RIZA
Bimestrale Agosto/Settembre 2019 Numero 13 - € 9,90 Italia P.I. 10/08/2019
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Poste Italiane S.p.A. - Sped. in Abb. Postale - D.L. 353/2003 (conv. in. L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, LO/MI
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VIA ARTROSI E REUMATISMI
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VIA ARTROSI E REUMATISMI
MANTIENI GIOVANI LE ARTICOLAZIONI I NUOVI ANTINFIAMMATORI E ANTIDOLORIFICI NATURALI Funzionano rapidamente senza effetti collaterali RIGENERA LE CARTILAGINI Ecco le novità per ricostruire i tessuti e mantenere sane e mobili le tue articolazioni LA DIETA GIUSTA Scopri i 10 migliori cibi da portare in tavola e tutti quelli da evitare LE CURE PER L’ARTRITE Tutte le ultime scoperte per vincere l’infiammazione
PROTEGGI ANCA, SCHIENA E GINOCCHIA Gli esercizi e le tecniche per dire addio al dolore
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SOMMARIO ARTROSI: UNA MALATTIA IN CRESCITA
Come sono fatte
6 Le articolazioni: gli snodi che ci permettono di muoverci senza sforzo
La malattia reumatica più diffusa
10 L’artrosi: quando le cartilagini si usurano I numeri della malattia
14 Una patologia in crescita e ancora sottovalutata
Le zone caratteristiche
16 Ecco le parti del corpo più colpite Conoscere la malattia
20 Quali sono le cause e i sintomi dell’artrosi? Come si scopre
24 Prima è diagnosticata meglio è Il test di autovalutazione
28 Quanto vuoi bene alle tue articolazioni? La lettura simbolica
30 Chi ne soffre ha una personalità “ingessata”
Le terapie con le macchine
42 Le stimolazioni fisiche più innovative che danno sollievo
Come curarla
46 Le inflitrazioni con l’acido ialuronico: uno dei metodi più efficaci
Un aiuto da piante ed estratti
48 Il Ribes nigrum, la pianta scaccia guai LE CURE CONSIGLIATE
Le altre erbe che offre la natura
Vero o falso
50 Le piante amiche delle nostre articolazioni
Cosa funziona di più
52 Rigenerare le cartilagini: oggi si può!
34 Sfatiamo i luoghi comuni sull’artrosi 38 Curala con la fisioterapia
Gli integratori condroprotettori Profumi terapeutici
54 Anche gli oli essenziali per i dolori articolari Galleggiare alleggerisce il carico
56 Il rimedio più antico per le articolazioni: l’acqua Una risorsa inaspettata
58 La cura con l’aceto di mele Le soluzioni naturali
60 Zona per zona, scopri i rimedi più efficaci Dai sollievo al collo indolenzito
62 Cervicalgia: le cure specifiche
Via il male una volta per tutte
64 Mal di schiena cronico: come curarlo Il ricorso alla chirurgia
68 Quando è necessario l’intervento?
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La prima arma per vincerla è a tavola
Le regole d’oro
100 Segui la dieta antinfiammatoria
70 La prevenzione. Ecco i movimenti
che salvaguardano le articolazioni
I tocchi che guariscono
INTEGRATORI E RIMEDI ANTINFIAMMATORI
74 Combatti il dolore con i massaggi
Le sostanze antiaging
e le terapie manuali
106 Gli integratori antiossidanti
La ginnastica dolce
76 Il pilates allena il tuo benessere
La radice che cura
110 I miracoli dell’estratto di zenzero Un prezioso ormone
COSA FARE A TAVOLA
114 La vitamina D, un dono del sole
Metti la cura nel piatto
per le nostre giunture
80 I superfood per chi soffre di artrosi
Le medicine verdi
Un esempio di dieta
118 Gli altri rimedi naturali contro l’artrite
Sorsi di benessere
120 Le nuove cure scommettono anche sui funghi
84 Il menu che scioglie le rigidità
I benefici della micoterapia
88 Prova le tisane per sentirti meglio ARTRITE: QUANDO LE GIUNTURE BRUCIANO
Una patologia infiammatoria
92 L’artrite, l’infiammazione
che colpisce le articolazioni
Una grande famiglia
94 Le diverse forme autoimmuni I segnali principali
96 Diagnosi e campanelli d’allarme Il ruolo del microbiota
98 È nella pancia la causa della malattia?
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Riza Speciale cita i nomi commerciali di prodotti fitoterapici, omeopatici o farmaci per completezza di informazione e per libera scelta della redazione. Le informazioni contenute nella presente pubblicazione sono a scopo informativo e divulgativo: pertanto non intendono sostituire, in alcun caso, il consiglio del medico di fiducia.
