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GIORNALINO DEL BALDESSANO - ROCCATI

Marzo 2012 - n°3

Il giudizio ai pensatori

Insicurezze sulla sicurezza

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AAA: cercasi università

Pag. 3 Eccoci ancora qui, con sempre più cose da

Tav Perché sì… ...Perchè no

Signora libertà si offese Intervista ai Kachupa Folk Band Intervista a Piero Bianucci Dice lui...Dice lei

Tramiamo..In breve! Arte, cinema e teatro

Giochi

dire e un limite di righe da rispettare. Sono giunti i primi segni della primavera, molti di noi hanno visitato posti nuovi, insomma tutto Pag. 4 cambia, ancora e ancora. Per introdurre il terzo numero voglio però parlarvi di qualcosa di diverso, qualcosa su cui riflettere. Lo scorso 17 marzo ha avuto luogo la diciassettesima marcia contro le mafie. Si è svolta a Genova, Pag. 5 mentre nel resto d’Italia l’iniziativa è stata promossa il 21 del mese. La giornata si svolge all’insegna della memoria e dell'impegno in Pag. 6 ricordo delle vittime delle mafie ed è promospromossa dall’associazione Libera. Un tema spinoso certamente, ma dovrebbe essere proprio questo aspetto a renderlo più interessanPag. 7 te ai nostri occhi. Per chiarire precisamente il termine, ho deciso di prendere spunto dal Pag. 8 dizionario, non perchè penso che voi non conosciate il significato della parola, ma per averne una definizione chiara. «Mafia: organizzazione clandestina di natura criminosa, sorta Pag. 9 nella Sicilia occidentale nel XIX secolo e sviluppatasi a livello nazionale ed internazionale , la cui attività consiste tradizionalmente Pag. 10,11

nel procurarsi illeciti guadagni mediante ricatti e soprusi di ogni genere e specialmente nell'imporre il pagamento di contributi forzosi alle aziende agricole, commerciali e imprenditoriali». Non voglio dare un giudizio (per quanto non credo sia possibile esprimersi a favore di un'organizzazione criminale), il mio unico proposito è esortarvi a riflettere. Non è un invito a diventare degli eroi di denuncia, ma ad essere pensatori e,in quanto tali, difensori delle proprie idee. Non lasciatevi condizionare, tantomeno da me e dalle mie parole, lasciate che sia la vostra mente a giudicare questa definizione e, più in generale, il mondo in cui vivete.

Valentina Chiabrando (IVD Europeo)

Profumo di primavera

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Sabato 10 e domenica 11 marzo nica del mese) è stato un vero successo. Facendo un giro tra mavera” di Carmagnola. le bancarelle si potevano troEnigmistica vare oggetti di ogni tipo, da Pag. 14 Il tutto si è svolto in due giornate di sole, con temperature quelli più datati ai più recenti. Sport: miti. Non solo oggetti per la casa, Pag. 15 Endurance CarSabato, in piazza Martiri, c’era ma anche libri, fumetti, oggetmagnola l’esposizione e la vendita di ti della vita quotidiana. La fie& trattori e attrezzature agricole ra invece proponeva vendita di Sandboarding di ogni tipo, marca e dimensio- abbigliamento, giocattoli, dolne, insieme con la vendita di ciumi e cibi vari, oltre alle dianimali. Lungo il centro storico mostrazioni di prodotti innoinvece si svolgeva, come sem- vativi. pre, il mercato del sabato, pul- Ora però mi sento di dover lulante di gente e bancarelle. fare un’osservazione molto La domenica si è poi svolta la importante poichè la fiera in vera fiera: la distesa di banca- genere è dedicata al risparmio, relle si protraeva fin oltre il specialmente in questo periocomune e, unita al mercantico do di crisi. Tuttavia vagando (si svolge ogni seconda dome- per le bancarelle l’aumento dei Spazio esterni:

Pag. 13 ha avuto luogo la “fiera di pri-

prezzi si respirava nell’aria, di alcuni prodotti il prezzo è addirittura triplicato, cosa non molto giustificabile, in altri casi invece, il prezzo era felicemente rimasto invariato o persino diminuito. In ogni caso, la fiera di primavera ha avuto un grande successo che ha spinto non solo i carmagnolesi a passeggiare per le vie della loro cittadina, ma anche molti visitatori dalle città vicine. Alessia Grosso & Sara Porello (IIC IPSAA)


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Insicurezze sulla sicurezza

...SU DI NOI... APPUNTAMENTI E EVENTI

“Ce la fai ad andare in bagno da solo senza ferirti o devo chiamare il bidello?” Finalmente anche i più paurosi non avranno più timore di recarsi a scuola ogni giorno dopo aver assistito alle lezioni di sicurezza, le new entry di questo anno scolastico. L’iniziativa, organizzata dalla Regione Piemonte, vuole sensibilizzare gli studenti nei confronti del gravoso dato che ci porta ad essere uno dei Paesi Europei con i luoghi di lavoro più pericolosi, luoghi che, pertanto, comprendono anche l’ambiente scolastico. Alcuni insegnanti, come ad esempio la prof. Silvana Appendino, si sono resi portabandiera di questa impresa che implica non solo l’analisi di un mucchio di percentuali e di buona parte delle leggi giuridiche, ma sottolinea i diritti di ogni lavoratore non in quanto tale ma in quanto persona. E’ dunque importante tutelare noi stessi e coloro che ci stanno intorno, ma si arriva al limite dell’esagerazione quando ci si sente dire che, secondo la legge, gli studenti non potrebbero uscire durante la lezione nemmeno per andare in bagno se non accompagnati da un docente o da un operatore scolastico. Se fosse davvero così potremmo organizzare una bel pellegrinaggio di studenti lungo il corridoio così da difenderci dal mocio assassino e dalla carta igienica super affilata! La redazione vi raccomanda di proteggervi!

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Avete visto il panico lampeggiare negli occhi dei vostri professori alla domanda “posso andare in bagno?”. Li avete guardati con aria interrogativa mentre chiudevano porte e finestre e vi facevano spostare zaini e sedie per lasciare libere le vie di fuga nell’eventualità che “si debba scappare?”. Bene, la spiegazione di questi comportamenti ansiogeni è presto detta: i nostri professori hanno seguito un corso sulla sicurezza che ha seminato il terrore in tutto il corpo docenti. Pare che, in caso di incidenti, le prime domande che un giudice potrebbe porre siano: “Dov’era il professore? Ha fatto tutto quello che poteva per evitare l’incidente?”. Ed è proprio da questo secondo quesito che nascono i problemi: perché a questo punto i professori non dovrebbero mai lasciare soli i propri studenti, e con “mai” si intende che gli alunni dovrebbero essere addirittura accompagnati in bagno. Allo stesso modo le finestre vanno tenute sigillate, qualunque sia la temperatura, per scongiurare l’eventualità che qualcuno si sporga troppo o si butti di proposito. Queste e altre sono le norme, probabilmente efficaci, ma piuttosto complicate da mettere in pratica, che gli insegnanti dovrebbero seguire. All’atto pratico, però, i risultati sono stati soprattutto molta confusione e molto panico. Per quanto riguarda gli studenti, invece, da qualche giorno è stato consegnato l’ormai famigerato avviso dal titolo “Norme per l’esodo”, che dovrebbe spiegare come com-

portarsi in caso di emergenza. Anche qui, però, la chiarezza non è stata la parola d’ordine, a cominciare dal titolo che, più che un’evacuazione di emergenza, ricorda un episodio biblico. Inoltre anche il contenuto non è così preciso e comprensibile, per esempio la legenda dei segnali utilizzati per comunicare il pericolo non è collocata nella prima pagina e non viene spigato agli studenti chi avvisare e come nel caso rilevassero la presenza di un pericolo. Nelle ultime settimane, inoltre, le classi stanno seguendo un corso sulla sicurezza sul lavoro e nella scuola, curato dalla professoressa Silvana Appendino. Le nozioni acquisite durante le otto ore del corso, però, non fanno che far emergere nuove domande sui livelli di sicurezza dei nostri edifici scolastici. Per esempio al Baldessano mancano cartelli che indichino il numero dei piani, vi sono poche indicazioni che guidino verso le uscite di sicurezza e, in caso di terremoto, rifugiarsi sotto i banchi, date le loro dimensioni, diventa davvero difficoltoso per gli alunni e soprattutto per l’insegnante, che dovrebbe nascondersi sotto la cattedra. Insomma, dopo tutto questo gran parlare di sicurezza, ci sentiamo davvero più sicuri? Martina Osella(VD Europeo), Sabrina Quaranta (IIA Classico)


