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Il traguardo di Martina

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Chiara Sorrentino

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Storie per crescere Storie per crescere

Chiara Sorrentino

Martina ha nove anni e frequenta la classe quarta. Un giorno, correndo per non perdere l’autobus della gita, scopre per caso di essere velocissima. Da quel momento inizia per lei un nuovo percorso fatto di allenamenti, incoraggiamenti, paure da superare e piccoli grandi ostacoli, che affronterà grazie all’aiuto dei suoi allenatori, dell’amica Najat e di un cagnolino molto speciale. Tra sfide e nuove esperienze, Martina imparerà a credere in sé stessa e a non arrendersi. Riuscirà a trovare il coraggio di inseguire il suo sogno fino al traguardo?

CHIARA SORRENTINO IL TRAGUARDO DI MARTINA

Il traguardo di Martina

Un romanzo coinvolgente e attuale che accompagna bambine e bambini nella scoperta delle proprie capacità: tra sport, emozioni e crescita personale.

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€ 7,00

ISBN 978-88-468-4601-3

Gruppo Editoriale ELi

Il piacere di apprendere

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Il traguardo di Martina Direttore di collana: Mariagrazia Bertarini Testi: Chiara Sorrentino Art Director: Letizia Pigini Redazione: Francesca Bugiolacchi Correzione di bozze: Micaela Di Trani Progetto grafico: Romina Duranti, Valentina Mazzarini Illustrazioni: Rodolfo Brocchini Impaginazione: Carmen Fragnelli Responsabile di produzione: Francesco Capitano © 2026 La Spiga - Gruppo Editoriale ELi Via Brecce 100 60025 Loreto (AN) Tel. +39 071750701 info@gruppoeli.it www.alberodeilibri.com Tutti i diritti riservati. È assolutamente vietata la riproduzione totale o parziale di questa pubblicazione, così come la sua trasmissione sotto qualsiasi forma o qualunque mezzo, senza l’autorizzazione del Gruppo Editoriale ELi. Stampa: T ecnostampa - Pigini Group Printing Division Loreto – Trevi 26.83.335.0 ISBN 978-88-468-4601-3

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indice

Cap. 1 • Una piacevole scoperta Cap. 2 • Come una gazzella Cap. 3 • Amiche e nemiche Cap. 4 • Sprint Cap. 5 • Sotto pressione Cap. 6 • Una questione di mente e di cuore Cap. 7 • Mistero svelato Cap. 8 • La caduta Cap. 9 • Ci vuole pazienza Cap. 10 • Un nuovo inizio Cap. 11 • Il traguardo di Martina Schede operative

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Capitolo 1

Una piacevole scoperta Era una mattina di primavera quando Martina iniziò davvero a correre. Non che prima non l’avesse mai fatto, ma non si era mai impegnata più di tanto: le era sempre mancata la motivazione. Quel giorno, però, la posta in gioco era alta. C’era un autobus davanti alla sua scuola, l’istituto “G. Rodari” di Carpi, vicino a Modena, che avrebbe condotto lei e i suoi compagni di classe a Bologna, in visita al centro storico e, soprattutto, al Museo Civico Archeologico: un’avventura che aspettavano da mesi!

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Capitolo 1

La maestra Federica era stata chiara il giorno prima quando aveva detto loro: ─ Mi raccomando bambini, domani dovete arrivare a scuola puntuali alle otto. Non aspetteremo i ritardatari. Abbiamo una tabella di marcia da rispettare. L’appello era rivolto a tutti, ma la maestra Federica, come aveva giustamente notato Martina, si era soffermata un po’ più a lungo con lo sguardo su di lei, e non era un caso. Martina era sempre tra gli ultimi ad arrivare a scuola, e appena prima del suono della campanella. In un paio di occasioni poi, era arrivata anche in ritardo, e la mamma o il papà avevano dovuto firmare il permesso scritto per farla entrare. Anche la sua migliore amica Najat, con cui si era messa d’accordo per sedersi vicine durante il viaggio, l’aveva esortata timidamente ad arrivare puntuale. ─ Non vorrei sembrare pesante, ma per favore alzati in tempo domani, e tieni

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Una piacevole scoperta

d’occhio l’orologio. Non puoi assolutamente mancare alla gita! ─ La fretta è una cattiva consigliera, ma ad andare troppo lenti si rischia di restare fermi ─ le ripetevano sempre mamma Silvia e papà Lucio quando lei ritardava a prepararsi di mattina e loro scalpitavano per portarla a scuola in tempo prima di andare al lavoro. La mattina della gita, invece, Martina si era impegnata per arrivare in orario tanto era emozionata per l’evento: aveva impostato la sveglia mezz’ora prima del solito e si era sbrigata a fare colazione e a vestirsi. Non era colpa sua se qualcosa andò storto. ─ Temo che la batteria sia scarica. Dovrò chiamare il meccanico per venire a cambiarla, ma ci vorrà un po’ ─ disse il papà girando la chiave di accensione della sua auto. ─ Non può capitare proprio oggi! Sono già le 7:50 ─ disse Martina allarmata.

