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Speciale
VIA LE INFIAMMAZIONI PREVIENI TUMORI E DIABETE
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Bimestrale Giugno/Luglio 2019 Numero 12 - € 9,90 Italia P.I. 11/06/2019
Nuovo
Poste Italiane S.p.A. - Sped. in Abb. Postale - D.L. 353/2003 (conv. in. L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, LO/MI
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VIA LE INFIAMMAZIONI PREVIENI TUMORI E DIABETE Eviti anche aterosclerosi, infarto e ictus GLI ELISIR ANTINFIAMMATORI Tutti i nuovi rimedi naturali e gli integratori che spengono subito i focolai nascosti CURA IL MICROBIOTA Se l’intestino è irritato le tossine si propagano in tutto l’organismo ATTENTI AL SOVRAPPESO Elimina il grasso addominale: da qui partono i processi infiammatori più pericolosi L’ALIMENTAZIONE GIUSTA Il programma alimentare che disinfiamma i tessuti, li depura e li ringiovanisce
COME SALVARE ARTICOLAZIONI E CARTILAGINI Le cure verdi per sconfiggere i dolori una volta per tutte
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SOMMARIO COS’È L’INFIAMMAZIONE
Quando si scatena l’incendio
6 Infiammazione: all’inizio è un normale meccanismo di difesa
Piccoli fuochi silenziosi
10 Se persiste, diventa un killer della salute Le conseguenze per la salute
14 Ecco cosa rischi quando ti infiammi Come si scopre
18 Gli esami per valutare lo stato infiammatorio Le cause principali
20 I responsabili che infuocano i tessuti Gli attori coinvolti
24 Il peso dei cambiamenti ormonali Le tensioni accendono le reazioni
26 Quando sei sotto stress, il rischio cresce
Cosa la spegne
40 La scoperta: il semi-digiuno contrasta le infiammazioni
Un menu tipo
44 La dieta antinfiammatoria gluten free
Le scelte quotidiane
30 Uno stile di vita sano fa la differenza SCONFIGGI LE INFIAMMAZIONI CON LA DIETA
Il cibo è una medicina
32 Disinnesca lo stress ossidativo a tavola Cosa evitare a tavola
36 Gli errori che causano tossine
I PIÙ POTENTI ANTINFIAMMATORI NATURALI
Alleati straordinari
48 Omega 3: i migliori rimedi naturali per estinguere il fuoco
La pianta “pompiere”
52 Magica aloe vera: il gel delle foglie è super sfiammante
L’aspirina naturale
56 Salice bianco: spegne febbre e mal di testa La resina indiana
58 La Boswellia riduce dolori e infezioni Un potente rimedio
60 Arnica: il fiore del sole che cura le articolazioni
Gli infusi curativi
62 Le 6 erbe in tazza dai grandi poteri La vitamina K2
66 La “nuova” amica di ossa, cuore e cervello COMBATTI IL SOVRAPPESO
Pancia piatta subito
72 Se elimini il grasso, riduci i focolai 4
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Mangiare per lo stress
74 La fame nervosa è la peggior nemica
PREVIENI ALLERGIE E INTOLLERANZE
Quando il cibo è nemico
104 Le intolleranze infiammano e ingrassano
Il segreto snellente
76 Tieni bassa la glicemia:
Cosa fare per stare meglio
perdi peso e resti giovane
108 La dieta di rotazione è la soluzione
I rimedi verdi
80 Con questi aiuti dici addio alla “pancetta” SFIAMMA L’INTESTINO
Depurarsi dai latticini
110 Sette giorni senza lattosio PROTEGGI CUORE E ARTERIE
Il legame con il microbiota
82 Un intestino irritato aumenta le citochine Il menu per l’intestino sano
86 Il microbiota migliora se cambi dieta Via gonfiore e fermentazioni
I vantaggi per il cuore
114 Se ti disinfiammi scende il rischio aterosclerosi STOP A DOLORI E RIGIDITÀ ARTICOLARI
Proteggi le articolazioni
90 Le piante calmanti per eliminare
118 Scaccia dolori e rigidità articolari
le “gang incendiarie”
LA DIETA ACIDO-BASICA
Un rischio da evitare
92 Eliminando l’acidosi, spegni focolai e chili in più
L’equilibrio perfetto
96 Correggi il pH troppo basso con la dieta alcalina
Gli aiuti in più
98 Integratori e piante per ridurre le scorie acide Alleati del sistema immunitario
102 I funghi curativi sono come un vaccino
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Responsabile amministrativo Danila Pezzali Segreteria di Direzione Daniela Tosarello Ufficio tecnico Sara Dognini Redazione, amministrazione: Edizioni Riza S.p.a. via L. Anelli 1, 20122 Milano tel. 02/5845961 r.a. fax 02/58318162 www.riza.it - info@riza.it Pubblicità: Edizioni Riza S.p.a. via L. Anelli 1, 20122 Milano tel. 02/5845961 r.a. fax 02/58318162 www.riza.it advertising@riza.it Stampato in Italia da: Rotolito S.p.a. - Stabilimento di Cernusco sul Naviglio (MI)
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Riza Speciale cita i nomi commerciali di prodotti fitoterapici, omeopatici o farmaci per completezza di informazione e per libera scelta della redazione. Le informazioni contenute nella presente pubblicazione sono a scopo informativo e divulgativo: pertanto non intendono sostituire, in alcun caso, il consiglio del medico di fiducia.