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AAA: cercasi università Impossibile non avvertirlo, è arrivata la primavera: dai giardini dell’agraria alla biblioteca polverosa del classico, il risveglio è in atto. E come ogni anno, la crisi pre-matura attanaglia gli studenti delle quinte di ogni plesso. C’è però un’altra prova da sostenere, ben più ardua della temuta maturità: la scelta dell’università. Per chi ancora non avesse le idee chiare al riguardo, la nostra scuola è in continuo fermento: si è tenuto infatti venerdì 9 marzo nella sede del Roccati di Carmagnola l’ “OrientaFuturo”, un progetto nato 5 anni fa con lo scopo di aiutare gli studenti nella difficile scelta del dopo -superiori. Per tutta la mattina, rispettando una rigorosa tabella di marcia, ogni classe ha seguito degli incontri con le università che più si adattavano al loro indirizzo scolastico. Iscriversi ad una facoltà, al giorno d’oggi più che mai, è una scelta complessa: il mercato del lavoro in Italia parla chiaro, non tutte le università offrono un rapido accesso al mondo del lavoro. Per aiutare gli studenti a destreggiarsi in questa intricata tela di facoltà universitarie, la nostra scuola ha offerto la possibilità di incontrare alcune università di prestigio. Nel campo scientifico si sono presentati il Politecnico di Torino, la MFN (Facoltà di Scienze Fisiche e Naturali) e la facoltà di Scienze

Infermieristiche e Medicina. Erano presenti la Bocconi (economia e giurisprudenza) e la IULM (università di Lingue e Comunicazione) di Milano. Fitta la proposta riguardante l’arte e il design, settore molto in voga negli ultimi anni: a rappresentare questo indirizzo di studi erano presenti lo IED (Istituto Europeo di Design), lo IAAD (Istituto di Arte Applicata e Design), la NABA (Nuova Accademia di Belle Arti di Milano) e l’Accademia di Belle Arti di Cuneo. Erano presenti inoltre la Facoltà di Lingue e Letterature straniere di Torino, la Scuola di Mediazione Linguistica di Pinerolo, e per chi volesse entrare rapidamente nel mondo del lavoro, l’ENAIP ( Ente Nazionale Acli Istruzione Professionale), l’azienda Euroqualità, l’Ordine degli Agrotecnici, il Centro per l’Impiego di Moncalieri e l’Agenzia per lo Sviluppo e l’Informagiovani della provincia di Torino. Una proposta di percorsi formativi varia e accurata, non adatta tuttavia alle tasche di tutti gli studenti: è inevitabile pensare con preoccupazione alle rette universitarie da capogiro talvolta proposte. Ma tutto, come si suol dire, ha un prezzo, soprattutto i sogni: molte facoltà promettono carriere brillanti e un posto di lavoro fisso, ma

guardando in faccia la realtà è giusto rendersi conto che tali sogni rimangono, nella maggior parte dei casi, utopie. L’OrientaFuturo ha dato però un grande insegnamento: per compiere una scelta è necessario osservare ogni punto di vista, perché “è proprio quando si crede di sapere qualcosa che si deve guardare da un'altra prospettiva”. E’ giusto quindi scegliere un percorso universitario andando solo incontro alle richieste del mercato lavorativo o bisogna seguire la propria inclinazione personale? Agli studenti e alle famiglie le riflessioni e le scelte. Alessandra Cursio (IIIA Classico)

A scuola con Fabio Geda Ci sono persone che leggono per diletto, c’è che studia per imparare, c’e chi in un freddo pomeriggio di febbraio si ritrova per incontrare l’autore dei libri che legge. La meta? Gli Antichi Bastioni. Ma soprattutto per incontrare chi? Fabio Geda. Autore di “Nel mare ci sono i coccodrilli” e “L’estate alla fine del secolo”, due dei suoi più grandi successi, è uno scrittore torinese. “Incontro con l’autore” è il nome del progetto al quale la scuola ha aderito. Dopo un adeguato benvenuto, Geda ha iniziato subito a dialogare con i ragazzi presenti. Molte sono state le domande e allo stesso tempo altrettante le risposte. Ciò che ha reso interessante questo incontro

sono state le storie autobiografiche, d’avventura e a volte di ironia che caratterizzano i suoi libri.

Quello che ha reso ancora più unica la discussione sono state le motivazioni e gli stati d’animo che si celano dietro le idee dell’autore. Da questo colloquio è emerso come i personaggi, i luoghi, le trame presenti nella mente di Geda si mescolino fra loro per poter creare il romanzo che prenderà poi vita dalle sue mani. Fabio Geda oltre che autore è stato educatore ed è proprio questa esperienza che gli ha permesso di conoscere Enaiatollah Akbari. “La particolarità di questo ragazzo dice lo scrittore – è stata laPforza di AGINA 3


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POLITICA E ATTUALITA’

TAV… perchè sì...

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In un momento di crisi economica, come quello vissuto ora anche dall’Italia, è necessario rimanere al passo coi tempi, modernizzarsi e tentare di recuperare ciò che già in passato è stato perso. La costruzione di una linea ferroviaria ad alta velocità non solo inserirebbe l’Italia in quella che è un’importante rete di commercio internazionale, ma l’aiuterebbe anche a rinnovare strutture obsolete (come la linea Torino-Lione),sicuramente ormai non più redditizie. Lo stesso ministro per lo sviluppo economico e per le infrastrutture spiega come la realizzazione di quest’opera sia produttiva e necessaria per il nostro Paese, sottolineando come, dopo attente rivalutazioni da parte dell'Osservatorio (ricerche condotte dall’architetto Virano), il progetto sia stato completamente rivalutato, nel rispetto dell’ambiente e delle normative italiane, francesi ed europee; inoltre con il nuovo progetto

viene esclusa l’ipotesi di un nuovo tracciato ma riaffermata la valorizzazione della linea storica. Per giunta, analizzando le questioni ambientali, bisogna notare come questa struttura sollevi la Valle da un eccessivo trasporto su gomma, diminuendo le attuali emissioni di CO2 (pari a quelle di una città di 300.000 abitanti); inoltre su 1.270.000 ettari complessivi che compongono il territorio,soltanto 11 verrebbero sfruttati. Pensando ai costi la realizzazione del tratto TorinoLione è talmente importante che verrebbe finanziata fino al 40% dall’Europa, i restanti costi sarebbero poi suddivisi tra Francia e Italia. L’intero progetto interessa complessivamente 112 comuni tra Lione e Torino. Tutti gli 87 comuni francesi e la stragrande maggioranza di quelli italiani non si sono

opposti all’opera. I comuni italiani contrari sono circa una dozzina ma, se si considerano quelli direttamente interessati dalla realizzazione di tratte in superficie e/o cantieri, sono solo due le amministrazioni esplicitamente contrarie (Chiusa San Michele e Sant’Ambrogio di Torino). Il Governo fa notare che non dobbiamo dimenticare l’impulso che il cantiere della Tav può dare all’occupazione. I lavori infatti dureranno 10 anni e, fra persone impegnate direttamente e quelle coinvolte indirettamente, si calcola di coinvolgere 6.000 persone. In conclusione,costruire una rete ferroviaria ad alta velocità sarebbe redditizio per rendere partecipe l’Italia ad un profondo rinnovamento che coinvolgerà tutta l’Europa e ne cambierà il volto.

