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Metodologie Operative - Sample

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Il testo è organizzato per livelli: Livello 1 ‒ base per il primo anno Livello 2 ‒ avanzato per il secondo anno

Completa il corso il volume I miei strumenti di lavoro. Schede operative e di consultazione che fungono da supporto alla fase operativa svolta nelle simulazioni di attività laboratoriali in classe e utili ai futuri Percorsi per l’acquisizione delle Competenze Trasversali e per l’Orientamento (PCTO).

La Guida per il docente, disponibile in formato on line, contiene la presentazione della disciplina, in particolare: • i risultati di apprendimento intermedi del profilo di indirizzo, le competenze in uscita e i traguardi intermedi in termini di competenze, abilità, conoscenze • le finalità, gli obiettivi e le indicazioni metodologiche della disciplina relativi al primo biennio • esempi di UdA disciplinari e di codocenza • le verifiche (con le relative soluzioni), modificabili per entrambi i livelli, in formato sia minuscolo sia tutto maiuscolo, più specifico per gli alunni con DSA. Accesso immediato tramite Smartphone o Tablet a tutti gli audio delle Sintesi.

Metodologie Operative Capovolgi il volume per leggere la Parte B Dalla pratica alla teoria

Tecnico per la Sanità e l’Assistenza Sociale dalla teoria alla pratica e dalla pratica alla teoria

Aggiornato a: Linee Guida ottobre 2019 Legge di Bilancio 2020

Sintesi vocali

Contenuti essenziali

Didattica inclusiva

Sul sito bulgarini.it trovi tutte le informazioni dettagliate riguardanti questo libro

www.bulgarini.it

Metodologie Operative

Il volume ha una duplice modalità d’utilizzo: la parte A propone contenuti teorici; la parte B, a libro capovolto, proposte operative. Ogni argomento è corredato da • Schede operative • Schede informative • Approfondimenti sulle tematiche trattate • Sintesi vocali che rappresentano i contenuti minimi della disciplina, utili anche per gli alunni con programmazione semplificata, con Bisogni Educativi Speciali o con Disturbi Specifici di Apprendimento. Il testo infatti è scritto con una grafica semplice, è dotato di una punteggiatura minima, è caratterizzato da paragrafi suddivisi in piccole frazioni di contenuto.

Venia Lotteri | Daniela Corsi

Venia Lotteri Daniela Corsi

Il

corso permette al docente di Metodologie Operative di condurre gradualmente lo studente all’acquisizione della professionalità di Tecnico per la Sanità e l’Assistenza Sociale, attraverso un itinerario didattico aggiornato alle recenti disposizioni ministeriali (Linee Guida D.M. n. 766/2019 e D.D. n. 1400 pubblicato nell’ottobre 2019) e alla Legge di Bilancio 2020.

Competenze, Abilità e Conoscenze intermedie 978-88-234-3089-1

Biennio


Venia Lotteri | Daniela Corsi

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Dalla teoria alla pratica

Presentazione Presentazione della disciplina agli studenti Indicazioni operative per lo studio Mappe mentali e mappe concettuali

Capitolo

Il Tecnico dei Servizi per la Sanità e l’Assistenza Sociale

ivello Figura e ruolo Definizione e caratteristiche Quale figura si viene a delineare Ambiti lavorativi del TSSAS Obiettivi del TSSAS Deontologia professionale del lavoro Etica professionale del TSSAS Metodologia operativa del TSSAS Il progetto Sintesi Conoscenze

ivello La comunicazione professionale Ascolto attivo La meta-comunicazione

Schede Regole per una comunicazione efficace

Regole di comunicazione professionale con bambini Regole di comunicazione professionale con anziani

Regole di comunicazione professionale con persone malate

Regole di comunicazione professionale con persone affette da ritardo mentale

Per saperne di più Fraintendimenti comunicativi La relazione d’aiuto I metodi comunicativi alternativi Inquadramento

Comunicazione Aumentativa Alternativa Approfondimento I diversi metodi comunicativi alternativi Lettura di approfondimento Il libro nero dei colori Scheda Carta dei diritti alla comunicazione Sintesi Conoscenze

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Capitolo

L’utenza

ivello Definizione e caratteristiche La persona diventa utente La famiglia L’infanzia L’adolescenza La terza età La disabilità Le dipendenze Approfondimento Le forme di dipendenza “classiche” Le “nuove” dipendenze

I disturbi del comportamento alimentare

Anoressia • Bulimia • Binge Eating Disorder • Drunkoressia • Pagofagia • Ortoressia • Obesità

Lettura di approfondimento

Bambina di 3 mesi muore di fame, i genitori giocavano con la figlia virtuale

L’esclusione sociale I senza fissa dimora

. Gli immigrati . I Rom

Per saperne di più “Tante Tinte”. La mediazione culturale in carcere Lettura di approfondimento Dalla parte degli ultimi. Lia Varesio e la Bartolomeo & C. Sintesi Conoscenze ivello Gli interventi dello Stato nei confronti dell’utenza Gli interventi a sostegno della famiglia La risposta dello Stato

Interventi, servizi e strutture a sostegno della famiglia Gli interventi a sostegno dell’età evolutiva La risposta dello Stato

Interventi, servizi e strutture a sostegno dell’età evolutiva Approfondimenti ICAM - Istituto di Custodia Attenuata in Carcere per Madri Leggere il disegno dei bambini

L’istituto della “messa alla prova”

Per saperne di più Comunità per adolescenti: la mia famiglia L’ospedalizzazione Il bambino ospedalizzato Le reazioni di difesa all’ospedalizzazione

. Le reazioni al dolore e alla malattia

Approfondimento La cura del bambino ospedalizzato Gli interventi a sostegno della terza età La risposta dello Stato

Interventi, servizi e strutture a sostegno della terza età


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Approfondimento I principi delle Nazioni Unite per le persone anziane Lettura di approfondimento 1450 Broadway, NYC cosa faremo da grandi