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PICCOLI FUOCHI SILENZIOSI
se persiste, diventa
Un Vero Killer della salUte
Il problema nasce quando l’infiammazione diventa cronica, con tanti “falò” che ardono dentro di noi e logorano gli organi inFLammaging
L’italiano Claudio Franceschi e la sua équipe dell’Alma Mater di Bologna hanno coniato un nuovo termine: inflammaging (dall’unione di inflammation e aging ovvero infiammazione e invecchiamento). Si tratta di un’epidemia silente che attacca un organo dopo l’altro come un incendio indomabile che persiste e che non dà sintomi eclatanti. 10
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n alcuni casi l’incendio iniziale scatenato dall’infiammazione non si spegne completamente ma resta attivo, in modo subdolo e silente fino a cronicizzarsi. Uno stato infiammatorio costante diventa un veleno per l’organismo capace di danneggiare cellule, tessuti e la funzionalità di interi organi e creando l’ambiente ideale per lo sviluppo di diversi disturbi, più o meno seri. Diventa come la goccia che scava nella roccia, creando un lento e progressivo deterioramento della nostra salute, predisponendo alla formazione di malattie cardiovascolari, metaboliche, neurodegenerative. Le cellule dei tessuti, non riconosciute, vengono attaccate ingiustificatamente da chi dovrebbe, al
contrario, difenderle, dando così origine a malattie autoimmuni e a patologie a carico dei principali organi (cuore, intestino, stomaco ecc.).
apre la porta alla Malattia La colpa di questa condizione può essere legata in parte a una predisposizione genetica aggravata da fattori quali la cattiva alimentazione e lo stress che alimentano il processo infiammatorio in corso. Nei casi più lievi possono comparire dermatiti, infezioni respiratorie e disturbi intestinali. In quelli più gravi l’infiammazione apre la porta a malattie autoimmuni, come l’artrite reumatoide, e a patologie cardiovasco-
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braci accese dentro al corpo
lari. L’infiammazione cronica, insomma, è un nemico subdolo per la nostra salute da prevenire e combattere ai primi segnali.
Un disturbo silenzioso L’infiammazione cronica è detta anche infiammazione di basso livello. L’aspetto più subdolo è rappresentato dal fatto che chi ne soffre non accusa disturbi specifici. Mancando alcune caratteristiche tipiche dell’infiammazione acuta (come il dolore e il rossore) la persona infiammata non percepisce la sua condizione.
Tutta colpa di una proteina Che cosa causa questa iperattività del sistema immunitario? Sono le domande che si sono posti gli scienziati cercando di dare
una risposta attraverso numerose ricerche. Una di queste, condotta da un gruppo di ricercatori del Department of Veterinary Disease Biology dell’Università di Copenaghen, ha svelato, dietro il mistero dell’infiammazione cronica, la presenza di una proteina, la TL1A. I risultati di questo studio, che ha esaminato le cellule del sangue di 50 donatori sani compresi nella banca del sangue del Rigshospitalet a Copenaghen, sono stati pubblicati sulla rivista “Plos one”. Come ha spiegato la dottoressa Kirsten Reichwald, coordinatrice dello studio, si è visto che questa proteina può indurre le cellule sane a comportarsi in modo anomalo, come se fossero coinvolte in maniera costante in un processo infiammatorio.
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L’infiammazione cronica è un pericolo da eliminare sul nascere, altrimenti tende a diventare cronico e arriva a danneggiare il Dna delle cellule. La moderna ricerca scientifica la qualifica come un “killer silenzioso”, ricordando un titolo di un servizio di copertina uscito nel 2004 sulla rivista inglese Time (“The secret killer”) che fece molto scalpore fra la comunità scientifica. Perché killer segreto? Perché all’inizio non sono subito chiari i danni che l’infiammazione cronica produce. I piccoli malesseri e segnali che il nostro corpo ci invia per avvisarci che qualcosa non va, sono spesso sottovalutati e archiviati come disturbi passeggeri. Così l’infiammazione continua indisturbata la sua opera distruttiva. Quando poi i sintomi diventano manifesti e riconoscibili, spesso è troppo tardi per correre ai ripari e la malattia è già in atto.
Fiacca il nostro sistema di difesa Il paradosso dell’infiammazione sta nel fatto che questa è in realtà il più potente strumento di difesa dell’organismo. Si tratti di virus o batteri, di un trauma o di un’intossicazione alimentare, il meccanismo è sempre lo stesso. La differenza è che nell’infiammazione acuta, quando ogni cosa è tornata alla normalità, le fiamme si spengono. Mentre nell’infiammazione cronica, lo stato di allerta è continuo. Ciò che la rende subdola è che il livello infiammatorio è talmente basso che noi non ci accorgiamo
di avere attivato una risposta immunitaria. Così, le nostre difese, continuamente sollecitate, perdono la capacità di intervenire là dove è necessario o addirittura “impazziscono” e cominciano ad attaccare gli organi sani, scambiandoli per nemici. Nel caso di un’infiammazione cronica il pericolo è la produzione di ormoni come il cortisolo e gli eicosanoidi direttamente correlati alla comparsa di malattie: ipertensione, maggiore esposizione alle infezioni e rallentamento metabolico.