Sharon Picco (IIIA PNI)

… perchè no Da settimane ormai infiammano i giornali le notizie relative al No Tav. Tra manifestazioni e scontri, le reali motivazioni che portano un’intera valle a ribellarsi vengono oscurate dalle opinioni più disparate e così passano in secondo piano i fattori che sono alla base di questa lotta. Importanti furono le manifestazioni del movimento nel 1996 di Sant’Ambrogio, la presenza al G8 di Genova nel 2001, i vari presidi del 2005 contro le trivelle, il tunnel esplorativo ed i sondaggi. In tempi più recenti hanno fatto scalpore le forti proteste del 27 giugno e del 3 luglio del 2011 per gli scontri avvenuti tra manifestanti e forze dell’ordine. Gli argomenti portati dal movimento contro questa opera sono molti, riassunti in un documento redatto dall’associazione Pro Natura Torino che elenca le 150 ragioni che spingono il movimento No Tav ad andare avanti. Tra questi l’elevato costo che graverebbe sulle spalle dei contribuenti senza essere controbi-

lanciato da ricavati consistenti e le speculazioni delle lobby; l’attuale ferrovia del Frejus, se potenziata adeguatamente ed a costi decisamente inferiori, renderebbe del tutto vana la costruzione del Tav. Anche da un punto di vista ambientale sussistono diversi problemi: le montagne valsusine (che saranno percorse per decine e decine di chilometri da questo tunnel) sono ricche di amianto e uranio, infatti lo spostamento di circa 17 milioni di tonnellate, di cui il 15% di amianto per ammissione dello stesso governo, porterebbero gravi danni non solo per la Val Susa ma anche per le zone limitrofe, compresa la stessa Torino. Inoltre la costruzione del tunnel causerebbe un importante dissesto idrico. Ma anche da un punto di vista economico, questa imponente opera si prospetta come perfettamente inutile: infatti, per ammissione degli stessi promotori, il traffico proveniente dalla Francia all’Italia sarebbe in netto calo; inoltre la linea

non è considerata una via di vitale importanza, ma un piccolo tassello quasi trascurabile. Un altro fattore importante è costituito dai treni: nella galleria già esistente il dislivello da Torino al Frejus sarebbe poco più alto di quello da Susa, ciò permette il transito dei treni senza problemi e il tunnel consente lo stesso il passaggio di containers in entrambi i sensi di marcia grazie ai lavori di ampliamento iniziati nel 2002 e conclusi nel 2006 (dati tratti dal sito internet Blogosfere.it). Andando oltre ai problemi di tipo politico, oltre ai giochi di potere e gli interessi economici, non si può trascurare il problema ambientale e la volontà di un popolo che rivendica una valle intatta dalla mano dell’uomo. Roberta Chiesa (I Classico)


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Signora libertà si offese “Al discreto lettore, in un ripostiglio delle scope, è stata rinvenuta, ricoperta da un tiramisù di polvere e veleno per topi, una lettera di un importante comandante di un tempo lontanissimo da noi. Quest'ultima era un rapporto circa un evento singolare, di poco conto, che, tuttavia, turbò il suddetto gentiluomo. Era quello il tempo in cui, distinti uomini vestiti con la camicia scura, adorna delle più raffinate composizioni geometriche, erano soliti stiracchiarsi con la sola mano destra, abitudine ripresa probabilmente dal mondo classico. Un giovane, secondo quanto riportato nella lettera, reso folle dalle favole di visionari e maghi, si era presentato al cospetto del venerando Nostro, biascicando parole incomprensibili riguardo alla presunta uguaglianza biologica tra tutti gli uomini, dimostrata da un tale Darwen (o Darwan?). Follia! E quale scellerata presunzione l'aver proposto di pubblicare tali falsità (o verità? Poco importa, il baffetto in campo le ritiene fandonie, così siano)! Il comandante, tuttavia, non si scompose, mostrandosi solo dispiaciuto per l'ignoranza e la vulnerabilità dei propri concittadini di fronte a tali decreti del diavolo; dall'alto della sua miseridordia, propose al giovane di rivedere le proprie posizioni e, a tal proposito, si impegnò a redigere in prima persona un articolo che contenesse gli ultimi risultati della ricerca scientifica in tale ambito.

Se ne riportano a seguire i tratti più illuminati: "È ormai nota la differente derivazione biologica dei diversi gruppi umani. Tali disparità costituiscono il criterio di identificazione delle razze. Miserevoli sono coloro i quali hanno come avi anatre o fagiani; ancora più spregevole chi discende da una melanzana." Non riconoscente, anzi irrispettoso, il giovane rispose con un futile appello alla libertà d'espressione e divulgazione delle idee, il quale incupí non poco il saggio comandante. Quest'ultimo non riusciva a comprendere per quale motivo si sarebbe dovuta stimolare la mitosi delle idee, quando c'era la possibilità di perseguire una politica d'obbedienza e di conformità. Il turbamento si esaurí in fretta: l'idea di aver impedito la circolazione di un concetto non ortodosso gli riempiva il cuore di gioia. Non sappiamo quale fu l'esito della vicenda. Tuttavia possiamo affermare con sicurezza che la censura è umiliazione, tortura, delitto contro il libero pensatore. Tremate, o voi filosofi, o voi sognatori: i censori esistono ancora. Ma tremate d'indignazione." Rusi Chen (IVB PNI) Luca Leoncino (IVB PNI)

Dal social blog del Baldessano-Roccati:

Satira sui prof!

www.el-loco.it

“Ragazzi, sembrate le suore dopo esservi consultati!”

Mi sono rotto di… ...non poter usare il cellulare per fare le foto a scuola! ...gente che dice al mondo che è il tuo compleanno! ...vedere fiorellini sui soffitti durante le verifiche di matematica da 4 ore! ...del pullman con orari inutili! ...chi non scrive tutti gli autori degli articoli. …delle persone mai contente di nulla! ...essere in prima fila! ...fare ginnastica la prima ora! ...correre per riuscire a prendere il treno! ...quelli che criticano a prescindere!

Prof. di italiano

“Interroghiamo, come dicevano i latini, AD MUZZUM…” Prof. di mate

“Chissenefrega, disse il mago alla strega!” Prof. di mate

“A 2000°C forse siamo un po’ fusi…” Prof. di scienze

Qui c’è un imbuto che ha la caratteristica forma ad IMBUTO!! Prof. di scienze

“Il suo territorio aveva bisogno di espandersi territorialmente!” Prof. di storia PAGINA

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“El ritual: cafè, azucar, limon y Kachupa” In questo numero vogliamo presentarvi l’ennesima “vita parallela” di un personaggio del Baldessano-Roccati: Alberto Santoru, che quotidianamente vediamo all’opera come “tecnico” , ma che oggi sarà per noi nei panni del bassista della Kachupa Folk Band.

