSICO

A Teocrazia

Letteralmente «governo di un dio», cioè un governo guidato da una forza divina e soprannaturale.

Verso il 4000 a.C. in Mesopotamia giunsero i Sumeri, un popolo la cui origine è ancora oggi sconosciuta. I Sumeri si ambientarono rapidamente in Mesopotamia, fondendosi con le popolazioni autoctone (cioè originarie del luogo), e diedero vita a una civiltà che conobbe un rapido sviluppo e che raggiunse uno stadio molto avanzato, soprattutto se paragonato con altre esperienze dell’epoca. I Sumeri si insediarono in un’area presso la foce del Tigri e dell’Eufrate, che da loro prese il nome di «paese di Sumer». Sotto il dominio sumero le città divennero più numerose e più grandi. Il governo delle città era una teocrazia perché in un primo tempo il potere era in mano ai sacerdoti, che curavano le cerimonie religiose della divinità protettrice e agivano in suo nome. In ogni città l’edificio principale era il tempio (la ziggurat), dove la divinità risiedeva; gran parte delle terre attorno alla città erano considerate sua proprietà. I sacerdoti amministravano questi beni, inoltre organizzavano e sorvegliavano il lavoro di tutti.

Prendono il potere i guerrieri, che diventano capi dello Stato Accanto al tempio sorgevano i magazzini, dove si accumulavano le eccedenze, e i sacerdoti decidevano che uso fare di tutta la ricchezza prodotta; essa serviva innanzitutto a nutrire soldati, artigiani, funzionari, oltre ai lavoratori impegnati nella costruzione di mura, templi e canali. Le città sumere erano spesso in guerra tra loro, ma anche con le popolazioni vicine: vincere era molto importante non solo per la sicurezza, ma soprattutto economicamente, perché allora si usava depredare i vinti delle loro ricchezze e fare schiavi i prigionieri. Proprio per questo, gradualmente, il potere passò ai capi militari che guidavano le spedizioni di guerra, tanto che, a partire dal 2750 a.C. circa, essi assunsero un peso sempre maggiore fino a diventare capi dello Stato. Da questo periodo si affermò la monarchia. I re avevano un rapporto privilegiato con la divinità e se ne consideravano i rappresentanti.

Stele del re Melishipak Il re presenta sua figlia a Nanaya, dea dell’amore. La luna crescente raffigurata al centro rappresenta il dio Sin, il sole il dio Shamash e la stella la dea Ishtar.

Vaso sumero Risalente al III millennio a.C., è stato rinvenuto in Iraq. Le iscrizioni su questo vaso in terracotta fanno riferimento a un conflitto tra le antiche città sumere di Umma e Lagash.

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Le civiltà fluviali UNITÀ 2

Il potere dei sovrani dipende anche dalla gestione delle importantissime opere di canalizzazione Il potere dei sovrani dipendeva anche dal fatto che essi si occupavano di un compito molto importante, quello di organizzare e sovrintendere ai lavori necessari per realizzare le opere di canalizzazione. La principale attività economica era infatti l’agricoltura. Poiché nella terra di Sumer le piogge erano molto scarse, l’agricoltura era solo irrigua (vale a dire praticata solo vicino a corsi d’acqua); ma il Tigri e l’Eufrate con le loro imprevedibili piene potevano provocare improvvisi danni, per cui si presentò subito la necessità di proteggere le colture con opere di canalizzazione e drenaggio delle acque.

Con lo sviluppo delle città nascono le prime leggi

Lo Stendardo di Ur Anteriore al 2600 a.C. lo stendardo raffigura cortei a fasce sovrapposte su due pannelli che rappresentano il tema della pace e della guerra.

Con lo sviluppo delle città si rese necessario regolare e organizzare la convivenza di un gran numero di persone (qualche migliaio). Si arrivò quindi a stabilire (e scrivere) le leggi che tutti dovevano rispettare, le sanzioni per chi le infrangeva e a chi spettasse giudicare. La presenza di leggi, giudici, tribunali (anche se in una forma diversa da quella di oggi), che giudicano i trasgressori in base a norme riconosciute da tutti, è uno degli aspetti fondamentali che distinguono lo Stato da gruppi come le tribù o i clan, che funzionano in base a regole e usanze non definite in un codice ma dalla consuetudine.

Per regolare gli scambi nascono le prime forme di moneta Si dovette affrontare inoltre un altro problema. Fino a quel momento il commercio si era basato sul baratto, ma questo sistema era adatto a società molto semplici, dove l’eccedenza era scarsa e gli scambi limitati a beni che avevano più o meno lo stesso valore. Ora però c’era una grande varietà di beni e le differenze di valore tra di essi spesso erano grandi; si arrivò quindi a fissare un’unità di misura comune costituita da pezzetti di metallo pregiato (di solito argento) di peso uguale: erano nate le prime forme di moneta. Questa organizzazione della vita di un gruppo in cui vi è una precisa distribuzione del potere e regole di convivenza riconosciute da tutti è una delle prime forme di Stato. Nel caso dei Sumeri si parla di città-stato perché ogni città era completamente autonoma dalle altre.

PRIMA VERIF

→

ICA

Indica se le seguenti affermazioni sono vere oppure false. Per le domande in cui hai risposto falso fornisci la risposta corretta. a. Le città dei Sumeri erano teocrazie perché il potere era in mano ai soldati. V F b. Il grande tempio delle città sumere era chiamato ziggurat. V F c. I magazzini sorgevano fuori dalle mura delle città. V F

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STORIA

A QUOTIDIAN

La ziggurat, il centro della città-stato

L

e città mesopotamiche erano dominate da un grande tempio chiamato ziggurat, con la caratteristica forma a gradoni. Sulla sua sommità si trovava un piccolo edificio, la casa del dio, arredata con mobili e oggetti preziosi. Si pensava che questa fosse la dimora in cui il dio abitava quando scendeva nella sua città. Oltre al dio principale venivano adorate divinità minori ed erano quindi costruiti anche templi di dimensioni ridotte. Come tutti gli altri edifici della città, il tempio era fatto di mattoni d’argilla seccati al sole. Infatti nella regione la pietra era praticamente inesistente, mentre l’argilla abbondava. Il legname tuttavia era così scarso che non poteva essere sprecato per cuocere i mattoni, tanto più che si trattava di un’operazione inutile. Infatti, data l’aridità del clima, non c’era pericolo che

una pioggia prolungata trasformasse gli edifici in mucchi di fango. Per evitare che ci fossero danni con gli acquazzoni occasionali era sufficiente alternare strati di mattoni a strati di paglia, che permettevano di drenare più rapidamente la poca acqua caduta. IL LAVORO DEI CONTADINI

I contadini, oltre a svolgere gratuitamente le opere di restauro della rete di canalizzazione, dovevano partecipare anche all’edificazione delle piattaforme, al di sopra delle quali veniva eretta la ziggurat. La costruzione aveva un’ampia base sulla quale venivano innalzate delle torri sovrapposte il cui perimetro decresceva a mano a mano che si saliva verso l’alto: sulla sommità, il luogo simbolicamente più vicino agli dei, si trovava il tempio vero e proprio.

La ziggurat di Ur Una ricostruzione di come doveva apparire la ziggurat di Ur. Le ziggurat venivano costruite seguendo un modello ben preciso, costituito da una piattaforma rettangolare e tre scalinate.