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ci sono delle spie di allarme che puoi riconoscere da solo
i campanelli dell’infiammazione intensa ●
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Stanchezza, presente sin dal mattino, al risveglio. Tendenza a ingrassare, soprattutto su pancia e fianchi. Sensazione di sentirsi “intossicati” e appesantiti. Sanguinamento gengivale frequente. Scarsa concentrazione e vuoti di memoria. Umore irritabile e depressione. Infezioni ricorrenti che faticano a guarire. Frequenti cali di vista, la sclera degli occhi che tende al giallo. Peggioramento dei dolori articolari. Cistiti ricorrenti. Continue influenze e malattie da raffreddamento. Difficoltà a digerire.
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Infezioni che faticano a guarire.
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Malattie infiammatorie intestinali.
Anche senza ricorrere subito a esami di laboratorio, è possibile percepire da soli i primi segnali di un’infiammazione silente da alcune spie che vanno approfondite con l’aiuto del proprio medico. Il corpo dispone di alcuni efficaci sistemi di autodepurazione che consentono di eliminare le tossine che penetrano dall’esterno (alimentazione, farmaci, additivi, cosmetici) o vengono prodotte dall’organismo nello svolgimento delle sue funzioni. Questi sistemi sono rappresentati soprattutto dalle cellule immunitarie, dal fegato, dai reni e dal sistema linfatico e in misura minore dalla pelle e dall’albero respiratorio. Quando però il carico è troppo elevato, le scorie si accumulano sempre più in profondità e scatenano uno stato di allerta che può essere via via crescente. Leggi i sintomi che ti presentiamo, verifica quali sono quelli ricorrenti e se ti riconosci in almeno 5 di questi segnali per gruppo. Intervieni con la dieta e i rimedi specifici indicati nelle pagine seguenti.
cosÌ eViti di cronicizzarlo Un primo indicatore abbastanza significativo è rappresentato dal ricorrere di alcuni fastidi, all’apparenza banali. Accusi frequentemente mal di stomaco? In alcuni periodi soffri di stipsi? Hai un prurito che sembra sparire e poi di nuovo si fa sentire? Rispondere positivamente a questo tipo di domande significa avere uno stato di intossicazione e quindi di infiammazione in atto. E rendersi conto di ciò può voler dire fare la differenza tra un’infiammazione semplice o il cronicizzarsi del problema. Abbiamo preparato un test di autovalutazione che ti consentirà di comprendere se, nel tuo organismo, sono presenti focolai infiammatori di portata lieve o moderata, oppure se la situazione è andata un po’ in là.
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test
di autoValutazione
rispondi alle domande e scopri se QUalcosa non Va se rispondi sì ad almeno 4 domande, è probabile che il tuo organismo stia iniziando a infiammarsi e abbia bisogno di essere rimesso in equilibrio seguendo i consigli che troverai nelle prossime pagine del nostro speciale. si ●
Soffri di sbalzi di umore e ti arrabbi con estrema facilità?
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Da qualche tempo accusi difficoltà digestive e/o gonfiore addominale?
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Hai spesso fame fuori pasto e tendi a saziarti con i carboidrati?
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Alla sera, a fine cena, hai sempre voglia di un dolcetto?
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Accusi sonnolenza dopo aver mangiato?
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Pur dormendo, hai spesso la sensazione di non aver riposato?
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Ti ammali con estrema facilità e fai fatica a guarire?
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Hai iniziato a soffrire di allergie e/o intolleranze alimentari?
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Hai cominciato a ingrassare pur mangiando normalmente?
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Soffri di dolori articolari e muscolari diffusi?
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Ti svegli al mattino con poca energia e/o con sensazione di amaro in bocca?
È Un probleMa iMMUnitario Lo stato infiammatorio si distingue per una caratteristica specifica: l’attivazione del sistema immunitario. In particolare ci si riferisce al cosiddetto sistema immunitario aspecifico, quello che per primo reagisce alle aggressioni batteriche o virali e che produce una lunga serie di sostanze che sono chiamate a svolgere funzioni di primo intervento. Nella fase acuta, tale attivazione è un salva vita. Ma quando si mantiene costantemente acceso, tale meccanismo diventa nocivo.
la Mania Moderna della troppa igiene Una delle spiegazioni che oggi appare più convincente per spiegare l’origine di tale attivazione immunitaria sta nel fatto che il nostro sistema di protezione agisce in
no
maniera squilibrata, eccessiva. Del resto la nostra società, fortemente igienizzata, fa sì che lo stesso sistema immunitario non venga allenato a dare risposte corrette e calibrate a seconda dell’intensità dell’aggressione. Ecco che le difese, sotto utilizzate, reagiscono con grande intensità anche a stimoli di scarsa rilevanza immunitaria. Ed ecco allora la produzione di citochine pro infiammatorie, fattori di crescita e istamina, la quale sappiamo essere fortemente infiammatoria ed anche la molecola chiave della risposta allergica. Esiste, insomma, un legame stretto tra abitudini di vita e infiammazione di basso grado. n
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LE CONSEGUENZE PER LA SALUTE
ecco cosa rischi quando
ti inFiaMMi
Il processo di combustione cronico danneggia e fa invecchiare organi, vasi sanguigni, articolazioni e tessuti ancHe Le rUgHe sono Un eFFetto
Perfino le rughe e la perdita di tonicità da parte della pelle sono legate alla presenza di fuochi diffusi e persistenti all’interno del nostro organismo e in particolare nel derma. La pelle è l’organo di confine fra il nostro interno e il mondo esterno ed è suscettibile a moltissimi fattori, dallo stress, alle emozioni, agli anni, alle radiazioni solari. 14
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L’
accumulo di radicali liberi, dovuto a uno stato infiammatorio costante, si deposita anno dopo anno e può creare le condizioni ideali per l’insorgere delle malattie. I primi sintomi possono colpire diversi organi e si possono raggruppare in alcuni segnali spia: fatica e stanchezza immotivata (in particolar modo quella mattutina e postprandiale), accumulo di adipe sul girovita, disturbi intestinali (stipsi e pancia gonfia per esempio), intolleranze e allergie alimentari, iperacidità gastrica, emicranie, predisposizione a malattie infettive (a causa della compromissione del sistema
immunitario), dolori articolari e catarro in eccesso. Vediamo quali sono gli organi che ne risentono maggiormente e le principali conseguenze.
