IL DOMATORE DI LIBRI
Trucchi, espedienti e strategie per addomesticare i libri

ADOLESCENZA PROBLEMI SCOLASTICI

Maria Strianese
IL DOMATORE DI LIBRI
Trucchi, espedienti e strategie per addomesticare i libri


Leggere, che noia!
Ero in prima media, finalmente. Quanto l’avevo desiderato! Basta con maestre e zainetti con i pupazzetti. Avevo 11 anni, ormai. Sarei andato da solo a scuola; sarei uscito il pomeriggio con gli amici; mi sarei liberato di mia sorella Giulia, che mi stava sempre tra i piedi; avrei fatto un sacco di cose entusiasmanti. Già mi vedevo, il sabato, uscire da solo con gli amici, andare al calcetto e al cinema.
Sì, avrei dovuto fare da solo pure i compiti, d’ora in poi, la mamma non mi avrebbe più aiutato; e per giunta rifarmi il letto e altre cose noiose; a scuola avrei avuto più materie da studiare e molti più libri, grossi e pesanti, ma ne valeva la pena per crescere, insomma per la libertà.
A scuola non avevo mai avuto problemi, né con i compagni, né con i professori. Paolo, che sono io, è un bravo bambino, che non disturba e non fa brutti scherzi. Il mio sistema era non farmi notare e studiare il minimo indispensabile, quanto basta per non fare figuracce. Così tutti mi lasciavano tranquillo. Alle medie avrei dovuto solo adattarlo per tutti i professori, e speravo di averne qualcuno maschio. Insomma, era tutto organizzato e calcolato. Ero felice come un coccodrillo sazio che, lungo com’è, ce ne vuole per saziarlo. Quello che non avevo previsto, con tutti i miei 11 anni di esperienza, era la nuova professoressa di italiano, la signora Anna Allegra Fiorillo. Allegra l’ho aggiunto io al nome, perché era sempre allegra, sorridente, positiva, piena di idee e proposte, sai che allegria!
La prof Allegra era allegra quando entrava e quando usciva, quando spiegava e quando interrogava. Ma quando arrivava in classe con una pila di libri da farci leggere, era proprio pazza di felicità, come se ci stesse portando una pila di pizze, invece di un mucchio di fogli vecchi e sporchi (e su questo argomento ritorneremo più avanti).
La scuola era iniziata solo da cinque giorni, capito? Solo da cinque.
La prof Allegra entrò in classe, con il suo bel sorriso sulla faccia, la borsa a tracolla, e una pila di libri per ogni braccio, alta fino agli occhi, barcollando come un clown:
- Aiutatemi, ragazzi, cadooo…
E i libri caddero, un po’ sulla cattedra e un po’ sul pavimento.
- Che fatica! - aggiunse, mettendosi a sedere.
Qualche ragazzino della prima fila corse a raccogliere i libri dal pavimento per metterli sulla cattedra.
- No, no, passateli agli altri - disse la prof mentre si asciugava il sudore con un fazzoletto. - Sono tutti per voi, guardateli, sfogliateli.
- Che cosa dobbiamo fare? - domandò Alice, che fa sempre domande sceme, come avrete la prova in seguito.
- Leggerli. Non tutti insieme, naturalmente, uno alla volta. Su, fateli girare, anche in fondo.
Ne prese un mucchio dalla cattedra e li portò fino in fondo all’aula, depositandoli qua e là sui banchi e ripetendo:
- Vi piace l’idea?
- Sì, sì, sì - rispondeva il coretto dei compagni.
Tutti si alzarono e cominciarono a passarsi i libri, a rigirarli e sfogliarli, commentando con oooh! di meraviglia ed entusiasmo, proprio come se fossero pizze.
La prof si guardava intorno, compiaciuta e sempre più allegra:

- Bene. Io credo che sia proprio una buona idea leggere qualche libro di narrativa, qualche bella storia appassionante, così, solo per il gusto di leggere. Li ho presi un po’ a caso, ma dovrebbero essercene per tutti i gusti.
E pure lei girava per la classe, toccando i suoi saporiti libri, e continuando a chiacchierare:
- Un libro non è solo qualche grammo di carta e inchiostro. C’è tutto il mondo in un libro, il cielo e la terra, e navi in mare di notte.
Ne prese uno, lo aprì e continuò con entusiasmo: - Non sapete mai cosa vi troverete: avventure, emozioni, idee e parole nuove, amicizia e felicità. Spero che a tutti piaccia leggere. Ora sceglietene uno e portatelo a casa, leggetelo e divertitevi. Alla fine del mese ne parleremo insieme. Non sarà un’interrogazione, ma uno scambio di idee. Io amo tanto leggere. Una giornata senza un libro mi sembra meno luminosa.
Anche se accendo la tv o il computer vedo il mondo, dico io, ma non era il caso di protestare. Che altro potevo fare? Ho chiuso gli occhi e ho acchiappato il primo libro che mi è capitato sotto mano. Aiuto! Era lunghissimo. Il giro del mondo in 80 giorni. Non sarei riuscito a leggerlo neppure in 80 anni. Mi è venuto da piangere. Perché se non lo avete ancora capito: io odio leggere.
Ognuno ha i suoi gusti. Ci sono tante cose interessanti da fare in una giornata, perché mai dovrei passare delle ore seduto a leggere? È noioso. Sì, va bene, anche davanti alla tv e al computer si sta seduti, ma è diverso. Là ci sono colori, rumori, voci, movimento, è tutto già fatto, come una pizza, appena uscita dal forno. La pizza mi piace e me la mangio. Con i libri, invece, è tutto da fare. Un libro è solo carta, e lettere messe in fila come formiche. Anche se la prof ci vede chissà che.

Un libro te lo devi impastare, condire, infornare e cuocere, al punto giusto, che se si brucia è una schifezza.
Come dice la prof Allegra: impastare con l’immaginazione, condire con la fantasia, infornare nella creatività e controllare la cottura, al punto giusto fra lacrime e risate.
- Con un libro non avete già tutto fatto e preconfezionato, uniforme e monotono. Potete dare un volto ai personaggi, un profumo ai luoghi, potete entrare nella storia, riviverla e, cosa più importante, scoprire che senso ha, quella storia, per ciascuno di voi.
Questo dice la prof Allegra.
Mi piace avere tutto preconfezionato, dico io.
Insomma, quel maledetto giorno, ho dovuto infilare il libro nello zaino e portarlo a casa. Come pesava! Mi sentivo sulle spalle il peso di secoli di letteratura. Come se dentro lo zaino, oltre al libro, si fosse infilato pure l’autore in persona, con Dante, Manzoni e Pascoli, a fargli compagnia.
Ma chi glielo fa fare? Agli scrittori, voglio dire, chi glielo fa fare di scrivere? Secondo me sono tutti un po’ matti, a passare la vita a inventare storie che non esistono, con tutte le storie che già esistono nella realtà, e tutte quelle che sono già state scritte prima, che non basterebbero dieci vite per leggerle tutte. Sì, sono un po’ matti, ve lo posso confermare, ve ne renderete conto da soli più avanti, ora non ve lo posso ancora raccontare, perché non ci capireste niente.
Tornando a quel giorno, arrivai a casa con quel libro di narrativa, gettai lo zaino sotto la scrivania e non ci pensai più.
I libri non erano mai stati un problema, avevo i miei sistemi per evitarli: sono stanco; mi fa male la testa; mi bruciano gli occhi; ho sonno.
Usavo queste scuse a rotazione, per non essere ripetitivo. Erano trucchi un po’ ingenui, lo so, ma alle elementari, con la maestra Angela, avevano sempre funzionato.
Quando imparare è difficile
Per alcuni ragazzi imparare cose semplici è stranamente difficile. Probabilmente hanno un Disturbo Specifico dell’Apprendimento (DSA). Oggi in Italia circa il 5% della popolazione presenta questa caratteristica. Non si tratta, infatti, né di una malattia, né di un deficit, ma di una caratteristica personale, presente dalla nascita, come il colore degli occhi. Anche se può causare delle difficoltà nel periodo scolastico, non è segno di scarsa intelligenza e non impedisce a chi la possiede di ottenere buoni risultati nella vita. Eppure molti ragazzi si vergognano di queste difficoltà, le nascondono, accettano di essere considerati svogliati, a volte si scoraggiano, abbandonano la scuola o cercano percorsi scolastici meno impegnativi. È invece fondamentale, di fronte a una difficoltà, informarsi, parlare con gli adulti, cercare una soluzione.
Ci sono vari tipi di DSA:
- la dislessia è la difficoltà nel leggere correttamente e velocemente;
- la disortografia è la difficoltà nello scrivere in modo corretto, rispettando l’ortografia e la punteggiatura;
- la disgrafia è la scrittura brutta e irregolare, a volte incomprensibile anche a chi scrive;
- la discalculia è la difficoltà nel capire i numeri e nel fare i calcoli.