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Le civiltà fluviali UNITÀ 2

DALL’ALTO DELLA ZIGGURAT

La ziggurat era un edificio molto alto (anche 90 metri) ed era quindi un ottimo punto di osservazione per dare l’allarme durante le inondazioni e gli attacchi dei nemici. Inoltre dall’alto i sacerdoti potevano controllare il lavoro nei campi e il funzionamento dei canali. ALL’INTERNO DEL TEMPIO

Le ziggurat avevano una struttura ed esercitavano una funzione differente rispetto alle piramidi egizie: non erano sepolcri destinati a un’unica persona ma santuari e luoghi di culto, all’interno dei quali venivano custodite le immagini delle divinità, oggetto di venerazione e meta di continue processioni. Nella società dei Sumeri i sacerdoti erano gli unici che potevano accedere alla sommità della ziggurat, il luogo più vicino agli dei, dove si trovava il tempio. Il popolo non poteva entrare in diretta comunicazione con la divinità e assisteva alle cerimonie sacre dall’esterno.

All’interno dei templi sono state ritrovate numerose tavolette d’argilla con simboli cuneiformi. La scrittura in questo caso fu la risposta alle necessità di controllare la complessa attività di scambio, di immagazzinamento e di vendita dei prodotti: nelle tavolette infatti sono state decifrate annotazioni di carattere economico, elenchi di prodotti, le entrare e le uscite delle merci. AT TIVITÀ

→

Rispondi alle domande. 1. Qual era la forma caratteristica della ziggurat? 2. Perché la ziggurat era costruita con mattoni d’argilla e non con la pietra? 3. Per i popoli mesopotamici la ziggurat era importante perché era: a. La dimora di un dio. b. La fortezza più importante della città.

L’imponente scalinata della ziggurat Le rampe di scale che portavano al tempio erano tre. Nell’immagine sono ben evidenti i mattoni utilizzati dai Sumeri.

Ziggurat di Ur (III millennio a.C.) In sumerico la parola ziggurat significa «cima della montagna».

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LEZIONE

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In Mesopotamia si succedono diversi popoli La storia della Mesopotamia è un continuo succedersi di invasioni e nuove dominazioni Il benessere delle città mesopotamiche dipendeva da una complessa organizzazione sia del territorio circostante, attraverso il sistema dei canali, sia della società, strutturata secondo una precisa gerarchia legata alla divisione del lavoro tra i suoi membri e regolata da leggi. La vita dei popoli di pastori nomadi era per certi versi più semplice e libera, ma molto più povera e dura. La ricchezza delle città mesopotamiche – non difese da barriere naturali – costituiva quindi una forte attrazione per queste popolazioni. Per millenni la storia della Mesopotamia fu un continuo succedersi di invasioni, di scontri con popolazioni provenienti da ogni direzione, di formazione e scomparsa di imperi. A volte i loro nomi sono giunti fino a noi, altre volte se ne è persa notizia e il loro ricordo affiora per un ritrovamento archeologico casuale. L’esistenza stessa dei Sumeri, che hanno vissuto così a lungo nella regione, è stata scoperta solo agli inizi del Novecento.

I Babilonesi hanno la meglio sugli Accadi e il re Hammurabi fa diffondere il codice delle leggi in ogni parte del regno

Il codice di Hammurabi La stele su cui è inciso il codice delle leggi di Hammurabi: il re è raffigurato in piedi e, di fronte a lui, c’è il dio della giustizia.

Verso il 2300 a.C. il Paese di Sumer venne sottomesso dagli Accadi: al posto delle città-stato indipendenti si costituì un vasto impero guidato da Sargon I, che risiedeva nella città di Ur. Tuttavia, dopo nemmeno due secoli, gli Accadi vennero cacciati e nuovi popoli vi si stabilirono. Tra di essi i Babilonesi (dal nome della loro capitale, Babilonia); il loro re Hammurabi riunì l’intera valle sotto il suo dominio (1792-1750 a.C.). Egli si preoccupava di governare in pace e sicurezza ristabilendo l’ordine e la giustizia: in ogni parte del Paese fece esporre il codice delle leggi incise su una grande pietra verticale, la stele, in modo che tutti potessero sapere che il potere del sovrano giungeva in ogni parte del regno. Si tratta del primo codice completo di leggi che si conosca ed è di grandissimo interesse poiché permette di capire il funzionamento della giustizia e quindi dell’intera società dell’epoca. Sappiamo per esempio che la società babilonese doveva essere divisa in tre classi: gli uomini liberi, gli schiavi e una classe intermedia di semiliberi. Con Hammurabi il compito del sovrano non si esaurì nell’attività militare, ma si orientò anche verso un’opera di coesione culturale condotta proprio con le leggi. Secondo il codice di Hammurabi, non esisteva l’idea di prigione e le punizioni erano stabilite in base alla legge del taglione (chi commette un’offesa viene punito con un’offesa uguale a quella che ha commesso).

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Le civiltà fluviali UNITÀ 2

Gli Assiri sottomettono i Babilonesi e dominano su tutta la Mesopotamia, instaurando un regime del terrore

Porta di Ishtar Fu costruita dai Babilonesi attorno al 575 a.C. sotto il re Nabucodonosor II, e consacrata a Ishtar, dea della guerra e dell’amore. Collocata nella parte nord di Babilonia, da questa porta si entrava in città accedendo direttamente alla strada principale.

Il dominio babilonese sulla Mesopotamia durò alcuni secoli, finché nel 1200 a.C. circa si affermò il confinante regno di Assur, un tempo tributario dei Babilonesi, che conquistò gran parte della valle superiore e poi gradualmente tutto il territorio. Durante il regno degli Assiri la capitale fu spostata più a nord, nella città di Ninive, sul Tigri. Il governo degli Assiri si fondava sul terrore: molti documenti riportano descrizioni terribili della brutale violenza che essi usavano contro i nemici o contro coloro che osavano ribellarsi. Anche la deportazione di massa era un modo per incutere il terrore nei popoli sottomessi: i popoli deportati dovevano lasciare la casa e il Paese in cui erano nati, tutto ciò che avevano caro, per vivere come schiavi in un Paese nemico. Nei palazzi di Ninive, però, è stato trovato anche un gran numero di splendide opere d’arte, e la biblioteca reale è una delle più ricche dell’antichità.

Con il crollo dell’impero assiro, riprende vigore il regno di Babilonia, ma il suo splendore è di breve durata perché ben presto viene conquistato dai Persiani La politica del terrore, a lungo andare, si rivelò insufficiente e inadatta a cementare in un solido organismo statale le diverse tradizioni dei popoli sottomessi. Le forze dei sovrani assiri si estenuarono nel tentativo di controllare una situazione interna resa precaria dall’esplosione di disordini e dalle lotte di corte. Non appena queste condizioni di fragilità si manifestarono, le tendenze separatistiche esplosero e portarono a una rapida disgregazione dell’impero. Nel 612 infine un’alleanza tra Medi e Babilonesi portò alla distruzione di Ninive, la capitale dell’impero, e alla fine della dominazione assira. Riemerse così la città di Babilonia, che abilmente colmò il vuoto di potere determinatosi con la caduta degli Assiri e costituì il cosiddetto regno neobabilonese, peraltro favorito più dalla debolezza degli altri Stati che da una reale forza interna. La precarietà di questo regno del resto è dimostrata dalla sua breve durata: poco meno di un secolo, dall’ascesa al trono di Nabucodonosor II (605 a.C.) alla conquista da parte dei Persiani (539 a.C.).

PRIMA VERIF

→

ICA

Perché la storia della Mesopotamia fu un succedersi di invasioni? Scegli le cause corrette. a. Per la complessa organizzazione della società. b. Per il benessere delle città. c. Per il sistema di leggi poco efficiente. d. Per la mancanza di barriere naturali.