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Capitolo 1

─ La mamma è partita presto per andare al lavoro, ma ora la chiamo per chiederle se può tornare a casa a prenderti ─ la rassicurò il papà tirando fuori dalla tasca il cellulare. Il telefono squillò a lungo fino a quando si attivò la segreteria telefonica. Papà Lucio provò altre due volte, ma i tentativi andarono a vuoto. Martina lanciò uno sguardo preoccupato all’orologio che portava al polso: segnava le 7:58. ─ Mi dispiace, forse sta ancora guidando e non può rispondere. Non ci resta che andare a piedi. Se ci diamo una mossa magari arriviamo in tempo. ─ È inutile, non ce la faremo mai ─ sbuffò Martina ma, subito dopo, fu come se le sue gambe non volessero arrendersi alle sue parole e, quasi senza che se ne rendesse conto, iniziarono a camminare e poi ad accelerare fino a correre. ─ Aspettami ─ le gridò suo padre sorpreso,

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Una piacevole scoperta

cercando di starle dietro. ─ E stai attenta alle auto! ─ Corri, papà! ─ urlò Martina senza voltarsi indietro, tracciando nell’aria falcate sempre più ampie. Martina correva così veloce sui marciapiedi che quasi sembrava che i suoi piedi non toccassero terra. La lunga coda bionda, tenuta ferma dall’elastico con ali di farfalla che le aveva comprato la sua mamma l’estate prima al mare, si spostava veloce da una parte all’altra e lo zainetto le sobbalzava sulla schiena. Si sentì avvolgere da un calore tenue, legato allo sforzo ma anche al piacere di provare, per la prima volta, una sensazione così intensa di leggerezza e libertà. Era come se la sua mente e il suo corpo volassero allo stesso ritmo. Il vento le solleticava le orecchie e l’aria fresca della mattina le accarezzava le guance, dandole forza ed energia. Nel tragitto verso la scuola, che aveva

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Capitolo 1

già percorso a piedi altre volte, ma mai di corsa, trovò solo un incrocio da attraversare e, fortunatamente, il semaforo per i pedoni divenne verde proprio quando lei raggiunse le strisce pedonali. Dopo aver attraversato, si voltò indietro per controllare che suo padre la seguisse, ma non c’era. Per un istante si rabbuiò, ma poi scattò di nuovo in avanti con ancora più determinazione. Martina continuò a correre saltando gli ostacoli che trovava lungo il percorso: un bidone della spazzatura lasciato aperto davanti al cancello di una casa, un tubo dell’acqua che si infilava dentro una siepe, e persino un gatto che rizzò la coda per lo spavento quando la vide arrivare a tutta velocità. Il fiato era sempre più corto e le gambe sempre più pesanti. Il suo cuore batteva all’impazzata e un gusto amaro le salì in gola. Un pensiero la percorse come un brivido

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Una piacevole scoperta

poco prima di voltare l’angolo in direzione della scuola: ─ L’autobus non ci sarà. Avrò fatto tutta questa fatica per niente. Deluderò Najat e la maestra. Si piegò sulle ginocchia stremata finché il suono di un clacson la fece sussultare. Martina restò a bocca aperta quando si accorse che il rumore proveniva da un grosso autobus blu. Affacciata a un finestrino c’era la maestra Federica che la chiamava a gran voce. Accanto a lei, Najat la salutava con la mano. L’autista dell’autobus accostò lungo la strada per farla salire. Una volta a bordo, Martina incrociò gli sguardi allegri dei suoi compagni e delle compagne di classe, la mitica 4ª B, e anche quelli della 4ª A, tra cui Olimpia Ferri, che per andare in gita aveva dovuto rinunciare a una gara di atletica leggera che si sarebbe disputata nel pomeriggio, come aveva ripetuto lei stessa nei giorni precedenti.

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Capitolo 1

Quest’ultima, al contrario degli altri che sorridevano, la fissava seria e sembrava quasi seccata. Martina raggiunse il suo posto accanto a Najat che l’abbracciò entusiasta. ─ Per fortuna sei arrivata! ─ Che cosa ti è successo? ─ le chiese la maestra Federica preoccupata. ─ Sei tutta rossa in volto.

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