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COME SONO FATTE
LE ARTICOLAZIONI: gli snodi che ci permettono di muoverci senza sforzi Ogni estremità di un osso è unita a quella di un altro da una particolare struttura chiamata appunto “articolazione” LE CARTILAGINI INTEGRE L’articolazione è una struttura complessa, che collega fra loro varie componenti: l’osso è l’elemento portante, a cui si allacciano i legamenti, le membrane e le cartilagini. Se le cartilagini perdono compattezza e spessore, si va incontro a una situazione di sfregamento che scatena prima infiammazione e poi dolore. 6
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apparato scheletrico è una formidabile opera di ingegneria biochimica, composta da ossa e articolazioni; queste componenti, insieme ai muscoli, formano la struttura portante dell’organismo e ci consentono di compiere tutti i movimenti possibili. Ossa e articolazioni sostengono il peso del corpo e riescono a lavorare in perfetta sinergia e collaborazione con i muscoli, così che sotto il controllo del sistema nervoso e dei nervi, si riescono a compiere azioni precise e controllate. Le ossa sono strutture formidabili per la loro robustezza ed elasticità. Ma da sole non basterebbero a garantirci
la stabilità e la capacità di movimento di cui abbiamo bisogno. Serve qualcosa che le tenga insieme in modo solido e nello stesso tempo flessibile, e che permetta loro di muoversi. Questo compito è affidato alle articolazioni o giunture, collocate nel punto in cui due ossa entrano in contatto tra loro.
TRE DIVERSE CATEGORIE Esistono tre categorie funzionali di articolazioni e a ciascuna corrisponde un gruppo preciso di giunture che consente un determinato tipo di movimento. • Un’articolazione immobile è detta sinartrosi: fanno parte di questa ca-
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LA CARTILAGINE: LE CARATTERISTICHE •
La cartilagine articolare o ialina riveste le superfici articolari
•
Non possiede nervi, arterie, vene o vasi linfatici
• •
È composta per il 75% da acqua
•
È sintetizzata e modificata dai condrociti, cellule del connettivo
•
Si altera per stress meccanici, fattori di crescita e instabilità articolare
Il restante 25% sono collagene e proteoglicani
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tegoria le connessioni delle ossa del cranio, che non sono fatte per potersi muovere. • Vi sono poi le articolazioni dette amfiartrosi, che permettono dei piccoli movimenti: sono ad esempio quelle cartilaginee tra le due ossa dell’anca. • L’ultima categoria è quella delle diartrosi, o articolazioni sinoviali, che permettono di compiere ampi movimenti: gomito, polso, spalla e caviglia, per citarne alcune. Queste ultime sono le articolazioni più complesse, che permettono movimenti diversificati.
FOCUS SULLA FISIOLOGIA Un’articolazione è formata dalle estremità di 2 o più ossa legate tra loro grazie a tessuti elastici chiamati “legamenti”. Le estremità dell’osso dell’articolazione sono ricoperte da una sostanza liscia e morbida chiamata “cartilagine”. Lo spazio tra le cartilagini è colmo di liquido, con funzione insieme ammortizzante e nutriente
LA MEMBRANA SINOVIALE che ricopre le due estremità ossee e che permette ai capi ossei di muoversi riducendone la frizione. Si compone di cellule piatte e poggia su un sottile strato di connettivo fibroso.
IL LIQUIDO SINOVIALE
La membrana produce il liquido sinoviale, ovvero il liquido che riempie la cavità della capsula e che svolge, tra le altre, un’azione lubrificante e di ammortizzamento, assorbendo i traumi nelle articolazioni quando sono sottoposte a compressione. Ha anche la funzione di nutrire la cartilagine. È composto anche da lubricina e acido ialuronico, sostanze in parte prodotte dalla membrana sinoviale, dentro cui scorrono vasi sanguigni e linfatici. L’infiammazione del liquido sinoviale è tipica dell’artrite.
delle componenti articolari (liquido sinoviale); poi c’è una capsula che “tiene insieme” le parti; ci sono i muscoli e i tendini intorno che, con le loro azioni di contrazione o rilasciamento, rendono armonici e funzionali i movimenti. Il liquido sinoviale non è stagnante ma in continuo scorrimento dentro l’articolazione.
I DUE CAPI OSSEI che si uniscono l’uno con l’altro.
LE CARTILAGINI, che sono collocate fra le superfici delle ossa e ne impediscono lo sfregamento diretto. LA CAPSULA ARTICOLARE
Una componente importante delle articolazioni mobili è la capsula articolare, uno strato di tessuto connettivo denso che avvolge l’articolazione, mantenendola in sede. Questa è rinforzata dai legamenti, che, insieme ai tendini, contribuiscono a dare stabilità all’articolazione. All’interno della capsula articolare troviamo la membrana sinoviale, che garantisce oltre l’equilibrio plastico della struttura, anche attività di sorveglianza immunitaria.