Gli interventi a sostegno delle persone con disabilità La risposta dello Stato

Interventi, servizi e strutture a sostegno della disabilità Per saperne di più Quando la disabilità non è un handicap Gli interventi a sostegno delle persone a rischio di esclusione sociale Cause ed effetti dell’esclusione sociale • La risposta dello Stato

Interventi, servizi e strutture a sostegno delle persone a rischio di esclusione sociale Lettura di approfondimento La danza delle ombre. Con Mohammed nel mondo degli ultimi

Sintesi Conoscenze

Capitolo 3

I servizi

ivello Definizione e caratteristiche Il servizio L’evoluzione dell’assistenza Welfare State in Italia - gli attori

Il Servizio Sanitario Nazionale

Scheda Il Servizio Sanitario Nazionale: iter legislativo Il settore socio-sanitario Il Terzo settore

Livelli essenziali di prestazione e servizi Iter di accesso al sistema integrato di interventi e servizi sociali Per saperne di più ASD Over Limits Sintesi Conoscenze ivello Il sistema socio-sanitario Il sistema integrato di interventi e servizi I Livelli Essenziali di Assistenza Schede Il sistema integrato

Suddivisione di ruoli, responsabilità e interventi

Integrazione socio-sanitaria I Piani di Zona La governance del Piano di Zona Iter di approvazione del Piano di Zona

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Tipologie di servizi socio-sanitari Iter di accesso ai servizi socio-sanitari Sintesi Conoscenze

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Dalla pratica alla teoria

Laboratorio: capire, imparare, conoscere, fare

Capitolo

I laboratori

ivello Laboratorio come setting di apprendimento Inquadramento Il laboratorio didattico I laboratori tematici I laboratori manipolativi

L’importanza delle attività di manipolazione

Scheda Obiettivi delle attività di manipolazione Approfondimento Proposte di attività di laboratori manipolativi I laboratori di animazione Gli strumenti di lavoro

Il gioco • La musica • La grafica e il movimento • La giocoleria • Il cinema e la telecamera • La clownerie • Il teatro

L’animazione ludico-ricreativa Scheda Obiettivi delle attività ludico-ricreative Il gioco quale strumento di lavoro Approfondimento Le attività animative Scheda Giochi per animare I giochi Scheda Esempi di progetti di animazione Sintesi

ivello Animazione socio-culturale Caratteristiche L’animatore La pratica Le diverse funzioni dei giochi Approfondimento Proposte di utilizzo degli strumenti di lavoro Scheda Esempi di progetti di animazione Sintesi


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rese tazio e Il testo Metodologie Operative, rivolto agli studenti del primo biennio, propone quattro nuclei tematici: Capitolo 1 - Il Tecnico dei Servizi per la Sanità e l’Assistenza Sociale e gli aspetti del suo ruolo (conoscenze, competenze, metodologia del lavoro) Capitolo 2 - L’Utenza e le sue caratteristiche (le diverse tipologie di Utenza, i bisogni specifici) Capitolo 3 - I Servizi socio-sanitari e la risposta dello Stato (leggi di settore, servizi, interventi) Capitolo 4 - I Laboratori (manipolativi, animativi) ed è aggiornato alle recenti disposizioni ministeriali (Linee Guida D.M. n. 766/2019 e D.D. n. 1400 pubblicato nell’ottobre 2019) e alla Legge di Bilancio 2020. La struttura chiara e sequenziale è suddivisa su due livelli: Livello 1 - base - per il primo anno Livello 2 - avanzato - per il secondo anno corredati da tavole di sintesi, per consentire allo studente di apprendere con gradualità le tematiche specifiche della disciplina. Completa il volume I miei strumenti di lavoro composto da schede tematiche relative ai contenuti trattati, per permettere allo studente di organizzare un personale quaderno operativo secondo le esigenze didattiche ed esperienziali. La modalità grafica ed espositiva del testo, lo rende leggibile a tutti: è scritto con una grafica semplice e chiara è dotato di una punteggiatura minima è caratterizzato da paragrafi suddivisi in piccole frazioni di contenuto puntualizza gli obiettivi affronta le tematiche con un linguaggio tecnico ma comprensibile supporta l’operatività con schede esemplificative e riassuntive


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Le Metodologie Operative sono la disciplina oggetto di questo libro di testo. Si tratta del metodo di lavoro da utilizzare all’interno dei servizi nei quali, come Tecnico dei Servizi per la Sanità e l’Assistenza Sociale (TSSAS), svolgerai il tuo lavoro.

Analizziamo nel dettaglio la denominazione: per metodologie si intende la scelta e la definizione di un metodo di lavoro con caratteristiche adeguate alla situazione in oggetto, finalizzato al raggiungimento di una determinata meta il termine operative indica la parte pratica di una disciplina si definisce servizi l’insieme di mezzi costituiti e organizzati per soddisfare un bisogno pubblico sanità e assistenza sociale sono termini che fanno riferimento alla salute e alle attività che riguardano l’assistenza sociale a tutela di fasce della popolazione considerate più deboli.

Le Metodologie Operative sono una disciplina pratica che ti insegnerà a fare, perché il fare consente di sperimentare, di mettere in pratica e di ricordare. Fare consente di mettersi in gioco, di individuare le proprie attitudini e di scoprire capacità nascoste. Fare migliora la propria sicurezza e quindi l’autostima e permette di avere un migliore rapporto con gli altri. Insieme faremo esperienza con laboratori manipolativi e laboratori animativi, faremo ricerca (in codocenza con l’insegnante di Scienze umane e sociali), per rilevare i bisogni socio-sanitari del territorio, faremo progetti e li metteremo in pratica facendo esperienze. Il progetto sarà la base con cui costruire la tua professionalità. Per fare è necessario conoscere, attraverso lo studio teorico, leggi di settore, tipologie di utenza e bisogni specifici, caratteristiche dei servizi e funzionamento, per imparare a promuovere reti territoriali, orientare l’utenza verso il servizio più adeguato, incoraggiare stili di vita sicuri e rispettosi delle norme igieniche. Imparerai a collaborare con altre figure professionali per sostenere e tutelare fragilità e disabilità, favorendo l’integrazione per migliorare la qualità della vita sia del singolo sia del gruppo. Le Metodologie Operative sono quindi attività laboratoriali e il laboratorio è un contesto dove si sperimenta praticamente, pertanto il nostro motto è: se sento dimentico

se vedo ricordo

se faccio imparo


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Ci rendiamo conto che i contenuti della disciplina sono difficili e complessi da organizzare, per questo ti forniamo una breve guida degli strumenti che ti possono aiutare nello studio. Ricorda: inizia a studiare il giorno in cui ti è stata spiegata la lezione, non aspettare l’ultimo giorno. Autointerrogazione strategia che aiuta a memorizzare Usa il post it: scrivi la domanda (formulata liberamente da te sul materiale da memorizzare) e sul retro la risposta (cerca di elaborare una frase ben organizzata)