gonFiore e distUrbi intestinali Uno dei primi organi a scontare le conseguenze dell’infiammazione è l’intestino. Se qui si accumulano troppi prodotti di scarto, si formano gas e fermentazioni, i tessuti si infiammano e diventano più permeabili alle tossine alimentari. Si genera uno stato di malessere che alla lunga
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dolori e riGiditÀ articolari Come conseguenza di uno stato infiammatorio costante compaiono anche dolori articolari e muscolo-scheletrici. Su base infiammatoria è, per esempio, l’artrite che, nella forma di artrite reumatoide, coinvolge soprattutto le piccole articolazioni di mani e piedi. Le modalità di comparsa di queste malattie sono diverse: possono presentarsi all’improvviso e in maniera acuta oppure il loro esordio può essere lento nel corso del tempo. La loro causa è in gran parte tutt’ora sconosciuta ma è certa l’implicazione del fattore infiammatorio. L’artrite reumatoide è su base autoimmune ovvero scatenata da un “errore” dell’organismo e del sistema immunitario, che riconosce come estranee alcune delle proprie cellule.
indebolisce le difese e provoca fenomeni di disbiosi cui spesso seguono allergie o intolleranze alimentari (come la celiachia per esempio).
patologie cronicHe Nei casi più gravi, l’infiammazione dell’intestino si cronicizza e dà origine a malattie infiammatorie croniche (Mici o Ibd da “infiammatory bowel disease”) come la colite ulcerosa e il morbo di Crohn. Si tratta di patologie molto serie e, nelle forme più gravi, anche invalidanti. Sono su base autoimmune: ancora non si sa di preciso perché, ma il sistema immunitario si rivolta contro la mucosa intestinale. Pur essendo entrambe caratterizzate da un’infiammazione cronica della parete intestinale, presentano differenze sostanziali. La colite ulcerosa interessa solo la mucosa del colon ed è caratterizzata da una infiammazione che dal retto può estendersi a tutte le porzioni vicine del colon. Il morbo di Crohn invece può toccare qualsiasi parte dell’intestino.
soVrappeso e diFFicoltÀ a diMagrire Le infiammazioni sono spesso le cause più profonde e nascoste del sovrappeso, perché provocano nell’organismo una serie di reazioni che comportano un accumulo di cellule adipose. L’infiammazione prende avvio come reazione difensiva innescata dal nostro corpo quando si sente invaso da agenti nocivi. È un vero e proprio stato di lotta contro gli “aggressori” e, quando si protrae nel tempo e si cronicizza, mette tutto l’organismo a dura prova, lo debilita e lo predispone a immagazzinare liquidi e adipe. Quando l’organismo entra in questo stato di allerta, infatti, fa innalzare la temperatura interna per uccidere i germi nocivi. Inizia così la produzione di citochine, sostanze infiammatorie che, se prodotte continuativamente, portano il corpo ad accumulare liquidi per “spegnere” l’infiammazione; inoltre modificano i livelli ormonali e alterano il metabolismo. Uno stato infiammatorio costante, dunque, è in molti casi la vera ragione per cui si ingrassa, indipendentemente dalla quantità di cibo che si assume.
Malattie aUtoiMMUni
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Lo stato infiammatorio perenne attivato dall’infiammazione cronica porta a un indebolimento del sistema immunitario. Le difese immunitarie cominciano ad attaccare le cellule sane di articolazioni, nervi e tessuto connettivo, per esempio. Nel caso della celiachia, il sistema immunitario produce anticorpi contro la gliadina (una componente del glutine del grano e di altri cereali) e contro la mucosa intestinale, alterandola e infiammandola. La stessa cosa avviene nel caso della tiroidite di Hashimoto ma anche dell’artrite e del lupus.
iL Legame con i tUmori Il legame è evidente se pensiamo che il processo infiammatorio richiede una rapida sostituzione delle cellule danneggiate, aumentando la velocità del ricambio e, quindi, anche la possibilità di un’alterazione nella replicazione delle cellule. L’infiammazione determina anche una maggiore produzione di fattori di crescita cellulare come l’IGF-1. Questi dovrebbero servire a rigenerare la parte danneggiata dal fenomeno infiammatorio ma, se una cellula muta e diventa maligna, tali sostanze concorrono al suo sviluppo. Infiammazioni
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LE CONSEGUENZE PER LA SALUTE
ne fanno le spese anche arterie, cuore e psiche
si inveccHia Prima
Già da tempo gli scienziati hanno dimostrato il ruolo chiave dei radicali liberi nell’invecchiamento cellulare precoce (il cosiddetto processo di ossidazione) con diversi studi ed esperimenti. In tempi più recenti, tuttavia, si è scoperto che anche le microinfiammazioni croniche e silenti sono causa di ossidazione e quindi di invecchiamento cellulare. I fenomeni di ossidazione e infiammazione associati aumentano la produzione di radicali liberi che danneggiano il patrimonio genetico della cellula.
