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ORA E POI

LeggerMENTE è la nuova collana di narrativa per la scuola secondaria. Il suo obiettivo principale è offrire ai ragazzi libri classici o inediti, storie di attualità o di fantasia, per riscoprire pagina dopo pagina il piacere della lettura.

• Segui l’anno scolastico di un ragazzo speciale, proprio come te, che coltiva le proprie passioni e non perde mai la speranza • Focus sul genere letterario del diario e sul fumetto • Attività ispirate alla metodologia Invalsi • Espansioni online: il diario di Edo continua in rete!

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www.elilaspigaedizioni.it Questo volume sprovvisto del talloncino a fianco è da considerarsi campione gratuito fuori commercio.

€ 7,70

IL DIARIO DI EDO

Il diario di Edo

Fabiana Sarcuno

Edoardo è un ragazzo di 13 anni con il mare negli occhi e tanti sogni nel cuore. La scuola? Il luogo adatto per cacciarsi nei guai! Molto meglio disegnare fumetti oppure sfrecciare in bicicletta, per fuggire lontano da una situazione familiare difficile da accettare. Però Aurora, l’amica speciale, e Verano, il nuovo professore di Lettere, renderanno quest’anno scolastico indimenticabile, perché Edo e i suoi compagni di classe troveranno insieme la forza di crescere, lasciandosi alle spalle i fantasmi del passato. Questa storia è dedicata agli studenti e agli insegnanti di ieri, di oggi e di domani.

ORA E POI

Invito alla lettura


Il mio diario tet… Velle parum est: cupias, ut re potiaris, opor Volere è poco: bisogna desiderare ardentemente per raggiungere lo scopo… Ovidio, Epistulae ex Ponto, III Ed elli a me: «Se tu segui tua stella, non puoi fallire a glorïoso porto, se ben m’accorsi ne la vita bella; e s’io non fossi sì per tempo morto, veggendo il cielo a te così benigno, dato t’avrei a l’opera conforto». Dante, Commedia, If XV paura di cadere La vertigine non è e ma voglia di volar di te Jovanotti, Mi fido

Agli ostacoli. Agli ostacoli che ognuno di noi è chiamato ad affrontare. Agli ostacoli contro cui ci si infrange, anche a quelli che fanno chinare la testa e dire basta. Agli ostacoli superati e a quelli che verranno. Agli ostacoli della mia vita.

Edo


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1. Sinceramente mi rimbalza 10 settembre «Puffo!» Nessuna risposta. Solo un venticello che fa frusciare gli alberi del giardino. «Puffo!» Niente ancora, maledizione. Né in bagno né in cucina. La casa sembra più vuota del solito. Chissà perché. «Puffo!» Silenzio totale. E parecchio ingombrante. Neppure il nanogatto vuole giocare con me, sarà andato a caccia di lucertole in cortile e si farà vivo solo quando avrà fame… è buffo perché tutti pensano che sia un cucciolo, dato che è rimasto un micio minuscolo, mentre ha già quattro anni, conosce l’arte dell’arruffianamento specie quando la ciotola è vuota e allora attacca con feste, miagolii e fusa neanche fosse un cane... dannato nanogatto. Allora mi metterò a disegnare un fumetto. Ora che ci penso i cani non miagolano né fanno le fusa. Forse è meglio che decida seriamente di finire i compiti delle vacanze. Perché mi mancano ancora un botto di esercizi, specialmente in mate. Povero Puffo: non è mai cresciuto, si è bloccato. Potrei farci su un fumetto. No, meglio cominciare da geometria anche se certi problemi non ho la più pallida idea di come si facciano, sarà perché, come in tutte le cose e come dicono sempre i miei insegnanti, sono intelligente ma non mi applico. Però forse a pochi giorni dall’inizio della terza 8


1. Sinceramente mi rimbalza

media dovrei fare un’eccezione... Ci proverò, sbufferò, mi arrenderò e alla fine penserò che sinceramente… mi rimbalza. La mamma continua a regalarmi un sacco di libri. Forse vorrebbe che seguissi le sue orme di giornalista culinaria, che non vuol dire una brutta cosa come sembra dalla parola! Significa semplicemente che collabora con riviste di cibo ed è sempre impegnata a dare le stelle a questo o a quel ristorante. Ma io preferisco i fumetti. Fare fumetti mi consola, specialmente in questi giorni in cui non faccio altro che cercare il morale sotto i piedi e forse ancora più giù… Quando sta per morire la stagione più bella, ti prende una specie di malinconia, ti senti un po’ più grande e forse anche più triste, soprattutto se tra qualche giorno una catastrofe spaventosa ti minaccia: l’inizio della scuola! Mi chiamo Edoardo e nei miei occhi ho sempre il mare, immenso e irraggiungibile, soprattutto da quando qualcosa si è strappato dentro me e non faccio altro che pensare di essere in un altro posto, però sto fermo. E sinceramente mi rimbalza. 12 settembre Non ci sto per niente dentro. L’anno scorso la Fossati (quella di italiano) diceva sempre che i cavalieri dei poemi epici combattono sempre per qualcosa di grande che portano dentro al cuore, tipo una ragazza o un ideale. Mentre lei spiegava, un po’ sinceramente mi rimbalzava, un po’ avrei voluto essere come loro. E adesso so anche che cosa muoverebbe le mie gesta: Ranocchietta! È incredibile, ma mi manca. Quest’estate mamma e papà hanno deciso di separarsi. Lui ha lasciato la vecchia azienda per andare a gestire 9