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I LEZIONE

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SLAVI L’Egitto: un grande regno lungo il Nilo

AVARI

La vita degli Egizi ruota intorno alle inondazioni del Nilo Il Nilo, il più lungo fiume del mondo, nasce dagli altipiani dell’Africa orientale, dove il Nilo Bianco e il Nilo Azzurro confluiscono in un immenso corso d’acqua. Di qui, il Nilo attraversa il deserto del Sahara: nell’alta valle il fiume scava il suo percorso in un paesaggio aspro e roccioso e supera alcuni forti dislivelli formando le cateratte (Alto Egitto); oltre la pendenza diminuisce, il deserto diventa sabbioso nubio e il fiume scorre lento e placido fino a sfociare nel Mediterraneo, ramificandosi in un Daampio delta (Basso Egitto). Nei mesi estivi, quando sugli altipiani è la stagione delle piogge, il fiume si gonfia d’acqua e si ingrossa talmente che, tra agosto e settembre, trabocca nel corso inferiore inondando tutto il terreno circostante. Quando le acque si ritirano il suolo è coperto di fertile limo. L’Egitto è costituito da un’oasi lunga centinaia di chilometri con un netto contrasto tra la ricca vegetazione lungo le rive del fiume e il deserto al di là di essa. Per gli antichi Egizi quindi il fiume era il centro dell’esistenza perché dall’abbondanza o dalla scarsità delle piene dipendeva la vita del Paese.

Lago d’Aral

Con l’unificazione di Alto e Basso Egitto inizia la prima fase della storia dell’Egitto, detta Regno Antico La valle del Nilo e il territorio dell’antico Egitto

Mar

Mediterraneo

BASSO EGITTO MENFI

Giza Saqqara

oasi di el-Fayyum

Sinai

Nil o

ara

Karnak TEBE Luxor ALTO EGITTO 1 acateratta

M

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Valle dei Re

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Abu Simbel

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2 acateratta

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3 acateratta 4 acateratta Nubia

5 acateratta

Le inondazioni potevano costituire un’immensa ricchezza, se opportunamente sfruttate, ma occorreva coordinare il lavoro di numerosi villaggi, che dovevano gestire il flusso delle acque. Questa esigenza portò ben presto alla formazione di due regni il cui territorio presentava problemi diversi: quello dell’Alto Egitto e quello del Basso Egitto. Attorno al 2900 a.C. il re Menes li riunì in un unico regno e scelse come capitale la città di Menfi, vicino al delta: da allora ogni sovrano, che prese il nome di faraone, portò la «doppia corona», che rappresentava l’unione dei due regni (bianca l’Alto Egitto e rossa il Basso Egitto). Iniziava così il primo periodo della storia egiziana antica, il Regno Antico, che si sarebbe concluso nel 2180 a.C. circa. Come in Mesopotamia, anche in Egitto lo Stato era di tipo teocratico: il faraone, che aveva natura divina, era proprietario delle terre, che venivano lavorate dai contadini.

zona irrigata piramidi templi e monumenti

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10) Mod.2 Cap. 2 x apertura

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Le civiltà fluviali UNITÀ 2

Per governare un regno molto vasto il faraone si serve di funzionari

Calendario egizio Rinvenuto all’interno del tempio di Kom Ombo.

All’inizio dell’Antico Regno, lo Stato egizio si estendeva dalla prima delle sei cateratte fino alla costa mediterranea e appariva come una striscia lunga e stretta che seguiva il corso del Nilo. A causa di questa particolare configurazione geografica, difficilmente un’unica autorità avrebbe potuto controllare tutto il territorio. Il sovrano dovette pertanto costituire un complesso sistema amministrativo basato sulla suddivisione del regno in province. Subito dopo il faraone, l’autorità più importante era il visir, un alto funzionario paragonabile a un primo ministro, scelto, almeno inizialmente, tra i componenti della famiglia reale. Egli aveva il compito di far applicare su tutto il territorio gli ordini del sovrano. Sotto il suo controllo vi erano i nomarchi, funzionari che governavano le province (in greco nómoi).

Per amministrare al meglio il Paese, vengono messi a punto un calendario e un sistema di calcolo Per l’amministrazione del Paese era indispensabile anche un calendario preciso, in modo da coordinare il lavoro di tutti tenendo conto dei tempi delle inondazioni. Basandosi sull’osservazione degli spostamenti del Sole e delle stelle, gli Egizi arrivarono alla formulazione di un calendario di estrema precisione molto simile a quello che usiamo ancora oggi. Inoltre, essi misero a punto un sistema di unità di misura e di calcolo per far fronte a esigenze pratiche, come per esempio: misurare il livello delle piene; misurare le superfici dei campi per risolvere eventuali controversie quando le acque si ritiravano; eseguire un gran numero di calcoli al momento di costruire piramidi e templi.

In Egitto, nonostante il Nilo, l’economia rimane scarsamente produttiva Un limite dell’economia egizia consisteva nella scarsa produttività, dal momento che dipendeva in tutto e per tutto dal fiume Nilo. La ricchezza accumulata, inoltre, non era investita per ottenere nuova ricchezza ma veniva dilapidata dal faraone e dai ceti privilegiati. Alcuni faraoni intrapresero una politica di conquiste proprio per procurarsi nuove ricchezze e nuovi territori da sfruttare. In questo modo tuttavia si innescava un pericoloso processo di deterioramento: le guerre espansionistiche, protraendosi nel tempo, comportavano costi sempre maggiori, e i militari, vedendo accresciuta la propria importanza e il proprio ruolo nell’esecuzione del disegno politico del faraone, iniziarono a pretendere nuove concessioni.

PRIMA VERIF

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ICA

Perché il Nilo era tanto importante? a. Perché era un confine naturale. b. Perché era fondamentale per l’agricoltura.

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MATERIALE

STORIA

Antiche tecniche di irrigazione

L’

LA MESOPOTAMIA

acqua dei grandi fiumi della Mezzaluna fertile era una risorsa straordinaria per sviluppare un’agricoltura ricchissima. Tuttavia l’irrigazione fu un problema-chiave per tutte le grandi civiltà della regione, che ne determinò l’organizzazione sociale, la cultura, l’accesso al potere. Infatti Mesopotamia e valle del Nilo avevano problemi molto diversi che costrinsero a trovare soluzioni differenti. Le piene del Tigri e dell’Eufrate sono irregolari e pericolose. I due fiumi portano un volume di limo cinque volte maggiore di quello del Nilo e di conseguenza ostruiscono i canali. Inoltre l’inondazione termina all’inizio della stagione calda, per cui le acque non bastano a bagnare in profondità le terre riarse. In Egitto, invece, la piena annuale del Nilo è un evento che si ripete con tale puntualità e le cui conseguenze sono così importanti che i complessi calcoli per determinare il livello dell’acqua erano un compito riservato ai sacerdoti. L’atto di domare i fiumi assunse sia in Egitto sia in Mesopotamia un significato profondo: per la prima volta l’uomo si proponeva di modificare l’ambiente naturale.

L’agricoltura in Mesopotamia dipendeva da un sistema di irrigazione perenne, vale a dire centrato su una rete di grandi canali che intersecavano le valli inferiori del Tigri e dell’Eufrate. Il più famoso, il Nahrwan, era largo 120 metri e lungo probabilmente più di 300 chilometri (come la distanza tra Milano e Firenze). Da questi l’acqua passava, attraverso un sistema di canali alimentatori, in una serie di canali più piccoli e di fossati, e da essi veniva fatta defluire a turno negli appezzamenti più lontani. Per mantenere in funzione tutto il sistema il livello dell’acqua nel canale principale doveva essere un po’ al di sopra del livello del suolo, e il suo flusso doveva essere regolato in modo che non distruggesse gli argini per eccessiva velocità, né venisse frenato dalla fanghiglia e dalle erbacce. Mattoni e stuoie rinforzavano gli argini del canale. Il sistema si reggeva su una massa di lavoratori muniti di pale e picconi che si occupavano della costruzione e della manutenzione dei canali, ripulendoli dal limo e rinforzandone gli argini.