Il vostro primo cd si intitola “In Viaggio”, e fino ad oggi di strada ne avete fatta parecchia. Ma, come in tutti i viaggi, c’è sempre una partenza; la vostra qual è stata? Siamo partiti nel 2003, quando un mio amico mi ha telefonato. Aveva bisogno di un bassista e di un chitarrista per mettere in piedi un progetto di musica folk. Superato il primo periodo di impaccio in questo genere per me del tutto nuovo, la carovana è partita. La prima importante tappa è stata il secondo album “Gabrovo Express”; pezzi popolari riarrangiati in chiave Kachupa che ci hanno portato a vendere 8000 copie e a vincere il primo premio al MEI di Faenza come miglior disco autoprodotto del 2006.

Suoni o hai un gruppo? Scrivici! Vogliamo parlare di te!

mo arrivati tra i primi dieci classificati, di cui due avrebbero partecipato al Festival come “Giovani”. Abbiamo vinto il concorso “Sanremo Village”, ma purtroppo non siamo stati scelti per salire sul palco dell’Ariston. E’ stata un’esperienza che ci ha lasciato un po’ l’amaro in bocca perché secondo noi molte decisioni sono state prese senza valutare il vero talento delle persone, e non parlo solo di noi. Ma comunque è stata una bella esperienza: ci ha portato un po’ più in là di dove eravamo arrivati ed è questo l’importante.

Un parere sui Talent Show e il loro “successo bomba”? Guarda, questi programmi alla fine arrivano anche a gente brava, ma tutta fatta in scatoTi senti più tecnico scolastico o musici- la. Emma, Alessandra Amoroso, alla fine sono molto simili. Ma questo è quello che sta? vuole l’Italia. Vanno avanti quelli che piacMa che domanda è?! [Ride] Assolutamente ciono alle ragazzine e quelli un po’ particolamusicista! Anche se non sputo nel piatto dori, quelli che si fanno un nome solo con le ve mangio, ovviamente. Mi piace il mio lavoproprie ossa vengono stroncati. C’è chi vede i ro, ma a livello di sacrifici di tempo, di pasTalent come unica via per far carriera; per sione, di sogni inseguiti, io mi sento musicinoi invece, per i Kachupa, conta solo suonasta. re e divertirci, poco importa la vendibilità. I Kachupa hanno collaborato con importanti musicisti e aperto concerti di artisti come i Modena City Ramblers, Eugenio Finardi, i Mau Mau. Con quale artista ti piacerebbe suonare? Per quanto riguarda la scena italiana, Jovanotti! Mi rispecchio molto in lui. A livello internazionale invece direi i Jamiroquai.

Un consiglio che ti senti di dare ai giovani musicisti del BaldessanoRoccati? Non mollare mai. Non credere di aver perso, neanche quando tutto va male. Il treno giusto magari deve ancora arrivare e il viaggio non è ancora iniziato. Lasciatevi guidare dalla passione e vedrete che la perseveranza vi porterà al successo. Ogni artista che si rispetti ha una proSe c’è la passione il Dio Denaro passa in pria “musa”. Tu da dove prendi secondo, anche terzo piano. Magari caml’ispirazione per la tua musica? perete, ma camperete col sorriso, con Nel mio ruolo di bassista mi ispiravo a grandi l’adrenalina nel cuore. personaggi come Marcus Myller, ma col tempo ho imparato ad essere meno legato alla didattica e a seguire di più quello che mi dice- Sito Web: www.kachupa.com va il cuore. Solo con il cuore si arriva diretta- Facebook: http://www.facebook.com/ mente al pubblico. Perché alla fine diciamo- pages/kachupa/33854899811 celo, le cose si imparano sui palchi, non sui libri. L’esperienza è la migliore fonte di ispiAlice Rubinetti (IVD Europeo) razione. Il mese scorso vi siete imbarcati nell’avventura di Sanremo. Che cosa ci racconti? Dopo un paio di corsi e alcune audizioni sia-

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Puoi contattarci tramite mail all’indirizzo:

redazione@elloco.it Oppure personalmente:

Roccati: Valentina Chiabrando IVD Europeo Baldessano: Federico Cristaudo IVA Scientifico Agraria: Stefano Galluccio IVA

I Kachupa a Sanremo


A tu per tu con Piero Bianucci

El-loco | Interviste

Il 12 marzo, in Auditorium, è stato ospite del nostro istituto Piero Bianucci, direttore fino al 2005 della rubrica “Tuttoscienze” de “La Stampa” e attualmente collaboratore della redazione. Dopo aver tenuto una conferenza per le classi quarte e quinte in merito all’informazione scientifica in Italia, ha risposto ad alcune domande poste dagli alunni presenti e successivamente dalla redazione.

A proposito di “libertà”: secondo Lei la stampa italiana è oggetto di censura? C’è senz’altro una censura oggettiva. Alcune testate tendono a tralasciare alcuni lati di una questione per enfatizzarne altri, in linea con il pensiero politico che le caratterizza. Per il resto non si può affermare che ci sia una censura generale e incessante che pervada la stampa italiana. Vi ricordo comunque un aspetto importante del giornalismo: quando si viene costretti “dall’alto” a trattare di un argo-

zazione: si eviterebbe così di pubblicare strafalcioni o di concentrare immeritatamente l’attenzione su talune notizie. Inoltre io credo fermamente che la scienza, al di là delle pagine dedicate, dovrebbe essere sparsa nell’intero giornale. Faccio un esempio: in un articolo su un Come può consigliare a noi caso di doping non devo solo giornalisti alle prime armi in trovare la cronaca di quanto sucmerito alla scelta delle fonti, cesso, ma anche una spiegazione alla valutazione della loro at- su quale sia la sostanza usata, Piero Bianucci tendibilità? perchè sia così pericolosa, come È sempre opportuno affidarsi a più agisce sull’organismo. È così che fonti, che possibilmente abbiano davvero si può aumentare il pubinteressi opposti; la verità scaturirà blico scientifico. dal confronto attento che il giornalista opera. Dopodichè si può anche Qual è l’importanza che la sbagliare, ovviamente essendo in scuola dà alla scienza? buona fede. A questo proposito La scuola dei nostri giorni dà sottolineo l’essenzialità di rettifica- senza dubbio poca importanza re nel caso in cui ci si accorga di un alle discipline scientifiche, in errore: la serietà di un giornale quanto ancora basata emerge anche dal numero di rettifi- sull’ordinamento Gentile. È una che pubblicate. scuola che privilegia l’approccio storico, e che in questo senso 2012, era di Internet: la possi- andrebbe davvero riformata: bilità di condividere online in sinora abbiamo assistito solo a tempo sempre più reale le modifiche superficiali, che hanno proprie esperienze e conoavuto perlopiù funzione di toppe scenze dà a chiunque la possi- e non hanno affrontato i problebilità di diventare per un atti- mi alla base. mo “giornalista”. Qual è il suo parere al riguardo? Infine, per concludere: c’è Per il momento prevalgono gli aancora spazio per la nostra spetti positivi del fenomeno, in generazione nel mondo del quanto si apre la prospettiva di giornalismo? un’informazione che viene diretta- Non nego che oggi sia più commente dal popolo e di un sapere plesso ottenere un posto di lavocondiviso in rete che va a costituire ro come giornalista rispetto ai per esempio opere enciclopediche miei tempi. Ci sono più raccoonline. Come in ogni ambito, poi, si mandazioni, i giornali stessi handeve distinguere caso e caso: esino maggiori difficoltà dal punto stono blog di tutta autorevolezza di vista economico e sono inoltre come blog inattendibili; il medesi- restii ad assumere dei giovani. mo discorso vale per le notizie pub- Ma non dimenticate che al giorno blicate sui vari siti. Teniamo inoltre d’oggi ci sono strumenti nuovi a a mente il fattore economico, che vostra disposizione (il già citato spinge il motore di ricerca a preInternet, i corsi che vengono sentarci in prima posizione i siti proposti dalle redazioni medesipiù sponsorizzati e che potremmo me e che permettono quindi ritenere i più autorevoli. un’erudizione graduale e alla luce del sole). Ma qualsiasi strada nel Torniamo ora alla scienza. mondo lavorativo voi decidiate di Durante la conferenza ha afintraprendere, ricordate due cofermato che in Italia vi è il più se: non gettate mai la spugna alla delle volte una cattiva inforprima sconfitta, e convicetevi che mazione scientifica, che vede – perlomeno agli inizi – ciò che spesso protagonisti giornalisti riuscite a imparare è meglio di comuni non abbastanza preuno stipendio. parati ma anche, dall’altro lato, un pubblico non troppo interessato. Quali possono essere le soluzioni? I giornalisti dovrebbero innanzitutto possedere una conoscenza di base ad ampio spettro, pur conservando ognuno la propria specializPAGINA 7

