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Capire come... funziona la grammatica - Percorsi - Sample

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D. Notarbartolo • G. Branciforti

Daniela Notarbartolo Giuseppe Branciforti

Capire come... funziona la grammatica

Capire come... come ...

CAPIRE COME… FUNZIONA LA GRAMMATICA UNICO + PERCORSI PRATICI PER L’APPRENDIMENTO

CAPIRE COME… FUNZIONA LA GRAMMATICA Libro digitale studente

CODICE PAS019P1

CODICE PAS01906

ISBN 978-88-416-5248-0

PER L'INSEGNANTE AGENDA DELL’INSEGNANTE

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CAPIRE COME... FUNZIONA LA GRAMMATICA PERCORSI PRATICI PER L’APPRENDIMENTO

Percorsi pratici per l’apprendimento

LIBRO CON

funziona la grammatica

Percorsi pratici per l’apprendimento •Concetti-chiave accessibili •Esempi tipici •Guida alla terminologia specifica •Prove di autoverifica

Il piacere di apprendere Il piacere di apprendere

Gruppo Gruppo Gruppo Editoriale Editoriale Editoriale ELi ELi ELi 15/01/24 14:26


Daniela Notarbartolo Giuseppe Branciforti

Capire come... come ...

funziona la grammatica

Percorsi pratici per l’apprendimento

Il piacere di apprendere Il piacere di apprendere

Gruppo Gruppo Gruppo Editoriale Editoriale Editoriale ELi ELi ELi


INDICE PERCORSI PRATICI PER L’APPRENDIMENTO Capire... i punti-chiave 1 I termini dell’Unità

PARTE

2

Guida alla comprensione

3

Capire… dagli esempi tipici 4

1

Unità 1 Dalla lingua di tutti i giorni alla lingua “adulta” Unità 2 La competenza lessicale Unità 3 Scrittura e comprensione: acquisire un metodo PARTE

2

Unità 1 Come funziona la frase Unità 2 I due pilastri: soggetto e predicazione PARTE

3

Unità 1 Le parole nella frase Unità 2 Il verbo e il suo significato Unità 3 La funzione di articolo e aggettivo nel gruppo del nome Unità 4 I pronomi e le loro funzioni Unità 5 Le preposizioni e il significato dei gruppi nominali Unità 6 Avverbi e congiunzioni PARTE

4

Unità 1 Subordinazione e frase complessa Unità 2 Proposizioni completive e relative Unità 3 Proposizioni circostanziali Unità 4 Dalla sintassi della frase alla logica del testo PARTE

5

5

Fissiamo i concetti

TEST di AUTOVERIFICA 6

6 12 19

26 35

43 51 59 66 74 81

88 95 102 109

Unità 1 Il testo: idea centrale e svolgimento Unità 2 L’efficacia del testo

116 124

GLOSSARIO FACILITATO

133 3


PERCORSI PRATICI PER L’APPRENDIMENTO Studiare è un’arte che richiede una certa abilità: non basta leggere (in un qualche modo) e ricordare (più o meno), per poi ripetere (alla meno peggio)! Purtroppo si impara piano piano, nel corso degli anni di studio, e a proprie spese prendendo anche qualche brutto voto, e spesso si raggiunge una vera “competenza di studio” solo dopo che si sono finite le scuole superiori. Cerchiamo di portarci avanti, allora!

4

Capire... i punti-chiave

1

Per non finire distratti dai molti particolari e dalle analisi di dettaglio, bisognerebbe capire quali sono i punti fondamentali del discorso, e soprattutto afferrarli in modo intuitivo e sintetico, anche attraverso rappresentazioni visive e mappe. Per questo un primo aiuto pratico allo studio è dirti con un linguaggio quotidiano quello che nel testo naturalmente è detto con termini specifici.


Saper usare... i termini giusti

2

Ora che i termini più specifici non ti impediscono più la comprensione dei concetti-base, è il momento di impararli e di saperli usare attivamente. Il glossario facilitato ti aiuta a rintracciare il senso esatto delle parole e a farlo tuo: quando ridirai il contenuto del capitolo, potrai farlo usando il linguaggio adatto. Questo serve anche per acquisire il lessico della materia (ogni materia ha il “suo” linguaggio).

Capire... dagli esempi tipici

4

La spiegazione nel testo viene data sempre attraverso degli esempi, che diventano “tipici” nel senso che riassumono un’intera spiegazione o un concetto nella sua interezza. Per questo, se sai spiegare gli esempi significa che hai capito la spiegazione nel suo insieme. Non solo, ma se ti ricordi l’esempio ti verrà in mente anche la spiegazione se non te la ricordi: gli esempi funzionano come un “suggerimento” del ragionamento da fare.

Guida... alla comprensione

3

Conoscendo i punti sintetici e i termini specifici, puoi affrontare gli aspetti analitici dell’Unità: le domande di comprensione poste alla fine di ogni Unità ti sono proposte con l’indicazione del paragrafo dove trovi la risposta. Il testo infatti risponde sempre a una domanda implicita (sarai bravissimo quando capirai da solo a quale domanda “implicita” risponde il testo, cioè a farti da te le domande giuste).

Fissiamo le idee

5

Torna alla sintesi schematica in apertura di Unità che preannunciava il contenuto: ora hai presenti tutti i dettagli e li fissi come qualcosa di noto, non come qualcosa ancora da capire. Così non ti limiterai a ripetere quello che hai memorizzato, ma potrai rendere ragione di quello che hai compreso. La memoria tradisce, se uno magari è stanco, ma il ragionamento aiuta sempre in caso di momentanea amnesia…

6 TEST di AUTOVERIFICA

Ora mettiti alla prova: dopo aver fatto i passaggi 1-5 rispondi alle domande del Test (online hai subito riscontro giusto/sbagliato).

5


1

PARTE 1 IL NOSTRO LINGUAGGIO CRESCE CON NOI

Dalla lingua di tutti i giorni alla “lingua adulta”

1. Capire... i punti-chiave C’è differenza fra la lingua quotidiana e una lingua più consapevole e articolata. Nella lingua quotidiana non si scelgono con precisione parole e forme della frase, ci si affida all’orecchio e a quello che viene in mente immediatamente. Nella lingua più articolata si cerca di scegliere le parole più adatte e le forme linguistiche anche più difficili, se sono utili a dire e soprattutto a scrivere con precisione. Crescendo, è bene imparare anche la lingua più consapevole soprattutto perché si leggeranno scritti più complessi e si potranno esprimere i pensieri più coscientemente.

La lingua parlata e la lingua scritta funzionano diversamente. Il parlato si affida al momento presente e quindi comunica nell’immediato anche attraverso il corpo (per esempio, il tono di voce) e a quello che si può capire dalla situazione anche senza dirlo: per questo può essere più impreciso nelle scelte di parole e forme. La lingua scritta può essere riletta a distanza di tempo e quindi deve contenere tutto quello che serve per capire (senza affidarsi alla situazione presente), può essere organizzata meglio scegliendo anche parole e forme, e ha anche una composizione più ordinata delle informazioni.

Saper parlare non significa parlare a briglia sciolta, senza regole. Anche quando si parla, per esempio durante l’interrogazione o durante un dibattito con altre persone, è bene organizzare un po’ il discorso: non si deve partire sparati senza un piano e senza sapere bene che cosa si dirà, e occorre tenere conto di quello che dicono gli altri quando si prende la parola.