Se ti stanchi facilmente quando devi scrivere o concentrarti su un compito; se le lettere sembrano confuse quando leggi; se dimentichi gli appuntamenti e altre cose importanti; se non riesci ad ascoltare e a scrivere contemporaneamente; se non riesci a imparare le tabelline o a memorizzare i concetti; se ti accorgi che cose semplici per i tuoi compagni per te sono difficili; se gli insegnanti ti dicono che sei frettoloso o lento, che non ti impegni; se i genitori ti dicono che sei troppo disordinato e pigro… potresti avere un disturbo specifico dell’apprendimento. Che cosa puoi fare? Parlare ai genitori e agli insegnanti dei tuoi dubbi; chiedere se in famiglia ci sono altri casi; osservare meglio le tue difficoltà; non scoraggiarti, non vergognarti e non sentirti inferiore agli altri; non rinunciare a studiare; avere fiducia in te stesso; avere pazienza se gli adulti sembrano non capirti; cercare altre informazioni e soluzioni.
Che si tratti o meno di DSA, in questo modo potrai trovare, con un po’ di pazienza, i tuoi punti di forza e la tecnica di apprendimento adatta a te per raggiungere i tuoi obiettivi.
Letture future
Nel corso di questo racconto vengono nominati e citati alcuni libri, dalla prof Allegra e da altri personaggi. Altri sono serviti da fonte di ispirazione per qualche pagina. Sono tutti testi famosi e bellissimi che vi auguro di leggere, fra dieci o venti anni.
Il parnaso ambulante, di Christopher Morley.
La prof Allegra pensa a un brano di questo libro quando dice: “Un libro non è solo qualche grammo di carta e inchiostro. C’è tutto il mondo in un libro, il cielo e la terra, e navi in mare di notte”.

Il deserto dei tartari, di Dino Buzzati. Da leggere, assolutamente, prima dei venti anni.
Il gioco del mondo, di Julio Cortazar. Un romanzo che si può leggere non solo dal principio alla fine, ma anche
seguendo un diverso ordine, indicato dall’autore.
La vita e le opinioni di Tristam Shandy, gentiluomo, di Laurence Sterne.
A questa straordinaria opera, scritta nel lontano 1760, sono ispirate le piccole follie grafiche sparse in questo libro.
Il naso, di Nikolaj Gogol. Di questo racconto surreale Alessio cerca di leggere la frase iniziale: “Il venticinque marzo avvenne a Pietroburgo un fatto insolitamente strano”.
Una biblioteca della letteratura universale, di Hermann Hesse.
A questo saggio si ispira Paolo, senza saperlo, quando descrive i tre tipi di lettori e quando decide di essere un domatore di libri.
“Un’opera che ci venga decantata, che cerchiamo di leggere, ma non ci piace non dobbiamo volerla domare con la forza o la pazienza; è meglio riporla”.
I fratelli Karamazov, di Fedor Dostoevskij.
Da leggere assolutamente, dopo i trent’anni.

Moby Dick, di Hermann Melville. Il capitano Achab e la Balena bianca sono personaggi di questo romanzo, profondo e vasto quanto l’oceano, da leggere solo nella versione integrale.