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LE ZONE CARATTERISTICHE
Ecco le parti del corpo
PIÙ COLPITE
L’artrosi inizia in maniera insidiosa e progredisce lentamente attaccando diversi punti del corpo LA RIZARTROSI Esiste una forma di artrosi prevalentemente femminile chiamata rizartrosi che colpisce la base del pollice, con l’usura della cartilagine tra il primo osso metacarpo e il trapezio, l’osso a forma di sella sul quale il pollice si articola. La rizartrosi è frequente nei pianisti e nei musicisti; ma anche fratture e distorsioni la favoriscono. 16
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l termine artrosi deriva dal greco: “artro” significa articolazione e “osi” significa degenerazione; indica dunque una malattia degenerativa delle articolazioni. Le modificazioni metaboliche e biochimiche che coinvolgono la cartilagine avvengono ben prima che si manifesti il dolore e ovviamente anche ben prima che si rendano visibili delle alterazioni strutturali. Ci sono quindi dei piccoli campanelli d’allarme che è bene tenere sotto controllo, soprattutto se i primissimi sintomi, come scricchiolii, riguardano le articolazioni maggiormente interessate dai movimenti o che più di altre devono
saper sopportare il peso del corpo umano. Le più colpite, infatti, sono essenzialmente le articolazioni del ginocchio, della mano e dell’anca. Ma tra i bersagli preferiti dell’artrosi compaiono anche la colonna cervicale e lombare, i piedi, i gomiti e le spalle.
LA MANO, SOPRATTUTTO NEL SESSO FEMMINILE L’artrosi alle mani colpisce molto più le donne rispetto agli uomini e, anche se è più frequente a partire dai 50-60 anni di età, può comparire anche molto prima. Rispetto alle altre forme di artrosi, quella alle mani presenta una differenza im-
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mediatamente visibile: innanzitutto, è evidente che l’insorgenza di questo tipo di artrosi non abbia molti legami con il peso corporeo, mentre pare ne abbia di più con i fattori genetici. Inoltre, l’artrosi alle mani è molto evidente perché spesso dà vita a delle formazioni di noduli, che fanno apparire le dita storte: sono i cosiddetti noduli di Heberden, ovvero dei rigonfiamenti che si presentano sulle articolazioni della terza e ultima falange; diversi sono i noduli di Bouchard, che si localizzano invece tra la prima e la seconda falange ovvero a metà dito.
L’artrosi dell’anca, o coxartrosi, è un processo degenerativo tra i più diffusi e invalidanti e colpisce soprattutto le persone oltre i 50 anni. È dovuta a una lesione progressiva dello strato di cartilagine coxo-femorale, che riveste la testa del femore nel punto in cui questo si articola con la cavità in cui si inserisce, il cosiddetto acetabolo dell’anca. Anche in questo caso, la cartilagine dovrebbe consentire lo scorrimento delle ossa l’una contro l’altra evitando gli attriti, ma quando si deteriora comporta un dolore cronico a livello anteriore e posteriore dell’anca che spesso raggiunge anche il ginocchio ostacolando i movimenti.
Nella fase più avanzata della malattia, si deformano anche la capsula che avvolge l’articolazione e i muscoli: al danno della cartilagine, infatti, si associa talvolta la formazione di osso esuberante che porta a un’artrosi d’anca deformante; a questi livelli, viene impedita la libertà di movimento delle anche, che restano bloccate e ruotate all’esterno. Il grado di invalidità può aumentare fino a rendere difficile anche il camminare, ma non solo: i danni alla cartilagine, la deformazione articolare e la retrazione dei tessuti provocano dolore sia durante il movimento sia durante il riposo, e la rigidità articolare è progressiva e peggiora nel tempo, rendendo difficili anche le attività più semplici.
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L’ANCA, UNA ZONA DELICATA
ALLA CAVIGLIA: ANCHE NEI GIOVANI Anche l’articolazione alla caviglia può andare incontro all’artrosi, che nella maggior parte dei casi ha un’origine post-traumatica e per questo può manifestarsi anche in individui giovani. Il sintomo più tipico è il dolore quando si cammina. Si cura con rimedi antinfiammatori, infiltrazioni di acido ialuronico e trattamenti di fisioterapia.