Domande elaborative strategia che consente di memorizzare meglio perché attiva schemi mentali che organizzano l’informazione e ne facilita il recupero. Individua e scrivi una lista di “azioni/nozioni/parole chiave/processi” e collega a ogni elemento della lista la domanda “perché...”.

Autospiegazione strategia che aiuta a memorizzare argomenti e connessioni. Organizza la memorizzazione dei contenuti di studio collegandoli a ciò che già sai. Chiediti: “Come si collega questo nuovo argomento a quello che ho già imparato?”.

Studio intrecciato studiare il nuovo argomento permette ai contenuti precedenti di fissarsi meglio nella Memoria a Lungo Termine. Organizza lo studio quotidiano delle materie per “blocchi alternati” di un’ora, cioè cambia materia di studio ogni ora, in questo modo non ti stanchi e continui a sollecitare la tua Memoria a Lungo Termine. Studio nel tempo impegna la Memoria a Lungo Termine e consolida i ricordi. Ripassa gli argomenti dopo 15 giorni dalla memorizzazione, lavorando in questo modo ti impegnerai il minimo per ottenere il massimo!


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Per imparare a organizzare i tuoi pensieri evitando di passare ore sui libri con scarsi risultati, ti consigliamo di preparare delle rappresentazioni grafiche di quanto stai studiando perché il memorizzare per immagini consente di ricordare più facilmente le informazioni. Queste rappresentazioni grafiche, chiamate “mappe informative”, sono mappe della conoscenza e possono essere di diverse tipologie; insieme approfondiamo le mappe mentali e le mappe concettuali e analizziamo le differenze tra di loro. Ognuna di queste tipologie ha caratteristiche e proprietà differenti: le mappe mentali sono metafore del pensiero intuitivo, mentre le mappe concettuali sono metafore del pensiero razionale. e

appe

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Le appe e tali (MM), dette anche cognitive, sono rappresentazioni grafiche della conoscenza, che consentono veloci associazioni relative a un concetto primario. Si tratta di un sistema molto semplice che utilizza simboli, immagini, colori e spessori differenti per caratterizzare i concetti chiave disposti per ordine d’importanza e collegati tra loro da sotto-concetti attraverso ramificazioni creative e logiche. Le

appe

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sono state ideate da Tony Buzan (1942-2019) psicologo inglese, autore di manuali sulle tecniche di apprendimento e di memorizzazione

Le MM aiutano a fissare nella mente le informazioni in modo veloce perché sono basate sull’essenzialità dei dati necessari al ricordo e facilitano la comprensione e la memorizzazione delle informazioni sollecitando l’emisfero cerebrale destro. La mappa rappresenta le associazioni scaturite dai tuoi pensieri e dalle tue idee, la loro caratteristica infatti è quella di rispettare i meccanismi di funzionamento del cervello e della memoria poiché organizzano i concetti e le parole chiave in modo analitico e creativo. Analitico perché individua i concetti e definisce la struttura gerarchica con cui si dispongono; creativo perché decide come disporre i rami e usa colori e immagini per meglio definire la trasposizione grafica dello schema concettuale. Le MM sono molto utili per organizzare idee e informazioni, supportare il pensiero creativo (brainstorming) e la risoluzione dei problemi (problem solving), facilitare le decisioni.


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Inizia a leggere l’argomento di studio e individua l’oggetto fondamentale del testo che diventerà il nodo centrale della tua mappa Mentre leggi, segnati i concetti più significativi riferiti all’argomento che diventeranno delle sotto-categorie Rileggi una seconda volta il testo e sottolinea i dati importanti che dovrai inserire nella mappa Mentre leggi puoi iniziare a fare uno schizzo della mappa mettendo il titolo esplicativo dell’argomento nel centro del foglio in stampatello maiuscolo Definisci i rami con le parole chiave, sostantivi e non verbi, parti dal centro verso i lati del foglio, più ti allontani più devi scendere nei dettagli dell’argomento. Le parole chiave ti servono a richiamare alla memoria informazioni che hai già appreso Terminata la parte progettuale, devi inserire delle immagini, delle icone, dei simboli che ti aiutino a ricordare le parole chiave che hai inserito. Possono essere anche immagini scherzose, che capisci solo tu, importante è che ti aiutino a ricordare Quando hai finito, osserva con attenzione tutti i dettagli e fotografali con la memoria visiva

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indirizzo

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profilo

(Tecnico della Sanità e dell’Assistenza Sociale)

Deontologia professionale

Etica professionale Obiettivi

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terza età nuove emergenze


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Le appe Co ett ali (MC) sono rappresentazioni grafiche della rete che legano tra loro più concetti, a partire da quello fondamentale. Le MC hanno l’obiettivo di modificare le tue strutture cognitive per raggiungere un apprendimento significativo, non meccanico e mnemonico. Con le MC si rappresentano graficamente le proprie conoscenze relative a un argomento specifico, per cui ognuno è artefice e responsabile del proprio percorso di conoscenza all’interno di un determinato contesto. Le

appe Co

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sono state teorizzate dallo statunitense Joseph D. Novak (1932). Ricercatore presso il “Florida Institute for Human and Machine Cognition” (IHMC), Novak si rifà agli studi sull’“apprendimento significativo” dello psicologo statunitense David P. Ausubel (1918-2008)