Il sistema dei canali Il funzionamento del sistema dei canali: dal canale principale 1 l’acqua entra nella cisterna 2 dove verrà conservata; aprendo la chiusa essa passa nei canali e nelle cisterne secondarie 3 ; questo complesso sistema garantisce l’irrigazione di ogni singolo appezzamento.

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Le civiltà fluviali UNITÀ 2

L’irregolarità delle piene imponeva che tutti partecipassero al lavoro comune, tralasciando, nel caso, i propri campi. LA VALLE DEL NILO

Si suppone che il mitico faraone Menes (2925 a.C.) abbia fatto per primo costruire dighe di pietre e fango per controllare e regolare l’afflusso delle acque. Poco per volta si sviluppò un sistema sempre più ingegnoso: l’area coltivabile era suddivisa in grandi bacini rettangolari di diversi livelli, che venivano riem­ piti dall’acqua della piena regolata da un sistema di chiuse. I bacini a livello più alto venivano inondati per primi; l’acqua veniva trattenuta per un mese o più per saturare il suolo; poi l’acqua passava in quelli meno elevati e alla fine veniva convogliata nel Nilo. I terreni che non era possibile inondare per via naturale perché erano più lontani dal fiume venivano irrigati per mezzo di una rete di canali e di uno strumento utilissimo: lo shaduf. Lo shaduf è costituito di solito da due pali di sostegno collegati verso la cima da un corto asse, alla cui estremità venivano ancorati da una parte un grosso

sasso, e dall’altra un’imbracatura per il secchio (ma nell’antichità si trattava quasi sempre di un otre in pelle). Un uomo, stando ai bordi di un corso d’acqua o di un pozzo, usando lo shaduf immerge l’otre, prende l’acqua e la vuota nel canale di irrigazione: così può sollevare 2700 litri d’acqua in un giorno a un’altezza di 1,80 metri. Per calcolare le piene del fiume gli Egizi utilizzavano i nilometri, strutture simili a scale o pozzi. Lo scopo originario era ricavare informazioni sul reddito delle attività agricole (e quindi sulle tasse che il proprietario di quel terreno avrebbe dovuto pagare): si riteneva infatti che i raccolti crescessero meglio quando la piena era più abbondante e viceversa. La regolarità delle piene del Nilo permise di creare una divisione specializzata del lavoro.

AT TIVITÀ

→

Quali sono le differenze tra le piene dei fiumi della Mesopotamia e quelle del Nilo?

Lo shaduf Affresco di una tomba egizia che rappresenta un uomo mentre innaffia delle piante utilizzando l’antichissimo sistema dello shaduf (pozzo con sistema a bilanciere), che è tuttora in uso in molti Paesi arabi.

Un nilometro nella città del Cairo A una data quantità di acqua corrispondeva un livello di irrigazione dei campi e da qui una previsione molto precisa dei raccolti che ne sarebbero derivati.

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LEZIONE

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La civiltà egizia durante il Medio e Nuovo Regno Il Regno Medio rappresenta un periodo di grande splendore per l’Egitto Alla fine del Regno Antico (2180 a.C. circa) si aprì un periodo di tensioni e lotte. L’autorità dei faraoni si indebolì e nelle province si affermarono le famiglie nobili. Anche la grande massa dei contadini, sfruttati per la manutenzione dei canali e la costruzione di templi e piramidi, fece sentire il suo malcontento. Questo è il Primo periodo intermedio della storia egiziana, durante il quale mancò una forte autorità centrale. Ma nel 2040 a.C. iniziò il Regno Medio. Un potente signore di Tebe assunse il titolo di faraone e unificò nuovamente il Paese, spostando la capitale da Menfi a Tebe. Per l’Egitto iniziò un periodo di splendore e i confini del regno si spinsero più a sud, oltre la seconda cateratta. Tuttavia il potere dei faraoni non era più assoluto: i nobili signori e le masse popolari avevano un peso maggiore nella società. In questo periodo fu attuata inoltre un’aggressiva politica estera verso il Sinai e la Libia, al fine di controllare le fiorenti vie commerciali tra Mediterraneo ed entroterra asiatico, e verso sud, con spedizioni militari che culminarono nella colonizzazione della Nubia, un territorio ricco di miniere d’oro. I sovrani si preoccuparono anche di migliorare l’agricoltura bonificando la zona a sud di Menfi, tramite una rete di canali che razionalizzava il deflusso delle acque del fiume al centro di quella regione.

Per gli Egizi la vita continua dopo la morte In questo periodo si diffuse sempre più la convinzione che la vita dopo la morte potesse proseguire per tutti e non solo per il sovrano. I ricchi imitavano i faraoni e si facevano costruire la tomba quando ancora erano in vita, arredandola con mobili e oggetti preziosi. Sulle pareti venivano rap-

LA N O ST R A

EDUCAZIONE FINANZIARIA

N

La proprietà privata

ell’antico Egitto, tutte le terre appartenevano al sovrano, cioè al faraone, e l’eccedenza della produzione veniva portata nei granai reali. Ma la nobiltà, intesa come ministri, governatori e funzionari, si era nel tempo ritagliata vaste proprietà terriere che amministrava come fossero di sua proprietà. Per questa ristretta cerchia della società egizia, la proprietà privata esisteva e i beni potevano essere alienati. Esistono, infatti, degli atti di passaggio di proprietà e dei testamenti che sono giunti fino a noi. La maggior parte degli abitanti dell’Egitto, però, era composta da contadini che lavoravano con un contratto le terre del re o dei sacerdoti. Tutti questi lavoratori, in genere, non possedevano

alcuna proprietà. È difficile pensare alla società odierna senza il concetto di proprietà privata, intesa come il diritto che ogni persona o un ente ha di possedere una data cosa e di “disporne in modo pieno”, un diritto che nella nostra Costituzione è garantito all’articolo 42. La proprietà può essere acquisita tramite compravendita, per eredità oppure in seguito a una donazione. La Costituzione italiana, inoltre, stabilisce che per motivi di interesse comune una proprietà può essere espropriata, cioè tolta al legittimo proprietario dietro la corresponsione di un indennizzo. Infine, accanto alla proprietà privata, esiste anche la proprietà pubblica, che raccoglie tutti i beni che appartengono allo Stato.

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presentati gli dei e scene di sacrifici, ma anche scene della vita quotidiana. I più poveri si limitavano a sepolture molto più modeste, spesso solo un telo che avvolgeva il cadavere. Tutti però pensavano che dopo la morte ci sarebbe stato un giudizio, che veniva immaginato come una pesatura dell’anima: le buone e le cattive azioni sarebbero state poste su una bilancia sotto gli occhi attenti degli dei, e solo se il bene fosse stato più pesante l’anima avrebbe avuto una serena vita eterna.

Gli Hyksos approfittano dei contrasti interni per impadronirsi del potere Dal 1786 al 1551 a.C. si aprì per l’Egitto un Secondo periodo intermedio di lotte tra i vari signori locali. Il Paese si frantumò in tanti piccoli regni, spesso in lotta tra loro. Indebolito, l’Egitto diventò facile preda di una popolazione proveniente da Oriente, gli Hyksos (detti «gli stranieri abitatori delle sabbie»). Dopo due secoli di sottomissione alcuni nobili tebani si misero a capo di una rivolta che si concluse con la cacciata degli invasori: iniziò così il Nuovo Regno, un periodo di grande splendore e prosperità per l’Egitto, che terminò nel 1070 a.C.

Durante il Nuovo Regno, l’Egitto raggiunge la massima espansione I confini del regno si espansero a sud fin oltre la quarta cateratta e a est fino alla Palestina e alla Siria; gli eserciti del faraone si spinsero fino alle rive dell’Eufrate e si batterono contro gli Indoeuropei, che premevano da Oriente. Il Paese continuò a prosperare e gli scambi con i popoli del Mediterraneo orientale (Greci e Fenici) si fecero molto intensi. Nel corso del Nuovo Regno i faraoni fecero costruire alcuni dei templi più grandiosi, giunti in gran parte intatti fino a noi.