La lingua italiana ha regole diverse a seconda del tipo di testo o di altro. Ci sono regole dell’italiano, quelle che troviamo nei libri, nelle conferenze, nelle leggi, e c’è l’italiano delle conversazioni fra amici, dei messaggi via chat e dei blog. Le regole che vanno bene in un blog o in una conversazione fra amici possono essere non adatte a un testo scritto. Per questo è bene conoscere le forme dell’italiano che si adattano ai diversi tipi di situazione. 6

Percorso d’apprendimento


La lingua italiana si adatta anche a seconda dei contesti. Nemmeno dal punto di vista della situazione e di chi riceve il messaggio è tutto uguale. A seconda del contenuto, delle persone che comunicano e della circostanza ci possono essere tipi di espressioni più adatte a una lettera raccomandata ufficiale oppure a una mail; più adatte a una persona per cui abbiamo rispetto o a un familiare; più adatte a un racconto per bambini o alle leggi dello Stato italiano; più adatte a parlare di sport o dei problemi economici.

Non bisogna esagerare nel cercare espressioni ricercate pensando che siano migliori. Non bisogna diventare formali come se si fosse un ufficio pubblico, quando il contesto richiede magari un modo di esprimersi chiaro ma semplice e non elaborato. Bisogna saper scegliere senza cadere né in una lingua non curata, né in una lingua troppo formale.

Quando avrai imparato il contenuto del capitolo avrai anche gli strumenti per • saper scrivere una lettera formale

• comprendere più facilmente un testo: saper fare la parafrasi dei testi difficili o dei testi letterari più antichi

2. Impara il significato dei termini usati in questa Unità:

3. Ora prova a rispondere alle

REPERTORIO LINGUISTICO, CONTESTO, ESPLICITEZZA, NEO-­STANDARD, FRASI MARCATE — Utilizza il Glossario facilitato a fine quaderno.

domande Guida alla comprensione a pagina 20 del manuale utilizzando il linguaggio del testo. Per il ripasso, trovi qui il riferimento ai paragrafi.

4. Capire... dagli esempi tipici Ora che hai presenti anche i passaggi analitici del capitolo, ti può aiutare rivedere alcuni esempi particolarmente indicativi del ragionamento che è stato fatto nella spiegazione. Ogni esempio rimanda a un concetto, a un caso specifico, a un fenomeno linguistico. Impara a passare dal caso specifico al concetto (che cosa dimostra questo esempio?) e, all’inverso, dal concetto al caso specifico (che esempio puoi fare per dimostrare che …?).

A … Allora… dunque: eravamo in tre macchine, e Marco dice: vabbè, senti, tu vai avanti, che sai la strada, noi ti seguiamo, e dietro viene l’altro... no. Non doveva essere molto lontano… solo che questa qui, un’emerita deficiente, cioè… praticamente… ha superato in curva un autobus!

Il parlato procede con esitazioni e frasi poco costruite, espressioni anche non sempre sono opportune con chiunque. B Ehi, vieni un attimo, dammi una mano... Scusi, le dispiacerebbe aiutarmi? Non si parla allo stesso modo a un amico (o a un coetaneo), e a un estraneo (o a un adulto).

UNITÀ 1

7


C

…Una conoscenza della lingua materna sicura e ricca, che non si limiti ai bisogni comunicativi primari elementari, ma includa un ampio repertorio lessicale, una flessibilità di usi sintattici e una capacità di passare da un registro comunicativo all’altro in modo appropriato e cioè con sensibilità all’occasione e alla concreta circostanza comunicativa, è, insomma, una precondizione per un paese civile che intenda restare competitivo nella contemporaneità e nel futuro prossimo.

La lingua scritta può avere delle subordinate costruite bene (che… che…), che si corrispondono l’una l’altra (non… ma...), un lessico scelto con cura (bisogni comunicativi, flessibilità di usi, appropriato) che magari parlando non useresti. D Nella sala B sono esposte opere di artisti provenienti da tutto il mondo, ma i maggiori esponenti di questa “Action painting” sono americani.

Non bisogna dare per scontato che chi legge conosca le cose di cui parliamo (questa “Action painting”), ma bisogna essere chiari e spiegarsi bene. E

Sventurato, sfortunato, scalognato, iellato, sfigato

Le parole del lessico anche se sono sinonime non hanno tutte lo stesso valore: possono essere neutre (sfortunato), oppure un po’ “alte” (sventurato) o un po’ “basse” (scalognato, iellato, sfigato). F

Il convegno aveva visto la partecipazione dei rappresentati delle associazioni professionali del settore, che si erano succeduti al microfono. A metà dei lavori i capi se ne sono fregati dell’ordine stabilito e ciascuno parlava come gli girava.

Un testo deve essere coerente nello stile: o curato (partecipazione dei rappresentanti, associazioni professionali del settore), o familiare (se ne sono fregati, come gli girava). Mischiare toni diversi non funziona se non si è esperti scrittori G

Il Sindaco, visto ... considerato ... ritenuto che .... ORDINA la demolizione del muro pericolante.

La parola al centro “fa essere” quello che dice: una volta che il Sindaco ha firmato, gli addetti eseguono l’ordine. H La somministrazione delle bustine, contenenti aspartame, è controindicata nei casi di fenilchetonuria. Nei rari casi di reazioni allergiche la somministrazione deve essere sospesa e deve essere istituito un idoneo trattamento.

A seconda della materia, ci sono regole particolari: per esempio il testo scientifico usa i nomi al posto dei verbi corrispondenti (somministrazione, trattamento) e il passivo (deve essere sospesa e deve essere istituito).

8

Percorso d’apprendimento


5. Fissiamo le idee Ora torna alla sintesi schematica in apertura di Unità. Prova, da solo o con un compagno o una compagna, a rispondere alle domande: non potrai solo ripetere quello che hai memorizzato, ma dovrai ragionare, partendo da quello che hai capito.

Quando si parla

si comunica in modo immediato ed efficace

si è in presenza dell’interlocutore e possiamo affidarci al contesto

si costruisce il discorso mentre lo si pronuncia

si possono usare forme che non sono accettabili nello scritto

Che cosa significa “in modo immediato ed efficace”? Sai fare un esempio di contesto che influisce sul modo di parlare? Che effetto ha sul discorso il fatto di costruirlo mentre lo si pronuncia? Che differenza c’è fra errore e forma non accettabile?

Quando si scrive

si mostra l’organizzazione delle nostre idee

si è in assenza dell’interlocutore e serve un alto grado di esplicitezza

si progetta una struttura linguistica complessiva

si possono controllare la grammatica e le caratteristiche del testo

In che modo l’organizzazione delle idee si rende visibile? Che cosa significa “esplicitezza” in un testo scritto? In che cosa consiste la struttura linguistica che può essere progettate in un testo scritto? Quali altre caratteristiche è possibile controllare?

La scelta del registro linguistico da usare dipende dal contesto

che cambia a seconda

– del mezzo – degli interlocutori – del tipo di testo – dell’argomento

Che cosa non è permesso in testi di registro “alto”? Come incidono sullo scritto il mezzo, gli interlocutori, il tipo di testo e l’argomento? UNITÀ 1

9


6. TEST di AUTOVERIFICA verifica le tue risposte

Rispondi alle domande e

1

2

3

4

Quale di questi aspetti non è tipico di una lingua adulta? A.

La flessibilità sintattica

B.

L’ampio bagaglio lessicale

C.

La scelta del registro più opportuno

D.

Il linguaggio da ufficio pubblico

Quale aspetto è tipico della lingua parlata? A.

Che si può riformulare quello che si è appena detto

B.

Che molte volte non si parla chiaramente

C.

Che ci sono spesso ripetizioni di termini

D.

Che non bisogna cambiare il tono della voce

Quale aspetto è tipico della forma scritta? A.

Si può tacere qualcosa perché chi legge lo sa già

B.

Si può partire da un inizio a caso

C.

Si può rileggere e correggere quello che non funziona

D.

Si può non andare mai a capo

L’espressione “se lo sapevo non venivo” A.

È sempre sbagliata

B.

È una forma del neostandard

C.

È presa dal latino

D.