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Fino a non molti anni fa, gli attacchi di cuore venivano collegati solo a un problema fisiologico. Con il passare degli anni, i depositi di grassi tendono ad accumularsi sulle pareti delle arterie coronarie fino a ostruirle. Il responsabile principale di questo danno è sempre stato identificato in una molecola chiamata LDL, il cosiddetto colesterolo “cattivo”. Chi soffre di colesterolo cattivo alto è sicuramente più a rischio di sviluppare disturbi cardiaci. Tuttavia in tempi più recenti si è visto che ci sono persone che rischiano l’infarto nonostante i valori normali di colesterolo. Gli studiosi, quindi, hanno cominciato a ipotizzare che all’origine degli attacchi di cuore potesse esserci anche uno stato infiammatorio (come testimonia la presenza nel sangue della proteina C-reattiva) che danneggia le arterie e crea le condizioni ideali per i depositi di colesterolo cattivo. Gli studiosi hanno scoperto che, senza un’infiammazione presente nel corpo, il colesterolo non può accumularsi sulla parete del vaso
sanguigno ed essere causa nel tempo di malattie cardiache e ictus. A confermare il ruolo chiave dell’infiammazione nelle patologie del cuore è anche un’importante ricerca coordinata da Paul Ridker del Brigham and Woman’s Hospital di Boston e condotta su pazienti con patologie cardiache gravi. I risultati hanno dimostrato che ridurre i livelli di proteina C reattiva (PCR) nel sangue, grazie anche a farmaci chiamati statine, diminuisce il rischio di attacchi cardiaci. Un altro lavoro coordinato da Steven Nissem della Cleveland Clinic conferma che la proteina PCR è una spia di rischio cardiovascolare indipendentemente dal colesterolo.
più inFiaMMati, più depressi: la nUoVa tesi Depressione e stato infiammatorio: due problemi apparentemente distanti che avrebbero però in comune molto più di quanto si pensi. A ipotizzare il legame fra queste due malattie è lo psichiatra inglese Edward Bullmore, autore del
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Le malattie da infiammazione cronica L’infiammazione cronica è stata correlata già molti anni fa allo sviluppo del cancro, ma negli ultimi anni molti ricercatori hanno contribuito, con i loro studi, a trovarne i rapporti con malattie diffuse come: ● malattie e disturbi intestinali; ● reflusso e gastrite; ● resistenza all’insulina e diabete; ● malattie autoimmuni; ● sovrappeso; ● dermatiti croniche come psoriasi, cellulite, lichen;
saggio “La mente in fiamme” di Bollati Boringhieri. L’autore formulò per la prima volta la sua tesi osservando l’umore depresso in un paziente con artrite reumatoide e ipotizzando che il sistema nervoso centrale potesse essere influenzato in modo indiretto e diretto da fenomeni infiammatori presenti in altri organi del corpo. Infatti la barriera ematoencefalica, cioè il tessuto che protegge il cervello dall’ingresso di sostanze pericolose come i farmaci o prodotti del nostro metabolismo responsabili dell’infiammazione, non è così impermeabile come si è sempre pensato. Ma avrebbe numerosi varchi che la rendono penetrabile. Inoltre nel cervello sono presenti i gliali, ovvero cellule che sostengono i neuroni e che comunicano con le cellule del sistema immunitario extracerebrali con un ruolo attivo nei processi infiammatori.
allergie e intolleranze alimentari; malattie cardiovascolari; ● dolori articolari e artrite; ● osteoporosi e fibromialgia (infiammazione dei muscoli); ● diminuzione della libido; ● infarto e ictus; ● eccesso di muco nelle vie respiratorie; ● malattie respiratorie croniche; ● malattia di Alzheimer; e depressione; ● cancro. ● ●
Più esposti ad allergie Anche se negli ultimi anni sono stati fatti passi da gigante nella cura delle allergie, resta ancora senza risposta questa domanda: come mai alcune persone sviluppano le allergie e altre no? Una spiegazione possibile è che centinaia di migliaia di anni fa, prima che l’uomo divenisse stanziale, il nostro sistema immunitario non doveva respingere solo le aggressioni di virus e batteri ma doveva anche tenere a bada i parassiti che potevano contaminare acqua e cibi crudi. Per fare ciò il corpo usa un’arma specifica: i granulociti eosinofili. Dato che i nostri livelli di igiene hanno diminuito questa possibile fonte di contaminazione, ecco che i granulociti non “maturano” come le altre cellule del sistema immunitario e finiscono con il reagire alla presenza di sostanze innocue, innescando un fenomeno infiammatorio. n
La longevità del moscerino Un esperimento che ha avuto come cavia una Drosophila, ha portato gli scienziati del Buck Institute for Research on Aging dell’Università di Stanford (Stati Uniti) a modificare la flora batterica dell’insetto in modo da garantirgli una difesa efficace dalle infiammazioni, una corretta risposta immunitaria e un minor stress ossidativo. Il risultato dell’esperimento, che ha trovato pubblicazione sulla rivista “Cell”, è stato un allungamento e un miglioramento generale della vita della Drosophila.