Il diario di Edo

specchio della realtà, solo che a volte deforma le immagini. E domani si comincia. 13 settembre Ranocchietta risponde sempre quando la chiamo… tranne quando non mi risponde! È inutile cercare di raggiungerla. Molto più comodo parlare da soli, come nella pitochat, senza che nessuno ascolti. Oggi, primo giorno di scuola, cerco almeno di tirarmi su con una prima colazione degna di questo nome: biscotti triturati nel caffelatte e uovo sbattuto, che persino un supplente riprenderebbe vita dopo mangiato. Tanto rimango sempre mingherlino e di bicipiti neanche l’ombra. Mi avvio alla fermata del pullman nel mio quartiere verde alle porte della città tutto parchi e villette. La scuola non dista molto, potrei anche arrivarci in bicicletta, ma sinceramente mi rimbalza e salgo senza abbonamento. La mia è una scuola privata, anche se non sembra! Per essere precisi è la succursale sfigata di un prestigioso istituto del centro: fortunatamente da noi l’ambiente non è troppo snob, le sezioni sono solo due e ci conosciamo tutti. In generale la scuola sarebbe anche bella se non fosse piena di donnacce e talvolta anche uomini che esercitano il mestiere più antico del mondo. Sto parlando degli insegnanti. Sì, perché gli insegnanti ci sono sempre stati. In ogni epoca e in ogni angolo del mondo. E la scuola pullula di questi individui, sempre pronti a renderti la vita castrante. Per me l’umanità è divisa in due: gli insegnanti e chi li subisce. Giungo al cancello dell’edificio, che appartiene a un convento, ed entro nel mitico cortile, una delle poche cose che mi mancavano della scuola. 12


Il diario Il genere letterario del diario nasce dalla necessità di esprimere il proprio mondo interiore, ma anche dal desiderio di raccontare fatti ritenuti importanti o comunicare riflessioni che spesso è difficile confidare ad altre persone. Si tratta dunque di un testo altamente soggettivo, poiché mette in evidenza i pensieri e le esperienze del narratore, che è anche il protagonista delle vicende e scrive per se stesso, non per un destinatario esterno. Il linguaggio usato è semplice e informale. In alcuni casi i diari sono divenuti opere letterarie, perché legati a esperienze significative: per esempio i diari di viaggio, diffusi a partire dall’Ottocento, e quelli di guerra, in cui i soldati raccontavano le loro esperienze sul fronte, ma la tipologia più diffusa è quella del diario intimo, sia che si tratti di narrazioni reali, come nel caso del Diario di Anna Frank, sia quando un autore inventa un personaggio che parla di sé, come ne Il giornalino di Gian Burrasca di Vamba. Il diario possiede alcune caratteristiche formali, a cominciare dalla data, che a volte viene accompagnata dall’indicazione dell’ora e del luogo. Molto frequente è anche l’intestazione, cioè il nome di un amico immaginario al quale ci si rivolge, nonostante il destinatario possa essere anche il diario stesso. Dopo la parte centrale, quella dedicata alla narrazione o all’esposizione del proprio pensiero, generalmente si conclude con un congedo, cioè i saluti e la firma.