QUANDO AGGREDISCE IL TRATTO CERVICALE Quando l’artrosi colpisce la parte alta della colonna, ovvero le vertebre del collo, si parla di artrosi cervicale o spondilosi cervicale. Si tratta di una forma particolare di artrosi che può provocare manifestazioni neurologiche, vista la vicinanza delle radici nervose che possono essere coinvolte. Tra le varie manifestazioni, la più nota è la cervicobrachialgia, causata dalla compressione esercitata sui nervi dagli osteofiti o da un’ernia del disco. Una compressione delle vertebre nella zona cervicale può provocare dilatazione pupil-
lare, emicrania, ronzii, palpitazioni cardiache e nausea. Altre manifestazioni frequenti sono le vertigini, causate dalla compressione dei nervi del collo che regolano la circolazione del sangue nel labirinto e nell’orecchio interno. Uno dei sintomi più tipici dell’artrosi cervicale è quello che viene chiamato “sabbia nel collo”, ovvero un rumore che si avverte quando si ruota la testa. L’artrosi della colonna vertebrale può colpire anche la zona lombare, ovvero la regione compresa tra la prima e la quinta vertebra lombare.
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LE ZONE CARATTERISTICHE
Gli altri bersagli preferiti LE CAUSE DELL’ARTROSI AL GINOCCHIO
Sono diverse le cause che possono concorrere alla comparsa dell’artrosi al ginocchio. Tra i principali ci sono deformazioni congenite dell’asse della gamba (gambe a «O» o a «X»), lesioni del menisco, dei legamenti o interventi di asportazione dei menischi, sovraccarico legato a un’intensa attività fisica praticata per molti anni. Per diagnosticarla, oltre ai sintomi, si esegue un esame radiografico. In alcuni casi è indicato il ricorso alla risonanza magnetica, quando la diagnosi non è chiara.
L’artrosi del ginocchio è un’altra forma sintomatica più frequente e colpisce circa il 17 per cento delle persone oltre i 45 anni, in prevalenza donne. La ragione di tale frequenza è presto detta: le ginocchia sono le articolazioni che sostengono il peso corporeo. Il ginocchio è l’articolazione più complessa
del nostro organismo ed è caratterizzata essenzialmente da due movimenti predominanti: la flesso-estensione e la rotazione interna-esterna. I legamenti contribuiscono a far sì che non si esageri con il movimento e l’articolazione riesce a conciliare due obiettivi importanti: la stabilità in estensione e la mobilità in flessione. Quella del ginocchio è un’articolazione importante perché lega la coscia alla gamba: le ossa coinvolte sono il femore, la rotula e la tibia. Tutto è perfettamente legato e funzionante, finché non inizia il processo di invecchiamento, ovvero la progressiva perdita dello strato di cartilagine che riveste l’articolazione. All’inizio i sintomi sono lievi e altrettanto lieve è il dolore. Generalmente sono presenti gonfiore e la sensazione di sentire degli scricchiolii.
LA SPIA: L’AGILITÀ NEL SALIRE LE SCALE Secondo uno studio apparso su “Arthritis Care and Research”, una delle prime 18
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SE ATTACCA AL GINOCCHIO: LA MALATTIA DEI TEMPI MODERNI
Cartilagine con artrosi
Cartilagine sana ARTICOLAZIONE SANA
ARTICOLAZIONE MALATA
avvisaglie di inizio di artrosi al ginocchio è il grado di scioltezza nel fare le scale: il dolore nel salire i gradini è infatti il primo indizio del disturbo. Con il progredire delle lesioni alla cartilagine, l’osso rimane scoperto e si registra un netto peggioramento, aggravato anche dal fatto che il ginocchio viene utilizzato ogni giorno per ogni movimento. Quando si formano gli osteofiti, si modifica la forma originale della superficie articolare, limitando le possibilità di movimento e provocando un’andatura zoppicante. Nelle fasi più avanzate della malattia la capsula articolare si ispessisce e i muscoli si ritirano.
LE SPALLE
I GOMITI, PUNTO DOLENTE L’artrosi ai gomiti è una forma più rara rispetto alle altre, perché il gomito non è sottoposto a carico corporeo e colpisce soprattutto lavoratori e sportivi. In particolare, a soffrirne sono gli uomini oltre i 50 anni di età che abbiano subìto traumi importanti, come fratture, o lievi ma ripetuti, dovuti ad esempio a un tipo di lavoro che prevede l’uso di oggetti come martelli pneumatici o trapani. Il sintomo principale è il dolore: all’inizio può essere lieve e accompagnato da rumori o crepitii interni durante il movimento. Una volta comparso però, il dolore tende ad acuirsi e si perde via via la capacità di movimento. ■
CHE ALL’IMPROVVISO SI BLOCCANO La spalla è dotata di grande mobilità, che può essere fortemente ridotta dall’artrosi. Il disturbo si manifesta quando le cartilagini che rivestono la testa dell’omero iniziano a deteriorarsi e compare il primo dolore, spesso accompagnato da scricchiolii. La situazione peggiora quando si formano gli oste-
ofiti, che riducono l’elasticità. A questo punto certi movimenti della spalla diventano impossibili. I sintomi sono chiari, le cause no: il fattore principale resta comunque l’età, dato che il disturbo coinvolge circa il 10 per cento degli adulti e circa il 50 per cento delle persone dai 60 anni in su.
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