Aumenta il rischio di Alzheimer è stata riconosciuta una relazione tra l’Alzheimer e l’eccessiva produzione di insulina. Secondo uno studio del Department of Dental Ecology dell’University of North Carolina a Chapel Hill, ci sarebbe addirittura un collegamento fra la presenza di infiammazioni che si manifestano a livello dentale, con gengive sanguinanti e perdita di denti, e un declino nella capacità di
pensiero nella mezza età. Anche il diabete di tipo 2 non sfugge al destino della malattia infiammatoria. I ricercatori danesi del Department of Diabetes Complication Biology sono arrivati a ipotizzare che questa patologia sia causata dalla presenza massiccia nel pancreas di macrofagi, cellule del sistema immunitario che secernono citochine ad attività proinfiammatoria.
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COME SI SCOPRE
gli esaMi per ValUtare
lo stato infiammatorio Sono la misurazione della proteina C-reattiva e della VES e si eseguono con un prelievo sanguigno, a digiuno iL diaBete Lascia La Firma neLL’intestino
A scoprire un legame fra il diabete di tipo 1 e la flora batterica alterata sono stati anche i ricercatori del San Raffaele di Milano riscontrando nelle persone affette da questa malattia un’infiammazione intestinale e caratteristiche specifiche nella flora batterica. 18
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no stato infiammatorio può essere scoperto grazie a semplici analisi del sangue. Negli ultimi anni sono stati individuati nuovi marcatori clinici dell’infiammazione cronica silente. Sono diversi gli esami che si possono fare per scoprire la presenza di un’infiammazione e le sue possibili cause. Qui di seguito elenchiamo i principali.
la Ves Va associata ad altre analisi Il primo indicatore di infiammazione è la VES, o velocità di eritrosedimentazione che indica la velocità con cui i globuli
rossi si separano dal plasma. Maggiore è la velocità (valore VES più alto), più intenso è lo stato infiammatorio. Sebbene da solo questo esame non serva a capire le cause del problema, è comunque un indice importante. I valori normali sono di 4-10 millimetri all’ora nell’uomo e 6-15 millimetri all’ora per la donna.
il rapporto Fra aa ed epa Un altro marcatore utile per riconoscere uno stato infiammatorio silente, che si associa alla VES, è quello che valuta il rapporto esistente nel sangue fra ecosanoidi pro e antinfiammatori (AA e EPA) nei fosfolipidi del plasma. Maggiore è il
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in sintesi cosa osserVare Gli esami del sangue per riconoscere uno stato di infiammazione silente sono quelli che misurano questi rapporti. misurazione della Ves: i valori normali sono
rapporto fra aa/ePa: un rapporto ottimale è di
1,5
Questo valore ideale è stato riscontrato nei giapponesi, fra i popoli più longevi al mondo, con ridotta incidenza di malattie cardiovascolari. 4-10 millimetri nell’uomo.
6-15 millimetri all’ora per la donna.
misurazione dell’insulina a digiuno: il valore ideale è di 5-10 uiu/ml. Valori superiori a 10 uIU/ ml sono indice, oltre che di resistenza insulinica, di uno stato infiammatorio con rischio di sviluppare malattie cardiache.
Gli americani hanno un valore medio di 11.
rapporto fra triGliceridi/Hdl: un rapporto ottimale è di 1-2. Se il rapporto TRIGLICERIDI/HDL è superiore a 5 c’è una forte probabilità di rischio cardiovascolare.
Per scoPrire L’inFiammaZione da ciBo
Sempre tramite un semplice esame del sangue si può accertare se l’infiammazione è provocata anche dall’ingestione di alcuni alimenti, rilevando, nel sangue e nell’intestino, la presenza di citochine infiammatorie, BAFF (B-Cell Activating Factor). Più sono elevati i livelli di questo fattore e più quel cibo può provocare infiammazione.
rilevazione della pcr: i valori normali sono inferiori a 5 mg per litro.
valore del rapporto AA/EPA, maggiore è il livello di infiammazione silente nei diversi organi. L’equilibrio ideale sarebbe di 1,5 ma è considerato accettabile un rapporto equivalente a 3. Se invece il valore supera il 10 aumenta il rischio di sviluppare una malattia cronica. Nel caso di malattie effettivamente in corso, il valore numerico del rapporto tra le due sostanze nel sangue può salire ancora fino a 15. Un altro esame ematico consigliato è quello che misura il rapporto fra trigliceridi e colesterolo HDL. Infine, anche la concentrazione di insulina nel plasma, misurata a digiuno, se risulta elevata, può essere indicativa. n
la Proteina di allarme Esiste un esame più specifico, detto PCR, che misura la concentrazione nel sangue della proteina C-reattiva, il marker dell’infiammazione. La PCR è una proteina prodotta dal fegato in risposta a una serie di stimoli di tipo infiammatorio e i cui livelli aumentano nel sangue in presenza di una reazione infiammatoria acuta: infatti, essi si alzano entro le prime 8 ore dall’inizio del processo infiammatorio e, in assenza di cure, raggiungono il picco massimo entro 2-3 giorni. I valori normali dovrebbero essere inferiori a 5 mg per litro. Allo stato attuale il dosaggio di questa proteina nel sangue aiuta a stabilire la presenza di un’infiammazione e a monitorare il decorso di un processo infiammatorio durante la cura.