È una forma dialettale

5 Quale delle parole che seguono, tutte sinonime di “falsità”, è la parola più neutra?

A.

menzogna

B.

bugia

C.

panzana

D.

fandonia

10

Percorso d’apprendimento


TEST di AUTOVERIFICA

Rispondi alle domande e verifica le tue risposte

6 Che tipo di errore è scrivere “A metà dei lavori del convegno, che aveva visto la

partecipazione dei rappresentati delle associazioni professionali del settore, i relatori se ne sono fregati dell’ordine stabilito e ciascuno parlava come gli girava.”? A. B. C. D. 7

Le scelte linguistiche possono dipendere A. B. C. D.

8

B. C. D.

i testi dei regolamenti vincolanti i testi accademici gli avvisi al pubblico gli atti pubblici

Il linguaggio scientifico A. B. C. D.

10

dalla situazione e dal contesto dal tipo di interlocutore dal numero di parlanti dalla lunghezza del testo

Non appartengono ai generi molto controllati A.

9

“fregarsene” è un’espressione poco gentile “come gli girava” è sbagliato perché ci vuole il congiuntivo La frase è un po’ troppo lunga Sono mescolati registri diversi

contiene spesso forme passive contiene sempre formule contiene espressioni colloquiali contiene parole straniere

L’espressione “In attesa di gentile riscontro porgo rispettosi saluti” è tipica A. B. C. D.

di una lettera a un amico di una conversazione in chat di un blog di un comune cittadino di una lettera formale

UNITÀ 1

11


2

PARTE 1 IL NOSTRO LINGUAGGIO CRESCE CON NOI

La competenza lessicale

1. Capire... i punti-chiave Parole d’uso corrente e parole meno usate Il bagaglio lessicale delle parole che si capiscono e si utilizzano cresce nel tempo: tutti accedono al vocabolario detto “di base” (non molte parole che si usano però molto di frequente), ma solo chi studia, si informa, approfondisce, arriva anche al lessico comune (molte parole ma di uso meno frequente), più ampio e preciso. Alcuni poi conoscono il linguaggio tecnico e specialistico che si usa in certi campi particolari, oppure le parole antiquate. Insomma, le parole non sono tutte uguali per frequenza e conoscenza da parte di chi parla la lingua.

Testi pieni di informazioni ma difficili e viceversa Un testo che usa parole facili è più leggibile, ma potrebbe essere anche più povero di informazioni, un testo che trasmette conoscenze specifiche e usa un linguaggio specialistico di solito è meno leggibile ma dà maggiori informazioni: per ogni testo ci vuole un equilibrio fra queste due esigenze, dire tante cose specifiche e essere facile da capire.

Parole per dire le cose Le parole servono per parlare della realtà: se si conoscono poche parole, si conosce anche poco della realtà, si vedono solo i dettagli più superficiali. Se invece si conoscono molte parole, questo significa che siamo capaci di guardare anche dei dettagli più nascosti della realtà, oppure maggiori sfumature di significato.

Che cosa c’è “dentro” le parole Le parole hanno un significato primario, che è presente nel vocabolario, ma richiamano anche altro perché hanno una storia, un’origine, usi particolari: più si conosce della storia e dell’origine delle parole, più si capisce il loro significato e le si usa in modo adatto alle diverse circostanze.

Una parola, tante informazioni Il dizionario non riporta soltanto il significato delle parole, ma moltissime informazioni che le riguardano: informazioni grammaticali (che parte del discorso è e con quali caratteristiche, da dove deriva, da quando è entrata nella lingua italiana, come si usa, se ha eccezioni o no, …). Consultare il dizionario quindi accresce le nostre conoscenze delle parole.

Le lingue si arricchiscono di nuove parole Ogni lingua si arricchisce nel tempo di parole nuove, di nuovi significati di parole che già esistono, di parole prese da altre lingue: per questo ogni anno escono nuove edizioni del vocabolario, sempre aggiornato. 12

Percorso d’apprendimento


Combinazioni di parole Oltre alle parole singole, nella lingua italiana esistono anche combinazioni fisse di parole, che a volte i vocabolari presentano. “Parole” formate fa più parole, modi di dire, parole che vogliono certe preposizioni, coppie di parole che si presentano spesso insieme… Anche queste combinazioni fanno parte della conoscenza della lingua italiana.

Linguaggio adulto e lessico dei concetti Le parole si scelgono anche in base al contenuto: se si parla di fatti di ogni giorno, di cose concrete che si hanno sotto gli occhi, le parole saranno diverse da quelle che si usano per parlare di idee e di concetti. Molte espressioni non le useremmo se non studiassimo a scuola, e anzi bisogna imparare non soltanto i contenuti scolastici ma anche le parole adatte per dirli.

Quando avrai imparato il contenuto del capitolo avrai anche gli strumenti per: • capire come acquisire il lessico adulto e il lessico dei manuali di studio • ricostruire il significato di parole non note

• cogliere la funzione del lessico tecnico nella letteratura

2. Impara il significato dei termini usati in questa Unità:

3. Ora prova a rispondere alle

LEGGIBILITÀ, INFORMATIVITÀ, DERIVAZIONE, COESIONE LESSICALE, ETIMOLOGIA, ACCEZIONE DI UNA PAROLA, LEGENDA (NEL DIZIONARIO), LEMMA (VOCE DEL DIZIONARIO), ONOMATOPEICO, NEOLOGISMO, POLIREMATICA, FORME IDIOMATICHE, COLLOCAZIONI, LESSICO PASSIVO, LESSICO ATTIVO, PAROLE CONNOTATE — Utilizza il Glossario facilitato a fine quaderno.

domande Guida alla comprensione a pagina 48 del manuale utilizzando il linguaggio del testo. Per il ripasso, trovi qui il riferimento ai paragrafi.

4. Capire... dagli esempi tipici Ora che hai presenti anche i passaggi analitici del capitolo, ti può aiutare rivedere alcuni esempi particolarmente indicativi del ragionamento che è stato fatto nella spiegazione. Ogni esempio rimanda a un concetto, a un caso specifico, a un fenomeno linguistico. Impara a passare dal caso specifico al concetto (che cosa dimostra questo esempio?) e, all’inverso, dal concetto al caso specifico (che esempio puoi fare per dimostrare che …?).

A carta

cartaceo / cartaccia / incartare

felice

felicità… infelice

Le parole possono derivare le une dalle altre: è un fenomeno di morfologia lessicale (studio della forma del lessico). B banco, cattedra, aula studiare, apprendere, imparare

(parole legate alla scuola

stessa area semantica)

(parole che hanno un significato simile

parole sinonime) UNITÀ 2

13


calcio (dare un…) (parole che hanno lo stesso suono

calcio (sport)

parole omonime)

calcio (elemento chimico)

Fra parole possono esserci diverse relazioni di significato (semantica lessicale). C

interessarsi a qualcosa

avere bisogno di qualcosa

essere preoccupato per qualcosa

Possono esserci anche relazioni sintattiche, cioè combinazioni, per esempio attraverso preposizioni fisse. D problema, critica Ci sono parole di cui spesso non sappiamo il vero significato perché non sappiamo l’origine. E

acido, aculeo, acuto, ago, agrume

Ci sono parole che hanno un’origine comune, anche se non si vede a prima vista. F

guerra, guardia, tariffa, magazzino, patriota, fanatismo

Ci sono parole che provengono da altre lingue, di popoli che hanno occupato l’Italia in tempi passati. G a non finire, acqua e sapone, bell’e fatto,

da strapazzo, fatto persona, fatto e finito,

niente di che, terra terra, zitto zitto

Sono gruppi di parole separate ma che si comportano come un tutt’uno: aggettivi polirematici (ma ci sono anche nomi, verbi, avverbi polirematici). H in bocca al lupo

a ogni morte di Papa

nuovo di zecca

Sono espressioni idiomatiche dell’italiano (ogni lingua ha le sue espressioni idiomatiche). I

compiere una scelta   prendere una decisione

assumersi delle responsabilità

bandire un concorso

impiegare il tempo

Sono delle collocazioni, delle coppie fisse. L

ebbene i portavoce del governo abbiano cercato di accreditare un’immagine di tregua… Su questo la preoccupazione è speculare a quella del capo del governo…

Viene utilizzato il lessico dei concetti (o astratto). M apportare / asportare

inane / immane

infettare / infestare installare / instaurare

Sono parole simili nel suono che per errore possono essere scambiate con quelle giuste (malapropismi).