Illustrazione tratta dal Giornalino di Gian Burrasca

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Titolo

Scrivere fumetti

Il protagonista del romanzo, Edo, ama inventare e disegnare fumetti. Ma non è un lavoro semplice! Ecco quali sono le fasi di “scrittura” di un fumetto. • Strutturazione dei personaggi: è importante che il protagonista sia ben delineato e magari abbia anche dei difetti, in modo da renderlo più simpatico al pubblico! • Ideazione dell’elemento di rottura, cioè di un avvenimento che porta un cambiamento nella vita del protagonista. • Ideazione della parte centrale della storia, in cui il protagonista deve risolvere il problema per riportare tutto in una posizione di stabilità definitiva. • Stesura del soggetto, cioè del riassunto della storia nelle sue fasi salienti. Va scritto al presente e senza dialoghi. • Stesura della sceneggiatura (storyboard), costituita da tavole che a loro volta si suddividono in vignette. Si sviluppa partendo dal soggetto e contiene importanti indicazioni per il disegnatore, come quelle inerenti le caratteristiche fisiche dei personaggi e il tipo di inquadratura che si intende realizzare. Non dimentichiamo alcuni termini tecnici tipici del linguaggio del fumetto. Cliffhanger: letteralmente significa “rimanere appesi a un precipizio”. Consiste nel terminare una tavola con una scena di aggancio alla tavola successiva con lo scopo di creare suspense e indurre il lettore a continuare la storia. Balloon: la “nuvoletta” contenente le battute di dialogo tra i vari personaggi è l’elemento che principalmente contraddistingue il fumetto. Le parole pronunciate dai personaggi sono inserite in questo spazio che termina con un angolo rivolto verso colui che parla. Didascalie: sono dei riquadri inseriti all’interno o all’esterno della vignetta, che contengono commenti, spiegazioni o indicano cambiamenti di spazio o di tempo tra una scena e l’altra. Onomatopee: sono parole che imitano dei suoni, spesso scritte con caratteri molto grandi. Qualche esempio? BANG, SMACK, SNIFF, GULP, SGRUNT, MUMBLE MUMBLE, CRASH, SIGH, SOB, RONF RONF, SLURP, BUM, ANF, ARGH, BAH, BRR…

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Intervista Titolo all’illustratrice - Marta Baroni Com’è nata la tua passione per il disegno? Disegnare e leggere erano le mie più grandi passioni fin da bambina, quando trascorrevo intere giornate tra scarabocchi e libri di ogni tipo, anche se ancora non sapevo che disegnare potesse diventare un mestiere. Crescendo non ho mai smesso di coltivare questa mia passione, poi ho scoperto che esistevano delle scuole e dei corsi che mi permettevano di studiare ciò che mi piaceva di più al mondo… E oggi, eccomi qui. Che cosa caratterizza il tuo stile? Il mio stile è caratterizzato da una serie di elementi che, tutti assieme, esprimono la mia personalità ed il mio gusto. Presto molta attenzione alla scelta delle tematiche da illustrare e al modo migliore per farlo: mi piace contaminare le situazioni del vissuto quotidiano con elementi fantastici e surreali, il tutto con molta spontaneità e una buona dose di ironia. E per finire il mio stile è rappresentato da tanto inchiostro e una palette colore un po’ pop. Qual è la regola per essere un bravo illustratore? Tanta passione, tanto studio e tanta pazienza!

Sei anche una buona lettrice? Decisamente sì e penso che leggere sia fondamentale per svolgere al meglio questo mestiere. Oltre ai fumetti e ai libri illustrati, leggo anche molti romanzi e mi appassiono a ogni forma d’arte, soprattutto il cinema e la fotografia. È molto importante guardarsi intorno e cercare sempre nuovi stimoli. Che cosa ti ha colpito di questo romanzo? È un romanzo di formazione molto sincero e moderno, sono stata davvero felice di illustrarlo. I personaggi, con la semplicità, le paure e la fragilità tipiche della loro età, sono estremamente “veri”. Il fatto che la storia sia scritta in forma di diario rende il lettore ancora più partecipe e vicino alle vicende della vita di Edo, che potrebbe essere la vita di ogni adolescente. Che libro consiglieresti a noi ragazzi? Ce ne sarebbero moltissimi! Consiglio in particolar modo quello che mi ha colpito molto quando avevo più o meno la vostra età: Ascolta il mio cuore di Bianca Pitzorno. Un messaggio importante: Giovanna Zoboli, scrittrice e editor, ha detto che se leggete un libro, poi potete leggere una nuvola, un gatto, un albero, una persona. Vi assicuro che è vero. Provate e non ve ne pentirete!

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Percorsi di lettura CAMMIN FACENDO CAPITOLO 1 Sinceramente mi rimbalza 1 Nelle prime pagine del libro Edo descrive se stesso. Completa le frasi. Nei suoi occhi ha sempre …………………………………… La cosa che ama di più è …………………………………… Una cosa che lo consola è …………………………………… Detesta con tutto il cuore …………………………………… 2 Il 13 settembre è il primo giorno di scuola. Indica se le seguenti affermazioni sono vere o false. 1. Marco Antonio è uno studente molto diligente 2. Patrick è un bullo, tutti lo temono 3. Gianluca ispira subito simpatia e fiducia 4. Flavio, Gianluca e Ludovico sono accoglienti nei confronti dei compagni 5. La preside è una signora di mezza età, sempre diffidente

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3 Aurora è una ragazza speciale. Sottolinea nel testo i passaggi nei quali vengono descritti i suoi tratti salienti e trascrivi le sue principali caratteristiche. ………………………………………………………………… ………………………………………………………………… ………………………………………………………………… ………………………………………………………………… ………………………………………………………………… ………………………………………………………………… ………………………………………………………………… …………………………………………………………………

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