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LE CAUSE PRINCIPALI
i responsabili
che infuocano i tessuti
C’è una componente genetica, in primis, cui si sommano abitudini negative, cattiva alimentazione e sedentarietà Farmaci di sintesi
Sarebbe troppo facile pensare che sia sufficiente spegnere i focolai infiammatori con i farmaci per risolvere il problema. Basti pensare alle statine, i farmaci più utilizzati contro il colesterolo cattivo, cui è stata riconosciuta anche un’efficace funzione antinfiammatoria. Questi medicinali hanno però effetti collaterali molto seri, innanzitutto sul fegato, ma possono anche causare anche stanchezza e dolori. 20
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he cosa crea le condizioni ideali per lo sviluppo di un’infiammazione cronica? E che cosa alimenta questo fuoco in modo costante? La prima cosa da considerare è sicuramente la componente genetica. C’è chi nasce con un terreno fertile, per così dire, e quindi con una predisposizione maggiore a sviluppare “incendi” e a mantenerli attivi nel tempo. Molto però fanno anche le nostre abitudini di vita. Chi pratica regolarmente attività fisica, mangia quantità moderate di zuccheri e grassi e non ha problemi di chili di troppo, anche se sembrerà banale dirlo, è maggiormente salvaguardato dal “rischio infiammazione”.
sedentarietÀ: Fra i priMi iMpUtati Al contrario il popolo dei sedentari, dei fumatori accaniti, degli stressati cronici e dei forti consumatori di zuccheri è sicuramente più esposto a infiammazioni croniche con ripercussioni notevoli sul sistema immunitario, su quello cardiovascolare e sul sistema nervoso centrale. Analizziamo, comunque, quali sono le principali cause dell’infiammazione silente. Queste considerazioni ci porteranno inevitabilmente alla rivalutazione completa del nostro stile di vita e a una correzione di quegli errori che aizzano le fiamme nel nostro organismo.
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l’eFFetto dannoso del Fumo
il rUolo del Microbiota intestinale Un ruolo primario lo gioca il microbiota, ovvero i germi che vivono nel nostro intestino. In questo organo il contatto con elementi che arrivano dall’esterno è continuo e ciò provoca una reazione infiammatoria che di solito è controllata e localizzata; in alcune persone, per motivi non ancora chiari, la risposta diventa esagerata, cronica e quindi patologica. Una delle cause dell’infiammazione infatti è proprio la dispersione, nel circolo ematico, di alcuni batteri dell’intestino, per via di un cattivo funzionamento della mucosa intestinale. Secondo gli esperti, tale “disfunzione” è dovuta a un’alterazione della flora batterica, cioè del microbiota.
troppi zUccHeri nel piatto Un’alimentazione sbilanciata e ad alto indice glicemico, ovvero eccessivamente ricca di carboidrati e zuccheri raffinati, è sicuramente una causa importante o comunque un’aggravante di uno stato infiammatorio. Il nostro corpo si ribella contro il “carburan-
sono elevati. In alcune popolazioni del Giappone, infatti, che hanno bassi livelli di colesterolo nel sangue, l’incidenza di infarto è bassa nonostante un elevato consumo di sigarette. Smettendo di fumare, il rischio si riduce e ritorna a valori normali (simili a quelli di un soggetto che non ha mai fumato) nel giro di 5-10 anni in un soggetto asintomatico (che cioè non è affetto da malattia cardiovascolare). Il rischio si riduce ancora di più (entro 2-3 anni dalla sospensione) nei soggetti già affetti da malattia cardiovascolare.
te“ di scarsa qualità che gli forniamo ogni giorno. In particolare, questo succede se la nostra dieta è troppo ricca di zucchero, o carica di cibi raffinati e di alimenti industriali con oli vegetali del tipo Omega 6.
ProBLemi gengivaLi
ancHe le intolleranze inFiaMMano Quando si consumano alimenti di cui il corpo è stato sovraccaricato e che risultano sgraditi, come reazione di difesa vengono prodotte delle citochine. Un eccesso di citochine crea uno stato di infiammazione permanente che accresce la formazione di cellule adipose, favorisce l’accumulo di ristagni nelle cellule e rallenta le attività metaboliche. Così il corpo comincia a gonfiarsi soprattutto nella zona addominale e via via il gonfiore lascia posto all’adipe. La scienza ha dimostrato che una particolare citochina, la resistina, prodotta dal tessuto adiposo e dalle cellule infiammate, oltre a causare accumulo di grassi, aumenta l’infiammazione. A sua volta l’infiammazione attrae altre cellule che secernono resistina e molecole infiammatorie.