14

Percorso d’apprendimento


5. Fissiamo le idee Ora torna alla sintesi schematica in apertura di Unità. Prova, da solo o con un compagno o una compagna, a rispondere alle domande: non potrai solo ripetere quello che hai memorizzato, ma dovrai ragionare, partendo da quello che hai capito.

lessico comune

lessico a uso ristretto

maggiore frequenza d’uso

minore frequenza d’uso

INFORMATIVITÀ

AMPIEZZA

LEGGIBILITÀ

vocabolario di base

lessico più generico

lessico più specifico

Che differenza c’è fra vocabolario di base, lessico comune e lessico a uso ristretto? Riesci a mettere in collegamento questi concetti con la frequenza d’uso? Che rapporto c’è fra quantità di informazione e genericità o specificità del lessico? DIZIONARIO si coglie

La COMPLESSITÀ DELLA REALTÀ

attraverso la conoscenza della PROFONDITÀ e del PESO delle parole

Perché avere un lessico più consapevole e ricco permette di cogliere meglio la complessità della realtà? Sapresti fare un esempio? Che cosa contengono le parole oltre al loro significato “di base”? In che senso bisogna cogliere anche la profondità delle parole e il loro peso? Il dizionario serve soltanto per cercare il significato di parole non note? espressioni polirematiche

fore

meta

solidarietà lessicali

idi form om e ati ch locu e zion i

padronanza LESSICO “ADULTO” lessico dei concetti: LESSICO ASTRATTO

mi

ogis

neol

In quali occasioni è necessario un lessico “adulto”? Come le materie di studio possono aiutare ad acquisirlo? In che cosa il lessico dei concetti è diverso dal lessico tecnico o specialistico di materia? UNITÀ 2

15


6. TEST di AUTOVERIFICA verifica le tue risposte

Rispondi alle domande e

Le domande provengono da prove Invalsi per il grado 10 (II superiore di II grado). 1 (F3. 2012) Leggi attentamente la voce che segue, tratta da un noto diziona-

rio di italiano. Dopodomani (do-po-do-mà-ni) avv. - Il giorno successivo a domani, fra due giorni • Anche s.m (con grafia divisa dopo domani, invar.), spec. col sign. di un futuro non troppo vicino. Comp. di dopo e domani || sec. XVIII. Utilizzando queste informazioni del dizionario, indica se le seguenti affermazioni sono vere o false. La parola dopodomani

2

1. è una parola invariabile

V

F

2. è una parola piana, cioè ha l’accento sulla penultima sillaba

V

F

3. è una parola formata dal suffisso dopo più domani

V

F

4. ha sei sillabe

V

F

5. può essere usata solo come avverbio

V

F

6. in certi casi si può scrivere anche dopo domani

V

F

(E1, E2, E3, E4 2014) Leggi il seguente questo testo.

La resistenza di una porta blindata a un eventuale tentativo di effrazione è garantita dalla qualità dei suoi componenti. Per essere sicuri di acquistare un buon prodotto, bisogna rivolgersi a personale specializzato e accertarsi che il serramento sia conforme alla normativa vigente, che abbia cioè superato i test anti-scasso previsti dalla legislazione. Accanto a ciascuna delle seguenti parole del testo scrivi il sinonimo, presente anch’esso nel testo. A. porta B. scasso C. legislazione

3 (F8. 2016)

I gruppi di definizioni che seguono si riferiscono ciascuno a una stessa parola che può avere più significati (parola polisemica). Individuala e scrivila, come nell’esempio.

- rapporto fra due grandezze numeriche - ciascuno dei termini di una moltiplicazione - chi conduce una fattoria fattore 16

Percorso d’apprendimento


1. - superficie caratterizzata da assenza di dislivelli - strumento musicale - progetto

o programma 2. - elenco dei contenuti di un libro - lancetta di uno strumento - dito della mano 3. - elemento del sistema della lingua che si associa a un nome - ciascuna delle parti

in cui sono suddivisi regolamenti, leggi ecc. - scritto destinato a un giornale o a una rivista 4. - apparato sotterraneo di una pianta - ciò da cui ha origine qualcosa - il numero

che, elevato alla potenza espressa dall’indice, riproduce il numero dato

4 (F1. 2012) In quale delle seguenti frasi la parola “fiume” è usata in senso figurato

(o metaforico)? A.

Il fiume scorreva liscio come olio

B.

Il battello scivolava silenzioso sul placido fiume

C.

Fu sommerso da un fiume di parole

D.

Le campagne furono inghiottite dal fiume in piena

( D2. 2018 grado 08) Scegli fra le quattro alternative proposte quella che completa la parola riportata di seguito (forma cioè una “solidarietà lessicale”): dilazionare... 5

6

A.

un argomento

B.

un pagamento

C.

una fessura

D.

una spia

(E5. 2014) Quale di queste parole è l’unica composta con il verbo “parare”? A.

parafarmacia

B.

paraolimpiadi

C.

parapetto

D.

paragrafo

UNITÀ 2

17


7

(F10. 2016) Le frasi che seguono non sono accettabili. 1. Ho partecipato a una tavola interessante rotonda. 2. Si è comprato una macchina degli anni Sessanta da scrivere. 3. Giovanna ha sposato un uomo abilissimo d’affari. 4. Ci sono sconti anche sui capi di alta autunnale moda.

Qual è la ragione per cui non sono accettabili? A. B. C. D. 8

Perché non sono state rispettate le concordanze Perché l’aggettivo non può mai essere separato dal nome a cui si riferisce Perché l’aggettivo non può mai trovarsi dopo il nome a cui si riferisce Perché le parole che formano insiemi unitari non possono essere separate

( E6. 2013) In quale delle seguenti frasi le parole sottolineate sono associate correttamente dal punto di vista del lessico? A. B. C. D.

Il tecnico è venuto a instaurare la nuova antenna parabolica. La colpa di questo fatto non può essere prescritta all’Europa. Il grande scienziato ha avanzato una nuova interessante ipotesi. È un periodo in cui dobbiamo contrarre decisioni importanti.

9 (E5. 2017) Per ciascuna delle seguenti definizioni vengono date 4 parole. Scegli la

parola corrispondente alla definizione. 1. Deporre qualcuno da una carica A.

sostituire

B.

destituire

deliberare

D.

destabilizzare

C.

illudere

D.

colludere

C.

sciogliere

D.

occultare

C.

2. Accennare velatamente a cose o persone A.

alludere

B.

deludere

B. Nascondere qualcosa per fini illeciti A.

18

disperdere

B.

Percorso d’apprendimento

simulare


3

PARTE 1 IL NOSTRO LINGUAGGIO CRESCE CON NOI

Scrittura e comprensione: acquisire un metodo

1. Capire... i punti-chiave Scrivere è un’esperienza Scrivere non è un “compito scolastico” ma è un’attività importante che può servire a ciascuno di noi per rendere più chiare alla coscienza le esperienze che facciamo: per questo teniamo un diario, scriviamo poesie, ci appuntiamo cose che ci colpiscono, proviamo a ridire in forma scritta esperienze che nella mente si presentano confuse.

Scrivere è un processo, non solo un prodotto Quando scriviamo isoliamo qualcosa di interessante (o anche di normale ma che rendiamo interessante) rispetto a tutto il resto, stabiliamo un ordine in cui dire le cose, cerchiamo le parole adatte a dirlo. L’azione materiale di scrivere è solo l’ultimo momento in cui controlliamo che l’idea centrale, l’organizzazione e la forma linguistica stiano funzionando. Per questo mentre si scrive si controlla continuamente anche il resto. Solo alla fine dell’elaborazione (che è un lavoro anche per gli adulti) il prodotto è pronto e si può passare alla cosiddetta “bella copia”.