Lo zibaldino, di Giovanni Guareschi. A questo si ispira Paolo quando, commentando l’abitudine a far domande di Alice, dice che ciò è utile e istruttivo.
Sei personaggi in cerca d’autore, di Luigi Pirandello. Una famosa opera teatrale in cui i personaggi vanno in cerca di un autore che possa raccontare la propria storia.
Nebbia, di Miguel de Unamuno. Un romanzo in cui il protagonista va a far visita al proprio autore.
Fahreneith 451, di Ray Bradbury. Paolo non è il primo che ha cercato di distruggere i libri.
Percorsi di lettura
Letture future Cammin faC endo
1. SETTEMBRE
1 Paolo è felice di frequentare la scuola media, eppure va in crisi, perché?
□ I nuovi compagni sono antipatici.
□ La prof Anna Allegra Fiorilli propone la lettura di un libro di narrativa.
□ La scuola è troppo lontana da casa.
2 Come reagisce Paolo quando la prof Allegra gli chiede un parere sul libro da leggere?
□ Inventa delle scuse.
□ Dichiara onestamente che non ha letto il libro.
□ Risponde di aver perso il libro.
3 Paolo vuole distruggere il libro, ma qualcosa va male…
□ La madre gli dà un’altra copia del libro.
□ Paolo si fa prendere dai sensi di colpa.
□ Distrugge il libro sbagliato.
4 Che cosa fa Paolo alla fine per evitare di leggere?
□ Abbandona il libro in campagna.
□ Mescola le pagine del libro.
□ Fa leggere il libro a sua madre.
5 Paolo afferma di odiare i libri. Secondo te perché si rifiuta di leggere?
6 Tu ami leggere o preferisci altri passatempi?
Percorsi di lettura
2. OTTOBRE
1 Paolo e Simone, quando vanno in biblioteca, scelgono lo stesso libro, perché?
□ È un libro breve.
□ È un libro che hanno già letto.
□ È un libro divertente.
2 Quale trucco inventa Paolo per evitare di leggere?
□ Racconta di avere problemi di vista.
□ Finge di essere allergico ai libri.
□ Fa credere di avere una grave malattia agli occhi.
3 Che cosa succede quando Paolo va a farsi visitare in ambulatorio?
□ Paolo si mette a piangere.
□ Gli animatori gli regalano un palloncino.
□ La dottoressa gli regala un libro.
4 Che cos’altro inventa Paolo per eliminare il libro?
□ Lo regala a sua nonna.
□ Lo dà alla cuginetta Carlotta, che lo strappa.
□ Lo spedisce a un cugino in Inghilterra.
5 Paolo finge di essere allergico. Secondo te esagera nel portare avanti questa simulazione?
6 Pensi sia giusto, in certe circostanze, dire delle bugie o fingere di avere una malattia?
Percorsi di lettura
GIOCA CON LE PAROLE
Se vuoi divertirti e giocare con le parole... Risolvi questo cruciverba facilitato!

Percorsi di lettura
Orizzontali
1 Il personaggio principale di un romanzo
10 È fatta di 60 minuti
11 5-2
12 Nome della Madonna
13 È un serpente ma anche un galleggiante al mare
14 Polvere per truccarsi il viso
16 Invece di però
17 Lo fa la luce
21 Si usa per friggere
22 È la casa delle api
25 Iniziali (acronimo) di Istituto
Comprensivo
28 Città della Gran Bretagna
30 È un pesce
32 Sono coloro che compiono azioni coraggiose
33 Articolo determinativo femminile singolare
34 Preposizione semplice
Verticali
2 Capitale italiana
3 Orari senza i
4 Il contrario di presto
5 È un colore che indica un genere di romanzi
6 Risposta negativa
7 Indicativo presente, prima persona singolare del verbo stare
8 L’intreccio di ciò che viene narrato in un romanzo
9 Le prime due vocali dell’alfabeto italiano
14 È la conclusione di una storia
15 Lo è quello del cuore
18 Ulivo senza vo
19 Pronome personale, prima persona singolare
20 Inizia il 1° gennaio
23 Iniziali (acronimo) di Reach Out Read, che è un’iniziativa di lettura ad alta voce
24 Ridi senza r
26 Nell’orologio viene dopo il tic
27 Chi segue con passione un personaggio pubblico
29 Preposizione articolata
31 Sigla automobilistica di Torino