Nelle mappe concettuali la rappresentazione grafica della conoscenza risiede nei collegamenti esistenti tra i diversi concetti, con nodi che si sviluppano con una struttura ad albero o a raggiera, a partire da un concetto generale che si evolve via via con i particolari. Questo tipo di mappa consente di mettere in evidenza i concetti, ma non ti fornisce strumenti utili per la loro memorizzazione. Co

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Individua la domanda di base del tema da trattare che diventerà il nodo fondamentale e inseriscilo in una forma geometrica Sviluppa le sue connessioni dall’alto verso il basso, i nodi concettuali che si diramano sono collegati con frecce orientate ed espressi con un verbo descrittivo. Usa solo parole chiave per ogni nodo concettuale, che forniscano una informazione rispetto all’argomento principale Per lo sviluppo della mappa è necessario prima identificare i concetti, poi creare le relazioni che li associano tra di loro

Le MC sono molto utili quando si vuole verificare come e quanto si è appreso (apprendere ad apprendere): i concetti, espressi in forma sintetica (parole-concetto), sono inseriti all’interno di un nodo (una forma geometrica) e collegati fra di loro con frecce e parole-legamento che chiariscono la loro


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relazione. La struttura gerarchica dei diversi concetti legati da relazione di vario tipo, consentono di chiarire agli altri il percorso del proprio ragionamento. Quindi ognuno deve essere autore della propria MC che ne rappresenta l’organizzazione del pensiero. se

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Metodologie Operative

illustra la metodologia di lavoro

è la

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materia professionalizzante dell’indirizzo Sanità e Assistenza Sociale

TSSAS

presenta le definisce gli

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obiettivi del TSSAS specifica la

famiglia

deontologia professionale del TSSAS

terza età

spiega l’etica professionale del TSSAS analizza

i bisogni delle diverse tipologie di utenza

infanzia adolescenza disabilità

nuove emergenze

le diverse tipologie di bisogno

senza fissa dimora

delinea la risposta dello Stato

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Capitolo Il e i o ei ervizi per la a it e l ssiste za o iale

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Capitolo

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D.Lgs. n. 61/2017)

Collaborare nella gestione di progetti e attività dei servizi sociali, socio-sanitari e socio-educativi, rivolti a bambini e adolescenti, persone con disabilità, anziani, minori a rischio, soggetti con disagio psico-sociale e altri soggetti in situazione di svantaggio, anche attraverso lo sviluppo di reti territoriali formali e informali Partecipare e cooperare nei gruppi di lavoro e nelle équipe multi-professionali in diversi contesti organizzativi/lavorativi


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Mettere in atto i modelli operativi dell’organizzazione in relazione agli obiettivi progettuali: - identificare gli elementi e le fasi di elaborazione di un progetto

Individuare il proprio ruolo nei contesti socio-assistenziali

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Metodologia del lavoro sociale: - le fasi e le voci che compongono un progetto

Ruolo professionale e sue caratteristiche, competenze, ambiti di lavoro, etica e deontologia


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L’argomento di studio che ci riguarda, il lavoro in ambito sanitario e sociale, ha come fulcro la persona intesa come soggetto portatore di diritti e di doveri, individuo unico e irripetibile, facente parte del o ello siste i o io psi o so iale. Quale ruolo avrai nei confronti della persona e cosa significhi nello specifico modello sistemico, lo apprenderai strada facendo, in un viaggio stimolante che ti condurrà dalla teoria alla pratica, dal sapere al fare, che ti trasmetterà la capacità di assumere il ruolo effettivo del Tecnico dei Servizi per la Sanità e l’Assistenza Sociale, figura che, per semplificare, chiameremo TSSAS.

Ti domanderai il perché del termine o ello siste i o io psi o so iale Tecnico: perché rispondente Metodo organizzativo di assistenza sociale dove ogni situazione di salute o malattia al 4° livello del Quadro Europeo è la conseguenza di tre fattori: delle Qualifiche (EQF - European biologico - psicologico - sociale Qualifications Framework), un quadro di riferimento ripartito in otto livelli, corrispondenti a risultati di apprendimento standard definiti in conoscenze, abilità, competenze. Il tuo diploma di istruzione professionale quinquennale, ti farà acquisire: conoscenze pratiche e teoriche in ampi contesti, sia lavorativi sia di studio abilità cognitive e pratiche fondamentali per risolvere problemi specifici, sia lavorativi sia di studio competenze per l’autogestione nell’ambito delle linee guida in contesti di lavoro o di studio che sono solitamente prevedibili, ma soggetti a cambiamenti e che prevedono anche la supervisione del lavoro di routine di altri, assumendoti così una certa responsabilità per la valutazione e il miglioramento di attività lavorative o di studio


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Il Tecnico dei Servizi per la Sanità e l’Assistenza Sociale deve acquisire specifiche competenze utili a: organizzare e attuare, con diversi livelli di autonomia e responsabilità, interventi per rispondere alle esigenze sociali e sanitarie di singoli, gruppi e comunità promuovere il benessere bio-psico-sociale, negli ambiti dell’assistenza e della salute collaborare nella gestione di progetti e attività dei servizi sociali, socio-sanitari e socio-educativi, rivolti a bambini e adolescenti, persone con disabilità, anziani, minori a rischio, soggetti con disagio psico-sociale e soggetti in situazione di svantaggio, anche attraverso lo sviluppo di reti territoriali formali e informali facilitare la comunicazione tra persone e gruppi, anche di culture e contesti diversi realizzare, in autonomia o in collaborazione con altre figure professionali, attività educative, di animazione sociale, ludiche e culturali adeguate ai diversi contesti e ai diversi bisogni raccogliere, conservare, elaborare e trasmettere dati relativi alle attività professionali