È possibile controllare la scrittura Conoscere i possibili errori di scrittura e sapere come correggerli aiuta molto a scrivere testi che funzionano: bisogna conoscere cosa è un’ambiguità, quando una serie di frasi è squilibrata o va a zigzag, dove separare una frase da un’altra (come concetto e come punteggiatura), per evitare frasi che non finiscono mai o frasi troppo spezzettate; bisogna evitare le frasi costruite solo aggiungendo, senza attenzione alla sintassi (come perline di una collana infilate una dopo l’altra), e sapere mettere punto fermo per distinguere bene i concetti fra loro.

È bene controllare la forma linguistica Bisogna avere un po’ di “pratica” artigianale di come si può costruire una frase dal punto di vista linguistico: per questo sono utili esercizi per trasformare da una forma all’altra, o per variare e modificare una frase secondo vari criteri: va fatto in pratica, osservando che cosa succede quando modifichiamo.

Leggere (e capire) è un’esperienza Capire un testo non serve a superare un’interrogazione, ma è un’attività importante che può servire a ciascuno di noi per trovare informazioni, accrescere le proprie esperienze attraverso quelle scritte da altri, immedesimarci in esperienze che non facciamo nella realtà… la vita di chi legge è più ricca di quella di chi non legge, perché è arricchita, potremmo dire “aumentata” rispetto alla normale esperienza quotidiana. UNITÀ 3

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Capire un testo non è ridire più o meno il contenuto Capire richiede di far funzionare la mente e di cogliere quello che il testo suggerisce oltre al contenuto. La mente compie alcune operazioni specifiche sul testo (per esempio, capisce quello che non viene detto ma fa parte del contenuto; collega quello che c’è scritto con altre cose che chi legge deve sapere per capire; si rende conto dell’intenzione che passa da sfumature come l’ironia, …) Anche il testo dà alcuni segnali specifici (come il genere, le informazioni distanti ma che c’entrano una con l’altra e che vanno collegate, i caratteri tipografici, i segnali linguistici).

Esistono prove particolari di comprensione dette “standardizzate” Le domande di queste prove non sono semplici quiz a crocette, ma sono richieste particolari collegate ad aspetti precisi della comprensione, come individuare informazioni più o meno evidenti, ricostruire in che relazione logica più o meno chiara stanno fra loro le idee del testo, riflettere in maniera più o meno approfondita su di esso. Per fare bene una prova di questo genere bisogna imparare a capire un testo nelle sue sfumature (non solo quello che dice più o meno) e nei diversi aspetti più o meno difficili.

Quando avrai imparato il contenuto del capitolo avrai anche gli strumenti per • per superare le prove di comprensione del testo proposte dall’Invalsi.

2. Impara il significato dei termini usati in questa Unità:

3. Ora prova a rispondere alle

IMPLICITO, STRUTTURA TESTUALE, EFFETTO COMUNICATIVO, SEGMENTARE / ACCORPARE, SIMMETRIA / ASIMMETRIA, EFFETTO ESPRESSIVO, ESTETICA, ZIGZAG, ANACOLUTO, INFERENZA, GENERE TESTUALE — Utilizza il Glossario facilitato a fine quaderno.

domande Guida alla comprensione a pagina 84 del manuale utilizzando il linguaggio del testo. Per il ripasso, trovi qui il riferimento ai paragrafi.

4. Capire... dagli esempi tipici Ora che hai presenti anche i passaggi analitici del capitolo, ti può aiutare rivedere alcuni esempi particolarmente indicativi del ragionamento che è stato fatto nella spiegazione. Ogni esempio rimanda a un concetto, a un caso specifico, a un fenomeno linguistico. Impara a passare dal caso specifico al concetto (che cosa dimostra questo esempio?) e, all’inverso, dal concetto al caso specifico (che esempio puoi fare per dimostrare che …?).

A Interviene Atena che calma Achille e gli consiglia di rimettere nel fodero la spada e che un giorno avrà la sua vendetta, // questo gesto significava che il guerriero non ricorreva sempre alla violenza.

Frase a collana. Non è stato messo punto fermo fra le due strutture complete di frase, dove abbiamo lasciato il segno //. Ci sono poi due “che” coordinati ma di diverso tipo. Ti ricordi la correzione?

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Percorso d’apprendimento


B Atticus è un padre dalle molte doti, come quella di avere una mira degna di un cecchino o quella di essere talmente coraggioso da voler aiutare una persona di colore, una cosa in sé assurda in quel contesto, combattere per i diritti di un negro negli anni Trenta è come buttarsi dall’aereo senza paracadute…

Altra frase a collana. Non è stato messo punto fermo fra le due strutture complete di frase. Qui non è stato lasciato il segno //. Ti ricordi la correzione? C

Mio fratello l’anno scorso ha finito l’Istituto Tecnico. Ha vinto una borsa di studio, si è iscritto all’Università e ha scelto una facoltà scientifica. Da quando è iniziato l’anno accademico ha avuto pochissimo tempo libero e si è messo a studiare accanitamente. Vuole sostenere tutta una serie di esami che tutti ritengono difficili, e superarli con dei buoni voti. Dopo potrà godersi un periodo di riposo prima di impegnarsi per il prossimo anno.

Le frasi sono troppo corte e frammentate. Meglio cercare dei legami fra una frase e l’altra e fare dei periodi più articolati. Ti ricordi la correzione? D Enea è il personaggio principale di tutta l’opera. Viene descritto come un uomo pio, premuroso della sorte dei compagni. È destinato a subire tante pene e angosce a causa dell’ira degli dei.

Le frasi sono troppo frammentate e non si usa la sintassi per accorparle meglio (per esempio con apposizioni e dipendenti). Bisogna cercare dei legami fra una frase e l’altra e fare dei periodi più articolati. Ti ricordi la correzione? E

[Annibale] con gli alleati del popolo romano si comportava in modo amichevole, facendo capire loro che era lì per combattere Roma, e di liberare tutte le province dal dominio romano.

C’è un’asimmetria sintattica, cioè sono coordinate due forme linguistiche differenti. Ti ricordi la correzione? F

Con la musica riesco a essere più facilmente me stesso perché la timidezza mi impedisce di esprimere i miei sentimenti.

C’è un andamento zigzagante, cioè si passa da un positivo a un negativo o viceversa. Ti ricordi la correzione? G Si vendono letti a castello per bambini di ottone. L’errata disposizione delle parole crea un’ambiguità. Ti ricordi la correzione? H Preparai una torta per un amico e la divorò tutta. C’è un anacoluto, cioè un cambio di soggetto, che spesso può creare ambiguità. Ti ricordi la correzione?

UNITÀ 3

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I

Prima di allora non ero mai andato a teatro e devo dire che sono rimasto affascinato prima ancora che il sipario si alzasse, perché i lampadari di cristallo che brillavano anche spenti tanto che parevano animati da un fuoco interno.

Il periodo è inconcluso, cioè manca la conclusione della proposizione che inizia con perché. Ti ricordi la correzione? L

Avendo capito il problema è più facile trovare una soluzione. Se si capisce il problema, è più facile trovare una soluzione.

È uno dei casi possibili di trasformazione della forma linguistica mantenendo il significato. M Stamattina ero rintontito e ho fatto una pessima interrogazione, perché ieri ho visto X Factor fino a tardi. Ho fatto una pessima interrogazione perché ieri ho fatto tardi per vedere X Factor e stamattina ero rintontito.

È un caso di trasformazione reso possibile dalla subordinazione, cioè il cambiamento nell’ordine degli elementi. N Anche se ho studiato, sono andato male. Ho studiato, anche se sono andato male.