Erica Brizio (IVA PNI)

E quale lato del suo lavoro ama di più? Di certo il fatto che si impara sempre qualcosa. Ogni giorno, a differenza di quanto accade per esempio al giornalista di cronaca, il giornalista scientifico non ha in mano una notizia semplicemente “diversa”, bensì una notizia “nuova”: non c’è un comun denominatore come può esserci per i delitti o per le vicende politiche, c’è un cambio di contenuto e anche di schema. Poi c’è il fatto che le pagine di scienza sono - purtroppo, per molti aspetti - abbastanza trascurate, dal potere in primo luogo: per questo motivo si è la maggior parte delle volte liberi da imposizioni e condizionamenti; non è come scrivere di politica.

mento che non si condivide, se non la possibilità di rifiutare, resta di certo il tono che useremo nell’articolo. Ci si può riscattare perfettamente, trasmettendo il proprio messaggio eppure allo stesso tempo adempiendo agli ordini superiori.

Intervista del mese

Abbiamo letto che Lei si è laureato in lettere moderne. L’interesse verso la scienza è quindi sempre stato presente o l’ha sviluppato in un secondo tempo? Sono sempre stato incuriosito dalle discipline scientifiche, in particolare dall’astronomia, che è tuttora una delle mie preferite. Mi ha portato a scegliere lettere la paura di non riuscire in una facoltà con troppa matematica, ma anche il desiderio di terminare in fretta gli studi per sposarmi il prima possibile. Ma non rimpiango di aver scelto questo percorso: la letteratura mi piaceva, ed è un aspetto fondamentale. Il consiglio migliore che posso dare a voi giovani per una buona scelta universitaria è di iscrivervi alla facoltà che vi interessa, non a quella che offre maggiori opportunità o maggiori guadagni futuri: non c’è felicità più grande che fare il lavoro che piace.


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La chirurgia estetica I benefici che la chirurgia estetica apporta riguardano non solo il livello fisico o fisiologico, ma anche l’autostima e la sicurezza, attenuando paure ed insicurezze per un difetto fisico con il quale non si riesce a convivere serenamente. Le statistiche infatti ci dicono che ogni anno vengono eseguiti in Italia oltre 600.000 interventi di chirurgia estetica, per correggere piccoli o grandi inestetismi, pratica diffusa soprattutto tra le giovanissime adolescenti che per i 18 anni preferiscono un seno nuovo alla classica festa di compleanno. Tratto da: http://cs-comunicatistampa.blogspot.com

DICE LUI... Pff, la chirurgia estetica! Ma dico, con tutti i soldi che partono per la benzina, per le feste, per i regali alle donzelle, perché dovrei ancora spendere per avere il naso più diritto o le orecchie più piccole? Ridicoli gli attori del giorno d'oggi... Un po' di trucco qua, qualche ritocchino al computer là, un'iniezione di botox su e una protesi in giù, manco fossero donne isteriche in piena crisi di mezza età! Con tutti quei soldi mi ci pago un anno di stadio. E le ragazzine? Tutte a correre dietro loro come forsennate, ululando come lupi mannari che rincorrono il vampiro fashion del momento. Non vi rendete conto di come si stanno invertendo i ruoli??? Una volta la donna passava ore a truccarsi, mentre l'uomo aspettava sotto casa per secoli e secoli; ora è la donna a chiamare più volte il proprio piccioncino amoroso che si sta piastrando e laccando i capelli. Tutti ricercano la bellezza in un qualche stereotipo di palestrato-depilato-lampadato, e si dimenticano la bellezza interiore, quella dei gesti, quella della semplicità e della sincerità (e lo dice un maschio alfa come me!!!). Se spendessimo meno soldi per trasformarci in un quid che non siamo, o per lo meno li investissimo in benzina, feste e regali, forse saremmo tutti più felici e in pace con noi stessi. D'altronde, mia nonna diceva sempre: “Uomo de panza, uomo de sostanza!”.

Francesco Fogliatto (IIIA Classico)

DICE LEI... Wow che giornata… sono proprio stanca, penso che guarderò un po’ di tv! Mmm… Fantastico, sempre le solite fighette tutte rifatte! Ad essere sincera anche io ogni tanto ci penso: “e se mi rifacessi qualcosa? Da cosa potrei mai iniziare ?” Forse potrei iniziare con una ritoccatina al naso, forse è un po’ troppo lungo; per non parlare poi della bocca con delle labbra così fini che il rossetto neanche si vede. E le orecchie? Qual è il canone per definire delle orecchie belle? Questa non l’ho mai potuta capire ma mi arrenderò e le terrò coperte nel dubbio che non siano perfette; poi beh..ci sarebbe il seno, chi non vorrebbe una taglia in più. Ma il vero e proprio incubo che accomuna tutte noi è la cellulite. Che brutta cosa! Certo che una liposuzione risolverebbe il problema… La cosa grave è che è caro, ma soprattutto doloroso, e poi dopo l’operazione potrei comunque non piacermi. Alla fine quella che manca è l’autostima! Tanto vale rimanere come si è, uniche nel nostro genere, anche se con qualche piccolo difetto. Eh… noi donne siamo così, un po’ paranoiche, ma alla fine quasi sempre sappiamo accettarci per quello che siamo e, per fortuna, c’è un lui a cui piaccio anche così.

Gloria Oggero & Fabiola Curletti (IVA ITC) PAGINA

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Tramiamo...in breve! Vuoi diventare anche tu un autore di “Trame..in breve”? È semplice! Iscriviti al gruppo di facebook “ Studenti del Baldessano-Roccati” o va’ sulla pagina “El -loco: social blog del Baldessano-Roccati” e pubblica le tue creazioni! Non sei iscritto a facebook? Salva le tue “Trame in breve” come bozze di articoli sul sito degli studenti http://www.el-loco.it/ !