Il TSSAS, è quindi un professionista della relazione d’aiuto, una persona che lavora con soggetti di diversa età (sia individui singoli sia gruppi di persone) per contribuire al loro sviluppo, per potenziare le loro capacità di crescita personale e/o di inserimento/reinserimento e partecipazione sociale. Le capacità professionali del TSSAS consentono di sostenere e guidare l’utente nell’assunzione di un ruolo attivo per gestire se stesso e la propria vita, anche grazie alla conoscenza delle reti i or ali e dei servizi attivi sul proprio territorio. eti i

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familiari, amici, vicini di casa, ni volontari, associazio


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Per prima cosa è necessario che tu abbia una visione d’insieme dei servizi sanitari e dell’assistenza sociale, sia dei settori che interessano la mediazione familiare sia di quelli che riguardano le fasce sociali deboli e le nuove emergenze come ervizio l’immigrazione e la dipendenza. Nel tuo percorso ez zi di studi infatti imparerai a organizzare e gestire complesso di m nizzati attività socio-educative, culturali e animative costituiti e orga bisogno per soddisfare un mettendoti in gioco in prima persona attraverso pubblico le esperienze di raccordo scuola-lavoro all’interno dei servizi presenti sul territorio. Il tuo ruolo ti vedrà promotore del benessere bio-psico-sociale delle diverse tipologie di utenti attraverso un agire flessibile, basato sull’analisi dell’evoluzione dei bisogni e sul dialogo con la comunità sociale e i servizi per la sanità e l’assistenza sociale, pubblici e/o privati del territorio. Gli elementi costitutivi di un servizio sono: una sede fisica, dotata di adeguate attrezzature e accessibile all’utenza in orari determinati un bacino di utenza o ambito territoriale di riferimento (es. comunale, distrettuale) l’utenza, reale e potenziale una serie di attività e di prestazioni determinate dagli obiettivi a cui il servizio risponde e dall’utenza cui è rivolto la presenza di personale adeguato alle mansioni e alle funzioni da svolgere Per fare tutto questo dovrai ovviamente acquisire conoscenze scientifiche e tecniche, competenze correlate alle scienze umane e sociali, a cultura medico-sanitaria, alla legislazione sociale per comprendere il mutamento sociale e le dinamiche della società multiculturale. Imparerai la terminologia specifica e a utilizzare strumenti informativi per la registrazione e la raccolta di quanto rilevato sul campo, sperimentare l’archiviazione e la trasmissione dati relativi alle attività professionali svolte al fine di monitorare e valutare gli interventi e i servizi. Durante il tuo percorso di studi parteciperai a vari laboratori pluridisciplinari per tradurre i concetti teorici in applicazione e viceversa, costruirai strumenti di rilevazione, realizzerai attività di ricerca-azione a scuola e sul territorio per individuare situazioni problematiche ed elaborare semplici progetti.


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Obiettivi ambiziosi? Certamente, ma si tratta di un percorso veramente affascinante che ti vedrà continuamente inserito in reali contesti lavorativi, dove la metodologia del fare rende tutti i contenuti teorici immediatamente accessibili e fruibili. Si tratta sicuramente di un lavoro molto coinvolgente che necessita di motivazione, di empatia, di amore per l’altro. Nel tuo corso di studi apprenderai le strategie per muoverti all’interno dei servizi socio-sanitari, districandoti al meglio tra leggi quadro e leggi di settore, utilizzando le metodologie operative più adeguate al contesto e all’utenza. Ovviamente il tutto non ti sarà subito chiaro, ci vorrà del tempo, quello che trascorreremo insieme e che ti vedrà crescere professionalmente e maturare nelle tue motivazioni. Buon lavoro!

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Il Tecnico per la Sanità e l’Assistenza Sociale può lavorare in Istituzioni pubbliche e private, con so etti di diversa età, per promuovere e contribuire allo sviluppo delle potenzialità personali e/o di inserimento e partecipazione sociale del singolo o del gruppo. Si tratta di una professione in stretta relazione con l’altro, una relazione d’aiuto basata su intenti comuni, su condivisione di interessi e presa in carico della preoccupazione dell’ te te. o

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persone (bambini, adolescenti, anziani, disabili)

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colui che utilizza un servizio

Il lavoro del Tecnico per la Sanità e l’Assistenza Sociale prevede la “presa in carico” di una persona, per favorirne il cambiamento. Questo significa tener presente l’aspetto psicologico (conoscenza del soggetto e delle sue dinamiche interiori), l’aspetto sociologico (promozione dei rapporti umani) e l’aspetto pedagogico (acquisizione di nuove modalità di apprendimento e di crescita). Per favorire il cambiamento,


Capitolo

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quindi, dovrai facilitare l’emersione e il potenziamento delle li e s ills presenti nell’altro per incentivare la sua capacità di autogestione e di assunzione di un proprio ruolo e consentirgli così di affrontare con maturità la propria vita.

i e s ills La presa in carico dell’utente necessita nali iali e perso abilità soc di una metodologia di lavoro che preveda: individuo rie di ogni p ro p la massima attenzione a quanto accade la flessibilità del proprio agire basato sulle esigenze della persona per cercare di prevenire le cause del suo bisogno ed evitare l’emarginazione il rispetto dell’unicità della persona in carico ricordando che il proprio ruolo è di “affiancamento” e non di “sostituzione”; l’atteggiamento corretto è affiancarsi e sostenere il soggetto, sollecitandolo a esprimere se stesso incentivandolo ad agire in prima persona

Il lavoro di presa in carico non è svolto individualmente ma prevede che una pluralità di figure – utenti, famiglie, comunità, operatori amministrativi, organizzatori – agiscano insieme e si assumano ognuno la propria responsabilità. Questo modello di lavoro si chiama “rete”. Fare rete nei servizi sanitari e sociali significa creare collegamenti e sinergie tra risorse formali e informali, servizi, strutture e interventi al fine di promuovere il benessere della persona e della collettività. lavoro di rete

avoro i rete

sistema di collegamento di operatori, ser vizi, interventi, con funzioni diverse ma raccordate ver so una soluzione condivisa

azioni volte a promuove l’attivazione di nuove reti a sostegno di quelle già esistenti

lavoro in rete

lavoro svolto da un’équipe multiprofessionale per integrare e coordinare gli interventi evitando sovrapposizioni e sprechi di risorse