Le imprese militari del faraone Thutmosi III Il Nuovo Regno rappresenta l’epoca dell’espansionismo militare e delle conquiste per l’Egitto. I testi di quest’epoca raccontano spesso di imprese di guerra ed esaltano la figura del faraone, che si arricchisce di attributi che ne esaltano la gloria militare e la capacità di sbaragliare i te nemici dell’Egitto. È il caso di questo breve testo che celebra le imprese militari del faraone della n Fo XVIII dinastia Thutmosi III (1479- 1424 a.C). Durante il suo regno l’Egitto raggiunse l’apogeo della sua espansione. Vennero, infatti, sottomesse la Palestina e la Siria meridionale.

A

scoltami, o popolo! Il dio mi ha concesso le terre straniere di Siria, nella prima campagna, quand’esse vennero a combattere la mia maestà con milioni e centinaia di migliaia di uomini, i migliori di tutte le regioni straniere, stanti sui loro carri: trecentotrenta principi, ognuno col suo esercito! La mia maestà li attaccò, e subito fuggirono o caddero uccisi. Essi entrarono in Megiddo 1 , e la mia maestà ve li assediò per sette mesi, finché uscirono allo scoperto, pregando la mia maestà e dicendo: «Dacci respiro, nostro signore! Le terre di Siria non ripeteranno mai più una ribellione contro di te!». Allora quel nemico e i principi che erano con lui mi mandarono un grande tributo, portato dai loro figli: oro e argento, tutti i cavalli che avevano, i loro grandi carri d’oro, d’argento e dipinti, tutte le loro corazze, i loro archi, le loro frecce, tutte le loro armi. 1. Città, oggi facente parte dello Stato di Israele, sede di una importante battaglia (1480 a.C.) vinta da Thutmosi III contro i Mitanni, popolo che anticamente dominava l’area siriana.

PER COMPR

→

ENDERE

Rispondi alle domande. a. A chi attribuisce il faraone la sua vittoria? Perché? b. Sottolinea le espressioni che nel testo evidenziano la potenza di Thutmosi. c. In che modo i nemici si rivolgono al faraone? Che cosa ci vuole trasmettere il testo con queste espressioni?

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LEZIONE

7

Il mondo e la società degli Egizi La società egizia ha una struttura piramidale Come abbiamo visto, in Egitto prese forma uno Stato teocratico, in cui il potere era detenuto da un uomo, il faraone, che era considerato vera e propria incarnazione della divinità. Tutte le attività dello Stato si svolgevano sotto il suo controllo: il faraone infatti si trovava al vertice dell’ordinamento politico, religioso, amministrativo, giuridico e militare. La seconda persona più importante del regno era il visir, che provvedeva all’amministrazione del Paese e alla giustizia. Oltre al visir, di notevole importanza godevano i sacerdoti, che erano i rappresentanti locali del faraone e in quanto tali ne condividevano il prestigio. Il sovrano veniva aiutato anche da un gran numero di funzionari sparsi per tutto il territorio. Tra questi c’erano gli scribi: essi dovevano essere in grado di svolgere diversi compiti, dalla copiatura dei testi alla capacità di tenere la contabilità e l’amministrazione, di dirigere i lavori per la costruzione di edifici, di giudicare nei tribunali, di scrivere cronache. Le scuole per diventare scriba si trovavano presso i templi o i centri dell’amministrazione dei diversi regni. I nobili, o guerrieri, non avevano un’importanza paragonabile a quella di sacerdoti e scribi, e non ebbero mai un ruolo politico. I contadini erano la maggioranza della popolazione e nei mesi in cui erano liberi dai lavori dei campi lavoravano per la manutenzione di argini e canali. Ai livelli più bassi della gerarchia sociale c’erano i servi, persone tenute a servire un’istituzione o un privato, ma non schiave. L’ultimo strato sociale era infine occupato dagli schiavi: prigionieri di guerra e popolazioni deportate dai territori conquistati. Nella società egizia vi fu sempre una netta separazione tra classi privilegiate, composte da un numero ristretto di persone, e la massa dei subordinati, costretta a vivere ai limiti della sussistenza. Per questo motivo, anche se teoricamente possibile, era in realtà molto difficile che qualcuno emergesse nella scala sociale, sebbene potesse accadere che, per esempio, un figlio di contadini diventasse scriba.

Lo scriba Statuetta in pietra risalente al 2400 a.C.

SCHEMA

LA SCALA SOCIALE DELLA SOCIETÀ EGIZIA

faraone visir momarchi e sacerdoti

funzionari e scribi militari artigiani, operai e contadini

servi

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Le civiltà fluviali UNITÀ 2 Scena di pesca e caccia Affresco ritrovato all’interno della tomba dello scriba Menna.

La maggior parte delle ricchezze è concentrata nelle mani del faraone e dei sacerdoti In Egitto, come in Mesopotamia, si sviluppò una civiltà agricola legata a un fiume: il Nilo. La fertilità dei suoli e l’efficace organizzazione del lavoro permettevano di produrre grandi eccedenze. I cereali venivano accumulati ed eventualmente esportati; lo stesso si faceva con i pregiatissimi tessuti di lino, le corde e gomene di canapa per le imbarcazioni, la carta fabbricata con il papiro. Si allevavano bovini, suini e capre, ma solo i ricchi mangiavano carne, mentre i poveri ricavavano le proprie proteine dal pesce. Le eccedenze permettevano di mantenere numerosi artigiani specializzati sia nella produzione di beni quotidiani sia in quella di beni di lusso. Questi risiedevano nelle città ed erano in gran parte dediti alla produzione di tombe e di beni utili ai riti funebri e alle sepolture, stipendiati dallo Stato. Non si lavoravano solo le materie prime disponibili sul posto, ma anche quelle provenienti da lontano. Nell’Alto Egitto abbondava la pietra, mentre gli alberi d’alto fusto erano molto rari in tutto il Paese: si importavano quindi legname, rame, stagno, argento. La maggior parte della ricchezza prodotta era concentrata nelle mani del faraone e del gruppo ristretto dei sacerdoti, che la utilizzavano in parte per la manutenzione del sistema dei canali, in parte per la costruzione delle tombe reali. Queste ultime erano imponenti edifici che richiedevano decenni di lavoro e quantità immense di materiali e che impegnavano, oltre ai manovali, anche centinaia di scultori, pittori, scalpellini, fabbri, gioiellieri.

STORIA

E GEOGRAFIA

I

Le rotte commerciali degli Egizi

l commercio ebbe notevole importanza nell’economia egizia. Già all’inizio dell’Antico Regno vennero effettuate non solo incursioni militari, ma anche spedizioni commerciali oltre i confini, verso la Nubia, a sud, e verso il Sinai, a est. Queste spedizioni erano dirette nei territori che gli Egizi chiamavano simbolicamente «terrazze marine» e sui quali, in epoche diverse, cercarono di stabilire dei protettorati o di imporre un controllo diretto. Dalla costa siro-palestinese (la «terrazza dell’abete») si importavano essenzialmente le-

gnami pregiati (abeti, cedri, cipressi) e navi; nella penisola del Sinai (la «terrazza della turchese») si procuravano rame, turchese e malachite (un minerale di colore verde usato come pietra dura); nel Paese di Punt («terrazza dell’incenso»), un territorio che con ogni probabilità corrisponde all’attuale Somalia, si trattava l’acquisto di legname e incenso. Sembra che vi fosse una vera e propria rotta commerciale che univa la costa siro-palestinese a Punt attraverso l’Egitto, utilizzando il Nilo come via fluviale e poi il mare.