È un caso di trasformazione di ciò che è importante comunicare attraverso una frase. O Sparta era governata da un’aristocrazia di guerrieri che sfruttavano il lavoro di popolazioni locali ridotte in servitù, gli Iloti.

È richiesta un’inferenza per capire un’informazione che non viene detta esplicitamente. P Si alzò la tormenta. Un vento radente sollevava come sabbia del deserto la neve della steppa, e come degli spettri gli uomini silenziosi camminavano curvi contro quel vortice.

Va capito il riferimento alla steppa, ambiente freddo delle pianure della Russia: se uno conosce la geografia e la storia (gli uomini curvi sono soldati durante la campagna di Russia del 1943) può capire l’ambientazione. Q Non fu l’unico incontro importante di quell’anno magico. C’è un implicito linguistico: se non fu l’unico vuol dire che ce ne furono altri.

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Percorso d’apprendimento


5. Fissiamo le idee Ora torna alla sintesi schematica in apertura di Unità. Prova, da solo o con un compagno o una compagna, a rispondere alle domande: non potrai solo ripetere quello che hai memorizzato, ma dovrai ragionare, partendo da quello che hai capito.

SCRIVERE – Aver controllo della struttura

operazioni della scrittura SELEZIONE Controllo continuo Revisione

di che cosa vale la pena scrivere ORGANIZZAZIONE

della struttura del testo STESURA

SAPER SCRIVERE significa avere specifiche competenze

– Utilizzare correttamente la punteggiatura – Controllare l’estetica del testo – Controllare la chiarezza della forma – Controllare gli effetti espressivi

secondo scelte linguistiche consapevoli

– Saper trasformare la forma linguistica RISCRITTURA FINALE

Sapresti spiegare la differenza fra trascrivere semplicemente il parlato o buttare giù alcune idee per riempire il foglio, e invece costruire un testo scritto? Sapresti spiegare perché comprendere un testo non significa saper dire più o meno il contenuto? Sai dire quali percorsi fa la mente e come il testo cerca di farsi capire tramite indizi? COMPRENDERE

saper cogliere tutti gli aspetti che contribuiscono al significato del testo

MENTE

TESTO

SAPER COMPRENDERE significa avere specifiche competenze

– Riconoscere le informazioni implicite – Collegare le informazioni tra loro – Attingere alla “enciclopedia del lettore” – Riconoscere il senso del testo – Capire l’orientamento dell’autore – Cogliere gli aspetti del genere testuale – Cogliere gli indizi linguistici e grafici

Che cosa significa “organizzare la struttura del testo”? Puoi fare riferimento anche a quanto hai imparato nella prima Unità di questa parte. Sapresti fare degli esempi di “estetica” del testo, di chiarezza, di effetti espressivi della forma linguistica? UNITÀ 3

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6. TEST di AUTOVERIFICA verifica le tue risposte

Rispondi alle domande e

Alcune domande provengono da prove Invalsi per il grado 10 (II superiore di II grado). 1

Quale di queste operazioni non fa parte del processo di scrittura? A. B. C. D.

2

Il recupero delle informazioni implicite L’organizzazione ordinata delle idee L’ideazione di un tema centrale La stesura con un linguaggio appropriato

Che cosa è una frase “a collana”? A. B. C. D.

Una frase senza punteggiatura Una frase costruita per accumulo Una frase troppo lunga Una frase troppo frammentata

3 Quale tipo di errore contiene l’espressione

“Vendesi letto per bambino singolo”? A. B.

Ambiguità Periodo inconcluso

C. D.

Andamento zigzagante Anacoluto

4 Le frasi “è importante il tuo ritorno/è importante che tu ritorni” sono un caso

di equivalenza. A. B. C. D.

5

Quale di queste frasi è sbagliata? A. B. C. D.

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fra un gruppo nominale e una frase fra un significato e la sua parafrasi fra una esplicita e un’implicita fra una coordinata e una dipendente

La mamma portò il bambino dal medico, che lo visitò. La mamma portò il bambino dal medico, affinché lo visitasse. La mamma portò il bambino dal medico e lui lo visitò. La mamma portò il bambino dal medico per visitarlo.

Percorso d’apprendimento


6

Quale di queste operazioni non fa parte della comprensione? A. B. C. D.

Riconoscere le informazioni implicite Progettare l’ordine logico del testo Cogliere gli aspetti propri del genere testuale Rendersi conto dell’orientamento dell’autore

7 Quale informazione implicita contiene l’espressione

“Marco ha smesso di frequentare il corso di tedesco”? A. B. C. D.

8

Marco prima andava al corso di tedesco Marco non ama più il tedesco Marco ha scelto un altro corso Marco imparerà il tedesco da un amico

Che cosa è un significato a cui si arriva per inferenza? A. B. C. D.

Un significato particolarmente oscuro Un’informazione che si ricava indirettamente Qualcosa che va conosciuto prima di leggere Quello che si capisce solo alla fine

9 (Invalsi F9. 2016) Dicendo “Non sarei stato così severo nel condannare il suo

comportamento” chi parla sostiene implicitamente che la condanna è stata A. B.

non abbastanza severa giustamente severa

C. D.

eccessivamente severa troppo poco severa

10 (Invalsi F3.2016) Nell’espressione “A dispetto di questo limite” con che cosa po-

tresti sostituire “A dispetto di”, lasciando inalterato il significato della frase? A. B. C. D.

Nonostante A causa di Considerato In relazione a

UNITÀ 3

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1

PARTE 2 L’ORGANIZZAZIONE DELLA FRASE

Come funziona la frase

1. Capire... i punti-chiave La frase ha due pilastri Per “dire qualcosa” a proposito di “qualcosa” (che è il compito di una frase), ogni frase deve contenere questi due pilastri: il “dire qualcosa” cioè la predicazione (predicare significa appunto dire, affermare), e il “qualcosa” di cui la predicazione dice cioè il soggetto. La frase funziona quando tutti e due i pezzi sono presenti e chiari. La rappresentazione grafica di questi due pilastri potrebbe essere questa: il soggetto è un gruppo isolato (Lucia), nella predicazione ci possono essere altri gruppi (Piero; a scuola). SOGGETTO

PREDICAZIONE

Piero Lucia

ha accompagnato

GRUPPI NOMINALI

a scuola NOME

VERBO CHE PREDICA

Si può comunicare anche non con frasi grammaticali La frase grammaticale deve essere completa, ma noi comunichiamo anche attraverso messaggi non completi dal punto di vista grammaticale, come un’insegna di negozio (Cartoleria) che ci comunica che in quel negozio si vendono articoli di cartoleria, oppure un titolo di giornale (Alluvione in Toscana), che attira la nostra attenzione sull’informazione principale, o la risposta a una domanda (Certamente!) che presuppone la domanda (per esempio Sei pronto? Certamente, sono pronto). Una comunicazione incompleta dal punto di vista della grammatica ma funzionante come messaggio è un enunciato.

Il verbo è fondamentale La “colla” della frase è il verbo, perché lega a sé i gruppi presenti nella frase. Per esempio, il verbo accompagnare richiede che qualcuno accompagni qualcun altro da qualche parte cioè che ci sia qualcuno che accompagna (Lucia), qualcuno che venga accompagnato (Piero) e un luogo dove accompagnarla (a scuola). Un altro verbo come comprare avrebbe richiesto un numero minore di gruppi (qualcuno compra qualcosa), un verbo come dormire ancora di meno (qualcuno dorme). Perché la frase funzioni ci vogliono tutti i pezzi (non funziona mia cugina accompagna al mercato). Perciò il verbo organizza intorno a sé la struttura della frase.