1) Gli opposti si attraggono: sono polari. forse è per questo che vanno a sbattere contro un iceberg 2) Quando cambia il vento la protagonista si trasferisce e apre una cioccolateria in un paese dove si pensa che mangiare cioccolata sia peccato. 3) Un ragazzo trova un uovo blu e se lo tiene, non sapendo che contiene un drago e un sacco di guai. 4) Inizia una bella crociera e nasce un grande amore. Se non ci fosse stato quell'iceberg, però... 5) Trafficante di organi, appassionato di cucito, resuscita morto durante un temporale. 6) Il protagonista è un orfano con il cognome di un ballo tipico degli anni '60 che, dopo tante peripezie, viene adottato da un borghese. 7) Uno scrittore toscano capita all’inferno dove ritrova suoi vecchi nemici. Sali, sali, arriva in paradiso dove c'è la sua ex. 8) 4 amici si divertono a picchiare la gente, nelle pause bevono latte. Poi al capo fanno un intervento agli occhi. 9) Una fanciulla schiavizzata da minatori bassi viene liberata da una mela mortale, donata per invidia. 10) Abbandonati nel bosco dai genitori perché facevano troppe briciole in giro. 11) Graffiante Opera Minaccia O'boss: Reagire! Reagire! Adesso! 12) Le vicende di una scuola elementare della seconda metà dell’800 riescono nella rara impresa di annoiarmi più di Manzoni. 13) Nobile giovinetto ligure si ribella alla famiglia bacchettona e va a vivere sugli alberi. Decisione radicale ma sostenibile. 14)Sguattera fugge da molesto feticista salendo su un carro ricavato da un ortaggio. 15) Cioè ci sta ‘sta tipa bene e lui che è un fregno assurdo che però è tipo un teppista ma l’amore vero non guarda queste cose e mettono un lucchetto. 16) Preadolescente ligneo con naso oblungo, dopo parentesi asinina, rinviene padre falegname dentro cetaceo. Poi torna di carne . 17) Una bimba dal copricapo vermiglio e l'incontro scontro con un lupo amante dei travestimenti. Non adatta agli animalisti. 18) Nobile rumeno con problemi dentali e in fissa col sangue va e delinque a Londra, inglesi incazzati lo ammazzano nel suo paese.

Le soluzioni a pag. 16….

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Cinema & Teatro

A scuola di cinema

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Nelle giornate del 21, 25 e 29 novembre 2011, il primo e il secondo anno di tutti gli indirizzi del polo sito in piazza Sant’Agostino, hanno partecipato al corso di cinema organizzato in orario curricolare dal professor Olivero. In questi incontri gli alunni hanno fatto un viaggio nella storia e nella tecnica cinematografica, accompagnati dalla visione di numerosi classici intramontabili del cinema, come “Il monello”, “Il mostro di Dusseldorf”, “Psycho”, “Il dottor Stranamore”, “Baghdad Cafè” e “Gran Torino”. Quest’ultimo è stato inoltre oggetto di un test

fatto a fine corso, insieme ai concetti tecnici appresi. In questo modo originale e creativo è stata offerta la possibilità ai giovani studenti del biennio di conoscere realtà nuove legate al grande mondo del cinema. La scelta delle pellicole non è poi certamente stata casuale e, con l’aiuto di grandi personaggi come Clint Eastwood o Charlie Chaplin, il corso ha riscosso un enorme successo tra le giovani menti liceali che hanno così imparato ad apprezzare anche il fascino di un muto in bianco e nero, in puro stile anni ’20.

Giorgia Larocca (VA Classico)

Il viaggio di Paul e Vincent passa da Genova Gauguin e Van Gogh in mostra a Palazzo Ducale Vecchioni, fingendosi Gauguin, dedica alcune parole a van Gogh, amico e rivale, dicendogli: “ Questo mondo non si meritava un uomo bello come te”. E probabilmente è su questa magia intellettuale e artistica dei due grandi geni della tela che si basa la mostra inaugurata al Palazzo Ducale di Genova il 12 novembre scorso e che è stata prorogata, per il clamoroso successo, sino al 1° maggio. E’ una storia che affascina questa: due personalità, grandi e differenti in tutto che si scontrano. Uno, van Gogh, più romantico e affascinato, l’altro, Gauguin, decisamente più calibrato e perfezionista. Ma non è solo l’incontro di due personalità, ma è anche e soprattutto lo scontro di due modi differenti di concepire l’arte: se van Gogh dipingeva le sue emozioni, le sue vedute al limite della coscienza, Gauguin studiava le

coscienza, Gauguin studiava le sue donne tahitiane, analizzava il suo viaggio. Il culmine di questo suo studio è probabilmente rappresentato dalla tela intitolata Da dove veniamo? Che siamo? Dove andiamo?, opera emblematica del pittore francese, una sorta di reazione alla morte della figliola Aline, eccezionalmente esposta alla mostra di Genova. Così come eccezionale è la partecipazione del dipinto Covone sotto un cielo nuvoloso del postimpressionista olandese. Così da una parte c’è il viaggio pratico, quello di Gauguin, verso un “altrove” (come direbbe lo scrittore peruviano Vargas LLosa) dove risiede la sua serenità artistica, spirituale ed umana, dopo aver lasciato la famiglia abbandonata al suo destino in Francia. Dall’altra c’è un viaggio tutto interiore compiuto da van Gogh nei suoi dipinti, dove

scandagliare tutti gli angoli del suo animo travagliato e, facendoci emozionare, un poco anche del nostro. Una mostra imperdibile, un’occasione per farsi sussurrare dall’arte tutta la bellezza che sa contenere, un contatto diretto col genio, imprevedibile, imprevisto, ed eternamente combattuto dalle vicissitudini di un mondo piccolo e ingrato. Alessio Cappello (VD Europeo)


El-loco | Teatro

Teatro:memorie dal convento Il 27 febbraio 2012 si tenuto il primo incontro del corso teatrale, organizzato dalla Professoressa Claudia Cravero con l’aiuto di Ivana Cravero, attrice professionista, nell’Auditorium del Roccati. Gli attori si sono presentati agli scrittori della storia e assieme hanno letto le prime parti del copione per trovare il ruolo adatto a ciascuno. Alcune parti mancavano, data la quasi totale mancanza di attori maschi, quindi si è deciso di modificare alcune parti del testo per dare un ruolo a tutti. Mentre leggevamo, abbiamo corretto e riscritto varie parti in modo che risultassero più naturali per gli attori. Nel frattempo Martina Osella, la segretaria della regista, annotava ogni cambiamento per tener aggiornato il copione.

Alla fine dell’incontro, la Professoressa ha ricordato che le parti sono da imparare a memoria il Il secondo incontro, una settimana dopo, è iniziato con esercizi di respirazione e di scioglimento, utili agli attori teatrali, poiché è molto importante essere sciolti sul palco, mantenere una giusta posizione e respirare con il diaframma per evitare inconvenienti. Le nuove scene sono state aggiunte al copione e tutti hanno ricevuto la

prima possibile per una buona riuscita delle prove.