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Lezione 7 Il mondo e la società degli Egizi

aa

La religione egizia è politeistica e ha una base totemica

LESSICO

A Religioni

Gli Egizi, come quasi tutte le società agricole dell’epoca, praticavano una religione politeistica di origini antichissime che si era sviluppata da una base totemica. I totem erano animali attraverso i quali si manifestava la forza o l’essenza di una certa divinità (ma che non erano essi stessi la divinità). I villaggi di agricoltori della valle del Nilo erano costituiti da un insieme di famiglie imparentate tra loro, cioè da un clan, ciascuno protetto da un totem. Quando un clan sottometteva un altro villaggio subordinava anche il suo totem al proprio. Questo legame col mondo naturale faceva sì che gli dei venissero rappresentati in vari modi:

politeistiche Si tratta di religioni con numerose divinità, spesso collegate tra loro in modo gerarchico. Di solito c’è un dio più potente degli altri e tutti hanno un proprio ambito di competenza specifico (del mare e dei naviganti, dei fabbri, degli scribi, dei mercanti, della guerra, dell’amore e così via).

▶ come animali (rappresentazione zoomorfa, parola greca che significa «a forma di animale»); ▶ con l’aspetto umano (rappresentazione antropomorfa, parola greca che significa «a forma di uomo»);

▶ come uomini con testa di animale.

La sepoltura del faraone è un rituale molto importante, che gli consente di accedere alla vita nell’aldilà Dopo la morte, gli Egizi credevano che il faraone sarebbe entrato definitivamente nel mondo degli dei e avrebbe acquisito l’immortalità. La sua sepoltura, quindi, era un rituale di estrema importanza perché segnava questo passaggio. Uno dei punti fondamentali era la conservazione del cadavere attraverso un complicato processo di imbalsamazione. La tomba veniva attrezzata con suppellettili, oggetti di vita quotidiana, cibi, oltre a ciò che il defunto aveva di più caro, e veniva riccamente decorata. A partire dal Regno Antico i sovrani furono sepolti nelle piramidi: le più imponenti furono costruite attorno al 2500 a.C. circa a Giza, presso l’attuale Cairo, e le tre maggiori sono tuttora il simbolo dell’antico Egitto. Successivamente i faraoni furono sepolti in tombe scavate nella roccia nella Valle dei Re, presso Tebe. In origine si pensava che solo il faraone avesse diritto all’aldilà, ma verso la fine dell’Antico Regno, in relazione al declino del potere assoluto dei faraoni, si verificò una sorta di “democratizzazione dell’oltretomba”: tutti, anche i più umili, acquistarono il diritto alla vita ultraterrena.

La pesatura dell’anima rappresentata su un papiro del 1240 a.C. circa Per accedere al regno dei morti, il cuore del defunto (sede dalla sua anima) doveva pesare quanto una piuma.

PRIMA VERIF

→

ICA

Indica tra le seguenti affermazioni quella che meglio riassume il contenuto della lezione. a. Nella società egizia i nobili e i guerrieri non hanno un ruolo rilevante. b. All’inizio solo il faraone ha diritto alla vita nell’aldilà. c. La società egizia ha una struttura piramidale, al cui vertice c’è il faraone. Le possibilità di ascesa sociale sono molto scarse, ma non del tutto inesistenti.

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IL NOSTRO

PATRIMONIO

Le piramidi, dimora eterna dei faraoni

L

e piramidi sono tra i monumenti più imponenti e spettacolari che ci abbia lasciato la civiltà egizia. La loro costruzione ha senza dubbio richiesto una quantità di lavoro enorme, soprattutto se si pensa agli strumenti che potevano avere a disposizione gli uomini dell’epoca. Migliaia di persone offrivano il loro lavoro in cambio di cibo e, poiché il benessere del faraone coincideva con quello dello Stato, ai loro occhi anche questa impresa così dispendiosa aveva una sua utilità: all’interno di un monumento considerato inaccessibile il faraone avrebbe continuato a proteggere l’Egitto anche dall’aldilà. A livello strutturale, possiamo distinguere due diverse tipologie di piramidi: quella a gradoni e quella liscia.

LA PIRAMIDE LISCIA

LA PIRAMIDE A GRADONI

AT TIVITÀ

Già all’inizio dell’Antico Regno, nel IV millennio a.C., il faraone Zoser portò a termine la costruzione di una grandiosa piramide a gradoni a Saqqara, poco a nord di Menfi: è questa la prima testimonianza del grado di potenza raggiunto da un faraone.

Piramide di Zoser La piramide di Zoser a Saqqara, alta 61 metri e con una base di 109 x 125 metri, è costruita in calcare e rappresenta una delle più antiche testimonianze architettoniche della civiltà egizia.

Intorno alla metà del III millennio a.C. gli Egizi passarono al modello di piramide liscia, che è rimasto l’emblema della loro cultura architettonica. L’insieme più articolato e solenne è quello di Giza, nei pressi del Cairo. A Giza sono collocate le piramidi di Cheope, Chefren e Micerino, simbolicamente custodite dall’enorme Sfinge scolpita nella pietra (alta 33 metri) che raffigura la famosa creatura mitologica con corpo di leone e testa di uomo. Attorno alle piramidi principali vi sono altri piccoli edifici.

→

Rispondi alla domanda seguente. Perché nell’antico Egitto la costruzione delle piramidi aveva un’utilità sociale?

La Sfinge e la piramide di Chefren La piramide di Chefren è un edificio funerario a base quadrata, con i lati di 215 metri. Con i suoi 136 metri di altezza è la seconda piramide dopo quella di Cheope.

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LEZIONE

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Le grandi civiltà agricole in India e in Cina In India e in Cina si sviluppano civiltà con caratteristiche simili a quelle della Mezzaluna fertile Le civiltà agricole che si sono sviluppate nella Mezzaluna fertile hanno avuto una grandissima importanza per il mondo occidentale. Da qui si sono diffusi l’agricoltura e l’allevamento in tutta Europa, qui si sono sviluppate le tecnologie che si sarebbero utilizzate nei millenni successivi. Dalle varie forme di scrittura che esse produssero si è sviluppato l’alfabeto che usiamo attualmente; qui è nata una religione da cui ha avuto origine il cristianesimo, la più diffusa nel mondo occidentale. I legami dell’Europa con queste civiltà sono così molteplici, complessi e profondi che, nei secoli in cui l’Europa si considerava il centro del mondo, la Mezzaluna fertile fu considerata la culla della civiltà del mondo intero. In realtà essa fu solo uno dei centri di irradiazione della civiltà nel mondo, perché tra il IV e il III millennio a.C., in India e in Cina, lungo le fertili vallate di grandi fiumi (dell’Indo in India, del Fiume Giallo in Cina), si svilupparono civiltà con caratteristiche simili. Qualche millennio più tardi anche nell’America Latina e nel centroamerica si svilupparono civiltà agricole.

Le grandi civiltà agricole si sono sviluppate indipendentemente le une dalle altre

Le più antiche civiltà agricole

Tutte le grandi civiltà ebbero un’origine indipendente, senza contatti fra loro, date le enormi distanze; perciò non ha senso chiedersi quale sia stata la prima e la più antica perché ciascuna lo è stata nella sua area di influenza. È invece importante rendersi conto che in diverse zone della Terra si sono sviluppate civiltà simili, e che quindi il mondo occidentale non ha motivo di sentirsi superiore o «più civile» di altre regioni del mondo, che possono vantare una storia altrettanto ricca e antica.