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Il lavoro di rete nei servizi sanitari e sociali si svolge: con la persona: attivando la presa in carico nel servizio e tra i servizi: creando connessioni utili al singolo caso dalla comunità sul territorio: creando sinergie tra servizi territoriali

Le reti possono essere: primarie con relazioni che avvengono secondo il principio di reciprocità (io aiuto te e tu aiuti me): famiglia, gruppi amicali e di vicinato secondarie informali con scambi che si basano sul principio di solidarietà: associazioni di volontariato, gruppi di auto-mutuo-aiuto secondarie formali, reti molto strutturate e formalizzate che erogano servizi e prestazioni regolamentate dal Servizio Sanitario Nazionale

Per verificare l’azione di ogni componente della rete, si devono valutare: - i risultati ottenuti, sia intermedi sia finali - la qualità e l’economicità del servizio, all’interno dell’organizzazione e all’esterno (la rete)

Il metodo di lavoro si basa sulla documentazione di dati, sulla ricerca di informazioni su bisogni e risorse, necessita di incontri con gli altri operatori socio-sanitari, richiede la segnalazione dei problemi che hanno bisogno di interventi esterni. Il Tecnico ha la responsabilità di agire al meglio nei confronti dell’utenza ma deve anche agire al meglio nei confronti del proprio Servizio, con razionalità e progettualità, ricercando soluzioni funzionali, cercando di contenere i costi e i tempi dell’intervento.

eo tolo ia pro essio ale el lavoro

Hai sicuramente capito che si tratta eo tolo ia pro essio ale di un compito delicato, che necessita capacità di manifestare di un grande senso di responsabilità comportamenti adeguati e richiede competenze e abilità, quali: al ruolo e al contesto capacità di accogliere ogni persona come unica, portatrice di specifiche paure, dubbi, aggressività, gioie, tenerezze, manifestando ad ognuna la propria disponibilità capacità di ascolto delle emozioni e dei desideri dell’altro con la mediazione della propria presenza educativa empatia con l’altro e capacità di calarsi nei suoi panni per coglierne le emozioni creatività e flessibilità senza pensieri e preconcetti standardizzati

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continuità nella relazione che necessita di tempo collaborazione e condivisione nel rapporto con gli altri e capacità di chiedere aiuto se necessario, per trasformare i propri limiti in punti di forza riflessione e rielaborazione di conoscenze e di vissuti

I comportamenti che il TSSAS deve adottare svolgendo il suo lavoro, si devono differenziare a seconda che si rivolgano a un singolo utente o a un gruppo di persone: col singolo utente deve cercare di essere coerente, sollecitare le domande, dare spazio agli elementi affettivi della relazione, considerare ogni persona come unica e tutta da scoprire, evitando rimproveri o paternali, si impara infatti più dall’esempio che dalle parole col gruppo deve favorire un clima disteso e non competitivo, distribuire attenzione e riconoscimento a tutti, valorizzare le persone, ridurre i conflitti facendoli emergere (la presa di coscienza delle reali ragioni dei conflitti, spesso relazionali, rappresenta già di per sé un allentamento delle tensioni), promuovere un’azione di vicendevole collaborazione tra i membri del gruppo

ti a pro essio ale el

Il termine eti a deriva dal greco éthos eti a e il suo significato è “condotta”, “carattere”, “consuetudine”. è una branca della filosofia i che approfondisce gli element Capire quando un comportamento che consentono di discernere è buono o non lo è, quando è giusto i compor tamenti umani giusti, o meno non è facile. buoni, leciti da quelli non buoni, Non esistono regole precise non giusti e non leciti che prescrivono come una persona e quindi non appropriati si deve comportare e in quali circostanze deve assumere un comportamento piuttosto che un altro, ma ogni persona possiede la capacità e la libertà di adottare il comportamento ritenuto più corretto, migliore, più giusto. A orientare la persona sono i principi etici. Essi rappresentano quegli elementi con i quali, in ogni momento del loro agire, gli operatori possono confrontarsi per assumere comportamenti che possono essere considerati eticamente corretti. I principi etici fondamentali sono: il principio di autonomia che afferma l’obbligo per l’operatore di rispettare la libertà di ogni persona di decidere per sé


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il principio di beneficio che esprime l’obbligo per l’operatore di fare ciò che è finalizzato al bene della persona il principio di giustizia che sancisce l’obbligo per l’operatore di trattare le persone nel modo giusto e di non discriminarle

L’applicazione sistematica dei principi etici nell’agire quotidiano può essere facilitata se collocata all’interno di un percorso mentale al quale ogni operatore può fare riferimento per operare la scelta migliore in uno specifico momento temporale e in uno specifico contesto.

Questo percorso si realizza in otto fasi: riconoscimento del problema che significa capire se nella situazione in cui si opera è coinvolto anche l’aspetto etico raccolta di dati sulla situazione che significa “guardare” a quella situazione come unica e particolare anche se somigliante ad altre 3 identificazione dei valori in gioco che significa comprendere qual è il bene che deve essere tutelato confronto del problema con le norme che consiste nel verificare la presenza di indicazioni formalizzate – norme, regole – che orientano l’operatore verso l’adozione di un preciso comportamento analisi del problema in base ai principi etici ovvero identificare tra i principi etici fondamentali quello o quelli coinvolto/i e quindi quale/i deve/ono orientare l’assunzione del comportamento eticamente corretto decisione secondo coscienza ovvero assumere la decisione migliore azione ovvero realizzare quanto deciso riflessione su ciò che è stato fatto ovvero analizzare le scelte e i comportamenti assunti per comprendere se gli stessi sono stati del tutto, in parte o meno appropriati e hanno generato o no quanto atteso

eto olo ia operativa el

Nella presentazione della disciplina, abbiamo visto che per metodologia si intende la scelta e la definizione di un metodo di lavoro, che abbia caratteristiche adeguate alla situazione in oggetto e che sia finalizzato al raggiungimento di una determinata meta.