Frasi uguali e diverse Tutte le frasi hanno un soggetto e una predicazione e tutte le frasi hanno un verbo che organizza attorno a sé la struttura della frase. Tuttavia, in una frase ci può essere o solo quello che il verbo richiede (il nonno compra il giornale), oppure anche altri gruppi (il nonno compra il giornale tutte le mattine). Quindi c’è somiglianza ma anche differenza fra una frase “minima”, con il minimo indispensabile a che 26

Percorso d’apprendimento


la frase funzioni (non funziona il nonno compra), e una frase “semplice”, con qualche informazione in aggiunta (es. in quali circostanze, dove, quando…). L’informazione è aggiunta come si vede dalla rappresentazione. in certe circostanze

qualcuno

qualcosa

fa

Frasi uguali fatte con diversi tipi di pezzi Tutte le frasi hanno una struttura simile. Tuttavia, in una frase i “pezzi” possono essere gruppi che contengono un nome (Ho saputo (la bella notizia)) oppure possono essere a loro volta frasi con un soggetto e una predicazione (Ho saputo (che sei arrivato in cima alla vetta)) = tu-soggetto + sei arrivato in cima alla vetta-predicazione). Questa frase è più “complessa” perché ne contiene un’altra al suo interno. In ogni caso ci deve essere un soggetto principale con una sua predicazione principale, che contiene quella secondaria. Guarda come funziona in questa rappresentazione. (io)

Ho saputo

la bella notizia

(io)

Ho saputo

che sei arrivato in cima alla vetta

Meno della frase, più della frase Se osservi la rappresentazione sopra, vedi che “che sei arrivato in cima alla vetta” è meno della frase intera (è una sua parte), mentre “Ho saputo che sei arrivato in cima alla vetta” è più della frase (è una gerarchia fra due frasi). Quindi le chiameremo in modo diverso per distinguerle: la frase minore è una proposizione, la frase complessa è un periodo.

Legami interni alla frase Le parole nella frase si raggruppano secondo delle leggi ben precise. Nei gruppi con a capo un nome per esempio la legge è la concordanza di genere e numero (mia-cugina; il-nonno), in altri gruppi con la preposizione la legge è la reggenza (a regge scuola), che è la stessa legge della predicazione dove il verbo regge i gruppi che seguono (accompagna regge Piero e a scuola). Ci sono poi gruppi fatti a scatola (una dentro l’altra), come (l’amica (di mia sorella)), in cui di mia sorella è contenuto dentro (o incluso) in l’amica (è la stessa cosa che capita nella frase complessa, infatti questo è un gruppo complesso). I gruppi che danno altre informazioni (come nella frase mio nonno compra il giornale + tutte le mattine) si accostano per significato: sono aggiunti.

Nei gruppi troviamo certi tipi di parole In un gruppo, che abbiamo messo fra parentesi oppure nell’ovale, troviamo sempre gli stessi tipi di parole: nome, articolo, aggettivo, a volte la preposizione. (Il gatto nero) = articolo + nome + aggettivo; (il nonno) art. + nome; (a scuola) = preposizione + nome. Il verbo sta fuori da questi gruppi.

Ogni gruppo ha una funzione Un soggetto come mio nonno può essere sostituito da un altro gruppo che ha la stessa funzione anche se è diverso nella forma: (Mia zia) compra il giornale tutte le mattine; (il mio vicino di casa) compra il giornale tutte le mattine; (Quel signore che vedi lì) compra il giornale tutte le mattine. UNITÀ 1

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Ogni frase ha un’intenzione Se dico Domani arriva Luigi mi interessa far capire chi arriva domani. Se dico Luigi arriva domani mi interessa far capire quando arriva Luigi. Quindi, a seconda di che cosa metto in posizione “forte”, di solito in fondo alla frase, l’intenzione della frase può cambiare. Alcune frasi hanno un ordine irregolare apposta per segnalare un’intenzione particolare, come Il pacco va a prenderlo lui che serve a sottolineare chi, cioè lui, va a prendere il pacco.

Da dove parte la frase La frase quindi può partire dal soggetto (Lui va a prendere il pacco) oppure da un’altra parola (Il pacco va a prenderlo lui). Il soggetto resta lo stesso in entrambe le frasi (lui), ma il punto di partenza è diverso (lui / il pacco). Così il punto di arrivo in fondo alla frase può essere la predicazione (va a prendere il pacco) oppure un’altra parola (il soggetto lui).

Quando avrai imparato il contenuto del capitolo avrai anche gli strumenti per: • evitare ambiguità nello scrivere e per comprendere frasi articolate dal punto di vista sintattico. • valutare all’interno dei testi poetici come incide l’ordine delle parole sull’effetto stilistico.

2. Impara il significato dei termini usati in questa Unità:

3. Ora prova a rispondere alle

FRASE, ARGOMENTO DEL VERBO, STRUTTURA ARGOMENTALE, CIRCOSTANZIALE, STRUTTURA PREDICATIVA, STRUTTURA SINTATTICA, STRUTTURA COMUNICATIVA, ENUNCIATO, FRASE COMPOSTA, FRASE COMPLESSA, STRUTTURA GERARCHICA, PROPOSIZIONE, GRUPPO SINTATTICO, MODIFICATORE DEL NOME, TEMA, REMA, MARCATA — Utilizza il Glossario facilitato a fine quaderno.

domande Guida alla comprensione a pagina 152 del manuale utilizzando il linguaggio del testo. Per il ripasso, trovi qui il riferimento ai paragrafi.

4. Capire... dagli esempi tipici Ora che hai presenti anche i passaggi analitici del capitolo, ti può aiutare rivedere alcuni esempi particolarmente indicativi del ragionamento che è stato fatto nella spiegazione. Ogni esempio rimanda a un concetto, a un caso specifico, a un fenomeno linguistico. Impara a passare dal caso specifico al concetto (che cosa dimostra questo esempio?) e, all’inverso, dal concetto al caso specifico (che esempio puoi fare per dimostrare che …?).

A *Il nonno sulla poltrona. *La zia abita. *Conigli zia alleva mia. *Mio sorella fanno i compito.

Dalle non-frasi capiamo le regole che governano le frasi grammaticali, che possono essere di diversa natura… sai dire quali?

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Percorso d’apprendimento


B cartoleria - Daniela - Sì, certamente - Spiagge sporche: giovani volontari al lavoro Un messaggio può funzionare in certi determinati contesti (quali?) anche se non costituisce una frase grammaticale. C

? Il bambino teme... ? Marco abita...

? Il corriere consegna

Con molti verbi non bastano il soggetto e il predicato per costituire una frase, perché il verbo “richiede” un altro o più gruppi nominali. D Regalare: qualcuno regala qualcosa a qualcuno Per esprimere e verificare la “struttura argomentale” generata da un verbo (quella che contiene gli argomenti del verbo) possiamo utilizzare i pronomi qualcuno e qualcosa: la frase contiene il “minimo” per essere una frase. E

Sara dopo cena legge il giornale sul divano.

Alcuni gruppi nominali non sono richiesti dal verbo, ma costituiscono informazioni aggiuntive (o circostanziali): la frase diventa semplice. F

I compagni aspettano il tuo ritorno. (qualcosa-nome) I compagni aspettano che tu ritorni. (qualcosa-frase)

Al posto di un gruppo nominale può esserci un’intera frase con un suo soggetto e predicazione: la frase diventa complessa. G Mi hanno detto che Luca è partito molto presto. Una “frase” che fa parte di una frase complessa è detta proposizione, una “frase” che contiene più proposizioni è detta periodo. H [Oggi pomeriggio (le amiche (di mia sorella)) (vanno (al cinema)] In una frase i gruppi fondamentali sono due (soggetto e predicazione) mentre tutti gli altri sono secondari o perché sono inclusi (in gruppi complessi) o perché sono retti da un altro gruppo (argomenti retti dal verbo), o perché sono aggiunti (circostanziali). I

Lo zaino nuovo / Gli zaini nuovi

All’interno di un gruppo nominale le parole concordano fra loro in genere e numero. L

Luca abita a Roma.

a  Roma

La reggenza può riguardare un gruppo nominale in cui la preposizione regge il nome, oppure può riguardare la predicazione in cui il verbo regge uno o più argomenti “a valle”. M (una torta (al cioccolato)) Un gruppo complesso è formato da un gruppo maggiore che ne include uno minore, e nella frase ha la stessa funzione di un gruppo semplice.