Gerico

Eu

fra

te

eG

Fiu

i Tigr

Mar Mediterraneo

Arslantepe

m

Catal Hüyük

Uruk

llo (Hu

ang H o )

ia

Area di diffusione delle prime attività agricole e dei primi centri urbani

Harappa Mohenjo Daro

o

lo

Ni

Ind

Oceano Pacifico

Oceano

Indiano

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Le civiltà fluviali UNITÀ 2

La prima civiltà cinese si sviluppa lungo il Fiume Giallo, ma a noi è giunto ben poco La più antica civiltà cinese si sviluppò nel bacino del Fiume Giallo, ma conosciamo poco di come fosse organizzata la società perché non ci sono rimasti documenti scritti di nessun tipo, a differenza di quanto avvenne per le civiltà mesopotamiche e per quella egizia. Poiché questa regione fu sempre abitata, e costituì il cuore del Paese, anche i resti monumentali vennero via via distrutti nel corso delle guerre che dilaniarono a più riprese il territorio. Tuttavia i manufatti rinvenuti negli scavi archeologici rivelano una estrema abilità nell’esecuzione, che conferma la presenza di artigiani altamente specializzati e quindi una precisa divisione sociale del lavoro; la raffinatezza delle linee e dei decori mostra inoltre una sensibilità e un gusto di altissimo livello, tipici di una civiltà avanzata.

Nella valle dell’Indo si sviluppa una civiltà fiorente Maggiori informazioni abbiamo invece sulla fiorente civiltà urbana che si sviluppò nella valle dell’Indo. Qui gli scavi hanno portato alla luce i resti di almeno due grandi centri urbani: Harappa e Mohenjo-Daro. Essi comprendevano abitazioni, strade, piazze, botteghe artigiane e mercati. È stato portato alla luce anche un efficiente sistema di fognature, tuttavia non si sono trovati resti di templi, palazzi reali o altri edifici monumentali ed è quindi difficile immaginare l’organizzazione della società nel suo insieme. Sappiamo solo che si usava la scrittura anche se sono rimaste pochissime tracce (per il momento non ancora decifrate). Anche qui gli scambi erano essenziali: alla ricchezza di prodotti agricoli corrispondeva una scarsità di materie prime, perciò la rete dei traffici sfruttava le vie d’acqua costituite dai fiumi e dal mare. Le barriere naturali (monti e deserti) rendevano impossibile comunicare con la Mesopotamia via terra, mentre via mare i popoli dell’Indo entrarono in contatto con i Sumeri, come risulta dai reperti archeologici. Sito archeologico della città di Harappa Una delle più importanti città fortificate della valle dell’Indo.

PRIMA VERIF

→

Osso oracolare Durante il periodo della dinastia Shang, venivano fatte delle iscrizioni su pezzi di osso o guscio di animali: queste sono state decifrate, rivelando delle annotazioni relative a divinazioni compiute per i sovrani.

ICA

Individua la risposta corretta. a. La più antica civiltà cinese nacque lungo: 1. il Gange; 2. il Fiume Giallo.

b. In India nacque una fiorente civiltà: 1. guerriera; 2. urbana.

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Quello che dobbiamo ricordare…

LE faraone sovrano/dio

MAPPA ANTICO EGITTO

I POPOLI DELLA MESOPOTAMIA

società gerarchica

IV millennio a.C.

Sumeri

III millennio a.C.

Accadi

XVIII millennio a.C.

Babilonesi

1200-538 a.C.

Assiri

dal 538 a.C.

Persiani

S I N T ES I

regione politeista e culto dei morti

economia agricola basata sulle piene del Nilo

INDIA

CINA

2500-1500 a.C.

IV millennio a.C.

civiltà di Harappa e Mohenjo-Daro

civiltà del Fiume Giallo

primi centri urbani

artigiani specializzati

■

Intorno al 4000 a.C. si stanziarono in Mesopotamia i Sumeri. Per regolare la convivenza degli abitanti delle città si stabilirono delle leggi. La Mesopotamia era una terra ricca, ma priva di difese naturali, pertanto qui si succedettero diversi popoli e regni.

■

In Mesopotamia nei punti di scambio si formarono dei mercati protetti da una divinità: da questi nuclei si svilupparono le prime città. Per proteggerle dalle piene dei fiumi furono costruiti argini e canali, il sistema di irrigazione favorì l’agricoltura e le città divennero centri di ricchezza.

■

Per gestire i magazzini e calcolare il periodo delle piene, fu necessario elaborare un sistema di calcolo e di scrittura, con la quale inizia la storia propriamente detta.

■

Il territorio dell’antico Egitto era costituito dall’immensa oasi formata dal fiume Nilo in mezzo al deserto: le piene rendevano la terra ricca e fertile, ma per sfruttare le acque era necessario il lavoro coordinato di molti uomini e una continua manutenzione dei sistemi di irrigazione.

■

Ciò portò alla formazione di due regni: l’Alto Egitto a sud e il Basso Egitto a nord. Nel 2900 a.C. il faraone Menes li riunì in un unico regno. Nel 2040 a.C. la capitale fu spostata a Tebe e iniziò un periodo di grande espansione e benessere.

■

I grandi fiumi come l’Indo e il Fiume Giallo e le pianure agricole della penisola indiana e della Cina furono i luoghi dove si svilupparono le prime antichissime civiltà dell’Oriente.

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L E N O ST R E

ZE CO M P E T E N 1

Le civiltà fluviali UNITÀ 2

Prepararsi per l’interrogazione. Preparati seguendo la traccia di queste domande. 1. L’invenzione della scrittura fu importantissima perché… 2. I Sumeri organizzarono dei piccoli stati perché… 3. La Mesopotamia fu successivamente occupata da… 4. L’Egitto dipendeva dal Nilo perché... 5. La religione in Egitto era fondata su… 6. L’Egitto ebbe una lunga storia suddivisa in…

2

Orientarsi nel tempo. Collega le date all’evento corrispondente. a. 4000 a.C. - 2300 a.C. b. 2900 a.C. c. 2300 a.C d. 1792. a.C. 1750 a.C. e. 1550 a.C. - 1070 a.C. f. 1200 a.C. g. 538 a.C.

3

1. Regno di Hammurabi 2. Affermazione degli Assiri in Mesopotamia 3. Conquista dei Persiani della Mesopotamia 4. Sottomissione dei Sumeri da parte degli Accadi 5. Insediamento e dominazione dei Sumeri in Mesopotamia 6. Affermazione in Egitto del Nuovo Regno con Ramses II 7. Unificazione dell’Egitto con il re Menes

Utilizzare il lessico. Completa le frasi seguenti con i termini corretti scegliendoli tra quelli elencati sotto: città-stato – codice – faraone ‑ fonetica - limo - scriba - teocrazia - ziggurat 1. Si chiamano                   quelle dove si trovavano il tempio, i magazzini di cibo, il mercato e che amministravano il territorio circostante. 2. Il tempio mesopotamico a gradoni, costruito in mattoni di argilla si chiamava                  . 5. Il tipo di scrittura in cui ogni segno corrisponde ad un suono, si chiama                  . 6. Lo                   era il funzionario dello Stato che nell’antichità amministrava le proprietà, era giudice, consigliere, sacerdote perché conosceva la scrittura, quindi scriveva i documenti. 7. Si dice               quando uno Stato è guidato da persone che dicono di avere un rapporto speciale con la divinità (sacerdoti oppure sovrani divini).

4

Stabilire relazioni. Rispondi alle domande. 1. Perché i Mesopotamici e gli Egizi elaborarono un sistema di scrittura e di calcolo del tempo?

2. Perché in Mesopotamia e in Egitto si giunse a scrivere le leggi? 3. Perché in Mesopotamia e in Egitto i sacerdoti avevano un grande potere? 4. Perché i faraoni, e successivamente i nobili, si fecero costruire tombe riccamente decorate e piene di oggetti preziosi? 5. Perché la Mesopotamia fu soggetta a numerose invasioni di popoli?