Perché questo procedimento sia efficace, è necessario che il lavoro da svolgere sia stabilito con esattezza in tutte le sue fasi e in tutti i suoi contenuti. Il metodo di lavoro del TSSAS si basa sulla progettazione di azioni adeguate alle diverse situazioni. Queste azioni si definiscono tecnicamente


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interventi mirati e hanno lo scopo di fornire un sostegno a singoli e gruppi di diversa età, per sostenerli in momenti difficili collaborando allo sviluppo delle loro potenzialità di crescita, di inserimento e partecipazione sociale.

È necessario quindi mirare al problema utilizzando le metodologie operative più adeguate alla sua risoluzione dopo una puntigliosa e ponderata analisi della situazione/problema effettuata insieme all’équipe di lavoro. Si dovranno analizzare tutte le risorse disponibili e si cercheranno di superare i vincoli presenti nel caso in oggetto. Insieme si decideranno gli obiettivi da raggiungere cercando di non perdere di vista le caratteristiche irrinunciabili senza le quali verrebbe tutto vanificato. Fondamentale sarà porre in campo, sin dalla progettazione, strategie per evitare esiti insoddisfacenti. Un progetto termina solo con una attenta verifica del lavoro svolto che deve essere effettuata sia in itinere (durante le diverse fasi di realizzazione del lavoro) sia al termine del lavoro stesso. Metodologie operative, analisi della situazione/problema, contesto, équipe, risorse disponibili, vincoli, obiettivi, caratteristiche irrinunciabili, strategie per evitare esiti insoddisfacenti, verifica sono tutti termini specifici del lavoro del TSSAS. Progettare usando metodologie specifiche fa parte della nostra quotidianità e consciamente o inconsciamente lo facciamo ogni qual volta dobbiamo prendere una decisione. a

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Devo fare una ricerca di Metodologie Operative sui servizi socio-sanitari per domani ma non ho ancora il testo e a casa non ho libri adeguati per un simile lavoro, ho però la possibilità di usare Internet e di fare una ricerca in rete. Voglio prendere un buon voto e fare un lavoro ben fatto perché la materia mi interessa molto e si sa, è meglio cominciare bene… Purtroppo mi accorgo che la mia stampante ha finito la cartuccia del nero quindi decido di stampare il lavoro con il blu. Se uso un carattere grande e nitido, anche col blu il lavoro avrà un ottimo aspetto. Devo ricordarmi di salvare il lavoro dopo aver svolto la ricerca, perché se la stampante avesse finito anche quel colore mi ritroverei senza il compito; e chi lo sente dopo il professore?

Ora analizziamo l’esempio fatto: devo fare una ricerca di metodologie operative sui servizi socio-sanitari (analisi della situazione/problema) non ho ancora il testo e non ho libri adeguati (analisi del contesto)


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ma ho la possibilità di usare Internet e di fare una ricerca in rete (risorse disponibili) voglio prendere un buon voto e fare un lavoro ben fatto perché la materia mi interessa molto e voglio cominciare bene (definizione degli obiettivi) purtroppo la mia stampante ha finito la cartuccia del nero (vincolo) e dovrò stampare il lavoro con un altro colore (superamento del vincolo) scelgo il blu e un carattere grande e nitido così il lavoro avrà un ottimo aspetto (caratteristica irrinunciabile) salvare il lavoro dopo aver svolto la ricerca è una strategia per evitare un esito insoddisfacente perché se non posso stampare a casa posso sempre farlo a scuola altrimenti rimango senza il compito e chi lo sente dopo il professore?

A prima vista progettare sembrerebbe facile ma una cosa è la progettazione del quotidiano, un’altra è la progettazione di attività rivolte alla presa in carico dell’utenza e dei suoi bisogni e alla soluzione dei problemi correlati contenendo anche i costi del servizio.

Il pro etto

Come si è detto, uno dei compiti che dovrai svolgere è quello di progettare interventi mirati. Il progetto è il prodotto di una fase ideativa che si conclude con la valutazione, messo in pratica attraverso procedure, metodologie, strategie e che necessita di fantasia, creatività, flessibilità.

Le sue caratteristiche risiedono nella novità dell’offerta, nella sperimentazione e nella durata a lungo termine. Il progetto è realizzabile se se ne considerano le risorse effettive, se lo si promuove e lo si diffonde per poterne verificare la sua fattibilità e la sua rispondenza alla domanda. La progettazione è una attività che viene svolta in gruppo, da una équipe di persone che mettono in campo competenze diverse, accettando le idee dell’altro e integrandole con le proprie, per far sì che il lavoro proceda velocemente grazie al contributo di ognuno. Per prima cosa è fondamentale definire i due principali soggetti coinvolti: il committente e il destinatario. Il committente è colui che dà il compito di stendere un progetto.


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Può essere l’insegnante (nel nostro caso), un Ente (il Comune), o un privato (il sig. Rossi che dà l’incarico di progettare una festa) Il destinatario è colui al quale è destinato il progetto cioè la/le persone che ne usufruirà/ranno

Un progetto operativo si compone di tre fasi: fase 1 teorico-ideativa che può richiedere diversi incontri dell’équipe e prevede l’analisi della situazione che si attua con l’osservazione del caso fase 2 pratica - progettuale - realizzativa che contempla la definizione di pochi e precisi obiettivi e la progettazione vera e propria dell’intervento fase 3 di verifica e valutazione che viene svolta durante e al termine dell’attività Vediamo ora nel dettaglio come si attua un progetto operativo.