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El-loco | Recensioni

Vocaloid

New Media / Libri /

Il mondo attuale è ormai popolato da cantanti di tutti i paesi, di tutte le etnie, con diversi generi musicali: Rock, Pop, Metal, Jazz, Elettronica, e chi più ne ha più ne metta. Ma che cosa succederebbe se il cantante fosse semplicemente un computer? Bene, in Giappone ci hanno già pensato. Si chiamano Vocaloid, i cantanti di nuova generazione! Tutto è nato dal programma chiamato per l'appunto Vocaloid, un sintetizzatore vocale (in pratica una voce elettronica generata dal computer). La prima voce creata è stata quella di Kaito e Meiko, creati dalle voci campione di Fuuga Naoto e Haigo Meiko, ma quella che ha avuto maggiore successo è quella di Hatsune Miku. Il suo nome tradotto dal giapponese vorrebbe dire “Prima

voce del futuro”. Vedendo che questo programma ebbe un grande successo, iniziarono a creare un personaggio per ogni voce. Possiamo ben dire che hanno trovato l'oro. Iniziò un grande buisness di bamboline giocattolo, videogame, costumi che diedero grande fama soprattutto a Hatsune Miku, che divenne la Star del Giappone. Una grande idea dei Giapponesi, è stata di creare interi concerti su questi personaggi cantanti... ora vi starete chiedendo: ”Come è possibile che dei semplici personaggi manga diventino vivi e che cantino dal vivo?” Ebbene, ci sono riusciti. Servendosi di un gigantesco schermo, proiettano l'immagine 3D dei vocaloid dandole vita. Ma la cosa più importante è il numero di canzoni “cantate” da questi vocaloid, infatti se ne possono contare più di 150 per ogni vocaloid. Se

Novecento Alessandro Baricco NOVECENTO anno prima edizione: ottobre 1994 editore Feltrinelli

rendono possibili infiniti accostamenti di suono: così lui vede i diversi aspetti della vita l’amore, l’amicizia, il dolore e la speranza- passare per il piroscafo e vive queste esperienze Danny Boodman T.D. Leattraverso le storie di coloro mon Novecento è nato in che viaggiano sul Virginian. una scatola di cartone sulla In poco più di sessanta pagine nave da crociera più Baricco ci racconta la storia di “esplosiva” di tutti i tempi: un uomo profondamente affail Virginian. La sua vita è scinato dal mondo esterno, una leggenda: Novecento meraviglioso e immenso, ma scopre le sue doti innate di anche troppo grande per lui. pianista quando è solo un Infatti in un pianoforte i tasti bambino. Ma ben presto la sono ottantotto, iniziano e finifama dell’unicità della sua scono, ma sei tu “che sei infinimusica lo porta a gareggiare to” e pertanto è illimitata la nientemeno che con musica che puoi suonare; ma l’“inventore” del jazz, quella se ci si trova davanti ad uno musica che “scivola sotto le strumento con milioni di tasti porte dei bordelli e accom- allora “si è seduti sullo sgabello pagna gli amanti”. Novesbagliato: quello è il pianoforte cento passerà la sua vita su su cui suona Dio”. Novecento questa nave, paragonabile resta sulla nave perché quello è alla tastiera di un pianofor- il mondo che conosce e in cui si te, che possiede un numero sente a suo agio: sarebbe inutilimitato di tasti che però le e distruttivo tentare di vivere PAGINA

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in un luogo tanto grande da farlo sentire spaesato, indeciso, fuori posto e persino spaventato. La felicità è trovare un posto in cui si sta bene con se stessi e con gli altri, non importa che questo luogo sia grande o reale: Novecento ha trovato il suo mondo e non ha intenzione di abbandonarlo per perdersi nell’ignoto. Un libro meraviglioso che nasce come un monologo teatrale, dotato di un linguaggio semplice ma intenso, che può aiutare a riflettere sull’importanza di vivere in un luogo unico, in cui ci si sente veramente felici. Bellissimo è anche il film ispirato a questo racconto: “La leggenda del pianista sull’oceano” di Giuseppe Tornatore. Barbara Mulè & Sara Angei (IIIA PNI)


El-loco | Esterni

La cassaforte della fine del mondo

SPAZIO ESTERNI

perenne strato di ghiaccio che ricopre la regione. Per quanto attiene alla sicurezza, il bunker è dotato di una porta blindata e di un perimetro di protezione, affidato alle autorità norvegesi. I responsabili affermano comunque che la sua posizione isolata, gli inverni incredibilmente freddi, le banchise e l’aggressività degli orsi polari verso gli esseri umani, sono misure di sicurezza supplementari. Finanziato e costruito dalla Norvegia, il deposito è stato realizzato con il supporto operativo del Fondo Mondiale per la Diversità delle Colture mentre la gestione della struttura è affidata al Centro Nordico per le risorse genetiche, che rende disponibile on line una banca dati dei campioni dei semi alla quale può accedere tutta la comunità scientifica. Hanno inoltre investito in questa cassaforte dell’apocalisse: la fondazione Bill Gates con circa 20 milioni di euro, oltre naturalmente ai giganti dell’agrochimica Monsanto e Syngenta, e la fondazione privata Rockefeller. La conservazione dei semi è un servizio gratuito. I Paesi che hanno inviato e invieMa gli scienzati dicono che, an- ranno i semi, continueranno ad esserne i proprietari e che se tutti i sistemi di potranno ricorrere ai mederaffreddamento finissero di simi, conservati nel centro funzionare, la temperatura artico, nel caso in della montagna sarebbe cui una delle varietà sparisse superiore alla temperatura dal suo ambiente naturale. di congelamento grazie al

Arimondi - Eula

con una struttura circolare in acciaio, creata per evitare il pericolo di frane. L’entrata della cassaforte ha una concezione futuristica con alcuni specchi metallici che riflettono il sole durante il giorno e brillano nell’oscurità della notte, concepiti dall’artista norvegese Dyveke Sanne. All’entrata, oltre alla sala di controllo dove i tecnici registrano e classificano i semi campione in arrivo da tutte le parti del mondo, si trovano i compressori, la cui funzione è di raffreddare l’interno del bunker.

I.I.S

La Svalbard International Seed Vault (SISV), conosciuta anche come la “cassaforte della fine del mondo”, è stata progettata per conservare un campione di tutte le varietà di semi conosciuti dall’uomo. L’obiettivo è di trasformarla in un’arca di Noè, un enorme magazzino contenente i campioni delle piante necessarie al genere umano per ricominciare la conquista della Terra, nel caso in cui si verificasse un disastro ambientale, per cause naturali o per l’azione dell’uomo. L’arca di Noè è stata costruita a Longyearbyen, un piccolo villaggio minerario nell’isola di Spitsbergen, che fa parte dell’arcipelago norvegese delle Svalbard, a Nord della Norvegia, a circa mille chilometri dal Polo Nord. Il luogo è stato scelto per la sua stabilità sismica e perché il gelo permanente del territorio artico facilita la conservazione. Anche nel peggiore scenario provocato dal riscaldamento globale, le stanze del deposito rimarranno congelate per almeno 200 anni. La cassaforte è stata costruita nel cuore di una montagna artica e contiene più di cento milioni di semi provenienti da tutte le parti del mondo. I semi, in pacchetti di alluminio a triplo strato chiusi ermeticamente e introdotti in casse di plastica nere, sono conservati in ambienti con muri di un metro di spessore, ai quali si accede tramite un tunnel lungo 1 25 metri scavato nella roccia, rinforzato

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El-loco

Enigmistica Cristian Palazzolo, Mario Giordano, Marco Lovato (IVA PNI)

Orizzontali 1. Movimento culturale che attinge da più fonti 8. People's Republic of China 10. Si fa allo stadio 11. Codice Civile 14. Ballo in tre tempi 16. Impedisce di… chinare la testa 19. Scommettere in inglese 21. Caricare in inglese 22. Difese Gesù e fu suo discepolo 24. Grandezza fisica che misura il disordine presente in un sistema 26. Deposito a torre per cereali 27. La prima metà del… geloso shakespeariano 28. Responsabilità Civile Autoveicoli 31. Rampicante di facile coltivazione 33. Casa produttrice di noti videogiochi per console 35. Sigla del capoluogo valdostano 36. Una moderna problematica morale 38. In mezzo alla riga 39. Lo si dà in confidenza 40. Il Wan Kenobi cavaliere di "Guerre stellari" 42. Dottrina di un movimento rivoluzionario russo del XIX secolo 48. Vi sostano le carovane nel deserto 49. Si conclude con l’arresto del ricercato