UNITÀ 1

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N Una mia cugina

di Genova

Un gruppo complesso è formato da un ovale che al suo interno ne contiene un altro tratteggiato. O Riempio il vaso d’olio. Riempio il vaso di vetro. Marco guarda le ragazze con gli occhiali.

Il cervello sente le inclusioni e le utilizza per rappresentarsi mentalmente il contenuto. Se non le sente correttamente si ha l’ambiguità. P Questo capitolo è importante, perciò lo leggerò con attenzione. Una frase coordinata è aggiunta all’altra. Il nesso non è tanto sintattico quanto di significato, attraverso il nesso logico “perciò”. Q (Le scarpette rosse da ballo della principessa) furono riposte (nella cassapanca di legno della soffitta). (Qualcosa) fu riposto (da qualche parte).

I gruppi sintattici si definiscono in base alla loro funzione, non in base alla loro realizzazione linguistica: due gruppi molto diversi fra loro possono svolgere la stessa funzione. R (Il gelsomino) è fiorito. ((Il gelsomino (di Spagna)) (sul terrazzo (di mia nonna))) è fiorito.

Una frase con gruppi articolati può essere ridotte alla forma-base “qualcuno fa qualcosa” S

Il papà fa la spesa. La spesa la fa il papà.

L’ordine delle parole trasmette l’intenzione della frase, cioè a quale domanda implicita la frase risponde. La frase marcata (con un ordine diverso da quello regolare) trasmette un’intenzione specifica. T

Giuseppe studia la matematica con molto impegno.

Un elemento non richiesto dal verbo (circostanziale) può stare in posizione forte ed essere il rema della frase, cioè l’informazione saliente.

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Percorso d’apprendimento


5. Fissiamo le idee Ora torna alla sintesi schematica in apertura di Unità. Prova, da solo o con un compagno o una compagna, a rispondere alle domande: non potrai solo ripetere quello che hai memorizzato, ma dovrai ragionare, partendo da quello che hai capito.

SOGGETTO

PREDICAZIONE

gli occhiali ha dimenticato

Il mio compagno

a casa

Perché deve esserci una predicazione? E perché deve esserci il soggetto (tranne in pochi casi)? Che cosa ci dice questo fatto sulla natura di una frase? AGGIUNTA

CONCORDANZA

CONCORDANZA SOGGETTO-VERBO

REGGENZA DEL VERBO

CONCORDANZA

INCLUSIONE

Stamattina il gatto nero della mia vicina

sul balcone è saltato

REGGENZA DELLE PREPOSIZIONI

INCLUSIONE

di casa nostra

CONCORDANZA

Quali tipi di nesso sintattico abbiamo osservato nella frase? Sapresti dimostrare che una frase è una struttura organizzata e non una successione lineare di parole?

Domani arriva Luigi.

questa frase

Luigi arriva domani.

questa frase

risponde alla domanda: Chi arriva domani? Si pone maggiore attenzione su chi arriva, cioè Luigi. risponde alla domanda: Quando arriva Luigi? Si pone maggiore attenzione sul fatto che è domani che Luigi arriva.

C’è una differenza sintattica fra le due frasi? Qual è la differenza comunicativa?

UNITÀ 1

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6. TEST di AUTOVERIFICA verifica le tue risposte

Rispondi alle domande e

Alcune domande provengono da prove Invalsi. 1 Quale delle seguenti frasi è una frase semplice perché contiene

un circostanziale? A.

La prof. restituisce le verifiche agli alunni.

B.

L’alunno controlla i compiti a scuola.

C.

Il cane riporta la pallina al padrone.

D.

Il postino consegna il pacco al destinatario.

2 Nella seguente frase identifica i due gruppi fondamentali e il circostanziale e tra-

scrivili nello schema: “La brocca del tè si trova sul tavolo insieme alle tazze e ai biscotti.” CIRCOSTANZIALE

SOGGETTO

PREDICAZIONE

3 In quale dei seguenti periodi la proposizione dipendente sta al posto di un argo-

mento del verbo e non può essere tolta?

4

32

A.

Ti ho appena detto (che oggi l’autobus era in anticipo).

B.

Ho perso l’autobus (perché questa mattina mi sono svegliato tardi).

C.

(Mentre compravo il biglietto), ho visto passare l’autobus.

D.

(Pur avendo perso l’autobus), sono arrivato a scuola in orario.

(C5. 2012 grado 06) In quale frase la divisione in gruppi sintattici è corretta? A.

I l mio bellissimo / gatto soriano / è riuscito a scappare / nel giardino confinante.

B.

Il mio bellissimo gatto soriano / è riuscito / a scappare nel giardino confinante.

C.

I l mio bellissimo gatto soriano / è riuscito a scappare / nel giardino confinante.

D.

I l mio bellissimo gatto / soriano è riuscito / a scappare / nel giardino confinante.

Percorso d’apprendimento


5

6

(C5. 2019 Grado 05) In quale frase la divisione in gruppi sintattici è corretta? A.

Quest’anno/ mia cugina Rachele/ ha/ vinto/ la gara di sci.

B.

Quest’anno/ mia cugina Rachele/ ha vinto la gara/ di sci.

C.

Quest’anno mia cugina/ Rachele/ ha vinto/ la gara di sci.

D.

Quest’anno/ mia cugina Rachele/ ha vinto/ la gara di sci.

Scrivi al posto giusto i gruppi riconoscendo i nessi sintattici. A.

Il gatto soriano è riuscito a scappare in giardino.

B.

Tutte le sere mia sorella porta il nostro cane al parchetto.

C.

All’intervallo il giardino della mia scuola riesce a contenere tutti gli studenti.

D.

Abbiamo finito l’ottima torta della nonna.

CONCORDANZA REGGENZA DELLA PREPOSIZIONE GRUPPO COMPLESSO CON INCLUSIONE AGGIUNTA FORME DEL VERBO

7 Quali tipi di reggenza e di inclusione sono contenuti in queste frasi? Individuale,

completa la trascrizione e descrivi il tipo di reggenza: “Per la fretta Giovanni ha dimenticato l’ombrello.” “Per fortuna aveva le scarpe da pioggia.” TIPO DI REGGENZA

Per la fretta

Ha dimenticato l’ombrello

UNITÀ 1

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6. TEST di AUTOVERIFICA verifica le tue risposte

Rispondi alle domande e

Quale di queste frasi è marcata, cioè presenta un ordine particolare per mette re in evidenza una parte specifica? 8

A. B. C. D.

Per colpa tua sono caduto. Sono caduto dalla bicicletta. Sei tu che mi hai spinto. Mi hai spinto per farmi cadere.

In quale delle seguenti frasi il rema è il soggetto?

9

A. B. C. D.

Il caffè lui lo prende amaro. Va lui a prendere il pacco. Molti ragazzi non hanno capito. A Roma andrò in treno.

In quale delle seguenti frasi il tema non è il soggetto?

10

A. B. C. D.

Un mio vecchio amico mi ha telefonato per il mio compleanno. La telefonata mi ha fatto veramente molto piacere. Questo amico l’avevo visto l’ultima volta almeno un anno fa. La nostra amicizia però è rimasta la stessa di allora.

Trasforma la seguente frase marcata in frase regolare.

11

Per me è lui che non ha capito la questione, non tu che l’hai spiegata male. 12 Riscrivi la seguente frase regolare facendo diventare rema il soggetto e

marcata la frase. Attenzione: ci possono essere diversi modi. “Lui mi ha dato il pacco.”

34

Percorso d’apprendimento


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