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U DA L’importanza delle regole nella scuola per stare bene insieme Introduzione Nell’inserimento in una nuova comunità, come è capitato a voi nel passaggio dalla scuola media a quella superiore, è importante comprendere quali siano le regole da rispettare e quali siano i propri diritti e i propri doveri: solo così ci si può sentire parte di un gruppo, accolti e protagonisti della vita collettiva. Spesso le studentesse e gli studenti si infastidiscono a sentire la parola «regole», perché questo termine viene associato all’idea di un insieme di obblighi inventati dagli insegnanti per imporre la propria autorità, limitando la libertà delle alunne e degli alunni. Ma in realtà le regole sono state stabilite per garantire a tutti il pieno esercizio del diritto fondamentale su cui si fonda la scuola, vale a dire il diritto all’istruzione. Grazie alla presenza di norme, ogni alunna e alunno può imparare e crescere in un ambiente sereno, collaborativo e inclusivo. In storia avete studiato le ragioni per cui è nato lo Stato e con esso le leggi, e in questa unità di apprendimento scopriremo che queste sono le stesse per cui a scuola esistono le regole. L’unità di apprendimento si svolgerà attraverso il contributo attivo di ciascuno di voi, che sarà impegnato in discussioni e dibattiti in piccoli gruppi e con l’intera classe, nella lettura e analisi di documenti e nella realizzazione di un prodotto finale in cui metterete a punto i risultati del vostro lavoro.

Prodotto finale Realizzazione di un tabellone da affiggere in classe con un decalogo delle regole fondamentali da rispettare, scritte in lingua italiana, inglese e nella lingua di indirizzo. Ogni regola dovrà essere accompagnata da un commento per spiegarne l’utilità in funzione del benessere collettivo e individuale.

Descrizione delle attività AT TIVITÀ 1

Perché esistono le regole? Ce lo dice la storia

Materie coinvolte: storia e diritto È proprio la storia a farci capire perché a un certo punto i gruppi umani, diventati più complessi e numerosi, sentirono la necessità di stabilire con chiarezza chi dovesse avere il potere di:

▶ prendere decisioni; ▶ stabilire leggi; ▶ definire i doveri e i diritti di ogni componente della comunità; ▶ organizzare tutte le attività su cui si fondava la società; ▶ possedere la forza per punire i trasgressori delle leggi e difendersi dai nemici esterni. 66

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L’importanza delle regole nella scuola per stare bene insieme UDA

Con il vostro insegnante di storia ricercate sul libro di testo in quale momento e in quale area geografica si segnò il passaggio dalle tribù o clan alle prime organizzazioni statali. Potete aiutarvi compilando la seguente tabella:

Area geografica Periodo

Primi popoli che si organizzarono in uno Stato Chi esercitava il potere Funzioni esercitate dallo Stato Vantaggi della presenza di leggi rispetto alle realtà precedenti Con la guida dell’insegnante, confrontate le vostre tabelle e, basandovi su quanto avete scritto nell’ultima colonna, in piccoli gruppi ricercate sul libro di testo le ragioni per cui è nato lo Stato e di conseguenza le leggi e le autorità che le fanno rispettare. Dibattette poi insieme sulle vostre risposte e arrivate a formulare una definizione di cosa è lo Stato. AT TIVITÀ 2

Le regole e le leggi ci rendono più liberi o meno liberi?

Materie coinvolte: diritto L’insegnante vi inviterà, alla luce di quanto emerso nell’attività precedente, a esprimere il vostro parere su questo quesito e poi vi proporrà di leggere, comprendere e commentare la seguente citazione di Cesare Beccaria, presente nella sua famosa opera Dei delitti e delle pene: «Le leggi sono le condizioni colle quali uomini indipendenti e isolati si unirono in società, stanchi di vivere in continuo stato di guerra, e di godere una libertà resa inutile dall’incertezza di conservarla: essi ne sacrificarono una parte per goderne il restante con sicurezza e tranquillità». La riflessione di questa frase di Beccaria può essere svolta rispondendo a queste domande: 1. Perché, secondo Beccaria, prima di unirsi in società gli esseri umani vivevano in un continuo stato di guerra? Provate a trovare un esempio per giustificare l’affermazione dello scrittore.

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U DA 2. Cosa intende Beccaria sostenendo che, sebbene gli uomini fossero totalmente liberi, la loro libertà era resa inutile dall’incertezza di conservarla? Trovate anche in questo caso un esempio che possa giustificare l’affermazione dello scrittore. 3. Con l’ultima frase, Beccaria fa capire che l’esistenza di leggi rende le persone più o meno libere? Motivate la risposta. 4. In una società senza leggi chi è veramente “libero”? Segnate la risposta che ritenete più corretta e motivate la vostra scelta. a. Tutti indistintamente sono liberi. b. I più deboli che si aiutano a vicenda. c. I più forti che hanno i mezzi per prevalere sui più deboli. 5. In che senso è fondamentale promuovere, soprattutto nelle scuole, la cosiddetta educazione alla legalità, vale a dire educare al rispetto delle leggi, per permettere a tutti, indistintamente, di sentirsi persone libere? Confrontate le vostre risposte, e con l’insegnante giungete a concludere il discorso dando una risposta motivata alla domanda del titolo dell’attività.

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L’importanza delle regole nella scuola per stare bene insieme UDA AT TIVITÀ 3

Anche le regole a scuola ci rendono più liberi e ci permettono di tutelare i nostri diritti

Materie coinvolte: italiano e diritto Anche la scuola è una società organizzata e complessa, pertanto esistono delle “leggi” che chiamiamo regole. Queste sono scaturite dagli stessi bisogni nati nelle prime società complesse del passato: garantire una situazione di sicurezza e ordine, evitare prepotenze e ingiustizie e difendere i diritti riconosciuti ai membri della comunità. All’insegnante di italiano, relazionate in primo luogo quanto realizzato nelle precedenti attività. Provate poi a immaginare situazioni problematiche che possono verificarsi all’interno della classe. Vi diamo solo alcuni suggerimenti di situazioni possibili:

▶ Una parte della classe non rispetta mai gli orari di entrata e di uscita, oppure chiede di uscire regolarmente durante le lezioni.

▶ Alcuni compagni vengono presi in giro e molestati con “scherzi” molto pesanti. ▶ Durante le ore di lezione gli alunni parlano tutti insieme e alzano la voce per essere ascoltati. Dividetevi in gruppi e pensate ad altre situazioni simili. Scrivete poi un testo, se siete bravi a disegnare potete anche scrivere una sorta di graphic novel, in cui descrivete la situazione scelta immaginando che nella vostra classe non esistano regole e le relative sanzioni disciplinari. Mettete in luce le conseguenze di tale realtà, cercando di trovare quali libertà o diritti vengano in tal caso negati ai membri della classe. Esponete il vostro lavoro agli altri gruppi. Con l’insegnante di diritto potreste, infine, leggere alcune parti del Regolamento di Istituto e della Carta dei diritti e dei doveri delle studentesse e degli studenti che commenterete insieme. AT TIVITÀ 4

Troviamo insieme le regole più importanti per essere liberi di imparare e sentirsi accolti e rispettati da tutti

Materie coinvolte: italiano , inglese e lingua di indirizzo Divisi in gruppi costruite un decalogo con le regole da rispettare all’interno della classe. Confrontate il vostro lavoro con quello degli altri gruppi e poi, con la guida dell’insegnante di italiano, stendete la versione definitiva. A fianco di ciascuna regola spiegatene l’utilità in funzione del benessere collettivo e individuale. Con l’insegnante di inglese e della lingua di indirizzo traducete il decalogo. Siete pronti per preparare i vostri tabelloni da affiggere in classe che diventeranno un promemoria per non dimenticare che gli accordi presi devono essere rispettati da tutti, nessuno escluso.

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