SU D O U K

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Verticali 1. Semidio greco 2. A fine duello 3. Tom Hanks 4. Strumento in inglese 5. L’inizio dell’ “Iliade” 6. Biscotto piemontese 7. Persona che ha smarrito la memoria 8. Periodo antecedente a una guerra 9. 101 romani 12. La “memoria” dei motori di ricerca 13. 1° pers plur indicativo futuro semplice di “godere” 15. Un gemello leggendario 17. Difficili da “pelare” 18. Suffisso diminutivo plurale 20. Torino 23. Giorno in breve 25. Il cantante di “Rain over me” 29. Comunità Economica Europea 30. Fine della notte 31. Fu il primo omicida 32. Due latino 33. Aereonautica Italiana 34. Taxi inglese 37. Metà di trottare 39. Coda di gatti 41. Collera improvvisa 43. Caos in periferia 44. Saluto newyorkese 45. I confini dell’Indonesia 46. A coppie nel cassetto 47. Sigla di una provincia lombarda


El-loco | Sport

Endurance Carmagnola sconfitta contro la Gessi Valsesia finita 95 a 86. La 4° giornata , invece, si è rivelata essere migliore delle due partite precedenti: L’ Endurance ha battuto la ASD S.E.A. BK Settimo per 59 a 47. In quest’ ultima partita ha avuto qualche problema nei primi due quarti, trovandosi in svantaggio fino alla fine del 2° quarto; al rientro in campo nel 3° quarto della partita, l’Endurance è passata in vantaggio e l’ha tenuto fino alla fine della partita. Anche le squadre del settore giovanile dell’ Abc

Carmagnola stanno attraversando un momento difficile; in Elite, l’ Under 19 e L’ Under 15, nella 2° fase hanno perso quattro partite su quattro; l’ Under 17, invece, che gioca nel torneo regionale, è seconda a pari merito con l’ Olimpo Alba, con 24 punti, a 12 punti dalla capolista ABA Saluzzo.

Australia (Sidney), l’ Egitto (Qattanya), la Namibia (Deserto del Namib), il Sudafrica (Città del Capo), gli Stati Uniti (Oregon) e il Sud America. Nell’ ultima location indicata, gli aspiranti sandboarders posso cimentarsi nello scendere armati delle loro tavole dal vulcano Cerro Negro in Nicaragua. In Europa questo sport non è molto praticato, ma in Germania ogni anno si tengono i Campionati Mondiali di Sandboarding sul monte Kaolino. Gli altri eventi che sono un “must” per ogni appassionato di questo sport sono quelli che si svolgono a Florence nell’Oregon (USA) con il Sand Master Jam, il Pan-

American Sandboarding Challenge ad Aquiraz (Brasile) ed il Sand Sports Super Show che si tiene a Costa Mesa in California (USA). L’atleta più famoso è Josh Tenge, 4 volte campione del mondo e detentore di tre Guinness World Record, uno dei quali per il più duraturo salto mortale all'indietro da un'altezza di quasi 14 metri. Una variante di questa disciplina è il Sand-Skiing che consiste sempre nell’affrontare dune di sabbia, muniti di sci.

Sport

SANDBOARDING Il sandboarding è uno sport estremo di recente sviluppo, simile al più famoso snowboarding, ma praticato sulle dune di sabbia. Per praticare questo sport è necessario dotarsi di una tavola di laminato plastico, legno o metallo, scelta in base al luogo dove si vuole effettuare la propria performance. Per raggiungere velocità elevate è necessario sfregare dei cubetti di paraffina sul dorso della tavola. Questo sport è praticato in zone aride e sabbiose poiché è necessario avere lunghe distese di sabbia e dune da ‘cavalcare’. Le zone del mondo che ospitano la maggior parte degli amanti di questa disciplina agonistica sono l’

(di Andrea Lanzarone & Fabio Geremia IA PNI)

Nel basket non è un momento facile per l’ Endurance Carmagnola che sta affrontando la 2° fase del campionato di serie C2. Momentaneamente si trova al 9° posto della classifica, a 18 punti dalla capolista Abet Bra, con 22 partite giocate e 22 punti. L’ avvio della seconda fase, per l’ Endurance, è stato positivo; la prima partita, disputata con L’ Alegas Accabasket, è stata vinta dalla squadra Carmagnolese per 95 a 68. Le due partite successive sono state meno convincenti: la partita contro la Rouge Et Noire BK finita 71 a 64 per la squadra avversaria e la

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Alessandra Cursio

L’angolo delle barzellette...

Alessia Grosso Alessio Cappello Alice Rubinetti

"Dottore dottore... Perdo capelli!", dottore: "Fuori che ho appena spazzato!"

Andrea Lanzarone Andrea Tirelli Arianna Bauducco Barbara Mulè

Il figlio...“Io a scuola non ci voglio andare!” “Perché?” “Perché mi picchiano, mi prendono in giro, e poi non mi piace!” “Invece tu ci vai!” “No!” “Giovanni, smettila di fare i capricci: hai 50 anni, e poi... In quella scuola sei preside!”

Carlotta Canavesio Chiara Appendino

La redazione di El-loco!

Diego Maina Enrico Barberis

Lo zio anziano incontra dopo due anni il nipote: "Caro nipotino è da tanto tempo che non ti vedo, dove sei stato questi due anni?" E il nipote: "Sono stato alla facoltà di medicina" E lo zio: " A poverino! E dimmi, adesso stai bene?"

Erica Brizio Fabio Bruno Fabio Geremia Fabiola Curletti Federico Cristaudo

Un giorno una signora entra in un bar e chiede: -Vorrei un caffé, non troppo caldo, non troppo freddo, ma al punto giusto. - Il cameriere glielo serve. Il secondo giorno la cosa si ripete e la storia continua così per una settimana. L'ultimo giorno la signora chiede ancora al cameriere: -Vorrei un caffé, non troppo caldo, non troppo freddo, ma al punto giusto... - E il cameriere non troppo contento: -Cara signora, lei mi ha rotto, non troppo in alto, non troppo in basso, ma al punto giusto!!!!!-

Francesco Fogliatto Giorgia Larocca Gloria Oggero Luca Desogus

Appuntamenti …

Luca Leoncino Martina Osella

20 aprile Convegno stampa studentesca

07 maggio sessione d’esame Ecdl

11, 12, 13 maggio spettacolo teatrale “Memorie dal convento” scritto ed interpretato della compagnia dell’Istituto

Noemi Bolognesi Roberta Chiesa Rusi Chen Sabrina Quaranta Sara Angei Sara Porello Sara Vera Sharon Picco Stefano Boniforte Valentina Chiabrando

Le soluzioni delle trame di pag. 9: 1)Titanic; 2)Chocolat; 3)Eragon; 4)Titanic; 5)Frankenstein; 6)Oliver twist; 7) La Divina Commedia; 8) Arancia meccanica; 9)Biancaneve e i sette nani; 10)Hänsel e Gretel; 11)Gomorra; 12)Cuore; 13)Il barone rampante; 14)Cenerentola; 15)Tre metri sopra il cielo; 16)Pinocchio); 17)Cappuccetto rosso; 18)Dracula;

El loco 3  

El loco 3 - Marzo 2012

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