Fase 1 teorico-ideativa: ricevuto dal committente l’incarico di presentare un progetto, è necessario analizzare la situazione nei minimi particolari, domandandosi: che cosa desidera il committente? quali risultati vuole raggiungere? quanti sono i destinatari e quali caratteristiche hanno? Il progetto deve tener conto delle caratteristiche dei destinatari: che siano bambini, adolescenti o anziani fa ovviamente una grande differenza. È importante anche analizzare il contesto di lavoro, cioè il luogo o la situazione nella quale si deve lavorare. Si devono individuare: le risorse che si hanno a disposizione, ciò che può essere utile. Per esempio utile può essere un grande giardino, se si devono fare giochi all’aria aperta, o una palestra se le attività devono essere di movimento. Sono risorse le competenze delle persone: per esempio un operatore che sa suonare la chitarra, un altro con ottime capacità manipolative, ecc. le competenze, ciò che ognuno deve fare, i suoi compiti, anche in base alle sue capacità specifiche (risorse)


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le finanze, il budget di spesa messo a disposizione dal committente i vincoli, tutto ciò che può essere un ostacolo o che può creare un problema. Ci sono: - vincoli finanziari, cifra oltre la quale non si può spendere - vincoli temporali, per esempio, tre settimane di tempo per preparare tutta l’attività che deve essere svolta in due ore - vincoli normativi, regole generali di comportamento o proprie della struttura dove si svolgerà l’attività, o ancora specifiche per le diverse tipologie di utenza. Per esempio per una attività con gli adolescenti un vincolo è l’uso di bevande alcoliche - vincoli strutturali, le caratteristiche della struttura. Fare un’attività con anziani o disabili necessita di una struttura priva di gradini che creano difficoltà e sono un vincolo strutturale

Fase 2 pratica-progettuale-realizzativa: è necessario fare una mediazione tra i bisogni e le aspettative sia dei committenti sia dei destinatari. La cosa migliore sarebbe di accontentare tutti, ma se non fosse possibile, è importante cercare di avvicinarsi il più possibile ai desideri di entrambi perché il progetto giunga a buon fine. Per prima cosa si deve dare un titolo al proprio lavoro così che sia facile individuarlo e pubblicizzarlo, il titolo deve essere interessante e di presa immediata. Questa fase della progettazione è molto delicata e deve essere stesa con grande attenzione perché può accadere che chi deve svolgere l’attività, non sia colui che l’ha progettata. Una progettazione dettagliata, con la spiegazione puntuale di ogni intervento, consente a tutti di portare avanti il lavoro senza problemi. Le attività devono essere programmate, considerando spazi e strumenti da utilizzare, definendo le caratteristiche irrinunciabili (come una torta con le candeline per una festa di compleanno) e stabilendo i tempi di realizzazione. Elemento fondamentale è la distribuzione dei compiti: importante è stabilire chi fa che cosa e come lo deve fare.


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Fase 3 di verifica e valutazione: deve essere svolta in itinere mentre si lavora (per esaminare il proprio operato ed eventualmente attuare immediate modifiche al progetto) e al termine dell’attività, verifica finale, per accertare il raggiungimento degli obiettivi stabiliti e per valutare se inserire eventuali modifiche per un futuro riutilizzo, senza incorrere in difficoltà che in un primo momento non erano state considerate. La verifica analizza la coerenza del progetto e in particolare: i punti di forza (obiettivi raggiunti, aspettative soddisfatte) i punti critici (inconvenienti e difficoltà inaspettate) le metodologie di lavoro (come si è lavorato) È importante stabilire come si svolgerà questa verifica, attraverso quali mezzi e strumenti si verificheranno gli obiettivi stabiliti, per esempio: questionario di valutazione (da mettere a punto con l’équipe) da sottoporre ai destinatari del progetto fotografie, videoriprese

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Sintesi Il Tecnico dei Servizi per la Sanità e l’Assistenza Sociale - TSSAS Il TSSAS: • è un professionista della “relazione d’aiuto” • guida l’utente nell’assunzione di un ruolo attivo per la gestione della propria vita • favorisce le capacità di crescita personale dell’utente e la partecipazione sociale Il TSSAS può lavorare in Istituzioni pubbliche e private, con soggetti di diversa età. Il lavoro del TSSAS prevede la “presa in carico” dell’utente considerandone: • l’aspetto psicologico (conoscenza del soggetto e delle sue dinamiche interiori) • l’aspetto sociologico (promozione dei rapporti umani) • l’aspetto pedagogico (acquisizione di nuove modalità di apprendimento e di crescita) Il lavoro di “presa in carico” deve portare a un cambiamento degli atteggiamenti, comportamenti e situazioni dell’utente facilitando l’emersione e il potenziamento delle life skills. La metodologia della presa in carico dell’utente prevede: • attenzione a quanto accade • flessibilità del proprio agire • rispetto dell’unicità della persona in carico • affiancamento e sostegno • una pluralità di figure che agiscono insieme e si assumono ognuno la propria responsabilità Il modello di lavoro che comporta la presa in carico si chiama “rete”. Il lavoro di rete nei servizi sanitari e sociali si svolge: • con la persona: attivando la presa in carico • nel servizio e tra i servizi: creando connessioni utili al singolo caso o alla comunità • sul territorio: creando sinergie tra servizi territoriali 3


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L’azione della rete si valuta prendendo in esame i risultati, la qualità e l’economicità del servizio. Il metodo di lavoro: • si basa sulla documentazione di dati • necessita di ricerca di informazioni su bisogni e risorse • esige incontri con gli altri operatori socio-sanitari • richiede la segnalazione dei problemi che hanno bisogno di interventi esterni Il Tecnico, nell’esercizio delle sue funzioni ha la responsabilità di: • agire al meglio nei confronti dell’utenza • agire al meglio nei confronti del proprio Servizio • ricercare soluzioni funzionali • contenere i costi e i tempi dell’intervento

La deontologia professionale del TSSAS Il lavoro del TSSAS necessita di: • grande senso di responsabilità • capacità di accoglienza • disponibilità • capacità di ascolto, di emozioni e desideri • capacità di mediazione • empatia • creatività e flessibilità • nessun preconcetto • continuità nella relazione • capacità collaborative • buona autocritica Il comportamento che il TSSAS deve adottare svolgendo il suo lavoro, si deve differenziare a seconda che si rivolga ad un singolo utente o ad un gruppo. Lavorando col singolo, il TSSAS deve: • essere coerente • sollecitare domande • dare spazio agli elementi affettivi della relazione • considerare l’unicità di ogni persona • evitare rimproveri 3


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