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Il fumo di sigaretta, come il sovrappeso, rende più aggressivi i radicali liberi, aprendo la via a infiammazioni dei vasi sanguigni. Ecco perché il fumo (anche quello passivo) danneggia i vasi sanguigni e il cuore. L’effetto nocivo è dovuto in gran parte alla nicotina, che aumenta la pressione arteriosa, la concentrazione di zuccheri e grassi nel sangue e favorisce i fenomeni di trombosi, una circostanza che determina la chiusura di arterie e/o vene. L’effetto negativo del fumo è potenziato quando i grassi nel sangue
A sorpresa, fra i fattori pro infiammatori spicca anche la scarsa cura del benessere di denti e gengive. Particolarmente pericolose sarebbero le malattie infiammatorie che colpiscono gengive e tessuti che circondano il dente. Da queste, infatti, si genererebbe uno stato infiammatorio con ricadute pesanti anche sul cuore e sui vasi. Uno studio dell’Università di Bristol ha scoperto che un batterio della famiglia degli Streptococchi, presente nel cavo orale in caso di gengive sanguinanti, dalla bocca può diffondersi nel sangue e contribuire alla formazione di coaguli responsabili di ictus e infarti. Infiammazioni
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LE CAUSE PRINCIPALI
il grasso corporeo è “super infiammante”
Basta iL 5% di Peso in meno
Secondo una ricerca uscita nel 2001 sul British Medical Journal un calo di peso del 5% nelle persone obese riduce il grasso viscerale del 30% con un abbassamento degli indici infiammatori e benefici per la salute in generale. In particolare si riduce il rischio di sviluppare patologie cardiovascolari, diabete e cancro.
C’è un legame molto stretto fra chili di troppo e l’infiammazione di basso grado, che viene indotta anche da diversi meccanismi legati all’alimentazione scorretta. Ma è il grasso stesso a essere infiammante. Il tessuto adiposo non è un’inerte riserva di energia ma un vero e proprio organo endocrino, che secerne direttamente ormoni e mediatori chimici capaci di influenzare il resto del corpo. Tra le sostanze emesse dalle cellule adipose vi sono anche citochine capaci di aumentare l’infiammazione corporea. Le persone obese presentano livelli più elevati dei marker dell’infiammazione, come la proteina C reattiva. L’obesità è infatti una malattia infiammatoria a tutti gli effetti, e contribuisce ad alimentare il “fuoco” dell’infiammazione.
il più pericoloso È QUello addoMinale Non tutto il grasso è uguale e non tutto il grasso infiamma allo stesso modo. 22
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Quello localizzato a livello addominale ha dimostrato di essere in grado di generare una maggior quantità di infiammazione. Il grasso viscerale, rappresenta un’importante fonte d’infiammazione sistemica; contiene anche macrofagi, cellule immunitarie capaci anch’esse di attivare i processi infiammatori. In una recente ricerca condotta in Brasile su 95 donne in post menopausa è stato verificato il legame tra obesità centrale (ovvero con il grasso che avvolge e circonda gli organi dell’addome) e aumento dei livelli di proteina C-reattiva, uno dei più precisi indicatori dell’infiammazione. Uno dei parametri utilizzati per definire la presenza di grasso addominale è la misurazione della circonferenza della vita, che dovrebbe essere inferiore a 102 cm negli uomini e a 88 nelle donne.
il rUolo dell’insUlina Uno degli elementi che determinano sia l’aumento di peso che quello del li-
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le abitUdini cHe aUmentano le tossine L’eccesso di tossine acide è dovuto in gran parte ad errori nell’alimentazione e nello stile di vita. Alcune abitudini si rivelano dannose per la propria salute e per la linea proprio per questo motivo. Ecco dunque un elenco degli atteggiamenti dannosi a cui bisogna prestare particolare attenzione e che si dovrebbero evitare se non si vuole intasare l’organismo di scorie nocive e ingrassanti.
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mangiare raramente frutta e verdura. bere meno di due litri di acqua o tisane al giorno. assumere bevande alcoliche abitualmente.
mangiare poco nella prima parte della giornata (specie a colazione).
vello di infiammazione corporea è rappresentato dalla continua stimolazione dell’insulina. Questo ormone ha il compito di regolare la quantità di zucchero nel sangue e di ridurne l’eventuale eccesso, trasformandolo in grasso. Stimolare continuamente l’insulina significa quindi ingrassare. Inoltre questo processo induce il tessuto adiposo a rilasciare segnali infiammatori che aumentano il rischio di ammalarsi. È dunque necessario adottare una dieta in cui siano ridotti drasticamente gli zuccheri semplici, i primi responsabili dell’aumento della glicemia e quindi dell’intervento dell’insulina. n
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fare spesso ricorso a cibi pronti e snack. mangiare in due soli pasti quotidiani, senza spuntini nel corso della giornata. consumare di frequente carni rosse o insaccati.
fare largo consumo di dolci, gelati e cioccolato.
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dormire meno di 6 ore per notte. fumare più di 10 sigarette al giorno.
praticare poco movimento o attività fisica.
consumare di frequente junk food, esagerare con carne e salse.
iL Fast Food È come Un virUs
Il junk food o cibo spazzatura è il primo nemico da cui difendersi. Un vero e proprio virus per il corpo come dimostra uno studio condotto sui ratti dall’università di Bonn e pubblicato su Cell. Ogni volta che si introduceva cibo spazzatura ricco di grassi e povero di fibra il sistema immunitario dei topi aveva una reazione simile a quella scatenata in presenza di un’infiammazione.
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